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Larry Bird

Larry Bird

Larry Joe Bird (nato il 7 dicembre 1956) è stato un leggendario giocatore dei Boston Celtics nella National Basketball Association (NBA), con i quali vinse tre titoli. Considerato uno dei migliori cestisti di tutti i tempi, il più forte non di colore, Bird, insieme ai due rivali ed amici Michael Jordan e Magic Johnson, rivoluzionò il gioco nel corso degli anni '80, guadagnandosi il soprannome di "The Legend". Scelto come sesta scelta assoluta nel draft dai Boston Celtics, giocò come ala piccola nella squadra per tutti e dodici gli anni della sua carriera.

Biografia

Il liceo e la NCAA

Bird nacque a West Baden Springs, Indiana, crescendo poi nella vicina città di French Lick, dove divenne una vera e propria stella della squadra di basket del liceo. Inizialmente si iscrisse alla Indiana University a Bloomington, ma lasciò ancora prima che la squadra dell'università giocasse la prima gara. Si era ritirato dalla grande Università perché si sentiva sperduto nel grande campus, non gli piaceva che ci fosse tutta quella gente; lui si sentiva solo un contadinotto di French Lick (come si soprannominò lui stesso, the hick from French Lick). Larry torna a casa e si cerca un lavoro. Guida il camion per la raccolta dei rifiuti. Poi la pressione di amici e parenti lo convince a ritentare la carriera, e si iscrive alla Indiana State University. Bird guidò la squadra dei "Sycamores" della sua univesità fino alla finale del campionato NCAA del 1979, perdendo contro gli "Spartans" della "Michigan State University", guidati da Magic Johnson. Ancora oggi, quella partita del 1979 tra le università di "Michigan State" e "Indiana State" rimane la partita di college più vista della storia del campionato. Bird vinse il "Naismith Award ed il "Wooden Award", premi per il miglior giocatore di college dell'anno.

La NBA: i Boston Celtics

Bird, un'ala di 206 centimetri (6' 9"), riuscì ad affermarsi in tutti gli aspetti del gioco. Era, infatti, un ottimo tiratore, finendo spesso ai primi posti delle classifiche dei migliori tiratori da tre punti e di tiri liberi, e vincendo la gara del tiro da tre punti dell'"NBA All-Star Game" tre volte. La sua media di punti a partita in carriera fu di 24.3 punti, con un massimo di 29.9 punti nella stagione 1987-88. Bird fu anche un ottimo rimbalzista, con una media di 10.0 rimbalzi totali (difensivi+offensivi) a partita, ma era conosciuto anche come un ottimo passatore ed assistman, media di 6.4 assist a partita, molto alta per un'ala. Oltre a tutte queste qualità, Bird si dimostrò efficientissimo anche in difesa, risultando tre volte nell'"NBA All-Defensive Second team" e concludendo la sua carriera all'ottavo posto assoluto nella classifica della palle rubate. Bird vinse tre volte l'"NBA MVP Award" (il premio per il giocatore dell'anno della NBA), partecipò all'"NBA All-Star Game" numerose volte e venne premiato "All-Star Game MVP" nel 1982. Vinse tre titoli NBA: 1981, 1984 e 1986. La miglior qualità di Bird è il suo carisma naturale: lui è un leader, e lo dimostra con i fatti. Primo ad arrivare agli allenamenti, ultimo ad andare via. Un esempio per i compagni. Molti sono gli aneddoti su questa sua qualità di guerriero, per esempio si ricorda di quando, schiacciati dai Lakers in una gara di finale, comunicò ai media che i compagni avevano giocato come signorine (sissies): ottenne l'effetto voluto. Il fatto che un leader silenzioso come Bird facesse simili esternazioni colpì a fondo il team, che nella gara seguente distrusse i losangelini sul piano fisico in una vera e propria battaglia. Quando la NBA impose un "salary cap", che limitava il totale degli stipendi di tutti i giocatori di una franchigia sotto un livello massimo, venne prorogato un provvedimento speciale che permetteva ad una squadra di "sforare" per tenere un giocatore già presente nel roster della squadra, soprannominato "Larry Bird Rule".

Il ritiro e l'oro di "Barcellona 1992"

Bird annunciò il suo ritiro il 9 agosto 1992, dopo aver vinto un oro olimpico a Barcellona 1992, diventando una delle stelle del "Dream Team" originale, insieme, ancora una volta, agli amici Michael Jordan e Magic Johnson. La sua schiena era a pezzi; molte immagini tv ce lo fanno vedere disteso a terra proprio per lenire il dolore. Ma quando è chiamato a dare il suo contributo non si tira indietro, e regala momenti di spettacolo con tiri e assist.

I riconoscimenti

Dopo il suo ritiro, Bird venne inserito nella prestigiosa Basketball Hall of Fame, "tempio" del basket. Il suo numero di maglia, il 33, venne ritirato dai Boston Celtics. È stato incluso dalla NBA nella lista dei 50 giocatori più forti di tutti i tempi nel 1996. Il frontcourt (la linea d'attacco formata dal centro e dalle due ali) dei Celtics, formato da Robert Parish, Kevin McHale e Bird è stato probabilmente il più forte della storia della lega americana. Bird è anche considerato il più forte giocatore non di colore della storia, emergendo in un'epoca che, differentemente da oggi, vedeva pochi giocatori bianchi tra le fila dei team NBA.

Coach con gli Indiana Pacers

Iniziò una nuova carriera nel mondo del basket allenando gli Indiana Pacers all'inizio della stagione 1997-98, vincendo addirittura l'"NBA Coach of the Year Award". Portò il team a tre finali della "Eastern Conference" consecutive e alle finali assolute nel 2000, uscnedo sconfitta dai Los Angeles Lakers. Lasciò l'incarico di allenatore dei Pacers poco dopo il termine della stagione 1999-2000, nonostante le richieste dei fan della squadra entusiasti dei risultati raggiunti. Spinse per poter lasciare la squadra nelle mani del suo assistente e amico Rick Carlisle, ma nonostante tutto l'incarico venne dato ad Isiah Thomas.

Il ritorno ai Pacers

Nel 2003 tornò nuovamente dagli Indiana Pacers, questa volta come direttore sportivo della squadra. Una delle sue prime decisioni riguardò il licenziamento di Thomas ed il suo rimpiazzo con Carlisle come allenatore della squadra. C'è un retroscena che va ricordato nei rapporti tra Bird e Isiah Thomas: negli anni del declino dei Celtics, a Est sta sorgendo la nuova potenza dei Detroit Pistons (bi-campioni nel 1989 e nel 1990), guidati proprio da Thomas e soprannominati Bad Boys per il gioco piuttosto ruvido (di cui è campione indiscusso Bill Laimbeer, il centro bianco di Detroit). Le lotte nelle Finali di Conference vedono spesso affrontarsi Celtics e Pistons. Thomas, in un'intervista, pronuncia probabilmente una delle frasi più infelici di tutta la pallacanestro mondiale: "Larry Bird è sopravvalutato perché è un bianco. Ogni nero riesce a fare quello che fa Bird." Un altro astro nascente della Lega appoggia questa affermazione: si tratta di Dennis Rodman, un'altra nota "testa calda". Bird riesce con i fatti a dimostrare ai due che il suo livello di gioco è decisamente un altro, e non per il colore della sua pelle, ma è strano questo razzismo all'incontrario. Nessuno dei due raggiungerà mai in campo il livello ed il successo di Bird.

Voci correlate


- Boston Celtics
- Dream Team Bird, Larry Bird, Larry Bird, Larry Bird, Larry ja:ラリー・バード

7 dicembre

Il 7 dicembre è il 341° giorno del Calendario Gregoriano (il 342° negli anni bisestili). Mancano 24 giorni alla fine dell'anno.

