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Mar Baltico

Mar Baltico

Il Mar Baltico è un mare interno dell'Oceano Atlantico settentrionale e si trova nell'Europa nord-orientale, circondato dalla Penisola scandinava, dalla terraferma dell'Europa centrale e orientale e dalle Isole Danesi. Sfocia nel Kattegat e nel Mare del Nord passando attraverso le isole danesi a Öresund, la Grande Cintura e la Piccola Cintura. Il nome Mare Orientale viene usato in molte lingue dell'Europa continentale, precisamente in danese (Østersøen), tedesco (Ostsee), finlandese (Itämeri), olandese (Oostzee), norvegese (Østersjøen), e svedese (Östersjön). In estone viene chiamato Mare Occidentale (Läänemeri). Oltre all'italiano, viene chiamato Mar Baltico in francese (Mer Baltique), inglese (Baltic Sea), polacco (Morze Bałtyckie), e russo (Bawtiyskoye Morye - Балтийское море). russo

Storia

All'epoca dei Romani, il Mar Baltico era conosciuto come Mare Suebicum o Mare Sarmaticum. Tacito nei suoi Agricola e Germania, del 98 DC, descrisse il Mare Suebicum, che prendeva il nome dalla tribù dei Suebi; durante i mesi primaverili, quando il ghiaccio si spezza e galleggia in blocchi, come un mare salmastro. All'inizio del medioevo, i Vichinghi della Scandinavia lottarono per il controllo del mare contro gli Slavi Pomeraniani. In seguito, la più potente forza economica dell'Europa settentrionale divenne la Lega Anseatica, che utilizzò il Mar Baltico per stabilirvi le rotte commerciali tra le città che ne facevano parte. Nel XVI e all'inizio del XVII secolo, Polonia, Danimarca e Svezia combatterono delle guerre per il Dominium Maris Baltici (Dominio sul Mar Baltico). Alla fine fu l'Impero Svedese che arrivò a comprendere virtualmente tutto il Mar Baltico. A quell'epoca, in Svezia, il mare veniva chiamato Mare Nostrum Balticum. Nel XVIII secolo, Russia e Prussia divennero le principali potenze di quel mare. Dopo l'unificazione della Germania del 1871, l'intera costa meridionale divenne tedesca. La prima guerra mondiale venne combattuta anche sul Baltico. Dopo il 1920, la Polonia si riaffacciò sul Mar Baltico, e i porti polacchi di Gdynia e Danzica divennero quelli principali. Durante la seconda guerra mondiale la Germania Nazista quasi riuscì a rendere il Mar Baltico un suo lago interno. Dopo il 1945, il mare divenne un confine tra due blocchi militari opposti: in caso di conflitto in Germania, parallelo a un offensiva sovietica verso l'Oceano Atlantico, la flotta comunista polacca era preparata a invadere le isole danesi. Fortunatamente questo non si verificò mai. Il Mar Baltico inizia a diventare molto violento con le tempeste di ottobre. Queste tempeste invernali sono state la causa di molti naufragi. Nel 1945 il Mar Baltico divenne una fossa comune per le persone affogate a seguito del siluramento delle navi di rifugiati. Grazie alle acque fredde e salmastre, il mare è una capsula temporale per i relitti vecchi di secoli.

Suddivisioni

La parte settentrionale del Mar Baltico è conosciuta come Golfo di Botnia, del quale la parte più a nord viene detta Baia di Botnia. Immediatamente a sud si trova il Mare delle Åland. Il Golfo di Finlandia collega il Mar Baltico a San Pietroburgo. Il Mar Baltico Settentrionale giace attorno alla zona di Stoccolma, Finlandia sud-occidentale ed Estonia. I bacini del Gotland occidentale e orientale formano la maggior parte del Mar Baltico Centrale. Il Golfo di Riga si trova tra Riga e Saaremaa e il Bacino di Danzica giace ad est della Penisola di Hel sulla costa polacca. La Baia di Pomerania è situata a nord delle isole Usedom e Wolin, a est di Rügen. Il Bacino di Bornholm compone l'area a est di Bornholm e il Bacino di Arkona si estende da Bornholm alle isole danesi di Falster e Zealand. Tra Falster e la costa tedesca giace la Baia del Meclenburgo. La parte più occidentale del Mar Baltico e la Baia di Kiel. L'Öresund, le cinture e il Kattegat collegano il Mar Baltico con lo Skagerrak e il Mare del Nord. la confluenza di questi due mari a Skagen sulla punta settentrionale della Danimarca è uno spettacolo visivo, meta di molti turisti ogni anno.

Economia


- Porti del Mar Baltico Nel 1999 il grosso Ponte di Öresund ha limitato l'accesso al Mar Baltico a navi di media stazza. Allo stesso tempo, il Mar Baltico è la principale rotta commerciale per l'esportazione del petrolio russo.

Nazioni

Articolo principale: Nazioni del Mar Baltico
- Danimarca
- Svezia
- Finlandia
- Russia
- Estonia
- Lettonia
- Lituania
- Polonia
- Germania

Isole

Articolo principale: Lista di isole nel Mar Baltico
- Gotland (Svezia)
- Öland (Svezia)
- Saaremaa (Estonia)
- Hiiumaa (Estonia)
- Bornholm (Danimarca)
- Rügen (Germania)
- Usedom (divisa tra Germania e Polonia)
- Wolin (Polonia)

Città

Le principali città costiere:
- San Pietroburgo (Russia) 4.700.000
- Stoccolma (Svezia) 743.703 (area metropolitana 1.823.210)
- Area metropolitana dellaTripla Città (Polonia) 1.035.000, comprende:
  - Danzica (Polonia) 462.700
  - Gdynia (Polonia) 255.600
  - Sopot (Polonia) 42.700
- Helsinki (Finlandia) 559.716 (area metropolitana 980.000)
- Riga (Lettonia) 760.000
- Stettino (Polonia) 413.600
- Kaliningrad (Russia) 400.000
- Tallinn (Estonia) 387.224
- Malmö (Svezia) 259.579
- Kiel (Germania) 250.000
- Lubecca (Germania) 216.100
- Rostock (Germania) 212.700
- Klaipeda (Lituania) 194.400 Porti importanti (pur non essendo grosse città):
- Swinoujscie (Polonia) 50.000
- Ventspils (Lettonia) 30.000
- Baltiysk (Russia) 20.000

Vedi anche


- Baltico
- Regione Baltica
- Consiglio degli Stati del Mar Baltico
- Stati Baltici
- Scandinavia
- Europa Settentrionale
- Lista di fiumi del Mar Baltico Baltico ja:バルト海 ko:발트 해 simple:Baltic Sea th:ทะเลบอลติก

Oceano Atlantico

L'Oceano Atlantico è il secondo oceano della Terra, di cui ricopre circa il 20% della superficie. Il nome dell'oceano, derivato dalla mitologia greca, significa "Mare di Atlante".

Geografia

Questo oceano occupa un bacino a forma di "S", elongato nella direzione nord-sud. È diviso in due sezioni principali, l'Atlantico del Nord e l'Atlantico del Sud, da correnti equatoriali poste a circa 8° di latitudine nord. È delimitato ad ovest dal continente americano (sia dalla parte settentrionale che da quella meridionale) e ad est dall'Europa e dall'Africa (ma due dei suoi mari adiacenti, il Mediterraneo ed il Mar Nero bagnano anche l'Asia). Comunica con l'Oceano Pacifico attraverso il Mare Glaciale Artico a nord, e il Passaggio di Drake (nella Terra del Fuoco) e Capo Horn a sud. Inoltre esiste una connessione artificiale tra i due oceani, il Canale di Panamá, che si trova vicino all'equatore, nell'istmo che unisce le due Americhe. Ad est comunica con l'Oceano Indiano, attraverso il Capo di Buona Speranza (ma anche attraverso il Mediterraneo ed il canale artificiale di Suez). A nord, il confine con il Mare Glaciale Artico è segnato da una linea convenzionale che va dalla Groenlandia fino alla parte settentrionale della Norvegia. L'Atlantico copre il 20% della superficie della Terra, ed è secondo solo al Pacifico come grandezza. L'oceano propriamente detto copre un'area di circa 82.362.000 chilometri quadrati (pari ad 8 volte quella dell'Europa), che raggiunge i 106.450.000 kmq se si considerano anche i suoi mari adiacenti. Le terre occupate dal bacino idrografico dell'Atlantico ammontano a quattro volte quelle del Pacifico o dell'Indiano. Il volume dell'Oceano Atlantico è di 323.600.000 chilometri cubi, e di 354.700.000 km cubi considerando anche i mari adiacenti. La profondità media dell'Atlantico è di 3.926 metri, ridotta a 3.332 se si prendono in considerazione i mari adiacenti. La profondità maggiore è di 8.605, raggiunta nella Fossa di Milwaukee, vicino a Puerto Rico. La larghezza dell'Atlantico varia tra 2.848 km nel punto più stretto, tra il Brasile e la Liberia, fino a 4.830 km tra gli Stati Uniti e l'Africa settentrionale. L'Oceano Atlantico, specie nella parte settentrionale, presenta coste irregolari con molte baie, golfi e mari. Tra questi ultimi si trovano ad ovest il Mar dei Caraibi, il Golfo del Messico, il Golfo di San Lorenzo, la Baia di Hudson e la Baia di Baffin, e ad est il Mar Mediterraneo, il Mar nero, il Mare del Nord, il Mar Baltico, il Mare di Barents, il Mare di Norvegia-Groenlandia, il Mar Bianco ed il Mare di Weddell. Le linee di costa dell'Atlantico raggiungono in totale i 111.000 km. Le maggiori isole dell'Atlantico sono la Groenlandia, la Terra di Baffin, l'Islanda, Terranova, la Gran Bretagna, l'Irlanda, Cuba ed Hispaniola. Tra le minori si segnalano le Isole Canarie, le Azzorre, le isole del Capo Verde, le Bermuda, le Isole Madeira, le Isole Falkland, l'isola di Ascensione, Sant'Elena, Tristan da Cunha, e tutte le isole minori della regione caraibica (Bahamas, Martinica, Barbados ecc.) ed anche le isole del Mediterraneo (Sicilia, Sardegna, Corsica ecc.).

