:: wikimiki.org ::
| Kosovo |
Kosovo
La Provincia Autonoma del Kosovo e Metohia (Serbo: Косово и Метохија / Kosovo i Metohija, Albanese: Kosovë / Kosova), in Italiano Kosovo o Cossovo è una Provincia Autonoma della Repubblica di Serbia.
Pur facendo parte della Serbia dopo la Guerra del Kosovo è amministrata dalle Nazioni Unite.
ja:コソボ
ko:코소보
Lingua serba
La lingua serba o српски jезик è una delle versioni standard del diasistema slavico centro-meridionale, precedentemente (e molto frequentemente ancora chiamato) serbo-croato e basato sul dialetto štokaviano. Il serbo viene usato soprattutto in Serbia e Montenegro e nella Republika Srpska.
La lingua serba ha una caratteristica abbastanza rara, per la quale le parole vengono scritte pressoché come vengono dette, cioè ogni lettera rappresenta un suono differente. Questo principio fonetico è rappresentato dal detto: "Scrivi come parli e leggi com'è scritto", il principio usato da Vuk Stefanović Karadžić quando riformò l'alfabeto cirillico serbo nel XIX secolo.
Un'altra rara caratteristica della lingua serba è la presenza di due alfabeti: l'alfabeto cirillico e l'alfabeto latino. I due alfabeti sono quasi equivalenti; la sola differenza sono i glifi utilizzati. Questo è dovuto a ragioni storiche, poiché una parte della popolazione parlante serbo era sotto l'influenza (moderna) occidentale dell'Austria-Ungheria e il resto sotto l'influenza (antica) orientale dell'Impero bizantino; tutte le persone con una educazione sono familiari con entrambi gli alfabeti.
Alfabeti
Impero bizantino, 1841]]
In seguito si compareranno il српска ћирилица (srpska ćirilica) (alfabeto cirillico serbo) o азбука (azbuka) con il srpska latinica (alfabeto latino serbo) o Abeceda.
Note
- Le lettere Lj, Nj e Dž vengono rappresentati dua due caratteri nell'alfabeto latino. Inoltre la lettera Đ viene qualche volta scritta come Dj.
- L'ordine dei due alfabeti è diversa:
Azbuka: А Б В Г Д Ђ Е Ж З И Ј К Л Љ М Н Њ О П Р С Т Ћ У Ф Х Ц Ч Џ Ш
Abeceda: A B C Č Ć D Dž Đ E F G H I J K L Lj M N Nj O P R S Š T U V Z Ž
- Moltee-mail e anche documenti web scritti in serbo usano il basic ASCII, dove le lettere serbe latine che usano i diacritici (Ž Ć Č Š) vengono rimpiazzate con le forme base senza diacritici (Z C C S). Le parole originali vengono poi riconosciute dal contesto. Non è un alfabeto ufficiale, e viene considerata una cattiva pratica, ma ci sono alcuni documenti in serbo che usano questo alfabeto semplificato. Questa pratica è comune tra le altre lingue che usano lettere con i diacritici.
Letteratura serba
diacritici]]
La letteratura serba emerse nel medioevo, e incluse alcuni lavori come il Miroslavljevo jevandjelje (Il vangoelo di Miroslav) nel 1192 e il Dušanov zakonik (Codice Dušan) nel 1349. Poco della letteratura secolare medievale è stato preservato, ma, ma quel che è rimasto dimostra che era in accordo col proprio tempo; per esempio lAlexandride serbo, un libro su Alessandro Magno, e una traduzione di Tristano e Isotta in serbo.
A metà del XV secolo, la Serbia venne conquistata dall'Impero ottomano e, per i seguenti 400 anni non ci fu alcuna oppurtunità di creare una letteratura scritta secolare. Comunque, alcune delle più grandi opere letterarie in serbo vengono da questo periodo, nella forma di letteratura orale, soprattutto come Poesia epica serba. È risaputo che Goethe imparò il serbo leggendo la poesia epica serba in lingua originale. Letteratura scritta venne prodotta solo per usi religiosi in chiese e monasteri, in Antico Slavo Ecclesiastico. Nella seconda metà del XVIII secolo, la nuova lingua apparve chiamata Serbo-Slavo. Nel primo XIX secolo Vuk Stefanović Karadžić, seguendo il lavoro di Sava Mrkalj, riformò l'alfabeto cirillico introducendo il principio fonetico suddetto, così come promuovendo la lingua parlata dal popolo come norma letteraria.