Eventi


- 1732 - Apertura della Royal Opera House al Covent Garden di Londra.
- 1787 - Il Delaware diventa il primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti.
- 1815 - Michel Ney, Maresciallo francese, viene giustiziato da un plotone d'esecuzione, dopo essere stato condannato per tradimento dal governo della restaurazione borbonica di Luigi XVIII, per il suo supporto a Napoleone Bonaparte durante i Cento giorni.
- 1941 - Seconda Guerra Mondiale I giapponesi attaccano la base navale statunitense di Pearl Harbor. L'episodio segna l'ingresso ufficiale degli USA nel conflitto.
- 1943 - Data ufficiale della Fondazione del Movimento dei Focolari o Opera di Maria; Chiara Lubich si consacra a Dio a Trento.
- 1949 - Guerra civile cinese: Il governo della Repubblica Cinese si sposta da Nanchino a Taipei.
- 1965 - Papa Paolo VI e il Patriarca Atenagora di Costantinopoli tolgono la mutua scomunica che era in vigore sin dal 1054.
- 1972 - Viene lanciata l'Apollo 17, l'ultima delle missioni sulla Luna del Programma Apollo.
- 1975 - L'Indonesia invade Timor Est.
- 1978 - A 6 mesi dalla fondazione, la seconda Fininvest, senza ancora nessun dipendente, aumenta il capitale sociale da 50 milioni a 18 miliardi di lire, pari a 42 milioni di euro del 2005.
- 1982 - Negli USA viene eseguita la prima condanna a morte tramite iniezione letale.
- 1988
  - In Armenia un terremoto di magnitudo 6,9 della Scala Richter uccide quasi 25.000 persone, oltre a provocare 15.000 feriti e 400.000 senzatetto.
  - Yasser Arafat riconosce il diritto a esistere di Israele.
- 1989 - Nella terza ed ultima sfida della loro storica trilogia pugilistica, Sugar Ray Leonard e Roberto Duran si affrontano a Las Vegas; Leonard mantiene il titolo mondiale WBC dei Mediomassimi, con una vittoria ai punti.
- 1993 - Viene fondato il consiglio esecutivo transnazionale sudafricano.

Nati


- 521 - San Columba, missionario irlandese († 597)
- 1598 - Gian Lorenzo Bernini, artista italiano († 1680)
- 1637 - Bernardo Pasquini, compositore italiano († 1710)
- 1670 - John Aislabie, direttore della Compagnia dei mari del sud († 1742)
- 1761 - Marie Tussaud, scultrice e proprietaria di museo († 1850)
- 1784 - Allan Cunningham, poeta scozzese († 1842)
- 1801 - Johann Nestroy, drammaturgo ed attore († 1862)
- 1847 - George Grossmith, attore e scrittore comico britannico († 1912)
- 1860 - Sir Joseph Cook, politico australiano († 1947)
- 1863
  - Pietro Mascagni, compositore italiano († 1945)
  - Richard Sears, imprenditore († 1914)
- 1872 - Johan Huizinga - storico olandese († 1945)
- 1873 - Willa Cather, scrittrice statunitense († 1947)
- 1879 - Rudolf Friml, compositore statunitense († 1972)
- 1887 - Ernst Toch, compositore austriaco († 1964)
- 1888
  - Joyce Cary, scrittore britannico († 1957)
  - Hamilton Fish, politico statunitense († 1991)
- 1903 - Danilo Blanusa, matematico croato († 1987)
- 1905 - Gerard Kuiper, astronomo († 1973)
- 1910 - Louis Prima, musicista e cantante statunitense († 1978)
- 1912 - Daniel Jones, compositore
- 1915 - Eli Wallach, attore statunitense
- 1920 - Fiorenzo Magni, ciclista italiano
- 1924 - Mário Soares, politico portoghese
- 1928 - Noam Chomsky, linguista e scrittore
- 1932 - Ellen Burstyn, attrice statunitense
- 1934 - Gordon Parks Jr., regista († 1979)
- 1942 - Harry Chapin, musicista statunitense († 1981)
- 1944 - Daniel Chorzempa, organista
- 1945 - Marion Rung, cantante finlandese
- 1948 - Gary Morris, cantante ed attore statunitense
- 1949 - Tom Waits, cantante, compositore ed attore statunitense
- 1954 - Gad Lerner, giornalista e scrittore
- 1956 - Larry Bird, cestista statunitense
- 1966
  - C. Thomas Howell, attore statunitense
  - Carl Ververs, (alias Carl August Simon), artista olandese
  - Danijel Zezelj, disegnatore croato
- 1972 - Hermann Maier, sciatore austriaco
- 1973
  - Fabien Pelous, giocatore di rugby francese
  - Terrell Owens, giocatore di football americano
- 1987 - Aaron Carter, cantante statunitense
- 2003 - Principessa Catharina-Amalia dei Paesi Bassi

Morti


- 43 AC - Cicerone, autore e politico romano
- 283 - Papa Eutichiano
- 983 - Ottone II, Imperatore (n. 955)
- 1254 - Papa Innocenzo IV
- 1815 - Michel Ney, maresciallo francese
- 1817 - William Bligh, ufficiale di marina britannico
- 1894
  - Ferdinand Marie, diplomatico ed ingegnere francese
  - Ferdinand de Lesseps, ingegnere francese
- 1902 - Thomas Nast, fumettista
- 1956 - Huntley Gordon, attore canadese (n. 1887)
- 1970 - Rube Goldberg, fumettista
- 1975 - Thornton Wilder, autore teatrale statunitense (n. 1897)
- 1985 - Robert Graves, scrittore britannico (n. 1895)
- 1990
  - Joan Bennett, attrice statunitense (n. 1910)
  - Reinaldo Arenas, poeta, novellista e drammaturgo cubano (n. 1943)
- 1993
  - Don Ameche, attore statunitense (n. 1908)
  - Félix Houphouët-Boigny, politico della Costa d'Avorio
- 2000 - Maria Francesca di Savoia
- 2003
  - Carl F. H. Henry teologo statunitense
  - Raúl Vale, intrattenitore Venezuelano-Messicano
- 2004 - Shiing-Shen Chern, matematico cinese
- 2005 - Paolo Sylos Labini, economista italiano

Feste e ricorrenze

Nazionali

Religiose

Santi cattolici:
- Sant'Ambrogio, vescovo, dottore della Chiesa, patrono di Milano
- San Claudio, martire
- Sant'Eutichiano, Papa
- Santa Fara, badessa
- Santa Maria Giuseppa Rossello, vergine
- San Sabino di Spoleto, vescovo e martire
- Santa Serena di Spoleto, vedova e martire

Laiche

07 ja:12月7日 ko:12월 7일 simple:December 7

1956

Eventi


- Estensione dei premi Golden Globe a serie televisive
- La canzone Che bambola di Fred Buscaglione è il successo musicale dell'anno in Italia
- Sotto l'Oceano Atlantico viene steso il primo cavo per trasmissioni in fonia, equipaggiato con speciali amplificatori-ripetitori valvolari posizionati ogni 39 miglia nautiche.
- Dal 26 gennaio al 5 febbraio - Cortina d'Ampezzo ospita la VII Olimpiade Invernale.
- 20 marzo - Tunisia/Francia: La Francia concede l'indipendenza alla Tunisia
- 28 marzo - Marocco/Francia: La Francia concede l'indipendenza al Marocco
- 19 aprile - matrimonio tra Grace Kelly e Ranieri di Monaco
- 24 luglio - USA: si interrompe il sodalizio artistico tra Dean Martin e Jerry Lewis, durato 10 anni
- 8 agosto - Marcinelle (Belgio): Disastro nella miniera di carbone. Muoiono 262 minatori, di cui 136 italiani.
- 23 ottobre - Ungheria: Inizio della Rivoluzione
- 29 ottobre - Medio Oriente: Inizia la seconda guerra Arabo-Israeliana
- 1 novembre - Ungheria esce dal Patto di Varsavia
- 4 novembre - Ungheria: l'Armata rossa entra nel Paese e i moti rivoluzionari vengono sedati con l'intervento delle forze armate sovietiche.
- 13 novembre - USA: la Corte Suprema dichiara incostituzionale la segregazione sugli autobus pubblici.
- 22 novembre - Melbourne: viene inaugurata la XVI Olimpiade

