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Lega Lombarda
La Lega Lombarda fu un'alleanza formata il 1 dicembre 1167 tra 26 (in seguito 30) città del nord Italia, tra cui Cremona, Mantova, Piacenza, Bergamo, Brescia, Milano, Bologna, Padova, Treviso, Vicenza, Verona, Lodi, e Parma. La Lega venne formata per contrastare Federico I del Sacro Romano Impero nel suo tentativo di asserire l'influenza imperiale sull'Italia. Federico reclamò il controllo imperiale diretto sull'Italia alla Dieta di Roncaglia (1158), e la invase nel 1158 e nel 1166. La Lega godeva del supporto di Papa Alessandro III, anch'egli desideroso di veder declinare il potere imperiale in Italia. Nella Battaglia di Legnano del 29 maggio 1176, Federico I venne sconfitto. Dopo diverse altre sconfitte, l'imperatore accetto una tregua di sei anni dal 1177 al 1183, fino al Trattato di Costanza, dove le città-stato italiane accettarono di restare fedeli all'Impero ma mantennero la giurisdizione locale sui loro territori.
La Lega Lombarda venne rinnovata nel 1198 e nel 1208. Nel 1226, la Lega riottenne il suo antico prestigio contrastando gli sforzi di Federico II del Sacro Romano Impero di aumentare il suo potere in Italia. Questi sforzi compresero la conquista di Vicenza e la Battaglia di Cortenuova, che creò la reputazione di abile stratega di cui godeva l'imperatore. Egli in seguitò sopravvalutò le sue forze, respingendo tutte le offerte di pace dei Milanesi e insistendo sulla resa incondizionata. Fu un momento di grave importanza storica quello in cui la rabbia di Federico ne offuscò il giudizio e bloccò qualsiasi possibilità di un accordo pacifico. Milano e altre cinque città resistettero, e nell'ottobre 1238 egli dovette togliere l'assedio a Brescia.
Ancora una volta appoggiata dal Papa, la Lega Lombarda riuscì a contrastare i tentativi di Federico, per poi dissolversi nel 1250 alla morte dell'imperatore.
Categoria:Storia d'Italia
1 dicembre
Il primo dicembre è il 335° giorno del Calendario Gregoriano (il 336° negli anni bisestili).
Mancano 30 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 1640 - Il Portogallo riottiene l'indipendenza dalla Spagna e Giovanni IV del Portogallo diventa Re.
- 1822 - Pietro I viene incoronato imperatore del Brasile.
- 1824 - Alle elezioni presidenziali statunitense, poiché nessun candidato ricevette la maggioranza dei collegi elettorali, la Camera dei rappresentanti riceve il compito di decidere il vincitore (come previsto dal XII emendamento della costituzione).
- 1835 - Hans Christian Andersen pubblica il suo primo libro di fiabe.
- 1913 - La Ford Motor Company introduce la prima catena di montaggio, riducendo il tempo di assemblaggio di uno chassis dalle 12 ore e mezza di ottobre a 2 ore e 40 minuti (anche se Ford non fu il primo ad usare la catena di montaggio, il suo successo diede avvio all'era della produzione di massa).
- 1918 - L'Islanda diventa un regno auto-governantesi, pur rimanendo unita alla Danimarca.
- 1918 - La Transilvania si unisce alla Romania, seguendo l'incorporazione di Bessarabia e Bucovina, avvenuta il 27 marzo.
- 1918 - Viene proclamato il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (in seguito noto come Regno di Jugoslavia).
- 1925 - Trattato di Locarno - La stesura finale del patto di Locarno viene firmata a Londra, stabilendo gli aggiustamenti territoriali post-guerra in cambio della normalizzazione delle relazioni con la Germania sconfitta.
- 1934 - In Unione Sovietica, il membro del Politburo Sergei Kirov viene ucciso nel quartier generale del Partito Comunista di Leningrad, da Leonid Nikolayev (si ritiene diffusamente che il leader sovietico Josif Stalin ordinò l'omicidio).
- 1941 - Seconda guerra mondiale: L'ex sindaco di New York, Fiorello LaGuardia, e il direttore dell'Ufficio di Difesa Civile, firmano l'ordine di creazione della Civil Air Patrol (CAP) come corpo civile ausiliario dell'Aviazione Militare degli Stati Uniti.
- 1944 - Edward Stettinius Jr. diventa l'ultimo Segretario di Stato dell'amministrazione Roosevelt, occupando il posto lasciato vacante da Cordell Hull.
- 1952 - Il New York Daily News porta in prima pagina la notizia che Christine Jorgensen, una donna transessuale danese, e diventata la prima persona a subire con esito positivo un operazione chirurgica per il cambio del sesso.
- 1955 - A Montgomery (Alabama), la sarta Rosa Parks si rifiuta di cedere il posto sull'autobus ad un uomo bianco e viene arrestata per aver violato le leggi di segregazione razziale della città (Come conseguenza, Martin Luther King guiderà il riuscito Boicottaggio dei bus di Montgomery).
- 1958 - La Repubblica Centro Africana ottiene l'indipendenza dalla Francia.
- 1959 - Guerra Fredda: Firma del Trattato Antartico - 12 nazioni, tra cui USA e URSS, firmano un trattato territoriale, che destina l'Antartide come riserva scientifica e vieta l'attività militare su quel continente (questo fu il primo accordo per il controllo degli armamenti durante la Guerra Fredda).
- 1963 - Il Nagaland diventa il 16° stato dell'India
- 1964 - Guerra del Vietnam: Il presidente statunitense Lyndon B. Johnson e i suoi massimi consiglieri si incontrano per discutere i piani per il bombardamento del Vietnam del Nord (dopo qualche dibattito, concordano per adottare un piano suddiviso in due fasi).
- 1965 - In India viene formata la Forza di Sicurezza di Confine, come corpo speciale per controllare i confini.
- 1969 - Guerra del Vietnam: si tiene la prima chiamata di leva militare a sorteggio negli USA dalla fine della seconda guerra mondiale (il 4 gennaio 1970, il New York Times pubblicherà un lungo articolo, "Gli statistici accusano, la lotteria per il reclutamento non era casuale").
- 1971 - Guerra civile cambogiana: I Khmer Rossi intensificano gli assalti alle posizioni del governo cambogiano, costringendoli a ritirarsi da Kompong Thmar e dalla vicina Ba Ray, 10 chilometri a nord-est di Phnom Penh.
- 1973 - La Papua Nuova Guinea ottiene l'auto-governo dall'Australia.
- 1986 - Inaugurazione del Musée d'Orsay di Parigi.
- 1987 - La NASA annuncia il nome delle quattro compagnie che ottengono i contratti per la costruzione della Stazione Spaziale Internazionale: Boeing Aerospace, la divisione aerospazio della General Electric, McDonnell Douglas, e la divisione Rocketdyne della Rockwell.
- 1989 - Guerra Fredda: Il parlamento della Germania Est abolisce le garanzie costituzionali che garantiscono al partito comunista il ruolo guida dello stato (Egon Krenz, il Politburo e il Comitato Centrale si dimetteranno due giorni dopo).
- 1990 - Operai francesi e britannici addetti allo scavo del Canale della Manica, si incontrano a 40 metri di profondità sotto il fondale della Manica, stabilendo il primo collegamento terrestre tra Gran Bretagna ed Europa continentale dall'ultima glaciazione.
- 1991 - Guerra Fredda: gli elettori ucraini approvano a larga maggioranza il referendum per l'indipendenza dall'Unione Sovietica.
- 1998 - La Exxon annuncia un'offerta da 73,7 miliardi di dollari per acquisire la Mobil, creando così la Exxon-Mobil, la più grande compagnia del pianeta.
- 2003 - A Milano giornata nera dei trasporti pubblici. Gli aderenti alle sigle sindacali confederali e di base anticipano l'astensione dal lavoro, inizialmente prevista dalle 8.45 alle 16.45, a inizio turno: nessun automezzo, filobus o tram esce dai depositi dell'ATM. Alle 18, vista la resistenza del personale, il Prefetto di Milano, Ferrante, ordina la precettazione dei lavoratori per il giorno successivo. Immediata si scatena la bufera politica attorno al caso Milano. Da dati forniti dalla CCIAA, si stima che il danno subito dall'intero apparato produttivo milanese ammonterebbe a € 140.000.000,00. Notevoli i disagi per 2.000.000 di milanesi e di pendolari provenienti da fuori Milano.
