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Minotauro

Minotauro

Il Minotauro è una figura della mitologia greca, era figlio di un toro divino inviato da Poseidone e di Pasifae regina di Creta. Era un mostro dal corpo umano e la testa di un toro.
Minosse, re di Creta, aveva pregato Poseidone di inviargli un toro per un sacrificio, ma vista la bellezza dell'animale aveva deciso di tenerlo per sé. Poseidone, allora, per punirlo, fece innamorare Pasifae, moglie di Minosse, del toro stesso. Dall'unione mostruosa nacque il Minotauro, termine che unisce, appunto, il prefisso "minos" (che presso i cretesi significava re) con il suffisso "tauro" (che significa toro). Minosse fece rinchiudere il Minotauro in un labirinto costruito dall'ingegnere Dedalo. La città di Atene, sottomessa allora a Creta, doveva inviare sette giovani e sette fanciulle da offrire in pasto al Minotauro, che si cibava di carne umana. Allora Teseo, eroe figlio del re ateniese Egeo, si recò a Creta per sconfiggere il minotauro, riuscendo anche a fuggire dal labirinto con l'aiuto di Arianna, che gli svelò come uscirne (usando il celebre "filo d'Arianna"). Per alcuni autori il Minotauro simboleggia la parte istintiva dell'uomo. Categoria:Animali della mitologia greca Categoria:Personaggi della mitologia greca ja:ミノタウロス th:มิโนทอร์

Poseidone

. Una allegoria del condottiero di Genova e padrone del Mar Tirreno]] Poseidone (o Posidone) è una figura della mitologia greca, era figlio di Crono e di Rea. Era la divinità dell'acqua (in special modo del mare) e dei terremoti. Era anche il signore dei cavalli sotto il nome di Poseidone Hippios.
Come tutti i suoi fratelli, fu ingoiato dal padre Crono. Liberato dalla rivolta di Zeus, ebbe in sorte il regno del mare.
Sposò la nereide Anfitrite, dalla quale ebbe Tritone.
Poseidone si innamorò di Demetra, per sfuggirgli la dea si trasformo in una giumenta, anche Poseidone si traformò in un cavallo, la sedusse e dall'unione nacque Arione, il cavallo che aveva il dono della parola.
Ebbe numerose amanti, da cui ebbe come figli: Anteo, Pegaso, Polifemo, Taras.
Partecipò con Apollo ed Eaco alla costruzione delle mura di Troia per il re Laomedonte; non avendo ricevuto il compenso pattuito, favorirà gli achei nella guerra di Troia.
Versioni più recenti gli attribuiscono l'isola di Atlantide, dove avrebbe regnato con la ninfa Clito, dimenticando la moglie.
Perseguitò Ulisse nel suo ritorno in patria per vendicare l'accecamento del figlio, Polifemo. Nella poesia epica appare come il dio che placa le onde e favorisce la navigazione, ma che solleva la burrasca e fa affondare le navi.
In suo onore venivano celebrati i giochi Istmici.
Era oggetto di culto in tutta la Grecia, soprattutto lungo le coste e nelle isole. Molte le famiglie nobili che vantavano di essere sue discendenti. I suoi attributi iconografici sono il cavallo, il tridente e il delfino.

Poseidone e la guerra di Troia

Alcuni sostengono che, durante la Guerra di Troia, si scatenò un violento terremoto che distrusse le mura della città assediata e così permise agli Argivi di conquistarla. In seguito, decisero di offrire un dono al dio dei terremoti per il favore concesso, e, siccome il dio dei terremoti era Poseidone, e siccome questi veniva raffigurato come un cavallo, costruirono un enorme cavallo di legno. Trascorsi gli anni, il cavallo sarebbe diventato il mezzo della vittoria.

