:: wikimiki.org ::
| Miami Heat |
Miami Heat
I Miami Heat sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nella NBA (National Basketball Association), il campionato professionistico degli Stati Uniti d'America.
Giocatori importanti
- nessuno
Da non dimenticare
- Tim Hardaway
- Alonzo Mourning
- Glen Rice
- Rony Seikaly
Numeri ritirati
- 23 Michael Jordan (I Miami Heat hanno ritirato il 23 in onore del contributo di Jordan alla lega, anche se non ha mai giocato per la squadra)
Stelle recenti
- Eddie Jones
- Shaquille O'Neal
- Dwyane Wade
Collegamenti esterni
- [http://www.nba.com/heat/ Sito ufficiale dei Miami Heat]
Categoria:Squadre NBA
ja:マイアミ・ヒート
Pallacanestro
La pallacanestro, o basket (abbreviazione del termine inglese basketball), è uno sport di squadra diffuso in tutto il mondo, ma in maniera particolare negli Stati Uniti, dove è considerato uno degli sport nazionali, in Europa ed in Sud America, inventato da un solo uomo, James Naismith.
Storia
La pallacanestro è uno sport atipico, perché nato fondamentalmente dall'ingegno di un solo uomo, James Naismith, un professore di ginnastica canadese. Nel 1891, mentre Naismith lavorava alla "YMCA International Training School" di Springfield, Massachusetts, in qualità di insegnante, gli venne chiesto di cercare qualcosa che potesse distrarre e divertire gli studenti durante le noiose lezioni invernali di ginnastica, tenute al chiuso per colpa del maltempo.
Ispirato in parte da un gioco che aveva conosciuto da bambino in Ontario, chiamato "Duck-on-a-Rock" ("Anatra-su-una-roccia", letteralmente), il basketball secondo Naismith vide la luce il 15 dicembre 1891, con un regolamento composto da sole [http://www.hoophall.com/history/original_13rules.htm 13 regole], un cesto (il "vero" basket) di vimini per le pesche appeso ad entrambe le estremità della palestra del centro sportivo, e due squadre di nove giocatori.
Il 15 gennaio 1892 Naismith pubblicò le regole del gioco: è la data di nascita ufficiale della pallacanestro. La prima partita della storia terminò 1 a 0.
In principio il canestro era un paniere, quindi chiuso; così ogni volta che si segnava un punto la palla doveva essere recuperata con l'aiuto di una scala, poi in seguito il paniere fu forato.
Lo sport divenne popolare negli Usa in brevissimo tempo, cominciando subito dopo a diffondersi in tutto il mondo, attraverso la rete YMCA; gli allievi di Naismith divennero missionari, nel vero senso della parola, e mentre viaggiavano nel mondo per portare il messaggio cristiano, riuscivano a coinvolgere i giovani nel nuovo gioco. Negli anni '20 c'erano centinaia di squadre di pallacanestro negli Stati Uniti che giocavano a livello professionistico, tuttavia non c'era ancora molta organizzazione per l'attività agonistica tra le varie squadre, che giocavano ancora in polverose strutture costruite per la danza. Alla fine degli anni '30 Naismith fu uno dei protagonisti della nascita delle prime leghe professionistiche.
Nei primi anni si perse subito la qualifica di no-contact game che aveva caratterizzato il gioco nei pensieri di Naismith; infatti la sua idea era proporre qualcosa di diverso dal football, a cui tutti potessero partecipare non in base alla forza o alla stazza ma proprio in base all'abilità di infilare una palla in un cesto a 10 piedi del pavimento. Con il primo professionismo, il gioco divenne perfino violento: i giocatori indossavano paramenti per difendersi dai colpi. La pallacanestro veniva chiamata the Cage Game ovvero il Gioco della Gabbia, perché le partite si disputavano all'interno di alte recinzioni. Lo scopo di tutto questo era proteggere gli sportivi dal lancio di oggetti da parte del pubblico, molto più vicino al campo rispetto ad altri sport: volavano bottiglie, monete, sedie, di tutto. D'altra parte, si voleva anche difendere il pubblico dai giocatori, che erano già molto più grandi e grossi della media (chi giocava nel ruolo di centro raggiungeva i 195 cm circa, mentre al giorno d'oggi ci sono centri di 220 cm e oltre), e non avevano problemi a ricambiare i doni del pubblico.
Fu aggiunto al programma olimpico in occasione delle Olimpiadi estive di Berlino 1936 (anche se vi era stato precedentemente un torneo di basket in contemporanea alle Olimpiadi di St. Louis 1904, non riconosciuto ufficialmente dal CIO). In quell'occasione, Naismith consegnò la medaglia d'oro agli Stati Uniti, che sconfissero in finale il Canada.
Nel 1946 nacque la National Basketball Association (NBA), con lo scopo di organizzare le squadre professionistiche e rendere lo sport più popolare. Nella NBA hanno giocato i più capaci cestisti, come Michael Jordan, Larry Bird, Magic Johnson, Bill Russell, Wilt Chamberlain, Kareem Abdul-Jabbar, Charles Barkley, Clyde Drexler, Julius Erving, Oscar Robertson, John Stockton, Patrick Ewing, Karl Malone, Bill Walton, Bob Cousy, Walt Frazier, George Mikan e molti altri.
Strutture
Il campo
Nelle competizioni ufficiali le partite di basket vengono solitamente giocate al coperto in grandi impianti multidisciplinari detti "palazzetti dello sport": l'unico limite è che il soffitto deve essere ad almeno 7 m dal campo di gioco.
Il campo di gioco è un rettangolo largo 15 m e lungo 28 m col fondo in legno delimitato da linee che però non fanno parte del campo di gioco. Esso è diviso in due dalla linea di metà campo ed al centro viene disegnato un cerchio del diametro di 3,6 m che serve all'inizio del gioco per la cosiddetta "palla a due".
In ogni metà del campo vengono inoltre segnate l'area dei 3 secondi, la linea dei 3 punti (che nelle competizioni FIBA deve avere un raggio di 6,25 m dal canestro), e la linea dei tiri liberi che delimita la parte superiore dell'area dei 3 secondi.
Alle linee che delimitano lateralmente l'area dei 3 secondi vengono aggiunte inoltre altre piccole linee che servono per delimitare la posizione dei giocatori durante l'effettuazione dei tiri liberi.
All'esterno del campo si trovano le aree destinate alle panchine delle due squadre e il tavolo degli ufficiali di campo.
Il canestro
All'interno del campo di gioco, alla distanza di 1,20 m dalla linea di fondo, vengono posti i tabelloni che devono avere le seguenti dimensioni: altezza 1,05 m, lunghezza 1,80 m, larghezza 5 cm. I tabelloni possono essere di materiale trasparente (vetro di sicurezza temperato o materiale plastico) o di altri materiali ma in questo caso devono essere dipinti di bianco.
Di solito i tabelloni sono posti su sostegni che rimangono quasi totalmente esterni alle linee del campo ma a volte possono essere agganciati al muro degli impianti più piccoli tramite delle impalcature in ferro. Il retro dei tabelloni e la struttura che li sostiene non fanno parte del campo e, quindi, se la palla li tocca viene dichiarata fuori. Ai tabelloni vengono quindi appesi i canestri che sono composti da un anello di ferro del diametro di 45 cm e da una retina di corda bianca. L'anello del canestro è posto a 3,05 m di altezza dal campo.
La palla
La palla da basket, soprannominata la "palla a spicchi", deve ovviamente essere sferica, di cuoio o pelle ruvida, o di materiale sintetico, che faciliti la presa dei giocatori anche con le mani sudate. Solitamente è di colore arancione-marrone, con le linee nere, ma nelle varianti per i playground è spesso variopinta. Le palle indoor e outdoor differiscono, ovviemente, anche per i materiali di cui sono ricoperte.
Dalla stagione 2004-05 la FIBA ha adottato un pallone disegnato dal designer italiano Giugiaro, con delle strisce chiare accanto al classico arancione, col fine di migliorarne la visibilità per giocatori e pubblico.
- Circonferenza: 68 - 73 centimetri
- Peso: 500 - 600 grammi
Il gioco
La gara viene giocata da due squadre composte da cinque giocatori ciascuna. Ogni squadra dispone inoltre di un numero di riserve che può variare da 5 a 7 (a seconda dei campionati) che possono sostituire senza limitazioni i giocatori titolari e ed essere a loro volta sostituite. Un giocatore che è stato sostituito può in ogni caso ritornare in campo in sostituzione di un compagno di squadra. Solo nel caso che ad un giocatore vengano assegnati 5 falli (6 nella NBA) egli non può più giocare la partita e deve essere obbligatoriamente sostituito. Nel caso una squadra, per falli o incidenti dei giocatori, ne abbia solamente due a disposizione la partita termina con la vittoria della squadra avversaria.
La partita
Giugiaro
Lo scopo di ognuna delle due squadre è quello di realizzare punti facendo passare la palla all'interno dell'anello del canestro avversario (fase offensiva) e di impedire ai giocatori dell'altra squadra di fare altrettanto (fase difensiva).
Ogni partita dura 40 minuti (48 nella NBA) suddivisi in 4 periodi di 10 minuti (12 nella NBA) ciascuno. Tra il 2° ed il 3° periodo viene effettuato un intervallo di 15 minuti e alla ripresa del gioco le squadre devono scambiarsi il campo, mentre negli altri casi l'intervallo è solamente di 2 minuti (senza cambio campo).
La squadra vincente della partita è quella che ha realizzato il maggior numero di punti alla fine del 4° periodo di gioco. In caso di parità, risultato non ammesso nella pallacanestro, vengono effettuati dei tempi supplementari della durata di 5 minuti fino a che una delle due squadre non si trovi in vantaggio alla conclusione del tempo.
