:: wikimiki.org ::
| Isole Dei Beati |
Isole dei beatiPer il famoso viale di Parigi vedi: Champs-Élysées
----
I Campi Elisi (Isole dei beati o Isole fortunate), nella mitologia greca, sono il luogo nel quali le anime dei giusti, amati dagli dei, dimoravano dopo la morte.
Lì la loro vita continua in eterno.
Era un luogo di delizie, coperto dall'ombra di boschi sempreverdi, immerso in una luce soffusa.
Omero (Odissea, libro IV) ed Esiodo (Opere e giorni) condividono questa concezione, collocando le isole ai confini della terra.
Narratori successivi le collocano invece nel regno dell'Ade.
Virgilio, nell'Eneide, vi descrive l'incontro tra Enea e il padre Anchise.
Categoria:Luoghi della mitologia greca
ja:エリュシオン
Parigi
Parigi (in francese Paris; anticamente Lutèce, dal latino Lutetia) è la capitale della Francia e della regione dell'Île-de-France.
La città, costruita su un'ansa della Senna, oltre che fondamentale snodo di trasporti e traffici del continente europeo, è una delle più importanti metropoli mondiali e centro culturale, politico ed economico molto forte sia a livello nazionale che internazionale
Lo stemma della città presenta i gigli di Francia sopra Scilicet (la nave che simboleggiava l'ordine dei mercanti che commerciavano sulla Senna).
Il motto è Fluctuat nec mergitur.
I patroni della città sono San Germano (Saint Germain) e Santa Genoveffa (sainte Geneviève), accreditata di aver convinto Attila a risparmiare la città, nel V secolo.
Gli abitanti della città sono detti Parigini.
Cronologia essenziale
V secolo
Si dà qui di seguito solo un breve racconto della storia della città, che comincia così: tribù celtiche sono stanziate da molti secoli in un'ansa della Senna. Il sito è paludoso. Cesare le incontra mentre dà la caccia a Vercingetorige, durante la campagna di conquista della Gallia, nel 53 AC.
Forse sono anche nomadi, se il loro nome Parisii viene da kwar che vuol dire strada. O forse sono semplicemente tribù che i romani hanno incontrato lungo la strada.
E' certo che la posizione dello stanziamento è interessante: aiuta la mobilità delle truppe lungo il fiume e ricorda perfino quella dell'isola Tiberina di Roma, con quei due isolotti che facilitano il guado tra una riva e l'altra del fiume. I romani vi stabiliscono un proprio insediamento e lo chiamano Lutetia Parisiorum (la palude dei Parisii).
Conquistata e pacificata la Gallia, Lutetia diventa una città romana, nelle aspirazioni e nello stile civile: il sito è in posizione favorevole per i commerci e i traffici fluviali, le popolazioni locali sono avvantaggiate dall'espansione economica portata dai romani - già dopo circa cinquant'anni Lutetia la palude si presenta come un insediamento in via di espansione sulla riva sinistra della Senna, nel luogo ora conosciuto come Quartiere Latino, e Lutetia sta diventando un nome di città.
La città romana si dota delle strutture essenziali per essere degna di questo nome: anzitutto il foro, poi le terme (i cui resti sono visibili, ben scavati, all' Hotel de Cluny), poi l'anfiteatro e un teatro.
Poi arrivano i cristiani, e siccome Lutetia è una città romana, nel 250 fa anch'essa il suo protomartire, il vescovo Dionigi che, come Pietro, qualche secolo dopo sarà eletto a patrono della città (Saint Denis).
La cristianizzazione tuttavia procede alla grande, e probabilmente accentua il senso di identità della città, che verso il 300 prende il nome della propria gente, e diventa Paris, e inoltre si converte così fortemente al cristianesimo romano da divenire il principale baluardo del cristianesimo pietrino contro l'eresia ariana che per alcuni secoli sarà invece la forma dominante di cristianesimo presso i germani.
Arrestata l'avanzata di Attila nel 451 grazie a Geneviève, la città si dà ai Franchi Merovingi, nella persona di Clodoveo I che diventa il suo primo re: la civilizzazione romana si tramuta in civiltà romano-barbarica, e Parigi riesce a sopravvivere al Medioevo, tra carestie e faticosa civilizzazione: il IX secolo passa sotto le ripetute estorsioni e la continua minaccia di vichinghi e normanni, ma attorno alle istituzioni cristiane si coagula la nuova civiltà: nel 1021 il capitolo di Notre-Dame è già meta di molti clerici vagantes; nel 1246 l'università di Parigi vedrà riconosciuta la propria autonomia, e nel 1257 nasce la scuola della Sorbona: Parigi si avvia a diventare uno dei centri della cultura europea, nel cuore della Francia medioevale.
Il XII e il XIII secolo vedono Parigi al centro di una forte crescita economica, e la corporazione dei mercanti come sua protagonista.
Fino a Filippo Augusto l'urbanizzazione di Parigi può sintetizzarsi nella costruzione delle prime cinte murarie e nel prosciugamento delle paludi. Dell'edilizia romanica restano tuttavia pochissime tracce, ad esempio nell'abside di St-Martin-des-Champs. L'Île de France è invece la culla dell'arte e dell'architettura gotica, che tra il XII secolo e il XV evolve dal gotico primitivo al flamboyant.
A metà del XIV secolo, Parigi cerca di fare la propria politica municipale: ha già più di 150mila abitanti e, attraverso sollevazioni e alleanze (la Guerra dei cent'anni) mostra di non voler rinunciare alla propria indipendenza. La città si estende soprattutto sulla riva destra, e le mura di Carlo V (1371-1380) comprendono l'insieme del 3.o e 4.o arrondissement.
Bisogna arrivare al 1437, perché Carlo VII possa fare di Parigi, indiscutibilmente, la capitale dei Valois. La storia della città si intreccia da lì in poi inestricabilmente con la storia di Francia.
La città cattolica scaccia l'ugonotto Enrico III nel 1588, ed Enrico IV dovrà convertirsi al cattolicesimo e pagare 200.000 scudi per rientrarvi.
Sotto i Borboni, Parigi è scenario e protagonista della Fronda: Luigi XIV sposta la corte a Versailles, per sottrarsi in un solo colpo agli intrighi dei nobili e alle barricate del popolo parigino e procedere liberamente nella propria politica accentratrice.
Alla vigilia della Rivoluzione Parigi occupa 1.100 ettari e conta oltre 600mila abitanti. Al di fuori della cinta daziaria (le mura dei Fermiers généraux), i sobborghi sono costituiti da 24 villaggi.
Di nuovo protagonista, non meno che testimone, il popolo parigino gioca la propria rivoluzione. Lo spirito di ribellione e d'indipendenza dei parigini viene di nuovo duramente represso, con l'esecuzione della prima Commune rivoluzionaria - il consiglio della città - che segna l'inizio del Terrore di Robespierre: per più di un anno, tra il 1793 e il 1794, le piazze di Parigi ospitano il lavoro indefesso della ghigliottina.
Come molti prima e dopo di lui, anche Napoleone cerca di assoggettare la città al potere centrale, nel quadro della propria riforma amministrativa. Questo non impedirà ai parigini di insorgere di nuovo contro Carlo X, nel 1833.
Nel 1845 la città ha superato il milione di abitanti, e Thiers allarga di nuovo la cinta muraria, includendo alcuni dei villaggi prima esterni. Ma la vera grande rivoluzione urbanistica è quella condotta da Haussmann per conto di Napoleone III: in trent'anni la città raddoppia, e nel 1876 è arrivata a 2 milioni, nonostante la guerra con la Prussia e il disastro della Comune.
La città continua crescere. All'inizio della Prima guerra mondiale, nel 1914, la battaglia della Marna la salva dall'invasione tedesca, ma non andrà così nel 1940, quando il Terzo Reich occupa la città, nel 1940, dichiarandola "città aperta": il governo non oppone alcuna resistenza e si ritira a Vichy, da dove collaborerà con i nazisti.
Il 19 agosto del 1944 la città insorge, il 25 i tedeschi si arrendono, il 26 il generale de Gaulle entra in Parigi liberata con le truppe del generale Leclerc e degli alleati.
Il 27 ottobre 1946 all'Hotel de Ville viene proclamata la IV Repubblica.
Lo spirito rivoluzionario parigino si ridesta nel maggio 1968, nel quartiere latino, con lo sciopero generale avviato dagli studenti, che per qualche giorno si estende all'intera Francia.
