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Macedonia
Il termine Macedonia può riferirsi a:
Luoghi dell'Europa sud-orientale:
- Regno di Macedonia: l'antico regno di Filippo II e Alessandro Magno, nell'Europa sud-orientale.
- Macedonia (regione): una regione storica e geografica dei Balcani meridionali.
- FYROM (nota anche come Vardar Macedonia): una repubblica della Penisola Balcanica, chiamata da molti stati e organizzazioni internazionali "Ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia", a causa di una disputa sul nome tra questa e la Grecia.
- Macedonia (Grecia) (nota anche come Macedonia Greca); la parte settentrionale della Grecia, suddivisa in tre "periferie".
- Aeroporto Makedonia: l'aeroporto internazionale di Salonicco (Grecia).
- Pirin Macedonia: corrispondente alla Provincia di Blagoevgrad, nella Bulgaria sud-occidentale.
Altri luoghi nel mondo
- Macedonia (Iowa): una città degli Stati Uniti
- Macedonia (Ohio): una città degli Stati Uniti
- Macedonia (Alabama): un villaggio degli Stati Uniti
- Macedonia (Illinois): un villaggio degli Stati Uniti
- Macedonia (Brasile): una localita del Brasile
- Macedonia (Colombia): una localita della Colombia
- Macedonia (Cuba): una localita di Cuba
- Macedonia (Romania): una localita della Romania
- Macedonia (Isole Salomone): un isola delle Isole Salomone
- Macedonia (Scozia): una città di Glenrothes, Scozia
Altri significati
- Macedonia (cibo): un insalata di frutta
ko:마케도니아
Alessandro Magno
Alessandro Magno, in greco Μέγας Αλέξανδρος (Pella, Macedonia, 20 luglio 356 AC - Babilonia 10 giugno 323 AC) ufficialmente Alessandro III, re di Macedonia a partire dal 336 AC, fu uno dei più celebri conquistatori e strateghi del mondo antico. È conosciuto anche come Alessandro il Grande o Alessandro il Conquistatore.
In soli dodici anni il celeberrimo condottiero - in greco Αλέξανδρος Γ' ο Μακεδών / Alexandros III o Makedôn (Alexandros, con il significato di protettore dell'uomo) - conquistò l'impero persiano, l'Egitto e altri territori spingendosi fino agli attuali Pakistan, Afghanistan e India settentrionale.
Le sue vittorie sul campo di battaglia, accompagnate da una diffusione universale della cultura greca e dalla sua integrazione con elementi culturali dei popoli conquistati, diedero l'avvio al periodo ellenistico della storia greca.
Il suo straordinario successo, già durante la sua vita, ma ancor più negli anni successivi alla sua morte, ispirò una tradizione letteraria nella quale egli appare come un eroe mitologico, assimilato ad Achille.
Dopo la sua morte il suo regno fu suddiviso tra i generali che lo avevano accompagnato nella sua spedizione e si costituirono i regni ellenistici, tra cui quello tolemaico in Egitto, quello degli Antigonidi in Macedonia e quello dei Seleucidi in Siria, Asia Minore, e negli altri territori orientali.
La vita e la figura di Alessandro Magno hanno presto assunto colorazioni mitiche. Storie a lui riferite si ritrovano non sono nelle letterature occidentali. Lo ritroviamo anche nel Corano con il nome di Dhu al-Qarnayn (il Bicorne o letteralmente Quello dalle due corna)
Educazione e famiglia
Dhu al-Qarnayn
Alessandro era figlio del re Filippo II di Macedonia e della sua seconda o terza moglie, Olimpia, principessa di origine epirota. La famiglia di Filippo vantava una discendenza da Eracle e quella di Olimpia dall'eroe Achille.
Secondo la leggenda, in parte da lui stesso alimentata dopo essere salito al trono, e riferita da Plutarco, il suo vero padre sarebbe stato tuttavia lo stesso dio Zeus.
All'epoca della nascita di Alessandro sia la Macedonia che l'Epiro erano considerati stati semibarbari, alla periferia settentrionale del mondo greco. Filippo volle dare al figlio un'educazione greca e, dopo Leonida e Lisimaco di Acarnania, scelse come suo maestro nel 343 AC il filosofo Aristotele, che gli preparò appositamente un'edizione annotata dell'Iliade e gli restò legato, come amico e confidente, per tutta la vita.
All'età di dodici o tredici anni si narra che il giovane Alessandro manifestasse la propria straordinaria natura riuscendo a domare da solo il cavallo Bucefalo: avendo infatti notato che era spaventato dalla propria ombra, lo mise col muso rivolto verso il sole prima di montargli in groppa.
Nel 340 AC, a soli sedici anni, durante una spedizione del padre contro Bisanzio gli fu affidata la reggenza in Macedonia. L'anno successivo (339 AC), tuttavia, Filippo volle divorziare dalla madre di Alessandro, Olimpia, per sposare Euridice, nipote del suo generale Attalo, che prenderà quindi il nome di Cleopatra.
Nel 338 AC Alessandro guidò la cavalleria macedone nella battaglia di Cheronea.
Nel 336 AC Filippo venne assassinato durante le nozze della figlia Cleopatra con il re Alessandro I d'Epiro, da un ufficiale della sua guardia, di nome Pausania. Si riteneva tradizionalmente, seguendo il racconto di Plutarco che della congiura fossero almeno a conoscenza, se non direttamente coinvolti, sia Olimpia, che Alessandro, venuto a contrasto con il padre a causa del suo divorzio dalla madre, ma è invece possibile che l'assassinio sia stato istigato dal re di Persia Dario III, appena salito sul trono.
Secondo Aristotele, che aveva vissuto a corte in qualità di precettore di Alessandro, Pausania, amante di Filippo, avrebbe ucciso il re macedone perché oltraggiato dai seguaci di Attalo, zio della nuova moglie Euridice.
Il fatto che esistessero complici in attesa di Pausania in fuga, depone a favore dell'esistenza di un complotto organizzato e non semplicemente di un fatto privato.
Dopo la morte di Filippo, Alessandro, all'età di 20 anni fu acclamato re dall'esercito e immediatamente si occupò di consolidare il suo trono, facendo sopprimere i possibili rivali. Perirono Aminta, il figlio di Perdicca III di cui Filippo era stato tutore, diversi fratellastri di Alessandro e Cleopatra, la giovane moglie di Filippo, il cui zio Attalo fu raggiunto da un sicario in Asia Minore.
Costrinse poi rapidamente all'obbedienza le città greche già sottomesse dal padre e si fece riconoscere a capo della Lega di Corinto. Nel 335 AC consolidò i confini settentrionali combattendo contro gli Illiri. Durante la campagna si sparse la voce in Grecia che fosse rimasto ucciso in battaglia, provocando una nuova ribellione delle città greche. Con una marcia rapidissima Alessandro raggiunse Tebe e la rase al suolo risparmiando unicamente i templi degli dei e la casa del poeta Pindaro e ottenne la sottomissione delle altre città.
La disfatta dell'impero Persiano
La prima spedizione greco-macedone inviata da Filippo II in Asia Minore, al comando del generale Parmenione, era stata respinta sulla costa dall'esercito persiano, comandato dal generale rodio Memnone e teneva la città di Abido, dove sarebbe dovuto sbarcare l'esercito greco.
Nel 334 AC Alessandro, lasciato come suo rappresentante in Macedonia e in Grecia Antipatro, sbarcò presso Abido con un esercito di circa 35.000 uomini. Il nucleo era formato dall'esercito macedone, rafforzato dagli scarsi contingenti provenienti dalle città greche. Anche la flotta di 180 o 160 navi era fornita dalle città della Lega.
La battaglia del Granico (334 AC) e la conquista dell'Asia Minore
Antipatro
Memnone sosteneva la tattica della terra bruciata, davanti alle truppe macedoni appena sbarcate, ma i satrapi persiani non vollero abbandonare i propri territori al nemico e preferirono un attacco immediato.
Presso il fiume Granico, maggio del 334, si svolse il primo contatto tra gli eserciti.
La tattica di Alessandro era chiara: aprire dei varchi nella fanteria nemica, lasciando poi spazio alla cavalleria per spezzare l'esercito persiano (che era disposto lungo le ripide rive del fiume), permettendo alla falange macedone di caricare con le sarisse e porre fine alla battaglia.
Alle prime luci dell'alba, l'armata macedone si scagliò sui Persiani. Durante l'avanzata, Alessandro fu ferito alla testa e molti degli uomini della sua guardia personale persero la vita, ma il giovane re risultò comunque vittorioso.
La battaglia si era finalmente risolta in uno scontro tra cavallerie, nel quale quella macedone ebbe la meglio, mettendo in fuga la controparte nemica. Molti dei nobili e generali persiani persero la vita nello scontro, tra di essi Farnace, il cognato di Dario. Solo 2.000 dei 20.000 mercenari greci agli ordini di Memnone furono risparmiati e mandati ai lavori forzati nelle miniere del Pangeo.
L'Asia Minore era aperta alla conquista macedone: Sardi fu consegnata senza opporre resistenza e anche Efeso fu facilmente conquistata. Mileto fu presa dopo un breve assedio per terra e per mare e infine anche Alicarnasso dove si era rifugiato Memnone. Il governo della Caria fu affidato ad Ada, ultima sorella di Mausolo, dinasta di quella regione, che aveva appoggiato Alessandro. Tutte le città greche della costa salutavano in Alessandro il restitutore della libertà, mentre i regimi oligarchici, fedeli alla corte persiana, erano rimpiazzati da istituzioni democratiche ed entravano nella Lega di Corinto.
Mentre il grosso dell'esercito svernava in Lidia al comando di Parmenione, Alessandro passava in Licia, in Panfilia, in Pisidia e in Frigia. Qui, nell'antica capitale Gordio si svolse l'episodio del celebre nodo gordiano. Pare che esistesse un antico carro il cui giogo era assicurato da un nodo inestricabile e che un oracolo avesse promesso il dominio dell'Asia a chi fosse riuscito a scioglierlo. Alessandro dopo alcuni tentativi risolse il problema estraendo la spada e tagliando il nodo con un colpo netto.
