:: wikimiki.org ::
| Nicaragua |
Nicaragua
Il Nicaragua è una nazione (129.494 km², 5.128.517 abitanti, capitale Managua) dell'America centrale.
Confina a
- nord: Honduras
- est: Mar dei Caraibi
- sud: Costa Rica
- ovest: Oceano Pacifico
Il Nicaragua è una repubblica.
La lingua ufficiale è quella spagnola.
Abitanti: nicaraguènsi.
Storia
Storia precolombiana
In epoca precolombiana era abitato da popoli diversi: i Chorotegas o Mangue, i Nicarao (provenienti dal Messico, i Maya, i Chibcha, i Mosquitos.
La scoperta occidentale
Il paese fu esplorato da Gil Gonzáles Dávila (1522-23) e colonizzato l'anno successivo dagli spagnoli, che vi fondarono le città di León e Granada.
Nel 1625 gli inglesi occuparono la regione di Mosquitos, che proclamarono protettorato britannico nel 1687.
La Spagna riuscì a far riconoscere i propri diritti sulla zona con la pace di Versailles (1783).
Indipendenza
Nel 1822 si sottrae al dominio spagnolo con la creazione dell'Impero Messicano, del quale fece parte fino al 1823, entrando nella Repubblica Federale dell'America Centrale.
La federazione si sciolse nel 1839, ed il Nicaragua diviene repubblica, entrando in un periodo di lotte interne sanguinose tra conservatori e liberali, di cui approfittarono Regno Unito (che si impossessò della regione di Mosquito nel 1840) e gli USA, che si garantì il controllo del paese, organizzando l'intervento militare di W. Walker, riconosciuto presidente nel 1856.
La capitale viene trasferita a Managua, nel tentativo di porre fine alle lotte tra Granada e León.
Storia moderna
Il paese passò sotto governi conservatori (1857-1893) che, con un'adeguata politica agricola, permisero un miglioramento delle condizioni economiche.
Il liberale Zelaya, con l'appoggio dei militari, rovesciò il presidente Sacasa (1893), assumendo il potere, ma fu a sua volte destituito dall'esercito USA (1907), in quanto contrario all'ingerenza statunitense nell'America centrale.
Gli USA inviarono nuovamente le proprie truppe in Nicaragua (dal 1912 al 1933), su richiesta del presidente Diaz, presidiando il paese quasi ininterrottamente.
Le lotte si riaccesero ad opera dei liberali, guidati dal generale Sandino, che scatenarono una violenta guerriglia antigovernativa, che terminò solo con l'arrivo al potere di Moncada, sostenuto dagli USA.
L'importanza dei militari crebbe, venne creata una guardia nazionale che deteneva il controllo su tutto il paese, che portò al potere il suo comandante Anastasio Somoza, dal 1933 al 1956, anno in cui morì a seguito di un attentato.
Somoza esercitò un potere dittatoriale, perseguendo una politica di avvicinamento agli Stati Uniti d'America e di opposizione ai governi di sinistra dell'America centrale, contro i quali intervenne attivamente.
A lui, successe il figlio Luis Somoza Debayle, confermato dalle elezioni per altri 6 anni.
Con alterne vicende, la famiglia Somoza riuscì a mantenere a lungo il potere in Nicaragua, mentre andava rafforzandosi il Fronte Sandinista oppositore al governo, che avviò una campagna di lotta armata nel tentativo di liberare il paese dal monopolio dei Somoza.
La guerra civile si estese in tutto il paese e vide costantemente la guerriglia all'offensiva.
Quando ormai i sandinisti controllavano quasi tutto il paese e alcuni quartieri della capitale (1979), Somoza diede le dimissioni e si rifugiò negli USA.
Storia contemporanea
I primi 18 mesi del nuovo governo furono caratterizzati da un'intensa attività, che permise di risollevare l'economia del paese, attenuare la disoccupazione e avviare la lotta all'analfabetismo.
Nell'estate del 1982 la situazione si aggravò, quando ai contras (formazione guerrigliera antisandinista e anticomunista) si unì l'esercito dell'Honduras (su pressione degli USA).