Il risultato, sul piano dell'organizzazione della città, è lo smembramento della Sorbonne in 13 università nella regione di Parigi.
La città torna a dedicarsi al proprio sviluppo. Già negli anni Sessanta si era aperto, con il trasferimento dei mercati generali (les Halles) a Rungis, un periodo di grandi lavori pubblici, teso a liberare il centro storico della città dalla pressione del traffico e dagli insediamenti popolari, e a riqualificarlo con funzioni prevalentemente culturali e di rappresentanza.
Le tappe principali della ristrutturazione sono:
- 1969: il trasferimento delle Halles;
- 1970: la creazione delle 13 università della Région parisienne;
- 1973: il completamento del Boulevard périphérique (che diventa il limite della nuova cintura metropolitana, come il raccordo anulare a Roma);
- 1977: l'inaugurazione del Centre Pompidou;
- 1986: l'inaugurazione del Musée d'Orsay;
- 1989: nel bicentenario della Rivoluzione, l'inaugurazione della Pyramide del Louvre, della Grande Arche de la Défense e dell'Opéra Bastille;
- 1995: l'inaugurazione della nuova Bibliothèque nationale de France (che sarà intitolata a François Mitterrand);
- 2003: il nuovo quartiere Paris Rive Gauche attorno alla Biblioteca nazionale.
Grandi protagonisti di questa riqualificazione furono i presidenti Georges Pompidou e François Mitterrand.
Geografia
François Mitterrand
La città di Parigi occupa una superfice di 105 chilometri quadrati ma la sua agglomerazione è molto più grande.
L'altitudine di Parigi varia a seconda delle diverse colline del territorio municipale:
- Montmartre - 130 metri s. l. m.
- Belleville - 115 metri s. l. m.
- Menilmontant
- Buttes-Chaumont
- Passy
- Chaillot
- Montagne Ste-Genevieve
- Butte-aux-Cailles
- Montparnasse (la collina venne spianata nel XVIII secolo)
La metropoli
Parigi, con 2.125.246 abitanti al censimento del 1999, è la città più grande di Francia. Assieme ai suoi sobborghi e città satellite forma l'area metropolitana della Grande Parigi (in francese: aire urbaine de Paris) che copre 14.518 km², ed ha una popolazione di 11.174.743 abitanti (dati del censimento del 1999). L'area metropolitana della Grande Parigi è la più ampia d'Europa (assieme a Londra e Mosca), ed è all'incirca la ventesima al mondo.
L'area metropolitana della Grande Parigi, con un PIL complessivo superiore a quello dell'Australia, è il più grande centro economico e finanziario d'Europa alla pari con Londra. Ospita più del 30% dei "colletti bianchi" francesi, e più del 40% delle sedi centrali delle compagnie francesi, con il più grande distretto finanziario d'Europa per dimensioni (La Défense), e la seconda più grande borsa d'Europa (Euronext).
Nota in tutto il mondo come la Ville Lumière (la "città delle luci"), Parigi è una delle principali destinazioni turistiche mondiali. La città è rinomata per la bellezza della sua architettura, i suoi viali e i suoi scorci, oltre che per l'abbondanza dei suoi musei. Costruita su un'ansa della Senna, è divisa in due parti la Rive droite a nord e la più piccola Rive gauche a sud.
Un tempo capitale di un impero coloniale che si estendeva su cinque continenti, Parigi è tuttora considerata come il centro del mondo francofono ed ha mantenuto una forte posizione internazionale, ospitando il quartier generale dell'OECD e dell'UNESCO, tra gli altri. Questo, combinato alle sue attività finanziarie, affaristiche, politiche e turistiche, ha reso la città uno dei principali "hub" del mondo, e Parigi è riconosciuta come una delle poche "città mondiali".
la città
l'area metropolitana
Di area metropolitana di Parigi si può parlare, sia pure anticipando l'uso del termine, solo da dopo il 1870. Nella tabella che segue, i dati fino al 1982 sono stime ricavate da diverse fonti, mente quelli relativi al 1990 e al 1999 sono ufficiali, forniti dall'"Ufficio nazionale francese di statistica" INSEE.
L'immigrazione
Fin dal medioevo, periodo nel quale era la città più grande del mondo occidentale, Parigi ha sempre attratto forestieri. Dagli studenti olandesi e svedesi del Quartiere Latino nel XIV secolo, ai rifugiati giacobiti inglesi del XVII secolo, dai rifugiati nazionalisti polacchi dell'inizio del XIX secolo, agli operai belgi della fine dello stesso, dagli ebrei sefarditi del Nord Africa della metà del XX secolo agli africani ed est-asiatici dei giorni nostri, Parigi ha ricevuto ondate su indate di immigranti, che la hanno arricchita. Oggi, come altre città del mondo, Parigi è una città multiculturale.
I censimenti francesi non fanno mai domande riguardanti l'etnia o la religione, perciò non è possibile conoscere la composizione etnica dell'area metropolitana di Parigi. Ciononostante alcuni dati interessanti possono essere estratti da tali censimenti. In quello del 1999, c'erano 2.169.406 persone nell'area metropolitana della Grande Parigi, che erano nate fuori dalla Francia Metropolitana, ovvero il 19,4% del totale. Come termine di paragone: nel censimento britannico del 2001, il 19,5% della popolazione dell'area metropolitana della Grande Londra era nata fuori dal Regno Unito, mentre nel censimento statunitense del 2000, il 27,8% della popolazione dell'area metropolitana di New York-New Jersey Settentrionale-Long Island era nata fuori dagli Stati Uniti, così come il 31,8% della popolazione dell'area metropolitana di Los Angeles-Riverside-Orange County.
I gruppi più numerosi di residenti parigini nati all'estero sono i seguenti (elencati approssimativamente in ordine decrescente):
- immigranti dal Portogallo: arrivati tra il 1960 e il 1980
- Arabi e Berberi provenienti dal Nord Africa (Algeria, Marocco, Tunisia): arrivati tra il 1950 e 2000
- Neri africani (Musulmani e Cristiani) dall'Africa Centrale e Occidentale: arrivati tra il 1970 e il 2000
- Ebrei Sefarditi del Nord Africa: arrivati negli anni '60, da 300.000 a 400.000 di loro vivono nell'area metropolitana di Parigi, la più alta concentrazione di ebrei nel mondo occidentale dopo New York e Los Angeles
- Asiatici sud-orientali provenienti dall'Indocina (Vietnam, Cambogia, Laos), principalmente cinesi etnici: giunti tra il 1975 e il 1985
- Neri provenienti dai Caraibi (essenzialmente Guadalupa e Martinica): arrivati tra il 1960 e il 2000.
Al censimento del 1999 vi abitavano 474.768 persone che al censimento precedente del 1990 erano risultate residenti fuori dalla Francia Metropolitana, circa il 4.2% del totale della popolazione dell'area metropolitana nel 1999.
Le correnti migratorie verso Parigi sono cambiate in maniera significativa negli anni '90. L'immigrazione portoghese si è completamente interrotta, mentre sono apparsi nuovi gruppi di immigranti. I gruppi più importanti al 1990 sono i seguenti:
- Cinesi dalla Repubblica Popolare Cinese: Provenienti in gran parte dalla Manciuria e dalla regione di Wenzhou nella provincia di Zhejiang. Questa immigrazione è relativamente recente, apparsa a metà degli anni '90, è per la gran parte illegale, ed è stata eclatante negli anni più recenti, portando il gruppo cinese a rimpiazzare quello nord-africano e dell'Africa nera come gruppo più numeroso a Parigi. Nonostante la polizia francese stia combattendo l'immigrazione clandestina (e lo sfruttamento del lavoro ad essa connesso) e un trattato sia stato stipulato tra la Francia e la Repubblica Popolare Cinese per contrastare l'immigrazione illegale, le ricerche più recenti suggeriscono come l'immigrazione cinese verso Parigi sia ancora in crescita. Le cifre differiscono sostanzialmente a seconda delle fonti, ma sembra ci possano essere all'incirca 250.000 immigrati cinesi che vivono nell'area metropolitana di Parigi 2004 (includendo i cinesi provenienti dall'Indocina arrivati meno recentemente), la più grande concentrazione di cinesi in Europa, maggiore persino a quella della Grande Londra dove, secondo le stime del governo britannico, vivono solamente 60.000 Cinesi.
