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Islanda
L'Islanda è un'isola ed uno stato dell'Europa settentrionale,
nell'Oceano Atlantico settentrionale, situata
tra la Groenlandia (200km) e la Gran Bretagna, a nordovest delle Isole Fær Øer. La capitale islandese è Reykjavik.
Storia
Reykjavik
Luogo di eremitaggio
L'Islanda è stata abitata inizialmente da monaci irlandesi celti (scozzesi irlandesi) nel secolo VIII. I monaci considerarono l'isola come un eremo fino agli inizi del secolo IX.
Íslendingabók
Quindi l'Islanda fu colonizzata dai Vichinghi vichinghi norvegesi e da coloni di altri paesi scandinavi.
LÍslendingabók scritto da Ari Þorgilson narra la storia antica dell'isola.
Naddoddur sbarcò per primo, sulla costa orientale, verso l'850, e battezzò quella costa come Snaeland (Terra delle Neve).
Il secondo visitatore fu Gardar Svavarsson, che giunse in Islanda basandoni sulla descrizione di Naddoddur. Svavarsson circumnavigò l'isola e dimorò per l'inverno a Húsavík. Ripartì in primavera, lasciando alcuni membri dell'equipaggio, che diventarono i primi abitanti dell'Islanda.
Nell'860 Flóki Vilgerdarson si trasferì in Islanda con la sua famiglia. Fu lui a dare il nome all'isola, Ísland, "Terra del Ghiaccio". Rimase deluso del luogo e ritornò in Norvegia. Sembra che si sia ricreduto col passare del tempo e che sia ritornato in Islanda, nel distretto di Skagafjörður.
Il libro tratta anche il primo insediamento pianificato, legato al norvegese Ingólfur Arnarson, che si stabilì nella località che chiamò Reykiavík (Baia Fumosa). Altri seguirono e la parte sud-occidentale dell'Islanda fu colonizzata.
Alþing
All'inizio del X secolo fu fondata la prima assembrlea distrettuale da Þorsteinn Ingólfsson. Nel 920, Úlfljótur andò in Norvegia, per preparare un codice di leggi da utilizzare in Islanda.
Intanto Grímur Geitskör fu incaricato di trovare un luogo adatto per l'assemblea parlamentare nazionale, l'Alþing, che, insieme al Løgting delle Isole Fær Øer, è la più antica assemblea parlamentare d'Europa.
Il luogo adatto fu trovato a Bláskógar. Nel 930 si tenne la prima Alþing. A Úlfljótur, insieme a 48 capitani, fu affidato il potere legislativo. Il potere giudiziario fu suddiviso in quattro corti, mentre la Corte d'Appello si riuniva una sola volta l'anno durante l'AlÞing.
Nell'anno 1000 fu approvato il decreto che faceva dell'Islanda uno stato cristiano.
Epoca di Sturlung
All'inizio del primo millennio l'Alþing decise di accettare, anche per convenienza, il cristianesimo. Molte furono le conversioni forzate e le vittime non si contarono tra chi non accettò supinamente di convertirsi.
Con l'inizio del XII secolo viene a cessare il periodo di pace e prosperità. L'Islanda entrò nel periodo storico detto "epoca di Sturlung". Quest'epoca è stata narrata nella "Sturlunga Saga.
Dominio norvegese
Nell'Islanda sbarcano eserciti che saccheggiarono il paese. Queste invasioni provocarono spaccature nel governo dell'Islanda e le lotte di potere aumentarono il disordine. Questa situazione diede la scusa a re Hákon di Norvegia, che intervenne portando la propria protezione.
Il popolo islandese dovette fare buon viso a cattivo gioco. Il governo locale venne sciolto e gli islandese giurarono fedeltà al re norvegese.
Venne creata una specie di confederazione (1262) e formulato un nuovo codice di leggi (1281), detto Jónsbók, che sanciva l'annessione.
Nel secolo successivo, tre eruzioni del vulcano Hekla (1300, 1341 e 1389), portarono morte e distruzione nell'Islanda meridionale. Anche le malattie flagellarono il paese e, quando la peste colpì la Norvegia, cessarono i commerci e rifornimenti dalla Norvegia.
Dominio danese
Nel 1397 l'Unione di Kalmar (Norvegia, Svezia, Danimarca), porto l'Islanda, quale provincia norvegese, sotto il dominio danese. Tutti i beni della chiesa furono requisiti dalla stato danese con la riforma del 1550.
La fine del XVI secolo vide una forte carestia, provocata da quattro freddissimi inverni consecutivi, che portò alla morte di oltre 9.000 persone.
Monopoli commerciali bloccarono a lungo lo sviluppo dell'isola.
Nel 1552 la popolazione islandese dovette seguire (su ordine del regno danese) la confessione protestante. Tutt'ora la maggioranza degli islandesi è evangelica.
Il XVII e il XVIII secolo, portarono numerosi disastri naturali. Nel 1636 il vulcano Hekla eruttò per sette mesi consecutivi e si ripeté nel 1693. Ancora eruzioni nel 1660 e nel 1755 da parte del Katla. Nel 1727 esplode l'Öræfi e nel 1783 il Lakagígar eruttò per dieci mesi consecutivi. A causa di questa eruzione, si diffuse una nube velenosa che distrusse pascoli e culture, provocando una carestia che ridusse negli anni successivi la popolazione del 20%.
La pace di Kiel consacrò nel 1814 ulteriormente la sovranità danese sull'Islanda.
L'indipendenza
Nel 1855 fu approvata una legge, scritta da Jón Sigurðsson, che liberalizzò il commercio. Qualche anno dopo, nel 1874, viene elaborata la prima costituzione islandese e l'Islanda ottiene la possibilità di gestire gli affari interni autonomamente.
Nel 1918 l'Islanda diviene uno stato indipendente grazie all'Atto di Unione, che prevede il mantenimento della difesa e degli affari esteri islandesi all'interno del governo del regno di Danimarca.
Le potenze alleate decisero di mandare proprie truppe in Islanda per evitare che potesse finire sotto il controllo della Germania. Truppe inglesi furono inviate sull'isola nel 1940]. Dapprima furono accettati malvolentieri, ma gli islandesi cambiarono presto opinione, quando videro cha all'occupazione si accompagnò un sostegno all'economia e alle infrastrutture nazionali. Le truppe inglesi si ritirano nel [[1941]], sostituite da quelle statunitensi.
L'occupazione tedesca del territorio danese, impedì la gestione degli affari esteri e della difesa dello stato islandese. L'AlÞing si prese carico anche di queste incombenze e, il [[17 maggio 1941, richiese la totale indipendenza.
Il sovrano danese rimase a capo dello stato islandese fino al 17 giugno 1944 quando Þingvellir fu proclamata la Repubblica d'Islanda.
Dopo l'indipendenza
L'Islanda, spinto dagli altri stati nordici, decise di far parte dei membri fondatori (4 aprile 1949) della NATO, a condizione di non subire stanziamenti di contingenti militari stranieri in tempo di pace e di non essere costretta a partecipare a conflitti armati (anche perché, per sua scelta, l'Islanda non ha una propria forza militare).
Entrò a far parte dell'Associazione europea di libero scambio (EFTA).
Negli anni '70, l'Islanda entrò in contrasto con la Gran Bretagna per motivi economici. Nel 1901 l'estensione dei diritti di pesca sui mari islandesi era posta a meno di 4 miglia. Negli anni dell'indipendenza, il governo estese progressivamente l'area dei diritti: 4 miglia (1952), 12 miglia (1958), 50 miglia (1972) e, infine, 200 miglia (1975). La Gran Bretagna non accettò questo allargamento unilaterale e ne scoppiò la "guerra del merluzzo".
Vi furono continui "scontri" tra elicotteri islandesi e navi inglesi fino al 1976, quando la Gran Bretagna accettò l'allargamento attraverso un trattato.
Le calamità naturali continuarono a colpire l'isola anche in epoca moderna, ma il loro impatto fu attenuato dal miglioramento socio-economico dell'Islanda. Nel 1963 emerse dal mare l'isola di Surtsey. Nel 1973 una eruzione nell'isola Heimaey seppellì completamente la città. Fortunatamente i suoi 5.200 abitanti furono prontamente evacuati prima della distruzione totale.
Dal 25 marzo 2001 è entrata negli Accordi di Schengen.
Geografia
Accordi di Schengen
L'Islanda, intesa come isola, è la diciottesima per estensione nel mondo e la seconda europea, dopo la Gran Bretagna e prima dell'Irlanda.
Si estende per 500 km da est a ovest e per 300 km da nord a sud ed è situata a sud del Circolo Polare. Nel punto piu settentrionale dell'isola, capo di Rifstangi, il Circolo Polare dista appena tre chilometri. Solo l'isolotto di Grimsey è parzialmente al di sopra del Circolo polare e di pochi pochi chilometri.
Un vero e proprio "divieto", sembrerebbe, impedisce che questa grande isola ospiti il Circolo Polare. Se si guarda una cartina dell'Islanda, si nota questa stranezza: il famoso parallelo sfiora in due punti, ma di più a oriente, le frastagliate coste settentrionali islandesi.
L'Islanda è situata sulla frattura geologica del medio atlantico e per questo considerata come facente parte dell'Europa e non dell'America settentrionale, come avviene invece per la Groenlandia.
La presenza della frattura da origine a parecchi vulcani attivi, soprattuto l'Hekla, mentre la sua posizione settentrionale perfette la formazione di grandi ghiacciai, che ricoprono il 10% della superficie nazionale.
Nell'isola sono presenti parecchi geyser (che è una parola islandese). Il vulcanesimo permette un ampio utilizzo dell'energia geotermale e fornisce acqua calda e a volte il riscaldamento a basso costo.
La costa è formata in alcuni punti da fiordi.
Il gran parte del territorio islandese è giovanissimo ed è caratterizzato da altipiani desertici, colate laviche, delta sabbiosi e ghiacciai.