Se dopo due tempi supplementari una squadra non riesce a vincere ed il risultato rimane in parità, si effettuano 5 tiri liberi per ogni squadra, chi riesce a segnare più punti vince. In caso di ulteriore pareggio si continua ad oltranza (come si fa nel gioco del calcio con i rigori)
tempi supplementari]
Punti
Il conteggio dei punti viene effettuato assegnando ad ogni canestro un punteggio a seconda del punto in cui si trovava chi ha lanciato la palla e del tipo di tiro effettuato:
- 1 punto: viene assegnato per ogni canestro fatto eseguendo un tiro libero
- 2 punti: viene assegnato per ogni canestro fatto eseguendo un tiro all'interno dell'area delimitata dalla linea dei 3 punti.
- 3 punti: viene assegnato per ogni canestro fatto eseguendo un tiro all'esterno dell'area dei 3 punti.
Se un giocatore subisce il fallo durante un tiro e lo segna comunque, i due o tre punti sono validi e si aggiunge un tiro libero supplementare.
I ruoli
Durante le prime cinque decadi dell'evoluzione della pallacanestro, un giocatore poteva occupare una posizione tra tre. In campo, infatti, c'erano: due guardie, due ali ed un centro.
Dagli anni '80, invece, le posizioni si sono evolute in maniera più specifica, diversificando ognuno dei cinque giocatori sul parquet:
# Point guard - Guardia (questo ruolo è comunemente noto, soprattutto in Europa, anche come Playmaker, in realtà leggermente differente)
# Shooting guard - Guardia tiratrice
# Small forward - Ala piccola
# Power forward - Ala grande o Ala forte
# Center - Centro
Questa suddivisione in ruoli standard è tipicamente americana, e spesso viene riportata semplicemente con dei numeri ad indicare la posizione (da 1 a 5). Ovviamente non sempre i giocatori in campo rispettano questa divisione ideale, ma anzi un buon giocatore può giocare in più di un ruolo.
Fondamentali & Co.
Alcuni movimenti nel basket vengono chiamati fondamentali, e sono quelli su cui si basa tutto il gioco. Nella definizione "stretta", i fondamentali sono 4: palleggio, passaggio, tiro e i movimenti difensivi.
Nella lista compaiono altri movimenti che non sono veri e propri fondamentali, come il rimbalzo, il blocco, etc., ma rappresentano alcuni degli aspetti più significativi del gioco.
Palleggio
Nella pallacanestro, il giocatore che porta avanti la palla deve necessariamente palleggiare, sempre, a partire dal momento nel quale compie il primo passo. Il palleggio va fatto con una sola mano. Se il giocatore ferma il palleggio, non può muoversi se non con un piede solo, senza mai staccare l'altro (che viene detto "piede perno") da terra. Il palleggio deve essere forte e basso, in modo che la palla torni subito nella mano del giocatore e sia più difficile per un avversario cercare di rubare la palla, e questo in particolar modo quando si cambia direzione per cercare di superare l'avversario.
Passaggio
Il passaggio di palla ad un compagno è estremamente importante. La difesa, infatti, cercherà di intercettare la palla anticipando i giocatori senza la palla, per evitare o rendere difficile la ricezione di un passaggio da parte del compagno con la palla. A seconda dei casi, la palla può essere passata tesa al petto, schiacciata a terra, a pallonetto (lob), oppure in modi anche più spettacolari, come facendola passare dietro la schiena. Il dai e vai è uno dei classici giochi a due della pallacanestro che si fonda sul passaggio: si passa la palla e si taglia verso il canestro per ricevere un passaggio di ritorno dal compagno.
Tiro
Center
Il tiro è il fondamentale d'attacco più importante. Solitamente si tira "in sospensione": si salta da terra e si lascia la palla quando si è in aria, in modo da evitare l'interferenza dell'avversario. Per il tiro in sospensione servono una buona tecnica e coordinazione. La palla va tenuta all'altezza della testa, con una mano (quella del tiro) sotto di essa (la palla non deve toccare il palmo, ma solo i polpastrelli), con il braccio piegato di 90° rispetto al corpo e il gomito piegato di 90° a sua volta. Una volta in aria, si distende il gomito, e come gesto finale si piega il polso in avanti di scatto (la cosiddetta "frustata"), indirizzando la palla con le dita che imprimono una rotazione alla palla, lo scopo della rotazione è quello di facilitare l'entrata nel canestro in caso di rimbalzo contro il tabellone. Una buona esecuzione dà come risultato un tiro non teso ma anzi con una buona parabola, che aumenta le chance di realizzazione e rende più difficile la stoppata.
Terzo tempo
Il terzo tempo (in terminologia tecnica "tiro in corsa") si attua nei pressi nel canestro avversario a consiste di due passi (i primi "due tempi") e di un salto (il "terzo tempo"), durante il quale si appoggia la palla al tabellone o direttamente a canestro. È l'unico caso in cui è possibile compiere più di un passo senza palleggiare.
Schiacciata
Center
La schiacciata è senza dubbio la conclusione più spettacolare della pallacanestro. Non a caso, gli atleti che si sono distinti nelle schiacciate sono rimasti i più celebri (uno su tutti Michael "Air" Jordan). È anche un metodo "sicuro" per mettere la palla dentro al canestro (salvo clamorosi errori). Dopo la schiacciata il giocatore non può rimanere, però, appeso al ferro, salvo per non cadere addosso ad un altro giocatore, altrimenti al colpevole viene sanzionato un fallo tecnico.
Alley-oop
Il cosiddetto alley-oop è una giocata estremamente spettacolare, che necessita di una buona coordinazione, doti atletiche e affiatamento tra due compagni. Un giocatore effettua un passaggio alto, non teso, verso il ferro (senza tirare), mentre un compagno salta, afferra la palla al volo e la schiaccia a canestro. È una delle azioni più difficili e spettacolari, più diffusa in NBA che in Europa.
Rimbalzo
Il rimbalzo è un fondamentale importante tanto in difesa, dove dà l'opportunità di ripartire in contropiede, quanto in attacco, dove offre una seconda possibilità di tiro. Consiste nell'afferrare la palla (che "rimbalza" sul ferro) dopo un tiro sbagliato. Sapersi piazzare a rimbalzo è necessario per un buon giocatore, e fondamentale è il "tagliafuori": si cerca di porsi davanti al proprio avversario e lo si tiene dietro, impedendogli di saltare a rimbalzo ed anticipandolo.
Tap-in
Quando un tiro viene sbagliato, la palla rimbalza sul ferro. Se un giocatore salta a rimbalzo e, mentre è ancora in aria, corregge la palla a canestro, si parla di tap-in.
Tap-out
Movimento simile al tap-in nel quale la palla, dopo essere rimbalzata nel ferro, viene spinta fuori dall'anello da un giocatore saltato a rimbalzo.
Europa
Stoppata
La stoppata è una giocata difensiva che consiste, appunto, nello stoppare un tiro avversario. Questo si può fare solo dopo che il giocatore ha già lasciato la palla (altrimenti è fallo) e prima che la palla abbia cominciato la sua parabola discendente verso il canestro (altrimenti il tiro è valido e vengono comunque assegnati i 2/3 punti). Ovviamente quest'ultima regola non viene applicata alle schiacciate.
Blocco
In molti schemi della pallacanestro si sfruttano i "blocchi": un compagno di squadra si pone davanti al difensore che vi sta marcando, dandovi la possibilità di "sfruttare il blocco" e lasciare sul posto il diretto avversario, bloccato dalla presenza del vostro compagno. Se si cerca di ostacolare il difensore muovendosi è un'infrazione, si tratta di "blocco in movimento". Il blocco va portato a gambe basse, piazzandosi addosso all'avversario, che non deve avere spazio per passare. Il giocatore con la palla cerca quindi di passare il più vicino possibile al suo compagno, per non lasciare per niente spazio al difensore. In difesa si cerca di contrastare un blocco cambiando le marcature: chi marca il giocatore che porta il blocco prende il giocatore che lo sfrutta e viceversa.
Pick & Roll
Il movimento Pick & Roll, o L, è un classico gioco a due, e nasce dal blocco portato al palleggiatore. Il giocatore che porta un blocco si gira verso l'interno e chiama la palla. La difesa solitamente non marca questo passaggio perché distratta dall'azione del palleggiatore. Tuttavia è molto importante la lettura della difesa per effettuare il tiro più facile. La variante di questo gioco nella quale il bloccante si allarga lontano da canestro per poter effettuare un tiro da fuori si chiama Pick & Pop.
Scarico
Quando un giocatore va in penetrazione i difensori della squadra avversaria si stringono in "aiuto" verso il centro dell'area: questo lascia alcuni compagni di squadra liberi, pronti a ricevere da chi è penetrato il cosiddetto "scarico", un passaggio improvviso che mette in condizione chi lo riceve di tentare subito una soluzione d'attacco senza la pressione della difesa.
Taglio
Il taglio è il movimento compiuto da un giocatore senza la palla verso il canestro, finalizzato al ricevere un assist ed andare facilmente a segnare. Si cerca di passare davanti al proprio difensore, anticipandolo e quindi smarcandosi.
Attacco
L'attacco nella pallacanestro non si basa su giocatori di ruolo specifici, ma è anch'esso di squadra. Ogni giocatore, a seconda del suo ruolo, può sfruttare o meno diverse possibilità: tiro da fuori, penetrazione, spalle a canestro e così via. Solitamente ogni squadra ha determinati schemi, studiati in modo da adattarsi ad ogni tipo di difesa che la squadra avversaria attua.
Difesa
Pick & Roll
La difesa nel basket è spesso dileggiata, quando invece rappresenta un mezzo tecnico fondamentale per vincere le partite e misura il grado di maturità dei giocatori. Un giocatore che non difende è per ammissione degli esperti un mezzo giocatore.
Tecnicamente la difesa si può suddividere in tre settori di applicazione: difesa sul portatore di palla; difesa sul giocatore senza palla; difesa ai rimbalzi. Inoltre la squadra può difendere a uomo oppure a zona, attuando o meno il pressing o il raddoppio sul portatore di palla.