- Arabi dal Nord Africa e neri africani: l'immigrazione di questi due gruppi è stata sostanzialmente ridotta da una serie di restrizioni inserite da parte di vari governi francesi. Negli anni '90 gli immigrati dal Nord Africa e dall'Africa nera erano per la maggior parte limitati ai ricongiungimenti familiari (donne o bambini che andavano a vivere con il marito o padre che già viveva in Francia). Un numero sconosciuto di nord-africani e neri africani sono entrati illegalmente nel paese al di fuori delle regole del ricongiungimento familiare. Parte di essi è stata rimpatriata, ma la maggior parte vive ancora in Francia senza validi documenti e sotto la continua minaccia di essere rimpatriati in caso venissero scoperti (nonostante a migliaia di questi immigrati illegali sia stato dato il permesso di soggiorno all'epoca del governo di centro-sinistra di Lionel Jospin verso la fine degli anni '90 grazie alla pressione esercitata dalle associazioni francesi che difendono i diritti degli immigrati).
- Europei dell'Est, molti dei quali rumeni, un gruppo in forte crescita a partire della caduta del Muro di Berlino
In confronto con il Regno Unito, gli immigrati dal Sud-est Asiatico non sono ancora molto numerosi a Parigi, anche se il loro numero è aumentato sostanzialmente neglianni '90. In confronto agli Stati Uniti, c'è un numero molto limitato di immigrati di origine latino-americana e filippina. Anche gli immigrati dal Medio Oriente non sono molti, ma tra questi c'è una numerosa comunità libanese (per la maggior parte ricchi libanesi di religione Cristiana esiliati), grazie ad antichi legami tra la Francia e il Libano. Anche i russi sono poco numerosi a Parigi, nonostante un'antica tradizione di presenza russa a Parigi prima della Rivoluzione Russa del 1917.
Infine, bisogna ricordare che le stime qui indicate si riferiscono a persone che vivono stabilmente nell'area metropolitana di Parigi. Parigi è la città più frequentata da turisti al mondo, con un afflusso sostanzioso in ogni periodo dell'anno. La maggior parte dei turisti sono stranieri, portando quindi il dato riguardante gli stranieri presenti nell'area metropolitana di Parigi ad essere in realtà più alto del 19,4% indicato. Questo fatto è evidente nel centro della città, dove è possibile camminare in alcune strade dove la maggior parte dei passanti è composta da turisti stranieri.
Amministrazione
1917
Prima del 1964, Parigi faceva parte del dipartimento della Seine, che conteneva la città ed i sobborghi circostanti.
1964]
Dal 1965, la città di Parigi è il capoluogo e uno degli 8 dipartimenti della regione dell'Ile-de-France. Il suo identificativo assoluto è 75 (lo si trova anche nelle targhe delle macchine, oltre che nei codici postali).
Con la riforma amministrativa furono infatti creati 3 nuovi dipartimenti che formano un anello attorno a Parigi, e costituiscono la prima cintura periferica (la petite couronne): Hauts-de-Seine, Seine-Saint-Denis e Val-de-Marne. Al di là, i dipartimenti di Val-d'Oise, Yvelines e dell' Essonne costituiscono le grande couronne. L'insieme costituisce la région parisienne, cioè la metropoli di Parigi.
L'ottavo dipartimento dell'Île-de-France, che da solo rappresenta circa la metà del territorio regionale, è quello orientale di Seine-et-Marne.
Seine-et-Marne
Mentre normalmente i dipartimenti sono divisi in cantoni, la città di Parigi è divisa in 20 arrondissement municipali, numerati in ordine progressivo partendo dal centro e muovendosi a spirale verso l'esterno, ciascuno dei quali è un municipio (mairie), con il suo consiglio e il suo sindaco. Ogni mairie, d'altra parte, elegge anche i propri rappresentanti al Consiglio di Parigi (Conseil de Paris), che è anche il consiglio generale del dipartimento.
Bertrand Delanoë, esponente del Partito socialista francese (PS), è il sindaco di Parigi dal 18 marzo 2001.
Come eccezione alla regola usuale per le città francesi, alcuni poteri normalmente esercitati dal sindaco sono invece affidati ad un rappresentante del governo nazionale, il prefetto di Polizia. Ad esempio, Parigi non ha una forza di polizia municipale, anche se ha alcuni controllori del traffico. Questo fatto è una eredità della situazione vigente fino al 1977, in cui Parigi non aveva un sindaco, ma era in pratica governata dall'amministrazione prefettizia.
Va ricordato che alla radice dello smembramento del Dipartimento della Senna (Département de la Seine) ci fu proprio lo straordinario potere che il prefetto della Senna si trovava a gestire, quasi pari a quello del Primo ministro.
Trasporti
1977
Parigi è servita da due aeroporti principali: l'Aeroporto di Orly (dipartimento 94), che si trova a sud della città, e l'Aeroporto internazionale Charles De Gaulle, nella vicina Roissy-en-France (dipartimento 95). Un terzo aeroporto più piccolo, nella città di Beauvais (dipartimento 60), 70 km a nord di Parigi, viene utilizzato per i voli charter e dalle compagnie low-cost. L'Aeroporto di Le Bourget (dipartimento 93) attualmente ospita solo jet privati, fiere aeronautiche e un museo dell'aerospazio.
Parigi è densamente coperta da un sistema di metropolitana, il Métro (14 linee) così come da un grande numero di linee di autobus. Queste si interconnettono con una rete regionale ad alta velocità, la RER (Réseau Express Régional), e con la rete ferroviaria: treni pendolari, linee nazionali e TGV (o simili come Thalys ed Eurostar). Esistono due tramvie tangenziali nei sobborghi: la linea T1 va da Saint-Denis a Noisy-le-Sec, la linea T2 va da La Défense a Issy. una terza linea lungo la tangenziale sud è attualmente in costruzione.
La città è il nodo principale della rete autostradale francese, ed è circondata da una tangenziale, il Périphérique o il "périph" (35 km). Gli svincoli della tangenziale sono chiamati 'Portes', in quanto corrispondono alle porte della città. La maggior parte di queste 'Portes' dispone di parcheggi, dove i non residenti sono consigliati di lasciare l'auto, e di una stazione della metropolitana. Il traffico di Parigi è notoriamente lento e snervante.
Punti notevoli per arrondissement
Ogni arrondissement è composto di quartieri: si indicano qui distintamente, insieme ad alcuni dei luoghi notevoli che ospitano, senza alcuna pretesa di completezza, cercando però di non dimenticare nessuna delle vie e delle piazze dove non si può non passare, e i più impotanti spazi verdi e giardini (Parigi conta 426 spazi verdi, tra giardini e parchi pubblici, di varie dimensioni).
Negozi, grandi magazzini e hotel
Secondo Impero
- Specialità alimentari
- Fauchon, Place de la Madeleine
- Hédiard, Place de la Madeleine
- Berthillon (gelati), Île Saint-Louis
- Grandi magazzini
- Galeries Lafayette
- Printemps
- Hotel famosi
- Hôtel de Crillon, Place de la Concorde
- Hôtel George V, Avenue Georges V
- Hôtel Ritz Paris, Place Vendôme
Vita notturna
- Le Lido - cabaret sui Champs-Élysées noto per i suoi spettacoli esotici, fu frequentato da Elvis Presley.
- Moulin Rouge, Le Crazy Horse, Paris Olympia, Folies Bergères, Bobino - famosi nightclub.
- Le Buddha Bar, Barfly, El Barrio Latino, Hotel Costes, Georges – ristoranti e bar alla moda.
Squadre sportive
Le squadre sportive parigine più famose sono
Paris Saint-Germain, una squadra di calcio e
Stade Français, una squadra di rugby
Periferia e regione della Grande Parigi (Île-de-France)
rugby
- quartiere degli affari
- La Défense – a ovest, ospita le sedi delle principali aziende, cinema e centri commerciali.
- parchi di divertimento
- Disneyland Resort Paris – nella periferia est di Marne-la-Vallée
- Parc Astérix a nord (in Piccardia)
- Monumenti
- Arco de La Défense (Grande Arche de la Fraternité o Arche de la Défense).
- Palazzo di Versailles – il palazzo reale di Luigi XIV e dei sovrani successivi, nella località di Versailles a sudest. È la maggiore attrazione turistica di Francia.
- Vaux-le-Vicomte, presso Melun, un palazzo più piccolo che fu preso a modello per il Palazzo di Versailles.
