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Mare Mediterraneo

Mare Mediterraneo

Il Mar Mediterraneo è un mare intercontinentale che si trova tra Europa, Africa e Asia. La sua superficie approssimativa è di 2,5 milioni di km² ed ha una larghezza di circa 6000 km. Il Mediterraneo è collegato ad ovest all'Oceano Atlantico, attraverso lo Stretto di Gibilterra. Ad est raggiunge il Mar di Marmara e il Mar Nero, tramite i Dardanelli e il Bosforo. Il Mar di Marmara è spesso considerato parte del Mediterraneo, mentre il Mar Nero viene generalmente distinto. Il Canale di Suez a sud-est collega il Mediterraneo al Mar Rosso. Le maree sono molto limitate a causa dello scarso collegamento con l'oceano. Il clima mediterraneo è generalmente caratterizzato da inverni umidi ed estati calde e secche. Coltivazioni caratteristiche della regione sono: olivo, vite, agrumi, e quercia da sughero. La regione del Mediterraneo ha una lunga storia di civiltà.

Il nome

Il termine Mediterraneo deriva dalla parola latina Mediterraneus, che significa in mezzo alle terre. Il Mar Mediterraneo attraverso la storia dell'umanità è stato conosciuto con diversi nomi. Gli antichi Romani lo chiamavano, ad esempio, "Mare Nostrum" (latino per "Mare Nostro"). Attualmente, "The Med" è una contrazione in lingua inglese per indicare il Mar Mediterraneo.

Morfologia

Per quanto riguarda la topografia del fondale il Mediterraneo è diviso in due bacini principali che si possono considerare semichiusi. Il primo è quello del Mediterraneo occidentale, delimitato dal canale di Sicilia e caratterizzato da ampie piane abissali, il secondo, il Mediterraneo orientale, è molto più accidentato e dominato dal sistema della dorsale Mediterranea.

Il bacino occidentale

Il bacino occidentale comprende il Mare di Alboran, il bacino Algero-Provenzale o balearico e il bacino Tirrenico.

Mare di Alboran

È la parte più occidentale del Mar Mediterraneo, delimitato a occidente dallo stretto di Gibilterra e a oriente dalla linea che congiunge Cabo de Gata in Spagna con Capo Fegalo in Algeria. Occupa una supeficie di circa 54.000 km² e la profondità massima è di 1500 m nella parte occidentale e 1200 m in quella orientale. La piattaforma continentale si estende per una larghezza compresa fra i 2 e 10 km lungo la costa spagnola e per un massimo di 18 km lungo la costa nordafricana. Al centro del Mare di Alboran si trova l'isola omonima.

Bacino algero-provenzale

Comprende un area più o meno triangolare che si estende dal Golfo di Valencia, il Mar Ligure e il Mare di Alboran. Ha una superficie di circa 240.000 km² e una profondità massima di circa 2800 m. In alcuni tratti costieri, tipicamente alle foci dell'Ebro e del Rodano la piattaforma continentale raggiunge anche i 60 km di larghezza, con un massimo di 72 km presso il Golfo del Leone. La larghezza minima si ha invece tra Genova e Tolone, dove il fondale è caratterizzato da ampi e profondi canyon. Le isole di Maiorca e Minorca hanno una piattaforma comune mentre Ibiza è separata da un braccio di mare profondo 800 m. Al centro del bacino si trova la piana abissale delle Baleari, profonda dai 2600 a i 2800 metri.

Bacino tirrenico

Il bacino tirrenico è la parte più profonda del Mediterraneo Occidentale, raggiunge infatti i 3800 m di profondità. Il fondale è caratterizzato dalla presenza di numerose dorsali e di rilievi di tipo vulcanico. Vi sono elevate montagne sottomarine che in alcuni casi si elevano fino a -500 m come il Monte Marsili e il Monte Valivov. Poche e di modeste dimensioni sono le piane abissali fra le quali si trovano la piana di Corsica, la piana di Orosei, la piana di Olbia, la piana abissale tirrenica e il rialzo pliniano. Il bacino è praticamente chiuso, è messo in comunicazione con i bacini adiacenti da pochi stretti passaggi. A nord un canale profondo circa 3/400 m lo mette in comunicazione con il Mar Ligure, lo stretto di Bonifacio, profondo non oltre i 50 m, lo mette in comunicazione con il bacino algerino così come il profondo canale, caratterizzato dalla presenza della fossa algero-tirrenica, mette in comunicazione i due bacini a sud della Sardegna. Il canale di Sicilia, dal fondale basso e caratterizzato dalla presenza di banchi che possono ridurre la profondità a poche decine di metri lo mette in comunicazione con il Mediterraneo Orientale.

Il bacino orientale

Fanno parte del Mediterraneo orientale il Mare Adriatico, il Mar Ionio, il Mar Egeo e il Mar di Levante.

Mar Adriatico

Il Mare Adriatico ha una superficie di circa 135.000 km² e una profondità massima di 1230 m. Da un punto di vista morfologico può essere diviso in tre aree: la parte settentrionale completamente dominata dal delta del Po è un lento declivio nel quale la profondità non supera i 75 m, la parte centrale, tra Ancona e il Gargano è caratterizzata dalla presenza di una depressione detta "fossa del medio Adriatico" (266 m) mentre la zona meridionale ha una piattaforma continentale che si restringe in corrispondenza della Puglia fino a circa 20 km, fra la Puglia e l'Albania si trova la piana adriatica con una profondità media di circa 1000 m e la massima di 1200 m. Da qui la profondità risale a circa 800 m in corrispondenza del canale d'Otranto che separa l'Adriatico dalla Ionio.

Mar Ionio

Il Mar Ionio si estende su una superficie di circa 616.000 km² dalle coste della Libia e della Tunisia fino alla Grecia e all'Italia meridionale. Raggiunge la massima profondità (5.093 m) nella Fossa ellenica. Nello Ionio si trova la piana abissale più estesa del Mediterraneo.

Mar Egeo

Ha una superficie di circa 80.000 km² e oltre 200 isole. Lo collega allo Ionio il Golfo di Corinto (56 m) e numerosi canali profondi fra i 300 m e gli 800 m fra le isole di Rodi e Creta. Raggiunge la massima profondità (2.500 m) in corrispondenza della fossa di Creta che si estende dal Golfo di Argolide a Rodi.

Mar di Levante

Il Mar di Levante è la parte più orientale del Mediterraneo, ha una superficie di circa 320.000 km² ed è delimitato a ovest dalla linea che congiunge Capo Ra's al Hilal, in Libia con l'isola di Gavdos presso Creta. La piattaforma continentale è molto estesa sia presso il delta del Nilo sia nel golfo di Iskenderun. La massima profondità è di 4384 m in corrispondenza della fossa di Plinio.

Caratteristiche fisiche

Il Mar Mediterrano è un bacino semichiuso con con una forte evaporazione e un ridotto apporto di acque dolci fluviali, apporto infuenzato da attività umane (dighe e sbarramenti). Nei mesi estivi l'evaporazione è relativamente ridotta a causa dei ventinon eccessivamente frequenti e dell'elevata umidità, al contrario nei mesi invernali l'evaporazione è molto elevata a causa dell'aria fredda e della prevalenza di venti secchi di origine continentale (Bora, Maestrale, Vardarac, Scirocco e Meltemi).
Evaporazione e ridotto apporto di acque fluviali fanno sì che il Mediterraneo sia in costante deficit idrico. Questo viene compensato dall'Oceano Atlantico che annualmente riversa nel Mediterraneo, attraverso lo Stretto di Gibilterra, tra i 36.000 e i 38.000 km³ d'acqua. Questo apporto di grandi quantità d'acqua, provoca forti correnti durante tutto l'anno, favorendo la pulizia dei bassi fondali dello Stretto che, diversamente, nel corso dei millenni si sarebbe inevitabilmente chiuso.

Le correnti superficiali

Le correnti superficiali mediterranee originano tutte dall'afflusso di acqua atlantica e seguono in prevalenza degli andamenti di tipo ciclonico, cioè antiorario. L'acqua atlantica, più fredda ma meno salata (motivo per cui rimane in superificie) entra nel Mediterraneo dopo aver lambito le coste del Marocco. Una volta varcato lo stretto di Gibilterra viene spinta a sud dalla forza di Coriolis e segue prevalentemente la costa nordafricana dando origine alla corrente algerina, una parte della massa d'acqua, scontrandosi con la corrente anticiclonica del mare di Alboran, si biforca verso nord in direzione delle isole Baleari.
La corrente algerina, nel prosieguo del suo corso, si biforca nuovamente: una parte prosegue verso il canale di Sicilia, un'altra invece risale verso la Corsica e unendosi alla parte che fin dall'inizio si era diretta verso le Baleari dà origine alla corrente ligure provenzale catalana che scorre verso ovest lambendo le coste liguri, francesi e catalane e attraversando il Golfo del Leone. I bassi fondali del canale di Sicilia fanno sì che la corrente algerina si biforchi nuovamente, una parte risale infatti verso il Tirreno dando origine ad una corrente ciclonica che in parte lambisce le coste liguri e si riunisce con la corrente ligure-provenzale catalana. La parte di corrente algerina che riesce a valicare il canale di Sicilia attraversa dapprima un'area prospicente le coste della Tunisia e della Libia caratterizzata da correnti anticloniche (il Golfo della Sirte) e poi forma la corrente africana che scorre lungo il mare di Levante dando origine alla corrente dell'Asia Minore che lambisce la costa Turca fino a Rodi. Nell'Adriatico, nello Ionio e nell'Egeo vi sono altre correnti minori di tipo ciclonico. Oltre alle citate correnti costiere vi è la corrente centro mediterranea che scorre sopra la dorsale merditerranea in direzione Creta e Cipro.

