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Mediterraneo
La parola Mediterraneo può riferirsi a:
- Mar Mediterraneo, mare intercontinentale che si trova tra Europa, Africa e Asia
- Mediterraneo, film di Gabriele Salvatores vincitore dell'Oscar 1992 come "miglior film straniero"
Mar Mediterraneo
Il Mar Mediterraneo è un mare intercontinentale che si trova tra Europa, Africa e Asia. La sua superficie approssimativa è di 2,5 milioni di km² ed ha una larghezza di circa 6000 km.
Il Mediterraneo è collegato ad ovest all'Oceano Atlantico, attraverso lo Stretto di Gibilterra. Ad est raggiunge il Mar di Marmara e il Mar Nero, tramite i Dardanelli e il Bosforo. Il Mar di Marmara è spesso considerato parte del Mediterraneo, mentre il Mar Nero viene generalmente distinto. Il Canale di Suez a sud-est collega il Mediterraneo al Mar Rosso.
Le maree sono molto limitate a causa dello scarso collegamento con l'oceano.
Il clima mediterraneo è generalmente caratterizzato da inverni umidi ed estati calde e secche. Coltivazioni caratteristiche della regione sono: olivo, vite, agrumi, e quercia da sughero. La regione del Mediterraneo ha una lunga storia di civiltà.
Il nome
Il termine Mediterraneo deriva dalla parola latina Mediterraneus, che significa in mezzo alle terre. Il Mar Mediterraneo attraverso la storia dell'umanità è stato conosciuto con diversi nomi. Gli antichi Romani lo chiamavano, ad esempio, "Mare Nostrum" (latino per "Mare Nostro"). Attualmente, "The Med" è una contrazione in lingua inglese per indicare il Mar Mediterraneo.
Morfologia
Per quanto riguarda la topografia del fondale il Mediterraneo è diviso in due bacini principali che si possono considerare semichiusi. Il primo è quello del Mediterraneo occidentale, delimitato dal canale di Sicilia e caratterizzato da ampie piane abissali, il secondo, il Mediterraneo orientale, è molto più accidentato e dominato dal sistema della dorsale Mediterranea.
Il bacino occidentale
Il bacino occidentale comprende il Mare di Alboran, il bacino Algero-Provenzale o balearico e il bacino Tirrenico.
Mare di Alboran
È la parte più occidentale del Mar Mediterraneo, delimitato a occidente dallo stretto di Gibilterra e a oriente dalla linea che congiunge Cabo de Gata in Spagna con Capo Fegalo in Algeria. Occupa una supeficie di circa 54.000 km² e la profondità massima è di 1500 m nella parte occidentale e 1200 m in quella orientale. La piattaforma continentale si estende per una larghezza compresa fra i 2 e 10 km lungo la costa spagnola e per un massimo di 18 km lungo la costa nordafricana. Al centro del Mare di Alboran si trova l'isola omonima.
Bacino algero-provenzale
Comprende un area più o meno triangolare che si estende dal Golfo di Valencia, il Mar Ligure e il Mare di Alboran. Ha una superficie di circa 240.000 km² e una profondità massima di circa 2800 m. In alcuni tratti costieri, tipicamente alle foci dell'Ebro e del Rodano la piattaforma continentale raggiunge anche i 60 km di larghezza, con un massimo di 72 km presso il Golfo del Leone. La larghezza minima si ha invece tra Genova e Tolone, dove il fondale è caratterizzato da ampi e profondi canyon.
Le isole di Maiorca e Minorca hanno una piattaforma comune mentre Ibiza è separata da un braccio di mare profondo 800 m. Al centro del bacino si trova la piana abissale delle Baleari, profonda dai 2600 a i 2800 metri.
Bacino tirrenico
Il bacino tirrenico è la parte più profonda del Mediterraneo Occidentale, raggiunge infatti i 3800 m di profondità. Il fondale è caratterizzato dalla presenza di numerose dorsali e di rilievi di tipo vulcanico. Vi sono elevate montagne sottomarine che in alcuni casi si elevano fino a -500 m come il Monte Marsili e il Monte Valivov. Poche e di modeste dimensioni sono le piane abissali fra le quali si trovano la piana di Corsica, la piana di Orosei, la piana di Olbia, la piana abissale tirrenica e il rialzo pliniano. Il bacino è praticamente chiuso, è messo in comunicazione con i bacini adiacenti da pochi stretti passaggi. A nord un canale profondo circa 3/400 m lo mette in comunicazione con il Mar Ligure, lo stretto di Bonifacio, profondo non oltre i 50 m, lo mette in comunicazione con il bacino algerino così come il profondo canale, caratterizzato dalla presenza della fossa algero-tirrenica, mette in comunicazione i due bacini a sud della Sardegna. Il canale di Sicilia, dal fondale basso e caratterizzato dalla presenza di banchi che possono ridurre la profondità a poche decine di metri lo mette in comunicazione con il Mediterraneo Orientale.
Il bacino orientale
Fanno parte del Mediterraneo orientale il Mare Adriatico, il Mar Ionio, il Mar Egeo e il Mar di Levante.
Mar Adriatico
Il Mare Adriatico ha una superficie di circa 135.000 km² e una profondità massima di 1230 m. Da un punto di vista morfologico può essere diviso in tre aree: la parte settentrionale completamente dominata dal delta del Po è un lento declivio nel quale la profondità non supera i 75 m, la parte centrale, tra Ancona e il Gargano è caratterizzata dalla presenza di una depressione detta "fossa del medio Adriatico" (266 m) mentre la zona meridionale ha una piattaforma continentale che si restringe in corrispondenza della Puglia fino a circa 20 km, fra la Puglia e l'Albania si trova la piana adriatica con una profondità media di circa 1000 m e la massima di 1200 m. Da qui la profondità risale a circa 800 m in corrispondenza del canale d'Otranto che separa l'Adriatico dalla Ionio.
Mar Ionio
Il Mar Ionio si estende su una superficie di circa 616.000 km² dalle coste della Libia e della Tunisia fino alla Grecia e all'Italia meridionale. Raggiunge la massima profondità (5.093 m) nella Fossa ellenica. Nello Ionio si trova la piana abissale più estesa del Mediterraneo.
Mar Egeo
Ha una superficie di circa 80.000 km² e oltre 200 isole. Lo collega allo Ionio il Golfo di Corinto (56 m) e numerosi canali profondi fra i 300 m e gli 800 m fra le isole di Rodi e Creta. Raggiunge la massima profondità (2.500 m) in corrispondenza della fossa di Creta che si estende dal Golfo di Argolide a Rodi.
Mar di Levante
Il Mar di Levante è la parte più orientale del Mediterraneo, ha una superficie di circa 320.000 km² ed è delimitato a ovest dalla linea che congiunge Capo Ra's al Hilal, in Libia con l'isola di Gavdos presso Creta. La piattaforma continentale è molto estesa sia presso il delta del Nilo sia nel golfo di Iskenderun. La massima profondità è di 4384 m in corrispondenza della fossa di Plinio.
