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Medioevo
In una rappresentazione schematica della Storia d'Europa che preveda tre ere, classica, medioevale e moderna, il Medioevo (termine coniato da Flavio Biondo) è il periodo intermedio, il cui inizio viene collocato, per l'intera Europa, nel 476, cioè nell'anno che segna, secondo una convenzione fissata dagli storici, la fine dell'Impero Romano d'Occidente.
Diversamente, la conclusione di questa era viene collocata in ciascun paese in date diverse, che coincidono con la nascita delle rispettive monarchie nazionali ed il periodo rinascimentale. Alcune date comunemente utilizzate sono il 1453, con la caduta di Costantinopoli in mano ai Turchi o la fine della Guerra dei Cent'Anni tra Inghilterra e Francia, il 1492, con la fine del periodo islamico in Spagna e la scoperta delle Americhe da parte di Cristoforo Colombo, ed il 1517, con la Riforma protestante.
Una suddivisione comunemente utilizzata del medioevo è tra:
- "Alto Medioevo" (da qualcuno detto dei "secoli bui"), che va dal V al X secolo ed è caratterizzato da condizioni economiche disagiate e da continue invasioni da parte di Slavi, Arabi, Vichinghi e Magiari;
- "Basso Medioevo", un periodo intermedio, che vede lo sviluppo di forme di governo basate su signorie e vassallaggio, con la costruzione di castelli e la rinascita della vita nelle città; poi un crescente potere reale e la rinascita di interessi commerciali, specie dopo la peste del XIV secolo.
Dal punto di vista sociale, dopo il collasso dell'Impero Romano d'Occidente, si assistette ad una prima fase con la lotta tra le popolazioni del nord e dell'est europeo per la ricostruzione a livello locale dell'organizzazione amministrativa, militare, economica e giuridica; questa fase fu poi seguita, verso la fine del medioevo, da una nuova fase di accentramento dei poteri a livello nazionale. Cruciale in questa organizzazione fu la struttura feudale che, se da un lato permetteva una certa stabilità grazie all'organizzazione continentale del sistema, non fu mai sufficientemente forte da togliere completamente autonomia alle realtà locali, che così poterono gestire la transizione tra l'uniformità dell'Impero romano e la nascita degli stati nazionali.
Una realtà in grado di dare uniformità al panorama europeo fu la comune radice religiosa basata sul cristianesimo, ereditata dall'ultimo periodo romano e proseguita fino al IX secolo con la separazione della Chiesa ortodossa dalla Chiesa cattolica nel 1054. Questa radice comune portò da una lato ad una commistione tra potere temporale e religioso che ebbe nella Riforma protestante l'espressione di dissenso più acuto, ma dall'altra permise di mantenere un'identità culturale a livello continentale che permise dei momenti di coesione, come nel caso delle crociate.
Filosoficamente, il Medio Evo si caratterizza per una grande fiducia nella ragione umana, che si esprime nella corrente della scolastica, il cui maggior esponente è Tommaso d'Aquino. La crisi di questa corrente filosofica, con autori come Duns Scoto e soprattutto Guglielmo di Occam, segnata da un crollo di fiducia nella ragione e da un conseguente crescente fideismo, portò alla fine del pensiero medioevale ed alla nascita del pensiero moderno.
Voci correlate
- Occidente medievale dal 500 al 1500
- Storia, Storia Antica, Storia Moderna
- Sacro romano impero
- Elenco dei Papi
categoria:medioevo
ja:中世
simple:Middle Ages
Storia d'Europa Le origini
Mentre le prime tracce umane in Europa risalgono al 35.000 AC, i primi insediamenti umani vengono datati attorno al 7000 AC.
All'inizio l'Europa fu un'immensa colonia dell'oriente, colonizzata ad ondate successive. Le prime popolazioni di coloni arrivarono per via terrestre attraversando il bosforo e portando con se frammenti di lingue e religioni dell'area compresa tra l'India e l'antica Persia. Questi primi coloni erano dediti alla pastorizia e ad un tipo rudimentale di coltivazione annua. Non vi erano possedimenti privati stabili nel tempo e non vi erano quasi neanche città. Erano per lo più nomadi sempre in guerra che con il passare del tempo si mescolavano con le tribù aborigene di selvaggi dell'Europa. Queste genti apparvero come barbare alle successive ondate di coloni di origine asiatica che giunsero per mare e si stanziarono inizialmente nelle isole greche, nell'attuale Grecia, Italia e nella penisola iberica.
Questa seconda ondata di coloni giungeva dalle città dell'Egitto, della Fenicia, della Lidia, della Frigia, della Colchide e per prima cosa esportarono il loro modo di vivere. Costruirono degli stabili domicili, le urbs: insediamenti circondate da mura; prima costruivano le mura e poi all'interno le case. Introdussero così il concetto stabile di proprietà privata. Erano popolazioni di agricoltori e traevano da essa il loro principale sostentamento. Queste colonie erano tra loro collegate dal commercio e si diffondevano creando altre città e lo stesso stile di vita.
In Italia le città diventano stabili mercati, officine e porti, alimentate dal commercio con paesi lontani. Con il termine città si intende sia il centro abitato che i territori circostanti fino al confine con l'area della città vicina; nasce così nei cittadini il primo concetto di patria che si limita a tale area, legando tra loro sia gli abitanti interni del centro cittadino che quelli all'esterno delle mura. Questo è un concetto tipico del territorio italiano e del tutto assente nel resto d'Europa, per esempio un agricoltore non si sentiva parigino nemmeno se abitava appena fuori dalle mura di Parigi.
Questa adesione tra il contado e la città fa si che si crei una sorta di piccolo stato elementare, permanente ed indissolubile; se il centro cittadino viene distrutto o conquistato, allora prima o poi viene ricostruito. Questo genera un altro fenomeno tipico dell'area italiana: i municipi.
Non è possibile dedurre dai reperti archeologici il periodo in cui vennero fondate le prime città, però è possibile stabilire all'incirca i periodi in cui questi coloni giunsero sulle coste meridionali dell'Europa. Negli scritti egizi si trovano indicate tre importanti migrazioni che interessarono tutti i luoghi da cui poi vennero i successivi colonizzatori dell'Europa. Nel 2500 AC la spedizione d'Osimandia giunse fino alle frontiere dell'India; nel 2000 AC l'irruzione dei pastori provenienti dalle regioni del Caspio all'Egitto;
nel 1800 AC la spedizione di Sesostri che giunse fino all'Europa.
Alla fondazione di Roma (circa nel 750 AC), l'Italia era già punteggiata da città molto più antiche, ma esse appartenevano a più lingue e religioni differenti che si erano stabilite in modo sparso nella zona e che si contendevano il territorio combattendo tra loro.
Le prime manifestazioni di civiltà in Europa risalgono al 2000 AC circa e riguardano la civiltà minoica dell'isola di Creta, crocevia dei traffici mediterranei, e gli insediamenti dei Celti nell'Europa centrale; probabilmente altri insediamenti civili si avevano nell'area baltica, grazie alle condizioni climatiche favorevoli successivamente peggiorate per un drammatico periodo di tipo glaciale. Intorno al XV secolo AC si hanno i primi sviluppi della civiltà di Micene sviluppatasi nel Peloponneso con l'arrivo in Grecia degli Achei, popoli di provenienza nordica, forse i baltici spinti dalla glaciazione. Successivamente, mentre la civiltà cretese entra in crisi, forse a causa di un evento naturale distruttivo, prevale la civiltà micenea ed i Celti procedono in una espansione che arriverà al massimo intorno al IV secolo AC raggiungendo le parti centrali della Penisola Iberica, dell'Italia e dell'Anatolia.
Antica Grecia
Alla fine dell'età del bronzo dai regni precedentemente esistenti nasce la civiltà greca. La struttura è quella di un'insieme di città-stato (tra le maggiori delle quali ricordiamo Atene, Corinto e Sparta), anche molto differenti in termini di cultura ed organizzazione politica ed economica. L'espansione territoriale verso le colonie greche diffonde la cultura ellenica su tutta l'Asia Minore e in buona parte del Mediterraneo, trovando un limite nella espansione dei Fenici.
Nel IV secolo AC, la debolezza conseguente alle lotte interne tra le varie città-stato rendono la penisola ellenica preda del re macedone Filippo II. Le campagne di suo figlio Alessandro il Grande diffonde la cultura ellenica a gran parte dell'area medio orientale e dell'Egitto.
Roma
L'eredità greca viene capitalizzata dalla nascente civiltà romana, che la estende inizialmente nella penisola italiana e poi nell'intera area mediterranea e nell'Europa occidentale e meridionale. Nella sua espansione, Roma trova la maggiore resistenza da parte della colonia fenicia di Cartagine, sconfitta alla fine del III secolo AC.
Il governo di Roma, inizialmente a carico di una serie di re, passa poi ad istituzioni repubblicane ed infine all'impero con Augusto nel I secolo AC. L'impero raggiunge la sua massima estensione nel II secolo d.C. con Traiano, estendendosi a tutte le coste del Mediterraneo a sud e a tutta l'Europa fino ai fiumi Reno e Danubio a nord.
La civiltà di Roma porta ad un elevato sviluppo economico e sociale fino al III secolo d.C., quando una serie di guerre civili segna l'inizio di un lento declino. Nel IV secolo gli imperatori Diocleziano e Costantino dividono l'Impero Romano d'Occidente dall'Impero Romano d'Oriente, nel tentativo di semplificarne il governo.
