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Maryland
Il Maryland è uno stato degli USA, che si trova sull'Oceano Atlantico. È uno degli stati del South Atlantic, anche se spesso viene considerato parte del Middle Atlantic e, a volte, del Northeast. La sua sigla postale è MD, quella dell'Associated Press Md.
Il Maryland fu una delle tredici colonie che si ribellarono al governo britannico, dando inizio alla rivoluzione americana.
Storia
Nel 1632, il cattolico George Calvert, primo barone Baltimore, richiese al re d'Inghilterra Carlo I la patente a creare la Provincia del Maryland. La Carta venne concessa, nominando il Baltimore "assoluto signore ed unico proprietario" della Colonia del Maryland, col diritto di farsi rappresentare da un Conte palatino. George Calvert morì nell'aprile di quell'anno, ma la patente venne rinnovata in capo al figlio, Cecilius, secondo barone Baltimore, il 20 giugno dello stesso 1632. Il nome della nuova colonia (in latino, Terra Mariae) venne scelto non tanto in onore della Vergine Maria - come a volte si dice - bensì in quello della regina Henrietta Maria, consorte di Carlo I.
La colonia venne, infine, fondata il 25 marzo 1634, da un gruppo di circa duecento persone, guidate da Leonard Calvert, fratello di Cecilius.
La nuova colonia, il cui primo governatore fu proprio Leonard Calvert, divenne una delle poche aree del Nord America britannico in cui i cattolici fossero in maggioranza. Il Maryland, con l'Atto di Tolleranza del 1649, fu uno dei primi paesi al mondo a consentire in maniera esplicita la libertà religiosa, sebbene unicamente alle varie confessioni cristiane che riconoscessero la Trinità. Gli ebrei e gli unitari vennero ammessi nei pieni diritti politici solo nel 1826. L' Atto di tolleranza è anche stato visto come una delle matrici su cui verrà elaborato il primo emendamento della costituzione americana, che garantisce, tra l'altro, la libertà religiosa.
St. Mary's City, il più ampio insediamento originario, fu la capitale della colonia fino al 1708. Quando la Virginia rese obbligatorio il culto anglicano, molti Puritani emigrarono da lì al Maryland, dove gli fu concesso il terreno per un insediamento, Provvidence (l'odierna Annapolis). Nel 1650, i puritani si ribellarono al governo dei Calvert e presero il potere, mettendo fuori legge cattolici ed anglicani. Durante il governo rivoluzionario dei puritani, la persecuzione dei cattolici portò alla distruzione di tutte le chiese cattoliche del Maryland meridionale.
Nel 1658 i Calvert ripresero il controllo della colonia, ripristinando l'atto di tolleranza.
Nel 1708 la capitale della colonia fu spostata a Provvidence, ribattezzata Annapolis in onore della regina Anna. Di St. Mary's City, rimangono oggi solo resti archeologici.
La regia patente, basandosi su una carta geografica approssimativa, aveva incluso nella nuova colonia i territori tra il fiume Potomac ed il quarantesimo parallelo. Philadelphia, la maggiore città della Pennsylvania, sarebbe così venuta a trovarsi nel Maryland. La famiglia Calvert si accordò così con la famiglia Penn, che controllava la Pennsylvania, per nominare due supervisori, Charles Mason e Jeremiah Dixon, di tracciare un nuovo confine tra le due colonie, che verrà appunto denominato linea Mason-Dixon. La Mason-Dixon, tracciata nel 1763, in seguito, dividerà gli stati schiavisti (a sud), da quelli non schiavisti (a nord).
ja:メリーランド州
ko:메릴랜드 주
ms:Maryland
simple:Maryland
Rivoluzione Americana
Per Guerra di indipendenza americana (o Rivoluzione americana) si intende l'insieme di eventi che per vent'anni, fra il 1763 e il 1783, vide su fronti opposti la Gran Bretagna e le sue tredici colonie dislocate sulla costa atlantica dell'America del Nord, a sud del Canada. Alla base del conflitto - che portò il 4 luglio 1776 alla dichiarazione di indipendenza e all'incarico a George Washington di costituire un esercito regolare - vi erano motivi di ordine economico, politico e militare.
Motivazioni della rivoluzione
Uno dei sostegni della prosperità dell'impero inglese era il commercio con le colonie nordamericane, dalle quali la madrepatria importava materie prime a basso costo e dove esportava manufatti, arricchiti da un alto contenuto di lavoro. Alle colonie era preclusa ogni prospettiva di sviluppo industriale autonomo. Una legge del 1750 vietava alle colonie di costruire laminatoi, fonderie, acciaierie e in generale fabbriche adibite alla siderurgia. Fra le tredici colonie atlantiche, sussistevano però anche profondi motivi di divisione. Le differenze di prospettiva nascevano da differenze strutturali. Da questo punto di vista, le colonie possono essere distinte in tre gruppi:
# nelle quattro colonie del Nord che costituivano la Nuova Inghilterra (New Hampshire, Massachusetts, Rhode lsland, Connecticut) prevalevano le attività commerciali e industriali: segherie, lavorazione del pesce conservato fornito dalla pesca molto abbondante, cantieri navali; qui la vita culturale e gli interessi politici erano particolarmente vivaci, sicché la Nuova Inghilterra ebbe un peso determinante nello svolgimento della storia americana.