Storia dell'Oceano

L'Atlantico si è formato 150 milioni di anni fa, con lo spezzarsi del supercontinente Pangea. Da allora è andato espandendosi, un movimento che dura ancora oggi: le Americhe si separano da Europa e Africa ad un ritmo di alcuni centimetri all'anno. La Dorsale Medio Atlantica alimenta questa espansione: attraversa tutto l'Atlantico da nord a sud, e da essa emergono nuove sezioni del fondo marino che spingono verso l'esterno quelle già esistenti. In prossimità dei continenti, il fondo marino viene spinto verso il basso, rientra nel mantello terrestre e favorisce la formazione di isole vulcaniche. Una delle conseguenze di questo movimento è che il fondo marino dell'atlantico è una zona geologicamente giovane, con un età spesso inferiore al centinaio di milioni di anni.

Il fondo oceanico

La caratteristica principale della topografia del fondo oceanico dell'Atlantico è una grande catena di montagne sottomarine, chiamata la Dorsale Medio Atlantica. Si estende dall'estremità nord, accanto all'Islanda, fino all'estremo sud a 58° di latitudine, raggiungendo una larghezza massima di circa 1.600 km. Lungo la dorsale, nei pressi della sommità, si trova una grande fossa che scorre per la maggior parte della catena montuosa. La profondità delle acque sopra la dorsale è spesso inferiore a 2.700 m, e numerosi picchi si ergono fuori dall'acqua, formando delle isole. L'Atlantico del Sud presenta anche un'altra dorsale, la Catena di Walvis. La Dorsale Medio Atlantica separa l'Oceano Atlantico in due grandi sezioni, che hanno una profondità compresa tra 3.000 e 5.500 metri. Dorsali trasversali, che uniscono i continenti alla Dorsale Medio Atlantica, dividono il fondo oceanico in numerosi bacini. Alcuni dei più grandi sono i bacini della Guiana, del Nord America, di Capo Verde e delle Canarie nell'Atlantico del Nord, mentre in quello del Sud si trovano i bacini dell'Angola, dell'Argentina e del Brasile. Il fondo marino è considerato in genere abbastanza piatto, anche se non mancano montagne, fosse e altre caratteristiche. Due fosse superano gli 8.000 metri di profondità. Le piattaforme continentali, vicino alle terre emerse, costituiscono circa l'11% del fondo oceanico. Inoltre, molte formazioni simili a canali scavati tagliano queste piattaforme. I sedimenti depositati sul fondo hanno origini disparate. I depositi terrigeni sono composti da particelle di sabbia, fango e roccia, formate dall'erosione dell'acqua, del vento e dall'attività vulcanica della terraferma, e poi trasportate da fiumi e piogge verso il mare. Questi materiali si trovano principalmente sulle piattaforme continentali, e sono più spessi presso la foce dei grandi fiumi, o al largo di coste desertiche. I deposti pelagici sono formati dai resti di organismi che vanno a fondo quando muoiono. Coprono la maggior parte del fondo marino, con spessori che vanno da 60 metri a più di 3.000, con lo spessore minimo in corrispondenza della Dorsale. I depositi autogenici sono assemblamenti spontanei di materiali, come i noduli di manganese. Sono comuni dove le altre sedimentazioni sono assenti, o dove le correnti le smuovono.

Caratteristiche dell'acqua

La salinità delle acque di superficie nell'oceano aperto va da 33 a 37 parti per mille, e varia con la latitudine e le stagioni. Anche se i valori minimi di salinità si trovano appena a nord dell'equatore, in genere i valori più bassi si trovano alle alte latitudini, e vicino alle foci di grandi fiumi che immettono le loro acque dolci nell'oceano. I massimi valori di salinità si trovano attorno alla latitudine 25° nord. I valori di salinità superficiale sono influenzati dall'evaporazione, dalle precipitazioni, dall'apporto di acqua dolce dei fiumi e, nelle zone più fredde, dallo sciogliemento dei ghiacci. La temperatura delle acque superficiali varia con la latitudine, con le correnti, le stagioni e la distribuzione di energia solare. Lungo l'Oceano, varia da meno di 2 gradi nelle regioni polari fino a 29°C all'equatore. Nelle medie latitudini, la temperatura è intermedia, ma soggetta a grandi variazioni (fino a 7° o 8°C). A causa delle basse temperature, la superficie è normalmente coperta di ghiaccio nel Mare del Labrador, nello Stretto di Danimarca e nel Mar Baltico da ottobre a giugno. L'Oceano Atlantico consiste di quattro principali masse d'acqua. Le acque centrali dell'Atlantico del Nord e del Sud costituiscon le acque superficiali. L'acqua intermedia sub-antartica si estende alle profondità di 1.000 metri. L'acqua profonda del Nord Atlantico raggiunge la profondità di 4.000 metri. L'acqua antartica di fondo occupa i bacini oceanici a profondità maggiori di 4.000 metri. A causa della forza di Coriolis, l'acqua del Nord Atlantico circola in senso orario, mentre l'acqua del Sud Atlantico circola in senso antiorario. Le maree dell'oceano sono semidiurne, cioè comprendono due alte maree nell'arco delle 24 ore. Le maree sono un'onda che si muove da sud a nord. A latitudini superiori a 40°, è presente anche un'oscillazione est-ovest

Clima

Il clima dell'Oceano Atlantico e delle terre adiacenti è influenzato dalla temperatura delle acque superficiali, dalle correnti oceaniche e dai venti che soffiano sopra le acque. A causa della grande capacità dell'oceano di trattenere il calore, i climi marittimi sono temperati, e non presentano variazioni stagionali estreme. Le precipitazioni risentono enormemente dell'oceano, perché l'evaporazione dell'acqua oceanica è una delle fonti principali di vapore acqueo. Le zone climatiche cambiano con la latitudine: le zone più calde attraversano l'Atlantico a nord dell'equatore. Le zone più fredde si trovano a grandi latitudini, e specialmente nelle zone coperte di ghiaccio. Le correnti oceaniche contribuiscono al clima, trasportando acqua calda e fredda in diverse regioni. I venti che soffiano su queste acque contribuiranno poi a riscaldare o raffreddare le terre adiacenti. La Corrente del Golfo, per esempio, riscalda l'atmosfera delle Isole Britanniche e dell'Europa del Nord (che altrimenti sperimenterebbero temperature ben più basse), mentre le correnti fredde contribuiscono alla formazione di nebbia al largo delle coste nordest del Canada, e delle coste nordovest dell'Africa. I cicloni tropicali (uragani) si sviluppano al largo della costa africana vicino a Capo Verde, e si muovono verso ovest nel Mare Caraibico. Gli uragani possono formarsi da maggio a dicembre, ma sono più frequenti tra agosto e novembre. Le tempeste sono comuni nell'Atlantico del Nord durante l'inverno, rendendo pericolosa la traversata.

Storia ed economia

L'Oceano Atlantico sembra essere il più giovane degli oceani. Gli studi geologici hanno mostrato come esso non esistesse prima di 100 milioni di anni fa, quando i continenti attuali si formarono dalla frattura del supercontinente Pangea. L'Atlantico è stato esplorato estensivamente. I Vichighi, i Portoghesi e Cristoforo Colombo sono tra i più famosi primi esploratori. I Vichinghi colonizzarono la Groenlandia prima dell'anno Mille, ma la colonia fu spazzata via da un peggioramento del clima. Dopo Colombo, l'esplorazione europea accelerò rapidamente, e furono stabilite molte nuove rotte commerciali. Il risultato è che l'Atlantico era e rimane la sede del maggior traffico commerciale tra Europa ed America. Sono state intraprese numerose esplorazioni scientifiche per studiare l'Oceano e il suo ambiente. L'oceano ha anche contribuito significativamente allo sviluppo economico delle nazioni che si affacciano su di esso. Oltre ad ospitare le maggiori rotte commerciali, l'Atlantico offre abbondanti giaciementi di petrolio nelle rocce sedimentarie delle piattaforme continentali, e le maggiori riserve di pesca del mondo. Per preservare queste riserve e l'ambiente oceanico, esistono numerosi trattati che cercano di ridurre l'inquinamento causato da versamenti di petrolio e rifiuti plastici. Dopo aver remato per 81 giorni e 4.766 km, il 3 dicembre 1999 Tori Murden divenne la prima donna ad aver attraversato l'Oceano Atlantico da sola, quando raggiunse Guadalupe dalle Isole Canarie.

