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Maximilien Robespierre
Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre (Arras, 6 maggio 1758 - Parigi, 28 luglio 1794) è stato un uomo politico francese. Probabilmente è il più noto tra i protagonisti della Rivoluzione Francese e del Terrore Rosso.
Biografia
Terrore Rosso
Democratico, progressista, repubblicano rivoluzionario e seguace delle correnti filosofiche di Jean-Jacques Rousseau, Robespierre fu eletto deputato negli Stati Generali del 1789, come rappresentante del Terzo Stato. Successivamente fece parte dell'Assemblea nazionale costituente, dove si distinse per l'eloquenza e la combattività, battendosi con fermezza per la libertà di stampa, il suffragio universale e l'istruzione gratuita e obbligatoria.
Le sue doti non passarono inosservate ai vari club giacobini che stavano nascendo in Francia. Nell'aprile del 1790 gli venne data la presidenza del Partito Giacobino, che egli spostò su posizioni rivoluzionarie (oggi si direbbe di estrema sinistra). Inoltre, in questa veste, egli chiese a gran voce l'abolizione della monarchia e l'approvazione di alcune riforme che abrogavano i privilegi della nobiltà e del clero. Si guadagnò così il favore delle correnti più estremiste che in quel momento realizzavano la Rivoluzione Francese.
Contrario all'esportazione frettolosa della Rivoluzione negli altri paesi ("si farà, ma con calma", disse lui stesso in un circolo politico), si oppose con fermezza alla guerra che il Partito Girondino dichiarò (tra l'altro con risultati militari ottimi) all'Austria. Iniziò così la sua grande rivalità con i girondini, che erano nati proprio da una scissione a destra del Partito Giacobino.
Strenuo difensore dei diritti dei più deboli (soprattutto operai e contadini), Robespierre entrò nel Comitato di Salute Pubblica il 27 luglio 1793, ed in questa veste iniziò una manovra politica volta ad alleviare la miseria dei sanculotti e a rafforzare militarmente l'esercito repubblicano attraverso provvedimenti di economia controllata (per esempio, la razione minima sul pane, sul sale e sulla farina). Questi ed altri provvedimenti, tutti di carattere democratico, saranno immortalati nella Costituzione del 1793 e saranno ricordati come le riforme più giuste e più equee dell'intero sistema costituzionale francese.
Preoccupato dagli eventi bellici, dai tentativi contro-rivoluzionari (come ad esempio la rivolta "realista" in Vandea) e deciso a dare un colpo mortale alla monarchia e all'ancien régime, egli decise di sostenere il periodo del Terrore rosso, così chiamato per distinguerlo da quello "bianco", eseguito sia prima che dopo l'esperienza politica di Robespierre. Il Terrore rosso mirava ad eliminare fisicamente tutti i possibili rivali della Rivoluzione Francese, tuttavia il numero dei morti causato dal Terrore è difficilmente numerabile, ma pare che si aggiri intorno ai 70.000 uomini (in maggioranza appartenenti alla media borghesia).
Furono ghigliottinati, tra gli altri, Georges Danton, il popolare capo rivoluzionario appartenente al Partito della Montagna, Jacques-René Hébert, anch'egli popolare capo rivoluzionario, e il duca Filippo d'Orleans, soprannominato Filippo Egalitè (uguaglianza). Per questo si disse che la rivoluzione divora i suoi figli. Con molta leggerezza furono condannati a morte anche povere persone favorevoli alla politica di Robespierre anche se, probabilmente, egli non era a conoscenza di certe estremizzazioni del Terrore.
Contrario a ogni affievolimento e a ogni tentativo moderato (fu per questo soprannominato L'incorruttibile), Robespierre, temendo la perdita di un controllo morale, proclamò religione dello stato il culto laico dell'Ente Supremo basato sulle teorie deistiche di Rousseau, ma il suo decreto gli attirò l'ostilità sia dei cattolici sia degli atei.
Conscio dell'odio che la Convenzione Nazionale provava per lui, egli era convinto che il suo destino era nelle mani dell'esercito francese. Paradossalmente sarà invece, proprio la vittoria dell'esercito repubblicano a Fleurus (in Belgio) contro le armate della Prussia e dell'Austria, avvenuta il 25 giugno 1794, a segnare il destino dell'Incorruttibile. Scampato definitivamente il pericolo di un'invasione straniera, buona parte dei francesi si stancò delle misure eccezionali emanate durante il Terrore, e ciò diede ai suoi avversari politici la giustificazione ad un eventuale golpe.
La caduta
1794
1794
Il 27 luglio 1794 (9 termidoro secondo il calendario repubblicano), mentre si accingeva ad effettuare un discorso, la Convenzione gli levò la parola e gli proibì ogni tipo di comunicazione verbale con i membri. Poco dopo la seduta, alcuni deputati procedettero al suo arresto.
Inizialmente i suoi partigiani (tra cui spicca, per cultura e per levatura morale, Louis Saint-Just) riuscirono a liberarlo, ma la soverchiante forza numerica dei ribelli permise un nuovo arresto, stavolta definitivo, nei confronti di Robespierre. Il 28 luglio dello stesso anno, Robespierre e Louis Saint-Just, insieme ad altri 18 partigiani, furono ghigliottinati. Il giorno dopo, altri 80 seguaci di Robespierre, facendo quindi diminuire nettamente l'influenza giacobina in Francia. La nazione transalpina, che perse la guida politica che, nel bene e nel male, aveva più autorità e carisma, si trovò in una situazione politica confusa che favorì e facilitò la scalata al potere di Napoleone Bonaparte.
La figura di Robespierre tra gli storici
Robespierre è una figura storiografia molto controversa, ma che comunque ha affascinato gli storici, non soltanto fracesi. Albert Soboul, ad esempio, ha sottolineato la bontà delle sue riforme, ma ha anche ricordato la sua severità durante il periodo del Terrore rosso. Simon Schama, invece, punta il dito contro i collaboratori di Robespierre, e rimprovera all'Incorrutibile l'estremizzazione del concetto rivoluzionario.
L'Enciclopedia Britannica del 1911 dipinge Robespierre come un teorico giovane ed intelligente, la cui profondità di pensiero derivava dall'esperienza politica maturata negli anni immediatamente precedenti alla Rivoluzione Francese. Nella vita privata, è storicamente provato che egli fosse caritatevole, gentile ed elegante. Inoltre, fu un sincero nemico della corruzione.
Secondo alcune moderne teorie storiografie la figura di Robespierre influenzò Mao Zedong, che in effetti lesse da giovane tutte le sue opere. Inoltre, il motto di Robespierre "imporre la virtù, anche con la forza" è diventato un caposaldo del maoismo.
Scritti di Robespierre
La principale opera letteraria di Robespierre è Il terrore e la virtù (1793), nel quale egli sosteneva con grinta le motivazioni che lo avevo spinto ad attuare il Terrore rosso e la necessità di prolungarlo ad interim. I suoi scritti precedenti, invece, non ci sono giunti in maniera organiga: sappiamo solo che piacquero al conte Honoré-Gabriel de Mirabeau. Interrogato a tal proposito, il conte Mirabeau disse di Robespierre: "Andrà lontano, perché egli crede in tutto ciò che dice".
Robespierre
Robespierre
Robespierre
ja:マクシミリアン・ロベスピエール
Arras
Arras è un comune francese di 38.983 abitanti situato nel dipartimento del Passo di Calais, di cui è capoluogo e sede di Prefettura, nella regione del Nord-Passo di Calais.
Geografia
Arras è situata nell'Artois alla confluenza della Scarpe e del Crinchon.
L'agglomerazione beneficia della posizione strategica all'incrocio delle autostrade A1 (Parigi - Lille) e A26 (Reims - Calais Tunnel).
Storia
- Nemetacum al tempo di Cesare e della tribù degli Atrebati.
- Unita alla Francia definitivamente nel 1654.
- Città martire nella Prima Guerra Mondiale.
Economia
- Agroalimentare
- Industria meccanica
- Chimica
- Industria elettrica
- Commercio
- Importante settore terziario
Personaggi celebri
- Maximilien de Robespierre, celebre rivoluzionario nacque ad Arras il 6 maggio 1758 ;
- Eugène-François Vidocq, avventuriero francese, nacque ad Arras nel 1755 ;
- Adam de la Halle, troviero ;
- Mathias d'Arras, architetto ;
- Charles de l'Escluse, detto Carolus Clusius, botanico ;
- La contessa Mahaut d'Artois.
Monumenti e luoghi turistici
Mahaut d'Artois
- Le piazze, il Municipio ed il Beffroi
- La Cattedrale e l'Abbazia di Saint-Vaast
- La Maison du Wetz d'Amain
- L'ottagonale piazza Victor Hugo ed il suo obelisco
Collegamenti esterni
- [http://www.arras-online.com/ Arras-online.com - Sito indipendente d'informazione su Arras e la sua regione]
- [http://www.cu-arras.fr/ Sito ufficiale della comunità urbana d'Arras]
- [http://arras-esperanto.fr.fm/ Sito dell'associazione Arras-Esperanto]
Categoria:Comuni del dipartimento del Passo di Calais
Categoria:Comuni della regione del Nord-Passo di Calais
Categoria:Città della Francia
ja:アラス
6 maggio
Il 6 maggio è il 126° giorno del Calendario Gregoriano
(il 127° negli anni bisestili).
Mancano 239 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
Fino al 1899
- 1527 - I Lanzichenecchi, truppe tedesche al servizio di Carlo V di Spagna saccheggiano Roma; alcuni considerano questa data la fine del Rinascimento.
- 1682 - Luigi XIV di Francia sposta la sua corte a Versailles.
- 1835 - James Gordon Bennett pubblica il primo numero del New York Herald.
- 1861 - Guerra civile americana: L'Arkansas secede dall'Unione.
- 1877 - Realizzando che la sua gente era indebolita da freddo e fame, il Capo Cavallo Pazzo dei Sioux Oglala, si arrende alle truppe statunitensi in Nebraska.