Medioevo
L'inizio del Medioevo viene convenzionalmente e tradizionalmente fatto coincidere con due date, rispettivamente o il sacco di Roma da parte dei Visigoti di Alarico nel 410, oppure altrimenti con la deposizione da parte di Odoacre di Romolo Augustolo, ultimo Imperatore Romano d'Occidente, avvenuta nel 476.
A partire dal V secolo, l'Impero Romano d'Occidente è soggetto ad una serie di invasioni barbariche che ne segnano il progressivo disfacimento ed allontanamento dall'Impero Bizantino che sopravvive, pur con alterne vicende, per un altro millennio.
Il VII secolo conosce la rapida espansione degli Arabi nelle coste del Mediterraneo, fino a raggiungere l'Anatolia, tutte le coste dell'Africa settentrionale, la Sicilia e la Spagna.
Nel frattempo, l'Europa dell'ex Impero Romano d'Occidente continua la sua involuzione fino a suddividersi in piccole realtà locali con un'economia basata sull'agricoltura e sulla silvicultura. Si tratta di un cambiamento anche paesaggistico e funzionale dalla polarità ager(campo coltivato)-saltus (foresta) romana, alla inclusione del saltus nei coltivi, con differenziazione qualitativa della disponibilità di derrate. Tutto ciò porterà ad una forte contrazione dei commerci.
Politicamente, la polverizzazione del potere centrale precipita l'Europa nelle mani di vari signori locali, laici o ecclesiastici (feudalesimo). L'unica autorità in grado di avere un'organizzazione centralizzata era la Chiesa, che inizia ad avere progressivamente anche un'influenza temporale e un ruolo di continuità con la cultura latina.
Una prima riunificazione si ha con il Sacro romano impero, che appare attorno all'800 quando Carlo Magno, re dei Franchi, riunisce sotto al suo regno (oltre alla Francia ) la parte occidentale della Germania e la parte settentrionale dell'[Italia]]: nella parte centrale dell'Italia prende corpo lo Stato della Chiesa.
Nel tardo Medio Evo si iniziano ad avere segnali di rinascita agricola, commerciale e culturale dell'Europa occidentale, con l'affermarsi, a partire dall'XI secolo, di realtà comunali ricche di fermenti soprattutto nelle Fiandre e nell'Italia centro-settentrionale e con lo sviluppo delle Repubbliche marinare italiane. Mentre il Sacro Romano Impero continua la sua frammentazione in una serie di feudi italiani e tedeschi, sempre meno legati al potere dell'imperatore, alcuni comuni si trasformano in importanti città stato (come Milano, Venezia e Firenze) e contemporaneamente si iniziano a formare i primi stati nazionali (quali Francia, Inghilterra e Spagna).
Dopo un periodo di crescita economica e demografica, intorno al 1300, anche a causa di un raffreddamento del clima, inizia un periodo caratterizzato da carestie, guerre ed epidemie che si supportano a vicenda, in un circolo vizioso. Il peggioramento delle condizioni di vita e l'indebolimento fisiologico delle popolazioni europee (perciò la minore resistenza alle malattie) sfocierà in un drammatico calo demografico: la peggiore epidemia di peste, sarà la peste nera del 1348-1351, causa della morte di circa un terzo della popolazione europea, preparata e seguita da molte altre epidemie minori.
Va detto che i paesi europei meno colpiti dalla peste, Inghilterra e Olanda, furono quelli meno interessati dalle carestie, perché tradizionalmente dediti al commercio delle eccedenze agricole, quindi dotati di cospicue riserve alimentari nei magazzini.
Intorno allo spartiacque del secolo XV, la popolazione rimasta conoscerà un nuovo ciclo di più diffuso benessere: manodopera più scarsa, quindi salari più alti o messa a pascolo delle terre agricole, attività meno vorace di manodopera. Ciò si tradurrà in una disponibilità carnea per tutti, o quasi, quindi in un rafforzamento della popolazione: migliore resistenza alle malattie, aumento della durata della vita media, miglioramento della qualità della vita.
La fine del Medioevo viene fatta convenzionalmente e tradizionalmente coincidere con due date, rispettivamente o con la caduta di Costantinopoli e dell'Impero Bizantino nel 1453 per mano dei Turchi Ottomani, i quali faranno della città (rinominata Istanbul soltanto nel 1930) la capitale dell'Impero Ottomano, durato fino al 1919, e che giunse a comprendere anche Siria, Egitto, Libia, Arabia e gran parte dei Balcani, oppure altrimenti con la data della scoperta dell'America da parte della spedizione guidata da Cristoforo Colombo nel 1492.
Rinascimento e Riforma Protestante
Gli stati che si sono formati alla fine del XV secolo continuano ad accrescere il proprio potere, mentre la Chiesa, a causa della corruzione e dei conflitti interni, continua a perdere progressivamente potere. In particolare, dopo la Riforma protestante avviata da Martin Lutero nel 1517, l'Europa viene attraversata da una serie di lotte nelle quali motivazioni religiose giustificavano mire politiche.
Contemporaneamente, le nazioni europee (con Spagna e Portogallo, seguite da Francia, Inghilterra ed Olanda) iniziano un'espansione coloniale, sia verso i territori dell'Asia e dell'Africa, sia verso le terre del Nord e Sud America a seguito della loro scoperta da parte di Cristoforo Colombo nel 1492.
L'Europa dell'Est è teatro di duri scontri tra Svezia, Polonia e Russia, con quest'ultima che ha il sopravvento, annettendo la Finlandia e la parte orientale della Polonia.
Rivoluzione Francese e Napoleone
Il XVIII secolo vede la crescita della borghesia mercantile, i progressi culturali e scientifici ed i primi segni della Rivoluzione industriale; contemporaneamente permangono i privilegi delle classi aristocratiche ed ecclesiastiche. Si crea quindi una situazione di tensione che sfocia in un conflitto aperto in Francia. Il rifiuto di Luigi XVI di condividere il proprio potere con il Terzo stato porta nel 1789 alla Rivoluzione francese, con la fine delle monarchia francese e l'instaurazione della Repubblica.
L'affermazione di principi di governo democratico e la reazione delle potenze europee portano a conflitti che conducono alla presa del potere da parte del generale Napoleone Bonaparte, che conduce una serie di brillanti campagne militari contro tutte le monarchie europee. Queste portano Napoleone a battere l'Austria (il cui imperatore perde il titolo di capo del Sacro Romano Impero) la Russia e la Prussia e a controllare gran parte d'Italia, Germania e Spagna. La resistenza dell'Inghilterra, che mantiene il controllo dei mari, e la disastrosa campagna di Russia, portano alla caduta di Napoleone, il cui impero termina nel 1815 con la sconfitta di Waterloo.
La restaurazione delle forme di potere antecedenti alla Rivoluzione francese negli anni dal 1815 al 1848 tenta invano di soffocare le aspirazioni liberali e nazionali delle popolazioni europee suscitate dalla Rivoluzione francese. A queste si aggiungono sia le trasformazioni sociali legate alla Rivoluzione industriale, sia la rinascita di spinte nazionalistiche che mal tolleravano forme di governo sempre più lontane dalle esigenze popolari. Come conseguenza, il periodo tra il 1815 ed il 1871 fu segnato da una serie di moti rivoluzionari e guerre d'indipendenza che ebbero, tra i maggiori risultati, la nascita di stati nazionali in Italia e Germania.
Il Novecento
Dopo il periodo relativamente pacifico che vede l'espansione della borghesia industriale, periodo noto anche come Belle epoque, le tensioni tra le potenze europee, imputabili in particolare alle aristocrazie dominanti, portano nel 1914 alla Prima Guerra Mondiale. Da un lato si schierano la Germania, l'Impero Austro-Ungarico e l'Impero ottomano, mentre dall'altra la Francia, il Regno Unito, la Russia e la Serbia, ai quali si aggiungono nel 1915 l'Italia e nel 1917 gli Stati Uniti; nonostante il ritiro della Russia nel 1917 causato dal successo della Rivoluzione russa, quest'ultimi prevalgono nell'autunno del 1918.
Il Trattato di Versailles del 1919, per il prevalere degli interessi nazionali, impone severe condizioni alla Germania e il disfacimento degli imperi tedesco, austro-ungarico e russo con la creazione di nuovi stati come la Polonia, Cecoslovacchia e la Iugoslavia. Gli anni seguenti sono contraddistinti da gravi problemi economici e sociali (Crisi del 1929), che sfociarono nella grande depressione del 1929-33. Le tensioni che derivano da questa difficile situazione ed i tentativi di espandere la rivoluzione bolscevica, porta alla nascita di movimenti nazionalisti come il Fascismo in Italia (1922), il movimento di Horty in Ungheria, il Nazismo in Germania (1933), il Franchismo in Spagna (dopo la Guerra civile terminata nel 1939).
La Germania nazista, dopo l'annessione dell'Austria e dei Sudeti e dopo la definizione del Patto d'acciaio con l'Italia e la firma di un patto di non aggressione con l'Unione Sovietica, dà inizio nel settembre 1939 alla Seconda guerra mondiale con l'invasione della Polonia. Seguono le invasioni di Paesi Bassi, Belgio, Francia, Danimarca, Norvegia e Balcani. Dopo questi iniziali successi, la Germania tenta di invadere il Regno Unito e nel 1941 attacca la Russia; questa invasione viene però fermata vicino Mosca nel dicembre del 1941. Nel frattempo l'Impero giapponese, alleatosi a Germania ed Italia nel settembre 1940, attacca gli Stati Uniti il 7 dicembre 1941. Le vittorie alleate in Nord Africa sono seguite dall'invasione dell'Italia nel 1943, dallo sbarco in Normandia nel giugno del 1944 e dall'invasione della Germania nel 1945 portando alla fine della guerra nell'agosto dello stesso anno.
