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Kenya

Kenya

Il Kenya è una nazione dell'Africa orientale, confinante con Etiopia, Somalia, Sudan, Tanzania, Uganda e l'Oceano Indiano. Nairobi ne è la capitale e la città più grande.

Divisione amministrativa

Il Kenya è suddiviso in 7 province e 1 area:
- Central (Nyeri)
- Coast (Mombasa)
- Eastern (Embu
- North Eastern (Garissa)
- Nyanza (Kisumu)
- Rift Valley (Nakuru)
- Western (Kakamega)
- Nairobi (Nairobi)

Territorio e clima

Dalla costa bassa e sabbiosa dell'Oceano Indiano, il territorio del Kenya si eleva procedendo verso le aree interne. Alla fascia costieram lungo oltre 400 Km, succede una regione di altopiani aridi e stepposi; quello centrale, che si eleva a quote comprese tra i 1500 e i 3000 metri, è diviso dalla frattura della Rift Valley che si sviluppa da nord a sud e che forma il bacino del Lago Turkana (o Rodolfo). Ai lati della Rift Valley si innalzano imponenti massicci vulcanici, il maggiore dei quali è il Monte Kenya (5199 m). L'altopiano digrada a ovest, in prossimità del Lago Vittoria, e a nord dove il territorio del Kenya è occupato da un ampio tavolato desertico.

I fiumi e i laghi

I fiumi del kenya non sono imponenti, i due principali, Tana e Galana, si gettano nell'Oceano Indiano e hanno un regime molto variabile nel corso dell'anno perché dipende esclusivamente dalla frequenza delle precipitazioni piovose. Il lago più vasto del paese è il Turkana, dal momento che solo una piccola porzione del Lago Vittoria appartiene al territorio del Kenya; il Lago Turkana ha acque salmastre e vi affiorano numerose isole.

Il clima e gli ambienti

Il clima, caldo e umido nelle regioni costiere, diventa più mite e asciutto nel cuore del Paese, in rapporto all'altitudine. Le piogge sono concentrate in due periodi dell'anno, da marzo a maggio e da ottobre a dicembre. L'ambiente dominante è quello della savana, tutelato da numerosi parchi naturali che coprono circa il 10% del territorio nazionale. Sulle pendici delle montagne e lungo il corso dei fiumi si trovano tracce dell'originaria foresta pluviale; mentre a nord, nelle zone meno piovose, la savana sfuma nel deserto. La savana è l'habitat di grandi mandrie di erbivori (antilopo, gazzelle, giraffe, bufali, zebre, elefanti) e dei loro predatori (leoni, leopardi e ghepardi). Nelle acque dei laghi e dei fiumi vivono ippopotami e coccodrilli.

La storia e la popolazione

Molte città costiere del Kenya furono fondate dagli Arabi che, a partire dal IX secolo d.C., intrattennero proficui rapporti commerciali con i gruppi indigeni bantu. Dall'incontro tra i due popoli nacque la cultura swahili, contraddistinta da due elementi di unificazione: la lingua kiswahili e la religione islamica. Gli agricoltori kikuyu, dell'etnia bantu, rappresentarono subito il gruppo più potente e numeroso del territorio; la loro supremazia fu messa in discussione dai bellicosi masai, un popolo di allevatori che invase il Kenya nel XVI secolo. In quel periodo i portoghesi occuparono alcune località della costa. La presenza degli europei si intensificò alla fine del XIX secolo, quando il Kenya divenne una colonia britannica. I bianchi scacciarono gli indigeni dai fertili altopiani dell'interno, avviando l'agricoltura di piantagione. I kikuyu vennero impiegati nelle belle fattori disseminate sul territorio e diedero un importante contributo alla crescita economica del Paese. I masai, invece, furono sempre più isolati, perché rimasero ancorati alle loro tradizioni. Nel secondo dopoguerra i kikuyu lottarono aspramente per conquistare l'indipendenza, che fu ottenuta nel 1963. Il Paese in seguito è rimasto in buoni rapporti con la Gran Bretagna, introducendo un sistema amministrativo simile a quello britannico e promuovendo importanti riforme economiche. Nel 1982 è stato instaurato un ragime autoritario e antidemocratico; da alcuni anni tensioni e violenti conflitti etnici insanuinano il Paese.

Gli insediamenti

La popolazione del Kenya continua a crescere a ritmi elevati: nel giro di vent'anni è pressoché raddoppiata e molto alta è la quota di popolazione giovane, con meno di quindici anni. La densità demografica è elevata nella regione interna degli altopiani; mentre la fascia costiera è poco abitata, fatta eccezione per l'area di Mombasa. Il tasso di urbanizzazione è ancora baso; la maggior parte della popolazione vive nei villaggi, in capanne costruite nei pressi dei campi e dei recinti per il bestiame. La popolazione urbana si addensa soprattutto nelle città di Nairobi, la capitale, e di Mombasa.

L'economia

L'economia del Kenya, dopo un periodo di relativo benessere negli anni immediatamente successivi all'indipendenza, si trova oggi in una fase di grave crisi. Il benessere di pochi, infatti, è pagato con la miseria di molti; l'instabilità politica, la corruzione dilagante e le continue violazioni dei diritti umani hanno accelerato la crisi economica e aggravato le condizioni di vita della popolazione.

Collegamenti esterni


- [http://www.kenya.go.ke Sito ufficiale] ja:ケニア ko:케냐 ms:Kenya simple:Kenya th:ประเทศเคนยา zh-min-nan:Kenya

Africa

L'Africa è il terzo continente per dimensioni. Con 30.065.000 km² copre il 20,3% delle terre emerse e i suoi oltre 800.000.000 abitanti, rappresentano un settimo della popolazione terrestre. L'Africa è delimitata a Nord dal Mar Mediterraneo, a Ovest dall'Oceano Atlantico, a Sud dall'Oceano Antartico e a Est dall'Oceano Indiano. A Nord-Est è separata dall'Asia dall'artificiale Canale di Suez.

Etimologia

Gli antichi romani usarono il termine Africa terra - "terra degli Afri" (plurale, o "Afer" singolare) - per la parte settentrionale del continente, corrispondente all'attuale Tunisia. Afer può derivare dall'Arabo afer, polvere; dalla tribù degli Afridi, che viveva nei dintorni di Cartagine, dal greco aphrike, senza freddo, o dal latino aprica, soleggiato.

Geografia

Cartagine Il continente africano è principalmente orientato su un asse nord-sud. A Nord-Ovest il continente si allarga verso l'Oceano Atlantico, formando la regione conosciuta come Africa Occidentale. Sul Mar Mediterraneo, verso nord, si affacciano due importanti golfi, gli unici nella parte settentrionale: sono il Golfo di Sirte, davanti alla Libia, e il Golfo di Gabes, davanti alla catena dell'Atlante. La Catena dell'Atlante ripara dai venti il Marocco e l'Algeria rendendo aride quelle zone. Il grande deserto del Sahara si estende nella parte settentrionale del continente: la parte a Sud è perciò detta Africa sub-sahariana. L'area geografica affacciata sul Mar Mediterraneo è detta Africa Mediterranea. Il clima varia da mediterraneo a desertico a tropicale ed equatoriale fino a ritornare temperato (in una variante simile a quella mediterranea) nel Sudafrica. In Egitto, troviamo il più celebre dei grandi fiumi dell'Africa e anche uno dei maggiori del mondo, il Nilo (6.671 Km di lunghezza). Il ramo più lungo del Nilo nasce nell'Altopiano del Burundi, con il nome di Nilo Kagera. Cambia nome entrando nel più grande lago africano, il Lago Vittoria. Assume la denominazione di Nilo Bianco alla confluenza con il Nilo delle Gazzelle, uno dei suoi affluenti. Presso la capitale del Sudan, Khartoum, riceve finalmente le acque del suo maggior affluente, il Nilo Azzurro e prende finalmente il nome di Nilo e con un percorso ondulato raggiunge l'Egitto. Un altro importante corso d'acqua è il Congo (4.200 Km di lunghezza), che sfocia nell'Oceano Atlantico e dà nome alle due Repubbliche che si affacciano sulle sue rive (Repubblica del Congo e Repubblica Democratica del Congo). I numerosi affluenti del Congo (il più importante è il Kasai) formano un enorme bacino fluviale. Sebbene il Congo sia uno dei più imponenti corsi d'acqua del mondo il Congo ha avuto minore importanza per lo sviluppo delle civiltà umane del Nilo in quanto non è navigabile per un lungo tratto. Poco più a nord del Congo troviamo il terzo grande fiume dell'Africa, il Niger (4.160 Km). Una lunga catena di laghi corre lungo la frattura tettonica (Rift Valley) ai confini tra la Repubblica Democratica del Congo, l'Uganda, la Tanzania, il Burundi e il Ruanda: i più importanti sono il Lago Vittoria e il Lago Tanganika. Le montagne più alte dell'Africa si trovano sempre in prossimità della Rift Valley: sono il Kilimangiaro (5895 m di altitudine) in Tanzania e il Kenya (5199 m di altitudine) nello Stato omonimo. L'Africa ha un territorio compatto. Le coste sono uniformi con poche isole e penisole, ad eccezione del Madagascar. Alcuni altopiani si estendono fino alle coste.