Nati


- 3 gennaio - Gioele Dix, attore teatrale e cinematografico italiano
- 9 gennaio - Imelda Staunton, attrice statunitense
- 31 gennaio - John Joseph Lydon (Johnny Rotten), cantante dei Sex Pistols
- 18 marzo - Ingemar Stenmark, sciatore svedese
- 3 aprile - Miguel Bosé, cantante e attore ispano-italiano
- 4 aprile - David E. Kelley, scrittore e produttore televisivo
- 30 aprile -
  - Lars von Trier, regista, attore, sceneggiatore e pittore danese
  - Jorge Chaminé, baritono, attore, direttore di CIMA
- 24 maggio - Guglielmo Guerrini, allenatore italiano di canoa/kayak
- 29 agosto - GG Allin, cantante in vari gruppi punk estremi (m. 1993)
- 23 settembre - Paolo Rossi, calciatore italiano
- 29 settembre - Sebastian Coe, mezzofondista britannico
- 6 dicembre - Randy Rhoads, musicista americano
- 7 dicembre - Larry Bird, cestista statunitense

Morti


- 31 gennaio - A. A. Milne, scrittore britannico
- 3 febbraio - Felix Édouard Justin Émile Borel, matematico, politico, statista, partigiano francese
- 3 marzo - Francesco Arata, artista e pittore (n. 1890)
- 13 aprile - Emil Nolde, pittore tedesco (n. 1867)
- 8 luglio - Giovanni Papini, scrittore italiano (n. 1881)
- 14 luglio - John Wishart, statistico scozzese (n. 1898)
- 11 agosto - Jackson Pollock, pittore statunitense (n. 1912)
- 16 agosto - Bela Lugosi, attore ungherese (n. 1882)
- 29 settembre - Anastasio Somoza García presidente del Nicaragua (n. 1896)
- 16 ottobre - Jules Rimet, dirigente sportivo francese
- 26 ottobre - Otto Scheff, nuotatore austriaco (n. 1889)
- 29 ottobre - Louis Rosier, pilota automobilistico francese
- 12 dicembre - Lorenzo Perosi, compositore italiano (n. 1872)
- 13 dicembre - Arthur Grimble, scrittore britannico (n. 1888)

Premi Nobel


- per la Pace: non è stato assegnato
- per la Letteratura: Juan Ramón Jiménez
- per la Medicina: Andre Frederic Cournand, Werner Forssmann, Dickinson W. Richards
- per la Fisica: John Bardeen, Walter Houser Brattain, William Shockley
- per la Chimica: Cyril Norman Hinshelwood, Nikolay Nikolaevich Semenov 056 ja:1956年 ko:1956년 simple:1956 th:พ.ศ. 2499

Boston Celtics

I Boston Celtics sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico mondiale, la National Basketball Association.

Storia della franchigia

I Celtics sono la squadra più vittoriosa nella storia dell'NBA. Guidati da Bill Russell, vinsero otto campionati consecutivi dal 1959 al 1966. Negli anni '80, capitanati da Larry Bird, diedero vita ad una intensa rivalità con i Los Angeles Lakers. Sono l'unica squadra, assieme ai New York Knicks, che fa parte della National Basketball Association fin dalle sue origini, e che non ha mai lasciato la sua città di origine. La squadra prende il nome da una squadra di New York attiva negli anni '20 e che dominò il basket professionistico. La squadra di New York viene oggi indicata come gli "Original Celtics".

Giocatori principali

Membri della Basketball Hall of Fame


- Nate Archibald
- Larry Bird
- Walter Brown
- Bob Cousy
- Dave Cowens
- Wayne Embry (presente come contributore, non come giocatore; fu il primo afro-americano ad essere direttore generale e ad essere presidente di squadra nell'NBA)
- John Havlicek
- Tom Heinsohn
- Bailey Howell
- K. C. Jones
- Sam Jones
- Clyde Lovellette
- Ed Macauley
- Pete Maravich
- Kevin McHale
- Robert Parish
- Andy Phillip
- Frank Ramsey
- Arnie Risen
- Bill Russell
- Bill Sharman (presente sia come giocatore dei Celtics che come allenatore (soprattutto dei Lakers)
- John Thompson (giocò nell'NBA per due anni; presente per la sua carriera di allenatore alla Georgetown University)
- Bill Walton

Da non dimenticare


- Paul Silas
- Don Chaney
- Danny Ainge
- Antoine Walker

Numeri ritirati


- 1 Walter Brown (fondatore)
- 2 Red Auerbach (leggendario allenatore e dirigente)
- 3 Dennis Johnson
- 6 Bill Russell
- 10 Jo Jo White
- 14 Bob Cousy
- 15 Tom Heinsohn
- 16 Satch Sanders
- 17 John Havlicek
- 18 Dave Cowens
- 19 Don Nelson
- 21 Bill Sharman
- 22 Ed Macauley
- 23 Frank Ramsey
- 24 Sam Jones
- 25 K.C. Jones
- 31 Cedric Maxwell
- 32 Kevin McHale
- 33 Larry Bird
- 35 Reggie Lewis
- 00 Robert Parish
- Loscy Jim Loscutoff (asked that his #18 not be retired)

Stelle recenti


- Ricky Davis
- Raef LaFrentz
- Paul Pierce
- Gary Payton

Allenatori e altri

Membri della Basketball Hall of Fame


- Red Auerbach
- Walter Brown

Collegamenti esterni


- [http://www.nba.com/celtics/ Sito ufficiale dei Boston Celtics] (in inglese)
- [http://www.geocities.com/Colosseum/Court/6413/ Sito ufficiale del Celtics Fan Club Italia] (in italiano) Categoria:Squadre NBA ja:ボストン・セルティックス

National Basketball Association

La National Basketball Association degli Stati Uniti e del Canada, comunemente nota come NBA, è la principale lega professionistica di pallacanestro del Nord America. Molti dei migliori cestisti del mondo giocano nella NBA, e il livello complessivo della competizione è considerevolmente più alto che nelle altre competizioni.

La nascita

La NBA venne fondata a New York il 6 giugno 1946 come Basketball Association of America e fu la prima lega professionistica di pallacanestro americana. Adottò il nome National Basketball Association nell'autunno del 1949 dopo che vi si unirono diverse squadre fuoriuscite dalla rivale National Basketball League. Nel 1976 ci su una parziale fusione con la American Basketball Association, dalla quale quattro team si unirono alla NBA: i New York Nets (divenuti poi New Jersey Nets), i Denver Nuggets, gli Indiana Pacers ed i San Antonio Spurs.

L'organizzazione

A partire dalla stagione 2004/05 la NBA è organizzata nel seguente sistema di conference e division:

Albo d'oro del campionato NBA


- 1946–47 Philadelphia Warriors 4–1 Chicago Stags
- 1947–48 Baltimore Bullets 4–2 Philadelphia Warriors
- 1948–49 Minneapolis Lakers 4–2 Washington Capitols
- 1949–50 Minneapolis Lakers 4–2 Syracuse Nationals
- 1950–51 Rochester Royals 4–3 New York Knicks
- 1951–52 Minneapolis Lakers 4–3 New York Knicks
- 1952–53 Minneapolis Lakers 4–1 New York Knicks
- 1953–54 Minneapolis Lakers 4–3 Syracuse Nationals
- 1954–55 Syracuse Nationals 4–3 Fort Wayne Pistons
- 1955–56 Philadelphia Warriors 4–1 Fort Wayne Pistons
- 1956–57 Boston Celtics 4–3 St. Louis Hawks
- 1957–58 St. Louis Hawks 4–2 Boston Celtics
- 1958–59 Boston Celtics 4–0 Minneapolis Lakers
- 1959–60 Boston Celtics 4–3 St. Louis Hawks
- 1960–61 Boston Celtics 4–1 St. Louis Hawks
- 1961–62 Boston Celtics 4–3 Los Angeles Lakers
- 1962–63 Boston Celtics 4–2 Los Angeles Lakers
- 1963–64 Boston Celtics 4–1 San Francisco Warriors
- 1964–65 Boston Celtics 4–1 Los Angeles Lakers
- 1965–66 Boston Celtics 4–3 Los Angeles Lakers
- 1966–67 Philadelphia 76ers 4–2 San Francisco Warriors
- 1967–68 Boston Celtics 4–2 Los Angeles Lakers
- 1968–69 Boston Celtics 4–3 Los Angeles Lakers
- 1969–70 New York Knicks 4–3 Los Angeles Lakers
- 1970–71 Milwaukee Bucks 4–0 Baltimore Bullets
- 1971–72 Los Angeles Lakers 4–1 New York Knicks
- 1972–73 New York Knicks 4–1 Los Angeles Lakers
- 1973–74 Boston Celtics 4–3 Milwaukee Bucks
- 1974–75 Golden State Warriors 4–0 Washington Bullets
- 1975–76 Boston Celtics 4–2 Phoenix Suns
- 1976–77 Portland Trail Blazers 4–2 Philadelphia 76ers
- 1977–78 Washington Bullets 4–3 Seattle Supersonics
- 1978–79 Seattle Supersonics 4–1 Washington Bullets
- 1979–80 Los Angeles Lakers 4–2 Philadelphia 76ers
- 1980–81 Boston Celtics 4–2 Houston Rockets
- 1981–82 Los Angeles Lakers 4–2 Philadelphia 76ers
- 1982–83 Philadelphia 76ers 4–0 Los Angeles Lakers
- 1983–84 Boston Celtics 4–3 Los Angeles Lakers
- 1984–85 Los Angeles Lakers 4–2 Boston Celtics
- 1985–86 Boston Celtics 4–2 Houston Rockets
- 1986–87 Los Angeles Lakers 4–2 Boston Celtics
- 1987–88 Los Angeles Lakers 4–3 Detroit Pistons
- 1988–89 Detroit Pistons 4–0 Los Angeles Lakers
- 1989–90 Detroit Pistons 4–1 Portland Trail Blazers
- 1990–91 Chicago Bulls 4–1 Los Angeles Lakers
- 1991–92 Chicago Bulls 4–2 Portland Trail Blazers
- 1992–93 Chicago Bulls 4–2 Phoenix Suns
- 1993–94 Houston Rockets 4–3 New York Knicks
- 1994–95 Houston Rockets 4–0 Orlando Magic
- 1995–96 Chicago Bulls 4–2 Seattle Supersonics
- 1996–97 Chicago Bulls 4–2 Utah Jazz
- 1997–98 Chicago Bulls 4–2 Utah Jazz
- 1998–99 San Antonio Spurs 4–1 New York Knicks
- 1999-00 Los Angeles Lakers 4-2 Indiana Pacers
- 2000-01 Los Angeles Lakers 4–1 Philadelphia 76ers
- 2001-02 Los Angeles Lakers 4-0 New Jersey Nets
- 2002-03 San Antonio Spurs 4-2 New Jersey Nets
- 2003-04 Detroit Pistons 4-1 Los Angeles Lakers
- 2004-05 San Antonio Spurs 4-3 Detroit Pistons

Squadre della NBA scomparse


- Anderson Packers 1949-1950
- Baltimore Bullets 1947-1955 (Ultimo team NBA a scomparire)
- Chicago Stags 1946-1950
- Cleveland Rebels 1946-1947
- Denver Nuggets 1949-1950
- Detroit Falcons 1946-1947
- Indianapolis Jets 1948-1949
- Indianapolis Olympians 1949-1953
- Pittsburgh Ironmen 1946-1947
- Providence Steamrollers 1946-1949
- St. Louis Bombers 1946-1950
- Sheboygan Redskins 1949-1950
- Toronto Huskies 1946-1947
- Washington Capitols 1946-1951
- Waterloo Hawks 1949-1950

Presidenti e Commissari della NBA


- Maurice Podoloff, Presidente dal 1946 al 1963
- Walter Kennedy, Presidente dal 1963 al 1967 e Commissario dal 1967 al 1975
- Larry O'Brien, Commissario dal 1975 al 1984
- David Stern, Commissario dal 1984

Giocatori


- Elenco di giocatori della NBA

Vedi Anche


- NBA All-Star Game
- Basketball Hall of Fame
- Premio NBA miglior giocatore dell'anno (NBA MVP Award)
- Premio NBA matricola dell'anno (NBA Rookie of the Year Award)
- Premio NBA allenatore dell'anno (NBA Coach of the Year Award)
- Premio NBA sesto uomo dell'anno (NBA Sixth Man Award)
- Premio NBA difensore dell'anno (NBA Defensive Player of the Year Award)
- Premio NBA rivelazione dell'anno (NBA Most Improved Player of the Year Award)
- Women's National Basketball Association (WNBA)
- National Collegiate Athletic Association (NCAA)

Giochi sulla NBA

Da 10 anni l'EA Sports realizza la serie ufficiale del gioco.

- NBA Live 95
- NBA Live 96
- NBA Live 97
- NBA Live 98
- NBA Live 99
- NBA Live 00
- NBA Live 01
- NBA Live 02
- NBA Live 03
- NBA Live 04
- NBA Live 05

Collegamenti esterni


- [http://www.nba.com Sito ufficiale della NBA] (in inglese) NBA Categoria:Leghe sportive professionistiche americane ja:NBA th:เอ็นบีเอ

Michael Jordan

Michael Jeffrey Jordan (nato il 17 febbraio 1963), soprannominato e noto in tutto il mondo come Air, è un ex-giocatore statunitense di basket, ritenuto praticamente all'unanimità il miglior giocatore della storia di questo sport. È conosciuto con una moltitudine di soprannomi: Air è il più famoso, al quale si aggiungono His Airness ("Sua Ariezza"), MJ, Jesus in Sneakers ("Gesù in scarpette da ginnastica"), The Alien e altri... Attualmente vive a Highland Park nell'Illinois.

Biografia

Le origini e la famiglia

Michael Jordan nacque il 17 febbraio 1963 nel quartiere di Brooklyn, a New York, dove i genitori Delores e James Jordan si erano appena trasferiti, ma visse a Wilmington, nella Carolina del Nord, fino all'adolescenza. Il padre è un meccanico in una centrale elettrica, la madre ha un modesto impiego in banca, e la famiglia, in cui cresce il giovane Michael con il fratello Larry, che lo batte sempre a basket, e la sorella Rasalyn è molto umile. La leggenda ha inizio quando suo padre sistema un canestro nel giardino sul retro di casa...

I primi studi e l'esclusione dalla squadra della scuola

Il giovane Michael è un ragazzo molto timido, frequenta addirittura un corso di economia domestica, per paura di non riuscire a trovare una donna da sposare una volta cresciuto. Di conseguenza, impegna tutte le sue energie nello sport, praticando numerose attività, basket, baseball, football americano, nuoto e altri, insieme ai fratelli. Jordan non eccelle nello studio, che non lo interessa più di tanto, ma comincia a farsi notare negli sport, brillando soprattutto nel football americano (come quarterback) e nel baseball (come lanciatore). Anche nel basket il ragazzo se la cava, ma, paradossalmente, quello che diventerà il più forte giocatore di tutti i tempi venne escluso dalla squadra di basket della sua scuola, dato che alle selezioni l'allenatore non lo ritiene abbastanza dotato. Invece di perdersi d'animo, Jordan si allena per un anno intero per conto proprio, pronto a ripresentarsi alle selezioni dell'anno seguente. Nel frattempo, all'età di 14 anni, per la prima volta riesce a schiacciare nel corso di una partita di street basket in un playground. Era alto 1 metro e 72. È solo l'inizio della leggenda di "Air". Finalmente il talento emerge, assieme alla sua crescita fisica (più di 15 cm in un anno): alle selezioni viene subito scelto, e già nelle prime partite giocate si conquista la fama di "dunker", grazie alle stupende schiacciate che è in grado di fare, ben al di sopra della media dei suoi coetanei. L'anno di duro lavoro dà i suoi frutti: viene inserito nella prima squadra, divenendo subito famoso in tutto lo stato della Carolina del Nord, risultando uno dei migliori giocatori del campionato scolastico disputato. La stagione di gloria prosegue per Jordan e la squadra di Wilmington, che vince il campionato, anche grazie all'apporto di Jordan, che viene convocato per l'"All-Star Game" delle high-school.

