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Napoleone Bonaparte

Napoleone Bonaparte

Napoleone Bonaparte (15 agosto 1769 - 5 maggio 1821) - Figura storica assai discussa ma di straordinaria importanza: di fatto impose dal 1799 una dittatura alla Francia, come Imperatore dei Francesi con il nome di Napoleone I dal 18 maggio 1804 al 6 aprile 1814. Governò inoltre sulla maggior parte dell'Europa occidentale e centrale di inizio XIX secolo. Fu il primo regnante della dinastia dei Bonaparte. Sposò in seconde nozze l'Arciduchessa Maria Luisa d'Austria l'11 febbraio 1810. Ebbe come figlio Napoleone Luigi detto il re di Roma (1811-1832). Napoleone ebbe inoltre almeno due figli illegittimi: Carlo, Conte Leone 1806 - 1881 (figlio di Catherine Eléonore Denuelle de la Plaigne 1787 - 1868) e Alessandro Giuseppe Colonna, Conte Walewski (1810 - 1868) (figlio di Maria, Contessa Walewski 1789 - 1817), ministro degli esteri di Napoleone III. La sua figura ispirò artisti, letterati, musicisti, politici e storici per tutto l'Ottocento fino ad oggi.

Primi anni e carriera nell'esercito

Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio in Corsica appena dopo la vendita dell'isola alla Francia da parte della Repubblica di Genova. La sua famiglia apparteneva alla piccola nobiltà corsa. Suo padre, di origine toscana, Carlo Maria Buonaparte (solo più tardi il cognome fu mutato in Bonaparte), organizzò l'istruzione di Napoleone, ma morì giovane nel 1785. La madre, Letizia Ramolino, sopravviverà allo stesso Napoleone, vivendo poi gli ultimi anni della sua vita a Roma. Letizia Ramolino ebbe 13 figli, di cui solo otto sopravvissero: i fratelli Giuseppe, Luciano, Luigi e Gerolamo; le sorelle Elisa, Paolina e Carolina. Ad ognuno di essi Napoleone darà poi un titolo nobiliare durante il suo impero. All'età di nove anni, il padre Carlo portò Napoleone in Francia, alla Scuola militare di Brienne, dove rimarrà per cinque anni. Napoleone inizialmente si considerava straniero ed estraneo; anzi, l'accusa di essere straniero l'avrebbe inseguito per tutta la vita. Egli era un ufficiale dell'esercito francese quando cominciò la Rivoluzione Francese nel 1789. Napoleone tornò in Corsica quando un movimento nazionalista proclamò la separazione dalla Francia. Scoppiò la guerra civile, capitanata dall'eroe nazionale Pasquale Paoli, e la famiglia di Napoleone - accusata di tradimento - dovette fuggire in Francia, stanziandosi a Nizza. Napoleone sostenne la Rivoluzione e rapidamente salì di grado. Nel dicembre 1793, col ruolo di tenente colonnello addetto all'artiglieria, liberò Tolone (Toulon) dai monarchici e dalle truppe inglesi che li sostenevano. Fu il suo primo clamoroso successo militare, che gli valse la nomina a generale di brigata e l'attenzione del futuro membro del Direttorio, Barras, che lo aiuterà nella scalata al potere. La sua amicizia con Augustin Robespierre, fratello di Maximilien, lo portò a cadere in disgrazia all'indomani della giornata del 9 Termidoro e la conseguente caduta del Terrore. Tuttavia, la fortuna gli arrise quando il 13 Vendemmiaio del 1795 Barras lo nominò improvvisamente comandante della piazza di Parigi con l'incarico di salvare la Convenzione Nazionale dalla minaccia dei monarchici, che in quella spaventosa giornata vi marciavano contro. Con l'aiuto di Gioacchino Murat al comando della cavalleria, Napoleone colpì duramente i rivoltosi salvando la Francia da un nuovo colpo di Stato. Immediatamente, Barras lo nominava generale del Corpo d'armata dell'Interno.

La Campagna d'Italia

Gioacchino MuratIl 9 marzo 1796 Napoleone sposò Joséphine de Beauharnais, vedova di un valente ufficiale della Rivoluzione ghigliottinato, e solo due giorni dopo partì per il fronte italiano al comando di 38.000 uomini malissimo equipaggiati, per una campagna che nei piani del Direttorio doveva essere semplicemente di 'diversione', perché l'attacco all'Austria sarebbe avvenuto attraverso due direttrici sul Reno. Iniziava così la campagna d'Italia che avrebbe dimostrato l'ineguagliato genio militare e politico di Napoleone che, nonostante l'inferiorità numerica e logistica, riuscì a sconfiggere ripetutamente le forze austriache. Celebri le battaglie contro le forze armate austro/piemontesi a Dego, Millesimo, Cairo Montenotte e Cosseria. Il 10 maggio 1796 sbaragliò l'ultima difesa austriaca nelle celebre Battaglia al Ponte di Lodi e il 15 maggio dello stesso anno entrò trionfalmente a Milano. Nel giugno 1796 venne proclamata la Repubblica Cisalpina (capitale Milano) e nell'Ottobre del 1796 si costituì la Legione Lombarda, prima forza armata composta da italiani ad adottare quale bandiera di guerra il Tricolore (Verde, Bianco e Rosso). Contemporanemente le ex-legazioni pontificie si costituirono in Repubblica Cispadana e adottarono (7 gennaio 1797) il tricolore quale bandiera nazionale. Le forze sabaude furono costrette a firmare il 28 aprile 1796 l'armistizio di Cherasco, che cedeva alla Francia Nizza e l'alta Savoia. Le forze austriache, comandate dall'Arciduca Carlo, terrorizzate dalla rapida marcia di Napoleone verso Vienna, dovettero accettare una tregua sfavorevole, che si concretizzò nel trattato di Campoformio il 17 ottobre 1797. Oltre all'indipendenza delle nuove repubbliche formatesi, la Francia acquisiva i Paesi Bassi e la riva sinistra del Reno, limitandosi a cedere Venezia agli austriaci. Terminava così, con uno smacco colossale all'Austria, la campagna d'Italia. Nel corso della campagna d'Italia, Napoleone, soprannominato il Piccolo Caporale, dimostrò la sua brillante capacità strategica, capace di assorbire il sostanzioso "corpo" delle conoscenze militari del suo tempo e di applicarlo al mondo reale che lo circondava. Ufficiale di artiglieria per formazione, la utilizzò in modo innovativo come supporto mobile agli attacchi della fanteria. Dipinti contemporanei del suo Quartier Generale mostrano che in queste battaglie utilizzò, primo al mondo, un sistema di telecomunicazioni basato su linee di segnalazione realizzate col semaforo di Chappe, appena implementato nel 1792.

La Campagna d'Egitto e di Siria

Nel 1798 il Direttorio, geloso della popolarità del Bonaparte, lo incaricò di occupare l'Egitto per contrastare l'accesso inglese all'India. Un indizio della devozione di Napoleone ai principi dell'Illuminismo fu la sua decisione di affiancare gli studiosi alla sua spedizione: la spedizione d'Egitto ebbe il merito di far riscoprire, dopo centinaia di anni, la grandezza di quella terra, e fu proprio l'opera di Napoleone a far nascere la moderna egittologia, soprattutto grazie alla scoperta della Stele di Rosetta da parte dei soldati al seguito della spedizione. Napoleone aveva da anni accarezzato l'idea di una campagna in oriente, sognando di seguire le orme di Alessandro Magno ed essendo dell'idea che L'Europa è una tana di talpe. Tutte le grandi cose vengono dall'Oriente. Alessandro Magno Dopo un'importante vittoria nella Battaglia delle Piramidi, Napoleone schiacciò i mamelucchi di Murad Bay ed entrando al Cairo divenne padrone dell'Egitto. Pochi giorni dopo, il 1° agosto 1798, la flotta di Napoleone in Egitto fu completamente distrutta da Orazio Nelson, nella baia di Abukir, cosicché Napoleone rimase bloccato a terra. Dopo una ricognizione sul Mar Rosso, Napoleone decise di recarsi in Siria, col pretesto di inseguire il tiranno Djezzar che aveva tentato di attaccarlo. Giunto, però, il 19 marzo 1799 dinanzi a San Giovanni d'Acri, l'antica fortezza dei crociati in Terra Santa, Napoleone perse più di due mesi in un inutile assedio e la campagna di Siria si concluse con un fallimento. Ritornato al Cairo, Napoleone sconfisse i turchi ad Abukir, proprio dove l'anno prima era stato privato di tutta la sua flotta. Preoccupato tuttavia delle terribili notizie dalla Francia - l'esercito in ripiegamento su tutti i fronti, il Direttorio ormai privo di potere - e consapevole che la campagna d'Egitto non avesse conseguito il successo sperato, Napoleone s'imbarcò in gran segreto il 22 agosto 1799 su un piccolo bastimento alla volta della Francia.

