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Mare Adriatico
Il Mare Adriatico è una articolazione del Mar Mediterraneo,
situato tra la penisola italiana e le coste slovena,
croata, montenegrina e albanese.
È lungo circa 800km e largo mediamente 150 km, ricoprendo una superficie
di 132mila km².
È collegato al Mar Ionio con il Canale d'Otranto
(tra la provincia di Lecce e l'Albania).
I corsi d'acqua principali che si gettano nel Mar Adriatico sono i fiumi italiani Po e Adige.
L'origine del nome deriverebbe dalla antichissima città abruzzese di Hadria (attuale Atri) o dalla città veneta di Adria.
Il Mar Adriatico è articolato in
- Golfo di Venezia
- Golfo di Trieste
- Baia di Muggia (tra Muggia e Trieste)
- Golfo di Panzano (davanti Monfalcone e Duino-Aurisina)
- Laguna di Grado (dietro Grado)
- Laguna di Marano (dietro Lignano Sabbiadoro e davanti Marano Lagunare)
- Laguna Veneta (Venezia, Chioggia)
- Golfo di Manfredonia (davanti Manfredonia)
Si affacciano sul Mar Adriatico le seguenti regioni e località italiane:
- Friuli-Venezia Giulia: Lignano Sabbiadoro, Grado, Trieste, Muggia.
- Veneto: Venezia, Chioggia, Jesolo.
- Emilia-Romagna: Rimini.
- Marche: Pesaro, Fano, Senigallia, Ancona, San Benedetto del Tronto.
- Abruzzo: Pescara.
- Molise: Termoli.
- Puglia: Manfredonia, Barletta, Trani, Bisceglie, Molfetta, Bari, Brindisi.
Sulla costa orientale i seguenti stati e località:
- Slovenia: Capodistria (Koper), Isola d'Istria (Izola), Pirano (Piran).
- Croazia: Pola (Pula), Fiume (Rijeka), Zara (Zadar), Sebenico (Šibenik), Spalato (Split), Ragusa (Dubrovnik).
- Bosnia-Erzegovina: Neum
- Serbia e Montenegro: Kotor (Cattaro), Kumbor, Bar (Antivari).
- Albania: Durrës (Durazzo), Vlorë (Valona).
Adriatico
ja:アドリア海
ko:아드리아 해
Mar Mediterraneo
Il Mar Mediterraneo è un mare intercontinentale che si trova tra Europa, Africa e Asia. La sua superficie approssimativa è di 2,5 milioni di km² ed ha una larghezza di circa 6000 km.
Il Mediterraneo è collegato ad ovest all'Oceano Atlantico, attraverso lo Stretto di Gibilterra. Ad est raggiunge il Mar di Marmara e il Mar Nero, tramite i Dardanelli e il Bosforo. Il Mar di Marmara è spesso considerato parte del Mediterraneo, mentre il Mar Nero viene generalmente distinto. Il Canale di Suez a sud-est collega il Mediterraneo al Mar Rosso.
Le maree sono molto limitate a causa dello scarso collegamento con l'oceano.
Il clima mediterraneo è generalmente caratterizzato da inverni umidi ed estati calde e secche. Coltivazioni caratteristiche della regione sono: olivo, vite, agrumi, e quercia da sughero. La regione del Mediterraneo ha una lunga storia di civiltà.
Il nome
Il termine Mediterraneo deriva dalla parola latina Mediterraneus, che significa in mezzo alle terre. Il Mar Mediterraneo attraverso la storia dell'umanità è stato conosciuto con diversi nomi. Gli antichi Romani lo chiamavano, ad esempio, "Mare Nostrum" (latino per "Mare Nostro"). Attualmente, "The Med" è una contrazione in lingua inglese per indicare il Mar Mediterraneo.
Morfologia
Per quanto riguarda la topografia del fondale il Mediterraneo è diviso in due bacini principali che si possono considerare semichiusi. Il primo è quello del Mediterraneo occidentale, delimitato dal canale di Sicilia e caratterizzato da ampie piane abissali, il secondo, il Mediterraneo orientale, è molto più accidentato e dominato dal sistema della dorsale Mediterranea.
Il bacino occidentale
Il bacino occidentale comprende il Mare di Alboran, il bacino Algero-Provenzale o balearico e il bacino Tirrenico.
Mare di Alboran
È la parte più occidentale del Mar Mediterraneo, delimitato a occidente dallo stretto di Gibilterra e a oriente dalla linea che congiunge Cabo de Gata in Spagna con Capo Fegalo in Algeria. Occupa una supeficie di circa 54.000 km² e la profondità massima è di 1500 m nella parte occidentale e 1200 m in quella orientale. La piattaforma continentale si estende per una larghezza compresa fra i 2 e 10 km lungo la costa spagnola e per un massimo di 18 km lungo la costa nordafricana. Al centro del Mare di Alboran si trova l'isola omonima.
Bacino algero-provenzale
Comprende un area più o meno triangolare che si estende dal Golfo di Valencia, il Mar Ligure e il Mare di Alboran. Ha una superficie di circa 240.000 km² e una profondità massima di circa 2800 m. In alcuni tratti costieri, tipicamente alle foci dell'Ebro e del Rodano la piattaforma continentale raggiunge anche i 60 km di larghezza, con un massimo di 72 km presso il Golfo del Leone. La larghezza minima si ha invece tra Genova e Tolone, dove il fondale è caratterizzato da ampi e profondi canyon.
Le isole di Maiorca e Minorca hanno una piattaforma comune mentre Ibiza è separata da un braccio di mare profondo 800 m. Al centro del bacino si trova la piana abissale delle Baleari, profonda dai 2600 a i 2800 metri.
Bacino tirrenico
Il bacino tirrenico è la parte più profonda del Mediterraneo Occidentale, raggiunge infatti i 3800 m di profondità. Il fondale è caratterizzato dalla presenza di numerose dorsali e di rilievi di tipo vulcanico. Vi sono elevate montagne sottomarine che in alcuni casi si elevano fino a -500 m come il Monte Marsili e il Monte Valivov. Poche e di modeste dimensioni sono le piane abissali fra le quali si trovano la piana di Corsica, la piana di Orosei, la piana di Olbia, la piana abissale tirrenica e il rialzo pliniano. Il bacino è praticamente chiuso, è messo in comunicazione con i bacini adiacenti da pochi stretti passaggi. A nord un canale profondo circa 3/400 m lo mette in comunicazione con il Mar Ligure, lo stretto di Bonifacio, profondo non oltre i 50 m, lo mette in comunicazione con il bacino algerino così come il profondo canale, caratterizzato dalla presenza della fossa algero-tirrenica, mette in comunicazione i due bacini a sud della Sardegna. Il canale di Sicilia, dal fondale basso e caratterizzato dalla presenza di banchi che possono ridurre la profondità a poche decine di metri lo mette in comunicazione con il Mediterraneo Orientale.
Il bacino orientale
Fanno parte del Mediterraneo orientale il Mare Adriatico, il Mar Ionio, il Mar Egeo e il Mar di Levante.
Mar Adriatico
Il Mare Adriatico ha una superficie di circa 135.000 km² e una profondità massima di 1230 m. Da un punto di vista morfologico può essere diviso in tre aree: la parte settentrionale completamente dominata dal delta del Po è un lento declivio nel quale la profondità non supera i 75 m, la parte centrale, tra Ancona e il Gargano è caratterizzata dalla presenza di una depressione detta "fossa del medio Adriatico" (266 m) mentre la zona meridionale ha una piattaforma continentale che si restringe in corrispondenza della Puglia fino a circa 20 km, fra la Puglia e l'Albania si trova la piana adriatica con una profondità media di circa 1000 m e la massima di 1200 m. Da qui la profondità risale a circa 800 m in corrispondenza del canale d'Otranto che separa l'Adriatico dalla Ionio.
Mar Ionio
Il Mar Ionio si estende su una superficie di circa 616.000 km² dalle coste della Libia e della Tunisia fino alla Grecia e all'Italia meridionale. Raggiunge la massima profondità (5.093 m) nella Fossa ellenica. Nello Ionio si trova la piana abissale più estesa del Mediterraneo.
Mar Egeo
Ha una superficie di circa 80.000 km² e oltre 200 isole. Lo collega allo Ionio il Golfo di Corinto (56 m) e numerosi canali profondi fra i 300 m e gli 800 m fra le isole di Rodi e Creta. Raggiunge la massima profondità (2.500 m) in corrispondenza della fossa di Creta che si estende dal Golfo di Argolide a Rodi.
Mar di Levante
Il Mar di Levante è la parte più orientale del Mediterraneo, ha una superficie di circa 320.000 km² ed è delimitato a ovest dalla linea che congiunge Capo Ra's al Hilal, in Libia con l'isola di Gavdos presso Creta. La piattaforma continentale è molto estesa sia presso il delta del Nilo sia nel golfo di Iskenderun. La massima profondità è di 4384 m in corrispondenza della fossa di Plinio.