Nati
- 1083 - Anna Comnena, storica bizantina († 1153)
- 1709 - Franz Xaver Richter, compositore († 1789)
- 1716 - Etienne-Maurice Falconet, scultore francese († 1791)
- 1743 - Martin Heinrich Klaproth, chimico († 1817)
- 1844 - Alessandra di Danimarca, consorte di Re Edoardo VII del Regno Unito († 1925)
- 1884 - Karl Schmidt-Rottluff, pittore e grafico tedesco († 1976)
- 1886 - Rex Stout, scrittore († 1975)
- 1893 - Ernst Troller, drammaturgo († 1939)
- 1895 - Henry Williamson, scrittore († 1977)
- 1912 - Minoru Yamasaki, architetto (†. 1986)
- 1913 - Mary Martin, attrice, cantante († 1990)
- 1923 - Stansfield Turner, ammiraglio statunitense, direttore della Central Intelligence Agency
- 1932 - Matt Monro, cantante
- 1935
- Woody Allen, regista, scrittore ed attore americano
- Lou Rawls, cantante
- 1940 - Richard Pryor, attore, comico
- 1941 - Federico Faggin, inventore del primo microprocessore
- 1942 - John Crowley, scrittore
- 1945 - Bette Midler, attrice
- 1946 - Gilbert O'Sullivan, cantante
- 1950 - Keith Thibodeaux, batterista ed attore
- 1951 - Jaco Pastorius, bassista († 1987)
- 1960 - Carol Alt, modella e attrice statunitense
- 1961 - Jeremy Northam, attore
- 1964 - Salvatore Schillaci, calciatore italiano
- 1974
- Roberto Chiacig, cestista italiano
- Costinha, calciatore
- 1977 - Brad Delson, chitarrista (Linkin Park)
Morti
- 1135 - Enrico I d'Inghilterra
- 1523 - Papa Leone X
- 1755 - Maurice Greene, compositore
- 1825 - Alessandro I di Russia
- 1830 - Papa Pio VIII (n. 1761)
- 1916 - Charles de Foucauld, monaco, beatificato il 13 novembre 2005
- 1928 - José Eustasio Rivera, scrittore colombiano (n. 1888)
- 1947 - Aleister Crowley
- 1934 - Sergei Kirov, rivoluzionario russo
- 1943 - Damrong Rajanubhab, principe, amministratore e storico tailandese (n. 1862)
- 1950 - E. J. Moeran, compositore
- 1964 - J. B. S. Haldane, genetista britannico
- 1972 - Antonio Segni, politico italiano
- 1973 - David Ben-Gurion, politico israeliano
- 1985 - Alvin Ailey, ballerino, coreografo
- 1987 - James Baldwin, scrittore
- 1994 - Lionel Stander, attore statunitense
- 2003 - Eugenio Monti, bobbista italiano
Feste e ricorrenze
Nazionali
Religiose
Santi cattolici:
- Sant'Ansano di Siena, martire
- Sant'Edmondo Arrowsmith, martire
- Sant'Edmondo Campion, martire, gesuita
- Sant'Eligio, vescovo
- Sant'Evasio, venerato a Casale Monferrato
- Santa Fiorenza, eremita
- San Hussik, vescovo in Armena, martire
- San Naum, profeta
Laiche
- 2001 - Primo LinuxDay
- Giornata mondiale contro l'Aids
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1167
Eventi
Nati
Morti
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Cremona
Cremona (Cremuna in cremonese) è un comune della Lombardia di 69.444 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia.
È nota come la "città delle tre T", ossia turoon, Turàs, tetas" (torrone, Torrazzo, tettone).
omonima provincia
Storia della città
Periodo romano
Fondata dai romani nel 218 a.C. come castrum, insieme con la città di Placentia (Piacenza), in riva al Po. Fu un importante centro dell'area padana durante tutto il periodo repubblicano. Nel 69 d.C. fu assediata e distrutta dalle truppe di Vespasiano e successivamente riedificata con l'aiuto dello stesso imperatore. Per un lungo periodo la città scompare dalle cronache della storia, citata solo in pochi documenti, o nominata per la provenienza di qualche personaggio storico.
Periodo alto medievale
Nel 603 d.C. Cremona, baluardo bizantino, fu conquistata dai longobardi che ne smembrano il territorio, forse già in parte conquistato in precedenza. La città retta dal Vescovo non divenne sede di ducato e anche dopo la conquista carolingia il Vescovo Conte manterrà e amplierà il suo controllo sulla città e sul contado.
Tra il novecento e il mille la città accresce il suo potere con importanti concessioni ai vescovi rettori della città tra gli altri si distinguono Liutprando che fu chiamato alla corte imperiale in Sassonia, pur rimanendo vescovo, e Olderico che riuscì ad ottenere importanti privilegi per la città dall'imperatore Ottone III.
Furono i vescovi Lamberto e Ubaldo a creare dissidi con la popolazione cremonese per la gestione delle proprietà del Monastero di S.Lorenzo con la mediazione dell'imperatore Corrado II che nel 1037, stabilitosi in città, diede rifugio a papa Benedetto IX (il papa ragazzino).
Periodo medievale
Con l'imperatore Enrico IV la città si rifiutò di pagare gli oppressivi balzelli che l'impero richiedeva e che il vescovo conte imponeva ai cittadini. Nacque cosi la narrazione del leggendario scontro tra il principe Enrico e Giovanni Baldesio (Zanén de la Bàla) gonfaloniere maggiore della città. Zanén disarcionò il principe risparmiando alla città il pagamento della palla d'oro di circa tre chili che tutti gli anni la città doveva all'imperatore e che per quell'anno fu donata a Berta, la fidanzata del cavaliere, come dote per il suo matrimonio.
A questa leggenda si aggiunge una notizia storica pochi anni dopo. Nel 1093 si formò una alleanza militare anti imperiale capeggiata da Matilde di Canossa, che aveva numerosi possedimenti a cavallo del Po, con l'alleanza di Lodi, Milano, Cremona, Piacenza. Il conflitto si risolse con il giuramento di obbedienza dell'imperatore Enrico IV a papa Urbano II e con la donazione nel 1098 dellInsula Fulcheria (l'area di Crema) alla città di Cremona che con questo atto si costituì in libero comune.
1098
A partire da questa data il comune lottò con i comuni vicini per ampliare o difendere il proprio territorio. Le guerre furono numerose e spesso vittoriose come nel 1107 per il possesso di Tortona o nel 1111 che segnò la sconfitta nei pressi di Bressanoro. In questo periodo la città ebbe forti divisioni interne fra la parte di città legata ai ghibellini, città vecchia, e quella legata a guelfi, città nuova. Il conflitto giunse al punto di creare due palazzi comunali con l'edificazione del Palazzo Cittanova, ancora esistente.
Con la discesa del Barbarossa la città si alleò all'imperatore che appoggio Cremona contro la rivolta di Crema aiutata dai milanesi nelle loro rivendicazioni d'indipendenza. La vittoria e la fedeltà all'impero permise al comune di battere moneta e quindi di creare una zecca con la realizzazione di una bolla imperiale.
Nel 1160 Cremona riconquistò Crema e dando appoggio all'imperatore da l'assalto a Milano distruggendola (1162), alla città fu affidata l'area di Porta Romana in Milano.
E’ solo nel 1167 che la città si schiera con gli altri comuni italiani contro l'impero entrando a far parte della Lega Lombarda che il 29 maggio 1176 sconfisse le truppe imperiali a Legnano. L'unione durò poco e le città tornarono a scontrarsi nel 1213 a Castelleone dove i cremonesi sconfissero una lega milanese composta dai comuni di Lodi, Piacenza, Crema, Novara, Como e l'appoggio dei bresciani. Nel 1232 inizia il legame tra Cremona e l'imperatore Federico II chiamato in causa in una disputa di potere interno alla città. La nuova alleanza con l'impero portò alla vittoria nella battaglia di Cortenuova contro la Lega Lombarda. Federico II portò spesso la sua corte nella città e l'unico episodio spiacevole fu la sconfitta ad opera dei parmigiani a Vittoria, città creatura di Federico II, che portò alla cattura di più di duemila cremonesi.
Alcuni anni dopo la ritorsione nei confronti dei parmigiani fu molto dura con una sconfitta militare ad opera di Umberto Pallavicino (o Pelavicino) durante la quale sottrassero il carroccio nemico e i pantaloni che in segno si scherno rimasero appesi alle volte del duomo per secoli.
Periodo delle signorie
Il 1 novembre 1266 Umberto Pallavicino venne cacciato dalla città e con esso cadde il governo ghibellino. Al suo posto prese il potere Buoso da Dovara, anch’egli ghibellino, il quale lo cedette al Consorzio di Pace e Fede il quale lo gestì sino al 31 dicembre 1270.
L'anno seguente fu istituita la figura del Capitano del Popolo che assunse, per parte guelfa, i poteri comunali.
Questa fase durò sino al 1276 quando Cremona passò alla signoria del marchese Cavalcabò Cavalcabò, che ne diresse indirettamente le sorti sino al 1305 e il figlio Guglielmo Cavalcabò ne ereditò i poteri sino al 1310.
In questo periodo furono costruite numerose opere edilizie: la cella campanaria del Torrazzo e la ghirlanda ottagonale con cuspide conica, la chiesa romanica di S.Francesco, i transetti della cattedrale e la costruzione della Loggia del Militi. Sempre nello stesso periodo vi furono numerose sistemazione agrarie tra le quali si può menzionare la realizzazione di importanti canali irrigui nel territorio a vocazione agricola; un esempio per tutti fu la costruzione del Dugale Delmona databile agli inizi del XIV sec.
A partire dal 1311 la signoria dei Cavalcabò si alternò con signori esterni alle famiglie cremonesi di partito guelfo. Tra questi vi furono Arrigo VII di Lussemburgo ghibellino nel 1311, Gilberto da Correggio nel 1312 e Roberto di Puglia nel 1313.
Con la fine della signoria di Giacomo Cavacabò il 29 novembre 1322 entro in scena un'altra influente famiglia lombarda i Visconti, con Galeazzo I, che influenzeranno la storia della città per i successivi centocinquanta anni.
La città fu retta dai Visconti in alternanza con importanti figure politiche nel panorama europeo del tempo, come Ludovico il Bavaro imperatore nel 1327 o Giovanni di Lussemburgo re di Boemia nel 1331, sino al 1403. In quell'anno vi fu la riconquista della signoria da parte della famiglia Cavalcabo che non durò a lungo. Il 25 luglio del 1406 Cabrino Fondulo, capitano delle truppe di Ugolino Cavalcabò, uccise con un inganno i maschi della famiglia Cavalcabò assumendola signoria della città. Impossibilitato a gestire il potere si ritirò a Castelleone in cambio di 40000 fiorini d'oro pagati dalla famiglia Visconti.