La battaglia di Isso (333 AC) e la conquista della Siria e della Fenicia
Nella primavera del 333 AC, morto il generale Memnone, e riunitosi con il grosso dell'esercito, Alessandro si accinse ad entrare in Siria. Il re persiano Dario III aveva radunato un esercito numeroso, tre o quattro volte superiore a quello greco, che aveva preso posizione nella pianura all'uscita dei passi montani delle "porte siriache" e i due eserciti si fronteggiarono per qualche tempo.
A novembre, infine, il re persiano, temendo che l'inverno lo costringesse a ritirarsi nei quartieri invernali senza aver fermato Alessandro, e fiducioso della superiorità numerica del suo esercito, si spostò alle spalle dell'esercito macedone, nella pianura costiera di Isso, l'odierna Dörtyo.
La scelta strategica di Dario non fu ottimale poiché non più di 60.000 poterono essere schierati nella ristretta pianura chiusa tra i monti del Tauro e il mare.
Tauro
Appena Alessandro caricò con la cavalleria leggera sull'ala sinistra, dove si trovava Dario con la sua guardia personale, il re persiano si diede alla fuga, compromettendo irrimediabilmente l'esito della battaglia (che pure stava volgendo a favore dei Persiani in altri punti). La battaglia si concluse con una completa disfatta dell'esercito persiano e vennero presi oltre ad un immenso bottino anche la madre, la moglie, due figlie e un figlio di Dario. Il Grande Re perse le sue migliori truppe, quasi tutti i più validi ufficiali del suo esercito e soprattutto il proprio prestigio di condottiero, distrutto dalla sua precipitosa fuga davanti al nemico.
Alessandro si dedicò quindi alle città costiere, per eliminare le ultime basi della flotta persiana. Si sottomisero senza combattere Arado, Biblo e Sidone con le loro squadre navali, mentre Tiro oppose un'accanita resistenza e fu vinta solo dopo un assedio di sette mesi nel 332 AC. Per conquistare Tiro Alessandro si è servito dei detriti dell’antica città continentale, distrutta anni prima da Nabucodonosor II, per costruire una strada rialzata lunga 800 m e raggiungere così la città insulare. Anche Gaza cedette dopo due mesi di assedio. Gerusalemme invece aprì le porte e si arrese, secondo Giuseppe Flavio (Antichità giudaiche, XI, 337 [viii, 5]), ad Alessandro fu mostrato il libro biblico di Daniele, si pensa l'ottavo capitolo, dov’è indicato che un potente re greco avrebbe assoggettato e conquistato l’impero persiano.
Alessandro aveva rifiutato le proposte di pace di Dario, preferendo la via della conquista all'accontentarsi dei numerosi territori fino a quel momento assoggettati. Invece di proseguire immediatamente verso l'Asia, Alessandro preferì entrare in Egitto al fine di coprire le spalle al suo esercito prima della spedizione successiva.
L'Egitto
Tra il 332 e il 331 AC fu accolto come un liberatore in Egitto. Infatti, era in quel paese africano che il giogo persiano era maggiormente avvertito e il meno accettato. Alessandro ricompensò gli Egiziani riordinando l'amministrazione non sul modello del satrapo persiano fino ad allora da lui adottato, ma nominando due governatori indigeni, Petisi e Doloaspi. L'amministrazione delle finanze fu invece affidata a un greco residente in Egitto, Cleomene di Naucrati. Ai macedoni e ai greci al seguito di Alessandro e ai membri della sua corte furono assegnate solo cariche militari, ma non civili.
Alessandro dimostrò inoltre grande rispetto per gli dei del paese. A Menfi fece un sacrificio al bue Api, ingraziandosi così i sacerdoti egiziani e si recò fino all'oasi di Siwa nel deserto libico, dove esisteva un celebre santuario oracolare del dio Ammone (assimilato dai Greci a Zeus). Il responso dell'oracolo lo dichiarò figlio del dio, offrendogli un punto di partenza per l'istituzione di un culto divino centrato sulla sua persona.
Nella regione del Delta del Nilo, su una stretta lingua di terra tra la palude Mareotide e il mare, dove a un miglio dalla costa sorgeva l'isola di Faro, decise la fondazione di Alessandria d'Egitto, la prima delle molte città a cui diede il suo nome.
La battaglia di Gaugamela (331 AC) e la fine di Dario
Nella primavera del 331 AC Alessandro riprese la marcia verso oriente, dove Dario aveva raccolto un esercito nelle pianure dell'Assiria, nelle quali avrebbe meglio potuto sfruttare la propria superiorità numerica. L'esercito greco-macedone passò indisturbato prima l'Eufrate e quindi il Tigri. Il contatto con l'esercito di Dario avvenne il 20 settembre presso il villaggio di Gaugamela, non lontano dalle rovine di Ninive.
La battaglia fu vinta da Alessandro, che per evitare di essere aggirato da un esercito tanto più numeroso del suo e disteso su un fronte lunghissimo, aveva schierato appositamente una seconda linea dietro il fronte di battaglia. La vittoria fu decisa dall'attacco della cavalleria all'ala destra, guidata dallo stesso re macedone, mentre il generale Parmenione teneva fronte sul lato opposto alla cavalleria nemica.
Caddero nelle mani di Alessandro i magazzini e il tesoro dell'esercito e decine di migliaia di prigionieri. Il re Dario era fuggito nei territori montuosi della Media.
Alla fine di ottobre Alessandro entrò in Babilonia dove ricevette la sottomissione del satrapo Mazeo, che fu lasciato al governo della provincia con accanto un comandante militare e un tesoriere greco.
Si spostò quindi a Susa impadronendosi del tesoro che vi si conservava. Poté anche recuperare diverse opere d'arte che Serse aveva sottratto in Grecia nel 480 AC, tra cui il famoso gruppo statuario dei Tirannicidi Armodio e Aristogitone, che fece rispedire ad Atene.
Dopo aver sconfitto un'ultima resistenza presso le porte persiane nelle attuali montagne dello Zagros entrò infine a Persepoli, la capitale del re, dove venne in possesso del tesoro reale e diede alla fiamme il palazzo di Serse, vendicando così la sua invasione della Grecia.
Nel frattempo in Grecia, Antipatro aveva sconfitto nella battaglia di Megalopoli (autunno del 331 AC) il re spartano Agide, eliminando definitivamente l'ultima opposizione delle città greche al dominio macedone.
Nel 330 AC Alessandro marciò su Ectabana, costringendo alla fuga il re Dario che vi aveva passato l'inverno. Questi, durante la fuga fu deposto dal satrapo della Bactriana, Besso, membro della famiglia reale achemenide che, poi, lo fece uccidere al sopraggiungere di Alessandro. Questi riportò indietro il cadavere del re persiano che fece seppellire con tutti gli onori nelle tombe reali.
Ad Ectabana, Alessandro congedò i contingenti delle città greche. Il compito di vendicare l'invasione della Grecia da parte di Serse si era infatti ormai concluso.
La spedizione in India
Alessandro si considerava ora il continuatore della monarchia persiana, e come tale considerò suo dovere punire l'usurpatore Besso, che aveva tradito ed ucciso Dario per dichiararsi re con il nome di Artaserse V. Besso fu inseguito attraverso le regioni dell'Ircania, della Drangiana, oggi Afghanistan occidentale, e della stessa Bactriana, dove Besso fu infine sconfitto presso il fiume Osso (oggi Amu-darja). Una corte di giustizia persiana lo dichiarò colpevole di alto tradimento e venne quindi giustiziato ad Ectabana.
In queste regioni fondò una serie di città con il nome di Alessandria, tra cui una presso l'odierna Herat e un'altra presso l'attuale Kandahar, in Afghanistan.
Assoggettò la regione della Sogdiana e giunse quindi ai confini dell'odierno Turkestan cinese, dove fondò un'altra Alessandria che chiamò Eschate, o "Ultima" (odierna Chodjend). Soggiornò ancora a Samarcanda e nella Bactriana e sposò Rossane figlia di un comandante della regione, per rafforzarvi il suo potere.
Ostilità contro Alessandro
Il proposito di Alessandro di unificare in un solo popolo Macedoni e Persiani e soprattutto la sua idea del carattere divino della monarchia, gli cominciarono ad alienare le simpatie del suo seguito. L'opposizione si manifestò soprattutto quando decise di imporre il cerimoniale della proskynesis, proprio della corte persiana, anche ai suoi sudditi occidentali. La cerimonia prevedeva infatti che chiunque comparisse davanti al re si prosternasse davanti a lui per poi rialzarsi e riceverne il bacio, e dunque andava contro all'idea greca di omaggio accettabile da parte di un uomo libero ad un altro uomo.
Nel 330 AC fu scoperta durante un soggiorno nella capitale della Drangiana una prima congiura contro Alessandro, nella quale fu coinvolto Filota, comandante della cavalleria e figlio di Parmenione, che quanto meno avendone avuta notizia non aveva avvisato il sovrano. Filota fu condannato per alto tradimento dal tribunale dell'esercito e Alessandro fece uccidere dai suoi sicari anche suo padre, il generale Parmenione, rimasto a Ectabana con una buona metà dell'esercito, per prevenirne una possibile ribellione.
A Samarcanda nel 328 AC Alessandro inoltre uccise in stato di ebbrezza nel corso di un banchetto per una piccola disputa il suo amico d'infanzia Clito che gli aveva salvato la vita nella battaglia del Granico.
Nel 327 AC fu inoltre scoperta una congiura tra i paggi del re, che furono tutti condannati a morte e giustiziati. Ne fece le spese anche Callistene, nipote di Aristotele e storiografo di corte, strenuo oppositore della cerimonia della proskynesis e maestro dei paggi, che venne tenuto per qualche tempo prigioniero e poi giustiziato, alienando ad Alessandro molte simpatie del mondo intellettuale e filosofico greco.
