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Mainframe

Mainframe

Un mainframe è un computer grande e dotato di elevata capacità di elaborazione in grado di supportare l'utilizzo contemporaneo da parte di centinaia o addirittura migliaia di utenti il cui accesso avviene di solito mediante un terminale. Storicamente il primo tipo di computer mai costruito, i primi mainframe avevano una potenza di calcolo e una complessità analoga a quella dei più semplici microcontroller di oggi. Erano macchine molto complesse, dal costo astronomico, che richiedevano una manutenzione continua, e che perciò dovevano essere sfruttate al massimo perché fossero economicamente convenienti. La storia dei mainframe coincide, fino alla fine degli anni '70, con la storia dell'informatica e dei sistemi operativi, ed è in pratica la storia dei metodi escogitati dai programmatori (per meglio dire: dai matematici, dai fisici e dagli ingegneri) dell'epoca per sfruttare ogni millisecondo di tempo di elaborazione e ogni byte di memoria disponibile. I primi sistemi operativi furono progettati appositamente per loro, spesso non più che semplici monitor. Dal mondo dei primi mainframe deriva anche il termine bug, tuttora in uso per designare un errore di programmazione nel software. Infatti essi furono costruiti quando i fili elettrici avevano ancora guaine isolanti in stoffa anziché in plastica, ed erano quindi oggetto di attacchi da parte di tarme ed altri insetti, che causavano cortocircuiti. Perciò capitava ogni tanto che gli operatori o i programmatori dovessero entrare dentro la macchina a controllare i fili e a scovare gli insetti (in inglese, appunto, bugs) annidati negli armadi dei circuiti. In sé era un evento relativamente raro, ma poiché nessuno ammette con piacere di avere sbagliato, il bug divenne una scusa molto comune fra i programmatori quando un programma non funzionava come doveva, tanto che alla fine si finì per parlare comunemente di bug nei programmi invece che nei computer. E il resto è storia... Tutti i computer della prima generazione (costruiti con valvole) e della seconda generazione (transistor discreti) erano mainframe. Con il tempo e con il nascere di altri tipi di computer, i mainframe sono stati sempre più relegati a posizioni di nicchia, o come server di fascia alta ed altissima o come supercomputer: molti dei loro compiti tradizionali sono oggi svolti da PC o da reti di PC. Tuttavia questo tipo di macchine è ben lungi dall'essere estinta: anzi, si è evoluta costantemente negli anni, e anche se in molti casi la loro potenza di calcolo non è molto maggiore di quella di un normale PC, il mainframe continua ad offrire alcuni vantaggi come la centralizzazione, la facilità di controllo, un'architettura molto più solida e flessibile, l'affidabilità superiore; e restano alcuni campi, come l'informatica bancaria, le server farm e le applicazioni ad alta disponibilità (mission critical) in cui le qualità di un mainframe lo rendono ancora oggi la scelta migliore: per definizione, un mainframe nasce per fare da server, e volendo configurare l'hardware e il software di un PC perché faccia da server standalone si finisce inevitabilmente per farlo assomigliare ad un mainframe.

Vedi anche


- IBM
  - IBM 650 (commerciale)
  - IBM 704 (scientifico)
  - IBM 1401 (commerciale)
  - IBM 7090 (scientifico)
  - serie System/3xx
  - serie zSeries Categoria:Computer ja:汎用コンピュータ

Computer

)]] Con il lemma computer (mutuato dalla lingua inglese e tradotto talvolta in italiano con le parole calcolatore o elaboratore elettronico) si intende un dispositivo fisico che implementa il funzionamento di una macchina di Turing. Questa definizione, anche se rigorosa, non dice molto su quello che in pratica un computer è o può fare: in effetti esistono molti tipi diversi di computer, costruiti e specializzati per vari compiti: da macchine che riempiono intere sale, capaci di qualunque tipo di elaborazione a circuiti integrati grandi pochi millimetri che controllano un minirobot o un orologio da polso. Ma a prescindere da quanto sono grandi e da che cosa fanno, possiedono tutti due cose: (almeno) una memoria e (almeno) una CPU, o processore. Una macchina di Turing (e quindi un computer) nasce per eseguire programmi: un computer senza un programma da eseguire è inutile. Tutti i computer hanno quindi bisogno di programmi: il programma di gran lunga più importante per un computer è il suo sistema operativo, che si occupa di gestire la macchina, le sue risorse e i programmi che vi sono eseguiti, e fornisce all'utente un mezzo per inserire ed eseguire gli altri programmi, comunemente chiamati applicazioni o software, in contrapposizione all'hardware che è la parte fisica degli elaboratori.