Difesa sul portatore di palla
La difesa sul portatore di palla è di sicuro la più difficile ed è quella che necessita del maggior dispendio energetico. Tecnicamente il difensore dovrà posizionarsi in posizione reattiva: gambe piegate, baricentro basso e braccia larghe, pronte ad ostacolare il palleggio ed il passaggio, facendo attenzione a non commettere falli, e posizionandosi davanti all'avversario, più esattamente davanti al pallone, facendo attenzione a non farsi superare, ma obbligando, se possibile, l'arresto del palleggio. Di solito si chiede di non farsi superare nei primi 2 palleggi, al fine di facilitare l'aiuto da parte di un compagno. Il primo passo è, infatti, fondamentale per l'attaccante se vuole superare un difensore, e se questi riesce a contenere lo scatto sarà più facilmente aiutato dai compagni. Il difensore, a questo proposito, deve cercare di indirizzare l'attaccante dove vuole lui, disponendosi in maniera opportuna, cercando di spingere l'attaccante verso la linea di fondo o quella laterale, per poterlo poi "chiudere" in raddoppio con un compagno.
Pick & Roll]]
Difesa sul giocatore senza palla
La difesa sul giocatore senza palla richiede sia un'impostazione tecnica che una notevole attenzione. I punti cardinali del difensore sono:
#trovarsi sempre con le spalle a canestro (tranne che nelle rimesse da fondo campo e/o nei momenti in cui l'attaccante di propria competenza transita lungo la linea di fondo);
#trovarsi sempre tra l'avversario e la palla in posizione di anticipo, a meno che il giocatore sul quale si difende non sia lontano dalla palla (ci si stacca e si ha comunque il tempo si recuperare la posizione in caso di necessità);
In aggiunta a questi due fattori, il difensore dovrà essere pronto ad aiutare il compagno che difende sul portatore di palla. Si parla in questo caso di aiuto (di solito arriva dal compagno che marca l'uomo più lontano dalla palla, che come detto prima si è staccato dal suo uomo).
Difesa a rimbalzo
La difesa ai rimbalzi in seguito al tiro della squadra avversaria, richiede tecnica ed attenzione, ed è strettamente legata alla difesa sul giocatore senza palla. I punti cardinali per il difensore ai rimbalzi sono:
#al momento del tiro guardare il proprio avversario di riferimento;
#tagliarlo fuori, cioè posizionarsi saldamente tra il canestro e l'avversario;
#andare infine al rimbalzo.
Il giocatore che difende sul tiratore dovrà invece disinteressarsi del pallone e tagliarlo fuori.
Risulta ovvio che una cattiva marcatura sul giocatore senza palla, con una posizione errata del corpo, comporterà una pessima difesa ai rimbalzi: da qui lo stretto legame tra i due movimenti difensivi.
Difesa a uomo
Nella difesa a uomo, ogni giocatore ha il compito di fronteggiare direttamente un avversario specifico, e di seguirlo per tutta la durata dell'azione, fatta eccezione per situazioni particolarmente pericolose nelle quali dovrà andare in aiuto di un compagno. È il tipo di difesa più diffuso, e si basa solitamente su accoppiamenti tra giocatori con lo stesso ruolo e le stesse caratteristiche.
Difesa a zona
Nella difesa a zona, come dice il nome, ogni giocatore ha il compito di sorvegliare e difendere una zona di competenza, qualunque avversario vi si trovi. La difesa a zona lascia più possibilità agli avversari di tirare da fuori, ma rende più difficili (ovviamente se ben realizzata) le penetrazioni. Per questo tipo di difesa è necessaria la comunicazione continua tra i compagni, per non lasciare zone scoperte. Apparentemente potrebbe sembrare una difesa meno faticosa di quella a uomo, ma la sensazione è tale solo perché spesso la difesa a zona viene sottovalutata e attuata male. Si divide in zona pari (se i giocatori nella prima linea difensiva sono in numero pari) e in zona dispari (se i giocatori nella prima linea difensiva sono in numero dispari); le più usate sono le zone 2-3 o 3-2 ma anche le zone 2-1-2 e 1-3-1 sono piuttosto utilizzate.
Alla zona si può abbinare il pressing ed il raddoppio di un avversario. Si può usare anche un sistema di difesa "misto", con uno o più giocatori che seguono l'attaccante a "uomo" e gli altri disposti a "zona"; di questo tipo la "Box and One" (4 giocatori a zona e 1 a uomo) e la "triangolo e due" (3 giocatori a zona e 2 ad uomo)
Regole
Nel basket quando un giocatore infrange il regolamento gli arbitri (2 o 3, se previsto dalla competizione) possono fischiare un fallo od una violazione.
Violazioni
Le violazioni sono infrazioni alle regole che prevedono come sanzione la conclusione dell'azione in corso e l'assegnazione di una rimessa in gioco dal punto a bordo campo più vicino al punto dell'infrazione a favore della squadra avversaria.
Le violazioni previste sono:
- La palla o il giocatore che tocca la palla finisce fuori campo (le linee che delimitano il terreno di gioco sono considerate al di fuori di esso).
- Doppio palleggio o doppia si ha quando un giocatore, dopo aver concluso un palleggio, prende la palla con una o due mani e successivamente ricomincia a palleggiare.
- Passi: quando un giocatore muove il piede perno (quel piede che un giocatore non muove per primo dopo aver ricevuto palla o dopo aver arrestato il palleggio) prima di palleggiare o dopo che ha smesso di palleggiare oppure quando un giocatore salta in possesso di palla ma atterra prima che essa abbia lasciato la propria mano. La regola prevede un terzo caso: quando un giocatore con la palla in mano cade a terra commette passi se scivola, rotola o tenta di rialzarsi.
- 3 secondi: quando un giocatore rimane nell'area dei 3 secondi della squadra avversaria per un tempo superiore a quello previsto mentre la propria squadra sta giocando la palla.
- 5 secondi: quando un giocatore non effettua una rimessa laterale entro 5 secondi, oppure quando trattiene la palla nelle mani per 5 secondi, la stessa rimessa viene invertita e concessa all'altra squadra
- 8 secondi: quando la squadra in attacco non supera la linea di metà campo entro il tempo previsto, a partire dalla rimessa in gioco.
- 24 secondi: quando la squadra in attacco non esegua un tiro al canestro avversario (entrare o toccare l'anello) entro il tempo previsto. Una volta toccato il ferro, il cronometro viene riportato a 24 secondi e ricomincia a scendere quando una delle due quadre riprende il controllo della palla.
- Infrazione di campo: la palla o il giocatore che tocca la palla ritorna nella propria zona di difesa (passa o tocca la linea di metà campo)
- Interferenza a canestro: quando durante un tiro a canestro un giocatore tocca la palla mentre questa è completamente al di sopra dell'altezza dell'anello (3,05m) e ed è in fase di parabola discendente verso il canestro oppure ha toccato il tabellone. Se a compiere la violazione è un giocatore della squadra in attacco l'azione si interrompe e viene assegnata una rimessa agli avversari, se l'ha compiuta un difensore viene assegnato al tiro il punteggio che avrebbe realizzato nel caso la palla fosse entrata a canestro ed il gioco riprende come se il canestro fosse effettivamente stato realizzato. Non è possibile nemmeno toccare la retina del canestro quando c'è in atto un tiro verso canestro; anche qui, se l'infrazione è fatta da un difensore, il canestro viene considerato valido.
- Piede: Un giocatore (sia in attacco che in difesa) non può volutamente toccare la palla con i piedi (o con qualsiasi altra parte del corpo al di sotto del ginocchio). Dopo un infrazione di piede i 24 secondi si resettano sempre.
Falli
I falli comportano o una rimessa o dei tiri liberi (se il giocatore che subisce il fallo stava tirando; sempre dal 5° fallo di squadra in poi per ogni quarto di gioco) per la squadra avversaria.
Il fallo viene fischiato quando c'è un contatto irregolare con l'avversario. I più diffusi sono:
- Fallo su tiro: il difensore ostacola in maniera irregolare il tiro dell'avversario. Non si può, infatti, toccare l'avversario mentre tira e non si possono abbassare le braccia su di lui (devono rimanere perpendicolari al terreno).
- Sfondamento: si tratta di un fallo in attacco, commesso da un giocatore che va a colpire un difensore rimasto fermo (piedi fermi o comunque rimasto nel suo "cilindro" d'azione) durante la sua azione d'attacco.
Qualsiasi altro tipo di contatto, trattenuta o difesa irregolare comporta il fischio di un fallo contro il difensore.
Vi sono poi tre falli particolari:
- Fallo antisportivo o intenzionale: il giocatore commette un fallo pericoloso deliberatamente. La punizione consiste in due tiri liberi e possesso di palla per la squadra avversaria.
- Fallo tecnico: l'arbitro fischia il fallo tecnico ad un giocatore in caso di forti proteste o di manifestazioni antisportive nei confronti degli avversari. Il tecnico può essere fischiato anche all'allenatore (tecnico alla panchina). In entrambi i casi si hanno 2 tiri liberi e possesso di palla a metà campo.
- Fallo da espulsione: è il fallo peggiore, da fischiare se il giocatore assume una condotta particolarmente pericolosa nei confronti di qualcun altro o insulta pesantemente l'arbitro.
Differenze tra l'Europa e gli USA
Le regole applicate nei campionati europei (che valgono a livello internazionale in tutte le competizioni, Mondiali ed Olimpiadi comprese) e nella NBA sono leggermente diversi.
Innanzitutto negli Usa i 4 quarti sono da 12 minuti, non da 10, ed un giocatore ha a disposizione 6 falli prima di dover lasciare il campo. Nella NBA, inoltre, la difesa a zona è stata concessa solo dal 2002, prima del quale veniva fischiato un fallo tecnico per "difesa irregolare" se il difensore non marcava a uomo il suo avversario.
Le diverse regole statunitensi hanno soprattutto lo scopo di rendere il gioco più spettacolare: per questo i passi, in particolare i passi di partenza, raramente vengono fischiati.
