:: wikimiki.org ::
| Lingua Inglese |
Lingua inglese Storia della Lingua Inglese
Nel suo lungo sviluppo l'inglese si è notevolmente alterato. Convenzionalmente si divide l'evoluzione diacronica della lingua in tre fasi:
- Inglese Antico (AI) o Anglosassone (AS)
- Medio Inglese (MI)
- Inglese Moderno (IM)
Possiamo estrapolare delle date approssimative tra le molte proposte, e dire che l'AI va dall'invasione della Britannia ad opera di Sassoni, Juti e Angli (V secolo d.C.) fino all'invasione normanna.
Il MI si può far terminare intorno all'inizio del XVI secolo.
L'IM copre un periodo di tempo molto lungo, che va da Shakespeare ai nostri giorni.
Benché la lingua si sia evoluta in questi secoli (noi non leggiamo al giorno d'oggi le opere di Shakespeare seguendo la pronuncia dei suoi contemporanei), la sua struttura è rimasta sostanzialmente immutata.
Antico Inglese (Anglosassone)
Storia esterna
Secondo il resoconto del Venerabile Beda, le stirpi germaniche degli Angli, dei Sassoni e degli Juti, partite dallo Jutland e dalla Germania settentrionale, si insediarono in quella regione della Britannia che è oggi l'Inghilterra nel 499 d.C.
Gli Juti si stabilirono nel Cantium (Kent), gli Angli nell'East Anglia, nelle Midlands e in Northumbria, i Sassoni nell'Essex, nel Middlesex e nel Wessex - cioè rispettivamente regno dei Sassoni orientali, di mezzo ed occidentali.
Sotto la spinta dei nuovi venuti i Celti in parte si assimilarono, in parte si spostarono a ovest (North Walas, West Walas o Galles, Sûth Walas o Cornovaglia).
Fonetica
Il sistema vocalico dell'AI consta di sette vocali, che possono essere brevi o lunghe:
- a (aperta se breve, chiusa se lunga)
- æ ([æ] o [æ:])
- e (/ε/ se breve, /e:/ se lunga)
- i
- o (aperta se breve, chiusa se lunga)
- u ([υ] o [u:])
- y (come la ü del tedesco)
La lunghezza delle vocali non veniva indicata graficamente.
A partire dal X secolo le atone brevi a, e, o e u tendono a confluire nel suono indistinto schwa [ə] così frequente nell'inglese moderno.
I dittonghi sono:
- ea ([æa] e [æ:a])
- eo ([εo] e [ε:o])
- ie ([iε] e [i:ε])
Tra le consonanti:
- c rende i suoni [k] (cynn, stirpe) e [t∫] (c di cena) (spræc [spræt∫], discorso).
- g può indicare i suoni [j] (gêar, anno) o [γ] (gh) (dagas, giorni).
- h rende i suoni [h], [x] (fricativa sorda velare) o [ç] (ted. ich).
- ð e þ possono rendere indifferentemente i suoni [ð] o [θ], esattamente come th nell'inglese moderno.
- sc si legge [∫] (sc di scena) (wascan ['wa∫an], lavare).
Sostantivi
L'AI, a differenza dell'IM, possiede una ricca flessione, sia nominale che verbale. I generi sono tre, maschile, femminile e neutro.
Come in tedesco, il nome nell'AI presenta quattro casi: nominativo, genitivo, dativo, accusativo. Le classi di declinazione più frequenti sono tre:
- Nomi maschili e neutri in -a-. Questa classe corrisponde ai nomi indoeuropei in -o-s, germ. -a-z, lat. -u-s)
- Nomi femminili in -o- (corrispondenti all'IE -a-, germ -u, lat. -a)
- Nomi maschili, femminili e neutri in nasale (ted. Name, Friede).
Altre declinazioni meno frequenti sono la atematica, quella in -r-, quella dei neutri con plur. in -ru.
I sostantivi atematici, masch. e femm., cambiano al plurale la vocale tematica in conseguenza di un antico umlaut: fôt, masch. "piede", plur. fêt.
Gli aggettivi
Gli aggettivi, secondo una caratteristica delle lingue germaniche, seguono una declinazione forte, con le desinenze dei pronomi, e una debole, con le desinenze dei sostantivi in nasale. Un aggettivo segue la declinazione debole quando è preceduto da un articolo, un dimostrativo o un possessivo, la forte negli altri casi.
Pronomi personali
L'articolo definito
L'aricolo definito si presenta nella forma sê per il maschile, sêo per il femminile, ðæt per il neutro. Quest'ultima forma sopravvive nell'IM the e that.
L' articolo indefinito
L' articolo indetefinito ( o indeterminativo) a\an è invariabile. Lo si usa davanti ai sostantivi singolari numerabili.
1. Si usa an davanti ad una parola che inizia per vocale o "h" muta.
2.Si usa a davanti ad una parola che inizia per consonante o "h" aspirata.
Verbi
Come in genere nelle lingue germaniche i verbi si dividono in due categorie: forti e deboli. Nei forti la vocale tematica muta passando dal presente al preterito al participio passato e dal singolare al plurale. P.es. da singan (cantare) si ha pret. sang, pret. plur. sungon, part. pass. gesungen. I verbi deboli formano il preterito mediante le desinenze -ede, -ode, -de, -te. Esistono varie ipotesi sull'origine di questa desinenza in dentale tipicamente germanica. Secondo alcuni autori deriverebbe dall'agglutinazione del verbo germanico per "fare" (qualcosa del tipo "I did change", "I change-did", "I changed"), secondo altri dalla particella tô, "to". I verbi forti, molto numerosi in AI, tenderanno, col passare dei secoli, in gran parte a scomparire o a confluire nella più "regolare" declinazione forte. Quelli che si sono mantenuti sono in effetti i verbi di uso più frequente, quindi meno propensi a venir "regolarizzati".
Un esempio di AI: il Padre Nostro
:Fæder ûre,
:þû þe eart on heofonum,
:sî þîn nama gehâlgod.
:Tôbecume þîn rîce.
:Gewurþe ðîn willa on eorðan swâ swâ on heofonum.
:Ûrne gedæghwâmlîcan hlâf syle ûs tô dæg.
:And forgyf ûs ûre gyltas, swâ swâ wê forgyfað ûrum gyltendum.
:And ne gelæd þû ûs on costnunge,
:ac âlys ûs of yfele.
:Sôþlîce.
Medio Inglese (MI)
Storia esterna
Alla morte di Edoardo il Confessore (1066) si scatena la lotta per il trono d'Inghilterra tra Aroldo II, discendente designato dal re morente, e Guglielmo Duca di Normandia. Guglielmo sbaraglia le truppe di Aroldo a Hastings e viene incoronato a Westminster il giorno di Natale del 1066.
Con l'insediamento di una nuova classe governativa ed ecclesiastica normanna l'inglese regredisce dinanzi alla preponderanza del franco-normanno. Gli stessi re passavano spesso più tempo nei loro possedimenti francesi che sull'isola: le loro terre nel XII secolo comprendevano l'Angiò, il Maine, la Turenna, il Poitou e l'Aquitania oltre all'Inghilterra e alla Normandia.
Con Giovanni Senzaterra pressoché tutti i possedimenti francesi vanno perduti (tranne le Isole del Canale, ultimo brandello del Ducato di Normandia). A partire dalla Guerra dei Cent'Anni i legami con la Francia si affievoliscono. Il vecchio proverbio "Jack wold be a gentilman if he cold speke Frensk" comincia a perdere molto del suo significato. In Inghilterra si delinea un nuovo standard, basato sul dialetto di Londra e delle Home Counties.
Fatti di pronuncia
Nel passaggio dall'AI al MI hanno luogo i seguenti mutamenti fonetici.
- /a/ lunga passa a /o/ lunga aperta (stân > ston).
- [æ:] > [e:] (tæcan > teche).
- [æ] resta immutata. Viene resa con a.
- [y] > [i].
- [eз] > [ε].
- [æз] > [a].
- [e:з] > [e:].
- [æ:з] > [ε:]
- Alcune vocali si allungano: climban > climbe ['kli:mbə], milde > milde ['mi:ldə], gatu > gate ['ga:tə].
- Cade la n finale, tranne nell'infinito e nel part. pass. dei verbi forti.
- hl-, hn-, hr- perdono la h (hnutu > nute).
- Cade la finale -ch (luflich > lovely).
Perdita della flessione
Fatti di fonetica e di analogia, in parte già attivi nel tardo AI, portarono alla quasi totale perdita della flessione. Tutte le finali -m diventarono -n. Contemporaneamente le vocali a, o, u, e in sillaba atona tesero verso il suono indistinto (schwa) e vennero generalmente scritte e (talvolta i).
La flessione dapprima si riduce a tre casi con la perdita dell'accusativo (ston, stones, stone), ma già in Sir Gawain And The Green Knight il dativo è scomparso (stan, stanes).
Per il plurale si estende la desinenza -es - -en per alcuni antichi sostantivi in nasale (oxen).
L'aggettivo si riduce a un singolare adesinenziale e a un plurale in -e (blind, blinde). Presto cadde anche questa marca del plurale (blind, blind)
Una delle conseguenze più rilevanti dei fatti fonetici descritti fu la perdita pressoché totale del genere grammaticale.
AI stân, stânas, stâne, stân
MI ston, stones, ston(e)
AI stânas, stâna, stânum, stânas
MI stones
Inoltre, scompare il duale.
I pronomi
Con la perdita della flessione, i parlanti dipesero in misura sempre maggiore dai pronomi per avere indicazioni sul genere, sul caso e (quando gli aggettivi persero la desinenza -e del plurale) anche sul numero. Tra i dimostrativi delle forme AI sê, sêo e þæt solamente the e that, originariamente forme neutre, sopravvissero nel MI. Un plurale tho esisteva in età elisabettiana. Dei dimostrativi þês, þêos e þis solo quest'ultimo sopravvisse in MI.
Tra i pronomi personali le perdite furono meno gravi poiché qui c'era una maggior necessità di distinguere generi e casi. La prima persona ha nom., gen., dat.-acc. I, min, me, plur. we, our, us. La seconda þu (thou), þin, þe, plur. ye, your, you. La terza masch. he, his, him, femm. heo (sche), hir, hire (her), neutro (h)it, his, (h)it. Il plur. he (þei), here (þair), hem (þem). Le nuove formazioni in sh- per il femm. e in th- per il plurale sono di origine settentrionale e sono quelle che si affermeranno.