Caratteristiche fisiche
Il Mar Mediterrano è un bacino semichiuso con con una forte evaporazione e un ridotto apporto di acque dolci fluviali, apporto infuenzato da attività umane (dighe e sbarramenti).
Nei mesi estivi l'evaporazione è relativamente ridotta a causa dei ventinon eccessivamente frequenti e dell'elevata umidità, al contrario nei mesi invernali l'evaporazione è molto elevata a causa dell'aria fredda e della prevalenza di venti secchi di origine continentale (Bora, Maestrale, Vardarac, Scirocco e Meltemi).
Evaporazione e ridotto apporto di acque fluviali fanno sì che il Mediterraneo sia in costante deficit idrico. Questo viene compensato dall'Oceano Atlantico che annualmente riversa nel Mediterraneo, attraverso lo Stretto di Gibilterra, tra i 36.000 e i 38.000 km³ d'acqua. Questo apporto di grandi quantità d'acqua, provoca forti correnti durante tutto l'anno, favorendo la pulizia dei bassi fondali dello Stretto che, diversamente, nel corso dei millenni si sarebbe inevitabilmente chiuso.
Le correnti superficiali
Le correnti superficiali mediterranee originano tutte dall'afflusso di acqua atlantica e seguono in prevalenza degli andamenti di tipo ciclonico, cioè antiorario. L'acqua atlantica, più fredda ma meno salata (motivo per cui rimane in superificie) entra nel Mediterraneo dopo aver lambito le coste del Marocco.
Una volta varcato lo stretto di Gibilterra viene spinta a sud dalla forza di Coriolis e segue prevalentemente la costa nordafricana dando origine alla corrente algerina, una parte della massa d'acqua, scontrandosi con la corrente anticiclonica del mare di Alboran, si biforca verso nord in direzione delle isole Baleari.
La corrente algerina, nel prosieguo del suo corso, si biforca nuovamente: una parte prosegue verso il canale di Sicilia, un'altra invece risale verso la Corsica e unendosi alla parte che fin dall'inizio si era diretta verso le Baleari dà origine alla corrente ligure provenzale catalana che scorre verso ovest lambendo le coste liguri, francesi e catalane e attraversando il Golfo del Leone.
I bassi fondali del canale di Sicilia fanno sì che la corrente algerina si biforchi nuovamente, una parte risale infatti verso il Tirreno dando origine ad una corrente ciclonica che in parte lambisce le coste liguri e si riunisce con la corrente ligure-provenzale catalana.
La parte di corrente algerina che riesce a valicare il canale di Sicilia attraversa dapprima un'area prospicente le coste della Tunisia e della Libia caratterizzata da correnti anticloniche (il Golfo della Sirte) e poi forma la corrente africana che scorre lungo il mare di Levante dando origine alla corrente dell'Asia Minore che lambisce la costa Turca fino a Rodi.
Nell'Adriatico, nello Ionio e nell'Egeo vi sono altre correnti minori di tipo ciclonico.
Oltre alle citate correnti costiere vi è la corrente centro mediterranea che scorre sopra la dorsale merditerranea in direzione Creta e Cipro.
Le corrente intermedia
Rodi
Lo strato d'acqua compreso fra i 200 e i 600 metri è interessato da un movimento in senso opposto a quello delle correnti di superficie. Origina infatti dal Mar di Levante, il tratto di Mediterraneo con i più elevati valori di salinità, (si raggiunge qui il 39,1 per mille di salinità). D'inverno, con il calo della temperatura si ha un aumento della densità dello strato superficiale che "comprime" lo strato d'acqua inferiore dando origine alla corrente intermedia.
Questa corrente è divisa in un ramo principale che percorre l'intero Mediterraneo e due rami secondari che attraversano l'uno il Golfo della Sirte e l'altro, più cospicuo, lo Ionio fino a entrare nell'Adriatico dove incontra le fredde acque invernali per poi uscire nuovamente dallo stretto di Otranto.
Il ramo principale si dirige invece verso il canale di Sicilia dove, a causa dei fondali bassi e della portata della corrente di superficie, deve dividersi in due stretti passaggi laterali situati a quote diverse. L'acqua proveniente dal più settentrionale si dirige verso il Tirreno dove fa un lungo giro antiorario e in gran parte esce per ricongiungersi col ramo secondario e risalire verso la Sardegna per poi seguire la costa francese e spagnola e uscire dallo Stretto di Gibilterra.
Dalle analisi degli oceanografi pare che una goccia d'acqua entrata dallo stretto di Gibilterra impieghi circa 150 anni per compiere tutto il "giro" e ritornare, profondamente modificata nella composizione, all'Oceano Atlantico.
La circolazione profonda
Le correnti di profondità interessano due aree del Mediterraneo, il bacino ligure provenzale e lo Ionio. In entrambi i casi le correnti originano nella stagione invernale in seguito ad un rapido raffreddamento delle acque provocato dal vento.
Nel primo caso il Mistral raffredda rapidamente le acque al centro del Golfo del Leone. In seguito all'aumento di densità l'acqua si dirige verso il fondo, sino ai 2000 metri di profondità, contribuendo al lento ricambio delle acque profonde.
Nel bacino orientale è la Bora che abbassando la temperatura delle acque nel Mare Adriatico origina una corrente diretta verso sud che si inabissa oltre il canale di Otranto e contribuisce al ricambio delle acque profonde dello Ionio.
Isole principali
Le isole principali sono:
- Cipro, Creta, e Rodi ad est
- Sardegna, Sicilia, Corsica, e Malta nella parte centrale
- Maiorca e Minorca a ovest
Stati affacciati sul Mediterraneo
Gli stati che vi si affacciano sono:
- Spagna, Francia, Italia, Principato di Monaco, Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia-Montenegro, Albania, Cipro, Malta, Grecia e Turchia sulla costa settentrionale
- Libano, Territori Autonomi Palestinesi, Siria e Israele ad est
- Egitto, Libia, Tunisia, Algeria e Marocco sulla costa meridionale
Mari interni
Il Mar Mediterraneo contiene al suo interno anche i seguenti mari:
- Mar Adriatico
- Mar Ionio
- Mar Ligure
- Mar Tirreno
- Mar Egeo
- Mar Nero
- Mar d'Azov
- Golfo della Sirte
- Mar di Marmara
Voci correlate
- Isole e golfi italiani
- Canale di Sicilia, Stretto di Messina
- Mare, Costa
Mediterraneo
Categoria:Ecosistemi
ja:地中海
ko:지중해
th:ทะเลเมดิเตอร์เรเนียน
zh-min-nan:Tē-tiong-hái
Mare
Il mare è una vasta distesa di acqua salata a ridosso dei continenti e connessa con un oceano. Lo stesso termine è alle volte usato per indicare laghi, normalmente salati, che non hanno sbocchi sull'oceano; esempi sono il Mar Caspio, il Mar Morto ed il Mar di Galilea. Il termine mare è usato anche come sinonimo di oceano quando esprime un concetto generico, per esempio quando si parla dei mari tropicali o dell'acqua marina riferendosi all'acqua dell'oceano.
acqua
Il confine tra acqua e terra è denominato costa o litorale.
