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Joaquín Rodrigo

Joaquín Rodrigo

Joaquín Rodrigo marchese dei giardini di Aranjuez, (22 novembre 1901 – † 6 luglio 1999) fu un compositore e virtuoso pianista di musica classica. È noto principalmente per il suo Concerto d'Aranjuez. Rodrigo era nato a Sagunto ed era cieco dall'età di tre anni per via della difterite. Studiò musica con Francisco Antich a Valencia e con Paul Dukas a Parigi. Dopo un breve ritorno in Spagna, si trasferì ancora a Parigi per completare gli studi e specializzarsi in musicologia, prima con Maurice Emmanuel e poi con André Pirro. L'opera "Cinco Piezas Infantiles" permise a Rodrigo di vincere il premio nazionale spagnolo per orchestra nel 1925. A Valencia nel 1933, sposò Victoria Kamhi, una pianista turca, di nascita ebraica. L'opera più famosa di Rodrigo è il Concerto d'Aranjuez (1939 - Parigi), un concerto per chitarra classica solista e orchestra. Il secondo movimento, ladagio, è uno dei più conosciuti della musica classica del ventesimo secolo, con il dialogo della chitarra con il corno inglese. Grazie al successo di questa composizione, molti importanti solisti commissionarono dei brani a Rodrigo, inclusi il flautista James Galway e il violoncellista Julian Lloyd Webber. Il suo Concerto Andaluso, per quattro chitarre e orchestra, fu commissionato da Celedonio Romero per se stesso e i suoi tre figli. La figlia Cecilia è nata il 27 gennaio 1941. Dal 1947 è stato professore di storia della musica, alla Cattedra di Musica 'Manuel de Falla' della Facoltà di Lettere e Filosofia della Complutense University of Madrid. Nel 1991, Re Juan Carlos gli conferì il titolo nobiliare di marchese dei giardini di Aranjuez. Vincitore del prestigioso Prince of Asturias Award nel 1996 (l'equivalente spagnolo del Premio Nobel), fu inoltre nominato "Commendatore" dell' Ordre des Arts et des Lettres dal governo francese nel 1998. Morì nel 1999 a Madrid. Joaquín Rodrigo e la moglie Victoria sono sepolti nel cimitero di Aranjuez.

Composizioni

(
per)
- Violoncello e orchestra:
  -
Concierto en modo galante (1949)
  -
Concierto como un divertimento (1978-1981)
- Flauto e orchestra:
  -
Concierto pastoral (1978)
- Chitarra:
  -
Invocación y Danza (1961 - 1st prize ORTF 'Coupe de la Guitare')
- Chitarra e orchestra:
  -
Concierto de Aranjuez (1939)
  -
Concierto Andaluz (1967 - 4-guitars)
  -
Concierto para una fiesta (1982)
  -
Fantasia para un Gentilhombre (1954)
  -
Concierto Heroico (1942 - National Music Prize)
  -
Concierto Madrigal (1968 - 2-quitars)
- Arpa e orchestra:
  -
Concierto serenata (1954)
- Pianoforte e orchestra:
  -
Juglares (1923 - 2-pianos; 1st public work, 1924 Orquesta Sinfónica de Valencia)
  -
Concierto heroico (1943)
- Violino e orchestra:
  -
Concierto de estío (1944)
- Canzoni e opere corali:
  -
Per la Flor del Lliri Blau (1934 - symphonic poem - 1st prize Círculo de Bellas Artes)
  -
Ausencias de Dulcinea (1948 - 1st prize Cervantes Competition)
  -
Tres viejos aires de danza (1994)
  -
Villancicos y Canciones de Navidad (1952 - Ateneo de Madrid Prize)

Collegamenti esterni


- [http://www.joaquin-rodrigo.com/ Joaquin Rodrigo website] Rodrigo, Joaquin Rodrigo Rodrigo ja:ホアキン・ロドリーゴ

Aranjuez

Aranjuez è un comune spagnolo di 40.797 abitanti situato nella comunità autonoma di Madrid. Categoria:Comuni della comunità di Madrid Categoria:Comuni della provincia di Madrid


1901

Eventi


- Si svolge a Stoccolma la prima cerimonia per l'assegnazione dei premi Nobel
- La Nigeria diviene un protettorato britannico
- 12 gennaio - Inghilterra: Charlotte Cooper, pluricampionessa di Wimbledon, sposa Alfred Sterry

Nati


- 16 gennaio - Fulgencio Batista, dittatore cubano
- 30 gennaio - Rudolf Caracciola, pilota automobilistico tedesco († 1959)
- 1 febbraio - Clark Gable attore cinematografico statunitense († 1960)
- 27 marzo - Carl Barks, fumettista statunitense († 2000)
- 29 aprile - Showa, imperatore giapponese († 1989)
- 18 giugno - Granduchessa Anastasia, della famiglia imperiale russa († 1918)
- 19 giugno - Piero Gobetti, giornalista e uomo politico italiano († 1926)
- 15 luglio - Nicola Abbagnano, filosofo italiano († 1990)
- 1 agosto - Gérard Blitz, nuotatore e pallanuotista belga († 1979)
- 4 agosto - Louis Armstrong, musicista statunitense († 1971)
- 18 agosto - Arne e Åke Borg, nuotatori svedesi († 1987) e († 1973)
- 20 agosto - Salvatore Quasimodo, poeta italiano († 1968)
- 16 settembre - Ugo Frigerio, marciatore italiano († 1968)
- 21 settembre - Georg Rasch, statistico danese
- 29 settembre - Enrico Fermi, fisico italiano († 1954)
- 10 ottobre - Alberto Giacometti, pittore svizzero († 1966)
- 27 ottobre - Lucio Piccolo, poeta italiano († 1969)
- 18 novembre - George Gallup, statistico americano († 1984)
- 20 novembre - Jose Leandro Andrade, calciatore uruguaiano († 1954)
- 22 novembre - Joaquín Rodrigo, compositore spagnolo († 1999)
- 5 dicembre
  - Walt Disney, autore di fumetti statunitense († 1966)
  - Werner Heisenberg, fisico tedesco († 1976)
- 20 dicembre - Nicola Diulgheroff, pittore e architetto († 1982)
- 27 dicembre - Marlene Dietrich, attrice tedesca († 1992)

Morti


- 27 gennaio: Giuseppe Verdi, compositore italiano (n. 1813)
- 22 maggio - Gaetano Bresci, l'anarchico che uccise Umberto I di Savoia (n. 1869)
- 9 settembre - Henri de Toulouse-Lautrec, pittore francese (n. 1864)
- 20 settembre - Matteo Renato Imbriani, politico (n. 1843)

Premi Nobel


- per la Pace: Jean Henri Dunant, Frederic Passy
- per la Letteratura: Sully Prudhomme
- per la Medicina: Emil Adolf Von Behring
- per la Fisica: Wilhelm Conrad Roentgen
- per la Chimica: Jacobus Henricus Van't Hoff 001 ja:1901年 ko:1901년

1999

Eventi


- 10 febbraio - Una valanga nelle Alpi francesi nei pressi di Ginevra uccide 10 persone.
- 27 febbraio - Italia: Alla 49° edizione del Festival di Sanremo vince Anna Oxa con Senza pietà, seguita da Antonella Ruggiero con Non ti dimentico (se non ci fossero le nuvole), terza Mariella Nava con Così è la vita.
- 12 marzo - La Polonia diventa membro della NATO
- 24 marzo
  - Jugoslavia - inizio dei bombardamenti da parte delle forze NATO (operazione Allied Force).
  - Italia/Francia - Un camion belga entra nel tunnel del Monte Bianco dall'accesso francese. Trasporta farina e margarina. Il carico prende fuoco e, dopo aver percorso 6 km dentro il traforo, l'autista scende dal mezzo e scappa. Nel tunnel la temperatura sale fino a 1200 gradi, uccidendo tutti quelli che sono rimasti dentro. Muoiono 39 persone (tra cui 15 italiani) e i danni sono stimati per 300 milioni di euro. Il tunnel rimarrà chiuso per ristrutturazioni per più di due anni.
- 29 marzo - calcio: entra in vigore la Legge n. 78. Ciascuna società di calcio di serie A e di serie B è titolare dei diritti di trasmissione televisiva in forma codificata. Finisce l'epoca della mutualità dei diritti TV.
- 1 maggio - Unione Europea - Entrata in vigore del Trattato di Amsterdam
- 15 maggio - Italia: Oscar Luigi Scalfaro si dimette dalla carica di Presidente della Repubblica Italiana
- 18 maggio - Italia: Carlo Azeglio Ciampi è il nuovo Presidente della Repubblica Italiana
- 18 giugno - a Milano parte l'hackmeeting 99
- 15 novembre - Italia: Cesare Previti (avvocato), Renato Squillante (magistrato, ex capo dei GIP romani) e Felice Rovelli (imprenditore, figlio del petroliere Nino) sono rinviati a giudizio. L'accusa: concorso in corruzione in atti giudiziari. Il processo inizierà l'11 maggio 2000.
- esce l'album "Perché sì" degli Articolo 31
- esce l'album "Californication" dei Red Hot Chili Peppers
- nasce l'Associazione Calcio Gallipoli.
- 24 dicembre - Papa Giovanni Paolo II apre la Porta Santa: inizia il Giubileo 2000