- 1889 - La Torre Eiffel viene ufficialmente aperta al pubblico, durante l'Esposizione Universale di Parigi
- 1896 - Grecia, per celebrare la I Olimpiade dell'era moderna viene emesso un francobollo speciale
Fino al 1999
- 1906 - Si corre in Sicilia la prima edizione della Targa Florio famosa corsa automobilistica.
- 1910 - Giorgio V diventa Re del Regno Unito a seguito della morte del padre, Edoardo VII.
- 1928 - Norvegia, Umberto Nobile ormeggia il dirigibile Italia nella Baia del Re, dove si trova la nave appoggio "Città di Milano", giunta dall'Italia
- 1937 - Disastro dell'Hindenburg: Lo zeppelin tedesco Hindenburg, prende fuoco e viene distrutto nel giro di un minuto, mentre tentava di atterrare a Lakehurst (New Jersey), uccidendo oltre 30 persone.
- 1940 - John Steinbeck riceve il Premio Pulitzer per il suo romanzo Furore.
- 1942 - Seconda guerra mondiale: a Corregidor, le ultime forze statunitensi nelle Filippine si arrendono ai giapponesi.
- 1945 - Seconda guerra mondiale: Axis Sally trasmette il suo ultimo messaggio propagandistico alle truppe Alleate (il primo è dell'11 dicembre 1941)
- 1947 - Venezia, una corte militare condanna a morte per crimini di guerra il generale tedesco Albert Kesselring, comandante delle truppe in Italia. La sentenza è convertita in ergastolo dal generale inglese Harding. Il 23 ottobre 1952 verrà graziato
- 1954 - Roger Bannister diventa il primo uomo a percorrere il miglio in meno di quattro minuti.
- 1967 - Vaticano, papa Paolo VI riceve Claudia Cardinale e Antonella Lualdi, le quali per la prima volta nello Stato della Chiesas indossano delle minigonne
- 1973 - USA, il Senato inizia l'inchiesta sullo scandalo Watergate
- 1976 - Terremoto del Friuli: ingentissimi danni e circa 1000 morti
- 1981 - Una giuria di architetti e scultori sceglie all'unanimità il disegno di Maya Ying Lin per il Vietnam Veterans Memorial, tra altre 1.421 proposte.
- 1994 - Elisabetta II del Regno Unito e il Presidente francese François Mitterrand inaugurano l'apertura dell'Eurotunnel - un tunnel sotto la Manica che collega l'Inghilterra alla Francia, per la prima volta dalla Grande Glaciazione.
Fino al 2099
- 2002 - Jean-Pierre Raffarin diventa Primo Ministro della Francia
- 2004
- Torino, si apre la XVII Fiera del libro
- USA, Viene trasmesso in televisione l'ultimo episodio della sitcom Friends.
Nati
- 1501 - Papa Marcello II
- 1574 - Papa Innocenzo X
- 1758 - Maximilien de Robespierre, uomo politico tra i principali protagonisti della Rivoluzione francese
- 1856
- Sigmund Freud, psichiatra e fondatore della psicanalisi
- Robert Peary, esploratore
- 1861 - Rabindranath Tagore (o semplicemente Tagore), scrittore indiano, Premio Nobel per la letteratura († 1941)
- 1864 - Eugenio Tosi, Arcivescovo di Milano (7 marzo 1922 - 7 gennaio 1929), Cardinale (nominato nel Concistoro dell' 11 dicembre 1922 da Papa Pio XI)
- 1868
- Zar Nicola II di Russia
- Gaston Leroux, scrittore
- 1871 - Christian Morgenstern, scrittore
- 1879 - Bedrich Hrozny, studioso orientalista e linguista ceco
- 1880 - Ernst Ludwig Kirchner, pittore tedesco († 1938)
- 1882 - Guglielmo di Germania, erede del kaiser Guglielmo II di Prussia
- 1895 - Rodolfo Valentino, attore
- 1902
- Vincenzo Rimi, mafioso siciliano († 1975)
- Max Ophüls, regista
- 1904 - Moshe Feldenkrais, fondatore dell'omonimo metodo (Metodo Feldenkrais®)
- 1906 - André Weil, matematico francese († 1998)
- 1915
- Orson Welles, regista
- Theodore H. White, scrittore
- 1920
- Ross Hunter, produttore
- Kamisese Mara, primo capo di governo di Figi
- 1921 - Erich Fried, scrittore
- 1925 - Hanns Dieter Hüsch, cabarettista
- 1937 - Rubin 'Hurricane' Carter, pugile
- 1945
- Bob Seger, cantante rock
- Jimmie Dale Gilmore, musicista
- 1947 - Martha Nussbaum, filosofa
- 1952 - Mr. T (Lawrence Tero), attore e wrestler professionista
- 1953 - Tony Blair, primo ministro del Regno Unito
- 1961 - George Clooney, attore
Morti
- 680 - Muawiyah I, califfo
- 1502 - James Tyrrell, cavaliere inglese alla corte di e Riccardo III d'Inghilterra condannato a morte per la morte dei Principi nella torre
- 1555 - Papa Marcello II
- 1859 - Alexander von Humboldt, naturalista ed esploratore tedesco
- 1902 - Bret Harte, scrittore americano
- 1910 - Edoardo VII del Regno Unito
- 1919 - L. Frank Baum, scrittore
- 1920 - Leonida Bissolati, ministro socialista e alpino
- 1975 - József Mindszenty, cardinale
- 1987 - William Casey, capo della Central Intelligence Agency
- 1992 - Marlene Dietrich, attrice tedesca
- 2002 - Pim Fortuyn, uomo politico olandese
Feste e ricorrenze
Nazionali
Religiose
Santi cattolici:
- San Domenico Savio, adolescente
- San Lucio di Cirene, vescovo
Laiche
06
ja:5月6日
ko:5월 6일
simple:May 6
th:6 พฤษภาคม
Parigi
Parigi (in francese Paris; anticamente Lutèce, dal latino Lutetia) è la capitale della Francia e della regione dell'Île-de-France.
La città, costruita su un'ansa della Senna, oltre che fondamentale snodo di trasporti e traffici del continente europeo, è una delle più importanti metropoli mondiali e centro culturale, politico ed economico molto forte sia a livello nazionale che internazionale
Lo stemma della città presenta i gigli di Francia sopra Scilicet (la nave che simboleggiava l'ordine dei mercanti che commerciavano sulla Senna).
Il motto è Fluctuat nec mergitur.
I patroni della città sono San Germano (Saint Germain) e Santa Genoveffa (sainte Geneviève), accreditata di aver convinto Attila a risparmiare la città, nel V secolo.
Gli abitanti della città sono detti Parigini.
Cronologia essenziale
V secolo
Si dà qui di seguito solo un breve racconto della storia della città, che comincia così: tribù celtiche sono stanziate da molti secoli in un'ansa della Senna. Il sito è paludoso. Cesare le incontra mentre dà la caccia a Vercingetorige, durante la campagna di conquista della Gallia, nel 53 AC.
Forse sono anche nomadi, se il loro nome Parisii viene da kwar che vuol dire strada. O forse sono semplicemente tribù che i romani hanno incontrato lungo la strada.
E' certo che la posizione dello stanziamento è interessante: aiuta la mobilità delle truppe lungo il fiume e ricorda perfino quella dell'isola Tiberina di Roma, con quei due isolotti che facilitano il guado tra una riva e l'altra del fiume. I romani vi stabiliscono un proprio insediamento e lo chiamano Lutetia Parisiorum (la palude dei Parisii).
Conquistata e pacificata la Gallia, Lutetia diventa una città romana, nelle aspirazioni e nello stile civile: il sito è in posizione favorevole per i commerci e i traffici fluviali, le popolazioni locali sono avvantaggiate dall'espansione economica portata dai romani - già dopo circa cinquant'anni Lutetia la palude si presenta come un insediamento in via di espansione sulla riva sinistra della Senna, nel luogo ora conosciuto come Quartiere Latino, e Lutetia sta diventando un nome di città.
La città romana si dota delle strutture essenziali per essere degna di questo nome: anzitutto il foro, poi le terme (i cui resti sono visibili, ben scavati, all' Hotel de Cluny), poi l'anfiteatro e un teatro.
Poi arrivano i cristiani, e siccome Lutetia è una città romana, nel 250 fa anch'essa il suo protomartire, il vescovo Dionigi che, come Pietro, qualche secolo dopo sarà eletto a patrono della città (Saint Denis).
La cristianizzazione tuttavia procede alla grande, e probabilmente accentua il senso di identità della città, che verso il 300 prende il nome della propria gente, e diventa Paris, e inoltre si converte così fortemente al cristianesimo romano da divenire il principale baluardo del cristianesimo pietrino contro l'eresia ariana che per alcuni secoli sarà invece la forma dominante di cristianesimo presso i germani.
Arrestata l'avanzata di Attila nel 451 grazie a Geneviève, la città si dà ai Franchi Merovingi, nella persona di Clodoveo I che diventa il suo primo re: la civilizzazione romana si tramuta in civiltà romano-barbarica, e Parigi riesce a sopravvivere al Medioevo, tra carestie e faticosa civilizzazione: il IX secolo passa sotto le ripetute estorsioni e la continua minaccia di vichinghi e normanni, ma attorno alle istituzioni cristiane si coagula la nuova civiltà: nel 1021 il capitolo di Notre-Dame è già meta di molti clerici vagantes; nel 1246 l'università di Parigi vedrà riconosciuta la propria autonomia, e nel 1257 nasce la scuola della Sorbona: Parigi si avvia a diventare uno dei centri della cultura europea, nel cuore della Francia medioevale.
Il XII e il XIII secolo vedono Parigi al centro di una forte crescita economica, e la corporazione dei mercanti come sua protagonista.
Fino a Filippo Augusto l'urbanizzazione di Parigi può sintetizzarsi nella costruzione delle prime cinte murarie e nel prosciugamento delle paludi. Dell'edilizia romanica restano tuttavia pochissime tracce, ad esempio nell'abside di St-Martin-des-Champs. L'Île de France è invece la culla dell'arte e dell'architettura gotica, che tra il XII secolo e il XV evolve dal gotico primitivo al flamboyant.