Storia

:Voce principale: Storia dell'Africa L'Africa è uno dei territori più antichi della terra e la razza umana ha iniziato la sua evoluzione proprio in questo continente. Per gran parte della storia dell'umanità, l'Africa non ha avuto Stati nazionali ma regni multietnici e nazioni tribali. I primi contatti tra Africa ed Europa risalgono al XIV secolo con l'arrivo dei primi esploratori europei. Sfruttando la loro superiorità tecnica, in particolare in campo bellico, a partire dall'inizio del XVI secolo i marcanti europei iniziarono a catturare milioni di africani per utilizzarli come forza lavoro in tutto il mondo (quella che venne chiamata tratta degli schiavi). A partire dall'inizio del XIX secolo l'Europa iniziò una massiccia occupazione coloniale del continente, culminata nella corsa all'Africa degli anni '80 dell''800. Questa occupazione continuò fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, dopo la quale tutte le colonie ottennero progressivamente la loro indipendenza.

Politica

Dall'indipendenza, molti stati africani hanno conosciuto forti instabilità, spesso sfociate in violenti lotte per il potere e guerre civili, sia all'interno di ciascuno Stato, sia tra Stati confinanti. Parte di questi problemi possono essere considerati come eredità del periodo coloniale, con il suo lascito di governi e confini nazionali non rappresentativi delle realtà locali. La situazione economico-sociale, specie nell'Africa sub-sahariana, è una delle più disagiate del Pianeta. Se alcuni Stati, come il Sudafrica, si affermano come dinamiche realtà economiche, seppure segnate da forti disuguaglianze sociali, altri Stati hanno addirittura visto diminuire il PIL pro capite negli ultimi anni. L'aumento massiccio della popolazione e il diffondersi dell'AIDS, oltre alle frequenti siccità e all'instabilità politica, sono alcune della cause di questo impoverimento.

Demografia

Nel nord Africa troviamo popolazioni di etnia araba e altre popolazioni bianche come i berberi in Algeria. Nell'Africa subsariana la maggior parte degli abitanti ha la pelle scura. Gli Stati dello Zimbabwe e del Sudafrica hanno una piccola, ma significativa, presenza di gruppi bianchi ed asiatici: i primi sono i cosiddetti afrikaner, i secondi immigrarono in epoca coloniale per contribuire ai lavori pubblici effettuati nei paesi. Il paese africano più popoloso è la Nigeria, la più grande città Il Cairo (capitale dell'Egitto, 13 milioni di abitanti circa) L'Africa ospita molti differenti gruppi religiosi. In numerosi Stati alle confessioni monoteiste (Cristianesimo e Islam), portate da missionari e predicatori si affiancano religioni tradizionali africane, senza che questo crei particolari conflitti.

Nazioni

religioni tradizionali africane In Africa esistono 53 Stati indipendenti:
- Algeria (Algeri)
- Angola (Luanda)
- Benin (Porto-Novo)
- Botswana (Gaborone)
- Burkina Faso (Ouagadougou)
- Burundi (Bujumbura)
- Camerun (Yaoundé)
- Capo Verde (Praia)
- Ciad (N'Djamena)
- Costa d'Avorio (Yamoussoukro)
- Egitto (Il Cairo)
- Eritrea (Asmara)
- Etiopia (Addis Abeba)
- Gabon (Libreville)
- Gambia (Banjul)
- Ghana (Accra)
- Gibuti (Gibuti)
- Guinea (Conakry)
- Guinea Equatoriale (Malabo)
- Guinea Bissau (Bissau)
- Isole Comore (Moroni)
- Kenya (Nairobi)
- Lesotho (Maseru)
- Liberia (Monrovia)
- Libia (Tripoli)
- Madagascar (Antananarivo)
- Malawi (Lilongwe)
- Mali (Bamako)
- Marocco (Rabat)
- Mauritania (Nouakchott)
- Mauritius (Port Louis)
- Mozambico (Maputo)
- Namibia (Windhoek)
- Niger (Niamey)
- Nigeria (Abuja)
- Repubblica Centro Africana (Bangui)
- Repubblica Democratica del Congo (Kinshasa)
- Repubblica Del Congo (Brazzaville)
- Ruanda (Kigali)
- Sao Tomè e Principe (São Tomé)
- Senegal (Dakar)
- Seychelles (Victoria)
- Sierra Leone (Freetown)
- Somalia (Mogadiscio)
- Sudafrica (Città del Capo legislativa), (Pretoria amministrativa), (Bloemfontein giudiziaria)
- Sudan (Khartoum)
- Swaziland (Mbabane)
- Tanzania (Dodoma)
- Togo (Lomé)
- Tunisia (Tunisi)
- Uganda (Kampala)
- Zambia (Lusaka)
- Zimbabwe (Harare) 2 enclave spagnole:
- Ceuta
- Melilla e un territorio con stato legale indefinito:
- Sahara Occidentale

Collegamenti esterni


- [http://www.inafrica.it/ www.inafrica.it] sito dedicato agli africani in Italia, con un elenco di link Siti che pubblicano articoli di attualità sull'Africa
- [http://www.equilibri.net/africa.php www.Equilibri.net] Sezione sull'Africa del sito di politica internazionale equilibri.net, in italiano.
- [http://allafrica.com/ allafrica.com] in inglese.
- [http://www.continentenero.it/ www.continentenero.it] sito dedicato all'Africa con reportage, foto, e link ai paesi africani
- [http://www.africaontheroad.it/ www.africaontheroad.it] sito di un giovane ragazzo italiano, Fabio Miggiano, in un viaggio in tutto il continente africano durato 6 mesi. Categoria:Africa ja:アフリカ ko:아프리카 ms:Afrika simple:Africa th:ทวีปแอฟริกา zh-min-nan:Hui-chiu

Etiopia

La Repubblica Democratica Federale d'Etiopia (Ityop'iya, የኢትዮጵያ) è uno stato dell'Africa orientale che vanta un'identità plurimillenaria (tant'è che è considerata il più antico stato africano). Unica fra gli stati africani, la monarchia etiope conservò la sua indipendenza durante tutto il periodo coloniale, fatta eccezione per l'occupazione italiana (1936-1941). Storicamente l'Etiopia è nota anche come Abissinia.

Storia

Nel 1974 una giunta militare, il Derg, depose l'imperatore Haile Selassie (in carica dal 1930) e creò un regime socialista. Stremato da golpe sanguinosi, rivolte, siccità su larga scala e dal problema dei rifugiati, il regime fu in ultimo deposto da una coalizione di forze ribelli, il FRDPE nel 1991. Nel 1994 venne eletta un'Assemblea Costituente e le prime elezioni multipartitiche si tennero nel 1995. La guerra di confine combattuta contro l'Eritrea nel Maggio 1998 ha rafforzato la coalizione al potere ma ha fortemente indebolito l'economia del paese.

Geografia

Geografia politica

Geografia fisica

Laghi


- Abaya
- Tana

Clima

Temperatura e precipitazioni

Trasporti

Fino a pochi anni fa L' Etiopia aveva un sistema viario piuttosto debole, in gran parte basato su strade costruite dagli italiani durante l' occupazione; l' insufficienza del sistema viario ha tra l' altro contribuito al determinarsi e all' aggravarsi di alcune delle crisi alimentari che il paese ha attraversato. Negli ultimi anni, in particolare in seguito alle risorse liberate dalla cessazione delle ostilità con l' Eritrea e nel quadro di un processo più generale di ammodernamento, il paese ha visto la costruzione di un notevole numero di strade, soprattutto nei dintorni di Addis Abeba e delle città maggiori. L' unica linea ferroviaria esistente fu costruita dai francesi nel 1917 e collega Addis Abeba con Gibuti, passando per Dire Dawa. L' aeroporto di Bole, a Addis Abeba, è stato rimodernato negli ultimi anni e può considerarsi un ottimo aeroporto per gli standard africani; la compagnia di bandiera, [http://www.flyethiopian.com Ethiopian Airlines], gode anche di ottima reputazione tra le compagnie africane, specie per la buona selezione e l' addestramento dei piloti (effettuato normalmente in Gran Bretagna). L' Etiopia gode di un discreto sistema di collegamenti aerei interni, con aeroporti non solo nelle città più importanti, ma anche in piccoli centri come Lalibela, tradizionale centro di pellegrinaggio e più recente mèta turistica.

Turismo

Popolazione

Etnie

Gruppi etnici: Oromo 40%, Amhara e Tigrini 32%, Sidamo 9%, Shankella 6%, Somali 6%, Afar 4%, Gurage 2%, altri 1%
Lingue: Amarico, Tigrino, Oromigna, Guragigna, Somali, Arabo, altre lingue locali. Fra le lingue europee le più conosciute sono l'inglese e l'italiano.

Religione

Musulmani 45%-50%, cristiani copti 35%-40%, animisti 12%, altri 3%-8%.

Politica

Politica estera

La politica estera è dominata dalla tensione con la vicina Eritrea: il conflitto sul confine tra i due paesi, terminato nel 2000 col trattato d'Algeri, non è stato superato da rapporti pacifici stabilitisi tra i due paesi e permangono disaccordi sulla demarcazione del confine. Uno dei problemi comuni ai due paesi è rappresentato dalla presenza di un numero considerevole di vari tipi di ordigni non esplosi (UXO) e mine antiuomo ed anticarro.

Economia

Esportazioni

La gran parte delle esportazioni etiopi è costituita dal caffè: oggi, circa il 34,5% dei guadagni totali dell'export. Il secondo bene, in valore, è rappresentato dalle pelli che forniscono il 17,2% del valore. Il chat, un'erba tipica blandamente stupefacente, esportata quasi esclusivamente in altri paesi africani, fornisce il 13% (il dato è riferito al 2001).