Nell'arte

Poseidone viene raffigurato nel frontone ovest del Partenone.
Dell'età ellenistica è la grande scultura Posidone di Milo, databile tra il III e il II sec. a.C., conservato presso il Museo archeologico nazionale di Atene. Categoria:Divinità greche dell'Olimpo ja:ポセイドン ko:포세이돈

Pasifae

Pasifae è una figura della mitologia greca, figlia di Elio e di Perseide. Sposò Minosse, re di Creta, con cui ebbe otto figli, tra cui: Androgeo, Fedra e Arianna.
Minosse voleva fare un sacrifico a Poseidone, ma non aveva niente di così importante da offrirgli. Fu lo stesso Poseidone a mandargli un toro meraviglioso, ma Minosse non lo sacrifico e lo tenne per sé.
Per vendicarsi, il dio ispirò in Pasifae una passione irresistibile per il toro. Pasifae si fece costruire da Dedalo un finta vacca, nella quale ella si pose. Dall'unione nacque il Minotauro. In Laconia aveva un culto oracolare. La sua leggenda è ricordata anche da Dante nella Divina commedia (Inferno XII, 13; Purgatorio XXI, 41-42 e 86-87).

Pasifae nell'arte


- Pasiphaë dipinto di Jackson Pollock (1943 circa) Categoria:Personaggi della mitologia greca

Minosse (mitologia)

Minosse è una figura della mitologia greca, era figlio di Zeus e di Europa. Europa Fu re di Creta, conosciuto come re giusto e saggio, tanto che alla sua morte diviene uno dei tre giudici degli inferi, insieme a Eaco e Radamanto.
Nei miti propriamente attici, viene invece definito come personaggio crudele. Alla morte di Asterione, suocero di Minosse, si pone il problema della successione al trono. Minosse lo rivendicò e per dimostrare il suo buon diritto, innalzò un altare a Poseidone in riva al mare e pregò il dio di mandargli un toro per il sacrificio. Poseidone esaudì il suo desiderio e gli mandò l'animale.
Ma il toro era così bello, che Minosse non volle sacrificarlo e lo nascose tra i suoi armenti. Poseidone si adirò e fece in modo di far innamorare la moglie di Minosse, Pasifae del toro. Da questa unione nacque il Minotauro, un essere mezzo uomo e mezzo toro.
Minosse fece costruire da Dedalo un labirinto in cui nascondere il mostro ad ogni sguardo. Durante il suo regno, impose la sua autorità ai popoli vicini, con guerre e conquiste.
Combatte anche contro Niso, re di Megara. Niso aveva un capello d'oro dal quale dipendeva la propria vita e la propria potenza. Scilla, figlia di Niso, era sulle mura per vedere l'esercito di Minosse che si avvicinava. Al solo vederlo, si innamorò del re cretese. Nella notte si introdusse nella camera del padre e gli tagliò il capello d'oro. Quindi prese le chiavi della città e le consegnò a Minosse, chiedendogli di sposarla. Minosse prese la città, ma non era affatto intenzionato a portare a Creta una parricida.
Al momento di partire, lasciò Scilla a terra. Presa dallo sconforto, si gettò in mare e annegò. Minosse mosse guerra anche ad Atene, a causa dell'uccisione del figlio Androgeo istigata da re Egeo.
Minosse sconfisse gli ateniesi e per punirli, chiese un tributo annuo di sette fanciulli e di sette fanciulle, che venivano date in pasto al Minotauro.
Questo sacrificio cessò solo per l'intervento di Teseo, che si uni ai fanciulli sacrificali, uccidendo il Minotauro, aiutato da Arianna. Minosse ebbe 8 figli: Catreo, Deucalione, Glauco, Androgeo, Acalla, Senodice, Arianna, Fedra.

Minosse realmente esistito!