La fine della guerra porta alla separazione delle nazioni europee in due blocchi, distinguendo tra quelle filo occidentali facenti parte della NATO e quelle di influenza sovietica del Patto di Varsavia. La contrapposizione dei due blocchi porta a quella che venne definita Guerra fredda, terminata nel 1991 con il disfacimento dell'Unione Sovietica. Contemporaneamente, un processo d'integrazione economica e politica porta allo sviluppo del Mercato Europeo Comune prima e dell'Unione Europea successivamente.
Voci correlate
- Storia d'Italia
- Storia dell'Inghilterra
- Storia della Francia
- Storia della Spagna
- Storia dell'integrazione europea
- Cronologia dell'integrazione europea
Biografia
- La città considerata come principio ideale delle istorie italiane di Carlo Cattaneo
Categoria:Europa
categoria:Storia
ja:ヨーロッパ史
Flavio BiondoFlavio Biondo (in latino Flavius Blondus) (1392 - 4 giugno 1463), è stato uno storico, un umanista del Rinascimento italiano e un archeologo. Fu il primo a coniare il termine Medio Evo e uno dei primi ad occuparsi di archeologia.
Biografia
archeologia
Nato nel 1392 nella città di Forlì, capitale della Romagna, ebbe un'ottima istruzione fin da giovanissimo. Si spostò a Roma nel 1433 dove venne nominato alla segreteria papale nel 1444 e dove iniziò la sua attività di scrittore. Fu segretario di Papa Eugenio IV, Nicola V, Callisto III e Pio II (Piccolomini). Fu autore di tre enciclopedie che sono alla base di tutte le opere successive sulle antichità romane.
Lavori archeologici
Flavio Biondo pubblicò tre guide documentate e sistematiche alle rovine dell'antica Roma, che gli diedero la fama di essere il primo degli archeologi. Ai suoi tempi si era in gran parte persa a Roma la memoria dell'identità degli antichi edifici di cui ancora emergevano le rovine. Quando nel 1430 Poggio Bracciolini scalò il Campidoglio vide intorno soltanto distese di campi abbandonati: il Foro Romano era abitato dai maiali e cresceva liberamente la vegetazione. Flavio Biondo e i suoi colleghi umanisti come Leon Battista Alberti cominciarono ad occuparsi dell'architettura, della topografia e della storia di Roma antica, sia documentandosi sulle fonti degli autori classici, sia esplorando ed esaminando i resti antichi.
Leon Battista Alberti ]]
Il primo lavoro di Flavio Biondo, pubblicato in tre volumi tra il 1444 e il 1446, fu il De Roma instaurata ("Roma restaurata"), una ricostruzione della topografia romana antica basata sui resti allora visibili, che fornisce anche una lista di chiese e cappelle. Nel 1459 pubblicò quindi il popolare De Roma triumphante ("I trionfi di Roma"), che narra la storia della Roma pagana come modello per le attività di governo e militari contemporanee. Il libro ebbe grande influenza nel fare rivivere ai romani il patriottismo ed il rispetto per la Roma antica e nel presentare il papato come la continuazione dell'impero romano.
Lavori storici
I più importanti lavoro di Flavio Biondo in campo storico furono l'"Italia illustrata", scritto tra il 1448 e il 1458 e pubblicato nel 1474, e lHistoriarum ab inclinatione Romanorum imperii decades ("Le decadi storiche dal declino dell'impero romano"), scritto tra il 1439 e il 1453 e pubblicato il 1483.
L'"Italia illustrata" è un libro di geografia, basata sui viaggi personali dell'autore, e di storia delle allora diciotto provincie italiane. La storia inizia con la Repubblica Romana e l'Impero Romano, attraversa 400 anni di invasioni barbariche e propone un'analisi di Carlomagno e degli imperatori del Sacro Romano Impero successivi.
La maggiore opera di Flavio Biondo fu lHistoriarum, in ben 32 libri, una storia dell'Europa dalla prima presa di Roma nel 410 all'epoca dell'autore, nel 1442. L'opera utilizza solo fonti primarie e accertate e introduce il concetto di Medio Evo, che copre l'intero periodo dalla caduta dell'impero romano fino ai tempi dell'autore.
Biondo, Flavio
Biondo, Flavio
Biondo, Flavio
Biondo, Flavio
Impero romano
L'Impero romano succedette alla Repubblica Romana, controllò il mondo Mediterraneo e gran parte del Nord Europa dopo il 31 AC; entrò in crisi nel III secolo DC e si riorganizzò su basi autocratiche, spostando il proprio baricentro in oriente, dove con l'imperatore Costantino ebbe una nuova capitale. In seguito l'impero venne diviso in un impero d'oriente e un impero d'occidente, ma Roma non fu più capitale, neanche dell'occidente. L'ultimo imperatore romano nella metà occidentale dell'Impero fu deposto nel 476. La parte orientale dell'Impero sopravvisse senza interruzioni, ma con graduale perdita di territori fino al 1453 quando Costantinopoli cadde sotto il dominio dei Turchi (si veda Impero Bizantino). Gli stati successori in occidente (Regno franco e Sacro romano impero) ed in oriente (la Russia degli Zar) continuarono ad usare i titoli adottati dall'Impero romano, fino all'epoca delle rivoluzioni.
Influenze dell'Impero romano sul modo di governare, la legge, l'architettura e molti altri aspetti della vita risultano inevitabili.
L'ascesa di Augusto e gli imperatori Giulio-Claudi
Quando la Repubblica Romana (509 AC - 31 AC) arrivò alla fine, Caio Giulio Cesare Ottaviano, pronipote di Giulio Cesare e da lui adottato, rafforzò la sua posizione con la sconfitta del suo unico rivale per il potere, Marco Antonio, nella battaglia di Azio. Anni di guerra civile avevano lasciato Roma quasi senza legge. Tuttavia Roma non era ancora preparata ad accettare il controllo di un despota.
Ottaviano agì astutamente. Per prima cosa sciolse il suo esercito ed indisse elezioni. Ottaviano fu eletto alla
prestigiosa carica di console. Nel 27 AC, ufficialmente restituì il potere al
Senato di Roma, e si offrì di rinunciare alla sua personale supremazia militare ed
egemonia sull'Egitto. Non solo il Senato respinse la proposta, ma gli fu anche dato il controllo della
Spagna, Gallia e Siria. Poco dopo Il Senato gli concesse anche l'appellativo di "Augusto".
Augusto sapeva che il potere necessario per un governo assoluto non sarebbe derivato dal consolato. Nel 23 AC, rinunciò a questa carica, ma si assicurò il controllo effettivo assumendo alcuni poteri legati alle antiche magistrature repubblicane.
- Gli fu garantita a vita la tribunicia potestas, legata in origine alla magistratura di tribuno della plebe, che gli permetteva di convocare il Senato e decidere e porre questioni avanti ad esso.
- Ricevette inoltre limperium, ossia il comando militare, che gli dava autorità suprema in tutte le questioni riguardanti il governo del territorio.
Il 27 AC e il 23 AC segnano le principali tappe di questa vera e propria riforma costituzionale, con la quale si considera che Augusto assumesse concretamente i poteri propri di imperatore di Roma. Egli tuttavia più tipicamente usò titoli come "Principe" o "Primo Cittadino".
Con i nuovi poteri che gli erano stati conferiti, Augusto organizzò l'amministrazione dell'Impero con molta padronanza. Stabilì moneta e tassazione standardizzata; creò una struttura di servizio civile formata da cavalieri ed uomini liberi (mentre in precedenza erano prevalentemente schiavi) e previde benefici per i soldati al momento del congedo.
Fu un maestro nell'arte della propaganda, favorendo il consenso dei cittadini alle sue riforme. La pacificazione delle guerre civili fu celebrata come una nuova età dell'oro dagli scrittori e poeti contemporanei, come Orazio, Livio e soprattutto Virgilio. La celebrazione di giochi ed eventi speciali rafforzavano la sua popolarità.
Augusto inoltre per primo creò un corpo di vigili del fuoco, ed una forza di polizia per la città di Roma, che fu suddivisa amministrativamente in 14 regioni.
Il controllo assoluto dello stato gli permise di indicare il suo successore, nonostante il formale rispetto della forma repubblicana. Inizialmente si rivolse al nipote Marco Claudio Marcello, figlio della sorella Ottavia, al quale diede in sposa la figlia Giulia. Marcello morì tuttavia nel 23 AC: alcuni degli storici successivi ventilarono l'ipotesi, probabilmente infondata, che fosse stato avvelenato da Livia.
Augusto maritò quindi la figlia alla sua "mano destra", Agrippa. Da questa unione nacquero tre figli Caio Cesare, Lucio Cesare e Postumo (così chiamato perché nato dopo la morte del padre) e i due maggiori furono adottati dal nonno con l'intento di farne i suoi successori, ma morirono anch'essi in giovane età. Augusto mostrò anche favore per i suoi figliastri (figli del primo matrimonio di Livia) Tiberio e Druso, che conquistarono a suo nome nuovi territori nel nord.