Verbi
1)La caduta delle e e delle n finali in quasi tutte le forme condurrà a una notevole semplificazione della coniugazione verbale. Questo è il presente di drinken nei dialetti meridionali: drinke, drinkest, drinketh, plur. drinketh. Al preterito nel Nord c'è ormai solo una forma (drank) per tutte le persone.
2)I verbi inglesi hanno due forme principali: il simple present e il continuous present. Il primo indica azioni abituali; si forma togliendo "to" dall' infinito del verbo. Per tutte le persone si usa la forma base preceduta dal soggetto, con l' eccezione della terza persona singolare che aggiunge la desinenza -e oppure -es alla forma base. Il secondo si usa per idicare un' azione che si svolge in quel momento; si forma con il presente del verbo to be + il gerundio del verbo in questione. Il gerundio si forma a sua volta aggiungendo -ing all' infinito tematico (infinito senza "to").
Pronomi interrogativi e relativi
Esistono due pronomi interrogativi: who [hwo:] (masch. e femm.) e what [hwåt] (neutro). Derivano direttamente dall'AI hwâ e hwæt. Il genitivo è whos [hwo:s] per tutti i generi, il dativo-accusativo risp. whom [hwom] e what [hwat]. Who ha anche funzione di pronome interrogativo indefinito (mod. whoever). Le altre forme sono impiegate sia come pronomi interrogativi che relativi. In funzione di pronome relativo si inizia a fare ampio uso di what e di which, entrambi usati per tutti i generi e numeri.
Gli avverbi
Con la perdita di -ch finale la desinenza -lich diventa -ly e trova un vasto impiego come indicatore della funzione avverbiale (deep, deeply).
Un esempio di MI, dalla "Ballad Of Our Lady" di Dunbar
:Hale, sterne superne! Hale in eterne,
:In Godis sicht to schyne!
:Lucerne in derne [luce nelle tenebre], for to discerne,
:Be glory and grace devyne;
:Hodiern, modern, sempitern,
:Angelicall regyne!
Inglese Moderno
L'introduzione della stampa in Inghilterra ad opera di William Caxton nel 1476 contribuì alla fissazione dell'ortografia ma, poiché ebbe luogo prima che si concludesse il Great Vowel Shift, determinò il primo grande divario tra scrittura e pronuncia. Dopo la nascita della Chiesa d'Inghilterra nacque l'esigenza di una versione inglese della Bibbia. Nel 1611 fu data alle stampe lAuthorized Version. La stampa, la Riforma e l'affermazione del ceto medio ("middle class") ebbero come conseguenza della diffusione di quella che si andava affermando come lingua standard.
L'espansione coloniale dell'Inghilterra diffuse la lingua in vasti territori dell'America del Nord, dell'Africa, dell'Asia, dell'Oceania. L'indipendenza degli Stati Uniti corrispose alla formazione di una varietà d'inglese, diversa dallo standard britannico, che si sarebbe affermata a livello mondiale nel XX secolo.
Il Grande Spostamento Vocalico (Great Vowel Shift)
Il Great Vowel Shift (GVS) è la più importante alterazione fonetica della storia della lingua inglese. Si può affermare che esso portò l'inglese alla sua pronuncia attuale. Il GVS non ebbe luogo nella stessa epoca nelle diverse regioni (in alcune, particolarmente al Nord, è assente nelle parlate locali al giorno d'oggi); si può comunque porre il suo inizio al XV secolo e considerarlo compiuto alla fine del XVI.
Il GVS riguarda le vocali lunghe:
- [i:] > [ai]--- side [si:də] > [said]
- [e:] > [i:]--- deed [de:d] > [di:d]
- [ε:] > [i:]--- heat [hε:t] > [hi:t]
- [u:] > [au]--- town [tu:n] > [taun]
- [o:] > [u:]--- roof [ro:f] > [ru:f]
Altri fatti fonetici
Tra i dittonghi [iu] e [εu] confluiscono in [ju:] (mute). [ju:] tende a semplificarsi in [u:] dopo l, r, [t∫] e [dζ] (rude, chew, June pronunciati come rood, choo, joon).
[au] passa a [ò:] (law).
Le spiranti allungano il suono di una a che le preceda: mass [ma:s], bath [ba:θ], staff [sta:f].
La r, peraltro destinata a scomparire dopo vocale, impedisce il GVS introducendo uno schwa: door [doз], clear [kliз].
Scompaiono i suoni [χ] e [ç]. Il gh che li rappresentava perde ogni suono causando l'allungamento della vocale precedente (bright, night) ([briçt] > [brait], [niçt] > [nait]) oppure, specie in fine di parola, diventa [f] (cough).
[hw] diventa [w] (tranne che al Nord) ma si mantiene la grafia wh.
[j] tende a fondersi con la consonante precedente: ocean ['o:sjən] > ['o:∫ən], measure ['mεzjər] > ['mεζə], future ['fju:tjur] > ['fju:t∫ə], etc.
Uno dei fatti più importanti è la scomparsa della r postvocalica. Questa è una caratteristica tipica del Sud, assente ancor oggi dai Midlands verso nord e in Scozia. È assente negli Stati Uniti tranne nel New England orientale e nel Sud.
Il sostantivo
Il plurale in -s si afferma decisamente. Restano alcune forme con umlaut (foot, feet) e alcuni plurali in nasale (oxen).
Gli aggettivi
Gli aggettivi sono ormai invariabili.
I verbi
Diminuiscono notevolmente i verbi forti (ormai chiamati "irregolari"). All'interno di questa categoria scompare spesso la distinzione tra preterito e participio passato (cling, clung, clung).
Il congiuntivo si riduce fin quasi a scomparire. Nei rari casi in cui è impiegato è indistinguibile dall'indicativo tranne nei casi in cui ha una forma diversa (terza pers. sing. adesinenziale [he do], forma be del verbo essere).
La desinenza della terza persona singolare oscilla fra -(e)th (meridionale) e (e)s (settentrionale). Sarà quest'ultima forma a prevalere.
La forma progressiva (to be ...ing) diventa regolare.
La costruzione to be + participio passato (I am come) diventa molto rara con l'affermazione di to have in questa funzione.
L'inglese contemporaneo
Lo standard britannico
La pronuncia dell'inglese standard britannico è caratterizzata come segue:
- È una pronuncia non-rotica, cioè la r non è mai pronunciata dopo una vocale a meno che non segua un'altra vocale (anche iniziale di una parola successiva).
- La l è velarizzata in fine di sillaba (mill [miŁ]), chiara in tutte le altre posizioni.
- Non c'è distinzione tra w e wh [w].
- La o lunga si pronuncia come uno schwa seguito da /u/ [əu]
- La u breve (but) ha un suono molto aperto, praticamente [a].
Varietà dialettali
La pronuncia dialettale settentrionale (dallo Staffordshire, Leicestershire e Lincolnshire verso nord) è caratterizzata dai seguenti fatti fonetici.
- GVS assente: cloud si pronuncia [klu:d], house [hu:s], night [ni:t].
- Una vocale derivata da â dell'AI si pronuncia [iə]: stone [stiən].
- [aη] dell'AI è conservato: lang [laηg] = long [loη] dello standard.
- Il gruppo wh è generalmente pronunciato [hw].
- La u breve si pronuncia [υ]: butter ['bυtər], standard ['bata].
- Path, grass, laugh, etc. si pronunciano [pæθ], [græs], [læf] anziché [pa:θ] etc.
- La pronuncia è rotica (r pronunciata in tutte le posizioni).
Nel Sud
- Il gruppo path, grass, etc. si pronuncia [pa:θ], [gra:s], etc.
- h generalmente non è pronunciata.
- I dialetti occidentali (Dorset, Somerset, Devon) sono rotici e conservano la desinenza -eth alla terza persona sing. dei verbi.
- Nei dialetti orientali (Kent, Dorset) le fricative sorde in inizio di parola sono sonorizzate: farm [va:m], sea [zi:].
- A Londra e nelle Home Counties [ei] tende a diventare [ai] o [a:]: they [vai].
L'inglese d'Irlanda
L'Irlanda si può suddividere, dal punto di vista linguistico in tre aree:
- La costa orientale, con Dublino al centro, in cui l'inglese si è affermato già nel XVII secolo. L'inglese parlato in questa regione, denominato English Pale, conserva molti dei tratti portati nell'isola dai coloni inglesi.
- Il Gaeltacht, la frangia occidentale in cui il gaelico irlandese è ancora nell'uso quotidiano.
- Tra le due si trova l'area centrale, in cui l'inglese si è affermato tra il XVII e il XX secolo.
L'inglese parlato in Irlanda, specialmente il Pale, ha subito poche variazioni a livello di pronuncia mantenendosi per alcuni aspetti molto conservativo. Perfino al giorno d'oggi l'influsso dello standard britannico non si fa sentire molto fuori di Dublino.
A livello fonetico l'inglese d'Irlanda è caratterizzato dai seguenti fenomeni:
- I dittonghi [ai] e [oi] tendono a confondersi, e si realizzano, a seconda della regione, come [зi] o [ai].
- I dittonghi [ei] e [əu] si presentano come [e:] e [o:]: face [fe:s], load [lo:d].
- La [i:] derivata da [ε:] si presenta come [e:]: meat [me:t].
- La r si pronuncia sempre.
- La l è sempre chiara, mai velarizzata.
- [θ] tende a diventare [t] e [ð] [d]. Non si distinguono parole come thorn e torn, then e den.
- [s] e [z] davanti a consonante vengono spesso relizzate come "sh" [∫] e "zh" [ζ], specialmente al sud. Fist si legge "fisht".
Nel lessico si riscontrano termini peculiari di origine gaelica, p.es. slean, vanga.
Voci correlate
- Lingua inglese di Scozia o Scots
- Lingua inglese americana
Inglese
als:Englische Sprache
ja:英語
ko:영어
ms:Bahasa Inggeris
simple:English language
th:ภาษาอังกฤษ
zh-min-nan:Eng-gí
Britannia
Britannia Romana è il termine che si applica al periodo storico in cui la Gran Bretagna fu sotto il dominio dell'Impero Romano, che in genere si considera compreso tra il 44 e il 410 DC.