Nati

Morti


- 11 gennaio - Fabrizio De Andrè, cantautore
- 19 gennaio - Finn Dag Jagge, tennista norvegese
- 20 gennaio - Ivan Francescato, giocatore di rugby
- 7 marzo - Stanley Kubrick, regista statunitense
- 20 marzo - Flora Carabella, attrice italiana
- 18 maggio - Elizabeth Robinson, atleta statunitense
- 8 giugno - Corrado Mantoni, presentatore italiano
- 21 giugno - Ukyo Kamimure alias Kami, batterista dei Malice Mizer
- 6 luglio - Joaquín Rodrigo, compositore spagnolo
- 6 ottobre - Amália Rodrigues, cantante e attrice portoghese
- 12 ottobre - Wilt Chamberlain, cestista statunitense
- 20 novembre - Amintore Fanfani, politico
- 25 novembre - Pierre Bézier, Ingegnere Francese, ideatore delle curve Bezièr

Premi Nobel


- per la Pace: Doctors Without Borders (Médecins Sans Frontières)
- per la Letteratura: Günter Grass
- per la Medicina: Gunter Blobel
- per la Fisica: Gerardus 't Hooft, Martinus J. G. Veltman
- per la Chimica: Ahmed H Zewail
- per l'Economia: Robert A. Mundell 099 als:1999 ja:1999年 ko:1999년 ms:1999 simple:1999 th:พ.ศ. 2542 zh-min-nan:1999 nî

Compositore

Il compositore è solitamente un musicista, autore - appunto - di composizioni musicali classiche o popolari; ad esso viene attribuita la creazione di un brano; molto spesso - specie nella musica moderna - l'autore della musica si occupa anche della creazione del testo e dell'esecuzione del brano: in questo caso si ha la figura del cantautore.

Voci correlate


- Compositori celebri categoria:professioni ja:作曲家 ko:작곡가

Pianista

Un pianista è un musicista che suona il pianoforte, il pianoforte digitale o il piano elettrico. Un pianista professionista può eseguire dei brani in solo, suonare con un'orchestra o con piccole formazioni, o accompagnare uno o più cantanti o altri strumenti musicali. Un pianista di musica classica solitamente inizia a suonare il piano fin dalla giovane età, in alcuni casi anche a soli tre anni. Molti compositori classici erano anche ottimi pianisti; per esempio, Wolfgang Amadeus Mozart, Ludwig van Beethoven, Franz Liszt, Frédéric Chopin, Robert Schumann, e Sergei Rachmaninov erano tutti pianisti virtuosi. Alcuni pianisti hanno preferenze personali sul compositore di cui devono eseguire la musica. Molte generi di musica occidentale fanno uso del pianoforte. Di conseguenza, i pianisti hanno una ampia varietà di stili da cui scegliere, fra cui il jazz, la musica classica, e tutti i tipi di musica commerciale.

Altri significati del termine pianista


- La figura del pianista ricorre spesso nel cinema:
  - Roman Polanski è il regista del film Il pianista del 2002, tratto dall'omonimo romanzo autobiografico, in cui si narra del pianista polacco Wladyslaw Szpilman che sopravvive miracolosamente all'Olocausto Nazista del 19391945;
  - Il termine pianista ricorre anche nel titolo di un altro film, La leggenda del pianista sull'oceano di Giuseppe Tornatore;
  - Infine, un pianista celebre e quanto mai citato è il Sam di Casablanca, esortato da Humphrey Bogart con una battuta rimasta celeberrima a suonare nuovamente il motivo "As Time Goes By".
- Il termine pianista è stato utilizzato durante la seconda guerra mondiale per designare una spia che usasse la radio o il radio telegrafo per restare in contatto con il quartier generale.
- Pianista è un termine del giornalismo politico italiano utilizzato (in senso ironico) per indicare quei membri del parlamento italiano (deputati o senatori) sorpresi a votare per sé e per altri utilizzando il sistema elettronico degli scranni appartenenti ai colleghi, quando questi si sono allontanati. Questa pratica - messa a nuda dall'occhio vigile e impietoso delle telecamere posizionate internamente a Montecitorio e a Palazzo Madama - è vietata dal regolamento parlamentare. Categoria:Musicisti per strumento Categoria:Professioni ja:ピアニスト ko:피아니스트

Concerto d'Aranjuez

Il Concerto d'Aranjuez (Concierto de Aranjuez) è probabilmente l'opera più nota di Joaquín Rodrigo, uno dei compositori spagnoli più famosi del dopoguerra. Scritto all'inizio del 1939 a Parigi, in un'atmosfera tesa per le ultime vicissitudini della Guerra civile spagnola e per l'imminente Seconda guerra mondiale, costituisce la prima opera scritta da Rodrigo per chitarra e orchestra. La strumentazione è unica, dal momento che è raro trovare una chitarra solista che si confronta con il suono prodotto da un'intera orchestra. Ciò nonostante, la chitarra non viene mai coperta, pur rimanendo l'unico strumento solista per l'intera esecuzione. La prima esecuzione del concerto avvenne il 9 novembre 1940 e l'esecutore fu il giovane compositore Narciso Yepes nel Teatro de la opera a Madrid. Il concerto è suddiviso in tre movimenti, Allegro con spirito, Adagio e Allegro gentile. Senza dubbio il secondo movimento è il più conosciuto, inoltre da questo è stato estrapolato del materiale tematico per un'altra composizione, Aranjuez, Mon Amour. Il terzo movimento è caratterizzato da un metro misto, con un'alternanza di ritmi in 2/4 e 3/4. Scritto nei giardini del Palazzo Reale di Aranjuez, la residenza di primavera del re Filippo II nella seconda metà del secolo XVI, in seguito ricostruito a metà del secolo XVIII per Fernando VI, il concerto cerca di trasportare l'ascoltatore ai suoni della natura sebbene questi siano lontani nello spazio e nel tempo. Secondo il compositore, il primo movimento è "animato da una forza ritmica e da un vigore pur in assenza dei due temi... interrompendo il suo implacabile ritmo". Il secondo movimento "rappresenta un dialogo tra la chitarra e gli strumenti solisti, mentre l'ultimo movimento "ricorda un ballo formale che nella combinazione di un ritmo doppio e triplo mantiene un tempo teso prossimo alla misura prossima". Egli descrive il concerto come la cattura della "fragranza di magnolie, il canto degli uccelli ed il fragore delle fontane" dei giardini di Aranjuez. Rodrigo, cieco dai tre anni di età, fu un pianista e non suonava la chitarra. Tuttavia, seppe captare lo spirito della diversità della chitarra spagnola. Molti sono i musicisti che hanno reinterpretato l'opera, tra loro Miles Davis. Nell'album Sketches of Spain, Davis afferma: "Si tratta di una melodia che è talmente forte che più piano la esegui, più forte risulta, mentre se la esegui con più forza, risulta più debole". Secondo uno studio pubblicato dalla Società Generale degli Autori ed Editori spagnola (SGAE) nel luglio del 2005, il Concerto d'Aranjuez è il brano musicale spagnolo che riscuote la maggiore popolarità in Giappone.

Prima esecuzione


- 9 novembre 1940 Narciso Yepes
- Regino Sainz de la Maza, Orchestra Filarmonica di Barcellona
- Palau de la Música Catalana, Barcellona
- Direttore: César Mendoza Lasalle

Collegamenti esterni


- http://www.joaquin-rodrigo.com/ Sito web ufficiale di Joaquín Rodrigo
- http://www.sgae.es/viewnot/cont.inm?instanceId=1090&tipoId=38 Comunicato stampa della SGAE sulla predilezione da parte dei giapponesi per il Concerto d'Aranjuez
- http://www.barbwired.com/barbweb/programs/rodrigo_concierto.html Pagina di Barbara Heninger sul Concerto d'Aranjuez Categoria:Concerti ja:アランフエス協奏曲

Sagunto

Sagunto in castigliano e Sagunt in valenciano, è un comune spagnolo di 56.471 abitanti situato nella comunità autonoma Valenciana. Categoria:Comuni della comunità Valenciana Categoria:Comuni della provincia di Valencia

Cecità

La cecità è la condizione a causa della quale è impossibile avere una percezione ottico-visiva. Può essere congenita oppure derivata da affezioni all'apparato visivo o da traumi.
Coloro che sono affetti da questa che è considerata una vera e propria malattia - e che sono quindi completamente o quasi completamente priva della vista - vengono chiamati non vedenti o ciechi. Il termine cecità ha un valore anche in senso figurato, rapportato cioè alla incapacità di comprendere a pieno il senso di un evento o di un concetto.