- basilica di Saint Denis - una antica cattedrale gotica e luogo di sepoltura per molti monarchi Francesi, a nord della città.
Nomi di Parigi e dei suoi abitanti
In lingua francese la pronuncia del nome della città, Paris, nella convenzione dell'alfabeto fonetico internazionale è /paʀi/.
Il nome latino della città era Lutetia(/lutetja/), traslitterato dai francesi in Lutèce (/lytɛs/).Il nome fu poi cambiato in "Paris", derivato dal nome della tribù gallica dei parisi.
Parigi è nota come Paname (/panam/) nel Francese informale, ma questo termine sta gradualmente uscendo dall'uso.
Gli abitanti di Parigi sono detti Parisiens (/paʀizjɛ̃/) in Francese e Parigots (/paʀigo/) nel Francese informale.
Voci correlate
- Parigi (dipartimento francese)
- Arrondissement di Parigi
- Antichi arrondissement di Parigi
- Quartieri di Parigi
Relazioni internazionali
Città gemellate
Parigi è gemellata solo con 20px Roma (Italia), dal 1956. « Seule Paris est digne de Rome ; seule Rome est digne de Paris» (Solo Parigi è degna di Roma; solo Roma è degna di Parigi).
Citta partner
- 20px Kyoto, Giappone, 1958
- 20px Tokyo, Giappone, 1982
- 20px Il Cairo, Egitto, 1985
- 20px Amman, Giordania, 1987
- 20px Sana'a, Yemen, 1987
- 20px Berlino, Germania, 1987
- 20px Seoul, Corea del Sud, 1991
- 20px Mosca, Russia, 1992
- 20px Beirut, Libano, 1992
- 20px Jakarta, Indonesia, 1995
- 20px Chicago, Illinois, Stati Uniti d'America, 1996
- 20px Città di Québec, Québec, Canada, 1996
- 20px San Francisco, California, Stati Uniti d'America, 1996
- 20px Santiago del Cile, Cile, 1997
- 20px Tblisi, Georgia, 1997
- 20px Riyad, Arabia Saudita, 1997
- 20px Pechino, Cina, 1997
- 20px San Pietroburgo, Russia, 1997
- 20px Praga, Repubblica Ceca, 1997
- 20px Lisbona, Portogallo, 1998
- 20px Sofia, Bulgaria, 1998
- 20px Sydney, Australia, 1998
- 20px Jerevan, Armenia, 1998
- 20px Città del Messico, Messico, 1999
- 20px Varsavia, Polonia, 1999
- 20px Washington, DC, Stati Uniti d'America, 2000
- 20px Madrid, Spagna, 2000
- 20px Atene, Grecia, 2000
- 20px Londra, Regno Unito, 2001
- 20px Ginevra, Svizzera, 2002
- 20px Algeri, Algeria, 2003
- 20px Montréal, Québec, Canada, 2003
- 20px San Paolo, Brasile, 2004
Collegamenti esterni
su fr.wiki
- [http://fr.wikipedia.org/wiki/Wikip%C3%A9dia:Portail_de_Paris Portale Parigi]
- Lutetia
- Cronologia di Parigi
- l'Île-de-France (regione)
- la piazza dell'Hotel de Ville (place de Grève)
- il Collège de France
- i fratelli Montgolfier
- la Petite Ceinture e la Grande Ceinture
- le Galeries Lafayette Haussmann
- il Centre Pompidou
- le Halles
Altri collegamenti
- [http://www.reisebuero.tk Parigi]
- [http://www.asinah.org/weather/LFPG.html Previsioni del tempo per Parigi]
- [http://www.wikitravel.org/en/article/Paris Parigi su Wikitravel]
- [http://www.wanadoo.fr/bin/frame.cgi?service=ma_ville&u=http%3A//paris.tourismeville.wanadoo.fr/index.php%3Ftheme%3Dwebcam webcams, meteo, mappe e servizi vari su Parigi]
- [http://www.frommers.com/images/destinations/maps/jpg/62_parisarrondissements.jpg mappa cliccabile degli arrondissements]
- [http://www.paris.fr/portail/deplacements/Portal.lut?page_id=27 i ponti di Parigi] (sul sito della città)
Categoria:Capitali di stato
categoria:Città della Francia
Categoria:Parigi
Categoria:Île-de-France
Categoria:Comuni del dipartimento di Parigi
Categoria:Comuni della regione dell'Île-de-France
als:Paris (Stadt)
ja:パリ
ko:파리 시
ms:Paris
simple:Paris
th:ปารีส
Mitologia grecaLa mitologia greca raccoglie le leggende delle divinità e degli eroi della Grecia antica. Tutti questi personaggi sono stati creati e diffusi dalla tradizione orale e poetica, arrivando a mescolarsi o sostituirsi con la storia della Grecia classica.
In tutte le leggende, le divinità greche vengono descritte con un aspetto umano, ma immortali e con poteri sovrannaturali. Ognuno di essi aveva capacità peculiari ed aveva una propria genealogia.
La genesi del mondo greco
All'inizio esisteva solo il Caos, da esso si separarono tutti gli elementi.
Nacquero Gea la Terra, Eros l'amore, il Tartaro (l'inferno), l'Erebo (la tenebra) e Nyx(la Notte).
Da Erebo e Nyx (la Notte)nacquero l'Etere (il Giorno) ed Emera (la Luce), mentre da Gea nacquero Urano (il cielo) e Ponto (il mare).
Urano e Gea furono i primi veri genitori del mondo mitologico greco, da loro nacquero gli Ecatonchiri, esseri soprannaturali con 50 teste e 100 braccia. A loro seguirono i Ciclopi, talmente disgustosi, che il padre decise di nasconderli nelle viscere della Terra. Per ultimi nacquero i Titani.
Gea era indignata col suo sposo per aver nascosto i propri figli sotto terra e chiese l'aiuto dei Titani per punirlo. Il primo a rispondere fu Crono, che aggredì Urano mentre dormiva. Con un falcetto gli tagliò i testicoli, dal sangue che cadde sulla terra e sul mare, nacquero i Giganti, le Erinni e Afrodite naque dalla spuma del mare.
Zeus e gli dei dell'Olimpo
Crono sposò la sorella Rea, ma, per evitare di essere detronizzato da uno dei suoi figli come indicato da una predizione, li divorava tutti.Rea scoperto di dover partorire il suo sesto figlio si ritirò in Arcadia, dove nacque Zeus.
Crono scoperta la nascita andò su tutte le furie e ordinò di cercare il bimbo. Rea per proteggere Zeus, diede una pietra avvolta in fasce e Crono ingoiò la pietra.
Una volta cresciuto, Zeus si vendicò del padre, aiutato dai Titani e dagli Ecatonchiri, costrinse il padre, tramite una pozione versata nel calice, a restituire tutti i figli ingoiati. Iniziò così la guerra tra vecchi e nuovi dei. I Titani fedeli a Crono, guidati da Atlante sfidarono Zeus e i suoi fratelli con i Titani ribelli. Zeus, per vincere la guerra si rivolse ai Ciclopi, liberandoli dalla loro prigionia imposta da Crono. I Ciclopi così donarono a Zeus, un fulmine, a Poseidone, un tridente e ad Ade un elmo che lo rendeva invisibile.
Così armati riuscirono a colpire Crono e a ucciderlo mentre i Ciclopi sconfiggevano i Titani.
Animali
- Aello
- Amaltea
- Arione
- Arpie
- Celeno
- Cerbero
- Cinghiale di Calidone
- Cinghiale di Erimanto
- Echidna
- Idra di Lerna
- Minotauro
- Ocipete
- Pegaso
- Pitone
- Scilla
- Sfinge
- Sirena
Dei
Si veda: Lista degli dei greci
Genealogia degli dei dell'Olimpo
La genealogia degli dei dell'Olimpo è molto controversa, ogni autore ha la propria.
Nell'immagine qui sotto riportata viene indicata quella riportataci da Omero.