Gli anni della North Carolina University

Nel primo anno di università Jordan si rivela sempre di più un giocatore spettacolare ed eccitante, ma ancora non riesce ad imporsi come un vero leader della squadra. Il suo primo anno termina, tuttavia, in grande stile: nella finale per il titolo NCAA del 1982 mette a segno il tiro decisivo allo scadere del tempo, regalando alla sua squadra il titolo grazie a quello che nel tempo è diventato famoso come "the shot", ovvero "il tiro". Già nel suo secondo anno è chiaramente la stella della squadra, e nel terzo viene eletto "giocatore nazionale" dell'anno. Decide dunque di lasciare prematuramente l'università (si laureerà qualche anno dopo) per dedicarsi alla NBA.

Olimpiadi 1984: il primo oro

Nel frattempo, però, partecipa d'estate alle Olimpiadi di Los Angeles 1984, vincendo il suo primo oro olimpico. Fino al 1988, gli Usa, infatti, portarono alle Olimpiadi una squadra di basket composta solo di giocatori universitari. Quando questa regola venne cambiata, a partire dal 1992, "Air" fu di nuovo protagonista... (vedi sotto "Olimpiadi 1992: il "Dream Team" e il secondo oro")

Il draft e l'arrivo nella NBA

1992 Jordan viene scelto dai Chicago Bulls come terza scelta assoluta nel primo giro del draft NBA del 1984 dopo Hakeem Olajuwon e Sam Bowie. La sua altezza (1.98 m o 6'6") lo rendeva una minaccia versatile sul parquet di gioco, capace di giocare sia come playmaker che come ala piccola, oltre alla sua posizione tipica di guardia tiratrice. Al suo arrivo, la squadra naviga in cattive acque. Sarà intorno Michael Jordan che si formerà, a poco a poco una nuova squadra che arriverà poi, negli anni '90 a dominare la NBA. Il suo esordio è contro i Washington Bullets, mettendo a segno ben 16 punti e portando Chicago alla vittoria. Il talento e gli sforzi di Jordan vengono premiati con il "NBA Rookie of the Year Award" (matricola dell'anno) e dopo pochi mesi viene votato per partecipare al NBA All-Star Game, la sua prima apparizione importante sotto gli occhi del grande pubblico.

I Chicago Bulls: il primo three-peat

La seconda stagione con i Bulls, però, non la inizia nemmeno: il 25 ottobre 1985 si infortuna alla caviglia durante una partita contro i Golden State Warriors. Per Jordan sono cinque mesi di stop. Il 14 marzo 1986 rientra su parquet, con 18 partite di regular season ancora da disputare. Dopo tutte le aspettative accese nel pubblico l'anno precedente, Jordan smania dal desiderio di dimostrare le sue capacità ancora una volta. Nei play-off ottiene un risultato incredibile, un record tuttora imbattuto che da solo vale la stagione: segna 63 punti contro i Boston Celtics di Larry Bird, che esclamerà a fine partita: Dio travestito da Michael Jordan". Resterà la miglior prestazione di sempre quanto a punti segnati in una gara di playoff. L'estate del 1986 è l'inizio del nuovo corso dei Chicago Bulls, e la nuova squadra inizia a prendere forma attorno a Jordan, sempre più leader. Il terzo campionato NBA è quello della conferma per Jordan, che per la prima volta vince la classifica marcatori, con 37.1 punti di media a partita, un risultato da fantascienza assolutamente inavvicinabile. Il ruolino di marcia di Jordan è assolutamente incredibile: nelle 82 partite della stagione regolare, 77 volte Mike è il miglior realizzatore della sua squadra, per due volte segna 61 punti, per otto volte a 50, per addirittura trentasette volte ne mette 40 o più. Supera l'incredibile soglia dei tremila punti in una sola stagione (3041), segnando il 35% dei punti totali della squadra. Tutto questo, però, non deve distogliere l'attenzione dalla grandissima applicazione in difesa, spesso trascurata. È il primo (e unico) giocatore della storia a concludere un campionato con 200 palle recuperate e 100 stoppate contemporaneamente. Durante le edizioni del 1987 e del 1988 dell'"NBA All-Star Game" vince alla grande lo "Slam Dunk Contest", la gara delle schiacciate, e viene consacrato "Air" per la sua grandiosa capacità di volare a canestro e restare in aria, suggellata da una storica schiacciata dalla linea del tiro libero. Negli Stati Uniti diviene un idolo ed il suo nome e la sua immagine diventano popolarissimi. In poco tempo, diviene una sorta di "Re Mida" della pallacanestro, siglando contratti favolosi con marche di ogni tipo, tra le quali la Nike, che gli dedica prima una serie di scarpe e poi addirittura una linea completa di vestiario. Apre un ristorante a Chicago, dove si riserva una sala isolata per poter mangiare senza essere assediato dai fan. Anche il valore complessivo dei Bulls cresce in maniera inimmaginabile: passa da 16 a 120 milioni di dollari. Nel 1991 venne nominato dalla celebre rivista "Sports Illustrated" "Sportivo dell'anno". Giunge così il primo "three-peat" (ovvero tre vittorie di fila) per i Chicago Bulls: la squadra, guidata da incredibili performance di MJ, vince tre titoli NBA: 1991 - 1992 - 1993. Nei play-off, ed in particolare nelle finali, Michael è travolgente, accollandosi praticamente da solo il peso della squadra, realizzando record su record.

Olimpiadi 1992: il "Dream Team" e il secondo oro

Nel 1992, Jordan partecipa alle Olimpiadi di Barcellona 1992, dove si tiene la prima apparizione di giocatori professionisti della NBA ai Giochi Olimpici, come membro del "Dream Team" originale, probabilmente la squadra più forte di tutti i tempi, assieme ad altri grandi campioni quali Magic Johnson, Larry Bird, Charles Barkley e molti altri. È il secondo oro olimpico per MJ, che si dimostra protagonista assoluto della squadra statunitense, mettendo a segno una media di 33 punti a partita.

La morte del padre ed il primo ritiro

Il padre di Jordan, James, venne assassinato nel 1993. Di ritorno dal funerale di un amico, decise di fermarsi sul bordo di una autostrada interstatale nella Carolina del Nord per riposarsi un po'. Mentre stava dormendo due criminali locali si fermarono, lo uccisero e rubarono la sua Lexus, che gli era stata regalata da Michael. Gli autori del fatto furono rapidamente rintracciati poiché avevano effettuato alcune chiamate con il cellulare della vittima. Il 6 ottobre 1993 in una conferenza stampa sovraffollata di giornalisti comunica alla lega e al mondo la sofferta decione di lasciare la pallacanestro. Le sue parole sono: "Ho perso ogni motivazione. Nel gioco del basket non ho più nulla da dimostrare: è il momento migliore per me per smettere. Ho vinto tutto quello che si poteva vincere. Tornare? Forse, ma ora penso alla famiglia." Insieme alla perdita degli stimoli, è la morte del padre ad incidere sulla difficile decisione presa da Michael. James Jordan era stato un grande appoggio per il figlio, che gli era profondamente affezionato, e lo aveva sempre incitato, anche se avrebbe preferito vederlo giocare a baseball, il suo sport preferito. Il 9 settembre 1994, un anno dopo il suo ritiro, gioca un'ultima volta al "Chicago Stadium", prossimo alla demolizione, in una partita di beneficenza organizzata da Scottie Pippen, uno dei compagni di squadra "storici". Nel nuovo impianto, lo "United Center", viene tenuta qualche giorno dopo la cerimonia ufficiale d'addio del giocatore, con il ritiro del numero 23, e viene appesa al soffitto una sua maglia.