Caratteristiche fisiche
Il Mar Mediterrano è un bacino semichiuso con con una forte evaporazione e un ridotto apporto di acque dolci fluviali, apporto infuenzato da attività umane (dighe e sbarramenti).
Nei mesi estivi l'evaporazione è relativamente ridotta a causa dei ventinon eccessivamente frequenti e dell'elevata umidità, al contrario nei mesi invernali l'evaporazione è molto elevata a causa dell'aria fredda e della prevalenza di venti secchi di origine continentale (Bora, Maestrale, Vardarac, Scirocco e Meltemi).
Evaporazione e ridotto apporto di acque fluviali fanno sì che il Mediterraneo sia in costante deficit idrico. Questo viene compensato dall'Oceano Atlantico che annualmente riversa nel Mediterraneo, attraverso lo Stretto di Gibilterra, tra i 36.000 e i 38.000 km³ d'acqua. Questo apporto di grandi quantità d'acqua, provoca forti correnti durante tutto l'anno, favorendo la pulizia dei bassi fondali dello Stretto che, diversamente, nel corso dei millenni si sarebbe inevitabilmente chiuso.
Le correnti superficiali
Le correnti superficiali mediterranee originano tutte dall'afflusso di acqua atlantica e seguono in prevalenza degli andamenti di tipo ciclonico, cioè antiorario. L'acqua atlantica, più fredda ma meno salata (motivo per cui rimane in superificie) entra nel Mediterraneo dopo aver lambito le coste del Marocco.
Una volta varcato lo stretto di Gibilterra viene spinta a sud dalla forza di Coriolis e segue prevalentemente la costa nordafricana dando origine alla corrente algerina, una parte della massa d'acqua, scontrandosi con la corrente anticiclonica del mare di Alboran, si biforca verso nord in direzione delle isole Baleari.
La corrente algerina, nel prosieguo del suo corso, si biforca nuovamente: una parte prosegue verso il canale di Sicilia, un'altra invece risale verso la Corsica e unendosi alla parte che fin dall'inizio si era diretta verso le Baleari dà origine alla corrente ligure provenzale catalana che scorre verso ovest lambendo le coste liguri, francesi e catalane e attraversando il Golfo del Leone.
I bassi fondali del canale di Sicilia fanno sì che la corrente algerina si biforchi nuovamente, una parte risale infatti verso il Tirreno dando origine ad una corrente ciclonica che in parte lambisce le coste liguri e si riunisce con la corrente ligure-provenzale catalana.
La parte di corrente algerina che riesce a valicare il canale di Sicilia attraversa dapprima un'area prospicente le coste della Tunisia e della Libia caratterizzata da correnti anticloniche (il Golfo della Sirte) e poi forma la corrente africana che scorre lungo il mare di Levante dando origine alla corrente dell'Asia Minore che lambisce la costa Turca fino a Rodi.
Nell'Adriatico, nello Ionio e nell'Egeo vi sono altre correnti minori di tipo ciclonico.
Oltre alle citate correnti costiere vi è la corrente centro mediterranea che scorre sopra la dorsale merditerranea in direzione Creta e Cipro.
Le corrente intermedia
Rodi
Lo strato d'acqua compreso fra i 200 e i 600 metri è interessato da un movimento in senso opposto a quello delle correnti di superficie. Origina infatti dal Mar di Levante, il tratto di Mediterraneo con i più elevati valori di salinità, (si raggiunge qui il 39,1 per mille di salinità). D'inverno, con il calo della temperatura si ha un aumento della densità dello strato superficiale che "comprime" lo strato d'acqua inferiore dando origine alla corrente intermedia.
Questa corrente è divisa in un ramo principale che percorre l'intero Mediterraneo e due rami secondari che attraversano l'uno il Golfo della Sirte e l'altro, più cospicuo, lo Ionio fino a entrare nell'Adriatico dove incontra le fredde acque invernali per poi uscire nuovamente dallo stretto di Otranto.
Il ramo principale si dirige invece verso il canale di Sicilia dove, a causa dei fondali bassi e della portata della corrente di superficie, deve dividersi in due stretti passaggi laterali situati a quote diverse. L'acqua proveniente dal più settentrionale si dirige verso il Tirreno dove fa un lungo giro antiorario e in gran parte esce per ricongiungersi col ramo secondario e risalire verso la Sardegna per poi seguire la costa francese e spagnola e uscire dallo Stretto di Gibilterra.
Dalle analisi degli oceanografi pare che una goccia d'acqua entrata dallo stretto di Gibilterra impieghi circa 150 anni per compiere tutto il "giro" e ritornare, profondamente modificata nella composizione, all'Oceano Atlantico.
La circolazione profonda
Le correnti di profondità interessano due aree del Mediterraneo, il bacino ligure provenzale e lo Ionio. In entrambi i casi le correnti originano nella stagione invernale in seguito ad un rapido raffreddamento delle acque provocato dal vento.
Nel primo caso il Mistral raffredda rapidamente le acque al centro del Golfo del Leone. In seguito all'aumento di densità l'acqua si dirige verso il fondo, sino ai 2000 metri di profondità, contribuendo al lento ricambio delle acque profonde.
Nel bacino orientale è la Bora che abbassando la temperatura delle acque nel Mare Adriatico origina una corrente diretta verso sud che si inabissa oltre il canale di Otranto e contribuisce al ricambio delle acque profonde dello Ionio.
Isole principali
Le isole principali sono:
- Cipro, Creta, e Rodi ad est
- Sardegna, Sicilia, Corsica, e Malta nella parte centrale
- Maiorca e Minorca a ovest
Stati affacciati sul Mediterraneo
Gli stati che vi si affacciano sono:
- Spagna, Francia, Italia, Principato di Monaco, Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia-Montenegro, Albania, Cipro, Malta, Grecia e Turchia sulla costa settentrionale
- Libano, Territori Autonomi Palestinesi, Siria e Israele ad est
- Egitto, Libia, Tunisia, Algeria e Marocco sulla costa meridionale
Mari interni
Il Mar Mediterraneo contiene al suo interno anche i seguenti mari:
- Mar Adriatico
- Mar Ionio
- Mar Ligure
- Mar Tirreno
- Mar Egeo
- Mar Nero
- Mar d'Azov
- Golfo della Sirte
- Mar di Marmara
Voci correlate
- Isole e golfi italiani
- Canale di Sicilia, Stretto di Messina
- Mare, Costa
Mediterraneo
Categoria:Ecosistemi
ja:地中海
ko:지중해
th:ทะเลเมดิเตอร์เรเนียน
zh-min-nan:Tē-tiong-hái
Slovenia
La Repubblica Slovena (Slovenija) è uno stato dell'Europa centrale,
che confina con Italia, Austria, Ungheria, Croazia e Mar Adriatico (Golfo di Trieste).
- Minoranze: Importante presenza italiana nella parte istriana, ungherese ad est ed una crescente immigrazione serba e bosniaca.
- festa nazionale: 25 giugno (dichiarazione d'indipendenza del 1991)
- valuta: 1 Tallero (Tolar) (SIT) = 100 centesimi (Stotin)
Geografia
- Le principali città sono: Lubiana, Maribor, Celje, Kranj, Capodistria (Koper), Nova Gorica (Nuova Gorizia), Novo mesto
- Montagne: Triglav (Tricorno) (2864 m), Monte Canin (2587 m), Grintovec (2558 m), Krn (Montenero) (2245 m)
- Fiumi: Isonzo (Soča), Drava, Sava
- Altri centri importanti: Bled (turismo)
Territorio montuoso (Carso, Alpi Giulie, Caravanche, Pohorje).
Storia
- Presidenti della Slovenia
- Primi Ministri della Slovenia
La Slovenia è formata da diverse zone appartenenti all'Impero austro-ungarico.
Il centro, che costituisce gran parte del territorio, è formato dalla vecchia Carniola (Kranjska in sloveno), a sua volta suddivisibile in Alta Carniola (Gorenjska), Bassa Carniola (Dolenjska) e Carniola Interna (Notranjska). Il capoluogo della Carniola è Lubiana, che è anche la capitale della Slovenia.
La parte orientale è formata dalla parte meridionale della Stiria (Štajerska), con capoluogo Maribor, più l'Oltremura (Prekmurje), un tempo lembo del Regno di Ungheria.
A nord, la Slovenia comprende anche una piccola parte della Carnizia (Koroška).
La zona costiera e occidentale è invece formata dalla cosidetta Primorska, l'area che nell'Impero Austro-ungarico era chiamata Kustenland (Litorale), costituita da zone appartenenti all'antica Contea di Gorizia e Gradisca (Friuli orientale) e all'Istria (la zona di Capodistria, in sloveno Koper).