Costituenti di un computer

hardware Come già detto, un computer non è altro che l'implementazione fisica, pratica, di una macchina di Turing, secondo l'architettura ideata da von Neumann: quindi tutti i computer hanno almeno una CPU, una certa quantità di memoria RAM di lavoro e una certa quantità di memoria non volatile (ROM, PROM, EPROM, EEPROM o Flash) in cui è scritto il primo programma da eseguire all'avvio del computer stesso: a seconda dei casi, questo programma può essere l'unico che la macchina eseguirà (firmware) oppure fare da trampolino di lancio per caricare il sistema operativo vero e proprio in memoria di lavoro: in questo caso si parla di loader (o di BIOS se assolve anche altre funzioni oltre a questa). In genere questi tre componenti si trovano fisicamente insieme nello stesso circuito integrato o sulla stessa scheda elettronica, che in questo caso viene detta scheda madre o mainboard. Importante ricordare che, attualmente, vi è una piccola quantità di memoria detta Cache all'interno della CPU; questo perché la velocità del Bus di collegamento fra CPU e Memoria è troppo bassa, quindi si avrebbe che in questi casi la CPU è "frenata" dal collo di bottiglia della RAM, ciò non avviene naturalmente se si ha una piccola quantità di memoria all'interno della CPU stessa, nella quale vengono caricate le informazioni che vengono elaborate più spesso. Oltre ad eseguire programmi, un computer deve anche poter comunicare con l'esterno: per questo sono sempre presenti anche un certo numero di interfacce verso vari dispositivi. Quasi sempre, tranne i casi di microcontroller molto semplici, è prevista la possibilità di collegare una tastiera e un dispositivo di visualizzazione (monitor, stampante, display). Inoltre in genere un computer fa uso di memorie di massa per registrare i dati e i programmi liberando la memoria RAM, e quasi sempre è possibile collegare ad esso periferiche esterne e schede di espansione.

Memorie di massa

La memoria RAM di lavoro è sì molto veloce, ma ha due problemi: # è molto costosa anche se in progressiva riduzione; # è volatile, cioè allo spegnimento della macchina il suo contenuto viene perso. Per questo ad essa si affianca, sempre, un altro tipo di memoria, molto più lenta ed economica ma soprattutto capace di mantenere i dati che vi vengono scritti per un tempo indefinito: questa viene detta memoria di massa ed è costituita in genere da dischi o nastri magnetici (esistono tuttavia prodotti composti da memoria solida - la stessa utilizza per le RAM - ma questi dispositivi sono molto costosi e utilizzati in campi medici e militari). In casi di applicativi che richiedono poca memoria vengono utilizzate le NOVRAM, particolari RAM non volatili, se si vuole la scrittura e riscrittura dei dati, le ROM se il programma non deve essere cambiato, o al massimo cambiato molto raramente (ROM cancellabili tramite raggi UV o tensioni predefinite). In genere, i dati vengono scritti su queste memorie sotto forma di file: il modo in cui i file sono organizzati e catalogati si chiama file system.

Bus di sistema

file system Il nostro computer non potrebbe funzionare senza il bus di sistema. Questo è infatti il collegamento fra le varie componenti di un computer: CPU, Chipset, Scheda video, ecc, ecc. Esso è formato da dei fili su cui passano le informazioni in forma di dati che si scambiano le varie Periferiche e componenti del computer. Esistono 3 tipi fondamentali di Bus che, assieme, formano il bus di sistema:
- Bus Indirizzi
- Bus Dati
- Bus Controlli Le periferiche esterne possono essere collegate al bus di sistema mediante le interfacce fornite dal costruttore (nel caso di componenti di facile integrazione), o mediante interfacce propietarie nel caso di componenti particolari o non integrati nel proprio sistema (Scheda madre) Questi componenti sono detti schede di espansione e si collegano direttamente in alloggiamenti (slot) della scheda madre appositamente progettati. Questi slot dialogano, grazie all'interfaccia del Chipset, con tutto il resto del sistema. Quindi naturalmente la presenza di certe interfacce o di altre dipende unicamente dal Chipset presente sulla Scheda madre. Alcuni tipi di interfacce a "Slot":
- ISA
- EISA
- VESA
- PCI
- PCI Express
- PCI X
- AGP (per schede grafiche)
- VMEbus
- S-100
- Zorro
- NuBus
- MBus
- SBus SBus