La carriera nel baseball

"Voglio dimostrare di poter primeggiare anche in un'altra disciplina". Con queste parole, e sempre per la devozione verso il defunto padre, Jordan tenta la carriera nel baseball professionistico, sognata fin da ragazzo. L'amore del padre appena scomparso per questo sport fu probabilmente la motivazione più forte che spinse Jordan a ritirarsi dalla pallacanestro per dedicarsi alla sua nuova carriera. In realtà, nonostante la grande aspettattiva del pubblico nei confronti del campione, Air ottiene risultati abbastanza modesti. Viene ingaggiato dai Birmingham Barons, seconda squadra dei Chicago White Sox impegnata in una lega minore, nei quali ottiene una media di battuta di .202, con 3 HR, 51 RBI, 30 SB (5° nella Southern League a pari merito), 11 errori e 6 assistenze. I risultati modesti fecero salire la pressione di giornalisti e tifosi che, aspettandosi qualcosa in più dall'ex-superstar NBA, iniziarono a criticare Jordan, ipotizzando anche che il suo ingaggio fosse più dovuto ad un fattore pubblicitario che ad altro.

"I'm back": il secondo three-peat

NBA del 1998. È il tiro del sesto ed ultimo titolo dei suoi Chicago Bulls]] I risultati non soddisfano l'orgoglio del campione che dopo un anno e mezzo circa torna a casa, dichiarando conclusa la sua carriera di giocatore di baseball. Milioni di tifosi in tutto il mondo iniziano a sperare in un suo ritorno alla notizia che Jordan si è allenato per due giorni consecutivi con i Bulls. La ESPN, la più importante rete televisiva sportiva statunitense, interrompe tutti i programmi per dare la notizia di un suo possibile ritorno. La Nike, sponsor storico di Jordan, invia 40 paia di scarpe "Jordan" ai Bulls. È il 18 marzo 1995 quando, alle 11:40, viene diramato un breve comunicato: "Michael Jordan ha informato i Bulls di aver interrotto il suo volontario ritiro di 17 mesi. Esordirà domenica a Indianapolis contro i Pacers." Bastano queste poche parole per scatenare un delirio tra i tifosi. Il giorno dopo Michael Jordan si presenta a una conferenza stampa, ancora una volta superaffollata, con poche ma efficaci parole: "I'm back" ("Sono tornato"). Inizia un nuovo ciclo per i Chicago Bulls, che nei due anni senza Jordan avevano raggiunto risultati deludenti. Con alcuni giocatori della vecchia squadra, come Scottie Pippen e alcuni nuovi innesti, tra i quali spicca il "verme" Dennis Rodman e sempre sotto la guida del coach Phil Jackson, la squadra riprende la sua "routine" di vittorie. La stagione del ritorno dimostra che MJ non ha risentito dello stop di circa due anni, sembra quasi che mai abbia smesso. Nella stagione 1995-96, Jordan è di nuovo protagonista assoluto e i Chicago Bulls ottengono un'altra stagione superlativa. La squadra fa segnare un record assoluto nella NBA: nella regular season vincono 72 partite su 82, un record senza precedenti. Con una line-up composta da Harper, Jordan, Pippen, Rodman e Longley nonché probabilmente la miglior panchina della lega, soprattutto grazie a Kerr e Kukoc, i Bulls migliorarono tantissimo rispetto alla stagione precedente, passando da un record di 47-35 a 72-10. Jordan vinse il suo ottavo titolo di marcatore e Rodman il suo quinto consecutivo da rimbalzista, mentre Kerr guidò la lega nel tiro da tre punti. Jordan ottenne la cosiddetta "Triple Crown", la prestigiosa e quasi impossibile impresa dei tre premi come "MVP", quello della regular season, quello dell'"NBA All-Star Game" e quello delle finali. Il manager Krause fu il "dirigente dell'anno", Jackson vinse il suo primo premio come allenatore dell'anno e Kukoc fu il sesto uomo dell'anno. Sia Scottie Pippen che Michael Jordan furono parte dell'"All-NBA first team" e gli stessi due insieme a Dennis Rodman fecero parte anche dell'"All-Defensive first team". La squadra trionfò contro Gary Payton, Shawn Kemp e i loro Seattle Supersonics per il suo quarto titolo. La stagione 1996-97 è ancora una stagione-record: i Bulls ottengono un record di 69-13. Ancora una volta, i play-off vedono i "tori" protagonisti e arriva il quinto titolo dopo la vittoria in finale contro gli Utah Jazz. "Air" guida la squadra durante la stagione 1997-98 che, anche se non emozionante come le precedenti, è comunque abbastanza convincente. I Chicago Bulls raggiungono nuovamente la finale, dove incontrano i Jazz per il secondo anno consecutivo, uscenti da un'agevole finale di Conference vinta con un secco 4-0 contro i Los Angeles Lakers. Arriva così il sesto titolo per Jordan&Co, suggellato da uno splendido tiro proprio di MJ a 6.6 secondi dalla fine della gara6 delle finali, entrato di diritto nella storia della pallacanestro: è il secondo "three-peat" per i Bulls. È il suo saluto di congedo dalla NBA, anche se nessuno ancora lo sa. Poco tempo dopo la finale annuncia il suo secondo, e a detta di tutti definitivo, ritiro. Si dedica al suo secondo sport preferito, il golf, ed alla gestione dei Washington Wizards.

Il secondo ritorno: i Washington Wizards

Nel 2001, Jordan desta nuovamente attenzione con il suo secondo ritorno al gioco, per giocare con i Washington Wizards, dei quali era proprietario. Durante le due stagioni alla nuova squadra, Jordan percepisce un compenso simbolico di un milione di dollari, devoluto interamente in beneficenza alla sua fondazione per i bambini abbandonati. Nonostante l'età e un infortunio che lo tiene fuori per parte della stagione 2001-02, raggiunge comunque una media di 22,9 punti a partita. Nella stagione 2002-03 ottiene una media di 20 punti a partita e partecipa ancora una volta all'"NBA All-Star Game", per la tredicesima volta. In questa partita mostra che il suo mito non si è del tutto esaurito e, a circa tre secondi dalla fine, riesce a segnare uno splendido tiro in fade-away che sembrerebbe regalare la compezione alla squadra dell'Est; tuttavia un fallo su Kobe Bryant dell'ultimo secondo riesce a ribaltare la situazione e tutto si conclude in una vittoria di 154-145 per l'Ovest. Nonostante ciò, il gesto dell'"anziano" Michael Jordan resta il simbolo della partita.

Il terzo (e ultimo?) ritiro

Al termine della stagione 2002-03, si ritira per la terza e (molto probabilmente) ultima volta. Jordan conclude la sua carriera con una media punti per partita di 30.4 nella stagione regolare, la più alta in tutta la storia dell'NBA, superiore di pochi centesimi alla media punti del grande Wilt Chamberlain (30.06). Nonostante alcune voci circolate negli Usa ed in tutto il mondo durante l'estate del 2004, Jordan ha annunciato di non voler tornare sul parquet come giocatore professionista. Le indiscrezioni erano nate dopo la partecipazione del campione ad alcuni allenamenti degli Atlanta Hawks, Per Jordan si trattava di semplice divertimento, ma il giocatore ha espresso la volontà di restare nel mondo NBA come proprietario di un team. Alla fine dell'ottobre 2004, Giorgio Armani ha contattato MJ per cercare di convincerlo a venire a giocare in Italia nella squadra di Milano, acquistata nel 2004 proprio dal celebre stilista, ottenendo un nulla di fatto.