L'invasione dell'India
Come continuatore dell'impero achemenide, Alessandro vagheggiava un impero universale e si proponeva forse di arrivare con le sue conquiste fino al limite orientale delle terre emerse.
Gran parte dell'India settentrionale era stata sottomessa ai persiani al tempo di Dario I, che aveva fatto esplorare l'intera valle dell'Indo. In quel momento la regione era suddivisa in vari regni in lotta tra loro.
Dopo aver preparato un nuovo esercito con truppe in gran parte asiatiche (solo gli ufficiali e i comandanti erano tutti greci o macedoni), nell'estate del 327 AC Alessandro varca i confini dello stato persiano e arriva all'Indo nel 326 AC presso l'odierna Kabul, accolto come alleato dal re di Tassila. Sconfisse quindi nella battaglia dell'Idaspe il re Poro (Purushotthama) che cadde suo prigioniero. Il re macedone fondò quindi le colonie di Nicea e di Bucefala.
Alessandro aveva forse intenzione di arrivare fino alla vallata del Gange, ma l'esercito giunto sul fiume Ifasi (oggi Beas), stanco delle lunghe piogge tropicali, si rifiutò di seguirlo oltre verso est.
Il ritorno
Alessandro seguì quindi la valle dell'Indo fino alla sua foce, dove sorgeva la città di Pattala. Da qui spedì una parte dell'esercito, al comando di Cratero lungo la via dell'Afghanistan meridionale, mentre egli con un'altra parte seguiva la costa attraversando la regione desertica della Gedrosia (attuale Makran nel Pakistan meridionale). Inviò inoltre una flotta al comando del cretese Nearco per esplorare le coste del Golfo Persico sino alle foci del Tigri.
L'ultimo periodo di regno e la morte
Golfo Persico
Nel 324 AC il re con l'esercito riunito fece ritorno a Susa. Qui scoprì la cattiva amministrazione di molti dei satrapi che aveva lasciato al potere e anche di parecchi comandanti greci o macedoni. Il re procedette energicamente contro i colpevoli e sostituì molti satrapi locali con governatori macedoni.
Per perseguire il suo scopo di fare di Greci e Persiani un solo popolo spinse ottanta alti ufficiali macedoni alle nozze con nobili persiane e altri diecimila veterani si sposarono con donne della regione. Egli stesso impalmò Satira, figlia di Dario, mentre un'altra figlia del gran re persiano andava in sposa al suo amico Efestione.
Passò per la prima volta in rassegna il nuovo corpo militare di 30,000 giovani persiani, accuratamente scelti ed addestrati a formare una falange macedone. Diecimila veterani furono congedati e rimandati in Macedonia con Cratero, destinato a sostituire Antipatro venuto a contrasto in patria con la madre di Alessandro, Olimpia. Questi doveva ora recarsi in Asia con nuove reclute.
Durante l'inverno la corte si ritirò ad Ectabana, secondo il costume della corte persiana e qui morì Efestione, al quale il re fece erigere un grandioso mausoleo a Babilonia.
Nella primavera del 323 AC Alessandro condusse una spedizione contro il popolo montanaro dei Cossei ed inviò una spedizione per esplorare le coste del Mar Caspio. Intanto preparava una spedizione che egli stesso avrebbe guidato per conquistare e circumnavigare l'Arabia.
Una misteriosa malattia lo colse tuttavia durante i preparativi, portandolo alla morte il 13 giugno del 323 AC, al tramonto. Così morì Alessandro, a quasi trentatré anni, nel tredicesimo anno del suo regno.
Sulle cause della sua morte sono state proposte varie teorie, che includono l'avvelenamento da parte dei figli di Antipatro o da parte della moglie Rossane, o più probabilmente una ricaduta della malaria che aveva contratto nel 336 AC.
Ebbe due figli, uno Eracle di Macedonia nato nel 327 AC da Barsine, figlia del satrapo Artabazus di Frigia, e Alessandro IV di Macedonia figlio della moglie Rossane, nato nel 323 AC. Gli storici successivi gli attribuirono anche numerosi amanti, tra i quali l'amico Efestione e Bagoas.
La successione
Al morente Alessandro fu chiesto il nome di colui che aveva scelto come successore. Egli diede una indistinta risposta nella quale certuni compresero Eracle, il figlio di Barsine, e altri Kratisto, ossia "il migliore".
Subito dopo la sua morte l'esercito proclamò re il figlio avuto dalla moglie Rossane, Alessandro e il fratellastro Filippo Arrideo. Poiché tuttavia il primo era ancora in fasce e il secondo era infermo di mente, i comandanti del suo esercito - i Diadochi - elessero tra loro un reggente, Perdicca, che fu formalmente accettato dall'assemblea dei soldati.
Nel 322 AC tuttavia Perdicca venne a conflitto con Tolomeo, uno dei diadochi e satrapo d'Egitto e mosse contro questi, ma durante la spedizione rimase ucciso.
Successivamente i diadochi elessero come reggente Antipatro che tuttavia non fu accettato da tutti. Ne nacque una guerra civile nel corso della quale trovarono via via la morte i familiari ancora in vita di Alessandro, tra cui i due figli, la moglie Rossane, la madre Olimpia, la sorella Cleopatra e la sorellastra Euridice e il fratellastro Filippo.
Le fonti storiche e la leggenda
Le fonti storiche su Alessandro sono piuttosto numerose. Conosciamo l'esistenza di resoconti del suo storico di corte Callistene, del suo generale Tolomeo e del suo architetto militare Aristobulo, oltre che, poco dopo, di Clitarco, che sono tuttavia andati perduti.
I cinque principali storici che successivamente trattarono delle sue vicende sono:
- Arriano, storico di Nicomedia ("Anabasis Alexandri", ovvero "Le campagne di Alessandro", scritto in greco)
- Curzio Rufo, storico latino ("Historiae Alexandri Magni", biografia di Alessandro in dieci libri, di cui rimangono gli ultimi otto)
- Plutarco di Cheronea, storico greco ("Vita di Alessandro" e due orazioni "Sulla fortuna" e "Sulla virtù di Alessandro")
- Diodoro Siculo, storico greco (i libri dal XVII al XXI della sua "Bibliotecha Historia" coprono le conquiste di Alessandro e la successiva storia dei Diadochi)
- Giustino ci ha invece lasciato un'epitome (o "riassunto") con molti errori ("Epitome della Storia Filippica di Pompeo Trogo").
Ciascuno di questi ci offre una differente immagine del re macedone e, come dice Strabone, "tutti coloro che scrissero di Alessandro preferirono il meraviglioso al vero".
Alessandro divenne una leggenda mentre era ancora in vita ed episodi meravigliosi furono narrati già dai contemporanei che avevano assistito alle sue imprese.
Nel secolo successivo alla sua morte i racconti leggendari sulla sua vita furono raccolti ad Alessandria d'Egitto in un "Romanzo di Alessandro", falsamente attribuito a Callistene (l'autore è a volte citato come "pseudo Callistene"). Questo testo ebbe grande diffusione per tutta l'antichità e durante il Medioevo, con numerose versioni e revisioni.
In epoca tardo-antica venne tradotto in latino e in siriaco e da qui tradotto in moltissime lingue, compreso l'arabo, il persiano e le lingue slave, e costituisce forse la fonte della citazione di Alessandro nel Corano.
Bibliografia
Fonti storiche
- Arriano, Anabasi di Alessandro, 2 vvol., BUR, 1994 (ISBN 8817169986).
- Diodoro Siculo, Biblioteca Storica,
:ll. I-V a cura di G.F. Gianotti, A. Corcella, I. Labriola, D.P. Orsi, Introduzione di L. Canfora, Palermo Sellerio 1986 (ISBN 8838903840);
:ll. XI-XV a cura di I. Labriola, P. Martino, D.P. Orsi, Palermo Sellerio 1988 (ISBN 8838905231);
:ll. XIV-XVII, a cura di T. Alfieri Tonini, Sellerio, Palermo 1985 (ISBN 881816001X);
:ll. XVI-XX a cura di Orsi D. P., Labriola I., Martino P.A., Sellerio, Palermo 1993 (ISBN 883890801X);
:ll. XXI-XL, a cura di Martino P., Sellerio, Palermo 2000 (ISBN 8838916020).
- Plutarco, Vite parallele. Alessandro. Cesare., BUR, 2000 (ISBN 8817118818).
- Ruffo C., Storie di Alessandro Magno, Fondazione Lorenzo Valla, 1998-2000.
:vol.1 (ISBN 8804434686)
:vol.2 (ISBN 8804474084)
Saggi e biografie
- Bosworth A.B., Alessandro Magno. L'uomo e il suo impero, Rizzoli, 2004 (ISBN 8817000957).
- Citati P., Alessandro Magno, Adelphi, 2004 (ISBN 8845919137).
- Droysen J.G., Alessandro il Grande, TEA,(ISBN 978887819593).
- Faure P., La vie Quotidienne des armées d'Alexandre. Hachette, Paris, 1982 (ISBN 2010082214).
- Frediani A., Le grandi battaglie di Alessandro Magno. L'inarrestabile marcia del condottiero che non conobbe sconfitte, Newton Compton, 2004 (ISBN 8854101656).
- Fox R.L., Alessandro Magno, Einaudi, Torino 1981 (ISBN 8806172506).
- Frugoni C., La fortuna di Alessandro Magno dall'Antichità al Medioevo, La Nuova Italia, Firenze, 1978.
- Gehrke H-J., Alessandro Magno, Il Mulino, 2002 (ISBN 978881508462).
- Mossé C., Alessandro Magno. La realtà e il mito, Laterza, 2005 (ISBN 978884206829).
Narrativa
- Doherty P., trilogia edita da Newton Compton,
: Alessandro Magno e la vittoria impossibile, 2002 (ISBN 88-8289-772-9),
: Alessandro Magno e l'uomo senza Dio, 2003 (ISBN 88-8289-936-5),
: Alessandro Magno e le porte degli Inferi, 2004 (ISBN 88-541-0095-1).