# nelle quattro colonie del Centro (New York, Pennsylvania, New Jersey, Delaware) l'attività era molto varia: aziende contadine di modeste proporzioni, attività commerciali riguardanti soprattutto le pellicce; i coloni di origine inglese costituivano il gruppo più numeroso della popolazione, ma erano in minoranza rispetto agli Olandesi, Svedesi e Tedeschi presi nel loro complesso.
# nelle cinque colonie del Sud (Maryland, Virginia, Carolina del Nord, Carolina del Sud, Georgia), nettamente differenziate da quelle del Nord e del Centro, prevalevano le attività agricole: canna da zucchero, tabacco, riso e, più tardi, cotone, coltivati in grandi piantagioni con massiccio impiego di schiavi neri, erano le maggiori fonti di ricchezza del Sud.
Londra esigeva che i sudditi d'America contribuissero al pagamento delle spese dell'impero, ribadiva il monopolio e il divieto a uno sviluppo industriale autonomo delle colonie e si preoccupava, com'era ovvio, non tanto dei loro particolari interessi, quanto degli interessi globali dell'impero, ma né da una parte né dall'altra esisteva una aperta volontà di scontro. Se si giunse alla completa rottura fra le colonie e la madrepatria, alla dichiarazione d'indipendenza e alla guerra, è perché agivano ragioni profonde e oggettive da individuare come cause reali della rivoluzione americana però le colonie non si sarebbero potute sviluppare sino a diventare il primo nucleo degli Stati Uniti d'America, se fossero rimaste inquadrate e soffocate nell'organizzazione imperiale inglese.
Fin dal 1743, Benjamin Franklin aveva proposto d'inventariare le risorse agricole, minerali, industriali che la scienza avrebbe permesso di mettere a buon frutto. George Washington per quanto appartenente a una famiglia di ricchi proprietari di piantagioni della Virginia, aveva esperienza sufficiente per ragionare non nei termini provinciali del profondo Sud, ma secondo prospettive globali di sviluppo.
La guerra dei sette anni aveva posto fine alla dominazione francese sui territori americani, cosicché i coloni non avevano più quel bisogno di protezione che era stato uno dei principali motivi di attaccamento alla patria di origine. Ciò li rendeva più insofferenti dei privilegi che l'Inghilterra si era riservati, che risultavano tanto più odiosi in quanto la cultura illuministica diffusasi anche oltreoceano, denunciava l'assurdità delle restrizioni frapposte alla libertà di commercio.
La conclusione della guerra fu per i coloni un'amara delusione: essi si aspettavano che la Louisiana fosse aperta alla loro libera espansione, mentre una disposizione regia precluse immediatamente questa possibilità dichiarando che le terre di recente conquista appartenevano all'impero. A ciò si aggiunsero molteplici iniziative del Parlamento, intese, come abbiamo detto, a imporre anche ai coloni l'obbligo di contribuire alle spese dell'impero. Si trattava di imposte indirette su generi che, avevano per gli Americani un'importanza non trascurabile. Le dogane percepite dal governo inglese non erano sufficienti a pagare le spese dei corpi militari e dei funzionari stanziati in America. D'altra parte i coloni erano abituati a pagare soltanto le imposte locali. Nel 1765 il governo inglese volle estendere alle colonie una tassa del bollo, già in vigore nella madrepatria, per la quale ogni uso della carta, nei giornali, nei documenti commerciali, negli atti legali, eccetera, era sottoposto a un tributo, che veniva pagato mediante l'apposizione di un bollo. Poiché il consenso dei contribuenti nella determinazione delle imposte era uno dei cardini tradizionali della libertà inglese, i coloni si rifiutarono di ottemperare alla legge e posero l'alternativa o di poter inviare i propri rappresentanti in Parlamento, o di essere esonerati da ogni tassa non approvata dai loro rappresentanti.
Di fronte alla protesta dei coloni, la legge sul bollo fu abrogata, ma fu sostituita con una serie di imposte indirette su alcune merci (carta, vernici, piombo, tè), che le colonie importavano dall'Inghilterra. La portata economica di questi provvedimenti era molto limitata, ma con essi il Parlamento intendeva porre una questione di principio, facendo valere concretamente il suo diritto di tassare tutti i sudditi dell'impero. I coloni non accettarono l'impostazione del Parlamento e la questione di principio rimase irrisolta, nel 1770 le imposte indirette furono tutte abolite, salvo quella sul tè.