Nel 1406 la signoria passò definitivamente Filippo Maria Visconti che la rese ereditaria. Cremona con questo atto entrò definitivamente nel Ducato di Milano e ne seguì le sorti sino all'unità d'Italia.
Sotto i Visconti prima e gli Sforza poi Cremona ebbe un intenso sviluppo culturale e religioso. Nel 1411 Palazzo Cittanova divenne sede dell'Università dei Mercanti di fustagno. Nel 1441 la città fu scelta per celebrare le nozze tra Francesco I Sforza e Bianca Maria Visconti il 25 ottobre nel tempietto eretto dai Benedettini, oggi sostituito dalla chiesa di S. Sigismondo costruita in un periodo di poco successivo. Per l'occasione fu realizzato un dolce che darà vita al tradizionale torrone di Cremona la cui ricetta di tramanda dall'epoca.
Anche Ludovico il Moro finanziò importanti opere cittadine per la cattedrale, come il sopralzo del frontone e la realizzazione del porticato denominato la Bertazzola, il battistero, rivestito parzialmente in marmo, il rifacimento della facciata della chiesa di S.Agata e del Palazzo Comunale.
Nel 1446, Cremona è accerchiata dalle truppe di Francesco Piccinino e di Luigi dal Verme. I Veneziani inviano in suo soccorso Scaramuccia da Forlì, che riesce a superare l'assedio: l'impresa dei due condottieri fallisce. La città è libera.
Occupazioni straniere
Con la guerra tra Ludovico il Moro e la Francia di Luigi XI Cremona passò per un breve periodo sotto la Repubblica di Venezia, dal 1499 al 1509. La vittoria della lega a Agnadello riportò Cremona al Ducato di Milano retto dai francesi di Luigi XII l'11 maggio del 1509.
Le alterne vicende che vedono opporsi Spagna, Francia, Repubblica di Venezia e Ducato di Milano, nella persona di Massimiliano Sforza, hanno termine con il Trattato di Noyon del 1513 che sancisce l'esilio del duca di Milano. La conquista definitiva della città ad opera degli spagnoli avvenne nel 1524 con la presa del Castello di Santa Croce. La sconfitta francese e l'espulsione delle truppe dal Ducato di Milano viene sancita nel 1526 dal Trattato di Madrid. La città assopita e rassegnata alle continue scorribande e ai cambiamenti delle truppe vincitrici non interrompe, anche in questo periodo, l'interesse per l'abbellimento artistico della città. Un esempio ne è la costruzione della loggia realizzata, in stile bramantesco, sul porticato posto in facciata al Duomo (Bertazzola) ad opera di Lorenzo Trotti.
Nel 1546 il ducato passa a Filippo II re di Spagna e futuro erede del titolo imperiale inizia per Cremona e la Lombardia in generale un lungo periodo di dominazione che tenderà a sottrarre risorse senza reinvestire nelle opere infrastrutturali e produttive del territorio. Le opere artistiche continueranno ad essere commissionate sia per gli edifici religiosi che per i palazzi della nuova aristocrazia spagnola, oltre che per la vecchia aristocrazia cremonese. Nel 1550 Lorenzo Trotti termina la loggia sul lato destro della Cattedrale, nel 1614 fu ricostruita la chiesa dei Santi Siro e Sepolcro su disegno di Antonio Gialdini.
Alla fine del seicento l'incapacità spagnola di gestione del territorio, dopo la carestia (1628) e la peste (1630) unito all'interesse della casata d'Austria per l'Italia settentrionale portò prima alla conquista francese il 9 febbraio 1701 e successivamente alla conquista austriaca del 10 aprile 1707. La conquista fu sancita dalla Pace di Utrecht nel 1714.
Economia
L'economia della città è legata al sistema produttivo provinciale a prevalenza agricola. Oltre alle aziende agricole sono presenti industie alimentari: salumi (Negroni), dolciumi (Sperlari) (Vergani) ( Barilla - Mulino Bianco ), oli vegetali (Oleificio Zucchi), formaggi (Auricchio).
Vi è inoltre la presenza di un'industria metalmeccanica ([acciaieria]]Arvedi), petrolifera (Raffineria Tamoil), energetica (AEM).
L'artigianato è rinomato per la produzione di strumenti ad arco ed in particolare di violini, di dolciumi con il torrone, materiale in cotto ed altri oggetti.
Altrettanto famosa è la mostarda Cremonese compasta da frutta candita in bagni di senape.
La presenza del porto canale è utile all'approdo delle chiatte che percorrono il fiume Po . Il canale, che da Cremona avrebbe dovuto raggiungere Milano, si ferma a Pizzighettone dopo soli 20 km.
Cultura
Ricorrenze
Feste e fiere
Musei e monumenti
- Duomo di Cremona
- Torrazzo di Cremona
- Loggia dei Militi
- Palazzo Cittanova
- Palazzo Fodri
- Palazzo del Comune
- Chiesa di San Michele
- Chiesa di San Luca
- Chiesa di San Sigismondo
- Chiesa di Sant'Agostino
- Chiesa di Sant'Agata
- Chiesa di San Marcellino
- Chiesa di Santa Lucia
- Chiesa di Santa Rita
- Battistero di Cremona
- Teatro Ponchielli
- Museo Civico Ala Ponzone
- Museo Stradivariano
- Museo della Civiltà Contadina
- Museo Berenziano
Personalità celebri
- Amilcare Ponchielli
- Antonio Stradivari
- Sofonisba Anguissola
- Ugo Tognazzi
- Sant'Omobono
- Nicolò Sfodrati (Papa Gregorio XIV)
- Claudio Monteverdi
- Giulio Campi
- Arcangelo Ghisleri
- Aldo Protti
- Guido Grandi
- Luigi Voghera
- Anna Mina Mazzini
Sport
Calcio
Come gran parte delle città italiane lo sport più seguito è il calcio con la Cremonese. Altre società calcistiche sono lo Sporting Cremona, il Marini Boschetto, il Torrazzo Cremona.
Pallacanestro
E' uno sport molto seguito ed amato a Cremona.
La squadra cittadina è la JU-VI Sorini.
Pallanuoto
La Pallanuoto Bissolati milita in Serie A1 ed ha al suo attivo una Coppa Italia.
Altri sport
Sono molto seguiti anche il canottaggio con le società canottieri, le bocce, il ciclismo, la pallavolo e l'equitazione.
Amministrazione comunale
- [http://www.e-cremona.it Portale cittadino]
Categoria:Comuni della provincia di Cremona
Categoria:Comuni della Lombardia
Categoria:Comuni italiani
ja:クレモナ
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Mantova
Mantova è un comune di 46.372 abitanti della provincia di Mantova.
La definizione più calzante di Mantova è di un inglese contemporaneo, Aldius Leonard Huxley (1894-1963), narratore e saggista, parente di biologi e medici, uno dei quali Nobel 1963 per la medicina. L'ha chiamata la «città più romantica del mondo». Lo hanno affascinato i monumenti, le canne, i fior di loto, la nebbia, la patina del tempo, la storia, la semplicità dei suoi cittadini. In questa chiave l'ha cantata il più morboso dei poeti francesi, Baudelaire, che vi ha scoperto «un mondo addormentato in una calda luce». Pure colpiti dal suo languore decadente, Dickens ha cantato «gli irreali laghi di canne e di giunchi», Comisso i «tozzi salici spogli biancheggianti tra la palude e il cielo». Mantova nel suo tessuto urbano ha incantato scrittori e poeti di ogni tempo. Per limitarci ai più recenti: Michele Saponaro vi ha colto «un senso religioso sospeso tra i solchi e il cielo»; Panzini l'ha trovata «piena di un'apparente provinciale lietezza»; Piovene ha ammirato la sua bellezza «orchestrata nel sogno»; per Alvaro questa città è un «paradiso di malinconia»; mentre Vergani la vede «fasciata da una solitudine come destino».
Geografia
Nel 12° secolo l’Architetto ed Ingegnere idraulico Alberto Pitentino - su incarico del Comune di Mantova - organizzò un sistema di difesa della città curando la sistemazione del fiume Mincio in modo da circondare completamente il centro abitato con quattro specchi d’acqua, si da formare quattro laghi: Superiore, di Mezzo, Inferiore e Paiolo; vista in lontananza, Mantova sembrava un’isola.
Alla campagna si accedeva attraverso ponti; al giorno d’oggi due dei quali - il [[Ponte dei Molini]] e il [[Ponte di S. Paolo - sono ancora esistenti.
L’organizzazione difensiva fu perfezionata con una cinta muraria; la città raggiunse il suo maggiore fulgore.
Nel 17° secolo una forte inondazione diede inizio ad una rapida decadenza: il Mincio, trasportando i materiali solidi, trasformò i laghi in paludi malsane che condizionarono ogni ulteriore sviluppo; fu prosciugato, allora, il lago Paiolo a sud, in modo che la città restò bagnata dall’acqua solo su tre lati – come una penisola - ed oggi, ancora si presenta così.
Sono, quindi, tre gli specchi d’acqua, non d’origine naturale, ricavati nell’ansa del fiume Mincio cha danno a Mantova una caratteristica del tutto particolare, quasi magica in quanto sembra una città nata dall’acqua.
La presenza dei fiori di loto nei laghi mantovani è opera di una Botanica di Parma Anna Maria Pedegretti che, proveniente dal sud est asiatico nel 1921, volle tentare l’esperimento di ricavare dal rizoma la farina di loto per la panificazione. La farina non ebbe successo nella gastronomia mantovana mentre il fiore colonizzò gran parte dei laghi mantovani.
Storia
Il primo villaggio risale a circa il 2000 AC. Si sviluppò sotto gli Etruschi.
Intorno al 1000 faceva parte dei territori di Canossa.