A metà del XIV secolo, Parigi cerca di fare la propria politica municipale: ha già più di 150mila abitanti e, attraverso sollevazioni e alleanze (la Guerra dei cent'anni) mostra di non voler rinunciare alla propria indipendenza. La città si estende soprattutto sulla riva destra, e le mura di Carlo V (1371-1380) comprendono l'insieme del 3.o e 4.o arrondissement.
Bisogna arrivare al 1437, perché Carlo VII possa fare di Parigi, indiscutibilmente, la capitale dei Valois. La storia della città si intreccia da lì in poi inestricabilmente con la storia di Francia.
La città cattolica scaccia l'ugonotto Enrico III nel 1588, ed Enrico IV dovrà convertirsi al cattolicesimo e pagare 200.000 scudi per rientrarvi.
Sotto i Borboni, Parigi è scenario e protagonista della Fronda: Luigi XIV sposta la corte a Versailles, per sottrarsi in un solo colpo agli intrighi dei nobili e alle barricate del popolo parigino e procedere liberamente nella propria politica accentratrice.
Alla vigilia della Rivoluzione Parigi occupa 1.100 ettari e conta oltre 600mila abitanti. Al di fuori della cinta daziaria (le mura dei Fermiers généraux), i sobborghi sono costituiti da 24 villaggi.
Di nuovo protagonista, non meno che testimone, il popolo parigino gioca la propria rivoluzione. Lo spirito di ribellione e d'indipendenza dei parigini viene di nuovo duramente represso, con l'esecuzione della prima Commune rivoluzionaria - il consiglio della città - che segna l'inizio del Terrore di Robespierre: per più di un anno, tra il 1793 e il 1794, le piazze di Parigi ospitano il lavoro indefesso della ghigliottina.
Come molti prima e dopo di lui, anche Napoleone cerca di assoggettare la città al potere centrale, nel quadro della propria riforma amministrativa. Questo non impedirà ai parigini di insorgere di nuovo contro Carlo X, nel 1833.
Nel 1845 la città ha superato il milione di abitanti, e Thiers allarga di nuovo la cinta muraria, includendo alcuni dei villaggi prima esterni. Ma la vera grande rivoluzione urbanistica è quella condotta da Haussmann per conto di Napoleone III: in trent'anni la città raddoppia, e nel 1876 è arrivata a 2 milioni, nonostante la guerra con la Prussia e il disastro della Comune.
La città continua crescere. All'inizio della Prima guerra mondiale, nel 1914, la battaglia della Marna la salva dall'invasione tedesca, ma non andrà così nel 1940, quando il Terzo Reich occupa la città, nel 1940, dichiarandola "città aperta": il governo non oppone alcuna resistenza e si ritira a Vichy, da dove collaborerà con i nazisti.
Il 19 agosto del 1944 la città insorge, il 25 i tedeschi si arrendono, il 26 il generale de Gaulle entra in Parigi liberata con le truppe del generale Leclerc e degli alleati.
Il 27 ottobre 1946 all'Hotel de Ville viene proclamata la IV Repubblica.
Lo spirito rivoluzionario parigino si ridesta nel maggio 1968, nel quartiere latino, con lo sciopero generale avviato dagli studenti, che per qualche giorno si estende all'intera Francia.
Il risultato, sul piano dell'organizzazione della città, è lo smembramento della Sorbonne in 13 università nella regione di Parigi.
La città torna a dedicarsi al proprio sviluppo. Già negli anni Sessanta si era aperto, con il trasferimento dei mercati generali (les Halles) a Rungis, un periodo di grandi lavori pubblici, teso a liberare il centro storico della città dalla pressione del traffico e dagli insediamenti popolari, e a riqualificarlo con funzioni prevalentemente culturali e di rappresentanza.
Le tappe principali della ristrutturazione sono:
- 1969: il trasferimento delle Halles;
- 1970: la creazione delle 13 università della Région parisienne;
- 1973: il completamento del Boulevard périphérique (che diventa il limite della nuova cintura metropolitana, come il raccordo anulare a Roma);
- 1977: l'inaugurazione del Centre Pompidou;
- 1986: l'inaugurazione del Musée d'Orsay;
- 1989: nel bicentenario della Rivoluzione, l'inaugurazione della Pyramide del Louvre, della Grande Arche de la Défense e dell'Opéra Bastille;
- 1995: l'inaugurazione della nuova Bibliothèque nationale de France (che sarà intitolata a François Mitterrand);
- 2003: il nuovo quartiere Paris Rive Gauche attorno alla Biblioteca nazionale.
Grandi protagonisti di questa riqualificazione furono i presidenti Georges Pompidou e François Mitterrand.
Geografia
François Mitterrand
La città di Parigi occupa una superfice di 105 chilometri quadrati ma la sua agglomerazione è molto più grande.
L'altitudine di Parigi varia a seconda delle diverse colline del territorio municipale:
- Montmartre - 130 metri s. l. m.
- Belleville - 115 metri s. l. m.
- Menilmontant
- Buttes-Chaumont
- Passy
- Chaillot
- Montagne Ste-Genevieve
- Butte-aux-Cailles
- Montparnasse (la collina venne spianata nel XVIII secolo)
La metropoli
Parigi, con 2.125.246 abitanti al censimento del 1999, è la città più grande di Francia. Assieme ai suoi sobborghi e città satellite forma l'area metropolitana della Grande Parigi (in francese: aire urbaine de Paris) che copre 14.518 km², ed ha una popolazione di 11.174.743 abitanti (dati del censimento del 1999). L'area metropolitana della Grande Parigi è la più ampia d'Europa (assieme a Londra e Mosca), ed è all'incirca la ventesima al mondo.
L'area metropolitana della Grande Parigi, con un PIL complessivo superiore a quello dell'Australia, è il più grande centro economico e finanziario d'Europa alla pari con Londra. Ospita più del 30% dei "colletti bianchi" francesi, e più del 40% delle sedi centrali delle compagnie francesi, con il più grande distretto finanziario d'Europa per dimensioni (La Défense), e la seconda più grande borsa d'Europa (Euronext).
Nota in tutto il mondo come la Ville Lumière (la "città delle luci"), Parigi è una delle principali destinazioni turistiche mondiali. La città è rinomata per la bellezza della sua architettura, i suoi viali e i suoi scorci, oltre che per l'abbondanza dei suoi musei. Costruita su un'ansa della Senna, è divisa in due parti la Rive droite a nord e la più piccola Rive gauche a sud.
Un tempo capitale di un impero coloniale che si estendeva su cinque continenti, Parigi è tuttora considerata come il centro del mondo francofono ed ha mantenuto una forte posizione internazionale, ospitando il quartier generale dell'OECD e dell'UNESCO, tra gli altri. Questo, combinato alle sue attività finanziarie, affaristiche, politiche e turistiche, ha reso la città uno dei principali "hub" del mondo, e Parigi è riconosciuta come una delle poche "città mondiali".
la città
l'area metropolitana
Di area metropolitana di Parigi si può parlare, sia pure anticipando l'uso del termine, solo da dopo il 1870. Nella tabella che segue, i dati fino al 1982 sono stime ricavate da diverse fonti, mente quelli relativi al 1990 e al 1999 sono ufficiali, forniti dall'"Ufficio nazionale francese di statistica" INSEE.
L'immigrazione
Fin dal medioevo, periodo nel quale era la città più grande del mondo occidentale, Parigi ha sempre attratto forestieri. Dagli studenti olandesi e svedesi del Quartiere Latino nel XIV secolo, ai rifugiati giacobiti inglesi del XVII secolo, dai rifugiati nazionalisti polacchi dell'inizio del XIX secolo, agli operai belgi della fine dello stesso, dagli ebrei sefarditi del Nord Africa della metà del XX secolo agli africani ed est-asiatici dei giorni nostri, Parigi ha ricevuto ondate su indate di immigranti, che la hanno arricchita. Oggi, come altre città del mondo, Parigi è una città multiculturale.
I censimenti francesi non fanno mai domande riguardanti l'etnia o la religione, perciò non è possibile conoscere la composizione etnica dell'area metropolitana di Parigi. Ciononostante alcuni dati interessanti possono essere estratti da tali censimenti. In quello del 1999, c'erano 2.169.406 persone nell'area metropolitana della Grande Parigi, che erano nate fuori dalla Francia Metropolitana, ovvero il 19,4% del totale. Come termine di paragone: nel censimento britannico del 2001, il 19,5% della popolazione dell'area metropolitana della Grande Londra era nata fuori dal Regno Unito, mentre nel censimento statunitense del 2000, il 27,8% della popolazione dell'area metropolitana di New York-New Jersey Settentrionale-Long Island era nata fuori dagli Stati Uniti, così come il 31,8% della popolazione dell'area metropolitana di Los Angeles-Riverside-Orange County.
I gruppi più numerosi di residenti parigini nati all'estero sono i seguenti (elencati approssimativamente in ordine decrescente):
- immigranti dal Portogallo: arrivati tra il 1960 e il 1980
- Arabi e Berberi provenienti dal Nord Africa (Algeria, Marocco, Tunisia): arrivati tra il 1950 e 2000
- Neri africani (Musulmani e Cristiani) dall'Africa Centrale e Occidentale: arrivati tra il 1970 e il 2000
- Ebrei Sefarditi del Nord Africa: arrivati negli anni '60, da 300.000 a 400.000 di loro vivono nell'area metropolitana di Parigi, la più alta concentrazione di ebrei nel mondo occidentale dopo New York e Los Angeles
- Asiatici sud-orientali provenienti dall'Indocina (Vietnam, Cambogia, Laos), principalmente cinesi etnici: giunti tra il 1975 e il 1985
- Neri provenienti dai Caraibi (essenzialmente Guadalupa e Martinica): arrivati tra il 1960 e il 2000.