- Valerio Massimo Manfredi, trilogia Alexandros
:Il figlio del sogno (ISBN 978880450968),
:La sabbia di Ammon (ISBN 978880450969),
:La fine del mondo (ISBN 978880450970).
Megalexandros nel cinema e nei media
In epoca contemporanea, la figura di Megalexandros è stata catturata e fatta propria anche dal cinema con il film distribuito nel novembre 2004 Alexander, diretto dal regista Oliver Stone ed interpretato dall'attore Colin Farrell, versione sufficientemente aderente alle biografie ufficiali.
In realtà la figura del grande condottiero era stata già portata sul grande schermo nel 1956 nel film della MGM Alessandro il Grande di Robert Rossen (titolo originale Alexander the great), con l'interpretazione di Richard Burton, Fredric March e Claire Bloom.
- Sono state prodotte numerose serie televisive che hanno come argomento Alessandro.
- Dal 1969 al 1981, Mary Renault scrisse una sceneggiatura a basi storiche per una trilogia, avente come argomento la vita di Alessandro: Fuoco dal cielo (riguardante la sua adolescenza), Il ragazzo persiano (la sua conquista della Persia, la sua spedizione in India, e la sua morte, osservata dal punto di vista di un persiano eunuco di nome Bagoa), e Giochi funerari (sugli eventi che seguirono alla sua morte).
- Il gruppo metal Inglese Iron Maiden presenta una canzone intitolata "Alessandro il Grande" nel loro album Somewhere in Time (1986). La canzone descrive la vita di Alessandro, ma contiene una inesattezza: nella canzone si dice che la sua armata non l'avrebbe seguito in India.
- Una serie animata epica chiamata Reign: The Conquerer di Peter Chung di Aeon Flux ha debuttato su Cartoon Network nello show Adult Swim nel 2003.
- Baz Luhrmann aveva pianificato un film inconsueto su Alessandro Magno, con Leonardo Di Caprio, ma la realizzazione di Oliver Stone forse lo ha dissuaso [http://www.imdb.com/news/wenn/2004-11-01#2]
- Il musicista brasiliano Caetano Veloso ha incluso nel 1998 nel suo album Livro una canzone epica su Alessandro Magno chiamata "Alexandre".
Collegamenti esterni
- [http://www.pothos.org/ Alexander the Great's Home on the Web], portale su Alessandro
- [http://perso.wanadoo.fr/buddyop/alexandre/ Alexandre III Le Grand], portale con forum
- [http://www.3dsrc.com/alexandrelegrand/multimedia.php Materiale su Alessandro] conservato al Louvre
- [http://www.1stmuse.com/frames/ Alexander from history to eternity]
- [http://www.ancientlibrary.com/wcd/Category:Alexander_the_Great Documenti relativi ad Alessandro] su [http://www.ancientlibrary.com Ancient Library]
- [http://www.geocities.com/Athens/Oracle/4168/history/din_32.htm Dinastia macedone in Egitto]
- [http://www.american-pictures.com/genealogy/persons/per01162.htm#0 Una genealogia di Alessandro]
Categoria:Alessandro Magno
Categoria:Biografie
Categoria:Condottieri
Categoria:Sovrani macedoni
ja:アレクサンドロス3世
ko:알렉산드로스 대왕
Balcani
La Penisola Balcanica conosciuta anche semplicemente come i Balcani è una penisola dell'Europa orientale delimitata a nord dalla Pannonia, a SO dal mare Adriatico e dal mar Ionio, a SE dal mare Egeo, a est dal Mar Nero.
E' prevalentemente montuosa e ricca d'acqua. E'un crogiolo di popoli, etnie, lingue e religioni e dalla storia sempre burrascosa.
Il premier britannico Winston Churchill ne diede una descrizione che può valere ancora oggi: I Balcani producono più storia di quanta ne possono digerire.
categoria:Europa
ja:バルカン半島
ko:발칸 반도
th:คาบสมุทรบอลข่าน
Penisola balcanica
La Penisola Balcanica conosciuta anche semplicemente come i Balcani è una penisola dell'Europa orientale delimitata a nord dalla Pannonia, a SO dal mare Adriatico e dal mar Ionio, a SE dal mare Egeo, a est dal Mar Nero.
E' prevalentemente montuosa e ricca d'acqua. E'un crogiolo di popoli, etnie, lingue e religioni e dalla storia sempre burrascosa.
Il premier britannico Winston Churchill ne diede una descrizione che può valere ancora oggi: I Balcani producono più storia di quanta ne possono digerire.
categoria:Europa
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Grecia
La Grecia (in greco : Ελλάδα,oppure: Ελλάς, Hellas), nome ufficiale Repubblica Ellenica (in greco: Ελληνική Δημοκρατία, Ellinikí Dimokratía) è uno stato europeo situato nel Mare Mediterraneo nell'estremo Sud della penisola Balcanica ed è considerata la culla della democrazia del pensiero e della civiltà occidentale.
Essa confina a Nord con Albania Macedonia Bulgaria e Turchia nel Nord-Est.
Giovane democrazia la Grecia è riuscita ad entrare nell'Ue nel 1981, ad adottare l'Euro nel 2001 e ad ospitare le Olimpiadi estive di Atene 2004.
Nome
Il nome ufficiale della Grecia in lingua greca è Ελλάς = Ellás . Tale nome è reso in italiano con ‘Hellas’ seguendo le antiche convenzioni politoniche. Meno formalmente, ma più comunemente, è chiamata Ελλάδα = Elláḏa . Nel mito antico, l'eponimo Hellen era l'antenato di tutti i greci.
Il termine utilizzato nelle lingue europee (italiano: Grecia, inglese: Greece, francese: Grèce, tedesco: Griechenland, russo: Греция, serbo-croato: Grčka, ...) deriva da una radice diversa, Γραικός = Graikos (attraverso il latino Graecus) che, secondo Aristotele, era un antico nome per designare i greci.
Nelle lingue mediorientali, invece, (turco Yunanistan, arabo يونان, ebraico יוון, persiano antico Yaunâ) si utilizza la radice Ιωνία = Ionia.
Bandiera
Le nove strisce rappresentano le nove sillabe del motto nazionale:"Libertà o Morte".
La croce simboleggia il trionfo del cristianesimo sull'oppressore turco.
Storia
Ai primissimi abitanti della Grecia viene dato spesso il nome di Pelasgi, il "popolo del mare".
Questi erano stati cacciati verso sud, da invasori nordici durante le loro migrazioni. Nel corso di ondate successive occuparono la penisola greca e si sparsero nelle isole dell'arcipelago.
I nuovi abitanti, arrivati tra il 3200 a.C., portarono con se la lingua indoeuropea, che, fondendosi con i dialetti cretesi, diede luogo alla lingua greca.
Storia dell'Antica Grecia
Storia moderna della Grecia
Storia Contemporanea Della Grecia
Colonie greche in Italia
Geografia
lingua greca
- Superfice:131.957 kmq
- 15.021 kmq di coste e 1.500 isole.(106.778 Kmq. terraferma - 25.166 Kmq isole - pianura 20%).
La Grecia confina a Nord-Ovest con l'Albania, a Nord con la Macedonia e la Bulgaria e ha Nord-Est con la Turchia.
La lunghezza totole dei confini terrestri è di 1.215,5 Km.
La Grecia è formata dalla fine della penisola balcanica e da 2000 isole nei mari Ionio ed Egeo.
Lo stato greco si affaccia interamente sul mare, non esiste parte del territorio nazionale che disti più di 137 Km dalla costa.
La parte continentale della Grecia è formata da un insieme di penisole, quali: la penisola Calcidica,dell'Attica e del Peloponesso
La conformazione delle coste è piuttosto irregolare con numerose frastagliature,tra le quali spiccano i golfi di Corinto ed Egina divisi dall' Istmo di Corinto ,Patrasso,Salonicco,Messenia,Laconia,Argolide,Cassandra,Hagiu òruse diOrfani.
La costa ionica è bassa e paludosa.Quella egea e meridionale,invece sono alte e rocciose
le isole greche si dividono in arcipelaghi, quali:quello delle Isole ionie(Corfù,Zante,Leucas,Itaca e Cefalonia) a sud Creta-la più grande -;nell'Egeo;Eubea vicino all'Attica ,le Sporadi settentrionali e meridionali, le Grandi Egee (Lemnos,Lesbos,Kios Samos e Rodi)di fronte alle coste della Turchia
Turchia
L'entroterra è montagnoso all'80% con una catena- il Pindo- prolungamento delle Alpi dinariche che nasce in Albania e si staglia in direzione sud-est,e la catena dei Rodopi posta nel Nord-est che si staglia da Ovest ad'Est divisi dal confine tra Grecia e Bulgaria.
e vari massicci isolati, come il Monte Olimpo,Monte Parnaso e il Monte Taigeto.
Siccome il territorio greco è montuoso le pianure sono scarse; tuttavia la pianura più importante è composta dal Bacino Pianeggiante della Tessaglia.
I fiumi greci hanno un percorso breve e tortuoso è sono di carattere torrentizio,la portata dipende dalla piovosità e dalla stagione.
I fiumi più importanti sono il Peneiòs che nasce dalla catena montuosa del Pindo è il principale fiume della Tessaglia ,l'Axios,l'Achelòosil secondo fiume per lunghezza che si getta nell'Egeo,l'Arachthosl'Alfeiòs,l'Evròtas,il Néstos,il'Marizzao Hebros che funge da confine con la Turchia e l'Aliakmonas il fiume più lungo della Grecia.
Monti principali
Aliakmonas
Vedere Lista delle Montagne della Grecia
- Monte Olimpo 2917 m
Laghi
- Laghi principali:
- Lago Trichonida 96 Km².
- Lago Volvi 70 Km².
- Lago Vegoritis 54 Km².
- Lago di Prespa 39 Km². (parte greca, totale 3,28 Km²)
Principali Città
Elenco delle città greche che superano i 100.000 abitanti.
