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Iran

Iran

La Repubblica Islamica dell'Iran è un paese mediorientale, situato nel sud-ovest asiatico. Un tempo noto come Persia, l'Iran confina a Ovest con la Turchia e l'Iraq, a Nord con il Turkmenistan, l'Azerbaijan e l'Armenia, oltre al Mar Caspio, a Est con il Pakistan e l'Afghanistan, mentre a Sud è delimitata dal Golfo Persico e dal Golfo dell'Oman.

Storia

(per il periodo storico precedente alla proclamazione del nuovo stato, vedere Persia) Si può far iniziare la storia dell'Iran dal 1925, quando un semplice ufficiale, Reza Khan, a capo della cosiddetta Brigata Cosacca inizialmente istruita da elementi sovietici, prende il potere e detronizza l'ultimo sovrano qajar, istituendo una nuova dinastia imperiale che egli chiamerà "pahlavide". Il nuovo shahanshah accelera il processo di occidentalizzazione del paese, con grande disappunto dei religiosi, e rinomina ufficialmente il Paese "Iran". Durante la Seconda Guerra Mondiale il nord del Paese subisce l'occupazione dei Sovietici, mentre al sud si stabiliscono i Britannici e gli Statunitensi, che obbligano l'Iran a dichiarare guerra alla Germania. Scontenti della scarsa propensione dello Scià verso le loro politiche, Statunitensi e Britannici lo costringono ad abdicare in favore del figlio Mohamed Reza. Da quel momento il Paese entra nel novero degli Stati filo-occidentali e si afferma, anche grazie all'efficiente organizzazione militare, come la principale potenza del [Golfo Persico]]. Nel 1951 la CIA organizza un primo colpo di Stato contro il Primo Ministro Mossadeq che aveva nazionalizzato la compagnia petrolifera Anglo-Iranian Oil Company: i Britannici impongono un embargo al Paese, impedendo l'esportazione del petrolio, mentre nel 1953 Mossadeq viene rovesciato e Mohamed Reza, fuggito dal Paese verso l'Italia, sale nuovamente al trono dove resterà fino al 1979, data in cui sceglierà la via dell'esilio in seguito al successo della cosiddetta Rivoluzione islamica. Alla guida dell'Iran sale al potere con la Rivoluzione islamica l'ayatollah Ruhollāh Mosavi Khomeini, massimo esponente religioso della comunità sciita, che, rotti i rapporti con gli USA, dichiara l'Iran Repubblica Islamica. Uno dei primi provvedimenti che il nuovo governo islamico prende è quello di chiudere le Università, per evitare che i giovani Iraniani si allontanino dal vero cammino dell'Islam. Il provvedimento restò in vigore 2 anni. In generale, comunque, le cose non cambiarono di molto rispetto al regime dello Scià: i precedenti prigionieri politici, dopo pochi mesi, divennero nemici anche del nuovo governo, che dal 1980 al 1988, fu costretto a fronteggiare l'attacco dell'Iraq che approfittò dell'ostilità occidentale al regime khomeinista, cercando di sostituire (a proprio esclusivo vantaggio) l'Iran nel suo ruolo di "guardiano del Golfo Persico".

La guerra contro l'Iraq

Si veda: Guerra Iran-Iraq

Tempi recenti

Alla morte di Khomeini, avvenuta nel 1989, il suo ufficio di "Guida Suprema" della Rivoluzione Islamica fu assunto (su disposizione dello stesso Khomeini) dall'ayatollah Khamenei, che cercò di attenuare talune norme adottate dalla Repubblica islamica e di riavvicinare persino, timidamente, il paese all'Occidente. Purtroppo tali sforzi si rivelarono vani e ancor oggi (specie dopo l'elezione a Presidente di Mahmud Ahmadinejad) sembra che il paese resti lontano da posizioni internazionalmente accettabili, alimentando il malcontento dei ceti più poveri e delle donne, che spesso hanno criticato il loro governo, con il conseguente esilio per i "ribelli".

Geografia

Il territorio dell'Iran corrisponde alla parte occidentale dell'altopiano iranico, che continua nelle alte terre afghane e pakistane. Tra le catene montuose dell'altopiano si aprono ampi bacini più o meno depressi (deserti del Dasht-e-Kavir e del Dasht-e-Lut). Dall'Azerbaijan partono altri due sistemi montuosi: a Nord la catena dell'Elburz e a Sud, con sviluppo verso il Sud-Est, il sistema dello Zagros. I fiumi più lunghi sono tributari del bacino mesopotamico. Le regioni interne hanno clima arido con forti escursioni termiche; lungo le coste si hanno condizioni tropicali e subtropicali. (maggiori approfondimenti su Geografia dell'Iran)

Popolazione

La popolazione appartiene al gruppo ario di ceppo indoeuropeo. A questo ceppo principale si devono aggiungere le minoranze dei Turkmeni, dei Curdi, degli Armeni, dei Beluci e degli Azeri. Le regioni desertiche orientali sono percorse da quasi 2 milioni di nomadi, principalmente allevatori: le maggiori concentrazioni si hanno a Nord dell'Elburz e lungo la costa del Caspio. Il tasso di crescita demografica è assai elevato: la popolazione, più che raddoppiata negli ultimi cent'anni, è molto giovane, con gravi problemi per l'istruzione (60% circa di analfabeti). Rilevante l'inurbamento (nella capitale oltre 6 milioni di abitanti). La lingua ufficiale è il persiano ( farsi ), la religione quella musulmana di rito sciita. C'è anche un 10% di fedeli di rito sunnita, oltre ad una minoranza di fede baha'i e alcuni zoroastriani, religioni nate nella regione dell'Iran.

Economia

L'Iran, tra il 1960 e il 1977, ha conosciuto un processo di industrializzazione finanziato dai proventi del petrolio, non accompagnato, però, da un adeguato aumento delle infrastrutture e da un sufficiente sviluppo dell'agricoltura. A tutto questo vanno ad aggiungersi le tensioni politiche e religiose che hanno dato vita a vari moti di protesta, la guerra con l'Iraq e il crollo del prezzo del petrolio, accentuando le difficoltà della giovane nazione. Il 30% della popolazione vive ancora di agricoltura, praticata su un territorio coltivato solo per il 10%, coltivando soprattutto cereali, orzo, cotone, che viene esportato, tabacco, barbabietola e canna da zucchero. Diffuso l'allevamento bovino nelle zone di pascoli, ovino e caprino in quelle più aride. Accanto al petrolio, di cui l'Iran è uno dei principali produttori mondiali, le risorse minerarie annoverano gas naturale, ferro, rame, carbone;anche gli idrocarburirappresentano una buon risorsa . Sono sorte alcune industrie nel settore petrolchimico in alcune città tra cui Teheran, in quello siderurgico a Isfahan e Bandar-Abbas e in quelli metallurgico e meccanico. Ai settori tessile e alimentare si sono aggiunte industrie per la produzione di beni di consumo. Notevoli sforzi sono stati compiuti durante la presidenza di Rafsanjani per tornare a un'economia di pace e modernizzare le strutture produttive, aprendo al mercato e ai capitali stranieri, ma la nuova linea di politica economica ha portato a una grave crisi nei primi anni Novanta, con pesanti costi sociali: rialzo dell'inflazione, difficoltà dell'industria nazionale e tutta una serie di problemi che hanno reso difficile la ripresa economica. A tutto ciò si aggiungono i problemi causati dall'ideologia religiosa che ha impedito la privatizzazione di alcuni settori dell'economia iraniana: la costituzione islamica, infatti, vieta gli investimenti stranieri.

Politica

Dalla rivoluzione del 1979 la Guida Suprema è il rahbar, o in sua assenza un concilio di capi religiosi. Vengono scelti da un'assemblea clericale sulla base del loro curriculum e del grado di stima posseduto presso la popolazione. La Guida Suprema nomina i sei membri religiosi del Concilio dei Guardiani, composto da 12 membri e che ha il compito di approvare i candidati alla presidenza della Repubblica e certificare la loro competenza e quella del parlamento, al pari delle più alte cariche giudiziarie, oltre ad essere il comandante in capo delle forze armate. A capo dello Stato vi è il Presidente, eletto a maggioranza assoluta con suffragio universale: il suo mandato ha durata quadriennale e vigila sul buon comportamento del potere esecutivo. Dopo la sua elezione, il Presidente nomina e supervisiona il Consiglio dei Ministri, coordina le decisioni del governo e seleziona le decisioni governative da proporre al parlamento. Il parlamento iraniano, monocamerale, chiamato Assemblea Consultiva Islamica, è composto da 290 membri, eletti con voto diretto e segreto, anch'essi con mandato quadriennale. Tutta la legislazione deve essere vagliata, sin dal suo inizio, dal Concilio dei Guardiani in base al principio della cosiddetta vilāet-e faqih, ossia la "tutela del giurisperito", per contrllare che le leggi non siano in contrasto col Corano e la dottrina islamica tipica dello Sciismo. I sei membri laici del Concilio, avvocati nominati dal parlamento, si pronunciano solo sulla costituzionalità delle leggi, mentre i sei membri religiosi esaminano la loro conformità con i dettami islamici.

