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Lambro
Il Lambro è un fiume della Lombardia. Era già conosciuto dai Romani che lo chiamarono "fiume freddo".
Il suo corso misura 130 chilometri da nord a sud.
Nasce sopra il Ghisallo dai pendii del gruppo montuoso del san Primo.
La sorgente, nascosta in una folta pineta, è detta "Menarestia" forse per il suo flusso discontinuo ed il ruscelletto che ne scaturisce, scompare e ricompare con breve tratto di corso sotterraneo, precipitando a valle verso Magreglio.
Poi scende, nel corso superiore, per la Valassina entrando poi nel lago di Pusiano, dal quale esce sia per mezzo di un canale sotterraneo che regola il deflusso delle acque del lago, sia per il corso naturale a cui lo stesso canale si unisce.
Continuando il suo cammino il fiume raccoglie le acque delle rogge e dei laghetti brianzoli e, serpeggiando ai bordi delle colline moreniche, raggiunge Monza.
Qui, dopo aver attraversato il Parco, dietro la Chiesa del Carrobiolo il fiume si divide in due rami: il Lambro che passa sotto il Ponte dei Leoni, ed il Lambretto che fu fatto costruire nel secolo XIV dai Visconti per la difesa della città.
A sette chilometri circa ad oriente di Milano, il Lambro entra nel naviglio della Martesana; ne esce a sinistra per dodici porte o scaricatori che vengono regolati secondo i bisogni.
Passa per Lambrate e Melegnano, dove riceve le acque del Vettabia arricchite cento metri più a monte, da quelle del Redefossi: passa poi per Sant’Angelo, dove riceve il Lambro Meridionale.
Infine poco lontano da Corte Sant’Andrea, a circa dieci chilometri sotto San Colombano, si butta nel Po.
Categoria:Fiumi dell'Italia
Lombardia
La Lombardia è una regione amministrativa dell'Italia nord-occidentale. È la più popolosa d'Italia: conta circa nove milioni di abitanti. Il suo capoluogo è Milano. La Lombardia confina a nord con la Svizzera (Canton Ticino e Grigioni), a ovest con il Piemonte, a est con il Veneto e con il Trentino-Alto Adige, ed a sud con l'Emilia-Romagna.
La sede principale della regione è il Grattacielo Pirelli, a Milano.
Il nome
Il toponimo Lombardia è derivante dalla parola germanica-longobarda, Langbardland o Langbardaland, per successive traduzioni, latinizzazioni, e italianizzazioni s'è trasformata dapprima in Langbard, poi in Longobardia o Langobardia ed infine in Lombardia, il cui significato è "Terra dei Longobardi"
toponimo
Il simbolo
Il simbolo ufficiale della regione è composto da una rosa camuna bianca in campo verde. Il fiore stilizzato rappresenta un segno ritrovato sulle rocce della Valcamonica, inciso dalla civiltà a cui si fa risalire l'inizio della storia lombarda: i Camuni. L'utilizzo del simbolo e del logo "Regione Lombardia" è regolamentato da un'apposita legge, che ne stabilisce le caratteristiche e i vari utilizzi.
Camuni
Camuni
Il motto
Il motto ufficiale della Lombardia è: "Una regione per fare".
Divisione Amministrativa
La Regione Lombardia è suddivisa amministrativamente in 12 province:
- Provincia di Bergamo (244 comuni)
- Provincia di Brescia (206 comuni)
- Provincia di Como (162 comuni)
- Provincia di Cremona (115 comuni)
- Provincia di Lecco (90 comuni)
- Provincia di Lodi (61 comuni)
- Provincia di Mantova (70 comuni)
- Provincia di Monza e Brianza (50 comuni)
- Provincia di Milano (189 comuni)
- Provincia di Pavia (190 comuni)
- Provincia di Sondrio (78 comuni)
- Provincia di Varese (141 comuni)
Presidente
- Roberto Formigoni
Sottosegretari alla Presidenza
- Raffaele Cattaneo - Attuazione del programma, relazioni esterne e internazionali
- Adriano De Maio - Alta formazione, ricerca e innovazione
- Antonella Maiolo - Diritti del cittadino e pari opportunita
Assessori
- Viviana Beccalossi - Vicepresidente - Agricoltura
- Romano Colozzi - Risorse, Finanze e Rapporti istituzionali
- Gianpietro Borghini - Opere pubbliche, Politiche per la casa ed Edilizia residenziale pubblica
- Franco Nicoli Cristiani - Commercio, Fiere e Mercati
- Ettore Adalberto Albertoni - Culture, Identità ed Autonomie della Lombardia
- Giancarlo Abelli - Famiglia e Solidarietà sociale
- Massimo Corsaro - Industria, Piccola-Media Impresa e Cooperazione
- Alessandro Moneta - Infrastrutture e Mobilità
- Alberto Guglielmo - Istruzione, Formazione e Lavoro
- Massimo Buscemi - Polizia Locale, Prevenzione e Protezione Civile
- Domenico Zambetti - Qualità dell'ambiente
- Maurizio Bernardo - Reti e Servizi di Pubblica Utilità
- Alessandro Cè - Sanità
- Davide Boni - Territorio e Urbanistica
- Pier Gianni Prosperini - Giovani, Sport e Turismo
- Lionello Marco Pagnoncelli - Artigianato e Servizi
Trasporti e mobilità
Aeroporti
La Lombardia è servita dal grande hub intercontinentale di Milano Malpensa (MXP), situato nella provincia di Varese e collegato al centro di Milano con il servizio ferroviario Malpensa Express e con diverse linee di bus. L’Aeroporto di Linate (LIN), invece, che ospita esclusivamente il traffico nazionale, europeo e low-cost, si trova ad est di Milano. A Bergamo poi si trova l'Aeroporto internazionale di Orio al Serio (BGY), che è utilizzato principalmente per voli low-cost, charter e cargo.
Infine, a Brescia, si trova il piccolo Aeroporto di Montichiari, dedicato al traffico continentale.
Complessivamente i quattro aeroporti gestiscono ogni anno un traffico che supera i 30 milioni di passeggeri e rappresentano il sistema aeroportuale più importante d'Italia (nella zona lombarda si concentra la maggior parte del traffico aereo italiano).
Servizi ferroviari
Brescia
Il Servizio Ferroviario Suburbano (Linee "S"), composto complessivamente da 8 linee suburbane (10 dal 2008), collega gran parte dell'area metropolitana milanese (Grande Milano), ed altre importanti città vicine (Saronno, Varese, Novara, ecc.). Il servizio è gestito da Trenitalia e FNM. Le 8 linee S garantiscono un treno ogni mezz'ora dalle 6.00 alle 00.30, tutti i giorni dell'anno per un servizio simile alla metropolitana (corrisponde alla RER parigina ed alla tedesca S-Bahn). I treni transitano sempre allo stesso minuto di ogni ora (orario cadenzato) ed effettuano tutte le fermate lungo la tratta.
A Milano si viaggia con biglietto a tariffa urbana.
Il Servizio Ferroviario Regionale ("R"), invece, collega tutte le principali città della Lombardia e connette la regione con la rete ferroviaria nazionale.
Le diverse reti di trasporto sono ben distinte e sono riconoscibili all’esterno delle stazioni e delle varie fermate grazie a specifici cartelli luminosi che indicano S o R, facilitando così notevolmente l'interscambio fra i sistemi.
Sport
La Regione, insieme alla città di Milano, è stata candidata da un comitato apposito ad ospitare i XXXI Giochi Olimpici estivi (Milano-Lombardia 2016). Questo costituisce, secondo i promotori del progetto, un fatto eccezionale in quanto mai prima d'ora una città era stata candidata insieme alla regione di cui fa parte.
Note turistiche
Cucina e Gastronomia
- Risotto alla Milanese
- Cotoletta alla Milanese
- Osso buco
- Cassoeula
- Panettone
- Missoltini
- Polenta
- Torrone
- Bresaola
- Mariconde
- Spiedo
- Tinca ripiena
- Casoncelli
- Uccelli scappati
- Sardine di lago
- Bossolà
- Pizzoccheri valtellinesi
- Pizzoccheri bianchi della Valchiavenna
- Polenta taragna
- Berna
- Tone
- Strinù
- Rane e bòse
- Torta sbrisolona
- Stracotto d'asino
- Bigoli al torchio
- Slinzega
- Zuppa pavese
- Salame d'oca
Voci collegate
- Elenco dei Presidenti della Lombardia
- Provincia di Bergamo
- Provincia di Brescia
- Provincia di Como
- Provincia di Cremona
- Provincia di Lecco
- Provincia di Lodi
- Provincia di Mantova
- Provincia di Milano
- Provincia di Monza e Brianza
- Provincia di Pavia
- Provincia di Varese
- Provincia di Sondrio
Collegamenti esterni
Informazioni generali
- [http://www.regione.lombardia.it Regione Lombardia] - Sito ufficiale
- [http://www.sanita.regione.lombardia.it Assessorato Sanità]
- [http://www.trasporti.regione.lombardia.it Assessorato Mobilità e trasporti]
Università
- [http://www.polimi.it/ Politecnico di Milano]
- [http://www.unibocconi.it/ Università Bocconi] (Milano)
- [http://www.unicatt.it/ Università Cattolica del Sacro Cuore] (Milano)
- [http://www.unimi.it/ Università degli Studi di Milano]
- [http://www.unimib.it/ Università degli Studi Milano Bicocca] (Milano-Monza)
- [http://www.unibg.it/ Università degli Studi di Bergamo]
- [http://www.unibs.it/ Università degli Studi di Brescia]
- [http://www.unimn.it/ Università degli Studi di Mantova]
- [http://www.unipv.it/ Università degli Studi di Pavia]
- [http://www.uninsubria.it/ Università degli Studi dell'Insubria] (Varese-Como)
ja:ロンバルディア州
simple:Lombardy
Roma
Roma (RM) è la capitale d'Italia, comune capoluogo della provincia omonima e della regione Lazio. È tra le metropoli più grandi d'Europa, con circa due milioni e ottocentomila abitanti.