Pericoli

Gli iceberg sono comuni nello Stretto di Davis, nello Stretto di Danimarca, e nell'Atlantico nordoccidentale da febbratio ad agosto. A volte sono stati visti anche molto a sud, vicino alle Bermuda e alle Isole Madeira. Le navi svilupperanno ghiaccio sulla loro struttura nell'Atlantico più a nord da ottobre a maggio. La nebbia persistente può essere un pericolo da maggio a settembre. Uragani da maggio a dicembre.

Ambiente - problemi correnti

Ci sono molte specie marine in pericolo, tra cui le mante, i leoni marini, le targarughe e le balena. Le reti a strascico hanno accelerato il declino delle riserve di pesca, e sono soggetto di aspre dispute internazionali. Inquinamento da fogne al largo degli Stati Uniti, del sud del Brasile e dell'Argentina. Inquinamento da petrolio nel Mare Caraibico, nel Golfo del Messico, nel Mar Mediterraneo e nel mare del Nord. Inquinamento da fogne e industrie nel Mar Baltico, Mare del Nord e Mar Mediterraneo.

Geografia - note

Punti critici sono i Dardanelli, lo Stretto di Gibilterra, l'accesso al Canale di Panamá e al Canale di Suez. Gli stretti strategici includono lo Stretto di Dover, lo Stretto della Florida, il Passaggo di Mona e il Passaggio Windward. Durante la guerra fredda, il cosiddetto passaggio di Groenlandia-Islanda-UK (GIUK) era un problema strategico di grande importanza, e il fondale fu riempito di idrofoni per rilevare il movimento dei sottomarini sovietici.

Porti

Alessandria (Egitto), Algeri (Algeria), Anversa (Belgio), Amburgo (Germania), Barcellona (Spagna), Buenos Aires (Argentina), Casablanca (Marocco), Colon (Panamá), Copenhagen (Danimarca), Cork (Irlanda), Dakar (Senegal), Danzica (Polonia), Genova (Italia), Halifax (Canada), Helsinki (Finlandia), Istanbul (Turchia), Las Palmas (Isole Canarie, Spagna), Le Havre (Francia), Lagos (Nigeria), Lisbona (Portogallo), Liverpool (UK), Londra (UK), Marsiglia (Francia), Montevideo (Uruguay), Montreal (Canada), Murmansk (Russia), Napoli (Italia), New Orleans (US), New York (US), Newport News (US), Odessa (Ucraina), Orano (Algeria), Oslo (Norvegia), Pireo (Grecia), Rio de Janeiro (Brasile), Rotterdam (Olanda), San Pietroburgo (Russia), Sebastopoli (Ucraina), Southampton (UK), Stoccolma (Svezia)

Trasporti - nota

Il Canale di Kiel e il fiume San Lorenzo sono due importanti vie di trasporto Categoria:Oceani Categoria:Ecosistemi als:Atlantik ja:大西洋 ko:대서양 simple:Atlantic Ocean th:มหาสมุทรแอตแลนติก zh-min-nan:Tāi-se-iûⁿ

Danimarca

Il Regno di Danimarca è il più piccolo paese nordico. Si trova in Scandinavia, nel nord dell'Europa e consiste in una penisola, lo Jutland (in danese Jylland), unita al nord della Germania e in molte isole, anche di dimensioni consistenti. Anche la Groenlandia e le Isole Faroe sono soggette alla Corona danese, anche se godono di una ampia autonomia.

Storia

Anticamente abitata da tribù germaniche, fu sede nei secoli VIII e IX della civiltà dei vichinghi, che attacarono e saccheggiarono le coste inglesi e francesi. A partire dal X secolo, la Danimarca divenne un regno indipendente, al quale appartengono la Norvegia, fino al Congresso di Vienna (1815), una parte della Germania settentrionale fino alla metà del XIX secolo, l'Islanda, che divenne independente nel 1944 e la Groelandia, che ne è tuttora una contea autonoma.

Politica

La Danimarca è diventata nel 1849 una monarchia costituzionale con l'adozione di una nuova costituzione. Il monarca formalmente è il capo dello stato, ma questo ruolo è più che altro cerimoniale, dato che il potere esecutivo è esercitato dal consiglio dei ministri, in cui il primo ministro agisce come primus inter pares. Del potere legislativo sono investiti sia il governo che il parlamento danese, detto il Folketing, del quale fanno parte fino a 179 parlamentari. Il potere giudiziario funziona ed è amministrato in modo indipendente da dall'esecutivo e dal giudiziario. Le elezioni per il parlamento vengono tenute almeno ogni quattro anni; tuttavia il primo ministro ha facoltà di richiedere elezioni anticipate. Nel caso in cui il parlamento approvasse un voto di sfiducia contro il primo ministro, tutto il governo dovrebbe dimettersi. La Danimarca è spesso amministrata da governi di minoranza.

Contee

La Danimarca è divisa in 13 contee (amter, singolare: amt), e 271 comuni (kommuner, singolare kommune). La prossima Riforma Comunale Danese rimpiazzerà le contee con cinque nuove regioni e ridurrà il numero di comuni a 98.I nuovi comuni assumeranno le competenze delle precedenti contee. Gran parte dei nuovi comuni avrà una popolazione di almeno 20.000 persone. La riforma sarà attuata il primo gennaio 2007.
- Aarhus
- Frederiksborg
- Funen (Fyn)
- Copenhagen (København)
- North Jutland (Nordjylland)
- Ribe
- Ringkjøbing
- Roskilde
- South Jutland (Sønderjylland)
- Storstrøm
- Vejle
- Viborg
- West Zealand (Vestsjælland) Tre comuni hanno statuti speciali:
- Bornholm
- Copenhagen
- Frederiksborg Anche la Groenlandia e le isole Faroe appartengono al regno di Danimarca, ma hanno statuti autonomi sono sostanzialmente autogovernate e ciascuna è rappresentata da due seggi nel parlamento.

Geografia

Il territorio è interamente pianeggiante. L'isola della Groenlandia, per il suo clima glaciale, è quasi del tutto disabitata; gli unici e pochi abitanti sono gli inuit. Il territorio danese, invece, gode di un clima abbastanza mite e la vegetazione che vi si trova frequentemente sono boschi di latifoglie e la brughiera.

Economia

Vedi anche: Economia della Danimarca. L'economia danese è legata prevalentemente all'agricoltura (ortaggi e cereali), all'allevamento e alle industrie conserviere e alimentari. La pesca, praticata con attrezzature moderne, alimenta l'industria di conservazione del pesce. Nel Mare del Nord si trovano giacimenti di petrolio e gas naturale. L'industria è presente nei settori cantieristico, chimico, elettronico e alimentare.

Popolazione

ha 5.368.345 abitanti

Cultura

Il danese meglio conosciuto negli altri paesi è probabilmente Hans Christian Andersen, uno scrittore famoso principalmente per le sue favole, tra cui Il vestito nuovo dell'Imperatore ed il brutto anatroccolo. Altri danesi famosi sono:
- Niels Bohr, fisico
- Hans Christian Ørsted, fisico, scopritore dell'elettromagnetismo
- Tycho Brahe, astronomo
- Karen Blixen, nota anche come Isak Dinesen, autrice
- Victor Borge, pianista
- Christoffer Wilhelm Eckersberg, pittore
- Arne Jacobsen, architetto, designer
- Søren Kierkegaard, filosofo esistenzialista
- Bent Larsen, scacchista
- Vilhelm Lauritzen, architetto
- Knud Ejler Løgstrup, Christian philosopher
- Carl Nielsen, compositore
- Jakob Nielsen, matematico
- Niels Steensen, anatomista, Vescovo Cattolico
- Bertel Thorvaldsen, scultore
- Lars Ulrich, musicista, membro dei Metallica
- Lars von Trier, regista
- Georg Jensen, designer
- Viggo Mortensen, attore
- Bjarne Stroustrup, computer scientist, inventore del linguaggio di programmazione C++

Voci correlate


- Elenco di monarchi danesi
- Elenco dei Primi Ministri Danesi
- Danesi celebri
- Aziende danesi
- Città della Danimarca
- Mary Donaldson
- Targhe automobilistiche danesi

Collegamenti esterni

fiu-vro:Taani als:Dänemark ja:デンマーク ko:덴마크 ms:Denmark simple:Denmark th:ประเทศเดนมาร์ก zh-min-nan:Dan-kok