La montagna più alta è il Hvannadalshnúkur (2.119 m)
Solo il 21% del territorio, interamente situato lungo le coste è coltivabile ed abitabile. Le principali città sono la capitale Reykjavik, Keflavik (ove si trova l'aeroporto) e Akureyri. L'isola di Grímsey situata sul circolo artico è la localitá
abitata più settentrionale d'Islanda.
circolo artico]
Geologia
L'Islanda è l'isola vulcanica più grande della faglia della dorsale medio-atlantica. Un terzo della lava eruttata negli ultimi 1000 anni si trova qui.
Le coste orientali e occidentali hanno avuto origine fino a 16 milioni di anni fa, mentre la parte più giovane dell'Isola scorre proprio lungo la faglia.
Numerosi sono i vulcani, sia dormienti sia attivi, ma numerose sono anche le zone geotermali (250 circa) e le sorgenti di acqua calda (circa 780),
L'Islanda è ricoperta da ghiacciai e calotte glaciali (10% della superficie totale. La calotta più grande è il Vatnajökull, con un'area di 8.000 kmq.
- Isole dell'Islanda
- Fiordi d'Islanda
- Vulcani d'Islanda
- Ghiacciai d'Islanda
- Fiumi d'Islanda
- Laghi d'Islanda
- Cascate dell'Islanda
Clima
Nonostante le apparenze, le coste meridionali e occidentali dell'Islanda godono di un clima invernale più mite di quanto non si possa trovare in città come New York o Zurigo. Questo clima "mite" è dovuto alla corrente calda del Golfo del Messico e ai venti prevalenti che soffiano da sud-ovest.
Lo scontrarsi di aria e acqua calda dal sud, con aria e acqua fredda provenienti dal Mare Glaciale Artico, provocano una notevole umidità, che, scontrandosi con le catene montuore islandesi, da luogo a notevoli precipitazioni.
La parte settentrionale e orientale dell'isola è soggetta ad un tempo più clemente.
L'Islanda è battuta dal vento, che rende rigide anche temperature molto miti.
Ambiente
In islanda sono presenti tre parchi nazionali:
- þingvellir, Islanda centro-meridionale
- Skaftafell, Islanda sud-orientale
- Jökulsárgljúfur, Islanda nord-orientale.
Più di 80 le aree di protezione di tipo diverso: parchi, monumenti naturali, riserve paesaggistiche e rifugi faunistici.
Politica
Il presidente della repubblica nomina il capo del governo, il primo ministro. Il primo ministro presiede assieme al suo gabinetto la parte esecutiva del governo.
Il potere legislativo spetta al parlamento (AlÞing), composto da 63 membri, eletti ogni quattro anni da otto distretti elettorali. Il primo ministro e il suo gabinetto hanno diritto ad un seggio in parlamento.
Hanno diritto di voto tutti i cittadini islandesi che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età.
Presidenti della Repubblica
- 1980-1996 - Vigdís Finnbogadóttir
- 1996- Ólafur Ragnar Grímsson
Partiti politici
I principali partiti politici:
- Alpýðubandalag (Alleanza del Popolo)
- Alpýðuflokkurinn (Partito Socialdemocratico)
- Framsóknarflokkurinn (Partito Progressista)
- Samfylkymgin (Partito dell'Alleanza)
- Samtök um Kvennalista (Alleanza delle Donne)
- Sjálfstæðisflockkurinn (Partito dell'Indipendenza)
- Vinstrihreyfingen grænt framboð (Movimento dei Verdi di Sinistra)
Suddivisione amministrativa
Municipalità
Il territorio è suddiviso in 124 sýslur (municipalità). La maggior parte include un centro abitato principale (kaupstaður).
- Località islandesi.
- Regioni islandesi.
Contee
Le 23 contee sono suddivisioni prevalentemente storiche dell'isola.
Attualmente l'Islanda è suddivisa in 26 magistrati che sono tra l'altro la massima autorità sulla polizia locale (salvo a Reykjavik dove si trova un apposito ufficio) e che celebrano i matrimoni non religiosi (Vedi Contee dell'Islanda).
Distretti giurisdizionali
L'Islanda è suddivisa in 8 distretti di corte giurisdizionale (Vedi Distretti giurisdizionali dell'Islanda).
Distretti elettorali
Fino al 2003 i distretti elettorali per il parlamento coincidevano con i distretti giurisdizionali, ma un emendamento alla costituzione li riorganizzò cosicché attualemte ci sono sei distretti elettorali. La modifica venne fatta per riequilibrare parzialmente il peso dei diversi distretti nel paese in quanto il voto nelle poco popolate zone del paese contava più di un voto nella capitale Reykjavik (Vedi Distretti elettorali dell'Islanda).
Economia
L'economia isolana dipende fortemente dall'industria della pesca,
che provvede al 60% dell'export impiegando l'8% della forza lavoro. In assenza di altre risorse naturali (a parte l'Energia geotermica e energia idroelettrica) l'economia islandese è vulnerabili alle variazioni dei prezzi mondiali del pesce e risente del calo della abbondanza di pesce.
Altri prodotti destinati all'esportazione sono oltre al pesce, prodotti del pesce, alluminio e ferrosilicio.
L'unica industria di trasformazione è quella del cemento.
Il governo conservatore continua la politica di riduzione del bilancio e del deficit, mantenimento dell'inflazione, revisione della politica agricola e della pesca, diversificando l'economia e privatizzando le imprese statali. Il governo si oppone all'adesione all'Unione Europea, principalmente a causa dei timori sulle ripercussioni sulle proprie risorse ittiche. Negli ultimi decenni l'economia isalndese si è diversificata con nuovi settori produttivi e servizi come lo sviluppo dell'industria del software, la biotecnologia e servizi finanziari. Anche il settore turistico (attualmente il secondo settore economico) è in espansione con un recente trend verso lecoturismo e il whale-watching (osservazione delle balene).
L'agricoltura è composta prevalentemente zootecnia formata da ovini, equini e bovini.
La valuta è la corona islandese che vale circa 0,012 Euro (nel 2004).
In Islanda il tenore di vita è elevato: il reddito pro capite è tra i massimi al mondo e l'aspettativa di vita pure.
Trasporti
In Islanda la rete ferroviaria è assente.
La strada n.1 (Hringvegur) che gira come un anello attorno all'isola è lunga attualmente (2003) circa 1.300 km. Venne terminata solo nel 1974 con la costruzione degli ultimi ponti presso Skaftafell. Attualmente è asfaltata per ampi tratti, mentre alcuni anni or sono ciò era il caso solo
presso la capitale Reykjavik. A seconda della tratta la strada si chiama
Suðurlandsvegur, Vesturlandsvegur, Norðurlandsvegur e Austurlandsvegur.
Il principale aeroporto si trova a Keflavik presso Reykjavik.
Flora e fauna
Flora
La caratteristica peculiare della flora locale è la quasi totale assenza di alberi. Al momento della colonizzazione la situazione era differente, ma in seguito alla costruzione navale, alla forte presenza di pecore e all'edilizia il disboscamento nel corso dei secoli è stato praticamente totale. Attualmente ci sono sforzi per la riforestazione. Gli effetti di questa riforestazione possono essere ammirati in alcuni siti della parte settentrionale dell'isola.
Tra le piante floreali, molte di origine europea, si possono trovare:
- epilobio artico, soprattutto sugli argini dei fiumi
- primula
- campanula uniflora
- erica (Phyllodoce coerulea)
- Platanthera hyperborea, un'orchidea delle pianure erbose
- sassifraghe
- margherite
- lupini, con una caratteristica fioritura violetta in giugno, vennero introdotti dopo la seconda guerra mondiale.
La flora islandese ha alcune specie endemiche.
Fauna
Mammiferi
Accanto ai mammiferi allevati e alle renne importate che ora vivono allo stato brado, l'unico vero mammifero dell'Islanda è la volpe polare (Alopex lagopus).
Raramente arriva nell'isola un orso polare (Ursus maritimus), ma questi animali non sono mai riusciti stabilirsi, anche perchè non graditi dagli allevatori, che non esitano a sparare per ucciderli.
Oltre alla renna, sono stati introdotti nell'isola anche il visone, il topo campagnolo ed alcune specie di ratti. Comuni sono invece i mammiferi marini, come la foca comune, la foca grigia e 17 specie di cetacei.
È vietata l'importazione di cavalli in quanto si teme l'introduzione di malattie equine e la purezza della razza del cavallo islandese. Il cavallo islandese è una razza con un trotto (Tölt) veloce, sicuro e comodo per la cavalcata.
L'Islanda è stata da sempre un'isola di pastorizia. Gli ovini (prevalentemente della razza Round-Up Réttir) godono come pure i cavalli di molta libertà e possono approfittare di ampi pascoli, dai quali vengono richiamati solo in autunno.
Uccelli
Ursus maritimus]
La vera ricchezza faunistica dell'Islanda è costituita dagli uccelli. Qui le colonie di uccelli marine sono veramente impressionanti. Gazze marine, urie, sule, gabbiani tridattili, fulmari e pulcinella di mare invadono le scogliere a picco sul mare. Più difficili da incontrare sono lo stercorario, il piviere, la procellaria, l'uccello delle tempeste codaforcuta, il piro-piro boschereccio e la sterna artica.
Importi anche gli anatidi, i cigni selvatici, le strolaghe e i tordi sasselli.
Il pulcinella di mare (Fratercula arctica) è considerato una simbolo dell'isola, anche se viene cacciato per l'alimentazione locale.
Località interessanti per il birdwatching sono la penisola Látrabjarg, il lago Mývatn e le isole Vestmannaeyjar.
Lista uccelli dell'Islanda
Pesci
I pesci d'acqua dolce sono rappresentati principalmente da trote, salmoni, anguille e salmerini alpini.