La vista e altri sensi

La cecità può essere determinata da vari fattori: può essere ad esempio genetica, o derivare da un evento successivo alla nascita.
Tale condizione pone senz'altro nei confronti dell'individuo interessato delle difficoltà maggiori rispetto agli altri individui; tuttavia, queste sono per la maggior parte superabili con l'utilizzo della volontà. Va infatti sottolineato che questa disabilità non incide in maniera negativa sull'intelligenza di una persona. Il disabile visivo, per contro, essendo meno focalizzato sulla percezione della realtà esterna può essere facilitato nello sviluppo del pensiero e della memoria. Con la mancanza della vista un non vedente affina gli altri sensi e ciò gli permette di compensare in parte il senso mancante. Sviluppando molto il tatto, ad esempio, un privo della vista è in grado di far uso del Codice Braille leggendo con le dita dei puntini in rilievo su carta o su altro supporto. La scrittura in questo codice avviene tramite uno strumento chiamato tavoletta Braille; tale sistema è stato oggi giorno pressocchè sostituito dalla dattilobraille, una macchina che permette di scrivere in Braille in maniera più rapida.

La mobilità

Spesso le difficoltà che un privo della vista deve affrontare sono aggravate dall'ambiente in cui si trova che molto spesso non tiene conto delle sue esigenze. Ancora in poche città, ad esempio, sono presenti dei semafori sonori che faciliterebbero la mobilità di un non vedente. Proprio per queste cause sono pochi i disabili visivi che si muovono in totale autonomia. L'indipendenza sulle strade è infatti un traguardo difficile che si raggiunge con lungo esercizio.
Il non vedente in questo caso si serve di un bastone di colore bianco che - oltre a servirgli da segnalatore di ostacoli, dislivelli, gradini ecc. - è utile come segno di riconoscimento per gli automobilisti ed i pedoni. Negli attraversamenti si serve del suo udito per verificare la situazione in cui si trova. Un altro valido ausilio, utilizzato però da una minoranza dei privi della vista, è il cosiddetto cane guida. Questi, in realtà, non conduce completamente il non vedente, tranne in casi particolari, ossia quando la strada percorsa è memorizzata dal cane.

La comunicazione via computer

Nella comunicazione attraverso l'informatica, i disabili visivi possono attualmente essere considerati quasi alla pari con i cosiddetti normo-vedenti anche grazie alla possibilità dell'utilizzo dei computer con apposite sintesi vocali. Queste, possono essere dei programmi a volte collegati a dei supporti esterni che vocalizzano le scritte presenti sullo schermo del personal computer.
Il programma più diffuso tra i non vedenti che funge a questo scopo si chiama Jaws For Windows (letteralmente bocca), e si serve degli altoparlanti del computer per guidare il disabile in ambiente Windows. Oltre al programma citato ve ne sono altri come Windows Eyes, Out Spoken, Virgo ecc.
I programmi che svolgono questa funzione possono anche supportare dei display braille detti Barre Braille che permettono di leggere il contenuto dello schermo.

Collegamenti esterni


- [http://www.nonvedenti.it Sito NonVedenti.It]
- [http://www.uiciechi.it Sito dell'Unione Italiana dei Ciechi]
- [http://www.cavazza.it Sito del Cavazza]
- [http://www.galiano.it Sito di Galiano] Categoria:Malattie funzionali ja:失明 simple:Blindness

Difterite

La difterite è una malattia infettiva provocata da un batterio, il Corynebacterium diphteriae.

Cause

La causa della malattia è la tossina prodotta del Corynebacterium diphteriae. Questa tossina entra nel circolo sanguigno, diffondendosi in tutto l'organismo. Si concentra soprattutto nel tessuto nervoso, miocardico e renale, danneggiandolo e distruggendolo. La virulenza è in rapporto alla quantità di tossina prodotta ed assorbita. I germi vengono trasmessi per via aerea, espulsi da un soggetto ammalato con un colpo di tosse. Questi batteri hanno una notevole resistenza all'ambiente esterno, soprattutto in presenza di luoghi asciutti e freddi. L'esposizione alla radiazione solare ne provoca la morte in breve tempo.

Tipi di difterite

La sintomatologia della difterite è molto diversificata, tanto da assumere quadri sintomatologici diversi, che le fanno assumere anche denominazioni diverse:
- difterite ombelicale, colpisce i neonati
- difterite nasale o rinite difterica, l'attacco del batterio avviene nelle mucose del naso
- difterite faringea o angina difterica, il batterio si instaura nelle tonsille e nella faringe
- crup (o croup) o difterite laringea o laringite difterica, i germi colpiscono la laringe. È una malattia che colpisce soprattutto i bambini, è rara nell'adulto.

Formazione delle pseudomembrane

La pseudomembrana è il risultato dell'accumulazione sulla mucosa di detriti di cellule, di globuli bianchi e dei batteri, fissati su un reticolo di fibrina, che salda la membrana alla mucosa sottostante. Questa membrana può essere asportata con difficoltà e lascia una superficie sanguinante.

Complicazioni

Una complicazione grave di questa malattia è la miocardite difterica. Insorge dopo nove-dieci giorni dall'inizio della malattia. Il paziente accusa nausea, vomito e dolori addominali. Il fegato si gonfia, attirando il sangue che il cuore fatica a rimettere in circolo. Nella fase acuta, ogni sforzo può divenire pericoloso. Se la difterite non è stata riconosciuta, oppure è stata insufficientemente curata, alla terza o quarta settimana, compaiono manifestazioni paralitiche. Il nervo che viene più spesso colpito è quello glossofaringeo, che provoca la paralisi del velopendulo. Cibo e liquidi escono dal naso, in quanto il velopendulo non è in grado di sollevarsi bloccando lo sbocco delle narici. Il suono della voce diviene nasale, difficili da pronunciare le lettere "b" e "d". Le paralisi possono colpire anche altri distretti, ma hanno tutte una prognosi buona, guarendo senza lasciare traccia. I pericoli della difterite sono comunque sempre legati alla tossina, quindi la terapia è innanzitutto rivolta a neutralizzarla.

Terapia

La terapia si basa sulla sterilizzazione dell'infezione locale mediante antibiotici, sulla neutralizzazione della tossina in circolo mediante il siero antidifterico e su un attento controllo medico per evitare e contrastare le eventuali complicazioni.

Profilassi

La denuncia della malattia è obbligatoria. I malati devono essere isolati fino alla scomparsa dei microbi dall'organismo. La vaccinazione in Italia è obbligatoria.

Storia della medicina

Il nome alla malattia fu dato da Pierre Fidèle Bretonneau agli inizi del XIX secolo, riferendosi alla sua manifestazione più caratteristica, le pseudomembrane bianco-grigiastre sulle mucose delle vie respiratorie (dal greco diftera, che significa membrana). La malattia era comunque conosciuta già dall'antichità. La sua sintomatologia è stata descritta da Ippocrate nel suo Areteo. Il batterio responsabile venne scoperto nel 1883 da Edwin Klebs. Nel 1884, Friedrich Löffler riesce a coltivarlo, permettendo l'individuazione della tossina da parte di Emile Roux e Alexandre Yersin nel 1890. Nello stesso anno Emil Behring e Shibasaburo Kitasato scoprono le proprietà del siero antidifterico proveniente da animali immunizzati con dosi crescenti di tossina difterica. Nel 1894, Roux indicò con precisione il metodo per la creazione del siero. Gaston Ramon mise a punto la prima vaccinazione antidifterica nel 1928, con una anatossina (tossina trattata con formolo).