- Atene (greco: Αθήνα, Athína) Capitale.
- Salonicco o Thessaloniki (greco Θεσσαλονίκη)
- Pireo (greco moderno: Πειραιάς Peiraiás o Pireás, greco antico / Katharevousa: Πειραιεύς Pireéfs).
- Patrasso (greco moderno: Πάτρα;greco antico: Πάτραι,Pátrai).
- Peristeri (greco, Περιστέρι)
- Herakliono Iraklion (greco: Ηράκλειο).
- Larissa (greco: Λάρισα, Lárisa).
- Kallithea (greco: Καλλιθέα).
Salonicco.Città con quasi 1.400.000 abitanti al Nord del paese. Prese suo nome da Kassandros (genero di Alessandro Magno e suo successore) in onore della sorella di Alessandro Thessaloniki.
Demografia
Sulla base del censo del 2001, la Grecia ha una popolazione di 10.964.020 abitanti. Di questi, il 58,8% vive nelle aree urbane, mentre solo il 28,4% in quelle rurali. Ben 4 milioni di greci vivono nelle due maggiori città, Atene e Salonicco. Sebbene la popolazione continui a crescere, la Grecia affronta oggi un serio problema demografico: per la prima volta, nel 2002, il numero dei decessi ha superato quello delle nascite.
Nel paese vivono numerose comunità di immigrati (forse più di un milione). Di essi, ben il 65% proviene dall' Albania. L'immigrazione albanese in Grecia divenne massiccia in seguito alla caduta del comunismo in Albania, causando una disputa fra il governo di Atene e quello di Tirana: i confini, infatti, furono aperti senza che le autorità greche fossero veramente pronte ad affrontare la situazione. Attualmente, gli albanesi formano circa il 10% della popolazione che abita in Grecia - nella loro maggioranza però vivono in Grecia come clandestini : alcuni di essi sono spesso coinvolti in attività criminali che trovano largo spazio nei media. Ciò fa sì che in molti casi gli albanesi siano malvisti dai greci e, addirittura, discriminati o sfruttati.
Vi sono poi piccoli nuclei di persone immigrate da Bulgaria, Serbia, Romania, Pakistan, Ucraina, Bielorussia, Polonia, Egitto, Palestina, Etiopia, Bangladesh, Cina, Georgia e Russia che principalmente abitano ad Atene. Il loro preciso ammontare rimane sconosciuto, visto che molti di essi sono entrati in Grecia illegalmente. Infine, negli anni Novanta molti sportivi albanesi e georgiani di origine greca hanno preferito migrare in Grecia.
Come risultato della presenza di numerosi clandestini, la xenofobia e il razzismo hanno assunto dimensioni preoccupanti. Attualmente, le forze nazionaliste di destra chiedono un maggiore controllo delle frontiere e l'espulsione degli immigrati illegali.Nelle ultime elezioni la destra "patriotica" greca - in alcune periferie - abbia ottenuto oltre il 3,5% dei voti.
Storicamente, la Grecia è abitata da secoli da molte minoranze linguistiche e religiose. Fra gli altri, vi sono bulgari, vari gruppi rom, turchi, slavi, valacchi (aromuni e megleno-rumeni) e arvaniti. Fra le minoranze religiose, la comunità più rilevante è quella islamica.
Una minoranza - religiosa - in particolare, quella dei musulmani della Tracia, possiede diritti speciali che le furono concessi soprattutto in seguito al Trattato di Losanna, in contraposizione con la minoranza greca di Turchia che veniva riconosciuta dal Trattato di Losanna come minoranza etnica e non religiosa.
Feste della Grecia
:'Ci sono anche altre feste, pricipalmente festività ortodosse.
Politica
Assetto Istituzionale
La Grecia è una repubblica parlamentare in base al referendum del 8 Dicembre 1974.
La costituzione del 11 Giugno 1975;amendata nel Marzo 1986 e nella primavera del 2001 include specifiche garanzie delle libertà civili.
Il presidente della Repubblica è scelto da una maggioranza qualificata del Parlamento per un mandato di cinque anni rinnovabili una seconda volta,ed è formalmente il capo di stato.
Tuttavia, è il primo ministro con il suo governo che svolge il ruolo centrale nel processo politico, mentre il presidente svolge funzioni governative molto limitate,oltre che le funzioni ceremoniali e di rappresentanza.
I greci eleggono i 300 membri del Parlamento unicamerale del paese ( Vouli di Ellinon ) con suffraggio universale e scrutinio elettorale segreto dai maggiorenni di 18 anni d'ambo i sessi; per un massimo di quattro anni, ma le elezioni possono accadere a intervalli più frequenti.
La Grecia usa un complesso sistema elettorale ha rappresentanza proporzionale rinforzato che prevede uno sbarramento al 3%,che svantaggia i partiti minori specialmente il secondo partito alle elezioni e si accerta che il partito che vince nel voto nazionale avrà una forte maggioranza nel parlamento.
Un partito deve ricevere 3% del voto nazionale totale per guadagnare il diritto alla rappresentanza parlamentare.
Le politiche parlamentari greche muniscono il principio del "dedilomeni", "della riservatezza dichiarata" del Parlamento al primo ministro e della sua gestione.
Ciò significa che il presidente della Repubblica è limitato nella nomina del primo ministro a una persona che sarà approvata dalla maggioranza dei membri del parlamento(cioè 151 voti).
Con l'attuale sistema elettorale, è il capo del partito che ha vinto l'elezioni parlamentari, a essere nominato primo ministro.
Una amministrazione può, in qualunque momento, chiedere "un voto di riservatezza"; per contro, un certo numero di membri di parlamento può chiedere quello che è un voto di rimprovero" .
Entrambi sono casi rari con i risultati solitamente prevedibili poichè votare fuori della linea di partito accade molto raramente.
Capi dello Stato
- Re della Grecia
- Presidenti della Grecia
Primi Ministri
- Primi Ministri della Grecia
Partiti
La Grecia ha un sistema multipartitico dominato da due partiti politici.
Lista dei Partiti:
- Coalizione della sinistra, di Muovementi e Ecologia (greco: Συνασπισμος) - SYN (Estrema Sinistra).
- Organizzazione comunista di Grecia (greco: Κομμουνιστική Οργάνωση Ελλάδας) - ΚΟΕ (Sinistra comuinsta).
- Partito comunista di Grecia (greco: Κομμουνιστικο Κομμα Ελλαδας) - KKE (Comunisti).
- Muovimento socialdemocratico (greco: Δημοκρατικο Κοινωνικο Κινημα) - DI.K.KI (Socialisti democratici).
- Ecologisti greci (greco: Οικολόγοι Ελλάδας) - EG (Verdi).
- Ecologisti verdi (greco: Οικολόγοι Πράσινοι) - OP (Verdi).
- Fronte ellenico (greco: Ελληνικό Μέτωπο) - (Estrema destra).
- Marxisti-leninisti partito comunista di Grecia (Greek: Μαρξιστικο - Λενινιστικο Κομμουνιστικο Κομμα Ελλαδας) - M-L KKE (Sinistra maoista).
- Nuova democrazia (greco: Νεα Δημοκρατια) - ND (Destra conservatrice).
- Muovimento socialista panellenico (greco: Πανελληνιο Σοσιαλιστικο Κινημα) - PA.SO.K(Socialisti).
- Raduno popolare ortodosso (greco: Λαϊκός Ορθόδοξος Συναγερμός) - LA.O.S.
- Fronte radicale di sinistra (greco: Μετωτο Ριζοσπαστικης Αριστερας)- MERA (Estrema Sinistra).
- Partito Arcobaleno (greco: Oυράνιο Tόξο; Slavo-Macedone: Виножито)- OT (RP)(partito regionalista espressione politica per gli indigeni greco macedoni_minoranza slava).
- Partito dei lavoratori socialisti (greco: Σοσιαλιστικό Εργατικό Κόμμα) - SEK (Sinistra Rivulazionaria).
- Unione di Centro(greco: Ένωση Κεντρώων) - EK (UC) (Centristi Social Democratici).
Politica Interna
Politica Estera
Le Questioni prominenti nella politica estera della Grecia comprendono il problema di Cipro, il confine delle acque territoriali Greco-Turche nel mare Egeo,e la disputa sul nome della Macedonia e il rapporto con gli Stati Uniti.
Suddivisione amministrativa
Amministrativamente la Grecia è suddivisa in 13 perifereies e 1 regione autonoma (Monte Athos).(περιφέρειες) nove sulla terraferma e 4 consistenti in gruppi di isole. Le perifereies sono a loro volta divise in 51 prefetture chiamate singolarmente nomos; in greco νομοί, νομός)).
nomos
- Elenco perifereies:
#Attica
#Grecia Centrale
#Macedonia Centrale
#Creta
#Macedonia Orientale e Tracia
#Epiro
#Isole Ionie
#Egeo Settentrionale
#Peloponneso
#Egeo Meridionale
#Tessaglia
#Grecia Occidentale
#Macedonia Occidentale
La regione autonoma del Monte Athos (agio Oros - montagna sacra),è una nazione monastica sotto la sovranità greca.
I nomoi sono suddivisi a loro volta in 147 eparchies (eparchia singolare), che contengono 1.033 comuni e Comunità: 900 comuni urbani (demoi) e 133 Comunità rurali (koinotetes). Prima di 1999, la struttura di ente amministrativo territoriale della Grecia era caratterizzato 5.775 autorità locali: 457 demoi e 5.318 koinotetes, suddivisi in 12.817 località (oikosmoi).
Forze Armate della Grecia
Le Forze armate greche consistono nel:
- Esercito Ellenico (In greco,Ελληνικός Στρατός)
- Marina Militare Ellenica (In greco, Ελληνικό Πολεμικό Ναυτικό)
- Areunautica Militare Ellenica (In greco,Ελληνική Πολεμική Αεροπορία)
- Guardia Costiera Ellenica (In greco,Ελληνικό Λιμενικό Σώμα);amministrata dal Ministero della marina mercantile(Υπουργείο Εμπορικής Ναυτιλίας).