Dopo la Prima Guerra Mondiale persa dell'impero austro-ungarico,
la Slovenia divenne parte nel neonato regno dei "serbi, croati e sloveni" ad eccezione della parte carsico-istriana che si trovava sotto l'Italia
Durante la Seconda Guerra Mondiale venne occupata in parte dall'Italia, in parte dalla Germania e in parte dall'Ungheria.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale divenne repubblica federata alla Jugoslavia.
Il 25 giugno 1991 la Slovenia dichiara la propria indipendenza dalla Jugoslavia
(la quale si dissolve il 15 gennaio dell'anno successivo).
La dichiarazione unilaterale crea una crisi anche militare che dura 10 giorni.
Il paese riuscì a non essere coinvolto nella guerra civile jugoslava.
Nel vertice UE di Copenaghen svoltosi il 13 dicembre 2002,
venne deciso che dal 1 maggio 2004 la Slovenia (assieme ad altri 9 stati)
sarebbe entrata a far parte dell'Unione Europea, decisione che venne poi confermata il 23 marzo 2003 con un referendum nel quale quasi il 90% dei
votanti vota a favore dell'UE. Nella stessa occasione
circa il 66% dei votanti vota a favore all'ingresso nella NATO.
Economia e trasporti
Un importante settore economico sloveno è il turismo,
che si concentra nelle Alpi, a Lubiana e sul Mar Adriatico
nonché in altri luoghi turistici come le grotte di Postumia (Postojna) e il lago di Bled.
L'infrastruttura stradale è ben sviluppata con una rete autostradale moderna. Ci sono due aeroporti, a Lubiana, vicino a Kranj e Maribor. Lungo il fiume Sava corre la linea ferroviaria che collega la Germania e l'Austria con i Balcani. Un'altra importante linea ferroviaria collega Trieste con l'Ungheria.
Voci correlate
- Targhe automobilistiche slovene
- Croazia, Jugoslavia, Friuli-Venezia Giulia, Carinzia
- Comuni della Slovenia
- Regioni statistiche della Slovenia
- Province della Slovenia
als:Slowenien
fiu-vro:Sloveeniä
ja:スロベニア
ko:슬로베니아
ms:Slovenia
th:ประเทศสโลวีเนีย
zh-min-nan:Slovenia
Montenegro
La Repubblica di Montenegro (serbo: Црна Гора, Crna Gora, che significa "montagna nera") è una piccola, montuosa repubblica dei Balcani, che si affaccia sul mar Adriatico e che è unita con la Repubblica di Serbia con il nome di Serbia e Montenegro. La sua capitale è Podgorica.
Secondo la sua costituzione è uno stato democratico, sociale ed ecologico.
Durante un certo numero di secoli il Montenegro fu di fatto un principato indipendente regolato da una successione di dinastie. Il paese ottenne un riconoscimento internazionale della sua indipendenza, seguendo la crisi dell’Est (1875 - 1878), al Congresso di Berlino. Il 28 Agosto 1910, il principe Nikola Petrović Njegoš di Montenegro si autoproclamò re. Tra il 1945 e il 2003, il Montenegro era una Repubblica della Repubblica Yugoslavia Federale Socialista e rispettivamente della Repubblica Federale di Yugoslavia. Ora è una delle parti costituenti dell’unione di Serbia e Montenegro.
Internazionalmente, confina con Croazia, Bosnia Erzegovina ed Albania. Dentro lo Stato di Serbia e Montenegro confina con la Serbia (includendo il sud della Serbia con le province di Kosovo e Metohia).
Le principali città del Montenegro sono:
Podgorica la capitale (139,100 abitanti)
Nikšić (61,700)
Pljevlja (18,800)
Bijelo Polje (17,100).
La precedente capitale reale e la sede del trono era Cetinje.
Geografia
La superfice del Montenegro va da alti picchi lungo i suoi confini con Kosovo e Albania, un segmento dal Karst della penisola ovest balcana, a una stretta costa piana che è solo ampia 4 kilometri.
La piana si ferma brutalmente nel nord, dove Lovcen e Orjen si tuffano brutalmente nel braccio di mare della baia Kotor.
La vasta regione di Karst del Montenegro si trova generalemtne ad una elevazione di 1,000 metri sopra il livello del mare, comunque molte parti arrivano ai 2,000 metri come il monte Orjen (1894 metri], il più alto massiccio tra la catena di costa calcarea. La valle del fiume Zeta è il più basso segmento ad una elevazione di 500 metri.
Le ruvide montagne del Montenegro includono alcuni dei più aspri terreni in Europa. Questi si elevano in media a più di 2,000 metri. Uno dei più famosi picchi è Bobotov Kuk nella montagna Durmitor, che raggiunge un'altezza di 2,522 metri. Le montagne montenegrine si schierano tra le parti ghiacciate erose della Penisola Balkania durante l'ultimo periodo di era glaciale.
- La più lunga spiaggia: Velika Plaza, Ulcinj - 13,000 m
- Il più alto picco: Bobotov Kuk (Durmitor Mt.) - 2,522 m
- Il lago più grande: Lake Skadar - 391 km² (superfice)
- Il canyon più profondo: Fiume Tadra - 1,300 m
- Biggest baia: Boka Kotorska Baia di Kotor
- Parchi Nazionali: Durmitor - 390 km², Lovćen - 64 km², Biogradska Gora - 54 km², Lago Skadar - 400 km²
- UNESCO Siti tradizione Mondo: Durmitor e Fiume Tara canyon, la vecchia città di Kotor e Baia di Kotor
Demografia
Composizione etnica secondo il censimento del 2003:
- Montenegrini: 267,669 (43.16%)
- Serbi: 198,414 (31.99%)
- Bosniaci: 48,184 (7.77%)
- Albanianesi: 47,682 (7.09%)
- Musulmani: 24,625 (3.97%)
- Croati: 6,811 (1.10%)
- Roma e Egiziani: 2,826 (0.46%)
NB: Le identità montenegrine e serbe non sono esclusive e la grandezza di ciascun gruppo varia con ciascun censimento, dovuto ad eventi politici e come la gente vede se stessa, tutto soppesato, come più uno di altro. Per esempio, un montenegrino può vedere se stesso come un serbo e viceversa. Certo, in entrambi i gruppi ci sono quelli che vedono se stessi come appartenere a un gruppo esclusivo. Comunque il numero di montenegrini sembra essere in declino dall'introduzione della categoria dei comunisti dal censimento del 1948.
Nella costituzione del Montenegro adottata nel 1992, la lingua ufficiale della repubblica era cambiata dal serbo-croato alla lingua serba del
In the constitution of Montenegro adopted in 1992, the official language of the republic was changed from Serbo-Croat to serbo. Come dal 2003, 63.5% della popolazione dichiara serbo la loro lingua madre, mentre circa 22% dichiara lingua montenegrina. I dialetti usati sono gli stessi, molto simili a quelli usati dai serbi, croati e musulmani in Bosnia e Erzegovina e Croazia, con sfumature leggere.
Più del 74% dei montenegrini sono cristiani est ortodossi. 110,000 musulmani recuperano 17,74 % della popolazione del Montenegro. Questi sono divisi in tre maggiori gruppi: etnia albanese, slava musulmana spaccata tra bosniaci e musulmani di nazionalita. Gli albanesi sono un gruppo separato, parlano la loro lingua (5,26%) e vivono maggiormente nel sud-est, specialmente in Ulcinj, dove essi formano la maggioranza della popolazione. I bosniaci sono slavi musulmani che parlano la lingua bosniaca, vivono maggiormente nel nord.
Finalmente, ci sono pochi croati ed abitanti cattolici, che vivono maggiormente nelle aree costiere, particolarmente Boka Kotorska.
Dovrebbe anche essere notato che gli egiziani in Yugoslavia nel censimento sono Romani e Sinti, qualcuno dei quali preferisce chiamare se stessi così.
Unione con la Serbia
All'ultimo referendum se rimanere dentro la Yugoslavia nel 1992, il 95,96% dei voti erano per rimanere nella federazione con la Serbia, sebbene il turnout era al 66% causa il boicottaggio dei musulmani e minoranze cattoliche così come i pro-indipendenti montenegrini. I fautori della richiesta di indipendenza sostenevano che la votazione era organizzata in condizioni non democratiche, con diffusa propaganda dai media controllati dallo Stato in favore del voto pro-federazione.
Nel 1196, il governo di Milo Đukanović' divideva il legame tra Montenegro e Serbia (tornato poi ancora sotto Slobodan Milošević. Le tensioni tra i due stati ancora bollivano indifferenti dai cambi di politica a Belgrado. Montenegro formò la propria linea politica economica ed introdusse il marco tedesco come sua moneta corrente come proposto al tempo dal ministro dal ministro di economia estera. Sta correntemente usando l' euro, sebbene non faccia parte dell'Eurozona. Il dinaro serbo non è legale nel Montenegro ed è solo accettata a pochi turisti che ne fanno ricorso.
Il corrente e precedente governo del Montenegro stanno portando fuori alla politica di pro-indipendenza.
