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Istria

Istria

L'Istria (in croato e in sloveno Istra) è la più grande penisola del Mare Adriatico (superficie: 2.820 km2). La maggior parte dell'Istria appartiene attualmente alla Croazia. Una piccola parte, che comprende le città costiere di Portorose (Portorož) e Capodistria (Koper), rientra invece nel territorio della Slovenia. Una parte ancora più piccola della penisola (limitata all'incirca al territorio del comune di Muggia) si trova in territorio italiano. La costa occidentale dell'Istria è lunga 242,5 km e con le isole 327,5 km. La costa orientale è lunga 202,6 km e con gli isolotti raggiunge i 212,4 km. La lunghezza totale della costa è 445,1 km (la costa frastagliata è lunga il doppio della rete stradale). Città importanti dell'Istria sono: Capodistria (Koper), Pola (Pula), Parenzo (Poreč), Rovigno (Rovinj), Pisino (Pazin), Albona (Labin), Montona (Motovun), Pinguente (Buzet) e Buie (Buje). Di particolare importanza sono le piccole città di Colmo (Hum) e Rozzo (Roč).

Storia

Il nome deriva dalla tribù illirica degli Histri, che Strabone menzionò come abitanti di questa regione. I Romani li descrissero come una tribù feroce di pirati dell'Illiria, protetta dalla difficoltà di navigazione delle loro coste rocciose. Occorsero ai romani due campagne militari per soggiogarli nel 177 AC. Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, l'Istria venne saccheggiata dai Longobardi e dai Goti, annessa al Regno Franco da Pipino III (789) quindi successivamente controllata dai Duchi di Carinzia, dai Duchi di Merano, dal Duca di Baviera e dal patriarca di Aquileia, prima di divenire quasi tutta territorio della Repubblica di Venezia nel 1420. Passò sotto gli Asburgo nel 1797 (e temporaneamente sotto Napoleone nel 1805-1813). Nel 1825 l'Impero austriaco costituì la provincia istriana che nel 1861 divenne autonoma con propria dieta a Capodistria: marchesato d'Istria. Tra fine del XIX secolo e inizio XX secolo si svilupparono i movimenti nazionali: italiano, croato, sloveno. Dopo la prima guerra mondiale con i trattati di Versailles e Rapallo divenne parte dell'Italia quindi fu costituita in provincia nel gennaio 1923. Una politica d'italianizzazione forzata e l'occupazione Nazista durante la seconda guerra mondiale peggiorarono le relazioni etniche già problematiche. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, l'Istria venne assegnata alla Jugoslavia con gli accordi di Parigi (1947), Londra (1954) e Osimo (1975). In questo drammatico processo storico a causa di vendette e della imposizione della dittatura di Tito in Jugoslavia, tra il 1945 e il 1947, si stima che nella regione triestina, istriana, fiumana e dalmata circa 4.000-17.000 persone vennero uccise (molte di lingua italiana, ma anche sloveni e croati contrari al titoismo) e 200.000-350.000 lasciarono le loro terre. In ricordo di questi eventi dal 2005 è stata istituita in Italia una Giornata del Ricordo il 10 febbraio.Tra i più famosi dei numerosi esiliati istriani troviamo: Leo Valiani (politico), Abdon Pamich (marciatore), Ottavio Missoni (stilista), Alida Valli (attrice). Tra quelli che emigrarono in altre parti del mondo ci fu Mario Andretti, che divenne una leggenda dell'automobilismo dopo che la sua famiglia si trasferì negli Stati Uniti. Oltre 35.000 italiani decisero di rimanere e oggi i loro discendenti convivono cercando la massima armonia possibile con sloveni e croati. La Slovenia e la croata Contea dell'Istria, di oggi, hanno concesso alla minoranza italiana livelli di tutela molto avanzati, basti pensare che in tutta l'Istria è diffuso il bilinguismo sloveno-italiano o croato-italiano, la bandiera tricolore italiana è esposta su tutti i Palazzi Comunali, ci sono quotidiani, periodici, radio, tv, teatri, scuole e università in lingua italiana. L'Istria ha una lunga tradizione di tolleranza tra le genti che vi abitano, siano italiani, croati, sloveni, serbi, albanesi o altri. Gli Istriani sono in qualche modo scettici nei confronti del governo di Zagabria e apprezzano la loro autonomia culturale.

Informazioni generali

Regione Istriana (Croazia)


- Posizione: la Regione Istriana è la contea più ad ovest della Croazia.
- Fiumi: Dragogna (Dragonja), Quieto (Mirna), e Arsia (Raša)
- Numero di abitanti: 206.344 (censimento 2001)
- Centro amministrativo: Pisino (Pazin), 9.000 abitanti
- Centro economico: Pola (Pula), 59.000 abitanti
- Lingue ufficiali: croata, italiana
- Lingue materne: 183.636 serbocroata (89,00%), 15.867 italiana (7,71%), 1.894 slovena (0,92%), 1.877 albanese (0,91%), 655 sconosciuta (-) (censimento 2001)
- Composizione etnica: 148.328 croati (71,88%), 14.284 italiani (6,92%), 6.613 serbi (3,20%), 3.077 bosniaci (1,49%); 8.865 istriani (4,30%), 13.113 non dichiarati (6,35%) (censimento 2001)
- Denaro: la valuta nazionale è la kuna croata (kn).

Regione litoraneo-montana (Croazia) - solo la parte istriana


- Divisione amministrativa: comuni di Abbazia (Opatija), Laurana (Lovran), Mattuglie (Matulji), e Draga di Santa Marina (Mošćenička Draga)
- Numero di abitanti: 28.891 (censimento 2001)
- Lingua ufficiale: croata
- Lingue materne: 27.440 serbocroata (95,29%), 554 slovena (1,93%), 278 italiana (0,97%), 125 sconosciuta (-) (censimento 2001)
- Composizione etnica: 25.398 croati (88,33%), 657 serbi (2,28%), 556 sloveni (1,93%), 287 italiani (1,00%), 1.032 non dichiarati (3,59%) (censimento 2001)
- Denaro: la valuta nazionale è la kuna croata (kn).

Istria slovena (Slovenia)


- Divisione amministrativa: comuni di Capodistria (Koper), Isola d'Istria (Izola) e Pirano (Piran)
- Numero di abitanti: 78.846 (censimento 2002)
- Lingue ufficiali: slovena, italiana
- Lingue materne: 56.482 slovena (75,13%), 8.314 serbocroata (11,06%), 2.853 italiana (3,80%), 3.669 sconosciuta (-) (censimento 2002)
- Denaro: la valuta nazionale è il tallero (tolar).

Comune di Muggia (Italia)


- Numero di abitanti: 13.299
- Lingua ufficiale: italiana
- Gruppi linguistici d'appartenenza: 12.424 italiani (94,8%), 623 sloveni (4,8%), 57 altri (0,4%) (censimento 1971)

Voci correlate


- Esodo istriano

Collegamenti esterni


- [http://www.istrianet.org/ Sito multilingue]
- [http://www.istra.com Tutto Istria]
- [http://www.histrica.com Histrica.com] Categoria:Slovenia Categoria:Croazia ja:イストリア半島

Lingua croata

Il croato è una lingua che appartiene al sottogruppo slavo meridionale del ramo slavo delle lingue indoeuropee. E' parlata da circa 5 o 6 milioni di persone come lingua madre. In Croazia, dove è lingua ufficiale, in occasione del referendum del 2001 4.265.081 persone (il 96,12% degli abitanti) avevano dichiarato di parlare il croato come lingua madre. La lingua standard croata si basa sul dialetto štokavo con influssi kajkavi e čakavi e utilizza l'alfabeto latino. Fondamentalmente è simile al serbo e al bosniaco nella lingua standard, siccome tutte e tre si sono sviluppati su base Neoštokava. Nell'Ex-Jugoslavia venivano tutte e tre raggruppate nella lingua "serbocroato". Nella stessa Croazia questa denominazione fu usata raramente. Se al tempo della Jugoslavia si doveva considerare la vicinanza col serbo per definire il croato, regolarmente l'espressione onnivalente e presente sin dal 1974 nella costituzione croata utilizzata era "lingua croata o serba". La denominazione "serbocroato" ("srpskohrvatski") aveva già da tempo una connotazione negativa in Croazia. Dall'indipendenza politica della Croazia la lingua standard croata venne ampiamente riconosciuta anche all'estero. La scienza che si occupa della lingua croata è la croatistica.

Estensione e dialetti

Il croato viene parlato da circa 4,8 milioni di persone in Croazia e in parte in Bosnia Erzegovina, particolarmente in Erzegovina, nella Bosnia centrale e nella Posavina bosniaca come lingua madre. E' lingua ufficiale in Croazia e (insieme al bosniaco e al serbo) in Bosnia Erzegovina. Viene inoltre parlato come lingua minoritaria in Molise, nel Burgenland austriaco e in Vojvodina. Il croato del Burgenland è tuttavia dotato di proprie norme ortografiche, che si fondano contrariamente alla lingua standard croata prevalentemente sul dialetto čakavo ed ha anche sviluppato una propria terminologia specialistica. I dialetti croati sono suddivisi in dre grandi gruppi, denominati secondo la forma corrispondente del pronome interrogativo cosa (ča, kaj, što): Čakavo (croato giuliano, istriano, costiero dalmata centro-settentrionale e della maggior parte delle isole, del Burgenland), Kajkavo (a nord della linea tra Kupa e l'alto corso della Sava) e lo Štokavo (dalmata meridionale, Bosnia Erzegovina e slavone). Lo Štokavo viene parlato anche dai Bosniaci e dalla maggioranza dei Serbi e pone le basi della lingua scritta croata, bosniaca e serba . Il codice linguistico è hr (secondo ISO 639); il codice per il "serbocroato" era sh (ritirato il 18/02/2000).