Al censimento del 1999 vi abitavano 474.768 persone che al censimento precedente del 1990 erano risultate residenti fuori dalla Francia Metropolitana, circa il 4.2% del totale della popolazione dell'area metropolitana nel 1999.
Le correnti migratorie verso Parigi sono cambiate in maniera significativa negli anni '90. L'immigrazione portoghese si è completamente interrotta, mentre sono apparsi nuovi gruppi di immigranti. I gruppi più importanti al 1990 sono i seguenti:
- Cinesi dalla Repubblica Popolare Cinese: Provenienti in gran parte dalla Manciuria e dalla regione di Wenzhou nella provincia di Zhejiang. Questa immigrazione è relativamente recente, apparsa a metà degli anni '90, è per la gran parte illegale, ed è stata eclatante negli anni più recenti, portando il gruppo cinese a rimpiazzare quello nord-africano e dell'Africa nera come gruppo più numeroso a Parigi. Nonostante la polizia francese stia combattendo l'immigrazione clandestina (e lo sfruttamento del lavoro ad essa connesso) e un trattato sia stato stipulato tra la Francia e la Repubblica Popolare Cinese per contrastare l'immigrazione illegale, le ricerche più recenti suggeriscono come l'immigrazione cinese verso Parigi sia ancora in crescita. Le cifre differiscono sostanzialmente a seconda delle fonti, ma sembra ci possano essere all'incirca 250.000 immigrati cinesi che vivono nell'area metropolitana di Parigi 2004 (includendo i cinesi provenienti dall'Indocina arrivati meno recentemente), la più grande concentrazione di cinesi in Europa, maggiore persino a quella della Grande Londra dove, secondo le stime del governo britannico, vivono solamente 60.000 Cinesi.
- Arabi dal Nord Africa e neri africani: l'immigrazione di questi due gruppi è stata sostanzialmente ridotta da una serie di restrizioni inserite da parte di vari governi francesi. Negli anni '90 gli immigrati dal Nord Africa e dall'Africa nera erano per la maggior parte limitati ai ricongiungimenti familiari (donne o bambini che andavano a vivere con il marito o padre che già viveva in Francia). Un numero sconosciuto di nord-africani e neri africani sono entrati illegalmente nel paese al di fuori delle regole del ricongiungimento familiare. Parte di essi è stata rimpatriata, ma la maggior parte vive ancora in Francia senza validi documenti e sotto la continua minaccia di essere rimpatriati in caso venissero scoperti (nonostante a migliaia di questi immigrati illegali sia stato dato il permesso di soggiorno all'epoca del governo di centro-sinistra di Lionel Jospin verso la fine degli anni '90 grazie alla pressione esercitata dalle associazioni francesi che difendono i diritti degli immigrati).
- Europei dell'Est, molti dei quali rumeni, un gruppo in forte crescita a partire della caduta del Muro di Berlino
In confronto con il Regno Unito, gli immigrati dal Sud-est Asiatico non sono ancora molto numerosi a Parigi, anche se il loro numero è aumentato sostanzialmente neglianni '90. In confronto agli Stati Uniti, c'è un numero molto limitato di immigrati di origine latino-americana e filippina. Anche gli immigrati dal Medio Oriente non sono molti, ma tra questi c'è una numerosa comunità libanese (per la maggior parte ricchi libanesi di religione Cristiana esiliati), grazie ad antichi legami tra la Francia e il Libano. Anche i russi sono poco numerosi a Parigi, nonostante un'antica tradizione di presenza russa a Parigi prima della Rivoluzione Russa del 1917.
Infine, bisogna ricordare che le stime qui indicate si riferiscono a persone che vivono stabilmente nell'area metropolitana di Parigi. Parigi è la città più frequentata da turisti al mondo, con un afflusso sostanzioso in ogni periodo dell'anno. La maggior parte dei turisti sono stranieri, portando quindi il dato riguardante gli stranieri presenti nell'area metropolitana di Parigi ad essere in realtà più alto del 19,4% indicato. Questo fatto è evidente nel centro della città, dove è possibile camminare in alcune strade dove la maggior parte dei passanti è composta da turisti stranieri.
Amministrazione
1917
Prima del 1964, Parigi faceva parte del dipartimento della Seine, che conteneva la città ed i sobborghi circostanti.
1964]
Dal 1965, la città di Parigi è il capoluogo e uno degli 8 dipartimenti della regione dell'Ile-de-France. Il suo identificativo assoluto è 75 (lo si trova anche nelle targhe delle macchine, oltre che nei codici postali).
Con la riforma amministrativa furono infatti creati 3 nuovi dipartimenti che formano un anello attorno a Parigi, e costituiscono la prima cintura periferica (la petite couronne): Hauts-de-Seine, Seine-Saint-Denis e Val-de-Marne. Al di là, i dipartimenti di Val-d'Oise, Yvelines e dell' Essonne costituiscono le grande couronne. L'insieme costituisce la région parisienne, cioè la metropoli di Parigi.
L'ottavo dipartimento dell'Île-de-France, che da solo rappresenta circa la metà del territorio regionale, è quello orientale di Seine-et-Marne.
Seine-et-Marne
Mentre normalmente i dipartimenti sono divisi in cantoni, la città di Parigi è divisa in 20 arrondissement municipali, numerati in ordine progressivo partendo dal centro e muovendosi a spirale verso l'esterno, ciascuno dei quali è un municipio (mairie), con il suo consiglio e il suo sindaco. Ogni mairie, d'altra parte, elegge anche i propri rappresentanti al Consiglio di Parigi (Conseil de Paris), che è anche il consiglio generale del dipartimento.
Bertrand Delanoë, esponente del Partito socialista francese (PS), è il sindaco di Parigi dal 18 marzo 2001.
Come eccezione alla regola usuale per le città francesi, alcuni poteri normalmente esercitati dal sindaco sono invece affidati ad un rappresentante del governo nazionale, il prefetto di Polizia. Ad esempio, Parigi non ha una forza di polizia municipale, anche se ha alcuni controllori del traffico. Questo fatto è una eredità della situazione vigente fino al 1977, in cui Parigi non aveva un sindaco, ma era in pratica governata dall'amministrazione prefettizia.
Va ricordato che alla radice dello smembramento del Dipartimento della Senna (Département de la Seine) ci fu proprio lo straordinario potere che il prefetto della Senna si trovava a gestire, quasi pari a quello del Primo ministro.
Trasporti
1977
Parigi è servita da due aeroporti principali: l'Aeroporto di Orly (dipartimento 94), che si trova a sud della città, e l'Aeroporto internazionale Charles De Gaulle, nella vicina Roissy-en-France (dipartimento 95). Un terzo aeroporto più piccolo, nella città di Beauvais (dipartimento 60), 70 km a nord di Parigi, viene utilizzato per i voli charter e dalle compagnie low-cost. L'Aeroporto di Le Bourget (dipartimento 93) attualmente ospita solo jet privati, fiere aeronautiche e un museo dell'aerospazio.
Parigi è densamente coperta da un sistema di metropolitana, il Métro (14 linee) così come da un grande numero di linee di autobus. Queste si interconnettono con una rete regionale ad alta velocità, la RER (Réseau Express Régional), e con la rete ferroviaria: treni pendolari, linee nazionali e TGV (o simili come Thalys ed Eurostar). Esistono due tramvie tangenziali nei sobborghi: la linea T1 va da Saint-Denis a Noisy-le-Sec, la linea T2 va da La Défense a Issy. una terza linea lungo la tangenziale sud è attualmente in costruzione.
La città è il nodo principale della rete autostradale francese, ed è circondata da una tangenziale, il Périphérique o il "périph" (35 km). Gli svincoli della tangenziale sono chiamati 'Portes', in quanto corrispondono alle porte della città. La maggior parte di queste 'Portes' dispone di parcheggi, dove i non residenti sono consigliati di lasciare l'auto, e di una stazione della metropolitana. Il traffico di Parigi è notoriamente lento e snervante.
Punti notevoli per arrondissement
Ogni arrondissement è composto di quartieri: si indicano qui distintamente, insieme ad alcuni dei luoghi notevoli che ospitano, senza alcuna pretesa di completezza, cercando però di non dimenticare nessuna delle vie e delle piazze dove non si può non passare, e i più impotanti spazi verdi e giardini (Parigi conta 426 spazi verdi, tra giardini e parchi pubblici, di varie dimensioni).
Negozi, grandi magazzini e hotel
Secondo Impero
- Specialità alimentari
- Fauchon, Place de la Madeleine
- Hédiard, Place de la Madeleine
- Berthillon (gelati), Île Saint-Louis
- Grandi magazzini
- Galeries Lafayette
- Printemps
- Hotel famosi
- Hôtel de Crillon, Place de la Concorde
- Hôtel George V, Avenue Georges V
- Hôtel Ritz Paris, Place Vendôme
Vita notturna
- Le Lido - cabaret sui Champs-Élysées noto per i suoi spettacoli esotici, fu frequentato da Elvis Presley.
- Moulin Rouge, Le Crazy Horse, Paris Olympia, Folies Bergères, Bobino - famosi nightclub.
- Le Buddha Bar, Barfly, El Barrio Latino, Hotel Costes, Georges – ristoranti e bar alla moda.
Squadre sportive
Le squadre sportive parigine più famose sono
Paris Saint-Germain, una squadra di calcio e
Stade Français, una squadra di rugby
Periferia e regione della Grande Parigi (Île-de-France)
rugby
- quartiere degli affari
- La Défense – a ovest, ospita le sedi delle principali aziende, cinema e centri commerciali.
- parchi di divertimento
- Disneyland Resort Paris – nella periferia est di Marne-la-Vallée
- Parc Astérix a nord (in Piccardia)
- Monumenti
- Arco de La Défense (Grande Arche de la Fraternité o Arche de la Défense).
- Palazzo di Versailles – il palazzo reale di Luigi XIV e dei sovrani successivi, nella località di Versailles a sudest. È la maggiore attrazione turistica di Francia.