Nel 2002, la Serbia ed il Montenegro arrivarono ad un nuovo accordo riguardante la continua cooperazione. Nel 2003, la federazione Yugoslavia fu rimpiazzata in favore della perdita dello stato dell'unione nominata Serbia e Montenegro e il possibile referendum per l'indipendenza del Montenegro fu post-posta fino al 2006.
Lo status dello stato unione tra Serbia e Montenegro sta probabilmente andando ad essere decisa quando la moratoria di tre anni per il referendum sull'indipendenza finirà.
Simboli
Il parlamento del Montenegro il 12 Luglio del 2004, adottò una nuova bandiera, giorno nazionale ed inno.
La bandiera della precedente monarchia montenegrina: il vestito dorato delle braccia di Nikola I di Montenegro su un campo rosso con un bordo dorato, fu adottato come bandiera ufficiale del Montenegro il 12 Luglio 2004 dal Parlamento del Montenegro.
Il giorno nazionale del 13 Luglio contrassegna la data nel 1878 quando il Congresso di Berlino riconobbe il Montenegro come il ventisettesimo stato indipendente al mondo ed iniziò la propria rivolta nell'Europa contro i Poteri dell'Asse nel 13 Luglio 1941 in Montenegro.
Il parlamento selezionò uno dei mogliori conosciute canzoni folk montenegrine, "Oh the Bright Dawn of May", come inno nazionale.
ja:モンテネグロ
ko:몬테네그로
Mar Ionio
Il Mar Ionio o Mar Jonio (in greco: Ιóνιo Πελαγoς, in albanese: Deti Ion) è un bacino del Mar Mediterraneo, situato tra l'Italia meridionale, l'Albania (Canale d'Otranto) e la Grecia (Isole Ionie).
Vi si affacciano le regioni italiane
- Sicilia, con il Golfo di Catania
- Calabria, con il Golfo di Squillace
- Basilicata e Puglia, con il Golfo di Taranto.
È collegato al Mar Tirreno tramite lo Stretto di Messina,
e al Mar Adriatico tramite il Canale d'Otranto.
Ionio
ja:イオニア海
ko:이오니아 해
Provincia di Lecce
La Provincia di Lecce è una provincia della Puglia. Affacciata per tre lati sul mare (Mar Adriatico ad est e Mar Ionio a sud-ovest), confina:
- a nord-ovest con Province di Brindisi e Taranto.
Dati
La provincia conta 97 comuni, 787.825 abitanti (il 19,6% della popolazione pugliese) e si estende per 2.759 kmq (il 14,3% del territorio pugliese).
Territorio
Fanno parte del territorio provinciale i Laghi Alimini Grande e Alimini Piccolo. Il territorio coincide con la regione storica del Salento.
Categoria:Provincia di Lecce
ja:レッチェ県
Po
Il Po è il fiume più lungo d'Italia. Scorre per 652 chilometri attraversando l'Italia settentrionale da ovest verso est. La sua sorgente si trova sul Monviso (nelle Alpi Cozie), e dopo aver percorso tutta la Pianura Padana sfocia nel Mare Adriatico, nel territorio della Provincia di Rovigo.
Il bacino idrografico del Po occupa un'area di 71.000 km² ed è il più grande d'Italia. In esso vi abitano circa 16 milioni di persone e sono concentrate oltre un terzo dell'industria e della produzione agricola nazionale, così come oltre la metà del patrimonio zootecnico. Tutto ciò rende il Po e il suo bacino una zona nevralgica per l'intera economia italiana.
Alla fine del suo corso il Po crea un ampio delta di 380 km², con centinaia di corsi d'acqua minori e 5 principali (chiamati Po di Maestra, Po della Pila, Po delle Tolle, Po di Gnocca e Po di Goro). Il delta del Po è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
Il fiume è soggetto all'autorità di un magistrato speciale detto Magistrato delle Acque.
Tra gli affluenti del Po troviamo:
- Varaita (da destra rispetto alla direzione in cui scorre l'acqua)
- Maira (da destra)
- Pellice (da sinistra)
- Dora Riparia (da sinistra)
- Stura di Lanzo
- Orco
- Dora Baltea
- Sesia
- Tanaro (da destra)
- Scrivia (da destra)
- Agogna (da sinistra)
- Ticino (da sinistra)
- Verzasca
- Lambro (da sinistra)
- Trebbia (da destra)
- Adda (da sinistra)
- Nure (da destra)
- Arda (da destra)
- Taro (da destra)
- Parma (da destra)
- Enza (da destra)
- Oglio (da sinistra)
- Mincio (da sinistra)
- Secchia (da destra)
- Panaro (da destra)
Principali città attraversate
- Torino
- Chivasso
- Casale Monferrato
- Valenza (AL)
- Piacenza
- Cremona
- Ferrara
Cartografia
La prima mappa del Po fu voluta da Napoleone. I cartografi francesi disegnarono dal 1811 al 1814 38 tavole di 600x866 mm, in scala 1:15.000, realizzate a china e colorate ad acquarello.
Il tratto disegnato andava dall'Adriatico fino a Ficarolo (tra Rovigo e Ferrara).
L'opera cartografica fu proseguita con l'instaurazione del Regno Lombardo-Veneto dagli austriaci, che disegnarono il tratto da Ficarolo fino alla confluenza del Ticino (1815).
Due carte di 47 tavole (530x889 mm) furono realizzate nel 1821. Queste mappe furono successivamente aggiornate una da Elia Lombardini (1853) e l'altra da Francesco Brioschi (1872).
Solo con l'Unità d'Italia si otterrà un'opera cartografica più completa del fiume, quando Francesco Brioschi (1887) realizzò una nuova mappa a stampa da Moncalieri fino al delta. La mappa è in un'unica tavola (730x9000 mm) in scala 1:50.000. Questa mappa è ancora oggi utilizzata per gli aggiornamenti e la rappresentazione del fiume.
Collegamenti esterni
- [http://digilander.libero.it/fotogian/po.html Foto del Po]
- [http://www.adbpo.it/ Autorità di bacino del fiume Po]
- [http://www.agenziainterregionalepo.it/ Agenzia Interregionale per il fiume Po] (AIPO): organismo diretto dalle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto e Emilia Romagna per gestire e monitorare tutto ciò che concerne la vita del Po.
Categoria:Fiumi dell'Italia
Categoria:Patrimoni dell'umanità in Italia
ja:ポー川
ko:포 강
Adige
Il fiume Adige (ted. Etsch, ladino Adiç) sorge presso il Passo Resia (Reschenpass) nella Alta Val Venosta(Hochvinschgau) in Alto Adige e sfocia nel Mar Adriatico presso Chioggia. È per lunghezza - circa 409 km - il secondo fiume italiano dopo il Po.
Attraversa le città di Trento, Verona, Legnago e lambisce Merano, Bolzano e Rovereto.
Complessivamente il suo bacino imbrifero è di 12.100 km² (che lo rendono il terzo per ampiezza dopo il Po e il Tevere): di questi ben 7.200 sono in Sudtirolo, nel cui territorio scorre per 140 km (oltre 1/3 del suo percorso complessivo).
I suoi principali affluenti sono:
- il Passirio (Passer) presso Merano (Meran),
- l'Isarco (Eisack) presso Bolzano (Bozen),
- il Noce presso Mezzocorona (TN),
- l'Avisio presso Lavis (TN),
- il Fersina presso Trento e
- il Leno presso Rovereto (TN)
Il percorso dell'Adige (galleria fotografica)
Immagine:Adigeportoverona.jpg|All'uscita da Verona a Porto San Pancrazio
Immagine:Adigesudbonavigo.jpg|A sud Di Bonavigo fra Orti e il Santuario Madonna di San Tommaso Beckett
Immagine:adigecastagnarobadia.jpg|All'entrata della provincia di Rovigo a nord di Badia Polesine
Categoria:fiumi dell'Italia
Categoria:Provincia di Bolzano Categoria:Verona Categoria:Trento
ja:アディジェ川
Abruzzo
L'Abruzzo è una regione dell'Italia, di 1,3 milioni di abitanti, con capoluogo L'Aquila. Confina a nord con le Marche, a ovest con il Lazio, a sud col Molise ed a est col mare Adriatico.
L'Abruzzo occupa una superficie di 10798 Kmq, la popolazione al dicembre 2003 era di 1.279.000 abitanti (previsioni al 2004 di 1.286.000 ab.). È divisa in quattro provincie: L'Aquila, Pescara, Chieti e Teramo.
Geografia
Regione prevalentemente montuosa, è costituita per il 64% da montagne e per il restante 36% da colline. La pianura è costituita da una stretta fascia costiera che segue il litorale. La regione presenta le più alte vette dell'Appennino, con il Gran Sasso d'Italia alto 2914 m e il massiccio della Majella di 2791 m. I Fiumi principali sono l'Aterno-Pescara , il Sangro, il Tronto, il Trigno, il Tordino, il Vomano e l'alto corso del Liri che si getta nel Mar Tirreno.