Minosse infatti fu il più antico di quanti conosciamo per tradizione ad avere una flotta e a dominare per la maggior estensione il mare ora greco, a signoreggiare sule isole Cicladi e a colonizzarne la maggior parte dopo aver scacciato da esse i Cari e avervi stabilito i suoi figli come signori. Ed eliminò per quanto potè la pirateria del mare, come è naturale, perché meglio gli giungessero i tributi.... (Tucidide, Storie I, IV). Pirati erano sopratutto gli isolani, che erano Cari e Fenici.....Ma al crearsi della flotta di Minosse, la navigazione tra un popolo e l'altro si sviluppò (i pirati furono da Minosse scacciati dalle isole, tutte le volte che lui ne colonizzava gra parte)...(Tucidide, Storie I, VIII). Così lo storico Tucidide descrive Minosse nelle sue "Storie". Già Omero lo aveva posto come giudice delle anime nell'Ade, ma Dante trasse la figura di Minosse da Virgilio: Queste dimore infernali non sono state assegnate senza giudizio e giudice: Minosse inquisitore scuote l'urna dei fati, convoca l'assemblea dei morti silenziosi, li interroga, ne apprende i delitti e la vita. ... Eneide, VI,539-543 Trad. C.Vivaldi Minosse, come Caronte, Cerbero, Gerione, Flegias e Pluto, è uno dei demoni pagani passati nell'inferno cristiano di Dante e collocati poi come guardiani dei vari cerchi, dopo essere stati trasformati in esseri demoniaci sulla traccia dell'interpretazione figurale dei Padri della Chiesa, concludendo, così, il processo di assimilazione della cultura classica, iniziato fin dalle origini del cristianesimo. Minosse si trova all'entrata del Cerchio II perchè le anime del Limbo (Cerchio I) non hanno peccati da confessare e non vengono giudicate. Minosse indica all'anima dannata il numero dei cerchi infernali che dovrà discendere per giungere in quello dove sconterà la sua pena eterna in modo singolare: avvolge, infatti, la coda intorno al suo corpo enorme tante volte quanti sono i cerchi che l'anima dannata dovrà percorrere. Categoria:Personaggi della mitologia greca ja:ミノス

Labirinto di Cnosso

Il Labirinto di Cnosso è un labirinto celeberrimo, che secondo la leggenda fatto costruire dal Re Minosse nell'isola di Creta per rinchiudervi il mostruoso Minotauro, nato dall'unione della moglie del re con un toro. Era un intrico di strade, stanze e gallerie, costruito dal geniale Dedalo con il figlio Icaro, i quali, quando ne terminarono la costruzione, vi si trovarono prigionieri. Dedalo costruì delle ali, che appiccicò con la cera alle loro spalle, e ne uscirono volando. Il Minotauro divorava ogni anno sette fanciulli e sette fanciulle di Atene, finché Teseo non l'uccise, aiutato da Arianna.
Teseo riuscì a ritornare, grazie al filo che Arianna gli aveva dato e che Teseo aveva lasciato scorrere lungo il percorso. Una volta ucciso il Minotauro, seguì la strada indicata dal filo. Cnosso Categoria:Luoghi mitici e leggendari Categoria:Luoghi della mitologia greca