Mare del Nord

Il Mar del Nord o Mare del Nord fa parte dell'Oceano Atlantico ed è situato tra le coste norvegesi e danesi ad est; le coste delle isole britanniche ad ovest; le coste tedesche, olandesi, belghe e francesi a sud; con il Mar di Norvegia a nord. Skagerrak è una baia nel Mare del Nord che separa Danimarca, Norvegia e Svezia; e che attraverso Kattegat e Oresund arriva al Mar Baltico. A sud, il Mare del Nord è connesso con l'Oceano Atlantico tramite il Canale della Manica ed a nord tramite il Mare di Norvegia. Sono presenti grossi giacimenti petroliferi e di gas naturali sotto il fondo del mare. Nel periodo classico queste acque sono state chiamate oceano o mare germanico. Questo nome è stato comunemente usato fino al diciottesimo secolo. Il suo nome moderno è dovuto dagli abitanti della Frisia una regione compresa tra il nord dell'Olanda e della Germania. I principali fiumi che sfociano nel Mare del Nord sono:
- della Gran Bretagna
  - Tamigi
  - Nene
  - Derwent
  - Tweed
  - Tay
  - Dee
  - Don
  - Spey
- della Norvegia
  - Otra
- della Svezia
  - Gota
- della Danimarca
  - Skjern
- dei Paesi Bassi
  - Reno
- della Germania
  - Elba
  - Weser
  - Ems
- della Francia
  - Aa Le principali isole nel Mare del Nord sono:
- Isole Orcadi
  - Mainland
  - Sanday
  - Westray
  - Rousay
  - South Ronaldsay
  - Hoy
- Isole shetland
  - Unst
  - Fetlar
  - Yell
- Isole Fair
- Isole Frisone
  - Isole Frisone Occidentali
    - Texel
    - Terschelling
    - Ameland
    - Schiermonnikoog
    - Rottumeroog
  - Isole Frisone Orientali
    - Borkum
    - Memmert
    - Juist
    - Norderney
    - Baltrum
    - Langeoog
    - Spiekeroog
    - Wangerooge
  - Isole Frisone Settentrionali
    - Sylt
    - Fohr

Voci correlate


- Mare
- Costa Nord als:Nordsee ja:北海 ko:북해 zh-min-nan:Pak-hái

Lingua danese

Il danese è una lingua appartenente al sottogruppo delle lingue scandinave del gruppo delle lingue germaniche della famiglia delle lingue indoeuropee. È lingua ufficiale in Danimarca e seconda lingua ufficiale in Groenlandia (accanto alla lingua inuktitut) e sulle Isole Fær Øer (accanto alla lingua faroese). Come ex lingua coloniale, è ancora in uso in Islanda.
È lingua di minoranza, parlata da ca. 300.000 persone, nel land tedesco dello Schleswig-Holstein (dan. Slesvig-Holsten), tutelata dalla costituzione regionale.
È invece sparito nelle Isole Vergini Statunitensi, colonia danese fino al 1916. Anche la variante Bokmål della lingua norvegese è, dal punto di visto strettamente linguistico, un dialetto danese. Ciò nonostante, gli sviluppi storico-culturali inducono a non considerarla tale.

Grammatica

Insieme ad altre lingue scandinave, il danese è una delle poche lingue indoeuropee che non coniuga i verbi secondo la persona e il numero. A differenza dello svedese, esistono però forme diverse per i tempi grammaticali. I sostantivi possono essere di due generi: neutro e comune. Un elemento distintivo delle lingue scandinave è l'articolo enclitico: L'articolo (determinativo) viene aggiunto come suffisso al sostantivo, come nei due esempi seguenti.

Numeri

A differenza delle altre lingue scandinave, i numeri in danese si basano sul sistema vigesimale: tyve (venti) è la base del sistema numerico. Tres (breve per tresindstyve) significa 3 volte 20, cioè 60; firs (breve per firsindstyve) sta per 4 volte 20, cioé 80. Halvtreds significa (3 - 1/2) volte 20, cioè 50.

Alfabeto

Per scrivere il danese si usa l'alfabeto latino con le tre lettere aggiuntive Æ / æ, Ø / ø, e Å / å.

Lessico fondamentale


- "Danese": dansk
- "Ciao": hej
- "Arrivederci": farvel
- "Per favore": Vær så venlig
- "Grazie": tak
- "Questo/Questa": denne
- "Quanto?": hvor meget?
- "Sì": ja
- "No": nej Danese Categoria:Danimarca ja:デンマーク語 ko:덴마크어

Lingua tedesca

Il tedesco è una lingua appartenente al gruppo nederlandese-germanico del ramo occidentale delle lingue germaniche della famiglia delle lingue indoeuropee.
È l'idioma con il maggior numero di parlanti nativi dell'Unione europea, lingua ufficiale in Germania, Austria, gran parte della Svizzera, Liechtenstein (alemanno), Alto Adige (Italia); correntemente parlato in Lussemburgo, nei cantoni orientali del Belgio e in parti della Romania, della Polonia, dell'Alsazia e della Lorena (Francia).

Storia

Per lo sviluppo storico della lingua tedesca vedere i seguenti articoli:
- Alto tedesco antico (750-1050)
- Alto tedesco medio (1050-1350)
- Alto tedesco nuovo (1350-1750)

I dialetti

(si veda l'articolo principale Dialetti della lingua tedesca) I dialetti parlati in Germania si dividono in due macrogruppi:
- alto-tedesco, (Hochdeutsch): le parlate derivate dall'antico alto-tedesco, che hanno subito la seconda rotazione consonantica agli inizi del VI secolo, comprendenti l'antico alto-tedesco, la lingua parlata fino al 1100 circa, e il moderno tedesco, con i dialetti facenti parte dei gruppi del "tedesco superiore" (Oberdeutsch) e del "tedesco medio" (Mitteldeutsch).
- basso-tedesco (Niederdeutsche): i dialetti della lingua basso-tedesca (Plattdeutsche), parlati soprattutto nella Germania settentrionale, comprendente i gruppi del basso sassone (Niedersächsisch) e del basso tedesco orientale (Ostniederdeutsch), e il gruppo del basso francone (Niederfränkisch), che comprende l'olandese dei Paesi Bassi e il fiammingo del Belgio.

Grammatica

Il tedesco è una delle lingue germaniche moderne con la grammatica più complessa, a causa della presenza dei casi e delle conseguente declinazione dei sostantivi. I casi in Tedesco sono quattro: nominativo, accusativo, dativo e genitivo. I sostantivi presentano 3 generi: maschile, femminile e neutro, con i rispettivi articoli determinativi: Der per il maschile, Die per il femminile e Das per il neutro ed indeterminativi: Ein per il maschile, Eine per il femminile ed Ein per il neutro. Il paradigma dei verbi tedeschi irregolari è costituito da tre voci come in Inglese: il Präsens (presente), il Präteritum (imperfetto/passato remoto) ed il Perfekt (passato prossimo) e ciò rende i verbi tedeschi relativamente semplici. È presente inoltre il Plusquamperfekt (trapassato prossimo/trapassato remoto), il Futur I (futuro semplice) ed il Konjunktiv II (condizionale). La lingua tedesca è una lingua flessivo-fusiva.

Pronuncia

Il tedesco è relativamente semplice dal punto di vista della pronuncia perché, come l'italiano, presenta poche differenze tra "lo scritto" ed "il parlato". Vede la forte presenza di dentali e sibilanti (ad esempio Straße si pronuncia Strasse - Zähne si pronuncia Tzene). Caratteristici sono i suoni "raddolciti" con l'Umlaut (dieresi) di alcune vocali: o, a e u che diventano ö (pron. come il francese dormeuse), ä (pron. e aperta) e ü (pron. come lu francese)

Parentela con la lingua inglese

Ci sono molte parole tedesche che sono imparentate con quelle inglesi (Ricordando che le due lingue fanno parte della stessa famiglia linguistica). Molte di esse sono facilmente identificabili ed hanno praticamente lo stesso significato. TEDESCO INGLESE TRADUZIONE :Winter Winter inverno :Sommer Summer estate :best Best migliore :grün green verde :haben (to)have avere :Finger Finger dito :Bett Bed letto :Haus House casa :lachen laugh ridere :Schiff ship nave :singen,sang,gesungen sing,sang,sung canto,cantai,cantato :gut good buono :Mann Man uomo :Buch Book libro :Schule School scuola :Kalt cold freddo :Fisch fish pesce Alcune parole hanno diverse consononanti e ciò è dovuto alla Rotazione Consonantica dell'Alto Tedesco. Per esempio in molte parole imparentate la consonante "b" del tedesco è resa dalla "v" dell'inglese. Tedesco: Liebe(amore) >> Inglese: Love Tedesco: geben(dare) >> Inglese: (to) give Questo avviene inoltre con la sibilante "ff" che nell'inglese è resa con "p" e nella "ss" che in inglese è resa con "t" Tedesco: Schiff(nave) >> Inglese: Ship Tedesco: Lassen(lasciare) >> Inglese: let Confrontando la Lingua Olandese rispetto a quella Tedesca ed a quella Inglese si può notare in essa un "grado" intermedio. Poniamo tre semplici esempi per osservare lo scambio consonantico: Tedesco: Vergessen(dimenticare) >> Olandese: Vergeten >> Inglese:(to)Forget Tedesco: Geben(dare) >> Olandese: Geven >> Inglese: (to)Give Tedesco: Helfen(aiutare) >> Olandese: Helpen >> Inglese: (to)Help