Divenne libero comune. Nel 1273 Pinamonte Bonacolsi inizia il periodo in cui Mantova è sotto la famiglia Bonacolsi.
Nel 1328 i Gonzaga spodestano i Bonacolsi e acquisiscono il potere, potere che terranno fino al 1627 quando, estinta la linea primogenita, ed il ducato passerà ad un ramo cadetto della famiglia, i Gonzaga Nevers francesi. Nel 1630 il Sacro Romano Impero inviò un esercito di 36.000 Lanzichenecchi, i quali presero d'assalto la città, devastandola e diffondendo la peste. Mantova ne esce profondamente cambiata: i fasti di un tempo e il prestigio sono e resteranno solo un vago ricordo. L'ultimo dei Gonzaga Nevers francesi, Ferdinando Carlo, si dimostrò politicamente inetto e inadeguato al ruolo. Si alleò con i Francesi, al tempo della guerra di successione spagnola. Per paura del castigo imperiale, si rifugiò a Venezia, portando con se quadri, gioielli, monili e denaro. Alla sua morte, nel 1708, venne dichiarato decaduto per fellonia e la sua famiglia perse tutti i diritti sul ducato di Mantova che passò sotto la dominazione austriaca.
Gli austriaci tennero Mantova per quasi un secolo, dal 1707 al 1797, perodo durante il quale si impegnarono a ridare diginità alla città. Questa prima fase di dominazione austriaca si concluse con l’avvento delle truppe di Napoleone, ma alla sua morte ripresero possesso di Mantova e ne fecero uno dei capisaldi del famoso quadrilatero difensivo. Le angherie dei regnanti generarono un moto liberale. In questa atmosfera avvenne l’esecuzione dei Martiri di Belfiore, una delle pagine più tristi ma al tempo stesso più gloriose del nostro Risorgimento.
Nel 1866 Mantova entra a far parte dello Stato Italiano.
Sport
La squadra di calcio della città è tornata in serie B durante la stagione 2004/2005, dopo ben 32 anni di assenza. La cadetteria è stata conquistata al termine dei play-off, giocati e vinti contro Frosinone e Pavia. L'Associazione Calcio Mantova vanta un passato glorioso: nella sua lunga storia, ha disputato 7 campionati di Serie A ed altrettanti di Serie B (quello in corso è l'ottavo). Il calcio virgiliano ha raggiunto l'apice nell'arco di tempo che va dal campionato 1958/1959 a quello del 1961/1962, grazie ad una superformazione passata alla storia con l'appellativo di Piccolo Brasile, tanto giocava a memoria e in maniera divina. Quella squadra passò in quattro anni dalla quarta serie all'Olimpo del calcio. Da allora, i biancorossi (questi i colori sociali dell' Associazione Calcio Mantova) hanno vivacchiato per anni in Serie C, subendo l'onta di due fallimenti e risollevandosi solo in questi anni, grazie all'arrivo di Alberto Castagnaro e Fabrizio Lori. Al primo si deve il ritorno in C1 (2003/2004), al secondo il passaggio dalla C1 alla B (Castagnaro in questo caso era Vice Presidente). Doveroso ricordare anche Romano Freddi, che seppur poco amato dalla piazza fu l'artefice della salvaguardia del calcio a Mantova, quando nell'estate del 1994 la società fallì.
Oltre all'Associazione Calcio Mantova, la città vanta altre importanti figure distintesi in ambito sportivo. Il più famoso è senz'altro Tazio Nuvolari, conosciuto anche come il mantovano volante. Nel 1931 Learco Guerra vinse il Campionato del mondo di ciclismo, a Copenhagen (Danimarca). Ai due è dedicato un museo, sito in Piazza Broletto n. 9 a Mantova. In tempi più recenti, il calciatore Roberto Boninsegna è arrivato fino alla Nazionale di calcio italiana.
Il 31 maggio 1989 l'11^ tappa del Giro d'Italia 1989 si è conclusa a Mantova con la vittoria dello svizzero Urs Freuler.
Architetture e luoghi di interesse
- Rotonda di San Lorenzo
- Palazzo Ducale
- Palazzo del Te
- Chiesa di Sant'Andrea, progettata da Leon Battista Alberti
- Tempio di San Sebastiano, progettato da Leon Battista Alberti
Cultura
Leon Battista Alberti
Amministrazioni
Voci correlate
Amministrazione comunale
- [http://www.acmantova.it Associazione Calcio Mantova]
- [http://www.gazzettadimantova.quotidianiespresso.it/ Gazzetta di Mantova]
- [http://www.turismo.mantova.it/ Provincia di Mantova - Servizio Turismo]
- [http://www.mantovabedandbreakfast.it/ Mantova bed and breakfast]
Categoria:Comuni della provincia di Mantova
Categoria:Comuni della Lombardia
Categoria:Comuni italiani
ja:マントヴァ
Piacenza
Piacenza (Piasëinsa in piacentino) è un comune di 95.132 abitanti della provincia di Piacenza.
Posta fra Emilia e Lombardia, la città e la sua provincia risentono in maniera assai notevole dell'influenza di Milano, alla cui regione economica appartengono per molti aspetti e alla quale hanno spesso legato i propri destini.
Geografia
Piacenza è situata nella Pianura Padana ad un'altitudine di 61 metri s.l.m. e sorge sulla riva destra del Po, dove in esso confluiscono il fiume Trebbia a ovest e il torrente Nure ad est della città. Ad una quindicina di chilometri in direzione sud, compaiono i declivi dei Colli Piacentini, prime propaggini dell'Appennino Ligure.
La posizione geografica ne ha da sempre determinato le sorti strategico-militari e ne ha fatto un importante nodo autostradale e ferroviario.
Storia
Antichità
Prima dell'arrivo dei romani, nelle zone limitrofe all'odierna città di Piacenza vivevano tribù appartenenti ai popoli dei liguri e dei celti.
La città fu fondata dai romani sulle rive del fume Po nel 218 a.C. (secondo la tradizione il 31 maggio). Si trattava della prima colonia di Roma. Nello stesso anno fondarono la vicina Cremona. I romani scelsero per la fondazione un territorio pianeggiante e fertile, vicino al fiume Po e ad altri corsi d'acqua, in prossimità delle colline e soprattutto con l'accesso al Mar Ligure: per questo la città venne chiamata Placentia (ovvero "che piace") dal verbo "placeo". Essendo la zona popolata dai Celti (Galli Boi, Insubri e Veneti Cenomani), entrambe le città nacquero come avamposto per consolidare le conquiste in territorio gallico e per tenere a bada le genti celtiche.
Sia a Piacenza che a Cremona vennero inviati 6.000 coloni latini, specialmente selezionati fra i cavalieri romani. La scelta fu dovuta particolarmente all'incombente minaccia di una seconda guerra punica con Annibale che, alla guida dell'esercito cartaginese, aveva appena vinto la battaglia del Ticino e si preparava alla conquista di queste zone. Dopo aver espugnato Casteggio (PV), Annibale vinse anche la battaglia della Trebbia (forse la più cruenta mai combattuta nel Piacentino) nel corso della quale caddero circa 20.000 soldati romani. Placentia seppe resistere: il territorio paludoso fu bonificato, la produzione di grano, orzo e miglio fu incrementata, si iniziò anche la tessitura della lana, quindi divenne un importante Municipio Romano con un attivo porto lungo il fiume Po durante la Repubblica e l'Impero. Il fiume e la via Emilia, che la congiungeva con Ariminum o Rimini, già allora caratterizzavano la vocazione logistica della città. Lo schema viario romano con "cardo" e "decumano" (via Emilia) è ancora ben visibile nel centro storico. Essendo città di frontiera, subisce vari saccheggi e distruzioni (che si verificheranno in tutta la sua storia), ma sempre si risolleva e durante l'epoca di Augusto era una città rinomata. Procopio la definisce "Urbs Aemiliae Princeps", Cornelio Tacito la definisce "colonia potente per forze e per ricchezze" e secondo Strabone era, insieme alla vicina Cremona, una delle città più celebri dell'area padana.
In era cristiana i cittadini di Placentia costruiscono piccoli sacelli dedicati ai martiri del luogo, tra cui Antonino. Centurione romano della legione Tebea, cristianizzò la popolazione della zona all'inizio del IV secolo e fu martirizzato sotto Diocleziano. Divenne patrono della città che lo onorò con la costruzione di una basilica che porta il suo nome.
Medio Evo
Caduto l'Impero Romano, la città fu saccheggiata e ricostruita in seguito alle invasioni barbariche. Si ritrovò al centro della guerra tra i Goti e le truppe dell'Impero Romano d'Oriente. Le sorti cittadine si risollevarono quando divenne sede comitale longobarda (fu cioè stabilita qui la sede di un ducato longobardo), ma solo con la dominazione dei Franchi (dal IX secolo) si ha una consistente rinascita. Importanza sempre maggiore ebbe intorno all'anno Mille, quando si registrò anche una crescita demografica ed economica, essendo posta lungo la via Francigena che portava in città numerosi pellegrini e mercanti.
Con l'affermazione dell'Impero Romano Germanico, del feudalesimo e dei vescovi-conti, sorgono nuove classi sociali, tra le quali un intraprendente ceto mercantile e artigianale, ma anche feudatari rurali che si uniscono al governo della città.
Nel 1095 papa Urbano II indice da Piacenza, dove era tornato in auge un sentimento filopapale, la Prima Crociata per la liberazione della Terra Santa.