Dedalo

Dedalo è una figura della mitologia greca, era un artigiano d'ingegno multiforme.
Conosciuto anche nella mitologia etrusca con il nome di Taitle. Talvolta lo possiamo trovare scritto anche come Daedalos in latino ellenizzato oppure nel greco Daidalos. Nacque ad Atene, figlio di Metione, discendeva da Efesto, il fabbro degli dei. A lui viene attribuita l'invenzione del filo a piombo, dell'ascia e della sega, oltre che la scoperta della colla e della scienza della navigazione a vela. navigazione a vela] Ad Atene, lavorò col nipote Talo, ma il discepolo superò il maestro e Dedalo ne divenne geloso. La leggenda racconta che Talo inventò il tornio, Dedalo si infuriò a tal punto da cercare di ucciderlo gettandolo giù dall'Acropoli. Ma, con l'intervento degli dei, il giovane venne trasformato in pernice. Per evitare la punizione, Dedalo lasciò Atene, rifugiandosi a Creta, dove servì il re Minosse e la regina Pasifae, sorella della maga Circe. La regina amava un toro bianco, dono di Poseidone a Minosse, e chiese a Dedalo di fabbricarle una giovenca di legno, in cui nascondersi in mezzo alla mandria. Dalla loro unione nacque il Minotauro, mezzo uomo e mezzo toro, e Minosse chiese a Dedalo di costruire un labirinto per rinchiuderlo. Terminato il labirinto, si accorse di esservi rimasto esso stesso prigioniero insieme al figlio Icaro, nato dall'unione con Naucrate, una schiava di Minosse. Per uscire dal labirinto, Dedalo costruì delle ali di penne e piume unite insieme con della cera. Con queste volò, insieme al figlio, verso la Sicilia. Icaro però commise l'imprudenza di volare verso il sole: la cera si sciolse per il forte calore, le penne delle ali si staccarono e il giovane cadde in mare, annegando. Dedalo raggiunse la Sicilia, ma Minosse volle riprenderlo e lo inseguì. Portava con sé una conchiglia di tritone ed offriva una ricca ricompensa a chi fosse stato capace di far passare un filo di lino tra le sue spire. Minosse giunse alla corte di re Cocalo, il re si interessò alla conchiglia, dicendo di conoscere un uomo in grado di riuscire nell'impresa: Minosse aspettò pazientemente di vedere chi fosse questa persona. Cocalo portò la conchiglia a Dedalo, che con le sue capacità si era assicurato un posto di rilievo nella sua corte. Egli fece un piccolo foro nella conchiglia, attaccò ad una formica un filo sottilissimo e l'introdusse nel foro. Cosparse di miele i bordi della conchiglia e la formica, di spirale in spirale, si affrettò a raggiungere l'uscita per nutrirsi con il miele. Al filo in uscita legò il filo di lino, facendogli percorrere il tratto inverso, dall'imboccatura fino all'apice della conchiglia. Cocalo, incantato, portò la conchiglia a Minosse. Minosse pretese la consegna del suo ospite, la richiesta sconvolse Cocalo e ancor più le sue figlie, molto affezionate a Dedalo. Furono loro ad avvertirlo e lo aiutarono ad organizzare l'uccisione del re di Creta. Le giovani offrirono a Minosse un bagno di vapore, mentre Minosse respirava i vapori profumati, le figlie di Cocalo gli versarono addosso dell'acqua bollente. Minosse morì e il suo corpo trasportato solennemente a Creta. Di Dedalo non si ebbero più notizie e quindi la sua leggenda termina qui. Categoria:Personaggi della mitologia greca ja:ダイダロス

Teseo

Teseo è una figura della mitologia greca, era figlio di Egeo e di Etra.

Nascita

Egeo non aveva figlie e tornava dall'oracolo di Delfi con una profezia incomprensibile: «Tieni chiuso il tuo otre di vino finché non avrai raggiunto il punto più alto della città di Atene altrimenti un giorno ne morirai di dolore». Durante il viaggio Medea che, in cambio della sua protezione, se mai ne avesse avuto bisogno, gli diede un filtro che gli avrebbe permesso di avere un figlio. Egeo proseguì il cammino ed arrivò a Trezene il regno di Pitteo. Saputo del responso dell'oracolo, Pitteo lo interpretò come un'assicurazione di un nobile destino per il figlio che avrebbe generato. Fece ubriacare Egeo e lo fece congiungere con sua figlia Etra.
Dalla loro unione nacque Teseo, poiché Etra non era sposata, Pitteo lasciò intendere che il figlio fosse di Poseidone. Teseo crebbe alla corte del nonno materno.

Le prime imprese

Raggiunto il sedicesimo anno di età, la madre lo porto fuori della città e gli chiese di sollevare una roccia: sotto questa c'erano una spada e dei calzari, erano quelli del padre Egeo e dovevano servirgli per farsi riconoscere da lui.
Teseo decise di andare ad Atene, non per mare, ma via terra, costeggiando l'istmo di Corinto. Era appena arrivato a Epidauro, che incontrò Perifete, un brigante che camminava con una stampella di bronzo, con la quale uccideva i passanti. Teseo schivò il colpo e uccise il bandito con la sua stessa stampella. Continuò il cammino e dovette affrontare un nuovo brigante, Sinide, che squartava le sue vittime legandole a due alberi, che prima piegava per ravvicinarli e quindi rilasciava. Teseo lo uccise.
Stessa sorte toccò a Schirone, ucciso gettandolo in mare. Arrivato alla città di Crommione, trovò gli abitanti terrorizzati da una scrofa che distruggeva tutti i raccolti e uccideva anche gli uomini. Teseo la uccise, guadagnandosi la riconoscenza della popolazione. Attraversando l'Attica, Teseo passò da Eleusi, dove abitava il re gigante Cercione. Egli sfidava tutti gli stranieri che passavano di lì alla lotta, e nella lotta li uccideva. Teseo lo batté, sollevandolo in alto e sbattendolo a terra con tanta forza da rompergli le ossa. Da quel giorno Eleusi fu governata da ateniesi.
Ma prima di arrivare ad Atene, Teseo dovette affrontare un'ultima prova. Sulla strada trovò una locanda proprietà di Procuste. Teseo vi passò la notte, non essendo a conoscenza della follia del proprietario: egli adattava i clienti alla lunghezza del letto, se erano toppo alti, tagliava loro i piedi o la testa, se erano troppo piccoli, ne spiaccicava le membra per allungarli. Teseo non venne sorpreso e Procuste fece la fine di tutti gli altri.