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Geografia
Il nucleo urbano sorse sulle alture fiancheggianti il Tevere in corrispondenza dell'ansa in cui si trova l'isola Tiberina.
Sia a destra che a sinistra del fiume si trovano rilievi di modesta entità, che rappresentano i resti dell'antico apparato vulcanico complessivamente denominato Vulcano Laziale, come i monti Tiburtini e i monti Prenestini, mentre i più vicini sono i Castelli romani tra i quali svetta il Monte Cavo.
La valle del Tevere è in genere larga circa 3 km, ma, in prossimità dell'isola Tiberina, si restringe a meno di 1 km.
I pendii dei colli anticamente erano più scoscesi, rendendoli facilmente fortificabili. Oggi i colli, tranne alcune pendici del Campidoglio e dell'Aventino, sono molto più dolci e il fondovalle è stato colmato sia dai detriti fluviali sia artificialmente.
Roma è attraversata anche da un altro fiume, l'Aniene, che confluisce nel Tevere in territorio urbano.
Territorio
Il comune comprende molte borgate e frazioni, tra cui Ostia cresciute insieme alla città nel '900 . Roma, al contrario di altre grandi città europee, ha un'area metropolitana modesta se paragonata con il suo stesso comune. Infatti, la superficie comunale è vastissima, inglobando alcune zone urbane che in seguito al fenomeno spontaneo dell'abusivismo crebbero dal nulla grazie all'immigrazione che non trovava spazi abitativi ufficiali nella città.
Ne risulta, quindi, che l'effettiva area metropolitana della capitale italiana supera di poco i 3.600.000 abitanti. Il vantaggio che, però, deriva da una tale vastità di superficie è notevole; infatti, dove altre città hanno difficoltà a trovare accordi con le altre municipalità dell'area metropolitana, questo problema è totalmente assente a Roma, dove un'unica amministrazione comunale governa un'area che per dimensione è paragonabile alla provincia di Milano o a quella di Napoli.
Conosciuta universalmente come l'Urbe o la Città eterna, Roma sorge sulle rive del fiume Tevere ed il suo centro storico comprende i sette colli: Palatino, Aventino, Campidoglio, Quirinale, Viminale, Esquilino e
Celio.
Storia
Celio
Popolazione e lingua
La popolazione ha sempre parlato il romanesco che però, come la maggior parte dei dialetti italiani, non ha alcuna ufficialità.
Il romanesco, come tutte le lingue, si è evoluto negli anni, tanto che, per esempio, il Belli (prima metà del 1800) usa delle forme linguistiche che non vengono utilizzate da Trilussa (inizio '900). Questa evoluzione non ha alterato profondamente il dialetto almeno fino agli anni cinquanta, a partire dai quali Roma fu meta di ingenti migrazioni dalle altre regioni italiane. Il dialetto subì allora contaminazioni soprattutto dall'italiano formando la parlata che spesso si sente : il cosiddetto "romano moderno".
Oramai il dialetto romanesco come era quello del Belli è praticamente scomparso, poiché ha perso molte delle sue parole e modi di dire a favore dell'italiano, ma su di esso si è sviluppato un tipo di dialetto che, se è utilizzato correttamente in tutte le sue caratteristiche piú tipiche, è una parlata allegra e vivace di cui i romani vanno molto fieri.
La forte immigrazione degli anni Cinquanta, oltre a riflettersi sul linguaggio, ha cambiato le componenti della popolazione: al "romano de Roma", di origine romana, si sono affiancati i nuovi arrivati. Capita così che spesso nelle famiglie oggi più che il romano si parli l'italiano o, al più la lingua nazionale con leggere influenze dialettiche.
Amministrazione, suddivisioni e quartieri
- Sindaco: Walter Veltroni, dal 05/2001.
- Comune: Centralino 06 06 06
- Sindaci di Roma
- Classificazione climatica: zona D, 1415 GR/G
Suddivisioni
Per scopi amministrativi e per aumentare la decentralizzazione, il grande territorio del comune di Roma è stato ufficialmente diviso in 19 Municipi. Ogni Municipio riunisce parti di diversi quartieri. I rioni invece sono le ripartizioni in cui è suddiviso il centro storico.
L'istituzione dei rioni risale all'Antica Roma, e il loro numero è cresciuto con la crescita della città. Tutti tranne uno (Prati) si trovano all'interno delle Mura aureliane.
Il comune di Roma utilizza sia la divisione in quartieri che in zone.
Città Gemellate
- Parigi, Francia 20px, dal 1956
- New York, Stati Uniti 20px
Trasporti e mobilità urbana
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Come recita il noto proverbio, "Tutte le strade conducono a Roma". E sono molte e varie, queste strade.
Trasporto su strada
La città è al centro di una struttura radiale di vie di comunicazione che ricalcano le direttrici delle antiche vie consolari, che partendo dal Campidoglio congiungevano Roma antica a tutti gli angoli dell'impero.
Il punto di partenza delle strade che partono da Roma - il km 0 fisico - rimane il miliarium, la colonna un tempo dorata e posta nel Foro, ora di marmo e posta in cima alla Cordonata.
Lo spazio urbano, un tempo delimitato dalle mura, è oggi definito dall'anello esterno di raccordo tra le vie di penetrazione, il Grande Raccordo Anulare.
Trasporto su ferro
Essendo posta al centro della penisola, Roma è anche il principale nodo ferroviario dell'Italia centrale. Le direttrici di traffico sono 4 e ricalcano - almeno nella parte iniziale del percorso - il tracciato delle principali consolari: quella tirrenica (Roma-Genova, lungo la via Aurelia), quella verso nord (Roma-Firenze-Bologna, lungo la via Salaria), quella adriatica (Roma-Pescara, lungo la via Tiburtina) e quella meridionale (Roma-Napoli, lungo la via Appia).
Le principali stazioni sono Roma Termini (che è la stazione ferroviaria più grande e trafficata d'Europa con più di 600'000 transiti giornalieri, con al suo interno un centro commerciale, chiamato "Forum Termini", di oltre cento negozi), Roma Tiburtina (dove è previsto l'arrivo della nuova linea ad alta capacità), Roma Ostiense, Roma Trastevere, Roma Tuscolana, Roma S. Pietro.
Trasporto aereo
La città è servita attualmente da tre aeroporti:
- Aeroporto intercontinentale Leonardo da Vinci (più noto semplicemente come Fiumicino, nome del comune che lo ospita, dopo essere stato scorporato dal comune di Roma nel 1992, a cui era stato aggregato sotto il Fascismo);
- Aeroporto internazionale Giovan Battista Pastine (più noto come Ciampino), situato ancora in territorio romano nei pressi del confine tra Roma e Ciampino (già frazione di Marino). È un areoporto sia civile che militare lungo la Via Appia, che riceve molti voli di linea da tutt'Europa inclusi voli di compagnie a basso costo.
- Aeroporto dell'Urbe, situato sulla via Salaria a soli 6 km dal centro e utilizzato come scalo secondario e come eliporto.
L'Aeroporto di Centocelle, nella parte orientale di Roma tra la Via Tuscolana e Via Casilina, fino a qualche anno fa in funzione, adesso è stato abbandonato, e verrà riadattato come un grande parco pubblico.
Trasporti pubblici urbani
Roma è attualmente dotata di due linee di metropolitana, aperte nel 1955, che servono gli assi di traffico est-ovest (linea A) e nord-sud (linea B). Altre linee sono in costruzione (linea B1 e linea C) e in progettazione (linea D). La lunghezza totale attuale è di 38 km. Le due linee si intersecano solo in un punto, alla stazione di Roma Termini.
Il sistema dei trasporti pubblici urbani integra anche una ventina di stazioni urbane della rete ferroviaria. Le più utilizzate sono Roma Tuscolana, Roma Trastevere, Roma San Pietro, Roma Nomentana, Roma Nuovo Salario, Roma Magliana, Roma Muratella, Roma Aurelia.
Nelle stazioni interne fermano sia i treni a media percorrenza (lunga nelle stazioni Termini, Ostiense e Tiburtina) che i treni metropolitani (detti "trenini effeemme"), che sono parte integrante del trasporto urbano e si possono prendere con il relativo biglietto ATAC. Esiste inoltre una linea espressa che collega la città all'aeroporto di Fiumicino.
L'altro ramo del servizio di trasporti pubblici urbano è costituito dalla rete ATAC di autobus, tram e filobus (ritornati in uso nel 2005).
La forte presenza di macchine negli ultimi decenni hanno portato alla creazione di una zona a traffico limitato nella parte centrale del centro nei giorni lavorativi dalle 6 alle 18. Il traffico anche durante la notte ha poi portato alla creazione di un'altra zona a traffico limitato notturna in Trastevere e S. Lorenzo, e ci sono progetti per allargarla al quartiere di Testaccio. I parcheggi sono sempre più spesso convertiti a pagamento, e allo stesso tempo sono pochi,ma si continuano a costruirne di sotterranei.
La situazione del traffico romano è comunque difficile per molte cause, come ad esempio:
- la scarsità della rete di trasporto pubblico su ferro (dovuta alla difficoltà di realizzazione di metropolitane per la conformazione del territorio) e, secondo alcuni, anche per decenni di mancanza di investimenti nel trasporto pubblico;
- l'altissima densità di automobili (si pensi che il Lazio è la seconda regione d'Italia per automobili ogni 100 persone) insieme alla carenza di parcheggi;
- la strutturazione dei quartieri creati o rimodellati nel dopoguerra, destinati ad edilizia intensiva ma con sistema viario inadeguato;
- l'assenza di sufficienti direttrici interne (sebbene di recente siano state aperte nuove strade di scorrimento nel settore nord-orientale);
- la frequenza quasi giornaliera di manifestazioni di vario tipo e ragione, dovuta ai ruoli istituzionali e simbolici di Roma (scioperi, manifestazioni, eventi religiosi, visite di stato, eventi sportivi o di spettacolo e altro); la creazione di nuovi insediamenti abitativi distanti dal centro e difficili da servire con la rete pubblica.
