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Isole AleutineAleutine (in inglese Aleutian Islands), arcipelago degli Stati Uniti d'America.
Stati Uniti d'America
Posizione geografica
Situato a sud-ovest dell'Alaska separa l'oceano Pacifico settentrionale dal mare di Bering. Di origine vulcanica, si estende per circa 1.800 km in direzione della penisola di Kamčatka. I quattro sottogruppi principali delle Aleutine sono le isole Fox, Andreanof, Rat e Near.
Ambiente
Dal punto di vista geologico l'arcipelago è una continuazione della catena delle Aleutine (Aleutian Range), che si estende sulla terraferma dell'Alaska, e presenta numerosi picchi vulcanici, il più alto dei quali, il monte Shishaldin (2.869 m), si trova sull'isola Unimak. La vegetazione è costituita prevalentemente da radi alberi nani e da graminacee. Sull'arcipelago vi sono buoni porti, ma la navigazione nel mare che lo circonda è difficoltosa e rischiosa a causa della nebbia quasi costante e dei numerosi scogli affioranti.
Popolazione
La popolazione autoctona è costituita dagli aleuti, che appartengono alla famiglia eschimese-aleutina e sono classificati etnologicamente come indigeni nordamericani. Gli abitanti sono occupati prevalentemente nella pesca e nell'allevamento ovino. Il centro commerciale di maggiore importanza è la città di Unalaska, situata sull'isola omonima .
Storia
Le Aleutine furono raggiunte nel 1741 dal navigatore russo Alexej Ilič Čirikov e da Vitus Bering, navigatore danese al servizio dei russi. Durante la seconda guerra mondiale, nel giugno del 1942, le forze giapponesi occuparono le isole di Attu e Kiska
Cronologia della conquista americana del 1943:
4 maggio: con un giorno di ritardo sul previsto per il maltempo, salpa da Cold Harbor il convoglio americano destinato all’invasione dell’Isola di Attu. A causa di forti venti contrari, durante la navigazione il giorno X dovrà essere spostato di altri 3 giorni, cioè all’ 11 maggio.
10 maggio: la guarnigione nipponica dell’Isola di Attu, posta in allarme una settimana prima contro il pericolo di un’invasione americana in seguito a segnalazioni del servizio informazioni nipponico, abbandona lo stato d’allarme nella convinzione che gli americani abbiano rinunciato all’operazione, date anche le proibitive condizioni del mare.
11 maggio: la settima divisione USA sbarca in vari punti dell’Isola di Attu, occupata dai nipponici dai tempi della battaglia delle Midway. La fitta nebbia limita fortemente l’appoggio delle artiglierie della Task Force 16 del contramm. Kinkaid nonché l’appoggio aereo, ma favorisce la sorpresa. I reparti sbarcano nel pomeriggio nella Baia del Massacro, a Punta Alexai, a ovest della Baia di Holtz nella parte settentrionale dell’isola. Altri sbarchi avverranno nella notte sul 12. Gli invasori avanzano verso il Passo Jarmin, ma verso le 19 sono bloccati dall’intenso fuoco dei difensori appostati sui rilievi che delimitano il passo.Il fango paralizza autocarri e trattori. Il comandante della divisione, generale Brown, predispone un assalto al passo per l’indomani.
12 maggio: con l’appoggio degli aerei e dell’artiglieria navale, la 7à divisione converge da due direzioni sul Passo Jarmin. Un attacco frontale condotto dalla Baia del Massacro non dà alcun risultato.
13 maggio: nonostante ripetuti assalti, gli americani restano sostanzialmente inchiodati alle posizioni occupate subito dopo lo sbarco. Riavutisi dalla sorpresa, i nipponici oppongono una resistenza energica e ben coordinata. Nella parte settentrionale dell’isola, vanno anzi al contrattacco cercando, senza riuscirvi, di sloggiare gli invasori da una piccola cresta, denominata Collina X. L’appoggio navale ed aereo è limitato dal maltempo.
14 maggio: le posizioni degli invasori e dei difensori restano sostanzialmente immutate. Gli sforzi per la conquista del Passo Jarmin non portano ad alcun risultato. Le condizioni atmosferiche impediscono l’attività aerea, ma le artiglierie delle unità navali americane bombardano violentemente le posizioni nipponiche.
15 maggio: si rinnova l’attacco americano nella Baia del Massacro (a sud) ma non vengono compiuti progressi nonostante il consistente appoggio di artiglieria. La nebbia provoca un rinvio dell’attacco nella Baia di Holtz (a nord) fino alle 11, quando gli americani scoprono che i nipponici hanno abbandonato le posizioni che avevano la sera prima per ritirarsi su altre più vantaggiose. Mentre avanzano, subiscono serie perdite a causa del fuoco nemico e soprattutto di un’incursione della loro stessa aviazione.
16 maggio: nuovi assalti americani nella zona della Baia di Holtz. I nipponici, in grande inferiorità numerica (2380 uomini contro 11.000 americani) e col pericolo di essere presi da tergo se gli americani riuscissero a sfondare nella Baia del Massacro, si ritirano durante la notte sul 17 su Chicagof Harbor per tentare l’ultima resistenza.
17 maggio: i reparti della Baia di Holtz avanzano e occupano le posizioni che il nemico ha sgombrato durante la notte. Anche i reparti disposti nella Baia del Massacro scoprono che i nipponici se ne sono andati e occupano il tanto conteso Passo Jarmin.
18 maggio: si congiungono le forze provenienti da nord (Baia di Holtz) con quelle provenienti da sud (Baia del Massacro). Nel settore settentrionale vengono subito sbarcati nuovi reparti e rifornimenti. Si prepara la nuova fase dell’operazione, contro Chicagof Harbor.
19 maggio: gli americani attaccano prima dell’alba per conquistare un passo che apre la strada alla valle di Sarana. I combattimenti durano fino al tramonto, ma infine i nipponici sono sopraffatti.
20 maggio: gli americani restano bloccati al passo (in seguito chiamato Passo Clevesy) dai nipponici che durante la notte hanno preso posizione sui picchi che lo dominano.
Gli uomini addestrati per la guerra nel deserto devono trasformarsi in scalatori per poter aggirare il nemico. Dopo duri combattimenti, gli attaccanti riescono a avanzare nella valle di Sarana. Qualche progresso viene compiuto anche nella parte settentrionale dell’isola.
21 maggio: sul fronte meridionale dell’isola di Attu, gli americani riescono a eliminare l’unico caposaldo nipponico rimasto su uno dei picchi che dominano il Passo Clevesy e avanzano verso una cresta prossima a un altro passo che dalla valle di Sarana conduce a Chicagof Harbor. Le truppe sbarcate nella Baia di Holtz avanzano più lentamente a causa delle maggiori difficoltà del terreno montuoso.
22 maggio: le truppe del fronte meridionale dell’isola di Attu riescono a penetrare nella valle che conduce a Chicagof. Quelle del fronte settentrionale restano sulle loro posizioni. Importante, quando le condizioni atmosferiche lo consentono, il contributo di fuoco dato dalle unità della Task Force 51 che, coperta dalla Task Force 16 del contramm. Kinkaid, ha provveduto alle operazioni di sbarco. La Task Force 51, comandata dal contramm. Rockwell, è formata dalle vecchie corazzate Pennsylvania e Idaho, da una portaerei di scorta, 6 incrociatori e 19 cacciatorpediniere.
23 maggio: i reparti del fronte meridionale attaccano l’importante Cresta Fish Hook, ma sono bloccati dall’intenso fuoco nemico. Le montagne dell’Isola di Attu sembrano costituire un ostacolo insormontabile alle pur numerose e bene armate forze americane. Dopo gli inutili tentativi della giornata, viene deciso che la Cresta Fish Hook sarà l’obiettivo di un attacco coordinato dei reparti dei due fronti, meridionale e settentrionale.
24 maggio: su Attu, rinnovati attacchi contro la Cresta Fish Hook sono respinti dai nipponici, che si difendono con fanatica determinazione.
25 maggio: su Attu, le truppe americane avanzanti da sud riescono a metter piede sulle pendici della Cresta Fish Hook dopo scontri all’arma bianca in un complicato sistema di gallerie scavate dai nipponici. Anche i reparti del fronte settentrionale riescono a compiere qualche progresso dall’altra parte della cresta.
26 maggio: gli americani migliorano le loro posizioni sia sul versante meridionale che su quello settentrionale della Cresta Fish Hook.
27 maggio: su Attu, le forze della 7à divisione USA riescono a conquistare la Cresta Fish Hook. Presso Punta Alexai si inizia la costruzione di una pista per aerei da caccia.
28 maggio: prima dell’alba, dopo essere scesi in assoluto silenzio dalle montagne di Chicagof Harbor, i nipponici lanciano un violentissimo contrattacco, riuscendo a penetrare entro il dispositivo americano. Selvaggi combattimenti si protraggono per tutta la giornata e nel corso della notte successiva.
30 maggio: dopo l’ultimo, disperato tentativo, si esaurisce ogni resistenza organizzata dei giapponesi sull’Isola di Attu. Gli americani hanno pagato cara la conquista: solo nei combattimenti del 29, hanno avuto 550 morti e 1140 feriti; alcuni uomini sono impazziti dal terrore di fronte alla furia unlante degli assalitori. Quanto ai nipponici, a parte 28 feriti caduti in mano americana, l’intera guarnigione si è sacrificata.
2352 i morti, 500 dei quali suicidi mediante bombe a mano.
31 maggio: gli americani perlustrano l’Isola di Attu alla ricerca di giapponesi superstiti. Trovano soltanto cadaveri.
Categoria:Isole degli Stati Uniti
ja:アリューシャン列島
Lingua inglese Storia della Lingua Inglese
Nel suo lungo sviluppo l'inglese si è notevolmente alterato. Convenzionalmente si divide l'evoluzione diacronica della lingua in tre fasi:
- Inglese Antico (AI) o Anglosassone (AS)
- Medio Inglese (MI)
- Inglese Moderno (IM)
Possiamo estrapolare delle date approssimative tra le molte proposte, e dire che l'AI va dall'invasione della Britannia ad opera di Sassoni, Juti e Angli (V secolo d.C.) fino all'invasione normanna.
Il MI si può far terminare intorno all'inizio del XVI secolo.
L'IM copre un periodo di tempo molto lungo, che va da Shakespeare ai nostri giorni.