L'autorità civile per le forze armate greche è il Ministero della difesa nazionale,(in greco,Υπουργός Εθνικής Άμυνας) (Υ.ΕΘ.Α.).
Attualmente In Grecia vige il servizio militare obbligatorio universale per i maschi di 18 anni; tuttavia, questo sistema è probabile che presto sara cambiato.
Le donne possono servire nelle forze armate greche, ma non possono essere coscritte.
Il Presidente della repubblica è il comandante in capo delle forze armate,e presiede il consiglio di difesa (In greco,Συμβούλιο Άμυνας) (ΣΑΜ)
Servizi Segreti
Il servizio segreto Nazionale Ellenico (NIS o EYP) (greco: Ethniki Ypiresia Pliroforion, Εθνικη Υπηρεσια Πληροφοριων, ΕΥΠ) è il servizio segreto nazionale greco. Le relative sedi sono situate ad' Atene.
Voci correlate
- Greci celebri
- Aziende greche
- Isole greche
Collegamenti esterni
- [http://www.statistics.gr/ Ufficio greco di statistica]
- [http://www.gnto.gr/?langID=2/ Sito ufficiale del turismo greco]
- [http://www.greece-museums.com Greece Museums/ Musei greci]
- [http://dmoz.org/Regional/Europe/Greece/ DMOZ.org Progetto aperto: Grecia]
- [http://ozhanozturk.com/content/view/374/1/ Storia della Grecia Ottomana]
- [http://www.ert.gr/radio/liveradioTritovraxea.asp Una radio greca dal vivo]
- [http://www.hri.org HR-Net Hellenic Resources Network]
- [http://www.phigita.net/ Blogs e Notizie in greco]
- [http://www.balkanforums.com Greece and the Balkans] Forum di discussione
Grecia
fiu-vro:Kriika
ja:ギリシャ
ko:그리스
ms:Yunani
roa-rup:Gârţii
simple:Greece
th:ประเทศกรีซ
zh-min-nan:Hi-lia̍p
Periferie della GreciaAmministrativamente la Grecia è suddivisa in 13 periferie (in greco περιφέρειες, perifereies) nove sulla terraferma e 4 consistenti in gruppi di isole. Le periferie sono a loro volta divise in 51 prefetture. In aggiunta alle periferie è presente una regione autonoma, il Monte Athos (Ayion Oros, o "Monte Sacro"); uno stato monastico sotto la sovranità della Grecia, situato sulla più orientale delle tre penisole della Calcidica (Macedonia Centrale), che si affacciano sul Mare Egeo.
categoria:Grecia
ja:ギリシャの地方行政区画
Bulgaria
La Repubblica di Bulgaria è una nazione situata nella parte sud-orientale dell'Europa. È posta nella metà orientale della penisola Balcanica. Confina con il Mar Nero ad est, con la Grecia e la Turchia a sud, con Serbia e Montenegro e la Macedonia ad ovest, e con la Romania a nord da cui è divisa dal fiume Danubio. La lunghezza complessiva dei confini bulgari è di 2245 Km, di cui 1181 Km sono terrestri, 686 Km fluviali e 378 Km costieri.
La rete stradale della Bulgaria è lunga 36.720 Km, la rete ferroviaria 4.300 Km.
Storia
I Bulgari, una tribù antica dell'Asia Centrale, si fusero con la locale popolazione slava alla fine del VII secolo, per formare il primo stato bulgaro. Nei secoli successivi, la Bulgaria lottò contro l'Impero Bizantino per far valere la sua posizione nei Balcani, ma alla fine del XIV secolo la nazione venne invasa dall'Impero Ottomano.
La Bulgaria riconquistò la sua indipendenza nel 1878 come principato autonomo e venne proclamata un regno indipendente nel 1908. Nel 1912/13 fu coinvolta nelle Guerre Balcaniche, una serie di conflitti con i paesi confinanti, durante le quali il territorio bulgaro variò le sue dimensioni. Durante la prima guerra mondiale e successivamente durante la seconda guerra mondiale, la Bulgaria di trovò a combattere per la parte perdente.
Nel 1923 e 1934, con l'appoggio del monarca Boris III, attraverso due colpi di stato di ispirazione fascista vengono messe fuori legge le forze democratiche. Una rivolta popolare organizzata dal partito comunista nel settembre del 1923 viene soffocata nel sangue.
Alleata della Germania Nazista, nel 1941 dichiarò guerra agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna, e consentì il transito delle truppe naziste che invasero la Jugoslavia e la Grecia. Nel 1943 il tentativo di deportare gli ebrei bulgari verso i campi di sterminio viene sventato dall'intervento del Vice Presidente del Parlamento Dimitar Peshev, e dal movimento popolare di opposizione.
Il 9 settembre 1944 il regime monarco-fascista, ormai allo sbando, viene abbattuto dalle forze antifasciste riunite nel Fronte della Patria. Nei giorni precedenti l'Unione Sovietica, le cui truppe si erano attestate ai confini, aveva dichiarato guerra alla Bulgaria.
Il nuovo governo bulgaro, ristabilisce le libertà democratiche ed il nuovo esercito bulgaro combatte assieme agli Alleati per la liberazione della Jugoslavia, dell'Ungheria e della Austria, ma tra il 1946 ed il 1948 gli spazi democratici si restringono sempre più ed il Partito Comunista acquista un ruolo egemone. La Bulgaria cadde nella sfera d'influenza dell'Unione Sovietica e divenne una repubblica popolare nel 1946. Il regime comunista cadde nel novembre 1989, e nel 1990 si tennero le elezioni multipartitiche.
La Bulgaria è entrata nella NATO nel 2004 e farà parte dell'UE nel 2007.
Il 28 luglio 2005 viene eletto a primo ministro Sergei Stanishev.
Politica
Il presidente della Bulgaria viene eletto direttamente per un mandato di 5 anni, e può essere rieletto una sola volta. Il presidente funge da capo di stato e da comandante in capo delle forze armate. Il presidente è a capo del Consiglio Consultivo per la Sicurezza Nazionale e anche se non è in grado di iniziare una legislazione, può respingere una legge per un ulteriore dibattito. Ma il parlamento può ribaltare il veto presidenziale con un semplice voto di maggioranza.
Il parlamento unicamerale bulgaro, l'Assemblea Nazionale o Narodno Sabranie, consiste di 240 deputati che sono eletti con un mandato di 4 anni dal voto popolare. I voti vanno a liste di partito o di coalizioni per ognuna delle nove divisioni amministrative. Un partito o coalizione deve ottenere un minimo del 4% dei voti per entrare in parlamento. Il Parlamento è responsabile dell'emanazione delle leggi, dell'approvazione del budget, della programmazione delle elezioni presidenziali, e della selezione e dimissione del primo ministro e degli altri ministri, della dichiarazione di guerra, del dispiegamento di truppe al di fuori della Bulgaria e della ratifica di accordi e trattati internazionali.
Geografia
La Bulgaria è composta dalle antiche regoni della Tracia, Moesia e Macedonia. La parte sud-ovest della nazione è montagnosa, e contiene il punto più alto della penisola balcanica, il Musala, con 2.925 m, e la catena delle montagne balcaniche, che corre da ovest a est attraverso la parte cenrale della nazione, a nord della famosa valle delle rose. Colline e pianure si trovano a sud-est, lungo la costa del Mar Nero ad est, e lungo il corso del fiume principale della Bulgaria, il Danubio, a nord. Altri fiumi importanti sono lo Struma e il Marica a sud.
Il clima bulgaro è temperato, con inverni freddi e umidi e estati mediterranee, calde e secche.
La penisola balcanica deriva il suo nome dalla catena dei Balcani, o Stara Planina, che attraversa il centro della nazione e si estende fino alla Serbia orientale.
Vedi anche:
- Elenco di città della Bulgaria
- Fiumi della Bulgaria
- Bacini idrici e dighe della Bulgaria
Regioni
Dal 1999 la Bulgaria consiste di 28 regioni (oblasti, singolare - oblast), dopo essere stata suddivida in 9 provincie fin dal 1987. Tutte le regioni prendono il nome dal loro capoluogo, la capitale nazionale forma una regione separata:
1987
# Blagoevgrad (vedi la mappa a destra)
# Burgas
# Dobrich
# Gabrovo
# Khaskovo
# Kurdzhali
# Kyustendil
# Lovech
# Montana
# Pazardzhik
# Pernik
# Pleven
# Plovdiv
# Razgrad
# Ruse
# Shumen
# Silistra
# Sliven
# Smolyan
# Sofia
# Regione di Sofia
# Stara Zagora
# Turgovishte
# Varna
# Veliko Turnovo
# Vidin
# Vratsa
# Yambol
Economia
L'economia della Bulgaria si è contratta drammaticamente dopo il 1989, a causa della perdita del mercato dell'Unione Sovietica, al quale l'economia bulgara era strettamente legata. La qualità della vita e caduta del 40%, ma ci si aspetta che raggiunga i livelli precedenti al 1990 per la fine del 2003.
Inoltre, le sanzioni delle nazioni unite contro Jugoslavia e Iraq sono costate molto all'economia bulgara. I primi segni di ripresa emersero nel 1994 quando il PIL crebbe e l'inflazione scese. Durante il 1996, comunque, l'economia collassò a causa delle riforme economiche insufficenti e di un sistema bancario instabile. Dal 1997 la nazione è sulla strada della ripresa, con un PIL in crescita ad un tasso annuo del 4-5%, incremento degli investimenti stranieri, stabilità macroeconomica e l'ingresso nell'Unione Europea previsto per il 2007.
L'attuale governo, eletto nel 2001, si è impegnato a mantenere gli obiettivi di politica economica fondamentale adottata dal suo predecessore nel 1997, ovvero, mantenere il piano valutario, praticare delle politiche finanziarie sane, accelerare le privatizzazioni, e perseguire delle riforme strutturali. Mentre le previsioni economiche per il 2002 e 2003 predicono una crescita continua dell'economia bulgara, il governo affronta ancora un alto tasso di disoccupazione e una bassa qualità della vita. La Bulgaria sta conducendo colloqui per l'entrata nell'Unione Europea nel 2007.