Solo con le elezioni presidenziale del 25 febbraio 1990, il Nicaragua arrivò alla pacificazione; viene eletta alla presidenza Violeta Barrios de Chamorro, che sconfigge contro ogni previsione il candidato sandinista Ortega; sandinisti e contras firmano un accordo per la smobilitazione delle forze di guerriglia.
Nel 1998 l'uragano Mitch sconvolge il paese, arrecando gravi danni.
Geografia
Geografia fisica
La parte orientale del paese ha coste basse, spesso orlate da lagune; a queste, segue una pianura fertile larga circa 60 km, la Costa de los Mosquitos, coperta da foreste.
Procedendo verso l'interno, troviamo un'altopiano di origine vulcanica (Cordigliera Isabella, Cordigliera di Darién, Monti Huapí), con un'altitudine media di 1.200 m.
Questi altopiani sono incisi da vallate in cui scorrono i fiumi atlantici: Rio Coco (480 km), Río Grande (320 km), San Juan (190 km), Prinzapolca (190 km).
Gli altopiani separano la costa dall'interno, formato da una vasta depressione, che si estende dal golfo di Fonseca alla Bahía Matina, in cui si trovano i laghi Managua e Nicaragua.
Le coste occidentali sono dominate da una serie di vulcani, da nord verso sud: Consegüina (1.158 m), Momotombo (1.111 m), Masaya (660 m), Madera (1.329).
Morfologia
Il Nicaragua fa parte di una delle zone più instabili e "giovani" geologicamente della Terra, l'istmo centroamericano; la sua struttura cominciò a formarsi nel Miocene, consentendo l'unione dei subcontinenti americani, grazie soprattutto all'attività vulcanica unita alla orogenesi che ha portato alla formazione di possenti catene che orlano l'Oceano Pacifico.
Il Nicargua ospita l'elemento più caratteristico dell'istmo, la "grande depressione", un ampio solco tettonico che fa da confine tra il nordamerica e il sudamerica. Rappresenta un elemento di divisione anche per il Nicaragua stesso, creando due aree diversissime.
La regione posta tra la fossa tettonica e la costa caraibica, che rappresenta i 2/3 del territorio nazionale, appartiene alla zona antillana.
Questa zona è costituita da formazioni precambriane granitiche e metamorfiche, parzialmente ricoperte da sedimenti mesozoici e da rocce effusive cenozoiche, soprattutto basalti e andesiti.
La vasta pianura litoranea che si affaccia sul Mar delle Antille, la Costa dei Mosquitos, è costituita da depositi alluvionali neozoici, la costa è monotona, bassa, importuosa ed orlata da lagune.
Verso l'interno si trovano una serie di altipiani profondamente incisi dall'erosione, sovrastati da alcune dorsali (Cordigliera Isabelía, Serranias Huapí, Cordigliera Chontaleña, ecc.) disposte a ventaglio da ovest a est, alcune cime superano i 1.700 m.
L'ambiente occidentale del Nicaragua è completamente diverso, caratterizzato da una notevole attività vulcanica passata e presente.
Tra la strettissima cimosa costiera pacifica e la fossa tettonica, si allineano i Marrabios, una ventina di vulcani sorti durante il Neozoico; il più recente, il Cerro Negro (350 m), risale al 1850.
Dal lago Nicaragua, si elevano due coni gemelli, il Concepción e il Maderas, che, uniti da un istmo, formano l'isola di Ometepe e il cono dello Zapatera dell'isola omonima.
Sulla sponda nord-occidentale del lago, si trova l'edificio vulcanico del Mombacho. Il più noto vulcano del paese è il Momotombo, responsabile di violente eruzioni esplosive, tanto da ridurlo in tempi recenti, da oltre 1.600 m agli attuali 1.280 m.; è fiancheggiato dal più piccolo Momotombito.
Altri vulcani sono: Choncho, San Cristobal (o El Viejo o Chinandega, 1.745 m), Rota, Hoyo.
Nel promontorio di Cosigüina, che chiude il golfo di Fonseca, si apre una vasta caldera del diametro di circa 1 km, testimonianza della spaventosa esplosione che nel 1835 squarciò il vulcano Cosigüina.
In Nicaragua i terremoti sono frequenti e spesso disastrosi, come nel 1931 e nel 1972, quando fu colpita la capitale, riducendola ad un cumulo di rovine.
Approfondimento in Vulcani del Nicaragua e Laghi del Nicaragua.