Merchandising

2004] Gli atleti professionisti sono stati a lungo associati nell'opinione comune al merchandising e alle promozioni commerciali e Jordan ha dimostrato un grande talento quando si arriva al fattore commerciale. Egli è noto per il suo esteso lavoro commerciale per compagnie quali la Nike, con la sua linea Air Jordan. È anche apparso in una campagna promozionale dei celebri fast food McDonald's intitolata "Nothin' but net" (niente eccetto la retina); essa comprendeva anche una serie di spot televisivi che proponevano una sfida amichevole tra Jordan stesso e Larry Bird. Oltre a questo, Michael Jordan è apparso in un popolare spot della Gatorade dei primi anni '90, con in sottofondo il jingle "Be Like Mike". Nel 1996, la Warner Bros. diede a Jordan un ruolo di protagonista in un film ricco di effetti speciali, "Space Jam", al quale partecipavano anche molti personaggi classici dei cartoni animati Warner Bros. quali Bugs Bunny, Daffy Duck e altri. Il giudizio della critica sul film fu tiepido, poiché molti lo videro solamente come un lungo spot commerciale in cui Jordan faceva la parte della leggenda del basket, quasi una divinità angelica. Nonostante questo, il film incassò più di 100 milioni di dollari solamente al botteghino, rinsaldando ulteriormente la reputazione di Jordan come figura capace di far guadagnare molto. Nel 2002 un film per famiglie intitolato Like Mike (Come Mike) trattava di una storia romanzata nella quale un ragazzino viene casualmente in possesso di un paio di scarpette da basket del grande Michael Jordan. Queste scarpette procurano magicamente al ragazzino un'abilità sovrumana nel gioco del basket, così che egli diviene un atleta professionista prima di aver compiuto 12 anni.

Statistiche e cifre

I trofei, le cifre e i riconoscimenti


- Incluso dalla NBA nella lista dei 50 giocatori più forti di tutti i tempi.
- 2 ori olimpici: 1984, 1992
- 1 campionato NCAA: 1982
- 6 campionati NBA: 1991 - 1992 - 1993 - 1996 - 1997 - 1998
- 5 "NBA MVP Award": 1988 - 1991 - 1992 - 1996 - 1998
- 1 "NBA Rookie of the Year Award": 1985
- 1 "NBA Defensive Player of the Year Award": 1988
- 6 "NBA Finals MVP Award": 1991 - 1992 - 1993 - 1996 - 1997 - 1998
- 3 "NBA All-Star Game MVP Award": 1988 - 1996 - 1998
- 2 "Slam Dunk Contest" (gara delle schiacciate): 1987 - 1988
- Punti realizzati: oltre 31.452 (terza posizione assoluta)
- Quintetto ideale: 1987, 1988, 1989, 1990, 1991, 1992, 1993, 1995, 1996, 1997, 1998
- Miglior marcatore NBA: 1987, 1988, 1989, 1990, 1991, 1992, 1993, 1996, 1997, 1998
- Quintetto difensivo ideale: 1988, 1989, 1990, 1991, 1992, 1993, 1995, 1996, 1997
- Miglior "stealer" (palle rubate): 1988, 1990, 1993
- Punti segnati in una partita di play-off: 63
- Convocazioni NBA All-Star Game: 1985, 1987, 1988, 1989, 1990, 1991, 1992, 1993, 1996, 1997, 1998, 2002

I record


- Più alta media punti nella storia della NBA: 30,4
- Più alta media punti a partita nei play-off: 33,4
- Più alta media punti all'"NBA All-Star Game": 20,2
- Più alta media punti in una serie di Finale: 41, nel 1993 contro i Phoenix Suns
- Punti totali segnati nei play-off: 5987
- Punti totali segnati all'"NBA All-Star Game": 262
- Punti segnati in un tempo di una Finale: 35, nel 1992 contro i Portland Trail Blazers
- Punti segnati in una gara di playoffs: 63, nel 1986 contro i Boston Celtics
- Giocatore più volte nel quintetto difensivo ideale: 9
- Giocatore più volte miglior marcatore dell'anno: 10
- Giocatore ultraquarantenne ad aver segnato più di 40 punti in una partita: 43
- Unico giocatore a realizzare una tripla doppia all'"NBA All-Star Game" (nel 1997)
- Tiri liberi realizzati (20) e tentati (23) in un tempo di una partita
- Tiri liberi realizzati (14) e tentati (16) in un quarto di una partita
- Tiri tentati in un tempo di gara di play-off: 25
- Tiri da 3 segnati in un tempo di gara di play-off: 6
- Tiri decisivi in carriera: 29
- Tiri tentati, tiri liberi realizzati, percentuale al tiro e recuperi nei play-off
- Canestri fatti in un tempo di gara di play-off: 24

Voci correlate


- Air Jordan
- Dream Team
- Chicago Bulls
- Washington Wizards

Collegamenti esterni


- [http://www.nba.com/playerfile/michael_jordan/?nav=page Pagina del sito ufficiale NBA con le statistiche complete di Jordan]
- [http://members.fortunecity.com/basketball_galore/game_winners.html 17 tiri-partita di Jordan] (videoclip)
- [http://news.bbc.co.uk/sportacademy/hi/fun/photos/newsid_2740000/2740725.stm Foto della BBC]
- [http://www.bravenews.net/photos/michael-jordan-photos-1609.html 60+ Foto], sia con i Bulls che con i Wizards
- [http://www.ewsonline.com/sports/jordan/pics.html Galleria di immagini]
- [http://www.ewsonline.com/sports/jordan/pics.html Galleria di immagini]
- [http://members.fortunecity.com/basketball_galore/jordan.html Galleria di immagini]
- [http://www.nbawire.com/retired-players/Michael-Jordan.html Michael Jordan] Jordan, Michael Jordan, Michael Jordan, Michael Jordan, Michael Jordan, Michael ja:マイケル・ジョーダン th:ไมเคิล จอร์แดน

Magic Johnson

Earvin "Magic" Johnson (nato il 14 agosto 1959) è stato un leggendario giocatore dei Los Angeles Lakers nella National Basketball Association (NBA), considerato tra i più forti di tutti i tempi, e insieme a Michael Jordan e Larry Bird, rivali e grandi amici, rivoluzionò il gioco nel corso degli anni '80. Giocando come guardia, vinse cinque titoli NBA con la sua squadra (1980, 1982, 1985, 1987 e 1988), oltre ad aver guidato la sua università, la "Michigan State University", ad un titolo NCAA nel 1979. Johnson è inoltre l'unico rookie (matricola) nella storia della lega americana ad aver vinto il premio "NBA Finals Most Valuable Player Award", il premio per il miglior giocatore delle finali, nel 1980. Solo quattro giocatori hanno vinto consecutivamente un titolo NCAA e quello NBA.

Biografia

"Magic" e il liceo

Nato a Lansing, Michigan, Johnson si guadagna il soprannome che lo ha reso celebre, "Magico", già al liceo, grazie alla sua enorme bravura a rimbalzo e, soprattutto, nell'eseguire spettacolari e precisissimi passaggi smarcanti. Conosciuto non come un grande marcatore, Johnson si distingueva in tutti gli altri aspetti del gioco, dagli assist, arte nella quale era secondo solo a John Stockton (ex-playmaker degli Utah Jazz), ai rimbalzi, alla difesa. Si trattava di un giocatore atipico per quel periodo e, per questo, rivoluzionario e di enorme impatto, grazie ai suoi 204 centimetri che non gli impedivano di giocare come playmaker, ruolo solitamente adatto a giocatori più bassi.

Il titolo NCAA

Il passaggio dal liceo all'università vide "Magic" confermare le sue qualità. Divenne in breve tempo il leader indiscusso della squadra degli Spartans, cioè Michigan State, portandola nel 1979 alla vittoria nella finale del campionato NCAA contro i Sycamores della Indiana State University, guidati da Larry Bird. Ancora oggi la finale del 1979 tra Michigan State e Indiana State rimane la partita di college più vista della storia del campionato. L'anno seguente passò alla NBA.

I Los Angeles Lakers

Molti temevano che "Magic" potesse in un certo senso "sgonfiarsi" all'impatto con la lega preofessionistica, fatto che accadeva, e accade tuttora, a molti promettenti giocatori universitari. Al contrario, però, Johnson sfruttò l'occasione per fare il definitivo salto di qualità, affermandosi già al suo primo anno come un elemento di grande spicco, riuscendo ad inserirsi in un team ricco di storia e stelle e molto competitivo, vincendo, come già detto, il premio "NBA Finals Most Valuable Player Award", il premio per il miglior giocatore delle finali, alla sua prima stagione nel 1980, quando addirittura giocò la sesta gara di finale contro i Philadelphia 76ers segnando 42 punti, ricoprendo il ruolo di centro al posto dell'infortunato Kareem Abdul-Jabbar. Con "Magic", i Lakers vincono in totale cinque campionati NBA: 1980, 1982, 1985, 1987 e 1989. Per tre anni, "Magic" vince l'"NBA MVP Award" (il premio per il giocatore dell'anno della NBA), nel 1987, 1989 e 1990. Probabilmente per la franchigia di Los Angeles questi sono gli anni migliori. "Magic" si conferma un giocatore rivoluzionario e completo, pronto per essere utilizzato in ogni ruolo, anche se è come playmaker che ha lasciato un segno indelebile nella storia della NBA e della pallacanestro mondiale. Gli allora emergenti Red Hot Chili Peppers, rock band losangelena, gli dedicano una canzone dell'album Mother's Milk (1989) intitolandola proprio Magic Johnson.