Dopo la morte di Agrippa nel 12 AC, il figlio di Livia, Tiberio, divorziò dalla prima moglie, figlia di Agrippa e ne sposò la vedova, Giulia. Tiberio fu chiamato a dividere con l'imperatore la tribunicia potestas, che era fondamento del potere imperiale, ma poco dopo si ritirò in esilio volontario a Rodi. Dopo la morte precoce di Caio e Lucio nel 4 AC e 2 AC rispettivamente, e la precedente morte del fratello Druso maggiore (9 AC), Tiberio fu richiamato a Roma, e venne adottato da Augusto, che lo designava in tal modo proprio erede.
Roma
Il 9 agosto 14, Augusto morì. Poco dopo il Senato decretò il suo inserimento fra gli dei di Roma. Postumo Agrippa e Tiberio erano stati nominati coeredi. Tuttavia Postumo era stato esiliato e venne ben presto ucciso. Si ignora chi ordinasse la sua morte, ma Tiberio ebbe la via libera per assumere lo stesso potere che aveva avuto il padre adottivo.
I primi anni del regno di Tiberio furono pacifici e relativamente tranquilli. Tiberio assicurò il potere di Roma e la sua ricchezza. Nel 19 fu accusato della morte del nipote, il popolare Germanico. Nel 23 morì suo figlio, Druso minore. Sempre più Tiberio si ritirava in se stesso e diede il via ad una serie di processi ed esecuzioni per tradimento. Lasciò il potere nelle mani del comandante della guardia pretoriana, Elio Seiano. Tiberio stesso si ritirò a vivere nella sua villa di Capri nel 26 lasciando Seiano al potere. Seiano proseguiva le persecuzioni. Anche lui cominciò a consolidare il proprio potere; nel 31 fu nominato console insieme a Tiberio e sposò Livilla, nipote dell'Imperatore. Ma la sua potenza divenne eccessiva e la paranoia dell'Imperatore che aveva sfruttato tanto abilmente per il suo interesse, colpì questa volta lui. Seiano fu messo a morte, insieme a molti dei suoi amici lo stesso anno. Le persecuzioni continuarono fino alla morte di Tiberio nel 37.
37
Al momento della morte di Tiberio, molti dei personaggi che avrebbero potuto succedergli erano stati brutalmente uccisi. Il successore più logico (scelto anche da Tiberio) era il suo pronipote e figlio di Germanico, Caio (meglio conosciuto col nome di Caligola). Caligola iniziò il regno ponendo fine alle persecuzioni e bruciando gli archivi dello zio. Ma sfortunatamente cadde presto malato e a partire dal tardo 37 gli storici successivi riportano una serie di suoi atti insensati, alterando probabilmente in parte le vicende storiche. Pare che avesse ordinato ai suoi soldati di invadere la Britannia, ma avesse cambiato parere all'ultimo minuto, mandandoli invece a raccogliere conchiglie sulla riva del mare. Vernivano inoltre riportati i rapporti incestuosi che avrebbe avuto con le sue sorelle. Il suo ordine di erigere una sua statua nel tempio di Gerusalemme, sebbene fosse di normale amministrazione nelle province orientali il culto riservato al sovrano, scatenanò l'opposizione degli Ebrei. Nel 41, Caligola cadde vittima di una congiura, assassinato dal comandante della guardia Cassio Cherea. L'unico membro rimasto della famiglia imperiale era un altro nipote di Tiberio: Tiberio Claudio Druso Nerone Germanico, meglio noto come Claudio.
Claudio era stato a lungo considerato un debole ed un pazzo dal resto della famiglia. E tale fama, alla quale contribuì anche lo scrittore Tacito, gli rimase per tradizione. Egli non fu tuttavia né paranoico come lo zio Tiberio, né pazzo come il nipote Caligola, e fu invece capace di amministrare con responsabile capacità. Riorganizzò la burocrazia e mise ordine nella cittadinanza e nei ruoli senatoriali. Proseguì la conquista e colonizzazione della Britannia, creando nel 43 la nuova provincia, ed aggiunse all'Impero molte provincie orientali. In Italia costruì un porto invernale ad Ostia, creando magazzini per accumulare granaglie e cereali provenienti da altre parti dell'Impero e da usare nella cattiva stagione.
Sul fronte familiare, Claudio ebbe meno successo. La moglie Messalina lo tradiva e fu quindi messa a morte; successivamente sposò la nipote Agrippina. Questa, insieme con molti dei suoi liberti aveva uno straordinario potere su di lui e probabilmente lo uccise nel 54. Claudio nello stesso anno fu inserito fra gli dei. La morte di Claudio spianò la strada al figlio di Agrippina, il sedicenne Lucio Domizio Enobarbo, che adottato da Claudio aveva preso il nome di Tiberio Claudio Nerone Domiziano, noto come Nerone.
Inizialmente, Nerone lasciò il governo di Roma a sua madre ed ai suoi tutori, in particolare a Seneca. Tuttavia divenendo adulto, il suo desiderio di potere aumentò; fece giustiziare la madre ed i tutori. Durante il regno di Nerone ci fu una serie di rivolte e ribellioni in tutto l'Impero: in Britannia, Armenia, Partia e Giudea. L'incapacità di Nerone di gestire le ribellioni e la sua sostanziale incompetenza divennero rapidamente evidenti e nel 68, cosicché perfino la guardia Imperiale lo abbandonò. Nerone si suicidò, e l'anno 69 (noto come l'anno dei quattro Imperatori) fu un anno di guerra civile, con gli Imperatori Galba, Otone, Vitellio e Vespasiano al trono in rapida successione. Alla fine dell'anno, Vespasiano riuscì a consolidare il suo potere come Imperatore di Roma.
Si veda anche Albero genealogico Giulio-Claudio e [http://www.wikipedia.org/wiki/Roman_Emperors/JulioClaudian (l'albero genealogico degli Imperatori Giulio Claudi in inglese)]
Gli Imperatori Flavi
Vespasiano era stato un Generale Romano di notevole successo ed aveva amministrato molte
parti esterne dell'Impero.
Aveva sostenuto la candidatura imperiale di Galba; tuttavia alla sua morte, Vespasiano divenne il maggior aspirante al trono. Dopo il suicidio di Otone, Vespasiano riuscì a dirottare la
fornitura invernale del grano per Roma, mettendosi in ottima posizione per sconfiggere l'ultimo rivale, Vitellio. Il 20 dicembre 69, alcuni sostenitori di Vespasiano occuparono Roma. Vitellio fu ucciso dalle sue truppe, ed il giorno successivo il Senato confermò Imperatore Vespasiano.
Vespasiano fu praticamente un autocrate, ed ebbe molto meno appoggio dal Senato dei suoi predecessori
Giulio-Claudii. Questo è esemplificato dal fatto che lui stesso riferisce la sua salita al potere l'1 luglio quando
fu proclamato Imperatore dalle truppe, invece del 21 dicembre quando fu confermato dal Senato. Egli volle, negli anni successivi, espellere i Senatori a lui contrari.
Vespasiano riuscì a liberare Roma dai problemi finanziari creati dagli eccessi di Nerone e dalle guerre civili. Aumentando le tasse in modo drammatico (talvolta più che raddoppiate), egli riuscì a
raggiungere una eccedenza di bilancio ed a realizzare progetti di lavori pubblici. Egli fu il primo committente del Colosseo e costruì un Foro il cui centro era il Tempio della Pace.
Vespasiano fu inoltre effettivamente imperatore delle provincie. I suoi generali soffocarono ribellioni in Siria e Germania. Infatti in Germania riuscì ad allargare le frontiere dell'Impero, e gran parte della Bretagna fu portata sotto il dominio di Roma. Inoltre estese la Cittadinanza romana agli abitanti della Spagna.
Un altro esempio delle sue tendenze monarchiche fu la sua insistenza che gli succedessero i figli Tito e Domiziano; il potere imperiale non era visto allora come ereditario. Tito, che aveva avuto qualche successo militare all'inizio del regno di Vespasiano, fu visto come il supposto erede al trono; Domiziano era visto come meno disciplinato e responsabile. Tito affiancò il padre nei compiti di censore e console e lo aiutò nel riorganizzare i ruoli del Senato. Il 23 giugno 79, alla morte di Vespasiano, Tito fu immediatamente confermato imperatore.
Il breve regno di Tito fu marcato dai disastri: nel 79 l'eruzione del Vesuvio distrusse Pompei, e nell'80 un incendio distrusse gran parte di Roma. La sua generosità nella ricostruzione dopo le tragedie, lo rese molto popolare. Tito fu molto fiero dei suoi progressi nella costruzione del grande anfiteatro cominciato dal padre. Egli tenne la cerimonia inaugurale nell'edificio non ancora terminato durante gli anni 80, con un grandioso spettacolo in cui si esibirono 100 gladiatori e che durò 100 giorni. Tuttavia il Colosseo fu completato solo durante il regno di Domiziano. Tito morì nell'81 a 41 anni e ci furono voci che fosse stato assassinato dal fratello impaziente di succedergli.
Fu con Domiziano che i rapporti già tesi tra la dinastia flavia ed il senato si andarono sempre più logorando. Le cause di questo difficile sodalizio furono dapprima la divinizzazione del culto personale dell'imperatore secondo modalità tipicamente ellenistiche ed in seguito il divorzio dalla moglie Domizia, di estrazione senatoria. Anche sul fronte esterno le cose non andavano meglio; nonostante i successi della guerra britannica, finita nell'84, e la vittoria sui Catti, la guerra dacica (85-89) finì col pagamento dell'alleanza con Decebalo. Nell'89 Domiziano dovette reprimere la ribellione di Antonino Saturnino a Magonza. La parte finale del suo regno fu macchiata dalla condanna dei filosofi e, nel 95, dalla persecuzione contro i Cristiani. L'anno seguente Domiziano morì, vittima di una congiura.