Il mare, non essendo solido, presenta vari movimenti delle acque che lo compongono.
I principali movimenti delle acque del mare, degli oceani e parzialmente anche dei laghi sono:
- onde generate principalmente da vento, terremoti, maremoti e attrazione di corpi celesti (principalmente Luna e Sole)
- maree generate dall'attrazione di corpi celesti (principalmente Luna e Sole)
- correnti marine che possono essere sia superficiali che sottomarine, dovute principalmente alle diverse temperature dell'acqua
Altri fenomeni marini che determinano dei movimenti delle acque sono: uragani, trombe di mare
Elenco dei mari, suddivisi per oceano
- Mar di Bering
- Golfo di Alaska
- Golfo di California
- Mar di Ohotsk
- Mar del Giappone
- Mar Cinese orientale
- Mar Cinese occidentale
- Mar Giallo
- Mar di Sulu
- Mar di Celebes
- Mar delle Molucche
- Mar di Ceram
- Mar di Mindanao
- Mar delle Filippine
- Mar di Sibuyan
- Mar di Flores
- Mar di Banda
- Mar di Arafura
- Mar di Timor
- Mar di Giava
- Mar di Tasmania
- Mar dei Coralli
- Mar delle Salomone
- Baia di Hudson
- Baia di James
- Baia di Baffin
- Golfo di San Lorenzo
- Mar dei Caraibi
- Golfo del Messico
- Mar dei Sargassi
- Mar di Norvegia
- Mar del Nord
- Mar Baltico
- Golfo di Botnia
- Mar d'Irlanda
- Mar Celtico
- Mar Mediterraneo
- Mar Adriatico
- Mar Ionio
- Mar Ligure
- Mar Tirreno
- Mar di Sardegna
- Mar di Sicilia
- Mar Egeo
- Mar Nero
- Mar d'Azov
- Golfo della Sirte
- Mar di Marmara
- Golfo del Benguela
- Golfo di Guinea
- Mar Rosso
- Golfo di Aden
- Golfo Arabico
- Golfo di Oman
- Mar Arabico
- Golfo del Bengala
- Mar di Andamane
- Baia di Sofala
- Mar Glaciale Artico
- Mar di Groenlandia
- Mare di Barents
- Mar Bianco
- Mar di Kara
- Mar di Beaufort
- Golfo di Amundsen
- Mar dei Chukchi
- Mar di Laptev
- Mar della Siberia Orientale
- Mare di Weddell
- Mare di Ross
Mari senza sbocco sull'oceano
- Lago d'Aral
- Mar Caspio
- Mar Morto
- Mar di Galilea
Mari extraterrestri
La Luna ha varie configurazioni morfologiche chiamate mari. Sono stati chiamati mari perché il colore più scuro faceva presupporre la presenza di acqua, invece si tratta di pianure basaltiche.
Sulla Luna è presente dell'acqua sotto forma di ghiaccio; l'origine di tale ghiaccio dovrebbe essere dovuto a comete che si sono scontrate con il nostro satellite in posizione poco o per nulla irradiate dai raggi del Sole.
Acqua liquida dovrebbe essere presente sulla superficie di molte lune, tra cui Europa, una delle lune di Giove. Si pensa che Europa ospiti al suo interno un vero e proprio oceano sotto la superficie ghiacciata, circondante tutto il satellite.
Idrocarburi liquidi si pensa siano presenti sulla superficie di Titano, anche se sarebbe più accurato descriverli come "laghi" al posto di "mari".
Il termine "mare" ha anche un significato nella fisica quantistica. Il mare di Dirac è un'interpretazione degli stati di energia negativa che contengono il vuoto.
Voci correlate
- oceano, lago, lago salato, fiume, manica, stretto, canale naturale, profondità marine, salsedine, acqua, onda, marea, corrente marina, uragano, tromba di mare
- vegetazione marina, animali marini
- isola, atollo, costa, promontorio, golfo
- geografia, nave
Categoria:Mari
Categoria:Ecosistemi
ja:海
ko:바다
ms:Laut
simple:Sea
zh-min-nan:Hái
Africa
L'Africa è il terzo continente per dimensioni. Con 30.065.000 km² copre il 20,3% delle terre emerse e i suoi oltre 800.000.000 abitanti, rappresentano un settimo della popolazione terrestre. L'Africa è delimitata a Nord dal Mar Mediterraneo, a Ovest dall'Oceano Atlantico, a Sud dall'Oceano Antartico e a Est dall'Oceano Indiano. A Nord-Est è separata dall'Asia dall'artificiale Canale di Suez.
Etimologia
Gli antichi romani usarono il termine Africa terra - "terra degli Afri" (plurale, o "Afer" singolare) - per la parte settentrionale del continente, corrispondente all'attuale Tunisia. Afer può derivare dall'Arabo afer, polvere; dalla tribù degli Afridi, che viveva nei dintorni di Cartagine, dal greco aphrike, senza freddo, o dal latino aprica, soleggiato.
Geografia
Cartagine
Il continente africano è principalmente orientato su un asse nord-sud. A Nord-Ovest il continente si allarga verso l'Oceano Atlantico, formando la regione conosciuta come Africa Occidentale. Sul Mar Mediterraneo, verso nord, si affacciano due importanti golfi, gli unici nella parte settentrionale: sono il Golfo di Sirte, davanti alla Libia, e il Golfo di Gabes, davanti alla catena dell'Atlante. La Catena dell'Atlante ripara dai venti il Marocco e l'Algeria rendendo aride quelle zone. Il grande deserto del Sahara si estende nella parte settentrionale del continente: la parte a Sud è perciò detta Africa sub-sahariana. L'area geografica affacciata sul Mar Mediterraneo è detta Africa Mediterranea.
Il clima varia da mediterraneo a desertico a tropicale ed equatoriale fino a ritornare temperato (in una variante simile a quella mediterranea) nel Sudafrica.
In Egitto, troviamo il più celebre dei grandi fiumi dell'Africa e anche uno dei maggiori del mondo, il Nilo (6.671 Km di lunghezza). Il ramo più lungo del Nilo nasce nell'Altopiano del Burundi, con il nome di Nilo Kagera. Cambia nome entrando nel più grande lago africano, il Lago Vittoria. Assume la denominazione di Nilo Bianco alla confluenza con il Nilo delle Gazzelle, uno dei suoi affluenti. Presso la capitale del Sudan, Khartoum, riceve finalmente le acque del suo maggior affluente, il Nilo Azzurro e prende finalmente il nome di Nilo e con un percorso ondulato raggiunge l'Egitto.