Provincie

Corano L'Iran si divide in 28 provincie (ostan-haa, singolare - ostan):

Città


- Abadan
- Abarqu
- Bam
- Bandar-Abbas
- Bandar-Shapur
- Isfahan
- Kermanshah
- Shiraz
- Tabriz
- Teheran

Arte e Cultura

Come detto l'Iran attuale altro non è se non la Persia, che nei millenni passati ha contribuito alla storia dell'arte e della musica. Per approfondire, quindi, i vari aspetti della cultura iraniana, fare riferimento a Persia, sottosezione Arte, a Islam e storia dell'Islam oltre che a La musica in Iran. Vedere, inoltre, la lista sugli Iraniani illustri.

Collegamenti esterni


- [http://www.president.ir/ Presidency of the Islamic Republic of Iran]: sito ufficiale del Presidente dell'Iran
- [http://www.wilayah.org/Eng/Demgjlt.htm Wilayah]: sito ufficiale dell'Ayatollah Khamenei. ja:イラン ko:이란 ms:Iran simple:Iran th:ประเทศอิหร่าน zh-min-nan:Iran

Medio Oriente

Il termine Medio Oriente indica oggi in generale e nell'uso comune la regione occupata dalle nazioni dell'Asia sudoccidentale, dall'Iran all'Egitto.
I sei principali gruppi linguistici dell'area sono il persiano, l'arabo, l'ebraico, l'assiro, il curdo e il turco.
I Paesi e stati in essere e in divenire che fanno parte dell'area sono: turco
- Iran
- Turchia
- Iraq
- Siria
- Libano
- Israele
- Palestina
- Arabia Saudita
- Kuwait
- Emirati Arabi Uniti
- Oman
- Yemen
- Qatar
- Bahrein
- Giordania
- Egitto Storicamente, la dicitura Medio Oriente deriva dalla suddivisione amministrativa che la Gran Bretagna aveva operato per il mondo asiatico che da essa dipendeva in periodo coloniale. L'espressione Near East indicava per il Foreign Office e il Ministero delle Colonie il mondo arabo sottoposto al dominio ottomano, dal Marocco alla Turchia compresa, includendovi la stessa Grecia che dell'Impero Ottomano "vicino-orientale" faceva allora parte e che divenne indipendente solo nel 1820-21.
L'espressione Middle East identificava invece l'area (non esclusivamente islamica) che dalla Persia giungeva fino a tutto il sub-continente indiano che faceva parte all'epoca dei suoi domini.
L'espressione Far East si riferiva infine all'area che si estendeva ancor più a Oriente.
Un equivalente di ciò, con qualche minore differenziazione, fu usato anche dalla Francia che impiegava (e tuttora impiega) correntemente i termini Proche Orient, Moyen Orient e Extreme Orient. In Italia invece una discreta confusione seguita ad accomunare Vicino Oriente a Medio Oriente, con una certa predilezione per quest'ultima, con sovrapposizioni che sono dovute essenzialmente a una inadeguata categorizzazione geo-politica dell'intera area per le caratteristiche della storia coloniale italiana.
Essa rimase infatti limitata all'area africana e non sentì alcuna necessità di individuare con precisione burocratica diverse e disomogenee regioni del mondo, limitandosi di conseguenza a coniare per Eritrea, Somalia e, per breve periodo, Abissinia l'espressione "Africa Orientale Italiana" laddove, per riferirsi al complesso dei domini italiani d'oltremare, includendovi la Libia, si ricorreva alla più semplice definizione di "Africa Italiana". La dicitura "Medio Oriente" è comunque stata recepita e usata nel mondo arabofono (al-Sharq al-awsat) che peraltro ricorre assai più volentieri ai termini "Màghreb" e "Màshreq" (rispettivamente "Occidente" e "Oriente") per identificare i paesi arabi nordafricani, con l'esclusione dell'Egitto da cui, verso le aree arabofone più orientali, si usa appunto il termine Màshreq. La confusione non si propone invece per le aree "vicino-orientali" d'età antica (precedenti alla conquista araba) per le quali è stata adottata oramai l'espressione accademicamente attestata di "Vicino Oriente antico". ---- categoria:geografia ja:中東 simple:Middle East

Persia

La Persia è la regione storica del Medio Oriente corrispondente all'odierno Iran. La sua storia e la sua cultura sono ricche e interessanti e narrano di una nazione ricca e militarmente preparata che ha, nei secoli passati, raggiunto anche alti livelli di potenza e splendore sotto la guida di illustri condottieri, come si andrà a scoprire nel corso di questa voce.