Il primo libro stampato in serbo, Oktoih venne prodotto a Cettigne nel 1494, solo 40 anni dopo l'invenzione di Gutenberg della stampa a caratteri mobili.
Demografia
Distribuzione dei locutori a seconda degli stati:
- Serbia e Montenegro: 7,170,000
- Serbia: 6,770,000
- Vojvodina: 1,557,020 (2002)
- Serbia Centrale: 5,063,679 (2002)
- Kosovo: 150,000
- Montenegro: 401,382 (2003)
- Bosnia-Erzegovina: 1,500,000
- USA: circa 500,000
- Croazia: 44,629 (2001)
- Repubblica di Macedonia: 33,315 (2001)
- Romania: 20,377 (2001)
- Australia: 50,000 (2001)
Trivia
Due parole serbe che sono diffuse nelle lingue di tutto il mondo sono vampiro e slivovitz.
Vocabolario
- Serbo: српски, srpski
- Ciao, Salve: здраво, zdravo
- Arrivederci: до виђења, do viđenja
- Grazie: хвала, hvala
- Per favore: молим, molim
- Come stai?: Како си?, Kako si?
- Come sta?: Како сте?, Kako ste?
- Bene: добро, dobro
- Si: да, da
- No: не, ne
- Capisco: разумем, razumem
- Non capisco: не разумем, ne razumem
Collegamenti esterni
- [http://www.serbianschool.com Scuola serba - Imparare il Serbo]
- [http://www.backabanat.com backabanat.com - La prima scuola serba a Becej (in lingua serba)]
categoria:Lingue slave categoria:Serbia e Montenegro
ja:セルビア語
ko:세르비아어
Lingua italiana
L'Italiano () è una lingua appartenente al gruppo delle lingue romanze della famiglia delle lingue indoeuropee. Esiste un gran numero di dialetti neo-romanzi.
L'italiano moderno è, come tutte le lingue nazionali, un dialetto che è riuscito a far carriera; ad imporsi, cioè, come lingua ufficiale di una regione molto più vasta di quella originaria. In questo caso fu il dialetto fiorentino, parlato a Firenze, a prevalere, non tanto per ragioni politiche - come spesso capitava - ma per il prestigio culturale di cui era portatore. Il toscano, ed il fiorentino illustre (in quanto arricchito di prestiti dal siciliano, francese e latino) in particolare, era in effetti la lingua nella quale scrissero Dante Alighieri, Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio, considerati i tre massimi scrittori italiani. Naturalmente, era anche la lingua colta della città di Firenze, stimata per la sua prosperità culturale lungo i secoli e per la sua splendida architettura.
Influenze linguistiche
Prima dell'avvento dell'Impero romano, è l'etrusco ad essere parlato in Toscana e nel Lazio settentrionale ("Tuscia"). Se la lingua etrusca è stata cancellata nel corso di qualche secolo dall'avvento del latino, dopo la conquista romana, la sua influenza può esser rimasta nel sostrato del toscano, ma la questione è ampiamente dibattuta. Il latino volgare divenne ben presto la lingua parlata in Italia e in gran parte d'Europa. Data la durata e la qualità della dominazione romana sul Continente, è facile capire perché il latino sia la base di moltissime lingue europee. Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel 476, la Toscana vide arrivare gli Ostrogoti e i Longobardi (secoli V e VI), popolazioni provenienti dal nord e dall'est dell'Europa. Esse influenzarono la lingua della regione solo nel lessico, le altre caratteristiche restarono più o meno immutate. Il toscano resta una delle parlate romanze più conservative e vicine al latino.
Dialetti
I numerosi dialetti italo-romanzi possono essere classificati in base alle loro comuni origine linguistiche. Provengono tutti dal latino, ma i sostrati delle lingue precedenti alla conquista romana e soprattutto i superstrati dovuti ai contatti con vari popoli hanno differenziato da regione a regione lo sviluppo di ogni parlata locale.