Le acque marine ospitano invece merlani, merluzzi, sogliole eglefini, halibut e aringhe.
Demografia
L'isolamento dell'isola e la conseguente scarsa immigrazione ha
portato ad un ridotta variabilità genetica che viene appositamente studiata.
La lingua parlata è l'islandese, una lingua
scandinava, e la religione dominante è la
confessione luterana
Arte e cultura
confessione luterana]
Alcuni famosi islandesi sono la cantante Björk, il gruppo dream-pop Sigur Ròs e il novellista Halldór Laxness,
premio Nobel per la letteratura nel 1955.
Il regista Friðrik Þór Friðriksson venne nominato nel 1992 all'Oscar.
Tradizioni
L'alfabeto ha 32 lettere (vedasi lingua islandese). Alla A segue la Á e cosí via fino alla Ö (che contrariamente alla lingua tedesca viene considerata una lettera a parte e non una variante della O).
Nell'elenco telefonico gli abbonati sono elencati in ordine del loro nome e non del cognome.
I cognomi stessi sono rari, solitamente quelli che vengono percepiti come cognomi sono semplicemente indicazione del nome del padre con il suffisso -son per i figli oppure -dottir per le figlie.
Questi nomi vengono mantenuti anche in seguito a matrimonio.
È frequente dare ai propri figli i nomi già presenti in famiglia.
Molti islandesi sono in grado di ripercorrere il proprio albero genealogico fino ai tempi della colonizzazione.
Una particolarità è la festività del Sumardagurinn fyrsti del primo giorno d'estate.
Cade il primo giovedí dopo il 18 aprile.
Si tratta del primo giorno del primo mese estivo Harpa secondo l'antica suddivisione islandese dei mesi.
Molto prima dell'introduzione dei regali di natale, questo era il giorno per i regali ai bimbi.
Gli antichi nomi islandesi dei mesi sono ancora in uso.
Anticamente si distingueva solo tra le stagioni "inverno" e "estate". Tuttora
l'età dei cavalli viene contata in inverni e non in anni.
Il mese Þorri è il quarto mese invernale, durante il quale si festeggia
Þorrablót, simile al carnevale.
Un'altra festa è quella degli impiegati Verslunmannahelgi il primo lunedí di agosto,
durante il quale molti islandesi approfittano del fine settimana prolungato
per fare gite fuoriporta e grandi feste.
Voci correlate
- Reykjavik
- Elenco delle località islandesi
- Noi Albinoi, film del 2002 ambientato in Islanda
Collegamenti esterni
- [http://www.islandsmyndir.is Picture gallery from www.islandsmyndir.is]
- http://www.islanda.it/
- http://www.iceland.org/
- [http://www.althingi.is/vefur/upplens.html Alþingi] (Parlamento)
Categoria:Isole
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ja:アイスランド
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zh-min-nan:Peng-tē
Isola
Un'isola è una terra emersa interamente circondata dalle acque e di dimensioni ridotte rispetto ad un continente. Oltre alla dimensione, un'altra caratteristica la differenzia dal continente: l'influsso climatico dato dall'acqua (di fiume, di mare, ecc.) si estende su tutta la superficie emersa. Un'isola può trovarsi nelle acque di un fiume, lago, mare od oceano. La parte del terreno che separa la terra emersa dall'acqua è detta costa o litorale.
Più isole vicine tra di loro formano un arcipelago.
Le isole possono essere disposte a corona o a catena. Per esempio le isole Aleutine nell'oceano Pacifico formano una catena tra l'Asia e l'America settentrionale.
Le isole possono essere classificate in isole di fiume, di lago, continentali ed oceaniche.
Isole di fiume
Le isole presenti nei corsi di un fiume si trovano alla foce, nel delta, o nel corso intermedio se il fiume ha una certa larghezza. Nella maggior parte dei casi sono formate dal deposito di sedimenti nei punti pianeggianti del suo corso in cui la corrente rallenta e perde la capacità di trasportare a valle la parte più pesante del materiale sedimentario. Essenzialmente queste sono un impedimento al flusso dell'acqua ed alcune possono nascere nei momenti in cui il livello del fiume è normale e sparire quando il volume e la velocità dell'acqua cambia a causa di un periodo di piena. Altre isole sono formate dall'incontro di un'asperità rocciosa che causa la momentanea divisione del fiume in due tronconi.
Isole di lago
Le isole presenti all'interno dei laghi sono delle sporgenze del terreno sopra il livello dell'acqua che ha riempito una conca naturale od artificiale. Nel caso in cui il lago abbia uno o più immissari è possibile che i sedimenti trasportati da questi fiumi generino una o più isole. La vegetazione può a suo volta creare un'isola: le piante che sono in grado di crescere con parte del tronco nell'acqua possono far accumulare detriti organici in punti più bassi non prossimi alla riva e con l'andare del tempo generare un affioramento del terreno dalle acque del lago.
Isole continentali
Le isole continentali sono le più vaste, sono collegate alla piattaforma continentale e possono essersi staccate dal continente per erosione, abbassamento del terreno, innalzamento del livello delle acque, forti terremoti, eruzioni vulcaniche, ecc. o semplicemente perché la piattaforma continentale è più bassa, in alcuni punti, del livello delle acque.
Esempi di isole continentali sono la Sicilia e la Groenlandia.
Un tipo particolare di isole continentali sono quelle che si sono staccate dal continente a causa della deriva dei continenti come per esempio l'isola del Madagascar staccatasi dal continente africano.
Un altro tipo particolare sono le isole formatesi dall'accumulazione della sabbia erosa dal continente vicino.
Isole oceaniche
Sono dette isole oceaniche quelle isole che non fanno parte della piattaforma continentale e che sono generalmente piccole con una forma arrotondata.
Le isole oceaniche possono essere suddivise in isole vulcaniche, atolli e cime di catene montuose sottomarine che emergono dalle acque.
Isole vulcaniche
Le isole vulcaniche sono costituite da lava solidificata eruttata da vulcani che una volta erano al di sotto del livello del mare. Queste isole possono non far parte di nessuna piattaforma continentale come per esempio le isole Auletine, l'isola di Tonga, alcune delle isole Antille.
Un altro esempio di isole vulcaniche sono i vulcani sommersi però facenti parte di una piattaforma continentale. Un esempio l'Islanda, la più grande isola vulcanica della Terra.
Un altro tipo di isola vulcanica è quella formata sui punti dove una placca tettonica scorre sotto un'altra. Questo scorrimento crea una catena di vulcani che emergendo formano una catena di isole proprio sopra al limitare delle due placche e nella direzione del movimento della placca. Queste isole possono anche reinabissarsi dopo un lungo periodo di assestamenti dovuti ai frequenti terremoti ed eruzioni. Esempi sono le isole Eolie (o Lipari) a nord della Sicilia.
L'ultimo tipo di isola vulcanica e' formata da un punto caldo sopra cui scorre una placca tettonica. Esempi sono le isole Hawaii formatesi nella direzione a partire dall'isola Hawaii (la piu recente) fino all'isola Kure (la piu antica).
Atolli
Gli atolli sono isole formate dall'accumulo di secrezioni dei polipi. I polipi sono organismi che vivono in colonie e che formano i coralli: piccole "case" che questi animaletti si costruiscono e dove vivono catturando il plancton di cui si nutrono. I coralli crescono sui bassi fondali e con il passare dei millenni possono arrivare a formare le barriere coralline. La barriera corallina forma al suo interno una laguna ed al centro di questa tendono ad accumularsi tutti i sedimenti emergendo sotto forma di isola piatta, dalla sabbia bianca e dalla forma solitamente quasi circolare od ad ellisse.
Catene montuose sottomarine
Nei fondali marini sono presenti varie catene montuose sottomarine, in alcuni casi è possibile vedere queste formazioni come continenti sommersi dalle acque, o meglio continenti che non hanno altezze sufficienti ad emergere dal livello attuale dei mari. Alcune delle cime possono essere più alte del livello del mare generando un'isola che, in alcuni casi, può essere molto distante da qualsiasi altra terra emersa.
Secondo vari studi risulta che il livello delle acque nel passato era molto più basso dell'attuale, secondo alcuni era più basso anche di 100-200 metri. Se ci fosse oggi un abbassamento delle acque di queste proporzioni si avrebbe che molte isole risulterebbero delle cime delle terre emerse. Un caso particolare è il Mar Mediterraneo che attualmente è collegato all'Oceano Atlantico dallo stretto di Gibilterra, mentre sembra che nel passato era un mare interno con un livello delle acque molto più basso rispetto agli oceani. Quindi un'isola attuale poteva essere parte del continente in un passato non troppo remoto; mentre potevano esserci varie isole dove ora c'è solo mare.
Attualmente stiamo probabilmente vivendo una fase opposta: a causa del riscaldamento globale della Terra sembra che i ghiacciai di tutto il mondo si vadano ridimensionando, causando un costante aumento del livello del mare. Questo fenomeno a lungo andare comporterà la scomparsa di varie isole, buona parte della fascia costiera e delle pianure più basse. Le previsioni più catastrofiche prevedono che scomparirà addirittura la Pianura Padana se questa tendenza non verrà in qualche modo invertita.