Un altro importante corso d'acqua è il Congo (4.200 Km di lunghezza), che sfocia nell'Oceano Atlantico e dà nome alle due Repubbliche che si affacciano sulle sue rive (Repubblica del Congo e Repubblica Democratica del Congo). I numerosi affluenti del Congo (il più importante è il Kasai) formano un enorme bacino fluviale. Sebbene il Congo sia uno dei più imponenti corsi d'acqua del mondo il Congo ha avuto minore importanza per lo sviluppo delle civiltà umane del Nilo in quanto non è navigabile per un lungo tratto.
Poco più a nord del Congo troviamo il terzo grande fiume dell'Africa, il Niger (4.160 Km).
Una lunga catena di laghi corre lungo la frattura tettonica (Rift Valley) ai confini tra la Repubblica Democratica del Congo, l'Uganda, la Tanzania, il Burundi e il Ruanda: i più importanti sono il Lago Vittoria e il Lago Tanganika.
Le montagne più alte dell'Africa si trovano sempre in prossimità della Rift Valley: sono il Kilimangiaro (5895 m di altitudine) in Tanzania e il Kenya (5199 m di altitudine) nello Stato omonimo.
L'Africa ha un territorio compatto. Le coste sono uniformi con poche isole e penisole, ad eccezione del Madagascar. Alcuni altopiani si estendono fino alle coste.
Storia
:Voce principale: Storia dell'Africa
L'Africa è uno dei territori più antichi della terra e la razza umana ha iniziato la sua evoluzione proprio in questo continente. Per gran parte della storia dell'umanità, l'Africa non ha avuto Stati nazionali ma regni multietnici e nazioni tribali.
I primi contatti tra Africa ed Europa risalgono al XIV secolo con l'arrivo dei primi esploratori europei. Sfruttando la loro superiorità tecnica, in particolare in campo bellico, a partire dall'inizio del XVI secolo i marcanti europei iniziarono a catturare milioni di africani per utilizzarli come forza lavoro in tutto il mondo (quella che venne chiamata tratta degli schiavi).
A partire dall'inizio del XIX secolo l'Europa iniziò una massiccia occupazione coloniale del continente, culminata nella corsa all'Africa degli anni '80 dell''800. Questa occupazione continuò fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, dopo la quale tutte le colonie ottennero progressivamente la loro indipendenza.
Politica
Dall'indipendenza, molti stati africani hanno conosciuto forti instabilità, spesso sfociate in violenti lotte per il potere e guerre civili, sia all'interno di ciascuno Stato, sia tra Stati confinanti. Parte di questi problemi possono essere considerati come eredità del periodo coloniale, con il suo lascito di governi e confini nazionali non rappresentativi delle realtà locali.
La situazione economico-sociale, specie nell'Africa sub-sahariana, è una delle più disagiate del Pianeta. Se alcuni Stati, come il Sudafrica, si affermano come dinamiche realtà economiche, seppure segnate da forti disuguaglianze sociali, altri Stati hanno addirittura visto diminuire il PIL pro capite negli ultimi anni. L'aumento massiccio della popolazione e il diffondersi dell'AIDS, oltre alle frequenti siccità e all'instabilità politica, sono alcune della cause di questo impoverimento.
Demografia
Nel nord Africa troviamo popolazioni di etnia araba e altre popolazioni bianche come i berberi in Algeria. Nell'Africa subsariana la maggior parte degli abitanti ha la pelle scura. Gli Stati dello Zimbabwe e del Sudafrica hanno una piccola, ma significativa, presenza di gruppi bianchi ed asiatici: i primi sono i cosiddetti afrikaner, i secondi immigrarono in epoca coloniale per contribuire ai lavori pubblici effettuati nei paesi. Il paese africano più popoloso è la Nigeria, la più grande città Il Cairo (capitale dell'Egitto, 13 milioni di abitanti circa)
L'Africa ospita molti differenti gruppi religiosi. In numerosi Stati alle confessioni monoteiste (Cristianesimo e Islam), portate da missionari e predicatori si affiancano religioni tradizionali africane, senza che questo crei particolari conflitti.
Nazioni
religioni tradizionali africane
In Africa esistono 53 Stati indipendenti:
- Algeria (Algeri)
- Angola (Luanda)
- Benin (Porto-Novo)
- Botswana (Gaborone)
- Burkina Faso (Ouagadougou)
- Burundi (Bujumbura)
- Camerun (Yaoundé)
- Capo Verde (Praia)
- Ciad (N'Djamena)
- Costa d'Avorio (Yamoussoukro)
- Egitto (Il Cairo)
- Eritrea (Asmara)
- Etiopia (Addis Abeba)
- Gabon (Libreville)
- Gambia (Banjul)
- Ghana (Accra)
- Gibuti (Gibuti)
- Guinea (Conakry)
- Guinea Equatoriale (Malabo)
- Guinea Bissau (Bissau)
- Isole Comore (Moroni)
- Kenya (Nairobi)
- Lesotho (Maseru)
- Liberia (Monrovia)
- Libia (Tripoli)
- Madagascar (Antananarivo)
- Malawi (Lilongwe)
- Mali (Bamako)
- Marocco (Rabat)
- Mauritania (Nouakchott)
- Mauritius (Port Louis)
- Mozambico (Maputo)
- Namibia (Windhoek)
- Niger (Niamey)
- Nigeria (Abuja)
- Repubblica Centro Africana (Bangui)
- Repubblica Democratica del Congo (Kinshasa)
- Repubblica Del Congo (Brazzaville)
- Ruanda (Kigali)
- Sao Tomè e Principe (São Tomé)
- Senegal (Dakar)
- Seychelles (Victoria)
- Sierra Leone (Freetown)
- Somalia (Mogadiscio)
- Sudafrica (Città del Capo legislativa), (Pretoria amministrativa), (Bloemfontein giudiziaria)
- Sudan (Khartoum)
- Swaziland (Mbabane)
- Tanzania (Dodoma)
- Togo (Lomé)
- Tunisia (Tunisi)
- Uganda (Kampala)
- Zambia (Lusaka)
- Zimbabwe (Harare)
2 enclave spagnole:
- Ceuta
- Melilla
e un territorio con stato legale indefinito:
- Sahara Occidentale
Collegamenti esterni
- [http://www.inafrica.it/ www.inafrica.it] sito dedicato agli africani in Italia, con un elenco di link
Siti che pubblicano articoli di attualità sull'Africa
- [http://www.equilibri.net/africa.php www.Equilibri.net] Sezione sull'Africa del sito di politica internazionale equilibri.net, in italiano.
- [http://allafrica.com/ allafrica.com] in inglese.
- [http://www.continentenero.it/ www.continentenero.it] sito dedicato all'Africa con reportage, foto, e link ai paesi africani
- [http://www.africaontheroad.it/ www.africaontheroad.it] sito di un giovane ragazzo italiano, Fabio Miggiano, in un viaggio in tutto il continente africano durato 6 mesi.
Categoria:Africa
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Asia
Il continente dell'Asia si ottiene togliendo l'Europa e l'Africa dalla grande massa dell'Eurafrasia. Il confine tra Asia ed Africa è costituito dal Canale di Suez. Il confine tra Asia ed Europa corre tra i Dardanelli, il Mare di Marmara, il Mar Nero, il Caucaso, il Mar Caspio, il fiume Ural e le montagne degli Urali.