Alfabeto e pronuncia

La lingua si scrive con l'alfabeto latino con l'aggiunta di segni diacritici particolari. L'alfabeto croato ha 34 lettere: a, b, c, č, ć, d, dž, đ, e, f, g, h, i, j, k, l, lj, m, n,, nj, o, p, q, r, s, š, t, u, v, w, x, y, z, ž. Le lettere q, w, x, y compaiono soltanto in prestiti stranieri. I digrammi dž, lj e nj vengono trattati come lettere singole nel loro rispettivo ordine alfabetico. Esiste solo un numero molto basso di parole nelle quali questi gruppi caratterizzano due suoni diversi e devono perciò essere trattati come due lettere diverse. I segni speciali possono essere compilati con i seguenti caratteri (Attenzione, il Đ non deve essere confuso con il Ð islandese): La maggior parte delle lettere si pronunciano tali e quali come in italiano.

Grammatica

Il croato ha sette (casi): oltre al Nominativo, al Genitivo, al Dativo e all' accusativo vi sono anche: il Vocativo, lo strumentale e il locativo.

Storia

Medioevo

Una lingua scritta croata cominciò a svilupparsi nel IX secolo parallelamente al paleoslavo, lingua nella quale si teneva la liturgia, in seguito cominciò a svilupparsi una lingua standard su base Čakava. Una delle testimonianze scritte più significative di quest'epoca è Bašćanska ploča del 1100. Questa iscrizione su lastra di pietra trovata nella cappella romanica di St. Lucija vicino alla cittadina di Besca sull'isola di Veglia riporta un'iscrizione alfabeto glagolitico. Viene descritta qui la svoranità del re croato Zvonimir come donatore della chiesa. I testi medievali croati sono scritti in due alfabeti differenti: ilglagolitico, il cirillico (precedentemente definito in alcune parti della Croazia e della Bosnia come Bosančica/Poljičica/Arvatica) e l' alfabeto latino. A partire dal XVI secolo l'alfabeto latino si impone sempre più grazie alla chiesa.

Differenze tra serbo e croato

Grammatica

In croato si scelgono le costruzioni all'infinito nella stragrande maggioranza secondo i verbi servili modali che in serbo e in bosniaco vengono spesso parafrasati con da (che). In serbo però sostanzialmente entrambe le varianti potrebbero essere accettabili. Esempi:
- Croato: Moram raditi (devo lavorare)
- Serbo: Moram da radim ("devo che lavoro")
- Croato: Moram vam kazati (devo dirlo a lei)
- Serbo: Moram da vam kažem ("devo che dico a lei")
- Croato: Želim vas informirati (vorrei informarla)
- Serbo: Želim da vas informišem ("vorrei che la informo")

Lessico

Alcuni esempi di differenze lessicali tra serbo e croato nel lessico:
- Croato: tjedan, Serbo: nedjelja/sedmica (settimana)
- Croato: tisuća, Serbo: hiljada [dal greco] (mille)
- Croato: zrak, Serbo: vazduh (aria),
- Croato: hlače, Serbo: pantalone (pantaloni),
- Croato: sigurnost, Serbo: bezbednost (sicurezza).
- Croato: grah, Serbo: pasulj (fagioli),
- Croato: časnik, Serbo: oficir (ufficiale),
- Croato: nožice, Serbo: makaze (forbici),
- Croato: kruh, Serbo: hleb (pane),
- Croato: susjed, Serbo: komšija (vicino),
- Croato: svemir, Serbo: vasiona (spazio),
- Croato: opušak, Serbo: pikavac (mozzicone di sigaretta),
- Croato: šaka, Serbo: pesnica (pugno)
- Croato: glazba, Serbo: muzika (musica)
- Croato: juha, Serbo: supa (zuppa)
- Croato: povijest, Serbo: istorija (storia)
- Croato: deka, Serbo: ćebe (copertura)
- Croato: žlica, Serbo: kašika (cucchiaio)
- Croato: cjepivo, Serbo: vakcina (vaccino)
- Croato: komadić, Serbo: parče (pezzettino)
- Croato: rezati, Serbo: seći (tagliare)
- Croato: sjeći, Serbo: seći
- Croato: osoba, Serbo: lice (persona)
- Croato: ručnik, Serbo: peškir (fazzoletto)
- Croato: sat e dialettale: ura, Serbo: čas (ora)
- Croato: otok, Serbo: ostrvo (isola)
- Croato: ulje, Serbo: zejtin (olio)
- Croato: vlastit, Serbo: sopstven (proprio) Alcuni concetti si differenziano per quanto riguarda il genere e vengono conseguentemente declinati anche in modo diverso. Esempi:
- Croato: minuta (f), Serbo: minut (m) (Minuto)
- Croato: osnova (f), Serbo: osnov (m) (Fondamento)
- Croato: planeta (f), Serbo: planet (m) (Pianeta)
- Croato: večer (f), Serbo: veče (n) (Sera) Accanto alle diverse parole nel lessico di base ci sono soprattutto differenze significative per quanto riguarda l'assunzione di parole straniere: #Sostanzialmente in croato esistono meno parole straniere, al loro posto si preferiscono nuove creazioni. Questa tendenz è sempre stata presente, ma è stata rafforzata per ragioni politiche conformemente alle ragioni politiche negli anni 90: zrakoplov - avion (Aeroplano), odrezak - šnicla (Cotoletta),... Nella lingua colloquiale esistono tuttavia anche in croato più parole straniere che nella lingua scritta (germanismi e ungarismi nel nord, italianismi veneziani sulla costa) #Nelle parole di origine greca risultano differenze, poichè queste parole sono state prese in prestito dal latino medio, mentre il serbo invece le ha prese direttamente dal greco bizantino.: ocean - okean, barbar - varvar, kemija - hemija, Betlehem - Vitlejem, demokracija - demokratija #Nel croato odierno le nuove parole straniere con radice latina prendono quasi sempre il suffisso -irati, in serbo compaiono a questo posto anche i suffissi -ovati e -isati: identificirati - identifikovati, informirati - informisati

Letteratura


- Miro Kačić: Kroatisch und Serbisch, Irrtümer und Falsifizierungen, ISBN 953-6602-01-6
- Ivo Frangeš: Die Geschichte der kroatischen Literatur, ISBN 3-412-08995-8

Collegamenti esterni


- [http://www.hr/darko/etf/baska.html Die Steininschrift von Baška (Engl.)]
- [http://mirror.veus.hr/darko/etf/lika.html Mittelalterliche Dokumente (Engl.)]
- [http://www.ihjj.hr/index.aspx Institut für Kroatische Sprache und Linguistik, Kroat.]
- [http://www.ffzg.hr/kroat/ Universität Zagreb, Fachbereich Kroatistik, Kroat.]
- [http://eleaston.com/croatian.html Umfassende Linksammlung]
- [http://www.lin-cro.hr/njemnaslovna.htm Internationale Kroatischkurse]
- [http://www.hr/hrvatska/language/ Phrasen]
- [http://www.ids-mannheim.de/prag/sprachvariation/fgvaria/magisterarbeit_grcevic.pdf Mario Grčević: Die Entstehung der kroatischen Literatursprache, 1997]
- [http://www.ids-mannheim.de/prag/sprachvariation/fgvaria/kroatische_sprachver%E4nderungen.pdf Mario Grčević: Über die kroatischen Sprachveränderungen der 90-er Jahre] Categoria:Lingue slave

Mare Adriatico

Il Mare Adriatico è una articolazione del Mar Mediterraneo, situato tra la penisola italiana e le coste slovena, croata, montenegrina e albanese. È lungo circa 800km e largo mediamente 150 km, ricoprendo una superficie di 132mila km². È collegato al Mar Ionio con il Canale d'Otranto (tra la provincia di Lecce e l'Albania). I corsi d'acqua principali che si gettano nel Mar Adriatico sono i fiumi italiani Po e Adige. L'origine del nome deriverebbe dalla antichissima città abruzzese di Hadria (attuale Atri) o dalla città veneta di Adria. Il Mar Adriatico è articolato in
- Golfo di Venezia
  - Golfo di Trieste
    - Baia di Muggia (tra Muggia e Trieste)
    - Golfo di Panzano (davanti Monfalcone e Duino-Aurisina)
  - Laguna di Grado (dietro Grado)
  - Laguna di Marano (dietro Lignano Sabbiadoro e davanti Marano Lagunare)
  - Laguna Veneta (Venezia, Chioggia)
- Golfo di Manfredonia (davanti Manfredonia) Si affacciano sul Mar Adriatico le seguenti regioni e località italiane:
- Friuli-Venezia Giulia: Lignano Sabbiadoro, Grado, Trieste, Muggia.
- Veneto: Venezia, Chioggia, Jesolo.
- Emilia-Romagna: Rimini.
- Marche: Pesaro, Fano, Senigallia, Ancona, San Benedetto del Tronto.
- Abruzzo: Pescara.
- Molise: Termoli.
- Puglia: Manfredonia, Barletta, Trani, Bisceglie, Molfetta, Bari, Brindisi. Sulla costa orientale i seguenti stati e località:
- Slovenia: Capodistria (Koper), Isola d'Istria (Izola), Pirano (Piran).
- Croazia: Pola (Pula), Fiume (Rijeka), Zara (Zadar), Sebenico (Šibenik), Spalato (Split), Ragusa (Dubrovnik).
- Bosnia-Erzegovina: Neum
- Serbia e Montenegro: Kotor (Cattaro), Kumbor, Bar (Antivari).
- Albania: Durrës (Durazzo), Vlorë (Valona). Adriatico ja:アドリア海 ko:아드리아 해

Croazia

La Croazia è uno stato (56.542 km², 4.422.248 abitanti, capitale Zagabria) dell'Europa meridionale. Confina a nord con la Slovenia, a nord-est con l'Ungheria, a est con Serbia e Montenegro, a sud con la Bosnia ed Erzegovina, mentre a ovest è bagnata dal mare Adriatico. La Repubblica di Croazia è una democrazia parlamentare. La sua lingua ufficiale è il croato. L'italiano è parlato in Istria ed è lingua ufficiale della Regione insieme al croato.