L'incontro con il padre Egeo

Quando giunse ad Atene, trovò Egeo sposato a Medea, che le aveva data un figlio, Medos. Medea scoprì subito l'identità di Teseo e temette per la successione al trono del proprio figlio. Medea persuase Egeo, che Teseo non fosse altro che un millantatore ed un avventuriero.
Per liberarsene Egeo gli affidò il compito di uccidere il toro di Creta, portato da Eracle e lasciato libero nell'Argolide. Teseo domò il toro e quindi lo offrì in sacrificio ad Apollo.
Il giovane tornò ad Atene da vincitore, Egeo lo accolse a palazzo, lasciandosi però convincere da Medea ad avvelenarlo. Teseo stava per portare la coppa alle labbra, quando Egeo riconobbe in lui il figlio avuto da Etra dalla spada che portava al fianco. Gli impedì di bere e scacciò Medea e Medos. Teseo fu proclamato erede legittimo.

Minosse e il Minotauro

Egeo rivelò al figlio della minaccia che incombeva su Atene. Molti anni prima, il figlio di Minosse, Androgeo perse la vita alla corte ateniese. Il re di Creta accusò gli abitanti di Atene di quella morte e pretese dalla città di consegnarli ogni anno sette fanciulli e sette fanciulle da destinare al pasto del Minotauro.
Teseo si unì a quei giovani, deciso ad uccidere il Minotauro, nel caso di vittoria, al suo ritorno, avrebbe fatto alzare delle vele bianche.
Minosse li aspettava al porto ed ebbe subito un alterco con Teseo. Il giovane gli consigliò una maggiore moderazione, in quanto era sotto la protezione di Poseidone. Sdegnosamente, Minosse si tolse dal dito un anello d'oro e lo gettò in mare: ora, visto che era protetto da Poseidone poteva anche andare a riprenderlo. Teseo si tuffò e nuotò fino al palazzo di Anfitrite, che gli consegnò l'anello di Minosse. Senza una parola, Teseo lo riconsegnò al re.
Arianna, la figlia di Minosse, assistette alla scena e si innamorò del giovane. Gli raccontò del labirinto nel quale era rinchiuso il Minotauro e da cui nessuno era mai uscito. Per aiutarlo Arianna gli consegnò un gomitolo di lana, che lo avrebbe aiutato ad uscire. Gli disse anche di aver attaccato una spada all'architrave dell'ingresso del labirinto.
Arianna attaccò il filo ad una colonna ed attese il ritorno di Teseo. Teseo uccise il Minotauro e salvò i giovani ateniesi che attendevano la loro triste sorte. La nave che li aveva condotti a Creta, li attendeva al largo. Li riprese tutti a bordo, insieme ad Arianna, che si era unita a loro.

Teseo diviene re

Durante il viaggio la nave fece scalo a Nasso, da lì Teseo ripartì senza Arianna. Egeo attendeva il ritorno del figlio, quando avvistò la nave questa aveva ancora le vele nere. Teseo si era dimenticato della promessa, suo padre pensò che l'impresa fosse fallita e si uccise gettandosi dall'Acropoli (in altre leggende si gettò in mare). Così per questa sua grave dimenticanza, la profezia si avverò e Teseo divenne re di Atene.
Sotto il suo regno la città si rafforzò, estendendo la sua sovranità sulle città di Megara e di Eleusi. Invitò i migliori artigiani ad Atene e a divenirne cittadini. A lui viene accreditata la prima monetazione. Istituì i giochi Istmici in onore di Poseidone e riformò la politica e la società.