Importazioni

L'Etiopia importa diversi beni, dalle materie prime ai beni capitali, ai beni di consumo. Le importazioni superano abbondantemente le esportazioni, determinando un ampio deficit delle bilancia commerciale. Tra i beni maggiormente importati ci sono quelli sopraelencati.

Istruzione

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

Cultura


- Illustri

Economia

Categoria:Colonie italiane ja:エチオピア ko:에티오피아 ms:Habsyah th:ประเทศเอธิโอเปีย zh-min-nan:Ityop'iya

Sudan

La Repubblica del Sudan (جمهورية السودان الديموقراطية) è uno stato situato nell'Africa nord-orientale.
Si affaccia sul Mar Rosso e confina con l'Egitto, la Libia, il Ciad, la Repubblica Centrafricana, la Repubblica Democratica del Congo, l'Uganda, il Kenia, l'Etiopia e l'Eritrea.
In termini di superficie è il più grande stato del continente africano. Attualmente il Sudan è una repubblica presidenziale presieduta però da una giunta militare.

Storia

Questa regione nell’antichità era conosciuta anche regno della Nubia, e la sua civiltà fiorì essenzialmente lungo il corso del Nilo, tra la prima e la sesta cataratta. I regni che si susseguirono furono grandemente influenzati dal vicino Egitto faraonico, ed a loro volta vi fecero sentire il loro influsso. In realtà, infatti, i confini tra gli antichi regni egiziani e sudanesi fluttuarono frequentemente, e una buona parte di quello che ora è il Sudan del Nord era, in antichità, indistinguibile dall’alto Egitto. Il cristianesimo fu introdotto nel Sudan nel terzo o nel quarto secolo, ma già intorno al 640 fece la sua comparsa l’Islam. Il dominio economico nel Sudan feudale di quei secoli fu presto assunto da una classe di mercanti arabi. I più importanti tra i regni che si susseguirono nel seguenti 1200 anni furono il regno di Sennar e Makuria. A partire dal 1820 il Sudan venne a cadere sotto il controllo dell’Egitto, quando Mehmet Alì, il vicerè ottomano dell’Egitto, inviò un esercito agli ordini di suo figlio Ismail Pasha e di Mohammed Bey per occupare il Sudan orientale. Il leader religioso Muhammad ibn Abballa, l’autoproclamato Mahdi (il messia), tentò negli anni ’80 del XIX secolo di unificare le tribù del Sudan centrale e di quello occidentale. Guidò una rivolta nazionalista contro il dominio egiziano, che culminò con la presa di Khartoum nel 1885, nel corso della quale trovò la morte anche Gordon, il famoso generale britannico. Lo stato mahdista sopravvisse fin quando non fu definitivamente sopraffatto nel 1898 dalle forze anglo-egiziane guidata la Lord Kitchener. Gli inglesi divisero il Sudan in due distinte colonie, il Sud ed il Nord, situazione che permase invariata fino al 1956. Fin dall'indipendenza dal Regno Unito ottenuta nel 1956 la politica interna è stata dominata da regimi militari che hanno favorito governi a orientamento islamico. I conflitti interni e la guerra civile, che hanno dominato la scena interna dal 1955 al 1972 e che hanno origine antecedente all'indipendenza, nacquero dal contrasto fra le forze governative settentrionali e le foze Anya Nya che rivendicavano l'autonomia della parte meridionale del paese.
Nel 1972 un accordo di pace firmato ad Addis Abeba garantì al sud una sorta di autonomia tramite la costituzione di un'assemblea regionale con facoltà di elezione del Presidente dell'alto consiglio esecutivo (HEC) soggetto però alla conferma da parte del Presidente della repubblica. Parte dell'accordo prevedeva l'assorbimento delle forze Anya Nya nelle forze governative.
Il trasferimento a nord di milizie ex-Anya Nya, la decisione del Presidente Nimeiri di dividere il governo del sud in tre governi regionali e soprattutto la decisione di introdurre le sanzioni previste dalla Shari'a nel codice penale, incontrarono l'opposizione degli ufficiali del sud e portarono all'ammutinamento di Bor nel 1983 che diede i natali alla SPLA Sudanese People's Liberation Movement/Army, la guerra civile ricominciò.
Dal 1983, gli effetti delle carestie successive alla guerra hanno provocato oltre 2 milioni di morti ed oltre 4 milione di rifugiati. Nel 1989 un colpo di stato portò al potere un regime militare guidato dal generale Omar Hassan Ahmed al-Beshir e dominato dal Fronte nazionale islamico (NIF). In seguito al colpo di stato il conflitto contro lo SPLA si intensificò.
Vi furono svariati tentativi internazionali volti a raggiungere un accordo fra le parti nessuno dei quali ebbe però successo fino al 2002. Nel giugno del 2002 con la collaborazione di John C. Danforth, incaricato speciale delle Nazioni Unite, iniziarono delle trattative di pace fra il governo sudanese e il SPLM/A. Uno degli accordi fu la concessione di maggiore indipendenza al sud del paese e l'autodeterminazione dello stesso tramite un referendum. Una delle principali cause del conflitto è la presenza di ingenti risorse petrolifere nella parte meridionale del paese. Rimane l'area di conflitto del Darfur. In questa zona i conflitti hanno origini remote e risalgono agli scontri fra le popolazioni nomadi arabe e le popolazioni stanziali africane per le risorse vitali come terra e acqua. Nel febbraio del 2003 il conflitto crebbe dopo che le milizie del SLM/A (Sudanese Liberation Movement/Army) e quelle del JEM (Justice and Equality Movement) attaccarono alcuni insediamenti governativi. Nell'aprile del 2004 Kofi Annan ricordò che il rappresentante delle Nazioni Unite locale utilizzò, per descrivere la violenza del conflitto, la definizione "pulizia etnica".

Geografia

Geografia fisica

Morfologia

Il territorio è per lo più pianeggiante. Vi sono alcune montagne nell'estremo sud. Il nord è prevalentemente desertico.

Idrografia

Il paese è attraversato dal Nilo e da alcuni suoi affluenti.

Clima

Tropicale nel sud del paese, arido desertico nel nord, la stagione delle piogge varia (da aprile a novembre).

Geografia umana

I Sudanesi con la pelle di colore scuro sono assai vari e appartengono a diverse tribù del gruppo nilotico. A partire dal Medioevo con il sopravvento arabo, sopra a queste popolazioni autoctone si è imposta una specie di classe signorile, formata da popolazioni camitiche e semitiche con pelle di tinta più chiara e tipo somatico più simile all'europeo. Esistono anche delle tribù di pelle scura e di origine non nilotica che sono gli Asandè, soprannominati Niam-Niam. Le principali tribù di origine nilotica sono:
- dolicocefali, gli Sciluck, i Dinca, i Nuer, i Lokuto
- mesocefali, i Nuba, i Fungi, i Bongo, i Nittu, i Madi,
- gli Agnuak, i Bari e le popolazioni del Darfur, i Belanda e i Luo, detti per errore anche Jur
- alcune tribù di origine nilotica come gli Acholi, i Lango, i Gialuo si sono stanziate in Uganda e in Kenya.

Popolazione

Fasce di età:
- 0-14 anni: 43.7% (maschi 8.730.609; femmine 8.358.569)
- 15-64 anni: 54.1% (maschi 10.588.634; femmine 10.571.199)
- 65 e oltre: 2.3% (maschi 490.869; femmine 408.282) Mortalità infantile:
- totale: 64.05/1.000
- maschi: 64.8/1.000
- femmine: 63.26/1.000 Tasso di crescita della popolazione: 2.64%
- Aspettativa di vita: 56,9 anni (uomini) / 59,3 anni (donne) (Tutti i dati si riferiscono a stime del 2004.)

Lingua

Le lingue più diffuse sono:
- arabo
- le lingue sudanesi
  - occidentali, l'Ewe, il Ci, il Gà, lo Yoruba e l'Efik, molto simili fra loro
  - orientali, il nubiano, il nuer-dinka e il Kunama.

Religione

La religione più diffusa è quella musulmana sunnita che (70% della popolazione), vi sono minoranze di fede tradizionale indigena, animismo e cristiane.
Tutte le lingue della popolazione sudanese hanno una parola Jok, talvolta jwok che può essere derivata sia da jo "essere vivente, uomo" che da Jahvé, Geova, dio degli israeliti nel periodo arcaico, il cui significato varia da tribù a tribù: talvolta indica l'Essere Supremo, concepito come il creatore dell'Universo, talaltra indica gli spiriti inferiori.

Geografia politica

Il Sudan è diviso in 26 stati (wilayat, al singolare wilayah)

Geografia economica


- Prodotto nazionale lordo: 70.95 milirdi di dollari USA
- Tasso di inflazione: 8.8%
- Tasso di disoccupazione: 18.7% (stima 2002) (Ove non specificato diversamente i dati si riferiscono a stime del 2004.)

Risorse

Petrolio: produzione di 209.100 barili/giorno, con delle riserve stimate di circa 631.5 milioni di barili.
Le riserve di gas naturale ammontanto a circa 99.11 milioni di m3. La produzione agricola è incentrata su cotone, arachidi, sorgo, miglio, gomma arabica, canna da zucchero, tapioca, mango, papaya, banane, patate dolci e sesamo. Il settori industriali più sviluppati sono il tessile, la produzione di oli alimentari, cemento, zucchero, sapone, la raffinazione del petrolio e la produzione di armi.