Storia

Geografia

La Croazia è collocata tra l'Europa centrale, meridionale e orientale, avendo una forma che può ricordare un boomerang o uno sperone. Il clima va dal continentale al mediterraneo:
- nell'entroterra il clima è decisamente continentale con estati secche e calde, inverni miti e umidi;
- nelle regioni alpine: estati secche e inverni rigidi con molta neve;
- nelle regioni costiere il clima è mediterraneo, caratterizzato da estati secche e caldi, inverni miti e umidi. Il terreno è variegato, e presenta:
- pianure, laghi e colline nelle regioni continentali del nord (Croazia centrale e Slavonia);
- verdi montagne nelle regioni di Lika e Gorski Kotar, cioè una porzione delle Alpi Dinariche.

Monti principali


- Dinara 1831 m

Fiumi principali


- Sava 562 km (relativi al tratto croato: la lunghezza totale è di 947 km)
- Drava 505 km (tratto croato. Totale 707 km)
- Mura 438 km
- Kupa 296 km
- Danubio (Dunav) 188 km (tratto croato. Totale 2860 km)

Laghi principali


- Vransko jezero 30,7 km²
- Dubravsko jezero 17,1 km²

Isole principali

La Croazia possiede ben 1.185 isole, di cui 67 abitate.
- Veglia (Krk) 409,90 km²
- Cherso (Cres) 405,78 km²
- Brazza (Brač) 394,57 km²
- Lesina (Hvar) 299,66 km²
- Pago (Pag) 284,56 km²
- Curzola (Korčula) 276,03 km²
- Isola Lunga (Dugi otok) 114,44 km²
- Meleda (Mljet) 100,41 km²
- Lussino (Lošinj) 74,68 km²

Fari in Croazia

La Croazia è anche famosa per i suoi fari, molti dei quali possono essere anche visitati.

Contee

La Croazia è divisa in 20 contee (županije), mentre la capitale
- costituisce una propria entità: # Zagrebačka # Krapinsko-zagorska # Sisačko-moslavačka # Karlovačka # Varaždinska # Koprivničko-križevačka # Bjelovarsko-bilogorska # Primorsko-goranska # Ličko-senjska # Virovitičko-podravska # Požeško-slavonska # Brodsko-posavska # Zadarska # Osječko-baranjska # Šibensko-kninska # Vukovarsko-srijemska # Splitsko-dalmatinska # Istarska # Dubrovačko-neretvanska # Međimurska # Grad Zagreb
-

Città

fari Articolo principale: Elenco di città della Croazia La Croazia conta ufficialmente 123 città (grad) e 424 municipalità (općina). Le città principali sono:
- Zagabria (Zagreb) 779.145 abitanti
- Spalato (Split) 188.694 ab.
- Fiume (Rijeka) 144.043 ab.
- Osijek 114.616 ab.
- Zara (Zadar) 72.718 ab.
- Slavonski Brod 64.612 ab.
- Velika Gorica 63.517 ab.
- Karlovac 59.395 ab.
- Pola (Pula) 58.594 ab.
- Sisak 52.236 ab.
- Sebenico (Šibenik) 51.553 ab.
- Varaždin 49.075 ab.
- Ragusa (Dubrovnik) 43.770 ab., la cui famosa città vecchia è stata ricostruita dopo la guerra contro i serbi e montenegrini del 1991-95.
- Samobor 36.206 ab.
- Vinkovci 35.912 ab.
- Kaštela 34.103 ab.
- Vukovar 31.670 ab.
- Čakovec 30.455 ab.
- Đakovo 30.092 ab.

Cultura

Croazia - eventi culturali

"Dubrovačke ljetne igre" (Il "Festival estivo di Dubrovnik") - con rappresentazioni di gruppi teatrali e musicali (luglio-agosto) "Đakovački vezovi" (I ricami di Đakovo) - festival centrato sul patrimonio culturale folclorico della regione della Slavonia (luglio) Serate musicali di Grožnjan/Grisignana "Picokijada" - festival di folclore "Festival estivo di Krk/Veglia" (luglio-agosto) Serate musicali di Osor sull'isola di Cres/Cherso (luglio-agosto) "Sinjska alka" ("L' Alka" di Sinj) - giostra/torneo cavalleresco "Splitsko ljeto" (L'estate di Split) - Festival di Split/Spalato con gruppi teatrali e musicali (luglio-agosto) Festival internazionale del bambino di Sibenik (luglio-agosto) "Barokne večeri" (Serate barocche) di Varaždin (settembre-ottobre) Festival dell'attore - regione di Vukovar-Srijem (maggio) "Vinkovačke jeseni" ("Gli "Incontri autunnali di Vinkovci") - rassegna di folclore della Slavonia (settembre) "Eurokaz" - festival internazionale di teatro alternativo, Zagreb/Zagabria (giugno-luglio) "Međunarodna smotra folklora" (Rassegna internazionale di folclore)- Zagreb/Zagabria (luglio) Biennale di musica contemporanea - Zagreb/Zagabria (aprile) Festival del teatro di burattini "PIF" - Zagreb/Zagabria (agosto-settembre) Festival mondiale di animazione - Zagreb/Zagabria (giugno) I carnevali delle città dell'Istria e del litorale (febbraio) Motovun Film Festival - Motovun/Montona (luglio) Jazz is Back - Grožnjan/Grisignana (agosto) "Glumci u Zagvozdu" (Gli attori nel Zagvozd) - Zagvozd (vicino a Makarska) "Špancir-fest" - festival in Varaždin "Brodsko kolo" - rassegna di folclore della Slavonia a Slavonski Brod (giugno)

Politica

Sin dall'adozione della sua Costituzione nel 1990, la Croazia è sempre stata una democrazia parlamentare. Il presidente della repubblica (Predsjednik Republike) è il capo dello Stato e viene eletto ogni cinque anni. Oltre a essere il capo dell'esercito, il presidente propone il primo ministro, nominato comunque col consenso del parlamento. Il parlamento croato (Hrvatski Sabor) è un organismo legislativo unicamerale con 160 rappresentanti, eletti dal popolo per periodi di quattro anni. Il Sabor si riunisce per due periodi annuali--dal 15 gennaio al 15 luglio, e dal 15 settembre al 15 dicembre. Il governo (Vlada) ha il suo capo nella persona del primo ministro, il quale ha due vice primi ministri e 14 ministri veri e propri, con mansioni relative a particolari settori o attività. Il ramo operativo del governo si occupa di proporre le leggi e del bilancio, del potere esecutivo, nonché della politica interna ed estera del Paese. La Croazia ha un sistema giuridico consistente in: Corte Suprema, tribunali delle varie contee, e tribunali di città. La Corte Costituzionale si occupa di questioni relative alla Costituzione.

Economia

L'economia croata si basa prevalentemente sul terziario e sull'industria leggera. Il turismo riveste un'importanza crescente negli anni. Il PIL pro-capite del 2002 era di 9.800 dollari americani, pari al 42,7% della media UE. L'organizzazione economica croata è attualmente post-comunista. Alla fine degli anni Ottanta, all'inizio del processo di transizione verso il capitalismo, il sistema versava in buone condizioni, poi seriamente peggiorate a causa della de-industrializzazione e dei danni della guerra. A peggiorare lo stato delle cose contribuirono una forte disoccupazione e l'insufficienza delle riforme economiche. In particolare, preoccupanti erano la stasi del sistema giudiziario e l'inefficienza della pubblica amministrazione (soprattutto in materia di proprietà privata della terra). Negli ultimi anni il paese ha conosciuto una forte crescita economica e si è preparato all'ingresso nell'Unione Europea, la quale rappresenta il suo principale partner commericiale. Nel febbraio 2005, la Croazia ha sottoscritto il Patto di Stabilità, Crescita e Sviluppo dell'UE e ha fatto sostanziali passi in avanti verso la completa adesione. Le autorità di Zagabria prevedono una forte crescita economica nei prossimi anni, considerando che attualmente il paese soffre a causa del deficit della bilancia commerciale e del debito pubblico. Alcune grandi compagnie commerciali hanno già beneficiato della liberalizzazione del mercato croato, mentre si attende una forte espansione della produzione grazie ad un incremento degli investimenti.

Demografia

La popolazione croata nell'ultimo decennio ha conosciuto una fase di stasi, se non di vero declino. Il tasso di crescita della popolazione è molto basso, se non addirittura negativo (tra il +1% e il -1%). L'aspettativa di vita alla nascita è di circa 75 anni, il tasso di alfabetizzazione è attorno al 98,5%. Il paese è abitato in prevalenza da croati (89,6%). Fra le minoranze vi sono serbi (4,5%), bosniaci (musulmani) (0,5%), ungheresi (0.4%) e circa 35.000 italiani sparsi tra l'Istria, Moslavina e Dalmazia. La religione predominante è la cristiano-cattolica (87,8%), seguita da quella cristiano-ortodossa (4,4%) e dall'islamismo sunnita (1,3%). La lingua ufficiale è il croato, una lingua slava del gruppo meridionale che utilizza l'alfabeto latino. Le altre lingue (serbo, ungherese e italiano in Istria) sono parlate da meno del 5% della popolazione.

Musica e balli popolari

Cucina

Piatti Antichi

Gastronomia Croata La cucina croata è molto variopinta ed è proprio per questo, conosciuta di più sotto le sue denominazioni regionali. Le sue radici le ha già nel periodo pre-slavo ed antico. La differenza nella scelta degli ingradienti e della preparazione di essi viene accentuata soprattutto se si paragona la parte continentale con quella maritima. Per la cucina continentale, le basi sono state gettate dalla cucina pre-slava e dai contatti, molto più recenti, con cucine più conosciute e rinomate - quella ungara, viennese e turca. Le regioni della costa sono caratterizzate dagli influssi dei Greci, Romani, Illiri e più tardi anche dalle cucine italiana e francese.