Gli imperatori adottivi
Il periodo che va dalla fine del I alla fine del II secolo è caratterizzato da una successione non più dinastica, ma adottiva, basata sui meriti dei singoli scelti dagli imperatori come loro successori.
Nerva (96-98), un anziano senatore scelto come successore di Domiziano, adottò un eminente personaggio militare, Traiano. Durante l'impero di quest’ultimo (98-117), le conquiste derivanti dalle guerre daciche e dalle campagne contro i Parti, con la creazione di tre nuove provincie (Armenia, Mesopotamia e Assiria), consentirono all'impero di raggiungere la sua massima estensione.
A lui succedette Adriano (117-138), che accrebbe i poteri del principe rispetto a quelli del senato ed unificò la legislazione dell'impero. Negli anni del suo regno vi fu un periodo di pace, turbata esclusivamente dalla seconda rivolta giudaica (132-135), e l'imperatore si occupò della fortificazione dei confini settentrionali, con la realizzazione del Vallo di Adriano in Britannia ed il consolidamento del confine germanico.
Antonino Pio (138-161), capostipite della Dinastia degli Antonini, continuò la politica pacifica del predecessore, fu un saggio amministratore e riconfermò al senato le prerogative passate, tanto da meritarsi l'appellativo di pio.
Alla sua morte gli succedettero Marco Aurelio (161-180) e Lucio Vero, morto nel 169.
Il periodo del regno dell'imperatore filosofo non fu felice come i precedenti: dal 162 al 165 vi fu una guerra contro i Parti, nel 166 scoppiò una pestilenza, dal 167 al 175 le campagne contro Marcomanni e Quadi e la rivolta di Avidio Cassio in Oriente misero a dura prova le finanze dell'impero. I prodromi della crisi che investì l'impero romano nel III secolo si fecero maggiormente sentire con la successione al trono di Commodo (180-192).
Il figlio di Marco Aurelio incrinò l'equilibrio istituzionale raggiunto e con il suo atteggiamento dispotico favorì il malcontento delle province e dell'aristocrazia. Il suo assassinio diede il via ad un periodo di guerre civili.
L'ultimo periodo della pax romana può essere considerata l'età più felice dell'impero romano: tramite la politica di pace instaurata e la prosperità derivatane il governo imperiale attirò consensi unanimi, tanto che Nerva ed i suoi successori sono anche noti come i cinque buoni imperatori.
Lo sviluppo economico e la coesione politica ed ideale, raggiunta anche per l'adesione delle classi colte ellenistiche, che contraddistinsero il secondo secolo, non devono, comunque, trarre in inganno, in quanto da lì a poco l'impero comincerà a mostrare i primi sintomi della decadenza.
La tarda età imperiale
Durante il III secolo, le guerre civili, la crisi economica conseguente, l'indebolimento delle difese, la pressione dei barbari, i cambiamenti sociali e religiosi mettono in pericolo l'esistenza stessa dell'impero. Da tale crisi l'impero esce trasformato, ma saldo con Diocleziano, che ne modifica profondamente l'ordinamento.
Nei primi anni del secolo la dinastia dei Severi attua una politica accentratrice ed un processo di relativa democratizzazione. In tale programma si inserisce la Constitutio antoniniana promulgata da Caracalla (Marco Aurelio Antonino) nel 212 che, concedendo la cittadinanza romana a tutti gli uomini liberi residenti nell'impero, sana le disparità giuridiche, fiscali ed amministrative. Nel 235, l'assassinio di Alessandro Severo apre un periodo di anarchia militare, durante il quale si susseguono numerosissimi imperatori che restano in carica pochi mesi, o anche pochi giorni. In tale situazione prevalgono gli interessi particolari delle differenti parti dell'impero che cercano di risolvere con interventi pragmatici i problemi che il potere centrale non è in grado di risolvere. Le spinte eccentriche vengono in qualche modo frenate dall'imperatore Diocleziano istituendo la tetrarchia, un regime collegiale di due Augusti e due Cesari che amministrano raggruppamenti distinti di province dell'Impero, accresciute in numero e riunite in diocesi. In questa circostanza anche l'Italia viene suddivisa in province. Più in generale si verifica in questi anni una progressiva marginalizzazione delle aree più antiche dell'impero a vantaggio di un oriente, forte della tradizione ellenistica, assai più prospero quanto a politica amministrazione e cultura. Ciò crea i presupposti per il frazionamento dell'impero che avviene di fatto nel 395, alla morte di Teodosio I. La pressione dei barbari ai confini e l'enorme estensione degli stessi rende l'esercito garante della sopravvivenza dello Stato ed il comando delle truppe è affidato ad ufficiali di carriera, che sostituiscono nell'incarico i senatori, spezzando il già labile legame fra il potere costituzionale e quello militare ed aprendo agli ufficiali la possibilità di ottenere cariche di notevole importanza nell'amministrazione dello Stato. Inoltre la necessità di frequenti leve estende il reclutamento a cittadini di tutto l'impero e, poi, anche ai barbari. Lo spopolamento delle campagne, dovuto sia alla crisi militare, sia alla scarsità di manodopera servile, porta ad una crisi economica, aggravata dall'insicurezza delle vie di comunicazione che causa la riduzione dei commerci. La necessità di mantenere in efficienza gli eserciti comporta un inasprimento fiscale e la conseguente inflazione provoca un aumento dei prezzi che colpisce soprattutto le città. Pestilenze e catastrofi naturali aggravano la situazione con un imponente calo della popolazione.
Storici antichi dell'Impero
In latino
- Livio - la sua è una storia della Repubblica Romana, ma scritta durante il regno di Augusto [http://www.thelatinlibrary.com/florus2.html Si veda collegamento esterno sulle opere]
- Svetonio [http://www.biblio-net.com/lett_cla/svetonio.htm Si veda collegamento esterno sulle opere]
- Tacito [http://www.biblio-net.com/lett_cla/tacito.htm Si veda collegamento esterno sulle opere]
- Ammiano Marcellino
In greco
- Eusebio di Cesarea
- Sozomen
Letteratura latina del periodo imperiale
- Lucio Apuleio
- sant'Agostino d'Ippona
- Orazio
- Virgilio
Studi del XVIII secolo e XIX secolo
- The History of the Decline and Fall of the Roman Empire, Edward Gibbon (1776 - 1788)
Studi moderni sull'Impero romano
- Brown, P., Società romana e impero tardo-antico, Roma-Bari 1986.
- J.B. Bury, A History of the Roman Empire from its Foundation to the death of Marcus Aurelius, 1913
- Jacques, F. - Scheid, J., Roma e il suo impero. Istituzioni, economia, religione, Laterza, Roma-Bari 1992.
- Jones, A.H.M., Il tardo impero romano. 284-602 d.C., Milano 1973-1981.
- Luttwak, E.N., La grande strategia dell'impero romano, Milano 1991.
- Mazzarino, S., L'impero romano, Roma-Bari 1995.
- Rémondon, R., La crisi dell'impero romano, Milano 1975.
- Rostovzev, M., Storia economica e sociale dell'Impero romano, Firenze 1980.
- Wacher, J. (a cura di), Il mondo di Roma imperiale, Roma-Bari 1989.
- Wheeler, M., La civiltà romana oltre i confini dell'impero, Torino 1963.
Voci correlate
- Consoli Repubblicani Romani
- Imperatori romani
- Limes
- Costantinopoli
- Impero Bizantino
- Imperatori Bizantini
- Pax Romana
- Strade Romane
- Letteratura latina
Sulle battaglie:
- Lista battaglie romane
Collegamenti esterni
- [http://www.imperium-romanum.it/IR/impero/urbe_colonie.htm Le città romane]
- [http://www.imperium-romanum.it/IR/principale.htm Imperium-Romanum]
- [http://www.signainferre.it Signa Inferre]
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Rinascimento
Il Rinascimento è un movimento culturale ed un periodo della Storia d'Europa, considerato comunemente come la fine del Medioevo e l'inizio dell'Età moderna. Come inizio del Rinascimento si stabilisce convenzionalmente il XV secolo in Italia ed il XVI secolo in Europa settentrionale.
Origine del termine
Il termine Rinascimento venne usato per la prima volta nel 1855 dallo storico francese Michelet in riferimento alla "scoperta del mondo e dell'uomo" nel XVI secolo. Lo storico svizzero Burckhardt, nel 1860, ampliò il concetto di Michelet, che caratterizzò l'epoca come quella in cui vennero alla luce l'umanità e la coscienza moderne dopo un lungo periodo di decadimento. Il termine è da considerare in opposizione a quello di Medioevo (Anni Bui), coniato da Petrarca, in quanto denoterebbe la ripresa degli studi sulla letteratura e cultura della Grecia e di Roma antica.
Nell'ultimo quarto del XX secolo, però, si è diffusa la convinzione dell'esistenza di un insieme di movimenti di "rinascita" tra loro simili fin dal Medioevo, invece di un'unica realtà limitata al XV-XVI secc. grazie al lavoro di storici come Charles H. Haskins. Sono nati, quindi, concetti come Rinascimento del XII secolo, Rinascimento carolingio, Rinascimento italiano, Rinascimento inglese, ecc.. Questa terminologia è particolarmente utile per evitare la necessità di inserire il Rinascimento in una cronologia che lo vede preceduto dal Medioevo e seguito dalla Riforma, il che è ormai considerato assai discutibile. L'intero periodo è a volte indicato come Pre moderno..