Il 18 brumaio e il Consolato

Il 9 ottobre Napoleone sbarcò a Fréjus, e la sua corsa verso Parigi fu accompagnata dall'entusiasmo dell'intera Francia, certa che il generale fosse tornato in patria per assumere il controllo della situazione ormai ingestibile. Ed in effetti era questa l'intenzione di Napoleone. Giunto a Parigi, egli riunì i cospiratori decisi a rovesciare il Direttorio. Dalla sua si schierarono il fratello maggiore Giuseppe e soprattutto il fratello Luciano, allora presidente del Consiglio dei Cinquecento, che con il Consiglio degli Anziani costituiva il potere legislativo della repubblica. Dalla sua Napoleone riuscì ad avere il membro del Direttorio Roger Ducos e soprattutto Emmanuel Joseph Sieyès, il celebre autore dell'opuscolo Che cos'è il Terzo Stato? e ideologo di punta della borghesia rivoluzionaria. Inoltre, dalla sua si schierò l'astutissimo ministro degli esteri Talleyrand e il ministro della polizia Joseph Fouché. Barras, pur membro del Direttorio, conscio delle capacità di Napoleone accettò di farsi da parte. Joseph Fouché Fatta trapelare la falsa notizia di un complotto realista per rovesciare la repubblica, Napoleone riuscì a far votare al Consiglio degli Anziani e al Consiglio dei Cinquecento una risoluzione che trasferisse le due camere il 18 brumaio (9 novembre) fuori Parigi, a Saint Cloud; Napoleone fu nominato comandante in capo di tutte le forze armate. Ciò fu fatto per evitare che durante il colpo di Stato qualche deputato potesse sollevare i cittadini parigini per difendere la Repubblica dal tentativo di Napoleone. L'intenzione di Napoleone era quella di portare le due camere a votare autonomamente il loro scioglimento e la cessione dei poteri nelle sue mani. Non fu così: il Consiglio degli Anziani rimase freddo al discorso pasticciato di Napoleone per far pressione su di essa, mentre quando Napoleone entrò nella sala del Consiglio dei Cinquecento i deputati gli si lanciarono contro chiedendo di votare per rendere Bonaparte fuorilegge (cosa che voleva significare l'arresto e la ghigliottina). Nel momento in cui sembrava che il colpo di Stato fosse prossimo alla catastrofe, a soccorrere Napoleone giunse il fratello Luciano, che nelle vesti di presidente dei Cinquecento uscì dalla sala ed arringò l'esercito schierato all'esterno, ordinando che disperdesse i deputati terroristi. Memorabile il momento in cui puntò la sua spada al collo di Napoleone e dichiarò: Non esiterei un attimo a uccidere mio fratello se sapessi che questi stesse attentando alla libertà della Francia. L'esercito entrò nella sala con le baionette spianate e disperse i deputati. In serata, le camere venivano sciolte e veniva votato il decreto che assegnava i pieni poteri a tre consoli: Roger Ducos, Sieyes e Napoleone.

Il Consolato

Nominati consoli provvisori, i tre nuovi padroni della Francia redigevano insieme a due commissioni apposite una nuova costituzione, la costituzione dell'anno VIII, che ratificata con un plebiscito popolare legittimava il colpo di Stato. Nel pensiero politico di Sieyes, il Consolato sarebbe dovuto essere un governo dei notabili, che assicurasse la democrazia attraverso un complesso equilibrio di poteri. Questo progetto fu mandato all'aria da Napoleone il quale, pur in teoria detentore del solo potere esecutivo, aveva in realtà facile gioco nello scavalcare il legislativo frammentato in ben quattro camere. Fattosi nominare Primo Console, ossia concretamente superiore a qualsiasi altro potere dello Stato, Napoleone ricostruiva la Francia con una struttura amministrativa fortemente accentratrice ma così perfetta che è rimasta tale fino ad oggi: la Francia veniva frazionata in province, distretti e comuni rispettivamente amministrate da prefetti, sottoprefetti e sindaci. Le casse dello Stato venivano risanate dalle conquiste di guerra e dalla fondazione della Banca di Francia, nonché dall'introduzione del franco d'argento che poneva fine all'era degli assegnati e dell'inflazione. La lunga lotta contro il cattolicesimo si concludeva col Concordato del 1801 ratificato dal papa Pio VII, che stabiliva il cattolicesimo "religione della maggioranza dei francesi" (benché non religione di Stato), ma non riconsegnava al clero i beni espropriati durante la rivoluzione. Nel campo dell'istruzione, Napoleone istituì i licei e i politecnici, per formare una classe dirigente preparata e indottrinata, ma tralasciò l'istruzione elementare essendo dell'idea che il popolo dovesse rimanere in una certa ignoranza per garantire un governo stabile e un esercito ubbidiente. Il consolato di Napoleone divenne "a vita" con il plebiscito del 2 agosto 1802. Si apriva la strada all'istituzione dell'Impero.

Il Codice Napoleonico

Durante l'esilio a Sant'Elena, Napoleone sottolineò più volte che la sua opera più importante, quella che sarebbe passata alla storia più delle centinaia di battaglie vinte, sarebbe stato il suo codice civile, il Codice Napoleonico. Indubbiamente, la sua frase colse nel segno. Codice Napoleonico Il Codice Napoleonico legittimò le conquiste della Rivoluzione francese, fu esportato in tutti i paesi dove giunsero le armate di Napoleone, fu preso a modello da tutti gli Stati d'Europa e ancora oggi è la base del nostro diritto. Istituita l'11 agosto 1799, la commissione incaricata di redigere il codice civile fu presieduta spessissimo dallo stesso Napoleone, il quale ne leggeva le bozze durante le campagne militari e inviava a Parigi dal fronte le sue idee sul progetto. Il 21 marzo 1804 il Codice Civile, da subito ribattezzato Codice Napoleonico, entrava in vigore. Esso eliminava definitivamente i retaggi dell'ancién regime, del feudalesimo, dell'assolutismo, e creava una società prevalentemente borghese e liberale, di ispirazione laica, in cui venivano consacrati i diritti di eguaglianza, sicurezza e proprietà. Per l'Italia, il valore del Codice Napoleonico resta fondamentale, poiché esso venne esportato nelle repubbliche fondate da Napoleone e confluì poi nel codice civile italiano del 1865.

Guerra in Europa, ascesa all'Impero

Durante l'assenza di Napoleone impegnato in Egitto, i francesi erano stati ripetutamente battuti in Italia dagli austriaci (battaglia di Novi Ligure) e sul Reno. La nuova coalizione antifrancese aveva rovesciato la Repubblica Napoletana del 1799, fondata dai francesi, e quella romana. Il 6 maggio 1800, sei mesi dopo il colpo di Stato di brumaio, Napoleone assunse nuovamente il comando dell'esercito francese. Con una marcia inarrestibile, valicò le Alpi al passo del Gran San Bernardo, un'impresa formidabile che colse di sopresa gli austriaci, i quali vennero rapidamente battuti a Montebello, mentre Napoleone ritornava a Milano. Il 14 giugno 1800 si combatté la battaglia di Marengo. Fu la più celebre della battaglie napoleoniche in Italia, la più dura ma la più definitiva. Alle tre del pomeriggio Napoleone aveva perso. Alle otto della sera il suo trionfo era completo. A rovesciare le sorti della battaglia fu il generale Desaix, che giunto sul campo con nuove truppe annientò l'intero esercito austriaco del generale Melas già certo della vittoria ma morì in battaglia. Napoleone stesso attribuì la vittoria di Marengo a Desaix, piangendone la morte. MelasLa pace in Italia venne sancita con la pace di Luneville, che in pratica riconfermava il precedente trattato di Campoformio violato dagli austriaci. Nel 1802 venne proclamato Presidente della Repubblica Italiana (vice Presidente sarà il patrizio milanese Francesco Melzi d'Eril), titolo che conserverà sino al 17 marzo 1805 quando assumerà il titolo di Re d'Italia. Con la pace di Amiens nel 1802, anche l'Inghilterra firmava la pace con la Francia. Napoleone aveva distrutto la nuova coalizione antrifrancese, assicurandosi anche l'appoggio dello zar di Russia Paolo I. Per due anni l'Europa sarà finalmente in pace. Nel 1802, Napoleone vendette una gran parte del Nord America agli Stati Uniti come parte dell'Accordo sulla Louisiana; egli aveva appena fronteggiato un grave disastro militare quando l'esercito mandato a conquistare Santo Domingo e a stabilire una base nel mondo occidentale fu distrutto da una combinazione di febbre gialla e di fiera resistenza capeggiata da Toussaint L'Ouverture. Con le forze dell'Ovest inabilitate, Napoleone capì che non avrebbe potuto difendere la Louisiana e decise di venderla.