Demografia
In base al censimento del 2001, la popolazione della Bulgaria è composta principalmente da Bulgari etnici (83.9%), con due importanti minoranze: turchi (9,4%) e Rom (4,7%).
Il restante 2% consiste di diverse minoranze più piccole, comprendenti armeni, russi, rumeni, ucraini, greci ed ebrei. L'84,8% della popolazione bulgara parla il bulgaro, appartenente alle lingue slave, che è l'unica lingua ufficiale, ma vengono parlate anche altre lingue che corrispondono strettamente alle varie minoranze etniche.
La maggior parte dei bulgari (83.9%) sono almeno nominalmente membri della Chiesa ortodossa bulgara, la Chiesa ortodossa nazionale. Altre denominazioni religiose sono Islam (12,1%), cattolicesimo (1,7%), ebraismo (0,8%), con protestanti, Armeno-Gregoriani e altre confessioni che ammontano all'1,6%.
Cultura
- Bulgari celebri
- Martenitsa
- Musica della Bulgaria
- Monasteri della Bulgaria
Argomenti vari
- Communicazioni in Bulgaria
- Trasporti in Bulgaria
- Esercito della Bulgaria
- Relazioni estere della Bulgaria
- Turismo in Bulgaria
- Targhe automobilistiche bulgare
Gran parte del materiale di questo articolo è tratto dal CIA World Factbook 2000 e dal sito del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.
Collegamenti esterni
Ufficiali
- [http://www.government.bg/English Consiglio dei Ministri] - Sito ufficiale governativo
- [http://www.president.bg/en/index.php President.bg] - Sito ufficiale presidenziale
- [http://www.parliament.bg/en/index.php Narodno Sobranie] - Sito ufficiale parlamentare
- [http://www.ice.it/estero2/sofia/default.htm ICE - Bulgaria -] - Istituto nazionale per il Commercio Estero in Bulgaria
Altri
- [http://www.bulgaria-italia.com Bulgaria-Italia] - Bulgaria-Italia, portale sulla Bulgaria in lingua italiana
- [http://www.rsf.fr/article.php3?id_article=4116 Indice mondiale della libertà di stampa] - 38a su 139 nazioni
- [http://www.numismondo.com/pm/bgr/ Banconote della Bulgaria]
- [http://www.pbase.com/ngruev/bulgaria/ Immagini della Bulgaria]
- [http://www.kirildouhalov.net History art and music in Bulgaria]
- [http://bulgariantour.com/ Turismo in Bulgaria]
----
Bulgaria è anche il nome dello stato storico che esistette tra il X e il XIV secolo nella regione attorno alla confluenza del Volga e del Kama.
fiu-vro:Bulgaaria
ja:ブルガリア
ko:불가리아
ms:Bulgaria
roa-rup:Vurgarii
simple:Bulgaria
th:ประเทศบัลแกเรีย
zh-min-nan:Bulgariya
Brasile
Il Brasile (República Federativa do Brasil) è una repubblica federale (8.511.966 km² 180.000.000 abitanti, capitale Brasilia) di tipo presidenziale dell'America meridionale.
Confina a nord con Colombia, Venezuela, Guyana, Suriname e Guyana Francese, a est con l'Oceano Atlantico, a sud con l'Uruguay, a ovest con Argentina, Paraguay, Bolivia e Perù.
Comprende 26 stati e un distretto federale.
Il suo nome deriva da quello del legno tintorio chiamato "pau brasil" (Caesalpinia echinata).
Storia
Popoli precolombiani
Prima dell'arrivo degli europei, le popolazioni erano alquanto primitive, vivevano raggruppate in villaggi e tribù localizzate sia lungo la costa che nell'interno.
Il Brasile fu scoperto dal navigatore Pedro Alvares Cabral nell'aprile del 1500, quando approdò a Porto Seguro, a sud dell'attuale Salvador (Bahia), la denominò come Isola di Vera Cruz.
Scoperta e colonizzazione
I portoghesi trovarono un popolo senza alcuna organizzazione militare che poterono assoggettare facilmente. Il loro interesse non era però legato alla costituzione di un impero coloniale, ma doveva servire come base per il loro commercio con le Indie, per cui l'interesse iniziale fu veramente scarso. I primi a comprendere l'importanza dei territori brasiliani, furono francesi e spagnoli, che fecero numerosi tentativi di occupazione.
In base al Trattato di Tordesillas (7 giugno 1494), precisato da quello successivo di Saragozza (1529), il nuovo territorio fu ufficialmente incluso nella zona d'espansione territoriale
del Portogallo.
Nel 1533 re Giovanni III adottò la prima struttura politica ed amministrativa per il Brasile basata sulle Capitanias: queste erano concessioni terriere di tipo feudale date dal sovrano ad un nobile, al
quale venivano assegnati pieni poteri sulla terra, con l'obbligo di pagare un tributo al sovrano. Il sistema aveva però il difetto di creare comunità separate, prive di interessi comuni, che nuoceva al commercio e alla difesa del paese dagli interessi stranieri.
Governatorato portoghese
Andrea Barra III fu così costretto nel 1549 a costituire un potere centrale, nominò un governatore generale e stabilì la capitale della colonia a Bahia. I governatori si dimostrarono degni del loro compito, specialmente nel respingere i tentativi di infiltrazione dei francesi. Nel 1567 fu fondata la città di Rio de Janeiro.
Passaggio alla Spagna
Nel 1580 il Brasile finì, insieme con il Portogallo, sotto il dominio spagnolo fino al 1640; durante questo periodo dovette difendersi con le proprie forze dalle nuove insidie portate da inglesi, francesi e olandesi. Particolarmente dura fu la lotta con gli olandesi, che riuscirono a creare un dominio vasto ed organico, con una efficiente organizzazione politica e militare.
Contro l'invasione olandese, i coloni di origine portoghese si armarono, questo indusse il governo olandese, a mandare in Brasile il principe Giovanni Maurizio di Nassau (1637), nel tentativo di rendere possibile la coabitazione tra olandesi, portoghesi e indigeni. Giovanni fece bene il suo lavoro, ma quando il Portogallo riacquistò la sua indipendenza, e quindi la supremazia sul Brasile, venne accusato di accordi con i portoghesi per staccare la Nuova Olanda dalla madrepatria, e fu costretto a dimettersi.
Il dominio spagnolo non fu comunque del tutto inutile, in quanto portò ad una coscienza nazionale ed all'apertura di nuovi orizzonti. Da una parte i Gesuiti erano penetrati all'interno per convertire gli indigeni, dall'altra gli abitanti della zona di San Paolo si diedero alla ricerca di nuove terre e di mano d'opera per le loro piantagioni.
Ritorno al Portogallo
Un conflitto tra le due correnti fu inevitabile quando i paulisti arrivarono ai confini dell'attuale repubblica del Paraguay, dove i Gesuiti avevano fondato colonie autonome di Indios, per sottrarli alla schiavitù. I tentativi paulisti di asservirli fallirono e quindi si rivolsero verso il bacino del Paraná, che colonizzarono nella prima metà del XVI secolo. Nel frattempo le popolazioni di Rio de Janeiro e di Bahia penetrarono al centro e al nord, attirati dall'oro e dalle pietre preziose.
Alla fine del XVII secolo i coloni portoghesi si riunirono per combattere la Repubblica di Palmares, formata da schiavi neri fuggiti dalle piantagioni, costituiti in comunità autonoma ed indipendente, che sconfissero solo nel
1695. Molte altre le imprese dei coloni portoghesi, che penetrarono nel Minas Gerais, nel Mato Grosso e nel Goias, aprendo queste terre alla civilizzazione occidentale e procurando al Portogallo grandi quantità d'oro e di gemme
preziose.
Nel periodo di regno di Giuseppe I (1750-1777), il governo fu nella mani del Marchese di Pombal, che introdusse riforme che riguardavano il Brasile. Diminuì i donatori locali, creò due corti di giustizia, portò la capitale a Rio de Janeiro (1763).
Sul piano sociale abolì nel 1758 la schiavitù degli indios, ma il decreto venne praticamente annullato dall'espulsione dei Gesuiti, molti degli indios che vissero nelle loro comunità preferirono tornare alla vita della foresta piuttosto che sottostare alla dominazione bianca. I vantaggi delle riforme di Pombal, vennero annullati dopo la sua morte dalla
politica dura e reazionaria della nuova regina Maria I, che sollevò le ostilità dei coloni. Nel 1789 un gruppo di patrioti di Minas Gerais provocò una rivolta per creare una repubblica democratica ed indipendente,
ma fu duramente repressa.
Riparo dei reali portoghesi in Brasile
Nel 1807, quando Napoleone si accinse a conquistare il Portogallo, i regnanti rifugiarono in Brasile, a Rio de Janeiro. Qui il reggente Giovanni VI svincolò le industrie dai limiti e dai controlli di cui erano gravati ed aprì i porti al traffico con l'estero, facendo rifiorire il Brasile e calmando gli interessi indipendentistici. Nel 1816 conquistò anche l'attuale Uruguay, che divenne una provincia brasiliana.
Indipendenza
Caduto Napoleone, Giovanni tornò in Portogallo, lasciando la reggenza del Brasile al figlio Don Pedro, a cui venne imposto di ripristinare gli ordinamenti della vecchia colonia. Il giovane principe si oppose, sostenuto
dall'intera popolazione, e il 7 settembre 1822 proclamò l'indipendenza del Brasile. Represse però le intenzioni liberali dei suoi sudditi e fece redigere una costituzione di tipo paternalistico, in base alla quale l'imperatore aveva il potere di opporsi a qualsiasi legge votata dall'organico legislativo, di sciogliere le camere (una di nomina imperiale e una popolare) del parlamento in qualsiasi momento.