Alcuni esempi

:Ciao:
Hallo (in Baviera: Servus) :Buon giorno (dall'alba fino alle 10:00): Guten Morgen :Buon giorno (dalle 10:00 fino a sera): Guten Tag :Buona sera: Guten Abend :Buona notte: Gute Nacht :Buon viaggio: Gute Reise :Grazie: Danke, Vielen Dank, Danke schön, Tausend Dank :Ti ringrazio: Ich danke dir :La ringrazio: Ich danke Ihnen :Scusa, Scusi : Entschuldigung, Entschuldigen Sie :Come ti chiami?: Wie heißt du? :Come si chiama?: Wie heißen Sie? :Come stai?: Wie geht's dir? Bene, e tu?: Gut, und dir? :Come sta?: Wie geht es Ihnen? Bene, e Lei?: Gut, und Ihnen? :Da dove vieni?: Woher kommst du? Vengo dall'Italia: Ich komme aus Italien :Da dove viene?: Woher kommen Sie? Vengo dalla Svizzera: Ich komme aus der Schweiz :Quanti anni hai?: Wie alt bist du? :Quanti anni ha?: Wie alt sind Sie? :Che ore sono?: Wie spät ist es? Sono le undici: Es ist elf Uhr :Qual è la tua professione? Was bist du von Beruf? Sono un medico: Ich bin Arzt :Qual è la sua professione? Was sind Sie von Beruf? Sono un farmacista: Ich bin Apotheker :Parli italiano?: Sprichst du Italienisch? No, non parlo italiano: Nein, Ich spreche kein Italienisch :Parla spagnolo?: Sprechen Sie Spanisch? No, non parlo spagnolo: Nein, ich spreche kein Spanisch :Cosa fai oggi? Was machst du heute? Vado al cinema: Ich gehe ins Kino :Sai giocare a tennis?: Kannst du Tennis spielen? :Sai nuotare?: Kannst du schwimmen? :Hai un cane?: Hast du einen Hund? :Bevo volentieri caffè: Ich trinke gern Kaffee :Domani devo lavorare: Morgen muss ich arbeiten :Quest'estate vado in Italia: Diesen Sommer fahre ich nach Italien :Lasciami in pace!: Lass mich in Ruhe! :Non ho voglia di andare a scuola: Ich habe keine Lust, in die Schule zu gehen :Arrivederci: Auf Wiedersehen! :Ti amo: Ich liebe dich :Tedesco (lingua): Deutsch (abitante): Deutscher :Italiano (lingua): Italienisch (abitante): Italiener

Voci correlate


- Alto tedesco antico
- Alto tedesco medio
- Dialetti della lingua tedesca
- Lingua basso-tedesca
- Riforma ortografica tedesca

Collegamenti esterni


- [http://www.lasuperba.net/unige/depol/1998/index.htm Appunti di storia della lingua tedesca]
- [http://www.lrz-muenchen.de/~hr/lang/dt-hist.html Breve storia della lingua tedesca] (
in inglese)
- [http://www.italdict.de Dizionario Tedesco <-> Italiano] (
in tedesco)
- [http://www.goethe.de/ins/it/mai/deindex.htm Sito del Goethe Institut di Milano] (
in tedesco e italiano)
- [http://www.tedescoinrete.it Accurata grammatica tedesca] curata dall'università Ca' Foscari di Venezia
- http://www.vokabelheft.net Dizionario Tedesco Italiano Tedesco Tedesco als:Deutsche Sprache ja:ドイツ語 ko:독일어 ms:Bahasa Jerman simple:German language th:ภาษาเยอรมัน


Lingua finlandese

In lingua finlandese (o meglio finnico) il nome dell'idioma maggiormente parlato in Finlandia è suomi. Solo il 6% della popolazione finlandese parla un altro idioma, cioè lo svedese.
- È una delle lingue uraliche (alla quale appartengono pure l'Ungherese, l'Estone e il Lappone).
- È una delle due lingue ufficiali in Finlandia.
- È una lingua molto agglutinante.
  - La lingua parlata è più sintetica della lingua scritta.
- Si scrive con l'alfabeto latino.
- Relativamente di recente ha preso parole in prestito per la maggior parte dallo Svedese, un po' dal Russo e ormai dall'Inglese.
- I prestiti più antichi sono dal tedesco e dalle altre lingue germaniche parlate in Sassonia. (Il nome della Germania in finnico è Saksa). Il finnico è parlato in tutta la Finlandia, con l'eccezione delle isole Åland che sono completamente di lingua svedese. È anche parlato in Russia e nella repubblica autonoma di Carelia, dove ha uno statuto ufficiale. Si parla anche in Svezia, dove ci sono comuni del nord che parlano principalmente finnico. Il finnico comprende circa 6 milioni di locutori. È la lingua madre di circa il 93% dei Finlandesi; in Carelia russa, circa 70.000 abitanti parlano finnico. Per lingua agglutinante si intende una lingua che ricorre maggiormente a suffissi e declinazioni, anziché a preposizioni o posposizioni distinte dal vocabolo base. Ad esempio:
- kirja = libro
- kirjani = il mio libro
- kirjassa = nel libro
- kirjassani = nel mio libro
- kirjassanikin = anche nel mio libro

Grammatica

In Finlandese i sostantivi, gli aggettivi, i pronomi, i numerali e le parti nominali dei verbi vengono declinate, oltre che in base al numero (singolare o plurale) anche in base a 15 casi:
- Nominativo: è il caso del soggetto (Mario ha un libro).
Risponde alle domande: kuka? (chi?), mikä? (che cosa?).
Si forma aggiungendo la desinenza -t al plurale
- Genitivo: è il caso del complemento di specificazione (il libro di Mario è interessante).
Risponde alle domande: kenen? (di chi?), minkä? (di che cosa?).
Si forma aggiungendo la desinenza -n al singolare oppure -en, -ten, -den/-tten al plurale
- Partitivo: indica la parte di una cosa o una quantità indefinita (Sul tavolo ci sono dei libri).
Risponde alle domande: ketä? (chi?) mitä? (che cosa?).
Si forma aggiungendo le desinenze -(t)a/-(t)ä; V+ta → Va (
- kirja+ta → kirjaa
)
- Accusativo: non ha forme proprie, eccetto per i pronomi personali (es. minut, me). In tutte le altre parole è uguale al nominativo o al genitivo.
- Inessivo: è il caso del complemento di stato in luogo interno (Mario è in casa).
Risponde alla domanda: missä? (dove?).
Si forma aggiungendo la desinenza -ssa/-ssä
- Elativo: è il caso del complemento di moto da luogo interno o la provenienza (Mario si alza dal letto).
Risponde alla domanda: mistä? (da dove?).
Si forma aggiungendo la desinenza -sta/-stä
- Illativo: è il caso del complemento di moto a luogo interno (Mario mette lo zucchero nel caffè).
Risponde alla domanda: mihin? (verso dove?).
Si forma aggiungendo le desinenze -Vn, -hVn, -seen al singolare e -hin, -siin al plurale
- Adessivo: è il caso del complemento di stato in luogo esterno (Il libro è sul tavolo), oppure il mezzo con cui si svolge un'azione o il modo in cui si compie (Mario studia con un libro). Inoltre indica il possessore nell'espressione: io ho (Io ho un libro).
Risponde alla domanda: millä? (dove? in che modo? a chi?)millä paikalla? (in che posto?).
Si forma aggiungendo la desinenza -lla/-llä
- Ablativo: è il caso del complemento di moto da luogo esterno. Indica separazione o provenienza (Mario prende il libro dal tavolo).
Risponde alla domanda: miltä? (come? da dove?) miltä paikalta? (da che posto?).
Si forma aggiungendo la desinenza -lta/-ltä
- Allativo: è il caso del complemento di moto a luogo esterno (Il libro è caduto sul pavimento), oppure del complemento di termine (Mario ha scritto a Luigi).
Risponde alla domanda: kenelle? (a chi?).
Si forma aggiungendo la desinenza -lle
- Essivo: indica lo stato/la situazione in cui si trova una persona o una cosa. (Mario studia da Medico).
Risponde alla domanda: minä? (in qualità di cosa?).
Si forma aggiungendo la desinenza -na/-nä
- Translativo: esprime una trasformazione (Mario è diventato Medico).
Risponde alla domanda: miksi? (come?).
Si forma aggiungendo la desinenza -ksi
- Istruttivo: è il caso del complemento di mezzo (L'ho visto con i miei occhi).
Risponde alla domanda: miten? (come?).
Si forma aggiungendo la desinenza -n
- Comitativo: è il caso del complemento di compagnia (Mario va in Finlandia con Luigi).
Risponde alle domande: kenen kanssa? (con chi?), minkä kanssa? (con cosa?).
Si forma aggiungendo la desinenza -ne
- Abessivo: esprime la mancanza di qualcosa (Mario è senza soldi).
Risponde alla domanda: mitä ilman? (senza che cosa?).
Si forma aggiungendo la desinenza -tta/-ttä

Vocali

Le vocali finlandesi possono essere suddivise in tre gruppi:
- anteriori: ä ö y
- posteriori: a o u
- neutrali: e i Come il Turco e l'Ungherese, il Finnico è caratterizzato dal fenomeno dell'armonia vocalica: in una stessa parola, cioè, possano esserci o solo vocali anteriori o solo vocali posteriori. Se sono presenti solo vocali neutrali queste valgono come vocali anteriori. (Es: Helsingissäkö)

Collegamenti esterni


- [http://www.bifrost.it/Lingue/Finlandese.html Grammatica, letteratura e cultura finlandese su Bifrost.it] Finlandese Finlandese Finlandese ja:フィンランド語 ko:핀란드어