Autoincoronazione in Notre-Dame

Louisiana Dopo che Napoleone ebbe allargato la sua influenza alla Svizzera e alla Germania, una disputa su Malta fornì all'Inghilterra il pretesto nel 1803 per dichiarare guerra alla Francia e fornire supporto ai monarchici francesi che a lui si opponevano. Infatti, la notte di Natale del 1800 Napoleone, la moglie e il suo seguito scamparono miracolosamente a un attentato dinamitardo nelle strade di Parigi, mentre si recavano all'Opera. Napoleone ne approfittò per mettere fuori legge i giacobini, molti dei quali vennero esiliati in Guyana, e disperdere i monarchici. Per dare un segnale forte ai Borboni, che ancora complottavano per ritornare sul trono francese, Napoleone fece catturare nel Brabante, sul confine francese, il duca d'Enghien, legato alla famiglia reale esiliata, accusato di cospirazione contro il Primo Console e fucilato poco dopo. Anche il generale Moreau, implicato nel complotto realista, venne giustiziato. Il ministro Talleyrand definì l'assassino del duca d'Enghien più che un delitto, un errore gravissimo. Ormai console a vita, Napoleone era in pratica sovrano assoluto della Francia. Il 18 maggio 1804 il Senato lo proclamò Imperatore dei francesi. Il 2 dicembre dello stesso anno nella Cattedrale di Parigi, Notre Dame, fu celebrata la cerimonia di incoronazione. Le voci che strappasse la corona dalle mani del Papa Pio VII durante la cerimonia per non assoggettarsi all'autorità pontificia, sono apocrife; dopo che le insegne imperiali erano state benedette dal Papa, Napoleone incoronò se stesso prima di incoronare Imperatrice la moglie Josephin Beauharnais (Josephine de Beauharnais). Josephin Beauharnais Successivamente il 26 maggio 1805 nel Duomo di Milano, Napoleone fu incoronato Re d'Italia con la Corona Ferrea, ora custodita al Duomo di Monza. Rinasceva in Francia la monarchia. Ma non era la stessa monarchia rovesciata nel 1792, e privata dei poteri già nel 1789. Napoleone non era "re di Francia e di Navarra per grazia di Dio", come citavano le formule dell'ancién regime, ma "Imperatore dei Francesi per volontà del popolo". Non veniva ricostruita la nobiltà feudale, ma rimanevano i principi di eguaglianza sanciti dalla Rivoluzione francese. Napoleone era l'imperatore rivoluzionario. Il più grande paradosso della storia.

La conquista dell'Europa

Nel 1805 si formò in Europa la terza coalizione contro Napoleone; egli aveva trascorso l'ultimo anno sulle coste della Normandia, a prepare una vasta operazione militare con l'alleanza della Spagna contro l'Inghilterra, ma comprendendo la situazione troppo sfavorevole girò improvvisamente sui tacchi e si mise al comando della Grande Armata, che con marce forzate giunse rapidamente nel cuore dell'Europa per sconfiggere le forze nemiche sul continente. Napoleone aveva fatto bene i suoi conti: il 21 ottobre, infatti, a largo di Trafalgar la flotta francese comandata dal mediocre ammiraglio Villeneuve veniva completamente annientata dagli inglesi al comando di Orazio Nelson, che morì durante la battaglia navale. Svanivano per sempre i sogni di invasione dell'Inghilterra. Le forze austriache, prussiane e russe (sotto il nuovo zar Alessandro I) coalizzate erano numericamente soverchianti. Due i fronti interessati: quello germanico ove Napoleone in persona guidava la Grande Armèe e quello italiano dove Massena guidava l'Armeè d'Italie. A nulla valsero la resa del generale nemico Mack ad Ulm (20 ottobre), la battaglia di Caldiero (30 ottobre) e la conquista di Vienna da parte di Gioacchino Murat: il grosso dell'esercito nemico rimaneva infatti intatto. Il 2 dicembre 1805, tuttavia, anniversario della sua incoronazione, Napoleone mise fine alla terza coalizione nella battaglia di Austerlitz. Rimasta nella storia come il suo capolavoro strategico, con la battaglia di Austerlitz Napoleone divenne padrone dell'Europa. Quando tornerete a casa, vi basterà dire "Io ero con lui nella battaglia di Austerlitz", e poi racconterete che in meno di quattro ore abbiamo battuto e disperso un esercito di 100.000 uomini comandato dagli imperatori di Russia ed Austria. Il giorno dopo, i sovrani d'Europa chiesero la pace. L'Austria perdeva anche Venezia, che veniva unita al regno d'Italia, e perdeva ogni controllo sulla Germania, che ora si ricostruiva come Confederazione del Reno, primo seme dell'unità tedesca sotto il controllo diretto di Napoleone. L'anno seguente, Napoleone umiliò la Prussia nella Battaglia di Jena (14 ottobre 1806). Cadeva così l'ultima resistenza al suo potere. Si racconta che, dopo aver appreso di Austerlitz, il primo ministro inglese William Pitt avesse chiesto a una nipote di arrotolare la carta dell'Europa esposta in un corridoio di casa. Non ci servirà per i prossimi sette anni. Anche l'Inghilterra riconosceva l'ineluttabile conquista dell'Europa. La quarta coalizione, comandata dalla Prussia, veniva sconfitta il 14 giugno 1807 sulle gelide pianure di Friedland, dopo i rovesci alterni della sanguinosissima battaglia di Eylau: lo zar Alessandro I fu costretto a firmare la pace, nell'incontro di Tillsit. L'Europa venne durante quell'incontro ufficiosamente divisa in zone d'influenza. Quella occidentale sotto Napoleone, quella orientale sotto lo zar. Rimaneva aperta la questione della Polonia, che Napoleone voleva rendere indipendente, contrariamente allo zar. In Polonia, Napoleone aveva incontrato un'ardente giovane nobile, Maria Waleska, che divenne sua amante e lo inconterà parecchie volte durante la sua caduta in disgrazia. Il 7 maggio 1809 Napoleone ordinò l'annessione all'Impero francese dello Stato Pontificio.

Il blocco continentale e la conquista della Spagna

Per mettere in ginocchio l'Inghilterra, unica potenza ufficialmente ancora in armi contro la Francia, Napoleone decretò il 21 novembre 1806 il blocco continentale delle merci. In pratica, tutti porti europei sarebbero rimasti chiusi alle navi inglesi e non vi sarebbe stato alcun scambio commerciale con l'Inghilterra: né importazioni, né esportazioni. Effettivamente l'Inghilterra subì notevoli disagi economici, ma peggiori effetti ebbe l'Europa: la Francia perse molto nel commercio, benché l'industria ne fu potenziata e in campo agricolo furono introdotti nuovi alimenti (il più importante fu la barbabietola da zucchero). Il fallimento del blocco fu dovuto al fatto che molti paesi europei non vi aderirono completamente, continuando ad avere scambi col nemico: per tale motivo, Napoleone per colpire il Portogallo che aveva aperto i porti invase la Spagna, mentre più tardi l'uscita dal blocco della Russia costringerà Napoleone ad imbarcarsi in una campagna catastrofica. PortogalloNel 1808, sfruttando un diverbio nella famiglia reale spagnola tra il re Carlo IV e il figlio, il principe delle Asturie Ferdinando, Napoleone costrinse entrambi ad abdicare ed annetté la Spagna all'Impero. Le truppe francesi conquistavano intanto il Portogallo, ma la situazione divenne presto problematica. Gli inglesi, infatti, sbarcarono in Portogallo truppe al comando del generale Arthur Wellesley duca di Wellington, che liberò il Portogallo e rese difficile la campagna in Spagna. Qui, infatti, la popolazione era insorta contro l'occupazione francese e aveva iniziato una durissima guerriglia che mise in gionicchio l'esercito occupante costringendo il re Giuseppe alla fuga e l'intervento diretto di Napoleone. Il 4 dicembre Madrid si arrendeva all'imperatore, ma la Spagna rimase una spina nel fianco poiché Napoleone fu raggiunto dalle notizie della nascita di una nuova coalizione. Tra il 5 e il 6 luglio 1809 Napoleone sconfisse la quinta coalizione a Wagram, dopo aver occupato Vienna e il palazzo di Schönbrunn. L'Austria subì pesantissime condizioni di pace: ilTrentino-Alto Adige, la Baviera, l'Istria e la Dalmazia furono perse. L'indennizzo di guerra fu enorme. Ma la sconfitta del nemico fu definitiva.

La nuova Europa di Napoleone

Nel 1810, l'Europa era definitivamente ridisegnata secondo il volere napoleonico. I territori sotto il diretto controllo francese si erano espansi ben oltre i tradizionali confini pre-1789; il resto degli stati europei erano o suoi satelliti o suoi alleati. Il regno d'Italia era nominalmente governato da Napoleone, ma retto dal viceré Eugenio Beauharnais (figlio della moglie Josephin); la repubblica di Lucca, e quindi buona parte della Toscana, era governata dalla sorella Elisa, andata in sposa al principe Felice Baciocchi; alla sorella Paolina Bonaparte, sposata col principe Borghese, andò il ducato di Guastalla, poi ceduto al regno d'Italia; il fratello maggiore Giuseppe riceveva il trono di Spagna; il fratello Luigi riceveva il trono d'Olanda, dopo aver sposato Hortense Beauharnais, figlia della moglie Josephin; il fratello Gerolamo ebbe il regno di Westfalia; il generale Gioacchino Murat, poi maresciallo dell'Impero, ebbe il regno di Napoli, dopo aver sposato la sorella di Napoleone, Carolina; il maresciallo Bernadotte ebbe il trono di Svezia, ma ben presto tradì il suo ex padrone entrando nella coalizione che lo avrebbe detronizzato (aveva, tra l'altro, sposato Desirée, prima fiamma di Napoleone). La Confederazione del Reno era virtualmente sotto il controllo diretto di Napoleone. Dopo la pace di Schönbrunn, Napoleone e l'austriaco Metternich si erano accordati per un matrimonio di Stato. Il 14 dicembre 1809, Napoleone divorziò da Josephin Beauharnais, la moglie certo infedele ma amatissima: i due rimasero sempre legati fino alla morte di questa, durante l'esilio napoleonico all'Elba. Il 1 aprile 1810 Napoleone sposò la figlia dell'imperatore d'Austria, Maria Luisa di Asburgo. Ora l'Austria era legata a Napoleone da un matrimonio, il che portava alla creazione di un'alleanza pressoché indissolubile. Non avendo avuto figli dalla prima moglie Josephin, Napoleone riuscì ad avere un erede legittimo da Maria Luisa, che nacque dopo un parto difficile il 20 marzo 1811: l'erede dell'Impero, Napoleone Francesco, detto il re di Roma, non sarebbe in realtà mai salito al trono, ma morì a soli 21 anni nel 1832.