Retroterra dell'invasione
Giulio Cesare fece due campagne in Britannia, la prima del 55 AC, e la successiva nell'anno seguente. Anche se non risultarono nella conquista di territorio, portarono quantomeno parte dell'isola sotto la sfera di influenza di Roma.
Caligola pianificò la sua campagna contro i britanni nel 40 DC, ma la sua esecuzione fu bizzarra: secondo Svetonio, egli portò le sue truppe in formazione da combattimento di fronte alla Manica e diede ordine di attaccare l'acqua. Dopo ordinò alle truppe di raccogliere le conchiglie, riferendosi a questo come a "saccheggiare l'oceano, a causa della Capitale e del Palazzo".
L'effettiva invasione romana della Britannia dovette attendere fino al regno di Claudio, nel 44. Le truppe romane sconfissero i britanni guidati da Carataco, e catturarono la sua capitale Camulodunum, ovvero Colchester. Carataco rifiutò di sottomettersi, e si ritirò nel profondo del territorio britannico non ancora conquistato, arrivando al dominio degli Ordovici nel 47. Egli incitò la tribù a combattere i romani, ma questa perse la battaglia che ne seguì. Ancora una volta Carataco fuggì, questa volta da Cartimandua, regina dei Briganti. Cartimandua, prudentemente, consegnò Carataco ai romani, che lo portarono in catene a Roma. Ciò pose fine alla prima parte della conquista.
Instaurazione del dominio romano
Per i primi venti anni, il dominio romano fu oppressivo, e questo trattamento costrinse Boudicca, regina degli Iceni, alla rivolta. I Trinovanti e i Catuvellauni si unirono, e l'alleanza assalì la colonia romana di Camulodunum, saccheggiando e bruciando la città, ed uccidendo ogni uomo, donna e bambino che trovarono. Il governatore Svetonio Paulino, raggiungendo Londra per la sua campagna nella parte occidentale della provincia, trovò la città indifendibile, con le poche truppe a disposizione. Come risultato, Paulino fu costretto ad abbandonare la città e prese con se solo quelli che riuscirono ad andarsene in tempo per ritirarsi con lui, lasciando indietro altri. La quattordicesima legione gli si unì in un punto concordato e le forze romane combinate schiacciarono la rivolta. Boudicca si tolse la vita poco dopo.
Per gran parte della storia della Britannia Romana, ci fu un grosso numero di soldati stanziati in guarnigioni sull'isola. Questo richiese che l'imperatore tenesse un uomo fidato ed esperto come governatore della provincia. Come effetto collaterale, diversi futuri imperatori servirono come governatori o legati in Britannia, compresi Vespasiano, Pertinace, e Gordiano I.
Negli anni seguenti i Romani conquistarono altre parti dell'isola, incrementando le dimensioni della Britannia Romana. Il governatore Agricola, patrigno dello storico Tacito, conquistò gli Ordovici nel 78. Con la XX legione, Agricola sconfisse i Caledoniani nell'84 nella Battaglia di Mons Graupius, nell'odierna Scozia. Questo episodio segnò il punto più alto dell'espansione del territorio romano in Britannia; poco dopo questa vittoria, Agricola venne richiamato a Roma, e i Romani si ritirarono su una linea più difendibile, lungo l'istmo di Forth-Clyde, liberando soldati che erano necessari lungo altre frontiere dell'impero.
Per due volte, nel corso del II secolo, ci furono delle crisi militari nella provincia. Il primo incidente avvenne verso la fine dell'era di Traiano (117), e venne gestito da Pompeo Flacco. La seconda crisi avvenne nel 155 - 7, quando i Briganti si rivoltarono. Questa ribellione venne soppressa dal governatore Giulio Verso.
Quando Adriano raggiunse la Britannia nel suo famoso giro delle provincie romane, attorno al 120, ordinò la costruzione di un imponente muro difensivo, conosciuto come Vallo di Adriano, che andava dal fiume Tyne al Solway Firth, e divenne la frontiera settentrionale della provincia. Questa frontiera venne spinta verso l'istmo di Forth-Clyde a partire dal regno di Antonino Pio, quando venne costruito il Vallo Antonino, (142 ca.), fino al regno di Settimio Severo.
L'usurpazione di Albino dimostrò i due principali problemi che venivano posti dalla Britannia Romana. Il primo: allo scopo di mantenere la sicurezza, in Britannia stazionavano tre legioni, che avrebbero fornito a un uomo ambizioso, con scarsa lealtà, una potente base per la ribellione -- di cui Albino abusò coscienziosamente. Secondo, qualsiasi ufficiale ribelle che avesse usato questa risorsa, avrebbe dovuto spogliare l'isola delle sue guarnigioni per marciare su Roma e prendere il torno, lasciando l'isola indifesa verso gli attaccanti -- il che è ciò che Albino fece nel 196.
A seguito della sconfitta di Albino, Settimio Severo cercò di risolvere il problema dividendo in due la provincia: Britannia Inferiore e Superiore. Mentre ciò tenne in scacco per quasi un secolo il potenziale per una ribellione, la rivolta di Carausio (286-297) costrinse Costanzo Cloro, a suddividere ulteriormente la Britannia in quattro province:
- Maxima Caesariensis: dalla Britannia Superiore
- Britannia Prima: dalla Britannia Superiore
- Flavia Caesariensis (basata su Londra): dalla Britannia Inferiore
- Britannia Secunda: dalla Britannia Inferiore
Constanzio rimase in Britannia per il resto del tempo in cui fece parte della Tetrarchia, morendo a Eburacum, l'odierna York, nel 306. Costantino I aveva fatto in modo di essere al suo fianco in quel momento, ed assunse i suoi compiti in Britannia. Contrariamente all'usurpatore precedente, Albino, egli fu in grado di usare con successo la sua base in Britannia come punto di partenza della marcia verso il trono imperiale.
Per qualche anno, le province Britanniche furono leali all'usurpatore Magnenzio, che successe a Costanzo Cloro dopo la sua morte. A seguito della sua sconfitta e morte nella Battaglia di Mon Seleucus del 353, Costantino II inviò il suo notaio capo imperiale, Paolo Catena a dare la caccia ai sostenitori di Magnenzio. Le investigazioni di Paolo degenerarono in una caccia alle streghe, che costrinse il vicarus Flavio Martino a intervenire. Quando Paolo invece sospettò Martino di tradimento, il vicarus si vide costretto ad attaccare fisicamente Paolo con una spada, con lo scopo di assassinarlo, ma alla fine commise suicidio.
Declino del potere romano
Nel IV secolo, anche la Britannia era soggetta ad attacchi dall'esterno, i Sassoni da est, e gli irlandesi da ovest. Venne costruita una serie di forti, a partire dal 280, per difendere le coste, ma questi preparativi non furono sufficienti quando un assalto generale di Sassoni, Irlandesi ed Attacotti, combinato con una rivolta generale della guarnigione sul Vallo di Adriano, lasciò la Britannia Romana supina nel 367. Questa crisi venne sistemata dal Conte Teodosio, padre del futuro imperatore romano Teodosio I.
Un altro usurpatore, Magno Massimo, tentò di ripetere il successo di Costantino, sollevando lo stendardo della rivolta a Segontium nel 383, e portando con se le truppe attraverso il Canale della Manica. La sua ribellione venne messa a tacere nel 388, ma questa volta non tutte le truppe vennero rimandate in Britannia da un impero che aveva sofferto gravi perdite nella Battaglia di Adrianopoli del 378, e stava ora cercando disperatamente forze sufficienti per difendere i suoi confini.
Le registrazioni archeologiche dei decenni finali del potere romano mostrano innegabili segni di decadenza. La vita cittadina e nelle ville era cresciuta meno intensamente nell'ultimo quarto del IV secolo, i cocci di vasellame non sono presenti negli strati che datano dopo il 400 e le monete coniate dopo il 402 sono rare. Quindi, quando Costantino III divenne Imperatore nel 407, e attraversò la Manica con la unità restanti della guarnigione britannica, la Britannia Romana giunse alla sua fine. Gli abitanti vennero costretti a badare alla propria difesa e al proprio governo -- un fatto reso chiaro in un documento che l'Imperatore Flavio Augusto Onorio mandò loro nel 410.
L'eredità
Durante la loro occupazione della Britannia, i Romani costruirono un'estesa rete di strade, molte delle quali sono ancora in uso tutt'oggi. I Romani costruirono inoltre acquedotti e sistemi fognari.
La Britannia è inoltre degna di nota per essere la più ampia regione dell'ex Impero Romano che attualmente non parla (come lingua principale):
- né una lingua romanza (come ad esempio la Romania, che per quanto situata in un area controllata dai romani per un periodo pari a metà di quello della Britannia, parla il romeno, che discende dal latino
- né un linguaggio che discende dagli abitanti pre-romani (come per il greco), anche se il gallese esiste come minoranza.
Per quello che si sa del processo di introduzione dell'inglese si veda l'articolo Anglo-Sassoni.
Insediamenti nella Britannia Romana
Durante la loro occupazione della Britannia, i Romani fondarono alcuni importanti insediamenti. Molti di essi sussistono ancora oggi.
Tra i villaggi e le città troviamo: (tra parentesi, il nome latino)
- Alcester - (Aluana)
- Bath - (Aquae Sulis)
- Caerwent - (Venta silurum)
- Canterbury - (Durovernum)
- Carmarthen - (Moridunum)
- Colchester - (Camulodonum)
- Chichester - (Noviomagus)
- Chester - (Deva)
- Cirencester - (Corinium)
- Dover - (Portus Dubris)
- Dorchester - (Durnovaria)
- Exeter - (Isca Dumnoniorum)
- Gloucester - (Glevum)
- Leicester - (Ratae Coritanorum)
- Londra - (Londinium)
- Lincoln - (Lindum)
- Manchester - (Mamucium)
- St Albans - (Verulamium)
- Towcester - (Lactodorum)
- Winchester - (Venta Belgarum)
- York - (Eboracum)
Per una lista di ulteriori città si veda: Lista dei nomi di località romane in Britannia
Voci correlate
- Lista di governatori romani della Britannia
- Storia della Gran Bretagna
- Romano-Britannici
- Siti romani nel Regno Unito
Categoria:Province romane
JutiGli Juti furono una popolazione germanica originaria del Jylland (Jutland) la moderna Danimarca e parte del litorale di Frisia. Gli Juti, con gli Angli, Sassoni e Frisoni, erano tra le tribù germaniche che attraversarono il Mare del Nord e invasero le isole britanniche dalla fine del IV secolo in avanti. Secondo il Venerabile Beda, finirono per insediarsi nel Kent, nell' Hampshire e nell' Isola di Wight. Esistono un discreto numero di toponimi che attestano la presenza degli Juti nell'area, come Ytene, che Florence di Worcester dichiara essere il corrispettivo del contemporaneo New Forest.