Cronologia


- X secolo AC : popolazioni Ariane occupano il nord dell'attuale Iran e la popolazione dei Medi ne occupa la regione occidentale.
- verso il 750 AC : Deioces fonda il primo regno dei Medi, con capitale Ecbatane.
- verso il 700 AC Achemene capo dei persiani, iniziatore della dinastica achemenide che terminerà nel 331 AC.
- verso il 650 AC Teispes figlio di Achemene, passa da una vita nomade a una vita sedentaria nel sud dell'attuale Iran e organizza il primo stato persiano.
- 612 AC : i Medi di Ciassare (Hvakhshathra) conquistano Ninive, provocando la caduta dell'Impero assiro.
- verso il 600 AC Zoroastro diffonde il proprio credo in Persia. Ben presto diventa la religione di stato. Il Zoroastrismo sorretto dalla casta sacerdotale dei Magi, diventa un elemento fondamentale della cultura persiana.
- 552 AC : La Persia diventa un regno indipendente sotto Ciro il Grande.
- 550 AC : Ciro il Grande distrugge l'Impero dei medi e fonda l'Impero persiano, che s'estenderà a tutto il Medio Oriente, dal mar Egeo all'India, dall'Egitto all'Afghanistan. Nasce Dario I, re di Persia. † 486 a.C.
- 522 AC : Dopo la morte di Cambise, il mago Gaumata usurpa il trono facendosi passare per il defunto; è assassinato da dei generali condotti da Dario. Inizio del regno di Dario I, re di Persia. (finito nel 486 AC).
- 518 AC : Una strada reale lunga 2.683 km è costruita attraverso l'Imperio persiano.
- 486 AC : Morte di Dario I, re dei Persiani. Inizio del regno di Serse (finito nel 465 AC)
- 482 AC : Pur di annientare una rivolta in Babilonia contro il dominio persiano, Serse fa distruggere tutti i templi della città.
- 480 AC : I Greci sconfiggono la flotta persiana a Salamina. Più di mille navi partecipano alla battaglia.
- 479 AC : Atene rifiuta una offerta vantaggiosa passare nel campo persiano.
- 472 AC : Nell'opera I Persiani, Eschilo presenta al pubblico la battaglia di Salamina vista da un ottica persiana..
- 465 AC : Serse è assassinato. Il figlio Artaserse I gli succede al trono di Persia.
- 459 AC : Fallisce il tentativo dei greci di aiutare gli egiziani contro il dominio persiano e i Greci, sono messi in fuga e trovano rifugio su un isola del delta del Nilo.
- 404 AC : L'Egitto si affranca dal dominio persiano.
- 401 AC : Il re Artaserse II sconfigge e uccide suo fratello Ciro il giovane a Cunaxa.
- 396 AC : Il re di Sparta Agesilao II sconfigge il satrapo persiano Tissaferne.
- 386 AC : La Grecia di Sparta firma un trattato di pace la pace d'Antalcida o pace del Re, vi si riconosceva il potere della Persia di Artaserse sull'Asia e Cipro e quello dei greci sulle isole di Skyros, d'Imbros e di Lemnos.
- 370 AC : A seguito dell'indipendenza dell'Egitto 404 AC, altre satrapie dell'impero entrano in rivolta contro il potere centrale..
- 338 AC : Morte di re Artaserse, ucciso dal suo eunuco preferito.
- 333 AC : Alessandro Magno sconfigge il re persiano Dario III nella Battaglia di Isso, Alessandro Magno fece prigioniera l'intera famiglia reale ma non Dario.
- 331 AC : Alessandro Magno sconfigge Dario III nella battaglia di Gaugamela.
- 312 AC : Inizio del regno di Seleuco I, fondatore della dinastia seleucida di Persia.
- 115 AC : I Parti occupano la parte nord dell'ex impero Persiano.
- 211 : Ardashïr (Ardachêr) diventa il re di una parte della Persia.
- 224 : La Persia è unificata sotto Ardachir.
- 226 : Ardashïr rovescia Artaban V, ultimo re dei Parti e fonda una nuova dinastia persiana, i Sassanidi.
- 227 : La Persia annette tutto l'Impero dei Parti.
- 241 : Inizio del regno di Sapore I o Chahpuhr I, re dei Persiani. (fino al 272)
- 242 : Mani inizia a predicare la sua dottrina in Persia.
- 259 : Il re persiano Sapore I fa prigioniero l'imperatore Valeriano I.
- 297 : Narsete, re sassanide di Persia vince il re Tiridates d'Armenia.
- 298 : Narsete è forzato da Diocleziano a firmare un trattato di pace con Roma.
- 310 : Inizio del regno di Sapore II o Chahpuhr II, re di Persia (fino al 272)
- 332 : Viene riaccolta la dottrina di Zoroastro (Zarathustra) in Persia (Avesta).
- 337 : Inizio della guerra persiana contro Roma. (finita nel 350)
- 348 : Donne sono arruolate in Persia nel servizio ausiliario dell'armata.
- 350 : Gli unni invadono la Persia e l'India.
- 359 : Sapore II, il re sassanide di Persia, invade la Siria e prende la città romana d'Amida dopo un aspra battaglia.
- 363 : L'imperatore Giuliano invade la Persia e sconfigge i Persiani davanti le mura della loro capitale, Ctesifonte.
- 390 : Teodosio I e il re Sapore III di Persia firmano un trattato per la spartizione dell'Armenia.
- 399 : Yazdegiro (Yezdgerd) sale al trono di Persia. È tollerane con i cristiani e intrattiene buone relazioni con i Romani.
- 420 : Inizio del regno di Bahram V (fine nel 440).
- 422 : Teodosio II di Bisanzio, e il re Bahram V di Persia firmano un trattato di pace.
- 430 : Gli Unni Eftaliti, stabilitisi in Asia centrale, attaccano la Persia.
- 506 : Dopo una contro-offensiva romana, in Mesopotamia, la pace è ristabilita tra l'impero d'Oriente e la Persia.
- 516 : Il persiano Mazdak definito filosofo proto-socialista, diffonde la sua dottrina collettivista detta Mazdakismo accolta dal re Kavadh I.
- 529 : Chiude ad Atene l'ultima scuola di filosofia in Europa. Gli ultimi maestri di filosofia emigrano in Persia.
- 531 : Il movimento collettivista di Mazdak è schiacciato in Persia. Inizio del regno di Khosrau I, re di Persia. (fine nel 579)
- 532 : Bisanzio versa alla Persia 3.548 kg d'oro per fortificare il Caucaso.
- 540 : Guerra con l'impero romano. (fine 561)
- 561 : Giustiniano I firma un nuovo trattato con Khosrau I, re di Persia fissando una frontiera tra la Persia e l'impero d'Oriente. Giustiniano I accetta da pagare un tributo annuale. La Persia garantisce a Bisanzio 50 anni de pace.
- 589 : Khosrau II fugge a Costantinopoli per chiedere aiuto, contro una rivolta.
- 590 : Inizio del regno di Khosrau II, re di Persia. (fine nel 628)
- 591 : Maurizio I di Bisanzio mette sul trono di Persia Khosrau II. In cambio, riceve concessioni territoriali. La pace è ristabilita di nuovo tra i due imperi.
- 600 : I mulini a vento sono utilizzati in Persia per l'irrigazione.
- 603 : Nuova guerra con Roma. Iniziale forte avanzata nelle regione di Siria, Palestina, Egitto, e Anatolia prima di essere nuovamente sconfitti dai romani di Eraclio I di Bisanzio. (fine nel 627)
- 627 : Eraclio alleato con Kazare e Turche, vince la battaglia di Ninive. Nonostante la sconfitta Khosrau non si arrende. Eraclio prosegue la campagna prendendo la capitele Ctesifonte.Il re sassanide viene destituito.
- 632 : Inizio del regno di Yazdegerd III, ultimo re sassanide di Persia. (fine nel 651)
- 632 : Il califfo Abou Bakr sottomette le tribù arabe in rivolta. Prosegue verso la Siria e la Persia fino al 634.
- 639 : Gli Arabi annientano l'armata persiana nella battaglia di Kadisiyya.
- 900 : I mulini a vento arrivano con gli Arabi in Spagna dalla Persia.
- 975 : Il persiano Muwaffat scrive un trattato di medicina.
- 1055 : I nomadi turchi selgiuchidi, sunniti, che erano gia numerosi nelle armate del califato abbasside conquistanoBagdad.
- 1094 : La setta degli Assassini di religione sciita viene fondata in Persia.
- 1251 : Inizia la conquista dalla Persia da parte del principe mongolo Hulagu, nipote di Gengis Khan. Terminata nel 1265
- 1447 : Con il crollo dell'impero di Tamerlano (Timour Lenk), l'India, la Persia e l'Afghanistan recuperano indipendenza.
- 1502 : Ismail I fonda la dinastia Safavide in Persia. Il chiismo diventa la religione della Persia.
- 1571 : Nasce Abbas I il Grande, scià di Persia. †1629
- 1585 : Inizio del regno di Abbas I il Grande, scià di Persia. (fino al 1622)
- 1590 : Abbas I di Persia firma la pace con i Turchi.
- 1598 : Abbas I di Perse sconfigge gli Ouzbeki a Herat. Fa di Ispahan la sua capitale.
- 1623 : Abbas I toglie Bagdad ai Turchi.
- 1629 : Abbas I il Grande, muore.
- 1709 : Gli Afgani si sollevano contro il potere persiano e fondano uno stato afgano indipendente.
- 1722 : Anizio del controllo afgano sulla Persia. (fine nel 1730)
- 1730 : Gli Afgani sono scacciati dalla Persia.
- 1736 : Inizio del regno di Nâdir Shâh, scià di Persia, fondatore della dinastia afshar, che estenderà l'influenza persiana in India. (fino al 1747)
- 1737 : Inizio dell'occupazione persiana dell'Afghanistan. (finita nel 1747)
- 1794 : Aga Muhammed fonda la dinastia Qajar (Kajar) che regnerà sulla Persia fino al 1925.
- 1811 : Guerra tra la Persia e la Russia che ottiene qualche vittoria nel Caucaso.
- 1826 : Inizio della guerra russo-persiana, la Russia si annette le province armene. finita nel 1828
- 1901 : Una compagnia britannica riceve una concessione di estrazione di petrolio per 60 anni in Persia.
- 1935 : La Persia prende il nome di Iran.

Storia

Iran Popolazioni iraniche indoeuropee occuparono la Persia probabilmente sin dal 1200 a.C.: tra esse, le tribù dei medi e dei persiani, che per lungo tempo lottarono contro l'influenza assira e l'attrazione delle civiltà dell'Indo. Queste furono sottomesse inizialmente dalla potenza dei medi, che ricacciarono Sciti e Cimmeri e, alleatisi con i Babilonesi, annientarono l'impero assiro. Con Ciro il Grande i loro vassalli achemenidi conquistarono il primato su tutta la regione (550 a.C.): Ciro fu il fondatore dell'impero persiano, che nel giro di due decenni si estese conquistando Babilonia (539 a.C.) e sottomettendo le città greche dell'Asia minore e le popolazioni dell'Iran orientale e delle steppe asiatiche, fino all'Indo. La superiorità militare persiana sui popoli occidentali derivava dall'apprendimento di tecniche di combattimento tipicamente asiatiche come gli arcieri a cavallo. Cambise II, tra il 529 e il 522, allargò ulteriormente i confini dall'impero, conquistando anche l'Egitto, ma fu il successore Dario I (521-486) che diede all'impero la massima estensione con puntate nei territori degli Sciti e dei Traci a ovest del Mar Nero.

Le guerre persiane

Sotto Dario iniziarono le guerre persiane, dettate da un'aspirazione imperialistica sulle città greche che non andò a buon fine, pur se i persiani continuarono poi per oltre un secolo a influire in modo rilevante sulle vicende politiche della Grecia.

Il periodo ellenistico

L'impero persiano classico aveva un'organizzazione burocratica (satrapìe) e una notevole capacità di esercitare il controllo politico nel rispetto di civiltà, leggi e religioni locali, pur se il mazdeismo era considerata religione di stato. La successiva involuzione dispotica e le rivolte locali ne indebolirono la struttura, che cadde sotto i colpi della nascente potenza macedone: nel 331 Alessandro Magno, dopo aver sconfitto Dario III, ultimo imperatore persiano, conquistava Persepoli. Il successivo regno ellenistico dei Seleucidi si dissolse sotto l'urto di popolazioni locali: parti e battriani, principalmente. Fu nel III secolo d.C. che Mesopotamia, Iran e Afghanistan vennero di nuovo riuniti sotto l'impero teocratico dei Sasànidi, che tenne testa all'egemonia romana e poi bizantina in Asia Minore, e raggiunse il suo apogeo anche culturale e artistico sotto Cosroe I nel sec. VI.