Voci correlate


- Reazione di Schick Categoria:Malattie infettive



Musica

Il significato del termine musica è molto dibattuto tra gli studiosi a causa delle sue varie accezioni e dei diversi usi che se ne fanno. Musica come suono: Una delle più comuni definizioni di musica è di quella di arte del suono organizzato, o - più specificatamente - di arte del produrre significati e sensazioni, più o meno complessi - e comunque di natura volontaria - organizzando suoni e silenzio.
Simili definizioni - comunemente accettate - sono state ampiamente adottate sin dal Diciannovesimo secolo, quando si iniziò a studiare scientificamente la relazione tra il suono e la percezione. percezione ]] percezione Musica come esperienza soggettiva: Un'altra delle definizioni comuni di musica implica che la musica debba essere piacevole o melodica.
Questo punto di vista tiene conto del fatto che alcuni tipi di "suono organizzato" non sono musica, mentre altri lo sono. Esistono versioni più elaborate di questa definizione che tengono conto del fatto che ciò che è considerato musica varia da cultura a cultura, e da epoca ad epoca. Questa definizione fu predominante nel Diciottesimo secolo.
Mozart, per esempio, usava dire che "la musica non dimentica mai se stessa, essa non deve mai cessare di essere musica." Musica come una categoria della percezione: La definizione cognitiva, meno comune, asserisce che la musica non è semplicemente suono, o la percezione di esso, ma una rappresentazione interna che percezione, azione e memoria contribuiscono a creare. Questa definizione è influenzata dalle scienze cognitive, il cui scopo è la ricerca delle regioni del cervello responsabili dell'analisi e della memorizzazione dei vari aspetti dell'esperienza dell'ascoltare musica. Questa definizione include anche arti differenti come ad esempio la danza. Musica come approfondimento storico e antropologico: Il cammino e l'evoluzione del pensiero musicale corrono di pari passo con il cammino dell'uomo nella storia. L' antropologia trova nell'etnomusicologia risposte che altri studi sull'uomo non riescono a dare. Musica come costrutto sociale: Le teorie post-moderne asseriscono che, come l'arte, la musica è definita innanzitutto nel suo contesto sociale. Da questo punto di vista la musica è ciò che ognuno chiama musica, che sia fatta di silenzio, di suoni, o di performance. La famosa opera "Quattro Minuti e Trentatré Secondi" di John Cage ha origine da questa concezione della musica. Musica come cura del corpo e/o dello spirito Musicoterapia: Le qualità liberatorie della musica si concretizzano da sempre dovunque nel mondo. Il benefico potere derivante dall'ascoltare musica, o dal crearne e riprodurne distingue i due rami principali riconducibili alla scienza stessa, che nascono sempre dalla radice unica, la Musica. Osservata in Europa, e nell'occidente in tempi relativamente recenti, dopo il Cinquecento, diviene strumento terapeutico vero e proprio, fino all'uso odierno che spazia dalla cura di depressioni, malattie psichiche anche molto gravi, disturbi neurovegetativi ecc. In tempi più antichi e tutt'ora in siti culturalmente poco occidentalizzati può definirsi musicoterapia un aspetto fondamentale dell'educazione civica, intesa come "consapevolezza d'esser vivi" quindi esistere. In Africa, ad esempio, fare musica con rudimentali strumenti quali semplici percussioni o flauti di bambù è patrimonio comune nella società; parimenti lo è il partecipare ballando e cantando, oltre che, ovvio, ascoltando. Fondamentale è la partecipazione alla Musica, che è eletta a cura, preghiera, dialogo, discussione nel senso più civilmente umano dei termini. In realtà il diritto civile per questi popoli si concretizza, trovando la sua più schietta espressione, proprio nella Musica. A causa della larga gamma di definizioni, lo studio della musica è effettuato in una grande varietà di forme e metodi: lo studio del suono e delle vibrazioni (detto acustica), lo studio della teoria musicale, lo studio pratico, la musicologia, l'etnomusicologia, lo studio della storia della musica.

Storia della musica

Generi musicali

Teoria della musica

Un'arte tanto antica e tanto legata alla civiltà non poteva non generare un corposo insieme di conoscenze, che molti studiosi della musica si sono preoccupati di sistemare e classificare. Queste conoscenze sono sia di tipo strettamente musicale, come l'armonia e la melodia, che di tipo più teorico e critico, come la musicologia che si occupa di teoria musicale in senso lato, classificando i suoni, gli strumenti musicali e i tipi di composizioni, e la loro evoluzione e discendenza nel tempo e altri studi di cultura e storia musicale. Altrettanto importante è la grammatica della musica in senso stretto, cioè il pentagramma, le chiavi musicali e in generale il modo di scrivere (semiografia) la musica. Questa parte della teoria, che potremmo chiamare di alfabetizzazione musicale, viene insegnata con il solfeggio, prima parlato e poi cantato, ed è il primo passo di una educazione musicale sistematica. Da un punto di vista oggettivo, la musica, come il suono in generale, presenta le caratteristiche del tono, del timbro, dell'intensità e della durata. Il tono dipende dalla frequenza del suono, e può essere "acuto" o "grave". Il timbro è la "qualità" del suono, ed è determinato dallo spettro e dalla fondamentale. Ogni strumento musicale, come così ogni voce umana, possiede il suo caratteristico timbro. L'intensità stabilisce quanto un suono è percepito intenso o tenue. Anche la posizione o il movimento nello spazio della sorgente del suono sono spesso considerati come aspetti della musica. Il silenzio è spesso considerato come uno degli aspetti della musica. La durata è il solo aspetto comune al "silenzio" e al "suono", essendo l'aspetto temporale della musica. Un musicista è chi esegue, compone o conduce la musica. Alcune culture possono includere o meno gli aspetti sopra descritti, o includere aspetti loro peculiari nella loro definizione di musica.

Termini comuni

La terminologia musicale è molto ampia. I termini usati per parlare di un particolare brano musicale includono:
- la nota, che è il simbolo utilizzato per indicare una specifica intonazione;
- la melodia, che è una successione di suoni percepita come un percorso coerente;
- l'accordo, che è il risultato della combinazione simultanea di più suoni, sottoposta a vincoli e regole tradizionali;
- l'armonia, che è lo studio della classificazione e delle concatenazioni di accordi;
- il contrappunto, che è la simultanea organizzazione di differenti melodie;
- il ritmo che è l'organizzazione delle durate e degli accenti nelle varie parti che compongono un pezzo musicale.
- il tempo nelle sue diverse accezioni.

Protagonisti


- Compositori celebri
- Direttori d'orchestra celebri
- Musicisti celebri

Canto


- Canto (musica)
  - Cantante
  - Tecnica del canto
  - Voce (musica)
- Musica corale
  - Canto gregoriano
  - Canto popolare
  - Coro (musica)
  - Polifonia
- Opera lirica
  - Opere liriche
  - Cantanti lirici
  - Cantanti liriche

Rapporti con altre discipline


- Musica e informatica
- Musica e matematica
- Musica e religione
- Musica e danza
- Musica e civiltà
- Musica e medicina

Produzioni e classificazioni


- Tipi di composizioni musicali
- Forme musicali
- Generi musicali
- Gruppi musicali

Musica italiana


- Cantanti italiani
- Cantautore
  - Cantautori italiani
- Canzone napoletana
- Compositori italiani
- Gruppi musicali italiani
- Musicisti italiani

Musica straniera


- Cantanti stranieri
- Gruppi musicali stranieri
- Musicisti stranieri

Strumenti musicali


- Lista degli strumenti musicali
- :Categoria:Strumenti musicali

Suddivisione secondo la classificazione Hornbostel-Sachs


- Aerofoni
- Cordofoni
- Elettrofoni
- Idiofoni
- Membranofoni

Collegamenti esterni


- [http://www.ilmusicante.net Rivista musicale on line]
- [http://www.e-socrates.org/course/view.php?id=4 Corso libero di teoria della musica]
- [http://www.music-city.org Music City l'enciclopedia libera di musica]
- [http://www.eudida.it/Musica/Body corso di musica] fiu-vro:Muusiga ja:音楽 ko:음악 ms:Muzik simple:Music th:ดนตรี

Valencia

Valencia, (detta anche Valenzia ma il termine è desueto; in valenciano València /ba'lenθia/, in castigliano Valencia /va'łεnsia/) è la terza città della Spagna per numero di abitanti, dopo Madrid e Barcellona. È la capitale dell'omonima provincia e della Comunità Valenciana, ed è un importante porto sul Mar Mediterraneo. La popolazione della città è di 790.754 abitanti (2005); l'area metropolitana ha 1.664.560 abitanti in 1.407 km², con una densità di 1.182 ab./km².

Il nome

I Romani, che fondarono la città nel II secolo AC, la chiamarono Valentia Edetanorum, che significa "città forte degli Edetani", una tribù iberica insediata nella zona. Sotto i Mori fu nota come Balansiya. Tramite cambiamenti di suono regolari è diventata quindi Valencia. Attualmente viene ufficialmente riconosciuta la denominazione bilingue València\Valencia, che vale anche per la provincia omonima. Colloquialmente in valenciano la città è chiamata anche Cap i Casal, ossia capitale.

Storia

L'antichità

Valentia Edetanorum venne fondata dai Romani nel 138 AC, sotto il console Decimo Giunio Bruto, lungo la riva destra del fiume Turia, sul luogo di un antico insediamento iberico. Nel 75 AC la città fu distrutta nel corso della guerra tra Pompeo e Sertorio, e il sito abbandonato per almeno cinquant'anni. A metà del I secolo DC la città rifiorì, con l'arrivo di nuovi abitanti dalle zone vicine, l'ampliamento urbano e la costruzione di grandi opere pubbliche. Con la crisi dell'Impero romano nel III secolo per Valencia iniziò un lungo periodo di decadenza. Il numero degli abitanti diminuì, interi quartieri si spopolarono, le infrastrutture pubbliche caddero in abbandono. A quel periodo si può far risalire la prima comunità cristiana a Valencia, che ebbe in San Vincenzo martire, ucciso nel 304, la sua prima figura di riferimento. Fu proprio la Chiesa, nei secoli successivi, a riempire il vuoto di potere lasciato dall'impero, prendendo in mano l'amministrazione della città e dando impulso ad un parziale recupero urbano con la costruzione di templi cristiani sui ruderi di quelli romani.