L'Asia può essere ulteriormente suddivisa in cinque regioni, riportate nel seguito con la lista dei paesi e relative capitali:
- Asia centrale
- Afghanistan - Kabul
- Armenia - Jerevan
- Azerbaijan - Baku
- Georgia - Tiblisi
- Kazakistan - Astana
- Kirghizistan - Bishkek
- Tagikistan - Dushanbe
- Turkmenistan - Ashgabat
- Uzbekistan - Taskent
- Estremo oriente
- Giappone - Tokyo
- Corea del Nord - P'yongyang
- Corea del Sud - Seoul
- Mongolia - Ulaanbaatar
- Cina - Pechino
- Taiwan - Taipei
- Sud-Est asiatico
- Brunei - Bandar Seri Begawan
- Cambogia - Phnom Penh
- Indonesia - Giacarta
- Laos - Vientiane
- Malaysia - Kuala Lumpur
- Myanmar - Rangoon
- Filippine - Manila
- Singapore - Singapore
- Thailandia - Bangkok
- Timor Est - Dili
- Vietnam - Hanoi
- Okussi - Okussi
- Subcontinente indiano
- Bangladesh - Dhaka
- Bhutan - Punakha, Thimphu
- India - New Delhi
- Maldive - Male
- Nepal - Katmandu
- Pakistan - Islamabad
- Sri Lanka - Colombo, Sri Jayawardenepura Kotte
- Medio oriente
- Arabia Saudita - Riyadh
- Bahrain - Manama
- Emirati Arabi Uniti - Abu Dhabi
- Giordania - Amman
- Iran - Teheran
- Iraq - Baghdad
- Israele - Gerusalemme
- Kuwait - Kuwait City
- Libano - Beirut
- Oman - Masqat
- Autorità Palestinese
- Qatar - Doha
- Siria - Damasco
- Turchia - Ankara
- Yemen - San'a
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Mediterraneo (film)
Mediterraneo è un film di Gabriele Salvatores del 1991
Il film
Con il lungometraggio Mediterraneo premiato agli Academy Awards nel 1992 come miglior film straniero, si conclude la cosidetta triologia della fuga, ovvero il trittico di film diretti da Salvatores dedicati alla poetica della delusione e del disincanto, della fuga verso una nuova forma di interiorità, di individualità, di impegno non condizionato da fattori ideologici, da miti collettivi, da figure guida carismatiche ma corruttibili. La triologia, che oltre a Mediterraneo, si compone del film Marrakech Express del 1989 e di Turné del 1990 segna la definitiva affermazione del regista milanese.
Mediterraneo è stato definito un film generazionale, ovvero un'opera che identifica, esprime e incarna la riflessione storica di una determinata generazione. Difficile interpretare il film quindi se si omettono queste componenti precise. La generazione alla quale il regista appartiene e alla quale si rivolge è quella che agli inizi degli anni 90 si ritrova orfana di un impegno politico in bilico tra una utopia che sfuma e un realismo che incombe (Robert Escobar su Il Sole 24 Ore) ma rispetto a Moretti che tratta le stesse tematiche, Salvatores si sofferma più a lungo sulle vicende di gruppo, descrive meglio le dinamiche relazionali e tratta con più affetto il tema della amicizia, soprattutto quella virile e le delusioni che a volte ne conseguono.
Questa generazione di quarantenni alla soglia del nuovo millennio elabora risposte personalizzate, individuali ma non individualiste, solitarie ma non egoiste e cerca di disegnare una prospettiva possibile, contrassegnata certo dal disincanto ma animata pur sempre da uno spirito solidale e positivo.
I soldati abbandonati sull'isola sperduta dell'Egeo esprimono nella loro totalità questa sfaccettatura di reazioni, di atteggiamenti e nel loro isolamento geografico eccoli impegnarsi ciascuno in un viaggio nella propria coscienza, in una fuga verso , piuttosto che in una fuga da. Il film quindi non è un' opera contro, contro la guerra, contro una certa storia recente del nostro paese, contro certi sviluppi sociali e politici, bensì una riflessione positiva, una onesta rabbia triste, l'elogio di un atteggiamento, quello della fuga, intesa più come possibilita' di fuggire l'ovvio, più come accelerazione centrifuga rispetto alle spinte globali e disumanizzanti, che mera e semplice vigliaccheria, rifiuto del presente
Inutile aggiungere quindi che lo sfondo bellico svolge solo una funzione di pretesto narrativo. I soldati al comando del tenente Montini sono, al pari dei protagonisti dei film precedenti di Salvatores, dei puri soggetti contemporanei, caratterizzati da utopie molto recenti, urbane, cosmopolite che solo la saggezza degli sceneggiatori ha saputo nascondere e mimetizzare sotto la divisa grigio verde di quello che un tempo fu il Regio Esercito Italiano. Essi sono avulsi dalla guerra che si combatte altrove e pur se il duo Salvatores-Monteleone ha certamente letto i romanzi di Venturi, di Bedeschi e di Rigoni Stern, con il loro rifiuto essi testimoniano non una scelta pacifista bensì una incompatibilità con le ragioni e i canoni del presente.
È interessante il mito introdotto dal titolo e dalla ambietazione stessa del film, quel Mar Mediterraneo che qualcuno ha voluto mettere in relazione con i miti epici dell'Odisseo omerico. Salvatores fornisce un approdo sicuro a queste personalità in fuga e lo identifica con una immagine antica e cara alla nostra civiltà mediterranea, uno stereotipo di tanta cultura classica: l'Arcadia, l'isola della felicità e della quiete, abitata da un popolo gentile e da donne meravigliose. I soldatini di Mediterraneo popolano quindi questa isola che fornisce loro la possibilità di fuga esattamente come Ulisse si dilunga nel suo viaggio interminabile, fuggendo l' ovvietà di Itaca.
Fatte ferme queste semplici considerazioni, ci si può abbandonare al divertimento e alla leggerezza che il film propone in quanto il regista indossa senza tradirli i canoni della commedia.
Salvatores rimane fedele in questo film ad una certa tradizione cinematografica italiana del dopoguerra, mescola alcuni stereotipi classici, come quello del soldato italiano fannullone e della caratterizzazione dialettale, e si concede a volte ad eccessivi sentimentalismi, ma le figure descritte non sono caricaturali, per quanto il soggetto si presti a questo rischio, e certi aspetti folkloristici sono solo delle concessioni al genere, a patto però che non si confonda il tenente Montini di Mediterraneo con il Capitano Blasi di sordiana memoria.
L'artefatto narrativo concede scorrevolezza al film, la sceneggiatura è sobria ma vitale e comunque non essenziale in un film di riflessione dove immagini, suoni, simboli e sentimenti hanno un peso preponderante. Vigoroso il gruppo di interpreti che coralmente infonde brio alle scene, senza brillare però per individualità.