- Vaux-le-Vicomte, presso Melun, un palazzo più piccolo che fu preso a modello per il Palazzo di Versailles.
- basilica di Saint Denis - una antica cattedrale gotica e luogo di sepoltura per molti monarchi Francesi, a nord della città.
Nomi di Parigi e dei suoi abitanti
In lingua francese la pronuncia del nome della città, Paris, nella convenzione dell'alfabeto fonetico internazionale è /paʀi/.
Il nome latino della città era Lutetia(/lutetja/), traslitterato dai francesi in Lutèce (/lytɛs/).Il nome fu poi cambiato in "Paris", derivato dal nome della tribù gallica dei parisi.
Parigi è nota come Paname (/panam/) nel Francese informale, ma questo termine sta gradualmente uscendo dall'uso.
Gli abitanti di Parigi sono detti Parisiens (/paʀizjɛ̃/) in Francese e Parigots (/paʀigo/) nel Francese informale.
Voci correlate
- Parigi (dipartimento francese)
- Arrondissement di Parigi
- Antichi arrondissement di Parigi
- Quartieri di Parigi
Relazioni internazionali
Città gemellate
Parigi è gemellata solo con 20px Roma (Italia), dal 1956. « Seule Paris est digne de Rome ; seule Rome est digne de Paris» (Solo Parigi è degna di Roma; solo Roma è degna di Parigi).
Citta partner
- 20px Kyoto, Giappone, 1958
- 20px Tokyo, Giappone, 1982
- 20px Il Cairo, Egitto, 1985
- 20px Amman, Giordania, 1987
- 20px Sana'a, Yemen, 1987
- 20px Berlino, Germania, 1987
- 20px Seoul, Corea del Sud, 1991
- 20px Mosca, Russia, 1992
- 20px Beirut, Libano, 1992
- 20px Jakarta, Indonesia, 1995
- 20px Chicago, Illinois, Stati Uniti d'America, 1996
- 20px Città di Québec, Québec, Canada, 1996
- 20px San Francisco, California, Stati Uniti d'America, 1996
- 20px Santiago del Cile, Cile, 1997
- 20px Tblisi, Georgia, 1997
- 20px Riyad, Arabia Saudita, 1997
- 20px Pechino, Cina, 1997
- 20px San Pietroburgo, Russia, 1997
- 20px Praga, Repubblica Ceca, 1997
- 20px Lisbona, Portogallo, 1998
- 20px Sofia, Bulgaria, 1998
- 20px Sydney, Australia, 1998
- 20px Jerevan, Armenia, 1998
- 20px Città del Messico, Messico, 1999
- 20px Varsavia, Polonia, 1999
- 20px Washington, DC, Stati Uniti d'America, 2000
- 20px Madrid, Spagna, 2000
- 20px Atene, Grecia, 2000
- 20px Londra, Regno Unito, 2001
- 20px Ginevra, Svizzera, 2002
- 20px Algeri, Algeria, 2003
- 20px Montréal, Québec, Canada, 2003
- 20px San Paolo, Brasile, 2004
Collegamenti esterni
su fr.wiki
- [http://fr.wikipedia.org/wiki/Wikip%C3%A9dia:Portail_de_Paris Portale Parigi]
- Lutetia
- Cronologia di Parigi
- l'Île-de-France (regione)
- la piazza dell'Hotel de Ville (place de Grève)
- il Collège de France
- i fratelli Montgolfier
- la Petite Ceinture e la Grande Ceinture
- le Galeries Lafayette Haussmann
- il Centre Pompidou
- le Halles
Altri collegamenti
- [http://www.reisebuero.tk Parigi]
- [http://www.asinah.org/weather/LFPG.html Previsioni del tempo per Parigi]
- [http://www.wikitravel.org/en/article/Paris Parigi su Wikitravel]
- [http://www.wanadoo.fr/bin/frame.cgi?service=ma_ville&u=http%3A//paris.tourismeville.wanadoo.fr/index.php%3Ftheme%3Dwebcam webcams, meteo, mappe e servizi vari su Parigi]
- [http://www.frommers.com/images/destinations/maps/jpg/62_parisarrondissements.jpg mappa cliccabile degli arrondissements]
- [http://www.paris.fr/portail/deplacements/Portal.lut?page_id=27 i ponti di Parigi] (sul sito della città)
Categoria:Capitali di stato
categoria:Città della Francia
Categoria:Parigi
Categoria:Île-de-France
Categoria:Comuni del dipartimento di Parigi
Categoria:Comuni della regione dell'Île-de-France
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1794
Eventi
- 10 luglio - Il chimico inglese John Dalton scrive la prima relazione scientifica su di una malattia da cui è affetto e che poi prenderà il nome di daltonismo
Nati
Morti
- 8 maggio - Antoine Lavoisier, chimico
- 28 luglio - Massimiliano Robespierre, rivoluzionario francese, giustiziato con la ghigliottina
- 28 novembre - Cesare Beccaria, letterato e giurista italiano
094
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Rivoluzione francese
Con Rivoluzione francese si indica quel periodo della Storia della Francia che copre gli anni 1789-1799, lasso di tempo nel quale la monarchia venne rovesciata e una ristrutturazione radicale venne imposta alla Chiesa Cattolica Romana. Mentre la Francia sarebbe oscillata tra repubblica, impero e monarchia per i settantacinque anni successivi alla caduta della Prima Repubblica francese, per mano di Napoleone Bonaparte, la rivoluzione metterà comunque la parola fine all'ancien régime.
Cause
Molti fattori portarono alla rivoluzione; per certi versi, il vecchio ordine dovette soccombere alla sua stessa rigidità di fronte a un mondo in evoluzione; per altri, cadde sotto l'ambizione di una borghesia rampante, alleata con i contadini e i salariati, e con individui di tutte le classi che furono influenzati dalle idee dell'illuminismo. Con il procedere della rivoluzione e il passaggio del potere dalla monarchia ai corpi legislativi, gli interessi contrastanti di questi gruppi inizialmente alleati divenne fonte di conflitti e di bagni di sangue.
Certamente, tutte le seguenti ragioni devono essere considerate come cause della rivoluzione:
- Risentimento per l'assolutismo reale.
- Risentimento per il sistema signorile da parte di contadini, salariati e borghesia rampante.
- Il sorgere degli ideali dell'illuminismo.
- Un debito nazionale ingestibile, causato (e esacerbante) dal peso di un sistema di tassazione grossolanamente inequo.
- La scarsità di cibo negli anni immediatamente precedenti alla rivoluzione.
Storia
Preludio, 1770 -1787: Crisi finanziaria
Tutto ebbe inizio quando il re Luigi XVI di Francia affrontò una crisi nelle finanze reali. La corona francese, che era fiscalmente una cosa sola con lo stato, era profondamente indebitata. Durante i regni di Luigi XV e Luigi XVI diversi ministri, soprattutto Turgot, proposero senza successo di rivedere il sistema di tassazione francese per tassare i nobili. Tali misure incontratono una consistente resistenza da parte dei parlements (corti legislative), che la nobiltà dominava.
Il bisogno di aumentare le tasse pose il re in disaccordo con la nobiltà poiché i suoi ministri delle finanze erano tipicamente uomini rampanti, generalmente di origine non nobile. Turgot, Chrétien de Malesherbes, e Jacques Necker, l'uno dopo l'altro cercarono di rivedere il sistema di tassazione e di introdurre nuove riforme, come per il tentativo di Necker di ridurre la prodigalità della corte reale. Ognuno di questi venne rifiutato.
Per contro, Charles Alexandre de Calonne, nominato ministro delle finanze nel 1783, ripristinò le spese dissolute reminescenti dell'età di Luigi XIV. Nel momento in cui Calonne riunì un'assemblea di notabili, il 22 febbraio 1787, per descrivere la situazione finanziaria, la Francia era in bancarotta: nessuno voleva prestare al Re fondi sufficienti per andare incontro alle spese del governo e della corte. Secondo Mignet, i prestiti ammontavano a "milleseicentoquarantasei milioni... e... c'era un deficit annuale di quarantasei milioni (presumibilmente di livres)". [http://www.outfo.org/literature/pg/etext06/8hfrr10.txt] Calonne venne sostituito dal suo principale critico, Etienne Charles de Loménie de Brienne, arcivescovo di Sens, ma la situazione sostanziale restò immutata: il governo non aveva credito. Per cercare di porre rimedio, l'assemblea "sancì la costituzione di assemblee provinciali, una regolamentazione del commercio dei cereali, l'abolizione delle corvée, e una nuova marca da bollo; si ruppe il 25 maggio 1787". [http://www.outfo.org/literature/pg/etext06/8hfrr10.txt]
La lotta susseguente con i parlements in un tentativo senza successo di applicare queste misure, mostrò i primi segni aperti che l' ancien régime stava cedendo. Nella lotta seguente,
- ai protestanti vennero restituiti i loro diritti.
- Luigi XVI promise una pubblicazione annuale dello stato delle finanze.
- Luigi XVI promise di convocare gli Stati Generali nel giro di cinque anni
I parlements contestarono questa come "tirannia ministeriale". In risposta, diversi nobili, incluso Luigi Filippo II, Duca d'Orleans vennero banditi, il che provocò un'altra serie di decreti in conflitto tra il Re e i parlements. Il conflitto uscì dalle corti e (oltre la nobiltà) con turbolenze in Delfinato, Bretagna, Provenza, Fiandre, Linguadoca, e Béarn.
Nonostante la teoria che vedeva lancien régime della Francia come una monarchia assoluta, divenne chiaro che il governo reale non poteva fare i cambi che desiderava senza il consenso della nobiltà. La crisi finanziaria era diventata anche crisi politica.