I Visigoti

All'inizio del V secolo cominciarono le invasioni dei Visigoti nella penisola iberica, che dominarono fino al 711, quando furono cacciati dagli Arabi. Nel periodo visigoto Valencia assunse importanza dal 554 al 625, quando, grazie alla sua posizione strategica, fu sede di contingenti militari e fortificazioni contro le truppe dell'Impero Romano d'Oriente.

Gli Arabi

Nel 711 il regno dei Visigoti venne schiacciato dall'invasione araba e berbera. Valencia, ovvero Balansiya (la denominazione in uso presso i musulmani) progressivamente assorbì gli usi, la lingua, la cultura e la religione dei suoi nuovi abitanti. Anche l'assetto urbanistico cambiò: fu costruito il palazzo della Rusàfa (che, riprendendo il nome d'una residenza califfale a Damasco, diede il nome a uno dei quartieri della città), venne creata una prima cerniera di coltivazioni al di fuori della città (in corrispondenza dell'attuale barrio del Carmen) e l'antica sede episcopale visigota fu convertita nella piazza della residenza del governatore ( wālī ), nominato dal califfo di Cordova nel periodo del califfato di Cordova. Valencia tornò in auge dopo la caduta degli Omayyadi di Cordova nel 1010, con la creazione di una propria taifa o regno indipendente che si organizzò grazie a due liberti di Almanzor (al-Mansūr Ibn Abī ‘Āmir), il grande Reggente dell'ultimo periodo califfale. Dopo la morte del primo, Mubārak, il secondo (Muzaffar) fu cacciato dalla popolazione che chiamò alla guida del regno valenciano Labīb, anch'egli un affrancato di origine slava che si pose sotto la protezione del conte di Barcellona. Nel corso delle agitate vicende che contrassegnarono per i musulmani la seconda metà dell'XI secolo, Valencia dovette difendersi dal sovrano Ferdinando I di Castiglia e León, alleato per l'occasione al sovrano musulmano di Toledo, al-Ma'mūn ibn Dhuū l-Nūn che riuscì però a detronizzare il giovane sovrano valenciano ‘Abd al-Malik ibn ‘Abd al-‘Azīz, detto al-Muzaffar (il Trionfatore). Dopo un periodo in cui Valencia fu governata dai signori musulmani di Toledo, la città cadde sotto il controllo del re di Castiglia Alfonso VI nel 1085. La città in tutto questo periodo si ampliò e fu necessario costruire una nuova cinta muraria. Nel 1094 Rodrigo Díaz de Vivar, detto El Cid, conquistò Valencia ( la sua vittoria venne immortalata nella Canzone del Cid ), ma la città ritornò ancora una volta sotto controllo musulmano quando nel 1102 l'arrivo dei berberi almoravidi dal Nordafrica mutò ancora gli equilibri istituzionali del regno, con la conquista di Valencia, abbandonata dalla vedova del Cid Campeadór, Chimena, dopo essere stata data alle fiamme. Fino a metà del XII secolo Valencia fu retta da governatori almoravidi e, dopo un breve periodo in cui la città recuperò una sua autonomia legando la sua sorte a quella della Murcia, Valencia si pose per 4 anni sotto la sovranità di Ibn Mardanīsh prima di ribellarsi a lui. Con l'arrivo dal Nordafrica dei soldati berberi musulmani degli Almohadi verso il 1172, Valencia perse di nuovo la sua indipendenza fino al 28 Settembre 1238 allorché la città cadde definitivamente nelle mani del re aragonese Giacomo I d'Aragona entrando definitivamente a far parte dei suoi domini.

Il Regno di Valencia

Re Giacomo I di Aragona conquistò la città nel 1238 e la incorporò nell'appena costituito Regno di Valencia, uno dei regni che formavano la Corona di Aragona. Dopo cinque secoli finiva così la dominazione araba, e gli abitanti musulmani furono presto espulsi dalla città. Il Re promulgò nuove leggi per la città, note come els Furs, che in seguito vennero estese a tutto il regno. Il re diede alla città libera una nuova bandiera: quattro sottili bande rosse orizzontali su campo giallo con a sinistra una ornata banda verticale azzurra. Il drappo rappresentava l'Aragona (la cui bandiera era formata da quattro strisce rosse verticali su campo giallo) che raggiungeva il mare. La punta dell'asta della bandiera era decorata con un pipistrello (rat penat), simbolo del regno, che sarebbe poi stato aggiunto, a partire dal XVI secolo, allo stemma della città. Il secolo seguente fu abbastanza travagliato per Valencia. La peste nera del 1348 e le successive epidemie ne dimezzarono la popolazione. Venne costruita una nuova cinta muraria per difendersi dagli attacchi dei castigliani, che vennero respinti per due volte, nel 1363 e nel 1364. Come riconoscimento, il re concesse alla città il titolo di dos veces leal ("due volte leale"), rappresentato dalla due L che tuttora campeggiano nello stemma cittadino. Nel 1391, in seguito ad un tumulto popolare, gli ebrei che vivevano in città furono cacciati o costretti a convertirsi forzatamente al cristianesimo.

Il secolo d'oro

ebrei A un periodo così negativo seguì uno straordinario rinascimento economico e culturale, al punto che il XV secolo è chiamato "il secolo d'oro valenciano". Grazie al suo porto sul Mediterraneo, Valencia divenne uno dei principali centri commerciali d'Europa. Già dal 1283 era attivo il Consolat de Mar, istituzione mercantile che regolava il commercio marittimo. Nel 1408 venne creata anche la Taula de Convis i Deposits, una banca municipale destinata a finanziare le attività mercantili. Furono i banchieri valenciani a prestare denaro a Isabella I di Castiglia per il viaggio di Cristoforo Colombo del 1492. La Lonja de la Seda, la Borsa della Seta, edificio gotico destinato alle contrattazioni mercantili, venne costruita alla fine del secolo; il monumento, simbolo del potere e del prestigio di Valencia in quell'epoca, è stato inserito dall'UNESCO nella lista dei Patrimoni dell'umanità. Lo sviluppo economico favorì le arti e la cultura. A Valencia si trovava la prima pressa da stampa della penisola iberica; nel 1478 venne stampata la prima Bibbia in una lingua neolatina, attribuita a Bonifaci Ferrer. Lo scrittore Joanot Martorell, autore di Tirant lo Blanch, ed il poeta Ausias March furono famosi valenciani dell'epoca. La città si arricchì di monumenti: oltre alla Lonja, risalgono a quel periodo il Micalet (il campanile della cattedrale) e le Torres dels Serrans.

L'età moderna

Ironia della sorte, la spedizione di Colombo finanziata dai capitali valenciani determinò la fine del periodo d'oro della città. Con la scoperta dell'America l'asse del commercio mondiale si spostò dal Mediterraneo all'Oceano Atlantico. Valencia rimase fuori dalle principali rotte internazionali, e l'attività mercantile si contrasse notevolmente. La città perse di importanza economica e culturale. Nei due secoli seguenti passò vicende storiche analoghe a quelle di altre città spagnole: l'Inquisizione, la Controriforma, il processo di castiglianizzazione, l'espulsione degli ultimi ebrei e arabi, le crescenti proteste popolari contro la monarchia e la nobiltà. Durante la guerra di successione spagnola, Valencia si schierò con Carlo d'Austria. Dopo la vittoria dei Borboni nella battaglia di Almansa il 25 aprile 1707, la città perse i privilegi (els Furs) concessi quattro secoli prima da Giacomo I d'Aragona e dovette accettare le leggi e gli usi della Castiglia. Nel XVIII secolo ci fu una ripresa economica legata alle attività manifatturiere, in particolare l'industria tessile della seta che, secondo fonti dell'epoca, dava lavoro (anche grazie all'indotto) a più di 25.000 persone. Il porto rimaneva però in disuso, al punto che le sete prodotte a Valencia venivano trasportate via terra fino a Cadice, dove poi venivano imbarcate ed esportate nel resto del mondo. Dopo lo sconvolgimento della Rivoluzione Francese, e l'insurrezione popolare di Madrid del 2 maggio 1808, anche i valenciani preserono le armi e si sollevarono il 23 maggio 1808. Resistettero per due volte agli assalti delle truppe di Napoleone, ma al terzo attacco, il 9 gennaio 1812, i francesi riuscirono ad entrare in città. Se ne andarono un anno dopo. Il re Fernando VII rientrò in Spagna nel 1814 proprio da Valencia, e ripristinò la monarchia assoluta. Seguì un periodo di forti conflitti tra opposte fazioni in tutta la Spagna. A Valencia il rappresentante del re venne incarcerato e giustiziato nel 1820 all'inizio del cosidetto "triennio liberale", a cui seguì dal 1823 al 1833 un decennio di restaurazione e repressione. La morte di Fernando VIII nel 1833 pose fine alla monarchia assoluta. Si aprì così un'epoca di grandi cambiamenti per tutta la Spagna, quindi anche a Valencia, con la riforma delle cariche pubbliche e dell'amministrazione statale e locale. Grazie anche all'economia fiorente, la popolazione raddoppiò e la città si espanse, incorporando i paesi della periferia. Vennero realizzate importanti infrastrutture, tra cui la rete dell'acqua potabile nel 1850 e della corrente elettrica nel 1882. Nel 1865 vennero abbattute le antiche mura cittadine, e cominciò l'urbanizzazione delle zone a ovest e a sud del centro storico. Fu creato il quartiere modernista dellEnsanche o Eixample. Nella seconda metà del secolo nacque un movimento di riscoperta della lingua e delle tradizioni valenciane, detto Reinaxança.

