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John Foster Dulles

John Foster Dulles

John Foster Dulles (25 febbraio 1888 - 24 maggio 1959) fu uno statista americano, noto anti-comunista. Dulles fu Segretario di Stato dal 1953 al 1959, durante la presidenza Eisenhower. Sostenne la necessità di aiutare la Francia nella guerra contro i Viet Minh nell'Indocina francese (una posizione che nel decennio successivo portò al diretto coinvolgimento americano nella Guerra del Vietnam) e divenne famoso per essersi rifiutato di stingere la mano del Primo Ministro della Repubblica Popolare Cinese Zhou Enlai alla Conferenza di Ginevra del 1954. Suo fratello minore Allen Dulles fu direttore della CIA. Il principale aeroporto di Washington, a Chantilly (Virginia) è dedicato a lui.

Voci correlate


- Guerra del Vietnam Dulles ja:ジョン・フォスター・ダレス

1888

Eventi


- 3 gennaio - Un telescopio da 91 cm viene usato per la prima volta al Lick Observatory
- 24 gennaio - Jacob L. Wortman brevetta il nastro della macchina da scrivere.
- 27 gennaio - A Washington DC viene fondata la National Geographic Society.
- 11 marzo - La "Grande Tormenta dell'88" inizia lungo la costa est degli Stati Uniti, chiudendo le attività commerciali ed uccidendo più di 400 persone.
- 22 marzo - Nasce la Football League.
- 11 aprile - Viene inaugurato il Concertgebouw di Amsterdam.
- 13 maggio - il Brasile abolisce la schiavitù.
- 19 giugno - A Chicago si apre la convenzione repubblicana. Il Generale Benjamin Harrison e Levi Morton vinceranno la nomina.
- 7 agosto - Viene trovato il corpo di Martha Tabram, una possibile vittima di Jack lo Squartatore.
- 31 agosto - Viene assassinata Mary Ann Nichols. È probabilmente la prima vittima di Jack lo Squartatore.
- 4 settembre - George Eastman registra il marchio Kodak, e riceve un brevetto per la sua macchina fotografica e anche una per il rullino.
- 8 settembre - A Londra viene trovato il corpo di Annie Chapman. viene generalmente considerata la seconda vittima di Jack lo Squartatore.
- 8 settembre - In Inghilterra vengono giocati i primi sei incontri della Football League.
- 30 settembre - A Londra vengono trovati i corpi di Elizabeth Stride e Catherine Eddowes. Ritenute la terza e quarta vittima di Jack lo Squartatore.
- 9 ottobre - Il Monumento a Washington viene ufficialmente aperto al pubblico.
- 6 novembre - Elezioni presidenziali USA del 1888: Il presidente democratico uscente Grover Cleveland vince il voto popolare, ma perde nei collegi elettorali contro lo sfidante repubblicano Benjamin Harrison.
- 9 novembre - A Londra viene trovato il corpo di Mary Jane Kelly. Viene considerata la quinta e ultima vittima di Jack lo Squartatore. Seguiranno altrettanti omicidi, ma la polizia li attribuisce a imitatori.
- Il Grammofono viene brevettato da Emile Berliner.
- Sarawak e Borneo diventano protettorati britannici.
- Susan B. Anthony organizza un congresso per i diritti delle donne a Washington DC.
- Prima ferrovia in Cina.

Nati


- 8 gennaio - Matt Moore, attore († 1960)
- 24 gennaio - Vicki Baum, scrittore († 1960)
- 24 gennaio - Ernst Heinkel, progettista aeronautico († 1958)
- 2 febbraio - Frederick Lane, nuotatore australiano († 1969)
- 10 febbraio - Giuseppe Ungaretti, poeta italiano
- 17 febbraio - Otto Stern, fisico, Premio Nobel per la fisica 1943 († 1969)
- 19 febbraio - José Eustasio Rivera, scrittore colombiano († 1928)
- 25 febbraio - John Foster Dulles, statista americano († 1959)
- 27 febbraio - Lotte Lehmann, cantante († 1976)
- 10 marzo - Barry Fitzgerald, attore († 1966)
- 12 marzo - Vaslav Nijinsky, ballerino ucraino († 1950)
- 26 marzo - Elsa Brändström, "l'Angelo della Siberia" († 1948)
- 6 aprile - Hans Richter, regista tedesco
- 26 aprile - Anita Loos, scrittrice († 1981)
- 27 aprile - Florence La Badie, attrice († 1917)
- 30 aprile - Antonio Sant'Elia, architetto italiano († 1916)
- 10 maggio - Max Steiner, compositore († 1971)
- 11 maggio - Irving Berlin, compositore statunitense († 1989)
- 25 maggio - Miles Malleson, attore († 1969)
- 27 maggio - Louis Durey, compositore († 1979)
- 3 giugno - Tom Brown, jazzista († 1958)
- 6 giugno - Pete Wendling, compositore, pianista statunitense
- 9 giugno - Ida Rentoul Outhwaite, illustratore australiano
- 11 giugno - Arthur Grimble, scrittore britannico († 1956)
- 13 giugno - Fernando Pessoa, scrittore portoghese
- 24 giugno - Gerrit Rietveld, architetto olandese
- 10 luglio - Giorgio De Chirico, pittore italiano († 1978)
- 17 luglio - Shmuel Yosef Agnon, scrittore israeliano (v 1970)
- 23 luglio - Raymond Chandler, scrittore († 1959)
- 25 luglio - Giacomo Acerbo, economista e uomo politico († 1969)
- 13 agosto - John Logie Baird, eseguì la prima dimostrazione della televisione
- 16 agosto - Thomas Edward Lawrence, scrittore, soldato († 1935)
- 16 agosto - Armand J. Piron, jazzista († 1943)
- 5 settembre - Sarvepalli Radhakrishnan, filosofo indiano
- 6 settembre - Joseph P. Kennedy, Sr., politico statunitense
- 12 settembre - Maurice Chevalier, attore francese
- 16 settembre - Frans Eemil Sillanpää, scrittore finlandese, Premio Nobel per la letteratura († 1964)
- 26 settembre - T. S. Eliot, poeta anglo-statunitense
- 26 settembre - J. Frank Dobie, giornalista statunitense
- 7 ottobre - Henry A. Wallace, politico statunitense
- 9 ottobre - Nikolai Ivanovich Bukharin, politico russo
- 16 ottobre - Eugene O'Neill, drammaturgo statunitense
- 15 novembre - Harald Sverdrup, scienziato norvegese
- 23 novembre - Harpo Marx, comico statunitense ($dagger; 1964)
- 26 novembre - Francisco Canaro, compositore di tango († 1964)
- 30 novembre - Ralph Hartley, ricercatore elettronico e inventore
- 4 dicembre - Re Alessandro di Jugoslavia
- 19 dicembre - Fritz Reiner, direttore d'orchestra ungherese († 1963)
- 28 dicembre - Friedrich Wilhelm Murnau, regista tedesco († 1931)

Morti


- 19 gennaio - Anton de Bary, biologo tedesco
- 29 gennaio - Edward Lear, artista e scrittore britannico
- 31 gennaio - San Giovanni Bosco, sacerdote e santo italiano
- 3 febbraio - Henry Maine, giurista britannico
- 6 marzo - Louisa May Alcott, scrittrice statunitense
- 9 marzo - Imperatore Guglielmo I di Germania
- 12 marzo - Henry Bergh, fondatore dell'American Society for the Prevention of Cruelty to Animals
- 15 aprile - Matthew Arnold, poeta inglese (n. 1822)
- 15 aprile - Padre Damien, sacerdote belga
- 15 giugno - Imperatore Federico III di Germania
- 9 agosto - Charles Cros, poeta francese
- 23 agosto - Philip Henry Gosse, scienziato britannico
- 31 dicembre - Samson Raphael Hirsch, rabbino (n. 1808) 088 ko:1888년 simple:1888

24 maggio

Il 24 maggio è il 144° giorno del Calendario Gregoriano (il 145° negli anni bisestili). Mancano 221 giorni alla fine dell'anno.