Idrografia
L'elemento idrografico caratteristico è dato dalla presenza dei laghi Managua e Nicaragua (il più esteso dell'America centrale).
I due laghi occupano la depressione centrale e comunicano tra loro attraverso il fiume Tipitapa. In tempi passati i due laghi erano insenature dell'Oceano pacifico. L'accumulo di materiale derivante dell'attività vulcanica ha creato una diga che li ha separati dal mare. Rimasero tributari dell'oceano, finché lo spartiacque non venne modificato nel Neozoico, a causa dell'abbassamento della costa caraibica, facendo cambiare il deflusso delle acque.
Nel Pacifico si gettano solo brevi corsi d'acqua a carattere torrentizio (Estero Real, Rio Grande del Sur).
Più lunghi i fiumi che vanno verso il Mar dei Caraibi, come il Rio Coco (o Segovia, 750 km), che segna il confine con l'Honduras, il Rio Grande de Matagalpa, l'Escondido, il Rio San Juan.
Clima
Per la sua posizione, tra 11° e 15° di latitudine nord, il Nicaragua ha un clima tropicale, anche se influenzato in modo importante dagli alisei di nord-est.
Lungo la fascia costiera caraibica, la temperatura media è di 26° C con lievi escursioni termiche, sia diurne che stagionali. L'aliseo investe costantemente la costa, portando piogge abbondanti, più copiose a sud (4.500 mm annui tra i fiumi San Juan ed Escondido), che scemano man mano che ci si sposta verso nord e verso l'interno (2.600 - 2.200 mm da Escondido verso Rio Coco, 1.500-2.000 mm nelle zone più interne dell'altopiano).
Alcune aree, alle spalle dell'area collinosa della Costa del Mosquitos, ricevono precipitazioni scarse, con temperature superiori ai 30° C.
Al di sopra dei 600-800 m di altitudine le temperature si assestano su una media di 14° C nelle zone più elevate e di 22° C nelle valli.
Sul versante pacifico il clima è di tipo subtropicale, con precipitazioni più ridotte(1.500 mm annui); vi è anche una stagionalità accentuata, con una stagione secca tra dicembre e aprile-maggio.
Temperatura e precipitazioni
Geografia umana
Popolazione
Densità: 38,8 per km²
Etnie
La popolazione è costituita prevalentemente da popolazione bianca e meticci (87%), segue la popolazione nera 9%, gli amerindi puri sono solo il 5%.
Religione
Geografia politica
Geografia economica
Prodotto Nazionale Lordo: 410$ pro capite (143° posto della classifica mondiale).
Bilancia dei pagamenti: -671 milioni di $.
Inflazione: 11,6%.
Disoccupazione: 13,00%.
Punti di forza. Esportazioni di caffè, zucchero e grano.
Punti di debolezza. Alto debito estero. Le principali esportazioni sono soggette alla fluttuazione dei prezzi delle materie prime. Alta disoccupazione.
Risorse
Produzione di energia elettrica: 457.000 kw.
Pesca: 18.010 tonnellate.
Petrolio: non produttore, raffinazione 16.000 b/g.
Allevamento: bovini 1,7 milioni, suini 400.000, cavalli 245.000.
Minerali: oro, argento, piombo, zinco, rame, tungsteno, sale.
- Agricoltura - L'economia è basata sull'agricoltura, i prodotti base sono il caffè (a Managua e nelle province centrali) e i cotone, seguiti da: cacao, canna da zucchero, banane, mais, riso, patate, manioca, sesamo, sorgo, tabacco. Ricchissimo il patrimonio forestale (caucciù, ipecacuana, mogano, cedro, palissandro).
- Allevamento - L'allevamento del bestiame è in via di sviluppo.
- Pesca - La pesca è in via di sviluppo.
- Risorse minerarie - Il sottosuolo è ricco, con giacimenti di oro, ferro, rame, antimonio, fosfati, petrolio.
- Industria - L'industria è insignificante (cotonifici, birrifici, cementifici, manifatture di tabacco), di una qualche importanza solo gli zuccherifici che trasformano la produzione di canna da zucchero.
Trasporti
Guida a destra.
Rete stradale: 1.598 km.
Rete autostradale: 384 km (Panamericana).
Rete ferroviaria: nessuna.