Il XX secolo

Il
boom edilizio continuò nei primi decenni del secolo successivo. Vennero costruiti il mercato centrale e il mercato Colon; nel 1921 venne terminata la stazione ferroviaria detta Estación del Norte. L'economia fiorente si basava principalmente sull'agricoltura (soprattutto agrumi, esportati in tutto il mondo), sulla metallurgia e sull'industria di lavorazione del legno. Nel novembre 1936, dopo la caduta di Madrid nella guerra civile spagnola, la capitale della Repubblica venne spostata a Valencia. La città soffrì per oltre due anni il blocco e l'assedio delle forze di Francisco Franco, che entrarono in città il 30 marzo 1939. Il periodo postbellico fu duro per i valenciani, a cui il regime tolse anche la libertà linguistica: parlare o insegnare il valenciano era proibito, usare tale lingua era un reato penale. Il 14 ottobre 1957 il fiume Turia straripò, uccidendo molti valenciani in quella che viene considerata la peggiore alluvione della storia della città. In seguito il fiume venne deviato lungo un corso alternativo, lontano dalla città; il vecchio letto asciutto venne convertito in un parco, il Jardin del Turia, che attraversa la città e ne è una delle principali attrattive. Dopo la morte di Franco nel 1975 e l'approvazione della Costituzione spagnola nel 1978, venne riconosciuta alla Comunità Valenciana, di cui Valencia è capitale, lo statuto di autonomia. Tra la fine del XX secolo e l'inizio del XI secolo a Valencia sono stati realizzati numerosi progetti architettonici e urbanistici, che hanno trasformato ulteriormente la città. Il più imponente è la Città delle Arti e delle Scienze, un nuovo quartiere a sud ovest del centro progettato dall'architetto valenciano Santiago Calatrava.

Clima

Valencia gode di un clima mediterraneo mite e umido. La temperatura media annuale è di 17,8 °C, con valori che oscillano dagli 11,5 °C di gennaio ai 25,5 °C di agosto. Le precipitazioni, con una media di 454 mm all'anno, si concentrano nella stagione autunnale, dove di solito sono molto intense. clima mediterraneo

Economia

Valencia ha goduto di una forte crescita economica nell'ultimo decennio, dovuta in gran parte a turismo e costruzioni. Comunque, questo modello di sviluppo ha portato alla costruzione di molti edifici su aree rurali. Inoltre, l'implementazione da parte del governo di Valencia dell'LRAU (il piano regolatore) è stata altamente controversa poiché prevede l'espropriazione delle case dei cittadini spagnoli e dei residenti stranieri, senza indennizzo. La questione fu oggetto di uno scottante documentario trasmesso nel 2005 dal secondo canale televisivo nazionale (TVE2). I critici sostengono che questa legislazione (che era stata in teoria pensata per proteggere il terreno rurale) viene abusata a favore di un grande sviluppo urbano e industriale. Il Comitato delle Petizioni dell'Unione Europea relazionò sulla questione nel 2004, trovando che il governo valenciano stava infrangendo dei diritti basilari europei. Gli ambasciatori degli stati membri dell'UE, in rappresentanza dei loro cittadini hanno protestato con le autorità spagnole e la questione è stata deferita alla corte europea dei diritti umani. L'ampia copertura del caso da parte dei media esteri minaccia la locale industria del "turismo residenziale".

Cultura

corte europea dei diritti umani.]] Valencia è famosa per il festival di Las Fallas, in marzo, per la
paella valenciana e per la nuova Città delle arti e delle scienze.

Lingue

Le due lingue ufficiali parlate nella città sono il castigliano (o spagnolo) e il valenciano (o catalano). A causa della pressione politica e demografica del passato, la lingua predominante è lo spagnolo, al contrario delle zone circostanti l'area metropolitana della provincia di Valencia. Nonostante ciò, il governo locale fa in modo di enfatizzare l'uso della lingua locale. Ad esempio, tutti i cartelli nella metropolitana (gestito dalla Ferrocarrils de la Generalitat Valenciana) sono in valenciano, con la traduzione in spagnolo scritta più in piccolo.

Gastronomia

Ferrocarrils de la Generalitat Valenciana Il piatto più noto della cucina valenciana è la paella. Si tratta di una preparazione a base di riso, zafferano e olio d'oliva, che prende il nome dal recipiente di metallo in cui viene cotta, detto in valenciano
paella. Questo piatto, che internazionalmente viene associato alla cucina spagnola, è originario proprio di Valencia, e si è diffuso nel resto della Spagna solo a partire dalla fine del XIX secolo. Ne esistono ormai numerose varianti, ma la ricetta tradizionale, che ha preso il nome di "paella alla valenciana", è condita con carne (pollo e coniglio) e verdure (pomodoro, fagiolini). Un'altra specialità tipica di Valencia è l'horchata, una bevanda rinfrescante preparata con acqua, zucchero e chufa, un tubercolo di una pianta, il Cyperus esculentus, diffusa nella piana di Valencia. Tradizionalmente si consuma come spuntino assieme a un paio di fartons, biscotti tipici di forma allungata. Viene servita nella maggior parte dei bar, nei chioschi ambulanti, nonchè in locali dedicati detti appunto horchaterías. Esiste anche lAgua de Valencia, che letteralmente significa "acqua di Valencia", ma in realtà è un cocktail a base di succo d'arancia, cava (lo spumante spagnolo) e vodka.

Sport

Il calcio è lo sport più popolare. Due sono le squadre principali della città, che giocano in due stadi differenti. La più antica è il Levante Unión Deportiva, fondata nel 1909, che gioca le partite interne allo stadio "Ciutat de Valencia". Quanto a risultati sportivi, invece, il Levante è considerata la seconda squadra, dopo il Valencia CF; quest'ultima, che disputa gli incontri casalinghi allo stadio "Mestalla", ha nel suo palmarès 6 titoli di Liga, 6 Coppe del Re e 5 coppe europee. Dalla sezione pallacanestro del Valencia CF nel 1986 nacque il Valencia Basket, sponsorizzato Pamesa, che milita nella Liga ACB spagnola. Ha in bacheca una Coppa del Re e una Coppa ULEB. Valencia ospiterà nel 2007 la trentaduesima edizione dell'America's Cup di vela. Con oltre 150 anni di storia, è il trofeo sportivo più antico del mondo e riunisce l'eccellenza del mondo della vela. La sede è stata scelta per le sue condizioni climatiche e geografiche, preferita ad altre candidate come Genova e Marsiglia. Tra il 2004 e il 2007, grazie alle regate della Louis Vitton Cup, i migliori equipaggi velici del mondo si affronteranno nelle acque del porto di Valencia. Il vincitore di questa competizione affronterà l'attuale detentore del trofeo, l'equipaggio svizzero di Alinghi.