Nel 1831 scoppiò una conflitto con l'Argentina sulla provincia dell'Uruguay, che porto ad un accordo sull'indipendenza della regione. I brasiliani si rivoltarono (7 aprile 1831) e costrinsero Pedro I ad abdicare in favore del figlio Don Pedro de Alcantara (Pedro II), che allora aveva solo 5 anni e che quindi fu affiancato ad un consiglio di reggenza.
Il periodo della reggenza fu caratterizzato da rivolte interne (Pará, Minas Gerais, Mato Grosso e Maranhao) che furono sedate concedendo poteri delegati alle singole province. Nel 1840 Don Pedro fu dichiarato maggiorenne con due anni di anticipo ed eletto imperatore col nome di Pedro II; egli fu sovrano colto e abile politico, seppe imporre una politica di grande espansione economica favorevole all'aristocrazia terriera che, dopo il 1860, intraprese su larga scala la coltivazione del caffè. Favorì l'immigrazione europea, aprendo ai principi di liberalismo. Curò molto la politica estera, cercando l'amicizia dei paesi esteri, ma non riuscì a guadagnarsi quella dell'Inghilterra, che giunse persino a bloccare i porti brasiliani (1860).
Il Brasile entrò in conflitto con l'Argentina, per assicurare l'indipendenza all'Uruguay, indipendenza che venne riaffermata, con vantaggi territoriali per il Brasile.
Repubblica
Il contrasto tra il nord, retrogrado e sonnolento, e il sud, liberale e attivo, determinò forti problemi politici. Nel sud nacquero circoli politici liberali, che miravano ad ottenere nuove strutture statali, di cui Pedro II non comprese l'importanza e, dopo essersi inimicato esercito e clero, continuò ad appoggiarsi ai coltivatori del nord ed ai conservatori,
finché nel 1871 la situazione precipitò. A San Paolo venne costituito il Partito Repubblicano e fu abolita la schiavitù. Il 15 novembre 1889 il capo dell'esercito impose all'imperatore di ritirarsi e, poiché egli non oppose resistenza, il Brasile si trasformò pacificamente in una repubblica.
Il colpo di stato fu facilitato dalla circostanza che la classe dirigente e addirittura lo stesso sovrano non sembravano più credere ai valori e alla funzione della monarchia.
Con la nuova costituzione repubblicana fu creato uno stato laico e federale con istituzioni analoghe e quelle degli USA. La nuova repubblica seppe resistere alle invadenze dell'esercito e della flotta (1893) e dal 1894 (elezione del presidente Barros) al 1930, dodici presidenti si succedettero nella più rigorosa legalità mentre il paese raggiungeva notevole prosperità economica soprattutto grazie all'esportazione del caffè e all'arrivo di immigranti europei sempre più numerosi (italiani, spagnoli, portoghesi, tedeschi, etc).
Prima guerra mondiale
Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale il Brasile era incontestabilmente la principale potenza dell'America latina, il governo brasiliano decise di restare neutrale, cambiando posizione solo all'ingresso nella guerra degli USA, schierandosi contro gli "Imperi centrali" (26 ottobre 1917) e dando un importante
contributo alla vittoria delle forze alleate. Al termine della guerra, segui un breve periodo di prosperità economica a cui
ne subentrò uno di crisi.
La chiusura dei mercati europei, il crollo del prezzo del caucciù e soprattutto del caffè (1929), provocarono una profonda modifica nel sistema di governo e la nascita delle prime forze comuniste. Questa situazione porto il Brasile quasi alla rovina, finché, il capo dei liberali, Getúlio Vargas costituì un governo provvisorio e dittatoriale: il suo scopo era colpire i signori delle province e le loro clientele ed attuare una completa centralizzazione del potere stroncando le tendenze autonomistiche locali.
Seconda guerra mondiale
L'inizio della seconda guerra mondiale vide il Brasile combattere con gli alleati. ma al termine di questa (1945), Vargas venne deposto per iniziativa di un gruppo di generali, e nelle elezioni successive venne eletto presidente il generale Enrico Dutra, candidato del partito social-democratico. Nel 1946 fu adottata una nuova costituzione democratica e federalista.
Tra il 1950 e il 1960 si affermò una fase di prosperità nell'ambito dei governi democratici. Nel 1950 fu rieletto Vargas, al quale venne però imposto un programma democratico, che, pur mantenendo gli impegni presi, diede alla sua politica un carattere chiusamente nazionalistico, che portarono ad una campagna di protesta degli avversari politici, che culminarono con il suo suicidio nel 1954.
Gli succede alla presidenza J. Cafè Filho e quindi Juscelino Kubitschek. Egli dedicò ogni sforzo all'industrializzazione, fece costruire sull'altopiano di Goias la città di Brasilia (che diviene capitale il
21 aprile 1960). A Kubitschek succede Janio Quadros che adottò una politica interna austera, mentre sul piano internazionale affermò l'indipendenza della politica estera brasiliana. Il suo sistema di governo venne aspramente criticato, tanto da costringerlo alle dimissioni dopo solo sette mesi, sostituito da Joao Goulart nell'autunno del 1961, affiancato da un consiglio di ministri responsabile di fronte al governo. Il 3 gennaio 1963 venne ripristinato il precedente sistema e Goulart riebbe i pieni poteri.
Governi militari
Dopo un colpo di stato, il potere venne assunto dal generale Castelo Branco.
Nell'ottobre 1966 il Congresso Federale brasiliano elesse presidente della repubblica il maresciallo Arthur Da Costa e Silva, che si insediò il 15 marzo 1967, rimanendo al potere fino al 1969. Il governo fu caratterizzato da una rilevante presenza di militari, che costrinsero il presidente a revocare le garanzie costituzionali.
Viene sostituito alla presidenza da Emilio Garrastazu Medici (1969-1974). Una crisi petrolifera mondiale segna la fine, nel 1974, del boom economico brasiliano; nel frattempo viene eletto presidente della repubblica Ernesto Geisel (1974-1979).
Ritorno alla democrazia
Nel 1979 vengono ammessi più partiti alle competizioni elettorali, alla presidenza arriva João Baptista Figueiredo (1979-1985).
Con l'elezione di Tancredo Neves (1985), il governo tornò ai civili; il ritorno alla democrazia fu funestato dalla morte improvvisa del neoeletto presidente, al quale succedette il vicepresidente José Sarney (1985-1989). Questi fece approvare un emendamento per l'elezione del presidente della repubblica a suffragio universale diretto (fino ad allora gli analfabeti erano esclusi dal voto). Il nuovo governo ha comunque cercato di fronteggiare la grave situazione socio-economica, deliberando il piano per la riforma agraria (ottobre 1985). Questa doveva, entro il 1989, portare alla distribuzione di 43 milioni di ettari di terreno appartenenti allo stato o a proprietari assenteisti, al fine di creare un vasto ceto di piccoli proprietari terrieri. La riforma ha però incontrato l'opposizione, anche armata, dei latifondisti.
La nuova costituzione (1988), oltre alla riforma agraria, promette ingenti spese sociali; in quest'anno fu assassinato Chico Mendes, capo del sindacato dei lavoratori della gomma.
Storia recente
Nel 1989 nacque il primo programma di protezione ambientale, ma l'inflazione tocca il 1000%.
Fernando Collor de Mello (1989-1992) vince le prime elezioni completamente democratiche. Il governo vara programmi economici per ridurre l'inflazione e la povertà (1990);
Nel 1992 si svolge a Rio de Janeiro il summit mondiale ambientale, il presidente Mello è costretto alle dimissioni in quanto accusato di corruzione, viene sostituito ad interim dal vicepresidente Itamar Franco (1992-1994) (attuale ambasciatore del Brasile in Italia, 2004).
L'elezione a presidente di Fernando Henrique Cardoso (1995-2003) porta ad un piano di stabilizzazione monetaria che ferma l'iperinflazione del 1994-1995; il Congresso si oppone ad una modifica della Costituzione, ma approva la privatizzazione dei monopoli chiave. Una nuova crisi economica impone la svalutazione del real nel 1999.
Nel gennaio del 2003, viene eletto a presidente della Repubblica Luiz Inácio da Silva, detto Lula.
Luglio del 2005, gravi scandali coinvolgono il partito al governo (PT) e altri partiti dell´area del governo.
Geografia
Geografia fisica
La maggior parte del Brasile è costituito da uno zoccolo precambriano inegualmente ricoperto da rocce sedimentarie.
Il territorio ha i suoi fondamenti strutturali in tre elementi che sono la base della stessa America meridionale:
- il massiccio della Guyana
- l'altopiano del Brasile
- la depressione amazzonica.
I due elementi orografici rappresentano le strutture arcaiche del subcontinente e affiorano per ampi tratti.
Si possono distinguere cinque grandi regioni geografiche:
- il Nord o Amazzonia (Norte)
- è la regione in cui confluiscono le acque ed è limitata a nord dal massiccio delle guyane (Serra Parima, Pacaraima, Uassari, Acarai, Tumucumaque). Il bacino del Rio delle Amazzoni è colmato da sedimenti nell'ampio imbuto che si apre a monte della città di Manaus.
- il Nord-Est (Nordeste)
- in questa zona vi sono tavolati limitati da cuestas: chapadas, del Maranhão, del Plauí, del Ceará, con la Serra di Ibiapa e la Serra do Araripe. L'altitudine è inferiore ai 1.000 m. Alcuni grandi fiumi (Gurupi, Turiaç, Mearim, Itapecuru, Parnaiba) hanno formato larghe valli.
- il Sud-Est (Sudeste)
- regione d'altitudine abbastanza elevata, con rilievi che si ergono a picco direttamente sull'Oceano Atlantico. La costa, con le baie di Guanabara, Angra dos Reis, Santos, Paranaguá, è dominata dalla scarpata della Serra do Mar.
- Nel retroterra si estende la valle del Paraiba, dominata dalla scarpata che limita verso valle la Serra da Mantiqueida; in quest'ultima si trova il Pico da Bandeira (2.890 m), seconda cima nazionale. La maggior parte delle acque che scorr | | |