Economia
Roma, sviluppatasi inizialmente intorno all'artigianato dei rioni e successivamente allaamministrazione pubblica (statale, regionale, provinciale, comunale) e agli enti parastatali storicamente presenti nella città e , possiede oggigiorno un'economia dinamica e diversificata che produce il 6,5% del PIL nazionale (più di ogni altra città della nazione) e continua a crescere con un tasso superiore alla media nazionale.
Oltre ai servizi ed all'indotto generato dalla presenza delle strutture amministrative, è l'edilizia a rappresentare il settore economico più importante per la città. Questa, da un lato ha comportato la crescita scriteriata delle periferie romane (dando luogo alla figura "professionale" dei palazzinari) e dall'altro ha favorito lo sviluppo di alcuni tra i più grossi gruppi nazionali del settore.
Ovviamente, anche il turismo rappresenta una delle voci più importanti per il bilancio cittadino, perché l'offerta culturale di Roma ha pochi eguali nel mondo.
La città è anche il centro di molte istituzioni finanziarie (banche ed assicurazioni), di centri di produzione televisiva e cinematografica (tra cui spicca la cittadella artistica di Cinecittà), di aziende operanti nella moda e nella pubblicità.
La presenza di tre poli universitari insieme ai dieci a carattere privato recentemente ha favorito lo sviluppo di attività legate alla ricerca e ai servizi tecnologici avanzati.
Forse inaspettatamente, a Roma è presente una forte realtà industriale, costituita di aziende di medio-piccole dimensioni, che si è sviluppata intorno ad alcuni poli di sviluppo, come la via Tiburtina o Acilia tanto da scavalcare Torino nel ruolo di secondo polo industriale.
L'agricoltura e l'allevamento (soprattutto la pastorizia) stanno sempre più perdendo d'importanza, stante la connotazione sempre più urbana assunta dal territorio comunale, anche se non è infrequente ancor'oggi trovare greggi pascolare nelle zone periferiche della città ma la città. Roma è il comune d'Europa maggiore per le attività agricole.
Educazione e cultura
pastorizia
Roma continua ad essere il più grande centro di istruzione italiano con molte delle maggiori università del territorio:
- Università degli studi di Roma "La Sapienza" (fondata nel 1303), è uno dei centri più prestigiosi e anche la più grande università d'Europa con quasi 150.000 studenti. Anche detta Roma 1 [http://www.uniroma1.it/]
- Università degli studi di Roma "Tor Vergata", anche conosciuta come Roma 2 [http://www2.uniroma2.it/index.shtml]
- Università degli studi Roma Tre [http://www.uniroma3.it/]
- Istituto universitario di scienze motorie. [http://www.iusm.it/]
Anche molte università private si trovano a Roma, come:
- LUISS - Libera università internazionale degli studi sociali "Guido Carli", probabilmente la più prestigiosa università privata di Roma; [http://www.luiss.it/]
- Università Cattolica del Sacro Cuore, molto rinomata in tutta Italia;
- Università Campus bio-medico di Roma [http://www.unicampus.it/]
- Università John Cabot, un'università privata americana;
- LUMSA - Libera università Maria Ss. Assunta [http://www.lumsa.it/]
- Università di Malta, un'università internazionale;
- Leonardo da Vinci Libera Università di Roma;
- Libera Università Degli Studi S. Pio V;
- Università UPTER;
- Università I.S.S.A.S.
Sempre a Roma si trova l'Accademia di Santa Cecilia, la più antica accademia di musica al mondo (fondata nel 1584).
La facoltà di Medicina e chirurgia "Agostino Gemelli" dell'Università Cattolica del Sacro Cuore è anche la prima facoltà di Medicina italiana ad essersi dotata di un policlinico proprio.
Inoltre sono presenti sedi di enti che hanno finalità (esclusiva o meno) di ricerca (lista da completare):
- Consiglio Nazionale delle Ricerche [http://www.cnr.it]
- ISTAT [http://www.istat.it]
- Istituto Superiore di Sanità [http://www.iss.it]
- Istituto italiano per l'Africa e l'Oriente (IsIAO) [http://www.isiao.it/]
- Istituto per l'Oriente Carlo Alfonso Nallino (IPOCAN) [http://www.ipocan.it/]
ed alcuni IRCCS
- Istituto per lo Studio e la Cura dei Tumori Regina Elena - Istituto Dermatologico Santa Maria e San Gallicano
- Istituto per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani (Istituto Nazionale Malattie Infettive)
- Ospedale pediatrico Bambin Gesù (territorio dello Stato della Città del Vaticano)
- Fondazione Santa Lucia
- Istituto Dermopatico dell'Immacolata (IDI).
Ricorrenze, Feste e Fiere
Stato della Città del Vaticano
- Epifania, il 6 gennaio, che si festeggia a Piazza Navona tra le caratteristiche bancarelle;
- San Giuseppe, il 19 marzo, con i classici "Bignè di San Giuseppe" preparati un tempo nei friggitori per le strade;
- Natale di Roma, il 21 aprile; è la data tradizionale di fondazione della città;
- Primo maggio, la festa dei lavoratori: i sindacati unitari organizzano un concerto gratuito in Piazza San Giovanni, a cui assistono centinaia di migliaia di spettatori;
- Festa della Repubblica, il 2 giugno, con parata militare in via dei Fori Imperiali;
- San Giovanni, il 24 giugno, con la famosa notte "di streghe ed incantesimi"; festività antichissima e mitologica di cui si è persa la memoria;
- San Pietro e Paolo; sono i patroni della città e sono festeggiati il 29 giugno;
- Festa de' Noantri, è la festa che si svolge a Trastevere, forse il più caratteristico tra i quartieri di Roma. Si festeggia il primo sabato dopo il 16 luglio (Festa del Carmelo) con una processione tra le vie del quartiere, tra canti, balli, mercatini e fuochi;
- Estateromana, inventata dall'allora assessore comunale Nicolini, rappresenta, nelle sue varie forme, un appuntamento fisso per i romani. Il comune organizza, per tutta l'estate, una serie di eventi culturali e di spettacoli;
- La Madonna della Neve, il 5 agosto, con nevicata artificiale ricreata a Santa Maria Maggiore per ricordare la celebre leggenda della nevicata estiva;
- Notte Bianca alla fine dell'estate, mutuata dall'analoga festa parigina;
- 20 settembre, a Porta Pia, commemorazione dell'episodio della Breccia e dell'annessione di Roma all'Italia;
- 31 dicembre a Piazza del Popolo, tradizionale punto di ritrovo dei Romani in attesa del nuovo anno.
Monumenti e luoghi d'interesse
31 dicembre
Nel corso della sua storia, più di due volte millenaria, Roma ha accumulato notevoli tesori d'arte ed un patrimonio archeologico che non ha uguali nel resto del mondo. Questo aspetto della città è costituito da due caratteri principali storicamente e culturalmente differenti:
- la Roma antica
- la Roma papale
Innumerevoli sono i resti archeologici, gli edifici monumentali, le chiese, le biblioteche, musei e gli istituti culturali.
I monumenti, nel loro insieme, permettono di ricostruire la storia della città.
Nel periodo regio, e in particolare nel VI secolo, periodo di grande prosperità per la città sotto l'influenza etrusca, si realizzano le prime importanti opere pubbliche: il tempio di Giove sul Campidoglio, il santuario arcaico dell'area di S.Omobono, la costruzione della Cloaca Massima, che permise la bonifica dell'area del Foro Romano e la sua prima pavimentazione.
Dopo l'invasione gallica (390 AC) venne costruita una grande cinta muraria, tuttora conservata in alcuni tratti, e nota con l'erroneo nome di Mura serviane. La città venne rapidamente ricostruita e a questa rapida ricostruzione gli storici romani attribuirono l'aspetto disordinato dell'urbanistica della città; in effetti questo si dovette alla sua crescita continua, che non seguì alcun piano preordinato, con gli edifici e le vie che si adattavano all'orografia. All'età repubblicana risale la fondazione di diversi edifici pubblici e templi, soprattutto nell'area del Foro Romano, che conosciamo solo nelle loro fasi successive. Si creano le prime strade consolari e i loro ponti sul Tevere e i primi acquedotti.
acquedotti
Solo a partire dal II secolo AC si vanno sviluppando le prime trasformazioni monumentali inserite in piani urbanistici coerenti (per esempio i templi repubblicani dell'area sacra di Largo Argentina, costruiti separatamente e unificati dall'inserimento in un grande portico. Nascono i tipi edilizi della basilica civile e dell'arco onorario. Per la prima volta viene applicata la tecnica edilizia del cementizio, che consentirà all'architettura romana di avere un suo originale sviluppo, e inizia l'importazione del marmo come ornamento degli edifici. Il primo tempio interamente in marmo è il Tempio rotondo del Foro Boario. I personaggi che conquistano grande prestigio personale e si contendono il potere iniziano a sviluppare progetti urbanistici di respiro sempre maggiore, a partire dai grandi portici della zona del Circo Flaminio, al Tabularium di Silla, che tuttora fa da sfondo al Foro Romano verso il Campidoglio, insieme al restauro del tempio capitolino. Pompeo lascia la sua traccia nella città con la costruzione di un grande teatro in muratura. Giulio Cesare crea una nuova piazza a suo nome, il Foro di Cesare, in contemporanea con il restauro della Curia, sede del Senato.
Curia
Il maggiore sviluppo urbanistico e monumentale si ebbe nell'età imperiale.
Con Augusto la città viene divisa in 14 regioni. Si completano gli interventi di Cesare e si avviano nuovi grandi progetti urbanistici, a partire dalla costruzione di un nuovo Foro di Augusto e dalla regolarizzazione dei lati della piazza del Foro Romano con la costruzione della basilica Giulia e il rifacimento della basilica Emilia. Augusto, in particolare con l'aiuto di Agrippa, suo amico e consigliere, si occupa anche della sistemazione del Campo Marzio, che si va arricchendo di edifici pubblici e monumenti. Nella zona più periferica si costruisce il suo mausoleo, e vengono eretti un grande orologio solare, che usa un obelisco come gnomone e l'Ara Pacis. Nell'area del Circo Flaminio viene costruito il teatro dedicato al nipote Marcello e, in più fasi, il tempio di Apollo Sosiano. Innumerevoli i restauri e gli adattamenti degli edifici più antichi, che gli permisero di affermare di aver trovato una città di mattoni e di lasciarla di marmo.