Preludio, 1788 - maggio 1789: Luigi XVI convoca gli Stati Generali
Il 13 luglio 1787 il parlamento e la nobiltà avevano richiesto che il Re chiamasse gli Stati Generali; questa richiesta era stata assecondata dagli Stati del Delfinato nell'assemblea di Vizille; il 18 dicembre 1787, il Re promise di convocare gli Stati Generali nel giro di cinque anni; dopo le dimissioni di Brienne, il 25 agosto 1788, e con Necker di nuovo in carica per le finanze nazionali, il Re, l'8 agosto 1788, acconsentì a convocare gli Stati generali nel maggio 1789, per la prima volta dal 1614.
La prospettiva degli Stati generali evidenziò il conflitto di interessi tra il Secondo Stato (la nobiltà) e il Terzo stato (in teoria, tutta la gente comune, in pratica la borghesia). Gli aristocratici pensarono di servirsi del loro predominio nell'assemblea per riconquistare i propri tradizionali privilegi, mentre i borghesi, ispirandosi al modello inglese, sperarono trasformare la monarchia assoluta in una monarchia costituzionale più rispondente alle reali necessità del Paese. La borghesia, in contrasto con la nobiltà e con l'alto clero, rappresentava gli interessi e le aspirazioni della maggioranza della popolazione francese. La società era cambiata dal 1614. Il Primo Stato (il clero) assieme al Secondo Stato rappresentavano solo il 2 percento della popolazione francese. Il Terzo Stato, teoricamente rappresentante del restante 98%, e in pratica rappresentante di una fetta crescente del benessere nazionale, poteva ancora essere messo in minoranza dagli altri due, che storicamente avevano spesso votato assieme. Molti nella classe emergente videro la chiamata degli Stati Generali come una possibilità di guadagnare potere.
In base al modello del 1614, gli Stati Generali sarebbero consistiti di un numero uguale di rappresentanti per ogni Stato. Il Terzo Stato chiese una rappresentanza doppia (che già aveva nelle assemblee provinciali). Questo divenne un soggetto per gli opuscolisti, l'opuscolo più notevole fu quello dell'abate Emmanuel Joseph Sieyès: "Cos'è il Terzo Stato?". Necker, sperando di evitare il conflitto, riunì una seconda assemblea di notabili il 6 novembre 1788, ma, per il suo imbarazzo, questi rigettarono il concetto di rappresentanza doppia. Chiamando l'assemblea, Necker aveva meramente sottolineato l'opposizione dei nobili all'inevitabile politica.
Un decreto reale del 27 novembre 1788 annunciò che gli Stati generali sarebbero ammontati ad almeno un migliaio di deputati; garantiva inoltre la rappresentazione doppia. In aggiunta, i semplici sacerdoti (curés) potevano servire come deputati per il Primo Stato, e i protestanti per il Terzo Stato.
Secondo Mignet, dopo delle elezioni ragionevolmente oneste, "I deputati della nobiltà erano composti da 242 gentiluomini e 28 membri del parlamento; quelli del clero, di 48 vescovi e arcivescovi, 35 abati e decani, e 208 curati; e quelli del Terzo Stato, di due ecclesiastici, 12 nobili, 18 magistrati cittadini, 200 membri delle contee, 212 avvocati, 16 medici e 216 mercanti e agricoltori". Altre fonti danno cifre leggermente differenti, vedi Stati Generali.
5 maggio 1789 - 17 giugno 1789: Dagli Stati Generali all'Assemblea Nazionale
Quando gli Stati Generali convennero a Versailles il 5 maggio 1789, tra l'acclamazione generale, molti nel Terzo Stato videro la rappresentanza doppia come una rivoluzione gia pacificamente conseguita. Comunque, con l'etichetta del 1614 strettamente rinforzata, il clero e la nobiltà in pompa magna, l'ubicazione fisica dei deputati dei tre Stati dettata dal protocollo di un'era precedente, ci fu un immediato suggerimento che in realtà era stato ottenuto molto meno. I rappresentanti del Terzo stato portarono dalle città e dalle province i "quaderni di doglianza" (cahiers de doléance) in cui erano elencati i soprusi ai quali contadini e borghesi erano ancora sottoposti.
Quando Luigi XVI e Barentin (il guardasigilli) si rivolsero ai deputati il 6 maggio, il Terzo Stato scoprì che il decreto reale che garantiva la rappresentanza doppia celava un trucco. Si, avevano più rappresentanti degli altri due Stati combinati, ma il voto si sarebbe svolto "per ordini": i 578 rappresentanti del Terzo Stato, dopo aver deliberato, avrebbero avuto il loro voto collettivo pesato esattamente come quello di uno degli altri Stati. L'intento apparente del Re e di Barentin era quello che tutti andassero direttamente al problema delle tasse. La maggior rappresentanza del Terzo Stato doveva essere solo simbolica, senza dargli nessun potere extra. Necker aveva più simpatia per il Terzo Stato, ma in quell'occasione parlò solo della situazione fiscale, lasciando a Barentin il compito di parlare su come gli Stati Generali avrebbero operato.
Cercando di evitare il problema della rappresentanza e di focalizzarsi unicamente sulle tasse, il Re e i suoi ministri avevano gravemente malgiudicato la situazione. Il Terzo Stato voleva che gli stati si incontrassero come un unico corpo e votassero per deputato. Gli altri due stati, pur avendo le loro doglianze contro l'assolutismo reale, credevano, correttamente, come la storia avrebbe dimostrato, che avrebbero perso più potere verso il Terzo Stato di quello che avrebbero guadagnato dal Re. Il ministro del Re, Necker, simpatizzò con il Terzo Stato, ma l'astuto finanziere era un politico non altrettanto astuto. Decise di far continuare l'impasse fino al punto di stallo prima di entrare nella mischia. Il risultato fu che per il momento in cui il Re cedette alle domande del Terzo Stato, sembrò a tutti una concessione estorta alla monarchia, piuttosto che un dono magnanimo che avrebbe convinto la popolazione della buona volontà del Re.
L'impasse fu immediata. Il primo argomento di trattativa degli Stati Generali fu la verifica dei poteri. Mirabeau, nobile egli stesso ma eletto per rappresentare il Terzo Stato, cercò senza riuscirci di tenere tutti e tre gli ordini in un'unica sala per la discussione. Invece di discutere le tasse del Re, i tre Stati iniziarono a discutere sull'organizzazione della legislatura. La spola diplomatica andò avanti senza successo fino al 27 maggio 1789, quando i nobili votarono per prendere una posizione ferma sulla verifica separata. Il giorno seguente, l'abate Sieyès (un membro del clero ma, come Mirabeau, eletto a rappresentare il Terzo Stato) mosse affinché il Terzo Stato, che ora si riuniva come i Communes (It.: "Comuni"), procedesse con la verifica e invitasse gli altri Stati a prendere parte, invece di aspettare gli altri due Stati.
Il 17 giugno 1789, con il fallimento degli sforzi per riconciliare i tre Stati, i Communes completarono il loro processo di verifica, diventando l'unico stato i cui poteri fossero stati appropriatamente legalizzati. I Communes quasi immediatamente votarono una misura molto più radicale: essi si dichiararono come Assemblea Nazionale, un'assemblea non degli Stati ma del popolo. Essi invitarono gli altri ordini ad unirsi, ma resero chiaro che intendevano fare gli interessi della nazione con o senza di loro.
Assemblea Nazionale
17 giugno 1789 - 1791: L'Assemblea Costituente e la Presa della Bastiglia
Questa assemblea costituita di fresco si collegò immediatamente ai capitalisti -- la fonte del credito necessario per finanziare il debito pubblico -- e alla gente comune. Essi consolidarono il debito pubblico e dichiararono che tutte le tasse esistenti erano state precedentemente imposte illegalmente, ma votarono le stesse provvisoriamente, solo fintanto che l'assemblea continuava a riunirsi. Questo ridiede fiducia al capitale e gli diede un forte interesse nel tenere l'assemblea in sessione. Per quanto riguarda la gente comune, un comitato di sussistenza venne stabilito per affrontare la carenza di cibo.
Il precedente piano di conciliazione di Necker -- uno schema complesso di concessioni ai comuni su alcuni punti e di forte resistenza su altri -- era stato superato dagli eventi. Non più interessato ai consigli di Necker, Luigi XVI, sotto l'influenza dei cortigiani del suo consiglio privato, si risolse a rivolgersi all'assemblea, annullare il suo decreto, comandare la separazione degli ordini, e dettare che le riforme fossero effettuate dagli Stati Generali restorati.
È (a malapena) immaginabile che se Luigi avesse semplicemente marciato dentro la Salle des États, dove l'Assemblea Nazionale si incontrava, il suo piano avrebbe potuto riuscire. Invece, se ne restò a Marly e ordinò la chiusura della sala, aspettandosi di impedire all'assemblea di riunirsi per diversi giorni, mentre lui si preparava. L'Assemblea spostò semplicemente le proprie deliberazioni nel campo da pallacorda del Re, dove procedette al Giuramento della Sala della Pallacorda (20 giugno 1789), con il quale si accordò per non sciogliersi finche non fosse stata data una costituzione alla Francia.
Due giorni dopo, privata anche dell'uso della Sala della Pallacorda, l'Assemblea Nazionale si riunì nella chiesa di Saint-Louis, dove venne raggiunta dalla maggioranza dei rappresentanti del clero: gli sforzi per ripristinare il vecchio ordine erano serviti solo per accelerare gli eventi. Quando, il 23 giugno 1789, in accordo con il suo piano, il Re si rivolse finalmente ai rappresentanti dei tre Stati, si trovò di fronte a un silenzio di pietra. Egli concluse ordinando a tutti di disperdersi, e venne obbedito dai nobili e dal clero. I deputati della gente comune rimasero seduti in un silenzio che venne finalmente rotto da Mirabeau, il cui breve discorso così culminò, "Una forza militare circonda l'Assemblea! Dove sono i nemici della nazione? C'è Catilina alle nostre porte? Io richiedo, investite voi stessi con la vostra dignità, con il vostro potere legislativo, accludete a voi la religione del vostro giuramento. Questo non vi permette di sciogliervi finché non avrete formato una costituzione". [http://www.outfo.org/literature/pg/etext06/8hfrr10.txt] I deputati resistettero.