Benché la lingua si sia evoluta in questi secoli (noi non leggiamo al giorno d'oggi le opere di Shakespeare seguendo la pronuncia dei suoi contemporanei), la sua struttura è rimasta sostanzialmente immutata.
Antico Inglese (Anglosassone)
Storia esterna
Secondo il resoconto del Venerabile Beda, le stirpi germaniche degli Angli, dei Sassoni e degli Juti, partite dallo Jutland e dalla Germania settentrionale, si insediarono in quella regione della Britannia che è oggi l'Inghilterra nel 499 d.C.
Gli Juti si stabilirono nel Cantium (Kent), gli Angli nell'East Anglia, nelle Midlands e in Northumbria, i Sassoni nell'Essex, nel Middlesex e nel Wessex - cioè rispettivamente regno dei Sassoni orientali, di mezzo ed occidentali.
Sotto la spinta dei nuovi venuti i Celti in parte si assimilarono, in parte si spostarono a ovest (North Walas, West Walas o Galles, Sûth Walas o Cornovaglia).
Fonetica
Il sistema vocalico dell'AI consta di sette vocali, che possono essere brevi o lunghe:
- a (aperta se breve, chiusa se lunga)
- æ ([æ] o [æ:])
- e (/ε/ se breve, /e:/ se lunga)
- i
- o (aperta se breve, chiusa se lunga)
- u ([υ] o [u:])
- y (come la ü del tedesco)
La lunghezza delle vocali non veniva indicata graficamente.
A partire dal X secolo le atone brevi a, e, o e u tendono a confluire nel suono indistinto schwa [ə] così frequente nell'inglese moderno.
I dittonghi sono:
- ea ([æa] e [æ:a])
- eo ([εo] e [ε:o])
- ie ([iε] e [i:ε])
Tra le consonanti:
- c rende i suoni [k] (cynn, stirpe) e [t∫] (c di cena) (spræc [spræt∫], discorso).
- g può indicare i suoni [j] (gêar, anno) o [γ] (gh) (dagas, giorni).
- h rende i suoni [h], [x] (fricativa sorda velare) o [ç] (ted. ich).
- ð e þ possono rendere indifferentemente i suoni [ð] o [θ], esattamente come th nell'inglese moderno.
- sc si legge [∫] (sc di scena) (wascan ['wa∫an], lavare).
Sostantivi
L'AI, a differenza dell'IM, possiede una ricca flessione, sia nominale che verbale. I generi sono tre, maschile, femminile e neutro.
Come in tedesco, il nome nell'AI presenta quattro casi: nominativo, genitivo, dativo, accusativo. Le classi di declinazione più frequenti sono tre:
- Nomi maschili e neutri in -a-. Questa classe corrisponde ai nomi indoeuropei in -o-s, germ. -a-z, lat. -u-s)
- Nomi femminili in -o- (corrispondenti all'IE -a-, germ -u, lat. -a)
- Nomi maschili, femminili e neutri in nasale (ted. Name, Friede).
Altre declinazioni meno frequenti sono la atematica, quella in -r-, quella dei neutri con plur. in -ru.
I sostantivi atematici, masch. e femm., cambiano al plurale la vocale tematica in conseguenza di un antico umlaut: fôt, masch. "piede", plur. fêt.
Gli aggettivi
Gli aggettivi, secondo una caratteristica delle lingue germaniche, seguono una declinazione forte, con le desinenze dei pronomi, e una debole, con le desinenze dei sostantivi in nasale. Un aggettivo segue la declinazione debole quando è preceduto da un articolo, un dimostrativo o un possessivo, la forte negli altri casi.
Pronomi personali
L'articolo definito
L'aricolo definito si presenta nella forma sê per il maschile, sêo per il femminile, ðæt per il neutro. Quest'ultima forma sopravvive nell'IM the e that.
L' articolo indefinito
L' articolo indetefinito ( o indeterminativo) a\an è invariabile. Lo si usa davanti ai sostantivi singolari numerabili.
1. Si usa an davanti ad una parola che inizia per vocale o "h" muta.
2.Si usa a davanti ad una parola che inizia per consonante o "h" aspirata.
Verbi
Come in genere nelle lingue germaniche i verbi si dividono in due categorie: forti e deboli. Nei forti la vocale tematica muta passando dal presente al preterito al participio passato e dal singolare al plurale. P.es. da singan (cantare) si ha pret. sang, pret. plur. sungon, part. pass. gesungen. I verbi deboli formano il preterito mediante le desinenze -ede, -ode, -de, -te. Esistono varie ipotesi sull'origine di questa desinenza in dentale tipicamente germanica. Secondo alcuni autori deriverebbe dall'agglutinazione del verbo germanico per "fare" (qualcosa del tipo "I did change", "I change-did", "I changed"), secondo altri dalla particella tô, "to". I verbi forti, molto numerosi in AI, tenderanno, col passare dei secoli, in gran parte a scomparire o a confluire nella più "regolare" declinazione forte. Quelli che si sono mantenuti sono in effetti i verbi di uso più frequente, quindi meno propensi a venir "regolarizzati".
Un esempio di AI: il Padre Nostro
:Fæder ûre,
:þû þe eart on heofonum,
:sî þîn nama gehâlgod.
:Tôbecume þîn rîce.
:Gewurþe ðîn willa on eorðan swâ swâ on heofonum.
:Ûrne gedæghwâmlîcan hlâf syle ûs tô dæg.
:And forgyf ûs ûre gyltas, swâ swâ wê forgyfað ûrum gyltendum.
:And ne gelæd þû ûs on costnunge,
:ac âlys ûs of yfele.
:Sôþlîce.
Medio Inglese (MI)
Storia esterna
Alla morte di Edoardo il Confessore (1066) si scatena la lotta per il trono d'Inghilterra tra Aroldo II, discendente designato dal re morente, e Guglielmo Duca di Normandia. Guglielmo sbaraglia le truppe di Aroldo a Hastings e viene incoronato a Westminster il giorno di Natale del 1066.
Con l'insediamento di una nuova classe governativa ed ecclesiastica normanna l'inglese regredisce dinanzi alla preponderanza del franco-normanno. Gli stessi re passavano spesso più tempo nei loro possedimenti francesi che sull'isola: le loro terre nel XII secolo comprendevano l'Angiò, il Maine, la Turenna, il Poitou e l'Aquitania oltre all'Inghilterra e alla Normandia.
Con Giovanni Senzaterra pressoché tutti i possedimenti francesi vanno perduti (tranne le Isole del Canale, ultimo brandello del Ducato di Normandia). A partire dalla Guerra dei Cent'Anni i legami con la Francia si affievoliscono. Il vecchio proverbio "Jack wold be a gentilman if he cold speke Frensk" comincia a perdere molto del suo significato. In Inghilterra si delinea un nuovo standard, basato sul dialetto di Londra e delle Home Counties.
Fatti di pronuncia
Nel passaggio dall'AI al MI hanno luogo i seguenti mutamenti fonetici.
- /a/ lunga passa a /o/ lunga aperta (stân > ston).
- [æ:] > [e:] (tæcan > teche).
- [æ] resta immutata. Viene resa con a.
- [y] > [i].
- [eз] > [ε].
- [æз] > [a].
- [e:з] > [e:].
- [æ:з] > [ε:]
- Alcune vocali si allungano: climban > climbe ['kli:mbə], milde > milde ['mi:ldə], gatu > gate ['ga:tə].
- Cade la n finale, tranne nell'infinito e nel part. pass. dei verbi forti.
- hl-, hn-, hr- perdono la h (hnutu > nute).
- Cade la finale -ch (luflich > lovely).
Perdita della flessione
Fatti di fonetica e di analogia, in parte già attivi nel tardo AI, portarono alla quasi totale perdita della flessione. Tutte le finali -m diventarono -n. Contemporaneamente le vocali a, o, u, e in sillaba atona tesero verso il suono indistinto (schwa) e vennero generalmente scritte e (talvolta i).
La flessione dapprima si riduce a tre casi con la perdita dell'accusativo (ston, stones, stone), ma già in Sir Gawain And The Green Knight il dativo è scomparso (stan, stanes).
Per il plurale si estende la desinenza -es - -en per alcuni antichi sostantivi in nasale (oxen).
L'aggettivo si riduce a un singolare adesinenziale e a un plurale in -e (blind, blinde). Presto cadde anche questa marca del plurale (blind, blind)
Una delle conseguenze più rilevanti dei fatti fonetici descritti fu la perdita pressoché totale del genere grammaticale.
AI stân, stânas, stâne, stân
MI ston, stones, ston(e)
AI stânas, stâna, stânum, stânas
MI stones
Inoltre, scompare il duale.
I pronomi
Con la perdita della flessione, i parlanti dipesero in misura sempre maggiore dai pronomi per avere indicazioni sul genere, sul caso e (quando gli aggettivi persero la desinenza -e del plurale) anche sul numero. Tra i dimostrativi delle forme AI sê, sêo e þæt solamente the e that, originariamente forme neutre, sopravvissero nel MI. Un plurale tho esisteva in età elisabettiana. Dei dimostrativi þês, þêos e þis solo quest'ultimo sopravvisse in MI.
Tra i pronomi personali le perdite furono meno gravi poiché qui c'era una maggior necessità di distinguere generi e casi. La prima persona ha nom., gen., dat.-acc. I, min, me, plur. we, our, us. La seconda þu (thou), þin, þe, plur. ye, your, you. La terza masch. he, his, him, femm. heo (sche), hir, hire (her), neutro (h)it, his, (h)it. Il plur. he (þei), here (þair), hem (þem). Le nuove formazioni in sh- per il femm. e in th- per il plurale sono di origine settentrionale e sono quelle che si affermeranno.
Verbi
1)La caduta delle e e delle n finali in quasi tutte le forme condurrà a una notevole semplificazione della coniugazione verbale. Questo è il presente di drinken nei dialetti meridionali: drinke, drinkest, drinketh, plur. drinketh. Al preterito nel Nord c'è ormai solo una forma (drank) per tutte le persone.
2)I verbi inglesi hanno due forme principali: il simple present e il continuous present. Il primo indica azioni abituali; si forma togliendo "to" dall' infinito del verbo. Per tutte le persone si usa la forma base preceduta dal soggetto, con l' eccezione della terza persona singolare che aggiunge la desinenza -e oppure -es alla forma base. Il secondo si usa per idicare un' azione che si svolge in quel momento; si forma con il presente del verbo to be + il gerundio del verbo in questione. Il gerundio si forma a sua volta aggiungendo -ing all' infinito tematico (infinito senza "to").