La monumentalizzazione della città prosegue sotto i successori di Augusto. Nel 64, sotto il regno di Nerone uno spaventoso incendio quasi rase al suolo l'intera città. Per favorire un'ordinata ricostruzione e impedire le condizioni che favorivano il diffondersi degli incendi, sarà creato un nuovo piano regolatore, attuato però solo in parte. Nerone costruirà quindi la sua Domus Aurea e occuperà gli spazi compresi tra Celio, Esquilino (Oppio) e Palatino con un enorme villa.
Dopo la morte di Nerone, gli imperatori Flavi, restituirono ad uso pubblico parte degli spazi occupati dalla sua residenza, costruendo le terme di Tito sul colle Oppio e il Colosseo. Sotto i Flavi si eressero inoltre, l'arco di Tito, il Tempio della Pace, il Foro di Nerva, i palazzi imperiali sul Palatino ("Domus Flavia e "Domus Augustana") e uno Stadio di Domiziano, oggi ricalcato da piazza Navona.
piazza Navona
Con Traiano si completa la serie dei Fori Imperiali con la grande piazza del Foro di Traiano con la celebre Colonna coclide e il contiguo complesso dei Mercati di Traiano. Vengono inoltre costruite le terme sul colle Oppio. Ad Adriano si deve il Pantheon nel suo attuale aspetto e la costruzione di un Mausoleo, oggi trasformato in Castel Sant'Angelo, ma l'attività edilizia rallenta. Si hanno ancora il tempio di Adriano, inserito più tardi nel Palazzo della Borsa, il tempio di Antonino e Faustina nel Foro Romano, la Colonna antonina dedicata a Marco Aurelio. Sotto i Severi vengono innalzati l'arco di Settimio Severo e le terme di Caracalla.
Nel corso del III secolo a Roma, dove gli imperatori non sono quasi mai presenti, l'attività edilizia si arresta quasi del tutto. Vengono però costruite le Mura Aureliane volute dall'imperatore Aureliano a partire dal 272 DC: dopo secoli si teme nuovamente per la sicurezza della città. Le mura saranno successivamente rialzate e rafforzate più volte fino a raggiungere l'attuale e monumentale aspetto.
Con la Tetrarchia si ha una ripresa dell'attività edilizia, con la costruzione delle terme di Diocleziano, della basilica e della grande villa di Massenzio sulla via Appia e dell'arco di Costantino. A partire da Costantino si cominciano ad erigere le prime grandi chiese cristiane: le basiliche di San Giovanni in Laterano, Santa Croce in Gerusalemme, San Pietro in Vaticano e le basiliche cimiteriali sorte presso le tombe dei martiri, collegati ai mausolei della famiglia imperiale, e ancora negli anni successivi Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura. Fino alla fine del secolo si continuarono tuttavia a restaurare gli edifici pubblici e i templi pagani.
Il potere temporale dei papi ha poi riempito il territorio cittadino di chiese monumentali.
Innumerevoli i resti architettonici sparsi nella campagna romana.
- Mura Aureliane
- Mura serviane
- Porte di Roma
Musei
Palazzi
Luoghi d'interesse
- Antico Caffè Greco
- Cordonata
- il Teatro dell'Opera di Roma
- Villa Borghese
- il Vittoriano
Ambiente
Roma ha al suo interno numerose aree verdi. Le aree protette sono:
- la Riserva Naturale della Marcigliana (ettari 4696)
- la Riserva Naturale della Valle dell'Aniene (ettari 620)
- la Riserva Naturale di Decima-Malafede (ettari 6145)
- la Riserva Naturale del Laurentino (ettari 152)
- la Riserva Naturale della Tenuta dei Massimi (ettari 774)
- la Riserva Naturale della Valle dei Casali (ettari 469)
- la Riserva Naturale dell'Acquafredda (ettari 249)
- la Riserva Naturale di Monte Mario (ettari 204)
- la Riserva Naturale dell'Insugherata (ettari 697)
- il Parco Regionale Urbano di Aguzzano (ettari 60)
- il Parco Regionale Urbano del Pineto (ettari 243)
- il Monumento naturale di Mazzalupetto - Quarto degli Ebrei (ettari 180)
- il Monumento Naturale di Galeria Antica (ettari 40)
- l'Area Marina protetta delle Secche di Tor Paterno (ettari 1200) [http://www.ampsecchetorpaterno.it/]
Inoltre sono presenti diversi giardini, molti facenti parte nel passato di dimore nobiliari:
la Riserva Naturale della Valle dell'Aniene
- Colle Oppio, il parco antistante il Colosseo in cui si trova la Domus Aurea.
- Villa Ada, lungo la via Salaria.
- Villa Aldobrandini, su via Nazionale.
- Villa Borghese, grande parco al centro di Roma.
- Villa Celimontana, molto curata, sul colle del Celio, vicino al Colosseo.
- Villa Corsini, nei pressi del Lungotevere, ospita l'orto botanico comunale.
- Villa Doria-Pamphili, il più grande parco cittadino, che parte dalla Città del Vaticano per arrivare quasi fino al Grande Raccordo Anulare, lungo la via Aurelia.
- Villa della Farnesina, a via della Lungara, ospita l'Accademia dei Lincei.
- Villa Giulia, in prossimità di Piazzale delle Belle Arti, ospita il Museo d'Arte Etrusca.
- Villa Medici, a Trinità dei Monti, è sede dell'Accademia di Francia.
- Villa Sciarra, a via Calandrelli, spicca per la bellezza botanica ed artistica.
- Villa Stuart, su Monte Mario, ospita l'omonima casa di cura privata.
- Villa Torlonia, lungo via Nomentana.
Sono presenti numerose altre aree verdi e terreni dedicati all'agricoltura.
Sport
Ha ospitato le Olimpiadi del 1960 (vedi XVII Olimpiade).
La città è ufficialmente candidata ad ospitare i Giochi Olimpici del 2016. (Roma 2016).
Impianti Sportivi
- Stadio Olimpico di Roma
- Stadio Flaminio
- PalaLottomatica (precedentemente PalaEUR)
- Palazzetto dello Sport di viale Tiziano
- Palazzetto dello Sport di Ostia
Calcio
Ospita le gare interne della A.S. Roma, della S.S. Lazio, della Cisco Roma e della S.S. Lazio Calcio femminile.
Ciclismo
Roma è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
- 1989 (27 maggio): 7^ tappa, vinta dallo svizzero Urs Freuler.
- 2000 (13 maggio): cronoprologo, vinto dal ceco Jan Hruska.
Pallacanestro
Ospita le gare interne della Virtus Pallacanestro Roma.
Pallamano
Ospita le gare interne della S.S. Lazio.
Pallavolo
Ospita le gare interne della Roma Volley e della S.S. Lazio.
Pallanuoto
Ospita le gare interne della squadra di pallanuoto di Roma e della S.S. Lazio.
Rugby
Ospita le gare interne della Rugby Roma e della S.S. Lazio.
Curiosità su Roma
S.S. Lazio
A causa della sua storia millenaria a Roma sono associati diversi simboli, il Colosseo, la Lupa Capitolina, l'aquila imperiale, e i simboli della cristianità, nonché il famoso acronimo S.P.Q.R. che richiama l'età antica e l'unità tra il Senato e la popolazione.
Roma possiede anche diversi appellativi: L'urbe, caput mundi (testa del mondo), Città Eterna, e Limen Apostolorum (soglio apostolico).
I colori della città sono oro e porpora.
Roma ha due festività proprie, 21 aprile (il Natale di Roma), e il 29 giugno (i santi patroni, Pietro e Paolo).
Esistono anche dei proverbi che la riguardano:
- A Roma, comportati come i Romani.
- Tutte le strade portano a Roma.
- Roma non fu costruita in un giorno.
Durante la sua lunga storia, e data la sua importanza, Roma ha sempre avuto una popolazione caratterizzata da notevoli flussi migratori, così per tradizione un "vero" romano è uno la cui famiglia ha vissuto a Roma per almeno sette generazioni: questo è l'originale "Romano de Roma".
Voci correlate
- Fondazione di Roma
- I sette Re di Roma
- Consoli Repubblicani Romani
- Consoli e dittatori romani
- Imperatori Romani
- Impero Romano
- Limes
- Accademia dei Lincei
- Sindaci di Roma
- Municipi di Roma
- Diocesi di Roma
- Provincia di Roma, Lazio
- Museo Archeologico Nazionale di Napoli
- Arte romana
- Dialetto romanesco
- Passatella
Enti romani
- [http://www.comune.roma.it Sito ufficiale del Comune di Roma]
- [http://www.atac.roma.it/ Sito dell'azienda di trasporti pubblici di Roma (ATAC)], utile anche per cercare itinerari.
- [http://www.metroroma.it/MetroRoma/HTML/IT Sito della Metropolitana di Roma]
- [http://www.operaroma.it/ Teatro dell'Opera di Roma]
- [http://www.auditorium.com/ Auditorium Parco della Musica]
- [http://www.teatrodiroma.net/ Teatro di Roma]
- [http://www.romanatura.roma.it/ RomaNatura], ente gestore dei parchi romani
Altri siti
- [http://www.archeorm.arti.beniculturali.it/sar2000 Soprintendenza archeologica di Roma]
- [http://www.romabeniculturali.it/servizio/8/home.asp Sovraintendenza ai beni culturali del Comune di Roma]
- [http://www.info.roma.it Elenco dei monumenti del centro storico di Roma con foto e mappe]
- [http://www.comuni-italiani.it/058/091/ Informazioni e utili link sul comune di Roma]
- [http://penelope.uchicago.edu/Thayer/I/Gazetteer/Places/Europe/Italy/Lazio/Roma/Rome/home.html Taccuino di Roma] (it/eng)
- [http://www.compart-multimedia.com/virtuale/it/roma/home.htm Roma in Realtà Virtuale] Filmati e Photo Gallery (it/eng/fr)
- [http://www.essepiquerre.it/ la Roma dei papi]
- [http://www.activitaly.it/infobase/index.php?lang=it Mappa di Roma navigabile e zoomabile collegata ad una banca dati]
- [http://www.iterconficere.net/presentazione.htm#collagevie Le vie consolari]
- [http://www.ilmondodeitreni.it/RomaTram/tramindice.html i tram di Roma]: storia, immagini, notizie
- [http://www.alberghi-a.roma.it/informazioni.htm Informazioni utili sulla città di Roma]
- [http://formaurbis.stanford.edu/ Progetto "Forma Urbis Romae" della Stanford Digital - La storica mappa di Roma dell'inizio del III secolo in digitale]
- [http://w1.131.comhem.se/~u13117202/main.htm Le Chiese nascoste di Roma]
- [http://wikitravel.org/en/Rome Wikitravel.Roma]
simple:Rome
Categoria:Capitali di stato
Categoria:Comuni della provincia di Roma
Categoria:Comuni del Lazio
Categoria:Comuni italiani
Categoria:Patrimoni dell'umanità in Italia
als:Rom
ja:ローマ
ko:로마
Magreglio
Magreglio è un comune di 457 abitanti della provincia di Como.