Mentre è facile constatare la loro presenza nel Kent (per esempio, nella pratica dell'eredità conosciuta come gavelkind), gli Juti nell' Hampshire e nell' Isola di Wight sono spariti, lasciando pochissime tracce. Un recente studioso, Robin Bush, ha sostenuto che gli Jutes dell' Hampshire e dell' Isola di Wight furono vittime di una politica di pulizia etnica dei Sassoni occidentali,anche se questo è ancora un argomento di dibattito tra gli studiosi.
Si pensa anche che altri siano rimasti nella loro patria continentale, e siano diventati la popolazione indigena dello Jutland moderno.
Categoria:Popoli germanici
Angli
Gli Angli furono una tribù della Germania non romanizzata stanziatasi presso i confini orientali dell'attuale Schleswig, territorio dei Sassoni.
Assieme ai Sassoni occuparono la Britannia (metà del V secolo), ove, stabilitisi nelle regioni centrooccidentali, fondarono i regni di East-Anglia, Northumbria e Mercia.
Categoria:Popoli antichi
Categoria:Popoli germanici
NormandiaLa Normandia (Normandie) è una regione del nord-ovest della Francia, che occupa la bassa vallata della Senna (Alta Normandia) e si estende verso ovest fino alla penisola del Cotentin (Bassa Normandia). Era una delle province storiche della Francia, che fu suddivisa nel 1790 in cinque dipartimenti ( Calvados, Manica (dipartimento francese), Orne Eure e Senna inferiore (Seine-Inférieure), divenuta poi Senna marittima). Nel 1956 i primi tre furono raggruppati nella regione amministrativa della Bassa Normandia e gli ultimi due in quella dell'Alta Normandia. Un soggetto ricorrente nelle contestazioni delle suddivisioni regionali è la richiesta di riunire i dipartimenti normanni in una sola regione.
right
Popolazione
La Normandia conta più di 3,2 milioni di abitanti, che prendono il nome di Normanni (Normands), con una densità di popolazione prossima alla media nazionale.
Le città principali, con il numero di abitanti dell'agglomerazione urbana riportati tra parentesi, sono:
- Rouen (390.000 abitanti), prefettura della regione dell'Alta Normandia;
- Le Havre (250.000 abitanti)
- Caen (200.000 abitanti) prefettura della regione della Bassa Normandia e capitale storica
- Cherbourg (90.000 abitanti).
Storia
La Normandia prima della conquista romana
La presenza umana in epoca preistorica è attestata da ritrovamenti di industria litica soprattutto nell'Eure e nel Calvados. La grotta di Gouym presso Rouen conserva incisioni parietali ed è la grotta decorata più settentrionale d'Europa. Nel territorio inoltre sono visibili numerosi monumenti megalitici.
La situazione in epoca celtica è meglio conosciuta, grazie a fonti archeologiche abbastanza abbondanti e ben datate. Già nel XIX secolo, l'Abate Cochet, un erudito locale, aveva iniziato a studiare i resti archeologici, principalmente nell'Alta Normandia, tra cui si possono citare alcune scoperte notevoli, come quella dell'elmo gallico dorato di Amfreville-la-mi-voie, del IV secolo AC, o quello in ferro del museo di Louviers, o siti come la grande necropoli di Pîtres, nell'Eure, con le sue urne funerarie, le sue spade e tracce di tombe con deposizione di carri da guerra. Una necropoli della fine della cultura di Hallstatt o dell'inizio di quella di La Tène è stata rinvenuta a Ifs nel Calvados,
Tra il IV e il III secolo AC le popolazioni celtiche dei Belgi si stanziarono nella regione in ondate successive e la testimonianza del De bello gallico di Cesare ci permette di identificare i differenti popoli e i loro oppida alla metà del I secolo AC. Tra questi i Caleti (Lillebonne o Juliobona), i Veliocassi (Rouen o Rotomagus), i Diablinti, i Baiocassi (Bayeux o Augustodurum) i Lexoviani (Lisieux o Noviomagus) e gli Aulerci o Ebroeti (Evreux o Mediolanum). Altri centri furono Breviodurum (Brionne), Caracotinum (Harfleur), Augusta (Eu).
Negli anni 56-57 AC le popolazioni si riunirono nella resistenza alle regioni romane, che continuò per qualche tempo anche dopo la sconfitta gallica ad Alesia. Nel 51 AC la regione, parte della Gallia comata era stata sottomessa a Roma.
La civiltà romana in Normandia
Nella riorganizzazione delle province galliche attuata sotto Augusto nel 27 AC il territorio dei Caleti e dei Veliocassi fu inserito nella provincia della Gallia Lugdunense, mentre il resto del territorio entrò a far parte della provincia della Gallia Belgica.
27 AC ]]
La romanizzazione avvenne, come in tutto l'occidente, attraverso la costruzione di strade e una politica di urbanizzazione degli antichi centri locali già citati.
Gli scavi condotti durante la costruzione dell'autostrada A29, nella Senna marittima, hanno rivelato numerose ville rurali, con piante longitudinali e facciate aperte verso sud, oppure con piante più tradizionali, a corte centrale (villa di Sainte-Marguerite-sur-Mer, presso Dieppe). La costruzione avveniva con l'uso di materiali locali, ma anche in mattoni. Presso Harfleur sono stati rinvenuti i resti di un fanum gallo-romano, della serie dei piccoli santuari di tradizione locale, con pianta centrale, spesso quadrata.
A Evreux il sito romano (Viel Evreux) ha rivelato la presenza di un centro di pellegrinaggio che comprendeva un foro, una basilica monumentale, delle terme, due fana e il secondo più grande teatro della Gallia.
Un'iscrizione del 235-238 DC, ritrovata a Vieux presso Caen nel XVI secolo (marmo di Thorigny) riporta l'erezione di una statua a Titus Sennius Solemnis, sacerdote presso l'altare delle tre Gallie di Lione e l'elenco delle civitates di Rotomagus (Rouen), Noviomagus (Lisieux), Augustodorum (Bayeux) e Aragenuae (Vieux).
Nel secondo terzo del III secolo DC la regione fu devastata da incursioni barbariche, di cui resta traccia nei segni di incendio osservati negli edifici rinvenuti negli scavi e nel frequente ritrovamento di tesoretti di monete. La costa subì le invasioni dei Sassoni, contro i quali fu stanziata nel 298 una legione per volere di Costanzo Cloro, in onore del quale l'accampamento prese il nome di Constantia (Coutances): dal suo territorio (pagus Costantinus) prenderà il nome la penisola del Cotentin.
Cotentin
Nel corso della riforma provinciale voluta da Diocleziano la Normandia diventò provincia a sè con il nome di Gallia Lugdunense Seconda.
In quest'epoca iniziò anche la cristianizzazione della regione: alla metà del III secolo DC Mellone è ordinato vescovo di Rouen.
A partire dal 406 le popolazioni germaniche si riversarono sull'occidente e l'autorità dell'imperatore romano si indebolì fino a scomparire. I Sassoni si installarono sulle coste, le ville rurali furono abbandonate e i centri urbani si rinchiusero nelle loro mura.
Nel 486 le regioni tra i fiumi Somme e Loira passarono sotto il controllo del re dei Franchi, Clodoveo. La penetrazione franca non fu massiccia in questi territori: sono conosciute necropoli a Enverneu, Loninières, Hérouvillette e Douvrend. La parte orientale, più prossima a Parigi, fu luogo di residenza per numerosi membri della casa reale merovingia. Sono di origine franca i toponimi in -ville e in -court. A questo periodo risale anche la suddivisione del territorio in contee.
La cristianizzazione iniziata in epoca tardo-romana si diffuse, con la costruzione di chiese nelle città principali e in alcune località suburbane e di oratori sulle strade. L'istituzione delle parrocchie si realizzò progressivamente in tempi piuttosto lunghi e le tombe si raggrupparono intorno alle chiese parrocchiali.
A paritre dal VI secolo si sviluppò il monachesimo, soprattutto nella parte occidentale, più isolata e nel VII secolo si ebbero diverse fondazioni monastiche nella valle della Senna: Fontenelle nel 649, l'abbazia di Jumièges verso il 654 e ancora Pavilly e Montivilliers. I centri monastici adottarono presto la regola benedettina e divennero proprietari di grandi possedimenti fondiari, sparsi per tutta la Francia, da cui ricavavano rendite consistenti, giocando quindi un ruolo importante nelle lotte politiche e dinastiche del periodo.
A partire dal 790 si ebbero le prime incursioni dei Vichinghi, che venivano chiamati Northmanorum o Normanni, con il significato di "uomini del Nord". Negli anni 790 le spedizioni toccarono le coste occidentali e a partire dagli inizi del IX secolo le coste del Canale della Manica, risalendo le valli fluviali per impadronirsi delle ricchezze dei monasteri, mal difesi. Un'incursione dell'841 provocò grandi distruzioni a Rouen e a Jumièges e nell'845 i Vichinghi arrivarono fino a Parigi.
Le prime incursioni erano razzie, dopo le quali i Vichinghi ritornavano alle loro sedi in Scandinavia, ma a partire dall851 cominciarono a svernare nella bassa valle della Senna. Dopo l'incendio dell'abbazia i monaci di Fontenelle dovettero rifugiarsi a Boulogne-sur-mer nell'858 e a Chartres nell885, mentre le reliquie di santa Onorina furono trasportate dall'abbazia di Graville a Conflans, nella regione parigina. Anche una parte delle biblioteche monastiche furono trasferite (parte dei volumi dell'abbazia di Jumièges a San Gallo), mentre parte venne distrutta dai saccheggi e dagli incendi.