Le prime avvisaglie
Nel 1773 la Compagnia Britannica delle Indie Orientali ottenne dal Parlamento il diritto di vendere in esclusiva e mediante i suoi stessi agenti il tè ch'essa importava dalla Cina, tagliando fuori gli intermediari americani che avevano fino allora goduto di un ampio e fruttuoso giro di affari.
I commercianti americani di tè, sostenuti dall'opinione pubblica e dalle organizzazioni popolari dei Figli della libertà, organizzarono di rimando il boicottaggio delle merci inglesi.
Un boicottaggio che culminò in un episodio particolarmente clamoroso che scatenò la fase acuta del conflitto: lo scontro fra i coloni americani e le truppe britanniche, specialmente nelle strade della città di Boston (intorno a quella linea rossa - la red line - che ancor oggi ricorda quegli eventi), fu inevitabile.
La rivolta di quello che è ricordato come "Boston Tea Party" (dicembre 1773), ebbe inizio con l'assalto di un gruppo di coloni mascherati da indiani ad una nave della Compagnia alla fonda nel porto di Boston, carica di tè; intendevano protestare contro nuove gabelle ritenute ingiuste. Al grido di Niente tasse senza una rappresentanza politica una ventina di balle di tè furono gettate a mare. Il moto insurrezionale si concluse nel sangue, con la morte di una decina di civili, ma segnava un chiaro punto di svolta.
Il governo di Londra bloccò il porto dì Boston e tentò di privare il Massachusetts di ogni autonomia amministrativa inviando sul posto un gruppo di funzionari inglesi, nominati dal re. In tale situazione, già molto tesa, subentrò una nuova decisiva ragione di conflitto quando, nel 1774, il Parlamento approvò il Quebec Act (Legge di Quebec) che assicurava ai sudditi del Canada, di nazionalità francese e di recente acquisizione, la più ampia libertà religiosa e civile e assegnava al Canada tutti i territori a nord del fiume Ohio, nei quali i sudditi delle tredici vecchie colonie aspiravano ad espandersi.
Mitica cavalcata
Fra i molti eroi della Guerra di indipendenza Paul Revere è uno fra i più celebrati., Con una leggendaria cavalcata notturna si recò a Lexington ad avvisare i coloni insorti mettendoli in guardia sull'arrivo di un battaglione di soldati inglesi appena sbarcati nella zona di North Beach, vicino a Boston.
Il Quebec Act, subito definito intolerable Act (Legge intollerabile) accelerò il processo di ribellione ormai in corso. Nelle colonie meridionali i grandi proprietari terrieri, i mercanti, i ricchi professionisti consideravano il governo inglese come garante della conservazione sociale, ma, specie nel Nord, i lavoratori, il popolo minuto, i piccoli agricoltori e gli uomini di frontiera abbracciarono la tesi dell'indipendenza. Ciò nondimeno, un Congresso continentale riunitosi a Philadelphia nell'autunno del 1774, al quale parteciparono i delegati di tutte le colonie eccetto la Georgia, si limitò a rivendicare l'autonomia amministrativa dei coloni e votò il boicottaggio sistematico delle merci inglesi, da imporre con la forza anche a quegli Americani che non l'avessero praticato spontaneamente.
Di secessione, per il momento, non si parlava ancora, anzi Franklin, che si trovava in Inghilterra per tentare una ragionevole transazione, collaborava alla stesura di un progetto che prevedeva la costituzione di un impero federale, in cui i singoli paesi avrebbero goduto di larga autonomia pur rimanendo uniti nella persona del re. La tensione determinata dal boicottaggio costituiva un terreno propiziò al nascere di incidenti atti a far precipitare la situazione. Nell'aprile del 1775, in occasione di un ordine di confisca di armi impartito dal comandante militare britannico di Boston, si verificò a Lexington una sparatoria fra i patrioti americani e le truppe inglesi, dalla quale ebbe inizio la guerra civile.
Guerra d'indipendenza
Anche se nel maggio del 1776 gli insorti riuscirono a costringere gli Inglesi a sgomberare Boston, le loro truppe erano improvvisate e poco numerose, mancavano di equipaggiamento e di istruzione militare, inoltre una minoranza significativa della popolazione rimaneva fedele al governo di Londra, sicché la guerra non era rivolta solo contro un nemico esterno, ma assumeva anche il carattere di una guerra civile in senso stretto. La speranza dei coloni di ottenere l'appoggio delle popolazioni francesi del Canada fu delusa, ma l'opinione pubblica internazionale progressista appoggiava la causa dei ribelli. L'appoggio dell'opinione pubblica europea alla rivoluzione alimentò un certo flusso di volontari i quali, come il francese marchese di La Fayette, andavano a battersi per la libertà dei coloni, ma in seguito tale appoggio contribuì a facilitare l'intervento della Francia e di altri stati a fianco degli insorti, anche se i governi si muovevano per ben altri motivi che non quelli ideali.