Esportazioni

Le esportazioni ammontano a circa 2.45 miliardi di dollari USA (f.o.b.) e si riferiscono a petrolio e prodotti petroliferi, cotone, sesamo, arachidi, gomma arabica, zucchero e bestiame.
I paesi verso i quali esporta sono la Cina 40.9%, Arabia Saudita 17.2% e gli Emirati Arabi Uniti 5.4% (2003). (Ove non specificato diversamente i dati si riferiscono a stime del 2003.)

Importazioni

Il valore delle importazioni è pari a 2.383 milioni di dollari USA (f.o.b.) e si riferisce ai seguenti prodotti: prodotti alimentari, manufatti, atrezzature meccaniche per la raffinazione e il trasporto, medicinali e sostanze chimiche, tessili e grano. I paese importatori sono Arabia Saudita 16.3%, Cina 14.2%, Regno Unito 5%, Germania 4.9%, India 4.8%, Francia 4.1%. (Ove non specificato diversamente i dati si riferiscono a stime del 2003.)

Cultura

Alfabetizzazione

Tasso di alfabetizzzione: 61.1%
così suddiviso:
- maschi: 71.8%
- femmine: 50.5% (stime del 2003) ja:スーダン ko:수단 ms:Sudan simple:Sudan th:ประเทศซูดาน zh-min-nan:Sudan

Tanzania

La Repubblica Unita di Tanzania (Jamhuri ya Muungano wa Tanzania in Swahili) è uno stato della costa orientale dell'Africa centrale. Confina con il Kenya e l'Uganda a nord, con il Rwanda, il Burundi e la Repubblica democratica del Congo a ovest, e a sud con Zambia, Malawi e Mozambico. A est confina con l'Oceano Indiano. Dar es Salaam è la capitale e la città più grande; Dodoma, posta nel centro della Tanzania è stata designata come nuova capitale negli anni Settanta anche se di fatto il trasferimento della capitale è in una situazione di stallo.

Storia

L'area fu colonia tedesca dagli anni 1880 al 1919. Fu territorio amministrato dal Regno Unito dal 1919 al 1961. Il 26 aprile 1964 Tanganyika e Zanzibar si fusero dando vita alla Repubblica Unita di Tanzania. Il Tanganyika ottenne l'indipendenza nel 1961 e si costitì in repubblica nell'anno seguente; Zanzibar, indipendente nel 1963, divenne una repubblica popoplare dopo la rivoluzione del 12 gennaio 1964. La Costituzione federale riconosce ampia autonomia all'isola di Zanzibar, che è dotata di propri Presidente, Parlamento, Costituzione, sistema giudiziario e bandiera. Dopo decenni di stabilità istituzionale, dal 2001 sono in atto spinte secessioniste da parte di Zanzibar che minano l'unità del Paese. La crisi si origina in seguito alla denuncia da parte del CUF, il principale partito di Zanzibar di irregolarità nelle elezioni politiche, vinte dall'ex partito unico CCM anche nell'isola. Le manifestazioni dell'opposizione vennero represse nel sangue dal governo centrale. Recentemente, la crisi si è acuita in seguito da un lato alla decisione del Parlamento di Zanzibar di varare norme restrittive in merito all'impiego di manodopera non solo straniera ma anche del Tanganyika nell'isola, la richiesta dell'affiliazione alla FIFA ed alla discussione e dall'altro di una riforma elettorale che priverebbe del diritto di voto il principale leader dell'opposizione. L'attacco di Al Quaeda all'ambasciata americana di Dar es Saalam del 1999 provoca 10 vittime e oltre 100 feriti.

Politica

Dal 1977 al 1992 il Paese è stato retto dal partito unico Chama cha Mapinduzi (CCM), guidato dal "padre della patria" Julius Nyerere. Il movimento è di ispirazione socialista e nasce dalla fusione dei fronti di liberazione nazionali del Tanganika e di Zanzibar. Nyerere lascia il potere nel 1985. Nell'ottobre del 1995 terminò il regime di partito unico con le prime elezioni multi-partitiche. Il CCM vinse le elezioni e il 23 novembre 1995 insediò Benjamin Mkapa alla carica di Presidente della Repubblica (che è anche capo del Governo); il Presidente venne riconfermato nel 2000. L'opposizione, divisa e instabile, non ha saputo proporsi come alternativa alle elezioni del 1995 e del 2000. Nell'ottobre 2005 si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento e del Presidente della Repubblica, alle quali, dopo due mandati, Benjamin Mkapa non può ricandidarsi. Attualmente il CCM detiene 244 seggi su 296.

Geografia

Parchi nazionali

Fra le riserve naturali più celebri della Tanzania si contano il Serengeti National Park, la riserva naturale di Ngorongoro, il Tarangire National Park, il Lake Manyara National Park, la riserva del Selous e il Kilimanjaro National Park.

Economia

La Tanzania è uno dei Paesi più poveri del mondo. Il reddito annuo pro capite è di circa 220$. Il 60% della popolazione è privo dell'elettricità e il 40% dell'acqua potabile. Il 60% della popolazione sopravvive con meno di 2 $ al giorno. Negli ultimi anni si è tuttavia registrata una crescita contenuta ma costante permessa dalla stabilità politica. L'economia dipende in gran parte dall'agricoltura, che pesa per circa 60% del PIL, costituisce l'85% delle esportazioni e impiega il 80% della forza lavoro. Le condizioni geografiche e climatiche limitano i campi coltivati al 4% del territorio. L'industria pesa circa il 10% del PIL ed è prevalentemente limitata alla trasformazione dei prodotti agricoli . La Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e bilateral donors hanno fornito fondi per risollevare la deteriorata infrastruttura economica della Tanzania. Le grandi risorse naturali come giacimenti d'oro e i parchi nazionali non sono sfruttate appieno e generano poco reddito. La crescita degli anni 1991-99 ha generato un aumento della produzione industriale e un sostanziale incremento dell'output di minerali trainato dall'oro. Recenti riforme del sistema bancario hanno favorito la crescita degli investimenti. Il bilancio dello stato è gravato da un onerosissmo debito pubblico, che limita la possibilità di attuare riforme strutturali.

Demografia

La densità della popolazione varia da una persona per chilometro quadrato nelle regioni aride a 51 per chilometro quadrato negli altipiani ricchi d'acqua dell'entroterra fino ai 134 per chilometro quadro di Zanzibar. Più dell'80% della popolazione abita in zone rurali. La maggioranza degli abitanti, comprese le tribù Hehe, Sukuma e i Nyamwezi, sono di origine Bantu. Gruppi di etnia Nilota e di origine simile comprendono i nomadi Masai e i Luo entrambe i quali sono presenti numerosi nel confinante Kenia. Due piccoli gruppi parlano una lingua di famiglia Khoisan tipica dei Boscimani e Khoikhoi. Persone che parlano Cushitic originarie degli altopiani etiopi risiedono in alcune aree della Tanzania. La maggior parte della popolazione africana dell'isola di Zanzibar è originaria della terraferma tranne un gruppo, gli Shirazi le cui origini sono state fatte risalire ai primi coloni persiani dell'isola. I residenti non africani della terraferma e di Zanzibar costituiscono l'1% della popolazione. Si stima che risiedano in Tanzania 70.000 Arabi 50.000 Asiatici e 10.000 Europei. Ogni guppo etnico ha la propria lingua ma la lingua nazionale è lo Swahili, una lingua di origine Bantu con forti influenze arabe. Come gran parte dei Paesi africani, la Tanzania è afflitta dall'epidemia dell'AIDS. Va registrato a tale proposito una riduzione del contagio dal 10% al 7% della popolazione, con una forte penetrazione nella classe d'età tra i 20 e i 34 anni, ma marginale tra i più giovani. Il governo ha attuato un piano di prevenzione.

Regioni

Lo stato di Tanzania è diviso in 25 regioni: Arusha, Dar es Salaam, Dodoma, Iringa, Kagera, Kigoma, Kilimanjaro, Lindi, Mara, Mbeya, Morogoro, Mtwara, Mwanza, Pemba Nord, Pemba Sud, Pwani, Rukwa, Ruvuma, Shinyanga, Singida, Tabora, Tanga, Zanzibar Centro/Sud, Zanzibar Nord, Zanzibar Città/ovest

Collegamenti esterni


- [http://www.tanzania.go.tz Sito del Governo]
- [http://www.chiesamissionaria.it/ita/Tanzania/Tanzania.htm 15 giorni per incontrare la Tanzania]
- [http://www.acidlife.com/~tato/1996-tanzania/index.htm Appunti di un viaggio in Tanzania]
- [http://www.lernado.it Un corso introduttivo di lingua swahili - Un vocabolario italiano-swahili - Rassegna stampa di giornali swahili] ja:タンザニア ko:탄자니아 ms:Tanzania zh-min-nan:Tanzania

Uganda

La Repubblica dell'Uganda è una nazione dell'Africa centro-orientale. Confina ad est con il Kenia, a nord con il Sudan, con la Repubblica Democratica del Congo a ovest, il Ruanda a sud-ovest e la Tanzania a sud. La parte meridionale della nazione comprende una parte sostanziosa del Lago Vittoria, che, per il resto, appartiene a Kenia e Tanzania. Il suo nome deriva dall'antico regno Buganda, che comprendeva la sezione meridionale del paese, inclusa la capitale Kampala.

Popolazione

Il tasso di crescita risulta del 3.4%. La popolazione discende dall’integrazione di diverse etnie africane, soprattutto baganda, banyoro, batolo e, in misura minore, ceppi etnolinguistici nilocamitici, sudanesi e bantu; esistono inoltre minoranze di europei e indiani. La lingua ufficiale è l'inglese, ma vengono parlati anche lo swahili e il luganda. Le religioni più diffuse sono quella cristiana (62%), quella tradizionale (19%) e quella musulmana (15%).