I re carolingi ebbero una politica incerta e contraddittoria. Carlo il Calvo concesse nell'867al capo bretone Salomone la contea del Cotentin, a condizione di riceverne il giuramento di fedeltà e aiuto contro i Vichinghi.
Il Ducato di Normandia
Nel 911 fu siglato un accordo tra il capo norvegese Rollone e il re Carlo il Semplice, in base al quale i Normanni occupavano le terre della bassa valle della Senna (equivalente all'Alta Normandia) in cambio di un giuramento di vassallaggio (che fu pronunciato nel 940) e di un impegno a ricevere il battesimo. Rollone doveva inoltre difendere l'estuario della Senna e Rouen dalle incursioni scandinave.
Il territorio sotto la sovranità dei Normanni si ampliò progressivamente, incamerando l'Hiémois e il Bessin (nel 924) e il Cotentin e la regione di Avranches (nel 933). Il duca Guglielmo II (poi detto il Conquistatore) ingrandì ancora i territori con la conquista di Passais sul Maine.
La colonizzazione scandinava diede apporti soprattutto danesi, ma anche norvegesi e svedesi: non si ebbe un'immigrazione massiccia, che fu più accentuata soprattutto nella regione di Caux e nella parte settentrionale del Cotentin. Ne resta traccia in numerosi toponimi come quelli in -ot (casa), in -beuf (capanna), in -fleur (fiume), in -bec (ruscello), in -lon (foresta), in -dalle (valle) in -(e)y (isola), in -hou (isolotto), in -hougue (elevazione).
Immagine:CartaDucatoNormandia.png
I duchi di Normandia
Mentre i suoi predecessori erano qualificati come jarl dei normanni o conti di Rouen, Riccardo II di Normandia, che successe a Riccardo I di Normandia fu il primo a ricevere il titolo di duca di Normandia. Il titolo fu ottenuto da governanti normanni, francesi, inglesi e britannici a partire dal X secolo
Nel 1204, il ducato fu annesso - commesso - dal re di Francia Filippo Augusto. I sovrani inglesi continuarono a pretendere il ducato fino al Trattato di Parigi del 1259. Tuttavia gli inglesi continuarono a governare sulle Isole Anglo-Normanne e non rinunciarono a rivendicare anche la regione continentale durante la Guerra dei Cento Anni.
In molte occasioni il ducato fu donato in appanaggio a un membro della famiglia reale francese come nel caso di Filippo VI che donò la Normandia al figlio primogenito ed erede Giovanni II o quello di Luigi XI che donò il titolo di duca di Normandia al Fratello Carlo, più conosciuto come Duca di Berry.
Il duca di Normandia era uno dei sei pari laici primitivi.
Lista dei duchi di Normandia
right
Duchi primitivi
- 911-927 : Rollone, conte di Rouen, jarl dei Normanni
- 927-942 : Guglielmo I Lunga Spada, conte di Rouen, "jarl" dei Normanni.
- 943-996 : Riccardo I, conte di Rouen, "jarl" dei Normanni, prende il titolo di duca di Normandia.
- 996-1026 : Riccardo II, duca di Normandia.
- 23 agosto 1026 - 6 agosto 1027 : Riccardo III, duca di Normandia.
- 1027-1035 : Roberto I il Magnifico, duca di Normandia.
- 1035-1087 : Guglielmo II il Bastardo, poi il Conquistatore, duca di Normandia e re di Inghilterra dal 1066 con il nome di Guglielmo I.
- 1087-1106 : Roberto II Courteheuse, duca di Normandia.
- 1106-1135 : Enrico I Beauclerc, re di Inghilterra e duca di Normandia.
- 1135-1144 : Stefano di Blois, conte di Boulogne e di Mortain, re di Inghilterra.
- 1144-1150 : Goffredo Plantageneto, figlio di Folco V di Angiò e genero di Enrico I, conte di Angiò e del Maine e duca di Normandia.
- 1150-1189 : Enrico II, conte di Angiò e del Maine e re di Inghilterra.
- 1189-1199 : Riccardo I Cuordileone, conte di Angiò e del Maine, duca di Aquitania, re di Inghilterra.
- 1199-1204 : Giovanni Senza Terra, re di Inghilterra.
- 1204-1216 : Giovanni (rivendicato)
- 1216-1259 : Enrico III (rivendicato)
Normandia francese
A partire dal 1204, la parte continentale del ducato ritornò alla corona di Francia. La parte insulare restò nel patrimonio dei sovrani d' Inghilterra. Sotto i Valois il ducato di Normandia fu talvolta attribuito all'erede al trono o ad uno dei figli del re di Francia.
- 1332-1350 : Giovanni II, duca di Normandia, figlio primogenito di Filippo di Valois, poi rei di Francia nel 1350
- 1355-1364 : Carlo I, duca di Normandia, figlio del precedente, Delfino di Viennois nel 1349 poi re di Francia nel 1364;
Normandia inglese
Fra il 1418 e il 1450, i re Enrico V e Enrico VI d'Inghilterra furono sovrani effettivi del ducato di Normandia.
Normandia francese
- 1465-1469 : Carlo II, duca di Berry, e duca di Normandia. Suo fratello, il re Luigi XI cambia questo ducato con quello di Guienna. Fu l'ultimo duca effettivo.
- 1785-1789 : Luigi I, duca titolare di Normandia, figlio cadetto di Luigi XVI, diventa Delfino di Francia nel 1789.
Suddivisione del Ducato
Contee
- Contea di Arques
- Contea di Beaumont-le-Roger
- Contea di Eu
- Contea di Évreux
- Contea di Hiémois
- Contea di Longueville
- Contea di Mortain
- Contea di Talou
- Contea di Tancarville
Viscontee
- Viscontea del Cotentin
- Viscontea di Hiémois
Il ducato dal X all'XI secolo
Fino a Riccardo II i successori di Rollone ebbero il titolo di conti di Normandia; in seguito esercitarono il potere di ban pur riconoscendo la sovranità del re di Francia.
I duchi batterono moneta propria, rendevano giustizia e raccoglievano le imposte. Levavano inoltre propri eserciti ed attribuivano la maggior parte delle cariche ecclesiastiche. Erano dunque di fatto indipendenti dal re di Francia, al quale tuttavia prestavano un formale omaggio.
Furono in relazione con sovrani di altri regni, in particolare con i re di Inghilterra: Emma, sorella di Riccardo I aveva sposato il re di Inghilterra Eltelredo II. Conservarono inoltre alcune istituzioni di origine scandinava, come il diritto di esilio, il diritto marittimo e l'istituto del concubinaggio legale.
A differenza di altri principi territoriali della Francia settentrionale riuscirono ad impedire che i castellani alle loro dipendenze acquisissero poteri troppo vasti. Le terre direttamente sotto il loro dominio restarono considerevolmente più vaste di quelle dei loro feudatari e questa ricchezza fondiaria permise loro di restituire terre alle abbazie e di garantirsi la fedeltà dei vassalli con la distribuzione di feudi.
Nel corso dell'XI secolo il sistema feudale aveva ridotto i possedimenti diretti della dinastia, ma la conquista dell'Inghilterra da parte di Guglielmo il Conquistatore li accrebbe nuovamente.
In questo periodo la corte non aveva un'organizzazione definita e si spostava frequentemente. La cancelleria non era ancora costituita e gli atti scritti erano ancora poco numerosi.
La corte era costituita di aristocratici (Grands o "Grandi") laici ed ecclesiastici, che prestavano giuramento di fedeltà all'erede del ducato. Le grandi famiglie erano solo in piccola parte di origine scandinava (come la famiglia degli Harcourt) e in maggioranza di origine franca (i Bellême, i Tosny). Più tardi si aggiunsero anche famiglie di origine bretone o tedesca.
A partire dal 1040 il termine di "barone" designa l'elite dei cavalieri, compagni del duca. Il termine "vassallo" compare nei documenti solo a partire dal 1057 e all'incirca nella stessa epoca inizia ad essere utilizzato il termine "feudo".
Agli inizi dell'XI secolo la Normandia era inserita in una rete di scambi commerciali orientati verso l'Europa nord-occidentale. I mercanti di Rouen frequentavano già Londra dove commerciavano il vino e a Rouen arrivano schiavi venduti dai Vichinghi. In questa regione era particolarmente intensa la circolazione monetaria.
La Normandia ignorava l'istituto della servitù della gleba e le corvées dovute dai contadini per le terre signorili sono relativamente piuttosto contenute.
La rinascita urbana e culturale della zona occidentale è un fenomeno relativamente lento e progressivo: a parte il caso del Mont Saint Michel, solo a partire dal 1030 si ebbe la ricostruzione delle grandi abbazie. Le città episcopali di Caen e di Valognes non si distinsero che a partire all'incirca dalla stessa epoca. Il duca Riccardo II chiamò in Normandia Guglielmo da Volpiano per rianimare, secondo la regola benedettina, la vita dell'abbazia di Fécamp ricostruita da Riccardo I, e suo figlio Roberto il Magnifico fondò nel 1032 Cerisy.
Guglielmo il Conquistatore
Conosciamo la vita di Guglielmo il Conquistatore grazie all'opera del suo biografo, Guglielmo di Poitiers. Il padre, il duca Roberto I il Magnifico, morì nel 1035 nel corso di un pellegrinaggio e per una decina d'anni, durante la minore età di Guglielmo, si ebbe un periodo di disordini. Nel 1046 si formò una coalizione di feudatari per deporre Guglielmo a favore di Guido, conte di Brionne e nipote di Riccardo II. I feudatari ribelli furono sconfitti l'anno seguente (bataille du Val-ès-Dunes) con l'appoggio del re di Francia Enrico I.
Fino al 1055 il nuovo duca è tuttavia ancora impegnato a sbarazzarsi di alcuni feudatari troppo ambiziosi, spesso originari della famiglia ducale (confiscò ad esempio i feudi del duca di Arques) e a consolidare le proprie alleanze con un'abile politica di distribuzione di feudi e mediante il matrimonio con Matilde, figlia del conte di Fiandra Baldovino V e nipote del re di Francia, che sposò nonostante l'interdizione del papa Leone XI.