Fu un importante libero Comune (dal 1126) aderente alla Lega Lombarda e nell'XI secolo partecipò alla guerra contro l'imperatore Federico Barbarossa, scendendo in campo con gli altri comuni della Lega Lombarda nel 1176 in occasione della battaglia di Legnano. Combattè con successo contro i comuni confinanti di Cremona, Pavia e Parma, riuscendo ad allargare i suoi domini al contado e strappando ai Malaspina e al vescovo di Bobbio il controllo delle vie commerciali per Genova, dove già erano insediati i primi banchieri piacentini. In questo secolo, nonostante le poco fruttuose lotte contro l'imperatore Federico II, conquistò qualche caposaldo sulla sponda lombarda del Po.
Nella chiesa di Sant'Antonino furono firmati i preliminari della Pace di Costanza nel 1183.
Le attività mercantili e agricole assai fruttose nei secoli XII e XIII, portarono ad un notevole arricchimento urbanistico della città.
Dalla seconda metà del XIII secolo furono frequenti le lotte intestine per il potere e l'amministrazione e quindi si susseguirono alla guida del territorio di Piacenza e del circondario gli Scotti, i Pallavicino e Alberto Scoto (1290-1313), mercante e potente banchiere.
Sotto quest'ultimo governante, nel 1313, fu assediata e cedette al dominio dei Visconti di Milano fino al 1447. Il duca Gian Galeazzo riformò lo statuto cittadino e trasferì a Piacenza l'Università di Pavia. Passerà poi agli Sforza fino al 1499.
Evo Moderno
Su una moneta del XVI secolo è impresso il motto: "Placentia floret" poiché la città stava nuovamente sbocciando grazie al lavoro delle campagne circostanti. Sempre nel corso del Cinquecento vennero ricostruite le mura cittadine. Fu governata dalla monarchia francese fino al 1521, poiché il re Luigi XII rivendicava il possesso del Milanese di cui aveva fatto parte anche il Piacentino sotto le dominazioni delle due famiglie lombarde. Andrà allo Stato Pontificio poco più di un secolo dopo (sotto la reggenza di papa Leone X), rimanendoci per un breve periodo in quanto nel 1545 divenne parte del Ducato di Parma e Piacenza sotto la famiglia Farnese.
A fondare il ducato fu papa Paolo III e il primo duca fu suo figlio Pierluigi Farnese che morirà due anni più tardi assassinato in seguito alla congiura di alcuni nobili. Si avvicendarono alla guida del Ducato altri sette duchi, tra i quali spiccano Ottaviano (seppellito nella chiesa di San Sisto), Alessandro, Ranuccio. Ottaviano spostò la capitale a Parma, impossessandosi di Borgo Val di Taro (PR) e dello Stato Pallavicino (territorio della pianura lungo il Po, al confine tra le attuali province di Piacenza e Parma); introdusse l'industria della seta e del velluto oltre a rinnovare i catasti. Alessandro, che aveva partecipato alla battaglia di Lepanto nel 1571, riconquistò le Fiandre.
Sotto Ranuccio I vennero promulgate le costituzioni e fu nominato il governatore. Tempi duri invece si ebbero sotto di Odoardo, quando su trentamila piacentini, seimila morirono di fame e tredicimila perirono colpiti dalla peste. Ci furono avanzate di soldati francesi nel territorio ducale che spadroneggiavano in città e nel contado; la popolazione era in preda a scorribande di banditi. Nel 1682 Ranuccio II annesse al proprio ducato il feudo di Bardi e Compiano comprati dai Doria. L'importante cardinale Giulio Alberoni divenne primo ministro spagnolo dopo aver favorito le nozze tra Elisabetta Farnese e Filippo V di Spagna e da questo momento la città e il resto del ducato andarono ai Borbone. Dal 1732 al 1859 vi fu il dominio borbonico, dapprima con Carlo (figlio di Elisabetta Farnese), poi con Filippo e Ferdinando. Nel corso del XVIII secolo, mancando in città la corte ducale, vennero edificati numerosi palazzi che le altrettanto famiglie nobili (come gli Scotti, i Landi e i Fogliani) costruirono per ostentare le proprie ricchezze ed il proprio potere. Nel 1746 il vicino fiume Trebbia fu teatro di un'altra violenta battaglia, quella tra le truppe austro-sarde e quelle francesi. Il ministro Du Tuillot fu ricordato per l'impulso riformista che permeò la sua attività politica. Nel 1802 la città fu annessa all'Impero Francese di Napoleone che, con la coscrizione obbligatoria, inviò i giovani piacentini a combattere le battaglie di Russia, Spagna e Germania. Napoleone e le sue truppe saccheggiarono abbondantemente Piacenza, spogliandola di tantissime opere che tuttora sono esposte nei musei francesi. Il governo di Maria Luigia d'Austria (1816-1847) fu una sorta di regno illuminato per i piacentini di città e del contado che la ricordarono a lungo. La duchessa bonificò ampi territori, fece costruire ponti lungo la Trebbia e il torrente Nure, avviò iniziative scolastiche ed artistiche.
L'unione con l'Italia
Allontanate le truppe austriache dalla città tra la popolazione e le milizie croate (appartenenti all'esercito austriaco), con un plebiscito del 10 maggio 1848 Piacenza chiese l'annessione al nascente Regno d'Italia, allora ancora Regno di Sardegna (su 37.585 votanti, ben 37.089 vollero seguire le sorti del Piemonte e dei Savoia). Per questo episodio è ricordata come "Primogenita d'Italia". Il 14 maggio una delegazione composta da illustri cittadini, portava al re Carlo Alberto, accampato nei pressi di Verona, i risultati del plebiscito. Il monarca proclamava così Piacenza Primogenita dell'Unità d'Italia. Il massiccio arruolamento dei piacentini fra le truppe volontarie guidate da Giuseppe Garibaldi rappresentano la continuazione dell'impegno a favore dell'indipendenza.
Il 3 giugno 1865 fu inaugurato il primo ponte ferroviario. Nel 1891 l'atto costitutivo della prima Camera del Lavoro italiana fu firmato proprio a Piacenza come tentativo di tutela dei lavoratori.
Le due guerre mondiali interessarono la città e la provincia, vista anche la notevole partecipazione dei piacentini nell'esercito.
Piacenza contemporanea
Durante la Seconda Guerra Mondiale la città fu pesantemente colpita dai bombardamenti aerei che fecero crollare anche l'importante ponte ferroviario sul Po, la stazione e l'arsenale oltre al centro storico. Fuori città, in collina e sull'Appennino, erano attivi diversi nuclei di partigiani che combattevano l'esercito nazista. Nel 1996, l'allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, ha insignito Piacenza della medaglia d'oro al valor militare.
Nella seconda metà del XIX secolo e nella prima del XX nuove iniziative imprenditoriali diedero un notevole impulso allo sviluppo economico ed industriale, ma anche alla modernizzazione delle aziende agricole. Per questa vocazione agricola e considerata anche la forte tradizione cattolica, l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano inaugurò in città la prima facoltà negli anni Sessanta, quella di Agraria, nel distaccamento piacentino dell'ateneo. La posizione centrale, l'importante nodo ferroviario, il passaggio di due importanti autostrade, continuano a favorire lo sviluppo economico ed industriale di Piacenza e dei dintorni fino ai giorni nostri in cui sta nascendo un polo logistico nella periferia cittadina. Ottenuto negli utlimi anni il titolo di "città d'arte" (come i comuni di Bobbio, Cortemaggiore e Castell'Arquato), Piacenza ha visto aumentare la presenza turistica.
La città attualmente si distingue per l'impegno a favore dell'UNICEF.
Luoghi d'interesse e cultura
Castell'Arquato
È una città d'arte che dispone di un ragguardevole patrimonio artistico, frutto di una storia secolare.
Palazzi
Numerosi sono i palazzi nobiliari di notevole valore caratterizzati da bellissimi giardini. Piacenza risulta appunto "città di palazzi" come nessun altro centro della Val Padana. Mancando una corte fissa (il Palazzo Farnese non fu sempre sede della famiglia che preferiva la vicina Parma ), i nobili ebbero la possibilità di ostentare il proprio rango con lussuose opere architettoniche. Tra i vari, si ricordano Palazzo Mulazzani, Palazzo Scotti (ora Collegio Morigi), Palazzo Landi (sede del Tribunale), Palazzo Costa e Palazzo Somaglia.
Splendidi sono i giardini privati del centro storico, racchiusi fra i palazzi ai quali donano ulteriore bellezza, quasi nascosti alla vista dei passanti.
Palazzo Farnese è poi un altro importante edificio, la cui costruzione venne iniziata nel 1568, su desiderio di Ottavio Farnese (secondo duca di Parma e Piacenza) e di sua moglie, Margherita d'Austria, figlia di Carlo V di Spagna.
Il progetto iniziale venne elaborato da Francesco Paciotto da Urbino e il cantiere fu affidato ai maestri murari Giovanni Bernardo Dalla Valle, Giovanni Lavezzari e Bernardo Panizzari detto il Caramosino.
Il progetto venne poi modificato nel 1589, quando l'architetto Jacopo Barozzi detto Il Vignola, ne prese parte, modificandone l'alzata. Purtroppo il palazzo non venne terminato infatti i lavori subirono una lunga pausa nel 1568 per mancanza di fondi e per assenza di una direzione competente ma anche per il disinteressamento di Margherita d'Austria.
Soltanto nel 1588 riaprirono i cantieri su interesse di Alessandro Farnese e dei figli Ranuccio I Farnese (1670), e Ranuccio II Farnese (1690) che si adoperarono ad ornare sale con splendide decorazioni e arredamenti preziosi.
Purtroppo dal 1731, anno di decesso dell'ultimo duca della dinastia Farnese, inizia un lungo periodo di decadenza che terminò solo nel 1909 quando iniziarono le prime opere di restauro.
Al giorno d'oggi ospita varie rassegne culturali ed è sede del Museo Civico.