Eventi


- 1153 - Malcolm IV diviene Re di Scozia
- 1487 - L'impostore Lambert Simnel viene incoronato come "Re Edoardo VI" a Dublino
- 1626 - Peter Minuit compra Manhattan
- 1689 - L'Atto di tolleranza che protegge i Protestanti, viene passato dal Parlamento inglese (i Cattolici Romani vengono esclusi intenzionalmente).
- 1738 - Viene fondata la Chiesa Metodista
- 1787 - La Convenzione Costituzionale degli Stati Uniti si riunisce dopo che un quorum di delegati giunge a Philadelphia, Pennsylvania
- 1798 - I nazionalisti irlandesi di ribellano contro l'occupazione britannica, credendo che truppe francesi si apprestassero a invadere l'Irlanda.
- 1810 - L'Argentina inizia la sua rivolta contro la Spagna.
- 1822 - Battaglia di Pichincha: Simón Bolívar assicura l'indipendenza di Quito.
- 1844 - Viene inviato il primo messaggio telegrafico in codice Morse: 'What hath God wrought!'
- 1846 - Guerra Messicano-Ameircana: Il Generale Zachary Taylor cattura Monterrey
- 1861 - guerra civile americana: le truppe dell'Unione occupano Alexandria (Virginia)
- 1883 - Il ponte di Brooklyn viene aperto al traffico dopo 14 anni di costruzione.
- 1895
  - Inghilterra - Henry Irving diventa il primo personaggio del mondo del mondo del teatro ad essere proclamato cavaliere
  - A Londra il commediografo omosessuale Oscar Wilde viene trovato colpevole di reati contro la morale e condannato al carcere.
- 1900 - Guerra Boera: Il Regno Unito si annette lo Stato Libero di Orange
- 1910 - Buenos Aires, Argentina: Dorando Pietri corre la sua ultima maratona in 2.38'48"2, suo primato personale.
- 1915 - L'Italia dichiara guerra all'Austria-Ungheria ed entra così nella Prima Guerra Mondiale
- 1929 - Debutta Le noci di cocco, il primo film dei Fratelli Marx.
- 1930 - Amy Johnson atterra a Darwin (Australia), divenendo la prima donna a volare dall'Inghilterra all'Australia (era partita il 5 maggio per un volo di 17.600 km).
- 1935 - Babe Ruth, colpisce il 714o e ultimo fuoricampo della sua carriera.
- 1940 - Igor Sikorsky compie con successo il primo volo di un elicottero a rotore singolo.
- 1941 - seconda guerra mondiale:
  - Al largo di Siracusa il sommergibile britannico HMS Upholder affonda con due siluri la nave italiana Conte Rosso: 2300 morti.
  - Nell'Nord Atlantico, la nave da guerra tedesca "Bismarck" affonda la HMS Hood, uccidendo tutto l'equipaggio meno tre uomini di quella che era l'orgoglio della Royal Navy.
- 1943 - Olocausto: Josef Mengele diventa capo ufficiale medico del campo di concentramento di Auschwitz.
- 1956 - A Lugano, in Svizzera si tiene il primo Eurofestival.
- 1958 - La United Press International viene formata dalla fusione di United Press e International News Service.
- 1962 - Scott Carpenter orbita tre volte attorno alla Terra, a bordo della capsula spaziale Aurora 7.
- 1968
  - Alcuni studenti danno fuoco alla Borsa di Parigi.
  - Viene inaugurato il Gateway Arch, di Saint Louis (Missouri).
- 1976 - Washington, DC: il Concorde entra in servizio.
- 1980 - La corte internazionale di giustizia chiede il rilascio degli ostaggi dell'ambasciata statunitense di Tehran.
- 1993
  - L'Eritrea ottiene l'indipendenza dall'Etiopia.
  - La Microsoft rilascia Windows NT
- 1998 - A Salerno un vagone del treno che riporta a casa da Piacenza i tifosi della locale squadra di calcio è dato alle fiamme da ignoti mentre attraversa la galleria che conduce alla stazione. Nel rogo perdono la vita 4 giovani salernitani, tra i quali Simone Vitale, portiere della squadra di pallanuoto Rari Nantes Salerno, morto nel tentativo di portare in salvo altre persone.
- 2000 - A Parigi si tiene il Congresso del Millennio dei matematici, durante il quale vennero proposti 7 problemi per il millennio, ad imitazione dei 23 problemi di Hilbert.
- 2001 - alpinismo: lo sherpa quindicenne Temba Tsheri diventa la persona più giovane ad aver scalato l'Everest.

Nati


- 1544 - William Gilbert
- 1616 - John Maitland, Duca di Lauderdale
- 1619 - Philips Wouwerman, pittore
- 1650 - John Churchill, Duca di Marlborough
- 1686 - Gabriel Daniel Fahrenheit, fisico
- 1743 - Jean-Paul Marat, scrittore
- 1794 - William Whewell, filosofo
- 1803 - Charles Lucien Jules Laurent Bonaparte, naturalista francese († 1857)
- 1810 - Abraham Geiger, rabbino e studioso
- 1811 - Charles Clark, Governatore del Mississippi
- 1816 - Emanuel Leutze, pittore, autore di Washington attraversa il Delaware
- 1819 - Regina Vittoria
- 1831 - Richard Hoffman, pianista
- 1847 - Alessandro Cruto, inventore
- 1855 - Arthur Wing Pinero, pittore
- 1858 - Johan C Braakensiek, vignettista politico
- 1863 - George Grey Barnard, scultore statunitense
- 1866 - Armando Frid
- 1870 - Jan Christian Smuts
- 1877 - Robert Garrett, atleta statunitense († 1951)
- 1878 - Lillian Moller Gilbreth, madre del management moderno
- 1886 - Paul Paray, direttore d'orchestra e compositore
- 1891 - William F. Albright, archeologo statunitense e studioso della Bibbia († 1971)
- 1893 - Walter Baade, astronomo
- 1899 - Suzanne Lenglen, tennista francese
- 1900 - Eduardo de Filippo, autore e attore teatrale
- 1905 - Zdenek Blazek, compositore
- 1909 - Wilbur Mills, politico statunitense
- 1910 - Nils-Eric Fougstedt
- 1912 - Joan Hammond, soprano
- 1913 - Willi Daume, organizzatore dei Giochi Olimpici
- 1914 - Lilli Palmer, attrice
- 1917
  - John Robert Russell, Duca di Bedford
  - Antonello Trombadori, politico italiano
- 1922 o 1923 - Siobhan McKenna, attrice
- 1928
  - Stanley Baxter, attore
  - William Trevor, scrittore
- 1930 - Hans-Martin Linde, direttore d'orchestra
- 1934 - Jane Byrne, ex sindaco di Chicago
- 1935 - Joan Micklin Silver, regista, scrittore
- 1936 - Harold Budd, musicista
- 1938 - Tommy Chong, attore, comico
- 1940 - Joseph Brodsky, poeta russo († 1996)
- 1941 - Bob Dylan (alias Robert Allen Zimmerman), cantante rock
- 1942 - Derek Quinn, musicista
- 1943 - Gary Burghoff, attore
- 1944
  - Arthur Brown, musicista
  - Patti LaBelle, cantante
- 1945 - Priscilla Presley, attrice, moglie di Elvis Presley
- 1946 - Irena Kirszenstein-Szewinska, atleta polacca
- 1949 - Jim Broadbent, attore
- 1953 - Alfred Molina, attore
- 1955 - Rosanne Cash, cantante
- 1956 - Guglielmo Guerrini, allenatore italiano di canoa/kayak
- 1960 - Kristin Scott Thomas, attrice
- 1962 - Bev Lidyoff, pallavolista
- 1963
  - Joe Dumars, stella della pallacanestro
  - Ivan Capelli, pilota
- 1965
  - Carmen Di Pietro, attrice
  - John C. Reilly, attore
- 1966
  - Massimo Modugno, cantante
  - Eric Cantona, calciatore francese
- 1967 - Heavy D, musicista rap, attore
- 1988 - Billy Gilman, cantante

Morti


- 1153 - Re Davide I di Scozia
- 1543 - Nicolò Copernico, astronomo
- 1612 - Robert Cecil, primo Conte di Salisbury, primo Visconte Cranborne
- 1848 - Annette von Droste-Hülshoff
- 1879 - William Lloyd Garrison, scrittore abolizionista, editore
- 1883 - Abdel Kadir, leader algerino
- 1903 - Marcel Renault, pilota di automobili
- 1924 - Victor Herbert, compositore d'operetta
- 1933 - Percy C. Mather, pioniere missionario nel Turkestan Orientale
- 1950 - Archibald Wavell, generale
- 1959 - John Foster Dulles, Segretario di Stato degli Stati Uniti
- 1963 - Elmore James, scrittore
- 1969 - Willy Ley, scienziato missilistico
- 1974 - Duke Ellington, compositore, musicista
- 1981 - George Jessel, attore di vaudeville
- 1995 - Harold Wilson, ex Primo Ministro del Regno Unito
- 1997 - Edward Mulhare, attore
- 2003 - Lady Rachel Kempson, attrice

Feste e ricorrenze

Nazionali

Religiose

Santi cattolici:
- Sant'Amalia, martire di Tavio
- San Donaziano, martire a Nantes
- Santa Giovanna Antida Thouret, vergine
- Santi Martiri di Filippopoli
- San Rogaziano, martire a Nantes
- San Vincenzo di Lerino, abate

Laiche

24 ja:5月24日 ko:5월 24일 simple:May 24 th:24 พฤษภาคม



1953

Eventi


- 18 febbraio - Unione Europea: nell'ambito della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio viene aperto il mercato del carbone
- 25 aprile - James Watson e Francis Crick pubblicano sulla rivista Nature la loro ricerca che descrive la struttura a doppia elica dell'acido desossiribonucleico, il DNA
- 1 maggio - Unione Europea: nell'ambito della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio viene aperto il mercato dell'acciaio
- 17 maggio - Roma, Italia: viene inaugurato lo Stadio Olimpico con la partita di calcio Italia-Ungheria.
- 29 maggio - Edmund Hillary e Tenzing Norkay conquistano l'Everest.
- 12 agosto - Unione Sovietica: nel poligono di Semipalatinsk esplode la prima bomba atomica "mista" a fissione-fusione, venti volte più potente di quella sganciata ad Hiroshima.