Il declino: verso l'Iran moderno

La civiltà iranica cadde nel 637, quando gli Arabi invasero la Persia e conquistarono Ctesifonte: di conseguenza i Persiani, sconfitti, adottarono l'Islam, ma una confessione sotterranea, esoterica e rivoluzionaria, quella di ceppo sciìta. Alla morte di Maometto, avvenuta nel 632, la sua famiglia venne privata del potere che venne conferito ai compagni del profeta. Alì, suo genero e cugino, e Hussein, figlio di Alì, che aveva sposato una principessa persiana della dinastia dei Sasànidi, furono assassinati uno dopo l'altro, e il potere rimase così nelle mani della corrente sunnita. Attraverso la fedeltà ad Alì e Hussein, nei persiani si manifestava anche la devozione alla linea sasànide e al glorioso passato del loro paese. In tal modo le feste religiose divennero in realtà dei retaggi delle antiche feste zoroastriane. La presenza del ceppo sciìta è poi accertata da un ramo dinastico di Imam discendenti di Hussein, che si succedettero fino all'874, data in cui il secondo Imam, Mohamed al-Mahdi, uscì misteriosamente di scena: i suoi sostenitori sostengono ancora che è stato nascosto e che farà la sua riapparizione per regnare fino alla fine dei tempi. L'invasione e l'occupazione araba del 642 fu, però, solo la prima di una lunga serie: la Persia, infatti, cesserà di esistere come nazione indipendente per più di otto secoli. Essa sarà dominata nel X secolo dai turchi gasnèvedi, nell'XI dai selgiuchidi, nel XII dai Khwarezmenidi e dalla fine del XII sino al XIV secolo dai Mongoli, che fonderanno la dinastia degli Ilkhan. Sul finire del XIV secolo, quindi, la Persia passa sotto il potere dei Timùridi, ma a dispetto delle molteplici invasioni e occupazioni, la cultura e la sua lingua continua a mantenersi indipendente e vitale: il suo emblema è il Libro del Re, scritto da Firdowsi nel X secolo per il sovrano turco Mahamud di Gasma. Esso racconta l'epopea dei re e degli eroi della Persia dal principio dei secoli: questa storia, pur se esclusivamente persiana, lascerà un'eco in tutta l'Asia e verrà adottata dai Khan turkmeni e uzeki, i sultani mamelucchi e ottomani, gli Ilkhan mongoli e i grandi Mogol dell'India. Dopo le molte occupazioni e vessazioni, la Persia finalmente sorge a nuova vita grazie alla dinastia turkmena dei Safàvidi all'inizio del XVI secolo: costoro lottarono per tutta la durata del loro regno contro i turchi ottomani. Nel 1795, dopo l'interregno di Nadir Shab, succede alla prima una nuova dinastia turkmena, quella dei Qagiari. La Persia, allora, si troverà divisa dalle mire della Russia, da una parte, e dell'Inghilterra dall'altra: nel XIX secolo la Persia si troverà ad essere uno stato cuscinetto tra le due superpotenze. La prima si annette il Caucaso e l'Asia centrale e la seconda prende piede in Afghanistan e in Tibet. La scoperta del petrolio e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale non fanno altro che rinforzare sempre più la presa inglese sul paese, rendendo sempre più evidenti le proprie manovre economiche in Persia. Si arriva, così, al 1925 quando un semplice ufficiale, Rezah Khan, prende il potere e detronizza l'ultimo sovrano qagiaro. Il nuovo monarca accelera nel processo di occidentalizzazione del paese con grande disappunto dei religiosi e lo nomina ufficialmente Iran. (la storia, da qui in poi, continua nelle pagine dell'Iran)

Arte

Al periodo preistorico (VI-IV millennio a.C.) risale un'abbondante produzione di ceramiche dipinte con figure geometriche e sagome di vari animali, con fitti tratteggi decorativi, provenienti dalle regioni centrali e dall'Elam, nel Sud-Ovest del paese. Largamente esposta a influenze sumere, la civiltà elamitica (III-II millennio a.C.) ha lasciato un unico monumento, l'imponente ziqqurat di Cioga Zanbil, e numerosi manufatti, ritrovati soprattutto a Susa. A essa si fanno risalire i bronzi del Luristan, mentre ad altre culture, assire ed urartee, rimandano le tazze e i bacili in oro e argento con figurazioni a sbalzo ritrovati presso Hasanlu, Ziwiye e Kalar Dasht. In epoca achemenide (550-330 a.C.) le capitali imperiali offrono il quadro di una civiltà artistica ispirata a modelli assiro-babilonesi, ma originale nelle novità architettoniche utilizzate. I palazzi di Pasargade, Susa, Persepoli, eretti su terrazze fortificate, includono portici, scalinate, ingressi monumentali e comprendono lapadana, immensa sala riservata alle udienze su decine di colonne dai fastosi capitelli decorati con figure animali. I rilievi, talora in mattonelle smaltate (Susa) ma più spesso in pietra, illustrano lunghe processioni o combattimenti. Significativi i rari templi zoroastriani a torre e le tombe rupestri dei re con prospetti scolpiti. Di particolare raffinatezza la lavorazione dei metalli e l'oreficeria. Con la conquista di Alessandro e il dominio dei Seleucidi (330-250 a.C.) la decorazione architettonica si arricchì di motivi classici: vennero coniate monete sul modello greco e si costruirono città secondo i principi urbanistici del mondo ellenistico. Alla dominazione partica (250 a.C. - 240 d.C.) risalgono i palazzi di Assur, Hatra, Warka, con grandi arcate coperte di volte a botte, i cosiddetti iwan, destinati a grande fortuna anche in epoca islamica. Nel periodo sasanide (224-632) sorgono, a Firuzabad, Bishapur e Ctesifonte, palazzi con iwan colossali e coperture a cupola, rivestiti di paramenti di stucco lavorato; la scultura è rinnovata da apporti romani (rilievi rupestri nella valle di Naqsh-i-Rustam); le arti minori sono di grande valore decorativo: ad esempio si realizzavano coppe in argento sbalzato, tessuti di seta con motivi geometrici e araldici. (per il periodo delle conquieste arabe, vedere anche Arte Islamica)

Lingua e letteratura

Il persiano appartiene alle lingue iraniche e la sua evoluzione può essere suddivisa in tre fasi: #fase antica: antico persiano delle iscrizioni e avestico dell'Avesta, #fase media: medio persiano, 300 a.C.-900 d.C., distinto in pahlavi partico o pahlavik, e pahlavi sasanide o parsik, #fase recente: neopersiano o parsi: dal sec.IX ad oggi. La letteratura neopersiana, scritta in alfabeto arabo e ricca di arabismi, ha il suo primo, grande poeta in Firdowsi (Libro dei Re, 975-1010 circa). I generi più coltivati dai poeti classici, oltre all'epica, sono la qasida, il ghazal e il masnavì: tra i massimi poeti dell'epoca (secoli XII-XIV) si annoverano Omar Khayyam, Hafiz, Gialal al-Din Rumi, Nizami e Sadi, nella cui opera si combinano spesso temi erotici e mistici, edonismo e religiosità. Il periodo classico si chiude con Giami (1414-92). Le guerre civili e le conseguenti migrazioni in India diedero vita al cosìdetto
stile indiano, che godette la protezione dei principi moghul e, riportato in Persia, influenzò poi la letteratura dell'epoca safawide (1500-1736). La produzione letteraria moderna più significativa è rappresentata dalla poesia satirica e dalla prosa: questa si ispira sia alla prosa di viaggio del medievale Nasir-i Khusraw, sia alle traduzioni di autori occidentali, mentre i poeti cercano una sintesi fra tradizione stilistica classica e modelli europei e americani. Tra gli scrittori più noti in occidente, il prosatore Sadeq Hedayat e Nima Yushij, fautore di una poetica europeizzante. (per gli scrittori moderni, consultare Iraniani illustri) Categoria:Asia ja:ペルシア ko:페르시아 제국

Turchia

La Repubblica Turca (in Turco Türkiye Cumhuriyeti) è uno stato il cui territorio comprende la parte orientale della Tracia, in Europa, e la penisola dell'Anatolia, cinta a sud dal Mar Mediterraneo, ad ovest dal Mar Egeo, a nord-ovest dal Mar di Marmara ed a nord dal Mar Nero, tradizionalmente considerata la propaggine più occidentale del continente asiatico. La Turchia confina a nord-ovest con la Grecia e la Bulgaria, a nord-est con la Georgia, ad est con l'Armenia, l'Azerbaijan e l'Iran, a sud-est con l'Iraq ed a sud con la Siria. La Turchia si estende su una superficie di 780.580 km², e nell'ultimo censimento (2002) è risultata avere 67.308.928 abitanti, professanti perlopiù la religione musulmana; sono presenti piccole minoranze cristiane (soprattutto ortodosse, ma anche cattoliche) ed ebraiche, mentre poco diffuso è l'ateismo. La capitale è Ankara, una delle tre grandi città turche insieme a Smirne (in turco İzmir), ed ad Istanbul; quest'ultima è la più grande metropoli del paese, nonché maggior centro industriale e commerciale. Lingua ufficiale è il turco, ma sono presenti moltissime minoranze linguistiche. La moneta ufficiale è la lira turca. Il presidente della Repubblica Turca è attualmente Ahmet Necdet Sezer, mentre il primo ministro in carica è Recep Tayyip Erdoğan.