Omero
Festività
- Carneia
- Cronia
- Purificazione
Leggende
- Giudizio di Paride
- I sette contro Tebe
- Le dodici fatiche di Eracle
- Teogonia
- Vello d'oro
Località
- Acheronte
- Acropoli
- Alfeo
- Areopago
- Argo
- Atene
- Campi Elisi
- Caos
- Cinzio
- Colchide
- Creta
- Delfi
- Ditte
- Dodona
- Elicona
- Eleusi
- Eretteo
- Giardino delle Esperidi
- Ida
- Isole dei beati
- Labirinto di Cnosso
- Lete
- Micene
- Olimpo
- Oracolo di Delfi
- Oracolo di Dodona
- Parnaso
- Stige
- Stinfalia (lago)
- Tartaro
- Tebe
- Tiro
- Troia
Oggetti
- Abadir
- Ambrosia
Personaggi ed eroi
- Abante, centauro
- Abante, figlio di Ippotoone
- Abante, figlio di Linceo
- Abante, figlio di Melampo
- Abante, figlio di Poseidone
- Achille, figlio di Peleo
- Acrisio
- Admeto
- Adone
- Adrasto
- Aedone
- Afareo
- Agamennone
- Agave
- Agenore
- Agraulo
- Aiace il grande
- Aiace di Locride
- Alcesti
- Alcinoo
- Alcione
- Alcippe
- Alcmena
- Alcmeone
- Alirrozio
- Aloadi
- Altea
- Altemene
- Amico
- Amimone
- Amintore
- Anceo figlio di Licurgo
- Anceo figlio di Poseidone
- Anchise
- Androgeo
- Andromaca
- Andromeda
- Anfiarao
- Anfimaro
- Anfione
- Anfitrione
- Anfitrite
- Anfizione
- Antenore
- Anteo
- Anticlea
- Antigone
- Antinoo
- Antiope figlia di Nitteo
- Antiope regina delle Amazzoni
- Apsirto
- Aracne
- Aretusa
- Arge
- Argo
- Argonauti
- Arianna
- Aristeo
- Ascalafo, figlio di Ares
- Ascalafo, figlio di Acheronte
- Ascanio
- Assaraco
- Asterione
- Astianatte
- Atalanta
- Atamante
- Atreo
- Atteone
- Attore
- Augia
- Autolico
- Autonoe
- Bauci
- Bellerofonte
- Belo
- Briareo
- Briseide
- Busiris
- Cadmo
- Calais
- Calamo
- Calcante
- Calciope
- Calcodonte
- Calipso
- Calliope
- Callisto
- Caronte
- Carpo, figlio di Clori
- Cassandra
- Cassiopea
- Castalia
- Castore
- Catreo
- Cecrope
- Cefalo
- Cefeo
- Celeo
- Cenis
- Centauro
- Cercopi
- Chione
- Chirone
- Ciclope
- Circe
- Cisseo
- Clio
- Clitennestra
- Cometo
- Coronide
- Cranao
- Creonte
- Creusa, figlia di Eretteo
- Creusa, figlia di Priamo
- Criseide
- Cureti
- Dafne
- Dafni
- Danaidi
- Danao
- Dardano
- Dedalione
- Dedalo
- Deianira
- Deidamia
- Deifobo
- Deioneo
- Deipile
- Demofoonte
- Deucalione, figlio di Minosse
- Deucalione, figlio di Prometeo
- Diomede figlio di Ares
- Diomede figlio di Tideo
- Diomedea
- Dioscuri
- Dirce
- Doro
- Eaco
- Ecatonchiri
- Echione, uno degli Sparti
- Echione, figlio di Ermes
- Eco
- Ecuba
- Edipo
- Eete
- Eezione
- Efialte
- Egeo
- Egialeo
- Egina
- Egisto
- Egitto
- Eidomene
- Elefenore
- Elena
- Eleno
- Elettra figlia di Agamennone
- Elettra figlia di Atlante, una delle Perseidi
- Elettrione
- Eliadi
- Elle
- Elleno
- Endimione
- Enea
- Eolo
- Epigoni
- Epimeteo
- Eracle
- Eraclidi
- Erato
- Erebo
- Eretteo
- Erittonio
- Ermione
- Ero
- Eteocle
- Etra
- Ettore
- Eufemo
- Eumeo
- Eumolpo
- Eurialo
- Euridice, ninfa moglie di Orfeo
- Euridice, madre di Alcmena
- Euridice, madre di Danae
- Euridice, madre di Laomedonte
- Euriloco
- Euristeo
- Eurito
- Europa, figlia di Agenore
- Europa, figlia di Oceano
- Europa, figlia di Tizio
- Febe, figlia di Leucippo
- Fedra
- Fenice, figlio di Agenore
- Fenice, figlio di Amintore
- Fetonte
- Filammone
- Filemone
- Filomela
- Filottete
- Fineo, figlio di Agenore
- Fineo, figlio di Belo
- Folo
- Frisso
- Galatea
- Ganimede
- Gerione
- Giacinto
- Giasone
- Giganti
- Giocasta
- Glauco figlio di Bellerofonte
- Glauco figlio di Minosse.
- Glauco figlio di Poseidone
- Glauco figlio di Sisifo.
- Gordio
- Gorgoni
- Graie
- Icario
- Icaro
- Idas
- Idomenea
- Idomeneo
- Ificlo
- Ifigenia
- Ifito
- Illo
- Ismeme, figlia di Edipo
- Ino
- Io
- Ione
- Ipermnestra
- Ippodamia, figlia di Adrasto
- Ippodamia, figlia di Enomao
- Ippolita
- Ippolito
- Ippomene
- Ippotoone
- Ismene
- Issione
- Laerte
- Laio
- Laocoonte
- Laomedonte
- Leandro
- Learco
- Leda
- Leto
- Leucippo, figlio di Enomao
- Leucippo, re di Messenia
- Libia
- Licaone, figlio di Ares
- Licaone, figlio di Pelasgo
- Licaone, figlio di Priamo
- Lico
- Licomede
- Licurgo
- Linceo
- Lino, figlio di Apollo
- Lino, personaggio dell'Iliade
- Lino, figlio di Ismeno
- Lino, figlio di Urania
- Lisimaca
- Litierse
- Marsia
- Mechisteo
- Medea
- Medusa
- Meganira
- Megara
- Melampo
- Melanione
- Meleagro
- Melicerte
- Memnone
- Menelao
- Menezio, figlio di Attore
- Menezio, figlio di Giapeto
- Metanira
- Mida
- Minosse
- Mirmidone
- Momo
- Mopso indovino degli Argonauti
- Mopso figlio di Manto
- Narciso
- Nauplio
- Nausicaa
- Neleo
- Neottolemo
- Nesso
- Nestore
- Niobe
- Nitteo
- Oineo
- Onfale
- Oreste
- Orfeo
- Orione
- Oritia
- Oto
- Palamede
- Pallante gigante
- Pallante titano
- Pallante eroe attico
- Pandora
- Paride
- Partenopeo
- Pasifae
- Patroclo
- Pelia
- Pelope
- Pelopia
- Penelope ninfa
- Penelope moglie di Ulisse
- Penteo
- Pentesilea
- Peribea
- Pericle
- Perseo
- Pigmalione
- Piritoo
- Pirra
- Pitteo
- Polinice
- Polissena
- Polluce
- Preto
- Priamo
- Procri
- Promaco
- Prometeo
- Protesilao
- Pterelao
- Radamante
- Reso
- Salmoneo
- Sarpedonte
- Semele
- Sibilla
- Sisifo
- Sparti
- Stelèo
- Stenelo
- Talo
- Tamiri
- Tantalo
- Telamone
- Telefassa
- Telefo
- Telegono
- Temisto
- Tersandro
- Teseo
- Teucro, figlio di Scamandro
- Teucro, figlio di Telamone
- Tideo
- Tieste
- Tindaro
- Tiresia
- Tiro
- Tisameno
- Titone
- Tizio
- Troilo
- Ulisse
- Urania
- Xuto
- Zete
- Zeto
Popoli
- Abanti
- Achei
- Amazzoni
- Cimmeri
- Dori
- Feaci
- Iperborei
- Lapiti
- Mirmidoni
- Tafi
Bibliografia
[http://www.adelphi.it/catalogo/schedaLibro.asp?id=2400&isbn=8845918920&v=s&metaTitolo=Le%20nozze%20di%20Cadmo%20e%20Armonia%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20&metaAutore=Roberto%20Calasso| Le Nozze di Cadmo e Armonia] di Roberto Calasso
Collegamenti esterni
Voci correlate
- Religione greca
- Mitologia
- Mitologia romana
- Lista di divinità
Categoria:Mitologia greca
ja:ギリシア神話
ko:그리스 신화
Odissea (Omero)
Odissea (Ὀδυσσεία) è un poema epico attribuito al poeta greco Omero; si compone di ventiquattro libri, per un totale di 12.007 esametri. L'opera narra le avventure di Ulisse (od Odisseo) dalla caduta di Troia fino al suo ritorno in patria ad Itaca.