Storia

Poco si conosce della storia della regione fino all'arrivo dei primi non-africani, anche se si sa che l'area fu abitata almeno dal primo millennio. Quando gli arabi e gli europei arrivarono nel XIX secolo, entrarono in contatto con alcuni regni locali, probabilmente fondati nel XVI secolo. Il più grande e importante di questi regni era chiamato Buganda, che tuttora fa parte dell'Uganda. L'area fu posta sotto il controllo della Compagnia britannica dell'Africa orientale nel 1888, e fu un protettorato inglese dal 1894 fino al 1962, anno dell'indipendenza. Durante questo periodo furono poste le basi per la grande divisione del paese, tra le zone a nord e al sud del fiume Nilo. Nella zona meridionale furono favorite le coltivazioni (cotone, cacao, gomma, caffè, mentre le popolazioni settentrionali (acholi e langi) erano assorbite nell'esercito. Al momento dell'indipendenza nel 1962 la costituzione prevedeva un sistema semi-federale, che concedeva sufficiente spazio alle elite politiche tradizionali. Il delicato equilibrio tra il re dei buganda, primo Presidente del paese, e il suo primo ministro Milton Obote, un lango del nord, durò poco e già nel 1966 Obote prese d'assalto con l'esercito il palazzo presidenziale. Idi Amin, capo di stato maggiore dell’esercito di Obote, originario della regione del West Nile, dopo aver assicurato la sua posizione all’interno delle forze armate, le utilizzò per destituire, nel 1971, Obote stesso. Amin temeva il predominio degli acholi e dei langi nell'esercito e ne iniziò la persecuzione, con uccisioni in massa. Espulse inoltre dal paese la numerosa popolazione asiatica. Inoltre operò la nazionalizzazione delle piantagioni e delle compagnie britanniche e, infine, l’invasione della Tanzania. Nel 1979, in risposta al tentativo di invasione, i carrri armati tanzaniani con l'aiuto dei ribelli dell'UNLA (Ugandan National Liberation Army o "Esercito di liberazione nazionale dell'Uganda") presero la capitale Kampala e deposero Amin. In seguito ad elezioni la cui correttezza fu messa in dubbio tornò al potere Milton Obote, e si aprì una stagione di vendette contro i sostenitori di Amin. All'inizio degli anni 1980 Yoweri Kaguta Museveni creò il NRA (National Resistance Army o "Esercito di resistenza nazionale") con base nella regione di Luwero, a nord di Kampala e iniziò la guerriglia, a cui Obote rispose con uccisioni di massa: durante l'"Operazione Bonanza" nel 1983 la Croce Rossa denunciò l'uccisione di 300.000 persone. Nel gennaio 1985 Obote fu nuovamente destituito dal generale acholi Tito Okello Lurwa dell'UNLA, che inizialmente acconsentì a negoziare la pace con il NRA di Museveni. I negoziati durarono poco e nel gennaio 1986 il NRA prese Kampala, mentre le forse dell'UNLA si riorganizzarono in Sudan e nel nord del paese come UPDA (Uganda People's Democratic Army o "Esercito democratico del popolo dell'Uganda"). Nel 1987 venne sconfitto anche l'HSM (Holy Spirit Mobile Force o "Forza mobile dello Spirito Santo") di Alice Auma Lakwena, detta "la strega del nord", che si diceva messaggera di Dio e affermava di avere poteri sovrannaturali. Dopo la sconfitta riparò in Kenya. Musuveni esercitò una repressione ferrea nei confronti dell'UPDA e dell'HSM. il 3 Giugno 1988 il comandante dell’NRA, il maggiore Salim Saleh, firmò un accordo di pace con i comandanti dell’UPDA, offrendo un’amnistia a tutti i ribelli che avessero accettato la smobilitazione. La maggior parte dei combattenti accettò l’amnistia e l’UPDA cessò di esistere. Verso la fine del 1987 Joseph Kony, un presunto cugino di Alice, che ugualmente si dichiarava dotato di poteri soprannaturali, fondò il proprio movimento, prima chiamato inizialmente Lord’s Salvation Army ("Esercito di liberazione del Signore"), poi United Salvation Christian Army ("Esercito cristiano di salvazione unito") e infine, dal 1994, LRA o Lord's Resistance Army ("Esercito di Resistenza del Signore"), con l'obiettivo di prendere il potere e governare secondo i dieci comandamenti. Essendo gli attacchi dell'LRA diretti anche contro le popolazioni civili, perse rapidamente l'appoggio popolare di cui aveva goduto l'HSM e fu costretto a procedere mediante arruolamenti forzati e rapimento di bambini, moltiplicando le uccisioni e le mutilazioni dei civili. Il presidente Yoweri Kaguta Museveni venne rieletto nel 1996 e nel 2001), ma nelle province settentrionali continua la guerriglia dell'LRA, appoggiata dal Sudan. Grazie ai nuovi armamenti l'LRA ha esteso la propria sfera di azione creando gravi problemi umanitari.

Suddivisione amministrativa

vedi: Distretti dell'Uganda

Collegamenti esterni


- [http://www.pygmies.info/pigmei-baka.html I Pigmei africani] Cultura e musica dei primi abitanti dell'Uganda ja:ウガンダ ko:우간다 ms:Uganda th:ประเทศอูกันดา zh-min-nan:Uganda

Nairobi

Nairobi è la capitale del Kenia. È una delle città più grandi dell'Africa, con una popolazione di circa 2,5 milioni di abitanti. Il nome di Nairobi deriva dal termine Maasai Enkarenairobi, che significa "acque fredde". La città è situata ad una latitudine di 1° 16' Sud e una longitudine di 30° 53' Est, occupa una superfice di circa 150 km², e si trova a circa 1.660 m s.l.m. Le lingue principali parlate in città sono lo swahili e l'inglese. Nairobi venne fondata nel 1899 come deposito degli approvvigionamenti per la Uganda Railway che era in costruzione tra Mombasa e Uganda. Venne ricostruita interamente agli inizi del '900, dopo un epidemia di peste e l'incendio della città originaria. Successivamente l'insediamento continuò a crescere, divenendo la capitale del Protettorato dell'Africa Orientale Britannica nel 1907 e la capitale del Kenia indipendente nel 1963. Nairobi è servita dall'Aeroporto internazionale Jomo Kenyatta. L'Aeroporto di Eastleigh era la pista di atterraggio originale nell'era precedente agli aerei jet. Venne usato negli anni '30 e '40 come punto di scalo per i passeggeri e la posta britannici, sulla rotta che andava da Southampton a Città del Capo. Questa rotta era servita da idrovolanti tra il Regno Unito e Kisumu e quindi con aerei sulla tratta verso sud. Kisumu Nairobi è unica in quanto possiede una riserva di caccia, il Parco Nazionale di Nairobi, all'interno dei suoi confini. Nairobi ospita inoltre più specie di uccelli di qualsiasi altra città del mondo. L'ambasicata statunitense a Nairobi subì un attentato nell'agosto 1998 da parte del gruppo terroristico Al-Qaeda. Si veda: Attentati alle ambasciate statunitensi del 1998. Categoria:Città del Kenya Categoria:Capitali di stato ja:ナイロビ ko:나이로비

Nairobi

Nairobi è la capitale del Kenia. È una delle città più grandi dell'Africa, con una popolazione di circa 2,5 milioni di abitanti. Il nome di Nairobi deriva dal termine Maasai Enkarenairobi, che significa "acque fredde". La città è situata ad una latitudine di 1° 16' Sud e una longitudine di 30° 53' Est, occupa una superfice di circa 150 km², e si trova a circa 1.660 m s.l.m. Le lingue principali parlate in città sono lo swahili e l'inglese. Nairobi venne fondata nel 1899 come deposito degli approvvigionamenti per la Uganda Railway che era in costruzione tra Mombasa e Uganda. Venne ricostruita interamente agli inizi del '900, dopo un epidemia di peste e l'incendio della città originaria. Successivamente l'insediamento continuò a crescere, divenendo la capitale del Protettorato dell'Africa Orientale Britannica nel 1907 e la capitale del Kenia indipendente nel 1963. Nairobi è servita dall'Aeroporto internazionale Jomo Kenyatta. L'Aeroporto di Eastleigh era la pista di atterraggio originale nell'era precedente agli aerei jet. Venne usato negli anni '30 e '40 come punto di scalo per i passeggeri e la posta britannici, sulla rotta che andava da Southampton a Città del Capo. Questa rotta era servita da idrovolanti tra il Regno Unito e Kisumu e quindi con aerei sulla tratta verso sud. Kisumu Nairobi è unica in quanto possiede una riserva di caccia, il Parco Nazionale di Nairobi, all'interno dei suoi confini. Nairobi ospita inoltre più specie di uccelli di qualsiasi altra città del mondo. L'ambasicata statunitense a Nairobi subì un attentato nell'agosto 1998 da parte del gruppo terroristico Al-Qaeda. Si veda: Attentati alle ambasciate statunitensi del 1998. Categoria:Città del Kenya Categoria:Capitali di stato ja:ナイロビ ko:나이로비