Amministrazione comunale
Categoria:Comuni della provincia di Como
Categoria:Comuni della Lombardia
Categoria:Comuni italiani
Pusiano
Pusiano è un comune di 1.166 abitanti della provincia di Como, sull'omonimo lago.
Amministrazione comunale
Categoria:Comuni della provincia di Como
Categoria:Comuni della Lombardia
Categoria:Comuni italiani
Monza
Monza sorge una quindicina di km a nordest di Milano, a cui comunque è unita in un'unica conurbazione attraverso gli adiacenti comuni di Sesto San Giovanni a sud e Cinisello Balsamo a sud-ovest; entrano nella conurbazione anche Muggiò e Lissone a ovest e Villasanta a nord-est.
Nel maggio 2004 è stata promulgata la legge che la farà diventare capoluogo della nuova provincia comprendente numerosi comuni della Brianza meridionale. La nuova provincia sarà operativa non prima delle elezioni provinciali che dovrebbero tenersi nel 2009.
Geografia
Geologia
L'area comunale poggia su depositi alluvionali ghiaiosi e sabbiosi contemporanei di epoca successiva alle tre glaciazioni del quaternario.
Idrografia
Il territorio è attraversato dal fiume Lambro da nord a sud, che in prossimità del centro forma un'isola. Il ramo secondario è chiamato Lambretto.
Monza è anche attraversata da un canale artificiale, il Villoresi, da ovest verso est, che incrocia il Lambro in prossimità della stazione ferroviaria
La storia della città
Origini
Urne cinerarie dell'età del bronzo (circa duemila anni a.C.) furono scoperte nel territorio monzese sul finire del 1800: questi ritrovamenti documentano la presenza dell'uomo in questa zona, in un'epoca in cui egli viveva in insediamenti palafitticoli.
Epoca Romana
Nel III secolo a.C. i Romani sottomisero un popolo dell'antica Gallia, gli Insubri; i quali, valicate le Alpi, già si erano stabiliti intorno a Mediolanum (Milano), suddividendosi in numerosi villaggi.
Una tribù gallo-celtica, che faceva parte di quel popolo, fondò un villaggio vicino al fiume Lambro, così i due popoli si unirono.
I loro insediamenti sono testimoniati da un ponte sul fiume Lambro detto "Arena", così chiamato perché si trovava nelle vicinanze di un luogo in cui i giovani praticavano attività ginnico-sportive; ancora visibili i resti nelle vicinanze del ponte dei Leoni.
Al tempo dell'Impero Romano il nome della città era Modicia.
I Longobardi
L'invasione dei Longobardi determinò l'importanza storica di Monza (Modoetia): racconta la leggenda che la famosa regina longobarda Teodolinda, figlia di re Garibaldo di Baviera, vide in sogno una colomba posarsi sulle rive di un fiume (l'attuale Lambro); ella riconobbe il luogo, e lì fece costruire un "oraculum", un luogo di preghiera, le cui vestigia (muri del VI secolo) si trovano tuttora a far parte della Basilica di San Giovanni. In seguito, intorno a questo luogo, fece erigere la città.
Nel museo della chiesa si trovano numerose opere di questo popolo di grande prestigio artistico: tra questi l'evangeliario di Teodolinda, un'opera orientale, che papa Gregorio Magno donò alla regina dei Longobardi.
Papa Gregorio, attraverso l'opera della regina, ottenne la conversione del popolo longobardo, il quale, alla fine del 603, si convertì in massa al cattolicesimo.
La conversione ebbe importanza politica e significò garanzia per le chiese cattoliche esistenti nel territorio longobardo e pian piano il popolo abbandonò gli antichi costumi barbari.
Dopo Teodolinda la Chiesa monzese assunse sempre più importanza spirituale e temporale.
A capo di questa fu posto un "diacono custode" che venne più tardi nominato "Arciprete" nell'anno 879.
In questo periodo la basilica monzese e le sue terre furono prima soggette a "principi", cioè a feudatari inviati dai Re longobardi residenti a Pavia; in seguito, al potere spirituale, l'arciprete associò quello temporale.
Secolo X
Il duca del Friuli, Berengario, elesse Monza a sede imperiale ed qui emanò molti decreti per il governo dell'impero.
Egli fu molto generoso con la città donando numerose opere al Duomo, concesse larghi benefici ai 32 canonici ed alle altre chiese.
Sotto di lui Monza poté vivere di una certa indipendenza, infatti aveva pesi e misure proprie, poteva confiscare beni e contrassegnare atti notarili con segnature proprie.
In questo periodo Monza divenne anche una città fortificata che ospitò Ottone II proveniente dalla Germania nel 980.
Nel 1000 Ottone III divenne protettore di Monza e di tutti i suoi possedimenti: Bulciago, Cremella, Lurago, Locate e Garlate.
Secolo XI
Nel 1018, Ariberto d'Intimiano, signore di Monza, fu ordinato vescovo di Milano e così la città si trovò alle dipendenze di Milano perdendo la sua autonomia; anche se alla sua morte (1045) fece donazioni alla basilica e al clero monzese.
Secolo XII
Nel 1128 fu incoronato re d'Italia a Monza nella chiesa di San Michele Corrado di Svevia dall'arcivescovo di Milano Anselmo.
Non si ha la certezza di quale corona fu usata in questa cerimonia, poiché la basilica ne possedeva tre: quella di Teodolina, la Corona Ferrea e quella di Agilulfo.
Però le prime due si ritengono poco adatte per una incoronazione per le loro dimensioni, troppo piccole; rimaneva la corona di Agilulfo, che viene fatta risalire non al tempo dei Longobardi, ma al secolo XI, e che ora non è più di Monza perché venne fusa a Parigi dove fu portata nel XVIII sec.
Nel 1135 Corrado dovette cedere il proprio regno a Lotario II.
Sempre in quest'anno papa Innocenzo II prende la Chiesa di Monza sotto la protezione apostolica, confermandone beni e privilegi.
L'anno successivo Lotario garantisce l'indipendenza al clero monzese, così Monza riacquista la propria autonomia che non è solamente limitata al governo feudale di terre e di beni, ma estesa anche al potere spirituale: infatti mentre è negata ad altri, all'arciprete di Monza è confermata la facoltà di ordinare i chierici della sua chiesa (anno 1150); naturalmente tale autonomia non fu mai assoluta, non potendosi slegare completamente dall'autorità del vescovo di Milano.
Federico Barbarossa era il nipote di Corrado di Svevia e venne due volte nella città di Monza nel 1158 e nel 1163.
In questo periodo la città assunse grande importanza e riacquistò l'indipendenza da Milano, città ostile all'imperatore, il quale dichiarò Monza di sua proprietà.
Egli concesse a Monza anche la "curraria" cioè il diritto di riscuotere la dogana sulle strade, diritto di solito concesso solo alle città di "sede regia".
Nel periodo delle lotte contro Milano, Monza fu soprattutto un centro amministrativo per Barbarossa .
L'indipendenza monzese durò fino al 1185 quando Barbarossa assoggettò di nuovo la città a Milano.
Possiamo far risalire a questo periodo la nascita del Comune monzese che troverà il suo simbolo distintivo nell' Arengario, il palazzo civico destinato a contrapporsi idealmente al Duomo, centro del potere religioso.
Già all'inizio del XII secolo, Monza era un luogo fortificato; con il sorgere del libero comune viene a cambiare la stessa struttura medioevale della città. Infatti, all'attività agricola si affianca la lavorazione artigianale dei panni e fuori dalle mura, in grandi cascine, sorse la lavorazione delle lane.
In questo periodo il Comune fu soprattutto legato, per le scelte politiche, a quello di Milano che nel 1221 sostenne Monza, il cui podestà era stato scomunicato dall'arcivescovo di Milano Enrico da Settala.
Nel 1242 per aiutare i milanesi che erano in lotta contro Federico II, l'arciprete di Monza Alberico da Oreno acconsentì ad impegnare i tesori di Monza, purtroppo alla restituzione mancava un calice d'oro massiccio detto "magno".
Per sostenere una seconda guerra contro Federico II, i milanesi chiesero in prestito un calice d'oro monzese; per la restituzione occorse la scomunica che venne nel 1254: il calice fu restituito ma , da un inventario del 1275, risultarono mancanti diciassette gemme.
In questo periodo i nemici di Milano furono anche i nemici di Monza.
Nel 1255 la città venne saccheggiata dai Ghibellini e nel 1259 Ezzellino da Romano cercò di entrare nel castello di Monza, ma venne respinto mentre il borgo fu messa a ferro e fuoco .
Dopo essere stata presidiata da soldatesche milanesi (1275) e da truppe dell'Arcivescovo Ottone Visconti e dal marchese di Monferrato (1278), l'anno dopo la città venne dichiarata possesso del podestà e del popolo milanese.
Era comunque destino che il tesoro della basilica passasse di mano in mano come pegno e garanzia dei prestiti avuti: nel 1273 fu presso gli Umiliati di Sant'Agata in Monza e nel 1311 fu impegnato presso alcuni banchieri che lo trasportarono per sicurezza ad Avignone.