Recentemente si tende a isolare i dialetti settentrionali (romanzi occidentali) da quelli centro-meridionali ("romanzi orientali"): la distinzione viene amplificata soprattutto per motivi politici, supponendo un'origine "celtica" dei dialetti settentrionali. In realtà il sostrato celtico (ammesso che sia esistito) può aver influito sui dialetti "gallo-italici", non certo sul veneto; che i dialetti settentrionali (anche quelli cosiddetti "gallo-italici") sono pienamente romanzi e non celtici; che i dialetti settentrionali condividono molte caratteristiche morfologiche con i dialetti del resto d'Italia (come i plurali non sigmatici); che soltanto fonologicamente si può parlare di "romanzo occidentale", ma la caduta delle vocali atone non avviene solo al Nord ma anche in molte parti del Sud specialmente in Campania, Molise e Puglia.
E' altresì vero che i dialetti del Nord sono anche definiti gallo-italici o gallo-romanzi non per questioni "politiche", ma per la presenza delle cosiddette vocali turbate come ö ed ü in Lombardia, Emilia-Romagna (province di Piacenza e Parma), Piemonte e Liguria; per la presenza di strutture grammaticali note come "gallicismi" e riscontrabili anche in francese o spagnolo: sun/sum dré a mangià/mangiä/maià/magnà/magnar/magnär/magner come je suis en train de manger in francese o estoy en tren de comer in spagnolo; per la possibilità della formulazione delle frasi interrogative tramite una sorta di "inversione" (fenomeno diffuso in Lombardia ed Emilia-Romagna) come in francese (piacentino "mangi?": te a t' mang? che può essere reso con te mangiat?); la vocale a accentata tende a diventare ä oppure è specialmente in varie zone del Piemonte e dell'Emilia-Romagna (altro elemento riscontrabile anche in francese); presenza della nasalizzazione della n (come in francese) in vari dialetti. Ovviamente, queste caratteristiche che mettono in luce alcuni riflessi di un'antica lingua celtica, la lingua di sostrato del territorio, non sono riscontrabili (almeno così massicciamente e contemporaneamente) in Veneto, Trentino e Friuli-Venezia Giulia che sarebbero inscritte in un'area linguistica non gallo-romanza. La presenza di vocali turbate ö ed ü che per alcuni studiosi è il residuo di un substrato celtico, per altri sarebbe invece un superstrato germanico portato con le invasioni barbariche alla caduta dell'Impero Romano. Il tratto più caratteristico è la lenizione, una caratteristica tipicamente romanza-occidentale. Un tipo di lenizione si è comunque recentemente sviluppato anche al sud, sia pur con caratteristiche diverse, ed in Toscana (attestata dal XVI secolo) con modalità particolarissime che le hanno fruttato il nome di "gorgia".
Al giorno d'oggi molti linguisti sono concordi nel raggruppare gli idiomi gallo-italici italiani, quelli retoromanzi e veneti in un unico sistema: il sistema linguistico reto-cisalpino (Atti del convengo internazionale degli studi sulle lingue romanze dell'Italia del Nord, Trento, 21-23 ottobre 1993) non certo per ragioni "politiche" o per volontà di secessione dal resto della penisola. Secondo questa teoria, gli idiomi retoromanzi costituiscono una varietà più conservativa di una lingua "padana" comune (da intendersi "della Val Padana", "settentrionale" e non da interpretare con riferimenti alla politica) assestatasi nell'alto medioevo. Viene aggiunto che la variante centro-occidentale di questa lingua ha in seguito assorbito numerose innovazioni di origine francese, dando luogo agli idiomi del gruppo cisalpino (idiomi galloromanzi italiani e veneto).
Molti linguisti sono concordi nel sostenere che i cosiddetti "dialetti" del Nord, delle province di Massa Carrara, Pesaro Urbino, Campania, Puglia meridionale (Salento), Basilicata, Calabria e Sicilia non siano da considerarsi tali, bensì vere e proprie lingue strutturalmente separate dall'italiano (così le classifica e definisce l'Atlante Linguistico Ethnologue). Inoltre, come tali sono annotate nellUnesco Red Book of Endangered Languages che le riconosce come lingue regionali minoritarie. La ragione è che esse, secondo certi studiosi, non sarebbero varietà locali o sociali (dialetti, appunto) dell'italiano, ma sistemi linguistici autonomi con altra origine, diversa da quella del toscano, altra grammatica, e dunque non solo per i vari gradi di intelligibilità tra di loro o con l'italiano.