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Le maggiori isole italiane sono:
- Sicilia 25.426 km²
- Sardegna 23.812 km²
- isola d'Elba 223 km²
- isola di Sant'Antioco 109 km²
- isola di Pantelleria 83 km²
- San Pietro 51 km²
- isola dell'Asinara 51 km²
- isola d'Ischia 46 km²
- isola Lipari 37 km²
- isola di Capri 10,36 km²
Per un elenco completo vedere l'elenco delle isole italiane
Le isole più estese al mondo sono:
- Groenlandia 2.175.600 km²
- Nuova Guinea 785.000 km²
- Borneo 736.000 km²
- Madagascar 587.000 km²
- Baffin 476.000 km²
- Sumatra 420.000 km²
Le isole più estese in Europa sono:
- Gran Bretagna 229.900 km²
- Islanda 102.800 km²
- Irlanda 84.400 km²
Categoria:Isole
ja:島
ko:섬
ms:Pulau
simple:Island
th:เกาะ
Europa
In senso geologico e geografico, l'Europa è una penisola, parte occidentale dell'Eurasia. È comunque considerato un continente, per motivi culturali. È un continente piccolo, solo 10.400.000 km², soltanto l'Australia è più piccola, ma ha 799.000.000 abitanti (statistiche del 2003) che la portano ad essere il terzo continente più popolato (dopo Asia ed Africa), ovvero, un ottavo della popolazione mondiale.
Per storia e cultura l'Europa ha influenzato notevolmente tutto il mondo civilizzato. La posizione centrale dell'Europa, rispetto agli altri continenti, e la penetrazione del mare hanno sempre favorito le comunicazioni fra le popolazioni delle diverse regioni e le migrazioni verso le altre regioni del mondo. Il clima mite di buona parte del continente, inoltre, ha fatto sì che divenisse densamente abitata.
Il mare costituisce, per un lungo tratto, il confine naturale dell'Europa. È delimitata a Nord dal Mare Glaciale Artico, ad Ovest dall'Oceano Atlantico, a Sud dal Mediterraneo, dal Mar Nero, e dal Caucaso, ad Est dal Mar Caspio, dalla catena montuosa degli Urali e dal fiume Ural.
Urali
Etimologia
Urali
Incerta è l'etimologia del nome: secondo alcuni significherebbe il paese di ponente, secondo altri il paese dei bianchi o la terra largamente pianeggiante.
Inizialmente, il nome Europa (in greco: Ευρώπη) era stato dato alla Grecia centrale. Successivamente è stato esteso a tutta la Grecia e dal 500 AC è stato ampliato a tutte le terre a nord.
È stato anche detto che il termine Europa deriva dalle parole greche significanti vasto (eurys) e faccia (ops). Molti vedono un'origine semitica dalla parola che in ebraico significa "tramonto" (gharob), dal punto di vista del Medio Oriente il sole scende sull'Europa, e quindi viene indicata come terra dell'ovest o di ponente.
Nella mitologia greca, Europa era una principessa fenicia rapita da Zeus sotto le sembianze di un toro, e portata all'isola di Creta, dove partorì Minosse. Omero parla di Europa come di una mitologica regina cretese.
Storia
L'Europa ha una lunga storia di grandi successi culturali ed economici che hanno inizio nell'età del bronzo. L'origine della cultura occidentale è generalmente attribuita agli antichi greci e l'impero romano ha dominato il continente, spingendosi fino al Reno e al Danubio, per molti secoli. Dopo la caduta dell'impero romano, l'Europa è entrata in un lungo periodo di stasi, riportato dai pensatori rinascimentali come l'età buia, e indicato dagli storici moderni come Medioevo. In questo periodo molte comunità monastiche hanno salvaguardato le conoscenze accumulate precedentemente trascrivendole. La fine del Medioevo si ha con l'inizio del rinascimento e le nuove monarchie che hanno permesso l'inizio di un periodo di nuove scoperte, esplorazioni e l'aumento della conoscenza scientifica. Nel 15-esimo secolo il Portogallo aprì la strada delle scoperte, presto seguito dalla Spagna, e quindi diverse altre nazioni europee, in particolare Francia e Gran Bretagna, che hanno costruito vasti imperi coloniali nei territori di Africa, America ed Asia.
Dopo l'età delle scoperte, fu l'idea della democrazia a farsi strada in Europa. Cominciarono le lotte per l'indipendenza, in particolare in Francia, nel periodo noto come la Rivoluzione Francese. Si susseguirono molte altre rivoluzioni, come queste idee si propagarono nel continente. Subito, la nascita della democrazia accrebbe le tensioni già preesistenti, dovute alle competizioni per il Nuovo Mondo, e in particolare Napoleone Bonaparte riuscì a formare un nuovo impero francese, che pur presto cedette. Successivamente, l'Europa si stabilizzò, anche se così non sarebbe stato per sempre.
La rivoluzione industriale, intanto, aveva avuto inizio in Europa nel XVIII secolo, portando una prosperità generale ed un corrispondente aumento della popolazione. Molti stati europei, presero la loro forma originaria dalle conseguenze della Prima e della Seconda Guerra Mondiale. Dopo, fino alla fine della guerra fredda, l'Europa è rimasta divisa in due principali blocchi politici ed economici: le nazioni comuniste nell'Europa Orientale ed i paesi capitalistici nell'Europa Occidentale che a partire dal 1950 hanno dato inizio a un processo d'integrazione economica e in minor misura anche politica. Intorno al 1990 il blocco dell'est si è sfaldato.
Geografia
Geograficamente l'Europa è una parte del supercontinente Eurasia. Il confine ad est del continente parte dai monti Urali in Russia e continua con il fiume Ural, il mar Caspio, e le montagne del Caucaso a sud, separandolo dall'Asia. Il confine sud-orientale con l'Asia non è mai stato precisamente definito. Oltre al fiume Ural, anche l'Emba può essere usato come confine, e i fiumi Kuma e Manych possono sostituirsi al Caucaso. Il Mar Nero, il Bosforo, il Mare di Marmara e i Dardanelli concludono il confine con l'Asia. Il Mar Mediterraneo a sud separa l'Europa dall'Africa, mentre ad ovest il confine è dato dall'Oceano Atlantico, includendo l'Islanda. Non è ancora stato concluso il dibattito su dove sia il centro geografico dell'Europa.
Queste frontiere ad est dell'Europa sono soltanto politiche, economiche e culturali, ma non geografiche. Questo ha dato origine a diverse interpretazioni sui confini europei e quindi sul territorio di cui l'Europa è composta, includendo o escludendo interi paesi. Quasi tutti i paesi europei fanno parte del Consiglio d'Europa, eccetto Bielorussia, la santa sede (Città del Vaticano) e il Principato di Monaco.
L'idea del continente Europeo, però, non è universalmente accettata. Alcune aree geografiche all'esterno dell'Europa tendono a riferirsi al continente Euroasiatico o vedono l'Europa come un sub-continente, non essendo completamente circondato dal mare, definibile più come un'area culturale che geografica. In passato questa suddivisione era ritenuta valida per il fatto che separava il territorio dei cristiani dai non cristiani.
La parola Europa è alle volte usata come abbreviazione per la Comunità Europea (CE) (in seguito diventata Unione Europea) e dei suoi stati membri. Dal 1° maggio 2004 i paesi membri dell'Unione Europea sono diventati 25 e ci sono altri stati che stanno negoziando la loro entrata nel prossimo futuro, vedi: Allargamento dell'Unione Europea.
Caratteristiche fisiche
In termini di forma, l'Europa è un insieme di penisole connesse. Le più grandi tra queste sono la "terraferma" europea e la Scandinavia a nord, divise dal Mar Baltico. Tre penisole minori, Iberia, Italia e Balcani, spuntano dal margine meridionale dell'entroterra nel Mediterraneo, che le separa dall'Africa. Ad est, la terraferma europea si allarga fino al confine con l'Asia sui monti Urali.
I rilievi in Europa mostrano grandi dislivelli in aree relativamente piccole. Le regioni meridionali, comunque, sono prevalentemente montagnose, mentre, procedendo verso nord, il terreno scende da Alpi, Pirenei e Carpazi, verso altipiani collinosi e poi le ampie e basse pianure del nord, particolarmente vaste a oriente. La zona pianeggiante è conosciuta come la Grande Pianura Europea, e ha il suo centro nella Pianura Tedesca del Nord. Un arco montano esiste anche sulla costa nord-occidentale, comincia ad ovest con le Isole Britanniche e continua lungo l'asse montagnoso, tagliato dai fiordi, della Norvegia.
Questa è una descrizione semplificata. Sotto regioni come l'Iberia e l'Italia contengono le loro proprie complesse caratteristiche, come la terraferma europea stessa, dove i rilievi contengono molti altopiani, valli dei fiumi e bacini che complicano la struttura generale. L'Islanda e le Isole Britanniche sono casi speciali. Si credeva che fossero terre a sé nell'oceano settentrionale che viene considerato come una parte dell'Europa, mentre adesso si pensa che siano aree montagnose un tempo unite alla terraferma finché l'innalzamento del livello del mare non le ha tagliate fuori.
A causa delle poche generalizzazioni che si possono fare riguardo ai rilievi dell'Europa, non è sorprendente che tante regioni separate hanno ospitato tante nazioni separate nella storia.
Flora e fauna europea
Avendo vissuto fianco a fianco con la civilizzazione agricola e industriale per millenni, animali e piante europei sono profondamente segnati dalla presenza e attività dell'uomo. Con l'eccezione della Scandinavia e della Russia, si possono trovare poche aree incontaminate e selvatiche in Europa, eccetto i parchi naturali.
La principale vegetazione naturale che ricopre l'Europa è la foresta. Le condizioni per la sua crescita sono molto favorevoli. A nord, la Corrente del Golfo e la Corrente del Nord Atlantico riscaldano il continente, a sud il clima è mediterraneo, e ci sono frequenti siccità estive in questa regione. Le creste delle montagne hanno spesso molta influenza sulle condizioni climatiche, alcune (Alpi, Pirenei), sono orientate dall'est all'ovest e permettono al vento di portare grandi masse d'acqua dall'oceano verso l'interno. Altre sono orientate da sud a nord (Montagne Scandinave, Alpi Dinariche, Carpazi, Appennini) e siccome la pioggia cade prima dal lato delle montagne orientato verso il mare, le foreste crescono meglio da questa parte, mentre dall'altro lato, le condizioni sono molto meno favorevoli. Su pochi angoli dell'Europa non è pascolato il bestiame nei millenni, e la massiccia deforestazione ha causato danni incalcolabili all'ecosistema originario.