Collegamenti esterni


- [http://www.turisvalencia.es/index.aspx?idioma=IT Guida turistica]
- [http://www.cac.es Città delle Arti e delle Scienze]
- [http://www.levante-emv.com Levante-EMV], quotidiano locale
- [http://www.metrovalencia.com Metropolitana]
- [http://www.emtvalencia.es Autobus]
- [http://www.fallas.com Las Fallas]
- [http://www.americascup.com/it/ Coppa America] categoria:Città della Spagna Categoria:Comuni della comunità Valenciana Categoria:Comuni della provincia di Valencia ja:バレンシア (スペイン)

Musicologia

Con il termine musicologia si intende lo studio del fenomeno della musica nel mondo. La disciplina si sviluppò nella seconda metà del XIX secolo in ambiente tedesco e francese, per influenza del positivismo Ebbe il carattere di un complesso di discipline che si occupavano dei diversi aspetti dei fenomeni musicali, riprendendo a modello anche nel nome le altre discipline scientifiche: dall’espressione Naturwissenschaft, indicante le scienze naturali, nacque la Musikwissenschaft ("scienza della musica"). In pratica, i musicologi adottarono i criteri e le metodologie derivate dalle scienze naturali. Le discipline che si occupano dei diversi aspetti dei fenomeni musicali e sono comprese nella musicologia possono essere indicate come:
- musicologia sistematica: comprende le discipline che affrontano la musica in senso teorico, come l'acustica, o l'estetica della musica;
- musicologia storica: studia la musica colta, prodotta in Europa, a partire dal Medioevo, usando un approccio storico. Comprende ad esempio la bibliografia musicale, la filologia musicale e la critica testuale;
- etnomusicologia: nasce come "musicologia comparata" ed è un discorso sulla musica popolare; si propone di raccogliere e ordinare le testimonianze musicali, inserendole nel contesto delle varie culture e civiltà
- musicologia applicata: è l’applicazione della musica ad altri ambiti, come ad esempio la musicoterapia, o la didattica della musica. Di recente, gli studi musicologici si sono inoltre allargati ad aree extra-antropologiche, nella convinzione (sostenuta da un numero sempre maggiore di studiosi) che la musica sia un fenomeno "transpecifico" (proprio cioè anche delle altre specie e non solo dell'uomo), con forte matrice biologica, non solo culturale. Espressioni di questa tendenza teorica sono la biomusicologia, e soprattutto la zoomusicologia.

L’origine della musica

Il problema dell'origine della musica e dei suoni appassionò studiosi di varie discipline nella seconda metà del XIX secolo e all’inizio del seguente. Furono sviluppate due principali teorie, che vedevano rispettivamente l'origine della musica nella melodia oppure nel ritmo.
- "Teoria biologica" di Herbert Spencer: la musica deriverebbe dal linguaggio parlato. Le variazioni di intensità e di altezza sono gli effetti fisiologici delle variazioni dei sentimenti; il canto ha avuto origine dal parlare su toni di voce acuti;
- "Teoria adattativa" di Charles Darwin: in relazione alla sua teoria dell’evoluzione e della selezione naturale delle specie viventi, l'origine della musica viene vista come il risultato dei processi di seduzione tra i due sessi. Il canto dell’uomo è imitazione dei gridi degli animali, soprattutto degli uccelli, in particolare nella stagione degli amori.
- "Teoria psicologica" di Carl Stumpf: sulla base di fonogrammi registrati presso popoli primitivi, la musica sarebbe nata dalla necessità di produrre dei “segnali” con la voce. Dai segnali ebbero origine suoni di diversa altezza emessi simultaneamente o successivamente e quindi si definirono intervalli, determinati e trasponibili. Si rifà alle tesi di Jean-Jaques Rousseau.
- "Teoria del ritmo" di Karl Bucher e Richard Wallaschek: sostennero che l’origine dei fatti musicali è nel ritmo che accompagna i movimenti delle attività collettive di lavoro presso le comunità tribali. Queste teorie erano tutte basate sul presupposto che l’origine della musica fosse un processo unico e uguale. Più tardi si ritenne invece impossibile che un realtà ricca e varia qual è la musica possa aver avuto origini monogenetiche. Nelle ricerche successive pur nell'obiettiva incertezza si è quindi cercato di determinare un'origine "assoluta" della musica, indipendente da questa o quella civiltà: un'origine della musica in sostanza "naturale", che ubbidisca a leggi naturali. Passi avanti furono compiuti da studiosi come Curt Sachs ed altri, che si avvalsero della registrazione delle musiche e dei canti di molti popoli primitivi appartenenti a differenti aree tecniche. Lo studio dei fonogrammi e la loro comparazione ha consentito di formulare alcuni principi della musicologia comparata. Prevale la convinzione che non sia possibile individuare i momenti precisi nei quali sia nata la musica e che lo studio si debba rivolgere alla musica dei popoli primitivi più arretrati.

Gli strumenti dei popoli primitivi

Uno studio approfondito degli strumenti dei popoli primitivi e una loro classificazione furono compiuti dal musicologo tedesco Curt Sachs. Gli strumenti furono classificati secondo il corpo vibrante e ne fu illustrata la distribuzione geografica e culturale. Idiofoni: sono strumenti che producono suono mediante la vibrazione del materiale stesso di cui sono composti, senza l’ausilio di parti poste in tensione. Si distinguono in idiofoni:
- "a percussione" (tamburi);
- "a scotimento" (sonagli, ottenuti riempiendo contenitori di legno, argilla o metallo con sassolini o semi di frutti essiccati o, ancora, pezzi di metallo);
- "a raschiamento" (guiro);
- "a pizzico" (lo scacciapensieri);
- "a frizione";
- "ad aria".
Esempi di idiofoni primitivi sono tronchi d’albero distesi sul terreno, percossi con i piedi, con le mani o con mazze, mentre tipi più evoluti di idiofoni sono gli xilofoni di varie fogge, i litofoni, i gong. Furono i più diffusi perché potevano essere costruiti con oggetti di uso comune. Membranofoni: sono strumenti nei quali il suono è prodotto per mezzo della vibrazione di una membrana tesa su un'apertura. Si dividono in:
- tamburi: membranofoni monopelle o bipelle, costituiti da una cassa cava su cui sono tese le membrane. I materiali di cui sono fatte le casse sono i più diversi (metallo, legno, terracotta) e così le forme da esse assunte (a cilindro, a clessidra, a cono). In tutte le culture i tamburi sono al centro di complessi rituali per la loro costruzione o utilizzazione e sono oggetto di tabù, di culti e di costruzioni mitiche, spesso legati al significato simbolico della pelle di animale usata per la membrana. Nell’orchestra sinfonica sono presenti diversi tamburi tra i quali ricordiamo: i timpani, la grancassa, la cassa rullante e il tamburo militare. In base ai modi con cui la membrana è messa in vibrazione, si distinguono i tamburi
  - "a percussione": possono essere percossi direttamente con le mani o con le bacchette,
  - "a pizzico":montano una corda che, pizzicata, trasmette alla pelle le sue vibrazioni,
  - "a frizione": montano una bacchetta o una corda legata al centro della pelle che è messa in vibrazione dalla mano inumidita fatta scorrere con forza su e giù lungo la bacchetta o la corda stessa;
- mirliton. Aerofoni: sono strumenti musicali che producono il suono attraverso vibrazione primaria dell’aria, indotta da una sollecitazione esterna, quale la pressione del fiato del suonatore, o dell'aria emessa da un mantice.
- aerofoni liberi sono gli strumenti che producono il suono mediante vibrazione primaria dell’aria esterna. Si distinguono in:
  - "a deviazione", nei quali un bordo applicato fende una massa o una corrente d’aria (frusta),
  - "a interruzione", , nei quali si determina un’interruzione periodica di un flusso d’aria (es. ancie libere della fisarmonica, sirena),
  - "ad esplosione (per esempio i dispositivi che producono i colpi di mortaretto o colpi di cannone).
- Fiati, dove il suono è prodotto dalla vibrazione di una colonna d’aria contenuta in un tubo. Nell’orchestra, questi ultimi, sono divisi in ottoni e legni, secondo il materiale di cui sono costruiti.
Tra gli aerofoni, lo strumento più semplice è il bastone sibilante, una tavola di legno fissata ad una corda che, volteggiando in aria, produce sibili di varie altezza, secondo la velocità. Cordofoni: sono strumenti musicali in cui il suono è prodotto dalla vibrazione primaria di una corda tesa tra punti fissi. Si distinguono in:
- "cordofoni semplici", o cetre, nei quali le corde sono tese direttamente sulla cassa di risonanza
- "cordofoni composti", ossia arpe, liuti e lire, nei quali le corde corrono fra la cassa e un braccio o un manico. Tra le forme più arcaiche di essi sono da citare l’arco, una corda (che viene pizzicata o percossa) tesa fra un’estremità di un bastone elastico e un pezzo di corteccia stesa su una buca o tenuta con un’estremità in bocca; e il salterio di canna, costruito con una (o più) sottile striscia di scorza staccata da una canna di bambù. Si pose presto il problema di accrescere l’intensità dei suoni prodotti dagli strumenti, e ciò diede origine all'ideazione e applicazione di risuonatori. Si tratta di strumenti che, collocati a contatto col corpo sonoro vibrante, ne aumentano la sonorità. Ve ne sono due grandi categorie: quelli accordati e quelli liberi. I primi sono quelli in cui la risonanza è vincolata ad una determinata frequenza (le varie famiglie di strumenti a fiato); i secondi sono quelli che risuonano senza condizionamenti di frequenza (strumenti a corda). La voce è sia un risuonatore accordato che libero, perché l’apparato vocale ha la capacità di adeguare con immediatezza la disposizione delle cavità risonanti in relazione all’altezza e al timbro dei suoni da emettere. Il tipo primitivo di risuonatore è una buca scavata nel terreno e ricoperta di pelli o altro materiale elastico. Altri risuonatori sono recipienti di tessa ricoperti, tronchi d’albero.