Rete navigabile: 2.220 km.
Aeroporto internazionale: Augusto C. Sandino di Managua.
Flotta: 27 navi (4.200 tsl)
Turismo
1 visitatore l'anno ogni 13 abitanti.
Provenienza: Honduras 26%, USA 15%, Costa Rica 15%, altri 44%.
Esportazioni
USA 54%, Germania 8%, El Salvador 7%, Indonesia 5%, Francia 3%, altri 23%.
Importazioni
USA 25%, Costa Rica 16%, Guatemala 14%, Venezuela 10%, altri 35%.
Cultura
Alfabetizzazione
Tasso di alfabetizzazione: 83%.
Studenti universitari: 50.769.
Istruzione
Obbligo scolastico fino a 12 anni.
Sanità
Sistema sanitario pubblico.
Ambiente
Il 8,0% del territorio è protetto.
Flora
Quasi la metà del territorio nazionale è ricoperto da foreste, soprattutto nella parte orientale.
Sul versante caraibico si incontra una vegetazione di tipo tropicale, con fitto sottobosco, liane ed orchidee.
Sui rilievi si alternano savane (spesso a carattere arbustivo, matorral) a boschi di querce e di conifere.
Lungo le rive sono diffuse le mangrovie.
Fauna
Una caratteristica particolare della fauna locale, riguarda la fauna ittica delle acque dolci dei laghi Managua e Nicaragua: nelle loro acque vivono pesci di origine marina, come il tiburon (Carcharinus nicaraguensis), uno squalo lungo 3 m.
Arte
[http://www.yoyita.com] Atelier Yoyita, Realismo, pitture e sculture classici
[http://wwww.artenicaraguense.com]Arte Nicaraguense
Architettura
Pittura e scultura
[http://www.yoyita.com] Atelier Yoyita, Realismo, pitture e sculture classici
[http://www.artenicaraguense.com]Arte Nicaraguense
Letteratura
Poesia
Rubén Dario è il poeta più importante della nazione, considerato uno dei più grandi talenti della poesia in lingua spagnola del Novecento.
Romanzo
Teatro
Musica
Politica
Politica interna
Politica estera
Bibliografia
Voci correlate
- Aziende del Nicaragua
- Città del Nicaragua
- Vulcani del Nicaragua
- Montagne
- Cordigliera Dariense
- Cordigliera Isabella
- Cordigliera Marabios
- Monti Huapi
- Fiumi
- Coco
- Escondido
- Prinzapolca
- Río Grande
- Rio Negro
- San Juan
- Tipitapa
- Tuma
- Laghi
- Laghi del Nicaragua
- Managua
- Nicaragua
- Mari
- Mar dei Caraibi
- Oceano Pacifico
- Isole
- Cayos Miskitos
- Great Corn
- Maíz
- Ometepe
- Pearl Cays
- Soletiname
- Tyras Cays
- Venado
Collegamenti esterni
ja:ニカラグア
ko:니카라과
ms:Nicaragua
simple:Nicaragua
th:ประเทศนิการากัว
zh-min-nan:Nicaragua
Honduras
L'Honduras è una nazione (112.090 km², 6.560.608 abitanti, capitale Tegucigalpa) dell'America centrale istmica.
Confina a
- nord: Mar dei Caraibi
- est: Nicaragua, Mar dei Caraibi
- sud: Oceano Pacifico
- ovest: El Salvador, Guatemala
L'Honduras è una repubblica presidenziale.
La lingua ufficiale è quella spagnola.
Storia
L'Honduras era abitato dai Chorotega e dai Maya.
Dall'XI secolo si succedettero nel territorio i Toltechi e gli Aztechi.
Il 14 agosto del 1502 attraccarono alla coste dell'Honduras le navi della quarta spedizione di Cristoforo Colombo nelle Americhe.
La prima colonia spagnola fu fondata da C. de Olid nel 1524 a Triunfo de la Cruz; divenne colonia spagnola, entrando a far parte della capitaneria del Guatemala.
Il predominio spagnolo durò fino al 1821, quando venne proclama l'indipendenza.
Dal 1821 al 1822 rimase nell'ambito dell'impero messicano; l'anno successivo divenne membro della Federazione delle Province Unite dell'America Centrale, dalla quale si staccò nel 1838.