L'azione dellOdissea copre un arco di tempo molto breve, che non supera le sei settimane, ma in questo arco di tempo vengono raccontate le avventure intercorse in dieci anni. Quando Ulisse ritroverà Itaca, ne sarà stato lontano complessivamente diciannove anni, avrà una quarantina d'anni e i capelli castani.
La prima traduzione in latino fu quella di Livio Andronico. Seguirono traduzioni in italiano di Bacelli, Pindemonte, Romagnoli, Vitali e Pascoli.
Datazione
L'opera, insieme allIliade, viene composta nella Ionia d'Asia intorno al IX secolo a.C., anche se alcuni autori ne pospongono la nascita intorno al 720 a.C.. L'originale più antico dell'opera risale al VII secolo a.C., ed è questo che il tiranno ateniese Pisistrato usa quando, nel VI secolo a.C., decide di uniformare e dare forma scritta ad un poema che fino ad allora si era tramandato quasi esclusivamente per forma orale. Quest'ultima forma, però, continuerà fino al III secolo d.C. in Egitto, con tutti i cambiamenti e le mutazioni inevitabili nella forma orale.
Varie edizioni
L'edizione pisistratea, comunque, non rappresenta un canone fisso. In seguito, infatti, convive con le successive edizioni scritte delle città greche di Massalia (odierna Marsiglia), Creta, Cipro, Argo e Sinope. Queste edizioni vengono dette "politiche" (dal greco κατά πόλεις, katà póleis), nel senso di appartenenti alle poleis, alle città.
Esiste un'edizione pre-ellenistica di origine ignota, chiamata πολύστιχος (poliùsticos, letteralmente "con molte linee"), e che presenta un maggior numero di versi rispetto alla versione pisistratea: gli studiosi tendono a considerarla una versione "annacquata" da interventi operati da chi la tramandava oralmente.
Esistono poi delle edizioni di cui si sa molto poco dette "personali" (dal greco κατ' άνδρα, cat'àndra), nel senso che appartenevano a uomini (àndra) illustri, come Antimaco di Colofone o Euripide (figlio del più famoso drammaturgo). Sembra non confermato il fatto che anche il filosofo Aristotele avesse un'edizione personale delle opere di Omero.
L'opera
(Nota: per una sinossi dettagliata dell'opera vedi Odissea (trama); per le traduzioni che dellOdissea sono state fatte vedi Odissea (traduzioni))
L'opera è la storia dell'uomo che vuole vedere e che vuole conoscere. Quando i compagni consigliano Ulisse di abbandonare la grotta di Polifemo, lui vuole rimanere, per sapere chi la abitava. E quando deve passare vicino alle sirene, vuole sentire e provare la sensazione della loro forza ammaliatrice. Cosa si cela in quel palazzo che egli vede da lontano sull'isola di Eea?
Persino Penelope vuole sapere e vedere, quando Ulisse si fa riconoscere.
L'Odissea è il poema del ritorno di "Odisseo", come nellIliade, ha una durata in tempo di pochi giorni (40), ma vi è condensata una storia di 10 anni.
L'opera può essere divisa in due parti: prima del ritorno (libri I-XII) e il ritorno e il dopo-ritorno (lezione XIII-XXIV).
Successivamente anche la prima parte può essere divisa in due: la "Telemachia" (libri I-IV) e gli errori di Ulisse (libri V-XII).
La Telemachia rappresenta lo stato della casa di Ulisse durante la sua assenza. Soprattutto celebra la efebia di Telemaco, che ha ormai raggiunto l'età per assumere direttamente il governo della casa.
Così l'Odissea ruota su tre nuclei detti: efebia di Telemaco, errori di Ulisse, ritorno e vendetta. Questi tre nuclei, ruotano tutti intorno al nodo centrale: le malversazioni dei proci.
La poesia dellOdissea scorre lungo due temi o motivi fondamentali, il tema del ritorno e quello della vendetta. Questi talvolta confluiscono uno nell'altro, si arricchiscono di motivi minori, che concorrono a questo confluire o, ancor meglio, producono fusione o unità.
Dominano anche parti distinte, come il sentimento nostalgico della patria lontana, il ricordo degli affetti e dell'amore.
La sua unità e coerenza poetica non è dubitabile, a riprova le innumerevoli rispondenze di tono. Anche la suddivisione in ventiquattro libri, che è tipica dei grammatici alessandrini, è una restaurazione di divisioni rapsodiche e aediche di tempi più antichi.
Citazioni
- Se un'intelligenza superiore volesse ragguagliare gli abitanti dei cieli sugli avvenimenti degli uomini e darne loro un'immagine esatta, userebbe il linguaggio di Omero. Joubert
- Omero è il padre e il perpetuo principe di tutti i poeti del mondo. Leopardi
- Omero fu uno storico, a quei tempi che le storie non si solevano né sapevano ancora narrare in prosa. Courier
- Rimane un prodigio inspiegabile come tutte le forze e le tendenze caratteristiche della grecità si presentino già chiaramente preformate in Omero. W. Jaeger
- Omero è tragico e non pessimista e desolato e disperato, perché quel che sempre sormonta nel suo sentire e lo conclude è l'idea della volontà eroica. B. Croce
- LIliade e lOdissea sono rimasti esemplari per tutta l'epopea occidentale, sino ai tempi più recenti, sino al Goethe e al Pascoli. G. Pasquali
Bibliografia
- Breve introduzione ad Omero (1989), di Raffaele Cantarella e Giuseppe Scarpat, Società Editrice Dante Alighieri
Voci correlate
- Odissea (trama)
- Odissea (traduzioni)
- Ulisse (o Odisseo)
Categoria:Classici della letteratura
Categoria:Letteratura greca
ja:オデュッセイア
ko:오디세이아
ms:Odyssey
Ade
Ade è una figura della mitologia greca, il suo nome significa "infinito", ma il suo nome indica anche il mondo dei morti, su cui egli governava.
Figlio di Crono e di Rea, fratello di Zeus e Poseidone.
Era il signore del mondo sotterraneo, toccatogli in sorte dopo che i tre fratelli si divisero l'impero del padre, da loro sconfitto. Ade, e la sua sposa Persefone, erano sovrani nel loro regno, ma sull'Olimpo avevano lo stesso rango degli altri dei.
Il suo nome, non è altro che un aggettivo, poiché il terzo figlio di Crono, non aveva un nome vero e proprio. Come Plutone, rappresentava le ricchezza del suolo fertile, in quanto il suo regno si trovava nelle profondità della terra. In quanto Ade, era il dio al quale tutti, prima o poi dovevano presentarsi. Ma i vivi temevano di dare un nome a chi sarebbe diventato loro padrone dopo la morte.
Ade manifestava una giustizia implacabile, ma non era l'incarnazione del diavolo, perché per i greci, gli uomini commettevano le loro cattive o buone azione di propria iniziativa, senza essere spinti da un essere superiore o inferiore; essi non temevano neppure che egli li punisse.
Secondo loro, ogni uomo tanto stupido, tanto arrogante da offendere gli dei, sarebbe stato punito direttamente da questi, e il signore degli inferi non agiva in modo diverso dagli altri dei dell'Olimpo.
Nelle tradizioni antiche il suo regno si trovava ad occidente (Odissea, libro X); questa credenza era diffusa nell'antichità, in quanto è ad ovest che il sole tramonta. Solo in un secondo tempo Ade prese posto nel mondo sotterraneo.
Tutti di defunti, ricevuta adeguata sepoltura, arrivano alla sponda di uno dei due fiumi degli inferi, lo Stige o l' Acheronte, ed era Caronte a trasportarli sulla sponda opposta. La maggior parte dei morti finivano nella Pianura degli Asfodeli, dove conducevano un'esistenza imprecisa, pallido riflesso della loro vite terrena. I fortunati che avevano ottenuto i favori degli dei, avevano accesso ai Campi Elisi o alle isole dei Beati.
Coloro che avevano offeso gli dei (di cui pochissimi vengono indicati per nome), finivano nel Tartaro, dove il loro castigo era già prescritto.
Nel mondo sotterraneo sedevano tre giudici, tre uomini estremamente giusti da vivi, che assegnavano un posto ad ogni nuovo venuto: Minosse, Radamante ed Eaco. Il ruolo di quest'ultimo è più vago, in quanto appare soltanto nelle versioni di epoca più tarda.