Nati


- 19 febbraio - Massimo Troisi, attore e regista italiano
- 26 febbraio - Michael Bolton, cantante statunitense
- 3 marzo
  - Tiziano Sclavi, scrittore italiano (creatore di Dylan Dog)
  - Zico, calciatore brasiliano
- 16 marzo - Richard Stallman, programmatore, ideatore di software libero e copyleft
- 27 marzo - Annemarie Moser-Pröll, sciatrice austriaca
- 11 aprile - Andrew Wiles, matematico inglese
- 19 aprile - Sara Simeoni, atleta italiana
- 15 maggio - Mike Oldfield, musicista e compositore
- 22 maggio - Gaetano Scirea, calciatore italiano
- 22 giugno - Cyndi Lauper, cantante statunitense
- 16 ottobre - Paulo Roberto Falcão, calciatore brasiliano
- 14 novembre - Dominique de Villepin, politico francese
- 8 dicembre - Kim Basinger, attrice americana
- 31 dicembre - Jean-Pierre Rives, giocatore di rugby francese
- Data sconosciuta - Ahmed Shah Massoud nasce nel Panshir, nella Provincia di Parwan, a nord di Kabul.

Morti


- Antonio Conte - campione olimpico italiano nella scherma
- 2 marzo - Jim Lightbody, mezzofondista statunitense
- 5 marzo - Josif Stalin, leader del PCUS e dell'Unione Sovietica
- 5 marzo - Sergei Prokofiev, compositore russo
- 23 marzo - Raoul Dufy, pittore francese (n. 1877)
- 28 marzo - Jim Thorpe, sportivo statunitense
- 11 agosto - Tazio Nuvolari, pilota di auto e moto da corsa
- 24 agosto - Attilio Colacevich, matematico italiano (n. 1906)
- 28 settembre - Edwin Hubble, astronomo statunitense

Premi Nobel


- per la Pace: George Catlett Marshall
- per la Letteratura: Winston Leonard Spencer Churchill
- per la Medicina: Hans Adolf Krebs, Fritz Albert Lipmann
- per la Fisica: Frits Zernike
- per la Chimica: Hermann Staudinger 053 ja:1953年 ko:1953년 ms:1953 simple:1953 th:พ.ศ. 2496

Francia

La Francia o Repubblica francese (in francese, France o République française) è una nazione dell'Europa Occidentale, confinante con Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Italia, Monaco, Andorra, e Spagna. È uno dei membri fondatori dell'Unione Europea.

Storia

I confini della Francia moderna coincidono molto con quelli dell'antico territorio della Gallia, abitata dai Galli, una popolazione celtica. I Galli vennero sottomessi nel I secolo AC dai Romani, con i quali si fusero adottandone linguaggio e cultura. Anche il Cristianesimo mise radici, nel II e III secolo DC. Le frontiere orientali della Gallia, lungo il Reno, vennero invase dalle tribú germaniche nel IV secolo, principalmente dai Franchi, dai quali deriva l'antico nome di "Francie", il nome moderno, "Francia" deriva dal nome del dominio feudale dei Re Capetingi di Francia, attorno a Parigi (vedi Île-de-France). Anche se la monarchia francese viene spesso datata al V secolo, l'esistenza continua della Francia come entità a se stante inizia con il IX secolo e la divisione dell'Impero Franco di Carlomagno in una parte orientale e una occidentale. La parte orientale può essere vista come l'inizio di quella che oggi è la Germania, quella occidentale come la Francia. I discendenti di Carlomagno governarono la Francia fino al 987, quando Ugo Capeto, Duca di Francia e Conte di Parigi, venne incoronato Re di Francia. I suoi discendenti iniziarono la dinastia dei Capetingi, che governò la Francia fino al 1792, quando la rivoluzione Francese fondò una Repubblica, in un periodo di cambiamenti sempre piú radicali che iniziò nel 1789. Napoleone Bonaparte prese il controllo della Repubblica nel 1799, autoproclamandosi Imperatore. Le sue armate si impegnarono in diverse guerre attraverso l'Europa, conquistarono molte nazioni e fondarono nuovi regni, guidati dai familiari di Napoleone. A seguito della sua sconfitta nel 1815, la monarchia venne restaurata in Francia, per essere successivamente abolita legislativamente e sostituita dalla Seconda Repubblica francese. La Seconda Repubblica finí quando il nipote del primo Imperatore, Luigi Napoleone Bonaparte, venne eletto Presidente e proclamò un Secondo Impero. Meno ambizioso dello zio, il secondo Napoleone venne anch'egli spodestato, e la Repubblica tornò per la terza volta. Anche se vincitrice nella prima e nella seconda guerra mondiale, la Francia soffrí gravi perdite in termini di vite, impero, benessere, forza lavoro e grado di nazione dominante. Dal 1958, ha costruito una democrazia presidenziale (nota come Quinta Repubblica) che non ha ceduto alle instabilità sperimentate nei precedenti regimi parlamentari. Negli ultimi decenni, la riconciliazione e la cooperazione della Francia con la Germania si è rivelata centrale per l'integrazione economica dell'Europa, compresa l'introduzione dell'Euro nel gennaio 1999. Oggi, la Francia è in prima fila tra gli stati europei che cercano di sfruttare lo slancio dato dall'unione monetaria per portare avanti la creazione d'un apparato politico, di difesa e di sicurezza europeo piú unificato ed efficace. La Francia è anche uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Politica

La costituzione della Quinta Repubblica venne approvata tramite referendum il 28 settembre 1958. Essa rafforzava fortemente l'autorità dell'esecutivo in relazione al Parlamento. In base alla costituzione, il Presidente viene eletto direttamente per un mandato di 5 anni (in origine 7 anni). L'arbitraggio presidenziale assicura il regolare funzionamento dei poteri pubblici e la continuità dello stato. Il Presidente nomina il Primo Ministro, presiede il gabinetto, comanda le forze armate e conclude i trattati. L'Assemblea Nazionale (Assemblée Nationale) è il principale corpo legislativo. I suoi deputati sono eletti direttamente con mandato di 5 anni, tutti i seggi vengono votati ad ogni elezione. I senatori vengono scelti da un collegio elettorale per un mandato di 6 anni (prima 9 anni), e un terzo del senato viene rinnovato ogni 2 anni (prima ogni 3). Il potere legislativo del Senato è limitato; l'Assemblea Nazionale ha l'ultima parola in caso di disaccordo tra le due camere. Il governo ha una forte influenza sulla stesura dell'ordine del giorno del Parlamento. Vedi anche:
- Costituzione francese
- Elenco di monarchi francesi
- Capi di stato francesi
- Elenco di Primi Ministri della Francia
- Elenco di Ministri degli Esteri della Francia

Divisioni amministrative

La Francia è divisa in 26 regioni (in francese: région), che sono ulteriormente suddivise in 100 dipartimenti (in francese départements). I dipartimenti sono numerati (principalmente in ordine alfabetico) e i numeri vengono usati ad esempio per i codici postali o le targhe automobilistiche. Tra parentesi sono indicati i capoluoghi. dipartimenti I dipartimenti sono ulteriormente suddivisi in 342 zone (in francese arrondissements). I dipartimenti d'oltremare sono ex-colonie che ora godono d'uno status simile a quello della Francia Europea o metropolitana. Sono considerati una parte della Francia (e dell'UE) piuttosto che territori dipendenti. I paesi e territori d'oltremare formano parte della Repubblica francese, ma non sono parte del territorio europeo della Repubblica o dell'area fiscale dell'UE. Continuano ad usare il Franco francese del pacifico come valuta, che non è stata influenzata dalla sostituzione del Franco francese con l'Euro nel 2002. Le collettività territoriali hanno uno status a metà tra i dipartimenti d'oltremare e i territori d'oltremare. La Francia inoltre mantiene il controllo su numerose piccole isole dell'Oceano Indiano e dell'Oceano Pacifico, comprese Bassas da India, Isola Clipperton, Isola Europa, Isole Glorioso, Isola Juan de Nova, Isola Tromelin. Si veda Isole controllate dalla Francia nell'oceano indiano e nel pacifico.