Indimenticabile la colonna sonora.
La trama
Primavera del 1941. Otto militari italiani sbarcano sull'isola di Syrna nell'Egeo con il compito di ristabilire il presidio italiano. L'isola appare deserta, abbandonata dalla popolazione greca che ha subito la predecente sanguinosa occupazione tedesca.
Il manipolo di soldati, al comando del tenente Montini (Claudio Bigagli), un insegnante di latino e greco appassionato di pittura, si rivela un gruppo di persone assolutamente inadatto alla minima attività militare e presto, sfruttando l'isolamento geografico, le difficoltà di comunicazione con il comando e la solitudine dell'isola, si dedica ad attività del tutto estranee alla guerra, compreso il sergente Lorusso (Diego Abatantuono), l'unico con apparenti motivazioni militari.
La popolazione ricompare all'improvviso, uscendo dai nascondigli nei quali si era rifugiata e l'isola si anima di una umanità nuova con la quale il gruppo di soldatini stringe diverse forme di legame e di sodalizio.
La vita scorre tranquilla, animata solo dalle vicende interpersonali e dagli attriti che si consumano intorno alla bellissima Vassilissa (Vanna Barba), la prostituta dell'isola che si pone al servizio del plotone intero ma della quale si innamora pazzamente l'attendente Farina (Giuseppe Cederna), un soldato impacciato con la passione per la letteratura.
Un giorno però un aereo da ricognizione è costretto a compiere un atterraggio di emergenza sull'isola e il pilota (Antonio Catania), esterefatto, comunica la notizia che la guerra è ormai conclusa da un pezzo. Per i soldati si pone il problema del rientro in patria. Tutti lasceranno l'isola a malincuore eccetto Farina che diserterà, nascondendosi in un barile di olive per sposare la sua Vassilissa.
Molti anni dopo il professor Montini accetterà l'invito di Farina a recarsi di nuovo a Syrna. Il turismo di massa ha ormai stravolto la piccola isola greca, Vassilissa è morta ma accanto al suo ex-attendente, Montini trova una sorpresa: il sergente Lorusso che vecchio, malato e deluso dell'Italia, ha scelto di ritirarsi nell'isola e di ricongiungersi a quel compagno d'armi dal quale un tempo sembravano dividerlo tante cose.
Curiosità
- Il film è girato nella isola di Castellorizo, posta a sud-est di Rodi, nell'arcipelago del Dodecanneso.
Collegamenti esterni
Categoria:Film commedia
Categoria:Premi Oscar al miglior film straniero
Gabriele SalvatoresGabriele Salvatores (Napoli, 30 luglio 1950) è un regista cinematografico italiano, vincitore di un premio Oscar.
Biografia
Il suo primo approccio al mondo dello spettacolo non avvenne attraverso il cinema: iniziò infatti la sua attività fondando nel 1972 a Milano il Teatro dell'Elfo, per cui diresse molti spettacoli, definibili d'avanguardia, fino al 1989, anno in cui passò definitivamente al mondo della celluloide.
Del 1989 è il film Marrakech Express, cui seguì nel '90 Turné; entrambi questi film sono stati girati con il suo gruppo di attori-amici tra i quali Diego Abatantuono e Fabrizio Bentivoglio. Nel 1991 giunse la consacrazione internazionale con Mediterraneo, che gli valse il Premio Oscar come miglior film straniero (la pellicola si aggiudicherà anche tre premi David di Donatello per il miglior film, il montaggio ed il suono e, nel 1992 un Nastro d'Argento per la regia).
Del 1992 è Puerto Escondido, film tratto dal romanzo omonimo di Pino Cacucci, nel quale ad Abatantuono e Bentivoglio si affianca l'attore Claudio Bisio. L'anno seguente dirige Sud (1993), tentativo di denuncia della situazione politica e sociale dell'Italia dal punto di vista degli emarginati e dei disoccupati, tra cui spicca l'interpretazione di Silvio Orlando.
Temi prevalenti delle sceneggiature sono la fuga da una realtà che non si comprende o non si vuole accettare e della quale è inutile un proprio tentativo di cambiamento, la nostalgia del gruppo e il viaggio, inteso come privo di una predefinita destinazione. Nirvana (1997) segna l'inizio di un periodo di sperimentazione narrativa durante il quale firmò anche la regia di Denti (2000) e Amnèsia (2002) entrambi con Sergio Rubini come interprete.
Nel 2003 Salvatores ha diretto Io non ho paura tratto dall'omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, nel quale la trasposizione cinematografica rende ancor meglio la storia dell'incontro tra due bambini con vicende personali opposte in una assolata campagna lucana.
Del 2005 è Quo vadis, baby?, tratto dall'omonimo romanzo di Grazia Verasani. Qui Salvatores riprende la sua voglia di sperimentazione usando tecniche digitali per tutta la durata del film e dirigendo un noir sui generis con atmosfere dark e spazi al limite della claustrofobia. Il ruolo di protagonista è stato affidato all'attrice e musicista Angela Baraldi.