Oceano Indiano

L'Oceano Indiano, il terzo oceano più grande del mondo, occupa circa il 20% della superficie della Terra. È delimitato a nord dall'Asia meridionale; ad ovest dalla penisola araba e dall'Africa; ad est dalla Penisola del Malay, dalle Isole Sunda e dall'Australia; e a sud dall'Antartide. È separato dall'Oceano Atlantico dal meridiano 20° est a sud dell'Africa, e dall'Oceano Pacifico dal meridiano 147° est. La parte più a nord dell'Oceano Indiano si trova a circa 30° di latitudine nord, nel Golfo Persico. L'Oceano è largo quasi 10.000 chilometri, tra le punte meridionali di Africa e Australia. La sua area è di circa 73.556.000 chilometri quadrati, includendo i seguenti mari minori: Mar Rosso, Golfo Persico, Mare Arabico, Baia del Bengala, Golfo di Aden, Golfo di Oman, Canale del Mozambico, Stretto di Malacca e altri mari minori. Il suo volume è stimato a 292.131.000 chilometri cubi. Molte piccole isole punteggiano i 66.526 km di coste: Alcune isole sono Stati indipendenti: Madascar, la quarta isola più grande del mondo; Comore; le Seychelles; le Maldive; le Mauritius e Sri Lanka. L'Indonesia si trova al suo confine col Pacifico, ma appartiene a quest'ultimo. L'importanza di questo oceano come rotta di transito tra Asia e Africa lo ha reso sede di numerosi conflitti. Ma a causa della sua grandezza, nessuna singola nazione lo ha dominato fino all'inizio del XVIII secolo, quando la Gran Bretagna riuscì a controllare gran parte delle terre che lo circondano. La sua importanza strategica è maggiore del valore economico dei suoi minerali e della vita marina.

Geologia

Le placche crostali africana, indiana e antartica convergono nell'Oceano Indiano. Le loro linee di giuntura sono marcate da sezioni della Dorsale Medio Oceanica che formano una Y invertita, con il gambo che si origina dalla piattaforma continentale al largo di Mumbai, India. I tre bacini orientale, occidentale e meridionale che vengono formati in questo modo sono divisi ulteriormente da dorsali più piccole. Le piattaforme continentali sono strette, con una larghezza media di soli 200 km. L'eccezione è la costa ovest dell'Australia, la cui piattaforma si estende per più di 1.000 km. La profondità media dell'oceano è di 3.890 metri. Il suo punto più basso, la Fossa di Java, raggiunge i 7.450 metri. A nord della latitudine 50° sud, l'86% del bacino principale è coperto da sedimenti pelagici. Il rimanente 14% è coperto da sedimenti terrageni. Le latitudini più a sud sono dominate da sedimenti originati dai ghiacciai dell'Antartide.

Clima

Il clima a nord dell'equatore è influenzato da un sistema di venti monsonici. Forti venti da nordest soffiano da ottobre ad aprile. Da maggio ad ottobre prevalgono venti da sudovest. Nel Mare Arabico, i violenti monsoni portano pioggia al subcontinente indiano. Nell'emisfero sud i venti sono generalmente più calmi, ma le tempeste estive nei dintorni di Mauritius possono essere forti. Quando i venti monsonici cambiano, a volte si formano dei cicloni che colpiscono le coste del Mare Arabico e della Baia del Bengala.

Idrologia

Tra i pochi grandi fiumi che sboccano nell'Oceano Indiano ci sono lo Zambesi, lo Shatt-al-Arab, il Fiume Indo, il Gange, il Brahmaputra], e lo Irrawaddy. Le correnti oceaniche sono controllate principalmente dai monsoni. Due grandi correnti circolari, una nell'emisfero nord circolante in senso orario, e una nell'emisfero sud circolante in senso antiorario, dominano il flusso. Durante il monsone d'inverno, però, le correnti del nord sono rovesciate. Le correnti profonde sono controllate principalmente dai flussi in entrata dall'Atlantico, dal Mar Rosso, e dalle correnti Antartiche. A nord della latitudine 20° sud la temperatura superficiale minima è di 22 gradi Celsius, che sale fino a 28 °C verso est. Sotto i 40° di latitudine sud, le temperature calano rapidamente. La salinità dell'acqua superficiale varia da 32 a 37 parti per mille, con i valori più alti che si trovano nel Mare Arabico e in una cintura tra l'Africa meridionale e l'Australia. Sotto i 65° di latitudine sud, si possono trovare ghiacci sotto forma di pack e iceberg durante tutto l'anno. Il limite degli iceberg è la latitudine 45° sud.

Economia

L'alta temperatura dell'Oceano indiano tiene bassa la produzione di fitoplancton, eccetto che nelle zone più a nord e in qualche altro punto isolato. Essendo il plancton la base della catena alimentare marina, la sua scarsità impedisce alla vita oceanica di prosperare. La pesca è limitata a livelli di sussistenza, ma flotte della Russia, del Giappone, della Corea del Sud e di Taiwan battono comunque l'oceano. La funzione principale dell'oceano è stata quella di ospitare rotte commerciali. Gli europei, seguendo le rotte di antichi esploratori, attraversavano le sue acque per raggiungere l'Oriente, e portavano indietro seta, e spezie. Grosse riserve di idrocarburi sono state trivellate al largo dell'Arabia Saudita, Iran, India, ed Australia occidentale. Circa il 40% della produzione mondiale di petrolio offshore proviene dall'Oceano Indiano. Spiagge sabbiose ricche di minerali pesanti e giacimenti offshore sono attivamente sfruttati dai paesi costieri, in particolare India, Sudafrica, Indonesia, Sri Lanka e Tailandia. L'Oceano Indiano ospita inoltre le maggiori rotte per il trasporto di petrolio, dall'Asia sudorientale verso le nazioni occidentali. Il petrolio è il minerale più significativo, ed è estratto principalmente al largo dell'Arabia Saudita, dell'Iran, dell'India, e dell'Australia occidentale. Dall'Oceano Indiano proviene il 40% della produzione marina di petrolio. La sabbia delle spiaggie è ricca di minerali pesanti, e depositi marini sono attivamente sfruttati dall'India, dal Sudafrica, dall'Indonesia, dallo Sri Lanka e dalla Tailandia.

Ambiente

Numerose specie marine in pericolo vivono nell'Oceano Indiano, tra cui i dugonghi, le tartarughe e le balene. Il Mare Arabico, il Golfo Persico e il Mar Rosso soffrono di un inquinamento da residui petroliferi.

Storia

Vicino all'Oceano Indiano si sono sviluppate le civilizzazioni più antiche conosciute, nelle valli del Nilo, del Tigri e dell'Eufrate, nella valle dell'Indo e nell'Asia sudorientale. Durante la prima dinastia dell'Egitto (circa 3000 anni AC), una spedizione venne mandata a Punt, che si pensa faccia parte della Somalia odierna. Le navi portarono indietro oro e schiavi. I Fenici del terzo millennio AC sono forse penetrati nell'Oceano Indiano, ma non sono conosciute colonie. I Greci e i Romani sapevano qualcosa dell'oceano: lo sconosciuto autore del Periplo del Mare Eritreo descrive porti e commerci lungo le coste dell'Africa e dell'India attorno al secondo secolo DC. I popoli indonesiani attraversarono l'Oceano Indiano per fermarsi nel Madagascar. Marco Polo (circa 1254-1324) fece forse ritorno dall'Estremo Oriente passando attraverso lo Stretto di Malacca. Le spedizioni cinesi raggiunsero l'Africa nel XV secolo, ma i commercianti arabi dominavano le rotte dell'Oceano Indiano prima che Vasco da Gama doppiasse il Capo di Buona Speranza nel 1497 e arrivasse all'India, il primo europeo a seguire questa rotta. Dopo questa impresa, il Portogallo cercò di dominare la regione, ma dovette cedere agli olandesi all'inizio del XVII secolo. Cento anni dopo, sia la Francia che l'Inghilterra cercarono di assicurarsi il controllo dell'oceano, ma solo gli inglesi ci riuscirono. L'apertura del Canale di Suez nel 1869 ravvivò l'interesse europeo per l'Oriente, ma nessuna nazione riuscì a dominare le altre nel commercio. Dopo la Seconda guerra mondiale, l'Inghilterra si è ritirata dall'oceano, ma è stata solo parzialmente rimpiazzata dall'India, dall'Unione Sovietica e dagli Stati Uniti. Questi ultime due potenze hanno provato a dominare l'oceano stabilendo delle basi navali, ma le nazioni che lo circondano hanno cercato di renderlo una "zona di pace" per poter usare le rotte commerciali senza pericolo. Bibliografia: Braun, D., The Indian Ocean (1983); Chandra, S., ed., The Indian Ocean (1987); Chaudhuri, K. N., Trade and Civilization in the Indian Ocean (1985); Cousteau, Jacques-Yves, and Diole, Philippe, Life and Death in a Coral Sea (1971); Cubitt, Gerald, Islands of the Indian Ocean (1975); Das Gupta, A., and Pearson, M.N., India and the Indian Ocean (1987); Dowdy, W. L., and Trood, R., eds., The Indian Ocean (1985); Kerr, A., ed., Resources and Development in the Indian Ocean Region (1981); Nairn, A. E., and Stehli, F. G., eds., The Ocean Basins and Margins, Vol. 6: The Indian Ocean (1982); Ostheimer, John M., ed., The Politics of the Western Indian Ocean Islands (1975); Toussaint, Auguste, The History of the Indian Ocean, trans. by June Guicharnaud (1966). Porti: Calcutta (India), Chennai (Madras; India), Colombo (Sri Lanka), Durban (South Africa), Jakarta (Indonesia), Fremantle (Australia), Mumbai (Bombay; India), Richards Bay (South Africa) gran parte del testo è basato da informazioni di pubblico dominio dell'US Naval Oceanographer Categoria:Oceani Categoria:Ecosistemi ja:インド洋 ko:인도양 simple:Indian Ocean th:มหาสมุทรอินเดีย zh-min-nan:Ìn-tō·-iûⁿ

1500

Eventi


- 10 aprile: battaglia di Novara (Luigi XII sconfigge Ludovico il Moro).
- 22 aprile: Cabral sbarca in Brasile e lo annette al Portogallo.
- 11 novembre: Trattato segreto di Granata (patto tra Luigi XII di Francia e Ferdinando_II_d'Aragona il Cattolico per la conquista del Regno di Napoli).