Origini
Il rinnovamento culturale e scientifico iniziò nel XV secolo in Italia, dove uno dei centri principali fu Firenze, per poi diffondersi in tutta Europa. Nella scienza, teologia, letteratura nell'arte, il Rinascimento iniziò con la riscoperta di testi greci e latini conservati nell'Impero Bizantino e nei principali monasteri europei, testi che, una volta scoperti, incoraggiarono tutta una serie di nuovi studi ed invenzioni nel secolo successivo.
Alcuni storici pongono la fine del Rinascimento al 6 maggio 1527, quando le truppe spagnole e tedesche saccheggiarono Roma, mentre nella storia della musica la conclusione si situerebbe tra il 1600 ed il 1620.
Il rinascimento vide l'affermarsi di un nuovo ideale di vita e il rifiorire degli studi umanistici e delle belle arti, con la fine di una società frammentata di tipo feudale basata soprattutto sull'economia agricola e su una vita intellettuale e culturale ispirata al pensiero religioso. Tale struttura politica decentralizzata si trasformò in una società dominata da istituzioni politiche controllate da una capitale, che privilegiavano un'economia di tipo urbano ed il patrocinio laico nell'arte e nella letteratura.
È luogo comune ritenere il Medioevo un'epoca chiusa al rinnovamento: in realtà esso fu comunque ricco di conquiste tecniche ed intellettuali. I pensatori rinascimentali elaborarono e svilupparono, su scala maggiore e con una prospettiva del tutto rinnovata, i frutti dei vari "rinascimenti" medioevali. I sistemi di Platone e di Aristotele cari al Medioevo si rivelarono fondamentali per gli sviluppi del pensiero filosofico dei secoli successivi. I progressi delle discipline matematiche, inclusa l'astronomia, non avrebbero potuto realizzarsi senza i precedenti medioevali. Le scuole di Salerno in Italia e di Montpellier in Francia rappresentarono centri di importanza fondamentale per gli studi di medicina nel Medioevo.
Il Rinascimento italiano fu, come già accennato, essenzialmente un fenomeno urbano, un prodotto delle più ricche città italiane, quali Firenze, Roma, Napoli, Ferrara, Milano e Venezia. Fu proprio la ricchezza di queste città, dovuta al periodo di grande espansione economica del XII e del XIII secolo, a rendere possibili le conquiste culturali di quest'epoca. I mercanti che operavano in tali città controllavano i flussi commerciali e finanziari di tutta Europa e ne favorirono perciò la fioritura. A questa società mercantile faceva da contrasto quella rurale ancora legata alle tradizioni dell'Europa medioevale.
Influenza del Rinascimento
Storia e letteratura
Una delle rotture più significative con la tradizione si produsse nel campo della storia.Gli storici, tra i quali furono insigni Flavio Biondo nel Quattrocento e Machiavelli e Guicciardini nel Cinquecento, abbandonarono la visione dei medioevali, legata a un concetto di tempo segnato dall'avvento di Cristo, per sviluppare un'analisi degli avvenimenti che ha origine da una concezione laica e dall'atteggiamento critico verso le fonti. La storia divenne una branca della letteratura e non più della teologia e si rifiutò la convenzionale divisione cristiana che doveva avere inizio con la Creazione, seguita dall'Incarnazione di Gesù Cristo e dal Giudizio Finale. La visione rinascimentale esalta invece il mondo greco-romano, condanna il Medioevo come un'era di barbarie e proclama la nuova epoca come era di luce e di rinascita del mondo classico. Il fervido interesse per l'antichità si concretò nella ricerca e nel restauro dei manoscritti dei grandi autori greci e latini: i Dialoghi di Platone, le Storie di Erodoto e Tucidide, le opere dei drammaturghi e dei poeti greci, riscoperti e pubblicati dopo la caduta di Costantinopoli, nel 1453, fecero nascere in Europa un nuovo fervore filologico che portò ad una migliore conoscenza del greco antico.
Arte
Vedi articolo principale: Arte del Rinascimento. Per articolo specifico sull'architettura vedi Architettura del Rinascimento
L'arte del rinascimento vede lo studio e la riscoperta dei modelli antichi, sia in architettura che in scultura. La prima fase dell'arte rinascimentale è incentrata a Firenze. In seguito, nel passaggio fra Quattrocento e Cinquecento, Roma diventerà il centro indiscusso dell'arte, che acquisterà un linguaggio maturo grazie particolarmente a Michelangelo e Raffaello. Nell'Italia del nord la frammentazione politica e la presenza di numerose corti sarà uno sprone per la promozione dell'arte, in Lombardia, Emilia e nel Veneto.
Scienze
Gli intellettuali provenienti da Bisanzio, dopo la conquista della città compiuta dai turchi ottomani insegnarono a Firenze, a Ferrara e a Milano, diffondendo lo studio del greco tra il XV e il XVI secolo. Gli studi umanistici furono incoraggiati e sostenuti dalle famiglie dei Medici di Firenze, degli Este di Ferrara, degli Sforza di Milano, dei Gonzaga di Mantova e dei duchi di Montefeltro di Urbino, dei nobili di Venezia e della Roma papale.
Il Rinascimento fece inoltre notevoli progressi nel campo della medicina e dell'anatomia, scienze per le quali venne redatta anche, tra il XV e il XVI secolo, la prima traduzione delle opere di Ippocrate e Galeno, opere che pur contenendo in sé poco di scientificamente applicabile, incoraggiarono lo studio della sperimentazione medica e dell'anatomia umana. Inoltre, sempre per l'anatomia viene ricordato Andrea Vesalio, che la studiò attraverso la dissezione dei cadaveri.
Alcuni dei più noti trattati greci di matematica furono tradotti nel XVI secolo, mentre erano date alle stampe le opere di astronomia di Copernico, Tycho Brahe e Keplero. Verso la fine del XVI secolo, Galileo applicò i modelli matematici alla fisica. Lo studio della geografia fu trasformato dalla nuove informazioni ricavate dalle grandi esplorazioni geografiche.
Tecnologia
In campo tecnologico, l'invenzione della stampa a caratteri mobili nel XV secolo da parte di Gutenberg rivoluzionò la diffusione del sapere e la circolazione delle informazioni. La nuova invenzione aumentò notevolmente la quantità di libri in circolazione, aiutò a eliminare gli errori di trascrizione e trasformò lo sforzo intellettuale in un'attività di confronto e di scambio piuttosto che di studi solitari e isolati. Le migliorie nella tecnologia navale aprirono alle flotte europee le rotte oceaniche, l'impiego della polvere da sparo rivoluzionò le tattiche militari tra il 1450 e il 1550, favorendo lo sviluppo dell'artiglieria che rivelò i suoi effetti devastanti contro le mura di castelli e città distruggendo il mito atavico della cavalleria.
Diritto
Nel campo del diritto si tendeva a confutare il metodo dialettico dei giuristi medievali mediante l'interpretazione storico-filologica delle fonti del diritto romano. Per quanto concerne il pensiero politico, il principio medievale secondo cui la preservazione della libertà, del diritto e della giustizia doveva costituire l'obiettivo centrale della vita politica fu ridimensionato dai giuristi rinascimentali, per i quali il compito primario del governo è di mantenere la pubblica sicurezza e la pace interna.
Politica
Le principali città-stato italiane diedero vita a stati regionali, ognuno dei quali cercò di espandersi a spese degli altri senza peraltro arrivare alla realizzazione dell'unità nazionale a causa degli interessi particolaristici di ciascuno. L'unificazione territoriale su dimensione nazionale si realizzò invece in Spagna, in Francia e in Inghilterra. Il processo portò allo sviluppo della moderna diplomazia; entro il XVI secolo, l'istituzione di ambasciate permanenti si diffuse dagli stati italiani anche in Francia, in Inghilterra e nel Sacro Romano Impero.
Religione
Gli uomini di Chiesa del Rinascimento, soprattutto se di rango elevato, modellarono il proprio comportamento sull'etica della società laica. Le attività di papi, cardinali e vescovi si distinguevano ben poco da quelle dei grandi mercanti e dei principi. Il cristianesimo rimase comunque un elemento vitale nella cultura rinascimentale.
Conclusione
Il Rinascimento fu un periodo di fermento intellettuale, che aprì nuove vie ai pensatori e gli scienziati del secolo successivo. L'idea rinascimentale secondo la quale l'uomo domina la natura accrebbe la fiducia nella scienza e nella tecnologie moderne, che fecero ora i primi grandi progressi. Le nozioni di repubblica e libertà, preservate e difese dai pensatori come Machiavelli sul modello degli statuti delle città-stato greche di Roma antica, ebbero un impatto indelebile sul corso della teoria costituzionale dello stato moderno. Infine, il Rinascimento ha lasciato in eredità capolavori d'arte e monumenti destinati ad incarnare l'identità stessa della cultura occidentale.