Un tempo l'Europa era coperta tra l'80% e il 90% dalle foreste, che si estendevano dal Mediterraneo all'Artico. Sebbene più della metà delle foreste originarie siano scomparse nei secoli di colonizzazione, l'Europa ha ancora più di un quarto delle foreste mondiali, abeti nelle foreste della Scandinavia, vaste foreste di pini in Russia, castani nel Caucaso, e la quercia da sughero nel Mediterraneo. Recentemente, la deforestazione si è arrestata e molti alberi sono stati piantati. Comunque, spesso le conifere sono state preferiti agli origini alberi decidui, per via del veloce tempo di crescita. Le piantagioni e le monocolture adesso coprono vaste aree di terra, e questo offre pochi habitat per le specie animali originarie delle foreste europee. L'ammontare delle foreste originarie in Europa Occidentale è solo dal due al tre per cento, nella Russia europea dal cinque al dieci per cento. Il paese meno coperto da foreste è l'Irlanda (8%), quello più coperto è la Finlandia (72%).
Nella terraferma, prevalgono le foreste decidue. Le specie più importanti sono il faggio, la betulla e la quercia. Nel nord, dove cresce la taiga, la betulla è molto comune. Nel Mediterraneo, molti ulivi sono stati piantati, i quali si adattano molto bene al clima arido. Un'altra specie comune nell'Europa Meridionale sono i cipressi. Le foreste di conifere prevalgono ad altitudini elevate, sopra il confine delle foreste, e nel nord di Russia e Scandinavia, all'avvicinarsi dell'Artico, predomina la tundra. Le regioni semi-aride del mediterraneo ospitano anche piante del sottobosco. Una stretta lingua della prateria euroasiatica, la steppa, si estende verso est dall'Ucraina e la Russia meridionale verso l'Ungheria, e attraversa la taiga nel nord.
La più recente glaciazione e la presenza dell'uomo, hanno influenzato la distribuzione della fauna europea. In molte parti dell'Europa, predatori e grandi animali sono stati cacciati fino all'estinzione. Il mammut e l'uro si sono estinti, e oggi, lupi (carnivori) e orsi (onnivori), sono a rischio di estinzione, mentre un tempo si trovavano quasi ovunque nell'Europa. Comunque, la deforestazione ha costretto questi animali a ritirarsi sempre di più. Già nel medioevo l'habitat degli orsi era limitato a montagne più o meno inaccessibili con abbastanza copertura boschiva. Oggi, l'orso bruno vive principalmente nella penisola balcanica, nel nord e nella Russia; un minor numero di esemplari persiste ancora in Europa (Austria, Pirenei, ecc.) ma in queste aree sono frammentati ed emarginati per la distruzione del loro habitat. Nell'estremo nord dell'Europa si può trovare l'orso polare. Il lupo, il secondo più grande predatore in Europa dopo l'orso bruno, si può trovare principalmente nell'Europa Orientale e nei Balcani.
Altri carnivori importanti sono la lince eurasiatica, il gatto selvatico, le volpi (specialmente la volpe rossa), sciacalli, martore, ricci, serpenti (vipere, bisce...), diversi uccelli e mammiferi, come roditori, cervi, caprioli e cinghiali, nelle montagne marmotte, stambecchi e camosci tra gli altri.
Anche le creature marine sono importanti per la flora e la fauna europee. La flora marina è specialmente fitoplancton. Altri animali importanti che vivono nei mari europei sono zooplancton, molluschi, echinodermi, crostacei, calamari, polpi, pesci, delfini e balene.
Alcuni animali vivono in grotte, come protei e pipistrelli.
Stati europei
Ci sono 44 stati indipendenti in Europa (tra parentesi le loro capitali):
pipistrelli
- Albania (Tirana)
- Andorra (Andorra la Vella)
- Armenia (Erevan) - (geograficamente in Asia, ma considerata parte dell'Europa per ragioni storiche e culturali).
- Austria (Vienna)
- Azerbaijan (Baku) - (parzialmente in Europa se si considera come confine con l'Asia lo spartiacque del Caucaso.
- Belgio (Bruxelles)
- Bielorussia (Minsk)
- Bosnia-Erzegovina (Sarajevo)
- Bulgaria (Sofia)
- Cipro (Nicosia) - (geograficamente in Asia, ma considerata parte dell'Europa per ragioni storiche e culturali).
- Croazia (Zagabria)
- Danimarca (Copenaghen)
- Estonia (Tallinn)
- Finlandia (Helsinki)
- Francia (Parigi)
- Germania (Berlino)
- Georgia (Tiblisi) - (parzialmente in Europa se si considera come confine con l'Asia lo spartiacque del Caucaso.
- Grecia (Atene)
- Éire o Repubblica d'Irlanda (Dublino)
- Islanda (Reykjavík)
- Italia (Roma)
- Kazakistan (Astana) - (la porzione europea consiste nella parte ad ovest del fiume Ural o Emba).
- Lettonia (Riga)
- Liechtenstein (Vaduz)
- Lituania (Vilnius)
- Lussemburgo (Lussemburgo)
- Macedonia (Skopje)
- Malta (La Valletta)
- Moldova (Chişinău)
- Norvegia (Oslo)
- Paesi Bassi (Amsterdam)
- Polonia (Varsavia)
- Portogallo (Lisbona)
- Principato di Monaco (Monaco)
- Regno Unito (Londra) (composto da Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord, a volte detto anche Gran Bretagna)
- Repubblica Ceca (Praga)
- Romania (Bucarest)
- Russia ( Mosca) - (i territori ad ovest degli Urali e a nord del Caucaso).
- San Marino (Città di San Marino)
- Serbia e Montenegro (Belgrado)
- Slovacchia (Bratislava)
- Slovenia (Lubiana)
- Spagna (Madrid)
- Svezia (Stoccolma)
- Svizzera (Berna)
- Turchia (Ankara) - (la parte europea comprende i territori a nord-ovest del Bosforo e dello stretto dei Dardanelli).
- Ucraina (Kiev o Kyiv)
- Ungheria (Budapest)
- Vaticano
Dipendenze
I seguenti territori europei sono riconosciuti distinti geograficamente e culturalmente. Tra parentesi lo stato che li amministra. Le dipendenze situate in altri continenti non sono nella lista.
- Akrotiri (UK)
- Dhekelia (UK)
- Isole Åland (Finlandia)
- Isole Faroe (Danimarca)
- Gibilterra (UK)
- Guernsey (UK)
- Jan Mayen (Norvegia)
- Jersey (UK)
- Isola di Man (UK)
- Svalbard (Norvegia)
Regioni dell'Europa
Le suddivisioni dell'Europa sono molto arbitrarie, in quanto esistono pochi consensi per le molte definizioni che sono state proposte. Non esiste alcuna precisa convenzione geografica; la seguente mappa rappresenta, comunque, l'idea più comune di quali nazioni costituiscono le varie regioni del continente.
Svalbard
Europa Occidentale
L'Europa Occidentale (in rosso sulla mappa), include Gran Bretagna, Irlanda, Francia e il Benelux (Belgio, Olanda e Lussemburgo). In certi casi, include anche la Germania, anche se è più appropriato considerarla nell'Europa Centrale. In altri casi, il concetto di Europa Occidentale si riferisce all'intera metà occidentale dell'Europa, includendo la Penisola Iberica (Spagna, Portogallo, Andorra), la penisola italiana (Italia, San marino, Città del Vaticano), i paesi nordici (Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda, Danimarca), e i paesi alpini (Germania, Svizzera, Liechtenstein, Austria, Slovenia) e Monaco. Usato in senso storico o politico (riferendosi alle divisioni della Guerra Fredda), il termine può includere anche la Grecia e la Turchia.
Europa Centrale
Europa Centrale (in azzurro sulla mappa) è un termine meno usato rispetto a Europa Occidentale e Orientale, spesso, le sue nazioni sono classificate nell'una o nell'altra categoria. Solitamente, riferendosi all'Europa Centrale, si intendono il Gruppo di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria), e i Paesi Alpini (Svizzera, Liechtenstein, Austria, Slovenia, Germania).
Europa Orientale
Europa Orientale (in arancione sulla mappa), non è un concetto bene definito, come per l'Europa Occidentale. Include la Comunità degli Stati Indipendenti Europei (Bielorussia, Kazakistan, Moldavia, Russia, Ucraina), spesso gli Stati Baltici (Estonia, Lettonia, Lituania), più raramente la Polonia. Spesso include anche il Caucaso, o i paesi Transcaucasiani (Armenia, Azerbaijan, Georgia), sebbene questi possano anche essere considerati parte dell'Asia. In un più ampio contesto economico/politico, potrebbero anche essere compresi il Gruppo di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria), e i Balcani (Albania, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Grecia, Macedonia, Romania, Serbia e Montenegro). Durante la Guerra Fredda, i Paesi Comunisti del Blocco Sovietico (gli appartenenti al Patto di Varsavia), erano definiti come "Europa Orientale". Spesso il termine però include anche paesi non appartenenti al Blocco Sovietico come l'Albania e la Ex Jugoslavia.
Europa Settentrionale
L'Europa Settentrionale (in viola sulla mappa) è rappresentata come l'insieme dei paesi nordici ("Scandinavia" nel suo senso più ampio: Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda e Danimarca). A volte anche l'Estonia viene contata come un paese nordico, a causa dei forti legami culturali con la Finlandia. Il termine Europa Settentrionale, però, di solito ricopre un'area più ampia, come parte dell'Europa a nord delle Alpi. In questo caso, comprende le Isole Britanniche (Gran Bretagna e Irlanda), il Benelux (Belgio, Olanda e Lussemburgo), la Francia settentrionale, la Germania, i paesi baltici (Estonia, Lettonia e Lituania), a volte anche Polonia e Russia.