Campagna di Russia

Alessandro I di Russia aveva cominciato a temere Napoleone e rifiutò di collaborare con lui riguardo il blocco continentale. Questa fu la principale causa che spinse Napoleone ad invadere la Russia nel 1812, con ben 600.000 uomini, solo un terzo dei quali francesi. I Russi, comandati da Kutuzov, decisero la tattica della ritirata piuttosto che scontrarsi contro il preponderante esercito napoleonico. Il 12 settembre nei dintorni di Mosca ebbe luogo la Battaglia di Borodino. I Russi, sconfitti, ripiegarono e Napoleone entrò a Mosca, immaginando che Alessandro avrebbe negoziato la pace. Stabilitosi nel Cremlino, Napoleone non poteva immaginare che la città completamente vuota nascondesse in realtà un'insidia: nella notte, Mosca bruciò, essendo state appiccate le fiamme da alcuni russi nascosti nelle case. Napoleone fu costretto ad iniziare la ritirata, dopo aver dato ordine di far saltare il Cremlino che solo per una miracolosa pioggia fu salvato. Cremlino La Grande Armata francese soffrì gravi perdite nel corso della rovinosa ritirata; la spedizione era iniziata con circa 600.000 uomini, ma alla fine nel dicembre 1812 poco più di 10.000 riuscirono a mettersi in salvo. Tra il 25 e il 29 novembre, infatti, i resti dell'armata, distrutta dal grande freddo (il "generale inverno") vennero in gran parte annientati dai russi durante il passaggio della Beresina. Intanto, Napoleone era stato raggiunto dalla notizia che a Parigi il generale Malet aveva diffuso la notizia della morte dell'imperatore e tentato un colpo di Stato. Angosciato delle notizie di tradimento (Talleyrand e Fouché stavano ormai tramando col nemico), Napoleone abbandonò precipitosamente la Russia lasciando il comando a Gioacchino Murat e ad Eugenio Beauharnais e tornando nella capitale, dove iniziava a ricostruire un nuovo esercito di 400.000 uomini, in realtà giovanissimi e male addestrati. Le potenze europee, consce dell'atroce disfatta di Russia, sollevarono la testa e formarono una nuova coalizione.

La sconfitta di Lipsia, l'abdicazione e l'esilio all'Elba

La prima a unirsi alla vittoriosa Russia fu la Prussia che, abbandonando l'alleanza con Napoleone, si schierò a fianco dell'Inghilterra. Era la settima coalizione. Napoleone non si fece cogliere impreparato, e sconfisse i prussiani prima a Lutzen e poi a Bautzen nel maggio 1813. Ma l'insidia più grande era l'Austria, la quale - sempre non rispettosa dei patti - era pronta a scavalcare anche un matrimonio di Stato come quello di Napoleone con Maria Luisa pur di sconfiggere l'odiato nemico. Nel corso di un memorabile e burrascoso incontro bilaterale a Dresda, Napoleone e Metternich non riuscirono a giungere ad un accordo, e il 12 agosto l'Austria si univa alla coalizione antifrancese. Dopo un'ultima vittoria francese proprio a Dresda, le forze napoleoniche si scontrarono con gli eserciti congiunti di Austria, Russia, Prussia e Svezia (quest'ultima comandata dall'ex maresciallo francese Bernadotte) nella battaglia di Lipsia, detta "battaglia delle Nazioni" perché vi parteciparono eserciti di tutta Europa. L'inesperto esercito francese, formato in gran parte da novellini, la defezione dei contingenti tedeschi e le soverchianti forze nemiche furono i fattori che determinarono la sconfitta di Napoleone a Lipsia. L'esercito francese fu costretto ad una rovinosa ritirata per la Germania in piena insurrezione contro l'occupazione napoleonica, mentre anche l'Olanda si rivoltava e la Spagna era ormai persa. Rientrato precipitosamente a Parigi, Napoleone doveva subire ora l'insubordinazione di tutti i corpi politici: le camere denunciarono solo ora la sua tirannia, la nuova nobiltà da lui creata gli girò le spalle, il popolo ormai stanco della guerra rimase freddo, i marescialli dell'Impero cominciarono a defezionare: tra i principali, Gioacchino Murat che passò al nemico per conservare il regno di Napoli. Il giorno di Natale del 1813 la Francia veniva invasa dagli eserciti della coalizione. Un mese dopo, consegnato al fratello Giuseppe il controllo di Parigi e alla moglie Maria Luisa la reggenza, salutato il piccolo figlio che non avrebbe mai più rivisto, Napoleone si metteva al comando di un esercito di 60.000 uomini della Vecchia guardia, i veterani di cento battaglie. Per due mesi, Napoleone tenne testa al nemico in quella che sarà definita la sua campagna più brillante, vincendo a Brienne (proprio dove aveva studiato l'arte militare), a Champaubert, Montmirail, Chateau Thierry, Vauchamps, Mormant, Villeneuve, Montreau. Battuto tuttavia infine dalle forze prussiane di Blücher e da quella austriache, egli corse verso Parigi pronto a una difesa sotto le mura: era troppo tardi, poiché Giuseppe aveva capitolato e il nemico vi era entrato vittorioso il 31 marzo. Napoleone ripiegò su Fontainebleau. Fontainebleau A Fontainebleau Napoleone passò i giorni più tremendi. Gli giunse notizia che il nemico aveva rigettato la sua proposta di pace che stabiliva il ritorno ai "confini naturali" della Francia. Lo zar Alessandro gli impose l'abdicazione. Egli, dopo aver più volte tentennato, decise di abdicare in favore del figlio e della reggenza di Maria Luisa. Ma il nemico decise per un abdicazione totale, poiché Talleyrand aveva già preso accordi per restaurare sul trono i Borboni. Napoleone, indignato, minacciò di rimettersi alla testa dei suoi eserciti e marciare su Parigi, ma i marescialli lo costrinsero a cedere. L'abdicazione divenne effettiva il 6 aprile. Il 12, Napoleone ingerì una forte dose di veleno ma miracolosamente si salvò. Dopo un memorabile addio alla Vecchia guardia, Napoleone subì il dramma della fuga per la Francia sollevata contro di lui, ed egli fu costretto ad indossare un'uniforme austriaca per non finire linciato dalla folla. Imbarcatosi precipitosamente su un bastimento inglese, il 4 maggio 1814 sbarcò all'isola d'Elba, dove il nemico aveva deciso di esiliarlo, pur riconoscendogli la sovranità sull'isola e il titolo di Imperatore. Stabilitosi a Portoferraio, Napoleone nei dieci mesi di esilio non rimase inoperoso ma costruì infrastrutture, miniere, strade, difese, mentre il Congresso di Vienna che doveva disegnare la nuova Europa della Restaurazione ipotizzava di esiliarlo nell'oceano.

I "Cento giorni"