Altre imprese

Teseo fu protagonista di ulteriori avventure. Sconfisse le Amazzoni che tentarono di invadere Atene e ne sposò la loro regina, Antiope (secondo alcuni era Ippolita che aveva modificato il suo nome).
Conobbe Piritoo, re dei Lapiti; nonostante avesse cercato di rubargli i suoi armenti, i due divennero amici ed insieme parteciparono alla caccia del cinghiale di Calidone.
In occasione della spedizione dei Sette contro Tebe, obbligò Creonte a dare sepoltura a Polinice, sebbene fosse stato suo nemico.
Concesse rifugio ad Edipo nelle sue ultime ore di vita e curò Eracle dopo che nel suo eccesso d'ira aveva ucciso la moglie e sei dei figli.
Dopo la morte di Antiope, mandò il figlio Ippolito alla corte di Pitteo, che ne fece il suo erede. Poi sposò Fedra, sorella di Arianna.
Vittima di Afrodite, Fedra provava una morbosa passione per il figliastro. Ma Ippolito la rifiutava. Furente, Fedra lo calunniò. Teseo le credette e maledì il figlio, chiedendo a Poseidone di punirlo. Ippolito morì e Fedra, scoperta, si impiccò.
Teseo volle accontentare il suo amico Piritoo, che voleva sposare Persefone e scese negli inferi. L'impresa fallì e al suo ritorno, scoprì che i Dioscuri avevano occupato l'Attica ed avevano messo sul trono di Atene Menesteo, che scacciò l'eroe.

Morte di Teseo

Teseo prese una nave, maledicendo i suoi sudditi traditori, e si diresse verso Creta, dove Deucalione gli aveva promesso rifugio. Ma durante il viaggio, una tempesta li spinse sulle coste dell'isola di Sciro. Qui fu accolto con finta benevolenza dal re Licomede. Con un pretesto portò Teseo su un promontorio e da qui lo gettò in mare, mascherando l'omicidio con un incidente.
Le ossa di Teseo furono riportate ad Atene e sepolte con grande solennità.
La località della sua tomba, divenne un luogo di rifugio per schiavi, fuggiaschi e oppressi, in ricordo di chi si era fatto loro difensore.
I poeti greci indicavano a volte gli ateniesi con il nome di teseidi, "discendenti di Teseo". Categoria:Eroi della mitologia greca Categoria:Mitologia romana ja:テセウス

Egeo

Per la voce relativa al mare vedi Mare Egeo. ---- Egeo è una figura della mitologia greca, era il re di Atene e padre di Teseo. Poiché non poteva avere figli chiese aiuto all'oracolo di Delfi. La sua risposta fu enigmatica: «Tieni chiuso il tuo otre di vino finché non avrai raggiunto il punto più alto della città di Atene, altrimenti un giorno ne morirai di dolore».
Tornando ad Atena, Egeo si fermò a Corinto, dove incontrò Medea, sposa di Giasone. La maga gli fece promettere che gli avrebbe dato asilo nel suo regno in caso di bisogno, in cambio i suoi poteri magici gli avrebbero assicurato la nascita di un figlio.
Egeo proseguì il cammino ed arrivò a Trezene, retta da re Pitteo, un suo amico. Pitteo venne a conoscenza delle parole dell'oracolo, interpretandole come un segno che da un figlio generato da Egeo nei suoi viaggi, avrebbe avuto assicurato un destino nobile.
Pitteo lo fece ubriacare, facendogli passare la notte con la figlia, Etra. Ripartendo per Atene, Egeo disse ad Etra che, se avesse avuto un figlio, avrebbe dovuto custodirlo a Trezene, dove Pitteo avrebbe provveduto ad educarlo. Egeo nascose sotto una roccia la sua spada e i suoi sandali, e quando il figlio fosse cresciuto, avrebbe dovuto portarvelo, per prendere possesso della spada appartenuta al primo re di Atene, Cecrope. Con quegli oggetti, Egeo avrebbe potuto riconoscere il figlio al suo arrivo ad Atene.
La profezia si compì, Etra ebbe un figlio, in quanto non sposata Pitteo fece intendere che era figlio di Poseidone. Quel bambino ebbe il nome di Teseo e diede vita ad un nuovo ciclo epico. Categoria:Re di Atene