Europa Meridionale
Europa Meridionale (in verde sulla mappa), è un termine usato in modo simile a quello di Europa Settentrionale. Include la Penisola Iberica (Spagna, Portogallo, Gibilterra e Andorra), la Penisola Italiana (Italia, San Marino, Città del Vaticano), Monaco, e la Penisola Balcanica (Albania, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Grecia, Macedonia, Romania, Serbia e Montenegro). Di solito i rimanenti Stati Mediterranei (Cipro e Malta) e la Tracia Orientale (in Turchia) sono inclusi a loro volta. In senso culturale anche la Francia meridionale e la Corsica si potrebbero comprendere.
Asia
Alcuni stati, hanno dei territori compresi sia in Europa che in Asia (rosa), questi sono Russia, Kazakistan, Turchia, Azerbaijan e Georgia. I loro territori asiatici sono colorati in rosa chiaro. Altri stati sono completamente nel continente asiatico, ma sono considerati parte dell'Europa per ragioni storiche e culturali (Armenia, Cipro), sono colorati in rosa scuro. L'enclave dell'Azerbaijan di Nakhchivan, è anche colorata in rosa scuro perché non è un'estensione continua del territorio dell'Azerbaijan.
Voci correlate
- Cultura dell'Europa
- Economia dell'Europa
- Geografia dell'Europa
- Storia dell'Europa
- Politica dell'Europa
- Trasporti dell'Europa
- Zona Euro
- Unione Europea
- Euroregione
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Oceano Atlantico
L'Oceano Atlantico è il secondo oceano della Terra, di cui ricopre circa il 20% della superficie. Il nome dell'oceano, derivato dalla mitologia greca, significa "Mare di Atlante".
Geografia
Questo oceano occupa un bacino a forma di "S", elongato nella direzione nord-sud. È diviso in due sezioni principali, l'Atlantico del Nord e l'Atlantico del Sud, da correnti equatoriali poste a circa 8° di latitudine nord. È delimitato ad ovest dal continente americano (sia dalla parte settentrionale che da quella meridionale) e ad est dall'Europa e dall'Africa (ma due dei suoi mari adiacenti, il Mediterraneo ed il Mar Nero bagnano anche l'Asia). Comunica con l'Oceano Pacifico attraverso il Mare Glaciale Artico a nord, e il Passaggio di Drake (nella Terra del Fuoco) e Capo Horn a sud. Inoltre esiste una connessione artificiale tra i due oceani, il Canale di Panamá, che si trova vicino all'equatore, nell'istmo che unisce le due Americhe. Ad est comunica con l'Oceano Indiano, attraverso il Capo di Buona Speranza (ma anche attraverso il Mediterraneo ed il canale artificiale di Suez). A nord, il confine con il Mare Glaciale Artico è segnato da una linea convenzionale che va dalla Groenlandia fino alla parte settentrionale della Norvegia.
L'Atlantico copre il 20% della superficie della Terra, ed è secondo solo al Pacifico come grandezza. L'oceano propriamente detto copre un'area di circa 82.362.000 chilometri quadrati (pari ad 8 volte quella dell'Europa), che raggiunge i 106.450.000 kmq se si considerano anche i suoi mari adiacenti. Le terre occupate dal bacino idrografico dell'Atlantico ammontano a quattro volte quelle del Pacifico o dell'Indiano. Il volume dell'Oceano Atlantico è di 323.600.000 chilometri cubi, e di 354.700.000 km cubi considerando anche i mari adiacenti.
La profondità media dell'Atlantico è di 3.926 metri, ridotta a 3.332 se si prendono in considerazione i mari adiacenti. La profondità maggiore è di 8.605, raggiunta nella Fossa di Milwaukee, vicino a Puerto Rico. La larghezza dell'Atlantico varia tra 2.848 km nel punto più stretto, tra il Brasile e la Liberia, fino a 4.830 km tra gli Stati Uniti e l'Africa settentrionale.
L'Oceano Atlantico, specie nella parte settentrionale, presenta coste irregolari con molte baie, golfi e mari. Tra questi ultimi si trovano ad ovest il Mar dei Caraibi, il Golfo del Messico, il Golfo di San Lorenzo, la Baia di Hudson e la Baia di Baffin, e ad est il Mar Mediterraneo, il Mar nero, il Mare del Nord, il Mar Baltico, il Mare di Barents, il Mare di Norvegia-Groenlandia, il Mar Bianco ed il Mare di Weddell. Le linee di costa dell'Atlantico raggiungono in totale i 111.000 km.
Le maggiori isole dell'Atlantico sono la Groenlandia, la Terra di Baffin, l'Islanda, Terranova, la Gran Bretagna, l'Irlanda, Cuba ed Hispaniola. Tra le minori si segnalano le Isole Canarie, le Azzorre, le isole del Capo Verde, le Bermuda, le Isole Madeira, le Isole Falkland, l'isola di Ascensione, Sant'Elena, Tristan da Cunha, e tutte le isole minori della regione caraibica (Bahamas, Martinica, Barbados ecc.) ed anche le isole del Mediterraneo (Sicilia, Sardegna, Corsica ecc.).
Storia dell'Oceano
L'Atlantico si è formato 150 milioni di anni fa, con lo spezzarsi del supercontinente Pangea. Da allora è andato espandendosi, un movimento che dura ancora oggi: le Americhe si separano da Europa e Africa ad un ritmo di alcuni centimetri all'anno.
La Dorsale Medio Atlantica alimenta questa espansione: attraversa tutto l'Atlantico da nord a sud, e da essa emergono nuove sezioni del fondo marino che spingono verso l'esterno quelle già esistenti. In prossimità dei continenti, il fondo marino viene spinto verso il basso, rientra nel mantello terrestre e favorisce la formazione di isole vulcaniche.
Una delle conseguenze di questo movimento è che il fondo marino dell'atlantico è una zona geologicamente giovane, con un età spesso inferiore al centinaio di milioni di anni.
Il fondo oceanico
La caratteristica principale della topografia del fondo oceanico dell'Atlantico è una grande catena di montagne sottomarine, chiamata la Dorsale Medio Atlantica. Si estende dall'estremità nord, accanto all'Islanda, fino all'estremo sud a 58° di latitudine, raggiungendo una larghezza massima di circa 1.600 km. Lungo la dorsale, nei pressi della sommità, si trova una grande fossa che scorre per la maggior parte della catena montuosa. La profondità delle acque sopra la dorsale è spesso inferiore a 2.700 m, e numerosi picchi si ergono fuori dall'acqua, formando delle isole. L'Atlantico del Sud presenta anche un'altra dorsale, la Catena di Walvis.
La Dorsale Medio Atlantica separa l'Oceano Atlantico in due grandi sezioni, che hanno una profondità compresa tra 3.000 e 5.500 metri. Dorsali trasversali, che uniscono i continenti alla Dorsale Medio Atlantica, dividono il fondo oceanico in numerosi bacini. Alcuni dei più grandi sono i bacini della Guiana, del Nord America, di Capo Verde e delle Canarie nell'Atlantico del Nord, mentre in quello del Sud si trovano i bacini dell'Angola, dell'Argentina e del Brasile.
Il fondo marino è considerato in genere abbastanza piatto, anche se non mancano montagne, fosse e altre caratteristiche. Due fosse superano gli 8.000 metri di profondità. Le piattaforme continentali, vicino alle terre emerse, costituiscono circa l'11% del fondo oceanico. Inoltre, molte formazioni simili a canali scavati tagliano queste piattaforme.
I sedimenti depositati sul fondo hanno origini disparate. I depositi terrigeni sono composti da particelle di sabbia, fango e roccia, formate dall'erosione dell'acqua, del vento e dall'attività vulcanica della terraferma, e poi trasportate da fiumi e piogge verso il mare. Questi materiali si trovano principalmente sulle piattaforme continentali, e sono più spessi presso la foce dei grandi fiumi, o al largo di coste desertiche. I deposti pelagici sono formati dai resti di organismi che vanno a fondo quando muoiono. Coprono la maggior parte del fondo marino, con spessori che vanno da 60 metri a più di 3.000, con lo spessore minimo in corrispondenza della Dorsale. I depositi autogenici sono assemblamenti spontanei di materiali, come i noduli di manganese. Sono comuni dove le altre sedimentazioni sono assenti, o dove le correnti le smuovono.
Caratteristiche dell'acqua
La salinità delle acque di superficie nell'oceano aperto va da 33 a 37 parti per mille, e varia con la latitudine e le stagioni. Anche se i valori minimi di salinità si trovano appena a nord dell'equatore, in genere i valori più bassi si trovano alle alte latitudini, e vicino alle foci di grandi fiumi che immettono le loro acque dolci nell'oceano. I massimi valori di salinità si trovano attorno alla latitudine 25° nord. I valori di salinità superficiale sono influenzati dall'evaporazione, dalle precipitazioni, dall'apporto di acqua dolce dei fiumi e, nelle zone più fredde, dallo sciogliemento dei ghiacci.
La temperatura delle acque superficiali varia con la latitudine, con le correnti, le stagioni e la distribuzione di energia solare. Lungo l'Oceano, varia da meno di 2 gradi nelle regioni polari fino a 29°C all'equatore. Nelle medie latitudini, la temperatura è intermedia, ma soggetta a grandi variazioni (fino a 7° o 8°C). A causa delle basse temperature, la superficie è normalmente coperta di ghiaccio nel Mare del Labrador, nello Stretto di Danimarca e nel Mar Baltico da ottobre a giugno.
L'Oceano Atlantico consiste di quattro principali masse d'acqua. Le acque centrali dell'Atlantico del Nord e del Sud costituiscon le acque superficiali. L'acqua intermedia sub-antartica si estende alle profondità di 1.000 metri. L'acqua profonda del Nord Atlantico raggiunge la profondità di 4.000 metri. L'acqua antartica di fondo occupa i bacini oceanici a profondità maggiori di 4.000 metri.