Pronomi interrogativi e relativi
Esistono due pronomi interrogativi: who [hwo:] (masch. e femm.) e what [hwåt] (neutro). Derivano direttamente dall'AI hwâ e hwæt. Il genitivo è whos [hwo:s] per tutti i generi, il dativo-accusativo risp. whom [hwom] e what [hwat]. Who ha anche funzione di pronome interrogativo indefinito (mod. whoever). Le altre forme sono impiegate sia come pronomi interrogativi che relativi. In funzione di pronome relativo si inizia a fare ampio uso di what e di which, entrambi usati per tutti i generi e numeri.
Gli avverbi
Con la perdita di -ch finale la desinenza -lich diventa -ly e trova un vasto impiego come indicatore della funzione avverbiale (deep, deeply).
Un esempio di MI, dalla "Ballad Of Our Lady" di Dunbar
:Hale, sterne superne! Hale in eterne,
:In Godis sicht to schyne!
:Lucerne in derne [luce nelle tenebre], for to discerne,
:Be glory and grace devyne;
:Hodiern, modern, sempitern,
:Angelicall regyne!
Inglese Moderno
L'introduzione della stampa in Inghilterra ad opera di William Caxton nel 1476 contribuì alla fissazione dell'ortografia ma, poiché ebbe luogo prima che si concludesse il Great Vowel Shift, determinò il primo grande divario tra scrittura e pronuncia. Dopo la nascita della Chiesa d'Inghilterra nacque l'esigenza di una versione inglese della Bibbia. Nel 1611 fu data alle stampe lAuthorized Version. La stampa, la Riforma e l'affermazione del ceto medio ("middle class") ebbero come conseguenza della diffusione di quella che si andava affermando come lingua standard.
L'espansione coloniale dell'Inghilterra diffuse la lingua in vasti territori dell'America del Nord, dell'Africa, dell'Asia, dell'Oceania. L'indipendenza degli Stati Uniti corrispose alla formazione di una varietà d'inglese, diversa dallo standard britannico, che si sarebbe affermata a livello mondiale nel XX secolo.
Il Grande Spostamento Vocalico (Great Vowel Shift)
Il Great Vowel Shift (GVS) è la più importante alterazione fonetica della storia della lingua inglese. Si può affermare che esso portò l'inglese alla sua pronuncia attuale. Il GVS non ebbe luogo nella stessa epoca nelle diverse regioni (in alcune, particolarmente al Nord, è assente nelle parlate locali al giorno d'oggi); si può comunque porre il suo inizio al XV secolo e considerarlo compiuto alla fine del XVI.
Il GVS riguarda le vocali lunghe:
- [i:] > [ai]--- side [si:də] > [said]
- [e:] > [i:]--- deed [de:d] > [di:d]
- [ε:] > [i:]--- heat [hε:t] > [hi:t]
- [u:] > [au]--- town [tu:n] > [taun]
- [o:] > [u:]--- roof [ro:f] > [ru:f]
Altri fatti fonetici
Tra i dittonghi [iu] e [εu] confluiscono in [ju:] (mute). [ju:] tende a semplificarsi in [u:] dopo l, r, [t∫] e [dζ] (rude, chew, June pronunciati come rood, choo, joon).
[au] passa a [ò:] (law).
Le spiranti allungano il suono di una a che le preceda: mass [ma:s], bath [ba:θ], staff [sta:f].
La r, peraltro destinata a scomparire dopo vocale, impedisce il GVS introducendo uno schwa: door [doз], clear [kliз].
Scompaiono i suoni [χ] e [ç]. Il gh che li rappresentava perde ogni suono causando l'allungamento della vocale precedente (bright, night) ([briçt] > [brait], [niçt] > [nait]) oppure, specie in fine di parola, diventa [f] (cough).
[hw] diventa [w] (tranne che al Nord) ma si mantiene la grafia wh.
[j] tende a fondersi con la consonante precedente: ocean ['o:sjən] > ['o:∫ən], measure ['mεzjər] > ['mεζə], future ['fju:tjur] > ['fju:t∫ə], etc.
Uno dei fatti più importanti è la scomparsa della r postvocalica. Questa è una caratteristica tipica del Sud, assente ancor oggi dai Midlands verso nord e in Scozia. È assente negli Stati Uniti tranne nel New England orientale e nel Sud.
Il sostantivo
Il plurale in -s si afferma decisamente. Restano alcune forme con umlaut (foot, feet) e alcuni plurali in nasale (oxen).
Gli aggettivi
Gli aggettivi sono ormai invariabili.
I verbi
Diminuiscono notevolmente i verbi forti (ormai chiamati "irregolari"). All'interno di questa categoria scompare spesso la distinzione tra preterito e participio passato (cling, clung, clung).
Il congiuntivo si riduce fin quasi a scomparire. Nei rari casi in cui è impiegato è indistinguibile dall'indicativo tranne nei casi in cui ha una forma diversa (terza pers. sing. adesinenziale [he do], forma be del verbo essere).
La desinenza della terza persona singolare oscilla fra -(e)th (meridionale) e (e)s (settentrionale). Sarà quest'ultima forma a prevalere.
La forma progressiva (to be ...ing) diventa regolare.
La costruzione to be + participio passato (I am come) diventa molto rara con l'affermazione di to have in questa funzione.
L'inglese contemporaneo
Lo standard britannico
La pronuncia dell'inglese standard britannico è caratterizzata come segue:
- È una pronuncia non-rotica, cioè la r non è mai pronunciata dopo una vocale a meno che non segua un'altra vocale (anche iniziale di una parola successiva).
- La l è velarizzata in fine di sillaba (mill [miŁ]), chiara in tutte le altre posizioni.
- Non c'è distinzione tra w e wh [w].
- La o lunga si pronuncia come uno schwa seguito da /u/ [əu]
- La u breve (but) ha un suono molto aperto, praticamente [a].
Varietà dialettali
La pronuncia dialettale settentrionale (dallo Staffordshire, Leicestershire e Lincolnshire verso nord) è caratterizzata dai seguenti fatti fonetici.
- GVS assente: cloud si pronuncia [klu:d], house [hu:s], night [ni:t].
- Una vocale derivata da â dell'AI si pronuncia [iə]: stone [stiən].
- [aη] dell'AI è conservato: lang [laηg] = long [loη] dello standard.
- Il gruppo wh è generalmente pronunciato [hw].
- La u breve si pronuncia [υ]: butter ['bυtər], standard ['bata].
- Path, grass, laugh, etc. si pronunciano [pæθ], [græs], [læf] anziché [pa:θ] etc.
- La pronuncia è rotica (r pronunciata in tutte le posizioni).
Nel Sud
- Il gruppo path, grass, etc. si pronuncia [pa:θ], [gra:s], etc.
- h generalmente non è pronunciata.
- I dialetti occidentali (Dorset, Somerset, Devon) sono rotici e conservano la desinenza -eth alla terza persona sing. dei verbi.
- Nei dialetti orientali (Kent, Dorset) le fricative sorde in inizio di parola sono sonorizzate: farm [va:m], sea [zi:].
- A Londra e nelle Home Counties [ei] tende a diventare [ai] o [a:]: they [vai].
L'inglese d'Irlanda
L'Irlanda si può suddividere, dal punto di vista linguistico in tre aree:
- La costa orientale, con Dublino al centro, in cui l'inglese si è affermato già nel XVII secolo. L'inglese parlato in questa regione, denominato English Pale, conserva molti dei tratti portati nell'isola dai coloni inglesi.
- Il Gaeltacht, la frangia occidentale in cui il gaelico irlandese è ancora nell'uso quotidiano.
- Tra le due si trova l'area centrale, in cui l'inglese si è affermato tra il XVII e il XX secolo.
L'inglese parlato in Irlanda, specialmente il Pale, ha subito poche variazioni a livello di pronuncia mantenendosi per alcuni aspetti molto conservativo. Perfino al giorno d'oggi l'influsso dello standard britannico non si fa sentire molto fuori di Dublino.
A livello fonetico l'inglese d'Irlanda è caratterizzato dai seguenti fenomeni:
- I dittonghi [ai] e [oi] tendono a confondersi, e si realizzano, a seconda della regione, come [зi] o [ai].
- I dittonghi [ei] e [əu] si presentano come [e:] e [o:]: face [fe:s], load [lo:d].
- La [i:] derivata da [ε:] si presenta come [e:]: meat [me:t].
- La r si pronuncia sempre.
- La l è sempre chiara, mai velarizzata.
- [θ] tende a diventare [t] e [ð] [d]. Non si distinguono parole come thorn e torn, then e den.
- [s] e [z] davanti a consonante vengono spesso relizzate come "sh" [∫] e "zh" [ζ], specialmente al sud. Fist si legge "fisht".
Nel lessico si riscontrano termini peculiari di origine gaelica, p.es. slean, vanga.
Voci correlate
- Lingua inglese di Scozia o Scots
- Lingua inglese americana
Inglese
als:Englische Sprache
ja:英語
ko:영어
ms:Bahasa Inggeris
simple:English language
th:ภาษาอังกฤษ
zh-min-nan:Eng-gí
ArcipelagoUn arcipelago è un gruppo di isole. Gli arcipelaghi si trovano generalmente in mare aperto, più raramente vicino ad un continente. Sono spesso di natura vulcanica, e si trovano quindi spesso lungo le dorsali sottomarine o i punti caldi, ma ci sono molte altri processi che possono generare questo fenomeno, tra i quali l'erosione e il deposito di sedimenti.
La parola viene dal Mar Egeo (greco αρχιπέλαγος, italiano Arcipelago), che significa letteralmente "mare principale", dal greco arkhi (principale) e pelagos (mare).