Nati


- 24 febbraio - Carlo V d'Asburgo, Imperatore del Sacro Romano Impero († 1558)
- 3 novembre - Benvenuto Cellini, scultore ed orafo italiano

Morti

100 ko:1500년

Rift Valley

La Rift Valley o anche Great Rift Valley (la valle della grande falla) è un vasto elemento geografico e geologico che si estende in direzione nord-sud per oltre 5000 km, dal nord della Siria (sud-ovest dell'Asia) al centro del Mozambico (est dell'Africa). La valle varia in larghezza dai 30 ai 100 km e in profondità da qualche centinaio a parecchie migliaia di metri. Si è creata dalla separazione delle placche tettoniche africana e araba, che iniziò 35 milioni di anni fa, e dalla separazione dell'Africa dell'est dal resto dell'Africa, processo iniziato da 15 milioni di anni. Il nome alla valle fu dato dall'esploratore John Walter Gregory. La parte settentrionale della Rift Valley (R.V.) forma la valle del fiume Giordano, che scorre verso sud attraverso il lago Hula e il mar di Galilea, in Israele, fino al Mar Morto. A sud del Mar Morto, la R.V. è occupata dall'Arabah e ancora più a sud dal golfo di Aqaba e dal Mar Rosso. Nella parte più meridionale del mar Rosso la R.V. si dirama in due direzioni diverse, verso est e verso sud. La zona della diramazione è chiamata il triangolo di Afar o depressione di Danakil, si trova in Etiopia ed è probabilmente un punto geologico in cui tre placche tettoniche si dividono e tendono ad allontanarsi tra loro. La diramazione verso est forma il golfo di Aden, e da questo punto in poi la R.V. continua come parte della dorsale oceanica. La diramazione verso sud è spesso indicata come Great Rift Valley, e divide gli altopiani etiopici in due parti. Nell'Africa orientale la falla si divide in due, la falla orientale e la falla occidentale. La falla occidentale, chiamata anche falla albertina, è delimitata da alcune delle montagne più alte dell'Africa, incluse le montagne di Viruga, Mituba e Ruwenzori e contiene i grandi laghi africani, che includono tra i più profondi laghi del mondo, come il lago Tanganica, profondo fino a 1.470 metri. Anche il lago Vittoria è considerato parte del sistema della R.V., anche se in realtà è posizionato tra le falle orientale e occidentale. I laghi della falla orientale, non avendo uno sbocco sul mare, tendono ad essere meno profondi e ad avere un'alta concentrazione di sali minerali dovuta alle piogge, che portano i sali minerali dai vicini vulcani, e alla forte evaporazione dell'acqua. Il lago Magadi, ad esempio, ha la sua superfice completamente coperta di soda cristallizata, e i lagi Elmenteita, Baringo, Bogoria e Nakuru sono fortemente alcalini, mentre il lago Naivasha ha una grande varietà biologica grazie alle sorgenti di acqua dolce che lo alimentano. L'attività geotermica e l'allargamento della falla ha causato un assottigliamento della litosfera fino a uno spessore di soli 20 km, quando per i continenti lo spessore tipico è di 100 km. Tra qualche milione di anni, la litosfera potrebbe spaccarsi e l'Africa orientale potrebbe dividersi dal resto del continente. L'Attivita vulcanica e la inusuale concentrazione di punti caldi ha prodotto le montagne vulcaniche del Kilimangiaro, monte Kenia, Karisimbi, Niragongo, Monte Meru, Monte Elgon e il vulcano Ol Doinyo Lengai, che è l'unico vulcano natrocarbonitico del mondo. La R.V. è stata una ricca sorgente di scoperte antropologiche. I sedimenti della valle, dovuti alla rapida erosione degli altopiani, hanno creato un ambiente favorevole alla preservazione dei resti umani. Sono infatti state trovate numerose ossa di ominidi, antenati della moderna specie umana, tra cui anche quelle della cosidetta "Lucy", uno scheletro quasi completo di australopiteco, che fu scoperta dall'antropologo Donald Johanson. La famosa coppia di antropologi Richard e Meave Leakey ha operato principalmente in queste zone. ja:グレート・リフト・バレー

Rift Valley

La Rift Valley o anche Great Rift Valley (la valle della grande falla) è un vasto elemento geografico e geologico che si estende in direzione nord-sud per oltre 5000 km, dal nord della Siria (sud-ovest dell'Asia) al centro del Mozambico (est dell'Africa). La valle varia in larghezza dai 30 ai 100 km e in profondità da qualche centinaio a parecchie migliaia di metri. Si è creata dalla separazione delle placche tettoniche africana e araba, che iniziò 35 milioni di anni fa, e dalla separazione dell'Africa dell'est dal resto dell'Africa, processo iniziato da 15 milioni di anni. Il nome alla valle fu dato dall'esploratore John Walter Gregory. La parte settentrionale della Rift Valley (R.V.) forma la valle del fiume Giordano, che scorre verso sud attraverso il lago Hula e il mar di Galilea, in Israele, fino al Mar Morto. A sud del Mar Morto, la R.V. è occupata dall'Arabah e ancora più a sud dal golfo di Aqaba e dal Mar Rosso. Nella parte più meridionale del mar Rosso la R.V. si dirama in due direzioni diverse, verso est e verso sud. La zona della diramazione è chiamata il triangolo di Afar o depressione di Danakil, si trova in Etiopia ed è probabilmente un punto geologico in cui tre placche tettoniche si dividono e tendono ad allontanarsi tra loro. La diramazione verso est forma il golfo di Aden, e da questo punto in poi la R.V. continua come parte della dorsale oceanica. La diramazione verso sud è spesso indicata come Great Rift Valley, e divide gli altopiani etiopici in due parti. Nell'Africa orientale la falla si divide in due, la falla orientale e la falla occidentale. La falla occidentale, chiamata anche falla albertina, è delimitata da alcune delle montagne più alte dell'Africa, incluse le montagne di Viruga, Mituba e Ruwenzori e contiene i grandi laghi africani, che includono tra i più profondi laghi del mondo, come il lago Tanganica, profondo fino a 1.470 metri. Anche il lago Vittoria è considerato parte del sistema della R.V., anche se in realtà è posizionato tra le falle orientale e occidentale. I laghi della falla orientale, non avendo uno sbocco sul mare, tendono ad essere meno profondi e ad avere un'alta concentrazione di sali minerali dovuta alle piogge, che portano i sali minerali dai vicini vulcani, e alla forte evaporazione dell'acqua. Il lago Magadi, ad esempio, ha la sua superfice completamente coperta di soda cristallizata, e i lagi Elmenteita, Baringo, Bogoria e Nakuru sono fortemente alcalini, mentre il lago Naivasha ha una grande varietà biologica grazie alle sorgenti di acqua dolce che lo alimentano. L'attività geotermica e l'allargamento della falla ha causato un assottigliamento della litosfera fino a uno spessore di soli 20 km, quando per i continenti lo spessore tipico è di 100 km. Tra qualche milione di anni, la litosfera potrebbe spaccarsi e l'Africa orientale potrebbe dividersi dal resto del continente. L'Attivita vulcanica e la inusuale concentrazione di punti caldi ha prodotto le montagne vulcaniche del Kilimangiaro, monte Kenia, Karisimbi, Niragongo, Monte Meru, Monte Elgon e il vulcano Ol Doinyo Lengai, che è l'unico vulcano natrocarbonitico del mondo. La R.V. è stata una ricca sorgente di scoperte antropologiche. I sedimenti della valle, dovuti alla rapida erosione degli altopiani, hanno creato un ambiente favorevole alla preservazione dei resti umani. Sono infatti state trovate numerose ossa di ominidi, antenati della moderna specie umana, tra cui anche quelle della cosidetta "Lucy", uno scheletro quasi completo di australopiteco, che fu scoperta dall'antropologo Donald Johanson. La famosa coppia di antropologi Richard e Meave Leakey ha operato principalmente in queste zone. ja:グレート・リフト・バレー

Tana


- Tana (Norvegia) un comune della contea di Finnmark.
- Lago Tana in Etiopia.
- Tana (zoologia) riparo abitato (e talvolta costruito) da animali.