Così come qualcuno forzatamente sostiene un'origine celtica dei dialetti settentrionali o gallo-italici per ragioni politiche, c'è anche chi, per opposte vedute politiche pretende di discriminare le lingue, siano esse del Nord o del Sud, sulla base della loro pretesa inferiorità.
- Dialetti settentrionali (romanzo occidentale con elementi di transizione verso il romanzo orientale)
- Gallo-italici:
- piemontese (Torino, Asti, Cuneo, Alessandria, Vercelli)
- lombardo orientale (Bergamo, Brescia, Crema)
- lombardo occidentale o insubre (Insubria)(Milano, Monza, Varese, Como, Lecco, Sondrio, Lodi, Novara, Verbania, Canton Ticino)
- genovese o ligure (Genova, La Spezia, Savona, Imperia, Appennino Alessandrino, Appennino Piacentino)
- emiliano (Pavia, Oltrepò Pavese, Piacenza, Mantova, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Bologna)
- romagnolo (Ravenna, Forlì, Cesena, Rimini, Pesaro, Urbino, Repubblica di San Marino)
- veneto (Venezia, Treviso, Padova, Vicenza, Verona, Belluno, Rovigo, Trento, Trieste e Venezia Giulia)
- friulano (Friuli Venezia Giulia: Udine, Pordenone)
- istrioto
- Dialetti centro-meridionali (romanzo orientale)
- Dialetti toscani
- toscano (Firenze, Siena, Pisa, Lucca, Arezzo)
- corso (Corsica)
- Centro :
- romanesco (Roma)
- viterbese
- umbro
- marchigiano (centrale) (Marche)
- cicolano-reatino-aquilano
- aquilano (L'Aquila)
- Sud:
- abruzzese (Pescara)
- campano (Napoli)
- lucano
- pugliese- Salento escluso (Bari)
- Estremo sud:
- salentino (Lecce)
- calabrese (Reggio Calabria)
- siciliano (Palermo)
(Nota: il pantesco, dialetto siciliano di Pantelleria, ha forti influssi arabi)
I dialetti della Sardegna (sassarese, logudorese e campidanese, il gallurese invece, simile al corso oltremontano, appartiene alla categoria dei dialetti italiani centromeridionali) e gli idiomi retoromanzi (romancio, ladino, friulano) non possono a rigore essere considerati dialetti "italiani", anche se qualche linguista ritiene che quest'ultimi siano i residui di una "latinità occidentale" che in passato comprendeva tutta la pianura padana, formando così un diasistema che andava dall'Istria fino alla Spagna (Alicante), lasciando probabilmente fuori il veneto, l'idioma romanzo occidentale più simile al romanzo orientale, sia per la fonotassi che perla morfologia e anche il lessico.
Presenza nel mondo
L'italiano è unica lingua ufficiale in Italia e San Marino. Nella Città del Vaticano è usata correntemente ed è la lingua coufficiale della Santa Sede con il latino. È una lingua ufficiale (insieme allo sloveno) in qualche comune costiero della Slovenia e in Istria (Croazia) accanto al croato. È anche una delle lingue ufficiali in Svizzera (10% dei parlanti) - e precisamente nel Canton Ticino e nei Grigioni- insieme a Tedesco (63%), Francese (25%) e Romancio.
L'italiano è però diffusissimo a Malta, dove molti lo parlano e più o meno tutti lo capiscono (il presidente maltese in carica dal 1999 si chiama Guido de Marco), e dove fu lingua ufficiale fino al 1931, nelle zone costiere della Dalmazia (Croazia) e in Albania. Buona diffusione ha anche nelle ex-colonie italiane in Africa: Libia (dove è lingua di lavoro, insieme all'inglese), Eritrea, Etiopia e Somalia (in quest'ultimo Paese è stata lingua ufficiale fino al 1963 e usata nell'insegnamento universitario fino al 1991, allo scoppio della guerra civile). In altre nazioni, a causa della forte e prolungata emigrazione italiana nel mondo, esistono importanti comunità italiane (Stati Uniti, Sud America (specialmente Brasile e Argentina), Australia, Canada, Francia, Germania e Belgio soprattutto), che oggi cercano di recuperare e tramandare a figli e nipoti la loro cultura e lingua d'origine.