Lista di arcipelaghi mondiali
- gli arcipelaghi italiani sono descritti nella lista delle isole italiane
- gli arcipelaghi del mediterraneo comprendono
- le isole Egee, comprendenti vari arcipelaghi:
- Il Dodecaneso
- Le Sporadi
- Le Cicladi
- gli arcipelaghi dell'Atlantico e dei Caraibi comprendono
- le Azorre
- le Canarie
- le isole di Capo Verde
- gli arcipelaghi del Pacifico comprendono
- isole Aleutine
- isole Hawaiiane
- gli arcipelaghi della Polinesia Francese, compresi
- le Isole della Societa
- le Isole Marchesi
- le Isole Gambier
- gli arcipelaghi dell'Oceano Indiano comprendono
- le Maldive
Voci correlate
- isola
- isole italiane
Categoria:geografia
Categoria:isole
ja:列島
Stati Uniti d'America
Gli Stati Uniti d'America (in inglese United States of America) sono una repubblica federale democratica. Confinano a Nord con il Canada, a Sud con il Messico, a Est e a Ovest sono bagnati rispettivamente dall'Oceano Atlantico e dall'Oceano Pacifico. Le acque territoriali dell'Alaska confinano con la Russia (Stretto di Bering).
Dopo la Seconda Guerra Mondiale sono diventati una superpotenza economico-militare.
Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, sono rimasti l'unica superpotenza.
Il sostantivo "America" è di derivazione incerta, spesso presunto preso dal nome dell'esploratore italiano Amerigo Vespucci. La prima volta che comparve il nome "America" fu nella Cosmographiae Introductio, pubblicata nel 1507 dal cartografo tedesco Martin Waldseemüller, che propose di dare al "nuovo continente" il nome di Vespucci. L'idea di Waldseemüller era che l'appellativo si riferisse all'attuale America meridionale, cioè alle terre toccate da Cristoforo Colombo e da Vespucci.
Storia
I primi europei a mettere piede sul suolo di quelli che poi diventeranno gli Stati Uniti furono probabilmente i Vichinghi, provenienti dalla Groenlandia e guidati da Erik il Rosso. Di loro si hanno tracce certe sull'isola di Terranova, ma è probabile che si siano spinti anche più a sud. I loro insediamenti non ebbero però successo, probabilmente a causa delle malattie, dell'ostilità degli indigeni e dell'esiguo numero dei coloni. Nelle leggende nordiche si parla di una terra verdissima, chiamata Vinland.
L'origine della nazione statunitense risale alla Dichiarazione di Indipendenza di 13 colonie britanniche, che nel 1776 si proclamarono libere ed indipendenti ed accettarono di formare una federazione fra loro.
Prima dei britannici o contemporaneamente con loro, il territorio era stato occupato e sfruttato da olandesi, svedesi, spagnoli e francesi: insieme questi coloni hanno avuto sul Nuovo Mondo una presa maggiore di quella dei nativi americani, precedentemente indicati come Indiani, che per secoli avevano vissuto su quelle terre.
Comunque, anche grazie alla colonizzazione europea, gli Stati Uniti si sono trasformati nella prima democrazia moderna del mondo dopo la loro rottura con la madrepatria.
La struttura politica originale (1777) era una confederazione, ratificata successivamente nel 1781 con il nome di Articoli della Confederazione. Dopo un lungo dibattito, questi vennero soppiantati dalla Costituzione, nel 1789, di un governo federale più centralizzato. Durante il diciannovesimo secolo si sono aggiunti molti nuovi stati ai 13 fondatori e i confini della nascente nazione si sono estesi per tutto il Nord America, acquisendo anche un certo numero di possedimenti oltreoceano. Due esperienze traumatiche importanti per la nazione furono la Guerra Civile Americana (1861-65) e la Grande Depressione degli anni Trenta.
Dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale (1945) gli Stati Uniti sono diventati la principale super-potenza mondiale e la loro posizione si è ulteriormente rafforzata col crollo della rivale Unione Sovietica (1991). In seguito all'attacco terroristico al World Trade Center, avvenuto l'11 settembre 2001, gli Stati Uniti hanno esteso la lotta al terrorismo oltre i confini nazionali, ingaggiando guerra in Afghanistan contro i talebani e in seguito in Iraq contro la dittatura di Saddam Hussein e i nuovi ribelli iracheni.
Geografia
Gli Stati Uniti comprendono, oltre ai 48 stati principali, l'Alaska (il più grande degli stati), le Hawaii, e vari territori nei Caraibi e nel Pacifico, compreso il Puerto Rico (o Portorico), che è legato agli Stati Uniti in un'associazione chiamata Commonwealth. Il distretto di Columbia contiene la capitale Washington, e originariamente apparteneva al Maryland (e fino alla guerra civile comprendeva anche un pezzo della Virginia).
Gli stati principali sono approssimativamente suddivisi in quelli della costa orientale (East Coast), il sud (South), il Midwest, la zona montana (Mountain states, compreso il Southwest), e la costa occidentale (West Coast).
Gli stati della costa orientale sono, da nord a sud, Maine, New Hampshire, Vermont (che non è sulla costa), Massachusetts, Rhode Island (il più piccolo degli stati), Connecticut, New York, Pennsylvania (che è vicino alla costa e la cui metà occidentale è spesso considerata parte del Midwest), New Jersey, Delaware, Maryland, Virginia, Carolina del Nord, Carolina del Sud, Georgia, Florida. Gli ultimi 5 (dalla Virginia) vengono anche contati come stati del Sud.
Geograficamente questa zona comprende montagne basse e molto antiche, gli appalachi, con un andamento generalmente da nord-est a sud-ovest, oltre a molti fenomeni locali, compresi i fenomeni glaciali a nord, le faglie tettoniche della valle dell'Hudson, e la zona di origine calcarea (corallina) della Florida. Il corso dei fiumi è generalmente da ovest verso est. I fiumi tendono ad essere di lunghezza limitata ma ampi e dal flusso regolare. Le maree sono spesso forti, soprattutto al nord. Gli inverni sono freddi (nel nord) o moderati (al sud) e umidi, le estati ugualmente umide.
Hudson
Gli stati del Sud comprendono i summenzionati Virginia, Carolina del Nord/Sud, Georgia, Florida, e anche Virginia Occidentale (spesso considerato parte del Midwest, dato che era dalla parte del nord nella guerra civile), Kentucky, Tennessee, Alabama, Louisiana, Arkansas, Oklahoma, Texas (spesso considerato fra gli stati del sud-ovest). Questa zona comprende la parte meridionale (e le cime più elevate) degli Appalaci, e più a ovest le montagne Ozark. I fiumi comprendono le foci del Mississippi e del Río Grande. La più grande influenza climatica viene dal Golfo del Messico, e comprende inverni miti, umidità, e ti tanto in tanto uragani.
Gli stati del Midwest comprendono Ohio, Michigan, Indiana, Wisconsin, Illinois, Missouri, Minnesota, Iowa, Dakota del Nord, Dakota del Sud, Nebraska e Kansas. Sono in gran parte stati agricoli e industriali (compresa la "rust belt", la zona industriale "arrugginita" negli anni '70 e '80 dalla concorrenza, soprattutto giapponese), freddi d'inverno, caldi d'estate, con clima da umido (verso est) a secco (verso ovest). È qui che si trova il "cuore" ("heartland") degli Stati Uniti, ed è considerato un centro di valori morali (lavoro serio, casa e famiglia, i pionieri sulla prateria, e così via) per il resto del paese.
Gli stati della zona montana comprendono Montana, Idaho, Wyoming, Nevada, Utah, Colorado, Arizona, Nuovo Messico. Gli ultimi quattro spesso anche considerati gli stati del sud-ovest. Zona secca, soprattutto a sud, con molti deserti (deserto Sonorano) e le Montagne Rocciose. Inverni molto freddi ed estati miti a nord, inverni miti ed estati calde a sud. Questa è la zona meno abitata del paese, ed è dove si trovano molte delle destinazioni sceniche degli Stati Uniti, per esempio il Grand Canyon (Arizona) e Yellowstone (Wyoming).
La geografia della costa occidentale ( Washington, Oregon, California) comprende montagne elevate (Sierra Nevada, vari vulcani), deserti (Death Valley), e zone molto umide (la costa, soprattutto a nord).
Popolazione
Gli Stati Uniti hanno una popolazione di 281 milioni di abitanti (nel 2000). La popolazione si considera circa il 75% di origine europea, i cosidetti WASP (White Anglosaxon Protestant), 12% di origine africana (30 mln), il 5,4% è di origine italiana (12 mln), 4% di origine asiatica (3mln), e solo circa l'1% di origine amerindia, ma va notato che molti americani hanno origine mista (il 2.5% si è dichiarata di origine mista nel censimento dell'anno 2000). Ora che i pregiudizi sono caduti ogni persona ha accesso alle Università ed ai posti di lavoro più privilegiati.
La popolazione è generalmente in crescita, soprattutto grazie a una forte immigrazione.
Economia
immigrazione
L'economia americana comprende settori agricoli (granoturco, grano, allevamenti), industriali (compresa l'industria pesante, l'elettronica, e il software), e di servizi (banche, assicurazioni).
Il sistema economico statunitense è fortemente condizionato dalla tecnologia. Infatti gli USA possono vantare svariate produzioni, tutte in grandi quantità.
Agricoltura
Il settore più toccato dalla tecnologia è sicuramente l'agricoltura, dove è privilegiata una tecnica di tipo intensivo, cioè, ricavare il massimo anche da piccoli terreni o poco bestiame. Non è raro il massiccio utilizzo di agenti non naturali per aumentare il prodotto di un terreno; non sono nemmeno rare le condizioni di allevamento del bestiame, gli animali sono tenuti in enormi capannoni suddivisi in gabbie di misure tali da poter a malapena contenere l'animale, chiamate "feedlots", di conseguenza ogni capannone sfrutta al massimo lo spazio che ha a disposizione. In questi allevamenti gli animali vengono tenuti fermi ad ingrassare e sovralimentati per 3-5 mesi e poi macellati. Gli USA vantano oltre 100 milioni di bovini, oltre 58 milioni di suini ed un altissimo numero di ovini. Gli allevamenti sono distinti tra allevamenti per animali usati per il latte ed animali usati per la macellazione. Le aree per la macellazione comprendono il Texas e le catene montuose Occidentali (Occidental Mountains) dove vi è grande disponibilità di praterie per il pascolo; le aree dove l'allevamento ha come scopo il latte sono il Nord-Est, i monti Appalachi e la zona dei grandi laghi, questa parte di territorio è chiamata "dairy belt".