Mentre Franklin sì recava in Francia per ottenere aiuti concreti, la responsabilità di organizzare i ribelli era affidata a George Washington. Nell'ottobre del 1777 una colonna inglese proveniente dal Canada, che procedeva lungo il fiume Hudson con l'intenzione di accerchiare e isolare gli Stati del Nord, fu battuta a Saratoga: tale successo non avrebbe potuto evitare la sconfitta finale cui gli insorti erano votati per la loro inferiorità di mezzi, ma divenne decisivo in quanto dimostrò che gli Americani erano abbastanza risoluti perché i governi europei se ne potessero fidare. La Francia, che da tempo li sosteneva con l'invio di armi, di munizioni e di danaro e che attendeva solo l'occasione propizia per vendicare la sconfitta subita nella guerra dei sette anni, si decise ad intervenire direttamente contro l'Inghilterra (febbraio 1778), seguita l'anno successivo anche dalla Spagna.
L'intervento della Francia mutò profondamente le sorti della guerra, che divampa ormai anche nel Mediterraneo, sulle coste dell'Africa e in India. Nel 1780 la situazione della Gran Bretagna divenne anche più pericolosa, perché non solo essa aveva dichiarato guerra all'Olanda che forniva il suo appoggio agli insorti, ma pretendeva di ispezionare le navi dei Paesi neutrali per accertare che essi non rifornissero gli Americani. Questo modo di procedere determinò la reazione di Caterina II di Russia, che rivendicò piena libertà di navigazione sui mari e promosse una Lega dei Neutri (1781) ostile all'Inghilterra. Alla Lega aderirono la Danimarca, la Svezia, la Prussia, l'Austria e il Portogallo.
In America: le truppe inglesi bloccate nella penisola di Yarktown dal corpo di spedizione francese e dall'esercito americano, dovettero capitolare (ottobre 1781). Gli Inglesi stipularono pertanto con gli Americani e con i loro alleati la Pace di Versailles (3 settembre del 1783) con la quale l'Inghilterra riconosceva la piena indipendenza degli Stati Uniti e restituiva alla Spagna Minorca e la Florida; la Francia recuperava alcune delle Antille, in America, e il Senegal, sulle coste dell'Africa occidentale.
Le conseguenze della rivoluzione americana
In Inghilterra, lo scacco subito costrinse Giorgio III a rinunciare al tentativo di far prevalere le prerogative della corona a scapito del Parlamento. Dopo che anche il Canada era riuscito ad ottenere dalla Gran Bretagna il diritto all'autogoverno, il processo di emancipazione - sospinto dall'esito della Rivoluzione Francese - si estese a macchia d'olio. Nell'America Latina, l'esempio statunitense e la presenza concreta degli Stati Uniti posero le premesse per il movimento indipendentistico che si sviluppò nei primi decenni dell'Ottocento. Nel 1810, con il coinvolgimento della Spagna nelle Guerre napoleoniche, le colonie spagnole nelle Americhe cominciarono anch'esse a lottare per l'indipendenza: nello stesso anno il Messico insorse contro la Spagna, riuscendo però ad ottenere l'indipendenza solo nel 1821. In Francia, la monarchia dei Borbone aveva contribuito ad innescare un processo di enormi proporzioni che l'avrebbe presto travolta. Non solo, infatti, le spese sostenute nella guerra accentuarono le difficoltà del bilancio francese, ma la rivoluzione americana, ispirata a principi democratici illuministici, aveva dato la prova concreta che la sovranità popolare e il diritto-dovere di resistere a un governo vessatorio non erano semplici utopie dei filosofi, ma potevano tradursi in realtà come di lì a poco avrebbe confermato la rivoluzione francese. Le tredici colonie della costa atlantica, conquistando l'indipendenza, prepararono il terreno per quell'esplosione produttiva del capitalismo che in un secolo e mezzo portò gli Stati Uniti ad affermarsi come la più grande potenza industriale e imperialistica del mondo.
Collegamenti esterni
- http://www.thefreedomtrail.org/ (in inglese)
Indipendenza americana
Categoria:Storia degli Stati Uniti
ja:アメリカ独立戦争
1632
Eventi
Nati
- 29 agosto - John Locke, filosofo († 1704)
- 31 ottobre - Jan Vermeer, pittore
Morti
- Giambattista Basile, poeta e novelliere italiano (n. 1575)
032
ko:1632년
Inghilterra
L'Inghilterra è la più vasta, più popolosa e più densamente popolata nazione del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord. È situata nella parte sud-orientale dell'Isola della Gran Bretagna.
Il nome Inghilterra deriva dagli Angli, una delle numerose popolazioni di origine germanica che vi si insediarono nel V e VI secolo.