Le corrente intermedia

Rodi Lo strato d'acqua compreso fra i 200 e i 600 metri è interessato da un movimento in senso opposto a quello delle correnti di superficie. Origina infatti dal Mar di Levante, il tratto di Mediterraneo con i più elevati valori di salinità, (si raggiunge qui il 39,1 per mille di salinità). D'inverno, con il calo della temperatura si ha un aumento della densità dello strato superficiale che "comprime" lo strato d'acqua inferiore dando origine alla corrente intermedia.
Questa corrente è divisa in un ramo principale che percorre l'intero Mediterraneo e due rami secondari che attraversano l'uno il Golfo della Sirte e l'altro, più cospicuo, lo Ionio fino a entrare nell'Adriatico dove incontra le fredde acque invernali per poi uscire nuovamente dallo stretto di Otranto. Il ramo principale si dirige invece verso il canale di Sicilia dove, a causa dei fondali bassi e della portata della corrente di superficie, deve dividersi in due stretti passaggi laterali situati a quote diverse. L'acqua proveniente dal più settentrionale si dirige verso il Tirreno dove fa un lungo giro antiorario e in gran parte esce per ricongiungersi col ramo secondario e risalire verso la Sardegna per poi seguire la costa francese e spagnola e uscire dallo Stretto di Gibilterra. Dalle analisi degli oceanografi pare che una goccia d'acqua entrata dallo stretto di Gibilterra impieghi circa 150 anni per compiere tutto il "giro" e ritornare, profondamente modificata nella composizione, all'Oceano Atlantico.

La circolazione profonda

Le correnti di profondità interessano due aree del Mediterraneo, il bacino ligure provenzale e lo Ionio. In entrambi i casi le correnti originano nella stagione invernale in seguito ad un rapido raffreddamento delle acque provocato dal vento.
Nel primo caso il Mistral raffredda rapidamente le acque al centro del Golfo del Leone. In seguito all'aumento di densità l'acqua si dirige verso il fondo, sino ai 2000 metri di profondità, contribuendo al lento ricambio delle acque profonde.
Nel bacino orientale è la Bora che abbassando la temperatura delle acque nel Mare Adriatico origina una corrente diretta verso sud che si inabissa oltre il canale di Otranto e contribuisce al ricambio delle acque profonde dello Ionio.

Isole principali

Le isole principali sono:
- Cipro, Creta, e Rodi ad est
- Sardegna, Sicilia, Corsica, e Malta nella parte centrale
- Maiorca e Minorca a ovest

Stati affacciati sul Mediterraneo

Gli stati che vi si affacciano sono:
- Spagna, Francia, Italia, Principato di Monaco, Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia-Montenegro, Albania, Cipro, Malta, Grecia e Turchia sulla costa settentrionale
- Libano, Territori Autonomi Palestinesi, Siria e Israele ad est
- Egitto, Libia, Tunisia, Algeria e Marocco sulla costa meridionale

Mari interni

Il Mar Mediterraneo contiene al suo interno anche i seguenti mari:
- Mar Adriatico
- Mar Ionio
- Mar Ligure
- Mar Tirreno
- Mar Egeo
- Mar Nero
  - Mar d'Azov
- Golfo della Sirte
- Mar di Marmara

Voci correlate


- Isole e golfi italiani
- Canale di Sicilia, Stretto di Messina
- Mare, Costa Mediterraneo Categoria:Ecosistemi ja:地中海 ko:지중해 th:ทะเลเมดิเตอร์เรเนียน zh-min-nan:Tē-tiong-hái

Mare

Il mare è una vasta distesa di acqua salata a ridosso dei continenti e connessa con un oceano. Lo stesso termine è alle volte usato per indicare laghi, normalmente salati, che non hanno sbocchi sull'oceano; esempi sono il Mar Caspio, il Mar Morto ed il Mar di Galilea. Il termine mare è usato anche come sinonimo di oceano quando esprime un concetto generico, per esempio quando si parla dei mari tropicali o dell'acqua marina riferendosi all'acqua dell'oceano. acqua Il confine tra acqua e terra è denominato costa o litorale. Il mare, non essendo solido, presenta vari movimenti delle acque che lo compongono.
I principali movimenti delle acque del mare, degli oceani e parzialmente anche dei laghi sono:
- onde generate principalmente da vento, terremoti, maremoti e attrazione di corpi celesti (principalmente Luna e Sole)
- maree generate dall'attrazione di corpi celesti (principalmente Luna e Sole)
- correnti marine che possono essere sia superficiali che sottomarine, dovute principalmente alle diverse temperature dell'acqua Altri fenomeni marini che determinano dei movimenti delle acque sono: uragani, trombe di mare

Elenco dei mari, suddivisi per oceano

Oceano Pacifico


- Mar di Bering
- Golfo di Alaska
- Golfo di California
- Mar di Ohotsk
- Mar del Giappone
- Mar Cinese orientale
- Mar Cinese occidentale
- Mar Giallo
- Mar di Sulu
- Mar di Celebes
- Mar delle Molucche
- Mar di Ceram
- Mar di Mindanao
- Mar delle Filippine
- Mar di Sibuyan
- Mar di Flores
- Mar di Banda
- Mar di Arafura
- Mar di Timor
- Mar di Giava
- Mar di Tasmania
- Mar dei Coralli
- Mar delle Salomone

Oceano Atlantico


- Baia di Hudson
  - Baia di James
- Baia di Baffin
- Golfo di San Lorenzo
- Mar dei Caraibi
- Golfo del Messico
- Mar dei Sargassi
- Mar di Norvegia
- Mar del Nord
- Mar Baltico
  - Golfo di Botnia
- Mar d'Irlanda
- Mar Celtico
- Mar Mediterraneo
  - Mar Adriatico
  - Mar Ionio
  - Mar Ligure
  - Mar Tirreno
  - Mar di Sardegna
  - Mar di Sicilia
  - Mar Egeo
  - Mar Nero
    - Mar d'Azov
  - Golfo della Sirte
  - Mar di Marmara
- Golfo del Benguela
- Golfo di Guinea

Oceano Indiano


- Mar Rosso
- Golfo di Aden
- Golfo Arabico
- Golfo di Oman
- Mar Arabico
- Golfo del Bengala
- Mar di Andamane
- Baia di Sofala

Mare Glaciale Artico


- Mar Glaciale Artico
- Mar di Groenlandia
- Mare di Barents
- Mar Bianco
- Mar di Kara
- Mar di Beaufort
  - Golfo di Amundsen
- Mar dei Chukchi
- Mar di Laptev
- Mar della Siberia Orientale

Mari Antartici


- Mare di Weddell
- Mare di Ross

Mari senza sbocco sull'oceano


- Lago d'Aral
- Mar Caspio
- Mar Morto
- Mar di Galilea

Mari extraterrestri

La Luna ha varie configurazioni morfologiche chiamate mari. Sono stati chiamati mari perché il colore più scuro faceva presupporre la presenza di acqua, invece si tratta di pianure basaltiche. Sulla Luna è presente dell'acqua sotto forma di ghiaccio; l'origine di tale ghiaccio dovrebbe essere dovuto a comete che si sono scontrate con il nostro satellite in posizione poco o per nulla irradiate dai raggi del Sole. Acqua liquida dovrebbe essere presente sulla superficie di molte lune, tra cui Europa, una delle lune di Giove. Si pensa che Europa ospiti al suo interno un vero e proprio oceano sotto la superficie ghiacciata, circondante tutto il satellite. Idrocarburi liquidi si pensa siano presenti sulla superficie di Titano, anche se sarebbe più accurato descriverli come "laghi" al posto di "mari".

Scienza

Il termine "mare" ha anche un significato nella fisica quantistica. Il mare di Dirac è un'interpretazione degli stati di energia negativa che contengono il vuoto.

Voci correlate


- oceano, lago, lago salato, fiume, manica, stretto, canale naturale, profondità marine, salsedine, acqua, onda, marea, corrente marina, uragano, tromba di mare
- vegetazione marina, animali marini
- isola, atollo, costa, promontorio, golfo
- geografia, nave Categoria:Mari Categoria:Ecosistemi ja:海 ko:바다 ms:Laut simple:Sea zh-min-nan:Hái

Africa

L'Africa è il terzo continente per dimensioni. Con 30.065.000 km² copre il 20,3% delle terre emerse e i suoi oltre 800.000.000 abitanti, rappresentano un settimo della popolazione terrestre. L'Africa è delimitata a Nord dal Mar Mediterraneo, a Ovest dall'Oceano Atlantico, a Sud dall'Oceano Antartico e a Est dall'Oceano Indiano. A Nord-Est è separata dall'Asia dall'artificiale Canale di Suez.