Le colture sono suddivise nelle cosiddette belt. La "wheat belt", la cintura del grano, che comprende la parte centrale degli USA, territorio caratterizzato da un clima secco, quindi non adatto ad altri tipi di coltura. La coltivazione del grano è praticata anche in alcuni Stati del Nord come il Minnesota, il Dakota e il Montana, dove il grano è coltivato in primavera poiché l'inverno è troppo freddo. Questa coltura è diffusa anche in alcune aree del Sud come Texas, Kansas ed Oklahoma, dove il grano è coltivato in autunno. La "corn belt", la cintura del granturco, che comprende quegli Stati che godono di un clima mite durante tutto l'anno, Indiana, Illinois, Iowa e Nebraska,ha portato, grazie all'altissima produzione, gli USA ad essere il primo produttore mondiale di grano turco; oltre a questo, è stata recentemente aggiunta la produzione della soia, infatti la "corn belt" è chiamata anche "corn-soy belt". La "cotton belt", che non esiste quasi più, includeva le aree del profondo Sud, ora è limitata a Texas, Mississippi, Arizona e California, nelle aree più a Sud la coltivazione è stata sostituita da altri prodotti più richiesti sul mercato e che richiedono le medesime condizioni climatiche come il tabacco, il riso, arachidi e canne da zucchero.
Lorticoltura è anch'essa molto importante ed è praticata nel Nord-Est vicino alle grandi megalopoli dove vi è una grande richiesta di prodotti deperibili, cioè consumabili in poco tempo, l'orticoltura è anche diffusa in California e Florida.
Notevole è anche la produzione di legname, grazie agli oltre 300 milioni di ettari di foreste, che permettono una produzione di 500 milioni di metri cubici di legname all'anno.
Pesca
Con 5,6 milioni di tonnellate di prodotti ittici gli USA sono il 6° paese mondiale più pescoso dopo Russia,Cina, Perù, Giappone e Cile. In California e nel Golfo del Messico è fiorente anche l'allevamento di ostriche e crostacei.
Industria
Lindustria è un altro settore dove gli USA sono estremamente competitivi. La "manufacturing belt" (la cintura manufatturiera), si estende in tutto il nord est, ma si sta espandendo anche verso sud ed ovest. L'industria americana è specializzata nella produzione di apparecchi high-tech come TV, computer e hi-fi. Gli USA sono secondi al mondo, dietro al Giappone per la produzione di automobili. Importanti sono anche le industrie della gomma, dell'alta moda (New York, Baltimora e Chicago), chimica e petrolio (sud e soprattutto in Texas), cinema e ristorazione (fast-food e multinazionali come la Coca Cola). In America possiamo trovare la più avanzata industria elettronica.
L'industria americana è basata su tre cose: capitali, tecnologie all'avanguardia e diffusione nel mondo.
Terziario
Il terziario è il campo dove gli Stati Uniti sono più avanzati. Il 72,1% del PIL deriva dal terziario ed il 73,3% dei lavoratori è impiegato nel terziario. Grande importanza è data ai trasporti con oltre 300.000 Km di rete ferroviaria, usata più che altro per il trasporto merci ed è integrata con un'efficientissima rete stradale; la rete stradale e ferroviaria coprono tutto il territorio favorendo il trasporto delle merci ed i viaggi. Nonostante gli attentati dell'11 settembre il trasporto aereo, con i suoi 16.000 aeroporti, è uno dei preferiti dagli americani, si può dire che in America l'aereo è usato come in Italia è usato il treno. Anche i trasporti navali sono estremamente sviluppati. La sviluppatissima rete di trasporti ha favorito la nascita di attività commerciali ad essa legate come i motel, le assicurazioni, gli spedizionieri e le aree di servizio. Altri settori del terziario molto efficienti sono le scuole private, che offrono, oltre ad un elevato grado di insegnamento, la sicurezza, infatti sono soventi le sparatorie nelle scuole pubbliche dove bisogna passare sotto dei metal detector posti alle entrate; un altro settore è quello dei servizi accessori alle imprese come gli studi di assistenza legale, marketing e pubblicità. Senza dimenticare il turismo, ogni anno gli USA accolgono 30 milioni di visitatori.
Commercio internazionale
Il commercio internazionale vede ai primi posti l'esportazione di prodotti high-tech, tabacco, soia, materie prime e cotone; mentre gli USA importano energia, manufatti di alta qualità (per la maggior parte abiti) e prodotti agricoli tropicali. Il commercio interno è guidato dalle grandi compagnie proprietarie di grandi centri commerciali (department stores) diffusi in tutto il territorio.
Il settore dove gli USA non hanno competizione è quello delle telecomunicazioni. Tutti hanno accesso alla Tv satellitare e via cavo, così come alle connessioni internet anche a grande velocità.
Il privilegio degli americani è quello di avere degli stipendi che permettono loro un elevato potere di acquisto.
- Dati socio-economici:
- disoccupati: 8.998.000 (maggio 2003)
- PIL pro capite: $24.703 (aprile 2003)
- Poveri: 11,7% della popolazione
- PIL: 44,9 miliardi di dollari americani (2003)
per i dati più recenti visitare il sito [http://www.whitehouse.gov/ della casa bianca].
Politica
Il sistema politico americano comprende il sistema federale che unisce gli stati, e il sistema di ciascun stato. Nonostante la possibilità teorica di grande indipendenza, gli stati tendono ad assomigliarsi nei sistemi governativi, generalmente basati sul sistema federale con un capo dello stato (il presidente degli Stati Uniti, o il governatore di ciascun Stato), una camera legislativa (di solito bicamerale, con un Senato e una Camera dei Rappresentanti -- "House" o "House of Representatives" -- e un sistema di giudici e tribunali). Il rapporto fra il governo federale e gli stati dovrebbe in teoria essere limitato dalla costituzione americana, che viene regolarmente interpretata dalla Corte Suprema per eliminare leggi approvate dal congresso (che comprende il livello federale del Senato e della Camera dei Rappresentati) e firmate dal presidente che non siano compatibili con la costituzione. Il governo federale ha il solo potere costituzionale di regolare il commercio fra gli stati, di proteggere i diritti dei cittadini, e di difendere il paese. Di fatto possiede grandi poteri, che esercita attraverso organismi federali che ad esempio regolamentano la circolazione delle droghe o la cattura dei criminali, ma anche l'educazione e i diritti dei disabili. Ogni stato elegge al congresso due senatori e un numero di rappresentanti proporzionale alla popolazione (ma almeno uno), una formula che offre un maggiore peso agli stati più piccoli.
Il sistema americano politico tipicamente assegna il potere a chi ha ricevuto più voti ("the winner takes all"), incentivando la presenza di due grandi partiti, il partito Democratico (generalmente più di centro-sinistra) e il partito Repubblicano (generalmente più di destra). Questi due partiti differenziano le proprie posizioni pur cercando nel centro moderato i consensi che possono offrire la vittoria elettorale.
L'elezione del presidente avviene ogni quattro anni, il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre. L'elezione del Presidente avviene in modo indiretto. I cittadini eleggono i grandi elettori che a loro volta si riuniscono ed eleggono il Presidente. Ogni stato possiede un numero di grandi elettori pari al numero di deputati e di senatori che lo stato esprime.
Con rare eccezioni in ciascuno stato i grandi elettori vengono assegnati alla lista che prende il maggior numero di voti (the winner takes all).
Il meccanismo elettorale spinge i candidati a concentrare i propri sforzi per ottenere i voti di pochi decisivi stati nei quali il risultato è incerto, trascurando invece gli stati nei quali con ragionevole certezza il risultato finale è scontato.
La scelta del candidato alla presidenza avviene attraverso elezioni primarie che avvengono nel corso di diverse settimane, secondo un calendario che rispecchia la tradizione e vede nell'Iowa e nel New Hampshire i primi stati interessati da questo tipo di voto.
Nel senato una maggioranza di due terzi è necessaria per porre fine al dibattito. Questo permette a una sostanziale minoranza di bloccare leggi particolarmente sfavorevoli, un processo chiamato "filibuster". Inoltre, se il presidente si rifiuta di firmare una legge (una situazione di "veto"), maggioranze di due terzi sia nella Camera sia nel Senato possono creare una legge senza la firma del presidente. Inoltre, leggi passate dal Senato e dalla Camera spesso sono diverse. Un comitato formato da senatori e rappresentanti ("conference committee") si riunisce per cercare un compromesso accettabile ad ambedue le camere, un compromesso che spesso contiene le preferenze del comitato più che delle due camere, ma le leggi vengono molto spesso approvate comunque. In tutti questi regolamenti spesso la battaglia non è aperta, per esempio spesso il presidente firmerà una legge approvata dai due terzi di ciascuna delle due camere ("a veto-proof majority") pur dichiarandosi contrario.
Infine, la costituzione può essere emendata, mediante due procedure: secondo la prima, il Congresso, con l'approvazione di due terzi di ciascuna delle Camere, propone agli Stati l'emendamento in questione. Con la seconda (che non risulta sia stata mai applicata) il Congresso, dietro richiesta delle legislature di due terzi degli Stati, convoca una Convenzione nazionale per discutere ed abbozzare l'emendamento. A questo punto, in entrambi i casi, è necessario che tre quarti degli Stati approvino l'emendamento. Questa approvazione può essere opera della legislatura dello Stato, o di una apposita convenzione. Tranne in un caso, l'approvazione degli emendamenti è sempre stata opera delle legislature.
Vari emendamenti si sono succeduti nella storia americana. Sono famose le modifiche dopo la guerra civile intese a proibire la schiavitù. Clamoroso l' XVIII emendamento che probisce il consumo dell'alcol, poi nuovamente permesso dall'XXI, emendamento che è stato l'unico ad essere approvato mediante convenzioni statali, e l'unico ad abrogare un precedente emendamento (il XVIII, appunto).