Collegamenti esterni


- [http://it.croatia.hr/ Ente Nazionale per il Turismo Croato]
-
fiu-vro:Horvaatia ja:クロアチア ko:크로아티아 th:ประเทศโครเอเชีย zh-min-nan:Hrvatska

Capodistria

Capodistria (in sloveno Koper), popolazione 23.765 abitanti, è una città costiera, un capoluogo del comune di Capodistria (pop. 47.539 abitanti) e il principale porto della Slovenia, affacciato sul Mare Adriatico. Tra i principali luoghi di interesse di Capodistria troviamo il Palazzo Pretoriano del XV secolo, in stile gotico veneziano, la Chiesa Carmine Rotunda del XII secolo e la Cattedrale di San Nazario con il suo campanile del XIV secolo.

Storia

XIV secolo Capodistria nasce da un antico insediamento costruito su un isola nella parte sud-orientale del Golfo di Capodistria, nell'Adriatico settentrionale. All'epoca dell'Antica Grecia la città era conosciuta col nome di Aegida, successivamente divenne nota coi nomi latini di Capris, Caprea, Capre o Caprista. Nel 568, i cittadini romani della vicina Tergeste (l'odierna Trieste) fuggirono a Capodistria a causa di un invasione dei Longobardi. In onore dell'imperatore bizantino Giustiniano II, Capodistria venne ribattezzata Giustinopoli. Successivamente la città passò sotto il dominio longobardo e quello dei Franchi. I commerci tra Capodistria e Venezia vennero registrati fin dal 932. Nella guerra tra la Repubblica di Venezia e il Sacro Romano Impero, Capodistria fu al fianco di quest'ultimo, e per questo venne ricompensata con lo status di città, garantitogli nel 1035 dall'imperatore Corrado II. A partire dal 1232, Capodistria appartenne al Patriarca di Aquileia, e nel 1278 si unì a Venezia. Capodistria crebbe e assunse una posizione sempre di maggior rilievo nell'Istria veneziana. Data la sua posizione venne rinominata Caput Histriae (dal quale deriva il nome autoctono italiano). Con la fine della seconda guerra mondiale e il trattato di pace del 1947 Capodistria fu compresa nella zona B del Territorio Libero di Trieste, amministrato dalle forze jugoslave, che intrapresero un'intensa politica anti-italiana preparando il terreno per la futura annesione. La popolazione italiana, eccetto una piccola minoranza, prese la via dell'esodo, soprattutto dopo che il Memorandum di Londra del 1954 fu chiaro che la città non sarebbe più ritornata alla sovranità italiana. La città passò definitivamente alla Jugoslavia nel 1975 con il trattato di Osimo. A partire dall'VIII secolo, forse addirittura dal VI, Capodistria fu sede vescovile. Uno dei vescovi della città fu il riformatore luterano Pier Paolo Vergerio. Nel 1828, il vescovato venne fuso con la diocesi di Trieste, ma venne ripristinato dopo la seconda guerra mondiale per riflettere i nuovi confini politici quando divenne parte della Jugoslavia, prima dell'indipendenza slovena del 1991. Nel 1970 nasce TeleCapodistria, organo della (ormai) minoranza italiana.

Italiani

Oggi Capodistria è ufficialmente bilingue, anche da un punto di vista toponomastico. In base a quanto dice l' ultimo censimento Capodistria ospita una piccola minoranza italiana riunita in tre diverse comunità : la comunità degli italiani di Capodistria (940 iscritti) , la comunità degli italiani di Creavatini-Ancarano (137 iscritti) e la comunità degli itliani di Bertocchi (188 iscritti). Gli italiani sono 1270, cioè il 2,7% della popolazione totale di Capodistria Categoria:Comuni della Slovenia ja:コペル

Slovenia

La Repubblica Slovena (Slovenija) è uno stato dell'Europa centrale, che confina con Italia, Austria, Ungheria, Croazia e Mar Adriatico (Golfo di Trieste).
- Minoranze: Importante presenza italiana nella parte istriana, ungherese ad est ed una crescente immigrazione serba e bosniaca.
- festa nazionale: 25 giugno (dichiarazione d'indipendenza del 1991)
- valuta: 1 Tallero (Tolar) (SIT) = 100 centesimi (Stotin)

Geografia


- Le principali città sono: Lubiana, Maribor, Celje, Kranj, Capodistria (Koper), Nova Gorica (Nuova Gorizia), Novo mesto
- Montagne: Triglav (Tricorno) (2864 m), Monte Canin (2587 m), Grintovec (2558 m), Krn (Montenero) (2245 m)
- Fiumi: Isonzo (Soča), Drava, Sava
- Altri centri importanti: Bled (turismo) Territorio montuoso (Carso, Alpi Giulie, Caravanche, Pohorje).

Storia


- Presidenti della Slovenia
- Primi Ministri della Slovenia La Slovenia è formata da diverse zone appartenenti all'Impero austro-ungarico. Il centro, che costituisce gran parte del territorio, è formato dalla vecchia Carniola (Kranjska in sloveno), a sua volta suddivisibile in Alta Carniola (Gorenjska), Bassa Carniola (Dolenjska) e Carniola Interna (Notranjska). Il capoluogo della Carniola è Lubiana, che è anche la capitale della Slovenia. La parte orientale è formata dalla parte meridionale della Stiria (Štajerska), con capoluogo Maribor, più l'Oltremura (Prekmurje), un tempo lembo del Regno di Ungheria. A nord, la Slovenia comprende anche una piccola parte della Carnizia (Koroška). La zona costiera e occidentale è invece formata dalla cosidetta Primorska, l'area che nell'Impero Austro-ungarico era chiamata Kustenland (Litorale), costituita da zone appartenenti all'antica Contea di Gorizia e Gradisca (Friuli orientale) e all'Istria (la zona di Capodistria, in sloveno Koper). Dopo la Prima Guerra Mondiale persa dell'impero austro-ungarico, la Slovenia divenne parte nel neonato regno dei "serbi, croati e sloveni" ad eccezione della parte carsico-istriana che si trovava sotto l'Italia Durante la Seconda Guerra Mondiale venne occupata in parte dall'Italia, in parte dalla Germania e in parte dall'Ungheria. Dopo la Seconda Guerra Mondiale divenne repubblica federata alla Jugoslavia. Il 25 giugno 1991 la Slovenia dichiara la propria indipendenza dalla Jugoslavia (la quale si dissolve il 15 gennaio dell'anno successivo). La dichiarazione unilaterale crea una crisi anche militare che dura 10 giorni. Il paese riuscì a non essere coinvolto nella guerra civile jugoslava. Nel vertice UE di Copenaghen svoltosi il 13 dicembre 2002, venne deciso che dal 1 maggio 2004 la Slovenia (assieme ad altri 9 stati) sarebbe entrata a far parte dell'Unione Europea, decisione che venne poi confermata il 23 marzo 2003 con un referendum nel quale quasi il 90% dei votanti vota a favore dell'UE. Nella stessa occasione circa il 66% dei votanti vota a favore all'ingresso nella NATO.

Economia e trasporti

Un importante settore economico sloveno è il turismo, che si concentra nelle Alpi, a Lubiana e sul Mar Adriatico nonché in altri luoghi turistici come le grotte di Postumia (Postojna) e il lago di Bled. L'infrastruttura stradale è ben sviluppata con una rete autostradale moderna. Ci sono due aeroporti, a Lubiana, vicino a Kranj e Maribor. Lungo il fiume Sava corre la linea ferroviaria che collega la Germania e l'Austria con i Balcani. Un'altra importante linea ferroviaria collega Trieste con l'Ungheria.

Voci correlate


- Targhe automobilistiche slovene
- Croazia, Jugoslavia, Friuli-Venezia Giulia, Carinzia
- Comuni della Slovenia
- Regioni statistiche della Slovenia
- Province della Slovenia als:Slowenien fiu-vro:Sloveeniä ja:スロベニア ko:슬로베니아 ms:Slovenia th:ประเทศสโลวีเนีย zh-min-nan:Slovenia

Capodistria

Capodistria (in sloveno Koper), popolazione 23.765 abitanti, è una città costiera, un capoluogo del comune di Capodistria (pop. 47.539 abitanti) e il principale porto della Slovenia, affacciato sul Mare Adriatico. Tra i principali luoghi di interesse di Capodistria troviamo il Palazzo Pretoriano del XV secolo, in stile gotico veneziano, la Chiesa Carmine Rotunda del XII secolo e la Cattedrale di San Nazario con il suo campanile del XIV secolo.

Storia

XIV secolo Capodistria nasce da un antico insediamento costruito su un isola nella parte sud-orientale del Golfo di Capodistria, nell'Adriatico settentrionale. All'epoca dell'Antica Grecia la città era conosciuta col nome di Aegida, successivamente divenne nota coi nomi latini di Capris, Caprea, Capre o Caprista. Nel 568, i cittadini romani della vicina Tergeste (l'odierna Trieste) fuggirono a Capodistria a causa di un invasione dei Longobardi. In onore dell'imperatore bizantino Giustiniano II, Capodistria venne ribattezzata Giustinopoli. Successivamente la città passò sotto il dominio longobardo e quello dei Franchi. I commerci tra Capodistria e Venezia vennero registrati fin dal 932. Nella guerra tra la Repubblica di Venezia e il Sacro Romano Impero, Capodistria fu al fianco di quest'ultimo, e per questo venne ricompensata con lo status di città, garantitogli nel 1035 dall'imperatore Corrado II. A partire dal 1232, Capodistria appartenne al Patriarca di Aquileia, e nel 1278 si unì a Venezia. Capodistria crebbe e assunse una posizione sempre di maggior rilievo nell'Istria veneziana. Data la sua posizione venne rinominata Caput Histriae (dal quale deriva il nome autoctono italiano). Con la fine della seconda guerra mondiale e il trattato di pace del 1947 Capodistria fu compresa nella zona B del Territorio Libero di Trieste, amministrato dalle forze jugoslave, che intrapresero un'intensa politica anti-italiana preparando il terreno per la futura annesione. La popolazione italiana, eccetto una piccola minoranza, prese la via dell'esodo, soprattutto dopo che il Memorandum di Londra del 1954 fu chiaro che la città non sarebbe più ritornata alla sovranità italiana. La città passò definitivamente alla Jugoslavia nel 1975 con il trattato di Osimo. A partire dall'VIII secolo, forse addirittura dal VI, Capodistria fu sede vescovile. Uno dei vescovi della città fu il riformatore luterano Pier Paolo Vergerio. Nel 1828, il vescovato venne fuso con la diocesi di Trieste, ma venne ripristinato dopo la seconda guerra mondiale per riflettere i nuovi confini politici quando divenne parte della Jugoslavia, prima dell'indipendenza slovena del 1991. Nel 1970 nasce TeleCapodistria, organo della (ormai) minoranza italiana.