Etimologia

Gli antichi romani usarono il termine Africa terra - "terra degli Afri" (plurale, o "Afer" singolare) - per la parte settentrionale del continente, corrispondente all'attuale Tunisia. Afer può derivare dall'Arabo afer, polvere; dalla tribù degli Afridi, che viveva nei dintorni di Cartagine, dal greco aphrike, senza freddo, o dal latino aprica, soleggiato.

Geografia

Cartagine Il continente africano è principalmente orientato su un asse nord-sud. A Nord-Ovest il continente si allarga verso l'Oceano Atlantico, formando la regione conosciuta come Africa Occidentale. Sul Mar Mediterraneo, verso nord, si affacciano due importanti golfi, gli unici nella parte settentrionale: sono il Golfo di Sirte, davanti alla Libia, e il Golfo di Gabes, davanti alla catena dell'Atlante. La Catena dell'Atlante ripara dai venti il Marocco e l'Algeria rendendo aride quelle zone. Il grande deserto del Sahara si estende nella parte settentrionale del continente: la parte a Sud è perciò detta Africa sub-sahariana. L'area geografica affacciata sul Mar Mediterraneo è detta Africa Mediterranea. Il clima varia da mediterraneo a desertico a tropicale ed equatoriale fino a ritornare temperato (in una variante simile a quella mediterranea) nel Sudafrica. In Egitto, troviamo il più celebre dei grandi fiumi dell'Africa e anche uno dei maggiori del mondo, il Nilo (6.671 Km di lunghezza). Il ramo più lungo del Nilo nasce nell'Altopiano del Burundi, con il nome di Nilo Kagera. Cambia nome entrando nel più grande lago africano, il Lago Vittoria. Assume la denominazione di Nilo Bianco alla confluenza con il Nilo delle Gazzelle, uno dei suoi affluenti. Presso la capitale del Sudan, Khartoum, riceve finalmente le acque del suo maggior affluente, il Nilo Azzurro e prende finalmente il nome di Nilo e con un percorso ondulato raggiunge l'Egitto. Un altro importante corso d'acqua è il Congo (4.200 Km di lunghezza), che sfocia nell'Oceano Atlantico e dà nome alle due Repubbliche che si affacciano sulle sue rive (Repubblica del Congo e Repubblica Democratica del Congo). I numerosi affluenti del Congo (il più importante è il Kasai) formano un enorme bacino fluviale. Sebbene il Congo sia uno dei più imponenti corsi d'acqua del mondo il Congo ha avuto minore importanza per lo sviluppo delle civiltà umane del Nilo in quanto non è navigabile per un lungo tratto. Poco più a nord del Congo troviamo il terzo grande fiume dell'Africa, il Niger (4.160 Km). Una lunga catena di laghi corre lungo la frattura tettonica (Rift Valley) ai confini tra la Repubblica Democratica del Congo, l'Uganda, la Tanzania, il Burundi e il Ruanda: i più importanti sono il Lago Vittoria e il Lago Tanganika. Le montagne più alte dell'Africa si trovano sempre in prossimità della Rift Valley: sono il Kilimangiaro (5895 m di altitudine) in Tanzania e il Kenya (5199 m di altitudine) nello Stato omonimo. L'Africa ha un territorio compatto. Le coste sono uniformi con poche isole e penisole, ad eccezione del Madagascar. Alcuni altopiani si estendono fino alle coste.

Storia

:Voce principale: Storia dell'Africa L'Africa è uno dei territori più antichi della terra e la razza umana ha iniziato la sua evoluzione proprio in questo continente. Per gran parte della storia dell'umanità, l'Africa non ha avuto Stati nazionali ma regni multietnici e nazioni tribali. I primi contatti tra Africa ed Europa risalgono al XIV secolo con l'arrivo dei primi esploratori europei. Sfruttando la loro superiorità tecnica, in particolare in campo bellico, a partire dall'inizio del XVI secolo i marcanti europei iniziarono a catturare milioni di africani per utilizzarli come forza lavoro in tutto il mondo (quella che venne chiamata tratta degli schiavi). A partire dall'inizio del XIX secolo l'Europa iniziò una massiccia occupazione coloniale del continente, culminata nella corsa all'Africa degli anni '80 dell''800. Questa occupazione continuò fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, dopo la quale tutte le colonie ottennero progressivamente la loro indipendenza.

Politica

Dall'indipendenza, molti stati africani hanno conosciuto forti instabilità, spesso sfociate in violenti lotte per il potere e guerre civili, sia all'interno di ciascuno Stato, sia tra Stati confinanti. Parte di questi problemi possono essere considerati come eredità del periodo coloniale, con il suo lascito di governi e confini nazionali non rappresentativi delle realtà locali. La situazione economico-sociale, specie nell'Africa sub-sahariana, è una delle più disagiate del Pianeta. Se alcuni Stati, come il Sudafrica, si affermano come dinamiche realtà economiche, seppure segnate da forti disuguaglianze sociali, altri Stati hanno addirittura visto diminuire il PIL pro capite negli ultimi anni. L'aumento massiccio della popolazione e il diffondersi dell'AIDS, oltre alle frequenti siccità e all'instabilità politica, sono alcune della cause di questo impoverimento.

Demografia

Nel nord Africa troviamo popolazioni di etnia araba e altre popolazioni bianche come i berberi in Algeria. Nell'Africa subsariana la maggior parte degli abitanti ha la pelle scura. Gli Stati dello Zimbabwe e del Sudafrica hanno una piccola, ma significativa, presenza di gruppi bianchi ed asiatici: i primi sono i cosiddetti afrikaner, i secondi immigrarono in epoca coloniale per contribuire ai lavori pubblici effettuati nei paesi. Il paese africano più popoloso è la Nigeria, la più grande città Il Cairo (capitale dell'Egitto, 13 milioni di abitanti circa) L'Africa ospita molti differenti gruppi religiosi. In numerosi Stati alle confessioni monoteiste (Cristianesimo e Islam), portate da missionari e predicatori si affiancano religioni tradizionali africane, senza che questo crei particolari conflitti.

Nazioni

religioni tradizionali africane In Africa esistono 53 Stati indipendenti:
- Algeria (Algeri)
- Angola (Luanda)
- Benin (Porto-Novo)
- Botswana (Gaborone)
- Burkina Faso (Ouagadougou)
- Burundi (Bujumbura)
- Camerun (Yaoundé)
- Capo Verde (Praia)
- Ciad (N'Djamena)
- Costa d'Avorio (Yamoussoukro)
- Egitto (Il Cairo)
- Eritrea (Asmara)
- Etiopia (Addis Abeba)
- Gabon (Libreville)
- Gambia (Banjul)
- Ghana (Accra)
- Gibuti (Gibuti)
- Guinea (Conakry)
- Guinea Equatoriale (Malabo)
- Guinea Bissau (Bissau)
- Isole Comore (Moroni)
- Kenya (Nairobi)
- Lesotho (Maseru)
- Liberia (Monrovia)
- Libia (Tripoli)
- Madagascar (Antananarivo)
- Malawi (Lilongwe)
- Mali (Bamako)
- Marocco (Rabat)
- Mauritania (Nouakchott)
- Mauritius (Port Louis)
- Mozambico (Maputo)
- Namibia (Windhoek)
- Niger (Niamey)
- Nigeria (Abuja)
- Repubblica Centro Africana (Bangui)
- Repubblica Democratica del Congo (Kinshasa)
- Repubblica Del Congo (Brazzaville)
- Ruanda (Kigali)
- Sao Tomè e Principe (São Tomé)
- Senegal (Dakar)
- Seychelles (Victoria)
- Sierra Leone (Freetown)
- Somalia (Mogadiscio)
- Sudafrica (Città del Capo legislativa), (Pretoria amministrativa), (Bloemfontein giudiziaria)
- Sudan (Khartoum)
- Swaziland (Mbabane)
- Tanzania (Dodoma)
- Togo (Lomé)
- Tunisia (Tunisi)
- Uganda (Kampala)
- Zambia (Lusaka)
- Zimbabwe (Harare) 2 enclave spagnole:
- Ceuta
- Melilla e un territorio con stato legale indefinito:
- Sahara Occidentale

Collegamenti esterni


- [http://www.inafrica.it/ www.inafrica.it] sito dedicato agli africani in Italia, con un elenco di link Siti che pubblicano articoli di attualità sull'Africa
- [http://www.equilibri.net/africa.php www.Equilibri.net] Sezione sull'Africa del sito di politica internazionale equilibri.net, in italiano.
- [http://allafrica.com/ allafrica.com] in inglese.
- [http://www.continentenero.it/ www.continentenero.it] sito dedicato all'Africa con reportage, foto, e link ai paesi africani
- [http://www.africaontheroad.it/ www.africaontheroad.it] sito di un giovane ragazzo italiano, Fabio Miggiano, in un viaggio in tutto il continente africano durato 6 mesi. Categoria:Africa ja:アフリカ ko:아프리카 ms:Afrika simple:Africa th:ทวีปแอฟริกา zh-min-nan:Hui-chiu

Chilometro quadrato

Il chilometro quadrato o chilometro quadro (simbolo km², e spesso impropriamente abbreviato con kmq) è un'unità di misura della superficie ed è per definizione l'area racchiusa da un quadrato di lato pari ad un 1 chilometro. Il chilometro quadrato è un'unità derivata del Sistema Internazionale di unità di misura, multiplo del metro quadrato. Viene utilizzato solitamente per esprimere le estensioni di comuni, regioni, stati e più in generale di porzioni di territorio.