Altra importante differenza sta nella maggior distanza della linea del tiro da tre punti in America. In europa è situata a 6,25 mt mentre ora in America si trova 6,75 mt, fino a pochi anni fa era situata a 7,25 mt.
Da circa tre anni in America è stata inserita in campo un'ulteriore area sottostante il canestro in cui non esiste il fallo di sfondamento. Tale area ha la forma di mezzaluna ed è evidenziata da una linea tratteggiata distante un metro dal canestro, il regolamento prevede che in quest'area il contatto tra 2 giocatori vada totalmente a vantaggio dell'attacco.
street basketball
Nonostante la pallacanestro sia nata in una palestra ha visto, principalmente negli Stati Uniti il proliferare nelle leghe professionistiche di nuovi talenti provenienti dal mondo dello street basketball, la pallacanestro di strada, giocata nei campetti cittadini, i cosiddetti playground.
I playground americani sono divenuti così celebri che intorno ad essi si è creato un alone di leggenda che ha alimentato la passione per il basket dei giovani giocatori di tutto il mondo.
In Italia è nato un movimento spontaneo non ancora diffuso omogeneamente sul territorio ma importante che raccoglie i ragazzi più talentuosi dei campetti italiani in manifestazioni che hanno raggunto un livello paragonabile al professionismo. Le zone dove è maggiormente radicata la tradizione del campetto sono concentrate nelle grandi città, e soprattutto a Bologna, la capitale della nostra pallacanestro.
La pallacanestro in Italia
La traduzione in italiano delle regole della pallacanestro risale al 1907 a cura di Ida Nomi (membro della commissione tecnica della Federginnastica), il gioco inizialmente venne chiamato "palla al cesto".
Nel 1919 si ebbe il primo incontro, nei giardini della Villa Reale di Monza e l'anno seguente la Federginnastica l'ammise fra le sue discipline e si svolse il primo campionato di pallacanestro italiano (vinse la Forza e Costanza Brescia). Al 1921 risale la fondazione della Federazione Italiana Pallacanestro, che nel 1930 si svincolò dalla Federginnastica e venne riconosciuta dal CONI. Una diffusione più capillare dello sport si ebbe però solo dopo la seconda guerra mondiale in seguito all'arrivo delle truppe di liberazione.
La pallacanestro nei media
seconda guerra mondiale
Cinema
- In punta di piedi (Tall Story) di Joshua Logan - Usa, 1960
- I sentieri della rabbia (Halls of Anger) di Paul Bogart - Usa, 1970
- Yellow 33 Drive, He Said di Jack Nicholson - Usa, 1972
- Amici per la pelle (Shirts Skins) di William Graham - Usa, 1973
- Sistemo l'America e torno di Nanni Loy - Italia, 1974
- L'allenatrice (Sexy Coach) di Bud Townsend - Usa, 1978
- Basket Music (The Fish That Saved Pittsburgh) di Gilbert Moses - Usa, 1979
- Voglia di vincere (Teen Wolf) di Rod Daniel - Usa, 1985
- Colpo vincente (Hoosiers) di David Anspaugh - Usa, 1986
- Chi non salta bianco è (White Men Can't Jump) di Ron Shelton - Usa, 1992
- An American Citizen - Gioco di Squadra di Eitan Green - Israele/Usa, 1992
- Hoop dreams di Steve James - Usa, 1994
- Blue Chips - Basta Vincere di William Friedkin - Usa, 1994
- Che aria tira lassù (The air up there) di Roger la Honte - Usa, 1994
- Above The Rim di Jeff Pollack - Usa, 1994
- Forget Paris di Billy Crystal - Usa, 1995
- Ritorno dal nulla (Basketball diaries) di Scott Kalvert - Usa, 1995
- Space Jam di Joe Pytka - Usa, 1996
- Celtic Pride di Ton DeCerchio - Usa, 1996
- Eddie di Steve Rash - Usa, 1996
- Rebound - La vera storia di Earl "The Goat" Manigault di Eriq Lasalle - Usa, 1996
- L'allenatrice Sunset Park di Steve Gomer - Usa, 1996
- He Got Game di Spike Lee - Usa, 1998
- Game Day di Steven Klein - Usa, 1999
- Il sogno di Calvin (Like Mike) di John Schultz - Usa, 2002
- Coach Carter di Thomas Carter - Usa, 2005
Fumetto
- Slam Dunk di Takehiko Inoue
- Real di Takehiko Inoue
- Generation Basket di Hiroyuki Asada
- Harlem Beat di Yuriko Nishiyama
Voci correlate
- James Naismith
- Street basketball
- Waterbasket
- Lista di cestisti
- Basketball Hall of Fame
- Dream Team
Collegamenti esterni
- [http://www.fip.it FIP] - Federazione Italiana Pallacanestro
- [http://www.fiba.com/ FIBA] - Federazione Internazionale Pallacanestro
- [http://www.legabasket.it/ Legabasket]
- [http://www.dlfbasketfirenze.org/REGOLAM_TEC.PDF Regolamento tecnico] (pdf di 523Kb)
- [http://www.realbasket.it/ www.RealBasket.it]
- [http://www.minibasket.org/ www.minibasket.org]
- [http://www.sportevents.it www.sportevents.it]
- [http://www.alleyoop.it/v2 www.alleyoop.it]
Pallacanestro
Categoria:Sport olimpici
Categoria:Sport di squadra
ja:バスケットボール
ko:농구
simple:Basketball
National Basketball Association
La National Basketball Association degli Stati Uniti e del Canada, comunemente nota come NBA, è la principale lega professionistica di pallacanestro del Nord America. Molti dei migliori cestisti del mondo giocano nella NBA, e il livello complessivo della competizione è considerevolmente più alto che nelle altre competizioni.
La nascita
La NBA venne fondata a New York il 6 giugno 1946 come Basketball Association of America e fu la prima lega professionistica di pallacanestro americana.
Adottò il nome National Basketball Association nell'autunno del 1949 dopo che vi si unirono diverse squadre fuoriuscite dalla rivale National Basketball League.
Nel 1976 ci su una parziale fusione con la American Basketball Association, dalla quale quattro team si unirono alla NBA: i New York Nets (divenuti poi New Jersey Nets), i Denver Nuggets, gli Indiana Pacers ed i San Antonio Spurs.
L'organizzazione
A partire dalla stagione 2004/05 la NBA è organizzata nel seguente sistema di conference e division:
Albo d'oro del campionato NBA
- 1946–47 Philadelphia Warriors 4–1 Chicago Stags
- 1947–48 Baltimore Bullets 4–2 Philadelphia Warriors
- 1948–49 Minneapolis Lakers 4–2 Washington Capitols
- 1949–50 Minneapolis Lakers 4–2 Syracuse Nationals
- 1950–51 Rochester Royals 4–3 New York Knicks
- 1951–52 Minneapolis Lakers 4–3 New York Knicks
- 1952–53 Minneapolis Lakers 4–1 New York Knicks
- 1953–54 Minneapolis Lakers 4–3 Syracuse Nationals
- 1954–55 Syracuse Nationals 4–3 Fort Wayne Pistons
- 1955–56 Philadelphia Warriors 4–1 Fort Wayne Pistons
- 1956–57 Boston Celtics 4–3 St. Louis Hawks
- 1957–58 St. Louis Hawks 4–2 Boston Celtics
- 1958–59 Boston Celtics 4–0 Minneapolis Lakers
- 1959–60 Boston Celtics 4–3 St. Louis Hawks
- 1960–61 Boston Celtics 4–1 St. Louis Hawks
- 1961–62 Boston Celtics 4–3 Los Angeles Lakers
- 1962–63 Boston Celtics 4–2 Los Angeles Lakers
- 1963–64 Boston Celtics 4–1 San Francisco Warriors
- 1964–65 Boston Celtics 4–1 Los Angeles Lakers
- 1965–66 Boston Celtics 4–3 Los Angeles Lakers
- 1966–67 Philadelphia 76ers 4–2 San Francisco Warriors
- 1967–68 Boston Celtics 4–2 Los Angeles Lakers
- 1968–69 Boston Celtics 4–3 Los Angeles Lakers
- 1969–70 New York Knicks 4–3 Los Angeles Lakers
- 1970–71 Milwaukee Bucks 4–0 Baltimore Bullets
- 1971–72 Los Angeles Lakers 4–1 New York Knicks
- 1972–73 New York Knicks 4–1 Los Angeles Lakers
- 1973–74 Boston Celtics 4–3 Milwaukee Bucks
- 1974–75 Golden State Warriors 4–0 Washington Bullets
- 1975–76 Boston Celtics 4–2 Phoenix Suns
- 1976–77 Portland Trail Blazers 4–2 Philadelphia 76ers
- 1977–78 Washington Bullets 4–3 Seattle Supersonics
- 1978–79 Seattle Supersonics 4–1 Washington Bullets
- 1979–80 Los Angeles Lakers 4–2 Philadelphia 76ers
- 1980–81 Boston Celtics 4–2 Houston Rockets
- 1981–82 Los Angeles Lakers 4–2 Philadelphia 76ers
- 1982–83 Philadelphia 76ers 4–0 Los Angeles Lakers
- 1983–84 Boston Celtics 4–3 Los Angeles Lakers
- 1984–85 Los Angeles Lakers 4–2 Boston Celtics
- 1985–86 Boston Celtics 4–2 Houston Rockets
- 1986–87 Los Angeles Lakers 4–2 Boston Celtics
- 1987–88 Los Angeles Lakers 4–3 Detroit Pistons
- 1988–89 Detroit Pistons 4–0 Los Angeles Lakers
- 1989–90 Detroit Pistons 4–1 Portland Trail Blazers
- 1990–91 Chicago Bulls 4–1 Los Angeles Lakers
- 1991–92 Chicago Bulls 4–2 Portland Trail Blazers
- 1992–93 Chicago Bulls 4–2 Phoenix Suns
- 1993–94 Houston Rockets 4–3 New York Knicks
- 1994–95 Houston Rockets 4–0 Orlando Magic
- 1995–96 Chicago Bulls 4–2 Seattle Supersonics
- 1996–97 Chicago Bulls 4–2 Utah Jazz
- 1997–98 Chicago Bulls 4–2 Utah Jazz
- 1998–99 San Antonio Spurs 4–1 New York Knicks
- 1999-00 Los Angeles Lakers 4-2 Indiana Pacers
- 2000-01 Los Angeles Lakers 4–1 Philadelphia 76ers
- 2001-02 Los Angeles Lakers 4-0 New Jersey Nets
- 2002-03 San Antonio Spurs 4-2 New Jersey Nets
- 2003-04 Detroit Pistons 4-1 Los Angeles Lakers
- 2004-05 San Antonio Spurs 4-3 Detroit Pistons
Squadre della NBA scomparse
- Anderson Packers 1949-1950
- Baltimore Bullets 1947-1955 (Ultimo team NBA a scomparire)
- Chicago Stags 1946-1950
- Cleveland Rebels 1946-1947
- Denver Nuggets 1949-1950
- Detroit Falcons 1946-1947
- Indianapolis Jets 1948-1949
- Indianapolis Olympians 1949-1953
- Pittsburgh Ironmen 1946-1947
- Providence Steamrollers 1946-1949
- St. Louis Bombers 1946-1950
- Sheboygan Redskins 1949-1950
- Toronto Huskies 1946-1947
- Washington Capitols 1946-1951
- Waterloo Hawks 1949-1950
Presidenti e Commissari della NBA
- Maurice Podoloff, Presidente dal 1946 al 1963
- Walter Kennedy, Presidente dal 1963 al 1967 e Commissario dal 1967 al 1975
- Larry O'Brien, Commissario dal 1975 al 1984
- David Stern, Commissario dal 1984
Giocatori
- Elenco di giocatori della NBA
Vedi Anche
- NBA All-Star Game
- Basketball Hall of Fame
- Premio NBA miglior giocatore dell'anno (NBA MVP Award)
- Premio NBA matricola dell'anno (NBA Rookie of the Year Award)
- Premio NBA allenatore dell'anno (NBA Coach of the Year Award)
- Premio NBA sesto uomo dell'anno (NBA Sixth Man Award)
- Premio NBA difensore dell'anno (NBA Defensive Player of the Year Award)
- Premio NBA rivelazione dell'anno (NBA Most Improved Player of the Year Award)
- Women's National Basketball Association (WNBA)
- National Collegiate Athletic Association (NCAA)
Giochi sulla NBA
Da 10 anni l'EA Sports realizza la serie ufficiale del gioco.