Il capoluogo dell'Inghilterra è Londra.
Storia
Vedi articolo principale (e serie di articoli): Storia dell'Inghilterra
Geografia fisica
L'Inghilterra comprende la parte meridionale dell'isola della Gran Bretagna più le isole situate a sud della Gran Bretagna, fra cui l'isola di Wight.
Confina a nord con la Scozia, a ovest con il Galles e il Mare d'Irlanda, a est con il Mare del Nord e a sud con il canale della Manica. È collegata al continente europeo tramite il tunnel sotto la Manica.
Il territorio è per lo più collinare, a nord vi si trovano alcune aree montuose. La linea di demarcazione fra le due aree è nota come Tees-Exe line. Nella parte orientale del paese si trova una zona pianeggiante le cui paludi sono state bonificate per consentirne la coltivazione.
Le città più grandi sono: Londra, Birmingham, Leeds, Sheffield, Liverpool, e Manchester.
I fiumi principali sono:
- Tamigi
- Severn
- Trent
- Humber
- Yorkshire Ouse
- Tyne
- Mersey
- Dee
- Avon
Geografia umana
L'Inghilterra, con i suoi 49 milioni di abitanti, non è solo la più popolosa ma anche la nazione con più gruppi etnici: un decimo circa della popolazione appartiene a etnie diverse da quella britannica.
Le ondate di immigrazione sono state molte, a partire dai Celti intorno al 600 AC. I Romani con le loro legioni composte da soldati di molte etnie giunsero tra il 50 AC e il 300 DC; Seguirono nel periodo 350–550 gli Angli, i Sassoni e gli Iuti; nel periodo 800–900, i Vichinghi e i Danesi; nel 1066, i Normanni; nel 1650–1750, rifugiati dall'Europa continentale ed Ugonotti; tra il 1880 e il 1940, molti Ebrei; negli anni 1950–1985, persone originarie dell'area Caraibica, dell'Africa e dell'Asia; dal 1985 ci sono state ondate di abitanti est europei e rifugiati Curdi.
La prosperità della nazione ha anche attirato flussi di immigrazione dalle vicine Scozia e Irlanda.
Politica
La sede del governo si trova a Londra, anche se tecnicamente la città è la capitale di Inghilterra e Galles. Contrariamente alla Scozia, al Galles (entrambe a partire dal 1999) e all'Irlanda del Nord, l'Inghilterra non ha un governo e un parlamento propri: le funzioni di governo sono esercitate da parlamento e governo del Regno Unito. Nelle decisioni riguardanti la sola Inghilterra i rappresentanti delle altre parti del regno si astengono.
Suddivisione amministrativa
L'Inghilterra è suddivisa in 9 regioni tra le quali l'area di "Greater London", escludendo quest'ultima le 8 regioni sono divise in 35 contee (counties) e 6 contee metropolitane (Metropolitan counties).
Le 35 contee sono ulteriormente suddivise in 283 distretti non-urbani (Non-Metropolitan districts).
Le 6 aree metropolitane, che dal 1986 non hanno organi amministrativi e consigli di governo, sono suddivise in 36 distretti metropolitani (Metropolitan districts). Contando anche i 32 distretti londinesi (boroughs) e la città di Londra (City of London, che ha status a parte) si ha un totale di 353 distretti, 354 con l'Isola di Wight.
Le regioni sono:
Voci correlate
- Gran Bretagna
- Regno Unito
Collegamenti esterni
- [http://www.enjoyengland.com/ Turismo in Inghilterra - Enjoy England]
- [http://www.thecep.org.uk/ Campagna per un parlamento inglese]
categoria:Regno Unito
ja:イングランド
ko:잉글랜드
ms:England
simple:England
th:แคว้นอังกฤษ
zh-min-nan:England
Carlo I
Il nome Carlo I viene usato per riferirsi a diversi personaggi storici:
- Re:
- Carlo I d'Inghilterra, Scozia e Irlanda
- Carlo I di Francia (detto Carlo il Calvo)
- Carlo I di Spagna (noto anche come Carlo V del Sacro Romano Impero)
- Carlo I di Romania
- Carlo I d'Angiò, Re di Napoli e di Sicilia
- altri:
- Carlo I, Duca di Borbone
- Carlo I, Duca di Lorena
- Carlo I, Imperatore d'Austria (noto anche come Carlo IV d'Ungheria)
ja:シャルル1世
1632
Eventi
Nati
- 29 agosto - John Locke, filosofo († 1704)
- 31 ottobre - Jan Vermeer, pittore
Morti
- Giambattista Basile, poeta e novelliere italiano (n. 1575)
032
ko:1632년
1634
Eventi
Nati
- Francesco Nau detto l'Olonese, pirata francese († 1671)
Morti
034
ko:1634년
Nord America
L'America settentrionale o America del Nord è un continente dell'emisfero settentrionale della Terra, situato ad est dell'Oceano Pacifico, ad ovest dell'Oceano Atlantico, a sud dell'Mare Glaciale Artico ed a nord dell'America meridionale. Rappresenta la porzione settentrionale delle Americhe.