Solo nel 1319 il tesoro ritornò a Monza per opera di Matteo I Visconti, già vicario imperiale e signore di Milano.
Nel 1300, primo Giubileo nella storia della Cristianità, vide l'inizio della ricostruzione del Duomo, promossa da Matteo Visconti.
Dopo che nel 1322 Ludovico Visconti e Francesco da Garbagnate fecero spianare i bastioni (che erano baluardo contro gli attacchi provenienti dalla parte di Milano), Azzone Visconti concesse che Monza fosse ancora cinta da mura (inizio lavori nel 1333 fino al 1381).
Con la costruzione delle mura alle tre antiche porte del borgo se ne aggiunsero altre, in tutto sette: la porta Nuova (verso Milano), la Carnaia (sempre verso Milano), la porta di San Biagio, quella del Carrobiolo, di Lecco, de Gradi e di Lodi; le porte erano fortificate e munite di ponti levatoi.
Nel 1325 Galeazzo I costruì un castello, il terzo, in Monza.
La prima costruzione consisteva in una torre altra quarantadue metri, che divenne luogo terribile di prigionia.
Il castello venne successivamente ampliato, tanto che si dovete abbattere una chiesa (Santa Maria d'Ingino), furono costruite altre due torri nel letto del fiume Lambro.
Nell'anno 1527 il castello fu semidistrutto da una mina messa dai contadini che odiavano quel triste luogo, la demolizione vera e propria avvenne nel 1807 quando il materiale fu usato per la costruzione della "cinta del Regio Parco".
La signoria dei Visconti continuò su Monza fino al 1447.
Il dominio francese
Nel 1500 il re di Francia occupa il ducato di Milano e l'occupazione non offre fatti di qualche importanza neppure per Monza.
Nel 1522 il generale Lautrech occupò il castello monzese nel quale convennero altri condottieri italiani.
Quattro anni dopo, per sfuggire alla peste, Francesco II Sforza si rifugiò nel castello di Monza fino a quando la città non fu raggiunta dal morbo.
Gli spagnoli
Sempre crescente diveniva in Italia la potenza degli spagnoli.
Nel 1526 Monza sostenne un altro assedio, fu poi ancora per poco dominio dei duchi di Milano, poi soggetta ad un capitano e castellano nominato da Carlo V, poi ancora in possesso di Federico II Sforza; infine Antonio de Leyva, governatore di Milano e comandante supremo delle truppe imperiali, nel 1527, saccheggiava la città.
Antonio De Leyva divenne signore di Monza nel 1529 , egli si dedicò al governo regolando affare ecclesiastici, controllando imposte e dazi e facendo chiudere alcune porte (di Lecco, di Lodi e di Cesare).
Nel 1530 Carlo V, dopo il Congresso di Bologna (1529-1530) fu incoronato a Monza con la Corona Ferrea.
Tra il 1537 ed il 1557 il feudo era governato da Luigi de Leyva.
Della famiglia de Leyva fu anche la famosa "Monaca di Monza", Marianna o Suor Virginia.
Nel 1576 si ebbe la famosa peste di San Carlo che finì nel 1577 con la morte di numerose persone.
Due anni dopo San Carlo Borromeo, unificando il rito in tutta la diocesi, impose anche a Monza quello ambrosiano.
I Monzesi, che per gli antichi legami con il patriarcato di Aquileia officiavano da secoli un rito romano misto quello patriarchino-aquileiense, si ribellarono e si appellarono a papa Gregorio XIII.
Questi, forse per evitare che i Monzesi esasperassero la situazione ai quei tempi di conflitto religioso con il protestantesimo nascente, revocò il provvedimento del cardinale di Milano: dal 24 giugno 1578 a Monza ritornò solo il rito romano.
Secolo XVIII
In questi anni Monza fu dominata di nuovo dai francesi e per questo il tesoro fu nuovamente nascosto.
In seguito la Lombardia venne invasa dagli austriaci ed il governatore Ferdinando d'Austria fece costruire la Villa Reale.
La scelta di Monza fu dovuta, oltre che al paesaggio, soprattutto alla posizione strategica ed alla vicinanza con Milano.
La costruzione fu compiuta in tre anni da Giuseppe Piermarini da Foligno.
Ritornarono i francesi con Napoleone Bonaparte nel 1796: la Villa Reale fu venduta; due terzi degli ori e degli argenti del famoso tesoro della basilica furono consegnati alla zecca di Milano, che li trasformò in monete per sopperire alle spese militari.
Napoleone
Bonaparte si interessò soprattutto dei tesori della basilica, o meglio se ne impossessò, e i libri della Biblioteca portandoli alla Biblioteca Nazionale di Parigi.
Invece la Corona Ferrea fu lasciata "provvisoriamente" a Monza: solo nel 1805 fu a Milano, portata per l'incoronazione di Napoleone, che da solo se la mise in capo, proferendo le famose parole "Dio me l'ha data, guai a chi la toccherà".
Prime vicende del secolo XIX
Con il ritorno degli Austriaci, i Monzesi chiesero la restituzione di tutto quanto Napoleone aveva fatto prelevare da Monza; promotore ne fu l'arciprete monsignore Prugnola e la città riebbe il tesoro ed i libri della Biblioteca capitolare, il 2 marzo 1816.
I codici ritornarono ed in parte anche ben rilegati; mancò la Corona di Agilulfo, rapita e fusa a Parigi.
Si dimostrò invece benefattore di Monza l'imperatore d'Austria Ferdinando I, quando venne a Milano per essere incoronato con la Corona Ferrea (1838).
Il Risorgimento
Durante le cinque giornate di Milano, anche Monza insorse attaccando e vincendo la guarnigione austriaca del reggimento Geppert.
Poi si unirono con i Lecchesi ed andarono a Milano per abbattere "porta Tosa", oggi porta Vittoria.
Scacciati gli Austriaci, a Monza si formò una "guardia cittadina" alla quale le donne monzesi regalarono il vessillo.
Al ritorno degli Austriaci il Generale Radetzky e l'arciduca Massimiliano d'Asburgo, poi imperatore del Messico si insediarono nella Villa Reale.
Monza fu coinvolta anche nella guerra tra il Piemonte e gli Austriaci, la cosa che importava di più era, come al solito, il tesoro della basilica che fu prelevato dal Generale Radetzky e portato a Mantova nel 1849, ma nello stesso anno fu restituito.
Nel 1859 riuscirono a portare il tesoro e la Corona Ferrea, dopo una sosta a Verona, fino a Vienna; il tutto ritornò solennemente a Monza il 6 dicembre 1866 e qui la Corona Ferrea rimase definitivamente, con le seguenti eccezioni: nel 1878 fu posta, a Roma, sul feretro di Vittorio Emanuele II; durante le due guerre mondiali fu messa al sicuro in Vaticano.
I Garibaldini
Nel 1862 Giuseppe Garibaldi visitò Monza.
Alla morte dell'eroe, dopo quattro anni dalla visita, Monza gli dedicò un monumento nella piazza omonima ed all'inaugurazione furono presenti numerosissimi garibaldini, tra cui il più famoso fu il monzese Achille Mapelli che abbandonati gli studi partecipò alla spedizione dei Mille.
Secondo '800
Per decreto di Francesco I nell'anno 1816 Monza divenne ufficialmente una città, contava al 31 dicembre 1895 trentasettemilaquattrocentonovantasei abitanti stabili, con "31 strade interne" della lunghezza di circa 42 km.
Intorno a queste strade vi era la campagna che produceva frumento, mais, foraggi, patate, avena, segale ed ortaggi in genere.
Altre fonte di ricchezza era l'allevamento dei bachi da seta (i bigatt) i cui bozzoli venivano lavorati delle filande della Brianza.
Sul finire del secolo Monza assunse sempre più fisionomia di città industriale, anche per la vicinanza di Milano.
Grande importanza aveva assunto l'industria del cappello ed il settore del tessile.
Il 22 agosto 1891 fu costruito il primo ospedale monzese dedicato a San Gerardo, co-patrono della città insieme a San Giovanni Battista, grazie anche alla donazione da parte del re Umberto I.
Il Regicidio
Umberto I]]
Gaetano Bresci venne dall'America a Monza e prese alloggio il 27 luglio 1900 presso una affittacamere.
Essendo il parco reale aperto al pubblico, egli vi andò in carrozza per informarsi delle abitudini del re: infine seppe che Umberto I si sarebbe recato al saggio ginnico organizzato per la sera di domenica 29 dalla società sportiva "Forti e Liberi".
Quella sera alle ore 22.30 circa, il Bresci sparò al re che, terminato il saggio, dalla carrozza salutava la folla.
Per questo motivo i monzesi costruirono la Cappella Espiatoria.
Le guerre mondiali
Per quanto riguarda la Prima Guerra Mondiale (1915-1918) la storia di Monza è simile alla storia d'Italia, alla fine della guerra i caduti monzesi furono seicento e vennero ricordati dalla popolazione con un grandioso monumento posto in una delle principali piazze cittadine (Piazza Trento e Trieste).
Mentre per la Seconda Guerra Mondiale le vicende monzesi furono significative per quanto riguarda la Resistenza partigiana.
Nel 1943 era stato fondato il Fronte di azione antifascista capeggiato da Gianni Citterio.
Nel 1945, la città era sotto il presidio delle truppe tedesche, allora alcuni monzesi cercarono di tessere rapporti con il comando tedesco per evitare rappresaglie alla popolazione ed ottennero un armistizio a partire dalle ore zero del 25 aprile, mentre si discutevano gli ultimi accordi arrivò l'ordine di capitolazione per i Tedeschi che poi lasciarono la città.
Il 25 aprile si insediava la nuova amministrazione comunale.
Al termine della guerra, Monza contò ottantacinque partigiani caduti, tra cui Gianni Citterio (medaglia d'oro), Ferdinando Tacoli (medaglia d'argento) ed Elisa Sala unica donna caduta.