Conversioni


- 1 km² = 1.000.000
- 1 km² = 100 ettari
- 1 km² = 10 000 are
- ---
- 1 m2 = 0,000 001 km2
- 1 ettaro = 0,01 km2 Categoria:Unità di superficie ja:平方キロメートル

Ovest

L' Ovest è uno dei quattro punti o direzioni cardinali. È opposto all'est e perpendicolare a nord e sud. Ovest è la direzione verso la quale il sole tramonta all'equinozio. Il termine "L'Ovest" spesso si riferisce alle nazioni occidentali. Quando viene usato in questo senso, può indicare qualsiasi cosa dalla NATO, ad Europa e Nord America, con o senza Giappone, fino all'intera civilizzazione giudaico-cristiana. Questo significato della parola si fonde con quello di società occidentale. Nella Cina pre-moderna, l'ovest indicava la terra del Buddha e il luogo dal quale provengono le sacre scritture Buddiste. Vedere anche:
- rosa dei venti Categoria:GeografiaCategoria:Astronomia e Astrofisica ja:西 simple:West

Stretto di Gibilterra

Lo stretto di Gibilterra è uno stretto che mette in comunicazione l'Oceano Atlantico e il Mar Mediterraneo.
È delimitato a nord dall'estremità meridionale della penisola iberica e in particolare da Gibilterra e a sud dalla parte settentrionale del Marocco e in particolare dall'enclave spagnola di Ceuta. La larghezza minima dello stretto è pari a 14 km e quella massima è di 44 km, in tutto è lungo circa 60 km. La profondità massima è di circa 286 m. Sia Ceuta che Gibilterra, che nell'antichità erano note come "le colonne di Ercole", sono importanti porti. Prima dell'apertura del canale di Suez costituiva l'unico sbocco del Mediterraneo. Proprio per questa ragione ha grande importanza militare e commerciale e la Gran Bretagna vi mantiene il possesso della rocca di Gibilterra mentre la Spagna controlla il territorio della città di Ceuta. Per alcuni anni i governi spagnolo e del Marocco hanno esplorato la possibilità di costruire un tunnel sotto lo stretto. Dal 2003 è in corso un nuovo studio triennale. Un gruppo di ingegneri statunitensi e britannici stanno analizzando la possibilità di costruire un ponte sullo stretto. Gibilterra ja:ジブラルタル海峡 ko:지브롤터 해협

Mar di Marmara

Il Mar di Marmara o Mare di Marmara (in turco: Marmara denizi, in greco moderno: Μαρμαρα̃ Θάλασσα o Προποντίδα) è un mare interno che separa il Mar Nero (Bosforo) dal Mar Egeo (stretto dei Dardanelli), così come separa la Turchia asiatica da quella europea. Il Mar di Marmara occupa una superficie di 11.350 Km2, le sue coste hanno un perimetro di circa 1.000 Km, ha una salinità del 2,2%. Al suo interno ci sono 23 isole suddivise quasi totalmente nei due gruppi di isole principali conosciute come isole dei Principi e isole di Marmara che danno il nome al mare (marmaros è una parola greca che significa marmo). Il fiume principale che sfocia nel Mar di Marmara è il Simav. È possibile fare il bagno nel Mar di Marmara da giugno a settembre. Propontide (Propontis, Προποντίς, -ίδος) era l'antico nome di tale mare. Il nome deriva da pro (prima) e pont (mare): il Mar di Marmara era visto come una canale che permetteva di raggiungere con le navi il Mar Nero.

Vedi anche


- Turchia Marmara ja:マルマラ海 ko:마르마라 해

Mar Nero

Il Mar Nero (anche noto come Mar Eusino o Ponto Eusino) è un mare interno situato tra l'Europa sud-orientale e l'Asia minore, è collegato con il Mar Mediterraneo tramite il Bosforo e il Mar di Marmara e al Mar d'Azov tramite lo Stretto di Kerch. I flussi d'acqua marina in ingresso, attraverso il Bosforo, sono di circa 200km3 all'anno. Il suo bacino imbrifero è molto ampio (2 milioni di km2), dalle aree circostanti riceve acque dolci per un totale di circa 320 km3 all'anno. Il fiume più importante che vi sfocia è il Danubio. La sua superficie è pari a circa 424.000 km². Negli strati superiori ha una salinità pari a circa il 17‰ In profondità, oltre i 150 metri, questo valore aumenta drasticamente. Il punto più profondo si trova a 2.212 metri, nel centro la profondità è di circa 1.830 metri. L'antica definizione greca pontos euxeinos (mare ospitale) è probabilmente un eufemismo. La denominazione moderna, invece, deriva dal turco: in turco il Mar Nero si chiama 'Kara Deniz' (=mar nero), mentre il Mare Mediterraneo si chiama 'Ak Deniz' (=mare bianco). Orbene, i colori 'nero' e 'bianco' avevano, nell'antica tradizione turca, il significato di 'settentrionale' e 'meridionale', rispettivamente, sicché i nomi 'Kara Deniz' e 'Ak Deniz' significano semplicemente 'Mare del Nord' e 'Mare del Sud' - in relazione alla Turchia naturalmente. Il nome 'Mar Nero', per il tramite della sua traduzione in francese (mer Noir), si è poi diffuso in tutta Europa nel corso del XVII e del XVIII sec. ed ha finito per imporsi.

Paesi confinanti

Si affacciano sulle sue rive: Turchia, Bulgaria, Romania, Ucraina, Russia e Georgia. Le città più importanti sulle sue coste sono: Istanbul, Burgas, Varna, Constanţa, Yalta, Odessa, Sebastopoli, Batumi, Trabzon, Samsun, Zonguldak.

Fiumi e canali navigabili

Dal Bosforo si accede al Mar Mediterraneo e attraverso lo Stretto di Kerch al Mar d'Azov. Tramite canali è assicurato l'accesso ai fiumi Don al Volga, al Mar Caspio, al Mar Baltico e al Mar Bianco, e tramite il Danubio e il canale Reno-Meno-Danubio al Mare del Nord.

Isole

La costa nord del Mar Nero è bassa e paludosa, nello Stretto di Kerch si trova l'isola di Taman in corrispondenza della foce del fiume Kuban. L'altra isola è l'isola dei Serpenti nei pressi dell'ampio delta del Danubio.

Caratteristiche fisiche

Il Mar Nero è il più grande sistema marino anossico. Ciò è determinato dall'elevata profondità e dalla salinità (e quindi densità) relativamente bassa dell'acqua. Le acque marine e quelle dolci che arrivano dai fiumi si mescolano solo nei primi 100-150 metri di profondità mentre le acque che si trovano sotto questo strato detto picnoclino hanno un ricambio ogni mille anni circa. In assenza di un ricambio di gas con la superficie il decadimento di materia organica nel sedimento consuma tutto l'ossigeno. In queste condizioni alcuni microrganismi estremofili producono solfito di idrogeno (H2S)e diossido di carbonio entrambi estremamente tossici provocando la pressochè totale assenza di organismi pelagici e bentonici sotto i 180 metri di profondità. Per contro la scarsissima presenza di microrganismi e di ossigeno ha permesso a svariate spedizioni di alta profondità di recuperare manufatti e scafi di navi risalenti a migliaia di anni fa.

Fauna

Le aree umide costiere offrono riparo a molte specie marine, alcune delle quali rilevanti da un punto di vista commerciale come lo storione, sono inoltre un importante punto di transito e nidificazione di numerose specie di uccelli. Il 75% degli uccelli presenti si concentra nella zona del delta del Danubio dove si trovano il Marangone minore, l'Oca Collorosso, (nidifica qui circa un decimo della popolazione mondiale) il pellicano bianco, il pellicano riccio e aquila dalla coda bianca. Nel Mar Nero sono presenti quattro specie di mammiferi: la foca monaca, a forte rischio di estinzione, e tre specie di delfini, il tursiope, il delfino comune e la focena comune.

Aspetti economici

I paesi confinanti col il Mar Nero insieme a Albania, Armenia, Azerbaijan, Grecia und Moldavia nel 1992 hanno formato l'Organizzazione per la cooperazione economica del Mr Nero (in inglese Organisation of the Black Sea Economic Cooperation - BSEC) con sede a Istanbul. L'organizzazione ha lo scopo di sostenere lo sviluppo economico della regione.