Interfacce generiche

SBus SBus Esistono un certo numero di interfacce generiche, adatte a molti scopi, che in genere i costruttori hanno cura di implementare sempre nei computer che producono, per aumentarne la versatilità. In genere le specifiche per queste interfacce sono standard pubblici, stabilite da enti come l'IEEE o l'ISO. Interfacce:
- RS232 (interfaccia seriale)
- RS432
- Centronics (interfaccia parallela)
- IEEE 488
- SHUGART (per floppy disk)
- IDE (per hard disk)
- EIDE (per hard disk)
- SCSI (hard disk, CD-ROM, scanner e altri)
- SATA (per hard disk)
- IEEE 1394 o Firewire (periferiche esterne come hard disk, scanner, videocamere e fotocamere digitali)
- PS/2 (tastiera e mouse)
- USB (bus seriale esterno espandibile, capace di fornire alimentazione ai dispositivi tastiera e mouse, fotocamere digitali, ecc.) Attualmente si stanno abbandonando i lettori per dischetti Floppy e le interfacce Centronics (in special modo sui laptop) e allo stesso tempo si stanno installando lettori di smartcard.

Tipi di computer

I computer possono essere divisi in alcune categorie molto generali, a seconda delle loro caratteristiche salienti, dell'uso che in generale se ne fa, del software e dei sistemi operativi che fanno girare e dell'epoca in cui sono comparse. Le definizioni nel tempo sono molto cambiate e i confini non sono mai così netti.

Mainframe

All'inizio dell'informatica i computer occupavano stanze intere, l'energia richiesta per il funzionamento ed il raffreddamento era elevata e, naturalmente, erano costosissimi; per questo motivo li si tendeva a sfruttare il più possibile e, quindi, l'utilizzo era suddiviso generalmente fra un numero di utenti piuttosto grande.

Minicomputer

In un secondo tempo, negli anni '60, in particolare da Digital e da HP, vennero introdotti elaboratori dal costo abbastanza ridotto da poter essere comprati anche da piccole aziende o da singoli dipartimenti di ricerca e di dimensioni paragonabili ad un armadio. Questo permise un utilizzo più flessibile e quindi le prime sperimentazioni in campo informatico. Per distinguerli dai mainframe venne coniato il termine minicomputer.

Microcomputer

All'inizio degli anni '70 l'introduzione del primo microprocessore, l'Intel 4004, rese disponibili computer dal prezzo abbastanza ridotto da poter essere acquistati anche da una singola persona. La prima generazione di questi dispositivi era destinata soprattutto agli appassionati, perché di difficile utilizzo. I personal computer possono essere considerati microcomputer.

Home computer

La seconda generazione di microcomputer, che prende il nome popolare di home computer, fece il suo ingresso nel mercato nella seconda metà degli anni Settanta e divenne comune nel corso degli anni Ottanta, per estinguersi entro i primi anni Novanta con l'ascesa dei personal computer. Gli home computer, macchine a costo contenuto e di utilizzo prevalentemente domestico, contribuirono largamente a diffondere a livello popolare l'uso del computer e all'alfabetizzazione informatica di vasti strati di popolazione (specie giovanile) nei paesi sviluppati. Basati su processori a 8 bit e costruttivamente molto semplici, erano dotati di interfacce esclusivamente testuali e come memorie di massa sfruttavano, almeno inizialmente, le cassette audio. Erano utilizzati prevalentemente come console per videogiochi, oppure per i primi approcci con la programmazione. Con oltre dieci milioni di macchine vendute, il più rappresentativo computer di questa categoria è il Commodore 64. Anche lo ZX Spectrum della Sinclair ha avuto buona diffusione.