A causa della forza di Coriolis, l'acqua del Nord Atlantico circola in senso orario, mentre l'acqua del Sud Atlantico circola in senso antiorario. Le maree dell'oceano sono semidiurne, cioè comprendono due alte maree nell'arco delle 24 ore. Le maree sono un'onda che si muove da sud a nord. A latitudini superiori a 40°, è presente anche un'oscillazione est-ovest
Clima
Il clima dell'Oceano Atlantico e delle terre adiacenti è influenzato dalla temperatura delle acque superficiali, dalle correnti oceaniche e dai venti che soffiano sopra le acque. A causa della grande capacità dell'oceano di trattenere il calore, i climi marittimi sono temperati, e non presentano variazioni stagionali estreme. Le precipitazioni risentono enormemente dell'oceano, perché l'evaporazione dell'acqua oceanica è una delle fonti principali di vapore acqueo.
Le zone climatiche cambiano con la latitudine: le zone più calde attraversano l'Atlantico a nord dell'equatore. Le zone più fredde si trovano a grandi latitudini, e specialmente nelle zone coperte di ghiaccio. Le correnti oceaniche contribuiscono al clima, trasportando acqua calda e fredda in diverse regioni. I venti che soffiano su queste acque contribuiranno poi a riscaldare o raffreddare le terre adiacenti.
La Corrente del Golfo, per esempio, riscalda l'atmosfera delle Isole Britanniche e dell'Europa del Nord (che altrimenti sperimenterebbero temperature ben più basse), mentre le correnti fredde contribuiscono alla formazione di nebbia al largo delle coste nordest del Canada, e delle coste nordovest dell'Africa.
I cicloni tropicali (uragani) si sviluppano al largo della costa africana vicino a Capo Verde, e si muovono verso ovest nel Mare Caraibico. Gli uragani possono formarsi da maggio a dicembre, ma sono più frequenti tra agosto e novembre. Le tempeste sono comuni nell'Atlantico del Nord durante l'inverno, rendendo pericolosa la traversata.
Storia ed economia
L'Oceano Atlantico sembra essere il più giovane degli oceani. Gli studi geologici hanno mostrato come esso non esistesse prima di 100 milioni di anni fa, quando i continenti attuali si formarono dalla frattura del supercontinente Pangea.
L'Atlantico è stato esplorato estensivamente. I Vichighi, i Portoghesi e Cristoforo Colombo sono tra i più famosi primi esploratori. I Vichinghi colonizzarono la Groenlandia prima dell'anno Mille, ma la colonia fu spazzata via da un peggioramento del clima.
Dopo Colombo, l'esplorazione europea accelerò rapidamente, e furono stabilite molte nuove rotte commerciali. Il risultato è che l'Atlantico era e rimane la sede del maggior traffico commerciale tra Europa ed America. Sono state intraprese numerose esplorazioni scientifiche per studiare l'Oceano e il suo ambiente.
L'oceano ha anche contribuito significativamente allo sviluppo economico delle nazioni che si affacciano su di esso. Oltre ad ospitare le maggiori rotte commerciali, l'Atlantico offre abbondanti giaciementi di petrolio nelle rocce sedimentarie delle piattaforme continentali, e le maggiori riserve di pesca del mondo. Per preservare queste riserve e l'ambiente oceanico, esistono numerosi trattati che cercano di ridurre l'inquinamento causato da versamenti di petrolio e rifiuti plastici.
Dopo aver remato per 81 giorni e 4.766 km, il 3 dicembre 1999 Tori Murden divenne la prima donna ad aver attraversato l'Oceano Atlantico da sola, quando raggiunse Guadalupe dalle Isole Canarie.
Pericoli
Gli iceberg sono comuni nello Stretto di Davis, nello Stretto di Danimarca, e nell'Atlantico nordoccidentale da febbratio ad agosto. A volte sono stati visti anche molto a sud, vicino alle Bermuda e alle Isole Madeira. Le navi svilupperanno ghiaccio sulla loro struttura nell'Atlantico più a nord da ottobre a maggio. La nebbia persistente può essere un pericolo da maggio a settembre. Uragani da maggio a dicembre.
Ambiente - problemi correnti
Ci sono molte specie marine in pericolo, tra cui le mante, i leoni marini, le targarughe e le balena. Le reti a strascico hanno accelerato il declino delle riserve di pesca, e sono soggetto di aspre dispute internazionali. Inquinamento da fogne al largo degli Stati Uniti, del sud del Brasile e dell'Argentina. Inquinamento da petrolio nel Mare Caraibico, nel Golfo del Messico, nel Mar Mediterraneo e nel mare del Nord. Inquinamento da fogne e industrie nel Mar Baltico, Mare del Nord e Mar Mediterraneo.
Geografia - note
Punti critici sono i Dardanelli, lo Stretto di Gibilterra, l'accesso al Canale di Panamá e al Canale di Suez. Gli stretti strategici includono lo Stretto di Dover, lo Stretto della Florida, il Passaggo di Mona e il Passaggio Windward. Durante la guerra fredda, il cosiddetto passaggio di Groenlandia-Islanda-UK (GIUK) era un problema strategico di grande importanza, e il fondale fu riempito di idrofoni per rilevare il movimento dei sottomarini sovietici.
Porti
Alessandria (Egitto), Algeri (Algeria), Anversa (Belgio), Amburgo (Germania), Barcellona (Spagna), Buenos Aires (Argentina), Casablanca (Marocco), Colon (Panamá), Copenhagen (Danimarca), Cork (Irlanda), Dakar (Senegal), Danzica (Polonia), Genova (Italia), Halifax (Canada), Helsinki (Finlandia), Istanbul (Turchia), Las Palmas (Isole Canarie, Spagna), Le Havre (Francia), Lagos (Nigeria), Lisbona (Portogallo), Liverpool (UK), Londra (UK), Marsiglia (Francia), Montevideo (Uruguay), Montreal (Canada), Murmansk (Russia), Napoli (Italia), New Orleans (US), New York (US), Newport News (US), Odessa (Ucraina), Orano (Algeria), Oslo (Norvegia), Pireo (Grecia), Rio de Janeiro (Brasile), Rotterdam (Olanda), San Pietroburgo (Russia), Sebastopoli (Ucraina), Southampton (UK), Stoccolma (Svezia)
Trasporti - nota
Il Canale di Kiel e il fiume San Lorenzo sono due importanti vie di trasporto
Categoria:Oceani
Categoria:Ecosistemi
als:Atlantik
ja:大西洋
ko:대서양
simple:Atlantic Ocean
th:มหาสมุทรแอตแลนติก
zh-min-nan:Tāi-se-iûⁿ
Gran Bretagna(Nota: Il termine Gran Bretagna viene spesso utilizzato in senso non del tutto appropriato per riferirsi al Regno Unito)
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Regno Unito
La Gran Bretagna è un'isola situata nell'Oceano Atlantico a nord-ovest dell'Europa continentale, che compone la maggior parte del territorio del Regno Unito. Con una superficie di 229.850 km2 è la più grande delle Isole Britanniche, un arcipelago che comprende anche l'Irlanda, le Isole Faroe e l'Isola di Man tra le altre.
Il termine Gran Bretagna è più comunemente usato in un senso che include sia l'isola principale che le isole vicine come Anglesey, l'Isola di Wight, le Isole Ebridi, le Isole Orcadi e le Isole Shetland. In questo senso quindi comprende le nazioni di Inghilterra, Scozia e Galles.
Origini e nomenclatura
Galles
Lungo i secoli la Gran Bretagna è evoluta politicamente da diversi stati indipendenti (Inghilterra, Scozia e Galles), passando attraverso due regni con un singolo monarca (Inghilterra e Scozia), un singolo Regno di Gran Bretagna, fino alla situazione attuale, a partire dal 1801, nel quale la Gran Bretagna assieme all'Irlanda del Nord compone il Regno Unito, che viene spesso erroneamente riferito come "Gran Bretagna" o semplicemente".
Due regni per un monarca
Il termine Gran Bretagna venne inizialmente usato in modo diffuso durante il regno di Re Giacomo VI di Scozia, I d'Inghilterra per descrivere l'isola sulla quale coesistevano due regni governati dallo stesso monarca. Anche se Inghilterra e Scozia rimanevano legalmente in esistenza come due stati separati con i rispettivi parlamenti, collettivamente venivano indicati come Gran Bretagna.
Nel 1707, un Atto di Unione unì assieme i due stati. L'Atto usava due differenti termini per descrivere il nuovo stato insulare, un 'Regno unito' e il 'Regno di Gran Bretagna'. Il primo termine viene generalmente, anche se non universalmente, visto come una descrizione dell'unione piuttosto che come il suo nome. Molti libri di testo descrivono il regno di tutta l'isola, che esistette tra il 1707 e il 1800 come il Regno di Gran Bretagna.
Nel 1801, sotto il nuovo Atto di Unione questo regno si fuse con il Regno d'Irlanda, sul quale il monarca di Gran Bretagna aveva regnato. Il nuovo regno veniva chiamato, in maniera non ambigua, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda. Nel 1922, ventisei delle trentadue contee irlandesi si separarono per formare lo Stato Libero d'Irlanda. Il regno così troncato è ora conosciuto come Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, che ora include anche un numero di Territori d'Oltremare.
Isole Britanniche
Spesso i termini Britannia e Britannico si riferiscono all'intero Regno Unito o ai suoi predecessori, o a istituzioni ad esso associate, e non solo alla Gran Bretagna. Ad esempio, i monarchi del Regno Unito sono spesso chiamati "monarchi Britannici", il primo ministro del Regno Unito diventa il "primo ministro britannico". Tale uso è generalmente ritenuto corretto. Comunque il termine Inglese per Britannico, come in "Regina d'Inghilterra" è chiaramente sbagliato; l'Inghilterra, nel senso di uno stato separato, non esiste dal 1707.