Aspetti ambientali

L'area del mar Nero rientra nelle zone sotto tutela da parte dell' ACCOBAMS ("Agreement on the Conservation of Cetaceans of the Black Sea, Mediterranean Sea and Contiguous Atlantik Area") che stabilisce delle regole per la protezione dei cetacei e nel caso del Mar Nero dei tursiopi. Nero ja:黒海 ko:흑해 th:ทะเลดำ

Dardanelli

Lo stretto dei Dardanelli, o solo Dardanelli o Ellesponto (in turco: Çanakkale Boğazı), è uno stretto di mare turco che collega il mar di Marmara all'Egeo e che fa da confine fra Europa e Asia.
La larghezza minima dello stretto è pari a 1250 m e quella massima è di 8 km, in tutto è lungo circa 62 km. In virtù della sua rilevanza strategica, nei secoli, numerose battaglie si sono combattute nei suoi pressi: la prima nel 323 d.c., vide Crispo, figlio diciasettenne di Costantino e della prima moglie di questi, Minervina, sconfiggere Licinio, catturandolo. Dardanelli ja:ダーダネルス海峡 ko:다르다넬스 해협

Canale di Suez

Il Canale di Suez (Qanâ el Suweis), ad ovest della penisola del Sinai, è un canale artificiale navigabile lungo 163 km situato in Egitto tra Porto Said (Bûr Sa'îd) sul Mar Mediterraneo e Suez (El Suweis) sul Mar Rosso. Il canale permette il trasporto su acqua dall'Europa all'Asia, senza circumnavigare l'Africa. Prima della costruzione del canale, alcuni trasporti venivano effettuati scaricando le navi e trasportando le merci via terra dal Mediterraneo al Mar Rosso (o viceversa), dove venivano reimbarcate. Il canale consiste di due parti, a nord e a sud del Grande lago amaro. Venne costruito tra il 25 aprile 1859 e il 1869 da una compagnia francese (Compagnie Universelle du Canal Maritime de Suez) diretta da Ferdinand de Lesseps, mentre il progetto fu realizzato da Alois Negrelli, un ingegnere austriaco. Il canale era di proprietà del governo egiziano e della Francia. La prima nave attraversò il canale il 17 febbraio 1867, ma il canale venne inaugurato, con una cerimonia sfarzosa il 17 novembre 1869; Giuseppe Verdi scrisse la famosa opera Aida per questa cerimonia. Si stima che un milione e mezzo di egiziani lavorarono al canale, e che 125.000 di essi morirono, principalmente a causa del colera. Il canale ebbe un effetto immediato e fondamentale sui commerci mondiali e giocò un ruolo importante nell'aumentare la penetrazione europea in Africa. Il debito esterno costrinse l'Egitto a vendere la sua quota di partecipazione nel canale al Regno Unito, nel 1882 e truppe britanniche vennero dislocate per proteggerlo, controllando la nazione fino al 1952. Il canale permise anche un più facile accesso all'Africa orientale, che venne ben presto spartita tra le potenze europee. Il successo del canale incoraggiò i francesi ad imbarcarsi nella costruzione del Canale di Panama, impresa che però non riuscirono a completare. Il 26 luglio 1956, l'Egitto prese il controllo del canale, il che provocò un invasione da parte di Francia, Regno Unito e Israele, che durò una settimana (vedi Crisi del Canale di Suez). Come risultato di questo conflitto, il canale venne chiuso per diversi mesi. Le Nazioni Unite dichiararono il canale di proprietà dell'Egitto. Dopo la Guerra dei sei giorni, nel 1967, il canale rimase chiuso fino al 5 giugno 1975. Una Forza di pace ONU staziona nella Penisola del Sinai fin dal 1974. 1974 Il canale non ha chiuse perché non ci sono differenze di livello tra i mari e non c'è nessun dislivello da superare. Il canale permette il passaggio di navi fino a 15 m di pescaggio ed è pervisto di aumentare questo valore fino a 22 m entro il 2010 per permettere il passaggio alle superpetroliere. Attualmente le superpetroliere possono scaricare una parte del carico su una nave di proprietà del canale e ricaricarlo al termine del percorso. Può passare una sola nave per volte con diverse aree che permettono l'affiancamento. Circa 15.000 navi percorrono il canale ogni anno, circa il 14% dei trasporti navali mondiali. Il passaggio richiede tra le 11 e le 16 ore.

Collegamenti tra le rive

Da nord a sud:
- A El Qantara c'è un ponte fisso stradale.
- Nel 2001 è stato completato il ponte ferroviario di El Ferdan a 20 km a nord di Ismailia: il più lungo ponte girevole del mondo. Il ponte precedente è stato distrutto nel 1967 durante la guerra Arabo-Israeliana.
- A sud del Grande lago amaro c'è il tunnel di Ahmed Hamdi, costruito nel 1983. A causa di problemi di infiltrazioni, fra il 1992 ed il 1995 è stato costruito un nuovo tunnel all'interno del precedente. Categoria:Canali artificiali Categoria:Egitto ko:수에즈 운하 ja:スエズ運河 simple:Suez Canal th:คลองสุเอซ

Sud

Il Sud è uno dei quattro punti o direzioni cardinali. È opposto al nord e perpendicolare a est e ovest. Il sud geografico è la direzione verso l'estremità meridionale dell'asse sul quale ruota la Terra, chiamato Polo Sud. Il Polo Sud si trova in Antartide. Il Sud Magnetico è la direzione verso il polo sud magnetico, che si trova a una certa distanza dal Polo Sud geografico. È la direzione a destra dell'osservatore orientato verso Est e a sinistra di quello orientato verso ovest. Il termine Sud del Mondo viene spesso usato per indicare le nazioni meno avanzate tecnologicamente o culturalmente. Più generalmente Sud indica particolari regioni all'interno di una nazione, come nel caso del Sud Italia. Negli Stati Uniti, il termine "il Sud" viene utilizzato per riferirsi agli stati del sudest che si separarono dall'Unione durante la Guerra Civile Americana.

Voci correlate


- rosa dei venti Categoria:GeografiaCategoria:Astronomia e Astrofisica ja:南 nb:Sør simple:South

Est

L'Est è uno dei quattro punti o direzioni cardinali. È opposto all'ovest e perpendicolare a nord e sud. Per un osservatore ubicato sulla superficie terrestre, l'est è la direzione sull'orizzonte indicante il punto dal quale sorge il Sole agli equinozi. Detto anche Oriente o Levante. Il termine "L'Est" spesso si riferisce alle nazioni orientali. Quando viene usato in questo senso può, a seconda del contesto, riferirsi a Medio Oriente, Europa Orientale, Estremo Oriente Sud-est Asiatico, o all'Asia in generale. Questo significato della parola si fonde con quello di società orientale.

Voci correlate


- rosa dei venti Categoria:GeografiaCategoria:Astronomia e Astrofisica ja:東 simple:East

Mar Rosso

Il mar Rosso è un mare compreso tra l'Africa e la penisola arabica comunicante con il mar Mediterraneo attraverso il canale di Suez e con l'oceano Indiano attraverso lo stretto di Bab al Mandab. Ad est e ad ovest della penisola del Sinai il mar Rosso si biforca rispettivamente nel golfo di Aqabah e nel golfo di Suez. Sul mar Rosso si affacciano Egitto, Israele, Giordania, Arabia Saudita, Yemen, Gibuti, Eritrea e Sudan Nel libro dell'Esodo dell'Antico Testamento è narrato il passaggio del mar Rosso da parte degli Ebrei guidati da Mosè in fuga dall'Egitto. In questa occasione si racconta che Dio aprì le acque di fronte agli Ebrei per poi richiuderle nel momento in cui lo attraversavano le truppe egizie che inseguivano gli Ebrei. Oggi il mar Rosso è particolarmente importante in quanto consente l'accesso al canale di Suez di enorme importanza strategica e commerciale. Sul mar Rosso si affacciano alcune importanti località di villeggiatura egiziane , (Sharm el Sheikh, Hurgada) che ospitano ogni anno moltissimi turisti, soprattutto europei. Importanti geopoliticamente anche il porto di Eliat che costituisce l'unico sbocco su questo mare di Israele e il territorio dell'Eritrea che impedisce l'accesso al mare all'Etiopia. Categoria:Asia Categoria:Africa Categoria:Bibbia ebraica Categoria:Antico Testamento

Oceano


- Oceano - Titano, figura della mitologia greca.
- Oceano - Vasta estensione marina.
  - Oceano Atlantico
  - Oceano Indiano
  - Oceano Pacifico
- Oceano - Nome proprio di persona italiano maschile.

Cinema


- Oceano film del 1933
- Oceano film del 1971

Olea europaea


- O.europaea subsp. cerasiformis
- O.europaea subsp. cuspidata
- O.europaea subsp. europaea
- O.europaea subsp. guanchica
- O.europaea subsp. laperrinei
- O.europaea subsp. maroccana L'olivo (Olea europaea L.) è una pianta da frutto. Produce le olive che vengono impiegate per la produzione di olio.

Origini, storia e tradizioni

L'olivo è una pianta originaria del Medioriente. che è stata utilizzata fin dall'antichità per l'alimentazione. Le olive in natura sono molto amare, per renderle commestibili è necessario sottoporle a trattamenti specifici: ad esempio la fermentazione naturale, oppure metodi artificiali (lye, brine).