Categoria:Divinità greche dell'Olimpo
Categoria:Divinità greche degli inferi
Categoria:Luoghi della mitologia greca
ja:ハデス
Eneide (Virgilio)LEneide (Aeneis) è un poema epico di Publio Virgilio Marone, scritto tra il 29 a.C. e il 19 a.C.. La maggiore opera di Virgilio, rimasta incompiuta sia nei versi, che in certi punti appaiono non terminati, sia nella composizione e nella struttura della composizione, in cui sono presenti certe incoerenze, a causa della morte del poeta.
L'Eneide doveva, per volontà del suo autore, essere distrutta, non essendo stata sottoposta alla revisione finale. Augusto intervenne per salvare il poema e affidò l'edizione del manoscritto a Vario Rufo, noto poeta, e Tucca, amici personali di Virgilio.
LEneide fu pubblicata senza alcuna aggiunta o modifica, divenendo il poema sacro.
L'opera consta di due parti di estensione simile: la prima (libri I-VI), che si rifà all'Odissea, narra dei viaggi di Enea fino al suo giungere in Italia; la seconda (libri VII-XII), che si richiama all'Iliade, le guerre per la conquista del Lazio, fino alla conquista del regno di Latino, con la fondazione di Alba Longa da parte di Ascanio, da cui poi deriverà la città di Roma.
Si tratta di un poema di tipo encomiastico, dedicato cioè ad una persona (solitamente una persona potente che ha aiutato l'autore). In questo caso, il poema dedicato all'imperatore Augusto.
Un altro modo di interpretare l'Opera è quello di penetrarne il sub-testo.
Per un esame della seconda scrittura virgiliana, si vedano le risorse web citate a fondo pagina.
L'opera
(per informazioni sul contenuto dei singoli libri che compongono l'Eneide vedi l'articolo a parte Eneide (trama); per note critiche complessive sull'opera vedi invece l'articolo Eneide (critica))
Dopo le Georgiche
Con le Georgiche Virgilio aveva affinato la propria tecnica, affrontando un'opera di vasto respiro ed approfondendo la soggettività del proprio stile, che gli consente di narrare e di descrivere senza rinunciare alle emozioni. Il poeta era ormai pronto ad affrontare, con una sensibilità nuova, il poema epico. La nuova epica virgiliana, infatti, non si proponeva di continuare Ennio ma sostituirlo, perciò era inevitabile un confronto diretto con Omero.
L'intento dell'Eneide è duplice: imitare Omero e lodare Augusto cominciando dai suoi antenati.
Risposta ai poemi omerici
I dodici libri sono concepiti come una risposta ai quarantotto libri dei due poemi omerici. L'Eneide (I-VI) racconta il viaggio di Enea da Cartagine alle sponde del Lazio, con una retrospettiva sulle vicende che avevano portato Enea da Troia a Cartagine. Con l'inizio del libro VII i Troiani sono giunti alla foce del Tevere, luogo assegnato dal Destino, e comincia la narrazione di una guerra che si conclude con la morte di Turno all'ultimo verso del libro XII. Perciò si usa parlare di una metà "odissiaca" dell'Eneide (I-VI) e di una metà "iliadica" (VII-XII). Si vuole alludere con questo ad una grande partizione strutturale, voluta dal poeta.
La scelta di fondo è chiara: L'Iliade narra le vicende che portano alla distruzione di una città; l'Odissea narra, facendo seguito a questa guerra, il ritorno in patria di uno dei distruttori. Le due storie epiche, sono riprese da Virgilio in sequenza rovesciata: prima i viaggi, poi la guerra, ma questo fatto comporta un'inversione dei contenuti. Il viaggio di Enea non è un ritorno a casa come quello di Odisseo, bensì è un viaggio verso l'ignoto. La guerra di Enea non serve a distruggere una città, ma a costruire una città nuova dalla quale avrà origine Roma.
Trasformazione del modello omerico
Questa complessa trasformazione dei modelli omerici non ha precedenti nella poesia antica (sembra però che il Bellum Poenicum di Nevio si ispirasse all'Odissea per il viaggio di Enea e all'Iliade per le narrazioni di guerra). L'Eneide è quindi una contaminazione dei due poemi omerici, ma è anche una continuazione di Omero, infatti, le imprese di Enea fanno seguito all'Iliade (il II libro di Virgilio racconta l'ultima notte di Troia, che nell'Iliade veniva solo profeticamente intravista) e si riallacciano all'Odissea (nel III libro Enea segue in parte la traccia delle avventure di Odisseo, affrontando pericoli che l'eroe greco ha già attraversato).
In questo senso, Virgilio riprende l'esperienza dell'epos ciclico: la catena di narrazioni epiche che "integravano" la poesia di Omero. L'Eneide racchiude in sé anche una ripetizione di Omero: la guerra nel Lazio è quasi una "ripetizione" della guerra di Troia. All'inizio, i Troiani si trovano assediati, e vicini alla sconfitta: come se fossero condannati al loro destino, ma le sorti si ribaltano, i Troiani hanno la meglio ed Enea uccide il capo avversario, Turno, come Achille uccide Ettore: nella nuova Iliade i Troiani sono vincitori, ma la ripetizione è anche un superamento di Omero, infatti questa guerra, pur attraverso lutti e sofferenze, porta non alla distruzione, ma alla costruzione di una nuova realtà.
Enea riassume in sé l'immagine di Achille vincitore e, quella di Odisseo che dopo tante prove ritrova la patria restaurando la pace.
Lode ad Augusto
Il secondo proposito di Virgilio è di "lodare Augusto partendo dai suoi antenati". Il poema di Virgilio si distacca enormemente dal presente. Gli antichi ponevano un intervallo di circa quattro secoli fra la distruzione di Troia e la fondazione di Roma.
Gli eventi dell'Eneide sono trattati come "storici", ma non si tratta neppure di storia romana. I lettori romani di Virgilio si trovano immersi in un mondo "omerico", a una distanza leggendaria di più di un millennio dal presente che hanno familiare. Tale spostamento permette a Virgilio di guardare il mondo di Augusto da lontano, ma l'Eneide è attraversata da scorci profetici che conferiscono alla storia un orientamento "augusteo", senza cessare di essere omerica. Infatti, sono omeriche le tecniche narrative che permettono a Virgilio di guardare da lontano la Roma augustea.
NellIliade Zeus profetizza il destino degli eroi e la distruzione di Troia, nell'Eneide Giove predice non solo il destino di Enea ma anche la futura grandezza del suo lontano discendente Augusto che riporterà finalmente l'età dell'oro. NellOdissea, Ulisse scende verso l'Ade e ottiene così uno scorcio sul suo destino; nell'Eneide Enea conosce dal regno dei morti non solo il suo personale futuro, ma anche i grandi momenti della storia di Roma.
NellIliade la descrizione dello scudo di Achille introduce una visione cosmica (scene naturali, immagini di città); nell'Eneide la descrizione dello scudo di Enea coglie Roma nei momenti critici del suo sviluppo storico. Si realizza così un difficile equilibrio fra la tradizione dell'epos eroico e il bisogno di un'epica storico-celebrativa.
La colonizzazione greca e troiana dopo la guerra di Troia
L'Italia antica conosceva una serie di "leggende di fondazione" collegate alla guerra di Troia. Eroi di parte greca e di parte troiana, sbandati o esuli, sarebbero stati i fondatori di alcune città, o i colonizzatori di località italiche. Fra queste storie, in un lungo processo esteso fra il IV e il II secolo AC, acquistò particolare peso la leggenda di Enea. Egli era, in Omero, un importante, eroe troiano: la cui casata sembra destinata a regnare su Troia dopo l'estinzione della stirpe di Priamo. In seguito divenne popolare, anche nell'arte figurativa, la fuga di Enea da Troia in fiamme, con il padre Anchise sulle spalle e si stabilì ben presto un collegamento con il Lazio antico. (esiste una tradizione letteraria greca e il culto di Enea come eroe fondatore è attestato a Lavinio, a sud di Roma, dal IV secolo AC).
Enea nella cultura romana
Enea non è mai stato considerato il fondatore di Roma, né aveva un particolare culto nella Roma arcaica. Tra il II e il I secolo AC, però, la sua figura acquistò crescente fortuna fra i Romani. Le motivazioni sono politiche: il più nobile eroe troiano scampato alla catastrofe sarebbe stato connesso, per via genealogica, a Romolo, il fondatore della città (Romolo sarebbe stato nipote d Numitore, re di Alba, discendente di Ascanio-Iulo, figlio di Enea).