Città
Le principali città degli Stati Uniti:
- Washington (Distretto di Columbia) che è la capitale
- New York (New York)
- Los Angeles (California)
- Chicago (Illinois)
- Houston (Texas)
- San Francisco (California)
- Philadelphia (Pennsylvania)
- Atlanta (Georgia)
- Dallas (Texas)
- Seattle (Washington)
- Boston (Massachusetts)
- Miami (Florida)
- Detroit (Michigan)
- Minneapolis (Minnesota)
- Denver (Colorado)
- New Orleans (Louisiana)
- Phoenix (Arizona)
- St. Louis (Missouri)
Stati
La dichiarazione d'indipendenza, in origine, fu firmata da tredici dei cinquanta stati che attualmente costituiscono gli Stati Uniti (la data fra parentesi indica l'epoca della loro entrata nella confederazione):
Un distretto separato, sotto la diretta autorità del Congresso, è il Distretto di Columbia, ossia Washington DC, che è anche la capitale della nazione. Inoltre ci sono anche alcune isole dell'Oceano Pacifico e del Mar dei Caraibi che dipendono dagli Stati Uniti:
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Arte e Cultura
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La cultura statuintense è stata inizialmente condizionata dalle origini europee dei suoi colonizzatori, che hanno dato uno stampo europeista al futuro nel Nuovo Mondo, demolendo difatti il retroterra culturale e la storia dei Nativi Americani, ormai ridotti allo 0,8% della popolazione e confinati nelle riserve dove hanno la possibilità di professare la loro [eligione e continuare a vivere secondo le proprie tradizioni.
Per quanto riguarda la cultura degli USA ciò che subito salta all'occhio è lo smodato utilizzo dellentertainment (ovvero l'intrattenimento), la spettacolarizzazione degli eventi. Tutto, o quasi, in America è reso pubblico sotto forma di spettacolo. Anche le recenti elezioni sono state estremamente spettacolarizzate, con fastose convention e raduni che sembravano più degli show televisivi.
Sport
Importantissimo nella cultura americana è lo sport. Nei college americani è possibile avanzare negli studi in base ai risultati sportivi, come fecero il cestista Michael Jordan (North Carolina) ed il lottatore di wrestling Brock Lesnar (Minnesota).
Gli sport con il maggior numero di spettatori sono:
- Pallacanestro (negli USA, Basketball)
- Football americano (negli USA, Football)
- Baseball
Il calcio (negli USA, soccer) è molto praticato dai giovani, ma ha pochi spettatori.
Religione
Ampie possono essere le considerazioni sulla religione.
Gli USA sono contraddistinti da un fortissimo senso religioso, favorito anche dal fatto che negli Stati Uniti le organizzazioni religiose non pagano tasse. Di fatto si osserva che nascono continuamente moltissime confessioni religiose.
I valori religiosi sono una parte importantissima della vita degli americani, come dimostrano le recenti elezioni vinte dal candidato repubblicano George W. Bush, puntando sui valori familiari della società.
Il cristianesimo è presente in tutte le sue confessioni, in maggioranza protestanti, seguiti dai cattolici, mormoni e ortodossi. Il fortissimo sentimento religioso ha portato a non pochi episodi di fanatismo ed integralismo, soprattutto nel passato e specialmente da parte dei Protestanti.
Le confessioni protestanti di maggiori tradizioni sono i calvinisti e gli episcopali, questi ultimi corrispondenti americani della Chiesa anglicana, cui tradizionalmente fanno riferimento le classi alte (è la confessione della famiglia Bush). Più recenti e basate su una forte predicazione popolare, sono quelle dei battisti, dei metodisti (fede abbracciata dal presidente George W. Bush dopo il matrimonio), oltre ad una miriade di chiese evangeliche, avventiste e pentecostali.
Vi sono anche presenze buddiste, shintoiste, brahmane, musulmane (non pochi neri americani si sono convertiti all'Islam, ritenendola la religione più adatta per ogni nero), animiste: grazie all'enorme varietà di etnie presenti ogni religione è rappresentata.
In America si è sviluppato, legato alla spettacolarizzazione, il fenomeno delle Tv and Web Churches, cioè le Chiese senza una presenza fisica ma attive attraverso la televisione ed il web, le quali promettono la salvezza e richiedono denaro per finanziari i loro "ministry" (ministeri religiosi); molto spesso la polizia ha scovato gravi truffe celate dietro l'attività religiosa di queste Chiese.
Spesso la religione è stata ed è alla base di controversie politiche, riguardanti il razzismo, la pena di morte, la bioetica, l'omosessualità, e l'insegnamento della teoria dell'evoluzione delle specie (darwinismo).
Voci correlate
- Presidenti degli Stati Uniti d'America
- Costituzione degli Stati Uniti
- Pena di morte negli USA
Collegamenti esterni
- [http://www.whitehouse.gov/ Sito della Casa Bianca]
- [http://www.deathpenaltyinfo.org/article.php?scid=29&did=192 Reati federali per i quali è prevista la pena di morte]
- [http://www.deathpenaltyinfo.org/article.php?scid=8&did=245#state Metodi usati dai singoli Stati per la pena di morte]
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Oceano Pacifico
L'Oceano Pacifico, il più grande oceano del mondo, occupa circa un terzo della superficie terrestre, con un'area di 179 milioni di chilometri quadrati. Si estende da nord a sud per circa 15.500 chilometri, dal Mar di Bering nell'Artico fino ai margini ghiacciati del Mare di Ross nell'Antartide. La maggior larghezza in senso est-ovest viene raggiunta a circa 5 gradi di latitudine nord, con una distanza di 19.800 chilometri dall'Indonesia alle coste della Colombia. Il limite occidentale dell'oceano è in genere posto presso lo Stretto di Malacca. Il luogo più basso della superficie terrestre si trova nel Pacifico, presso la Fossa delle Marianne.
Il Pacifico contiene circa 25.000 isole (più di quante ce ne siano in tutti gli altri oceani messi insieme), la maggior parte nell'emisfero sud.
Lungo i bordi del Pacifico si trovano molti mari. I più grandi sono il Mar Cinese orientale, il Mar del Giappone, il Mar di Sulu, il Mar di Tasmania e il Mar Giallo. Lo Stretto di Malacca unisce il Pacifico con l'Oceano Indiano ad ovest, mentre lo Stretto di Magellano lo unisce con l'Oceano Atlantico ad est.
L'esploratore portoghese Ferdinando Magellano chiamò questo oceano Pacifico, a causa del mare molto calmo che trovò durante la sua traversata dallo Stretto di Magellano fino alle Filippine. Ma l'oceano non è sempre fedele al suo nome. Molti tifoni ed uragani tormentano le isole del pacifico, e le terre che lo circondano sono piene di vulcani e spesso scosse da terremoti. Gli tsunami, causati da terremoti sottomarini, hanno devastato molte isole e cancellato intere città.
Il fondo oceanico
Il fondo oceanico del bacino centrale del Pacifico è relativamente uniforme, con una profondità media di 4.270 metri. Le irregolarità più grandi sono in genere montagne sottomarine estremamente ripide, con una cima piatta. La parte occidentale del fondo consiste di archi montagnosi che emergono dalla superficie dell'acqua come gruppi di isole, come le Isole Salomone e la Nuova Zelanda, e di profonde fosse, come la Fossa delle Marianne e la Fossa delle Filippine. La maggior parte delle fosse profonde si trova accanto ai margini della larga piattaforma continentale del Pacifico occidentale.
Lungo il margine orientale del bacino del Pacifico si trova il Rialzo Est del Pacifico, che è parte del sistema mondiale di dorsali sottomarine. Largo circa 3.000 km, il rialzo si trova a circa 3 km di altezza rispetto al fondo marino adiacente.
Poiché il bacino idrografico del Pacifico è relativamente piccolo, e a causa dell'immensità di questo oceano, la maggior parte dei sedimenti sono di origine autogenica o pelagica. I sedimenti terragenici, originatisi dall'erosione delle masse terrestri, sono confinati in piccole zone vicine alla terraferma.
Caratteristiche dell'acqua
La temperatura dell'acqua nel Pacifico varia da poco più del punto di congelamento nelle zone polari fino a circa 29°C vicino all'equatore. Anche la salinità varia con la latitudine. l'acqua vicina all'equatore è meno salata di quella alle medie latitudini, a causa delle abbondanti precipitazioni equatoriali durante tutto l'anno. Più a nord delle latitudini temperate la salinità torna a scendere.
La circolazione di superficie delle acque del Pacifico si svolge generalmente in senso orario nell'emisfero nord, e in senso antiorario nell'emisfero sud. La Corrente Equatoriale Nord, guidata verso ovest alla latitudine 15° nord dai venti, gira verso nord vicino alle Filippine e parte delle sue acque si muovono a nord con il nome di Corrente Auletiana, mentre il resto ritorna verso sud per riunirsi alla Corrente Equatoriale Nord. La Corrente Aleutiana si divide quando raggiunge il Nordamerica e forma la base della circolazione in senso antiorario nel Mare di Bering. Il suo braccio meridionale diventa la Corrente della California, che si muove lentamente verso sud.
La Corrente Equatoriale Sud, scorrendo verso ovest lungo l'equatore, si sposta verso sud ad est della Nuova Guinea, gira ad est alla latitudine di 50 gradi sud, e si unisce alle correnti principali del Pacifico del Sud, tra cui la Corrente Circumpolare Antartica che compie l'intero giro del globo. Quando si avvicina alle coste cileni, la Corrente Equatoriale Sud si divide: un ramo sorpassa il Capo Horn e finisce nell'Atlantico, mentre l'altro gira a nord per formare la Corrente del Perù (o di Humboldt).
Clima
Solo le zone più interne delle masse terrestri dell'Australia, della Nuova Guinea e della Nuova Zelanda evitano l'influenza climatica del Pacifico. Esistono cinque differenti regioni climatiche: la zona ovest, the trades, la regione dei monsoni, la regione dei tifoni, e the doldrums. A latitudini intermedie, sia a nord che a sud, flussi d'aria che si spostano verso ovest portano grandi variazioni stagionali di temperatura. Più vicino all'equatore, dove si trovano la maggior parte delle isole, venti stabili permettono di avere temperature relativamente costanti tutto l'anno, tra 21 e 27 gradi Celsius.
La regione dei monsoni si trova nel Pacifico occidentale, tra il Giappone e l'Australia. Le caratteristiche di questa regione climatica sono venti che soffiano dall'interno del continente verso l'oceano in inverno, e in direzione opposta d'estate. A causa di questo comportamento, la copertura nuvolosa e le precipitazioni sono molto influenzate dalla stagione. I tifoni causano spesso estesi danni nelle parti occidentali e sudoccidentali del Pacifico. Anche se meno definite rispetto alle altre, due grandi aree di bonaccia si estendono nell'oceano, una al largo delle coste occidentali dell'America Centrale, e l'altra nelle acque equatoriali del Pacifico occidentale. Entrambe si distinguono per la loro alta umidità, notevole copertura nuvolosa, deboli venti e frequenti bonacce.