Necker, cospicuo con la sua assenza dal partito reale in quel giorno, si trovò in disgrazia con Luigi, ma nuovamente nelle grazie dell'Assemblea Nazionale. Quelli del clero, che si erano uniti all'Assemblea nella chiesa di Saint-Louis, rimasero; 47 membri della nobiltà, incluso il Duca d'Orléans, si unirono a loro; per il 27 giugno, il partito reale aveva ceduto apertamente, anche se la probabilità di un contraccolpo militare rimase nell'aria. I militari francesi incominciarono ad accorrere in grande numero attorno a Parigi e Versailles.
Messaggi di supporto inondarono l'Assemblea da Parigi e da altre città della Francia. Il 9 luglio 1789 l'Assembea si ricostituì come Assemblea Nazionale Costituente, rivolgendosi al re in termini educati ma fermi, richiedendo la rimozione delle truppe (che ora includevano reggimenti stranieri, la cui obbedienza al Re era molto più grande di quella delle truppe francesi), ma Luigi dichiarò che lui solo poteva giudicare il bisogno delle truppe, e li rassicurò che queste erano una misura strettamente precauzionale. Luigi "offrì" di muovere l'Assemblea a Noyon o Soissons: il che vale a dire, di porla in mezzo a due eserciti e privarla del supporto dei parigini.
Parigi fu unanime nel supportare l'Assemblea, vicina all'insurrezione e, nelle parole di Mignet, "intossicata di libertà ed entusiasmo". [http://www.outfo.org/literature/pg/etext06/8hfrr10.txt] La stampa pubblicò i dibattiti dell'Assemblea; la discussione politica si estese oltre ad essa e arrivò nelle piazze e nei salotti della capitale. Il Palais Royal e l'area circostante divennero il luogo di continui incontri. La folla, con l'autorità degli incontri al Palais Royal, aprì le prigioni dell'Abbazia per rilasciare alcuni granatieri delle Guardie Francesi che erano stati imprigionati per essersi rifiutati si aprire il fuoco sulla gente. L'Assemblea li raccomandò alla clemenza del Re, questi tornarono in prigione e ricevettero il perdono. Il loro reggimento ora pendeva dalla parte della causa popolare.
Presa della Bastiglia
Incendi nelle campagne
Soissons
Mentre la borghesia si impadroniva del potere, in provincia, bande armate di contadini percorrevano le campagne, incendiando i raccolti e soprattutto i castelli dei nobili, nelle cui biblioteche erano da secoli custoditi i documenti che imponevano ai contadini i diritti signorili. Fu questa la grande paura che per diverse settimane esplose spesso con inconsulta violenza anche contro borghesi e mercanti, accusati di accaparrare le derrate, contro magistrati invisi, contro gli agenti delle imposte che rappresentavano l'odiato potere regio. Di fronte alla grave situazione determinatasi nelle campagne, il 4 agosto 1789, l'Assemblea Nazionale deliberò l'abolizione del feudalesimo, abolendo sia i diritti signorili del Secondo Stato che le decime raccolte dal Primo Stato. Il 26 agosto pubblicò la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, che negli anni a venire avrebbe costituito l'ideale delle lotte politico-civili per la libertà dei popoli. A tali principi s'ispirò l'Assemblea Nazionale, che elaborò una costituzione monarchica simile a quella inglese, fondata sulla separazione tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario.
Per porre rimedio alla crisi economica, le leggi passate il 2 novembre 1789, 13 febbraio 1790 e 19 aprile 1790, confiscavano i terreni della Chiesa in favore dello Stato. La Costituzione civile del clero venne passata il 12 luglio 1790 e firmata dal Re il 26 dicembre 1790, trasformando la restante parte del clero in impiegati dello Stato ai quali veniva richiesto un giuramento di fedeltà alla costituzione. In base a questa decisione vescovi e parroci, in quanto funzionari dello stato, avrebbero dovuto prestare giuramento di fedeltà alla nazione e alla legge. Il pontefice Pio VI diffidò i vescovi e i parroci francesi dal prestare il giuramento. In Francia il clero si divise: una minoranza di vescovi e un buon numero di parroci aderirono alla Costituzione civile del clero e prestarono giuramento (clero giurato), ma una maggioranza obbedì agli ordini del pontefice e rifiutò di giurare (clero refrattario). Tale fatto creò una grave crisi religiosa, perché il clero refrattario andò ad accrescere le file dei controrivoluzionari, i quali in tal modo potevano adesso atteggiarsi, oltre che a difensori del sovrano assoluto, anche a paladini della fede cattolica perseguitata, mentre tra i più accesi sostenitori della rivoluzione si andavano diffondendo violenti sentimenti anticlericali che cominciarono presto a manifestarsi con atti di violenza contro i parroci ostili alla Costituzione civile. Delle nuove banconote vennero introdotte lo stesso anno, causando un'alta inflazione.
Tra il 1790 e il 1791, l'Assemblea Nazionale Costituente lavorò per dare alla Francia un assetto monarchico costituzionale, ma dovette anche affrontare gravi problemi politici ed economici. Nell’assemblea, alla destra del presidente sedevano gli aristocratici e i rappresentanti dell'alto clero, che costituivano la parte reazionaria dell'assemblea; al centro sedevano i cosiddetti costituzionali, cioè i rappresentanti dell'alta borghesia e qualche nobile come la Fayette, che volevano fermamente una costituzione monarchica e la divisione dei tre poteri dello Stato (legislativo, esecutivo, giudiziario); alla sinistra del presidente, sedevano elementi della borghesia radicale, più ansiosa di riforme, mentre all'estrema sinistra si trovavano i democratici più intransigenti, tra le cui fila sedeva Maximilien Robespierre. Il dibattito delle idee avveniva nei club che riunivano gli aderenti ai differenti gruppi politici. Nei club si mettevano a confronto le idee e si discutevano le proposte da presentare all'Assemblea. Il club dei Giacobini riuniva i rappresentanti della borghesia e i democratici, come Robespierre e Desmoulins. Il club dei Cordiglieri raccoglieva uomini di più accese idee democratiche, come Danton e Marat. L'Assemblea Nazionale tentò inutilmente di convincere il re alla collaborazione.
1791-1792: L'Assemblea Legislativa e la caduta della monarchia
La nuova costituzione fu emanata nel 1791. Il sovrano, deteneva il potere esecutivo. In aperta contraddizione con i principi della dichiarazione dei diritti dell'uomo, l'Assemblea, in cui prevaleva la borghesia conservatrice, stabilì che la pienezza dei diritti politici sarebbe spettata solo ai cittadini attivi, cioè a coloro che godevano di un certo reddito; tutti gli altri, i cosiddetti cittadini passivi, non potevano eleggere propri rappresentanti. Nella prima fase del processo rivoluzionario, guidata dalla borghesia più facoltosa, il re non seppe cogliere l'opportunità di una valida collaborazione con l'Assemblea Nazionale, anzi si irrigidì nell'assurdo rifiuto di concedere la propria sanzione sia alla Dichiarazione dei diritti, sia all'abolizione dei privilegi feudali, inoltre il sovrano si lasciò convincere dagli aristocratici a radunare attorno a Versailles nuove truppe. A questo stato di cose si aggiungeva il malumore popolare per il rincaro dei prezzi, causato dai torbidi dell'estate nelle campagne. A Parigi il malcontento serpeggiava, alimentato dagli agitatori che diffidavano, non a torto, del re e della corte.
Il re, però, si legò agli aristocratici più intransigenti, spinto anche dagli scrupoli religiosi che gli vietavano di approvare i provvedimenti contro il clero refrattario, infine decise di fuggire con tutta la famiglia per unirsi ai nobili in esilio. La fuga fu attuata il 20 giugno 1791, ma il sovrano fu riconosciuto e arrestato a Varennes. L'Assemblea decretò la chiusura delle frontiere, ma, temendo che la detronizzazione di Luigi XVI avrebbe provocato una guerra con le monarchie europee e che la proclamazione della repubblica avrebbe scatenato la guerra civile, cercò di riabilitare il re sostenendo la tesi di un tentativo di rapimento, mentre i Cordiglieri raccoglievano firme per una pubblica petizione con la quale si chiedeva la fine della monarchia.
Il 17 luglio 1791, al campo di Marte, una folla si riunì per firmare, ma, a causa di un grave incidente, l'Assemblea ordinò alla Guardia nazionale di disperdere la folla causando la morte di una cinquantina di persone. In settembre la nuova Costituzione, che rendeva la Francia una monarchia constituzionale, era pronta, il re l'accettò e l'assemblea Costituente si sciolse, trasmettendo il potere ad un'Assemblea Legislativa.
Il Re doveva dividere i poteri con l'Assemblea Legislativa eletta (che succedeva all'Assemblea Nazionale), ma manteneva il veto reale e la possibilità di scegliere i ministri. Alla fine del 1791 la situazione interna era ancora problematica, mentre i prezzi dei generi di prima necessità continuava a salire e sia nelle province, sia nella capitale, serpeggiava il malcontento. All'inizio del 1792, furono confiscati i beni del clero refrattario e degli emigrati.
Emersero nuove fazioni come i Foglianti (monarchici costituzionali), i Girondini (repubblicani liberali) e i Giacobini (radicali rivoluzionari). Il re sperava in un intervento straniero, ma l'imperatore d'Austria, fratello della regina, e il re di Prussia esitavano ad intraprendere una guerra. L'Assemblea invece sperava che una guerra obbligasse il re ad accettare la nuova realtà costituzionale. Il Re, i Foglianti , i Girondini e i Cordiglieri volevano andare in guerra. Il Re voleva la guerra per diventare popolare o essere sconfitto: entrambi i casi lo avrebbero reso più forte. I Girondini volevano esportare la Rivoluzione in tutta Europa. Infine i Cordiglieri desideravano la guerra perchè questa avrebbe costretto il Re a palesare le sue reali intenzioni riguardo alla rivoluzione.Robespierre e parte dei giacobini, invece, temevano una guerra, sapendo che l'esercito francese era male organizzato.