Geografia

La Turchia è due volte e mezzo più estesa dell'Italia, una penisola circondata dal Mar Nero a nord, dal Mar Mediterraneo a sud e dal mare Egeo a ovest. A nord-ovest invece si trova il Mar di Marmara. Il territorio asiatico confina con la Georgia, l'Armenia, la Repubblica Autonoma di Nakhcevan, l'Iran, l'Irak e la Siria. La parte europea del paese, confina con la Grecia e con la Bulgaria. La Turchia è occupata da un poderoso fascio di catene montuose che vanno da est ad ovest: i monti Pontici ((Karadeniz Sıradağları) e i monti del Tauro. La massima elevazione è raggiunta dal monte Ararat m.5165 s.l.d.m.; altre montagne sono l'Elmadag, il Karabuk e il Bozdaglar. La catena montuosa dell'Abant Daglari (altitudine massima 1.794 m) si trova nella parte settentrionale del paese. I fiumi più importanti sono il Tigri e l'Eufrate, a cui si aggiungono il Meriç, l'Ergene e il Gediz. Il territorio si suddivide in tre diverse zone climatiche: sulla costa delMar Mediterraneo si hanno estati molto calde e inverni miti, sulle montagne del Tauro il clima è più umido, mentre il resto del paese ha un clima più caldo e secco.

Storia

Età antica e Medioevo

La Penisola Anatolica è stata la culla di una moltitudine di civiltà e di organizzazioni statali durante tutto il corso della storia dell'umanità. Tra le varie civiltà che vi si svilupparono nell'antichità, ricordiamo gli Ittiti, i Frigi, i Traci, i Lidii, gli Armeni e gli Elleni. Incorporata negli Imperi Persiano, Macedone, Romano e Bizantino, l'Anatolia ne seguì le vicessitudini, finché non fu invasa da tribù di etnia Turca a partire dall'XI secolo, a seguito della vittoria sull'esercito Bizantino ottenuta a Manzicerta dal condottiero Alp Arslan. I coloni Turchi furono presto unificati sotto il vessillo della tribù dei Turchi Selgiuchidi, i quali fondarono una fiorente e potente organizzazione statale, distrutta però nel corso delle grandi invasioni Mongole.

La conquista ottomana

Nel corso del XIV e del XV secolo un'altra tribù Turca, quella degli Ottomani, riuscì ad ottenere nuovamente la preminenza in Anatolia, riuscendo ad imporre la sua egemonia non soltanto in Anatolia, ma anche in Grecia ed in buona parte della Penisola Balcanica, espansione coronata dalla conquista di Costantinopoli da parte del sultano Mehmet il Conquistatore (in Turco Fatih Mehmet). Sotto i suoi successori l'Impero Ottomano continuò una politica di espansione che lo portò ad essere alla metà del XVI secolo, durante il regno del sultano Solimano il Magnifico, la prima potenza militare ed economica dell'Europa e del bacino del Mediterraneo. Con Mehmet III (1566 - 1603) l'impero ricevette i primi insuccessi.

Fine dell'Impero e nascita della Repubblica

1603 Iniziò però a questo punto una decadenza politica e militare dell'Impero Ottomano, etichettato ad un certo punto come Il malato d'Europa, che culminò al termine della Prima Guerra Mondiale, costellata di avvenimenti luttuosi e controversi come il cosiddetto Genocidio Armeno che determinò la scomparsa della minoranza Armena dall'Anatolia (diverse fonti concordano sul fatto che soltanto tra l'etnia Armena vi sarebbero state 1 milione e mezzo di vittime), con la sua dissoluzione, e la spartizione delle residue province da parte delle potenze vincitrici. In questo contesto emerse la figura di Mustafa Kemal, un ufficiale del disciolto esercito Ottomano, eroe di guerra per il ruolo avuto nella battaglia di Gallipoli, che riuscì a coagulare attorno a sé un esercito di resistenza che con una serie di vittorie liberò la Penisola Anatolica dagli eserciti delle potenze occupanti. La Repubblica Turca fu quindi fondata nel 1923, e Mustafa Kemal ne divenne il primo Presidente, carica che mantenne fino alla morte; sotto la sua guida ed i dettami della sua dottrina, il cosiddetto Kemalismo, la Turchia venne trasformata in uno stato moderno e secolare, sullo stampo delle democrazie occidentali. Tra le varie riforme, l'adozione di una variante leggermente modificata dell'alfabeto Latino, che soppiantò l'alfabeto Arabo fino ad allora utilizzato, l'adozione del cognome che soppiantò l'uso orientale del patronimico (per l'occasione il parlamento Turco onorò Mustafa Kemal con il cognome Atatürk, in Turco Padre dei Turchi), il suffragio universale esteso anche alle donne e l'adozione di abiti di foggia occidentale.

Dalla seconda metà del XX secolo ad oggi

La Turchia divenne un membro della NATO nel 1952, ed è stato sin dall'inizio uno dei paesi cardine dell'alleanza, con un esercito convenzionale secondo tra i paesi membri soltanto a quello degli USA. L'esercito Turco ha giocato un ruolo centrale nella storia moderna della Turchia, assurgendo a custode ultimo dei principi di laicità ed occidentalità, a volte arrivando addirittura ad interrompere la dinamica parlamentare con una serie di 4 colpi di stato seguiti da brevi governi militari volti a ristabilire i principi del Kemalismo, l'ultimo dei quali avvenne nel 1980. Negli ultimi anni l'esercito Turco ha evitato il ricorso ai colpi di stato, e però non ha mai rinunciato al suo ruolo di custode della Repubblica, come nel cosiddetto colpo di stato post moderno con cui alla fine degli anni '90 del XX secolo venne disciolto il partito dei fondamentalisti islamici allora al governo. Gli ultimi governi della Turchia (paese membro del Consiglio d'Europa, paese associato alla Comunità Economica Europea dal 1963 e successivamente all'Unione Europea, con cui è in unione dogale dal 1996) stanno cercando di riformare ulteriormente lo stato nel tentativo di fare ammettere il paese nell'Unione Europea, a cui è ufficialmente paese candidato dal Consiglio Europeo di Helsinki del 1999. Nel 2005 sono iniziati ufficialmente i negoziati per l'entrata nell'Unione Europea. Tra i vari nodi da risolvere, oltre che l'adozione dell'acquis comunitario, la questione del coinvolgimento Turco a Cipro, la cui parte settentrionale, sede di una minoranza di etnia Turca, fu invasa dall'esercito Turco all'inizio degli anni '70 del XX secolo, la questione delle minoranze Curde, sfociata negli ultimi 20 anni del XX secolo in un'aperta ribellione nelle province dell'Anatolia sud-orientale, ed infine la questione del riconoscimento delle responsabilità storiche dell'Impero Ottomano nel cosiddetto Genocidio Armeno.

Province

La Turchia è divisa in 81 province (in Turco iller, al singolare il); il numero viene utilizzato anche nelle targhe.

Lingua

La lingua ufficiale è il Turco, usato perlopiù nella forma standard stabilita negli anni '30 del XX secolo nel corso della riforma linguistica della lingua turca e le forme dialettali da questa derivate; più rare, ma ancora presenti e variamente comprese, le varianti dialettali dell'Ottomano. Tra le altre lingue parlate, al giorno d'oggi sempre più come seconde lingue, tra le svariate minoranze presenti nella popolazione Turca, ricordiamo l'Albanese, l'Arabo, l'Armeno, l'Avaro, l'Azero, il Bosniaco, il Circasso, il Cosacco, il Curdo, il Daghestano, l'Estone, il Georgiano, il Greco, l'Ispano-giudeo, il Kazaco, il Kirghiso, il Laz, il Macedone, il Polacco, il Russo, il Tedesco, il Tartaro, il Turkmeno, l'Uzbeko e lo Zazaki.