Personal computer

Per Personal Computer si intende un microcomputer economico destinato, prevalentemente, ad un utilizzo personale da parte di un singolo individuo. Si distingue da un Home computer principalmente perché si prestano - grazie alle maggiori risorse hardware e software a disposizione - ad utilizzi maggiormente produttivi rispetto a questi ultimi, destinati ad un utilizzo ludico o didattico. Dato che la definizione di Personal Computer nacque con la diffusione dei computer PC IBM, oggi per Personal Computer (PC), spesso si intende un computer da essi derivato.

Altre categorie


- I supercomputer: dotati di elevatissima capacità elaborativa e distinti dai mainframe perché solitamente destinati ad una singola applicazione come previsioni meteorologiche o simulazioni.
- I microcontroller: elaboratori completi totalmente contenuti in singoli circuiti integrati.
- I sistemi barebone: personal computer preassemblati, costituiti di solito da case e scheda madre, pronti per ulteriori personalizzazioni da parte di rivenditori o utenti finali.
- I computer palmari: computer di ridotte dimensioni, tali da essere portati sul palmo di una mano.

Voci correlate


- File
- Hardware
- Informatica
- Periferica
- Software
- Storia del Personal Computer
- Utilità (informatica)

Collegamenti esterni

categoria:Computer categoria:Hardware ja:コンピュータ ko:컴퓨터 ms:Komputer simple:Computer th:คอมพิวเตอร์

Monitor

Monitor può riferirsi a:
- Uno schermo per computer o apparecchio elettronico (display).
- Uno schermo televisivo a circuito chiuso (televisione).
- Un apparecchio elettro-medicale.
- Una tecnica di programmazione di computer, per sincronizzare i processi o i thread.
- Studio monitor, sistema di ascolto audio utilizzato negli studi di registrazione
- Monitor da palco, cassa audio amplificata per l'ascolto durante l'esecuzione di un concerto ja:モニター

Transistor

Il transistor è un dispositivo a stato solido formato da semiconduttori. Venne scoperto casualmente da Russel Ohl il 23 febbraio 1939, esaminando la differenza di conducibilità tra due lati di un cristallo di silicio semiconduttore con una crepa. Praticamente il cristallo era una rudimentale giunzione P-N. I transistor vengono impiegati in ambito elettronico, principalmente, come amplificatori di segnali elettrici o come interruttori elettronici comandati da segnali elettrici ed hanno sostituito praticamente quasi del tutto i tubi termoionici. Il primo tipo di transistor sperimentato e poi prodotto fu il transistor bipolare o BJT, in cui sia elettroni che lacune contribuiscono al passaggio della corrente. In seguito furono creati altri tipi di transistor, in cui il passaggio di corrente avveniva grazie ad un solo tipo di portatori di carica (o elettroni o lacune), detti FET, acronimo di Field Effect Transistor. Sia i FET che i BJT, nel tempo, hanno dato origine a molti tipi diversi di transistor, usati per gli scopi più vari. Nel linguaggio comune vengono chiamate transistor anche le piccole radio AM/FM portatili a pile, che furono la prima applicazione di questi dispositivi a raggiungere il mercato di massa, verso il 1950.

Transistor bipolare (BJT)

1950 In un transistor BJT (transistor a giunzione bipolare) una corrente elettrica è inviata nella base (B) e modula (controlla) la corrente che scorre tra gli altri due terminali noti come emettitore (E) e collettore (C). Per fare questo, il transistor sfrutta la vicinanza di due giunzioni P-N opposte: quando la giunzione base-emettitore viene polarizzata direttamente, i portatori di carica (elettroni e lacune) che transitano attraverso di essa diffondono verso la vicina giunzione collettore-base, dove vengono in gran parte catturati dal campo elettrico interno alla giunzione stessa, che in questo modo viene percorsa da corrente anche se polarizzata inversamente. Tanto maggiore è la frazione di corrente catturata dalla giunzione di collettore, tanto migliore è il transistor: in un transistor ideale, perfetto, tutta la corrente della giunzione base-emettitore dovrebbe essere deviata verso il collettore senza raggiungere mai il contatto di base. In pratica, in un normale transistor per usi generici la corrente uscente dal collettore è il 98-99% di quella che entra nell'emettitore, e dalla base esce solo l'1-2% di essa. Il rapporto fra corrente di collettore e corrente di base è detto \beta del transistor. L'ordine delle giunzioni non è importante: si possono usare sia una coppia di giunzioni P-N e N-P (ottenendo un transistor P-N-P) oppure due giunzioni N-P e P-N (ottenendo un transistor N-P-N, complementare al primo): un transistor e il suo complementare funzionano in modo quasi identico, ma le tensioni ai loro capi devono essere invertite di polarità (da positive a negative e viceversa).