Filmografia
- Sogno di una notte d'estate (1983)
- Kamikazen ultima notte a Milano (1987)
- Marrakech Express (1989)
- Turné (1990)
- Mediterraneo (1991)
- Puerto Escondido (1992)
- Sud (1993)
- Nirvana (1997)
- Denti (2000)
- Amnèsia (2002)
- Io non ho paura (2003)
- Quo vadis, baby? (2005)
Salvatores, Gabriele
Salvatores, Gabriele
Salvatores, Gabriele
Oscar al miglior film straniero
Come premio speciale
- 1948
- Sciuscià (Sciuscià), regia di Vittorio De Sica (Italia)
- 1949
- Monsieur Vincent (Monsieur Vincent), regia di Maurice Cloche (Francia)
- 1950
- Ladri di biciclette (Ladri di biciclette), regia di Vittorio De Sica (Italia)
Come premio onorario
- 1951
- Le mura di Malapaga (Au delà des grilles), regia di René Clément (Francia/Italia)
- 1952
- Rashōmon (Rashōmon), regia di Akira Kurosawa (Giappone)
- 1953
- Giochi proibiti (Jeux interdits), regia di René Clément (Francia)
- 1954
- non assegnato
- 1955
- La porta dell'inferno (Jigokumon), regia di Teinosuke Kinugasa (Giappone)
- 1956
- I sette samurai (Miyamoto Musashi), regia di Akira Kurosawa (Giappone)
Come categoria
- 1957
- La Strada (La Strada), regia di Federico Fellini (Italia)
- Il capitano di Köpenick (Der Hauptmann von Köpenick), regia di Helmut Käutner (Germania Ovest)
- Gervaise (Gervaise), regia di René Clément (Francia)
- L'arpa birmana (Biruma no tategoto), regia di Kon Ichikawa (Giappone)
- Qivitoq, regia di Erik Balling (Danimarca - Groenlandia Inuit)
- 1958
- Le notti di Cabiria (Le notti di Cabiria), regia di Federico Fellini (Italia)
- Ordine segreto del III Reich (Nachts, wenn der Teufel kam), regia di Robert Siodmak (Germania Ovest)
- Il quartiere dei lillà (Porte des Lilas), regia di René Clair (Francia)
- Bharat Mata, regia di Mehboob Kahn (India)
- Ni liv, regia di Arne Skouen (Norvegia)
- 1959
- Mio zio (Mon Oncle), regia di Jacques Tati (Francia)
- Le armi e l'uomo (Helden), regia di Franz Peter Wirth (Germania Ovest)
- Ho giurato di ucciderti (La Venganza), regia di Juan Antonio Bardem (Spagna)
- La strada lunga un anno (Cesta duga godinu dana), regia di Giuseppe De Sanctis (Jugoslavia/Italia)
- I soliti ignoti (I soliti ignoti), regia di Mario Monicelli (Italia)
- 1960
- Orfeo Negro (Orfeu Negro), regia di Marcel Camus (Brasile/Francia/Italia portoghese)
- Il ponte (Die Brücke), regia di Bernard Wicki (Germania)
- La Grande Guerra (La Grande Guerra), regia di Mario Monicelli (Italia)
- Paw, regia di Astrid Henning-Jensen (Danimarca)
- Dorp aan de rivier, regia di Fons Rademaker (Paesi Bassi)
- 1961
- La fontana della vergine (Jungfrukällan), regia di Ingmar Bergman (Svezia)
- Kapò (Kapò), regia di Gillo Pontecorvo (Italia)
- La verità (La Verité), regia di Henri-Georges Clouzot (Francia)
- Morte in vacanza (Macario), regia di Roberto Cavaldon (Messico)
- Nono cerchio (Deveti krug), regia di France Stiglic (Yugoslavia)
- 1962
- Come in uno specchio (Såsom i en spegel), regia di Ingmar Bergman (Svezia)
- Harry og kammertjeneren, regia di Benjamin Christensen Danimarca)
- Eien no hito, regia di Keisuke Kinoshita (Giappone)
- Il dominatore degli Indios (Ánimas Trujano), regia di Ismael Rodriguez (Messico)
- Plácido, regia di Luis Garcia Berlanga (Spagna)
- 1963
- L'uomo senza passato (Les dimanches de Ville d'Avray), regia di Serge Bourguignon (Francia)
- Elettra (Elektra), regia di Michael Cacoyannis (Grecia)
- La parola data (O pagador de promessas), regia di Anselmo Duarte (Brasile)
- Le quattro giornate di Napoli (Le quattro giornate di Napoli), regia di Nanni Loy (Italia)
- Tlayucan (Tlayucan), regia di Luis Alcoriza (Messico)
- 1964
- 8 e ½ (8 e ½), regia di Federico Fellini (Italia)
- Il coltello nell'acqua (Nôz w wodzie), regia di Roman Polanski (Polonia)
- Con odio e con amore (Los Tarantos), regia di Francisco De Asis Rovira-Beleta (Spagna)
- Frine e le compagne (Ta kokkina fanaria), regia di Vassili Georgiades (Grecia)
- Koto (Koto), regia di Noboru Nakamura (Giappone)
- 1965
- Ieri, oggi, domani (Ieri, oggi, domani), regia di Vittorio De Sica (Italia)
- Borgata del borgo (Kvarteret korpen), regia di Bo Widerberg (Svezia)
- סאלח שבתי, regia di Ephraim Kishon (Israele)
- Les parapluies de Cherbourg (Les parapluies de Cherbourg), regia di Jacques Demy (Francia)
- La donna di sabbia (Suna no onna), regia di Hiroshi Teshigahara (Giappone)
- 1966
- Il negozio al corso (Obchod na korze), regia di Jan Kadár e Elmar Klos (Cecoslovacchia)
- To homa vaftike kokkino, regia di Vassili Georgiades (Grecia)
- Il mio caro John (Käre John), regia di Lars Magnus Lindgren (Svezia)
- Kwaidan (怪談; Kaidan), regia di Masaki Kobayashi (Giappone)
- Matrimonio all'Italiana (Matrimonio all'italiana), regia di Vittorio De Sica (Italia)
- 1967
- Un uomo e una donna (Un homme et une femme), regia di Claude Lelouch (Francia)
- La battaglia di Algeri (La battaglia di Algeri), regia di Gillo Pontecorvo (Algeria/Italia)
- Il faraone (Faraon), regia di Jerzy Kawalerowicz (Polonia)
- Gli amori di una bionda (Lásky jedné plavovlásky), regia di Miloš Forman (Cecoslovacchia)
- Tri, regia di Aleksandar Petrovic (Jugoslavia)
- 1968
- Treni strettamente osservati (Ostre sledované vlaky), regia di Jirí Menzel (Cecoslovacchia)
- El Amor Brujo, regia di Francisco Rovira Belata (Spagna)
- (智恵子抄; Chieko-sho, regia di Noboru Nakamura (Giappone)
- Ho incontrato anche zingari felici (Skupljaci perja), regia di Aleksandar Petrovic (Jugoslavia)
- Vivere per vivere (Vivre pour vivre), regia di Claude Lelouch (Francia)
- 1969
- Natascia - L'incendio di Mosca (Voina i mir), regia di Sergej Bondarcuk (USSR)
- Baci rubati (Baisers volés), regia di François Truffaut (Francia)
- Fuoco ragazza mia! (Horí, má panenko), regia di Miloš Forman (Cecoslovacchia) (in ceco)
- I ragazzi della via Paal (A Pál utcai fiúk), regia di Zoltán Fábri (Ungheria)
- La ragazza con la pistola (La ragazza con la pistola), regia di Mario Monicelli (Italia)
- 1970
- Z - L'orgia del potere (Z), regia di Constantin Costa-Gavras (Algeria)
- La battaglia della Neretva (Bitka na Neretvi), regia di Veljko Bulajic (Jugoslavia)
- I fratelli Karamazov (Bratya Karamazovy), regia di Ivan Pyriev e Mikhail Ulyanov (URSS)
- La mia notte con Maud (Ma nuit chez Maud), regia di Eric Rohmer (Francia)