Pur impegnato nei lavori sull'Elba, Napoleone continuava a ricevere notizie della situazione francese. Il nuovo sovrano, Luigi XVIII, borbone, era inviso alla popolazione: nel solco della Reastaurazione, Luigi stava lentamente smantellando tutte le conquiste della Rivoluzione legittimate da Napoleone. Queste notizie, aggiunte alla voce ormai certa che i nemici fossero prossimi a trasferirlo lontano dall'Europa, portarono Napoleone ad agire. Imbarcatosi in gran segreto con uno sparuto gruppo di granatieri su un bastimento, l'imperatore eluse la sorveglianza inglese e il 1 marzo 1815 sbarcò in Francia nel golfo di Cannes. Iniziavano i leggendari 'cento giorni'. La popolazione lo accolse con un entusiasmo soprendente, e gli eserciti inviatigli contro da Luigi invece di fermarlo si unirono a lui. Il maresciallo Ney, che Napoleone stesso aveva definito "il più prode dei prodi" dopo le sue eroiche imprese nella ritirata di Russia, giurò allora al sovrano borbone che avrebbe condotto Napoleone a Parigi "in una gabbia di ferro". Giunto davanti a lui, non resistette al vecchio padrone e senza sparare un colpo crollò tra le sue braccia. Il 20 marzo Napoleone entrò trionfalmente a Parigi, mentre Luigi era fuggito in gran fretta sotto suggerimento del sordido Talleyrand, il quale al Congresso di Vienna spinse le teste coronate a riprendere la spada contro il despota. Riorganizzato in gran fretta l'esercito, Napoleone chiese in tutti i modi ai nemici nuovamente coalizzatisi una pace alla sola condizione di mantenere il trono di Francia: non venne ascoltato. Intanto, in campo politico l'imperatore aveva ben compreso i limiti del suo governo precedente ed aveva promulgato una costituzione maggiormente liberale, ritornando più fedelmente ai principi del 1789. Per evitare una nuova invasione del suolo patrio, Napoleone fece la prima mossa e giunse quasi alle porte di Bruxelles, battendo Blucher a Ligny. Il 18 giugno 1815 si combatté la battaglia di Waterloo. Il piano strategico di Napoleone venne mandato all'aria dall'inefficienza dei suoi marescialli, principalmente Grouchy, il quale era stato inviato a distruggere la colonna prussiana ma in pratica svanì nel nulla; le forze inglesi di Wellington, unitesi con quelle prussiane, batterono i francesi. Napoleone tentennò a impiegare la Vecchia guardia, firmando la sua disfatta. Ultimo ad arrendersi, il generale Cambronne, all'imposizione di resa degli inglesi, rispose semplicemente Merde. Napoleone schierò le sue forze in quadrati e iniziò una lenta e ordinata ma drammatica ritirata. Wellington è un pessimo generale. Stasera ceneremo a Bruxelles, aveva dichiarato la mattina della battaglia. In serata, l'imperatore era sulla strada di ritorno per Parigi con nel cuore la certezza della fine di ogni suo sogno. Impostagli dalla camera la nuova abdicazione (Avrei dovuto farli impiccare tutti, sbottò Napoleone), egli dichiarò di immolarsi in olocausto per la Francia e chiese che venisse rispettata la sua volontà di porre sul trono all'età giusta suo figlio Napoleone II. Invano. Le forze nemiche entrarono brutalmente a Parigi e restaurarono Luigi XVIII. Napoleone si rifugiò alla Malmaison, la vecchia casa dove aveva abitato con la moglie Josephin morta da poco. La sua intenzione era di fuggire negli Stati Uniti, ma rifiutò di trasvestirsi perché ciò avrebbe infamato il suo onore. Invece, con un gesto storico, il 15 luglio 1815 Napoleone si arrese a bordo della nave inglese Bellerofonte. Chiese di essere deportato in Inghilterra, ma invece i nemici avevano già deciso l'esilio a Sant'Elena, piccola isola nel mezzo dell'Oceano atlantico.

L'esilio a Sant'Elena e la morte

Oceano atlanticoIl 16 ottobre 1815 un bastimento inglese giunge a Sant'Elena col prezioso carico. Ivi, con un piccolo seguito di fedelissimi, Napoleone dettò le sue memorie ed espresse il suo disprezzo per gli Inglesi, personificati nell'odiosa figura del 'carceriere' di Napoleone sir Hudson Lowe. Egli dettò al conte di Las Cases il Memoriale di Sant'Elena, una delle più grandi opere letterarie della storia e l'opera in cui appare nella sua fulgida grandezza e verità la figura e il senso ultimo di Napoleone. Nella seconda metà dell'aprile del 1821, lui stesso scrisse le sue ultime volontà e molte note a margine (per un totale di 40 pagine). I dolori allo stomaco di cui già soffriva da tempo, acuitisi nel clima inospitale dell'isola e dal duro regime inglese, lo condussero alla morte il 5 maggio 1821: poco dopo aver appreso la notizia Alessandro Manzoni scrisse la famosa ode Il cinque maggio, che ebbe una forte eco in tutta Europa e che fu tradotta in tedesco da Johann Wolfgang Goethe. Fu vera gloria?, egli si chiese. Ai posteri l'ardua sentenza: nui chiniam la fronte al Massimo Fattor, che volle in lui del creator suo spirito più vasta orma stampar. Le ultime parole di Napoleone furono: "Francia, esercito, Giuseppina" (France, les Armée, Josephine): i tre più grandi amori della sua vita. Egli chiese di essere seppellito sulle sponde della Senna, ma fu invece seppellito a Sant'Elena. Nel 1840 i suoi resti furono trasportati in Francia e inumati all'Hôpital des Invalides a Parigi. Nove anni dopo la morte di Napoleone, i Borboni furono cacciati. La statua dell'imperatore venne restaurata sulla colonna di Place Vendome. Quando Gerolamo Bonaparte portò la notizia a Letizia, la vecchia madre ormai inferma, essa si rianimò e cercò con gli occhi il busto del figlio: L'imperatore è tornato a Parigi, sussurrò.

Teorie sulla causa della morte

La causa della morte di Napoleone non è certa. La versione ufficiale parla di morte dovuta ad un tumore allo stomaco, come risultò dall'autopsia. Lo stesso padre di Napoleone morì per la stessa malattia. Ci sono anche varie teorie che sostengono la tesi del lento avvelenamento con l'arsenico. Infine secondo un'altra teoria furono i medici di Napoleone a causarne la morte: a causa del tumore allo stomaco cercavano di alleviargli i dolori sottoponendolo a clisteri giornalieri e gli somministravano sostanze varie per farlo vomitare. Queste cure privarono l'organismo di Napoleone di potassio, avendo come risultato una grave forma di tachicardia che lo uccise. Nel 1955 furono pubblicati i diari di Louis Marchand, cameriere di Napoleone. La sua descrizione negli ultimi mesi prima della morte porta alcuni alla conclusione che sia stato avvelenato con l'arsenico. L'arsenico a quel tempo era talvolta utilizzato come veleno ed era difficilmente rilevabile se somministrato per un lungo periodo di tempo. Nel 2001 Pascal Kintz dell'Istituto di medicina legale di Strasburgo aggiunse credibilità a questa ipotesi con uno studio sul livello di arsenico da sette a ventotto volte superiore al livello normale trovato in una ciocca di capelli di Napoleone conservata dopo la sua morte. Analisi più recenti sulla rivista Science et Vie mostrarono che una simile concentrazione di arsenico era presente in campioni di capelli di Napoleone presi nel 1805, 1814 e 1821. L'investigatore incaricato (Ivan Ricordel, responsabile di tossicologia della Polizia di Parigi), stabilì che se l'arsenico fosse stata la causa della morte, sarebbe dovuto morire anni prima. L'arsenico era del resto usato in molte carte da parati (per il colore verde) e spesso in qualche medicina, sicché il gruppo sostenne che facilmente la fonte poteva essere qualche lozione per i capelli.

Bibliografia

In italiano ed attualmente reperibili sono i seguenti volumi:
- Luigi Mascilli Migliorini, Napoleone, ed. Salerno, 2001
- Georges Lefebvre, Napoleone, ed. Laterza, 2003
- Emil Ludwig, Napoleone. Voleva dominare il mondo ma fu sconfitto... Ma oggi tutti lo ricordano, mentre il nome dei vincitori è caduto nell'oblio, ed. BUR, 2000
- Alexandre Dumas (padre), Napoleone, ed. Newton & Compton 2002 Di queste biografie, le ultime due sono le più romanzate e piacevoli nella lettura, le prime due invece scritte con piglio storiografico danno una lettura obiettiva del personaggio.
- David G. Chandler, Le Campagne di Napoleone, ed. BUR, 1992
- David G. Chandler, I marescialli di Napoleone, ed. BUR, 1996 Questi due volumi, scritti da uno dei più importanti esperti militari del periodo napoleonico, offrono una chiara comprensione del suo genio tattico.
- Emmanuel de Las Cases, Il memoriale di Sant'Elena, ed. BUR, a cura di Luigi Mascilli Migliorini, 2 voll., 2004
- Napoleone Bonaparte, Autobiografia, ed. Arnoldo Mondadori Editore, 1994
- Napoleone Bonaparte, Aforismi politici, pensieri morali e massime sulla guerra, ed. Newton & Compton, 2002 Queste ultime opere fanno parlare Napoleone stesso. Principale resta il Memoriale, la vera autobiografia napoleonica, mentre le ultime due sono raccolte di frasi, lettere, proclami.

Filmografia

Di seguito sono citati i film che hanno avuto per soggetto il personaggio di Napoleone Bonaparte e che sono reperibili in lingua italiana.
- 1927 - Napoléon di Abel Gance con Albert Dieudonné (Francia) - storia di Napoleone dalla fanciullezza alla campagna d'Italia del 1796, in 235', prima parte di un ciclo mai realizzato.
- 1935 - Campo di maggio di Giovacchino Forzano con Corrado Racca (Italia) - Dall'esilio a Sant'Elena, Napoleone rievoca i Cento Giorni e Waterloo, in 103'.
- 1943 - Sant'Elena, piccola isola di Renato Simoni con Ruggero Ruggeri (Italia) - La storia dell'esilio dell'imperatore a Sant'Elena, in 82'.
- 1952 - Napoleone di Carlo Borghesio con Renato Rascel (Italia) - commedia parodistica in cui il busto di Napoleone racconta le sue gesta a quello di Giulio Cesare, in 90'.
- 1954 - Désirée di Henry Koster con Marlon Brando (USA) - La tormentata vicenda d'amore tra Napoleone e la sua fiamma Désirée, conclusa col matrimonio con Giuseppina, in 110'.
- 1954 - Napoleone Bonaparte di Sacha Guitry con Daniel Gélin e Raymond Pellegrin (Francia-Italia) - la storia completa di Napoleone dalla nascita alla morte racconta da Talleyrand ai suoi amici, in 180'.
- 1960 - Napoleone ad Austerlitz di Abel Gance con Pierre Mondy (Francia-Italia-Jugoslavia) - Napoleone dall'incoronazione alla battaglia di Austerlitz, in 170'.
- 1970 - Waterloo di Sergej Bondarčuk con Rod Steiger (URSS-Italia) - I Cento Giorni e la battaglia di Waterloo (forse la più lunga nella storia del cinema) in 135' - quattro ore in originale.
- 2002 - Napoléon di Yves Simoneau con Christian Clavier (Francia, Germania, Italia, Canada, USA) - produzione televisiva in quattro puntate tratta dal ciclo di Max Gallo con Isabella Rossellini, Gerard Depardieu e John Malkovich

15 agosto

Il 15 agosto è il 227° giorno del
Calendario Gregoriano (il 228° negli anni bisestili). Mancano 138 giorni alla fine dell'anno.