Transistor FET

collettore In un transistor FET (transistor ad effetto di campo) i tre terminali sono chiamati gate G (porta), source S (sorgente) e drain D (pozzo) rispettivamente, e l'effetto transistor si ottiene tramite il campo elettrico indotto dalla tensione applicata al terminale gate che respinge i portatori di carica del silicio del canale fra source e gate, variandone la resistenza elettrica: più la tensione fra gate e source è grande, più ampia diventa la regione svuotata non conduttrice, priva di portatori, e più cresce la resistenza elettrica fra souce e drain. Rispetto ai transistor bipolari i FET presentano il vantaggio di avere il terminale di controllo (gate) isolato, in cui non passa alcuna corrente: lo svantaggio invece è che un transistor FET non è in grado di offrire molta corrente in uscita: in genere i circuiti con transistor FET hanno una alta impedenza di uscita, cioè erogano correnti molto deboli. Anche i FET come i transistor bipolari possono essere realizzati in due versioni complementari, a canale P fiancheggiato da regioni N o a canale N fiancheggiato da regioni P (come quello nella figura a lato); come nei bipolari il funzionamento è identico, ma a polarità invertite.

Transistor MOS-FET

impedenza I transisori MOSFET sono dei Fet in cui la tensione applicata sul Gate non solo crea una zona svuotata priva di portatori, ma se cresce oltre una tensione detta "di soglia", provoca una inversione di popolazione nel silicio a ridosso dello strato di ossido: nella figura a lato, le due regioni dei terminali di source e drain sono ricavate da silicio P, e sono in comunicazione elettrica tramite il "canale P" creato per inversione nello strato N che le separa, grazie alla tensione applicata al gate sulla barriera superficiale di ossido. Anche qui, è possibile invertire le regioni: in figura è riportato un mosfet a canale p (p-mos), il suo complementare (n-mos) si ricava con un substrato P su cui sono inserite le regioni N di source e drain. Come nel caso dei bipolari, anche il funzionamento dei p-mos e degli n-mos è (quasi) identico, ma a polarità invertite. Mentre i transisor BJT sono principalmente usati, per il loro alto guadagno, come amplificatori nell'elettronica analogica, i MOSFET sono largamente utilizzati nell'elettronica digitale, soprattutto per la loro struttura molto semplice che li rende facili da costruire e molto economico l'impiego nei circuiti integrati: un ulteriore vantaggio è il basso consumo di energia che si traduce in meno problemi di dissipazione termica, mentre lo svantaggio principale è che sono più lenti nel cambiare stato rispetto ai transistor bipolari. I moderni circuiti integrati a mosfet (microprocessori, DSP, microcontrollori, etc...) usano tutti la tecnologia CMOS (complementary mos), in cui si usano un p-mos e un n-mos accoppiati, oppure la sua evoluzione BiCMOS.

Altri tipi di transistor

Con l'evolversi della tecnologia sono stati creati anche altri tipi di transistor, dotati di caratteristiche diverse o adatti a usi particolari: per esempio il transistor unigiunzione è un generatore di impulsi e non può amplificare nè commutare. I transistor IGBT (Insulated Gase Bipolar Transistor) invece sono dispositivi ibridi fra i transistor bipolari e i Mosfet, adatti a maneggiare forti correnti.

Radio a transistor

Nel linguaggio comune vengono chiamate transistor anche le piccole radio AM/FM portatili a pile, che furono la prima applicazione di questi dispositivi a raggiungere il mercato di massa, negli anni '50.