A partire dal 1050 il re d'Inghilterra Edoardo il Confessore fece appello a Guglielmo per far fronte alle minacce dei propri feudatari e non avendo eredi diretti lasciò intendere che il duca di Normandia avrebbe potuto raccoglierne l'eredità. Alla sua morte, il 5 gennaio del 1066, tuttavia, Aroldo Godwinson si fece consacrare re di Inghilterra a Westminster. Guglielmo sbarcò in Inghilterra per reclamare la propria eredità e sconfisse Harold nella battaglia di Hastings il 14 ottobre dello stesso anno. Il 25 dicembre Guglielmo venne incoronato re di Inghilterra nell'abbazia di Westminster, come Guglielmo I.
Con la conquista Guglielmo rafforzò considerevolmente il ducato, grazie anche alle ricchezze conquistate nel suo nuovo regno, e l'aristocrazia normanna prese possesso di numerosi feudi inglesi.
Alla sua morte i suoi territori furono suddivisi tra i figli Guglielmo II il Rosso (regno di Inghilterra) e Roberto II Courteheuse (ducato di Normandia) e iniziò un periodo di lotte dinastiche. Roberto partecipò alla prima crociata, e al suo ritorno trovò il trono di Inghilterra occupato dal fratello Enrico Beauclerc, dopo la morte di Guglielmo II, dal quale fu successivamente sconfitto nella battaglia di Tinchebray (1106).
La Normandia nel XII secolo
Enrico Beauclerc dovette far fronte alle ambizioni dlla casata dei Bellêmes, alleata al conte di Angiò e al re di Francia. La continuità dinastica fu minacciata con la morte dell'unico figlio in un naufragio nel 1120, ma la figlia Matilde fu riconosciuta dai baroni normanni come erede del ducato. Nel 1128 Matilde si sposò con Goffredo Plantageneto, conte di Angiò e del Maine.
Alla morte di Enrico Beauclerc nel 1135 si aprì una nuova crisi dinastica: Stefano di Blois, nipote di Enrico tramite sua madre Adele, rivendicò il trono di Inghilterra e prestò giuramento al re di Francia come duca di Normandia. Goffredo Plantageneto tuttavia lo sconfisse a Rouen e a Arques nel 1144. Per ottenere l'investitura del re di Francia dovette tuttavia cedere il castello di Gisors.
Alla morte di Goffredo,il ducato di Normandia venne ereditato dal figlio Enrico II di Inghilterra, che ingrandì ulteriormente i suoi possessi tramite il suo matrimonio con Eleonora di Aquitania nel 1154. La Normandia era in quest'epoca integrata nei vasti domini dei Plantageneti, che andavano dalla Scozia ai Pirenei.
Pirenei]]
Alla morte di Enrico gli successe il figlio Riccardo Cuor di Leone, che fu preso prigioniero nel 1193 durante la crociata. Il trono venne quindi preso dal fratello Giovanni Senza Terra, che ricercò il sostegno del re di Francia, Filippo Augusto, cedendogli terre e fortezze nella parte est del ducato, tra cui la regione di Verneuil. Nel 1194 il regno di Francia si impadronì di Evreux, del Neubourg e del Vaudreuil e attaccò Rouen. Dopo la sua liberazione e il suo ritorno sul trono, Riccardo riprese Verneuil e approfittando di una tregua di un anno, intraprese la costruzione della fortificazione di Château-Gaillard, presso Rouen.
La fine della Normandia dei Plantageneti (inizi del XIII secolo)
Alla morte di Riccardo nel 1199 Giovanni Senza Terra si fece incoronare duca di Normandia a Rouen e rese omaggio al re di Francia. I negoziati condotti portarono al trattato del Goulet. Sposò quindi forzatamente Isabella di Angoulême, promessa a Ugo IX di Lusignano, vassallo del re di Francia. Costui si appellò al re, il quale dichiarò Giovanni Senza Terra decaduto dai suoi feudi in ragione della sua assenza, ossia confiscò le sue terre per darle a un nipote di Giovanni, Arturo I di Bretagna, riservandosi tuttavia la Normandia. Nel 1202 il re si impadronì inoltre della regione di Bray.
Giovanni Senza Terra fece assassinare il nipote e fu abbandonato dai suoi baroni normanni, influenzati dal re di Francia. La fortezza di Château-Gaillard cede nel 1204 dopo un assedio di parecchi mesi e poco dopo capitola anche la città di Caen. Infine le truppe reali entrano a Rouen dopo aver vinto la resistenza degli abitanti della città. La Normandia conquistata viene incorporata nei domini reali.
Sviluppo nell'epoca ducale
Il periodo vide un'espansione demografica ed economica, con grandi opere di dissodamento da parte delle abbazie o delle grandi famiglie feudali. I territori disboscati prendevano il nome del dissodatore con la desinenza in -erie o in -ière e nacquero nuovi borghi e villaggi. I signori smembravano le proprie riserve concedendo terre come "fattorie perpetue", i futuri feudi plebei.
I progressi dell'agricoltura si manifestarono nell'adozione generalizzata della rotazione triennale dei campi, che migliorò il rendimento, e del collare da spalla per i cavalli da tiro, ora più frequentemente utilizzati nei lavori agricoli.
L'economia monetaria penetrò nel mondo rurale più precocemente che altrove e dall'XI secolo tutti gli abitanti pagavano un'imposta diretta (graverie) in moneta e non in natura. Le rendite fondiarie furono utilizzate dalla fine del XII secolo.
Si sviluppò anche il commercio fluviale e i mercanti di Rouen disponevano di empori a Londra e nel XII secolo molti borghi fondarono la loro prosperità sulla tessitura.
Nell'XI secolo i baroni normanni disponevano di numerosi feudi, ricevuti direttamente dal duca, al quale prestavano omaggio.Da questi dipendevano i signori, che possedevano delle terre e facevano costruire le loro dimore nel quadro della motte feudale (dimora fortificata su un poggio, come quella di Aplemont presso Le Havre. Incoraggiavano la creazione di borghi e di sobborghi. Alcune famiglie si impoverirono rapidamente. I valvassori dipendevano da questi signori e gestivano una frazione del feudo. I "feudi de haubert" potevano essere ulteriormente suddivisi in frazioni. Tra i contadini si distingueva un ceto più agiato, con il possesso di almeno una coppia di animali da tiro e per il lavoro nei campi. Esisteva anche un proletariato rurale, ma praticamente non esistevano servi della gleba in Normandia.
La Normandia francese
Integrazione
La politica del re Filippo Augusto fu rivolta a favorire l'integrazione del ducato al dominio reale: mantenne le specificità normanne: furono confermati gli statuti di Rouen che davano ai mercanti della città il monopolio della navigazione sulla Senna, fu conservata l'istituzione dello Scacchiere, corte giudiziaria e amministrativa del ducato, come anche il Costume normanno. Il re controllò strettamente i suoi vassalli e lasciò l'istituzione delle viscontee. Lasciò ai capitoli delle cattedrali il compito di scegliere il proprio vescovo. Installò in tutta la regione dei baillis francesi.
Profittando della sicurezza continuò il dissodamento di nuove terre, spesso incoraggiato dai signori e dallo stesso re, che dotavano di privilegi i nuovi borghi e villaggi. Le culture furono maggiormente diversificate (grano, orzo, guado, lino, canapa, legumi).
Crebbero anche le città: Rouen venne dotata della terza cinta di mura e le fiere attiravano mercanti dalle regioni vicine. Il re FIlippo il Bello vi costruì nel porto un arsenale (Clos aux galées]]. I mercanti della città esportavano vino e grano in Inghilterra, da cui provenivano stagno, lana e tessuti.
FIlippo il Bello]
L'architettura conserva nella prima metà del XIII secolo la propria originalità, come per le lanterne a base quadrata che svettavano sopra le cattedrali (Rouen). Più tardi si impose il gotico francese, con edifici più luminosi per la sopressione delle tribune e con l'introduzione degli archi rampanti. I lavori sono finanziati dal re e dai signori più importanti (Filippo Augusto contribuì alla costruzione della Merveille nell'abbazia del Mont Saint Michel.
L'inizio della crisi
Alla fine del secolo si moltiplicarono i torbidi legati alle imposte: nel 1281 il sindaco di Rouen venne assassinato e le case dei nobili saccheggiate nel corso di una rivolta. Il re Filippo il Bello reagì sopprimendo il comune e togliendo ai mercanti il monopolio della navigazione sulla Senna fino al 1294.
Le riforme monetarie della moneta reale diminuirono le rendite dei borghesi e in seguito a nuove agitazioni venne concessa la prima Carta ai Normanni nel 1315, seguita da una seconda nel 1339, con le quali si riaffermava l'autonomia della regione in materia di giustizia e di imposte. Gli Stati di Normandia, assemblee convocate per regolare i problemi finanziari del regno, divennero permanenti e influenti.
Isole anglo-normanne o Isole del Canale
Le isole anglo-normanne furono popolate da genti di origine bretone fino alle invasioni vichinghe.
Fecero parte del ducato di Normandia tra il 933 e il 1204. In seguito divennero dipendenze autonome della corona britannica, conservando leggi e tradizioni normanne.
Alla fine della Guerra dei Cent'anni la riconquista francese del ducato di Normandia, con la successiva annessione alla Francia, non si estese a queste due isole, che restarono dunque come ducato di Normandia ai re di Inghilterra.
Tuttora i re di Inghilterra conservano il titolo di duca di Normandia e dalla loro persona dipendono direttamente le isole, che tuttavia non fanno parte formalmente del Regno Unito (e quindi neppure dell'Unione Europea).
Geografia
La Normandia è una creazione storica e non ha una vera unità geografica: si divide tra le due grandi regioni naturali del nord della Francia, costituite dal bacino parigino e dal massiccio armoricano. La divisione geografica non è seguita neppure nell'attuale suddivisione amministrativa in due regioni e il confine tra le due zone traversa da nord a sud i dipartimenti del Calvados e dell'Orne. La differenza paesistica è tuttavia poco accentuata, poiché entrambe le regioni godono dello stesso clima e praterie e campi coltivati si ritrovano identici in entrambe.
Le coste presentano aspetti molto diversi: alte scogliere nella regione di Caux (Costa d'Alabastro), vaste spiagge di sabbia fine nel Calvados (regione di Auge, Bessin, Costa fiorita) e grande varietà nella Manica, con promontori elevati nel nord della penisola del Cotentin e litorali bassi e sabbiosi nella zona di Saint-Vaast e del Mont Saint Michel.