Piazza Cavalli è considerata il centro della città e, su di essa, si affacciano diversi edifici storici come il Palazzo Gotico e il seicentesco Palazzo dei Mercanti, sede del comune. La piazza prende il nome dalle due statue equestri raffiguranti Ranuccio e Alessandro Farnese, realizzate da Francesco Mochi tra il 1612 e il 1628.
La piazza è dominata dal Palazzo Comunale, abitualmente chiamato Palazzo Gotico, del XIII secolo, che fu realizzato su base romanica e solo in seguito venne rielaborato in stile gotico. Poco distante si trova anche il Palazzo del Governatore del XVIII secolo, in stile neoclassico.
Chiese
- Il Duomo, edificato tra il 1122 e il 1233, è un esempio importantissimo di architettura romanica. I lavori furono iniziati nel 1122 e si conclusero nel 1233 e furono sostenuti dall'intera cittadinanza. Sulla facciata di marmo rosa e arenaria sono presenti due contrafforti e alcune gallerie cieche con sottili colonnine. I portali sono tre, sormontati da protiri e ornati da capitelli, architravi, formelle e cariatidi. L'interno è decorato da sontuosi affreschi, realizzati tra i secoli XIV e XVI, da Camillo Procaccini e da Ludovico Carracci. Quelli seicenteschi che impreziosiscono la cupola sono opera di di Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone e di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino. Il presbiterio ospita una scultura in legno del 1479, un coro ligneo di Giangiacomo da Genova (1471) e statue di scuola lombarda del sec. XV. La cripta ha la forma a croce greca con 108 colonnine romaniche e raccoglie le di Santa Giustina, santa alla quale era dedicata la prima cattedrale cittadina, crollata in seguito ad un terremoto nel 1117. Il duomo fu proprio costruito sulle macerie del preesistente luogo di culto.
- La chiesa di San Francesco si trova in Piazza Cavalli all'incrocio con Via XX Settembre. E' realizzata in stile gotico lombardo del XII secolo (1278-1373). Sulla facciata sono visibili due contrafforti, un rosone, una cuspide e alcune guglie, mentre archi rampanti sono presenti sui lati; su quello destro è ancora esistente parte dei chiostri di cui rimaneun porticato. Al suo interno, ornato di affreschi del XV e XVI secolo, venne proclamata l'annessione della città al Regno del Piemonte nel 1848.
- La basilica di Sant'Antonino, patrono della città, è un altro esempio di romanico ed è caratterizzata da una grossa torre ottagonale. Fu voluta da San vittore, il primo vescovo dela città, intorno al 350 e fu ultimata nel 375. Ebbe il ruolo di cattedrale tra il IV e il IX secolo e tuttora conserva le reliquie di Antonino, martire cristiano ucciso presso Travo, in Val Trebbia. Fu sottoposta a varie opere di ristrutturazione in seguito ai danneggiamenti delle popolazioni barbariche calate nel Nord Italia. A lato vi è un chiostro edificato nel tardo Quattrocento. Tra i dipinti e gli affreschi, sono da menzionare quelli di Camillo Gervasetti del 1622. Nel 1183 ospitò i delegati della Lega Lombarda e l'imperatore Federico Barbarossa che vi si riunirono per firmare i preliminari della pace di Costanza.
- La basilica di San Savino, dedicata al secondo vescovo cittadino dopo San Vittore le cui spoglie sono raccolte nella cripta, fu consacrata nel 1107. Fu edificata nel 903, ma subì alcune distruzioni dopo l'invasione degli Ungari, per cui venne ricostruita. Il prospetto ed il portico sono infatti risalenti sai ecoli XVII-XVIII. Nel presbiterio si trova un mosaico policromo del XII secolo, mentre un altro della stessa epoca è presente nella cripta. Lo stile romanico lombardo caratterizza gli interni ornati da raffianti capitelli antropomorfi. Sopra l'altare è collocato un crocefisso ligneo del XII secolo, il sui autore è ignoto.
- San Giovanni in Canale è un tempio fondato nel 1220 dai Domenicani. Tre campate ampliarono a metà del secolo XVI gli interni gotici di questo complesso; nella stessa epoca venne anche ampliato il coro. Tra i vari momumenti sepolcrali che vi si conservano vi è una tomba dipinta, unica a Piacenza.
Federico Barbarossa
- La rinascimentale Santa Maria di Campagna si trova in Piazzale delle Crociate, così chiamato perchè in questo luogo il Papa Urbano II bandì la prima crociata nel 1095. Fu edificata tra il il 1522 e il 1528 per poter conservare più degnamente una Madonna lignea policroma, detta "della Campagnola" venerata come miracolosa. La pianta aveva inizialemtne forma greca, ma in seguito assunse una forma a croce latina rovesciata in seguito all'allungamento del presbiterio. La chiesa è facilmente riconoscibile grazie all'imponente tiburio ottagonale e alla lanterna. Splendidi gli affreschi opera del Pordenone (Giovanni Antonio Sacchi) che abbelliscono la cupola e due cappelle poste sul lato sinistro. Altre opere sono di Galeazzo, Antonio, Giulio e Bernardino Campi, Camillo Procaccini, Guercino, Malosso, De Longe, Bibiena, Stern, e Avanzini. La chiesa rappresenta forse il maggior capolavoro raggiunto dall'architetto piacentino Alessio Tramello
- San Sisto è un'altra opera rinascimentale che vanta un prezioso coro. I lavori vennero iniziati nel XIV secolo dove antecedentemente si trovava un tempio edificato nell'874 per volere dell'imperatrice Angilberga. E' la prima opera religiosa dell'architetto Alessio Tramello nella sua maturità.
- San Sepolcro, è un altro importante tempio realizzato da Alessio Tramello tra il XV e il XVI secolo. La verticalità della facciata è accentuata dalla presenza di contrafforti, mentre un portale barocco contribuisce ad arricchirla. il nome forse deriva da un pellegrino piacentino che, tornato dalla visita del Santo Sepolcro a Gerusalemme, nel 938 fece edificare un luogo di culto che poi andò distrutto. In epoca napoleonica fu riadattata come ospedale militare e solo nel 1903 fu nuovemente riconsacrata alla preghiera.
- Del XVI secolo è la chiesa di Sant'Agostino, sconsacrata che ora ospita varie mostre. La facciata granitica è in sitle neoclassico, realizzata da Camillo Morigi. E' l'unica chiesa della città i cui interni, ampi ed armoniosi, presentano cinque navate. Frammenti di affreschi del Malosso sono visibili sulle pareti del transetto.
Teatri, musei e università
Fino al 1798 esisteva il Teato della Cittadella che venne distrutto da un incendio e fu successivamente sostituito con il Teatro Municipale, dedicato a Giuseppe Verdi, inaugurato nel 1804. Progettato dall'architetto Lotario Tomba, ha una facciata ispirata a quella del Teatro della Scala di Milano. Alessandro Sanquirico, scenografo presso il teatro milanese, fu appunto il decoratore degli interni. I lavori di ristrutturazione degli ultimi decenni hanno portato alla creazione della Sala degli Scenografi nella parte superiore.
La dimora dei Farnese oggi ospita i Musei Civici di Palazzo Farnese, divisi in sezioni dedicate al Medio Evo, al Rinascimento, ai Fasti Farnesiani, ai Vetri e alle Ceramiche, oltre alla Pinacoteca, all'Armeria, al Museo delle Carrozze, al Museo Archologico e al Museo del Risorgimento.
Il Museo di Storia Naturale ha sede presso Palazzo Scotti ed è suddiviso nelle sezioni Botanica, Zoologia e Scienze della Terra. Importanti sono l'erbario ottocentesco e la collezione ornitologica.
In città è presente anche la Galleria d'Arte Moderna "Ricci Oddi", una delle principali d'Italia. Raccoglie più di settecento opere dall'Ottocento ai giorni nostri.
Importanti sono anche la biblioteca comunale Passerini-Landi e soprattuto il Collegio Alberoni. Quest'ultimo, un vasto complesso architettonico, è dotato di una Pinacoteca, un Osservatorio Astronomico, Un Museo di Scienze Naturali, una biblioteca e la chiesa di San Lazzaro.
In città si trova una sede dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con cinque facoltà (Agraria, Giurisprudenza, Economia e Commercio, Scienze della Formazione, Sociologia) e una sede del Politecnico di Milano.
Economia
Trasporti
La posizione della città fra Torino, Bologna e Genova e la vicinanza di Milano fanno di Piacenza un importante nodo ferroviario ed autostradale. E' posta lungo le linee ferroviarie Milano-Roma, Torino-Bologna e Genova-Bologna. La stazione ferroviaria è interessata da un forte flusso pendolaristico verso Milano.
Vi si intersecano inoltre le autostrade A1 (Milano-Napoli) e A21 (Torino-Piacenza-Brescia). Le uscite autostradali cittadine e i relativi caselli sono quattro: due lungo l'A1 (Piacenza Nord presso Guardamiglio -LO- e Piacenza Sud) e due lungo l'A21 (Piacenza Ovest e Piacenza Est).
I trasporti pubblici in città e provincia sono gestiti dall'azienda Tempi.
Per il trasporto aereo, gli scali più vicini sono quelli dei tre aeroporti lombardi: Aeroporto internazionale Milano-Malpensa, Aeroporto di Linate e l'Aeroporto internazionale di Orio al Serio presso Bergamo.
Sport
È sede della squadra calcistica Piacenza Calcio e della squadra di pallavolo di Serie A1 Copra Volley Piacenza. Sono presenti inoltre diverse squadre di rugby tra cui: "Termoraggi Piacenza Rugby" e "Lyons Rugby". Mentre nel baseball è rappresentata dal "Piacenza Baseball" e dai "Red Devils Piacenza".