Oceano Indiano

L'Oceano Indiano, il terzo oceano più grande del mondo, occupa circa il 20% della superficie della Terra. È delimitato a nord dall'Asia meridionale; ad ovest dalla penisola araba e dall'Africa; ad est dalla Penisola del Malay, dalle Isole Sunda e dall'Australia; e a sud dall'Antartide. È separato dall'Oceano Atlantico dal meridiano 20° est a sud dell'Africa, e dall'Oceano Pacifico dal meridiano 147° est. La parte più a nord dell'Oceano Indiano si trova a circa 30° di latitudine nord, nel Golfo Persico. L'Oceano è largo quasi 10.000 chilometri, tra le punte meridionali di Africa e Australia. La sua area è di circa 73.556.000 chilometri quadrati, includendo i seguenti mari minori: Mar Rosso, Golfo Persico, Mare Arabico, Baia del Bengala, Golfo di Aden, Golfo di Oman, Canale del Mozambico, Stretto di Malacca e altri mari minori. Il suo volume è stimato a 292.131.000 chilometri cubi. Molte piccole isole punteggiano i 66.526 km di coste: Alcune isole sono Stati indipendenti: Madascar, la quarta isola più grande del mondo; Comore; le Seychelles; le Maldive; le Mauritius e Sri Lanka. L'Indonesia si trova al suo confine col Pacifico, ma appartiene a quest'ultimo. L'importanza di questo oceano come rotta di transito tra Asia e Africa lo ha reso sede di numerosi conflitti. Ma a causa della sua grandezza, nessuna singola nazione lo ha dominato fino all'inizio del XVIII secolo, quando la Gran Bretagna riuscì a controllare gran parte delle terre che lo circondano. La sua importanza strategica è maggiore del valore economico dei suoi minerali e della vita marina.

Geologia

Le placche crostali africana, indiana e antartica convergono nell'Oceano Indiano. Le loro linee di giuntura sono marcate da sezioni della Dorsale Medio Oceanica che formano una Y invertita, con il gambo che si origina dalla piattaforma continentale al largo di Mumbai, India. I tre bacini orientale, occidentale e meridionale che vengono formati in questo modo sono divisi ulteriormente da dorsali più piccole. Le piattaforme continentali sono strette, con una larghezza media di soli 200 km. L'eccezione è la costa ovest dell'Australia, la cui piattaforma si estende per più di 1.000 km. La profondità media dell'oceano è di 3.890 metri. Il suo punto più basso, la Fossa di Java, raggiunge i 7.450 metri. A nord della latitudine 50° sud, l'86% del bacino principale è coperto da sedimenti pelagici. Il rimanente 14% è coperto da sedimenti terrageni. Le latitudini più a sud sono dominate da sedimenti originati dai ghiacciai dell'Antartide.

Clima

Il clima a nord dell'equatore è influenzato da un sistema di venti monsonici. Forti venti da nordest soffiano da ottobre ad aprile. Da maggio ad ottobre prevalgono venti da sudovest. Nel Mare Arabico, i violenti monsoni portano pioggia al subcontinente indiano. Nell'emisfero sud i venti sono generalmente più calmi, ma le tempeste estive nei dintorni di Mauritius possono essere forti. Quando i venti monsonici cambiano, a volte si formano dei cicloni che colpiscono le coste del Mare Arabico e della Baia del Bengala.

Idrologia

Tra i pochi grandi fiumi che sboccano nell'Oceano Indiano ci sono lo Zambesi, lo Shatt-al-Arab, il Fiume Indo, il Gange, il Brahmaputra], e lo Irrawaddy. Le correnti oceaniche sono controllate principalmente dai monsoni. Due grandi correnti circolari, una nell'emisfero nord circolante in senso orario, e una nell'emisfero sud circolante in senso antiorario, dominano il flusso. Durante il monsone d'inverno, però, le correnti del nord sono rovesciate. Le correnti profonde sono controllate principalmente dai flussi in entrata dall'Atlantico, dal Mar Rosso, e dalle correnti Antartiche. A nord della latitudine 20° sud la temperatura superficiale minima è di 22 gradi Celsius, che sale fino a 28 °C verso est. Sotto i 40° di latitudine sud, le temperature calano rapidamente. La salinità dell'acqua superficiale varia da 32 a 37 parti per mille, con i valori più alti che si trovano nel Mare Arabico e in una cintura tra l'Africa meridionale e l'Australia. Sotto i 65° di latitudine sud, si possono trovare ghiacci sotto forma di pack e iceberg durante tutto l'anno. Il limite degli iceberg è la latitudine 45° sud.

Economia

L'alta temperatura dell'Oceano indiano tiene bassa la produzione di fitoplancton, eccetto che nelle zone più a nord e in qualche altro punto isolato. Essendo il plancton la base della catena alimentare marina, la sua scarsità impedisce alla vita oceanica di prosperare. La pesca è limitata a livelli di sussistenza, ma flotte della Russia, del Giappone, della Corea del Sud e di Taiwan battono comunque l'oceano. La funzione principale dell'oceano è stata quella di ospitare rotte commerciali. Gli europei, seguendo le rotte di antichi esploratori, attraversavano le sue acque per raggiungere l'Oriente, e portavano indietro seta, e spezie. Grosse riserve di idrocarburi sono state trivellate al largo dell'Arabia Saudita, Iran, India, ed Australia occidentale. Circa il 40% della produzione mondiale di petrolio offshore proviene dall'Oceano Indiano. Spiagge sabbiose ricche di minerali pesanti e giacimenti offshore sono attivamente sfruttati dai paesi costieri, in particolare India, Sudafrica, Indonesia, Sri Lanka e Tailandia. L'Oceano Indiano ospita inoltre le maggiori rotte per il trasporto di petrolio, dall'Asia sudorientale verso le nazioni occidentali. Il petrolio è il minerale più significativo, ed è estratto principalmente al largo dell'Arabia Saudita, dell'Iran, dell'India, e dell'Australia occidentale. Dall'Oceano Indiano proviene il 40% della produzione marina di petrolio. La sabbia delle spiaggie è ricca di minerali pesanti, e depositi marini sono attivamente sfruttati dall'India, dal Sudafrica, dall'Indonesia, dallo Sri Lanka e dalla Tailandia.

Ambiente

Numerose specie marine in pericolo vivono nell'Oceano Indiano, tra cui i dugonghi, le tartarughe e le balene. Il Mare Arabico, il Golfo Persico e il Mar Rosso soffrono di un inquinamento da residui petroliferi.

Storia

Vicino all'Oceano Indiano si sono sviluppate le civilizzazioni più antiche conosciute, nelle valli del Nilo, del Tigri e dell'Eufrate, nella valle dell'Indo e nell'Asia sudorientale. Durante la prima dinastia dell'Egitto (circa 3000 anni AC), una spedizione venne mandata a Punt, che si pensa faccia parte della Somalia odierna. Le navi portarono indietro oro e schiavi. I Fenici del terzo millennio AC sono forse penetrati nell'Oceano Indiano, ma non sono conosciute colonie. I Greci e i Romani sapevano qualcosa dell'oceano: lo sconosciuto autore del Periplo del Mare Eritreo descrive porti e commerci lungo le coste dell'Africa e dell'India attorno al secondo secolo DC. I popoli indonesiani attraversarono l'Oceano Indiano per fermarsi nel Madagascar. Marco Polo (circa 1254-1324) fece forse ritorno dall'Estremo Oriente passando attraverso lo Stretto di Malacca. Le spedizioni cinesi raggiunsero l'Africa nel XV secolo, ma i commercianti arabi dominavano le rotte dell'Oceano Indiano prima che Vasco da Gama doppiasse il Capo di Buona Speranza nel 1497 e arrivasse all'India, il primo europeo a seguire questa rotta. Dopo questa impresa, il Portogallo cercò di dominare la regione, ma dovette cedere agli olandesi all'inizio del XVII secolo. Cento anni dopo, sia la Francia che l'Inghilterra cercarono di assicurarsi il controllo dell'oceano, ma solo gli inglesi ci riuscirono. L'apertura del Canale di Suez nel 1869 ravvivò l'interesse europeo per l'Oriente, ma nessuna nazione riuscì a dominare le altre nel commercio. Dopo la Seconda guerra mondiale, l'Inghilterra si è ritirata dall'oceano, ma è stata solo parzialmente rimpiazzata dall'India, dall'Unione Sovietica e dagli Stati Uniti. Questi ultime due potenze hanno provato a dominare l'oceano stabilendo delle basi navali, ma le nazioni che lo circondano hanno cercato di renderlo una "zona di pace" per poter usare le rotte commerciali senza pericolo. Bibliografia: Braun, D., The Indian Ocean (1983); Chandra, S., ed., The Indian Ocean (1987); Chaudhuri, K. N., Trade and Civilization in the Indian Ocean (1985); Cousteau, Jacques-Yves, and Diole, Philippe, Life and Death in a Coral Sea (1971); Cubitt, Gerald, Islands of the Indian Ocean (1975); Das Gupta, A., and Pearson, M.N., India and the Indian Ocean (1987); Dowdy, W. L., and Trood, R., eds., The Indian Ocean (1985); Kerr, A., ed., Resources and Development in the Indian Ocean Region (1981); Nairn, A. E., and Stehli, F. G., eds., The Ocean Basins and Margins, Vol. 6: The Indian Ocean (1982); Ostheimer, John M., ed., The Politics of the Western Indian Ocean Islands (1975); Toussaint, Auguste, The History of the Indian Ocean, trans. by June Guicharnaud (1966). Porti: Calcutta (India), Chennai (Madras; India), Colombo (Sri Lanka), Durban (South Africa), Jakarta (Indonesia), Fremantle (Australia), Mumbai (Bombay; India), Richards Bay (South Africa) gran parte del testo è basato da informazioni di pubblico dominio dell'US Naval Oceanographer Categoria:Oceani Categoria:Ecosistemi ja:インド洋 ko:인도양 simple:Indian Ocean th:มหาสมุทรอินเดีย zh-min-nan:Ìn-tō·-iûⁿ

Savana

La savana è un habitat delle regioni calde tropicali in cui le piogge cadono con regolarità stagionale. È costituita da vaste distese di graminacee, alte fino a due metri, disseminate di c