Arianna (mitologia)

Arianna è una figura della mitologia greca, figlia di Minosse re di Creta e di Pasifae. Quando Teseo arrivò a Creta per uccidere il Minotauro, Arianna se ne innamorò.
Gli diede il gomitolo di lana che gli permise di uscire dal labirinto, fuggendo con lui e con gli ateniesi che lo accompagnavano.
Durante il viaggio, Teseo l'abbandonò sull'isola di Dia (Nasso). In una versione Dioniso incontrò Arianna e volle sposarla.
Un'altra versione indica che Teseo abbandonò Arianna, proprio per ordine del dio, che la voleva in sposa.
In un caso o nell'altro non si riesce a spiegare come un eroe abbia potuto agire in modo tanto meschino. Si ha l'impressione che una parte del mito originale sia andata perduta.

Arianna nell'arte

Pittura


- Bacco e Arianna quadro di Tiziano (1520-1523).
- Il trionfo di Bacco e Arianna quadro di Annibale Carracci (1597-1600). Categoria:Personaggi della mitologia greca ja:アリアドネ

Categoria:Personaggi della mitologia greca

Personaggi della mitologia greca Categoria:Personaggi della mitologia

Perła

Perły to wytwory płaszcza niektórych mięczaków, szczególnie perłopławów, zbudowane są z tej samej substancji co wewnętrzna strona muszli (masa perłowa). Powstają w wyniku przedostania się do muszli ciała obcego. Egzemplarze kuliste o pięknym połysku są bardzo cenione w jubilerstwie. Najcenniejsze, wytwarzają morskie - perłopławy i słodkowodne -perłoródki. W XIII wieku odkryto, że perły można hodować, umieszczając w muszli ciało obce. Produkcją pereł hodowlanych na dużą skalę zajęli się Japończycy na przełomie XIX i XX wieku. Perły zawsze cieszyły się dużą popularnością. Strój koronacyjny Barbary Radziwiłłówny był nimi wręcz obsypany.

Ciekawostki

W legendach opowiadano, że pierwsze perły były łzami aniołów. Potem wierzono, iż perłopławy, we wnętrzu których znajdowano cenne twory, były zapładniane przez tęczę dotykającą wód oceanu. Perłom przypisywano ogromną moc leczniczą. Uważano, że sproszkowane perły leczą wiele dolegliwości, np. serca i układu krążenia. Perła rozpuszczona w soku z cytryny lub z mlekiem uchodziła za skuteczny środek przeciwko zaburzeniom psychicznym.

Najsłynniejsze perły


- Klejnot Canninga - wisiorek wysokości zalewie 1,5 cm przedstawiający trytona, którego tors stanowi perła o nieregularnym kształcie.
- Korona Rudolfa II - wykonana na początku XVII wieku ma obręcz ze złota, z gęsto osadzonymi drogimi kamieniami i sznurami pereł.
- Unikatem w skali światowej i kuriozum biologicznym jest tzw. 'perła palatynacka' przechowywana w Muzeum w Monachium. Niezwykłość jej polega na tym, że jest ona w części biała z typowym połyskiem perłowym, a w części zupełnie czarna. Jest to piękny okaz oprawiony między dwoma złotymi wężami wysadzanymi bogato diamentami.

W literaturze i sztuce


- "Dziewczyna z perłą" - obraz Johannesa Vermeera ok. 1660
- "Dziewczyna z perłą" - film Petera Webbera z 2003
- "Perła (serial)"
- "Perła w koronie" - film Kazimierza Kutza
- "Ostatnia perła" - Hans Christian Andersen
- "Perła we mgle" - V.C.Andrews
- "Lalka i perła" - Olga Tokarczuk
- "Zielona perła" - Jack Vance
Zobacz też:
- agat Kategoria:Jubilerstwo ko:진주 ja:真珠

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