Monumenti principali
- Il Duomo e Corona Ferrea;
- Il Museo Serpero;
- La Villa Reale;
- Il Parco e l'Autodromo;
- L'Arengario;
- La Chiesa Santa Maria in Strada;
- La Chiesa San Pietro Martire;
- La Chiesa Santa Maria al Carrobiolo;
- La Chiesa Santa Maria delle Grazie;
- La Chiesa San Maurizio;
- La Chiesa San Gregorio;
- La Chiesa San Giuseppe;
- La Chiesa San Biagio;
- La Cappella espiatoria.
Luoghi caratteristici
Via Lambro
La via Lambro è ritenuta la più antica di Monza e situata nel nucleo primitivo della città medioevale.
Parte da Piazza Duomo e si estende sul fianco sinistro della basilica, scendendo verso il Lambro con tracciato regolare, e passando in fondo sotto una "casa torre" medioevale ("Punt Scür" in dialetto).
Questa torre è stata restaurata completamente nell'Ottocento.
Ha monofore, trifore e merli guelfi che poggiano sopra una cornice di archetti.
Si notano in principio della strada le case a sporto del Trecento e del Quattrocento con balconcini di ferro battuto del Settecento.
San Gerardino
È un rione caratteristico del centro storico come quello, più a sud del Lambro, detto i Mulini.
Presenta una suggestiva veduta prospettica della case che ergono sul fiume, che, una cinquantina di anni fa, qui si divideva in vari rami che servivano a far funzionare i mulini ad acqua (di questi mulini è rimasto un frantoio).
In un cortile, con loggiato, di via Gerardo dei Tintori vi è una suggestiva chiesetta con affreschi interni risalenti al 1500, attribuibili in parte alla scuola luinesca.
In questo rione si svolge annualmente, il 6 giugno, la tradizionale sagra di San Gerardo, compatrono della città, con la posa di una statua del santo nel letto del fiume.
Ponte de la Mariotta
Su questo ponte era situata la Porta De Gradi che fu distrutta nel 1890.
Il ponte collega via Bergamo con via De Gradi e prese il nome dall'ortolana Mariotta che aveva la sua bancarella sotto l'arcata della porta.
Mulino Colombo
Nei pressi del ponte settecentesco detto San Gerardino sorge il Mulino Colombo.
Il mulino, già attivo all'inizio del XVIII secolo, era impiegato in origine per macinare il grano, poi per la follatura della lana ed infine venne utilizzato come frantoio.
All'interno, si conservano la macina, il torchio ed altri antichi attrezzi.
Ponte dei Leoni
Costruito nel 1842 sui resti del ponte romano d'Arena del I secolo(una cui arcata è tuttora visibile presso un'estremità dell'attuale ponte) in occasione dell'apertura della via Ferdinandea, ora via Vittorio Emanuele, il ponte è costituito da tre arcate con spalle in granito. Ai lati quattro leoni di marmo, opera dello scultore Antonio Tantardini.
Torre di via Lambro
Nei pressi del ponte dei Leoni, sorge una torre duecentesca detta di Teodolinda.
Questa porta fortificata, che si trovava sull'arteria dell'antico borgo medioevale, si sviluppa su tre piani scanditi da caratteristiche finestre.
Stazione Ferroviaria
La Stazione fu costruita nel 1884 e conserva intatta la saletta reale d'aspetto che accolse Umberto I e Margherita di Savoia in occasione dei loro soggiorni estivi nella Villa Reale, dal 1884 fino all'ultimo viaggio a Roma della salma del re, l'8 agosto 1900.
La sala presenta decorazioni a stucco, boiseries e dipinti di gusto tardo-eclettico; sulla volta è un medaglione a tempera di Mosè Bianchi con "Il genio Savoia" (1883-84).
Impianti sportivi
Il comune di Monza vanta un patrimonio di impianti sportivi di prim’ordine. Alcuni impianti sono di rilevanza nazionale ed internazionale. Il nome di alcuni di questi impianti è legato indissolubilmente alle origini della loro realizzazione (Forti e Liberi, Golf Club Milano, Sias-Autodromo, ecc.).
Le palestre comunali sono 34, quasi tutte facenti parte di complessi scolastici, classificate secondo tipologie funzionali. Le palestre più grandi consentono la pratica di attività sportiva di squadra (pallacanestro, hockey, pallavolo, ecc.), mentre quelle di dimensioni più ridotte sono utilizzate da società sportive o di altro genere (discipline motorie, danza, ecc.). Alcune palestre fanno parte di centri polisportivi e non sono collegate a strutture scolastiche.
Impianti polisportivi
Il principale centro sportivo cittadino è il N.E.I (via Enrico da Monza, 6), dotato di palestre, pareti per arrampicata, piscina coperta, pista di pattinaggio e campo da tennis. L'impianto è stato realizzato negli anni settanta ed ospita, oltre ad un bar ristoro, anche una biblioteca di quartiere.
Il nuovo Palazzetto dello Sport (via Tognini, 13) ospita fino a 4.000 spettatori a sedere. Attualmente gestito dall'amministrazione comunale, può ospitare pallacanestro, pallavolo, hokey e pattinaggio.
Il Centro Polisportivo Ramazzotti (via Ramazzotti, 19) è affidato in gestione all'Associano sportiva "La Dominante". Ospita campi di calcio, di calcetto, da tennis e da beach volley.
Il Centro Polisportivo Forti e Liberi (via Cesare Battisti) è il più antico e prestigioso della città. Ereditato dal comune, viene gestito dalla Società Forti e Liberi. Vi viene praticata la pallacanestro, la ginnastica artistica e l'atletica leggera.
Nel Centro polisportivo (via. A. Rosmini) sono ospitati un campo di rugby (A.S. Rugby Monza 1949), due campi da calcio, una pista per atletica leggera e un bocciodromo al coperto.
Automobilismo
L'Autodromo di Monza, situato nel Parco di Monza, fu realizzato nel 1922. Ospita gare motoristiche, come il Gran Premio d'Italia di Formula 1.
Calcio
Lo Stadio Brianteo (viale Stucchi), ultimato nel 1987, è affidato in concessione alla Associazione Calcio Monza Brianza 1912, che lo utilizza per le partite del campionato italiano professionisti.
Lo Stadio Sada (via Guarenti,1) è il vecchio impianto del Calcio Monza. Ora è in gestione alla società di calcio femminile Fiamma Monza.
Il complesso calcistico del Monzello raccoglie 4 campi da gioco regolamentari gestiti dall'Associazione Calcio Monza Brianza 1912 (3) e dalla società Cantalupo.
Golf
Il Golf Club è situato all'interno del Parco di Monza. Ha una superficie di 94 ettari con 24 buche. L'ingresso è posto presso la Porta San Giorgio di Biassono.
Pesca sportiva
Nel parco della Boscherona è situato un laghetto artificiale progettato per la pesca sportiva. Ha una superficie di 8.000 m² e una profondità massima di 4 m.
Scherma
Il Palazzo della Scherma (via della Birona, 56) è un complesso privato realizzato su un'area pubblica dedicato alla scherma.
Amministrazione comunale
- [http://www.comune.monza.mi.it/ Sito ufficiale]
- [http://www.kub.it/foto/lombardia/monza/ Kub Foto Monza]
Categoria:Comuni della provincia di Milano
Categoria:Comuni della Lombardia
Categoria:Comuni italiani
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Parco di MonzaIl Parco di Monza è il più grande parco recintato d'Europa ed è grande più del doppio del Central Park di New York City. È situato a nord della città, tra i comuni di Lesmo, Villasanta, Vedano al Lambro e Biassono.
Sorge su terreno alluvionale trasportato dal Lambro, il fiume che si insinua al suo interno con cascatelle e specchi tranquilli. La terra è argillosa e sabbiosa, ma fertile e ricca di umidità.
Storia
Il progetto
Il Parco fu ufficialmente creato da Napoleone Bonaparte, appena incoronato re d'Italia, con un decreto del 14 settembre 1805, ma l'idea di una grande tenuta agricola modello, con riserve di caccia, a nord della città, dietro i giardini della Villa Reale, era già del 1803.
Il progetto napoleonico fu affidato all'architetto Luigi Canonica e seguito dal figliastro di Napoleone, il viceré d'Italia Eugéne de Beauharnais.
Eugéne de Beauharnais
Nascita
Fu iniziato nel 1806 su una superficie di 10.520 pertiche (688 ettari circa). Fu cinto da un muro di 14 km (1807), costruito dai soldati francesi con i resti del castello visconteo di Porta Nuova e delle antiche mura cittadine. Il progetto del muro di cinta fu dell'architetto Carlo Fossati, che inserì ben quattordici accessi dei quali oggi restano le cinque porte carrabili che prendono il nome della località sulle quali si affacciano (Monza, Vedano al Lambro, San Giorgio, Villasanta e Biassono) e i due accessi pedonali di Porta delle Grazie Vecchie e di Porta Santa Maria alle Selve.
Il parco incluse le proprietà dei conti Durini: la villa Mirabello e la villa Mirabellino. Venne anche inclusa la selva dei Gavanti, chiamata successivamente Bosco Bello.
Nell'area erano compresi anche edifici minori, alcune cascine che appartenevano al comune di Biassono. Nell'area abitavano circa 700 persone.
Nel 1805 Beauharnais venne ad abitare nella villa del Mirabellino insieme alla moglie Augusta Amalia di Baviera.
Il Canonica, insieme all'ingegnere Giacomo Tazzini e il capogiardiniere Luigi Villoresi, realizzò una serie di rettilinei che mettevano in comunicazione i punti principali, formando delle vedute a "cannocchiale". Introdusse colture specializzate, alberi di pregio e costruì nuove cascine.
L'ambiente iniziale
Secondo tavole del secolo scorso il Parco presentava aree di coltivazioni ben definite: boschi cedui ed ad alto fusto, campi e vigneti, prati, viali, marciapiedi erbosi, recinto dei cervi, fagianaie all'inglese ed all'italiana ed il laghetto della valle dei sospiri.
I campi venivano coltivati per la segale, il granoturco ed il frumento; però ben presto si abbandonarono queste coltivazioni in quanto erano incompatibili con l'allevamento delle lepri che distruggevano i campi per cibarsi.