Italiani

Oggi Capodistria è ufficialmente bilingue, anche da un punto di vista toponomastico. In base a quanto dice l' ultimo censimento Capodistria ospita una piccola minoranza italiana riunita in tre diverse comunità : la comunità degli italiani di Capodistria (940 iscritti) , la comunità degli italiani di Creavatini-Ancarano (137 iscritti) e la comunità degli itliani di Bertocchi (188 iscritti). Gli italiani sono 1270, cioè il 2,7% della popolazione totale di Capodistria Categoria:Comuni della Slovenia ja:コペル

Pola

Pola (in croato e serbo Pula) è la principale città dell'Istria, la penisola situata a cavallo tra tre stati (Italia, Slovenia e Croazia). Nel 2001 la popolazione cittadina era di 58.594 abitanti. È sempre stata una città portuale importante. Tra le attività industriali prevalenti, l'industria alimentare, i cantieri navali e i cementifici. Il monumento più importante è l'Arena (anfiteatro romano). La storia della città è complessa e affascinante. Fu città romana e, successivamente, bizantina. Nel 1177 si costituì in libero comune; successivamente, fece parte della Serenissima Repubblica di Venezia per quasi cinque secoli; subì anche un terribile assedio da parte dei genovesi nel 1379. Dopo il Congresso di Vienna fu assegnata all'Impero Austriaco, che ne fece un porto navale militare di primaria importanza e permise una pacifica convivenza degli italiani (che costituivano la maggioranza in città) e i croati (che abitavano prevalentemente nelle campagne). Dopo la Prima Guerra Mondiale passò sotto la sovranità italiana fino all'8 settembre 1943. Per due anni fu di fatto annessa alla Germania nazista, fino alla fine del conflitto, quando fu conquistata dall'esercito di Tito. Nel 1947 venne assegnata alla Jugoslavia, e dal 1991 fa parte della Repubblica croata. Prima della seconda guerra mondiale Pola era prevalentemente abitata da italiani (85% della popolazione), ma a seguito dei numerosi eventi bellici e dell' avvento del comunismo titino la meggior parte degli italiani ha lasciato la città per trasferirsi a Trieste e nel resto dell' Italia Secondo il censimento del 2001 la popolazione di Pola è pari a 58594 di cui 5850 italiani (10% della popolazione totale) , la comunità degli italiani di Pola, che a sede in via Carrarina è il punto di ritrovo per tutti gli italiani del comune. Anche gli esuli da Pola hanno continuato a ritrovarsi e hanno costituito un'associazione denominata "Libero Comune di Pola in esilio". Tra i polesani che si sono fatti strada si possono ricordare le attrici Alida Valli e Laura Antonelli, il cantante Sergio Endrigo, lo scrittore Giovanni Arpino. Pola, dopo numerose richieste è ufficialmente diventata una città ed un comune bilingue : Grad Pula - Città di Pola. Il dialetto italiano di Pola è una varietà di veneto, piuttosto simile al triestino ma con una cadenza caratteristica.

Monumenti


- L'Arena di Pola
- Il tempio di Augusto
- La port'Aurea
- Il teatro romano
- La porta di Ercole

Sport

Il 23 maggio 2004 la 14^ tappa del Giro d'Italia 2004 si è conclusa a Pola con la vittoria di Alessandro Petacchi. Categoria:Città della Croazia

Rovigno

Rovigno (in croato Rovinj) è una città dell'Istria (Istra) occidentale, appartanente attualmente alla Croazia. Sorge su una costa frastagliata a sud del Canale di Leme (Limski Kanal), tra Parenzo (Poreč) e Pola (Pula). Oggi, Rovigno è un importante centro turistico. Vi ha sede il Centro di Ricerce Storiche di Rovigno, un'istituzione del Consiglio d'Europa.

Italiani

Rovigno è un comune a statuto bilingue, le lingue ufficiale sono il croato e l' italiano. Rovigno è abitata prevalentemente da croati ma vi risiede anche una forte minoranza italiana di circa 1800 persone riunite nella locale comunità degli italiani di Rovigno, altri gruppi etnici sono costituiti da serbi, bosniaci, sloveni e albanesi. In base al censimento del 2001 gli italiani costituiscono a livello comunale il 14,2% della popolazione totale. La comunità degli italiani di Rovigno conta 1724 soci con diritto di voto ai quali si aggiungono numerosi bambini e ragazzi, il presidente della comunità è Elio Privileggio.

Collegamenti esterni


- [http://www.crsrv.org/set.htm Centro di Ricerche Storiche di Rovigno]
- [http://www.muzej-rovinj.com/ITL/index.asp Museo Civico della Città di Rovigno]
- [http://www.batana.hr/ Batana - Centro Arti Visive] Categoria: Città della Croazia

Pisino

Posizione

Pisino (croato Pazin; istroveneto Pizin) placida cittadina dell' istria centrale adagiata sull' orlo dell' omonima foiba, è situata esattamente al centro della penisola istriana, per quasto è tappa fondamentale per commerci e vie di comunicazioni, nonostante non si la città più grande della regione istriana Pisino ne è il capoluogo amministrativo.

Storia

Pisino è da sempre stata famosa per il carattere tollerante dei suoi abitanti (pisinotti), Pisino è da sempre stata una città etnicamente eterogenea e lo rimane ancora oggi nonostante le percentuali delle varie etnie siano sensibilmente cambiate, Pisino è la patria del compositore istriano Luigi Dallapiccola e Jules Verne si ispirò alla foiba sottostante la città mentre scriveva i suoi famosissimi libri.

Popolazione

Pisino è sede dell' omonimo comune, la città conta 9000 abitanti, mentre a livello comunale gli abitanti sono 19870. Pisino, fino al 1947 era etnicamente molto eterogenea, infatti gli italiani costituivano la metà della popolazione e convivevano armoniosamente con croati, sloveni, e tedeschi; con l' avvento del comunismo titino tedeschi e sloveni sono scomparsi e la popolazione è quasi esclusivamente croata nonostante sia rimasto un piccolo gruppo di italiani sparsi per tutto il territorio comunale

Italiani

Secondo l' ultimo censimento etnico indetto dalla repubblica di Croazia il comune di Pisino è residenza di 614 italiani (3,01% della popolazione totale). Gli italiani sono riuniti nella locale comunità degli italiani (Comunita degli Italiani di Pisino) con a capo Giovanni Sirotti e Viktor Rigo.

La lingua italiana

La popolazione italiana non è tutelata e non vi sono norme che la proteggono tuttavia l' insegnamento della lingua italiana avviene in tutte le scuole del comune, lo scarso interesse dei genitori di iscrivere i propri figli in suole italiane e l' esodo della maggior parte degli italiani ha comportato la chiusura della scuola italiana nel 1953 Categoria:Città della Croazia

Montona

Montona (Motovun in croato) è un piccolo comune situato dell'Istria nord-orientale, nella repubblica di Croazia, a circa 270 m sul livello del mare. In base al censimento del 2001 il comune di Montona conta 983 abitanti. Montona è una meta attrattiva per i suoi monumenti e per le particolari decorazioni di pietra in rilievo sparse per il paese.

Storia

Montona è sempre stata un piccolo mondo a parte, isolata dai numerosi eventi bellici che in passato hanno caratterizzato l'Istria, nonostante il cambiamento demografico ha sconvolto anche Montona. Montona appartenne fino al XVIII secolo alla Repubblica di Venezia, dal 1799 al 1918 all'Impero Asburgico, al 1918 al 1947 al Regno d'Italia, dal 1947 al 1991 alla Repubblica di Jugoslavia e infine dal 1991 alla repubblica di Croazia. Montona ha dato i natali al pilota di Formula 1 Mario Andretti.

Popolazione

Nonostante il mutamento etnico della popolazione (fino al 1947 gli italiani erano il 98% della popolazione totale), Montona è oggi un paese etnicamente eterogeneo convivono infatti Croati, Italiani e un pugno di Sloveni.

Italiani

In base al censimento del 2001 Montona conta 980 abitanti di cui 442 italiani (ovvero il 45% della popolazione totale), gli italiani sono riuniti nella locale comunità degli italiani guidata da Renata Sandali.