Geologia
La Linea dell'Andesite è la principale caratteristica geologica del Pacifico. Separa le rocce profonde ed ignee del Bacino del Pacifico Centrale, per lo più basiche, dalle zone continentali parzialmente sommerse composte da rocce ignee acide.
La Linea dell'Andesite segue il bordo occidentale delle isole al largo della California e passa a sud delle Isole Aleutine, lungo il bordo est della penisola della Kamchatka, le Isole Kurili, il Giappone, le Isole Marianne, le Isole Solomon, e la Nuova Zelanda. La discontinuità prosegue in direzione nordest lungo il bordo occidentale della Cordigliera degli Albatros dal Sudamerica al Messico, ritornando alle isole al largo della California.
Tutte le estensioni orientali dei continenti dell'Asia e dell'Australia (Indonesia, Filippine, Giappone, Nuova Guinea, Nuova Zelanda) si trovano fuori dalla Linea dell'Andesite.
Lungo l'anello chiuso della Linea dell'Andesite si trovano la maggior parte delle fosse profonde, delle montagne vulcaniche sottomarine, e delle isole oceaniche vulcaniche che caratterizzano il Bacino del Pacifico Centrale. È qui che le lave basaltiche scorrono lentamente dalle fratture per formare enormi montagne vulcaniche a forma di cupola, la cui sommità erosa forma isole in archi, catene e gruppi. Fuori dalla Linea dell'Andesite, i fenomeni vulcanici sono invece di tipo esplosivo, e il cosiddetto cerchio di fuoco ha la maggior concentrazione mondiale di vulcani esplosivi.
Terraferma
L'estensione più grande di terra all'interno dell'Oceano pacifico è il continente australiano, che ha un'area leggermente più piccola di quella dell'Europa. Ad una distanza di 3.200 chilometri, in direzione sudest, si trova il grande gruppo di isole della Nuova Zelanda.
Quasi tutte le altre isole del Pacifico si trovano tra 30 gradi di latitudine nord e 30 di latitudine sud, dall'Asia sudorientale all'Isola di Pasqua. Il resto del Bacino del Pacifico non contiene in pratica terraferma. Il grande triangolo della Polinesia, che unisce le Hawaii, l'Isola di Pasqua e la Nuova Zelanda, contiene al suo interno i gruppi delle Marchesi, le Samoa, Tonga. A nord dell'equatore e ad ovest della linea di cambio di data si trovano le numerose piccole isole della Micronesia, incluse le Kiribati, le Isole Caroline, le Isole Marshall, e le Isole Marianne. Nell'angolo sudovest del Pacifico si trovano le isole della Melanesia, dominate dalla Nuova Guinea. Altri gruppi importanti nella Melanesia includono le Isole Bismarck, le Figi, la Nuova Caledonia, le Isole Salomone e Vanuatu. Questa suddivisione in Polinesia, Micronesia e Melanesia, vecchia del 1831 (Jules Dumont d'Urville), non corrisponde alle realtà bio-geografiche: le due zone ora riconosciute dagli scienziati sono l'Oceania vicina e l'Oceania lontana, zone che corrispondono a realtà diverse dal punta di vista botanico, zoologico e anche umano e culturale.
Le isole del Pacifico sono di quattro tipi fondamentali: isole continentali, isole alte, barriere coralline, e piattaforme coralline rialzate. Le isole continentali si trovano fuori dalla Linea dell'Andesite e includono la Nuova Guinea, le isole della Nuova Zelanda e le Filippine. Queste isole sono fisicamente associate con i continenti vicini. Le isole alte sono di origine vulcanica, e possono contenere dei vulcani attivi. Tra queste le Hawaii e le Isole Solomon.
Gli altri due tipi di isole sono il risultato del lavoro dei coralli. Le barriere coralline sono strutture subacquee che sono state costruite dai corali sopra la lava basaltica sotto la superficie dell'oceano. Una delle più grandi è la Grande Barriera Corallina, al largo dell'Australia nordorientale. Un secondo tipo è quello di una piattaforma corallina rialzata, che è in genere un po' più grande. Ne sono esempi Banaba e Makatea nel gruppo di Tuamotu nella Polinesia Francese.
Storia ed economia
In tempi preistorici vi furono importanti migrazioni umane nel Pacifico, prima tra tutte quella dei Polinesiani da Tahiti fino alle Hawaii e la Nuova Zelanda. L'oceano fu visto per la prima volta dagli Europei all'inizio del XVI secolo, prima da Vasco Nunez de Balboa (1513) e poi da Ferdinando Magellano, che attraversò il Pacifico durante la sua circumnavigazione (1519-22). Per il resto del XVI secolo, l'esplorazione fu condotta principalmente dalla Spagna, con navi che raggiungevano le Filippine, la Nuova Guinea e le Isole Solomon. Durante il XVII secolo la scena fu dominata dagli olandesi; Abel Janszoon Tasman scoprì nel 1642 la Tasmania e la Nuova Zelanda. Il XVIII secolo vide l'esplorazione russa in Alaska e nelle Isole Aleutine, i francesi in Polinesia, e gli inglesi con tre viaggi del capitano James Cook.
L'imperialismo crescente del XIX secolo risultò nell'occupazione della maggior parte del Pacifico da parte delle potenze occidentali. La nave esploratrice HMS Beagle portò importanti contributi scientifici negli anni 1830, con a bordo Charles Darwin. Un'altra nave famosa fu la HMS Challenger. Anche se gli Stati Uniti presero le Filippine nel 1898, arrivati al 1914 il Giappone controllava la maggior parte del Pacifico occidentale, ed occupò molte altre isole durante la Seconda guerra mondiale. Alla fine della guerra, l'oceano era dominato dalla marina militare americana.
Il pacifico comprende diciassette stati indipendenti: Australia, Fiji, Giappone, Kiribati, le Isole Marshall, Micronesia, Nauru, Nuova Zelanda, Palau, Papua Nuova Guinea, Filippine, Samoa, le Isole Salomone, Taiwan (disputata dalla Repubblica Cinese), Tonga, Tuvalu e Vanuatu. Undici di queste nazioni sono totalmente indipendenti solo dal 1960. Le Isole Marianne del Nord hanno un proprio governo, ma dipendono dagli Stati Uniti per la politica estera, e le Isole Cook e Niue hanno una relazione simile con la Nuova Zelanda. Inoltre nel Pacifico si trova lo Stato americano delle Hawaii e numerosi territori e possessioni di Australia, Cile, Francia, Giappone, Nuova Zelanda, Gran Bretagna e Stati Uniti.
Lo sfruttamento delle risorse minerarie del Pacifico è ostacolato dalle grandi profondità dell'oceano. Nelle acque basse al largo delle coste australiane e neozelandesi, vengono estratti gas naturale e petrolio, mentre le perle vengono raccolte o coltivate lungo le coste di Australia, Giappone, Nuova Guinea, Nicaragua, Panama e Filippine, anche se si tratta di un industria in declino. La risorsa maggiore del Pacifico sono i suoi pesci. Le acque costiere dei continenti e delle isole più temperate forniscono salmone, sardine, pesce spada e tonno, più numerosi crostacei. Nel 1986, le nazioni che fanno parte del Forum del Sud Pacifico hanno dichiarato l'area libera dal nucleare, nel tentativo di fermare gli esperimenti nucleari e di prevenire lo stoccaggio delle scorie nucleari nel pacifico.
Bibliografia
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- Cameron, I., Lost Paradise (1987)
- Couper, A., Development in the Pacific Islands (1988)
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- Oliver, D.L., The Pacific Islands, 3d ed. (1989)
- Ridgell, R., Pacific Nations and Territories, 2d ed. (1988)
- Soule, Gardner, The Greatest Depths (1970)
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- Stanley, David, Moon Handbooks South Pacific (2004)
- Terrell, J.E., Prehistory in the Pacific Islands (1986).
Basato su testi di pubblico dominio del US Naval Oceanographer
Categoria:Oceani
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Vulcano
- Vulcano - Rilievo formato dalle masse ignee interne della Terra.
- Vulcano - Isola del Mar Tirreno.
- Vulcano - Vulcano dell'isola omonima.
- Vulcano - Figura della mitologia romana, dio del fuoco.
- Vulcano - Pianeta immaginario della serie TV di fantascienza Star Trek
- Vulcano - Pianeta ipotetico del sistema solare
- Vulcano (1950) - Film diretto da William Dieterle con Anna Magnani
Alaska
L'Alaska è uno degli stati che compongono gli Stati Uniti d'America. Esso fu ammesso nell'Unione come 49° stato il 3 gennaio 1959.
Nel 2000 la popolazione dello stato era di 626.932 abitanti. Il nome "Alaska" è probabilmente derivato dalla parola "grande paese" o "terraferma" degli Aleuti.
Storia
L' Alaska fu abitata inizialmente dai popoli che la raggiunsero attraversando il passaggio della Terra di Bering, inclusi gli Inuit ed una varietà di gruppi di nativi americani. La maggioranza della popolazione pre-Colombiana delle Americhe, se non tutta, utilizzò questa rotta, ma proseguì verso est e sud.
Il primo documento scritto indica che il primo europeo a raggiungere l'Alaska venne dalla Russia. Vitus Bering navigò verso est e raggiunse il monte Saint Elias. La compagnia Russo-Americana cacciò le lontre per la loro pelliccia. La colonia non fu mai molto proficua, a causa dei costi di trasporto.
Nel 1867, gli Stati Uniti acquistarono l'Alaska dalla Russia per 7.200.000 $: l'acquisto fu opera del Segretario di Stato William Seward e fu ratificato dal Senato statunitense il 9 aprile 1867. Il passaggio di sovranità avvenne il 18 ottobre dello stesso anno. L'acquisto non fu popolare nel resto degli Stati Uniti, dove l'Alaska venne soprannominata la "Follia di Seward" o "La Ghiacciaia di Seward". L'Alaska celebra l'acquisto ogni anno l'ultimo lunedì di marzo, chiamandolo Seward's Day, mentre il 18 ottobre è noto come Alaska Day.
Il 7 luglio 1958 il Presidente Eisenhower firmò lAlaska Statehood Act, facendolo diventare legge degli Stati Uniti. Questo aprì la strada per l'ammissione dell'Alaska nell'Unione.