Nel 1792, morì Leopoldo II d'Austria e salì al trono il figlio Francesco I. Quando a Parigi presero il potere i Girondini, Austria e Prussia scesero in guerra contro la Francia (20 aprile 1792), iniziarono così le Guerre Rivoluzionarie Francesi.
1792: La Repubblica
L'offensiva francese fallì, molti ufficiali aristocratici disertarono e si sospettò che il re avesse tradito. A Parigi la comune, cioè l'autorità municipale, catalizzò i malumori del popolo. L'assemblea legislativa, guidata dai Girondini, votò a favore della deportazione dei preti refrattari e dell'acquartieramento di soldati federati (provenienti dalla provincia) per proteggere la capitale da un colpo di Stato. Il re pose il veto a tali provvedimenti. La folla il 20 luglio 1792 invase il palazzo reale, ma l'opinione pubblica si sollevò a favore del re e questi mantenne il veto, mentre gli Austro-prussiani passavano all'offensiva e i Girondini, sperando di tornare al governo, facevano capire di essere contrari alla deposizione del re. La Fayette propose al re di abbandonare Parigi, dove Robespierre propugnava l'abbattimento della monarchia. Nella notte tra il 9 ed il 10 agosto 1792 fu creata una comune insurrezionale, gli insorti assalirono il palazzo reale delle Tuileries, l'Assemblea legislativa dichiarò decaduto Luigi XVI che fu arrestato ed imprigionato con la famiglia. I deputati dell'assemblea legislativa convocarono una nuova assemblea, la Convenzione, eletta a suffragio universale maschile, con il compito di trasformare la Francia in Repubblica.
1792-26 settembre 1795: La Convenzione
I drammatici e sanguinosi avvenimenti del 10 agosto 1792 segnarono la scomparsa della monarchia assoluta in Francia. L'Assemblea Legislativa, che non aveva saputo controllare la situazione, era ormai screditata e si impose in Parigi e sul movimento rivoluzionario, la Comune, che aveva organizzato le forze popolari per dare il colpo di grazia alla monarchia e per orientare la rivoluzione nel senso voluto dalla piccola borghesia giacobina, dagli operai e dagli artigiani, ossia una politica radicalmente antinobiliare, capace anche di limitare il potere della ricca borghesia e di colpire gli avversari della rivoluzione. In attesa di una Convenzione, cioè di una nuova assemblea costituente, il potere esecutivo passò nelle mani di un Consiglio Esecutivo Provvisorio, costituito dai Girondini e dominato da Danton e il potere legislativo, formalmente riservato alla Legislativa, era esercitato dalla Comune, ma tra la Comune e la Legislativa esistevano forti tensioni, perché i membri dell’Assemblea si erano sempre dimostrati troppo riguardosi nei confronti del re. Alla fine dell'agosto 1792 la situazione era drammatica perché ormai Prussiani e Austriaci erano penetrati in terra francese, mentre in alcuni dipartimenti si verificavano violenti tentativi controrivoluzionari.
La Comune e l'Assemblea adottarono misure straordinarie: nuovi volontari furono reclutati, le case furono perquisite alla ricerca di armi e di persone sospette, attorno a Parigi si approntarono opere di difesa, mentre aumentavano i sospetti, l'odio, i timori. Tra il 2 e il 5 settembre, bande armate, tra l'indifferenza della popolazione e dei governanti, invasero le prigioni e massacrarono aristocratici, preti refrattari, delinquenti comuni, innocenti, dopo processi farseschi e ignobili. Danton, ministro della giustizia, non intervenne. La nuova assemblea costituente, la Convenzione, si riunì il giorno 20 settembre, mentre a Valmy la superiorità dell'artiglieria francese costringeva gli invasori e gli emigrati a retrocedere.
Il 21 settembre fu proclamata la repubblica mentre si susseguivano le vittorie francesi e, a novembre, iniziava l'occupazione francese del Belgio. Il potere legislativo della nuova repubblica venne conferito alla Convenzione Nazionale, mentre il potere esecutivo andò al Comitato di Sanità Pubblica. I Girondini divennero il partito più influente della convenzione e del Comitato. La Convenzione, i cui membri erano stati eletti senza distinzioni tra cittadini attivi e passivi, era più aperta dell'assemblea precedente alle esigenze popolari e democratiche. L'ala destra era rappresentata adesso dai Girondini, interpreti soprattutto delle esigenze della borghesia benestante, repubblicana, ma contraria a ogni riforma sociale che potesse compromettere la posizione di predominio delle classi più agiate. Al centro sedevano i deputati indipendenti della cosiddetta Pianura o Palude. La sinistra era rappresentata dalla cosiddetta Montagna, costituita dai Giacobini appoggiati dai club popolari e democratici della capitale.
Nel gennaio del 1793 il sovrano venne condannato alla pena capitale, per "cospirazione contro le libertà pubbliche e la sicurezza generale" per un voto di maggioranza alla convenzione (361 a 360). In gran parte i Montagnardi erano borghesi intellettuali seguaci delle teorie illuministiche. I rapporti tra Gironda e Montagna divennero difficili a causa del processo al sovrano, infatti, i Girondini cercarono di salvare Luigi XVI mentre i Montagnardi, erano decisi a votare la condanna a morte. I Girondini allora chiesero che la condanna fosse sottoposta alla ratifica popolare, ma questo estremo tentativo fallì. Il 21 gennaio 1793 l’ex sovrano di Francia Luigi XVI fu ghigliottinato. Quest'uomo, che in fondo scontava colpe non sue, affrontò la fine coraggiosamente, e la sua morte scavò un abisso incolmabile tra il presente e il passato, tra la Francia repubblicana e le potenze monarchiche europee.
La guerra e la controrivoluzione vandeana
Nel febbraio 1793, l'Inghilterra, guidata da William Pitt il Giovane (figlio dell'omonimo ministro), prendendo a pretesto l'esecuzione di Luigi XVI, ma in realtà preoccupata dall'avanzata francese nel Belgio verso l'Olanda, entrò in guerra, alleandosi con l'Austria e la Prussia e trascinando con sé la Russia, la Spagna, il Portogallo, lo Stato Pontificio e gli altri stati italiani: nacque così la prima coalizione antifrancese, che costrinse le truppe francesi ad abbandonare il Belgio. Poco tempo dopo, la Vandea e le altre province dell'ovest, di sentimenti monarchici, colpite dall'esecuzione del sovrano, dai provvedimenti contro il clero refrattario e dalla coscrizione imposta dai Convenzionali, si ribellarono e massacrarono i repubblicani devoti al governo parigino. Sotto la guida degli aristocratici, le bande armate dei contadini in rivolta assunsero il controllo di vaste zone dell'ovest della Francia e occuparono anche alcune città, superando la resistenza della Guardia Nazionale.
L'entrata in guerra dell'Inghilterra, che appoggiava una rivolta indipendentista in Corsica costituiva un grave colpo per la Francia, che ben presto risentì delle conseguenze negative del blocco dei mari e vide quindi acuirsi la crisi economica interna, che contribuì a esasperare il popolo. La Convenzione prese qualche provvedimento per contenere gli effetti più dannosi della crisi, varando un prestito pubblico obbligatorio e un calmiere sui prezzi del grano, ma quando si trattò di procedere oltre, i Girondini si irrigidirono e, anche se molti di essi, impauriti dalla piazza, si schierarono con la Montagna, una minoranza rimase salda nella difesa dei principi sociali tradizionali, pertanto alcuni Girondini, in seguito ai tumulti scoppiati furono arrestati e qualche mese più tardi ghigliottinati. La Montagna rimaneva così la dominatrice della Convenzione, mentre Danton, che invano aveva tentato dl stabilire un accordo con la Gironda, vedeva diminuire il proprio prestigio alla Convenzione a tutto vantaggio di Robespierre che si era energicamente battuto a favore delle esigenze popolari.
Terrore e congiura termidoriana
Montagna]
La Montagna, vittoriosa contro la Gironda, ereditò una situazione politica assai difficile. Gli eserciti nemici riportarono durante l'estate del 1793 numerosi successi, la Vandea era in rivolta, in numerosi dipartimenti del Centro-Sud i Girondini fuggiaschi provocavano la rivolta contro la capitale. Nel luglio del 1793 Charlotte Corday, uccise Marat, uno dei più sanguinari capi della rivoluzione, poco dopo, le città del Sud, massacrati i Giacobini, chiesero l'intervento degli Inglesi, che occuparono Tolone.
Con il peggiorare della guerra, i prezzi salirono ulteriormente e i sanculotti (lavoratori poveri e giacobini radicali) si ribellarono.
Questo portò i giacobini a prendere il potere con un colpo parlamentare.
I Giacobini, a Parigi, decretarono leva in massa e il calmiere sui beni di maggior consumo e adottarono disposizioni a favore dei contadini. Nel giugno 1793, entrò in vigore la Costituzione dell'anno I che eliminava ogni distinzione tra i cittadini e riformava il calendario (Calendario Rivoluzionario Francese), assumendo come data di riferimento il 21 settembre 1792, giorno in cui era stata proclamata la repubblica. La guida del Paese fu assunta dal Comitato di Salute Pubblica, di cui faceva parte Maximilien Robespierre, che cercò di creare un sistema di sicurezza che impedisse ogni tentativo controrivoluzionario.
Attraverso una catena di Comitati di sorveglianza i sospetti furono arrestati e giudicati da sbrigativi Tribunali rivoluzionari inappellabili. Inoltre fu riorganizzato l'esercito. Almeno 1200 persone trovarono la morte sotto la ghigliottina dopo accuse di attività contro-rivoluzionaria. Il minimo indizio di pensiero o attività contro-rivoluzionaria (o, come nel caso di Jacques Hébert, zelo rivoluzionario superiore a quello di coloro che avevano il potere) poteva porre una persona sotto sospetto, e i processi non erano troppo scrupolosi. Questa serie di eventi può essere ragionevolmente paragonata alla | | |