Curiosità
Piacenza è la città italiana col maggior numero di caserme, chiese (dopo Roma) e banche e, considerando anche la provincia, di castelli.
La città e la provincia, teatri naturali amati da grandi uomini (Ernest Hemingway su tutti), hanno dato alla luce numerose persone illustri e di grande spessore. I santi Corrado e Gerardo, il papa Gregorio X, il cardinale e primo ministro di Spagna Giulio Alberoni, il letterato Pietro Giordani, lo scrittore e politico Melchiorre Gioia, lo stilista Giorgio Armani, la cantante Fiordaliso, la showgirl Barbara Chiappini, i calciatori Filippo e Simone Inzaghi, il sociologo Francesco Alberoni, il fotografo Oliviero Toscani, il regista televisivo Beppe Recchia e il modello Manuel Casella sono solo alcuni dei piacentini più importanti, di ieri e di oggi.
Piacenza ha ospitato diversi membri della famiglia Guadagnini, famosi liutai, tra i quali Lorenzo Guadagnini (1685 - 1746) che spesso si firmò placentinus e Giovanni Battista Guadagnini (1711 - 1786), il più importante rappresentante della famiglia.
Tra i cittadini della provincia di Piacenza non possono essere dimenticati il librettista Luigi Illica di Castell'Arquato, il regista Marco Bellocchio, proveniente da Bobbio e l'attrice Isabella Ferrari originaria di Ponte dell'Olio.
Secondo alcuni, il navigatore Cristoforo Colombo sarebbe nato a Pradello, frazione di Bettola.
Giuseppe Verdi, nato in terra parmigiana a Roncole frazione di Busseto, da una famiglia d'origini piacentine, raggiunte fama e ricchezza andò a risiedere nella tenuta che aveva acquistato a Sant'Agata di Villanova sull'Arda, in provincia di Piacenza, dove sperimentò tecniche agricole d'avanguardia, diede il suo contributo ad iniziative socio asistenziali e rivestì pure la carica di consigliere provinciale.
È sede del [http://www.lugpiacenza.org LUGPiacenza] (LUG).
Città gemellate
Piacenza è gemellata con le seguenti città d’Europa:
- Plasencia, provincia di Cáceres, Spagna (nota: Piacenza in spagnolo è chiamata appunto Plasencia)
- Erfurt, Germania
- [http://biblioteche2.comune.parma.it/dm/1104.htm La famiglia Guadagnini]
- [http://www.liberta.it Quotidiano Libertà]
- [http://www.nuovainformazione.com/ Quotidiano La Cronaca di Piacenza]
- [http://www.piacenzacalcio.it Piacenza Calcio F.C.]
- [http://bettolapc.interfree.it/dialetto/dialetto.html Dialetto piacentino]
Categoria:Comuni della provincia di Piacenza
Categoria:Comuni dell'Emilia-Romagna
Categoria:Comuni italiani
ja:ピアチェンツァ
Brescia
Brescia (Brèhä in bresciano, BS) è un comune con circa 190.000 abitanti,
capoluogo dell'omonima provincia lombarda
e seconda città della regione per abitanti. È anche conosciuta come la Leonessa d'Italia.
Si trova allo sbocco della Val Trompia.
La sua area urbana, che comprende anche alcuni comuni limitrofi, ha una popolazione tra i 350.000 e i 500.000 abitanti, a seconda dei criteri di delimitazione.
Etimologia del nome
Il toponimo Brescia appare inizialmente su trattati veneti e nasce dalla probabile venetizzazione del lombardo Brèsa, a sua volta derivante dal longobardo Brexia, che a sua volta trae origine dal nome romano della città, denominata da Augusto come colonia civica Augusta Brixia.
Il nome latino Brixia (e anche la variante Βρηξία) è ben documentato in epoca classica (Catullo, Livio, Plinio il Vecchio ed altri) e viene fatto solitamente risalire al termine celtico - brica/ - briga (sommità, colle, altura) con vari riscontri in altre aree di influenza celtica (Bressa in Gallia, Brexa in Spagna, Bressanone). Vi sono tuttavia studiosi che considerano - brica/ - briga un termine da assegnare ad uno strato preceltico e preindoeuropeo, forse di origine mediterranea.
Geografia
La provincia di Brescia è nota come delle tre valli:
- Valle Camonica
- Val Sabbia
- Val Trompia
Storia
Dalla fondazione all'età gallica
Chi siano stati i primi abitatori delle lande bresciane, è a noi impossibile dirlo; si trovano alcune tracce d'insediamenti umani solo in quella che oggi è la provincia di Brescia, ma non nel territorio ove oggi sorge la città.
Tuttavia le origini di Brescia sconfinano nella leggenda: vi è chi fa risalire le origini di Brescia a Ercole, chi ne fa risalire la fondazione a Troe che, scappando da Troia in fiamme, giunge presso il luogo ove ora sorge Brescia e lì fonda Altilia, vale a dire l'altra Ilios e quindi l'altra Troia. Ma la leggenda che, secondo la storiografia, più probabilmente contiene un fondo di verità, è quella che si riferisce a Cidno, Re dei Liguri, che nella tarda età del bronzo invase la pianura Padana e, giunto presso il colle Cidneo (al centro dell'attuale Brescia), ne fortificò la cima, nel punto in cui oggi sorge il Castello. Altri ancora sostengono che i primi abitanti del territorio bresciano furono gli Etruschi, che si stanziarono nella pianura cis-padana.
L'evento di maggior importanza per la storia bresciana fu però l'invasione dei Galli Cenomani (IV secolo AC), i quali con l'ausilio degli Insubri stanziatisi in quella che oggi è la Lombardia occidentale, s'insediarono nella regione compresa tra l'Adige e l'Adda, facendo della futura Brixia la loro capitale.
Sobillate da Annibale, Asdrubale e Magone, intorno al 202 AC le tribù celtiche della Pianura Padana crearono una confederazione contro i Romani. Questa confederazione mosse guerra contro gli stanziamenti Romani nella pianura cis-padana; i Cenomani però, appena prima della battaglia, si riallearono segretamente con i Romani (con i quali avevano già combattuto nel 225 AC le altre tribù galliche e nel 216 AC i Cartaginesi a Canne) ed il giorno seguente attaccarono alle spalle gli Insubri, provocandone la totale disfatta. Questa battaglia pose fine alla sovranità esclusiva su Brescia ed il suo territorio da parte dei Cenomani e diede inizio all'età romana. Venne infatti mantenuta solamente l'autonomia amministrativa.
Età romana
Canne
Canne
Dal 196 AC ha inizio per Brescia l'età romana, tuttavia a Brescia non vi fu mai un occupazione romana, come avvenne per città vicino che furono colonizzate dai Romani, ma ne rimase solamente alleata. Questa alleanza permise a Brescia nel 89 AC, con la Lex Pompeia, di essere riconosciuta da Roma col rango di civitas, alleanza grazie alla quale i Romani, uniti a Veneti, Galli e Liguri, sconfissero i socii, cioè gli alleati italici dei Romani e nel 41 AC divenne parte del territorio romano ed ai suoi abitanti venne data la cittadinanza romana, con l'iscrizione alla tribù dei Fabii. In epoca repubblicana il mondo "cenomane" godette di grande autonomia, potè auto amministrarsi, battere moneta propria e potè mantenere una propria "cultura", ma con l'acquisizione della cittadinanza romana scomparve la dicitura "Cenomani" in favore di quella di "Brixiani".
La Brixia romana era un importante centro religioso, aveva ben 3 templi di cui uno è parzialmente visibile ai giorni nostri e gli altri 2, di dimensioni molto maggiori sorgevano ove sorge attualmente il castello. Vennero costruiti l'acquedotto, l'anfiteatro, peraltro utilizzato anche in epoca medievale, le terme dove ora sorge la Rotonda (ovvero il Duomo Vecchio) e nelle vicinanze di quella che oggi è piazza Tebaldo Brusato, e sotto il regno di Vespasiano il "tempio capitolino" con il Foro ad esso adiacente.
Un altro aspetto da considerare è la condizione economica Bresciana durante l'epoca imperiale. Se da un lato vi fu un forte sviluppo economico, dall'altro la povertà di certe popolazioni rurali spinse un gran numero di bresciani ad arruolarsi nelle legioni; in particolare molti bresciani vennero arruolati nella Legio VI Ferrata.
Incursioni barbariche
La città fu saccheggiata dagli Unni di Attila nel 452
(Aggiungere invasione dei Goti)
Età longobarda
Età carolingia
Età comunale
Nel XII secolo divenne libero comune, fu tra i protagonisti della Lega Lombarda.
Dominazione viscontea
Età veneta
Nel XV secolo la città si diede alla signoria di Venezia per sfuggire al gretto ed aggressivo espansionismo milanese. Si ricorda, in particolare, il lungo assedio del 1438 ad opera di Niccolò Piccinino, per conto del duca di Milano, assedio che venne spezzato grazie all'intervento di Scaramuccia da Forlì, capitano di ventura che operava per conto di Venezia.
Nel 1499 tre sacerdoti sono accusati di eresia. Don Ermanno di Breno, uno dei tre, è accusato di aver incontrato presso il Passo del Tonale un diavolo dal nome biblico di Roboamo cui avrebbe donato sperma. Il processo fu affidato ad Antonio Cavazza (1481-1531) ma la satira popolare si scatenò insistendo che anche lo stesso Cavazza fosse un sodomita; la Repubblica di Venezia ordinò al giudice di non procedere. Il 23 dicembre 1550 fu esegiuta in Piazza della Loggia la condanna a morte di Francesco Calcagno, un sacerdote, accusato di eresia e sodomia.