Statuto comunale

Il comune di Montona è bilingue: le lingue ufficiali sono il croato e l'italiano, non esistono scuole italiane ma tuttavia la lingua italiana viene insegnata obbligatoriamente in tutte le scuole e di tutti i gradi. categoria:Municipalità della Croazia

Strabone

Strabon (in greco Strábôn, in latino Strabo), nato ad Amasya, verso il 58 AC, morto tra il 21 e il 25, geografo greco. Della sua vita sappiamo poco. La sua famiglia abitava ad Amasya, una città del Ponto Eusino (allora in Cappadocia, oggi in Turchia). Egli stesso dichiara di aver studiato con Aristodemo, precettore dei figli di Pompeo, in Caria. Si trasferì poi a Roma e studiò con un certo Tyrannion, grammatico peripatetico e geografo suo compatriota. Sembra che proprio quest'ultimo, esperto di geografia, lo abbia indirizzato all'approfondimento di questo tipo di studi. Sempre a Roma, egli prese parte alla scuola di un altro filosofo peripatetico, Senarco di Seleucia e ebbe modo di conoscere e frequentare lo stoico Posidonio di Apamea. Nel 25 AC o 24 AC viaggiò in Egitto, risalendo il Nilo con il prefetto Elio Gallo. Dopo molti viaggi, tornò ad Amasya, dove cominciò a redigere una Storia in 43 volumi (nessuno dei quali è pervenuto fino a noi) che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto essere la continuazione dell'opera di Polibio. Passò poi alla compilazione di una Geografia in 17 volumi, pensata come complementare dell'opera storica, che ci è pervenuta per intero, salvo alcune parti mancanti del libro VII. Il suo obiettivo era mettere a disposizione di un pubblico il più ampio possibile un libro piacevole, istruttivo e appassionante. Strabone ebbe una formazione eclettica: anche se sembra aver nutrito una particolare propensione per la dottrina stoica, di cui egli stesso si professò seguace. Ciò che egli sembra aver mutuato dalla dottrina stoica è soprattutto la concezione di un sapere che non sia solo teorico, ma orientato verso un ipegno concreto. Difatti, nelle sue intenzioni, la Geografia doveva essere uno strumento utile alla società del suo tempo e in modo particolare ai governanti che la amministravano. Egli restò, nonostante i lunghi soggiorni a Roma e la profonda integrazione con il mondo latino, uomo di cultura, formazione e stampo greco, che al mondo romano consegnò l'immenso patrimonio di sapere che tanti secoli di storia avevano apportato alla cultura greca. La Geografia era così divisa:
- libri I e II: lunga introduzione all'opera, in cui Strabone vuole dimostrare che il geografo Eratostene ha avuto torto a invalidare l'opera di Omero dal punto di vista geografico.
- libri dal III al X: descrivono l'Europa, e più in particolare la Grecia antica (libri VIII - X).
- libri dall'XI al XVI: descrivono l'Asia Minore.
- libro XVII: descrive l'Africa (Egitto e Libia). Strabone pensava che la fortuna della Grecia fosse dovuta in parte alla sua posizione sul mare, e stabiliva una interessante correlazione tra il progredire della civiltà di un popolo ed il suo contatto con il mare. Allo stesso tempo, insisteva sul fatto che la geografia non poteva spiegare, da sola, la grandezza di un popolo, sostenendo che la civiltà greca si fondava sull'interesse dei cittadini per le arti e per la politica. Se la sua opera, che è il trattato geografico più ampio dell'antichità, riprende talvolta testi di diversi secoli più antichi del suo, tuttavia la sua conoscenza del diritto romano applicato nelle varie città ne fa una fonte essenziale per la conoscenza dell'inizio della romanizzazione in Gallia e nella Penisola iberica, che mostra, soprattutto nei libri III e IV, come a seguito dell'acculturazione graduale delle popolazioni, si stesse sviluppando in queste regioni di una nuova, specifica cultura. A differenza della geografia tolemaica, improntata su uno studio ed una analisi più rigidamente matematiche, la Geografia di Strabone presenta un impianto più storico-antropologico risultando il più importante autore di questo filone. In età imperiale l'opera di Strabone resta abbastanza nell'ombra, nonostante le intenzioni divulgative dell'autore. E' solo a partire dal VI secolo che Strabone diventa l'archetipo del geografo. Gli storici classici come Wilamowitz hanno riconosciuto l'interesse della sua opera e il suo talento letterario, grazie al quale egli riusciva a descrivere un luogo dove non era stato, meglio di Pausania (il geografo), che c'era stato davvero.

Bibliografia

Nella B.U.R sono pubblicati, con testo greco a fronte:
- Libro III e IV - Geografia. Iberia e Gallia
- Libro V e VI - Geografia. L'Italia
- Libro VIII - Geografia. Il Peloponneso
- Libro XI e XII - Geografia. Il Caucaso, Asia Centrale e Anatolia

Collegamenti esterni

Strabone in Rete


- [http://penelope.uchicago.edu/Thayer/E/Roman/Texts/Strabo/home.html Books 1‑7, 15‑17] in traduzione inglese, ed. H. L. Jones (1924), da LacusCurtius
- [http://www.perseus.tufts.edu/cgi-bin/ptext?lookup=Strab.+toc Books 6‑14] in traduzione inglese, ed. H. L. Jones (1924), da Perseus Digital Library

Materiale didattico


- [http://members.aol.com/spothecary/editions.html Sarah Pothecary, "Editions of Strabo's Geographia"]; vedere anche dello stesso autore [http://members.aol.com/spothecary/gettingstarted.html "Getting started with Strabo"] Categoria:Geografi greci

Illiria

All'epoca di Cesare l'Illiria (o Illirico) era la regione corrispondente all'attuale fascia costiera orientale del Mare Adriatico, abitata dagli Illiri, un'antica popolazione che probabilmente parlava una lingua indoeuropea e che si pensa siano gli antenati degli attuali albanesi. Le principali città dell'Illiria erano Lissa (l'odierna Lezhë) ed Epidamno (l'odierna Durazzo). Gli Illiri arrivarono nella parte occidentale della penisola Balcanica intorno al 1000 AC, tra la fine dell'Età del Bronzo e l'inizio dell'Età del Ferro. Nei successivi mille anni, essi occuparono territori che si estendevano dai fiumi Danubio, Sava e Morava al Mare Adriatico ed ai monti Sar. Il nome "Albania" deriva dalla stessa radice proto-indeuropea di "Alpi"; una tribù illirica di montanari chiamati Arber, o Arbereshë, ed in seguito Albanoi, viveva nella zona di Durazzo.

Caratteristiche

Durante il XIX secolo e nei primi del XX, gli archeologi associarono gli Illiri con la cultura di Hallstatt, popolazione dell'età del ferro nota sia per la produzione di spade in bronzo e ferro, con la tipica elsa dalla forma alata (Ha C), che per l'allevamento dei cavalli. Oggi, far corrispondere ad una cultura materiale un dato gruppo politico e linguistico è considerato un errore, poiché non abbiamo a disposizione la conoscenza degli effettivi cambiamenti culturali e linguistici. L'area fu inizialmente abitata da due gruppi, noti dai tempi dell'Impero Romano con il nome di Pannoni e Dalmati, ma le moderne ideologie sul nazionalismo razziale tendono a minimizzare il fenomeno di commistione tribale che ha avuto luogo negli ultimi tre millenni. Gli Illiri intrapresero contatti commerciali e bellici con i loro vicini. Gli antichi macedoni probabilmente avevano radici illire, ma sotto Filippo il macedone la classe dominante assorbì la cultura Greca. Si mescolarono anche con i Traci nell'annessione dei territori orientali. A sud e lungo le coste del Mare Adriatico, gli illiri subirono molto l'influenza dei greci, che vi fondarono delle postazioni commerciali. L'odierna città di Durazzo si sviluppò per l'appunto da una colonia greca nota come Epidamno, fondata alla fine del VII secolo a.C. Un'altra famosa colonia greca, Apollonia sorse tra Durazzo e la città portuale di Vlorë. Gli illiri producevano e scambiavano bestiame, cavalli, prodotti agricoli e beni di lusso forgiati nel rame locale e nel ferro. Furti e guerre erano all'ordine del giorno tra le popolazioni illire, e i loro pirati furono una lunga piaga per i marinai che solcavano l'Adriatico. I consigli degli anziani sceglievano un capo a guida di ognuna delle tribù illire. Di volta in volta, i capi locali estendevano il loro controllo sopra altre tribù e formavano regni dalla breve vita. Durante il V secolo a.C., un centro ben sviluppato si era esteso nell'estremo nord, sulla parte alta della valle del fiume Sava, oggi Slovenia. Fregi illirici sono stati scoperti nell'attuale città di Ljubljana mostranti sacrifici rituali, festività, battaglie, eventi sportivi e altre attività. Più volte i gruppi di illiri migrarono al di là delle loro terre diretti nella penisola italica.

Il regno Illirico

Il regno illirico di re Bardhylus divenne un formidabile centro di potere nel IV secolo. Nel 359 AC, il re di Macedonia, Perdicca III, fu ucciso durante un assalto agli Illiri. Nel 358 AC, Filippo II il Macedone, padre di Alessandro Magno, li sconfisse e assunse il controllo del loro territorio fino al lago Ohrid. Alessandro stesso condusse le truppe del loro capo Clito nel 355 AC e condottieri tribali illirici nonché molti soldati accompagnarono Alessandro alla la conquista della Persia. Dopo la sua morte nel 323 AC, regni Illirici indipendenti si ribellarono nuovamente. Nel 312 AC re Glauco espulse i greci da Durazzo. Verso la fine del III secolo AC, un regno Illirico si stanziò nei pressi dell'odierna città albanese di Scutari e pose il suo controllo su parte dell'Albania settentrionale, Montenegro e Erzegovina. Sotto la Regina Teuta, attaccarono imbarcazioni mercantili romane nel Mare Adriatico e diedero a Roma una valida scusa per invadere i Balcani. Nelle guerre illiriche del 229 AC e del 219 AC, Roma passò ben oltre i loro stanziamenti nelle valle del fiume Neretva e soppresse quella pirateria che aveva reso l'Adriatico un mare pericoloso. Nel 180 AC i Dalmati si dichiararono indipendenti da re Genti, che pose la sua capitale a Scutari. I romani riottennero la regione nel 168 AC, e le truppe romane catturarono Re Genti a Scutar (che chiamavano "Scodra") e lo condussero a Roma nel 165 AC. Un secolo dopo, Giulio Cesare e il suo rivale Pompeo combatterono la loro battaglia decisiva vicino Durazzo (Dyrrachium). Alla fine, durante il regno dell'imperatore Tiberio, l'impero sottomise le tribù ribelli illiriche nei Balcani occidentali nel 9 AC, e vi stabilì la provincia di Illiricum, governata da un "ambasciatore" romano. I romani suddivisero la terra che oggi compone l'Albania nelle province di Macedonia, Dalmazia ed Epiro.