Natura
Dal punto di vista naturalistico presenta specie rare di flora e fauna, come ad esempio l'orso bruno marsicano, il lupo appenninico e il camoscio d'Abruzzo.
Sul territorio abruzzese sono presenti i seguenti parchi:
- Parco Nazionale d'Abruzzo
- Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
- Parco Nazionale della Majella
- Parco Regionale Sirente Velino
- Zona Umida del Lago di Barrea (fa parte del Parco Nazionale d'Abruzzo)
Principali comuni
I principali comuni della regione, oltre ai 4 capoluoghi di provincia, sono: Sulmona, Avezzano, Lanciano, Montesilvano, Celano, Vasto, Giulianova, Roseto, Castel di Sangro e, più piccoli ma importanti per il turismo, vi sono Roccaraso, sede della Coppa Europa di sci alpino nell'anno 2005 e ambita meta per il turismo invernale sciistico, e Pescasseroli, capoluogo del Parco Nazionale d'Abruzzo.
Amministrazioni
L'Abruzzo è dal 1964 una regione italiana singola; precedentemente era insieme al Molise, nella regione Abruzzo-Molise.
- Comuni della provincia dell'Aquila (108)
- Comuni della provincia di Chieti (104)
- Comuni della provincia di Pescara (46)
- Comuni della provincia di Teramo (47)
Voci correlate
- Elenco dei Presidenti dell'Abruzzo
- Abruzzesi celebri
- [http://maps.google.com/maps?q=Pescara,+Italy&ll=42.297627,13.982849&spn=0.870409,1.925629&t=h&hl=en Abruzzo dal satellite]
- [http://www.olografix.org/stefano Abruzzo Home Page: Percorsi in Abruzzo]
Categoria:Regione Abruzzo
ja:アブルッツォ州
ko:아브루초 주
Hadria
Atri è un comune di 11.260 abitanti della provincia di Teramo, nell'Abruzzo Piceno.
Atri è una città di origini antichissime, in epoca preromana si chiamava Hadria o Hatria.
In epoca romana i Piceni, in particolar modo gli Hadriani, erano di sicuro i più accreditati per essersi distinti in battaglia e per la loro fedeltà a Roma. Fu infatti concesso loro di continuare a battere moneta (la monetazione più antica d'Italia, V sec. A.C.), di essere Municipium e altri privilegi. Tra le altre, l'imperatore Adriano (i cui genitori o nonni erano originari di questa città) cita Hatria nelle sue celebri memorie e ricoprì nella città ruoli istituzionali tra i quali quello di proconsole.
Nel medioevo la città è stata anche Ducato e conserva nel suo Stemma la corona ducale. Attualmente Atri custodisce monumenti ed opere di importanza nazionale, tra le quali la Cattedrale romanico-gotica di S. Maria Assunta che conserva nell'abside il celebre ciclo di affreschi di Andrea De Litio.
Pare che questa località abbia dato il nome al Mare Adriatico.
Categoria:Comuni della provincia di Teramo
Categoria:Comuni dell'Abruzzo
Categoria:Comuni italiani
Veneto
Il Veneto è una regione dell'Italia Nord-Orientale di 4,5 milioni di abitanti, con capoluogo Venezia.
Confina a est con il Friuli-Venezia Giulia, a nord con l'Austria (Tirolo e Carinzia), a nord-ovest con il Trentino-Alto Adige, a ovest con la Lombardia, a sud con l'Emilia-Romagna e a est con il Mar Adriatico (Golfo di Venezia).
Geografia
L'aspetto geografico più notevole è senz'altro la Laguna di Venezia.
Per quanto riguarda i fiumi, i più importanti sono a sud il Po (e il Delta del Po)
e l'Adige, al centro il Brenta e a nord il Piave.
A occidente c'è il Lago di Garda.
A nord-ovest ci sono le Alpi in particolar modo
i Monti Lessini, l' Altopiano di Asiago e le Dolomiti con il ghiacciaio della Marmolada.
Nella pianura veneta sono presenti i maggiori rilievi collinari dell'intera Pianura Padana: i Colli Euganei, che si ergono, nettamente isolati, a sud-ovest di Padova, seguiti, a poca distanza, dai Colli Berici (a sud di Vicenza).
Storia
La storia del Veneto è unita a quella della più vasta regione del Nord-est dell'Italia odierna, situata tra il confine del Mare Adriatico e tutta la Catena delle Alpi Orientali, che comprende Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.
Questa zona, abitata già nella preistoria, fu dapprima insediamento degli Euganei, in seguito del popolo dei Paleoveneti, di origine indoeuropea, che giunsero infine a far parte dell'Impero di Roma come Decima Regio.
Dopo la Caduta dell' Impero Romano, fu invasa dalle orde di popoli di origine barbarica (Goti, Eruli, Unni e Longobardi quest'ultima invasione è descritta da Paolo Diacono nella sua Historia Langobardarum). Le popolazioni delle antiche città assediate e distrutte si rifugiarono nelle zone più vicine al mare, dove fondarono i nuovi siti urbani di Torcello, Chioggia, Venezia, Caorle e Grado.
Mentre l'entroterra entrava sotto controllo longobardo, poi franco, la laguna rimaneva formalmente dipendente dall'Impero Romano d'Oriente come Ravenna e tutto l'Esarcato.
Venezia, grazie alle immense fortune ricavate attraverso i suoi commerci marittimi e terrestri, con tutto il mondo allora conosciuto, divenne una grande potenza economica, politica, navale e militare che, espandendo il suo dominio sui territori circostanti, attorno al 1400, riunì l' antica X regio romana (allora federata all'Impero Romano) alla nuova Venezia nata dalla bonifica delle paludi lagunari da parte dei veneti, e sotto la protezione del Leone di San Marco, simbolo della Serenissima Repubblica Veneta (non si confonda con il Triveneto). Era diventata infatti una delle quattro più potenti Repubbliche marinare italiane a contendersi l'espansione commerciale, e territoriale lungo le rotte del Mediterraneo.
In seguito, la Repubblica, ormai in declino, fu conquistata da Napoleone Bonaparte e da questi ceduta poi all' Austria in cambio del Belgio.
Rimase così per circa 60 anni sotto la dominazione dell' Impero Austro-Ungarico divenendo Regno Lombardo-Veneto, fino a quando Venezia fu ceduta al Regno d'Italia nel 1866 in seguito alla sconfitta austriaca di Sadowa contro la Prussia.
Da quella data in poi, il Veneto entrò a far parte del "Regno d'Italia" e, conseguentemente, nel 1946, della "Repubblica Italiana". Dal 1971 il Parlamento italiano, riconosce agli abitanti del Veneto la dicitura di «popolo» con legge costituzionale (l'unica altra regione con questa peculiarità è la Sardegna)
Amministrazioni
- Comuni della provincia di Belluno (69)
- Comuni della provincia di Padova (104)
- Comuni della provincia di Rovigo (50)
- Comuni della provincia di Treviso (95)
- Comuni della provincia di Venezia (44)
- Comuni della provincia di Verona (98)
- Comuni della provincia di Vicenza (121)
Voci correlate
- Elenco dei Presidenti del Veneto
Categoria:Regione Veneto
ja:ヴェネト州
Golfo di Venezia
Il golfo di Venezia è un'insenatura situata nella parte più settentrionale del Mar Adriatico; va dall'Istria al Delta del Po.
Nel Golfo di Venezia sfocia il fiume Tagliamento.
Voci correlate
- Golfi italiani
- Golfo di Trieste
- Veneto
- Venezia
- Friuli-Venezia Giulia
- Slovenia
- Croazia
Venezia, golfo di
Golfo di Trieste
Il Golfo di Trieste (in sloveno Tržaški zaliv, in croato Tršćanski zaljev) è un'insenatura del mare Adriatico settentrionale, compresa tra l'isola di Grado (Friuli-Venezia Giulia) e Punta Salvore (Rt Savudrija, Croazia), nei pressi di Pirano (Piran, Slovenia).
Il golfo ha un'estensione di circa 550 km2 con profondità media di 16 m e massima di circa 37 m, che raggiunge nei pressi di Pirano. L'imboccatura è ampia 21 km. La costa ha fondali bassi e sabbiosi nel tratto occidentale mentre il resto del litorale, dalle foci del Timavo in poi, è in prevalenza alto e roccioso in quanto si trova a ridosso dell’altopiano del Carso. Nel tratto italiano sfociano i fiumi Isonzo e Timavo, in quello sloveno i fiumi Rižana e Dragogna (Dragonja), quest'ultimo al confine con la Croazia.
La città di Trieste si trova nella parte più interna e orientale; gli altri centri urbani rilevanti che affacciano sul golfo sono Monfalcone, Duino e Muggia in Italia, Capodistria (Koper) e Pirano in Slovenia.