Eventi


- 927 - I saraceni guidati dallo slavo Sabir distruggono la città di Taranto, deportandone come schiavi in Africa tutti i sopravvissuti.
- 1517 - Primo legame europeo con la Cina: sette vascelli armati portoghesi, comandati da Fernao Pires de Andrade incontrano degli ufficiali cinesi sull'estuario del Fiume delle perle.
- 1519 - Fondazione della Città di Panama.
- 1535 - Fondazione di Asuncion (Paraguay).
- 1620 - La Mayflower salpa da Southampton (Inghilterra).
- 1877 - Thomas Edison effettua la prima registrazione sonora - "Mary Had a Little Lamb".
- 1914 - Il Canale di Panama apre al traffico.
- 1944 - Forze alleate sbarcano nel sud della Francia (Operazione Incudine)
- 1944 - A Bovegno (BS) i nazifascisti assassinano 14 persone.
- 1945 - La Corea viene liberata dopo che il governo dell'Impero giapponese accetta i termini si resa degli alleati.
- 1948 - La Repubblica di Corea viene stabilita a sud del 38° parallelo.
- 1960 - La Repubblica del Congo (Brazzaville) dichiara l'indipendenza dalla Francia.
- 1969 - Primo giorno del Festival di Woodstock.
- 1971 - Il Presidente statunitense Richard Nixon pone fine alla convertibilità del dollaro statunitense con l'oro.
- 1973 - Cessano i bombardamenti statunitensi della Cambogia.
- 1974 - Yook Young-soo, first lady della Corea del Sud, viene assassinata nel corso di un tentativo di uccisione del presidente sudcoreano Park Chung-hee, da parte di una spia nordcoreana, durante la cerimonia dell'anniversario del giorno della liberazione.
- 1975 - Colpo di stato militare in Bangladesh
- 1994 - Ilich Ramirez Sanchez, il terrorista noto come "Carlos", viene catturato.
- 1998 - Attentato terroristico ad Omagh in Irlanda del Nord.

Nati


- 1171 - Re Alfonso IX di Leon, fondatore Universita' di Salamanca
- 1195 - Sant'Antonio da Padova (Fernando Bouillon, santo nato a Lisbona [dagger; 1231]
- 1769 - Napoleone Bonaparte, imperatore di Francia († 1821)
- 1785 - Thomas De Quincey, scrittore († 1859)
- 1858 - Edith Nesbit, scrittrice († 1924)
- 1866 - Italo Santelli, maestro di scherma italiano († 1945)
- 1867 - Anathon Aall, filosofo norvegese
- 1872 - Shri Aurobindo, scrittore, nazionalista, filosofo e guru († 1950)
- 1879 - Ethel Barrymore, attrice († 1959)
- 1887 - Edna Ferber, scrittrice († 1968)
- 1883 - Ivan Meštrović, scultore croato († 1962)
- 1893 - Leslie Comrie, astronomo e pioniere dell'informatica († 1950)
- 1896 - Leon Theremin, inventore del theremin
- 1912
  - Julia Child, cuoca, scrittrice
  - Dama Wendy Hiller, attrice
- 1919 - Huntz Hall, attore († 1999)
- 1923 - Rose Marie, attrice
- 1924 - Robert Bolt, sceneggiatore († 1995)
- 1925
  - Oscar Peterson, pianista jazz canadese
  - Mike Connors, attore
- 1928 - Nicolas Roeg, regista
- 1934 - Nino Ferrer, cantante italiano
- 1935 - Vernon Jordan Jr., consigliere presidenziale statunitense
- 1937 - Raoul Casadei, musicista italiano, orchestrale
- 1938 - Janusz A. Zajdel, scrittore di fantascienza polacco
- 1943 - Barbara Bouchet, attrice
- 1944 - Linda Ellerbee, giornalista
- 1944 - Gianfranco Ferre', stilista italiano
- 1944 - Bruno Oliviero, fotografo italiano
- 1946 - Jimmy Webb, musicista, compositore
- 1949 - Richard Deacon, scultore
- 1950 - Principessa Anna d'Inghilterra
- 1963 - Fabio Canino, attore italiano
- 1968 - Debra Messing, attrice
- 1969 - Robertson Frizero Barros, scrittore e poeta brasiliano
- 1972 - Ben Affleck, attore
- 1974 - Natasha Henstridge, attrice
- 1977 - Igor Cassina, ginnasta italiano
- 1979 - Catello Amarante, canottiere italiano

Morti


- 778 - Rolando, condottiero Franco
- 1057 - Re Macbeth I di Scozia
- 1799 - Giuseppe Parini, poeta italiano
- 1907 - Joseph Joachim, violinista
- 1935
  - Wiley Post, aviatore
  - Will Rogers, umorista e attore
- 1936 - Grazia Deledda, scrittrice italiana
- 1951 - Artur Schnabel, pianista
- 1959 - Blind Willie McTell, cantante blues
- 1962 - Lei Feng, eminente soldato dell'Esercito di Liberazione Popolare
- 1967 - René Magritte, pittore surrealista
- 1971 - Paul Lukas, attore vincitore del Premio Oscar
- 1974 - Yook Young-soo, first lady della Corea del Sud
- 1975
  - Clay Shaw, investigatore sul caso dell'assassinio di John F. Kennedy
  - Sheikh Mujib, presidente del Bangladesh
- 1992 - Tony Williams, cantante dei Platters
- 1995 - John Cameron Swayze, giornalista
- 1999 - Sir Hugh Casson, architetto, artista
- 2004 - Kirk McCarthy, campione di motociclismo

Feste e ricorrenze

Nazionali


- Corea - Giorno della liberazione
- India - Giorno dell'indipendenza

Religiose


- Cattolicesimo - Festa dell'Assunzione di Maria, la madre di Gesù. Giorno festivo in: Austria, Belgio, Camerun, Cipro, Costa d'Avorio, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Malta, Polonia, Portogallo, Slovenia, Spagna. Santi cattolici:
- Santa Gioconda di Roma, vergine e martire
- San Manuel Morales, martire Messicano
- San Simpliciano
- Santo Stanislao Kostka
- San Tarsicio di Roma, martire

Laiche

15 ja:8月15日 ko:8월 15일 ms:15 Ogos simple:August 15 th:15 สิงหาคม

1769

Eventi

Nati


- 15 agosto - Napoleone Bonaparte, imperatore di Francia († 1821)

Morti


- Antonio Genovesi, filosofo, matematico ed economista italiano 069 ko:1769년 ms:1769 simple:1769 th:พ.ศ. 2312

1821

Eventi


- La Spagna riconosce l'indipendenza del Messico (che l'aveva dichiarata 11 anni prima)

Nati


- 10 febbraio - Roma, Roberto Bompiani, pittore italiano
- 27 febbraio - Cristoforo Bonavino, sacerdote, scrittore, teologo e filosofo italiano († 1895)
- 11 marzo - Churchill Babington, archeologo inglese († 1889)
- 9 aprile - Charles Baudelaire, poeta francese
- 16 aprile - Ford Madox Brown, pittore inglese († 1893)
- 16 maggio - Pafnuti Cebicev, matematico russo
- 30 ottobre - Fëdor Mikhailovič Dostoevskij, scrittore russo
- 8 novembre - Thomas Bateman, antiquario e archeologo britannico († 1861)
- 13 dicembre - Gustave Flaubert, scrittore francese
- 12 ottobre - Eugenio Barsanti, inventore italiano († 1864)

Morti


- 5 maggio: Sant'Elena - Napoleone Bonaparte, imperatore di Francia 021 ko:1821년 ms:1821 simple:1821 th:พ.ศ. 2364

Dittatore

Dittatore viene definito colui che esercita una dittatura governando egemonicamente. Spesso questa figura è assimilata a quella del tiranno o del despota. Per giungere al potere un dittatore, o futuro tale, può servirsi della semplice propaganda, oppure di moti di piazza o persecuzioni, fino a giungere ad una rivoluzione attraverso un colpo di stato (golpe o putsch nel linguaggio internazionale) che può essere cruento o incruento. Sulla base di eventi documentati o, comunque, accertati storicamente - e secondo il pensiero comune - questi sono stati, nel tempo, i principali personaggi che è possibile indicare come dittatori:

Epoca antica

Nell'antica Roma repubblicana il dictator era un magistrato straordinario che, in tempi di eccezionale pericolo per la patria, era investito di pieni poteri per sei mesi e con garanzie particolari atte ad impedire una perpetuazione del suo potere. A questa accezione del termine fece riferimento Giuseppe Garibaldi nel 1860 quando si proclamò Dittatore delle Due Sicilie.