Lingua olandese

La lingua olandese (Hollands) o neerlandese (Nederlands) è una delle lingue ufficiali dei Paesi Bassi (le altre sono il Frisone e il Limburghese) e del Belgio (insieme alla lingua francese e la lingua tedesca), dove è ufficiale nelle Fiandre e nella Regione di Bruxelles-Capitale. È anche parlata nelle Fiandre francesi. È anche lingua ufficiale del Suriname, ex-colonia dei Paesi Bassi, di Aruba e delle Antille Olandesi (Curaçao, Bonaire, Sint-Maarten, Saba e Sint-Eustatius), territori ancora sotto sovranità olandese. Comunque, in questi ultimi due parti del Regno dei Paesi Bassi, la popolazione parla di solito il Papiamento (Aruba, Bonaire e Curaçao) o l'inglese (Sint-Maarten, Saba e Sint-Eustatius). In Indonesia la lingua ha soltanto un significato storico; è importante soprattutto per ragioni archivistiche e giuridiche. La [http://www.taalunie.nl Nederlandse Taalunie] (Unione della lingua neerlandese) è un'organizzazione internazionale, fondata nel 1980 per un trattato stipulato tra i Paesi Bassi e le Comunità fiamminga. Nel 2004, il Suriname è divenuto un membro associato di questa organizzazione. La lingua afrikaans, parlata in Sudafrica e in Namibia (sia dalle popolazione di origine boer sia da una larga parte dei "colorati", cioè persone di origine mista) è strettamente imparentata con l'olandese. Comunque, le sue particolarità grammaticali (mancanza quasi totale di coniugazione del verbo e dell'imperfetto, negazione doppia, un solo genere grammaticale) ne fanno una lingua a sé stante.

Collegamenti esterni


- [http://taalunieversum.org/taalunie/ Taalunie] istituzione di lingua olandese per il Belgio, i Paesi Bassi e la Suriname Olandese Categoria:Paesi Bassi ja:オランダ語

Lingua svedese

Lo svedese è una lingua appartenente al sottogruppo delle lingue scandinave del gruppo delle lingue germaniche della famiglia delle lingue indoeuropee. In Svezia non esiste una lingua ufficiale. In Finlandia lo parla il 6% della popolazione.

Grammatica

Insieme ad altre lingue scandinave, lo svedese (moderno) è una delle poche lingue indoeuropee che non coniuga i verbi secondo la persona e il numero. Tutti i tempi di tutti i verbi (inclusi tutti i verbi irregolari) rimangono invariati quale che sia il soggetto: per esempio, il presente indicativo del verbo essere, che in italiano ha cinque forme diverse, in svedese rimane sempre är. Come molte lingue germaniche, lo svedese mantiene il genere neutro; al contrario però, ad esempio, del tedesco, non distingue piú il maschile dal femminile (salvo in alcune espressioni desuete o idiomatiche). Il genere "maschile + femminile" è spesso chiamato genere comune o non-neutro. Piú dell'80% dei sostantivi svedesi sono comuni, anche se sono neutri molti sostantivi estremamente comuni. L'articolo determinativo, in assenza d'aggettivi, è costituito da un suffisso che si aggiunge al nome. Bok («libro», sostantivo comune) diventa cosí boken («il libro»), e hus («casa», sostantivo neutro) diventa huset; piú in generale, il suffisso -en si usa sempre con i nomi singolari comuni, e -et con i nomi singolari neutri. Per il plurale vanno considerati piú casi. Se invece sono presenti aggettivi, il suffisso rimane, ma si ha anche un articolo vero e proprio (prima degli aggettivi, che sono obbligatoriamente prima del sostantivo), che è den per il comune singolare, det per il neutro singolare, de per tutti i nomi plurali. Esempi: den nya boken («il nuovo libro»), det stora huset («la grande casa»), de nya böckerna som talar om de stora husen («i nuovi libri che parlano delle grandi case» - il plurale di bok è irregolare).

Fonetica

Lo svedese è una lingua tonale, seppur debolmente: un accento d'intensità (come in italiano) s’oppone una combinazione d'accento principale e secondario con variazioni tonali che permettono di distinguere parole tra loro omografe e, per il resto, omofone. Per esempio, anden, con un solo accento d'intensità sulla prima sillaba significa «l'anatra» mentre pronunciata con un accento principale e un tono abbastanza alto leggermente discendente sulla prima sillaba e sulla seconda un accento secondario il cui tono abbastanza basso risale leggermente significa «lo spirito». È possibile ascoltare . Quelle poi che nella scrittura sono consonanti doppie (nonché ck intervocalico) sono effettivamente geminate nella pronuncia, ma non esattamente come in italiano: vissa («certi, -e») è distinguibile da visa («mostrare»). Abbiamo /'visa/ ['vissa] e /'vi:sa/ ['viisa] mentre in italiano avremmo /'vissa/ ['vis:sa] e /'visa/ ['vi:sa]. Nello svedese scritto sono presenti ben nove vocali (a, e, i, o, u, y, å, ä, ö), ognuna delle quali può essere lunga o breve nella pronuncia, per formare un totale che varia a seconda del dialetto specifico. Sono praticamente sconosciuti i dittonghi fonologici, che anche quando sussistono tendono spesso a essere ridotti a una vocale singola. Foneticamente, però, le vocali «lunghe» sono dittonghi ristretti (cfr visa).

Esempi


- Svedese: svenska
- Ciao: hej /'hɛj/
- arrivederci: hej då /hɛj'do:/
- per favore: snälla /'snälla/
- grazie: tack
- quello: den där /dɛn'dɛ:r/
- quanto?: hur mycket? /hʉ:r'mykə/
- Italiano: italienska /ita'liɛnska/
- si: ja /jɒ:/
- no: nej /nɛj/
- augurio generico: skål /'sko:l/

Collegamenti esterni


- [http://www.corsodisvedese.com.ar Corso introduttivo online]
- [http://www.lysator.liu.se/language/Languages/Swedish/Grammar.html Un breve compendio grammaticale]
- [http://www.nordiska.su.se/personal/colliander-g/Gram/ Altro compendio grammaticale]
- [http://lexikon.nada.kth.se/lexin-en.shtml Il dizionario Lexin per varie lingue] Svedese ja:スウェーデン語 ko:스웨덴어

Lingua italiana

30px La lingua italiana è l'idioma di it.wiki, la versione di Wikipedia che state sfogliando.
L'Italiano () è una lingua appartenente al gruppo delle lingue romanze della famiglia delle lingue indoeuropee. Esiste un gran numero di dialetti neo-romanzi. L'italiano moderno è, come tutte le lingue nazionali, un dialetto che è riuscito a far carriera; ad imporsi, cioè, come lingua ufficiale di una regione molto più vasta di quella originaria. In questo caso fu il dialetto fiorentino, parlato a Firenze, a prevalere, non tanto per ragioni politiche - come spesso capitava - ma per il prestigio culturale di cui era portatore. Il toscano, ed il fiorentino illustre (in quanto arricchito di prestiti dal siciliano, francese e latino) in particolare, era in effetti la lingua nella quale scrissero Dante Alighieri, Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio, considerati i tre massimi scrittori italiani. Naturalmente, era anche la lingua colta della città di Firenze, stimata per la sua prosperità culturale lungo i secoli e per la sua splendida architettura.

Influenze linguistiche

Prima dell'avvento dell'Impero romano, è l'etrusco ad essere parlato in Toscana e nel Lazio settentrionale ("Tuscia"). Se la lingua etrusca è stata cancellata nel corso di qualche secolo dall'avvento del latino, dopo la conquista romana, la sua influenza può esser rimasta nel sostrato del toscano, ma la questione è ampiamente dibattuta. Il latino volgare divenne ben presto la lingua parlata in Italia e in gran parte d'Europa. Data la durata e la qualità della dominazione romana sul Continente, è facile capire perché il latino sia la base di moltissime lingue europee. Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel 476, la Toscana vide arrivare gli Ostrogoti e i Longobardi (secoli V e VI), popolazioni provenienti dal nord e dall'est dell'Europa. Esse influenzarono la lingua della regione solo nel lessico, le altre caratteristiche restarono più o meno immutate. Il toscano resta una delle parlate romanze più conservative e vicine al latino.