Sul golfo si affacciano anche le riserve naturali regionali della Valle Cavanata, della Foce dell'Isonzo e delle Falesie di Duino, nonché la Riserva marina di Miramare.
Voci correlate
- Golfi italiani
Trieste, Golfo di
Trieste
Trieste (in sloveno Trst, in tedesco Triest) è un comune con 210.000 abitanti,
al confine con la Slovenia. È capoluogo dell'omonima provincia
nonché della regione Friuli-Venezia Giulia.
Storia
Dalla Preistoria al dominio degli Asburgo
In tempi antichi (II secolo AC) diventò colonia romana con il nome di Tergeste. Essa prosperò sotto i romani e dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente fu sotto il controllo di Bisanzio fino al 788, quando passò sotto il controllo dei franchi.
Nel XII secolo divenne un comune libero e dopo secoli di battaglie contro la rivale Venezia, Trieste si pose sotto la protezione(1382) del Duca d'Austria conservando però una certa autonomia fino al XVII secolo.
Il Porto Franco
XVII secolo
Nel 1719 divenne porto franco ed in quanto unico sbocco sul mare dell'Impero Austriaco, Trieste fu oggetto di investimenti e si sviluppò diventando, nel 1867, capoluogo della regione del Litorale Adriatico dell'impero (il "Küstenland"). Nonostante il suo stato privilegiato di unica città di mare dell'Impero Austro-Ungarico, Trieste mantenne sempre in primo piano nei secoli i legami culturali e linguistici con l'Italia; infatti, anche se la lingua ufficiale della burocrazia era il tedesco, l'italiano (o meglio un suo dialetto) rimase sempre la lingua più parlata dagli abitanti.
L'Irredentismo e l'annessione all'Italia
Trieste fu assieme a Trento il centro dell' irredentismo, movimento che puntava alla annessione all'Italia di tutte quelle terre abitate da secoli da popolazioni di cultura italiana (o italica) ma che ancora non facevano parte dell'Italia d'allora (terre "irredente" appunto). Nel 1918, dopo la prima guerra mondiale, Trieste e la sua provincia vennero annesse all'Italia con grande gioia e festeggiamenti della popolazione anche se quel momento coincise con la perdita d'importanza della città stessa che da seconda città e porto più importante di un impero si ritrovò a essere una delle tante città mediamente importanti dell'Italia.
L'occupazione nazista e la fine della guerra
Nel periodo che va dall'armistizio (8 settembre 1943) all'immediato dopoguerra, Trieste fu al centro di una serie di vicende che hanno segnato profondamente la storia della città e della regione circostante e suscitano ancora oggi accesi dibattiti. Durante l'occupazione nazista la risiera di San Sabba venne destinata a campo di prigionia e di smistamento per i deportati in Germania e Polonia e a campo di detenzione ed eliminazione di partigiani, detenuti politici ed ebrei. Fu tra i pochi campi di concentramento in Italia con forno crematorio, messo in funzione il 4 aprile 1944. Il numero di persone che vi persero la vita è attualmente stimato attorno alle 5.000 unità.
1944
Con l'annessione di Istria e Dalmazia alla Jugoslavia, Trieste fu anche al centro dell'esodo istriano.
Il 30 aprile 1945 il CLN di Trieste, al comando del colonnello Antonio Fonda Savio liberò una buona parte della città dai nazisti ma poche ore più tardi Trieste venne occupata dalle forze titoiste del IX Corpus.
Tra il 1 maggio 1945 e il 12 giugno 1945 vide il suo massimo picco la tragedia delle foibe, sulla quale ancora oggi, a 60 anni di distanza, divampa furioso il dibattito tra i diversi schieramenti ideologici sul numero e la qualifica delle vittime.
Il 2 maggio 1945 giunsero gli Alleati (neozelandesi e britannici), anche se la città rimase sotto controllo jugoslavo fino al 12 giugno.
Il Governo Militare Alleato e gli accordi con la Jugoslavia
Le rivendicazioni jugoslave e italiane nonché l'importanza del porto di Trieste per gli Alleati furono la spinta nel 1947, sotto l'egida dell'ONU, alla istituzione del "Territorio libero di Trieste" (TLT), in pratica uno stato a sé. Per l'impossibilità di nominare un Governatore scelto in accordo tra angloamericani e sovietici, il TLT rimase diviso in due zone d'occupazione militare: la Zona A amministrata dagli Alleati e la Zona B amministrata dagli jugoslavi. Questa situazione continuò fino al 1954 quando il problema venne risolto semplicemente spartendo il territorio libero di Trieste secondo le due zone già assegnate: anzi, la Jugoslavia riuscì a strappare ancora qualche territorio, arrivando fino ai monti che sovrastano la periferia della città.
Tale situazione provvisoria fu resa definitiva nel 1975, col Trattato di Osimo intercorso tra Italia e la allora Jugoslavia.
Alcuni movimenti locali rimarcano tuttavia che gli articoli del Trattato di Pace - firmato e ratificato dall'Italia e dalle 21 nazioni ammesse alla Conferenza di Parigi del 1947 - che istituivano il TLT, de jure mai sono stati abrogati.
Recentemente, rispondendo a una loro petizione, il Segretariato delle Nazioni Unite ha confermato per iscritto che tuttora qualsiasi Paese membro dell'ONU potrebbe richiedere la messa all'ordine del giorno della designazione del Governatore del Territorio Libero.
Economia
ONU
Trieste ha un porto di notevoli dimensioni con diversi terminal, da quello container, alle banchine per i traffici RO-RO con la Turchia, principale "porta" europea dei prodotti turchi, fondamentali per lo scalo. Da ricordare la rilevante movimentazione del caffè(un terzo delle importazioni nazionali).
Riguardo al traffico passeggeri è in crescita l'attività croceristica.
Parlando di attività economiche legare al porto, a Trieste trovano sede la Fincantieri ed il Lloyd triestino di navigazione, una società del gruppo Evergreen.
Nel settore dell'industria ci sono stabilimenti che trattano la meccanica industriale e navale (cantieri), la metallurgia (ferriera). A Trieste si trovano anche i laboratori della Telit, un'importante compagnia operante nel settore delle telecomunicazioni.
Da Trieste inoltre partono alcuni importanti oleodotti che riforniscono l'intera Europa centrale.
Nel settore alimentare possiamo ricordare importanti società come Illy (caffè), Principe e Sfreddo (salumi), Pasta Zara.
Importantissimo è per Trieste l'apporto economico della ricerca scientifica e del terziario avanzato.
La città è sede di importanti compagnie assicurative come Generali, RAS e Lloyd Adriatico.
Cultura
Trieste: una città multietnica
Trieste è una città dalla mentalità piuttosto aperta, data sia dalla sua posizione geografica di "frontiera" sia dalle vicissitudini storiche che ne hanno fatto crocevia di molte lingue e culture; infatti quasi ogni etnia e ogni movimento religioso ha un proprio luogo di culto.
Nella città di Trieste attualmente sono presenti accanto agli italiani un centinaio di gruppi etnici minoritari (tra cui serbi, sloveni, rumeni, greci, tedeschi, croati - di storica presenza nella città - e gruppi di recente insediamento tra i quali albanesi, cinesi, africani e sudamericani).
etnici
Nel vasto territorio comunale di Trieste, che si spinge fino al confine colla Slovenia, si incontrano altresì numerosi sobborghi e località dell'altopiano carsico in cui vive una comunità di lingua e cultura slovena (5,7% della popolazione comunale secondo il censimento 1971), la quale dispone di una propria rete scolastica.
È altresì da notare che al di là del confine avviene la stessa cosa in senso inverso, cioè è fortemente presente la comunità italiana istriana venetofona che mantiene stretti legami culturali con la madrepatria ed in particolare con la città di Trieste.
Fino alla prima guerra mondiale la comunità di lingua tedesca superava il 5% della popolazione del comune mentre la slovena raggiungeva il 24,80% (revisione del censimento 1910); poi la prima è quasi scomparsa e la seconda si è ridotta: attualmente nel centro urbano sono superate in consistenza da altre comunità, in particolare dalle nutrite comunità cinese (attiva nel commercio), serba e croata (lavoratori nell'edilizia).