Musica e mitologia

L'importanza della musica nella cultura può essere dedotta dallo studio delle mitologie, dei riti, delle filosofie di diversi popoli. Molti di essi considerano la musica un dono degli dei, che alcuni identificano in strumenti musicali; ritengono che il suono anche quando ha origine da eventi musicali sia la voce degli dei e manifestazione della loro volontà. In molti miti riguardanti la creazione, è da fenomeni acustici che il dio o gli dei vengono a nascere. La musica è presente nella mitologia di tutti i popoli primitivi: alcune popolazioni indiane d’America ritenevano che il loro dio avesse creato il mondo cantando tre volte; nella mitologia cinese i primi canti e i primi strumenti erano emanazione delle voci di otto antenati. Più ricchi di immaginazione sono i racconti della Bibbia: le mura di Gerico furono abbattute dagli squilli delle trombe delle milizie d’Israele; il suono dell'arpa di David placava la follia del re Saul. Fantasioso il mito greco di Orfeo, il cui canto placò le potenze infernali.

Musicologi


- :categoria:Musicologi
  - Guido Adler
  - Theodor Ludwig Wiesengrund-Adorno
  - Jacques Chailley
  - Carl Dahlhaus
  - Leopoldo Gamberini
  - Charles Rosen Categoria:Antropologia Categoria:Musica ja:音楽学

1925

Eventi


- 3 gennaio - Italia: nel discorso di inizio anno, Benito Mussolini annuncia la la presa dei poteri dittatoriali. In tutto il Paese si verificano arresti di massa.
- 18 febbraio - Italia: viene fondato l'Istituto Giovanni Treccani per la pubblicazione dell'Enciclopedia Italiana, diretta da Giovanni Gentile.
- 5 aprile - Germania: Erna Murray stabilisce il suo nono record mondiale, nuotando i 200m rana in 3'202.
- 1 maggio - Cipro: l'isola assume lo statuto di colonia della corona britannica.
- 7 maggio - Germania: si inaugura a Monaco il più grande museo della scienza e della tecnica del mondo.
- 22 giugno- Italia: Inaugurata la prima torre solare italiana all'Osservatorio di Arcetri
- 19 luglio - Francia: l'italiano Ottavio Bottecchia vince per la seconda volta consecutiva il Tour de France
- Jenkins, negli Stati Uniti, e Baird, in Gran Bretagna, effettuano la prima trasmissione di immagini in movimento.

Nati


- 1 gennaio - Mario Merz, artista italiano
- 9 gennaio - Lee Van Cleef, attore statunitense († 1989)
- 8 febbraio - Jack Lemmon, attore e regista statunitense († 2001)
- 21 marzo - Hugo Koblet, ciclista svizzero
- 17 aprile - Carlo Di Palma, direttore della fotografia e regista italiano († 2004)
- 2 maggio - Roscoe Lee Browne, attore
- 9 maggio - Barbara Ann Scott, pattinatrice canadese
- 25 maggio - Aldo Clementi, compositore
- 26 maggio - Virgilio Maroso, calciatore italiano
- 6 settembre - Andrea Camilleri, scrittore italiano
- 8 settembre - Peter Sellers, attore († 1980)
- 11 settembre - Robert W. Mann, compositore e didatta
- 15 settembre - Giuseppe Fava, scrittore italiano († 1985)
- 23 settembre - Dino Ballarin, calciatore italiano
- 28 settembre - Seymour Cray, informatico statunitense († 1996)
- 24 ottobre - Luciano Berio, compositore († 2003)
- 5 dicembre - Henri Oreiller, sciatore e pilota automobilistico francese
- 8 dicembre - Sammy Davis Jr., cantante, attore, ballerino statunitense

Morti


- 15 aprile - John Singer Sargent, pittore statunitense
- 20 aprile - Antonio Fais, matematico italiano
- 17 luglio - Lovis Corinth, pittore e grafico tedesco (n. 1858)
- 26 luglio - Gottlob Frege, logico e matematico tedesco
- 25 settembre - Emilio Lunghi, atleta italiano
- 30 novembre - Anton Maria Antoniazzi, matematico italiano
- 29 dicembre - Felix Vallotton, pittore svizzero (n. 1865)

Premi Nobel


- per la Pace: Austen Chamberlain, Charles Gates Dawes
- per la Letteratura: George Bernard Shaw
- per la Fisica: James Franck, Gustav Hertz
- per la Chimica: Richard Adolf Zsigmondy 025 ja:1925年 ko:1925년 simple:1925 th:พ.ศ. 2468


Turchia

La Repubblica Turca (in Turco Türkiye Cumhuriyeti) è uno stato il cui territorio comprende la parte orientale della Tracia, in Europa, e la penisola dell'Anatolia, cinta a sud dal Mar Mediterraneo, ad ovest dal Mar Egeo, a nord-ovest dal Mar di Marmara ed a nord dal Mar Nero, tradizionalmente considerata la propaggine più occidentale del continente asiatico. La Turchia confina a nord-ovest con la Grecia e la Bulgaria, a nord-est con la Georgia, ad est con l'Armenia, l'Azerbaijan e l'Iran, a sud-est con l'Iraq ed a sud con la Siria. La Turchia si estende su una superficie di 780.580 km², e nell'ultimo censimento (2002) è risultata avere 67.308.928 abitanti, professanti perlopiù la religione musulmana; sono presenti piccole minoranze cristiane (soprattutto ortodosse, ma anche cattoliche) ed ebraiche, mentre poco diffuso è l'ateismo. La capitale è Ankara, una delle tre grandi città turche insieme a Smirne (in turco İzmir), ed ad Istanbul; quest'ultima è la più grande metropoli del paese, nonché maggior centro industriale e commerciale. Lingua ufficiale è il turco, ma sono presenti moltissime minoranze linguistiche. La moneta ufficiale è la lira turca. Il presidente della Repubblica Turca è attualmente Ahmet Necdet Sezer, mentre il primo ministro in carica è Recep Tayyip Erdoğan.

Geografia

La Turchia è due volte e mezzo più estesa dell'Italia, una penisola circondata dal Mar Nero a nord, dal Mar Mediterraneo a sud e dal mare Egeo a ovest. A nord-ovest invece si trova il Mar di Marmara. Il territorio asiatico confina con la Georgia, l'Armenia, la Repubblica Autonoma di Nakhcevan, l'Iran, l'Irak e la Siria. La parte europea del paese, confina con la Grecia e con la Bulgaria. La Turchia è occupata da un poderoso fascio di catene montuose che vanno da est ad ovest: i monti Pontici ((Karadeniz Sıradağları) e i monti del Tauro. La massima elevazione è raggiunta dal monte Ararat m.5165 s.l.d.m.; altre montagne sono l'Elmadag, il Karabuk e il Bozdaglar. La catena montuosa dell'Abant Daglari (altitudine massima 1.794 m) si trova nella parte settentrionale del paese. I fiumi più importanti sono il Tigri e l'Eufrate, a cui si aggiungono il Meriç, l'Ergene e il Gediz. Il territorio si suddivide in tre diverse zone climatiche: sulla costa delMar Mediterraneo si hanno estati molto calde e inverni miti, sulle montagne del Tauro il clima è più umido, mentre il resto del paese ha un clima più caldo e secco.

Storia

Età antica e Medioevo

La Penisola Anatolica è stata la culla di una moltitudine di civiltà e di organizzazioni statali durante tutto il corso della storia dell'umanità. Tra le varie civiltà che vi si svilupparono nell'antichità, ricordiamo gli Ittiti, i Frigi, i Traci, i Lidii, gli Armeni e gli Elleni. Incorporata negli Imperi Persiano, Macedone, Romano e Bizantino, l'Anatolia ne seguì le vicessitudini, finché non fu invasa da tribù di etnia Turca a partire dall'XI secolo, a seguito della vittoria sull'esercito Bizantino ottenuta a Manzicerta dal condottiero Alp Arslan. I coloni Turchi furono presto unificati sotto il vessillo della tribù dei Turchi Selgiuchidi, i quali fondarono una fiorente e potente organizzazione statale, distrutta però nel corso delle grandi invasioni Mongole.

La conquista ottomana

Nel corso del XIV e del XV secolo un'altra tribù Turca, quella degli Ottomani, riuscì ad ottenere nuovamente la preminenza in Anatolia, riuscendo ad imporre la sua egemonia non soltanto in Anatolia, ma anche in Grecia ed in buona parte della Penisola Balcanica, espansione coronata dalla conquista di Costantinopoli da parte del sultano Mehmet il Conquistatore (in Turco Fatih Mehmet). Sotto i suoi successori l'Impero Ottomano con