Voci correlate


- Diodo
- Giunzione p-n
- Semiconduttore
- Dispositivi a semiconduttore
- Valvola termoionica
- Tubo termoionico
- BJT
- MOSFET
- JFET Categoria:Componenti elettronici ja:トランジスタ ko:트랜지스터

Personal computer

Un personal computer o PC è un computer adatto all'utilizzo da parte di un singolo individuo, grosso modo quello che una volta era definito come microcomputer.

Caratteristiche

"Personal" computer dovrebbe essere, nel singificato originale del termine, un qualsiasi computer che sia stato progettato per l'uso da parte di una singola persona (in opposizione per esempio ai mainframe a cui interi gruppi di persone accedono attraverso terminali remoti). Al giorno d'oggi il termine personal computer è invalso ad indicare una specifica fascia del mercato dell'informatica, quella del computer ad uso privato, o casalingo, per uffici, o per la piccola azienda. In alcuni contesti, "personal computer" o "PC" assume un significato ancora più specifico, ristretto alla sola gamma delle macchine "IBM compatibili" (per esempio, in opposizione al Macintosh; in questo articolo non ci si riferisce a questa accezione ristretta).

Storia

Uno dei primi modelli di computer per cui sarebbe stato coniato il termine "personal" computer fu il Commodore PET nel 1977. Sul suo chassis era già presente la decalcomania recante la scritta personal computer. Attualmente il Commodore PET è tuttavia incluso tra gli home computer, ovvero la generazione che precedette i personal computer. Pochi anni dopo l'esplosione degli home computer, fece infatti la sua comparsa una nuova generazione di computer più sofisticati (si segnalano in particolare Amiga, Atari e Macintosh) basati prevalentemente su CPU a 16 bit, che venivano vendute con unità a disco incorporate (floppy disk in genere, ma a volte anche hard disk) ed erano anche corredate di sistemi operativi in grado di gestirle in modo completo ed affidabile, senza contare la dotazione di applicativi che li resero delle postazioni di lavoro produttive. Alcune di queste macchine implementavano infatti architetture del tutto originali sia in hardware che software: in particolare, i sistemi operativi presenti su macchine come il Macintosh e l'Amiga, implementavano già il multitasking. Il Mac OS ebbe inizialmente un multitasking senza prelazione, o cooperative fino al rilascio di Mac OS X (2001). nel computer Amiga venne invece implementato fin dalla prima versione dell'AmigaOS rilasciato nel 1985.

Componenti


- Unità centrale contenente lo spazio e gli agganci per ospitare:
  - Scheda madre, memoria e CPU,
  - Connettori,
  - Alimentatore
  - Possibile Periferiche di espansione,
  - Alloggi per le Periferiche di base e i dispositivi per le memorie di massa (hard disk, CD, ecc...)
- Monitor (o analoga unità di output esterna per la visualizzazione dei dati)
- Periferiche di input/output
  - Tastiera
  - Mouse
  - Interfacce seriali, parallela, USB
  - Casse acustiche
  - Eccetera Questa particolare struttura modulare rende il personal computer differente rispetto alle altre categorie di computer, e precisamente dai Mainframe (i cosiddetti computer "ad armadio") tipici dei grandi centri di calcolo come il PDP1 o il PDP 11 della Digital e dai microcomputer (computer ad uso hobbistico da assemblare, tipici degli albori dell'era informatica, che si programmavano tramite serie di microswitch, e avevano capacità di output limitate a batterie di led colorati) Altair.

Famiglie di PC

Alcune famiglie o modelli di personal computer:
- IBM PC XT e compatibili
- IBM PC AT e compatibili
- Amiga
- Apple II
- Apple Macintosh Alcuni tra i primi modelli di home computer:
- Atari ST
- Commodore 64
- VIC 20
- Sinclair QL I portatili sono una particolare categoria di personal computer, che, pur mantenendo elevate capacità di calcolo e di interfacciamento con l'esterno, rinuncia a molte delle capacità di espansione dei normali personal computer, sacrificandole a beneficico della trasportabilità, e unendo tutte le componenti esterne (monitor, mouse, tastiera), in un unico corpo a forma di valigetta.