Epoca medievale

Epoca Moderna

Storia contemporanea

Voci correlate


- Tirannia
- Egemonia
- Dittatore romano
- Stime delle vittime delle principali dittature del mondo

Collegamenti esterni


- [http://www.dictatorofthemonth.com Dittatore del mese - Biografia e gallerie di fotografie di dittatori dal 1900] (in inglese e tedesco) ja:独裁者

Francia

La Francia o Repubblica francese (in francese, France o République française) è una nazione dell'Europa Occidentale, confinante con Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Italia, Monaco, Andorra, e Spagna. È uno dei membri fondatori dell'Unione Europea.

Storia

I confini della Francia moderna coincidono molto con quelli dell'antico territorio della Gallia, abitata dai Galli, una popolazione celtica. I Galli vennero sottomessi nel I secolo AC dai Romani, con i quali si fusero adottandone linguaggio e cultura. Anche il Cristianesimo mise radici, nel II e III secolo DC. Le frontiere orientali della Gallia, lungo il Reno, vennero invase dalle tribú germaniche nel IV secolo, principalmente dai Franchi, dai quali deriva l'antico nome di "Francie", il nome moderno, "Francia" deriva dal nome del dominio feudale dei Re Capetingi di Francia, attorno a Parigi (vedi Île-de-France). Anche se la monarchia francese viene spesso datata al V secolo, l'esistenza continua della Francia come entità a se stante inizia con il IX secolo e la divisione dell'Impero Franco di Carlomagno in una parte orientale e una occidentale. La parte orientale può essere vista come l'inizio di quella che oggi è la Germania, quella occidentale come la Francia. I discendenti di Carlomagno governarono la Francia fino al 987, quando Ugo Capeto, Duca di Francia e Conte di Parigi, venne incoronato Re di Francia. I suoi discendenti iniziarono la dinastia dei Capetingi, che governò la Francia fino al 1792, quando la rivoluzione Francese fondò una Repubblica, in un periodo di cambiamenti sempre piú radicali che iniziò nel 1789. Napoleone Bonaparte prese il controllo della Repubblica nel 1799, autoproclamandosi Imperatore. Le sue armate si impegnarono in diverse guerre attraverso l'Europa, conquistarono molte nazioni e fondarono nuovi regni, guidati dai familiari di Napoleone. A seguito della sua sconfitta nel 1815, la monarchia venne restaurata in Francia, per essere successivamente abolita legislativamente e sostituita dalla Seconda Repubblica francese. La Seconda Repubblica finí quando il nipote del primo Imperatore, Luigi Napoleone Bonaparte, venne eletto Presidente e proclamò un Secondo Impero. Meno ambizioso dello zio, il secondo Napoleone venne anch'egli spodestato, e la Repubblica tornò per la terza volta. Anche se vincitrice nella prima e nella seconda guerra mondiale, la Francia soffrí gravi perdite in termini di vite, impero, benessere, forza lavoro e grado di nazione dominante. Dal 1958, ha costruito una democrazia presidenziale (nota come Quinta Repubblica) che non ha ceduto alle instabilità sperimentate nei precedenti regimi parlamentari. Negli ultimi decenni, la riconciliazione e la cooperazione della Francia con la Germania si è rivelata centrale per l'integrazione economica dell'Europa, compresa l'introduzione dell'Euro nel gennaio 1999. Oggi, la Francia è in prima fila tra gli stati europei che cercano di sfruttare lo slancio dato dall'unione monetaria per portare avanti la creazione d'un apparato politico, di difesa e di sicurezza europeo piú unificato ed efficace. La Francia è anche uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Politica

La costituzione della Quinta Repubblica venne approvata tramite referendum il 28 settembre 1958. Essa rafforzava fortemente l'autorità dell'esecutivo in relazione al Parlamento. In base alla costituzione, il Presidente viene eletto direttamente per un mandato di 5 anni (in origine 7 anni). L'arbitraggio presidenziale assicura il regolare funzionamento dei poteri pubblici e la continuità dello stato. Il Presidente nomina il Primo Ministro, presiede il gabinetto, comanda le forze armate e conclude i trattati. L'Assemblea Nazionale (Assemblée Nationale) è il principale corpo legislativo. I suoi deputati sono eletti direttamente con mandato di 5 anni, tutti i seggi vengono votati ad ogni elezione. I senatori vengono scelti da un collegio elettorale per un mandato di 6 anni (prima 9 anni), e un terzo del senato viene rinnovato ogni 2 anni (prima ogni 3). Il potere legislativo del Senato è limitato; l'Assemblea Nazionale ha l'ultima parola in caso di disaccordo tra le due camere. Il governo ha una forte influenza sulla stesura dell'ordine del giorno del Parlamento. Vedi anche:
- Costituzione francese
- Elenco di monarchi francesi
- Capi di stato francesi
- Elenco di Primi Ministri della Francia
- Elenco di Ministri degli Esteri della Francia

Divisioni amministrative

La Francia è divisa in 26 regioni (in francese: région), che sono ulteriormente suddivise in 100 dipartimenti (in francese départements). I dipartimenti sono numerati (principalmente in ordine alfabetico) e i numeri vengono usati ad esempio per i codici postali o le targhe automobilistiche. Tra parentesi sono indicati i capoluoghi. dipartimenti I dipartimenti sono ulteriormente suddivisi in 342 zone (in francese arrondissements). I dipartimenti d'oltremare sono ex-colonie che ora godono d'uno status simile a quello della Francia Europea o metropolitana. Sono considerati una parte della Francia (e dell'UE) piuttosto che territori dipendenti. I paesi e territori d'oltremare formano parte della Repubblica francese, ma non sono parte del territorio europeo della Repubblica o dell'area fiscale dell'UE. Continuano ad usare il Franco francese del pacifico come valuta, che non è stata influenzata dalla sostituzione del Franco francese con l'Euro nel 2002. Le collettività territoriali hanno uno status a metà tra i dipartimenti d'oltremare e i territori d'oltremare. La Francia inoltre mantiene il controllo su numerose piccole isole dell'Oceano Indiano e dell'Oceano Pacifico, comprese Bassas da India, Isola Clipperton, Isola Europa, Isole Glorioso, Isola Juan de Nova, Isola Tromelin. Si veda Isole controllate dalla Francia nell'oceano indiano e nel pacifico.

Geografia

La Francia possiede un'ampia varietà di paesaggi, che vanno dalle pianure costiere a nord e ad ovest, dove la Francia confina con il Mare del Nord e l'Oceano Atlantico, fino alle catene montuose dei Pirenei a sud e delle Alpi a sud-est; queste ultime contengono la seconda montagna piú alta d'Europa, le cui pendici orientali sono in territorio italiano: il Monte Bianco (4.810 m) (la montagna piú alta d'Europa è il monte Elbrus (5.642 m), in Russia, nella catena del Caucaso). Nel mezzo si trovano altre regioni elevate, come il Massiccio Centrale o le Montagne dei Vosgi, e vasti bacini fluviali come quelli della Loira, del Rodano, della Garonna e della Senna. Le principali città della Francia sono: :Aix-en-Provence, Ajaccio, Albi, Amiens, Angers, Angouleme, Bastia, Belfort, Besançon, Bordeaux, Brest, Caen, Calais, Cannes, Carcassonne, Charleville-Mézières, Clermont-Ferrand, Colmar, Digione, Dunkerque, Evreux, Grenoble, La Rochelle, Le Havre, Le Mans, Lilla, Limoges, Lione, Marsiglia, Metz, Montpellier, Mulhouse, Nancy, Nantes, Nizza, Nîmes, Orléans, Parigi, Perpignan, Poitiers, Quimper, Reims, Rennes, Roubaix, Rouen, Saint-Étienne, Saint-Nazaire, Strasburgo, Tarbes, Tolone, Tolosa, Tourcoing, Tours e Valence. Vedi anche:
- la lista città della Francia per le schede ancora da sviluppare
- la :categoria:Città della Francia per le schede già categorizzate.

Economia

L'economia francese combina un'estesa imprenditoria privata, con un sostanziale, ma in declino, intervento governativo. Ampi tratti di terra fertile, l'applicazione delle tecnologie moderne e i sussidi, si sono combinati per rendere la Francia il principale produttore agricolo dell'Europa Occidentale. Il governo mantiene una considerevole influenza sui segmenti chiave del settore delle infrastrutture, con quote di maggioranza in ferrovie, elettricità, aeronautica, e telecomunicazioni. Ha comunque gradualmente rilasciato il controllo su questi settori fin dai primi anni '90. Il governo sta lentamente vendendo le sue partecipazioni in France Telecom, Air France, e nei settori assicurativo, bancario e della difesa. La Francia si uní ad altri 10 paesi UE per lanciare l'Euro il 1 gennaio 1999, valuta che ha rimpiazzato completamente il franco francese all'inizio del 2002.

Demografia

la lingua ufficiale è il francese. Esistono diverse lingue locali (basco, bretone, catalano, corso, olandese (fiammingo), alsaziano, occitano), ma il governo francese e il sistema scolastico ne hanno scoraggiato l'uso fino a poco tempo fa. Le lingue regionali vengono ora insegnate in alcune scuole, anche se il francese rimane l'unica lingua ufficiale in uso dal governo, locale o nazionale.