Geografia

La Francia possiede un'ampia varietà di paesaggi, che vanno dalle pianure costiere a nord e ad ovest, dove la Francia confina con il Mare del Nord e l'Oceano Atlantico, fino alle catene montuose dei Pirenei a sud e delle Alpi a sud-est; queste ultime contengono la seconda montagna piú alta d'Europa, le cui pendici orientali sono in territorio italiano: il Monte Bianco (4.810 m) (la montagna piú alta d'Europa è il monte Elbrus (5.642 m), in Russia, nella catena del Caucaso). Nel mezzo si trovano altre regioni elevate, come il Massiccio Centrale o le Montagne dei Vosgi, e vasti bacini fluviali come quelli della Loira, del Rodano, della Garonna e della Senna. Le principali città della Francia sono: :Aix-en-Provence, Ajaccio, Albi, Amiens, Angers, Angouleme, Bastia, Belfort, Besançon, Bordeaux, Brest, Caen, Calais, Cannes, Carcassonne, Charleville-Mézières, Clermont-Ferrand, Colmar, Digione, Dunkerque, Evreux, Grenoble, La Rochelle, Le Havre, Le Mans, Lilla, Limoges, Lione, Marsiglia, Metz, Montpellier, Mulhouse, Nancy, Nantes, Nizza, Nîmes, Orléans, Parigi, Perpignan, Poitiers, Quimper, Reims, Rennes, Roubaix, Rouen, Saint-Étienne, Saint-Nazaire, Strasburgo, Tarbes, Tolone, Tolosa, Tourcoing, Tours e Valence. Vedi anche:
- la lista città della Francia per le schede ancora da sviluppare
- la :categoria:Città della Francia per le schede già categorizzate.

Economia

L'economia francese combina un'estesa imprenditoria privata, con un sostanziale, ma in declino, intervento governativo. Ampi tratti di terra fertile, l'applicazione delle tecnologie moderne e i sussidi, si sono combinati per rendere la Francia il principale produttore agricolo dell'Europa Occidentale. Il governo mantiene una considerevole influenza sui segmenti chiave del settore delle infrastrutture, con quote di maggioranza in ferrovie, elettricità, aeronautica, e telecomunicazioni. Ha comunque gradualmente rilasciato il controllo su questi settori fin dai primi anni '90. Il governo sta lentamente vendendo le sue partecipazioni in France Telecom, Air France, e nei settori assicurativo, bancario e della difesa. La Francia si uní ad altri 10 paesi UE per lanciare l'Euro il 1 gennaio 1999, valuta che ha rimpiazzato completamente il franco francese all'inizio del 2002.

Demografia

la lingua ufficiale è il francese. Esistono diverse lingue locali (basco, bretone, catalano, corso, olandese (fiammingo), alsaziano, occitano), ma il governo francese e il sistema scolastico ne hanno scoraggiato l'uso fino a poco tempo fa. Le lingue regionali vengono ora insegnate in alcune scuole, anche se il francese rimane l'unica lingua ufficiale in uso dal governo, locale o nazionale.

Religione

A seguito della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789, la Francia garantisce la libertà di religione come diritto costituzionale. Una legge del 1905 istituisce la separazione di chiesa e stato e proibisce al governo di riconoscere, stipendiare o sussidiare qualsiasi religione. Nella situazione precedente, stabilita nel 1801-1808 dal Concordat, lo stato appoggiava la Chiesa cattolica, la Chiesa luterana, la Chiesa calvinista e la Religione ebraica e forniva l'insegnamento scolastico delle suddette (per ragioni storiche, questa situazione vige ancora nell'Alsazia-Mosella). Il governo francese non mantiene statistiche sulla religione. Il CIA World Factbook del 2003 elenca le religioni in Francia come: Cattolici Romani 83-88%, Protestanti 2%, Ebrei 1%, Musulmani 5-10%, non affiliati 4%. Non è chiaro da dove provengano queste cifre. Comunque, in un [http://a1692.g.akamai.net/f/1692/2042/1h/medias.lemonde.fr/medias/pdf_obj/sondage030416.pdf sondaggio del 2003] il 41% dichiara che l'esistenza di Dio è "esclusa" o "improbabile". Il 33% dichiara che il termine "ateo" li descrive abbastanza o molto bene, mentre il 51% si dichiara "Cristiano". Quando interrogati sulla loro religione, il 62% ha risposto Cattolico Romano, il 6% Musulmano, il 2% Protestante, l'1% ebraico, il 2% "altre religioni" (eccetto per Ortodossi o Buddisti, che avevano percentuali trascurabili), il 26% "nessuna religione" e l'1% si è rifiutato di rispondere. La discrepanza tra il numero di "atei" (41%) e il numero di "nessuna religione" (26%) può essere attribuito a persone che si sentono culturalmente vicine a una religione, seguono i suoi valori morali e le sue tradizione, ma difficilmente credono in Dio. In Francia esiste una forte distinzione tra religione e vita civile. La religione è considerata come un fatto privato. I francesi in generale si oppongono al potere clericale ed alla sua influenza nella politica. Il fondamentalismo islamico è considerato una reale minaccia per la coesione della società francese, dove il comunitarismo non è accettato. Questo è già successo con i Cattolici prima della Rivoluzione Francese del 1789. Vedi anche:
- Chiesa cattolica francese
- Islam in Francia.

Cultura


- Académie française
- Letteratura francese
- Francesi celebri
- Cucina francese
- Cinema francese
- Musica francese Il governo sta considerando la soppressione del lunedi di Pentecoste come festività pubblica.

Voci correlate


- Comunicazioni in Francia
- Trasporti in Francia
- Esercito Francese
- Educazione in Francia
- Elenco d'università francesi
- Relazioni estere della Francia
- Turismo in Francia
- Impero coloniale francese
- Parchi Nazionali (Francia)

Classifiche internazionali


- Indice di sviluppo umano, 2003: 17a (su 175)
- [http://www.rsf.fr/article.php3?id_article=4116 indice della libertà di stampa] 11a su 139 nazioni

Collegamenti esterni


- [http://www.assemblee-nat.fr/italiano/index.asp Assemblée Nationale] - L'assemblea nazionale francese
- [http://www.elysee.fr/ Sito ufficiale dell'ufficio del Presidente francese] - Il Palazzo dell'Eliseo
- [http://www.premier-ministre.gouv.fr/fr/ Sito ufficiale dell'ufficio del Primo Ministro francese]
- [http://www.senat.fr/international/english/ Sénat] - Il senato francese
- [http://www.service-public.fr/etranger/english.html Sito ufficiale del servizio pubblico francese] - Contiene molti link a diverse istituzioni e amministrazioni als:Frankreich fiu-vro:Prantsusmaa ja:フランス ko:프랑스 ms:Perancis simple:France th:ประเทศฝรั่งเศส zh-min-nan:Hoat-kok

Indocina

L'Indocina è una regione geografica collocata all'estremità sud orientale della parte continentale dell'Asia e dunque detta anche sud-est asiatico. Il suo nome indica la collocazione geografica ai confini con India e Cina. L'Indocina comprende gli stati di: Birmania, Cambogia, Laos, parte della Malaysia, Singapore, Thailandia e Vietnam. Categoria:Asia

Guerra del Vietnam

La Guerra del Vietnam venne combattuta tra il 1964 e il 1975 sul territorio del Vietnam del Sud e delle aree confinanti di Cambogia e Laos (vedi anche, Guerra Segreta), e in missioni di bombardamento (Operazione Rolling Thunder) sul Vietnam del Nord. Una parte delle forze in conflitto era la coalizione di forze composta da Vietnam del Sud, Stati Uniti, Corea del Sud, Tailandia, Australia, Nuova Zelanda, e Filippine. Dall'altra parte c'era la coalizione formata da Vietnam del Nord e Fronte di Liberazione Nazionale del Vietnam (FLN) conosciuto anche come Viet Cong, un movimento di guerriglia Sudvietnamita. L'Unione Sovietica e la Repubblica Popolare Cinese fornirono aiuti militari a Vietnam del Nord e FLN, ma non presero parte alla guerra con le loro truppe. La guerra fece parte di un più ampio conflitto regionale che coinvolse le nazioni confinanti di Cambogia e Laos, conosciuto come Seconda Guerra Indocinese. In Vietnam, questo conflitto è conosciuto come Guerra Americana (in vietnamita Chiến Tranh Chống Mỹ Cứu Nước, letteralmente Guerra contro gli americani per salvare la nazione). È disponibile una Cronologia della guerra del Vietnam.