All'interno del Parco vi erano anche alcuni agricoltori che abitavano nelle cascine che si dedicavano all'allevamento dei bachi da seta, mentre altri erano addetti ai quattro mulini ed alla caccia.
Sulle collinette di Vedano al Lambro venne costruito un vigneto di circa 428 pertiche che produceva uva "Lambrusca", ma quando si decise di liberare i cervi ed i daini per lasciarli vagare liberi, se ne dovette abbandonare la cultura.
Si allevavano anche buoi, mucche, cavalli e qualche asino.
Ad ogni stagione di caccia, nei boschi e soprattutto nel Bosco Bello (ora autodromo) erano presenti un migliaio di lepri ed erano pronti nelle fagianaie 1500 fagiani.
fagiani
Ritorno degli Asburgo
Nel 1813 la corte di Beauharnais dovette abbandonare Monza e al ritorno degli austriaci, gli Asburgo trovano, accanto alla Villa reale, il nuovo gioiello. Con la loro gestione il parco crebbe in bellezza ed importanza. Il parco fu spesso aperto al pubblico, che ne poté usufruire.
Giacomo Tazzini progettò nuove cascine e ne restaurò altre: Costa Alta, Costa Bassa (Mulini Asciutti), cascina del Sole, mulino del Cantone e Cascina Cernuschi.
Nel 1823, Luigi Villoresi fu nominato responsabile del parco ed introdusse numerose specie esotiche.
I Savoia
Con l'arrivo di Casa Savoia nel 1859, la struttura del Parco non si modificò. Il parco rimase intatto, ricco di vegetazione e fauna, ma dopo l'uccisione di Umberto I, la famiglia reale abbandonò Monza e le residenze della Villa Reale e del Parco.
Cambio di proprietà
Nel 1919, il Parco fu donato all'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci. L'associazione voleve dividere l'area in tre: Una città-giardino, un'area di sport e divertimento e una colonia agricola. La gestione era troppo onerosa e l'associazione preferì alienare il complesso, cedendolo ai Comuni di Monza e di Milano e alla Società Umanitaria di Milano, uniti in cosrozio. Il Parco fu così reso disponibile al pubblico.
Crisi del Parco
Poi peggiorò gradatamente, tanto che nel 1945 la sua consistenza arborea era già ridotta al 25% di quella originaria.
Grandi aree furono date in gestione a enti ed organismi privati. Nel 1922, 344 ettari del Bosco Bello furono dati in gestione alla SIAS (Società Incremento Automobilistico e Sport), che vi costruì l'autodromo. Nel parco fu costruito anche un ippodromo (109 ettari) dalla Società Incremento Razze Equine, che andò in abbandono, fino a che un incendio non distrusse completamente le tribune per gli spettatori.
Venne anche costruita una grande fattoria (20 ettari della Cascina Fontana) e la Scuola superiore di agricoltura si impiantò nel parco per la propria attività didattica, occupando circa 110 ettari.
La creazione di un campo di golf da parte del Golf Club Milano è del 1929. Gli impianti arrivarono ad occupare 77 ettari.
Nel 1938 Raffale Cormio ricevette l'incarico di salvare la vegetazione del Parco. Le distruzioni continuarono, con la guerra e con un uragano che nel 1944 sradicò una gran quantita di piante.
Il Parco ospita anche una piscina ed un grande campeggio, annesso all'autodromo, una stazione di controllo RAI, una scuola superiore ed una scuola d'Agraria. In passato ospitava anche un allevamento di cani.
Miglioramento della situazione
Dal dopoguerra la situazione cominciò a migliorare. Vaste aree vennero bonificate e riportate alla fruizione pubblica. La circolazione delle auto e motoveicoli fu abolita negli anni '70, con esclusione del viale Cavriga e di alcune vie di accesso ad edifici privati.
Dal 1983 il Parco fa parte del Parco Regionale della Valle del Lambro.
Le Cascine
Il Parco è anche conosciuto per le splendide cascine costruite al suo interno. Alcune di queste esistevano già al momento della creazione, come la Fornasetta (oggi cascina del Forno), la Bastia, la Frutteto, la San Fedele, la Fontana, la Monzina, la Casalta e la Caima con 5 mulini.
Le cascine più vecchie furono distrutte (Cernuschi, Piotta, Cattabrega, Rossa) per far posto a nuovi edifici.
il Mirabello
right
Nata, nel 1656, per desiderio celebrativo della famiglia Durini, su progetto di Gerolamo Quadrio, la villa fu in gran parte compromessa da un incendio nel 1717 ed in periodo neoclassico restaurata ed ingrandita nel rispetto dello schema tipologico originario, simmetrico ed assiale, intorno alla metà del 1700 per volontà del Cardinale Angelo Maria Durini che l'abitò e la utilizzò come "villa di delizie" e cenacolo di letterati.
Nella tradizione lombarda, la corte principale a U del corpo centrale della villa si apre sulle ali rustiche simmetriche che ospitano le scuderie, gli ambienti di servizio e la cappella gentilizia, decorata da affreschi settecenteschi come le sale principali.
Nella facciata si inseriscono a pian terreno tre archi ribassati ed al piano nobile tre porte-finestre che si affacciano su un balcone.
La controfaccia guarda verso la valle del Lambro ed ha un aspetto sobrio, come le ali laterali.
Due torrette quadrate, con angoli smussati, si innalzano a guardia dell'edificio.
In seguito questa villa fu incorporata nel parco quando Eugenio de Beauhrnais la scelse come sua residenza insieme alla Villa Reale di Monza.
Nel 1805 la proprietà del Mirabello fu venduta a Don Carlo Vimercati Sanseverino e l'anno successivo venne acquistata dal Governo Italiano.
il Mirabellino
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Questa villa fu costruita, nel 1776 su ordine del cardinale Durini, come dependance della villa Mirabello per ospitare ed offrire momenti di svago ai colti invitati del cardinale; sono collegate da un viale di carpini.
La villa nel corso dei secoli ha subito diversi rifacimenti ma senza modificare lo schema della pianta.
Nel Mirabellino il consueto schema ad U viene reinterpretato: il corpo centrale, leggermente arretrato, funge da elemento di raccordo tra le due ali laterali che si articolano nello spazio esterno.
L'edificio ha aspetto sobrio ed elegante; il fronte principale che si affaccia sul pendio rivolto verso il Mirabello presenta un pronao ottocentesco semplice e lineare, da cui in origine partivano due scalinate semicircolari che conducevano a valle fino all'imbocco del viale dei carpini.
All'interno la maggior parte degli spazi è occupata da locali destinati al tempo libero, tra cui la sala del biliardo ed il salone delle feste.
In seguito questa villa fu incorporata nel parco quando Eugenio de Beauhrnais la scelse come sua residenza insieme alla Villa Reale di Monza.
Cascina San Fedele
Fu progettata dall'architetto Luigi Canonica con forme neogotiche, rivestita da marmi in parte recuperati dalla demolita chiesa milanese di Santa Maria di Brera (le splendide bifore sono opera della scultore Giovanni di Balduccio).
L'edificio venne costruito tra il 1805 ed il 1825 ed era circondata da alcuni vigneti ora totalmente scomparsi.
Cascina Frutteto
Costruita sull'area dell'edificio omonimo precedente tra il 1805 ed il 1825 su progetto dell'architetto Luigi Canonica, oggi ospita la Scuola Agraria.
La facciata è con ampi archi su colonne quadrate che delimitano un grande porticato con pavimento in coccio.
L'edificio si presenta splendidamente inserito in un giardino ricco di alberi da frutta.
Serraglio
Questo edificio si trova vicino all'autodromo e risale al primo ventennio dell'Ottocento.
La costruzione colpisce per il bellissimo arco d'entrata a sesto acuto, opera del Canonica, con ai lati due torrette in muratura su cui troneggiano gli stemmi viscontei con tanto di serpente.
Cascina Casalta
Risale al 1805-1825, è praticamente divisa in due parti: vecchia e nuova.
Si trova alle spalle del Mirabello ed ha un aspetto imponente, un centrato di architettura neoclassica trasportata alle esigenze della tradizione rurale.
Mulino del Cantone
Ristrutturato dal Tazzini nel 1840 con fronte neoclassica a cavallo di una roggia e torre merlata in mattoni del XIV secolo.
Nel Parco sorgevano in tutto cinque mulini ma l'unico che conserva una ruota a pale ancora funzionante è quello della cascina Mulini Asciutti.
Cascina del Sole
Nel bel mezzo di quell'area verde denominata "Valle dei Sospiri" si trova questa cascina risalente al 1839, attualmente in concessione per un bar ed un'abitazione.
Il suo nome ha origine proprio dalla sua assolata posizione nel bel mezzo di un prato sgombro di alberi con la facciata rivolta a mezzogiorno.
L'Autodromo
La parte settentrionale del Parco è occupata dall'Autodromo Nazionale.
È stato costruito nel 1922 per iniziativa dell'Automobile Club di Milano.
Per costruire l'Autodromo venne costituita la S.I.A.S. (Società Incremento Automobilismo Sport) società federata all'Automobile Club d'Italia, che si occupa della gestione dell'impianto.
Il lavori per la realizzazione iniziarono il 26 febbraio 1922 su progetto dell'architetto Rosselli e dell'ingegner Puricelli e si conclusero dopo 110 giorni di lavoro. Ha determinato la distruzione di un ingente patrimonio arboreo nelle zone del Bosco Bello.
L'Autodromo comprende la pista del Gran Premio (m 5.793), la pista Junior (m 2.405) e la pista di alta velocità (4.250).
La capacità ricettiva dell'impianto è di circa 135.000 spettatori e di circa 75.000 posti a sedere.
Ogni anno si tengono varie manifestazioni automobilistiche e motociclistiche, la più importante ogni seconda domenica del mese di settembre quando la pista di Monza ospita il Gran Premio d'Italia di Formula 1.
Categoria:Italia
Po
Il Po è il fiume più lungo d'Italia. Scorre per 652 chilometri attraversando l'Italia settentrionale da ovest verso est. La sua sorgente si trova sul Mo | | |