- NBA Live 95
- NBA Live 96
- NBA Live 97
- NBA Live 98
- NBA Live 99
- NBA Live 00
- NBA Live 01
- NBA Live 02
- NBA Live 03
- NBA Live 04
- NBA Live 05
Collegamenti esterni
- [http://www.nba.com Sito ufficiale della NBA] (in inglese)
NBA
Categoria:Leghe sportive professionistiche americane
ja:NBA
th:เอ็นบีเอ
Stati Uniti d'America
Gli Stati Uniti d'America (in inglese United States of America) sono una repubblica federale democratica. Confinano a Nord con il Canada, a Sud con il Messico, a Est e a Ovest sono bagnati rispettivamente dall'Oceano Atlantico e dall'Oceano Pacifico. Le acque territoriali dell'Alaska confinano con la Russia (Stretto di Bering).
Dopo la Seconda Guerra Mondiale sono diventati una superpotenza economico-militare.
Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, sono rimasti l'unica superpotenza.
Il sostantivo "America" è di derivazione incerta, spesso presunto preso dal nome dell'esploratore italiano Amerigo Vespucci. La prima volta che comparve il nome "America" fu nella Cosmographiae Introductio, pubblicata nel 1507 dal cartografo tedesco Martin Waldseemüller, che propose di dare al "nuovo continente" il nome di Vespucci. L'idea di Waldseemüller era che l'appellativo si riferisse all'attuale America meridionale, cioè alle terre toccate da Cristoforo Colombo e da Vespucci.
Storia
I primi europei a mettere piede sul suolo di quelli che poi diventeranno gli Stati Uniti furono probabilmente i Vichinghi, provenienti dalla Groenlandia e guidati da Erik il Rosso. Di loro si hanno tracce certe sull'isola di Terranova, ma è probabile che si siano spinti anche più a sud. I loro insediamenti non ebbero però successo, probabilmente a causa delle malattie, dell'ostilità degli indigeni e dell'esiguo numero dei coloni. Nelle leggende nordiche si parla di una terra verdissima, chiamata Vinland.
L'origine della nazione statunitense risale alla Dichiarazione di Indipendenza di 13 colonie britanniche, che nel 1776 si proclamarono libere ed indipendenti ed accettarono di formare una federazione fra loro.
Prima dei britannici o contemporaneamente con loro, il territorio era stato occupato e sfruttato da olandesi, svedesi, spagnoli e francesi: insieme questi coloni hanno avuto sul Nuovo Mondo una presa maggiore di quella dei nativi americani, precedentemente indicati come Indiani, che per secoli avevano vissuto su quelle terre.
Comunque, anche grazie alla colonizzazione europea, gli Stati Uniti si sono trasformati nella prima democrazia moderna del mondo dopo la loro rottura con la madrepatria.
La struttura politica originale (1777) era una confederazione, ratificata successivamente nel 1781 con il nome di Articoli della Confederazione. Dopo un lungo dibattito, questi vennero soppiantati dalla Costituzione, nel 1789, di un governo federale più centralizzato. Durante il diciannovesimo secolo si sono aggiunti molti nuovi stati ai 13 fondatori e i confini della nascente nazione si sono estesi per tutto il Nord America, acquisendo anche un certo numero di possedimenti oltreoceano. Due esperienze traumatiche importanti per la nazione furono la Guerra Civile Americana (1861-65) e la Grande Depressione degli anni Trenta.
Dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale (1945) gli Stati Uniti sono diventati la principale super-potenza mondiale e la loro posizione si è ulteriormente rafforzata col crollo della rivale Unione Sovietica (1991). In seguito all'attacco terroristico al World Trade Center, avvenuto l'11 settembre 2001, gli Stati Uniti hanno esteso la lotta al terrorismo oltre i confini nazionali, ingaggiando guerra in Afghanistan contro i talebani e in seguito in Iraq contro la dittatura di Saddam Hussein e i nuovi ribelli iracheni.
Geografia
Gli Stati Uniti comprendono, oltre ai 48 stati principali, l'Alaska (il più grande degli stati), le Hawaii, e vari territori nei Caraibi e nel Pacifico, compreso il Puerto Rico (o Portorico), che è legato agli Stati Uniti in un'associazione chiamata Commonwealth. Il distretto di Columbia contiene la capitale Washington, e originariamente apparteneva al Maryland (e fino alla guerra civile comprendeva anche un pezzo della Virginia).
Gli stati principali sono approssimativamente suddivisi in quelli della costa orientale (East Coast), il sud (South), il Midwest, la zona montana (Mountain states, compreso il Southwest), e la costa occidentale (West Coast).
Gli stati della costa orientale sono, da nord a sud, Maine, New Hampshire, Vermont (che non è sulla costa), Massachusetts, Rhode Island (il più piccolo degli stati), Connecticut, New York, Pennsylvania (che è vicino alla costa e la cui metà occidentale è spesso considerata parte del Midwest), New Jersey, Delaware, Maryland, Virginia, Carolina del Nord, Carolina del Sud, Georgia, Florida. Gli ultimi 5 (dalla Virginia) vengono anche contati come stati del Sud.
Geograficamente questa zona comprende montagne basse e molto antiche, gli appalachi, con un andamento generalmente da nord-est a sud-ovest, oltre a molti fenomeni locali, compresi i fenomeni glaciali a nord, le faglie tettoniche della valle dell'Hudson, e la zona di origine calcarea (corallina) della Florida. Il corso dei fiumi è generalmente da ovest verso est. I fiumi tendono ad essere di lunghezza limitata ma ampi e dal flusso regolare. Le maree sono spesso forti, soprattutto al nord. Gli inverni sono freddi (nel nord) o moderati (al sud) e umidi, le estati ugualmente umide.
Hudson
Gli stati del Sud comprendono i summenzionati Virginia, Carolina del Nord/Sud, Georgia, Florida, e anche Virginia Occidentale (spesso considerato parte del Midwest, dato che era dalla parte del nord nella guerra civile), Kentucky, Tennessee, Alabama, Louisiana, Arkansas, Oklahoma, Texas (spesso considerato fra gli stati del sud-ovest). Questa zona comprende la parte meridionale (e le cime più elevate) degli Appalaci, e più a ovest le montagne Ozark. I fiumi comprendono le foci del Mississippi e del Río Grande. La più grande influenza climatica viene dal Golfo del Messico, e comprende inverni miti, umidità, e ti tanto in tanto uragani.
Gli stati del Midwest comprendono Ohio, Michigan, Indiana, Wisconsin, Illinois, Missouri, Minnesota, Iowa, Dakota del Nord, Dakota del Sud, Nebraska e Kansas. Sono in gran parte stati agricoli e industriali (compresa la "rust belt", la zona industriale "arrugginita" negli anni '70 e '80 dalla concorrenza, soprattutto giapponese), freddi d'inverno, caldi d'estate, con clima da umido (verso est) a secco (verso ovest). È qui che si trova il "cuore" ("heartland") degli Stati Uniti, ed è considerato un centro di valori morali (lavoro serio, casa e famiglia, i pionieri sulla prateria, e così via) per il resto del paese.