L'olivo oggi

Inizialmente coltivato quasi esclusivamente nei paesi mediterranei (dove l'inverno è mite e l'estate calda), negli ultimi anni è stato impiantato con successo anche in altri paesi dal clima analogo, come California, Australia, Argentina e Sud Africa. In Italia la zona di coltivazione è molto ampia: le uniche zone dove non è presente sono le montagne e la Pianura padana, zone con temperture invernali troppo basse o presenza di nebbia e galaverna. Alcuni olivi si trovano fino a Bolzano e a Merano. L'area dove prduce frutti di qualità è più ristretta e si riduce in pratica all'Italia centromeridionale (Toscana e Liguria comprese) e alla zona dei laghi di Lombardia e Veneto. I paesi principali produttori di olio d'oliva sono l'Italia,(Umbria,Puglia, Calabria, Sicilia, Lazio, Abruzzo, Campania, Toscana, Liguria) la Spagna, la Grecia, la Turchia, il Portogallo e i paesi del Mediterraneo di Asia e Africa

Descrizione botanica

L'olivo appartiene alla famiglia delle Oleaceae. La pianta comincia a fruttificare verso il 6°-8° anno, inizia la piena produttività verso il 20°-30° anno; la maturità è raggiunta dopo i 50 anni. È una pianta longeva: in condizioni climatiche favorevoli un olivo può vivere anche mille anni. Le radici, per lo più di tipo avventizio, sono molto superficiali ed espanse, in genere non si spingono mai oltre i 60-100 cm di profondità. La chioma ha una forma conica, il fusto è cilindrico e contorto, di colore grigio scuro, il legno è molto duro e pesante. È una pianta sempreverde, la cui attività è pressoché continua con attenuazione nel periodo invernale. Le foglie sono coriacee, semplici, intere, lanceolate, con picciolo corto e lembo ricurvo verso il basso. Le gemme sono per lo più di tipo ascellare. Il fiore è ermafrodito, piccolo, con calice di 4 sepali e corolla di petali bianchi. I fiori sono raggruppati in 10/15 che formano un infiorescenza a grappolo chiamata mignola. La mignolatura ha inizio verso marzo-aprile. La fioritura vera e propria avviene dalla fine di maggio alla prima decade di giugno. Il frutto è una drupa.

Principali cultivar

Le cultivar si classificano i tre classi:
- Cultivar da olio
- Cultivar da mensa
- Cultivar a duplice attitudine Le cultivar da olio sono caratterizzate da un elevato contenuto in lipidi e da una buona resa in olio, il frutto è di dimensioni medie o piccole. Le cultivar da mensa invece hanno minor resa in olio ma sono più grandi e vengono vendute per l'uso diretto. Nel solo Mediterraneo ci sono più di 1000 tipi di olivi. In base al clima e alla qualità del suolo l'olivi si sono sviluppati in maniera differente centinaia anni, alcuni tipi di olivo sono limitati a singoli paesi , zone e, circoscritte a volte per alcuni chilometri. Una grande molteplicità di razze olivicole è presente in Italia, dove solo tra la Sicilia e la Liguria ci sono 80 differenti tipi. I tipi principali italiani sono il "Leccino", "Frantoiano" e "Carolea".

Ambiente

L'olivo è una pianta che predilige i climi temperati-caldi, con inverni miti, precipitazioni non abbondanti ed umidità moderata. L'olivo è caratterizzato anche da una elevata esigenza di illuminazione, fattore da tenere in considerazione nella scelta della forma di allevamento e nella potatura di produzione. Il forte vento e l'eccessiva piovosità sono dannosi. I freddi invernali possono danneggiare la pianta già a temperature di -7°C Per il terreno è una pianta poco esigente e con larga adattabilità. Predilige terreni sciolti o di medio impasto, freschi e ben drenati, anche calcarei.

Impianto

La procedura per fare l' impianto dell'oliveto consiste nello scegliere la zona, si fa il livellamento e spietramento, scasso a 80 cm, affinamento di fondo, concimazione, approntamento della rete scolante, tracciamento dei sesti e picchettamento, messa a dimora manuale o con trapiantatrici semiautomatiche. I sesti d'impianto dipendono dalle condizioni pedoclimatiche, dalle cv. scelte, dalla forma d'allevamento e dalla tecnica colturale. Nei nuovi impianti si preferisce usare un sesto che va dal 5x5 al 7x7 massimo. Nella procedura d'impianto si usa la trivella larga (40 cm) per scavare il terreno e scendere fino a 40-50 cm di profondità, si mette la piantina lasciando la zolla fuori qualche cm, si copre con terra e si innaffia per chiudere i vuoti d'aria. Prima di mettere la zolla nella buca si mette del concime ternario e si ricopre con almeno 5 cm di terra fine per non fare bruciare le radici dal concime. La cosa più importante da fare è quella di irrigare abbondantemente la pianta per i primi 2-3 anni in quanto le radici non sono molto espanse. Si può piantare sempre tranne in inverno ed è consigliato in autunno.

Forme d'allevamento

Le forme d'allevamento più usate sono: globo, vaso, ipsilon, palmetta, siepone, monocono. La più usata e la migliore è quella a vaso. Nella pianta si lasciano tre branche principali a 120° di distanza l'una dall'altra in modo da formare una buona aerazione interna.

Irrigazione

L'olivo è una pianta che ha poca esigenza di acqua, ma carenze idriche prolungate possono provocare gravi danni alle piante di olivo come cascola e bassa produzione. Un razionale apporto idrico presenta molti benefici fra cui:
- Accelerare la formazione della pianta, che entra prima in produzione;
- Aumento della produzione (fino al 20-40%);
- Migliore costanza produttiva, ostacolando l'alternanza. I metodi irrigui consigliati sono quelli a microportata, spruzzo e goccia, con funzionamento continuo da aprile a settembre, in turni di 2-3 giorni o anche giornalieri. Categoria:Agricoltura Categoria:Oleaceae ja:オリーブ ko:올리브

Agrumi

Con il termine agrumi si comprendono alcune piante appartenenti alla sottofamiglia Aurantioideae (famiglia delle Rutaceae) di cui fanno parte i seguenti generi:
- Citrus (arance, limone, pompelmo, mandarino, clementina, bergamotto, chinotto, combava...)
- Fortunella (Kumquat)
- Poncirus L'Italia (soprattutto la Sicilia) occupa un posto di rilievo nella produzione mondiale degli agrumi, con una quota attorno al 5% (paragonabile alla produzione giapponese e spagnola, ma molto inferiore a quella del Brasile e degli Stati Uniti che producono rispettivamente il 25% e 20%). In Italia la produzione di agrumi (arance, limoni, mandarini, clementina, bergamotto, chinotto) si concentra nelle regioni meridionali, con la Sicilia in prima fila (circa i due terzi della produzione nazionale), seguita dalla Calabria (circa un quarto) e a distanza da Campania, Puglia, Basilicata, Sardegna e altre regioni. Una curiosità sono i limoni del Lago di Garda, per via della loro latitudine (quasi 46°), nelle Alpi.

Voci correlate


- Specie di Citrus
- specie botaniche in Italia
- Citrus ("Origini e diffusione" e "Le specie") Categoria:Alimenti Categoria:Dicotiledoni



Storia di Roma

La storia di Roma è antica e complessa. La parte qui delineata si occupa principalmente delle origini della città, dello sviluppo della Repubblica romana, della nascita e declino dell'Impero romano. =Preistoria= Le prime tracce di insediamenti risalgono alla cultura dell'uomo di Neanderthal.
Seguì un periodo di stasi, che solo nell'età del ferro sfociò in una nuova colonizzazione della regione. Questa non sembra potersi riferire a genti autoctone, ma a migrazioni di genti di stirpe indo-europea, i Latini.
La migrazione del gruppo latino-falisco fu antecedente a quella del gruppo umbro-sabello, di cui facevano parte i sanniti, anch'esso di origine indo-europea; sembra comunque che entrambe furono determinate dal successivo arrivo degli illirici nelle rispettive zone d'origine. =Storia antica=

Insediamenti latino-falisco

I primi stanziamenti della zona del Lazio da parte della popolazione indoeuropea dei Latini risalgono all'età del ferro, una colonizzazione successiva all'arrivo nelle loro zone d'origine delle popolazioni illiriche. All'inizio i Latini occupavano solo una piccola zona, detta "Latius vetus", e vicino vivevano molte popolazioni, di cui la più influente era quella degli Etruschi. I primi accampamenti sorsero sul colle Palatino attorno al X secolo A.C. ma presto si allargarono alle aree circonvicine. La primitiva scelta fu probabilmente dettata dalla più agevole possibilità di guado del fiume Tevere ma, successivamente, essa si rivelò preziosa in funzione della buona posizione lungo le rotte commerciali dell'epoca. Quando iniziò la fase "storica" delle popolazioni stanziate nella penisola, mentre i falisci occupavano la valle del Tevere tra i monti Cimini e i Sabatini, i latini occupavano solo una piccola zona, detta "latius vetus", che andava dalla riva destra della parte finale del Tevere, ai Colli Albani fino alla costa del Mar Tirreno.
Il loro terriotorio confinava con quello di influenza di diverse altre popolazioni, la più importante delle quali era sicuramente quella degli Etruschi la cui zona d'influenza iniziava sin dalla riva settentrionale del Tevere.
I volsci, di origine osca, occupavano la parte meridionale del Lazio e i monti Lepini; gli Aurunci la costa tirrenica a cavallo dell'attuale confine tra Lazio e Campania; a nord, sull'Appennino, si trovavano i sabini; a est gli Equi. Nella valle del Trero, gli ernici controllavano la via commerciale per la Campania e tra Ardea ed Anzio erano stanziati i Rutuli.
I primi accampamenti della futura Roma sorsero sul Palatino (X secolo a.C.) e successivamente sull'Esquilino e sul Quirinale. La località scelta non era certamente la più salubre; la zona era coperta da paludi e stagni, per cui anche se coltivabile per l'ampia disonibilità di acqua, probabilmente fu scelta in forza della sua posizione in prossimità dell'isola Tiberina.
L'isola che era il guado più agevole per traversare il fiume, era diventato il punto di intersezione di due importanti direttrici commerciali; una che andava dalla costa alle zone interne della Sabina utilizzata per il commercio del sale che in antichità rappresentava un'alimento fondamentale per la vita degli uomini ed un'altra che andava dall'Etruria fino alla Campania delle città greche utilizzata per gli scambi commerciali tra queste due popolazioni. Controllare l'isola significava controllare i traffici che vi si svolgevano e molto probabilemente da qui deriva l'importanza di Roma ai suoi albori.