Voci correlate


- Computer
- Home computer
- Informatica
- Hardware

Collegamenti sterni


- [http://www.commodore.ca/history/company/PET_Brochure/oldest_pet_brochure.htm Commodore History] Categoria:Computer ja:パーソナルコンピュータ ko:개인용 컴퓨터 ms:Komputer peribadi th:คอมพิวเตอร์ส่วนบุคคล

IBM

International Business Machines Corporation (IBM o, in linguaggio colloquiale, Big Blue) è la più grande azienda di informatica nel mondo, e una delle più vecchie. Costituita il 15 giugno 1911, ma attiva dal 1888, ha sede ad Armonk, New York, USA. Le origini italiane dell’azienda americana IBM, risalgono al 1927 L'azienda produce computer di tutte le dimensioni (esclusi i palmari), software e servizi informatici. Dal dicembre 2004 (operativamente da giungo 2005) IBM Corporation ha ceduto a Lenovo (azienda leader in Cina e sui mercati asiatici attiva nella produzione di PC, Cellulari, server e periferiche) la propria divisione Personal Computing. La società è una parte importante della storia dell'informatica. In passato, il prodotto principale era il mainframe, in cui è tuttora leader di mercato. Tra la fine degli anni 1980 e l'inizio degli anni 1990, a causa dell'emergere dell'informatica distribuita, attraversò un periodo di profonda crisi. IBM ricominciò a salire la china puntando sue due direttrici: i servizi a valore aggiunto, e i sistemi cosiddetti "midrange", cioè la serie AS/400, oggi iSeries, che sarebbe esplosa letteralmente prima nelle PMI e poi anche nelle grandi aziende, dove si conquistò un posto come "snodo" fra i grandi Mainframe e le unità produttive decentrate. Attualmente è attiva in molti settori: dai server che vende con vari sistemi operativi (AIX, Linux, Windows NT), al software (questa divisione nasce nel 1995), ai servizi in ambito informatico, ai microprocessori (ad esempio i PowerPC e recentemente insieme a Sony e Toshiba ha sviluppato il processore multimediale Cell), alle stampanti ed altro ancora. IBM ha sposato da tempo la scelta di sostenere il software Open Source collaborando con molti propri specialisti alla realizzazione di pilastri come il server HTTP Apache e l'ambiente di sviluppo software Eclipse, pensato come un framework multipiattaforma facilmente integrabile e personalizzabile per diversi ambienti e linguaggi di programmazione, partendo da Java ma oggi anche con supporti per PHP. La politica mondiale di IBM è basata essenzialmente sulla rete dei Business Partner, che veicolano la maggior parte dei prodotti e servizi della casa madre. In Italia, per rispondere alle esigenze gestionali del mercato e per le specificità fiscali richieste, IBM ha sviluppato le Applicazioni Contabili Gestionali (ACG) disponibili sia in ambiente iSeries che in ambiente Java. Le ACG sono interamente realizzate in Italia e vengono vendute con circa l'ottanta per cento dei programmi in formato sorgente, in modo da permettere numerose personalizzazioni che oggi compongono un folto catalogo disponibile presso i Business Partner.

Collegamenti esterni


- [http://www.ibm.com/it/ il sito di IBM per l'Italia] IBM Categoria:Aziende informatiche ja:IBM ko:아이비엠 th:ไอบีเอ็ม

Wikipedie:Hlasování o pravopisu

Proces stanovení nových pravidel bude mít dvě fáze
- První kolo proběhlo v době od 10. do 20. ledna - podrobnosti viz Wikipedie:Hlasování o pravopisu (1. kolo)
- 2.kolo hlasování proběhlo od 21. ledna do 5. února včetně. Pro přijetí závazného pravidla je třeba alespoň 2/3 většina hlasujících a účast alespoň 15 wikipedistů. Pokud by bylo více kandidátů, a dokonce jich více prošlo, byl by přijat ten s největší podporou. Hlasování se provádí čtyřmi vlnovkami. Vyvarujte se zde diskusí.

Druhé kolo

Hlasuje se pro jeden nebo několik návrhů (případně se můžete zdržet hlasování) pomocí # ~~~~.

Výsledky druhého kola

Celkem hlasujících: 35
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- Zdrželi se hlasování: 2

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