Religione

A seguito della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789, la Francia garantisce la libertà di religione come diritto costituzionale. Una legge del 1905 istituisce la separazione di chiesa e stato e proibisce al governo di riconoscere, stipendiare o sussidiare qualsiasi religione. Nella situazione precedente, stabilita nel 1801-1808 dal Concordat, lo stato appoggiava la Chiesa cattolica, la Chiesa luterana, la Chiesa calvinista e la Religione ebraica e forniva l'insegnamento scolastico delle suddette (per ragioni storiche, questa situazione vige ancora nell'Alsazia-Mosella). Il governo francese non mantiene statistiche sulla religione. Il CIA World Factbook del 2003 elenca le religioni in Francia come: Cattolici Romani 83-88%, Protestanti 2%, Ebrei 1%, Musulmani 5-10%, non affiliati 4%. Non è chiaro da dove provengano queste cifre. Comunque, in un [http://a1692.g.akamai.net/f/1692/2042/1h/medias.lemonde.fr/medias/pdf_obj/sondage030416.pdf sondaggio del 2003] il 41% dichiara che l'esistenza di Dio è "esclusa" o "improbabile". Il 33% dichiara che il termine "ateo" li descrive abbastanza o molto bene, mentre il 51% si dichiara "Cristiano". Quando interrogati sulla loro religione, il 62% ha risposto Cattolico Romano, il 6% Musulmano, il 2% Protestante, l'1% ebraico, il 2% "altre religioni" (eccetto per Ortodossi o Buddisti, che avevano percentuali trascurabili), il 26% "nessuna religione" e l'1% si è rifiutato di rispondere. La discrepanza tra il numero di "atei" (41%) e il numero di "nessuna religione" (26%) può essere attribuito a persone che si sentono culturalmente vicine a una religione, seguono i suoi valori morali e le sue tradizione, ma difficilmente credono in Dio. In Francia esiste una forte distinzione tra religione e vita civile. La religione è considerata come un fatto privato. I francesi in generale si oppongono al potere clericale ed alla sua influenza nella politica. Il fondamentalismo islamico è considerato una reale minaccia per la coesione della società francese, dove il comunitarismo non è accettato. Questo è già successo con i Cattolici prima della Rivoluzione Francese del 1789. Vedi anche:
- Chiesa cattolica francese
- Islam in Francia.

Cultura


- Académie française
- Letteratura francese
- Francesi celebri
- Cucina francese
- Cinema francese
- Musica francese Il governo sta considerando la soppressione del lunedi di Pentecoste come festività pubblica.

Voci correlate


- Comunicazioni in Francia
- Trasporti in Francia
- Esercito Francese
- Educazione in Francia
- Elenco d'università francesi
- Relazioni estere della Francia
- Turismo in Francia
- Impero coloniale francese
- Parchi Nazionali (Francia)

Classifiche internazionali


- Indice di sviluppo umano, 2003: 17a (su 175)
- [http://www.rsf.fr/article.php3?id_article=4116 indice della libertà di stampa] 11a su 139 nazioni

Collegamenti esterni


- [http://www.assemblee-nat.fr/italiano/index.asp Assemblée Nationale] - L'assemblea nazionale francese
- [http://www.elysee.fr/ Sito ufficiale dell'ufficio del Presidente francese] - Il Palazzo dell'Eliseo
- [http://www.premier-ministre.gouv.fr/fr/ Sito ufficiale dell'ufficio del Primo Ministro francese]
- [http://www.senat.fr/international/english/ Sénat] - Il senato francese
- [http://www.service-public.fr/etranger/english.html Sito ufficiale del servizio pubblico francese] - Contiene molti link a diverse istituzioni e amministrazioni als:Frankreich fiu-vro:Prantsusmaa ja:フランス ko:프랑스 ms:Perancis simple:France th:ประเทศฝรั่งเศส zh-min-nan:Hoat-kok

18 maggio

Il 18 maggio è il 138° giorno del Calendario Gregoriano (il 139° negli anni bisestili). Mancano 227 giorni alla fine dell'anno.

Eventi


- 1593 - Le accuse di eresia al commediografo Thomas Kyd portano ad un mandato di arresto per Christopher Marlowe.
- 1652 - Il Rhode Island approva la prima legge che rende la schiavitù illegale nel Nord America.
- 1631 - A Dorchester (Massachusetts), John Winthrop presta giuramento e diviene il primo Governatore del Massachusetts.
- 1765 - Il fuoco distrugge un quartiere della città di Montreal, Quebec.
- 1783 - Saint John, New Brunswick, Canada - I primi Lealisti dell'impero unito raggiungono Parrtown.
- 1803 - Guerre Napoleoniche: Il Regno Unito revoca il Trattato di Amiens e dichiara guerra alla Francia.
- 1804 - Napoleone Bonaparte viene proclamato imperatore dal senato francese.
- 1848 - Apertura della prima Assemblea Nazionale Tedesca (Nationalversammlung) a Francoforte sul Meno, Germania
- 1863 - Guerra Civile Americana: Inizia l'assedio di Vicksburg (finirà il 4 luglio).
- 1869 - Resa della Repubblica di Ezo al Giappone e sua dissoluzione.
- 1900 - Il Regno Unito proclama un protettorato su Tonga.
- 1910 - La Terra passa attraverso la coda della Cometa di Halley.
- 1917 - Prima Guerra Mondiale: Il Selective Service Act viene approvato dal Congresso degli Stati Uniti e da al Presidente il potere di arruolare soldati di leva.
- 1933 - New Deal: il Presidente Franklin Delano Roosevelt firma l'atto di creazione della Tennessee Valley Authority.
- 1944 - Seconda Guerra Mondiale: Battaglia di Monte Cassino - I tedeschi evacuano Monte Cassino e le forze alleate catturano la roccaforte dopo una lotta che ha richiesto il tributo di 20.000 vite.
- 1948 - Il primo Yuan legislativo della Repubblica Cinese si riunisce ufficialmente a Nanchino.
- 1953 - Rogers Dry Lake, California: Jacqueline Cochran diventa la prima donna a superare la barriera del suono (volò con un F-86 Sabrejet ad una velocità media di 1.049,83 km/h).
- 1958 - Un F-104 Starfighter stabilisce il record mondiale di velocità a 2.259,82 km/h.
- 1969 - Programma Apollo: Lancio dell'Apollo 10.
- 1974 - Nell'ambito del progetto Buddha sorridente, l'India fa detonare con successo la sua prima arma nucleare, diventando la sesta nazione a disporre di tale tipo di armamento.
- 1980 - Il Monte St. Helens, nello stato di Washington erutta uccidendo 57 persone e causando danni per 3 miliardi di dollari.
- 1993 - Dopo undici anni di latitanza, all'alba viene arrestato il boss mafioso Nitto Santapaola. Si nascondeva in Sicilia, nelle campagne di Mazzarone (Catania)
- 1995 - Alain Juppé diventa Primo Ministro di Francia
- 1998 - Caso antitrust Microsoft: Il Dipartimento della giustizia degli Stati Uniti e 20 stati americani, aprono un procedimento dell'antitrust contro la Microsoft.
- 2005 - Durante una spedizione italiana sull'Annapurna, una valanga travolge gli alpinisti, causando la morte di Christian Kuntner, originario dell'Alto Adige

Nati


- 1048 - Omar Khayyam, matematico e astronomo persiano
- 1711 - Ruggero Giuseppe Boscovich, scienziato
- 1785 - John Wilson, scrittore scozzese
- 1797 - Federico Augusto II di Sassonia
- 1814 - Michail Bakunin, rivoluzionario russo († 1876)
- 1850 - Oliver Heaviside, medico
- 1872 - Bertrand Russell, matematico e filosofo inglese, vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1950
- 1883 - Walter Gropius, architetto, fondatore del Bauhaus
- 1889 - Thomas Midgley, chimico e inventore
- 1891 - Rudolf Carnap, filosofo tedesco († 1970)
- 1892 - Pops Foster, musicista jazz (data presunta)
- 1897 - Frank Capra, produttore, regista, scrittore
- 1902 - Meredith Willson, compositrice
- 1911 - Big Joe Turner, cantante blues
- 1912 - Walter Sisulu, attivista anti-apartheid
- 1912 - Perry Como, cantante statunitense
- 1919 - Dama Margot Fonteyn, ballerina
- 1920
  - Karol Wojtila, Papa Giovanni Paolo II († 2005)
  - Lucia Mannucci, cantante e attrice italiana
- 1922 - Kai Winding, musicista jazz
- 1928 - Pernell Roberts, attore
- 1931 - Don Martin, fumettista
- 1931 - Robert Morse, attore
- 1937 - Jacques Santer
- 1939
  - Hark Bohm, regista
  - Giovanni Falcone, magistrato italiano († 1992)
- 1942 - Albert Hammond, musicista, compositore
- 1944 - Justus Frantz, pianista
- 1949
  - Rick Wakeman, musicista ("Yes")
  - Bill Wallace, musicista The Guess Who, Winnipeg
- 1950 - Rodney Milburn, atleta statunitense
- 1950 - Mark Mothersbaugh, compositore, musicista
- 1952 - George Strait, musicista country
- 1955 - Chow Yun-Fat, attore
- 1960 -