Dialetti

I numerosi dialetti italo-romanzi possono essere classificati in base alle loro comuni origine linguistiche. Provengono tutti dal latino, ma i sostrati delle lingue precedenti alla conquista romana e soprattutto i superstrati dovuti ai contatti con vari popoli hanno differenziato da regione a regione lo sviluppo di ogni parlata locale. Recentemente si tende a isolare i dialetti settentrionali (romanzi occidentali) da quelli centro-meridionali ("romanzi orientali"): la distinzione viene amplificata soprattutto per motivi politici, supponendo un'origine "celtica" dei dialetti settentrionali. In realtà il sostrato celtico (ammesso che sia esistito) può aver influito sui dialetti "gallo-italici", non certo sul veneto; che i dialetti settentrionali (anche quelli cosiddetti "gallo-italici") sono pienamente romanzi e non celtici; che i dialetti settentrionali condividono molte caratteristiche morfologiche con i dialetti del resto d'Italia (come i plurali non sigmatici); che soltanto fonologicamente si può parlare di "romanzo occidentale", ma la caduta delle vocali atone non avviene solo al Nord ma anche in molte parti del Sud specialmente in Campania, Molise e Puglia. E' altresì vero che i dialetti del Nord sono anche definiti gallo-italici o gallo-romanzi non per questioni "politiche", ma per la presenza delle cosiddette vocali turbate come ö ed ü in Lombardia, Emilia-Romagna (province di Piacenza e Parma), Piemonte e Liguria; per la presenza di strutture grammaticali note come "gallicismi" e riscontrabili anche in francese o spagnolo: sun/sum dré a mangià/mangiä/maià/magnà/magnar/magnär/magner come je suis en train de manger in francese o estoy en tren de comer in spagnolo; per la possibilità della formulazione delle frasi interrogative tramite una sorta di "inversione" (fenomeno diffuso in Lombardia ed Emilia-Romagna) come in francese (piacentino "mangi?": te a t' mang? che può essere reso con te mangiat?); la vocale a accentata tende a diventare ä oppure è specialmente in varie zone del Piemonte e dell'Emilia-Romagna (altro elemento riscontrabile anche in francese); presenza della nasalizzazione della n (come in francese) in vari dialetti. Ovviamente, queste caratteristiche che mettono in luce alcuni riflessi di un'antica lingua celtica, la lingua di sostrato del territorio, non sono riscontrabili (almeno così massicciamente e contemporaneamente) in Veneto, Trentino e Friuli-Venezia Giulia che sarebbero inscritte in un'area linguistica non gallo-romanza. La presenza di vocali turbate ö ed ü che per alcuni studiosi è il residuo di un substrato celtico, per altri sarebbe invece un superstrato germanico portato con le invasioni barbariche alla caduta dell'Impero Romano. Il tratto più caratteristico è la lenizione, una caratteristica tipicamente romanza-occidentale. Un tipo di lenizione si è comunque recentemente sviluppato anche al sud, sia pur con caratteristiche diverse, ed in Toscana (attestata dal XVI secolo) con modalità particolarissime che le hanno fruttato il nome di "gorgia". Al giorno d'oggi molti linguisti sono concordi nel raggruppare gli idiomi gallo-italici italiani, quelli retoromanzi e veneti in un unico sistema: il sistema linguistico reto-cisalpino (Atti del convengo internazionale degli studi sulle lingue romanze dell'Italia del Nord, Trento, 21-23 ottobre 1993) non certo per ragioni "politiche" o per volontà di secessione dal resto della penisola. Secondo questa teoria, gli idiomi retoromanzi costituiscono una varietà più conservativa di una lingua "padana" comune (da intendersi "della Val Padana", "settentrionale" e non da interpretare con riferimenti alla politica) assestatasi nell'alto medioevo. Viene aggiunto che la variante centro-occidentale di questa lingua ha in seguito assorbito numerose innovazioni di origine francese, dando luogo agli idiomi del gruppo cisalpino (idiomi galloromanzi italiani e veneto). Molti linguisti sono concordi nel sostenere che i cosiddetti "dialetti" del Nord, delle province di Massa Carrara, Pesaro Urbino, Campania, Puglia meridionale (Salento), Basilicata, Calabria e Sicilia non siano da considerarsi tali, bensì vere e proprie lingue strutturalmente separate dall'italiano (così le classifica e definisce l'Atlante Linguistico Ethnologue). Inoltre, come tali sono annotate nellUnesco Red Book of Endangered Languages che le riconosce come lingue regionali minoritarie. La ragione è che esse, secondo certi studiosi, non sarebbero varietà locali o sociali (dialetti, appunto) dell'italiano, ma sistemi linguistici autonomi con altra origine, diversa da quella del toscano, altra grammatica, e dunque non solo per i vari gradi di intelligibilità tra di loro o con l'italiano. Così come qualcuno forzatamente sostiene un'origine celtica dei dialetti settentrionali o gallo-italici per ragioni politiche, c'è anche chi, per opposte vedute politiche pretende di discriminare le lingue, siano esse del Nord o del Sud, sulla base della loro pretesa inferiorità.
- Dialetti settentrionali (romanzo occidentale con elementi di transizione verso il romanzo orientale)
  - Gallo-italici:
    - piemontese (Torino, Asti, Cuneo, Alessandria, Vercelli)
    - lombardo orientale (Bergamo, Brescia, Crema)
    - lombardo occidentale o insubre (Insubria)(Milano, Monza, Varese, Como, Lecco, Sondrio, Lodi, Novara, Verbania, Canton Ticino)
    - genovese o ligure (Genova, La Spezia, Savona, Imperia, Appennino Alessandrino, Appennino Piacentino)
    - emiliano (Pavia, Oltrepò Pavese, Piacenza, Mantova, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Bologna)
    - romagnolo (Ravenna, Forlì, Cesena, Rimini, Pesaro, Urbino, Repubblica di San Marino)
  - veneto (Venezia, Treviso, Padova, Vicenza, Verona, Belluno, Rovigo, Trento, Trieste e Venezia Giulia)
  - friulano (Friuli Venezia Giulia: Udine, Pordenone)
  - istrioto
- Dialetti centro-meridionali (romanzo orientale)
  - Dialetti toscani
    - toscano (Firenze, Siena, Pisa, Lucca, Arezzo)
    - corso (Corsica)
  - Centro :
    - romanesco (Roma)
    - viterbese
    - umbro
    - marchigiano (centrale) (Marche)
    - cicolano-reatino-aquilano
    - aquilano (L'Aquila)
  - Sud:
    - abruzzese (Pescara)
    - campano (Napoli)
    - lucano
    - pugliese- Salento escluso (Bari)
  - Estremo sud:
    - salentino (Lecce)
    - calabrese (Reggio Calabria)
    - siciliano (Palermo) (Nota: il pantesco, dialetto siciliano di Pantelleria, ha forti influssi arabi) I dialetti della Sardegna (sassarese, logudorese e campidanese, il gallurese invece, simile al corso oltremontano, appartiene alla categoria dei dialetti italiani centromeridionali) e gli idiomi retoromanzi (romancio, ladino, friulano) non possono a rigore essere considerati dialetti "italiani", anche se qualche linguista ritiene che quest'ultimi siano i residui di una "latinità occidentale" che in passato comprendeva tutta la pianura padana, formando così un diasistema che andava dall'Istria fino alla Spagna (Alicante), lasciando probabilmente fuori il veneto, l'idioma romanzo occidentale più simile al romanzo orientale, sia per la fonotassi che perla morfologia e anche il lessico.

Presenza nel mondo

L'italiano è unica lingua ufficiale in Italia e San Marino. Nella Città del Vaticano è usata correntemente ed è la lingua coufficiale della Santa Sede con il latino. È una lingua ufficiale (insieme allo sloveno) in qualche comune costiero della Slovenia e in Istria (Croazia) accanto al croato. È anche una delle lingue ufficiali in Svizzera (10% dei parlanti) - e precisamente nel Canton Ticino e nei Grigioni- insieme a Tedesco (63%), Francese (25%) e Romancio.
L'italiano è però diffusissimo a Malta, dove molti lo parlano e più o meno tutti lo capiscono (il presidente maltese in carica dal 1999 si chiama Guido de Marco), e dove fu lingua ufficiale fino al 1931, nelle zone costiere della Dalmazia (Croazia) e in Albania. Buona diffusione ha anche nelle ex-colonie italiane in Africa: Libia (dove è lingua di lavoro, insieme all'inglese), Eritrea, Etiopia e Somalia (in quest'ultimo Paese è stata lingua ufficiale fino al 1963 e usata nell'insegnamento universitario fino al 1991, allo scoppio della guerra civile). In altre nazioni, a causa della forte e prolungata emigrazione italiana nel mondo, esistono importanti comunità italiane (Stati Uniti, Sud America (specialmente Brasile e Argentina), Australia, Canada, Francia, Germania e Belgio soprattutto), che oggi cercano di recuperare e tramandare a figli e nipoti la loro cultura e lingua d'origine.
Notiamo infine come la lingua italiana, pur classificandosi solo al 19° posto tra le lingue più parlate al mondo (70 milioni di parlanti circa), è la terza più studiata come lingua straniera, dopo inglese e francese e prima di tedesco e spagnolo. Questo grazie al fascino che l'Italia ha nel mondo e all'opera preziosa degli Istituti italiani di cultura. Considerando coloro che lo parlano come seconda lingua, il numero sale a 120 milioni. Secondo uno studio della Unione Europea, è al secondo posto come lingua più parlata nell'ambito europeo (16%), accanto a francese e inglese, ma diventa la quarta (18%) se si considerano le lingue parlate e studiate [http://europa.eu.int/comm/education/policies/lang/languages/index_it.html#2]. Purtroppo, nel 2005, l’italiano è uscito dal gruppo ristretto delle lingue stabili dell’Unione Europea, al quale appartengono l’inglese, il francese e il tedesco ([http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/02_Febbraio/18/italiano.shtml])

Fonetica

Vocali

Nota: È possibile ascoltare anche la vocale [ə], come completamento del suono di una consonante. Essa nella lingua scritta viene o tralasciata o trascritta come 'e'. Esempio: :"La C di 'cento' si legge 'ce'" ::in cui "ce" viene solitamente letto [] piuttosto che []

Consonanti

Tra parentesi quadre gli allofoni di [n] alveolare.