Le principali regioni naturali sono:
- la regione di Caux
- la regione di Bray
- le paludi Vernier
- il Vexin normanno
- la Svizzera normanna
- il Roumois
- il Lieuvin
- la campagna di Neubourg
- la campagna di Evreux
- la campagna di Saint-André
- il paese d'Ouche
- il paese d'Auge
- l'Hiémois
- il Houlme
- il Bessin
- il bocage di Vir
- il Cotentin
- la regione di Avranches
I fiumi sono rappresentati dalla Senna e dai suoi affluenti (Epte, Andelle, Eure, Risle) ed inoltre da un certo numero di fiumi costieri (Bresle, Touques, Dives, Orne, Vire, Sée, Sélune, Couesnon. Vi si trova anche il più breve fiume di Francia, la Veules, nella Senna marittima.
Fra le riserve narurali ci sono il Parco regionale delle paludi del Cotentin e del Bessin ed il Parco naturale regionale delle anses della Senna normanna.
Cultura
Lingua normanna
Il normanno è la lingua regionale, ancora parlato oggi nel Cotentin e nella regione di Caux, oltre che nelle isole anglo-normanne (con la variante del jersiais).
Gastronomia
Regione del sidro, vede un ampio utilizzo di questa bevanda ricavata dalle mele. Vi si producono anche pere e distillato di pera. L'acquavite derivata dal sidro, chiamata calvados ha anche grande rinomanza. Il pommeau, un aperitivo a base di calvados e di sidro è sempre più esportato.
I bovini delle razze normanna e del Jersey sono conosciuti per la qualità del latte e sono celebri i formaggi prodotti nella regione (camembert di Normandia, livarot, neufchâtel, pavé d'Auge, pont-l'évêque).
La Normandia è inoltre la prima regione produttrice di ostriche in Francia.
Personaggi celebri
Alcuni personaggi legati alla Normandia:
- Giovanna d'Arco
- André Breton
- Pierre Corneille
- Marcel Duchamp
- Gustave Flaubert
- Théodore Géricault
- Pierre-Simon de Laplace
- Fernand Léger
- Guy de Maupassant
- Jean-François Millet
- Claude Monet
- Nicolas Poussin
- Jacques Prévert
- Marcel Proust
- Santa Teresa di Lisieux
Religione
I duchi di Normandia, poi i re di Francia, hanno incoraggiato lo sviluppo del monachesimo normanno: la regione conta numerose abbazie: a Mont Saint-Michel, a Caen, l'abbazia di Saint-Ouen a Rouen, di Jumièges, di Hambye, di Fécamp, e molte altre.
Fra i santi normanni troviamo S.Teresa di Lisieux, Giovanna d'Arco (martirizzata a Rouen), Thomas Becket (Anglo-normanno) e altri. Ma è San Michele Arcangelo che è da lungo tempo il più venerato nella regione.
L'Anglicanesimo è la religione di stato nelle Isole Anglo-Normanne, ma sono rappresentate anche le minoranze cattoliche e metodiste.
Simboli
Isole Anglo-Normanne
Il simbolo della regione è lo stemma rosso con due leopardi gialli. Tuttavia alcuni preferiscono lo stemma tradizionale con tre leopardi; il terzo sarebbe stato introdotto da Riccardo Cuor di Leone. Generalmente la Normandia continentale francese usa lo stemma con due leopardi, quella insulare britannica quello con tre.
Un simbolo detto di sant'Olaf, con una doppia croce scandinava dorata su fondo rosso, è usato da alcune associazioni culturali che rivendicano l'eredità vichinga dei normanni. Questo simbolo è stato creato per il movimento normanno negli anni 1970.
Politica
Il movimento normanno (Le mouvement normand), rappresentato dalla figura emblematica di Didier Patte, lotta contro la divisione della Normandia in due regioni amministrative.
Categoria:Francia
ja:ノルマンディー
William Shakespeare
William Shakespeare (Stratford-upon-Avon, 23 aprile 1564 - Warwickshire, 23 aprile 1616) è considerato il più grande scrittore in lingua inglese di sempre e, in assoluto, fra i maggiori scrittori di ogni tempo e provenienza. È stato commediografo, drammaturgo, e attore egli stesso. Scrisse non solo alcune delle più formidabili tragedie, entrate nella storia della letteratura, ma anche molte delle più divertenti commedie mai apparse sulle scene inglesi.
Shakespeare fu anche autore di 154 sonetti e di diversi poemi, alcuni dei quali sono considerati i più brillanti esempi di letteratura inglese mai scritti. La sua abilità consisteva nell'andare oltre la narrativa per descrivere gli aspetti interiori e profondi della natura umana.
Si ritiene che abbia scritto la maggior parte dei suoi lavori tra il 1585 e il 1611, anche se le date esatte e la cronologia delle opere a lui attribuite non sono note con precisione, mancando sulla figura di questo autorevole letterato una biografia approfondita e completamente attendibile.
Biografia
1611
Le notizie sulla vita di Shakespeare sono poche e frammentarie, ciò ha provocato una notevole discussione sulla sua persona ed alcuni hanno messo addirittura in dubbio la sua stessa esistenza. Un William Shakespeare è citato tra gli attori della The Lord Chamberlain's Men; la gran parte degli storici concorda che l'attore e lo scrittore siano la stessa persona. Shakespeare nacque a Stratford-upon-Avon, in Inghilterra, nell'Aprile del 1564, figlio di John Shakespeare, un fabbricante di guanti, e di Mary Arden.
Il battesimo di Shakespeare venne registrato il 26 aprile dello stesso anno, il 23 aprile viene tradizionalmente considerato il giorno del suo compleanno (forse perché coincide con la data della sua morte). Suo padre, persona di discreta importanza nel suo paese, venne indagato per aver partecipato al mercato nero della lana, ed in seguito perse la sua posizione come consigliere comunale. Esistono alcune indizi che entrambi i rami della famiglia avessero delle simpatie per la Chiesa Cattolica Romana.
Dopo il suo matrimonio con Anne Hathaway, il 28 novembre 1582, a Stratford-upon-Avon (testimoniato da Fulk Sandalls e John Richardson), che, considerata la data di nascita della prima figlia, è probabile che sia stato affrettato dalla gravidanza della sposa, poco si sa sulle attività di William Shakespeare, fino alla sua comparsa sulla scena letteraria inglese.
Il 26 maggio 1583 la prima figlia di Shakespeare, Susannah, venne battezzata a Stratford. Due anni dopo, il 2 febbraio 1585, vennero battezzati due gemelli, un maschio, Hamnet, e una femmina, Judith.
Nel 1592, la fama di Shakespeare era in ascesa vertiginosa, tanto d'attirarsi le gelosie dei colleghi più anziani. Robert Greene lo definisce come "an upstart Crow, beautified with our feathers, that with his Tygers hart wrapt in a Players hyde, supposes he is as well able to bombast out a blanke verse as the best of you: and beeing an absolute Johannes factotum, is in his owne conceit the onely Shake-scene in a countrey." ("Un corvo parvenu, abbellito dalle nostre piume, che con la sua "Arte di tigre nascosta da un corpo d'attore" ritiene d'essere capace quanto il migliore di voi di tuonare in pentametri giambici; ed essendo un faccendiere affaccendatissimo, è secondo il suo giudizio l'unico 'scuoti-scene' del paese") (La frase in corsivo è una parodia della frase di Shakespeare "Oh, cuore di tigre nascosto da un corpo di donna!" (Enrico VI, parte Terza)
Nel 1596 muore il figlio maschio, Hamnet; che fu sepolto l'11 agosto 1596. A causa della somiglianza fra i nomi, alcuni sospettano che la sua morte abbia ispirato lAmleto. Benché in verità questa tragedia sia stata scritta probabilmente quattro anni dopo e, d'altra parte, il nome Hamnet o Hamlet fosse a quei tempi piuttosto comune. Shakespeare lo aveva infatti imposto al figlio come segno di rispetto per il padrino di battesimo, che appunto si chiamava Hamnet, come risulta dai registri parrocchiali.
Nel 1597 William comprò una casa con "two barns, two gardens, two orchards, with appurtenances, in Stradford-upon-Avon" ("due granai, due giardini, due frutteti, con annessi, in Stradford-upon-Avon") da William Underhill per sessanta sterline. La casa, la più grande di Stratford a quei tempi, era stata stata infatti costruita da un eminente cittadino della generazione precedente Sir Hugh Clopton. Quest'acquisto testimonia il notevole guadagno che Shakespeare aveva ottenuto con la sua attività teatrale.
Per il 1598 Shakespeare si era trasferito nella diocesi di St. Helen's Bishopgate, ed appariva in cima ad una lista di attori (Every man in his Humor) prodotta da Ben Jonson.
Shakespeare divenne azionista (circa del 10%) della compagnia teatrale di cui faceva parte, conosciuta come The Lord Chamberlain's Men - la compagnia prendeva il nome, come altre di quel periodo, dal suo sponsor aristocratico. Essa, soprattutto grazie all'opera di Shakespeare, era talmente popolare da far si che, dopo la morte di Elisabetta I e l'incoronazione di Giacomo I (1603), il nuovo monarca adottasse la compagnia che si fregiò così del titolo di King's Men (Uomini del re). Vari documenti che registrano affari legali e transazioni economiche mostrano che la ricchezza di Shakespeare si accrebbe di molto nei suoi anni londinesi. Le cose andarono abbastanza bene da permettergli di comprare una proprietà a Blackfriars, Londra, così come un palazzo più grande a Stratford.
Intorno al 1611 si ritirò nella sua città natale, Stratford, dove morì il 23 aprile del 1616. Rimase sposato ad Anne fino alla morte.
A proposito della sua morte Richard Davies scrisse: "He died a papist" (morì da cattolico), la frase potrebbe confermare la circostanza che egli fosse cattolico o indicare una sua successiva conversione al cattolicesimo.
Identità e paternità
La maggior parte degli accademici accetta che lo Shakespeare attore e lo Shakespeare scrittore vissuto in Stratford on Avon siano la stessa persona. Tuttavia, a causa delle scarse notizie certe sulla sua vita, sono stati avanzati diversi dubbi sulla vera identità di William Shakespeare, o sul fatto che sia stato effettivamente l'autore delle opere che gli furono attribuite e che sono stati ampiamente e accanitamente dibattuti negli studi a partire dal XVIII secolo e persino i quadri che appaiono con il nome "William Shakespeare" nella National Gallery di Londra potrebbero non rappresentarlo veramente.