Su questo continente si trovano tre grandi paesi:
- Canada (Ottawa)
- alla quale appartengono alcuni grandi isole quali Vancouver Island e Queen Charlotte Islands ad ovest, Prince Edward Island, Newfoundland e Cape Breton Island ad est e Ellesmere Island, Baffin Island, e Victoria Island a nord.
- Messico (Città del Messico)
- Stati Uniti d'America (Washington D.C.)
- che include le Isole Aleutine e l'Alaska.
La Groenlandia, l'isola più grande al modo, è considerata parte del Nord America ed è situata all'estremo nord, ad est del Canada. È un territorio autonomo della Danimarca. Sempre al largo delle coste del Canada si trova Saint-Pierre e Miquelon, l'ultimo dei vasti possedimenti della Francia in Nord America.
All'estremo sud del continente, in un'area ridotta indicata come America Centrale si trovano i seguenti paesi:
- Belize
- Costa Rica
- El Salvador
- Guatemala
- Honduras
- Nicaragua
- Panamá
Nei Caraibi vi sono un certo numero di isole, tra le quali:
- Stati indipendenti
- Antigua e Barbuda (St. John's)
- Bahama (Nassau)
- Barbados (Bridgetown)
- Cuba (L'Avana)
- Dominica (Roseau)
- Giamaica (Kingston)
- Grenada (St. George's)
- Haiti (Port-au-Price)
- Repubblica Dominicana (Santo Domingo)
- Saint Kitts e Nevis (Basseterre)
- San Vincenzo e Grenadine (Kingstown)
- Santa Lucia (Castries)
- Trinidad e Tobago (Port of Spain)
- Possedimenti stranieri
- Anguilla, Regno Unito
- Antille Olandesi, Paesi Bassi
- Aruba, Paesi Bassi
- Guadalupa, Francia
- Martinica, Francia
- Montserrat, Regno Unito
- Porto Rico, Stati Uniti d'America
- Turks e Caicos, Regno Unito
- Isole Vergini Britanniche, Regno Unito
- Isole Vergini Americane, Stati Uniti d'America
Nel Oceano Atlantico:
- Bermuda (Regno Unito)
Categoria:America settentrionale
Categoria:Geografia
ja:北アメリカ
ko:북아메리카
simple:North America
th:ทวีปอเมริกาเหนือ
zh-min-nan:Pak Bí-chiu
1649
Eventi
- Italia - Distruzione della città di Castro e fine del Ducato di Castro
Nati
Morti
- 18 marzo - Mons. Cristoforo Giarda, vescovo barnabita, muore assassinato nei pressi di Monterosi.
049
ko:1649년
Trinità
Trinità nel Cristianesimo, o Santissima Trinità, è il termine utilizzato per riferirsi alle tre persone (o, secondo il linguaggio mutuato dalla tradizione greca, ipostasi) dell'unico Dio. Esse sono distinte come:
- Dio Padre: il creatore dell'universo.
- il Figlio: generato dal Padre prima della creazione del mondo, fatto uomo nella persona di Gesù Cristo nel seno della Vergine Maria, il redentore.
- lo Spirito Santo.
Nella dottrina cristiana tale distinzione non compromette l'unicità di Dio.
Significato cristiano
Come è possibile affermare che Dio è uno e trino? Secondo la fede cristiana la natura divina è al di la della conoscenza scientifica, ed è incomprensibile e non conoscibile se non fosse per quanto è dato sapere attraverso la rivelazione divina. Quindi la dottrina trinitaria è una dottrina "rivelata" e non una dottrina, come quella della esistenza di Dio, conoscibile attraverso la ragione umana o la speculazione filosofica.
L'unità di Dio la si conosce attraverso la ragione, poichè il principio di tutte le cose deve essere uno solo, e anche dalla Sacra Scrittura, dove si afferma ad esempio:
:Ascolta Israele, il Signore Dio nostro è uno solo, e amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza (Deuteronomio ).
Tuttavia, anche nelle primissime parole della Bibbia, si è vista una moltiplicità in Dio:
: In principio Iddio creò il cielo e la terra. La terra era inanimata e vuota e le tenebre erano sulla faccia dell'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. (Genesi ).
La rivelazione trinitaria non si è completata fino alla venuta di Gesù Cristo, che risuscitato ordinò ai suoi discepoli:
: Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo (Matteo ).
Origine del termine
La nozione della trinità è stata per la prima volta definita come articolo di fede al Concilio di Nicea (325), e sviluppata anche nei concili successivi, sebbene il termine fosse precedente e rintracciabile in scrittori ecclesiastici come Tertulliano.