Politica

La Turchia è una repubblica parlamentare sin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1923, ed è stato uno dei primi paesi a concedere ai suoi cittadini il suffragio elettorale universale. L'attuale sistema legislativo unicamerale è entrato in vigore con la costituzione del 1982, che ha assegnato l'esclusiva del potere legislativo alla Grande Assemblea Nazionale Turca (in Turco Türkiye Büyük Millet Meclisi, il cui acronimo è TBMM), composta da 550 deputati eletti ogni 5 anni con un sistema proporzionale corretto da uno sbarramento del 10%. Il potere legislativo della TBMM, dalla cui maggioranza viene eletto il primo ministro (in Turco Başbakan), viene controbilanciato da quello del Presidente della Repubblica (in Turco Cumhurbaşkanı), il quale, eletto ogni 7 anni, ha ampi poteri di controllo e supervisione sia dell'esecutivo che del corpo legislativo. Negli ultimi anni la struttura politica e legislativa della Repubblica Turca è stata oggetto di riforme e ristrutturazioni, nell'intento di centrare gli obiettivi richiesti dall'Unione Europea nel quadro della strategia di preadesione.

Voci correlate


- Targhe automobilistiche turche
- Genocidio Armeno
- Alevismo

Collegamenti esterni


- http://tr.wikipedia.org/ - sito della wikipedia Turca ja:トルコ ko:터키 ms:Turki simple:Turkey th:ประเทศตุรกี zh-min-nan:Türkiye

Iraq

L'Iraq (talvolta anche Irak) è uno stato dell'Asia. Confina con Turchia a nord, Arabia Saudita e Kuwait a sud, Siria a nordovest, Giordania a ovest e Iran verso est. Discende dall'antica Mesopotamia. La capitale e la città più grande è Baghdad. Il presidente è stato per circa 25 anni Saddam Hussein, dal 9 aprile 2003 l'Iraq è stato un protettorato militare americano, e dal gennaio 2005 un governo locale di transizione sta gestendo la nazione. Possiede le seconde riserve di petrolio mondiali.

Storia

L'area fertile della Mesopotamia, situata fra i fiumi dell'Eufrate e del Tigri, ha visto nascere alcune delle civiltà più antiche del mondo come i Sumeri, i Babilonesi e gli Assiri. Dopo essere stato a lungo parte dell'Impero Persiano fu conquistato nel 656 dagli Arabi e nel 762 il Califfato fu spostato nella nuova città di Baghdad (vicino all'antica Babilonia). La città è rimasta a lungo il centro più importante del mondo Arabo fin quando è stata incorporato dall'Impero Ottomano nel 1534. Nel 1915 truppe Inglesi occupavano l'odierna Iraq e stabilirono un mandato della Società delle Nazioni che ebbe fine nel 1932 quando l'Iraq ottenne l'indipendenza. Il partito di ispirazione socialista Ba'ath è arrivato al potere nel 1968 ed ha instaurato un controllo molto stretto, soprattutto dopo l'arrivo al potere di Saddam Hussein nel 1979. Dal 1980 fino al 1988 l'Iraq è stato in guerra con il suo vicino Iran. In seguito all'occupazione del Kuwait nel 1990 e la conseguente espulsione da parte di una coalizione internazionale, che agiva su mandato delle Nazioni Unite, l'Iraq è stato isolato internazionalmente, fino all'anno 2003, in cui ha inizio la Seconda guerra del golfo.

Politica

Province

L'Iraq è divisa in 18 province (muhafazat, singolare - muhafazah):
- Al Anbar
- Al Basrah
- Al Karbala
- Al Muthanna
- Al Qadisyah
- An Najaf
- Arbil
- As Sulaymaniyah
- At Ta'mim
- Babil
- Baghdad
- Dahuk
- Dhi Qar
- Diyala
- Maysan
- Ninawa
- Salah ad Din
- Wasit

Geografia

Superficie: 435.168 Km² Abitanti: 40.662.000 (stime 2003) Densità: 54 ab/Km² Forma di governo: Governo di transizione Capitale: Baghdad (4.365.000 ab.) Altre città: Arbil 1.745.000 ab., Mosul 879.000 ab., Bassora 600.000 ab., Kirkuk 250.000 ab. Gruppi etnici: Arabi 80%, Curdi 15%, Turchi 2% Paesi confinanti: Turchia a NORD, Siria e Giordania ad OVEST, Arabia Saudita e Kuwait a SUD, Iran ad EST Monti principali: Keli Haji Ibrahim 3600 m Fiumi principali: Tigri 1450 Km (tratto iracheno, totale 1950 Km), Eufrate 1100 Km (tratto iracheno, totale 2760 Km) Laghi principali: Hawr al Hammar 1950 Km², Buhayrat ath Tharthar 1500 Km², Bahr al Milh 1000 Km² Isole principali: - Clima: Continentale

Economia

Demografia

Wasit

Cultura

Collegamenti esterni


- [http://www.iraqigovernment.org/ Sito web del governo di transizione]
- [http://www.HavenWorks.com/world/iraq Iraq News.] ja:イラク ko:이라크 ms:Iraq simple:Iraq th:ประเทศอิรัก zh-min-nan:Iraq

Nord

Il Nord è uno dei quattro punti o direzioni cardinali. È opposto al sud e perpendicolare a est e ovest. Nello specifico della cultura occidentale, il nord è il punto cardinale principale e viene usato (esplicitamente o implicitamente) per definire le altre direzioni. (Per la natura arbitraria di questa scelta e le sue conseguenze psico-sociali, si veda boreocentrismo.) Il nord geografico è la direzione verso l'estremità settentrionale dell'asse sul quale ruota la Terra, chiamato Polo Nord. Il Polo Nord si trova nell'Artide. Il Nord Magnetico è la direzione verso il polo nord magnetico, che si trova a una certa distanza dal Polo Nord geografico. È la direzione a sinistra dell'osservatore orientato verso est e a destra di quello orientato verso ovest.

Voci correlate


- rosa dei venti Categoria:Geografia Categoria:Astronomia e Astrofisica ja:北 simple:North

Turkmenistan

Il Turkmenistan è uno stato dell'Asia centrale confinante con l'Afghanistan, l'Iran, il Kazakhstan e l'Uzbekistan. Si affaccia sul Mar Caspio. Fino al 1991 fece parte dell'Unione Sovietica.

Storia

Il territorio corrispondente all'odierno Turkmenistan è stato abitato fin dall'antichità dalle tribù dei Turkmeni, probabilmente provenienti dai Monti Altai. I primi insediamenti umani nell'area sono databili tra il 5000 e il 7000 a.C. Il territorio fu in seguito conquistato da numerose diverse civilizzazioni. I persiani achemenidi conquistarono il territorio nel VI secolo AC. Alessandro Magno occupò Turkmenistan nel IV secolo AC. Dopo circa 150 anni il controllo macedone finì e nella regione nacque nel 247 AC l'impero partico, la cui capitale fu stabilita a Nisa, a 25 km dalla moderna capitale Ashgabat. Durante questo periodo il Turkmenistan assunse importanza come tappa della via della seta, la principale via per gli scambi commerciali tra Asia ed Europa. L'impero partico cadde nel 224, seguito dalla dominazione dei Sassanidi (III secolo) e successivamente degli Eftaliti (V secolo). La regione passò poi agli Arabi e fu islamizzata nel VII secolo. La dominazione araba durò fino al IX secolo, seguita da diverse minori (Tachiridi, Samanidi, Gaznaviani) fino all'XI secolo, in cui l'area diventò parte dello sterminato impero dei sultani turchi di Seljuk. Nel XII secolo nacque nell'area il regno Khwarizm, che entrò in guerra con i mongoli di Gengis Khan nel XIII secolo. I mongoli dominarono l'area per circa 150 anni. In seguito il sovrano turco Tamerlano prese il controllo dell'area XIV secolo. Innumerevoli dominazioni e lotte interne si susseguirono fino al XIX secolo, quando la Russia conquistò tra il 1865 e il 1885 il Turkmenistan, assumendone pieno controllo nel 1894. Dopo la Rivoluzione russa del 1917, il Turkmenistan divenne una delle repubbliche dell'Unione Sovietica nel 1924, anno in cui furono stabiliti anche i suoi confini attuali. Il crollo dell'Unione Sovietica del 1991 diede la possibilità al Turkmenistan di ottenere l'indipendenza.

Politica

Il presidente Sapar Murat Niyazov, ex-leader del Partito Comunista già in tempi sovietici, detiene il potere assoluto ed è stato dichiarato "Presidente a vita" nel 1999 dal parlamento. Il regime cura il culto della personalità del presidente, detto Turkmenbashi (capo di tutti i turkmeni), il cui volto appare ovunque nello stato, dalle banconote alle bottiglie di vodka. Nessuna opposizione al regime è ammessa, l'unico partito legalizzato è il Partito Democratico del Turkmenistan.

Divisioni amministrative

Il Turkmenistan è diviso in 5 welayatlar (singolare - welayat):
- Ahal Welayaty (capitale: Ashgabat)
- Balkan Welayaty (capitale: Nebitdag)
- Dashhowuz Welayaty (capitale: Dashhowuz, precedentemente chiamata Tashauz)
- Lebap Welayaty (capitale: Turkmenabat, precedentemente chiamata Charjew)
- Mary Welayaty (capitale: Mary).