Vi furono altri tentativi di costituire nuove federazioni (la più importante quella tra Honduras, El Salvador e Nicaragua: 1895-98), ma senza particolare successo.
Nel 1906 veniva firmato il Trattato di San Josè di Costa Rica, accolto da tutti paesi centroamericani (escluso il Nicaragua), con il quale veniva delegato a Stati Uniti d'America e Messico la facoltà di arbitrio negli eventuali conflitti tra i paesi firmatari.
L'Honduras prese parte alla prima guerra mondiale a partire dal 1917, combattendo contro gli imperi centrali.
Nel 1923 scoppio la guerra civile, conclusasi nel 1925 con l'intervento degli USA, che imposero alla presidenza M. Paz Barahona.
Nel 1932 inizia la dittatura del generale Triburcio Carias Andino, che terminerà nel 1949.
Negli anni seguenti (1937, 1944, 1947), scoppiarono gravi insurrezioni provocate dalla crisi economica.
L'Honduras partecipò anche alla seconda guerra mondiale a fianco degli USA; nel 1945 entrò a far parte dell'ONU.
Dal 1951 fa parte dell'Organizzazione degli Stati dell'America Centrale.
La storia moderna è contrassegnata da continui colpi di stato e dalla presenza dei Contras che combattevano il regime sandinista del Nicaragua.
Alle elezioni presidenziali del 1985 viene eletto il liberale José Azcona Hoyo, appoggiato dal governo USA, che assume l'incarico l'anno successivo.
Il nuovo presidente sostiene la politica statunitense di intervento in America centrale, nel 1986 chiese l'espulsione dei Contras dal paese.
Le successive elezioni (1989, 1992) hanno mostrato una relativa stabilità delle istituzioni democratiche.
Nel 1992, un trattato con l'El Salvador, conferma lo sbocco all'Oceano Pacifico, mettendo fine ad una secolare controversia.
Nel 1999 l'uragano Mitch devasta il paese.
Geografia
Geografia fisica
Il territorio è prevalentemente montuoso; le pianure si riducono alle cimose costiere e qualche vallata lungo i fiumi.
I rilievi montuosi sono disposti in catene parallele con direzione Ovest-Est.
La parte meridionale del paese è formata da una spessa copertura vulcanica, che l'opera atmosferica ha trasformato in rilievi allungati parallelamente ai corsi d'acqua.
Il Lago Yojoa costituisce la principale fonte di acqua dolce del paese.
L'Honduras consta anche di alcune isole. Fra queste: Guanaja, Islas de la Bahia, Islas del Cisne e Roatan.
Morfologia
Geologicamente il paese poggia su un imbasamento di rocce cristalline che affiora ampiamente nella sezione settentrionale.
Piegato nell'era paleozoica e successivamente spianato dalla lenta erosione, questo zoccolo fu violentemente interessato da moti orogenetici del Cenozoico, propri dell'intera area istmica, che provocarono numerose fratture con conseguente fuoriuscita di magma.
Gli espandimenti lavici e gli apparati vulcanici sono presenti nella parte meridionale, collegando all'allineamento di vulcani che corre lungo tutta l'America centrale.
Al di sopra dello zoccolo si trovano strati sedimentari mesozoici e cenozoici.
Una copertura di sedimenti post-pliocenici caratterizza la Mosquitia e la pianura costiera nord-orientale.
L'orografia è complessa, sovrastata da brevi catene in più punti superiori ai 2.000 m, culminanti con il Cerro de Las Minas (2.849 m).
Da questo nucleo di alte terre partono verso nord una serie di dorsali con andamento sudovest-nordest (Cerros de Cangreja 2.435 m, Montaña La Esperanza, Sierra de Agualda 2.590 m, Montaña de Colón) che talvolta raggiungono il litorale caraibico, determinando tratti di costa alta e rocciosa. come quella che fronteggia l'arcipelago delle Islas de Bahia.
La costa atlantica è orlata da lagune (Los Micos, Guaimoreto, Ibans Ébano, Brus, Caratasca, ecc.); qui si estendono le maggiori pianure dello stato.
Idrografia
La regione montuosa è divisa in due parti ineguali dal solco vallivo dei fiumi Ulua, Humuya e Goascoràn.