Origini della guerra

La guerra del Vietnam fu per molti versi considerata come la prosecuzione della Guerra d'Indocina, talvolta indicata come Prima guerra d'Indocina, nella quale i francesi combatterono, con il supporto logistico e finanziario degli Stati Uniti, per riprendere il controllo della loro ex-colonia in Indocina. Durante la seconda guerra mondiale, la Francia di Vichy aveva collaborato con le forze di occupazione giapponesi, ed il Vietnam era sotto effettivo controllo anche amministrativo giapponese, anche se i francesi di Vichy continuarono a servire come amministratori ufficiali. Dopo la resa giapponese, i francesi combatterono per riprendere il controllo della loro ex-colonia, contro il movimento indipendentista dei Viet Minh, guidato dal leader del Partito Comunista Ho Chi Minh. Dopo che i Viet Minh sconfissero l'esercito coloniale francese nella Battaglia di Dien Bien Phu nel 1954, alla colonia venne garantita l'indipendenza. In base alla successiva Conferenza di Ginevra del 1954, La penisola indocinese venne divisa in tre Stati indipendenti: Laos, Cambogia e Vietnam. Il Vietnam fu diviso a sua volta in due lungo il 17° parallelo: - Vietnam del Nord nel quale viene riconosciuta una repubblica democratica guidata da Ho Chi-Min (con capitale Hanoi) - Vietnam del Sud, affidato al cattolico Ngo Dinh DIEM (capitale Saigon, sotto il controllo americano). Nel 1955 la monarchia sudvietnamita venne abolita e il Primo Ministro Ngo Dinh Diem divenne Presidente della nuova Repubblica del Vietnam del Sud. Ngo Dinh Diem Gli accordi di Ginevra specificavano che si sarebbero dovute programmare delle elezioni per unificare la nazione, da svolgersi nel giugno 1956, ma tali elezioni non si tennero mai. Il governo della Repubblica Sudvietnamita (RVN), del Presidente Diem, con l'appoggio degli USA sotto l'amministrazione Eisenhower, interpretò il Sud-est Asiatico come un altro campo di battaglia della Guerra Fredda e quindi non aveva interesse a far tenere elezioni democratiche che avrebbero favorito l'influenza comunista sul governo del Sud. Questo era particolarmente vero, dopo che il Nord implementò un massiccio programma di riforma agraria, che distribuì la terra ai contadini poveri, con un ovvia conseguenza sull'elettorato del Sud. Il Presidente Eisenhower annotò nelle sue memorie che se si fosse tenuta un elezione su base nazionale, i comunisti avrebbero vinto. In aggiunta si disse che i comunisti probabilmente non avrebbero permesso elezioni libere nella loro parte di Vietnam. Indipendentemente da ciò, né gli USA né i due Vietnam avevano firmato la clausola elettorale dell'accordo. Inizialmente, sembrò che un Vietnam diviso sarebbe diventato la norma, con una natura simile a quella delle due Coree, separate da una divisione creata qualche anno prima. L'FLN (o Viet Cong) guidò l'insurrezione popolare contro il corrotto governo Sudvietnamita. (L'RVN e gli USA si riferivano all'FLN come Viet Cong, abbreviazione di Viet Nam Cong San, ovvero "Comunisti Vietnamiti". L'FLN non usò mai questo nome). Per salvare l'inefficente e corrotto RVN, gli Stati Uniti iniziarono ad inviare consiglieri militari. Il Vietnam del Nord, che era appoggiato da Unione Sovietica e Repubblica Popolare Cinese, appoggiò a sua volta l'FLN con armi e rifornimenti, consiglieri, e unità regolari dell'Esercito del Vietnam del Nord, che furono trasportati attraverso una estesa rete di strade e sentieri, attraverso il neutrale Laos, che divenne nota come il Sentiero di Ho Chi Minh.

Combattenti nella guerra

Anche se la guerra venne dipinta come lo sforzo di una coalizione, la gran parte degli stati coinvolti a fianco del Vietnam del Sud mandarono pro forma, un contingente simbolico, per onorare gli obblighi con gli Stati Uniti, previsti dai patti di mutua difesa come quelli della SEATO. Nei combattimenti principali c'erano, a seconda dei punti di vista, da due a quattro principali organizzazioni combattenti; le quattro erano: le forze armate statunitensi; l'esercito della Repubblica del Vietnam (ARVN — i Sudvietnamiti); i Viet Cong, un gruppo di guerriglieri sudvietnamiti; e l'esercito popolare del Vietnam (PAVN — i nordvietnamiti). Le discussioni su quali di questi quattro fossero gli effettivi combattenti furono uno dei punti di interesse politico della guerra. Gli Stati Uniti cercarono di ritrarre la guerra come una tra i difensori dell'ARVN, aiutati dagli USA, contro le forze del PAVN, considerando quindi i Viet Cong come dei burattini o un esercito ombra e la guerra come la difesa dei Sudvietnamiti contro un aggressione del Nord. I Nordvietnamiti ritrassero il conflitto come uno scontro tra i Sudvietnamiti dell'FLN contro gli Stati Uniti e i loro alleati. Questa visione considerava l'ARNV come un burattino degli USA. Queste dichiarazioni propagandistiche in contrasto vennero sfruttate nei primi colloqui di pace, nei quali il dibattito ruotava attorno alla "forma del tavolo delle trattative", nel quale ognuna delle parti cercava di dipingere se stessa come due entità distinte opposte a una singola entità, ignorandone i "burattini".

Stato legale: "Guerra" o "Conflitto"

Anche se oggi viene universalmente descritta come la Guerra del Vietnam, all'epoca veniva indicata come il conflitto del Vietnam. Ciò rifletteva il concetto che, non essendo stata dichiarata, quella guerra era un'azione di minore o differente natura, continuando la tendenza del dopoguerra di proiettare il termine guerra in un nuovo contesto, come nella Guerra di Corea, che venne definita come una: azione di polizia sotto gli auspici delle Nazioni Unite. Le Leggi di guerra terrestre, l'insieme di trattati espressi dalla tradizione e dalla pratica, incluse le varie Convenzioni di Ginevra e Convenzioni dell'Aia, richiedono che le ostilità non possano cominciare senza una Dichiarazione di guerra. :Le Potenze contraenti riconoscono che le ostilità fra esse non devono cominciare senza un avvertimento preliminare e non equivoco, che avrà sia la forma d'una dichiarazione di guerra motivata, sia quella di un ultimatum con dichiarazione di guerra condizionale. (Convenzione dell'Aia III, articolo 1, 18 ottobre 1907) La Costituzione degli Stati Uniti specifica il potere di dichiarare guerra: :Il Congresso avrà facoltà di: [...] Di dichiarare la guerra, di concedere permessi di preda e rappresaglia, e di stabilire norme relative alle prede in terra e in mare. Nessuna dichiarazione venne richiesta o concessa dal Congresso, il Presidente Johnson si affidò al suo ruolo di Comandante in Capo delle Forze Armate e alla Risoluzione del Golfo del Tonchino come giustificazione per l'intensificazione del conflitto. I sostenitori della guerra affermarono che il conflitto era poco meno di una guerra formale, che gli USA stavano assistendo nella difesa un alleato in deciso pericolo, e che la mancanza di una dichiarazione era una pura formalità. Gli oppositori dissero che, in aggiunta ad altre considerazioni, la mancanza di una dichiarazione rendeva quella del Vietnam una guerra illegale. Questa questione avrebbe dovuto ragionevolmente essere risolta dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, ma nessun caso venne mai portato all'attenzione della corte.

Escalation statunitense fino al 1964

Corte Suprema degli Stati Uniti Il coinvolgimento degli USA nella guerra fu un processo graduale, con personale militare che arrivò già nel 1950. Il coinvolgimento militare incrementò lungo il corso degli anni e sotto successivi presidenti, sia Democratici che Repubblicani (Eisenhower, Kennedy, Johnson, e Nixon), nonostante gli avvertimenti del comando militare statunitense contro una grossa guerra di terra in Asia. Non ci fu mai una dichiarazione formale di guerra, ma ci furono una serie di decisioni presidenziali che incrementarono il numero di "consiglieri militari" nella regione. Nella campagna per la presidenza del 1960, la percepita minaccia sovietica e l'erosione della posizione statunitense a livello mondiale furono una questione prominente e Kennedy ne fece uno dei principali argomenti della campagna. Le
Carte del Pentagono (Capitolo I, "Impegni e programmi di Kennedy, 1961"), elaborano questo punto: :Un ulteriore elemento del problema sovietico influì direttamente sul Vietnam. La nuova amministrazione, anche prima di entrare in carica, era inclinata a credere che una guerra non convenzionale avrebbe probabilmente avuto enormemente importanza negli anni '60. Nel gennaio, Khrushchev assecondò quella visione con il suo discorso che prometteva il supporto sovietico alle "guerre di liberazione nazionale". Il Vietnam fu il luogo dove questa guerra si stava effettivamente svolgendo. In effetti, da quando la guerra in Laos si era mossa ben oltre la fase insurrezionale, il Vietnam era l'unico posto del mondo dove l'amministrazione affrontò un ben sviluppato sforzo comunista per far cadere un governo filo-occidentale, con un'insurrezione filo-comunista aiutata dall'esterno. Noam Chomsky sostiene che Kennedy ordinò all'Aviazione USA di iniziare a bombardare il Vietman del Sud già nel 1962, usando insegne sudvietnamite, per mascherare il coinvolgimento statunitense. Egli inoltre accusò Kennedy di aver autorizzato l'uso del napalm, assieme ad altri programmi di distruzione delle coltivazioni, sempre in quella data, piuttosto che in una fase successiva della guerra. La visione tradizionale sostiene che "il reale e aumentato coinvolgimento statunitense nella Guerra del Vietnam", non avvenne fino al 1964. Il programma di operazioni coperte del GVN (Sudvietnamiti), secondo le fonti tradizionali, venne progettato per imporre una "pressione progressiva e crescente" sul Nord, e iniziò su una scala piccola e sostanzialmente inefficace nel febbraio 1964. Il ruolo attivo degli USA nelle poche operazioni coperte che vennero portate avanti, fu essenzialmente limitato alla pianificazione, equipaggiamento ed addestramento delle forze del GVN coinvolte, ma le responsabilità degli USA per aver lanciato e condotto queste attività fu inequivoco e portò con se una implicita, simbolica e psicologica intensificazione dell'impegno statunitense.