Fondazione della città

Campania Inizia così il periodo della Roma quadrata, così detta per la forma quadrata del Palatino, anche se non si può ancora parlare di una vera e propria città.
Lo sviluppo dell'insediamento inizia con la dominazione etrusca. Si ritiene che Roma sia nata dall'associazione delle tribù della zona (e dall'unione dei villaggi che occupavano le cime dei colli) intorno all'VIII sec. a.C.; la tradizione maggiormente condivisa - e ripresa anche da Marco Terenzio Varrone (che con il suo De lingua latina gettò le basi per lo studio linguistico del popolo latino) - vuole che sia stata fondata da Romolo e Remo il 21 aprile del 753 AC; di parere contrario si dice Quinto Ennio il quale nei suoi Annales colloca la fondazione nell'875, mentre Fabio Pittore (che nel III secolo AC prese parte alla Seconda Guerra Punica), si riavvicina alle posizioni di Varrone individuandola nell'anno 748. 748 A dimostrazione che individuare la data esatta della nascita di Roma non è stato mai compito facile per gli storiografi, va detto poi che Lucio Cincio Alimento (autore di scritti in forma di Annali) e lo storico greco Timeo di Tauromenio (vissuto circa trecento anni prima di Cristo) vedono rispettivamente nel 729 nel 814 la fondazione di quella che sarà la città eterna (per Timeo, quindi, pressoché contemporanea a quella di Cartagine). Tutto quello che storicamente si può dire è che la città fu opera etrusca. Lo stesso nome è etrusco (Ruma), da questo può essere dedotto il nome di chi fortificò unitariamente le alture, dando una salda organizzazione interna alle varie tribù, probabilmente un certo Romulius (che diventerà Romolo), in corrispondenza, forse, di una gens romana, i Romilii. Romolo sarà il primo re di Roma e a lui faranno seguito altri sei monarchi, anch'essi probabilmente di origine Etrusca. Ad ogni sovrano viene generalmente attribuito un particolare contributo nella nascita e nello sviluppo delle istituzioni romane e dello sviluppo socio-politico dell'urbe: Romolo viene ricordato come il fondatore della città, a cui diede le principali istituzioni civili e il Senato, Numa Pompilio creò la principali istituzioni religiose (tra cui il tempio di Giano, il culto delle vestali, la carica di pontefice massimo - pontifex maximus - la suddivisione dell'anno in dodici mesi con, precisamente regolamentate, tutte le feste e le celebrazioni religiose), Tullo Ostilio, sconfiggendo i sabini e conquistando Alba Longa, iniziò l'espansione territoriale nel Lazio, ad Anco Marzio si deve la fondazione del porto di Roma per eccellenza, Ostia, Tarquinio Prisco eresse il Tempio di Giove e costruì la cloaca massima, Servio Tullio divise in cinque classi di censo la popolazione cittadina e costruì la prima cinta muraria (le mura serviane di cui è possibile osservare dei piccoli resti all'interno del Forum Termini); l'ultimo di questi fu Tarquinio il Superbo che, a causa dei suoi atteggiamenti arroganti e del disprezzo verso i suoi concittadini e verso le istituzioni romane, sarà cacciato dal popolo nel 509 AC. La cacciata dell'ultimo re di Roma, coincide con un periodo di forte declino per gli Etruschi: essi infatti, espandendosi a sud, vennero a contatto con i Greci. Dopo un iniziale conflitto con i coloni, cominciò la decadenza. Roma riuscì così, evidentemente, a liberarsi dal giogo etrusco, con la cacciata di Tarquinio il Superbo. In ogni caso, gli Etruschi lasciarono un'influenza durevole su Roma. I romani impararono a costruire templi, e venne introdotto il culto di una triade di dei (Giunone, Minerva e Giove) dagli dei Etruschi: Uni, Menrva e Tinia. Trasformarono Roma da una comunità di pastori in una città. Fecero anche da tramite nel passare elementi presi dalla cultura Greca, come la versione occidentale dell'alfabeto greco.

Organizzazione sociale

Il fulcro dell'organizzazione sociale era costituito dalla famiglia , che non era fondata solo sulle relazioni di sangue, ma anche da un rapporto giuridico di patria potestas. Il capo era il pater familias, cui facevano capo i figli, la moglie, le figlie, i nipoti, le mogli dei figli, gli schiavi, i liberti e i clienti.
Le varie famiglie, in funzione dei vincoli di sangue, costituivano le gentes. Il diritto romano riconosceva solo queste genti come dotati di personalità giuridica. Ben presto Roma si riempi di altre persone, che non erano schiavi e nemmeno appartenevano alle gentes: non erano patrizi e quindi vennero chiamati plebei. I plebei erano uomini liberi, ma giuridicamente non esistevano, quindi non potevano compiere alcun negozio giuridico. Da qui nasce l'istituzione della clientela: il plebeo si raccomandava ad un patrizio ed entrava a far parte della sua famiglia (in senso giuridico), mediante la mediazione del patrizio poteva compiere atti giuridici. Tutto ciò che possedeva, lo doveva alla gens gentilizia, non gli era permesso fondare a sua volta una gens. L'autorità del pater familias all'interno della famiglia stessa era illimitata, sia nel diritto civile che in quello penale. L'autorità del re era circoscritta ai compiti militari, alla politica estera e a dirimere le controversie fra le gentes. La primitiva divisione del popolo di Roma era in tre tribù (Ramnenses, Titientes, Luceres), con lo scopo principe legato al reclutamento militare, con la primitiva divisione centuriata.
I re tentarono di indebolire il potere del patriziato, con lo scopo di riconoscere gentes di origine straniera, le cosiddette genti minori.