Ciò permetteva alla cultura romana di rivendicare un antico prestigio nei confronti dei Greci, proprio nel tempo in cui Roma acquisiva l'egemonia del Mediterraneo greco: i Troiani erano consacrati dal mito omerico come grandi antagonisti dei Greci e da Roma sarebbe nata la loro rivincita (Anche Cartagine, fu opportunamente ricollegata alla leggenda di Enea). Inoltre, tramite la figura del figlio di Enea, Ascanio-Iulo, una nobile casata romana, la gens Iulia, rivendicava nobilissime origini.
Due esponenti della gens Iulia, Giulio Cesare ed Ottaviano Augusto, suo nipote e figlio adottivo, governarono l'Impero Romano. A questo punto si chiude il cerchio tra Virgilio, Augusto e l'epica eroica: l'Eneide svolge la leggenda di Enea dall'ultimo giorno di Troia sino alla vittoria di Enea e alla fusione di Troiani e Latini in un unico popolo.
In Italia
L'Eneide rimane per tutto il Medioevo e il Rinascimento il modello di ogni poesia. Man mano che il moto degli spiriti risalendo verso l'antichità classica procede alla santificazione di Roma, si fonda anche la tradizione di Virgilio mago e iniziano i primi rifacimenti ed i primi travestimenti, in cui è incisa la somma di tutto il giusto sapere.
Dante assume Virgilio a simbolo della stessa ragione poetica e in Roma vedrà la prefigurazione dell'impero cristiano.
Tra i primi travestimenti troviamo quello di Énéas (o Roman d'Énéas) di autore incerto e curato da Jacques Salverda de Grave, seguito dalla traduzione in francese Énéas di Heinrich von Veldeke.
L'età dell'Umanesimo si avvicina all'opera del mantovano con una conoscenza del latino e delle fonti classiche ignota a quella delle epoche precedenti. Insieme alle ricerche grammaticali e storiche e alle imitazioni, offre i primi esempi di volgarizzazione del poema, all'inizio rozzamente letterari o parziali, quindi sempre più guidati dall'arte, quasi a gareggiare con l'originale.
Nei primi del trecento, compare una riduzione in prosa, tradotta dalla riduzione latina di un certo Anastagio; fu largamente diffusa e quindi ristampata nel 1476. Ne esiste anche un rifacimento fiorentino dovuto a Andrea Lancia.
Il primo volgarizzamento completo di origine senese, anche se assai inesatto, è quello di Ciampolo di Meo degli Uglieri.
La necessità porre in contatto il pubblico con l'opera dell'Eneide, ne spiega il modo in cui viene reso, seguendo motivi cavallereschi squisitamente di tradizione italiana.
Nel 1528 appare a Venezia un travestimento in ottava rima del rifacimento del Lancia ad opera di ignoto. Altro manoscritto in ottave ed in volgare di anonimo, alquanto libero ed impreciso, sui primi sei libri appare nel Codice Laurenziano.
Con il Rinascimento, inizia una nuova epoca di volgarizzazione, che diventano numerose e svariate.
Il primo libro viene stampato a Venezia nel 1532, in terza rima, di Emilio Cambiatore da Reggio, che è anche la prima pubblicazione non toscana. Fu mal giudicata dal Guarino, quindi rifatta da Giampaolo Vasio ed edita nel 1539.
Sempre a Venezia, nel 1540, vennero tradotti sciolti i primi sei libri, come opera di sei nobili gentiluomini in favore di altrettante dame (notevoli le versioni di Ippolido de' Medici per Giulia Gonzaga e di Alessandro Piccolomini per Frasia Venturi). Quest'opera fu ristampata nel 1544.
Nella raccolta completa delle opere virgiliane in toscano, creata a Firenze nel 1556 da Ludovico Domenichi, la versione dei gentiluomini fu ristampata, ma la parte di Aldobrandi de' Cerretani fu sostituita da una traduzione di Tomaso Porcacchi.
Fu lui stesso a tradurre in ottave, con ampi rifacimenti, tutto il poema, che pubblicò, sempre a Firenze, nel 1560. È un travestimento di tipo "ariostesco", che si ispira ad una solennità cavalleresca e alle nuove imprese dei condottieri italiani.
Un'altra versione in ottava rima è quella di Alessandro Guarnello col primo libro (Venezia senza data, ristampa a Roma nel 1554) e col secondo (Venezia 1573).
Nel 1567-68 viene pubblicata postuma la versione di Ludovico Dolce.
Alcune versioni parziali (sei), si ritrovano tra il 1562 e il 1569, di cui la migliore è certamente quella di Giovanni Andrea dell'Anguillara, ristampata anche nell'ottocento. In questo traduttore si sente che l'Eneide non è che un pretesto per una nuova creazione d'arte. Con eleganza e con disinvoltura, il classico antico non è altro che un canovaccio.
Sull'esempio dell'Anguillara, Annibal Caro si inserisce nella tradizione dell'Alamanni e del Trissino, quella del verso sciolto, finendo per vincere la prova di maestria. La sua Eneide, del 1563-66, pubblicata postuma (Venezia 1581), è la classica versione del capolavoro virgiliano. Lo scrittore, ormai avanti negli anni, si appassiona alla sua versione, cercando di ricreare l'opera dell'antico in un proprio stile. In tal modo questa Eneide italiana acquista un suo posto tra le opere che si possono dichiarare originali: gli episodi sono rivissuti con nitore plastico degno del Rinascimento.
La versione in ottave del 1597 è di Ercole Udine (ristampata nel 1600), in esametri quella di Bernardo Filippini del 1659.
Posto a sé merita la versione letterale, parola per parola, di Giovanni Fabrini da Figline del 1588, vista la sua utilità pratica e la sua esattezza filologica. L'opera fu ristampata più volte, fino a tutto il settecento.
In tal modo il culto e la fortuna di Virgilio dal Medioevo a tutto il Rinascimento, vengono a fondersi con la tradizione nazionale, a volte sotto il segno della dottrina altre sotto quello della poesia.
Fuori dall'Italia
L'influsso dell'Eneide è stato notevole anche nella letteratura europea, dove si trovano innumerevoli le traduzioni e le imitazioni.
Una delle prime versioni è lEneide spagnola di Enrique de Villena, seguita da molte altre.
In Inghilterra divenne famosa la traduzione (1535) di Henry Howard, che introdusse nella poesia inglese il "blank verse" ovvero il "verso eroico", usato da Chaucer nei Racconti di Canterbury.
Seguirono The Bukes of Eneidos (1553) di Gavin Douglas, la versione dei primi 9 libri di Thomas Phaer (1562), quella dei primi 4 libri in esametri inglesi di Stangherato (1582) e quella completa e decisamente superiore di John Dryden.
Moltissime le versioni e i rivestimenti moderni francesi e tedeschi.
Collegamenti esterni
- [http://www.virgilmurder.org La dottrina della "doppia scrittura" virgiliana secondo Jean-Yves Maleuvre]
- [http://www.queendido.org Sito tematico sulla Didone di Virgilio: esegesi filologica e confutazione del noto suicidio in visione soggettiva di Enea e "comites"]
categoria:letteratura latina
categoria:opere letterarie
ja:アエネイス
ko:아이네이스
AnchiseAnchise è una figura della mitologia greca, principe di Troia. Figlio di Capi.
Fu amato da Afrodite, che un giorno lo vide mentre controllava il suo gregge sul monte Ida.
Dalla loro unione, nacque Enea. La dea gli proibì di rivelare a chiunque l'identità della madre.
Ma il segreto non durò a lungo, Anchise si vanto con gli amici della sua unione con la dea e Zeus lo punì scagliandogli contro un fulmine.
Afrodite riuscì ad attutire il colpo e ad evitargli la morte, ma non di rimanere ferito talmente gravemente da rimanere zoppo per tutta la vita.
Categoria:Personaggi della mitologia greca
Sigmund av UngernSigismund (född 14 eller 15 februari 1368, död 9 december 1437), av huset Luxemburg, var kung av Ungern från 1387, romersk kung från 1411, kung av Böhmen från 1419, kung av Lombardiet från 1431 samt tysk-romersk kejsare från 1410 till sin död.
Kategori:Tysk-romerska kejsare | | |