In particolare come autori delle opere sono state avanzate le candidature di
- Edward de Vere, 17° conte di Oxford, colto nobiluomo della corte elisabettiana che avrebbe potuto continuare la propria giovanile attività poetica sotto uno pseudonimo per motivi di decoro.
- Bacone, celebre filosofo e scrittore, che avrebbe scritto le opere teatrali sotto uno pseudonimo.
- Christopher Marlowe, altro autore teatrale che non sarebbe morto nel 1593 come si ritiene, ma avrebbe svolto attività di spionaggio per la corona e avrebbe continuato la propria attività letteraria con un falso nome.
Sono stati fatti anche i nomi di William Stanley, conte di Derby, Ben Johnson, Thomas Middleton, sir Walter Raleigh, forse in collaborazione con Bacon, e persino della stessa regina Elisabetta I.
Recentemente un professore in pensione di Ragusa, Martino Iuvara, ha proposto l'identificazione di Shakespeare con Michelangelo Florio Crollalanza, nato a Messina nello stesso anno 1564, figlio di Giovanni Florio e Guglielma Crollalanza. Costretto a fuggire per la sua fede calvinista si sarebbe rifugiato in Inghilterra presso parenti della madre che avevano tradotto il proprio cognome, in shake-speare. La teoria ha trovato vasta eco giornalistica ma sostanzialmente poco accademico.
Opere
Fatta eccezione per due poemetti giovanili (Venere ed Adone e Lo Stupro di Lucrezia), Shakespeare non si è mai curato di dare alle stampe le proprie opere; d’altra parte a quel tempo non era tradizione farlo. Le opere di Shakespeare oggi in nostro possesso si basano quindi su copie illegali (e spesso malandate) dell’epoca e soprattutto sulle edizioni in-folio pubblicate dopo la sua morte. La prima e la più importante di queste è quella stampata nel 1623 dai suoi amici John Heminge e Henry Condell (Mr. William Shakespeare’s Comedies, Histories & Tragedies). L’in-folio comprende trentasei opere teatrali suddivise per categoria: commedie, drammi storici, tragedie.
Sonetti
Nel 1609 l'editore Thomas Thorpe stampa senza il consenso dell'autore Sonnets, una raccolta di 154 sonetti di William Shakespeare. Scritti presumibilmente tra il 1593 e il 1595, i sonetti sono di una validità artistica tale che da soli basterebbero per assicurare a Shakespeare un posto importante nella storia della letteratura inglese.
La raccolta si divide sommariamente in due grossi tronconi: la prima parte è dedicata a un non meglio specificato "fair friend" (sonetti 1-126), la seconda ad una "dark lady" (donna bruna, sonetti 127-154); tra questi possiamo poi individuare la sequenza del "poeta rivale" (sonetti 76-86).
Thorpe appose una dedica nell'opera in cui ringraziava l'autore e un fantomatico "begetter" (l'ispiratore dei versi, ma per alcuni il "procacciatore"). Molto si è dibbattuto e ricercato per scoprire l'identità di questa persona; la critica storicamente si è divisa principalmente su due candidati: il Conte di Southampton Henry Wriothesly e William Herbert.
Opere teatrali
Le opere teatrali di Shakespeare costituiscono una parte fondamentale della letteratura occidentale, sono continuamente studiate e rappresentate in ogni parte del globo.
Possiamo sommariamente così catalogarle:
- Romeo e Giulietta
- Macbeth
- Re Lear
- Amleto
- Otello
- Tito Andronico
- Giulio Cesare
- Antonio e Cleopatra
- Coriolano
- Troilo e Cressida
- Timone di Atene
- La commedia degli errori
- Tutto è bene quel che finisce bene
- Come vi piace
- Sogno di una notte di mezza estate
- Molto rumore per nulla
- Misura per misura
- La tempesta
- La bisbetica domata
- Il mercante di Venezia
- Le allegre comari di Windsor
- Pene d'amor perduto
- I due gentiluomini di Verona
- Pericle principe di Tiro
- Cimbelino
- Il racconto d'inverno
- Riccardo III
- Riccardo II
- Enrico VI, parte 1
- Enrico VI, parte 2
- Enrico VI, parte 3
- Enrico V
- Enrico IV, parte 1
- Enrico IV, parte 2
- Enrico VIII
- Re Giovanni
La suddivisione in "tragedie" o "commedie" è comunque parzialmente inesatta. Questa distribuzione nasce dall'ordine dato alle opere nel primo in-folio. Oggi, gli studiosi aggiungono a queste categorie quella di "tragicommedie" o "commedie romantiche" (Cimbelino, Il Racconto d'Inverno, Pericle Principe di Tiro, La Tempesta), esse racchiudono un atmosfera fiabesca e romanzesca tipica delle ultime opere scespiriane.
Collaborazioni teatrali
- I due nobili cugini - pubblicato nel 1634, Shakespeare collaborò con il drammaturgo John Fletcher per la composizione di questo dramma.
- Sir Thomas More - Shakespeare ha scritto alcune scene di questo dramma frutto della mano di diversi autori, stampato soltanto nel 1844.
- Cardenio - Pare che Shakespeare abbia collaborato con Fletcher anche per un'altra opera, Cardenio, basata su un episodio di Don Chisciotte.
Opere di incerta attribuzione
- Edoardo III Alcuni studiosi hanno recentemente scelto di attribuire questa opera a Shakespeare, in base allo stile poetico usato. Altri contestano questa attribuzione, citando tra le altre ragioni la qualità mediocre dei personaggi.
- Il libro di sir Thomas More, un'opera scritta in collaborazione da vari drammaturghi, uno dei quali potrebbe essere stato Shakespeare. Tuttavia, l'idea che Shakespeare abbia avuto un ruolo nella creazione di quest'opera non è più comunemente accettata.
- Love's Labour's Won (Pene d'amor conquistato) Un documento del tardo sedicesimo secolo elenca quest'opera tra quelle recenti di Shakespeare, ma non si ha traccia di alcuna commedia con questo titolo. Potrebbe trattarsi del titolo alternativo di una delle commedie sopra elencate, come "Pene d'amor perduto" o "Tutto è bene quel che finisce bene".
- Elegia Funebre di W.S. Alcuni studiosi hanno valutato recentemente questa elegia opera di Shakespeare, altri invece pensano che lo stile dell'elegia sia incompatibile con quello scespiriano.
- Per un periodo fu pensato sulla base dell'evidenza ricercata da Don Foster che Shakespeare scrisse una Elegia Funebre per William Peter. Ad ogni modo la maggior parte degli studiosi adesso accettano che questo pezzo non fu scritto da Shakespeare.
Altre opere
- Nel 1593 e nel 1594 Shakespeare pubblica due poemetti di isprazione ovidiana Venere e Adone, in sestine, e Lo Stupro di Lucrezia in strofe di sette versi.
- Il pellegrino appassionato: è un raccolta di venti componimenti brevi stampata nel 1599; due sono sonetti shakespeariani che ritroviamo anche nei Sonetti, gli altri diciotto fanno invece parte della commedia Pene d'amor perduto.
- Shakespearean Long Poetry
Voci correlate
- Cronologia delle opere di Shakespeare
- Teatro Elisabettiano
- Blackfriars Theatre
- I suoi contemporanei: Christopher Marlowe, Thomas Kyd, Elisabetta I d'Inghilterra, Edward de Vere, Edmund Spenser
- Il suo figlioccio, William Davenant, e il suo figliastro John Hall
- Shakespeare sullo schermo
Collegamenti esterni
- [http://www.opensourceshakespeare.org Open Source Shakespeare (complete works)]
- [http://www.liberliber.it/biblioteca/s/shakespeare/index.htm Opere di Shakespeare in lingua italiana dal sito liber liber]
- [http://www.geocities.com/Hollywood/Academy/5051/filmo.html Filmografia shakespeariana]
- [http://wikibooks.org/wiki/Study_Guide:Shakespeare Guida allo studio di Shakespeare su Wikibooks]
- [http://sources.wikipedia.org/wiki/Shakespeare%27s_last_will_and_testament Wikisource - Il testamento di Shakespeare]
- [http://sources.wikipedia.org/wiki/Complete_Works_of_William_Shakespeare Wikisource - Opere complete di William Shakespeare]
- [http://the-tech.mit.edu/Shakespeare/ Testi delle opere teatrali di William Shakespeare disponibili online dal sito del MIT]
- Project Gutenberg - testi elettronici delle [http://onlinebooks.library.upenn.edu/webbin/book/search?author=Shakespeare%2C+William opere di William Shakespeare]
- [http://www.shakespeare-literature.com Shakespeare Literature], versioni indicizzate per capitolo e ricercabili delle opere di Shakespeare.
- [http://daphne.palomar.edu/Shakespeare/ William Shakespeare e Internet]
Shakespeare, William
ja:ウィリアム・シェイクスピア
ko:윌리엄 셰익스피어
ms:William Shakespeare
simple:William Shakespeare
th:วิลเลียม เชกสเปียร์
Angli
Gli Angli furono una tribù della Germania non romanizzata stanziatasi presso i confini orientali dell'attuale Schleswig, territorio dei Sassoni.
Assieme ai Sassoni occuparono la Britannia (metà del V secolo), ove, stabilitisi nelle regioni centrooccidentali, fondarono i regni di East-Anglia, Northumbria e Mercia.
Categoria:Popoli antichi
Categoria:Popoli germanici
JutiGli Juti furono una popolazione germanica originaria del Jylland (Jutland) la moderna Danimarca e parte del litorale di Frisia. Gli Juti, con gli Angli, Sassoni e Frisoni, erano tra le tribù germaniche che attraversarono il Mare del Nord e invasero le isole britanniche dalla fine del IV secolo in avanti. Secondo il Venerabile Beda, finirono per insediarsi nel Kent, nell' Hampshire e nell' Isola di Wight. Esistono un discreto numero di toponimi che attestano la presenza degli Juti nell'area, come Ytene, che Florence di Worcester dichiara essere il corrispettivo del contemporaneo New Forest.
Mentre è facile constatare la loro presenza nel Kent (per esempio, nella pratica dell'eredità conosciuta come gavelkind), gli Juti nell' Hamps | | |