Gli stati della zona montana comprendono Montana, Idaho, Wyoming, Nevada, Utah, Colorado, Arizona, Nuovo Messico. Gli ultimi quattro spesso anche considerati gli stati del sud-ovest. Zona secca, soprattutto a sud, con molti deserti (deserto Sonorano) e le Montagne Rocciose. Inverni molto freddi ed estati miti a nord, inverni miti ed estati calde a sud. Questa è la zona meno abitata del paese, ed è dove si trovano molte delle destinazioni sceniche degli Stati Uniti, per esempio il Grand Canyon (Arizona) e Yellowstone (Wyoming).
La geografia della costa occidentale ( Washington, Oregon, California) comprende montagne elevate (Sierra Nevada, vari vulcani), deserti (Death Valley), e zone molto umide (la costa, soprattutto a nord).
Popolazione
Gli Stati Uniti hanno una popolazione di 281 milioni di abitanti (nel 2000). La popolazione si considera circa il 75% di origine europea, i cosidetti WASP (White Anglosaxon Protestant), 12% di origine africana (30 mln), il 5,4% è di origine italiana (12 mln), 4% di origine asiatica (3mln), e solo circa l'1% di origine amerindia, ma va notato che molti americani hanno origine mista (il 2.5% si è dichiarata di origine mista nel censimento dell'anno 2000). Ora che i pregiudizi sono caduti ogni persona ha accesso alle Università ed ai posti di lavoro più privilegiati.
La popolazione è generalmente in crescita, soprattutto grazie a una forte immigrazione.
Economia
immigrazione
L'economia americana comprende settori agricoli (granoturco, grano, allevamenti), industriali (compresa l'industria pesante, l'elettronica, e il software), e di servizi (banche, assicurazioni).
Il sistema economico statunitense è fortemente condizionato dalla tecnologia. Infatti gli USA possono vantare svariate produzioni, tutte in grandi quantità.
Agricoltura
Il settore più toccato dalla tecnologia è sicuramente l'agricoltura, dove è privilegiata una tecnica di tipo intensivo, cioè, ricavare il massimo anche da piccoli terreni o poco bestiame. Non è raro il massiccio utilizzo di agenti non naturali per aumentare il prodotto di un terreno; non sono nemmeno rare le condizioni di allevamento del bestiame, gli animali sono tenuti in enormi capannoni suddivisi in gabbie di misure tali da poter a malapena contenere l'animale, chiamate "feedlots", di conseguenza ogni capannone sfrutta al massimo lo spazio che ha a disposizione. In questi allevamenti gli animali vengono tenuti fermi ad ingrassare e sovralimentati per 3-5 mesi e poi macellati. Gli USA vantano oltre 100 milioni di bovini, oltre 58 milioni di suini ed un altissimo numero di ovini. Gli allevamenti sono distinti tra allevamenti per animali usati per il latte ed animali usati per la macellazione. Le aree per la macellazione comprendono il Texas e le catene montuose Occidentali (Occidental Mountains) dove vi è grande disponibilità di praterie per il pascolo; le aree dove l'allevamento ha come scopo il latte sono il Nord-Est, i monti Appalachi e la zona dei grandi laghi, questa parte di territorio è chiamata "dairy belt".
Le colture sono suddivise nelle cosiddette belt. La "wheat belt", la cintura del grano, che comprende la parte centrale degli USA, territorio caratterizzato da un clima secco, quindi non adatto ad altri tipi di coltura. La coltivazione del grano è praticata anche in alcuni Stati del Nord come il Minnesota, il Dakota e il Montana, dove il grano è coltivato in primavera poiché l'inverno è troppo freddo. Questa coltura è diffusa anche in alcune aree del Sud come Texas, Kansas ed Oklahoma, dove il grano è coltivato in autunno. La "corn belt", la cintura del granturco, che comprende quegli Stati che godono di un clima mite durante tutto l'anno, Indiana, Illinois, Iowa e Nebraska,ha portato, grazie all'altissima produzione, gli USA ad essere il primo produttore mondiale di grano turco; oltre a questo, è stata recentemente aggiunta la produzione della soia, infatti la "corn belt" è chiamata anche "corn-soy belt". La "cotton belt", che non esiste quasi più, includeva le aree del profondo Sud, ora è limitata a Texas, Mississippi, Arizona e California, nelle aree più a Sud la coltivazione è stata sostituita da altri prodotti più richiesti sul mercato e che richiedono le medesime condizioni climatiche come il tabacco, il riso, arachidi e canne da zucchero.
Lorticoltura è anch'essa molto importante ed è praticata nel Nord-Est vicino alle grandi megalopoli dove vi è una grande richiesta di prodotti deperibili, cioè consumabili in poco tempo, l'orticoltura è anche diffusa in California e Florida.
Notevole è anche la produzione di legname, grazie agli oltre 300 milioni di ettari di foreste, che permettono una produzione di 500 milioni di metri cubici di legname all'anno.
Pesca
Con 5,6 milioni di tonnellate di prodotti ittici gli USA sono il 6° paese mondiale più pescoso dopo Russia,Cina, Perù, Giappone e Cile. In California e nel Golfo del Messico è fiorente anche l'allevamento di ostriche e crostacei.
Industria
Lindustria è un altro settore dove gli USA sono estremamente competitivi. La "manufacturing belt" (la cintura manufatturiera), si estende in tutto il nord est, ma si sta espandendo anche verso sud ed ovest. L'industria americana è specializzata nella produzione di apparecchi high-tech come TV, computer e hi-fi. Gli USA sono secondi al mondo, dietro al Giappone per la produzione di automobili. Importanti sono anche le industrie della gomma, dell'alta moda (New York, Baltimora e Chicago), chimica e petrolio (sud e soprattutto in Texas), cinema e ristorazione (fast-food e multinazionali come la Coca Cola). In America possiamo trovare la più avanzata industria elettronica.
L'industria americana è basata su tre cose: capitali, tecnologie all'avanguardia e diffusione nel mondo.
Terziario
Il terziario è il campo dove gli Stati Uniti sono più avanzati. Il 72,1% del PIL deriva dal terziario ed il 73,3% dei lavoratori è impiegato nel terziario. Grande importanza è data ai trasporti con oltre 300.000 Km di rete ferroviaria, usata più che altro per il trasporto merci ed è integrata con un'efficientissima rete stradale; la rete stradale e ferroviaria coprono tutto il territorio favorendo il trasporto delle merci ed i viaggi. Nonostante gli attentati dell'11 settembre il trasporto aereo, con i suoi 16.000 aeroporti, è uno dei preferiti dagli americani, si può dire che in America l'aereo è usato come in Italia è usato il treno. Anche i trasporti navali sono estremamente sviluppati. La sviluppatissima rete di trasporti ha favorito la nascita di attività commerciali ad essa legate come i motel, le assicurazioni, gli spedizionieri e le aree di servizio. Altri settori del terziario molto efficienti sono le scuole private, che offrono, oltre ad un elevato grado di insegnamento, la sicurezza, infatti sono soventi le sparatorie nelle scuole pubbliche dove bisogna passare sotto dei metal detector posti alle entrate; un altro settore è quello dei servizi accessori alle imprese come gli studi di assistenza legale, marketing e pubblicità. Senza dimenticare il turismo, ogni anno gli USA accolgono 30 milioni di visitatori.
Commercio internazionale
Il commercio internazionale vede ai primi posti l'esportazione di prodotti high-tech, tabacco, soia, materie prime e cotone; mentre gli USA importano energia, manufatti di alta qualità (per la maggior parte abiti) e prodotti agricoli tropicali. Il commercio interno è guidato dalle grandi compagnie proprietarie di grandi centri commerciali (department stores) diffusi in tutto il territorio.
Il settore dove gli USA non hanno competizione è quello delle telecomunicazioni. Tutti hanno accesso alla Tv satellitare e via cavo, così come alle connessioni internet anche a grande velocità.
Il privilegio degli americani è quello di avere degli stipendi che permettono loro un elevato potere di acquisto.
- Dati socio-economici:
- disoccupati: 8.998.000 (maggio 2003)
- PIL pro capite: $24.703 (aprile 2003)
- Poveri: 11,7% della popolazione
- PIL: 44,9 miliardi di dollari americani (2003)
per i dati più recenti visitare il sito [http://www.whitehouse.gov/ della casa bianca].
Politica
Il sistema politico americano comprende il sistema federale che unisce gli stati, e il sistema di ciascun stato. Nonostante la possibilità teorica di grande indipendenza, gli stati tendono ad assomigliarsi nei sistemi governativi, generalmente basati sul sistema federale con un capo dello stato (il presidente degli Stati Uniti, o il governatore di ciascun Stato), una camera legislativa (di solito bicamerale, con un Senato e una Camera dei Rappresentanti -- "House" o "House of Representatives" -- e un sistema di giudici e tribunali). Il rapporto fra il governo federale e gli stati dovrebbe in teoria essere limitato dalla costituzione americana, che viene regolarmente interpretata dalla Corte Suprema per eliminare leggi approvate dal congresso (che comprende il livello federale del Senato e della Camera dei Rappresentati) e firmate dal presidente che non siano compatibili con la costituzione. Il governo federale ha il solo potere costituzionale di regolare il commercio fra gli stati, di proteggere i diritti dei cittadini, e di difendere il paese. Di fatto possiede grandi poteri, che esercita attraverso organismi federali che ad esempio regolamentano la circolazione delle droghe o la cattura dei criminali, ma anche l'educazione e i diritti dei disabili. Ogni stato elegge al congresso due senatori e un numero di rappresentanti proporzionale alla popolazione (ma almeno uno), una formula che offre un maggiore peso agli stati più piccoli.
Il sistema americano politico tipicamente assegna il potere a chi ha ricevuto più voti ("the winner takes all"), incentivando la presenza di due grandi partiti, il partito Democratico (generalmente più di centro-sinistra) e il partito Repubblicano (generalmente più di destra). Questi due partiti differenziano le proprie posizioni pur cercando nel centro moderato i consensi che possono offrire la vittoria elettorale.
L'elezione del presidente avviene ogni quattro anni, il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre. L'elezione del Presidente avviene in modo indiretto. I cittadini eleggono i grandi elettori che a loro volta si riuniscono ed eleggono il Presidente. Ogni stato possiede un numero di grandi elettori pari al numero di deputati e di senatori che lo stato esprime.