Nel Nuovo Testamento il termine non è presente, tuttavia per i cattolici in più punti è stato interpretato il carattere trinitario di Dio, ad esempio quando Gesù dice "Il Padre ed io siamo una cosa sola" (Gv 10,30 cfr. anche Gv 17,11 e 17,22). Molti termini che si impiegano sono stati mutuati dalla filosofia greca e maggiormente approfonditi per evitare di esprimere concetti erronei. Tra questi si possono citare: sostanza, ipostasi, relazione, ecc. Le dottrine religiose sono state mantenute dalla maggior parte dei Protestanti, particolarmente nel protestantesimo storico (luteranesimo, calvinismo ecc.)
La controversia ariana
La causa che portò alla convocazione del primo concilio di Nicea fu la disputa ariana, che giunse a una svolta all’inizio del IV secolo dc. I principali protagonisti furono tre teologi-filosofi provenienti da Alessandria d'Egitto. Da una parte c’era Ario, e dall’altra gli ortodossi Alessandro e Atanasio. Ario affermava che il Figlio non fosse della stessa essenza, o sostanza, del Padre e che lo Spirito Santo fosse una persona ma inferiore a entrambi. Parlava di una “triade” o “trinità”, pur considerandola formata di persone ineguali, delle quali solo il Padre non era stato creato.
D’altra parte Alessandro e Atanasio sostenevano che le tre persone della Divinità fossero della stessa sostanza e che pertanto non fossero tre Dèi, ma uno solo, sebbene il Padre fosse il "primo" e la causa delle altre due. Atanasio accusò Ario di reintrodurre il politeismo, dal momento che distingueva la natura divina delle tre persone.
La controversia ariana non terminò a Nicea. L'arianesimo ebbe grande fortuna nell'Impero romano e in certi momenti presso la corte imperiale. Molte tribù germaniche che invasero l’impero romano professavano un cristianesimo ariano e lo diffusero in gran parte dell’Europa e dell’Africa settentrionale, dove continuò a prosperare fino a gran parte del VI secolo, e in alcune zone anche più a lungo.
Oriente e Occidente
L'interpretazione trinitaria nella chiesa latina si differenzia da quella greca. Se entrambe le Chiese, infatti, riconoscono l'unità delle tre Persone divine nell'unica natura indivisa, per cui ciascuna di esse è pienamente Dio secondo gli attributi (eternità, onnipotenza, onniscienza ecc...), ma ciascuna è a sua volta distinta e inconfondibile rispetto alle altre due, è altresì vero che nasce il problema di comprendere le relazioni che intercorrono fra di esse.
Con il simbolo niceno-costantinopolitano approvato col primo Concilio di Costantinopoli (381 d.C.), si afferma che il Figlio è generato dal Padre, mentre lo Spirito Santo procede dal Padre. Il Padre è dunque l'unica causa della Trinità. Col Concilio di Toledo, però, e con i suoi successivi sviluppi, la Chiesa latina stabiliva unilateralmente che lo Spirito Santo procede anche dal Figlio (la questione del cosiddetto Filioque), il che lo renderebbe concausa dello Spirito Santo. Gli ortodossi rifiutano tuttora tale sviluppo, preferendo parlare, secondo la teologia greca, di "processione dal Padre attraverso il Figlio" (proposta da grandi teologi come san Gregorio di Nissa, san Massimo il Confessore e san Giovanni Damasceno), pur non introducendolo nel Credo. La Chiesa cattolica ritiene valide entrambe le versioni, infatti le chiese cattoliche orientali utilizzano nella liturgia la versione priva del filioque.
Anche altri gruppi cristiani hanno rifiutato il Filioque; in particolare bisogna citare il caso dei vetero-cattolici, che accettano la validità dei primi sette concili ecumenici, rifiutando le dottrine cattoliche successive.
Le Chiese nate dalla riforma hanno accettato generalmmente questo dogma nella versione occidentale (comprensivo, cioè, del Filioque).
L'ebraismo
L'ebraismo non accetta la dottrina trinitaria cristiana, in particolare per quanto riguarda la divinità di Gesù. A questo proposito è interessante l'ipotesi del rabbino italiano Elia Benamozegh il quale, notando alcune affinità con la dottrina esoterica ebraica della Qabbalah delle emananzioni di Dio, ha considerano il cristianesimo uno sviluppo illegittimo derivato da tali dottrine.
Antritrinitari storici della Riforma
Dopo la riforma luterana alcuni gruppi di derivazione protestante misero in discussione la formulazione trinitaria, in particolare il teologo Michele Serveto, e poi i sociniani, con lelio e Fausto Socini. Questi ultimi in particolare professavano una forma di cristianesimo basata sulla sola razionalità e quindi rifiutavano una descrizione metafisica della relazione fra Dio e Gesù come invece appare nelle formulazioni tradizionali dogmatiche. Le teorie sociniane hanno dato origine all' unitarianesimo, diffuso soprattutto negli Stati uniti.