Clima
Il clima è tropicale, con caldo-umido, ampiamente influenzato dalla marittimità caraibica e, nell'interno, dall'altitudine.
Coste e bassipiani registrano temperature medie annue di 27-30° C con lievi escursioni termiche sia stagionali che giornaliere.
Tra gli 800 e i 1.500 m si hanno medie di 20-25° C (tierras templadas); i valori decrescono a quote più elevate, senza però mai scendere sotto i 15° C in nessun luogo.
Le precipitazioni si concentrano soprattutto nei mesi da ottobre ad aprile, molto abbondanti sulla costa caraibica (2.500-3.500 mm annui), si attenuano sulla fascia del Pacifico e nell'interno (900-1.400 mm).
Temperatura e precipitazioni
Geografia umana
Popolazione
Densità: 58,5 per km²
Etnie
Meticci 90%, neri 5%, amerindi 4%, bianchi 1%.
Religione
Cattolica.
Geografia politica
Suddiviso in 18 dipartimenti, raggruppati nelle regioni del: Centro, Oriente, Occidente, Norte, Sur.
Geografia economica
Prodotto Nazionale Lordo: 740$ pro capite (113° posto della classifica mondiale).
Bilancia dei pagamenti: -272 milioni di $.
Inflazione: 20,2%.
Disoccupazione: 3,00%.
Punti di forza. Foreste a latifoglie. Riserve di minerali non sfruttate. Banane, fiori, caffè, frutta.
Punti di debolezza. Interessi sul debito estero. Corruzione. Debole base industriale. Disoccupazione.
Risorse
Produzione di energia elettrica: 305.000 kw.
Pesca: 24.119 tonnellate.
Petrolio: non produttore, raffinazione 14.000 b/g.
Allevamento: bovini 1,9 milioni, suini 700.000, cavalli 175.000.
Minerali: piombo, zinco, argento, oro, rame, ferro, stagno, carbone.
Agricoltura L'Honduras è un paese essenzialmente agricolo, ma solo il 9% del territorio è coltivabile. La produzione riguarda banane, noci di cocco, caffè, tabacco e cotone.
Allevamento
Pesca
Risorse minerarie Le risorse minerarie riguardano prevalentemente l'oro.
Industria Le attività industriali sono rivolte al trattamento dei prodotti agricoli e zootecnici e alla produzione di beni di consumo immediato.
Trasporti
Guida a destra.
Rete stradale: 2.543 km.
Rete autostradale: nessuna.
Rete ferroviaria: 996 km.
Rete navigabile: 465 km.
Flotta nazionale: 1.339 navi (1,1 milioni tsl).
Aeroporto internazionale: Toncontin di Tegucigalpa.
Turismo
1 visitatore l'anno ogni 24 abitanti.
Provenienza: USA 39%, El Salvador 14%, Nicaragua 9%, altri 38%.
Esportazioni
USA 74%, Giappone 4%, Germania 3%, El Salvador 2%, Regno Unito 2%. altri 1%.
Importazioni
USA 59%, Guatemala 5%, Messico 4%, Antille olandesi 3%, El Salvador 3%, altri 23%.
Cultura
Alfabetizzazione
Tasso di alfabetizzazione: 71%.
Studenti universitari: 54.106.
Istruzione
Sanità
Non esiste un sistema sanitario pubblico.
Ambiente
Il 10,0% del territorio è protetto.
Flora
Fauna
Politica
Il potere esecutivo spetta al presidente della repubblica, eletto con suffragio diretto per 4 anni.
Il potere legislativo spetta al Congresso Nazionale (128 membri), eletta per 4 anni.
Politica interna
Politica estera
Bibliografia
Collegamenti esterni
Altre voci
- Aziende
- Città
- Montagne
- Vulcani
- Fiumi
- Laghi
- Mari
- Isole
ja:ホンジュラス
ko:온두라스
ms:Honduras
zh-min-nan:Honduras
Mar dei CaraibiIl Mare Caraibico (o Mare Caribico o Mar dei Caraibi o Mar delle Antille) è un mare (2.754.000 km², lungh. 3.000 km, larg. 1.800 km) dell'Oceano Atlantico.
Il mare è limitato a ovest dall'istmo di Panamá e a sud dall'America meridionale, a est ed a nord è bordato dalle isole Antille.