Il Vietnam del Sud e Kennedy

Gli sforzi dell'amministrazione Kennedy per contenere il vietnam del Nord avvennero simultaneamente agli sforzi di modernizzare il regime del Sud. Kennedy era fortemente convinto che il Vietnam del Sud fosse una nazione stabile e democratica, e screditò ampiamente il Nord e la sua retorica comunista. L'aiuto al Sud venne spesso concesso a condizione che il governo intraprendesse determinate riforme politiche. Ben presto, i consiglieri del governo statunitense giocarono un ruolo determinante in ogni livello del governo Sudvietnamita. Il Presidente del Vietnam del Sud, Ngo Dinh Diem, ebbe poco tempo per queste riforme, e fu abbastanza poco cooperativo. Spesso attuò pro forma queste riforme prescritte dagli USA, in un modo molto superficiale che finì per essere abbastanza imbarazzante per gli Stati Uniti. Ad esempio, quando corse per le elezioni, venne permesso solo un candidato dell'opposizione, e ci furono diffuse accuse di brogli elettorali. Diem non credeva che le idee statunitensi di democrazia fossero applicabili al suo governo, in quanto la nazione era ancora giovane e instabile. Kennedy venne accusato di essere eccessivamente naif e utopico nel suo convincimento che i valori americani potessero essere importati istantaneamente in un altro paese, indipendentemente dalla sua cultura o storia. Alla fine, l'amministrazione Kennedy venne sempre più frustrata da Diem. In un incidente imbarazzante che venne ampiamente riportato dalla stampa statunitense, le forze di Diem scatenarono una violenta repressione contro i monaci buddisti. Poiché il Vietnam del Sud era una nazione prevalentemente buddista, e Diem e gran parte della classe dirigente era cattolica, questa azione venne vista come un ulteriore prova che Diem aveva perso completamente il contatto con il suo popolo. Dagli Stati Uniti vennero inviati messaggi ai generali sudvietnamiti, che li incoraggiavano ad agire contro gli eccessi di Diem. Anche se c'è dibattito sul fatto che questa fosse o meno l'intenzione di Kennedy, l'esercito sudvietnaminta interpretò questi messaggi come una chiamata alle armi e inscenò un violento colpo di stato, rovesciando e uccidendo Diem il 1 novembre 1963. Lontana dall'unire la nazione sotto la nuova leadership, la morte di Diem rese il Sud ancor più instabile. I nuovi governanti militari erano molto poco esperti nelle questioni politiche, e non furono in grado di fornire la forte autorità centrale del governo di Diem. Colpi e contro-colpi piagarono la nazione, il che, in cambio, funse da grande ispirazione agli sforzi del Nord. Tre settimane dopo la morte di Diem, Kennedy stesso venne assassinato e il Vice Presidente Lyndon B. Johnson venne improvvisamente spinto a interpretare il ruolo principale della guerra. L'appena insediato Presidente Johnson confermò, il 24 novembre 1963, che gli Stati Uniti intendevano continuare ad appoggiare il Vietnam del Sud, militarmente ed economicamente.

Il Golfo del Tonchino e Johnson

Johnson alzò il livello del coinvolgimento statunitense il 27 luglio 1964, quando altri 5.000 consiglieri militari vennero inviati nel Vietnam del Sud, il che portò il numero totale di forze statunitensi in Vietnam a 21.000. Il 31 luglio 1964 l'incrociatore americano USS
Maddox riprese una missione di ricognizione nel Golfo del Tonchino, che era stata sospesa per sei mesi. Lo scopo della missione era di provocare una reazione da parte delle forze della difesa costiera nordvietnamita, da usare come pretesto per una guerra più ampia. Rispondendo ad un presunto attacco, e con l'aiuto della vicina portaerei USS Ticonderoga, la Maddox distrusse un torpediniere nordvietnamita e ne danneggiò altri due. La Maddox soffrì solo un danno superficiale causato da un singolo proiettile di mitragliatrice da 14,5 mm e si ritirò nelle acque del Vietnam del Sud, dove venne raggiunta dalla USS C. Turner Joy. USS C. Turner Joy Il 3 agosto, il GVN attaccò nuovamente il Vietnam del Nord; l'estuario del fiume Rhon e l'installazione radar di Vinh Sonh furono bombardate con il favore del buio. Il 4 agosto, venne iniziato un nuovo pattugliamento DESOTO sul Vietnam del Nord, con la Maddox e la C. Turner Joy. Quest'ultima ricevette dei segnali radar che vennero in seguito dichiarati come un altro attacco dei nordvietnamiti. Per circa due ore le navi fecero fuoco su bersagli radar e manovrarono vigorosamente in mezzo ad avvistamenti radar e visuali di siluri. In seguito il Capitano John J. Herrick ammise che non si trattò d'altro che di un "addetto radar troppo attento" che "stava udendo il battito dei propulsori della nave stessa". Il Senato statunitense approvò quindi la Risoluzione del Golfo del Tonchino, il 7 agosto 1964, che diede un ampio supporto al Presidente Johnson per aumentare il coinvolgimento statunitense nella guerra "come il Presidente riterrà opportuno". In un messaggio televisivo Johnson sostenne che "la sfida che stiamo affrontando oggi, nel sud-est asiatico , è la stessa che affrontammo con coraggio in Grecia e Turchia, a Berlino e in Corea, in Libano e a Cuba", una lettura pericolosamente errata delle questioni politiche del conflitto vietnamita. I membri del Consiglio di Sicurezza Nazionale, compreso Robert McNamara, Dean Rusk, e Maxwell Taylor concordarono il 28 novembre 1964 di raccomandare che il Presidente Johnson adottasse un piano per una escalation in due fasi del bombardamento del Vietnam del Nord. L'8 marzo 1965, 3.500 US Marines divennero la prima forza combattente americana a sbarcare nel Vietnam del Sud, aggiungendosi ai 25.000 consiglieri militari statunitensi che erano già sul posto. Anche la guerra aerea crebbe d'intensità; il 24 luglio 1965, quattro F-4C Phantom di scorta a un incursione di bombardamento a Kang Chi vennero fatti bersaglio di missili antiaerei, nel primo attacco di questo tipo contro aeroplani americani nel corso della guerra. Un aereo venne abbattuto e gli altri tre furono danneggiati. Quattro giorni dopo Johnson annunciò un altro ordine per incrementare le truppe statunitensi in Vietnam da 75.000 a 125.000. Il giorno dopo, 29 luglio, i primi 4.000 paracadutisti della 101a divisione aviotrasportata USA arrivarono in Vietnam, atterrando a Cam Ranh Bay. Quindi il 18 agosto 1965, iniziò l'Operazione Starlite, come la prima grossa battaglia di terra della guerra, quando 5.500 Marines distrussero una roccaforte Viet Cong sulla penisola di Van Tuong, nella Provincia di Quang Ngai. I Marines ricevettero una soffiata da un disertore Viet Cong che disse che era progettato un attacco contro la base statunitense di Chu Lai. L'NVA apprese dalla loro sconfitta e cercò da allora in poi, di evitare i combattimenti nello stile degli statunitensi. Il Pentagono disse al Presidente Johnson il 27 novembre 1965 che, se le principali operazioni pianificate per neutralizzare le forze Viet Cong durante l'anno seguente volevano avere successo, il numero di truppe americane necessarie in Vietnam doveva essere aumentato da 120.000 a 400.000. Per la fine del 1965 184.000 soldati americani si trovavano in Vetnam. Nel febbraio 1966 ci fu una riunione tra il comandante della missione USA, capo del Comando Assistenza Militare Vietnam (MACV), il Generale William Westmoreland e Johnson a Honolulu. Westmoreland sostenne che la presenza statunitense aveva prevenuto una sconfitta ma che erano necessarie più truppe per poter passare all'offensiva, egli sostenne che un aumento immediato poteva portare a raggiungere il "punto di svolta" nelle perdite di Viet Cong e NVA per gli inizi del 1967. Johnson autorizzò un incremento delle truppe a 429.000 unità per l'agosto 1966. Il 12 ottobre 1967 Il Segretario di Stato statunitense Dean Rusk dichiarò, nel corso di una conferenza stampa, che le proposte del Congresso degli Stati Uniti per un'iniziativa di pace erano futili, a causa dell'opposizione Nordvietnamita. Johnson tenne quindi una riunione segreta, con un gruppo dei più prestigiosi uomini della nazione ("I Saggi"), il 2 novembre, e chiese loro di suggerire dei modi per riunire il popolo americano attorno allo sforzo bellico. Questi conclusero che al popolo americano andavano forniti rapporti più ottimistici sul progredire della guerra. Quindi, basandosi sui rapporti che gli vennero consegnati il 13 novembre, Johnson disse alla nazione, il 17 novembre, che mentre molto rimaneva da fare, "stiamo infliggendo perdite più grosse di quelle che subiamo...Stiamo facendo progressi". Facendo seguito a questa dichiarazione, il Generale William Westmoreland, il 21 novembre disse ai cronisti: "Io sono assolutamente certo che dove il nemico nel 1965 stava vincendo, oggi sta certamente perdendo". Due mesi dopo, l'offensiva del Têt fece rimpiangere ad entrambi le loro parole. offensiva del Têt] Il continuo incremento del coinvolgimento militare americano avvenne mentre l'amministrazione Johnson e Westmoreland assicuravano ripetutamente il pubblico americano che il successivo incremento di truppe avrebbe portato alla vittoria. La fede dell'opinione pubblica nella "luce alla fine del tunnel" venne però frantumata, il 30 gennaio 1968, quando il nemico, apparentemente sull'orlo del collasso, inscenò l'offensiva del Têt (che prendeva il nome dal Tết Nguyên Ðán, l'anno nuovo lunare, che è la più importante festività vietnamita) nel Vietnam del Sud. Durante l'offensiva, quasi tutte le città principali de Vietnam del Sud vennero attaccate. Anche se nessuna di queste offensive conseguì degli obbiettivi militari, la sorprendente capacità di un nemico ormai dato per spacciato, di riuscire semplicemente a lanciare una tale offensiva, convinse molti americani che la vittoria era impossibile. Ci fu un crescente sentimento, tra gli americani, che il governo stesse fuorviando il popolo su una guerra priva di un chiaro inizio e di una fine. Quando il Generale Westmoreland richiese un ulteriore invio di truppe in Vietnam, Clark Clifford, un membro del gabinetto di Johnson, si schierò contro la guerra. Dovendo fronteggiare una scarsità di truppe, il 14 ottobre 1968 il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti annunciò che l'Esercito Statunitense e i Marines, avrebbero rimandato circa 24.000 uomini in Vietnam, per un secondo periodo non volontario. Due settimane più tardi, il 31 ottobre, citando i progressi nei colloqui di pace di Parigi, il Presidente Johnson annunciò alla sua nazione che aveva ordinato una completa cessazione di "tutti i bombardamenti aerei, navali e di artiglieria sul Vietnam del Nord", effettivo dal 1 novembre. I colloqui di pace alla fine si interruppero, e un anno dopo, il 3 novembre 1969, il Presidente Richard M. Nixon si rivolse alla nazione in una trasmissione radio-televisiva, chiedendo alla "maggioranza silenziosa" di unirsi a lui in solidarietà con lo sforzo bellico in Vietnam e per appoggiare la sua politica. La credibilità del governo soffrì, quando il New York Times, e successivamente il Washington Post e altri quotidiani, pubblicarono le Carte del Pentagono. Si trattava di uno studio storico segreto sulla guerra, commissionato dal Pentagono, che mostrava come il governo stesse fuorviando l'opinone pubblica statunitense, compreso il supporto segreto alla Francia nella prima guerra in Vietnam.