Geografia

Il Turkmenistan occupa un'area di circa 488.100 kmq. Il 90% del territorio è desertico e pianeggiante (deserto del Karakum). La vetta più alta è il monte Kopetdag, al confine sud-ovest del paese, che raggiunge i 2.912 metri di altitudine. I fiumi principali sono l'Amu Darya e l'Hari Rud. Il clima è subtropicale-desertico, con precipitazioni scarse, il cui picco è tra Gennaio e Maggio, e inverni miti e secchi.

Economia

L'economia è prevalentemente rurale, con circa metà della superficie irrigata del paese coltivata a cotone, di cui il Turkmenistan rappresenta il decimo produttore mondiale. Importanti sono le riserve di gas naturale e di petrolio. L'uso delle riserve di gas è però fortemente limitato dall'assenza di vie adeguate per l'esportazione. Dopo il crollo del sistema sovietico, ci sono state nel paese soltanto limitate privatizzazioni e non c'è stato un completo passaggio al sistema di mercato. Il debito estero rappresenta anche un grave problema. La povertà è molto diffusa e la popolazione spesso ridotta allo stremo e priva di elettricità, gas e acqua, sebbene questi beni vengano forniti gratuitamente dal regime. Nella capitale sono state fatte numerose grandi opere, finanziate dal regime a scopo propagandistico.

Popolazione

La maggioranza dei cittadini del Turkmenistan sono di etnia turkmena, con minoranze russe e uzbeke. Il turkmeno è il linguaggio ufficiale, mentre il russo è riconosciuto nella costituzione come lingua per la comunicazione tra diversi gruppi etnici.

Collegamenti esterni


- http://turkmeniya.tripod.com/ ja:トルクメニスタン ko:투르크메니스탄 ms:Turkmenistan th:ประเทศเติร์กเมนิสถาน zh-min-nan:Turkmenistan

Armenia

L'Armenia (in armeno: Հայաստան Hayastan) è una nazione senza sbocco al mare, del Caucaso meridionale. Si trova tra il Mar Nero e il Mar Caspio e confina con la Turchia ad ovest, la Georgia a nord, l'Azerbaijan ad est e l'Iran e l'exclave azera del Nakhchivan a sud. L'Armenia è un membro del Consiglio d'Europa e della Comunità di Stati Indipendenti, e per secoli è stata all'incrocio tra oriente ed occidente. Il nome ufficiale dello stato è Repubblica di Armenia.

Origini e storia del nome

Il nome originario del paese era Hayq, divenuto più tardi Hayastan, traducibile come "la terra (stan è un tipico suffisso persiano per indicare un territorio) di Haik". Secondo la leggenda, Haik era un discendente di Noè (essendo figlio di Togarmah, che era nato da Gomer, a sua volta nato dal figlio di Noè, Yafet) e, secondo la tradizione cristiana, antenato di tutti gli armeni. Haik si stabilì ai piedi del monte Ararat, partì poi per assistere alla costruzione della Torre di Babele e, ritornato, sconfisse il re assiro Nimrod presso il lago di Van, nell'attuale Turchia. Il termine Armenia fu coniato dai popoli confinanti a partire dal nome della più potente tribù presente nel territorio (gli armeni, appunto) e deriva da Armenak (o Aram), un discendente di Haik e un grande condottiero del popolo armeno. Fonti pre-cristiane riportano invece la derivazione dal termine Nairi (cioè "terra dei fiumi") che è l'antico nome della regione montuosa del paese e che è usato da alcuni storici greci sia dall'iscrizione di Behistun, ritrovata in Iran e risalente al 521 a.C.

Storia

Nel primo secolo a.C., durante il regno di Tigrane il grande, l'Armenia costituiva un impero regionale che si estendeva dalle coste del mar Nero al mar Caspio e a quelle del Mediterraneo. Nel 301 d.C., l'Armenia fu il primo stato al mondo ad adottare il cristianesimo come religione di stato, precedendo così di alcuni decenni l'impero romano. Con il succedersi delle dinastie e delle occupazioni di parti, romani, arabi, mongoli e persiani, lo stato fu notevolmente indebolito. Nel 1454, l'impero ottomano e la Persia dominata dai Safavidi si spartirono la regione. Tra il 1813 e il 1828 il territorio che corrisponde all'attuale Armenia (i canati di Erivan e Karabakh) furono temporaneamente annessi all'impero russo. Dopo un breve periodo di indipendenza coinciso con la fine della prima guerra mondiale, nel 1920 il paese fu incorporato nell'URSS come Repubblica socialista sovietica dell'Armenia. Negli ultimi anni dell'impero ottomano (1915-1923), molti armeni residenti nell'Anatolia orientale (che erano perciò chiamati dai loro connazionali "armeni occidentali") furono sterminati in quello che è stato successivamente definito il "genocidio armeno". A questo proposito, mentre gli armeni e l'opinione pubblica mondiale ritengono che si trattasse effettivamente di un genocidio sostenuto e organizzato dalle autorità ottomane, i turchi affermano che tale strage fu dovuta ad un guerra civile accompagnata dalla carestia e dalle malattie. Secondo le stime, le vittime oscillano fra 200.000 e 1.800.000 persone. Attualmente il genocidio viene commemorato dagli armeni di tutto il mondo il 24 Aprile. Negli ultimi decenni il paese è stato impegnato in un lungo conflitto con l'Azerbaijan per il controllo del Nagorno-Karabakh, un'enclave armena in territorio azero che fu assegnata al governo di Baku da Stalin. I due stati si sono affrontati nel 1988 per il controllo dell'enclave, conflitto che è esploso a seguito dell'indipendenza di entrambi i paesi avutasi con la dissoluzione dell'URSS (1991). Nel maggio 1994, con la proclamazione del cessate il fuoco, le autorità armene controllavano non solo l'intero Nagorno-Karabakh ma anche una porzione di territorio azero. Le economie di entrambi gli stati hanno sofferto a causa della guerra, soprattutto per via dei reciproci blocchi commerciali.

Politica

Il governo armeno dichiara apertamente di puntare alla creazione di un Parlamento di stile occidentale, libero e democratico. Tuttavia, gli osservatori internazionali sono spesso critici in merito alla legalità della vita politica armena per quel che riguarda le elezioni parlamentari, quelle presidenziali e i referendum costituzionali tenutisi a partire dal 1995; si segnalano infatti brogli elettorali, mancanza di cooperazione da parte della Commissione Elettorale, scarsi controlli di liste e cabine elettorali. Nonostante ciò, l'Armenia è considerata una delle nazioni più democratiche della CSI. Il Parlamento monocamerale (detto anche "Assemblea Nazionale") è controllato attualmente da una coalizione tripartitica formata dal Partito Conservatore Repubblicano [http://www.hhk.am], dalla Federazione Rivoluzionaria Armena e dal Partito noto come "Paese della Legge". L'opposizione è invece formata da numerosi piccoli partiti riuniti nel "Blocco della Giustizia". Il popolo armeno votò a favore dell'indipendenza con un referendum tenutosi nel settembre 1991. Levon Ter-Petrossian fu presidente della neonata repubblica fino al gennaio 1998, anno in cui fu costretto a dimettersi a causa di una serie di proteste pubbliche contro la sua politica autoritaria. Nel 1999, l'assassinio del primo ministro Vazgen Sargsian e di altri politici causò un periodo di instabilità dal quale l'Armenia uscì grazie al presidente Robert Kocharian, attualmente alla guida del paese e forte dell'appoggio di una coalizione parlamentare.