Repubblica romana

Dopo il 500 AC, Roma si unì alle altre città latine in una difesa comune contro le incursioni dei Sabini, mentre intanto, entro il 400 AC il potere etrusco veniva limitato ai confini dell'Etruria. Roma cominciava ad emergere come la città dominante del Lazio, ma nel 387 AC (o 390?) venne saccheggiata dagli invasori Galli guidati da Brenno che con successo avevano già invaso l'Etruria. Successivamente, e durante tutta l'età repubblicana Roma, prese l'offensiva e condusse una lunga serie di guerre: conquistò l'Etruria, si impadronì di territori dei Galli a nord, e respinse gli altri latini e le popolazioni sannite a sud. Nel 290 AC più della metà della penisola italiana era controllata da Roma. Nel III secolo AC anche le poleis greche vennero portate sotto il suo controllo. Le guerre contro le diverse popolazioni italiane, contro i galli, i cartaginesi e i macedoni, porteranno a consolidare il dominio sull'Italia e a iniziare l'espansione in Spagna e in Macedonia. Data simbolo di questa espansione nel Mediterraneo è il 146 AC, anno in cui, dopo un assedio durato tre anni e altrettante guerre combattute nell'arco di più di un secolo contro Roma, cade definitivamente Cartagine, la quale viene completamente rasa al suolo e cosparsa di sale dalle truppe romane comandate da Publio Cornelio Scipione Emiliano; viene conquistata e distrutta anche Corinto, città simbolo della resistenza greca alla politica di espansione romana; con queste due grandi vittorie, Roma abbandona il ruolo di potenza regionale nel Mediterraneo Occidentale per assurgere a superpotenza incontrastata di tutto il bacino, il quale d'ora in poi, non a caso, verrà rinominato mare nostrum. Le classi dirigenti si aprono all'influenza della cultura greca e vengono importate opere d'arte e di artigianato artistico in gran numero dalla Grecia e dalle province orientali di cultura ellenistica. I problemi connessi ad una espansione così grande e repentina che la Repubblica dovette affrontare furono enormi e di vario genere: le istituzioni romane erano fino ad allora concepite per amministrare un piccolo stato; adesso le province (paragonabili alle colonie degli stati moderni, da non confondere con le colonie romane propriamente dette, le quali erano stanziamenti di cittadini romani a pieno titolo, cives optimo iure in territori extracittadini soggetti all'amministrazione e organizzazione diretta dello stato romano) si stendevano dall'Iberia, all'Africa, alla Grecia, all'Asia. Le continue guerre in patria e all'estero, inoltre, immisero sul "mercato" una quantità enorme di schiavi, i quali vennero usualmente impiegati nelle aziende agricole dei patrizi romani, con ripercussioni tremende nel tessuto sociale romano. Infatti la piccola proprietà terriera andò rapidamente in crisi a causa della maggior competitività dei latifondi schiavistici (che ovviamente producevano praticamente a costo zero), ciò provocò da una parte la concentrazione dei terreni coltivabili in poche mani e una grande quantità di merci a buon mercato, dall'altra generò la nascita del cosiddetto sottoproletariato urbano: tutte quelle famiglie costrette a lasciare le campagne si rifugiarono nell'urbe, dove non avevano un lavoro, una casa e di che sfamarsi dando origine a pericolose tensioni sociali abilmente sfruttate dai politici più scaltri. Anche la struttura originale della famiglia, delle relazioni sociali e della cultura romana subirono profondi sconvolgimenti : il contatto con la superiore civiltà greca e l'arrivo nella città di moltissimi schiavi ellenici (in molti casi più colti e istruiti dei loro stessi padroni!) generò nel popolo romano, specialmente tra la classe dirigente, sentimenti e passioni ambivalenti: da una parte si desiderava (e alla fine in buona parte ci si riuscirà) a svecchiare, rinnovare "sprovincializzare" i costumi rurali romani -mos maiorum- introducendo usanze e conoscenze provenienti dall'Oriente. Questo comportamento farà sì effettivamente che il livello culturale dei romani, almeno dei patrizi, crebbe significativamente -basta pensare all'introduzione della filosofia, della retorica, della letteratura e scienza greca- ma ciò generò indubbiamente anche una decadenza dei valori morali, testimoniata dalla diffusione di costumi e abitudini perfino oggi moralmente discutibili. Tutto ciò naturalmente non accadde senza provocare una strenua opposizione e resistenza da parte degli ambienti più conservatori, reazionari e anche retrivi della comunità romana. Costoro si scagliarono contro le culture extraromane, tacciate di corruzione dei costumi, di indecenza, di immoralità, di sacrilegio nei confronti delle abitudini religiose romane. Questi due opposti schieramenti furono ben rappresentati da due gruppi di potere di eguale importanza ma di radicalmente opposta visione: il circolo culturale degli Scipioni, che diede a Roma alcuni tra i più dotati comandanti militari della storia (l'Africano su tutti), e il circolo di Catone, il quale lottò accanitamente contro l'ellenizzazione del modo di vivere romano con una tenacia e un vigore che diventarono leggendarie (o famigerate a seconda dei punti di vista), tutto a favore del ripristino del più antico, genuino ed originale mos maiorum, quell'insieme di costumi e usanze tipiche della Roma arcaica che, secondo Catone, avevano permesso al popolo romano di rimanere unito di fronte alle avversità, di sconfiggere ogni sorta di nemico, di piegare il mondo al proprio volere. Questo scontro tra nuovo e antico, come è facile immaginare, non si placò fino alla fine della repubblica, anzi possiamo dire che questo scontro tra "conservatorismo" e "progressismo" (termini da usare, quando si discute di vicende romane, con molta accortezza, infatti parlare di ideologia progressista in senso moderno nella società romana, una società, al di là di ogni romanticismo, basata sullo schiavismo di massa, sulla romanizzazione anche forzata dei popoli, sull'autoritarismo, sulla repressione e su un atteggiamento intollerante e a volte anche feroce su chiunque osasse mettere in discussione il potere romano e le sue leggi, è a dir poco fuorviante) è stato presente in tutta la storia romana, anche nel periodo imperiale, a testimonianza di quale trauma deve essere stato la scoperta, il contatto e il confronto con civiltà al di fuori dei brulli paesaggi laziali. La piccola proprietà terriera messa in crisi dalle aziende agricole patrizie (che sfruttano il lavoro degli schiavi), e le nuove influenze culturali provocano forti tensioni sociali all'interno della società romana. Nel I secolo AC la Repubblica inizia a scricchiolare, si affermano forti poteri personali dei personaggi più influenti che, facendosi interpreti dei bisogni delle masse meno favorite o della necessità di mantenere il controllo nelle mani delle principali e più ricche gentes, porteranno alla guerra civile. La Repubblica dovrà affrontare anche una rivolta degli schiavi capeggiata da Spartaco. Arriveranno altre conquiste, la Gallia e la Britannia da parte di Giulio Cesare, ma i romani arriveranno fino in Siria ed in Armenia.

Il Principato

Armenia]] La tesi secondo cui il dominio di Roma ormai si estenda su un territorio troppo vasto e sia troppo complicato per le strutture della Repubblica gestirlo, provocando la nascita del Principato è ampiamente superata. Le ragioni dell'ascesa di un modello di governo centrale su base sempre più spiccatamente personale si devono ricercare nel declino del governo senatoriale della Repubblica Romana, il cui primo atto va riallacciato alla figura emblematica di Scipione Emiliano. La diffusione di un sempre più marcato senso individualistico a Roma ha sicuramente traccia della diffusione di effigi monetali ritraenti non più solo il più rappresentativo degli antenati del magistrato in carica, ma spesso il magistrato medesimo. Questo processo si manifesta in concomitanza con la penetrazione dei valori della civiltà ellenistica, favorita indubbiamente dalla conquista romana delle pòleis elleniche sulle coste della Magna Grecia (Italia meridionale) e della Sicilia, e sospinta dalla conquista romana della Macedonia, della Grecia moderna e di gran parte del mondo ellenistico, ad eccezione dell'Egitto dominato dalla dinastia Lagide, posto comunque sotto un sempre più pressante protettorato. Il ricorso sempre più assiduo al mandato dittatoriale incominciato con Gaio Mario stravolge la portata costituzionale della magistratura dittatoriale, prevista dall'ordinamento repubblicano, fino all'esito della dittatura sillana, intesa come mandato a restaurare lo Stato romano in senso conservatore-oligarchico (a favore degli optimates) e non pervenuta ad un esito monarchico per l'esclusiva volontà di Silla. La dittatura cesariana (46-44 a.C.) riprende in pieno il modello sillano, seppur partendo da un campo politico opposto (quello dei populares, gli oligarchi più propensi ad usare la demagogia sul popolino, il vulgus, per assumere il potere) e formalizza il rifiuto di un esito monarchico naturale adducendo la ragione del rifiuto culturale della Romanità per l'istituto monarchico ufficiale. L'ascesa di Ottaviano (44-30), attraverso la partecipazione ad un istituto apertamente sovversivo come il "secondo" Triumvirato, si formalizza nel 27 a.C. nella rinuncia ai poteri dittatoriali ormai estesissimi in cambio di un cooptato riconoscimento senatoriale di un "bisogno dello Stato romano" ad una figura di guida e di ispirazione politica del governo: con l'appellativo di Augusto, Ottaviano inaugura quel particolare istituto costituzionale romano noto come Principato (erroneamente talvolta chiamato Impero per la presenza effettiva di imperatori, dimenticando che la carica di "imperator" è appellativo già repubblicano per il generale vittorioso, e che la creazione di un'amministrazione decentrata attraverso la creazione di provinciae risale al 237 a.C., col caso siculo). Per tutto il primo secolo continua l'accrescimento territoriale dell'impero, sotto le dinastie dei Giulio-Claudii, e dei Flavi. Sotto Traiano, con la conquista della Dacia e di nuovi territori in Oriente, l'impero raggiunge la sua massima espansione. Sotto la dinastia degli Antonini si ha un periodo di pace e prosperità, sebbene verso la fine comincia ad essere sempre più pressante il compito di difendere i confini dell'impero dalla pressione dei nemici esterni. La crisi del Principato, avviatasi già alla morte di Marco Aurelio, si concretizza nell'ascesa di Settimio Severo (193-211) e nella riforma dell'istituto del principato, ormai estraneo alle dinamiche dell'ambito senatoriale e dominato da quelle dell'esercito. La monarchia militare severiana (193-235), seppure ripesca talvolta la necessità di una legittimazione senatoria, prelude all'avvento del Dominato (285-641), dopo la fase assai dinamica dell'anarchia militare (235-285). 641] Dopo la dinastia dei Severi, per tutto il III secolo saranno le legioni a proclamare imperatori che spesso regnano solo per brevi periodi e sono perennemente impegnati nelle campagne militari. La crisi economica è anche crisi ideale e si diffonde il Cristianesimo, in parte combattuto ed in parte tollerato. Con la Tetrarchia voluta da Diocleziano inizia la divisione dell'impero e vengono sviluppate profonde riforme nel tentativo di fissare lo status quo. Roma perde il suo ruolo di sede imperiali a favore di metropoli più vicine alle frontiere da difendere. Viene fondata da Costantino sul sito della città di Bisanzio la "Nuova Roma", Costantinopoli. La progressiva adozione della religione cristiana (che di converso si istituzionalizza a contatto con lo Stato romano, assumendone tratti organizzativi e alcuni modelli iconografici) avviata da Costantino (306-337), si conclude, dopo periodi di oscillazione tra scelte protoereticali (Costanzo II,337-361) e tentativi di restaurazione dei culti tradizionali, mediante l'org