Opposizione alla guerra

Un'opposizione alla guerra su piccola scala iniziò nel 1964 nei campus delle università. Ciò avvenne durante un periodo senza precedenti di attivismo politico studentesco di sinistra, e con l'arrivo all'età dell'università, della numerosa generazione dei cosiddetti "Baby Boomers". La crescente opposizione alla guerra è attribuibile in parte al più ampio accesso alle informazioni sul conflitto, disponibile agli americani in età universitaria, se confrontato con quello delle generazioni precedenti, soprattutto grazie all'estesa copertura televisiva. Migliaia di giovani americani scelsero l'auto-esilio in Canada o in Svezia, piuttosto che rischiare la coscrizione. A quel tempo, solo una frazione di tutti gli uomini in età di leva venivano effettivamente chiamati alle armi; gli uffici del sistema di reclutamento, in ogni località, avevano ampia discrezionalità su chi arruolare e chi dispensare, in quanto non c'erano delle linee guida chiare per l'esonero. Le accuse di ingiustizia portarono all'istituzione di una "lotteria di leva" per l'anno 1970, nella quale, il giorno di nascita di un ragazzo, determinava il rischio relativo di essere arruolato. Allo scopo di guadagnarsi l'esenzione o il rinvio, molti ragazzi ottennero un rinvio studentesco frequentando l'università, anche se ci dovevano rimanere fino al compimento del 26° compleanno, per essere sicuri di evitare l'arruolamento. Alcuni si sposarono, il che rimase motivo di esenzione per tutto il corso della guerra. Altri trovarono dei dottori accondiscendenti che sostenevano le basi mediche per una esenzione "4F" (inadeguatezza mentale), anche se i medici dell'esercito potevano dare, e davano, un loro giudizio. Altri ancora si unirono alla Guardia Nazionale o entrarono nei Corpi della Pace, come sistema per evitare il Vietnam. Tutte queste questioni sollevarono preoccupazioni sull'imparzialità con cui le persone venivano scelte per un servizio non volontario, in quanto toccava spesso ai poveri o a quelli che non avevano appoggi, di essere arruolati. Ironicamente, alla luce delle moderne questioni politiche, un'esenzione certa veniva data da una convincente dichiarazione di omosessualità, ma in pochi tentarono questa strada, a causa dell'etichettatura che tale dichiarazione comportava. Gli arruolati stessi iniziarono a protestare, quando il 15 ottobre 1965, l'organizzazione studentesca "Comitato di coordinamento nazionale per la fine della guerra in Vietnam", inscenò la prima manifestazione pubblica negli USA, in cui vennero bruciate le cartoline di leva. La prima "lotteria di leva" negli USA, dalla seconda guerra mondiale, si tenne il 1 dicembre 1969 e fu accolta da grandi proteste e controversie; l'analisi statistica indicò che la metodologia di estrazione svantaggiava involontariamente i ragazzi nati verso la fine dell'anno. [http://www.amstat.org/publications/jse/v5n2/datasets.starr.html] La questione venne trattata estesamente in un articolo del
New York Times del 4 gennaio 1970 intitolato: "Gli statistici accusano che la lotteria di leva non è casuale". Molti di quelli che non ricevettero mai un rinvio o un'esenzione, non prestarono servizio. Questo semplicemente perché il parco degli eleggibili era enorme, se comparato al numero di persone richieste per il servizio, e gli uffici di leva non si ponevano il problema di arruolarli o perché era disponibile una nuova annata di leva (fino al 1969) o perché avevano un numero della lotteria troppo alto (dal 1970 in poi). La popolazione statunitense si polarizzò attorno alla guerra. Molti sostenitori della guerra ritenevano corretta quella che era conosciuta come la "Teoria del domino", la quale sosteneva che se il Vietnam del Sud cedeva alla guerriglia comunista, altre nazioni, principalmente nel Sud-est Asiatico, sarebbero cadute in rapida successione, come pezzi del domino appunto. I militari critici verso la guerra puntualizzarono che il conflitto era politico e che la missione militare mancava di obbiettivi chiari. I critici civili argomentarono che il governo del Vietnam del Sud mancava di legittimazione politica, o che il supporto alla guerra era immorale. George Ball, sottosegretario di stato del Presidente Johnson, fu una delle voci solitarie dell'amministrazione, ammonendo contro la guerra in Vietnam. Le agghiaccianti immagini di due attivisti pacifisti che si diedero fuoco nel novembre 1965, fornirono un simbolo di quanto fortemente alcune persone ritenessero che la guerra era immorale. Il 2 novembre il 32-enne Quacchero, Norman Morrison si diede fuoco davanti al Pentagono e il 9 novembre il 22-enne cattolico Roger Allen LaPorte fece lo stesso davanti al palazzo delle Nazioni Unite. Entrambe le proteste erano consapevoli imitazioni di proteste simili condotte in precedenza da monaci buddisti nel Vietnam del Sud. Il crescente movimento pacifista allarmò molti all'interno del governo statunitense. Il 16 agosto 1966 il Comitato della Camera sulle Attività Antiamericane iniziò le indagini sugli americani che erano sospettati di aiutare i Viet Cong, con l'intenzione di introdurre una legislazione che rendesse queste attività illegali. I dimostranti pacifisti interruppero l'incontro e in 50 vennero arrestati. Comitato della Camera sulle Attività Antiamericane]] Il 1 febbraio 1968, un sospetto ufficiale Viet Cong venne giustiziato sommariamente da Nguyen Ngoc Loan, un capo della polizia nazionale sudvietnamita. Loan sparò in testa al sospettato, sulla pubblica piazza, davanti a dei giornalisti. L'esecuzione venne filmata e fotografata e fornì un'altra immagine simbolo che aiutò a far spostare l'opinione pubblica statunitense contro la guerra. Il 15 ottobre 1969, centinaia di migliaia di persone presero parte alla dimostrazione pacifista a livello nazionale detta "National Moratorium". Gli USA realizzarono che il governo sudvietnamita necessitava di una solida base di supporto popolare, se voleva sopravvivere all'insurrezione. Allo scopo di ottenere questo obiettivo di "vincere i cuori e le menti" dei vietnamiti, unità dell'esercito statunitense, indicate come unità per gli "Affari Civili", vennero utilizzate estensivamente, per la prima volta dalla seconda guerra mondiale. Queste unità, pur rimanendo armate e sotto diretto controllo militare, si impegnarono in quella che venne definita la "costruzione di una nazione": costruendo (o ricostruendo) scuole, edifici pubblici, strade e altre infrastrutture fisiche; conducendo programmi medici per i civili che non avevano accesso alle strutture mediche; facilitando la cooperazione tra