Con rare eccezioni in ciascuno stato i grandi elettori vengono assegnati alla lista che prende il maggior numero di voti (the winner takes all).
Il meccanismo elettorale spinge i candidati a concentrare i propri sforzi per ottenere i voti di pochi decisivi stati nei quali il risultato è incerto, trascurando invece gli stati nei quali con ragionevole certezza il risultato finale è scontato.
La scelta del candidato alla presidenza avviene attraverso elezioni primarie che avvengono nel corso di diverse settimane, secondo un calendario che rispecchia la tradizione e vede nell'Iowa e nel New Hampshire i primi stati interessati da questo tipo di voto.
Nel senato una maggioranza di due terzi è necessaria per porre fine al dibattito. Questo permette a una sostanziale minoranza di bloccare leggi particolarmente sfavorevoli, un processo chiamato "filibuster". Inoltre, se il presidente si rifiuta di firmare una legge (una situazione di "veto"), maggioranze di due terzi sia nella Camera sia nel Senato possono creare una legge senza la firma del presidente. Inoltre, leggi passate dal Senato e dalla Camera spesso sono diverse. Un comitato formato da senatori e rappresentanti ("conference committee") si riunisce per cercare un compromesso accettabile ad ambedue le camere, un compromesso che spesso contiene le preferenze del comitato più che delle due camere, ma le leggi vengono molto spesso approvate comunque. In tutti questi regolamenti spesso la battaglia non è aperta, per esempio spesso il presidente firmerà una legge approvata dai due terzi di ciascuna delle due camere ("a veto-proof majority") pur dichiarandosi contrario.
Infine, la costituzione può essere emendata, mediante due procedure: secondo la prima, il Congresso, con l'approvazione di due terzi di ciascuna delle Camere, propone agli Stati l'emendamento in questione. Con la seconda (che non risulta sia stata mai applicata) il Congresso, dietro richiesta delle legislature di due terzi degli Stati, convoca una Convenzione nazionale per discutere ed abbozzare l'emendamento. A questo punto, in entrambi i casi, è necessario che tre quarti degli Stati approvino l'emendamento. Questa approvazione può essere opera della legislatura dello Stato, o di una apposita convenzione. Tranne in un caso, l'approvazione degli emendamenti è sempre stata opera delle legislature.
Vari emendamenti si sono succeduti nella storia americana. Sono famose le modifiche dopo la guerra civile intese a proibire la schiavitù. Clamoroso l' XVIII emendamento che probisce il consumo dell'alcol, poi nuovamente permesso dall'XXI, emendamento che è stato l'unico ad essere approvato mediante convenzioni statali, e l'unico ad abrogare un precedente emendamento (il XVIII, appunto).
Città
Le principali città degli Stati Uniti:
- Washington (Distretto di Columbia) che è la capitale
- New York (New York)
- Los Angeles (California)
- Chicago (Illinois)
- Houston (Texas)
- San Francisco (California)
- Philadelphia (Pennsylvania)
- Atlanta (Georgia)
- Dallas (Texas)
- Seattle (Washington)
- Boston (Massachusetts)
- Miami (Florida)
- Detroit (Michigan)
- Minneapolis (Minnesota)
- Denver (Colorado)
- New Orleans (Louisiana)
- Phoenix (Arizona)
- St. Louis (Missouri)
Stati
La dichiarazione d'indipendenza, in origine, fu firmata da tredici dei cinquanta stati che attualmente costituiscono gli Stati Uniti (la data fra parentesi indica l'epoca della loro entrata nella confederazione):
Un distretto separato, sotto la diretta autorità del Congresso, è il Distretto di Columbia, ossia Washington DC, che è anche la capitale della nazione. Inoltre ci sono anche alcune isole dell'Oceano Pacifico e del Mar dei Caraibi che dipendono dagli Stati Uniti:
Immagine:Usa-Mappa-con-stati.jpg
Arte e Cultura
Immagine:Usa-Mappa-con-stati.jpg
La cultura statuintense è stata inizialmente condizionata dalle origini europee dei suoi colonizzatori, che hanno dato uno stampo europeista al futuro nel Nuovo Mondo, demolendo difatti il retroterra culturale e la storia dei Nativi Americani, ormai ridotti allo 0,8% della popolazione e confinati nelle riserve dove hanno la possibilità di professare la loro [eligione e continuare a vivere secondo le proprie tradizioni.
Per quanto riguarda la cultura degli USA ciò che subito salta all'occhio è lo smodato utilizzo dellentertainment (ovvero l'intrattenimento), la spettacolarizzazione degli eventi. Tutto, o quasi, in America è reso pubblico sotto forma di spettacolo. Anche le recenti elezioni sono state estremamente spettacolarizzate, con fastose convention e raduni che sembravano più degli show televisivi.
Sport
Importantissimo nella cultura americana è lo sport. Nei college americani è possibile avanzare negli studi in base ai risultati sportivi, come fecero il cestista Michael Jordan (North Carolina) ed il lottatore di wrestling Brock Lesnar (Minnesota).
Gli sport con il maggior numero di spettatori sono:
- Pallacanestro (negli USA, Basketball)
- Football americano (negli USA, Football)
- Baseball
Il calcio (negli USA, soccer) è molto praticato dai giovani, ma ha pochi spettatori.
Religione
Ampie possono essere le considerazioni sulla religione.
Gli USA sono contraddistinti da un fortissimo senso religioso, favorito anche dal fatto che negli Stati Uniti le organizzazioni religiose non pagano tasse. Di fatto si osserva che nascono continuamente moltissime confessioni religiose.
I valori religiosi sono una parte importantissima della vita degli americani, come dimostrano le recenti elezioni vinte dal candidato repubblicano George W. Bush, puntando sui valori familiari della società.
Il cristianesimo è presente in tutte le sue confessioni, in maggioranza protestanti, seguiti dai cattolici, mormoni e ortodossi. Il fortissimo sentimento religioso ha portato a non pochi episodi di fanatismo ed integralismo, soprattutto nel passato e specialmente da parte dei Protestanti.
Le confessioni protestanti di maggiori tradizioni sono i calvinisti e gli episcopali, questi ultimi corrispondenti americani della Chiesa anglicana, cui tradizionalmente fanno riferimento le classi alte (è la confessione della famiglia Bush). Più recenti e basate su una forte predicazione popolare, sono quelle dei battisti, dei metodisti (fede abbracciata dal presidente George W. Bush dopo il matrimonio), oltre ad una miriade di chiese evangeliche, avventiste e pentecostali.
Vi sono anche presenze buddiste, shintoiste, brahmane, musulmane (non pochi neri americani si sono convertiti all'Islam, ritenendola la religione più adatta per ogni nero), animiste: grazie all'enorme varietà di etnie presenti ogni religione è rappresentata.
In America si è sviluppato, legato alla spettacolarizzazione, il fenomeno delle Tv and Web Churches, cioè le Chiese senza una presenza fisica ma attive attraverso la televisione ed il web, le quali promettono la salvezza e richiedono denaro per finanziari i loro "ministry" (ministeri religiosi); molto spesso la polizia ha scovato gravi truffe celate dietro l'attività religiosa di queste Chiese.
Spesso la religione è stata ed è alla base di controversie politiche, riguardanti il razzismo, la pena di morte, la bioetica, l'omosessualità, e l'insegnamento della teoria dell'evoluzione delle specie (darwinismo).
Voci correlate
- Presidenti degli Stati Uniti d'America
- Costituzione degli Stati Uniti
- Pena di morte negli USA
Collegamenti esterni
- [http://www.whitehouse.gov/ Sito della Casa Bianca]
- [http://www.deathpenaltyinfo.org/article.php?scid=29&did=192 Reati federali per i quali è prevista la pena di morte]
- [http://www.deathpenaltyinfo.org/article.php?scid=8&did=245#state Metodi usati dai singoli Stati per la pena di morte]
ja:アメリカ合衆国
ko:미국
ms:Amerika Syarikat
simple:United States
th:สหรัฐอเมริกา
zh-min-nan:Bí-kok
Basketball Hall of FameLa James Naismith Memorial "Basketball Hall of Fame" è una "galleria" che onora i più forti e famosi giocatori di basket, i migliori allenatori e gli arbitri, e gli altri maggiori personaggi che contribuirono al gioco.
Con sede a Springfield, Massachusetts, la città nella quale grazie a James Naismith nacque il basketball, si tratta, dunque, di una vera e propria vetrina dedicata alle più importanti personalità della storia della pallacanestro mondiale, non solo americana, ricca di notizie, curiosità e cimeli, "pellegrinaggio" immancabile per ogni appassionato del gioco.
Ovviamente l'inclusione nella galleria è molto selettiva, ed avviene solitamente qualche anno dopo il ritiro del giocatore/personaggio, ma alcuni team sono stai inclusi interamente, come i Buffalo Germans, i New York Renaissance ed i famosissimi e spettacolari Harlem Globetrotters.
La "Basketball Hall of Fame" fu fondata nel 1959, partendo da un piccolo edificio fino a quello attuale. La prima sede fu allo Springfield College a Springfield, Massachusetts, che venne aperto al pubblico dal 17 febbraio 1968.
Nel 1985 venne inaugurato un nuovo campus, sulla riva est del fiume Connecticut, fuori dal centro della città.
Il 28 settembre 2002, la "Hall of Fame" trovò la sua terza e definitiva sede in un nuovo apposito edificio, costato 45 milioni di dollari, per una superficie di più di 8.000 metri quadrati. Il nuovo edificio gode di un'architettura moderna e funzionale, compresa, al centro, una enorme struttura semi-sferica argentata alta molti piani.