Protagonisti del Rinascimento
Artisti
Machiavelli, Kraków]]
- Beato Angelico
- Hieronymus Bosch
- Pieter Brueghel il Vecchio
- Pieter Brueghel il Giovane
- Jan Brueghel il Vecchio
- Jan Brueghel il Giovane
- Filippo Brunelleschi
- Donatello
- Sandro Botticelli
- Albrecht Durer
- Michelangelo Buonarroti
- Raffaello Sanzio
- Leonardo da Vinci
- Jan van Eyck
- Rogier van der Weyden
Autori
- Andrea Alciato
- Ludovico Ariosto
- Leonardo Bruni
- Giovanni Boccaccio
- Erasmo da Rotterdam
- Michel de Montaigne
- Francesco Petrarca
- Baldassare Castiglione
- Coluccio Salutati
- François Rabelais
- William Shakespeare
- Thomas More
Compositori
- Josquin Des Prez
- Johann Fux
Danzatori
- Domenico da Piacenza
- Fabritio Caroso
- Thoinot Arbeau
Filosofi
- Nicola Cusano
- Marsilio Ficino
- Niccolò Machiavelli
- Francesco Guicciardini
Politici
Rinascimento Italiano
- Leonardo Bruni
- Isabella d'Este
- Beatrice d'Este
- Francesco Foscari
- Cosimo de' Medici
- Lorenzo de' Medici (noto anche come Lorenzo il Magnifico)
- Coluccio Salutati
- Francesco Sforza
Rinascimento Nord Europeo
- Francesco I di Francia
- Enrico VIII D'Inghilterra
- Carlo V, Imperatore del Sacro Romano Impero
Religiosi
- Papa Niccolò V
- Papa Pio II
- Papa Sisto IV
- Papa Alessandro VI
- Papa Giulio II
- Papa Leone X
- Girolamo Savonarola
- Martin Lutero
- Calvino
- Ulrich Zwingli
Scienziati
- Tycho Brahe
- Copernico
- Giovanni Keplero
- Paracelso
- Galileo Galilei
Voci correlate
- Sviluppo storico del Rinascimento
Categoria:Letteratura
Categoria:Storia
ja:ルネサンス
ko:르네상스
th:ยุคฟื้นฟูศิลปวิทยา
Costantinopoli
Costantinopoli (nome latino: Constantinopolis; greco: Kostantinoupolis) è il vecchio nome di Istanbul, maggiore città della Turchia. Il suo nome originale era Bisanzio (greco Byzantion).
Costantinopoli è una italianizzazione di "Kostantinoupolis", che in greco significa "Città di Costantino"; il nome le fu dato in onore dell'imperatore romano Costantino I quando la città divenne capitale dell'Impero romano l'11 maggio dell'anno 330. Costantino la ribattezzò Nova Roma, ma questo nome non entrò mai nell'uso comune. Roma continuò a mantenere sull'antica Bisanzio i suoi diritti politici e commerciali.
Costantinopoli divenne successivamente la capitale dell'Impero Bizantino e fu espugnata il 29 maggio 1453 dai Turchi (Caduta di Costantinopoli).
Quando nel 1923 fu fondata la Repubblica di Turchia, la capitale venne spostata da Istanbul ad Ankara. La città fu chiamata, nel corso dei secoli, con svariati nomi: Costantinopoli (nome ufficiale), Neà Romè o Nuova Roma, Polis o La Città (per eccellenza, come già Roma), Rumiyya al-Khubra (Roma la nuova in Arabo), Qostantiniyye (Costantinopoli in Arabo e in Turco), Istanbul, Stambul, Islambol (centro dell'Islam, perché sede del Califfato), Michaelgard (città di Michele, nome di alcuni Imperatori, nella lingua dei mercenari Vareghi, cioè Vichinghi, che parlavano l'antico germanico norreno), Zarigrado (cioè città degli Imperatori in Russo e in Bulgaro), Gostandnubolis (il suo nome in Armeno). Istanbul divenne il nome ufficiale solo nel 1930. Il nome Istanbul, a sua volta, deriva dalle parole greche stin poli che significano "alla Città": infatti questo era il modo di riferirsi dei Greci alla "Città delle Città", così come Costantinopoli era conosciuta durante l'era bizantina.
Costantinopoli è sede del famoso patriarcato di Costantinopoli, una delle antiche sedi apostoliche.
Categoria:Turchia
Categoria:Città antiche
Categoria:Medioevo
ja:コンスタンティノポリス
ko:콘스탄티노폴리스
Guerra dei cent'anni
Fra il 1337 ed il 1453, Francia ed Inghilterra s'impegnarono in una serie di conflitti comunemente designati come guerra dei cent'anni.
Motivi del conflitto
- I sovrani inglesi cercavano di conservare ed espandere i loro feudi in territorio francese.
- I re francesi volevano scacciare gli inglesi ed occupare le Fiandre.
- Motivi dinastici
Avvenimenti
Nel 1328 morì senza eredi Carlo IV, re di Francia. Edoardo III, re d'Inghilterra, che per parte di madre discendeva dalla casa reale francese, dapprima riconobbe come re di Francia il proprio cugino, Filippo VI di Francia, quando però questi proibì l'importazione nelle Fiandre della lana inglese, rivendicò il titolo di re di Francia e scatenò la guerra.
Il regno era ancora considerato come un patrimonio privato, da assegnare al parente più stretto del defunto. (Tale concezione dinastico–patrimoniale dello Stato sopravvisse fino al XVIII secolo). Ciò spiega il carattere feudale conservato dalla guerra fino alla fase conclusiva.
I primi decenni del conflitto furono disastrosi per la Francia, che fu ripetutamente sconfitta mentre la situazione interna del Paese era resa drammatica dall'epidemia di peste e dalle lotte contadine.
Nel 1356, Giovanni il Buono (1350–1364) fu sconfitto a Poitiers e fatto prigioniero. Nel 1360, la Francia fu costretta ad accettare la pace di Brétigny, con la quale Edoardo III rinunciò alle proprie pretese sulla corona francese e liberò Giovanni II in cambio di un riscatto e di alcuni territori della Francia settentrionale, tra i quali Calais. In seguito però, Giovanni II, non avendo potuto pagare il riscatto, si riconsegnò agli inglesi e morì in Inghilterra nel 1364.
Gli successe Carlo V il Saggio (1364 – 1380) che riorganizzò l'esercito e, grazie anche all'appoggio di molti grandi feudatari, riuscì a riconquistare i territori perduti durante la prima fase della guerra.
Seguì una lunga tregua (1380–1415) durante la quale Francia ed Inghilterra dovettero affrontare delle gravi crisi interne.
In Inghilterra, nel 1381, scoppiò una grave rivolta contadina che costrinse Re Riccardo II (1377 – 1399) a fare ampie concessioni ai contadini, limitandone gli obblighi verso i signori. Tale fatto gli attirò l'ostilità della nobiltà che nel 1399 lo depose, l'anno seguente il cugino Enrico IV di Lancaster (1399-1413) lo fece assassinare e gli successe sul trono. Nel 1381 i Lollardi appoggiarono i contadini ed unirono la protesta religiosa alle rivendicazioni sociali, ed Enrico IV attuò una sistematica persecuzione di tale corrente riformistica.
In Francia, nel 1392, Carlo VI (1380–1422) impazzì e lo zio, Filippo II l'Ardito, duca di Borgogna, s'impadronì del regno, opponendosi al fratello del re, Luigi d'Orleans. I grandi feudatari si divisero in due fazioni: Borgognoni ed Armagnacchi. I Borgognoni nel 1413 si accordarono con Enrico V, figlio e successore di Enrico IV.
Armagnacchi e Borgognoni combatterono durante la guerra dei Cent'anni. La rivalità all'inizio era limitata ai partigiani del duca d'Orléans, fratello del re Carlo VI, e a quelli del duca di Borgogna, ma si trasformò in una guerra civile che scoppiò nel 1407, quando il fratello del re fu assassinato e si concluse nel 1435 con la pace di Arras, stipulata tra Filippo il Buono, figlio di Giovanni Senza Paura, e Carlo VII, nipote del duca d'Orléans. I Borgognoni nel 1413 si accordarono con Enrico V, figlio e successore di Enrico IV. (NB - Filippo l'Ardito e Luigi d'Orleans sono dei reggenti, infatti Carlo VI il Pazzo è vivo.)
Il sovrano inglese riprese la guerra e sconfisse i Francesi ad Azincourt (1415) mentre i Borgognoni occupavano Parigi. Nel 1420, con il trattato di Troyes, Enrico V sposò la figlia di Carlo VI, facendosi in tal modo riconoscere il diritto di succedergli sul trono francese.
Nel 1422, però morirono sia Carlo VI sia Enrico V. Nell'ultima fase la guerra, fino a quel momento concepita come una lotta dinastica tra sovrani, alla quale la popolazione, pur subendone i danni, non partecipava, si trasformò in una lotta per la liberazione della Francia dagli Inglesi invasori e dai feudatari francesi loro alleati.
A tale trasformazione contribuì Giovanna d'Arco (1412–1431) una giovane donna che, nel 1429, quando la Francia era in gran parte nelle mani degli Inglesi e dei duchi di Borgogna, dimostrando insolite capacità politiche e militari, si presentò a re Carlo VII (1422-1461) e lo convinse a reclutare fra il popolo un esercito disposto a battersi per la libertà della Francia. Alla guida di tale esercito Giovanna d'arco riconquistò Orleans e conseguì altre vittorie, nel 1431 fu però fatta prigioniera dagli Inglesi che la condannarono al rogo come eretica. Nel 1435, Carlo VII riconobbe l'autonomia della Borgogna, ponendo fine alle lotte tra Armagnacchi e Borgognoni. L'anno seguente riuscì a cacciare gli Inglesi da Parigi e nel 1450 riconquistò la Normandia. Nel 1453, tutto il territorio francese, tranne Calais (che restò agli Inglesi fino al 1558), era nuovamente nelle mani del re francese e si concluse la guerra dei cent'anni. L'Inghilterra rinunciò ad espandersi sul continente e cercò nuovi sbocchi sul mare, in Francia il successore di Carlo VII, Luigi XI sconfisse Carlo il Temerario, duca di Borgogna annettendone i territori, negli anni seguenti, grazie a successioni e a matrimoni, unì alla Francia anche la Provenza e la Bretagna.