Notiamo infine come la lingua italiana, pur classificandosi solo al 19° posto tra le lingue più parlate al mondo (70 milioni di parlanti circa), è la terza più studiata come lingua straniera, dopo inglese e francese e prima di tedesco e spagnolo. Questo grazie al fascino che l'Italia ha nel mondo e all'opera preziosa degli Istituti italiani di cultura. Considerando coloro che lo parlano come seconda lingua, il numero sale a 120 milioni.
Secondo uno studio della Unione Europea, è al secondo posto come lingua più parlata nell'ambito europeo (16%), accanto a francese e inglese, ma diventa la quarta (18%) se si considerano le lingue parlate e studiate [http://europa.eu.int/comm/education/policies/lang/languages/index_it.html#2].
Purtroppo, nel 2005, l’italiano è uscito dal gruppo ristretto delle lingue stabili dell’Unione Europea, al quale appartengono l’inglese, il francese e il tedesco ([http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/02_Febbraio/18/italiano.shtml])
Fonetica
Vocali
Nota:
È possibile ascoltare anche la vocale [ə], come completamento del suono di una consonante. Essa nella lingua scritta viene o tralasciata o trascritta come 'e'.
Esempio:
:"La C di 'cento' si legge 'ce'"
::in cui "ce" viene solitamente letto [] piuttosto che []
Consonanti
Tra parentesi quadre gli allofoni di [n] alveolare.
Alfabeto
L'italiano utilizza 21 lettere dell'alfabeto latino. In effetti k, j, w, x, y esistono solo in parole d'origine straniera o come varianti grafiche di scrittura (ad es. in Pirandello gioja invece di gioia). Esistono accenti grafici sulle vocali: in particolare quello acuto (´) solo sulla e (raramente sulla o e sulla a; una grafia ricercata li esigerebbe anche su i e u dal momento che sono sempre "vocali chiuse") e quello grave (`) su tutte le altre. L'accento circonflesso (^) serve per indicare la contrazione di due vocali, in particolare due /i/.
L'accento grafico è obbligatorio sulle parole tronche (o ossitone o meglio ancora "ultimali"), che hanno cioè l'accento sull'ultima sillaba e finiscono per vocale. Altrove l'accento grafico è facoltativo, ma utile per distinguere parole altrimenti omografe.
Voci correlate
- Lingue parlate in Italia
- Grammatica italiana
- Lingua volgare
- Placiti cassinesi
- Indovinello veronese
Italiano
Italiano
als:Italienische Sprache
ja:イタリア語
ko:이탈리아어
simple:Italian
Guerra del Kosovo
La Guerra del Kosovo fu un conflitto armato riguardante lo status del Kosovo, provincia autonoma della Serbia all'interno della Repubblica socialista federativa di Jugoslavia (Jugoslavia). Il Kosovo, popolato in maggioranza da albanesi, aveva espresso più volte nel passato una posizione conflittuale nei confronti della Serbia e della federazione jugoslava. Il conflitto precipitò alla fine degli anni ottanta: nel marzo del 1989 l'autonomia della provincia venne revocata su pressione del governo serbo guidato da Slobodan Milošević. Dal 1989 al 1995 la popolazione albanese del Kosovo mise in atto una resistenza nonviolenta sotto la guida del partito LDK e del suo leader Ibrahim Rugova.
Subito dopo la fine della guerra in Bosnia-Erzegovina, nacquero e si rafforzarono in breve tempo formazioni albanesi armate.
La guerra del Kosovo si può dividere in due fasi distinte:
1. 1996 - 1999: guerriglia tra le forze di sicurezza serbe e i separatisti albanesi dell'UCK. I primi dicevano di combattere contro il terrorismo albanese, i secondi che volevano la libertà per il loro popolo, "oppresso dai serbi".