- Adalen 31 (Ådalen '31), regia di Bo Widerberg (Svezia)
- 1971
- Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto), regia di Elio Petri (Italia)
- Erste Liebe, regia di Maximilian Schell (Svizzera) (in tedesco)
- Sciuscià nel Vietnam (Hoa-Binh), regia di Raoul Coutard (Francia)
- Paix sur les champs, regia di Jacques Boileget (Belgio)
- Tristana (Tristana), regia di Luis Buñuel (Spagna)
- 1972
- Il Giardino dei Finzi-Contini (Il giardino dei Finzi-Contini), regia di Vittorio De Sica (Italia)
- Una pioggia di stelle (Chaikovsky), regia di Igor Talankine (URSS)
- Dodès’ka-dèn (Dodès’ka-dèn), regia di Akira Kurosawa (Giappone)
- Basso, moro, scalcagnato e... con i piedi piatti (השוטר אזולאי - Ha-shoter azulai), regia di Ephraim Kishon (Israele)
- Karl e Kristina (Utvandrarna), regia di Jan Troell (Svezia)
- 1973
- Il fascino discreto della borghesia (Le Charme discret de la bourgeoisie), regia di Luis Buñuel (Francia)
- А зори здесь тихие - P sori sdesi, regia di Stanislav Rostoskij (USSR)
- אני אוהב אותך רוזה - Ani obev otach Rosa, regia di Moshe Mizrahi (Israele)
- Mi querida señorita, regia di Jaime de Armiñán (Spagna)
- La nuova terra (Nybyggarna), regia di Jan Troell (Svezia)
- 1974
- Effetto notte (La Nuit américaine), regia di François Truffaut (Francia)
- הבית ברחוב שלוש - Ha-bayit berechov Chelouche, regia di Moshe Mizrahi (Israele)
- Il pedone (Der Fußgänger), regia di [Maximilian Schell]] (Germania)
- L'invito (L'Invitation), regia di Claude Goretta (Svizzera) (in francese)
- Fiore di carne (Turks fruit), regia di Paul Verhoeven (Paesi Bassi)
- 1975
- Amarcord (Amarcord), regia di Federico Fellini (Italia)
- Cognome e nome: Lacomb Lucien (Lacomb Lucien), regia di Louis Malle (Francia)
- Cats' play (Macskajáték), regia di Kàroly Makk Ungheria)
- Il settimo flagello (Potop), regia di Jerzy Hoffman (Polonia)
- La tregua (La Tregua), regia di Sergio Renan (Argentina)
- 1976
- Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure (Dersu Uzala), regia di Akira Kurosawa (USSR)
- Actas de Marusia: storia di un massacro (Actas de Marusia), regia di Miguel Littin (Messico)
- Profumo di donna (Profumo di donna), regia di Dino Risi (Italia)
- Sandakan N.ro 8 (Sandakan hachibanshokan bohkyo), regia di Kei Kumai (Giappone)
- La terra della grande promessa (Ziemia obiecana), regia di Andrzej Wajda (Polonia)
- 1977
- Bianco e nero a colori (Noir et blancs en couleur), regia di Jean-Jacques Annaud (Costa d'Avorio)
- Cugino, cugina (Cousin, Cousine), regia di Jean-Charles Tacchella (Francia)
- Jakob, il bugiardo (Jakob, der Lügner), regia di Frank Beyer (Germania Est)
- Notti e giorni (Noce i dnie), regia di Jerzy Antczak (Polonia)
- Pasqualino Settebellezze (Pasqualino Settebellezze), regia di Lina Wertmüller (Italia)
- 1978
- La vita davanti a sé (La Vie devant soi), regia di Moshe Mizrahi (Francia)
- Quell'oscuro oggetto del desiderio (Cet obscur objet du désir), regia di Luis Buñuel (Spagna)
- Una giornata particolare (Una giornata particolare), regia di Ettore Scola (Italia)
- Ifigenia (Iphigenia), regia di Michael Cacoyannis (Grecia)
- La notte dei falchi - Operazione Thunderbolt (מבצע יונתן - Entebbe op. Thunderbolt), regia di Menahem Golan (Israele)
- 1979
- Preparate i fazzoletti (Preparez vos mouchoirs), regia di Bertrand Blier (Francia)
- Bim bianco dall'orecchio nero (Belyi bim - Chyornoye ukho), regia di Stanislav Rostoski (USSR)
- L'alibi di cristallo (Die Gläsene Zelle), regia di Hans W. Geissendörfer (Germania Ovest)
- Ungheresi (Magyarok), regia di Zoltán Fábri (Ungheria)
- I nuovi mostri (I nuovi mostri), regia di Mario Monicelli, Dino Risi e Ettore Scola (Italia)
- 1980
- Il tamburo di latta (Die Blechtrommel), regia di Volker Schlöndorff (Germania Ovest)
- Dimenticare Venezia, regia di Franco Brusati (Italia)
- Mamà compie 100 anni (Mamá cumple cien años), regia di Carlos Saura (Spagna)
- Le signorine di Wilko (Panny z Wilka), regia di Andrzej Wajda (Polonia)
- Una donna semplice (Une Histoire simple), regia di Claude Sautet (Francia)
- 1981
- Mosca non crede alle lacrime (Москва слизам не верит - Moskva slezam ne verit), regia di Vladimir Mensov (USSR)
- La fiducia (Bizalom), regia di István Szabó (Ungheria)
- L'ultimo metrò (Le Dernier métro), regia di François Truffaut (Francia)
- Kagemusha - L'ombra del guerriero (Kagemusha), regia di Akira Kurosawa (Giappone)
- Il nido (El nido), regia di Jaime de Armiñán (Spagna)
- 1982
- Mephisto (Mephisto), regia di István Szabó (Ungheria)
- La barca è piena (Das Boot ist voll), regia di Markus Imhoof (Svizzera)
- L'uomo di ferro (Czlowiek z zelaza), regia di Andrzej Wajda (Polonia)
- Muddy river (Doro no kawa), regia di Kohei Oguri (Giappone)
- Tre fratelli (Tre fratelli), regia di Francesco Rosi (Italia)
- 1983
- Il crack (Volver a empezar), regia di José Luis Garci (Spagna)
- Alsino e il condor (Alsino y el cóndor), regia di Miguel Littin (Nicaragua)
- Vita privata (Chastnaya zhizn), regia di Yuli Raizman URSS)
- Colpo di spugna (Coup de Torchon), regia di Bertrand Tavernier (Francia)
- Il volo dell'aquila (Ingenjör Andrées luftfärd), regia di Jan Troell (Svezia)
- 1984
- Fanny e Alexander (Fanny och Alexander), regia di Ingmar Bergman (Svezia)
- Ballando ballando (Le Bal), regia di Ettore Scola (Algeria)
- Carmen Story (Carmen), regia di Carlos Saura (Spagna)
- Prestami il rossetto (Coup de foudre), regia di Diane Kurys (Francia)
- The Revolt of Job (Jób lázadása), regia di Imre Gyongyossy e Barna Kabay (Ungheria)
- 1985
- Mosse pericolose (La Diagonale du fou), regia di Richard Dembo (Svizzera)
- Camilla - Un amore proibito (Camila), regia di María Luisa Bemberg (Argentina)
- Oltre le sbarre (מאחורי הסורגים - Me’ achorei hasoragim), regia di Uri Barbash (Israele)
- Sessione continua (Sesión continua), regia di José Luis Garci (Spagna)
- Romanzo del tempo di guerra (Военно-полевой роман - Voenno - Polevoj roman), regia di Pyotr Todorovsky (USSR)
- 1986
- La storia ufficiale (La Historia oficial), regia di Luis Puenzo (Argentina)
- Tre uomini e una culla (Trois hommes et un couffin), regia di Coline Serreau (Francia)
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