Testimoni di Geova e mormoni
I Testimoni di Geova non credono alla trinità ma definiscono Gesù l'unigenito figlio di Dio, creato dal Padre, distinto da lui non solo come persona ma anche di una diversa natura divina. Geova è l'Iddio onnipotente, e Gesù un dio potente. Secondo tale dottrina i due non sono coeguali quanto alla divinità, e lo spirito santo non è una "persona".
Esiste inoltre la teoria del triteismo che afferma che Padre, Figlio e Spirito Santo sono tre dèi di diversa natura, attualmente sostenuta dal Mormonismo.
Informazioni correlate
- [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/alpha/data/aud19851009it.html Catechesi di Papa Giovanni II sulla Trinità]
- [http://www.watchtower.org/languages/italian/library/w/2002/5/15/article_02.htm Punto di vista non trinitario dai testimoni di Geova]
Categoria:Cristianesimo
ja:三位一体
ko:삼위일체
ms:Tritunggal
1708
Eventi
Nati
Morti
- Takakazu Seki
008
ko:1708년
Virginia
La Virginia è uno degli stati originari degli USA, che si ribellarono al dominio britannico nella Rivoluzione Americana, e viene generalmene considerato come appartenente al sud degli Stati Uniti. Il suo nome ufficiale è Commonwealth of Virginia; è uno dei quattro Commonwealth tra i cinquanta stati.
Kentucky e Virginia Occidentale erano parte della Virginia all'epoca della fondazione degli Stati Uniti, ma il primo venne ammesso nell'Unione come stato separato nel 1792, mentre il secondo si separò dalla Virginia durante la guerra civile americana.
La Virginia è nota come la "Madre dei Presidenti", poiché ben otto di essi sono nati in questo stato. Cinque di questi vennero rieletti per un secondo mandato: George Washington, Thomas Jefferson, James Madison, James Monroe, e Woodrow Wilson. William Henry Harrison, John Tyler, e Zachary Taylor sono gli altri tre. (Curiosità storica: sia Harrison che Taylor morirono mentre erano in carica.)
ja:バージニア州
ko:버지니아 주
1650
Eventi
Nati
Morti
- 7 gennaio - Suor Virginia de Leyva, meglio conosciuta come la Monaca di Monza
- 11 febbraio - René Descartes, matematico e filosofo francese (n. 1596)
050
ko:1650년
simple:1650
1658
Eventi
Nati
Morti
058
ko:1658년
PotomacIl Potomac è un fiume della costa atlantica degli Stati Uniti.
Il Potomac nasce nelle montagne del Maryland sud-orientale e si getta nella Baia di Chesapeake dopo un corso di circa 665 km, dopo aver formato per un lungo tratto il confine fra Maryland e Virginia Occidentale, fra Maryland e Virginia e fra il Distretto di Columbia e la Virginia; gli ultimi 180 km costituiscono un grande estuario, dove sono evidenti gli effetti delle maree, ed alla foce il fiume è largo ben 17 km.
Sulle sue rive sorge la città di Washington, capitale degli Stati Uniti.
Nel bacino del Potomac si trovano alcuni importanti luoghi della storia statunitense; fra essi si segnalano:
- la tenuta di Mount Vernon, dove visse il primo presidente statunitense, George Washington e nelle cui vicinanze fu fondata la capitale;
- l'arsenale di Harpers Ferry, teatro del tentativo di insurrezione degli schiavi neri capeggiato da John Brown (1859)
- numerosi campi di battaglia della Guerra di secessione, essendo il Potomac al confine fra gli stati nordisti e sudisti.
Categoria:Fiumi degli Stati Uniti
ja:ポトマック川
Alejandro Gertz Manero
Alejandro Gertz Manero (Ciudad de México, Distrito Federal, 31 de octubre de 1939). Abogado y político mexicano, egresado de la Escuela Libre de Derecho y con un Doctorado en Derecho por la UNAM.
Se desempeño como Secretario General del Instituto Nacional del Antropología e Historia, Procurador Federal de Defensa del Trabajo y adquirió notoriedad como Secretario de Seguridad Pública del Gobierno del Distrito Federal, durante las administraciones de Cuauhtémoc Cárdenas Solórzano y Rosario Robles donde logró una reducción en los niveles delectivos de la Ciudad de México que por entonces pasaban uno de sus niveles mas altos, lo cual llevó al entonces presidente electo Vicente Fox a designarlo titular de la recién creada Secretaría de Seguridad Pública del gobierno federal, de la cual fue el primer titular; sin embargo en este cargo pronto fue criticado por la falta de resultados que conllevaron su salida de él, en 2004.
Gertz Manero, Alejandro
Gertz Manero, Alejandro
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