Letteratura
L'ambiente culturale mitteleuropeo e la particolare storia di Trieste hanno favorito fin dall'ottocento l'affermazione di scrittori triestini e l'arrivo di importanti autori.
mitteleuropeo
Scrittori di lingua italiana:
- Enzo Bettiza
- Claudio Magris
- Pino Roveredo
- Umberto Saba
- Scipio Slataper
- Italo Svevo
- Susanna Tamaro
- Fulvio Tomizza
Scrittori dialettali
- Carpinteri & Faraguna (Lino Carpinteri e Mariano Faraguna)
- Virgilio Giotti
Scrittori di lingua slovena:
- Vladimir Bartol
- Boris Pahor
- Alojz Rebula
Altri scrittori:
- Richard Francis Burton
- Robert Hamerling
- Veit Heinichen
- James Joyce
Scienza e Università
James Joyce
Trieste è sede di importanti enti di ricerca scientifica italiani e mondiali. Tra questi:
- [http://www.area.trieste.it/ Area di ricerca] (Padriciano e Basovizza) con il Laboratorio di Luce di Sincrotrone ELETTRA;
- [http://www.icgeb.trieste.it/ ICGEB] - International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (Padriciano);
- [http://www.ictp.it/ ICTP] - International Centre for Theoretical Physics (Miramare);
- [http://www.sissa.it/ SISSA] - Scuola Internazionale di Studi Superiori Avanzati (Miramare);
- [http://www.twas.org/ TWAS] - Third World Academy of Sciences (Miramare);
- [http://www.ogs.trieste.it/Show/ShowUniversity/DataUniversity.aspx?IdLanguage=1/ OGS] - Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Sgonico).
Trieste possiede una comunità scientifica ed universitaria molto conosciuta e rinomata all'estero che richiama ogni anno migliaia di studenti da tutto il mondo e di tutte le culture.
Istituzioni internazionali
A Trieste si trova la sede della CEI (Central European Initiative), un ente internazionale con lo scopo di favorire la cooperazione e lo sviluppo nell'Europa centrale;
vi fanno parte 17 paesi dall'Italia alla Bielorussia.
Musei
Trieste possiede numerosi e rinomati musei.
Ecco un elenco:
Civici Musei
Musei artistici
- Museo Revoltella - Galleria d'Arte Moderna[http://www.museorevoltella.it/]
- Museo di Storia ed Arte - Orto Lapidario
- Museo d'Arte Orientale
Bielorussia
Museo Teatrale "Carlo Schmidl"
Musei storici
- Museo del Castello di San Giusto
- Museo di Storia Patria
- Museo del Risorgimento e Sacrario Oberdan
- Museo della Risiera di San Sabba
- Museo di Guerra per la Pace "Diego de Henriquez"
- Orto Lapidario
- Lapidario Tergestino
Musei scientifici
- Museo di Storia Naturale
- Acquario Marino
- Museo del Mare
- Orto Botanico
Museo Postale della Mitteleuropa
Musei letterari
- Museo joyciano
- Museo sveviano
- Museo petrarchesco piccolomineo
Dimore storiche
- Museo Sartorio
- Museo Morpurgo
Altri Musei
sveviano
- Galleria Nazionale d'Arte Antica
- Museo Nazionale dell'Antartide
- Museo ferroviario
- Museo etnografico di Servola (Trieste)
- Museo della comunità ebraica
- Museo speleologico
- Museo della Farmacia Picciola
- Museo Commerciale
- Laboratorio dell'Immaginario Scientifico (Grignano)
- Antiquarium di Borgo S. Sergio
- Antiquarium di via Donota
- Donazione Sambo
- Archivio degli sloveni in Italia
Luoghi di interesse
In città
Antartide
Antartide
Antartide
Palazzi
- Palazzo delle Poste (1890-1894)
- Palazzo Leo (1745)
- Palazzo del Municipio (1875)
- Ospedale militare (1863)
- Palazzo Modello (1870)
- Palazzo Carciotti (1798)
- Palazzo Vivante
- Palazzo del Tergesteo (1840-1842)
- Palazzo del Lloyd (1880-1883)
- Palazzo del Governo (1904)
- Stazione Marittima (1930)
- Arsenale del Lloyd (1853)
Castelli
- Castello di Miramare (1856-1860)
- Castello di San Giusto (dal 1368 al 1630)
Resti Archeologici
- Basilica Forense (II sec d.C.)
- Teatro romano (I sec a.C.)
- Arco di Riccardo (33 a.C.)
- Antiquarium di via Donota[http://www.archeologia.beniculturali.it/pages/atlante/S40.html]
- Antiquarium di Borgo San Sergio
- Basilica Paleocristiana[http://www.archeologia.beniculturali.it/pages/atlante/S194.html]
Luoghi di culto
- Cattedrale di San Giusto (1304)
- Tempio Serbo-ortodosso della SS.Trinità e di San Spiridione(1869)
- Chiesa di San Nicolò dei Greci(1787)
- Chiesa di Santa Maria Maggiore (1682)
- Chiesa di Sant'Antonio Taumaturgo (1842)
- Chiesa Evangelica (1870)[http://religione.triesteincontra.it/evanlute/]
- Basilica di San Silvestro, luogo di culto della comunità valdese (XI secolo)
- Tempio Ebraico (1912)[http://www.triestebraica.it/comuFrame.htm]
Altri luoghi d'interesse
- Lanterna (1833)
- Faro della Vittoria (1927)
- Risiera di San Sabba (1913; 1943)
- Gallerie antiaeree (Il Club Alpinistico Triestino organizza sporadicamente delle visite).
Manifestazioni di rilievo
- Barcolana, la regata velica più affollata del mondo: vi partecipano circa 2000 barche .Si tiene ogni anno la seconda domenica di ottobre.
- Bavisela manifestazione sportiva di richiamo internazionale (maratona, triathlon, skiroll, ecc.)
- ERA - Esposizione di Ricerca Avanzata. Esposizione biennale di viene tenuta ogni due anni con l'organizzazione di "Globo divulgazione scientifica" e la partecipazione di molti enti di ricerca internazionali([http://www.globo.trieste.it/prossime.htm ERA 2005]).
Amministrazione comunale
- Fax: 040 6756060
- Municipio: piazza dell'Unità d'Italia, 4
Triestini celebri
Sono molti i triestini celebri nell'ambito di storia, cultura, scienza, sport.
Oltre agli scrittori già ricordati, sono di origine triestina:
- Guglielmo Oberdan personaggio storico irredentista (1858 - 1882)
- Ferruccio Busoni pianista e compositore (1866 - 1924)
- Avgust Černigoj pittore (1898 - 1985)
- Lojze Spacal pittore (1907 - 2000)
- Nereo Rocco allenatore (1912 - 1979)
- Ferruccio Valcareggi giocatore e allenatore di calcio (1919 - Firenze 2005)
- Giorgio Strehler regista teatrale (Barcola, Trieste, 1921 - Lugano 1997)
- Pavle Merkù, compositore di musica contemporanea, linguista e etnomusicologo (1927)
- Tullio Kezich critico, giornalista, scrittore, drammaturgo, sceneggiatore e regista (1928)
- Cesare Maldini allenatore(1932)
- Cesare Rubini sportivo(1923)
- Margherita Granbassi campionessa mondiale di fioretto in carica
- Tanja Romano pluricampionessa mondiale di pattinaggio artistico.
- Tiberio Mitri pugile
- Nino Benvenuti pugile
- Teddy Reno cantante
Sport
A Trieste sono presenti numerose società sportive, tra le quali:
- la Triestina, una squadra di calcio che milita in Serie B
- la Pallacanestro Trieste che dopo il fallimento gioca in B1
- l'Alpina Tergeste che partecipa alla serie A2 di baseball
- la Pallamano Trieste che milita in A1
- la Ferro Alluminio Trieste che gioca nella serie B2 di pallavolo
- la Pallanuoto Trieste che partecipa alla serie C
- le squadre di hockey Kwins Polet Trieste ed Edera Trieste che militano in A1
- il [http://www.gruppovulkan.com Gruppo Vulkan] triestini in mountain bike Societa' Alpina delle Giulie (C.A.I.)
Trieste è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
- 1998 (31 maggio): 15^ tappa, a cronometro, vinta dallo svizzero Alex Zülle
- 2004 (22 maggio): 13^ tappa, a cronometro, vinta dall'ucraino Serhiy Honchar.
Frazioni
Barcola, Villa Opicina, Miramare, Grignano, Basovizza, Banne, Cattinara, Conconello, Contovello, Gropada, Longera, Padriciano, Prosecco, Santa Croce, Trebiciano, Servola
Scienza e cultura
- [http://www.univ.trieste.it/ Università degli studi di Trieste]
- [http://www.sissa.it/ SISSA]
- [http://www.ictp.it ICTP]
- [http://www.twas.org/ TWAS]
- [http://www.icgeb.trieste.it/ ICGEB]
- [http://www.area.trieste.it/ Area di ricerca]
- [http://www.globo.trieste.it/ Sito organizzazione E.R.A.]