La provincia romana dellIllyricum

Per circa quattro secoli, il dominio di Roma apportò nelle terre illiriche un notevole sviluppo commerciale e culturale e pose fine ai dissensi nati tra le tribù locali. Nelle montagne del luogo, i capi dei vari clan mantennero l'autorità, ma strinsero un'alleanza con l'imperatore e riconobbero l'autorità dei suoi delegati. Durante la festa annuale in onore dei cesari, i montanari illiri giuravano lealtà all'imperatore e riconfermavano i loro diritti politici. Una simile forma di tal tradizione, nota come la kuvend, sopravvive tutt’oggi nel nord dell'Albania. I romani stanziarono numerosi accampamenti e colonie, ma la latinizzazione culturale si limitò alle città costiere. Inoltre supervisionarono la costruzione di acquedotti e strade, compresa la Via Egnatia, una famosa rotta militare e strada di commercio che conduceva da Durazzo attraversando la valle del fiume Shkumbini fino in Macedonia e a Bisanzio (poi chiamata Costantinopoli). Rame, argilla e argento venivano estratti dalle montagne. Le esportazioni principali erano vino, formaggio, olio e il pesce dal lago di Scutari e dal lago Ohrid. Tra le importazioni erano inclusi vari attrezzi, manufatti in metallo, beni di lusso e altri articoli artigianali. Apollonia divenne un centro culturale, e lo stesso Giulio Cesare vi inviò suo nipote Ottaviano (che diventerà l'imperatore Augusto), per intraprendere gli studi. Gli illiri si distinsero con i loro guerrieri nelle legioni romane e composero in gran parte la Guardia Pretoriana. Vari imperatori romani ebbero le loro origini tra la popolazione dell'Illiria. Tra questi Diocleziano (284-305) che salvò l'impero dalla disintegrazione introducendo delle riforme istituzionali, Costantino I il Grande (324-337) che tollerò il cristianesimo e trasferì la capitale dell'impero da Roma a Bisanzio, che chiamò Costantinopoli e Giustiniano I (527-565) che organizzò il diritto romano, costruì la ben nota basilica di Bisanzio, l'Hagia Sophia e si adoperò per riprendere il controllo sui territori persi.

Religione

Il cristianesimo si diffuse nelle terre il liriche durante il I secolo d.C. San Paolo scrisse di aver predicato anche nelle province romane dell'Illiria, e la leggenda narra di una sua visita a Durazzo. Quando l'Impero Romano venne diviso in Impero Romano d'Oriente e d'Occidente nel 395, il territorio oggi noto come Albania venne amministrato dall'Impero d'Oriente, ma ecclesiasticamente rimase dipendente da Roma. Nel 732 un imperatore bizantino, Leone l'Isaurico, assoggettò l'area al patriarcato di Costantinopoli. Per secoli la terra di Albania divenne l'arena delle lotte ecclesiastiche fra Roma e Costantinopoli. Molti degli albanesi Gheg che vivevano a nord del fiume Shkumbini, area comprendente l'odierna Tirana e l'area di Shkodra (la pianura compresa fra il Mare Adriatico e il lago di Shkodra) divennero cattolici mentre gli albanesi Tosk che vivevano fra le regioni montuose del sud-est e le regioni sudoccidentali a sud del fiume Shkumbini si convertirono alla chiesa Ortodossa.

Toponomastica

Il nome "Illiria" cadde in disuso dopo la divisione dell'impero romano attuata da Diocleziano. Il termine fu ripreso da Napoleone per la creazione delle
province illiriche che furono incorporate nell'impero francese dal 1809 al 1813 e il Regno d'Illiria fu parte dell'Austria fino al 1849, dopodiché il termine venne abbandonato con la riorganizzazione dell'impero austroungarico. Il termine Illirici fu usato da qualche popolazione Croata durante il periodo del nazionalismo romantico nel XIX secolo ma poi evitato poiché dava luogo ad anacronismi potenzialmente ingannevoli. In letteratura il termine Illiria è stato utilizzato per indicare un paese parzialmente di fantasia da William Shakespeare ne La Dodicesima Notte e da Lloyd Alexander in Avventura in Illiria.

Tribù illiriche


- Albanòi
- Arbër
- Ardiei
- Dalmati
- Dardani
- Dasaret
- Encheli
- Eordei
- Epiroti
- Giapodi
- Iapigi
- Caoni
- Labeati
- Liburni
- Messapi
- Molossi
- Paion
- Partini
- Penesti
- Pirusti
- Taulanti
- Thesproti

Bibliografia


-
[http://lcweb2.loc.gov/frd/cs/altoc.html Library of Congress Country Study] of Albania.

Collegamenti esterni


- [http://linguistlist.org/sp/LangAnalysis.html Eastern Michigan University Wayne State University Linguist list]
- [http://www.geocities.com/protoillyrian Indo-European Root/lemmas] (by Andi Zeneli) Categoria:Province romane ko:일리리아


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Eventi


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Longobardi

I Longobardi (Langobardi in latino) erano una popolazione germanica, forse originaria della Scandinavia, che prese parte alle invasioni barbariche dell'impero romano.

Storia

Origini

Popolazione germanica proveniente dalla Scandinavia, erano chiamati originariamente Winniler e temuti per il loro grande valore (nonostante lo scarso numero, come riporta Tacito), essi raggiunsero inizialmente la costa baltica. Durante il I secolo d.C. abbandonarono le foci dell'Elba, dove si erano stanziati, si mossero verso sud e si stabilirono in Pannonia (Ungheria).

Invasione dell'Italia

Nel 568 i Longobardi, guidati da Alboino, invasero l'Italia cercando terre più fertili. Dopo tre anni di assedio, nel 571, Alboino prese Pavia e ne fece la capitale del suo regno. I Longobardi scesero poi nell'Italia centro–meridionale, fondarono i ducati di Spoleto e Benevento. I Bizantini non riuscirono ad opporsi agli invasori e riuscirono a conservare solamente alcune zone costiere, l'Esarcato (Romagna), con capitale Ravenna, le Pentapoli (comprendenti i territori costieri dell’Emilia-Romagna e delle Marche e le cinque città di Ancona, Pesaro, Fano, Senigallia e Rimini), il Lazio e parte dell’Italia meridionale (le città della costa campana, Salerno esclusa, Puglia e Calabria). I Longobardi posero così fine all'effimera riconquista di Giustiniano e, non riuscendo a conquistare l'intera penisola, spezzarono per la prima volta l'unità politica dell'Italia. L'Italia si trovò infatti divisa tra i Longobardi (Langobardia Major, da "Langbardaland" o "Langbard", il regno dell'Italia settentrionale, con capitale Pavia e Langobardia Minor, i ducati di Spoleto e Benevento) e la Romanìa (territorio bizantino). Nel 572 Alboino fu assassinato; anche Clefi, il suo successore, fu ucciso (574) e seguirono dieci anni (574584) di anarchia. Mentre sotto i regni di Odoacre e di Teodorico l’assetto politico-amministrativo romano-italico era stato pressoché mantenuto, tanto che la stessa l’aristocrazia romano-italica aveva conservato la responsabilità dell’amministrazione civile (basti pensare a Cassiodoro), a fronte di un esercito quasi interamente germanico, nei disordini dei primi tempi, soprattutto nel decennio dell’anarchia, i Longobardi sconvolsero profondamente gli istituti giuridico-amministrativi pre-esistenti, eliminando per gran parte l’aristocrazia latina, occupandone le terre e acquisendone i patrimoni.

Regno longobardo

Nel 584, di fronte alla minaccia rappresentata dall'alleanza franco-bizantina, i duchi longobardi scelsero come re Autari (584590) che riuscì a consolidare la monarchia, ad espandere il dominio longobardo e ad avviare lincivilimento dei Longobardi. Nel 588, Autari sposò Teodolinda, figlia del duca di Baviera. Nel 590 il sovrano morì avvelenato; Teodolinda diede alla luce una figlia postuma, Gondeberga, e sposò, legittimandone il regno, il duca di Torino, Agilulfo, cugino di Autari. Agilulfo riprese l'espansione longobarda assediando Roma. Grazie alla mediazione di Teodolinda, che era cattolica tricapitolina, Papa Gregorio Magno ed Agilulfo conclusero un accordo. Negli anni seguenti, molti Longobardi si convertirono al cattolicesimo. Alla morte di Agilulfo, Teodolinda divenne reggente per il figlio Adaloaldo (616-625). Alla morte della regina, Arioaldo, esponente della fazione ariana conservatrice e marito di Gondeberga, figlia di primo letto di Teodolinda, assassinò il cognato ed usurpò il trono (legittimato dalla moglie). Alla sua morte (636) Gondeberga sposò Rotari (636-652). Nel 636 salì al trono Rotari il quale, nel 643, con un Editto, diede al suo popolo le prime leggi scritte (in latino, poiché la lingua dei Longobardi non fu mai scritta). L'editto mostra l'intenzione di attenuare la brutalità di alcune consuetudini. Probabilmente, quando l'editto fu emesso nel regno operava ancora il principio della "personalità del diritto" (I latini conservavano il diritto romano ed i Longobardi il proprio), ma nell'VIII secolo la legislazione di Rotari era ormai sicuramente estesa a tutti i sudditi.