UCK]
2. 1999: la NATO, su invito dell'ONU, venne coinvolta contro la Repubblica Federale di Jugoslavia. Per tutto il 1998, mentre la guerriglia sul terreno e la repressione delle forze di sicurezza serbe si facevano via via più sanguinose, causando centinaia di migliaia di profughi interni, la NATO adottò una politica di dissuasione e minaccia contro il governo della Repubblica federale jugoslava guidato da Slobodan Milošević. Con un ultimatum l'Alleanza Atlantica ottenne l'avvio dei negoziati di Rambouillet, che però non ebbero esito positivo. Il 24 marzo 1999 l'Alleanza Atlantica, dichiarati falliti i negoziati, iniziò bombardamenti aerei su tutto il paese che sono durati oltre due mesi (operazione Allied Force). I jet della NATO partivano soprattutto da basi militari italiane, come quella di Aviano, in Friuli-Venezia Giulia. In media, la Serbia riceveva almeno 600 raid aerei al giorno. I morti sono stati migliaia, anche fra i civili.
Ci sono stati diversi gravi episodi a questo proposito: in un'occasione un attacco missilistico colpí un convoglio di civili in fuga facendo una strage. Un'altra volta, un missile finí per errore in Bulgaria, senza provocare danni. In un'altra occasione, venne bombardata l'ambasciata cinese a Belgrado, creando una situazione di tensione con la nazione asiatica. Altre volte il bombardamento di obiettivi civili non fu un errore: come nel caso dei ponti in città e delle centrali elettriche; ma il caso piú eclatante e rivendicato dalla stessa NATO fu forse il bombardamento del palazzo della televisione, che provocò 16 morti tra lo staff giornalistico.
L'esodo dei albanesi si rafforzò con l'inizio dell'attacco NATO. Il numero dei rifugiati raggiunse gli 800.000. Con loro scapparono anche i guerriglieri dell'UCK, che aspettavano il ritiro jugoslavo per entrare in Kosovo insieme alle truppe NATO.
La capitolazione del governo serbo portò al dispiegamento della missione KFOR, a guida NATO con una significativa presenza di truppe russe, a garanzia della Serbia. I rifugiati albanesi ritornarono ma cominciò un nuovo esodo, quello serbo. Furono in migliaia i serbi che fuggirono dal Kosovo temendo rappresaglie albanesi. Milošević fu successivamente arrestato diverso tempo dopo, ed è tuttora sotto processo al tribunale internazionale dell'Aja per crimini contro l'umanità.
Voci correlate
- Allied Force, l'Operazione con la quale la NATO attaccò la Serbia.
Bibliografia
- Scotto, Giovanni / Arielli, Emanuele, La guerra del Kosovo, Roma: Editori Riuniti 1999.
Kosovo
Categoria:Serbia e Montenegro
Categoria:Storia contemporanea europea
ja:コソボ紛争
th:สงครามโคโซโว
Categoria:Serbia e MontenegroCategoria:Europa
Categoria:Stati
ja:Category:セルビア・モンテネグロ
ko:분류:세르비아 몬테네그로
Jasna Góra
The Jasna Góra Monastery (pl. Jasna Góra) (lat. Clarus Mons) (English: Bright Hill) is a Paulist monastery in the City of Częstochowa, Poland.
The monastery has been a pilgrimage destination for hundreds of years, and it contains the most important icon of Mary, Mother of God in this part of Europe. The icon, depicting the Mother of God with the Christ Child, is known as The Black Madonna of Częstochowa or Our Lady of Częstochowa, which is widely venerated and credited with many miracles. Among these, it is credited with miraculously saving the Jasna Góra monastery from The Deluge, a 17th century Swedish invasion, the events of which changed the course of the war. Shortly thereafter in the cathedral of Lwów, on April 1, 1656, Jan Kazimierz, the King of Poland, solemnly pronounced his vow to consecrate the country to the protection of the Mother of God and proclaimed Her the Patron and Queen of the lands in his kingdom.
Image:Jasnagora.png|ground plan
Image:Kompleks klasztorny na Jasnej Górze.jpg
Image:Jasna Góra 20050919.JPG
Image:JasnaGora.jpg|Jasna Góra Monastery by night
See also
- The Black Madonna of Czestochowa
External links
- http://www.jasnagora.pl/english/
Category:Monasteries in Poland
Category:Częstochowa
Category:Marian Shrines
Category:Catholic pilgrimage sites
zycie programy low cost car hire Hotel in Sofia wegetarianizm
|
|
|
| :: RELATED NEWS :: |
|
|
|
Суверенитет
Суверенитетът е изключителното право да се упражнява върховна власт над географски регион или група от хора (напр. нация или племе). Обикновено | |