Le cifre

Le sue statistiche parlano da sole: 6559 rimbalzi, 10141 assist, 17707 punti (media di 19.5 punti per partita). Per tre volte fu il miglior marcatore dei Lakers, nel 1987, 1989, 1990, e due volte il miglior rimbalzista, nel 1982 e 1983. Il suo stile rispecchiava la sua personalità altruista, creando un gioco spettacolare e ricco di passaggi "no-look" (senza guardare a chi si passa la palla) e fantasiosi, contribuendo allo "showtime" dei mitici Los Angeles Lakers degli anni '80.

Il dramma dell'AIDS

Il 7 novembre 1991 il mondo del basket e dello sport mondiale è scosso da una notizia tremenda: Magic Johnson annuncia inaspettatamente il suo ritiro, dopo essere risultato positivo al test HIV. Sarà l'inizio di una nuova sfida, che il giocatore affronterà con lo stesso vigore e grinta dimostrata sul parquet. Secondo recenti fonti mediche Magic ha scarse possibilità di sviluppare l'AIDS.

Barcellona 1992: il "Dream Team"

La carriera di "Magic", però, non termina così. Qualche mese dopo il suo annuncio, torna in campo a grande richiesta, prendendo parte a quello che diventerà famoso come il leggendario "Dream Team" originale, vincendo l'oro olimpico a Barcellona 1992 insieme a due altre leggende della pallacanestro, gli amici Michael Jordan e Larry Bird. Per tutta la durata dei Giochi Olimpici viene assediato dai fans, dai giornalisti e da altri atleti, tutti desiderosi di manifestare il loro sostegno e la loro solidarietà al campione, diventato un simbolo internazionale.

Il breve ritorno nella NBA

Dopo le Olimpiadi, "Magic" scatenò la gioia dei suoi ammiratori anniunciando la sua intenzione di tornare a giocare, firmando un nuovo contratto nel settembre del 1992, sempre con i suoi Los Angeles Lakers, giocando, però, solo per due mesi, ritirandosi definitivamente nel novembre dello stesso anno.

I riconoscimenti

Nel corso della stessa stagione, i Lakers hanno ritirato, in segno di rispetto e di gratitudine, il suo numero di maglia, il 32, che non indosserà più nessuno. Dopo il suo ritiro, Johnson è stato inserito nella prestigiosa Basketball Hall of Fame, il "tempio" del basket.

La battaglia contro l'AIDS

Dopo le sue battaglie sul campo da gioco, "Magic" continua a lottare anche fuori, partecipando attivamente alla lotta contro la malattia che aveva prematuramente messo fine alla sua carriera, impegnandosi a fondo in raccolte di fondi con la "Magic Johnson Foundation", per la ricerca scientifica, e conducendo campagne di sensibilizzazione, che ebbero un forte effetto grazie alla notorietà ed alla stima di cui godeva l'ex-campione NBA. Ancora oggi è uno dei nomi più noti della lotta all'AIDS in tutto il mondo.

Vedi anche


- Los Angeles Lakers
- Dream Team

Collegamenti esterni


- [http://www.magicjohnson.org Sito Ufficiale]
- [http://www.nba.com/history/players/johnsonm_bio.html Pagina del sito della NBA dedicato a Magic]
- [http://www.summerproleague.com Sito della "Summer Pro League" dove ha giocato Magic] Johnson, Magic Johnson, Magic Johnson, Magic Johnson, Magic ja:マジック・ジョンソン th:แมจิก จอห์นสัน

Boston Celtics

I Boston Celtics sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico mondiale, la National Basketball Association.

Storia della franchigia

I Celtics sono la squadra più vittoriosa nella storia dell'NBA. Guidati da Bill Russell, vinsero otto campionati consecutivi dal 1959 al 1966. Negli anni '80, capitanati da Larry Bird, diedero vita ad una intensa rivalità con i Los Angeles Lakers. Sono l'unica squadra, assieme ai New York Knicks, che fa parte della National Basketball Association fin dalle sue origini, e che non ha mai lasciato la sua città di origine. La squadra prende il nome da una squadra di New York attiva negli anni '20 e che dominò il basket professionistico. La squadra di New York viene oggi indicata come gli "Original Celtics".

Giocatori principali

Membri della Basketball Hall of Fame


- Nate Archibald
- Larry Bird
- Walter Brown
- Bob Cousy
- Dave Cowens
- Wayne Embry (presente come contributore, non come giocatore; fu il primo afro-americano ad essere direttore generale e ad essere presidente di squadra nell'NBA)
- John Havlicek
- Tom Heinsohn
- Bailey Howell
- K. C. Jones
- Sam Jones
- Clyde Lovellette
- Ed Macauley
- Pete Maravich
- Kevin McHale
- Robert Parish
- Andy Phillip
- Frank Ramsey
- Arnie Risen
- Bill Russell
- Bill Sharman (presente sia come giocatore dei Celtics che come allenatore (soprattutto dei Lakers)
- John Thompson (giocò nell'NBA per due anni; presente per la sua carriera di allenatore alla Georgetown University)
- Bill Walton

Da non dimenticare


- Paul Silas
- Don Chaney
- Danny Ainge
- Antoine Walker

Numeri ritirati


- 1 Walter Brown (fondatore)
- 2 Red Auerbach (leggendario allenatore e dirigente)
- 3 Dennis Johnson
- 6 Bill Russell
- 10 Jo Jo White
- 14 Bob Cousy
- 15 Tom Heinsohn
- 16 Satch Sanders
- 17 John Havlicek
- 18 Dave Cowens
- 19 Don Nelson
- 21 Bill Sharman
- 22 Ed Macauley
- 23 Frank Ramsey
- 24 Sam Jones
- 25 K.C. Jones
- 31 Cedric Maxwell
- 32 Kevin McHale
- 33 Larry Bird
- 35 Reggie Lewis
- 00 Robert Parish
- Loscy Jim Loscutoff (asked that his #18 not be retired)

Stelle recenti


- Ricky Davis
- Raef LaFrentz
- Paul Pierce
- Gary Payton

Allenatori e altri

Membri della Basketball Hall of Fame


- Red Auerbach
- Walter Brown

Collegamenti esterni


- [http://www.nba.com/celtics/ Sito ufficiale dei Boston Celtics] (in inglese)
- [http://www.geocities.com/Colosseum/Court/6413/ Sito ufficiale del Celtics Fan Club Italia] (in italiano) Categoria:Squadre NBA ja:ボストン・セルティックス

Indiana

L'Indiana (che significa "Terra degli Indiani""), è uno stato degli USA, la cui capitale è Indianapolis. Gli abitanti dell'Indiana vengono chiamati Hoosier. ja:インディアナ州 ko:인디애나 주 simple:Indiana th:มลรัฐอินดีแอนา

1979

Eventi


- Il Dr. Cesare Sirtori, analizzando un ferroviere di Milano con il colesterolo insolitamente elevato, scopre la apolipoproteina mutante A1 Milano, che garantisce una maggiore protezione dall'aterosclerosi.
- 1 gennaio: la Cina e gli Stati Uniti riallacciano ufficialmente le relazioni diplomatiche. È il punto di approdo della "diplomazia del ping-pong" avviata nel 1971.
- 24 gennaio - Italia - le Brigate Rosse uccidono a Genova l'operaio-sindacalista Guido Rossa
- Giugno: Europa - Nei 9 stati della