Nel 1976, la costituzione dello stato fu modificata per stabilire l'Alaska Permanent Fund. Il fondo investe una porzione delle entrate minerarie dello stato, incluse le entrate del Trans-Alaskan Pipeline System, a beneficio di tutte le generazioni di Alaskani. Fino al giugno 2003, il valore del fondo era di 24 miliardi di $.
Negli anni varie navi sono state battezzate USS Alaska, in onore dello Stato.
Assetto politico-amministrativo
La capitale dell'Alaska è Juneau. Attualmente (2004) il governatore dell'Alaska è Frank H. Murkowski (Repubblicano), mentre nel congresso federale lo stato è rappresentato dai due senatori Lisa Murkowski (Repubblicano) e Ted Stevens (Repubblicano).
In Alaska non è in vigore la pena di morte.
Geografia
L'Alaska è il solo stato degli USA che si trovi nel continente americano ma che non è compreso fra i 48 stati contigui. Inoltre l'Alaska è lo stato più esteso degli Stati Uniti (oltre 1.717.000 km²). Se si sovrapponesse il contorno dell'Alaska su una mappa dei 48 stati continentali, esso andrebbe dal Minnesota al Texas, e dalla Georgia alla California.
La geografia dello stato può essere schematizzata attraverso una suddivisione in regioni:
- L'Alaska Centro Meridionale è la regione costiera meridionale con villaggi città ed impianti industriali petroliferi;
- La penisola dell'Alaska ospita piccoli insediamenti, acque interne, monti, ghiacciai e grandi foreste;
- L'interno è più pianeggiante, ed percorso da grandi fiumi, come lo Yukon ed il Kuskokwim; vi si trovano grandi estensioni di tundra artica;
- La costa settentrionale è la parte più remota, inospitale e spopolata dello stato.
Grazie anche alle numerose isole, le coste dell'Alaska superano le 34.000 miglia (54.700 km) di lunghezza. La serie di isole che si estende ad ovest della punta sudoccidentale dell'Alaska è nota come l'arcipelago delle Aleutine. Molte di queste isole ospitano vulcani attivi: per esempio, il monte Shishaldin (3.042 m) sull'isola di Unimak. La serie di vulcani raggiunge Mount Spurr, ad ovest di Anchorage, sulla terraferma.
Gran parte del territorio dell'Alaska è gestito dal governo federale come foresta nazionale, parco nazionale, e rifugio naturale nazionale. Vi sono luoghi in Alaska che sono comune terreno pubblico demaniale (terreno del BLM) ma che sono probabilmente più spettacolari di molti parchi nazionali nei 48 stati. Molti dei parchi statali dell'Alaska sarebbero parchi nazionali se fossero in altri stati.
In gran parte dell'Alaska i servizi sono gestiti dalle cosiddette ANCSA corporations; le tredici più importanti operano a livello regionale, mentre ne esistono dozzine di locali.
Vedi: Alaska Lista di fiumi
Distretti e census areas
A differenza del resto degli Stati Uniti, l'Alaska non è suddivisa in contee; tuttavia lo stato è suddiviso in 27 distretti e census areas.
La differenza fra i distretti e le census areas è che i distretti hanno un'amministrazione organizzata sul territorio, mentre le census area sono suddivisioni arbitrarie stabilite dall'ufficio federale per i censimenti (United States Census Bureau).
Economia
Nel 1999 il prodotto interno lordo dell'Alaska è stato di 26 miliardi di $, che lo pone al 46th posto fra i 50 stati. Il reddito pro capite per l'anno 2000 è stato di 30.064$ (15th negli USA).
La pesca occupa un importante ruolo nell'economia dell'Alaska, e fornisce un ampio surplus destinato all'esportazione. In campo agricolo la produzione di latte e latticini, bestiame, verdure e (nursery stock) è sufficiente per il fabbisogno interno, tuttavia gran parte dei generi alimentari sono importati da regioni del mondo più adatte all'agricoltura. Anche l'industria manifatturiera è di proporzioni alquanto limitate, ed anche i prodotti non alimentari sono in gran parte importati. Tuttavia, gran parte degli abitanti lavora per il governo o nel campo dell'estrazione e del trasporto delle risorse naturali: petrolio greggio, gas naturale, carbone, oro, metalli preziosi, zinco ed altri minerali, legname e prodotti in legno. Il settore turistico è piccolo ma in crescita.
In Alaska le comunicazioni sono assicurate in diverse maniere. Parte dello stato è connessa alla rete stradale canadese (e del resto degli Stati Uniti). Sulla costa del Pacifico, molte località usufruiscono di un servizio navale per merci e passeggeri. Ancor più diffuso è il trasporto aereo, a volte effettuato con idrovolanti che atterrano sui numerosi laghi.
Alaskani famosi
La National Statuary Hall degli Stati Uniti d'America è parte della Capitol in Washington DC. Ogni stato ha selezionato uno o due cittadini particolarmente rappresentativi e fornito le loro statue. Dell'Alaska ci sono i suoi primi due senatori:
- E.L. "Bob" Bartlett (1904–1968) era il delegato territoriale al Congresso degli USA dal 1944 al 1958, e fu eletto come primo senatore al Senato degli Stati Uniti nel 1958 e rieletto nel 1964. Ci sono strade, palazzi e anche il primo traghetto dello stato battezzati con il suo nome.
- Ernest Gruening (1886–1974) fu nominato governatore del Territorio dell'Alaska nel 1939, e servì in questa posizione per quattordici anni. Fu eletto al Senato degli Stati Uniti nel 1958 e rieletto nel 1962.
La prima donna eletta ad una carica statale fu Fran Ulmer, eletta Vice-Governatore nel 1994.
Personaggi di fantasia
- William Riker nacque a Valdez, Alaska.
Cantanti / Poeti
- Jewel Kilcher crebbe a Homer, Alaska.
Storie sull'Alaska
Il racconto di T. Coraghessan Boyle Drop City (2003, ISBN 0670031720) racconta la storia di un gruppo di Hippies che si trasferiscono in Alaska.
Marcia Simpson (2003) ha scritto tre libri che descrivono la vita in una piccola comunità costiera in Alaska: Rogue's Yarn (2003, ISBN 0425191982), Crow in Stolen Colors (2000, ISBN 1890208361) and Sound Tracks (2001, ISBN 1890208728).
James Michener scrisse Alaska.
Into the Wild di Jon Krakauer è la storia vera di Christopher McCandless, un laureato e studente di successo che donò tutti i suoi risparmi (24.000 $) ad un'opera di carità e si trasferì nelle foreste dell'Alaska. 1997, ISBN 0385486804
Città e cittadine importanti
La città più popolosa dell'Alaska è Anchorage, con una popolazione di 260.284 persone, 225.744 delle quali vivono nell'area urbanizzata.
La lista delle città più estese degli USA vede tre città dell'Alaska ai primi tre posti: nell'ordine Sitka, Juneau ed Anchorage (Jacksonville in Florida occupa il quarto posto in questa lista).
Sistema educativo
Università e College
- University of Alaska System
- University of Alaska Anchorage
- University of Alaska Fairbanks
- University of Alaska Southeast
- Alaska Bible College
- Alaska Pacific University
- Charter College
- Sheldon Jackson College
Collegamenti esterni
- [http://www.alaska.gov/ sito web dello Stato dell'Alaska]
- [http://numismondo.com/pm/aka/ Banconote della Compagnia Russo-Americana "Sealskin"]
- [http://www.deathpenaltyinfo.org/article.php?scid=11&did=276#alaska Ultima esecuzione della pena di morte nello stato] (in inglese)
- [http://www.hickerphoto.com/alaska-pictures-cat.htm Alaska Pictures]
ja:アラスカ州
ko:알래스카 주
ms:Alaska
simple:Alaska
th:มลรัฐอะแลสกา
zh-min-nan:Alaska
1943
Eventi
- 14 gennaio - Franklin Roosevelt è il primo presidente degli Stati Uniti a viaggiare in aeroplano
- 22 aprile - Albert Hofmann scrive il suo primo rapporto sulle proprietà allucinogene dell'LSD dal lui sintetizzato nel 1938
- 22 novembre - Il Libano è uno stato indipendente e sovrano.
- gennaio
- 14 gennaio - Conferenza di Casablanca. Il presidente F.D. Roosevelt e il primo ministro Churchill decidono l'apertura del fronte europeo contro Hitler a partire dall'Italia meridionale, il "ventre molle d'Europa". Diverse sono le valutazioni e gli interessi in gioco tra Stati Uniti e Gran Bretagna, ma comune è la consapevolezza che l'invasione della Penisola avrebbe favorito la caduta del fascismo.
- 15 gennaio - Gli americani completano la conquista di Guadalcanal.
- 18 gennaio - I i sovietici annunciano di aver rotto l'assedio di Leningrado da parte della Wehrmacht.
- 18 gennaio - Shoah: Ghetto di Varsavia: prima rivolta degli ebrei del ghetto.
- 23 gennaio - Tripoli: i britannici occupano la città.
- 24 gennaio - Casablanca (Marocco): Franklin D. Roosevelt e Winston Churchill concludono la Conferenza di Casablanca.
- 26 gennaio - Battaglia di Nikolaiewka tra le forze italiane e quelle sovietiche per evitare l'accerchiamento.
- 27 gennaio - Wilhelmshaven (Germania): primo bombardamento americano sul territorio tedesco.
- febbraio
- Il comandante in capo dell'U.S. Army Special Brench (una divisione del Military Intelligence del Dipartimento della Difesa), colonnello Carter Clarke, viene informato in modo ufficioso che l'URSS sarebbe stata interessata a un armistizio con la Germania. L'eventualità di un accordo non viene sottovalutata dai comandi strategici USA; è così costituita un'unità di spionaggio con il compito di decodificare la corrispondenza fra le delegazioni sovietiche in USA e Mosca. Il primo febbraio iniziano le operazioni di quello che fu identificato come "the Russian problem" e che, nel 1961, diventerà il progetto VENONA, il più complesso e articolato apparato di spionaggio elettronico a danno dell'Unione Sovietica. Il progetto «ricoprì un ruolo fondamentale per neutralizzare le reti spionistiche sovietiche presenti negli Stati Uniti nel periodo postbellico, comprese quelle che cercavano di carpire i segreti della bomba atomica» [J. Bamford, L'orecchio di Dio, Fazi editore, trad. di R. Masini, pag. 30].
- 1 febbraio - Norvegia: I nazisti nominano Primo ministro | | |