Il termine Isole del Nord Atlantico o IONA è stato usato recentemente per le Isole Britanniche. Venne coniato come termine neutrale da usare nel tentativo di trovare l'accordo su una più ampiamente accettabile struttura politica per l'Irlanda del Nord. Comunque rimane sconosciuto alla gran parte della popolazione britannica, e sembra ricevere poco riconoscimento al di fuori della ristretta cerchia politica che lo ha coniato.
Perché "Gran" Bretagna invece che Bretagna (Britannia)?
In realtà esistono due Bretagne: l'isola di Bretagna, nelle Isole Britanniche, e la terra di Bretagna in Francia. In francese sono conosciute come Grande Bretagne e Bretagne, in inglese come "Great Britain" e "Brittany", dove great significa appunto "grande", mentre la y finale di Brittany va intesa come diminutivo e significa "piccolo". Questa doppia nomenclatura si deve al Medioevo, quando i Re d'Inghilterra possedevanpo vaste zone territoriali in Francia (la Bretagna appunto) e altre zone d'influenza (il Ducato di Borgogna).
Impero britannico
All'incirca dal XVI al XX secolo, il controllo politico e militare della Gran Bretagna e del Regno Unito si è esteso su un grande numero di territori sparsi per tutto il mondo, l'insieme di tutte queste entità era conosciuto come "Impero britannico".
categoria:Regno Unito
ja:グレートブリテン島
simple:Great Britain
Reykjavik
Reykjavík è la capitale d'Islanda nonché la più settentrionale del mondo (latitudine: 64° 08' N, non molto distante dal circolo polare artico a 66° 33' N). Il suo nome significa in lingua islandese baia fumosa, e deriva probabilmente dalle sorgenti bollenti nei suoi dintorni e si attribuisce ad un equivoco del primo colonizzatore Ingólfur Arnarson.
Con 115 mila abitanti è la maggiore città islandese e vi abitano circa il 40% di tutti gli abitanti d'Islanda. È situata sull'Oceano Atlantico e in particolare nel golfo Faxaflói.
Vi si trovano le maggiori facoltà universitarie del paese, scuole superiori, teatri, musei e istituzioni culturali nonché un porto.
Al centro della città si trova un piccolo lago, il Tjörnin.
Geografia
Reykjavik si trova nella parte sodovest dell'Islanda e in particolare nella parte nordorientale della penisola Reykjanes. Da questa penisola passa la deriva dei continenti che attraversa l'Islanda da sudovest a nordest, cosicché vi sono frequenti terremoti, che solitamente non hanno alcuna conseguenza sulle attività quotidiane.
Assieme ai comuni limitrofi Hafnarfjörður, Bessastaðahreppur, Garðabær, Kópavogur, Seltjarnarnes e Mosfellsbær forma la zona della capitale che va dai campi lavici Kapelluhraun a sud fino ai confini di Kjalarnes.
Storia
Dal 870: I primi colonizzatori
Reykjavik venne fondata, secondo il Landnámabók, da Ingólfur Arnarson, uno dei primi coloni in Islanda. Narra la legenda che stabilì qui la sua residenza secondo un rituale vichingo, che consisteva nel gettare i pali portanti della sua precedente residenza nel mare
e vedere dove si arenavano. Scavi archeologici confermano che vichinghi norvegesi e immigranti celtici si sono stabiliti in quest'area nel nono secolo (tracce indicano l'anno 870).
Fino al 18-esimo secolo la località era formata solo da alcune fattorie e aveva un'importanza insignificante.
Il 18-esimo secolo
Skúli Magnusson, dal 1749 giudice con sede a Bessastaðir, è considerato oggi il padre della città in quanto determinò
la crescita della località. Insediò le prime industrie cominciando dalla trasformazione della lana, a dispetto dei monopolisti danesi.
In seguito ad un cambiamento nella restrittiva politica commerciale e industriale danese seguita alla catastrofe di Laki nel 1783 si insediarono le prime industrie per la trasformazione del pesce e i primi cantieri navali.
Nel 1786 la località di ormai circa 200 abitanti riceve lo status di città. La denominazione Kaupstaður indica come l'economia fosse legata anzitutto al commercio. Di conseguenza era una delle sei città che ottenne particolari diritti commerciali in seguito alla parziale sospensione del monopolio commerciale danese.
La crescente importanza della città la si può desumere anche da altri fatti: alla fine del 18-esimo secolo vennero trasferiti a Reykjavik la sede vescovile e l'importante scuola di latino di Skálholt.
Il 19-esimo secolo
Islandesi che viaggiavano portarono sull'isola l'idea di un'identità nazionale e il desiderio di indipendenza cosí diffusi nella metà del 19-esimo secolo sull'Europa continentale. Reykjavik divenne il centro intellettuale del Paese cosicché il risorgimento dell'Islanda verso l'indipendenza si accompagna alla crescita della città.
Nel 1845 l'Alþingi (il parlamento) si trasferisce a Reykjavik, anche se ancora senza alcun vero potere ma soltanto con funzione consultiva
alla corona danese. Ciononostante da allora Reykjavik viene considerata la capitale del Paese. L'Alþingi ottenne soltanto nel 1874 poteri legislativi, per quanto limitati e pur possedendo ora il Paese una propria costituzione, dipendeva come prima ancora dalla Danimarca.
Il ventesimo secolo fino ai giorni nostri
A poco a poco l'Islanda riuscí fino a metà del ventesimo secolo a diventare uno stato indipendente: nel 1904 buona parte dell'esecutivo si trasferì a Reykjavík. Dal 1 dicembre 1918 l'Islanda divenne un regno, sottomesso comunque alla corona danese. A questo punto Reykjaví divenne ufficialmente la capitale d'Islanda. Nel frattempo è cresciuto il numero di abitanti: da 6 mila nel 1901 a 17 mila nel 1920.
Negli anni 1920 e '30 la città prosperò grazie alla produzione redditizia dello stoccafisso e dell'export di prodotti ittici in genere (p.es. merluzzo). A questa fase seguí una depressione (raccontata nei romanzi del premio Nobel Halldór Laxness). La ripresa venne durante la seconda guerra mondiale (l'isola riforniva di prodotti alimentari del mare gli alleati), con l'occupazione degli inglesi prima e degli americani dopo (periodo raccontato nei romanzi di Einar Kárason).
Gli americani sostennero la costruzione del grande aeroporto di Keflavík ottenendo in cambio il diritto si stabilire permanentemente nelle sue vicinanze le proprie truppe. Vennero cosí a crearsi molti posti di lavoro che generò un migrazione interna dalle campagne verso la capitale (migrazione che perdura tuttora).
Il 17 giugno 1944 venne proclamata a Þingvellir la Repubblica d'Islanda e Reykjavík divenne capitale del nuovo stato indipendente, con sede del primo ministro, mentre la sede del presidente della repubblica (che ha funzioni rappresentative) si trova Bessastaðir un sobborgo di Reykjavík.
A partire degli anni 1950 si può parlare di un boom della capitale. La qualità di vita crebbe vistosamente. L'afflusso di popolazione dalle compagna non diminuí, e sempre più industrie si stabilirono nella capitale.
Reykjavík divenne famosa al resto del mondo nel 1972 quando si svolse la finale del campionato mondiale di scacchi tra Bobby Fischer und Boris Spasskij e poi grazie al vertice tra i capi di stato statunitense (Ronald Reagan) e sovietico (Michail Gorbaciov).
Dagli anni 1990 la città svolge un ruolo importante nell'ambito dei settori tecnologici, avendo investito nel settore high-tech.
Oggigiorno si può considerare Reykjavík una città in crescita anche culturlamente. Vi regna un boom edile con numerosi edifici interessanti architettonicamente (anche se esteticamente non sempre indiscussi) che cambiano la fisionomia della città. Vi è pure una scena musicale e artistica vivace. Se agli inizi del ventesimo secolo si fecero un nome internazionale artisti come Einar Jónsson o Ásmundur Sveinsson, oggi sono più famosi artisti come la cantante popo Björk o la band Sigur Rós.
Lo sviluppo demografico in cifre
801 600
1860 1.450
1901 6.321
1910 11.449
1920 17.450
1930 28.052
1940 38.308
1950 55.980
1960 72.407
1970 81.693
1980 83.766
1985 89.868
1990 97.569
1995 104.258
2003 113.387
Politica
Sigur Rós Reykjavik è sede del presidente della repubbica, del parlamento (Alþingshusið) e del governo. Hanno sede pure le ambasciate.
Economia e trasporti
In Reykjavik si trovano soprattutto imprese di servizi, industrie legate alla pesca o alla alta tecnologia (p.es. ricerca genetica e laboratori biotecnici)
La città è servita da strade moderne fino a sei corsie. La strada circuminsulana N.1 passa attraverso i quartieri periferici, passando da est sulla collina Hellisheiði proveniente dalla direzione di Selfoss e continuando in direzione nordovest verso Akranes e Borgarnes, passando a fianco del massiccio montuoso Esja. Attualmente (2004) viene portata da due a quattro corsie la statale verso l'aeroporto internazionale a Keflavík.
La città è inoltre dotata di un servizio di mezzi pubblici molto efficiente, strutturato con cinque stazioni decentralizzate e una centrale (il BSI) nonché con un aeroporto per le linee interne nei pressi del lago Tjörnin. Viene discussa l'opportunità di passare ad una trazione elettrica (energia ampiamente disponibile e a basso costo) per il trasporto locale. La soluzione ferrotramviaria è stata scartata per via dei frequenti terremoti
e sembra delinearsi (2004) una decisione a favore dei filobus. Nel frattempo si testa l'alternativa della trazione ad idrogeno.
Attrazioni turistiche
Musei
Museo nazionale "Þjóðminjasafn"
Il museo | | |