Alfabeto

L'italiano utilizza 21 lettere dell'alfabeto latino. In effetti
k, j, w, x, y esistono solo in parole d'origine straniera o come varianti grafiche di scrittura (ad es. in Pirandello gioja invece di gioia). Esistono accenti grafici sulle vocali: in particolare quello acuto (´) solo sulla e (raramente sulla o e sulla a; una grafia ricercata li esigerebbe anche su i e u dal momento che sono sempre "vocali chiuse") e quello grave (`) su tutte le altre. L'accento circonflesso (^) serve per indicare la contrazione di due vocali, in particolare due /i/. L'accento grafico è obbligatorio sulle parole tronche (o ossitone o meglio ancora "ultimali"), che hanno cioè l'accento sull'ultima sillaba e finiscono per vocale. Altrove l'accento grafico è facoltativo, ma utile per distinguere parole altrimenti omografe.

Voci correlate


- Lingue parlate in Italia
- Grammatica italiana
- Lingua volgare
- Placiti cassinesi
- Indovinello veronese Italiano Italiano als:Italienische Sprache ja:イタリア語 ko:이탈리아어 simple:Italian


Lingua francese

Il francese è una lingua appartenente al gruppo delle lingue romanze della famiglia delle lingue indoeuropee. È una delle lingue romanze piú diffuse, superata solo dallo spagnolo e dal portoghese. Il francese è l'undicesima lingua nel mondo, parlata da circa 77 milioni di persone (dette francofone) come madre lingua e da circa 128 milioni di persone come seconda lingua (1999). È la lingua ufficiale o di lavoro in svariati stati (Svizzera, Belgio, Québec), comunità e amministrazioni (come l'Unione Europea, il Comitato Internazionale Olimpico, le Nazioni Unite).

Alfabeto

Il francese si scrive con le 26 lettere dell'alfabeto latino:
a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z alle quali si aggiungono la vocale œ (una o seguita da una e) e alcuni segni diacritici (per lo piú accenti) come: à â ç è é ê ë î ï ô ù û ü. La pronuncia non è facile, con almeno 32 fonemi di cui certi non hanno corrispondenti in italiano.

Dialetti

alfabeto latino I dialetti propri del francese sono quasi spariti (fra i piú famosi, il picard, il gallo (parlato in Bretagna) o il vallone in Belgio). Però, in diverse regioni francesi, sono rimaste altre lingue romanze e non: il Corso, una lingua italica in Corsica, il bretone una lingua celtica, i dialetti tedeschi parlati in Alsazia o la Lingua basca. La piú estesa (ma in via di sparizione) è la Linguadoca (in francese Langue d'oc), nel meridione, parlata anche da Dante che sarebbe stato all'origine del termine stesso.

Storia

In genere si ritiene che il primo testo scritto in protofrancese (o romana lingua o ancora Lingua romanza) fu il Giuramento di Strasburgo dell'842. La prima menzione dell'esistenza d'una lingua romanza non risale che all'813, in occasione del synode de Tours. Bisogna però aspettare gli anni 880-881 per il primo testo letterario, la Séquence de sainte Eulalie, anche se la lingua di questo testo si può considerare piú simile al picard che al francese stesso. Occorre comunque riconoscere che la distinzione tra lingua e dialetto è un'attività sterile: non si può dunque decidere obiettivamente. È nel 1539 che l'ordonnance de Villers-Cotterêts impose il francese come lingua del diritto e dell'amministrazione.

Voci correlate


- Letteratura francese
- Letteratura francofona
- Fonologia del francese

Collegamenti esterni


- [http://www.academie-francaise.fr/ Académie Française]
- [http://atilf.atilf.fr/ Le Trésor de la Langue Française informatisé] Francese Francese als:Französische Sprache ja:フランス語 ko:프랑스어 simple:French language th:ภาษาฝรั่งเศส zh-min-nan:Hoat-gí

Lingua inglese

Storia della Lingua Inglese

Nel suo lungo sviluppo l'inglese si è notevolmente alterato. Convenzionalmente si divide l'evoluzione diacronica della lingua in tre fasi:
- Inglese Antico (AI) o Anglosassone (AS)
- Medio Inglese (MI)
- Inglese Moderno (IM) Possiamo estrapolare delle date approssimative tra le molte proposte, e dire che l'AI va dall'invasione della Britannia ad opera di Sassoni, Juti e Angli (V secolo d.C.) fino all'invasione normanna. Il MI si può far terminare intorno all'inizio del XVI secolo. L'IM copre un periodo di tempo molto lungo, che va da Shakespeare ai nostri giorni. Benché la lingua si sia evoluta in questi secoli (noi non leggiamo al giorno d'oggi le opere di Shakespeare seguendo la pronuncia dei suoi contemporanei), la sua struttura è rimasta sostanzialmente immutata.

Antico Inglese (Anglosassone)

Storia esterna

Secondo il resoconto del Venerabile Beda, le stirpi germaniche degli Angli, dei Sassoni e degli Juti, partite dallo Jutland e dalla Germania settentrionale, si insediarono in quella regione della Britannia che è oggi l'Inghilterra nel 499 d.C. Gli Juti si stabilirono nel Cantium (Kent), gli Angli nell'East Anglia, nelle Midlands e in Northumbria, i Sassoni nell'Essex, nel Middlesex e nel Wessex - cioè rispettivamente regno dei Sassoni orientali, di mezzo ed occidentali. Sotto la spinta dei nuovi venuti i Celti in parte si assimilarono, in parte si spostarono a ovest (North Walas, West Walas o Galles, Sûth Walas o Cornovaglia).

Fonetica

Il sistema vocalico dell'AI consta di sette vocali, che possono essere brevi o lunghe:
- a (aperta se breve, chiusa se lunga)

- æ ([æ] o [æ:])

- e (/ε/ se breve, /e:/ se lunga)

- i

- o (aperta se breve, chiusa se lunga)

- u ([υ] o [u:])

- y (come la ü del tedesco) La lunghezza delle vocali non veniva indicata graficamente. A partire dal X secolo le atone brevi a, e, o e u tendono a confluire nel suono indistinto schwa [ə] così frequente nell'inglese moderno. I dittonghi sono:
- ea ([æa] e [æ:a])
- eo ([εo] e [ε:o])
- ie ([iε] e [i:ε]) Tra le consonanti:
- c rende i suoni [k] (cynn, stirpe) e [t∫] (c di cena) (spræc [spræt∫], discorso).

- g può indicare i suoni [j] (gêar, anno) o [γ] (gh) (dagas, giorni).

- h rende i suoni [h], [x] (fricativa sorda velare) o [ç] (ted. ich).

- ð e þ possono rendere indifferentemente i suoni [ð] o [θ], esattamente come th nell'inglese moderno.

- sc si legge [∫] (sc di scena) (wascan ['wa∫an], lavare).

Sostantivi

L'AI, a differenza dell'IM, possiede una ricca flessione, sia nominale che verbale. I generi sono tre, maschile, femminile e neutro. Come in tedesco, il nome nell'AI presenta quattro casi: nominativo, genitivo, dativo, accusativo. Le classi di declinazione più frequenti sono tre:
- Nomi maschili e neutri in -a-. Questa classe corrisponde ai nomi indoeuropei in -o-s, germ. -a-z, lat. -u-s)
- Nomi femminili in -o- (corrispondenti all'IE -a-, germ -u, lat. -a)
- Nomi maschili, femminili e neutri in nasale (ted. Name, Friede). Altre declinazioni meno frequenti sono la atematica, quella in -r-, quella dei neutri con plur. in -ru. I sostantivi atematici, masch. e femm., cambiano al plurale la vocale tematica in conseguenza di un antico umlaut: fôt, masch. "piede", plur. fêt.

Gli aggettivi

Gli aggettivi, secondo una caratteristica delle lingue germaniche, seguono una declinazione forte, con le desinenze dei pronomi, e una debole, con le desinenze dei sostantivi in nasale. Un aggettivo segue la declinazione debole quando è preceduto da un articolo, un dimostrativo o un possessivo, la forte negli altri casi.

Pronomi personali

L'articolo definito

L'aricolo definito si presenta nella forma per il maschile, sêo per il femminile, ðæt per il neutro. Quest'ultima forma sopravvive nell'IM the e that.

L' articolo indefinito

L' articolo indetefinito ( o indeterminativo) a\an è invariabile. Lo si usa davanti ai sostantivi singolari numerabili. 1. Si usa an davanti ad una parola che inizia per vocale o "h" muta. 2.Si usa a davanti ad una parola che inizia per consonante o "h" aspirata.

Verbi

Come in genere nelle lingue germaniche i verbi si dividono in due categorie: forti e deboli. Nei forti la vocale tematica muta passando dal presente al preterito al participio passato e dal singolare al plurale. P.es. da singan (cantare) si ha pret. sang, pret. plur. sungon, part. pass. gesungen. I verbi deboli formano il preterito mediante le desinenze -ede, -ode, -de, -te. Esistono varie ipotesi sull'origine di qu