Scontri con il papato

Nonostante la conversione dei Longobardi al cattolicesimo, le loro mire espansionistiche non cessarono di costituire una minaccia per il papato. Quando però nel 712 salì al trono Liutprando (712-744), il re longobardo colse l'occasione di un dissidio fra papa ed imperatore (l'imperatore aveva proibito il culto delle immagini provocando la cosiddetta guerra iconoclastica) per proporre al papa la propria alleanza, che però il pontefice rifiutò temendo la formazione di un regno longobardo eccessivamente forte. Il papa riuscì, comunque ad ottenere il ritiro dei Longobardi dai territori bizantini occupati ed ottenne da Liutprando il territorio di Sutri. La donazione di Sutri (728) costituì il nucleo dello Stato della Chiesa (che durò fino al 1870). Nel 749, il re Longobardo Astolfo riprese l'espansione territoriale in Lazio ed il papa chiese aiuto a Pipino il Breve, che in cambio ottenne di essere consacrato re dei Franchi. Nel 755 e nel 756, Pipino scese in Italia, sconfisse i Longobardi e donò al papa le Marche e la Romagna. Venne così a formarsi un vasto Stato della Chiesa. Fu probabilmente in questo periodo che fu steso un documento apocrifo, noto come "donazione di Costantino", col quale si cercò di dimostrare che, già nel IV secolo, Costantino aveva ceduto ai pontefici il potere su Roma e sull'Italia.

Caduta dei Longobardi

Nel 756 morì Astolfo. Il suo successore, Desiderio (756774) tentò, con un'alleanza matrimoniale, di allearsi ai Franchi, togliendo così il loro appoggio al pontefice. Nel 771, Desiderio pose l'assedio a Roma e dettò al papa le proprie condizioni. Nel 773, Papa Adriano I chiese l'intervento di Carlo (poi Magno), re dei Franchi. Questi ripudiò la moglie Ermengarda, figlia di Desiderio, scese in Italia ed assediò Pavia che capitolò nel 774. Desiderio fu rinchiuso in convento, mentre Carlo si proclamava re dei Franchi e dei Longobardi.

Voci correlate


- Diritto longobardo
- Elenco dei Re Longobardi in Italia
- Gastaldato

Bibliografia

Paolo Diacono,
Storia dei Longobardi (Historia Langobardorum), BUR, 1991 Categoria:Longobardi Categoria:Popoli germanici Categoria:Popoli dell'Italia antica Categoria:Popoli antichi ja:ランゴバルド人

Pipino III

Pipino III, meglio conosciuto come Pipino il Breve (Jupille 714 - Saint Denis 24 settembre 768) fu re dei Franchi (751 - 768), figlio di Carlo Martello e padre di Carlo Magno. Carlo Martello, grazie al consolidamento del prestigio dei Pipinidi e al crollo parallelo e definitivo della reputazione dei re Merovingi, spartì il regno fra i suoi figli, come se davvero fosse lui a regnare: assegnò Austrasia, svevia e Turingia al primogenito Carlomanno, Neustria, Borgogna e Provenza all'altro figlio Pipino il Breve, lasciando Aquitania e Baviera sotto l'autorità congiunta dei due fratelli. Tuttavia questi re di fatto, di diritto erano ancora soltanto maggiordomi di palazzo finché sul trono sedeva il legittimo re merovingio. E, infatti, nel 743 Childerico III fu deposto. Pipino spinse il fratello a ritirarsi in un monastero e tutto il potere restò nelle sue mani. Il potere, ma non ancora il titolo legittimo di re. Fu dall'alleanza con il Papato che Pipino si ripromise di ottenere la leggittimazione finale per la sua elezione regale. Nel 754 Pipino riconquistò le terre bizantine dell'Esarcato di Ravenna e della Pentapoli, territori che erano finite sotto la mano del re longobardo Astolfo: si tratta di un'area che va dalle città di Forlì e Ravenna fino ad Ancona. Si impadronì di queste terre, ma ne fece dono al papa anziché restituirlo ai bizantini, che protestarono invano contro questo atto di forza. Più ancora che la donazione di Sutri, questo è il vero inizio di uno Stato della Chiesa. L'impero bizantino non ebbe la forza di opporsi all'accordo tra i Pipinidi e il papa, e conferì anzi a Pipino lo stesso titolo che spettava agli esarchi imperiali, quello di patrizio dei romani. Da allora, l'esistenza, nel centro dell'Italia, di un solido e ben difeso territorio della Chiesa (il Patrimonio di San Pietro) rese impossibile ogni successivo progetto di unificazione della penisola. Pipino il Breve si dedicò al conio delle monete, decidendo personalmente l'apertura e chiusura della zecca, il peso, il titolo ed il soggetto rappresentato. Il conio Europeo cominciò con Pipino il Breve, che rimise in piedi il sistema usato dagli antichi Greci e dai Romani e che era stato tenuto in vita dall'Impero Romano d'Oriente (1 libbra = 20 soldi = 240 denari). Pipino aveva due figli: a Carlo, il maggiore, fu ceduta l'Austrasia, gran parte della Neustria e la metà occidentale dell'Aquitania (ossia il nord e l'Occidente della Francia); a Carlomanno il mezzogiorno e l'Oriente della Francia. Pipino morì a Saint-Denis nel 768. Categoria:Sovrani francesi ja:ピピン3世

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Eventi

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Morti

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Carinzia

La Carinzia (in tedesco Kärnten, in sloveno Koroška) è il più meridionale dei 9 stati federali (Bundesländer) dell'Austria.

Geografia

Ha una superficie di 9.536 km² e conta 559.404 abitanti (2001). Consiste principalmente di un bacino all'interno delle Alpi, nel quale le Alpi carniche delimitano il confine meridionale con l'Italia (province di Belluno in Veneto e di Udine in Friuli-Venezia Giulia) e la Slovenia (regioni Stiria/Štajerska, Carinzia/Koroška e Alta Carniola/Gorenjska). La catena dei Tauri la separa dal Salisburghese a nord. A est troviamo il land della Stiria, mentre a ovest la Carinzia forma una valle continua con il Tirolo dell'Est (Osttirol) (parte del Tirolo). È conosciuta soprattutto per i suoi magnifici laghi. Il fiume principale della regione è la Drava (Drau). La capitale è Klagenfurt, a cui si affianca un'unica altra città di una certa importanza, Villaco (Villach); queste due città hanno in comune forti legami economici.

Lingua

La popolazione è in maggioranza di madrelingua tedesca con un unico (e facilmente comprensibile) dialetto. Esiste anche una minoranza di madrelingua slovena pari a circa 15.000 persone, concentrate nel sud est della regione.

Situazione politica

L'attuale governatore (in tedesco: Landeshauptmann) è Jörg Haider della Unione per il futoro dell'Austria (BZÖ).

Storia

Il ducato di Carinzia fece storicamente parte del Sacro Romano Impero sino alla sua dissoluzione nel 1806, divenendo poi un territorio della corona sotto l'Impero asburgico. Un plebiscito svoltosi il 10 ottobre 1920 definì il confine tra gli attuali stati di Austria e Slovenia.

Amministrazione

Slovenia La Carinzia è suddivisa in 8 distretti e 2 città statuarie. Di seguito l'elenco dei distretti con la sigla della targa e il numero corrispondente alla cartina. Città statuarie
- Klagenfurt K
- Villaco (Villach) VI Distretti
- 1. Spittal an der Drau SP
- 2. Hermagor HE
- 3. Villach-Land VL
- 4. Feldkirchen FE
- 5. Klagenfurt-Land KL
- 6. Sankt Veit an der Glan SV
- 7. Völkermarkt VK
- 8. Wolfsberg WO

Economia

Le principali industrie sono il turismo, l'elettronica, l'ingegneria, l'agricoltura e il settore forestale. Grandi multinazionali quali Philips e Siemens hanno grandi interessi qui. La Carinzia è inoltre attraversata da un itinerario, alternativo al trafficato Brennero, che attraverso il Friuli permette di raggiungere Vienna e il Nord Europa. Negli ultimi anni sono stati anche allacciati stretti rapporti di amicizia e collaborazione (soprattutto in ambito turistico ed economico) con le regioni limitrofe (in particolare quelle appartenenti all'Alpe Adria e cioè Friuli-Venezia Giulia, Slovenia e Stiria).

Clima

La Carinzia ha un clima continentale, con estati calde e moderatamente umide e inverni lunghi e aspri. Negli ultimi anni ci sono stati inverni eccezionalmente aridi. Fenomeno tipico in autunno e inverno è l'inversione termica, che comporta assenza di vento, una fitta nebbia che va a ricoprire le valli gelate e che intrappola l'inquinamento, mentre sulle cime delle colline e sulle montagne troviamo in genere un pallido sole. inversione termica

Attrazioni turistiche

Le principali attrazioni turistiche sono le città di Klagenfurt e di Villaco, i laghi Wörthersee, Ossiachersee, Faaker See, le stazioni sciistiche di Passo di Pramollo - Nassfeld/Hermagor, Bad Kleinkirchheim, Heiligenblut, la cattedrale di Gurk, l'imprendibile rocca di Hochosterwitz e il Grossglockner e Nockberge per l'alpinismo.

Voci correlate


- Carinzia slovena

Collegamenti esterni


- [http://www.carinzia.at Sito ufficiale in italiano sul turismo in Carinzia]
- [http://www.ktn.gv.at Sito ufficiale del governo carinziano (in tedesco)] Categoria:Carinzia als:Kärnten

Baviera

Con una superficie di 70.553 km² e 11,6 milioni di abitanti, la Baviera (in tedesco Bayern o Freistaat Bayern) è il più vasto dei 16 Länder della Germania, e il secondo per popolazione dopo il Nord Reno-Vestfalia. La sua capitale è Monaco di Baviera.

Geografia

La Baviera confina con l'Austria (Länder Vorarlberg, Tirolo, Salisburghese e Alta Austria) a sud, con la Repubblica Ceca (Boemia meridionale, Regione di Pilsen e