- [http://www.ogs.trieste.it/Show/ShowUniversity/DataUniversity.aspx?IdLanguage=1/ OGS - Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale]
- [http://www.mna.it/ Museo Nazionale Antartide]
- [http://www.centrounescotrieste.it/ Centro UNESCO Trieste]
- [http://www.retecivica.trieste.it/triestecultura/ Trieste cultura]
Turismo
- [http://www.triestetourism.it/ Agenzia di Informazione e Accoglienza Turistica di Trieste]
- [http://www.trieste.com/ Portale dedicato alla citta' di Trieste e ai principali eventi]
- [http://www.retecivica.trieste.it/gruppo_immagine/default.asp?tabella_padre=dx&ids=1&tipo=blocchi_sezioni_1&pagina=- Immagini su Trieste]
- [http://triestemia.com/ Sito su Trieste]
Quotidiani
- [http://www.ilpiccolo.quotidianiespresso.it/ Il Piccolo - quotidiano di Trieste]
- [http://www.primorski.it/ Primorski dnevnik - quotidiano sloveno di Trieste]
Eventi sportivi
- [http://www.bavisela.it/ Sito web Bavisela]
- [http://www.barcolana.it/ Sito web Barcolana]
Siti istituzionali
- [http://www.ts.camcom.it/ Camera di commercio]
- [http://www.ceinet.org/ Central European Initiative]
Altri siti
- [http://siegfried79.altervista.org/cartographer/carso/ Mappe dei Sentieri del Carso di Trieste]
- [http://trieste.linux.it/ LUG Trieste]
- [http://www.leganazionale.it/ Lega Nazionale di Trieste]
- [http://www.cat.ts.it/1024/artificiali/kleine/storia.htm Kleine Berlin]
Categoria:Comuni della provincia di Trieste
Categoria:Comuni del Friuli-Venezia Giulia
Categoria:Comuni italiani
ja:トリエステ
Monfalcone
Monfalcone è un comune di 26.395 abitanti della provincia di Gorizia.
Famosa per la fabbrica (Fincantieri) di navi transatlantiche, più volte detentori del record del mondo per la costruzione di enormi navi.
Geografia
Rappresentato nelle carte IGM al 25.000: 40A-III-NE / 40A-III-NO.
Punto più a nord del mar Mediterraneo.
Categoria:Comuni della provincia di Gorizia
Categoria:Comuni del Friuli-Venezia Giulia
Categoria:Comuni italiani
Lignano Sabbiadoro
Lignano Sabbiadoro è un comune di 5.828 abitanti della provincia di Udine.
Verde penisola equidistante da Venezia e Trieste, Lignano Sabbiadoro è posta tra la Laguna di Marano, il fiume Tagliamento e il mare Adriatico sulla riva sinistra del fiume Tagliamento.
Oggi collegata all'entroterra da una superstrada, Lignano è una delle perle dell'alto Adriatico che si è sviluppata, nella sua vocazione turistica, nel secondo dopo guerra. I primi insediamenti alberghieri risalgono all'inizio del 1900 quando la penisola non era raggiungibile via terra, ma solo in barca attraverso la Laguna di Marano. A quel tempo, la penisola lignanese era quasi interamente ricoperta da una foresta di pini e gli unici insediamenti rurali erano situati lungo il litorale della laguna. Nel 1903 furono costruiti il primo modesto impianto balneare e il primo albergo. Tuttavia, a causa della malaria endemica nelle paludi adiacenti la penisola, lo sviluppo della stessa si ebbe solo dopo le opere di bonifica dei territori malsani.
Nel 1926 fu aperta la prima strada comunale di collegamento con il comune di Latisana e nel 1931 si insediarono i primi abitanti. nell'anno 1935 venne istituita un'azienda di soggiorno e venne aggiunto il nome di Sabbiadoro a scopo promozionale.
Lo sviluppo vero e proprio della cittadina, così come è conosciuta oggi, si attua però nei decenni a cavallo della metà del secolo quando l'arch. Marcello d'Olivo crea e sviluppa un originale progetto urbanistico per la rete viaria di quella che diventerà Lignano Pineta. Nasce così la famosa chiocciola che si ritrova ancora nel simbolo del comune della cittadina Friulana.
Comune autonomo dal 1959, vanta un complesso di infrastrutture nautiche da diporto, tra le più sviluppate d'Europa con circa 5.000 posti barca e 8 darsene. Ha un litorale e una spiaggia che si estendono per circa 8 km con infrastrutture degne di nota.
La presenza turistica è molto elevata con presenze straniere di plurime nazionalità.
Da alcuni anni Lignano fa parte, unitamente ai comuni di Grado e di Aquileia, del comprensorio turistico lagunare della Bassa Friulana di cui concorre ad incentivare lo sviluppo,l'economia e i consumi agricoli.
Categoria:Comuni della provincia di Udine
Categoria:Comuni del Friuli-Venezia Giulia
Categoria:Comuni italiani
Marano Lagunare
Marano Lagunare è un comune di 2.048 abitanti della provincia di Udine.
Categoria:Comuni della provincia di Udine
Categoria:Comuni del Friuli-Venezia Giulia
Categoria:Comuni italiani
Chioggia
Chioggia è un comune di 51.755 abitanti della provincia di Venezia. È stata recentemente dichiarata città d'arte dal comune di Venezia.
Storia
Le origini di Chioggia, così come quelle di Venezia, si perdono nella leggenda. Si narra infatti che Antenore, fuggito da Troia dopo la sua sconfitta, trovò rifugio nelle coste dell'Adriatico assieme ad Aquilio e Clodio, anch'essi fuggitivi. La leggenda si dirama poi in tre parti: Aquilio, Antenore e Clodio fondarono rispettivamente le comunità di Aquileia, Padova e Clodia. Per quest'ultima, Clodio scelse come stemma un leone rampante rosso a ricordo di Troia. Il nome Clodia poi cambiò nei secoli in Cluza, Clugia e Chiozza, per poi arrivare a Chioggia.
I documenti più vecchi sono attribuiti al V secolo d.c., quando la città era parte di una provincia dell'impero bizantino. Nel medioevo la città ebbe una propria autonomia comunale e nel 1110 divenne anche sede episcopale.
Una pagina importante della storia della città avvenne durante la cosidetta Guerra di Chioggia, l'ultimo scontro tra Genova e Venezia. Nel 1379 la città cadde in mano a Genova, per poi essere riconquistata dall'intervento veneziano nel 1380.
Chioggia fece parte della Repubblica di Venezia fino al 1797, anno in cui cadde in mano alle truppe di Napoleone Bonaparte. In seguito al trattato di Campoformio, nel 1798, la città passò in mano all'Austria. Gli Austriaci si alternarono ai Francesi nel governo della città fino al 1866, quando Chioggia venne liberata dalle truppe italiane e annessa allo nascente Stato Italiano. Per i fatti del Risorgimento (quelli però del 1848) Chioggia è stata insignita della Medaglia d'Oro al valor civile.
Durante la seconda guerra mondiale rischiò il bombardamento a tappeto da parte dell'aviazione alleata. Solo grazie alla rivolta dei cittadini i nazifascisti si arresero e, il giorno 27/04/1945, la città venne liberata dagli alleati.
Categoria:Comuni della provincia di Venezia
Categoria:Comuni del Veneto
Categoria:Comuni italiani
ja:キオッジャ
Manfredonia
Manfredonia è un comune di 57.704 abitanti della provincia di Foggia. È posta ai piedi del Gargano, al centro del golfo omonimo. Fa parte del [http://it.wikipedia.org/wiki/Parco_Nazionale_del_Gargano Parco Nazionale del Gargano]
Storia
La storia di Manfredonia risale agli antichi Dauni che venendo via mare dall'Illiria si stabilirono sul sito dell'antica Siponto (forse città delle seppie). Infatti, la sua fondazione viene attribuita a Diomede, eroe della guerra di Troia. In seguito, fu conquistata dai romani. Nel 1223 dei terremoti la trasformarono in una palude malsana, così Manfredi (che Dante nella Divina Commedia descrive come "biondo, bello e di gentile aspetto"), figlio naturale di Federico II, progettò e fondò a pochi chilometri più a nord la città che porta il suo nome. Nel 1256 fu posta la prima pietra. Per costruire Manfredonia furono infatti usate anche le macerie della vicina Siponto. Manfredi avviò la costruzione del castello, ma non ne vide la terminazione, perché morì nella Battaglia di Benevento contro Carlo I d'Angiò. Gli Angioini, che terminarono il castello, per cancellare la memoria dell'odiato ghibellino Manfredi, rinominarono la città Sypontum Novellum (Nuova Siponto), ma questo nome non si affermò.
Nel 1528 resistette all'assedio delle truppe francesi guidate dal maresciallo Lautrec.
Nel 1620 Manfredonia subì un sanguinoso attacco da parte dei turchi che la incendiarono e la rasero al suolo, tanto che ne rimasero solo il castello e le mura. La ricostruzione fu lenta, solo dopo gli inizi del 1800, migliorate le vie di comunicazione, il porto e favorito il commercio, la città cominciò di nuovo ad espandersi e a crescere.
Economia
Oltre ad essere uno dei più attivi porti pescherecci dell'Adriatico (infatti Manfredonia è terminale di collegamento marittimo con varie località della costa garganica e con le isole Tremiti) è anche attiva nel settore turistico, infatti presso Manfredonia sorge il frequentato centro balneare di | | |