Suddivisione amministrativa

Robert Kocharian L'Armenia è divisa in 11 province dette marzer (marz al singolare): #Aragatsotn (Արագածոտնի մարզ) #Ararat (Արարատի մարզ) #Armavir (Արմավիրի մարզ) #Geghark'unik' (Գեղարքունիքի մարզ) #Kotayk' (Կոտայքի մարզ) #Lorri (Լոռու մարզ) #Shirak (Շիրակի մարզ) #Syunik' (Սյունիքի մարզ) #Tavush (Տավուշի մարզ) #Vayots' Dzor (Վայոց Ձորի մարզ) #Yerevan (Երևան)

Demografia

L'Armenia è il secondo paese più densamente popolato dell'ex-Unione Sovietica. Tuttavia, la popolazione è fortemente in declino. Una delle cause principali di questo fenomeno è rappresentata dall'emigrazione, uno dei problemi più gravi che il paese si è trovato ad affrontare sin dal crollo dell'URSS (basti pensare che, secondo le stime, un terzo della popolazione vive in Russia illegalmente, riducendo perciò la popolazione effettivamente residente a soli 2 milioni). A peggiorare la situazione contribuisce un tasso di natalità piuttosto basso che rende negative le previsioni di lungo periodo e che potrebbe modificare i rapporti di forza fra l'Armenia e l'Azerbaijan qualora quest'ultimo decidesse di riconquistare i territori perduti. L'Armenia è un paese a maggioranza cristiana. La Chiesa armena vanta una tradizione antichissima, che risale al III secolo d.C (l'Armenia è infatti considerata la prima nazione al mondo ad aver adottato, nel 301, il cristianesimo come religione ufficiale). Circa il 95% degli armeni appartiene alla Chiesa Apostolica Armena, che professa un cristianesimo di tipo ortodosso, orientale e non-calcedoniano. Fortemente conservatrice e ritualistica, la Chiesa armena è per questo vicina a quella copta e a quella siriaca. Esistono poi piccole minoranze di protestanti evangelici, di cattolici (i quali fanno riferimento alla Chiesa Cattolica Armena, il cui centro spirituale è Bzoummar, in Libano) e di praticanti gli antichissimi culti tradizionali. Gli Yazidi, che vivono nella zona occidentale del paese, praticano una particolare religione nota come "yazidismo". I curdi e gli azeri che un tempo vivevano nel paese praticavano l'Islam; tuttavia molti di essi hanno abbandonato l'Armenia in seguito al conflitto con l'Azerbaijan. Dal canto suo, a causa della guerra l'Armenia ha ricevuto numerosi profughi armeni in fuga dall'Azerbaijan.

Voci correlate


- Genocidio armeno

Art


- Ivan Aivazovsky, painter
- [http://www.tigranavakian.com Tigran Avakian], photographer
- Jean Carzou - Garzou - Garnik Zouloumian, painter
- Edgar Chahine, painter
- Arshile Gorky, painter
- Eric Grigorian, photojournalist
- Ara Güler, photographer
- Nonny Hogrogian, children's book illustrator
- Jansem, painter
- Yousuf Karsh, photographer
- Khachar, Rafik Khachatryan, sculpturer
- Hovsep Pushman, painter
- Toros Roslin, Medieval painter
- Sarkis, sculptor
- Martiros Saryan, painter
- Vardkes Sureniantz, painter
- Edvard Sasun, painter
- ART IN EXILE: ARMENIAN ARTISTS OF THE NINTEENTH & TWENTIETH CENTURIES

Cultura


- Ivan Aivazovsky, painter
- [http://www.tigranavakian.com Tigran Avakian], photographer
- Jean Carzou - Garzou - Garnik Zouloumian, painter
- Edgar Chahine, painter
- Arshile Gorky, painter
- Eric Grigorian, photojournalist
- Ara Güler, photographer
- Nonny Hogrogian, children's book illustrator
- Jansem, painter
- Yousuf Karsh, photographer
- Khachar, Rafik Khachatryan, sculpturer
- Hovsep Pushman, painter
- Toros Roslin, Medieval painter
- Sarkis, sculptor
- Martiros Saryan, painter
- Vardkes Sureniantz, painter
- Edvard Sasun, painter

Collegamenti esterni


- http://www.armenica.org Armenica.org: Storia dell'Armenia (inglese e svedese) ja:アルメニア ko:아르메니아 ms:Armenia simple:Armenia th:ประเทศอาร์เมเนีย zh-min-nan:Hayastan

Est

L'Est è uno dei quattro punti o direzioni cardinali. È opposto all'ovest e perpendicolare a nord e sud. Per un osservatore ubicato sulla superficie terrestre, l'est è la direzione sull'orizzonte indicante il punto dal quale sorge il Sole agli equinozi. Detto anche Oriente o Levante. Il termine "L'Est" spesso si riferisce alle nazioni orientali. Quando viene usato in questo senso può, a seconda del contesto, riferirsi a Medio Oriente, Europa Orientale, Estremo Oriente Sud-est Asiatico, o all'Asia in generale. Questo significato della parola si fonde con quello di società orientale.

Voci correlate


- rosa dei venti Categoria:GeografiaCategoria:Astronomia e Astrofisica ja:東 simple:East

Afghanistan

L'Afghanistan (Pashtu/Dari: Afğānistān افغانستان) è una nazione dell'Asia centrale. Confina ad ovest con l'Iran, a sud e a est con il Pakistan, a nord con il Turkmenistan, l'Uzbekistan e il Tagikistan, e con la Cina nella regione più a est della nazione. È tra i paesi più poveri al mondo. Tra la caduta dei talebani, in seguito all'invasione statunitense, e la riunione del gran consiglio per la stesura della nuova costituzione, l'Afghanistan veniva indicato dall'occidente come Stato provvisorio islamico dell'Afghanistan. Sotto la sua nuova costituzione il paese viene ora ufficialmente chiamato Repubblica islamica dell'Afghanistan.

Origine e storia del nome

Il nome Afghanistan deriva dal nome Arabo dei Pashtun: Afghan, che sono i fondatori del moderno Afghanistan. Il resto del nome trae origine dal termine persiano stān (paese).

Storia

Articolo principale: Storia dell'Afghanistan L'Afghanistan, spesso chiamato il "crocevia dell'Asia centrale", ha una storia molto turbolenta. Attraverso le epoche, la regione oggi nota come Afghanistan è stata occupata da molte forze, tra cui l'Impero Persiano, Genghis Khan e Alessandro Magno. Lo stato-nazione afgano, così com'è oggi venne ad esistere nel 1746, sotto l'Impero Durrani, ma il suo controllo venne ceduto al Regno Unito fino a quando Re Amanullah ascese al trono nel 1919 (si veda "Il grande gioco"). I governanti storici dell'Afghanistan appartenevano alla tribù Abdali degli afgani etnici, il cui nome venne cambiato in Durrani all'ascesa di Ahmad Shah. Essi appartenevano al gruppo Saddozay del clan Popalzay o al gruppo Mohammadzay del clan Barakzay degli afgani etnici. I Mohammadzay fornivano spesso ai re Saddozay i consiglieri principali, che occasionalmente servivano come reggenti, identificati con il termine Mohammadzay. Fin dal 1900, undici governanti sono stati deposti con mezzi non democratici: 1919 (assassinio), 1929 (abdicazione), 1929 (esecuzione), 1933 (assassinio), 1973 (deposizione), 1978 (esecuzione), 1979 (esecuzione), 1979 (esecuzione), 1987 (rimozione), 1992 (rovesciamento), 1996 (rovesciamento) e 2001 (rovesciamento). L'ultimo periodo di stabilità dell'Afghanistan si colloca tra il 1933 e il 1973, quando la nazione era sotto il governo di Re Zahir Shah. Comunque, nel 1973, il cognato di Zahir, Sardar Mohammed Daoud lanciò un colpo di stato incruento. Daoud e tutta la sua famiglia vennero assassinati nel 1978, quando il Partito Democratico Popolare dell'Afghanistan (comunista), prese il potere con un colpo di stato. L'opposizione, e i conflitti interni alla serie di governi di sinistra che seguirono fu considerevole. Nell'agosto 1979 il governo statunitense cominciò a sovvenzionare forze di mujaheddin contrarie al governo, con l'intenzione di trascinare i sovietici in un intervento: con il governo a rischio di crollo, l'Unione Sovietica intervenì il 24 settembre 1979 (vedi:Invasione sovietica dell'Afghanistan). Contrastata da una montante pressione internazionale e con perdite di circa 15.000 soldati sovietici, per mano dell'opposizione dei mujaheddin addestrati da Stati Uniti, Pakistan, e da altri governi stranieri, l'URSS si ritirò dieci anni dopo, nel 1989. I combattimenti proseguirono, questa volta tra le differenti fazioni dei mujaheddin. Questo diede vita ad una spartizione del controllo della nazione tra i signori della guerra, dalla quale sorsero i Talebani. La più seria di queste lotte avvenne nel 1994, quando 40.000 persone rimasero uccise negli scontri tra fazioni nell'area urbana di Kabul e la città fu distrutta dal tiro delle artiglierie. Appoggiati dal Pakistan come alleato strategico, i Talebani si svilupparono come forza politico/religiosa e alla fine presero il potere nel 1996. Successivamente, furono in grado di conquistare il 90% della nazione, ad eccezione delle roccaforti dell'Alleanza del Nord nel nord-est del paese. I Talebani cercarono di imporre una stretta interpretazione della Sharia islamica. L'alleanza Pakistan-Talebani diede un rifugio sicuro e assistenza ai terroristi islamici (in particolare ad Al-Qaeda, di Osama bin Laden, divenendo l'epicentro del terrorismo islamico. All'inizio del 2001 i Talebani hanno fatto esplodere il gigantesco Budda di Bami-an, IV-V sec. (Afganistan, Bamian Valley) alta 53 metri, era la più grande immagine di Budda del mondo. Anticamente era tutta ricoperta di oro e pietre preziose. L'intervento militare degli Stati Uniti e dei loro alleati, come r