Voci correlate
- Lista dei membri della Basketball Hall of Fame
- Basketball Hall of Fame femminile
- Hall of Fame
Collegamenti esterni
- [http://www.hoophall.com/ sito ufficiale]
- [http://www.hoophall.com/history/history_of_hall.htm storia della BHF]
Categoria:Hall of Fame
B
Michael Jordan
Michael Jeffrey Jordan (nato il 17 febbraio 1963), soprannominato e noto in tutto il mondo come Air, è un ex-giocatore statunitense di basket, ritenuto praticamente all'unanimità il miglior giocatore della storia di questo sport.
È conosciuto con una moltitudine di soprannomi: Air è il più famoso, al quale si aggiungono His Airness ("Sua Ariezza"), MJ, Jesus in Sneakers ("Gesù in scarpette da ginnastica"), The Alien e altri...
Attualmente vive a Highland Park nell'Illinois.
Biografia
Le origini e la famiglia
Michael Jordan nacque il 17 febbraio 1963 nel quartiere di Brooklyn, a New York, dove i genitori Delores e James Jordan si erano appena trasferiti, ma visse a Wilmington, nella Carolina del Nord, fino all'adolescenza. Il padre è un meccanico in una centrale elettrica, la madre ha un modesto impiego in banca, e la famiglia, in cui cresce il giovane Michael con il fratello Larry, che lo batte sempre a basket, e la sorella Rasalyn è molto umile.
La leggenda ha inizio quando suo padre sistema un canestro nel giardino sul retro di casa...
I primi studi e l'esclusione dalla squadra della scuola
Il giovane Michael è un ragazzo molto timido, frequenta addirittura un corso di economia domestica, per paura di non riuscire a trovare una donna da sposare una volta cresciuto. Di conseguenza, impegna tutte le sue energie nello sport, praticando numerose attività, basket, baseball, football americano, nuoto e altri, insieme ai fratelli.
Jordan non eccelle nello studio, che non lo interessa più di tanto, ma comincia a farsi notare negli sport, brillando soprattutto nel football americano (come quarterback) e nel baseball (come lanciatore). Anche nel basket il ragazzo se la cava, ma, paradossalmente, quello che diventerà il più forte giocatore di tutti i tempi venne escluso dalla squadra di basket della sua scuola, dato che alle selezioni l'allenatore non lo ritiene abbastanza dotato. Invece di perdersi d'animo, Jordan si allena per un anno intero per conto proprio, pronto a ripresentarsi alle selezioni dell'anno seguente.
Nel frattempo, all'età di 14 anni, per la prima volta riesce a schiacciare nel corso di una partita di street basket in un playground. Era alto 1 metro e 72. È solo l'inizio della leggenda di "Air". Finalmente il talento emerge, assieme alla sua crescita fisica (più di 15 cm in un anno): alle selezioni viene subito scelto, e già nelle prime partite giocate si conquista la fama di "dunker", grazie alle stupende schiacciate che è in grado di fare, ben al di sopra della media dei suoi coetanei. L'anno di duro lavoro dà i suoi frutti: viene inserito nella prima squadra, divenendo subito famoso in tutto lo stato della Carolina del Nord, risultando uno dei migliori giocatori del campionato scolastico disputato.
La stagione di gloria prosegue per Jordan e la squadra di Wilmington, che vince il campionato, anche grazie all'apporto di Jordan, che viene convocato per l'"All-Star Game" delle high-school.
Gli anni della North Carolina University
Nel primo anno di università Jordan si rivela sempre di più un giocatore spettacolare ed eccitante, ma ancora non riesce ad imporsi come un vero leader della squadra. Il suo primo anno termina, tuttavia, in grande stile: nella finale per il titolo NCAA del 1982 mette a segno il tiro decisivo allo scadere del tempo, regalando alla sua squadra il titolo grazie a quello che nel tempo è diventato famoso come "the shot", ovvero "il tiro".
Già nel suo secondo anno è chiaramente la stella della squadra, e nel terzo viene eletto "giocatore nazionale" dell'anno. Decide dunque di lasciare prematuramente l'università (si laureerà qualche anno dopo) per dedicarsi alla NBA.
Olimpiadi 1984: il primo oro
Nel frattempo, però, partecipa d'estate alle Olimpiadi di Los Angeles 1984, vincendo il suo primo oro olimpico. Fino al 1988, gli Usa, infatti, portarono alle Olimpiadi una squadra di basket composta solo di giocatori universitari.
Quando questa regola venne cambiata, a partire dal 1992, "Air" fu di nuovo protagonista... (vedi sotto "Olimpiadi 1992: il "Dream Team" e il secondo oro")
Il draft e l'arrivo nella NBA
1992
Jordan viene scelto dai Chicago Bulls come terza scelta assoluta nel primo giro del draft NBA del 1984 dopo Hakeem Olajuwon e Sam Bowie. La sua altezza (1.98 m o 6'6") lo rendeva una minaccia versatile sul parquet di gioco, capace di giocare sia come playmaker che come ala piccola, oltre alla sua posizione tipica di guardia tiratrice.
Al suo arrivo, la squadra naviga in cattive acque. Sarà intorno Michael Jordan che si formerà, a poco a poco una nuova squadra che arriverà poi, negli anni '90 a dominare la NBA.
Il suo esordio è contro i Washington Bullets, mettendo a segno ben 16 punti e portando Chicago alla vittoria. Il talento e gli sforzi di Jordan vengono premiati con il "NBA Rookie of the Year Award" (matricola dell'anno) e dopo pochi mesi viene votato per partecipare al NBA All-Star Game, la sua prima apparizione importante sotto gli occhi del grande pubblico.
I Chicago Bulls: il primo three-peat
La seconda stagione con i Bulls, però, non la inizia nemmeno: il 25 ottobre 1985 si infortuna alla caviglia durante una partita contro i Golden State Warriors. Per Jordan sono cinque mesi di stop. Il 14 marzo 1986 rientra su parquet, con 18 partite di regular season ancora da disputare. Dopo tutte le aspettative accese nel pubblico l'anno precedente, Jordan smania dal desiderio di dimostrare le sue capacità ancora una volta. Nei play-off ottiene un risultato incredibile, un record tuttora imbattuto che da solo vale la stagione: segna 63 punti contro i Boston Celtics di Larry Bird, che esclamerà a fine partita: "è Dio travestito da Michael Jordan". Resterà la miglior prestazione di sempre quanto a punti segnati in una gara di playoff.
L'estate del 1986 è l'inizio del nuovo corso dei Chicago Bulls, e la nuova squadra inizia a prendere forma attorno a Jordan, sempre più leader. Il terzo campionato NBA è quello della conferma per Jordan, che per la prima volta vince la classifica marcatori, con 37.1 punti di media a partita, un risultato da fantascienza assolutamente inavvicinabile.
Il ruolino di marcia di Jordan è assolutamente incredibile: nelle 82 partite della stagione regolare, 77 volte Mike è il miglior realizzatore della sua squadra, per due volte segna 61 punti, per otto volte a 50, per addirittura trentasette volte ne mette 40 o più. Supera l'incredibile soglia dei tremila punti in una sola stagione (3041), segnando il 35% dei punti totali della squadra.
Tutto questo, però, non deve distogliere l'attenzione dalla grandissima applicazione in difesa, spesso trascurata. È il primo (e unico) giocatore della storia a concludere un campionato con 200 palle recuperate e 100 stoppate contemporaneamente.
Durante le edizioni del 1987 e del 1988 dell'"NBA All-Star Game" vince alla grande lo "Slam Dunk Contest", la gara delle schiacciate, e viene consacrato "Air" per la sua grandiosa capacità di volare a canestro e restare in aria, suggellata da una storica schiacciata dalla linea del tiro libero. Negli Stati Uniti diviene un idolo ed il suo nome e la sua immagine diventano popolarissimi. In poco tempo, diviene una sorta di "Re Mida" della pallacanestro, siglando contratti favolosi con marche di ogni tipo, tra le quali la Nike, che gli dedica prima una serie di scarpe e poi addirittura una linea completa di vestiario. Apre un ristorante a Chicago, dove si riserva una sala isolata per poter mangiare senza essere assediato dai fan. Anche il valore complessivo dei Bulls cresce in maniera inimmaginabile: passa da 16 a 120 milioni di dollari.
Nel 1991 venne nominato dalla celebre rivista "Sports Illustrated" "Sportivo dell'anno".
Giunge così il primo "three-peat" (ovvero tre vittorie di fila) per i Chicago Bulls: la squadra, guidata da incredibili performance di MJ, vince tre titoli NBA: 1991 - 1992 - 1993. Nei play-off, ed in particolare nelle finali, Michael è travolgente, accollandosi praticamente da solo il peso della squadra, realizzando record su record.
Olimpiadi 1992: il "Dream Team" e il secondo oro
Nel 1992, Jordan partecipa alle Olimpiadi di Barcellona 1992, dove si tiene la prima apparizione di giocatori professionisti della NBA ai Giochi Olimpici, come membro del "Dream Team" originale, probabilmente la squadra più forte di tutti i tempi, assieme ad altri grandi campioni quali Magic Johnson, Larry Bird, Charles Barkley e molti altri.
È il secondo oro olimpico per MJ, che si dimostra protagonista assoluto della squadra statunitense, mettendo a segno una media di 33 punti a partita.
La morte del padre ed il primo ritiro
Il padre di Jordan, James, venne assassinato nel 1993. Di ritorno dal funerale di un amico, decise di fermarsi sul bordo di una autostrada interstatale nella Carolina del Nord per riposarsi un po'. Mentre stava dormendo due criminali locali si fermarono, lo uccisero e rubarono la sua Lexus, che gli era stata regalata da Michael. Gli autori del fatto furono rapidamente rintracciati poiché avevano effettuato alcune chiamate con il cellulare della vittima.
Il 6 ottobre 1993 in una conferenza stampa sovraffollata di giornalisti comunica alla lega e al mondo la sofferta decione di lasciare la pallacanestro. Le sue parole sono: "Ho perso ogni motivazione. Nel gioco del basket non ho più nulla da dimostrare: è il momento migliore per me per smettere. Ho vinto tutto qu | | |