Conseguenze
Nel 1453, la sconfitta dell'Inghilterra, con il fallimento del suo espansionismo sul continente dà l'avvio al suo sviluppo come potenza marittima. Nello stesso anno cade Costantinopoli (fine dell'Impero Romano d'Oriente), molti intellettuali fuggono in occidente portando con sé i testi classici greci e diffondendo la conoscenza del greco antico. Intorno al 1450 si diffonde la stampa a caratteri mobili (Gutenberg) , che nel volgere di qualche decennio favorisce una più rapida e capillare diffusione delle idee
Re di Francia durante la guerra dei cent'anni
- Filippo VI di Valois (1328-1350)
- Giovanni II il Buono (1350-1364)
- Carlo V il Saggio (1364-1380)
- Carlo VI il Folle (1380 -1422) - pazzo dal 1392, governa Filippo II l'Ardito (1361-1404)
- Carlo VII il vittorioso (1422–1461)
- Luigi XI il Paziente (1462–1483)
Categoria:Guerre
Categoria:Medioevo
ja:百年戦争
ko:백년 전쟁
Francia
La Francia o Repubblica francese (in francese, France o République française) è una nazione dell'Europa Occidentale, confinante con Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Italia, Monaco, Andorra, e Spagna.
È uno dei membri fondatori dell'Unione Europea.
Storia
I confini della Francia moderna coincidono molto con quelli dell'antico territorio della Gallia, abitata dai Galli, una popolazione celtica. I Galli vennero sottomessi nel I secolo AC dai Romani, con i quali si fusero adottandone linguaggio e cultura. Anche il Cristianesimo mise radici, nel II e III secolo DC. Le frontiere orientali della Gallia, lungo il Reno, vennero invase dalle tribú germaniche nel IV secolo, principalmente dai Franchi, dai quali deriva l'antico nome di "Francie", il nome moderno, "Francia" deriva dal nome del dominio feudale dei Re Capetingi di Francia, attorno a Parigi (vedi Île-de-France).
Anche se la monarchia francese viene spesso datata al V secolo, l'esistenza continua della Francia come entità a se stante inizia con il IX secolo e la divisione dell'Impero Franco di Carlomagno in una parte orientale e una occidentale. La parte orientale può essere vista come l'inizio di quella che oggi è la Germania, quella occidentale come la Francia.
I discendenti di Carlomagno governarono la Francia fino al 987, quando Ugo Capeto, Duca di Francia e Conte di Parigi, venne incoronato Re di Francia. I suoi discendenti iniziarono la dinastia dei Capetingi, che governò la Francia fino al 1792, quando la rivoluzione Francese fondò una Repubblica, in un periodo di cambiamenti sempre piú radicali che iniziò nel 1789.
Napoleone Bonaparte prese il controllo della Repubblica nel 1799, autoproclamandosi Imperatore. Le sue armate si impegnarono in diverse guerre attraverso l'Europa, conquistarono molte nazioni e fondarono nuovi regni, guidati dai familiari di Napoleone. A seguito della sua sconfitta nel 1815, la monarchia venne restaurata in Francia, per essere successivamente abolita legislativamente e sostituita dalla Seconda Repubblica francese. La Seconda Repubblica finí quando il nipote del primo Imperatore, Luigi Napoleone Bonaparte, venne eletto Presidente e proclamò un Secondo Impero. Meno ambizioso dello zio, il secondo Napoleone venne anch'egli spodestato, e la Repubblica tornò per la terza volta.
Anche se vincitrice nella prima e nella seconda guerra mondiale, la Francia soffrí gravi perdite in termini di vite, impero, benessere, forza lavoro e grado di nazione dominante. Dal 1958, ha costruito una democrazia presidenziale (nota come Quinta Repubblica) che non ha ceduto alle instabilità sperimentate nei precedenti regimi parlamentari.
Negli ultimi decenni, la riconciliazione e la cooperazione della Francia con la Germania si è rivelata centrale per l'integrazione economica dell'Europa, compresa l'introduzione dell'Euro nel gennaio 1999.
Oggi, la Francia è in prima fila tra gli stati europei che cercano di sfruttare lo slancio dato dall'unione monetaria per portare avanti la creazione d'un apparato politico, di difesa e di sicurezza europeo piú unificato ed efficace.
La Francia è anche uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Politica
La costituzione della Quinta Repubblica venne approvata tramite referendum il 28 settembre 1958. Essa rafforzava fortemente l'autorità dell'esecutivo in relazione al Parlamento. In base alla costituzione, il Presidente viene eletto direttamente per un mandato di 5 anni (in origine 7 anni). L'arbitraggio presidenziale assicura il regolare funzionamento dei poteri pubblici e la continuità dello stato. Il Presidente nomina il Primo Ministro, presiede il gabinetto, comanda le forze armate e conclude i trattati.
L'Assemblea Nazionale (Assemblée Nationale) è il principale corpo legislativo. I suoi deputati sono eletti direttamente con mandato di 5 anni, tutti i seggi vengono votati ad ogni elezione. I senatori vengono scelti da un collegio elettorale per un mandato di 6 anni (prima 9 anni), e un terzo del senato viene rinnovato ogni 2 anni (prima ogni 3). Il potere legislativo del Senato è limitato; l'Assemblea Nazionale ha l'ultima parola in caso di disaccordo tra le due camere.
Il governo ha una forte influenza sulla stesura dell'ordine del giorno del Parlamento.
Vedi anche:
- Costituzione francese
- Elenco di monarchi francesi
- Capi di stato francesi
- Elenco di Primi Ministri della Francia
- Elenco di Ministri degli Esteri della Francia
Divisioni amministrative
La Francia è divisa in 26 regioni (in francese: région), che sono ulteriormente suddivise in 100 dipartimenti (in francese départements). I dipartimenti sono numerati (principalmente in ordine alfabetico) e i numeri vengono usati ad esempio per i codici postali o le targhe automobilistiche. Tra parentesi sono indicati i capoluoghi.
dipartimenti
I dipartimenti sono ulteriormente suddivisi in 342 zone (in francese arrondissements).
I dipartimenti d'oltremare sono ex-colonie che ora godono d'uno status simile a quello della Francia Europea o metropolitana. Sono considerati una parte della Francia (e dell'UE) piuttosto che territori dipendenti.
I paesi e territori d'oltremare formano parte della Repubblica francese, ma non sono parte del territorio europeo della Repubblica o dell'area fiscale dell'UE. Continuano ad usare il Franco francese del pacifico come valuta, che non è stata influenzata dalla sostituzione del Franco francese con l'Euro nel 2002.
Le collettività territoriali hanno uno status a metà tra i dipartimenti d'oltremare e i territori d'oltremare.
La Francia inoltre mantiene il controllo su numerose piccole isole dell'Oceano Indiano e dell'Oceano Pacifico, comprese Bassas da India, Isola Clipperton, Isola Europa, Isole Glorioso, Isola Juan de Nova, Isola Tromelin. Si veda Isole controllate dalla Francia nell'oceano indiano e nel pacifico.
Geografia
La Francia possiede un'ampia varietà di paesaggi, che vanno dalle pianure costiere a nord e ad ovest, dove la Francia confina con il Mare del Nord e l'Oceano Atlantico, fino alle catene montuose dei Pirenei a sud e delle Alpi a sud-est; queste ultime contengono la seconda montagna piú alta d'Europa, le cui pendici orientali sono in territorio italiano: il Monte Bianco (4.810 m) (la montagna piú alta d'Europa è il monte Elbrus (5.642 m), in Russia, nella catena del Caucaso).
Nel mezzo si trovano altre regioni elevate, come il Massiccio Centrale o le Montagne dei Vosgi, e vasti bacini fluviali come quelli della Loira, del Rodano, della Garonna e della Senna.
Le principali città della Francia sono:
:Aix-en-Provence, Ajaccio, Albi, Amiens, Angers, Angouleme, Bastia, Belfort, Besançon, Bordeaux, Brest, Caen, Calais, Cannes, Carcassonne, Charleville-Mézières, Clermont-Ferrand, Colmar, Digione, Dunkerque, Evreux, Grenoble, La Rochelle, Le Havre, Le Mans, Lilla, Limoges, Lione, Marsiglia, Metz, Montpellier, Mulhouse, Nancy, Nantes, Nizza, Nîmes, Orléans, Parigi, Perpignan, Poitiers, Quimper, Reims, Rennes, Roubaix, Rouen, Saint-Étienne, Saint-Nazaire, Strasburgo, Tarbes, Tolone, Tolosa, Tourcoing, Tours e Valence.
Vedi anche:
- la lista città della Francia per le schede ancora da sviluppare
- la :categoria:Città della Francia per le schede già categorizzate.
Economia
L'economia francese combina un'estesa imprenditoria privata, con un sostanziale, ma in declino, intervento governativo. Ampi tratti di terra fertile, l'applicazione delle tecnologie moderne e i sussidi, si sono combinati per rendere la Francia il principale produttore agricolo dell'Europa Occidentale.
Il governo mantiene una considerevole influenza sui segmenti chiave del settore delle infrastrutture, con quote di maggioranza in ferrovie, elettricità, aeronautica, e telecomunicazioni. Ha comunque gradualmente rilasciato il controllo su | | |