Nel 1512 fu occupata e saccheggiata dal francese Gastone di Foix.
A cavallo tra il '600 e il '700 scoppia in città il caso di Giuseppe Beccarelli un sacerdote eretico e sodomita. Il caso ebbe eco in tutta Italia anche per la pubblicazione su il "Giornale de' letterati d'Italia". Ancora, ad inizio fa parlare di sé Sebastiano Mocenigo, un nobile, condannato dal Consiglio dei Dieci per sodomia a sette anni di confino nella Torre dei Prigionieri di Brescia. Casanova incontrerà Mocenigo a Madrid nel 1768 e dirà che l'uomo aveva fatto molto parlare Parigi per la sua "disdicevole" tendenza alla pederastia.
Brescia condivise le sorti della Serenissima fino al trattato di Campoformio del 1797.
Regno Lombardo-Veneto
Durante il Risorgimento si distinse per la rivolta antiaustriaca delle Dieci giornate (marzo 1849) che le valse l'appellativo, datole da Giosuè Carducci, di "Leonessa d'Italia", (alludendo anche al Leone, simbolo araldico della città), per la sua eroica resistenza.
Regno d'Italia
Ventennio fascista
Si caratterizza nella città per l'aver raso al suolo il quartiere che sorgeva su quella che ora è Piazza Vittoria e per l'appena citata Piazza.
Brescia repubblicana
Medaglia d'Argento per la Resistenza.
Nel 1960-61 Brescia fu teatro del primo scandalo massmediologico omosessuale italiano, i cosiddetti "balletti verdi".
Il 28 maggio 1974 fu teatro della sanguinosa Strage di Piazza della Loggia.
Cultura
Monumenti
Strage di Piazza della Loggia
Strage di Piazza della Loggia
- La "piazza della Loggia", il complesso architettonico più omogeneo della città e splendido esempio di piazza rinascimentale chiusa; l'edificio principale è "la Loggia", oggi palazzo del Comune, iniziato nel 1492 sotto la direzione di Filippino de' Grassi. Il lato meridionale è definito dalla cortina del "Monte di Pietà".
- Nella "piazza Paolo VI" (comunemente nota come Piazza Duomo) si trovano:
- il "Duomo vecchio" o "Rotonda" eretto nell'XI secolo contiene vari capolavori di Palma il giovane, del Moretto, del Romanino;
- il "Duomo Nuovo" anch'esso ricco di capolavori, merita ammirazione la rinascimentale "Arca dei SS. Apollonio e Filastrio" del 1510;
- il Broletto, antico palazzo comunale, con la Torre dei Merli (detta Pegol) e la Loggia delle grida (ricostruzione ottocentesca);
- La "Piazza del Foro" è il più rilevante complesso con resti d'epoca romana di tutta La lombardia, con gli imponenti avanzi del "Tempio Capitolino";
- Il "Monastero di S. Salvatore o di S. Giulia": la basilica di "S. Salvatore" è uno dei migliori esempi dell'architettura altomedioevale dell'Italia settentrionale;
- La facciata di "S. Maria dei Miracoli", progettata dall'architetto Giovanni Antonio Amadeo e da lui realizzata con aiuti; la primitiva modestissima cappella a protezione dell'affresco della Madonna col Bambino vien sostituita da un sacello marmoreo, la parte centrale dell'attuale facciata, con finissime decorazioni a bassorilievo, cui attorno al 1500 si aggiunge il peristilio: 16 scultori collaborano alle decorazioni interne ed esterne, tra cui il nipote Antonio della Porta da Osteno (sul lago di Lugano), detto il Tamagnino;
- La chiesa romanico-gotica di "S. Francesco": nel paliotto dell'altar maggiore un "bassorilievo marmoreo" rappresentante "il Presepio" porta i caratteri della scuola dell'Amadeo;
- La piccola chiesa del "Buon Pastore".
Eventi ospitati
Negli ultimi anni Brescia ha conosciuto una notevole rinascita culturale: il centro di tale opera è certamente il rinnovato Museo di Santa Giulia. All'interno di tale ampio complesso si trovano:
- reperti dell'età del Bronzo;
- le domus dell'Ortaglia, resti di un complesso di domus romane, ancora da portare alla luce nella loro interezza (circa 1000 mq);
- la basilica longobarda di San Salvatore;
- l’oratorio romanico di Santa Maria in Solario;
- la cinquecentesca Chiesa di Santa Giulia;
- testimonianze dell'età veneta.
Il Museo è anche sede di significative mostre che per la loro importanza hanno richiamato un numeroso pubblico nazionale ed internazionale. Tra queste si ricorda:
- Il futuro dei longobardi (2001);
- Vincenzo Foppa - Un protagonista del Rinascimento (2003);
- Monet, la Senna, le ninfee (2004-2005);
- Gauguin-Van Gogh. L’avventura del colore nuovo (2005-2006);
- Millet. Sessanta capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston (2005-2006).
Altre significative mostre sono state organizzate in altre sedi espositive:
- Impressionisti francesi, italiani, europei (Palazzo Tosio-Martinengo);
Ricorrenze
- Inizio aprile - EXA - Fiera Internazionale delle Armi Sportive e da Caccia: è riconosciuta quale la terza fiera al mondo del settore. Si svolge presso la nuova struttura espositiva di Brescia.
- 28 maggio - Anniversario della Strage di Piazza della Loggia, con celebrazioni delle autorita' e tradizionale concerto in memoria delle vittime.
Fiere e feste
- 15 febbraio - Fiera dei Santi Faustino e Giovita, patroni della città.
Associazioni culturali, gruppi etnici, ...
Cittadini e cittadine famosi
Tra le cittadine e i cittadini bresciani famosi si ricordano:
- Rotari, Re dei Longobardi
- Desiderio, Re dei Longobardi
- Ludovico II, (825-875), Imperatore del Sacro Romano Impero
- Arnaldo da Brescia, (†1155), esponente del movimento di riforma religiosa del XII secolo.
- Veronica Gambara, (1485-1550), poetessa.
- Niccolò Tartaglia, (1499-1557), matematico.
- La Famiglia Antegnati, costruttori di organi.
- Giuseppe Zanardelli (1826-1903), primo ministro italiano e statista.
- Giuseppe Tovini (1841-1897), politico cattolico, beatificato nel 1998.
- Angelo Canossi (1862-1943), poeta.
- Papa Paolo VI (1897-1978), al secolo Giovanni Battista Montini.
- Arturo Benedetti Michelangeli (1920-1995), musicista.
- Mario Rigamonti (1922-1949), calciatore del Grande Torino a cui è intitolato lo stadio della squadra di calcio cittadina, morto nella tragedia di Superga.
- Guido Carli (1914-1993), Governatore della Banca d'Italia nel periodo 1961 - 1976.
- Mino Martinazzoli (1931), politico, ultimo segretario della Democrazia Cristiana.
- Bruno Giacomelli (1952) Pilota automobilistico di Formula 1
- Evaristo Beccalossi (1956), calciatore.
- Omar Pedrini (1967), cantante.
- Francesco Renga (1968), cantante.
- Giorgio Lamberti (1969), campione di nuoto.
- Timoria (formatisi nel 1987), gruppo musicale rock.
Economia
rock
Brescia con la sua area urbana è la terza area industriale italiana.
Le principali attività manifatturiere sono quelle metalmeccaniche (macchine utensili, mezzi di trasporto, armi), tessili, dell'abbigliamento e alimentari. Le aziende bresciane sono tipicamente di dimensioni medio-piccole spesso a conduzione familiare.
Negli ultimi quaranta anni sono notevolmente aumentati i posti di lavoro nel settore terziario.
Negli ultimi anni la città ha assunto una dimensione culturale di primaria importanza in Italia e in Europa grazie alle numerose manifestazioni e alla riscoperta delle bellezze architettoniche e paesaggistiche.
Infrastrutture
A Brescia è in funzione uno dei più grandi e moderni termovalorizzatori d'Europa, del tipo combinato con inceneritore a recupero energetico.
È in costruzione una metropolitana leggera, limitata però al territorio comunale.
Sport
termovalorizzatori
Brescia è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
- 1991 (14 giugno): 19^ tappa, vinta da Gianni Bugno.
- 2000 (29 maggio): 15^ tappa, vinta da Biagio Conte.
- 2002 (31 maggio): 18^ tappa, vinta da Mario Cipollini.
La città ha una squadra di calcio che fluttua tra la serie B e la A, famosa negli ultimi anni per aver avuto tra le sue fila Roberto Baggio: il Brescia Calcio.
Inoltre ha anche due importanti squadre di rugby: Rugby Leonessa 1928 S.r.l. e Brescia Rugby.
Mille Miglia
Punto di partenza e di arrivo della famosissima competizione d'auto d'epoca Mille Miglia, gara storica che si tiene normalmente nel mese di maggio su un tracciato variabile tra Brescia e Roma. Sono ammesse alla competizione le vetture prodotte prima del 1957, anno in cui, per motivi di sicurezza, fu sospeso lo svolgimento della versione originale delle Mille Miglia gara di velocità.
Amministrazione comunale
Voci correlate
- Borgo Wührer
- Ancelle della carità
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ja:ブレシア
Milano
Milano (in dialetto milanese Milán) è la seconda città italiana, ma il più grosso agglomerato del paese, ed il capoluogo dell'omonima provincia e della Regione Lombardia, nonché la più popolosa città dell'Italia settentrionale, con quasi un milione e duecentomila abitanti.
Geografia
La città occupa una zona pianeggiante nella parte occidentale della regione Lombardia ed è bagnata da piccoli fiumi, il Lambro, l'Olona, il Seveso, e da vari canali: Naviglio Grande, | | |