i vari leader civili locali; conducendo corsi di formazione per i civili e attività simili. Questa politica del cercare di vincere i "cuori e le menti" del popolo vietnamita, comunque, si scontrò spesso con altri aspetti della guerra che servirono ad inimicarsi molti civili. Questi comprendevano l'enfasi sulla "conta dei corpi", come mezzo per misurare il successo militare sul campo di battaglia, il bombardamento di villaggi (simboleggiato dalla famosa frase del giornalista Peter Arnett, "fu necessario distruggere il villaggio, allo scopo di salvarlo"), e l'uccisione di civili in incidenti come il Massacro di My Lai. Nel 1974 il documentario "Hearts and Minds" ("cuori e menti") affrontò questi problemi, e vinse un Premio Oscar al miglior documentario tra notevoli controversie. Anche il governo sudvietnamita si inimicò molti cittadini con la soppressione delle opposizioni politiche, attraverso misure come la detenzione di molti prigionieri politici, e il tenere elezioni presidenziali con un solo candidato nel 1971. Nonostante le notizie sempre più deprimenti sulla guerra, molti americani continuarono ad appoggiare gli sforzi del Presidente Johnson. A parte la teoria del domino, precedentemente menzionata, era diffuso il sentimento che impedire una conquista del governo filo-occidentale sudvietnaminta, da parte dei comunisti, fosse un obbiettivo nobile. Molti americani erano anche preoccupati di "salvare la faccia" in caso di un disimpegno dalla guerra o, come venne successivamente detto da Nixon, "ottenere la pace con onore". Comunque anche i sentimenti contro la guerra iniziarono a crescere. Molti americani si opposero alla guerra per questioni morali, vedendola come un conflitto distruttivo contro l'indipendenza vietnamita, o come un intervento in una guerra civile straniera; altri la opposero perché sentivano che mancava di obbiettivi chiari e appariva come non vincibile. Alcuni attivisti pacifisti erano essi stessi veterani del Vietnam, come evidenziato dall'organizzazione Veterani del Vietnam Contro la Guerra. Molti degli oppositori alla Guerra del Vietnam erano visti all'epoca, e sono visti tuttora, più come sostenitori dei vietnamiti che come contrari alla guerra; il più famoso di questi fu l'attrice Jane Fonda. Molti dei contestatori vennero accusati di "sputare sui soldati del Vietnam" dopo il loro ritorno; comunque, la validità di queste accuse è obiettabile. Nel 1968, Lyndon Johnson iniziò la sua campagna di rielezione. Un membro del suo stesso partito, Eugene McCarthy, corse contro di lui per la candidatura, con una piattaforma contro la guerra. McCarthy non vinse le iniziali elezioni primarie nel New Hampshire, ma fece sorprendentemente bene contro il Presidente in carica. Il colpo che ne risultò per la campagna di Johnson, preso assieme ad altri fattori, portò il Presidente, in un discorso televisivo del 31 marzo, ad annunciare il suo ritiro dalla corsa elettorale. Sempre nello stesso discorso annunciò anche l'avvio dei colloqui di pace di Parigi con il Vietnam. Quindi, il 4 agosto 1969, il rappresentante statunitense Henry Kissinger e quello nordvietnamita Xuan Thuy iniziarono dei negoziati segreti di pace, nell'appartamento parigino dell'intermediario francese Jean Sainteny. I negoziati comunque fallirono. Afferrando l'opportunità creata dall'abbandono di Johnson, Robert Kennedy entrò in scena concorrendo alla candidatura, anch'egli con una piattaforma pacifista. Il vice di Johnson, Hubert Humphrey, si candidò invece promettendo di continuare l'appoggio al governo del Vietnam del Sud. Kennedy venne assassinato in quella stessa estate, ed Eugene McCarthy non fu in grado di vincere il supporto di cui Humphrey godeva, all'interno dell'elite del partito. Humphrey vinse la candidatura e corse contro Richard Nixon nell'elezione generale. Durante la campagna, si disse che Nixon avesse sostenuto di conoscere un piano segreto per porre fine alla guerra; questo fatto non avvenne mai. Si pensò che ciò fosse accaduto perché, a un certo punto, il suo avversario per la candidatura repubblicana, Gov. George Romney del Michigan, gli chiese: "Dov'è il tuo piano segreto?" L'opposizione alla guerra del Vietnam in Australia si svolse su linee simili a quelle degli USA, in particolare con l'opposizione alla coscrizione. Mentre il disimpegno australiano iniziò nel 1970 sotto John Gorton, non fu fino all'elezione di Gough Whitlam, nel 1972, che l'arruolamento di leva ebbe fine. Gough Whitlam

Vietnamizzazione

Nixon venne eletto Presidente ed iniziò la sua politica di lento disimpegno dalla guerra. Lo scopo era quello di rafforzare gradualmente l'esercito sudvietnamita, di modo che potesse combattere la guerra da solo. Questa politica divenne la chiave di volta della cosiddetta "Dottrina Nixon", che applicata al Vietnam venne chiamata "Vietnamizzazione". L'obbiettivo dichiarato della Vietnamizzazione era di mettere l'esercito sudvietnamita in grado di reggere sempre più, contro l'FLN e l'esercito nordvietnamita; l'obbiettivo non dichiarato era che il fardello principale dei combattimenti sarebbe ritornato alle truppe dell'ARVN, diminuendo quindi l'opposizione interna alla guerra, da parte dei cittadini statunitensi. Durante questo periodo, gli USA condussero un graduale ritiro delle truppe dal Vietnam. Nixon continuò a usare la forza aerea per bombardare il nemico, e i soldati americani continuarono a morire in combattimento. In fin dei conti durante la presidenza di Nixon, morirono più soldati americani e vennero sganciate più bombe, che durante quella di Johnson. Durante l'amministrazione Nixon, vennero comunque fatti molti significativi passi avanti nella guerra. Uno di particolare importanza fu l'indebolimento del supporto che l'esercito nordvietnamita riceveva da Unione Sovietica e Cina. Uno degli scopi principali della politica estera di Nixon fu quello di aprire una breccia nelle relazioni tra le due nazioni, creando un nuovo spirito di cooperazione. Sotto molti aspetti lo scopo venne raggiunto. Cina e URSS erano stati i principali sostenitori dell'esercito del Vietnam del Nord, grazie a un abbondante supporto militare e finanziario. Il desiderio di entrambe le nazioni di migliorare le loro relazioni con gli USA, di fronte a una sempre maggiore divisione nell'alleanza inter-comunista, portò alla riduzione del loro aiuto ai nordvietnamiti. La moralità della condotta di guerra statunitense continuò ad essere un problema anche sotto la presidenza Nixon. Nel 1969, venne alla luce che il Tenente William Calley, un capo plotone in Vietnam, aveva guidato un