Attraverso il canale dello Yucatan si collega al Golfo del Messico.
Attraverso diversi stretti e canali tra le Antille si collega all'Oceano Atlantico: Canale Sopra vento, Canale de la Mona, Passaggio Anegada, Canale di Guadalupe, Canale di Martinica.
È un bacino di sprofondamento, con una profondità massima di 7.680 m, nella Fossa delle Cayman.
È suddiviso in 3 bacini:
- Bacino dello Yucatan
- Bacino Colombiano
- Bacino Venezuelano
Ai suoi bordi numerosi i golfi e le insenature: Golfo di Batabano, Golfo di Guacanayabe, Golfo di la Gonavé, Golfo del Venezuela, Golfo del Darién, Golfo de Los Mosquitos, Golfo di Honduras, Baia di Chetumal, Baia di Ascension.
L'area è soggetta a frequenti cicloni ed uragani.
Caraibico
ja:カリブ海
Oceano Pacifico
L'Oceano Pacifico, il più grande oceano del mondo, occupa circa un terzo della superficie terrestre, con un'area di 179 milioni di chilometri quadrati. Si estende da nord a sud per circa 15.500 chilometri, dal Mar di Bering nell'Artico fino ai margini ghiacciati del Mare di Ross nell'Antartide. La maggior larghezza in senso est-ovest viene raggiunta a circa 5 gradi di latitudine nord, con una distanza di 19.800 chilometri dall'Indonesia alle coste della Colombia. Il limite occidentale dell'oceano è in genere posto presso lo Stretto di Malacca. Il luogo più basso della superficie terrestre si trova nel Pacifico, presso la Fossa delle Marianne.
Il Pacifico contiene circa 25.000 isole (più di quante ce ne siano in tutti gli altri oceani messi insieme), la maggior parte nell'emisfero sud.
Lungo i bordi del Pacifico si trovano molti mari. I più grandi sono il Mar Cinese orientale, il Mar del Giappone, il Mar di Sulu, il Mar di Tasmania e il Mar Giallo. Lo Stretto di Malacca unisce il Pacifico con l'Oceano Indiano ad ovest, mentre lo Stretto di Magellano lo unisce con l'Oceano Atlantico ad est.
L'esploratore portoghese Ferdinando Magellano chiamò questo oceano Pacifico, a causa del mare molto calmo che trovò durante la sua traversata dallo Stretto di Magellano fino alle Filippine. Ma l'oceano non è sempre fedele al suo nome. Molti tifoni ed uragani tormentano le isole del pacifico, e le terre che lo circondano sono piene di vulcani e spesso scosse da terremoti. Gli tsunami, causati da terremoti sottomarini, hanno devastato molte isole e cancellato intere città.
Il fondo oceanico
Il fondo oceanico del bacino centrale del Pacifico è relativamente uniforme, con una profondità media di 4.270 metri. Le irregolarità più grandi sono in genere montagne sottomarine estremamente ripide, con una cima piatta. La parte occidentale del fondo consiste di archi montagnosi che emergono dalla superficie dell'acqua come gruppi di isole, come le Isole Salomone e la Nuova Zelanda, e di profonde fosse, come la Fossa delle Marianne e la Fossa delle Filippine. La maggior parte delle fosse profonde si trova accanto ai margini della larga piattaforma continentale del Pacifico occidentale.
Lungo il margine orientale del bacino del Pacifico si trova il Rialzo Est del Pacifico, che è parte del sistema mondiale di dorsali sottomarine. Largo circa 3.000 km, il rialzo si trova a circa 3 km di altezza rispetto al fondo marino adiacente.
Poiché il bacino idrografico del Pacifico è relativamente piccolo, e a causa dell'immensità di questo oceano, la maggior parte dei sedimenti sono di origine autogenica o pelagica. I sedimenti terragenici, originatisi dall'erosione delle masse terrestri, sono confinati in piccole zone vicine alla terraferma.
Caratteristiche dell'acqua
La temperatura dell'acqua nel Pacifico varia da poco più del punto di congelamento nelle zone polari fino a circa 29°C vicino all'equatore. Anche la salinità varia con la latitudine. l'acqua vicina all'equatore è meno salata di quella alle medie latitudini, a causa delle abbondanti precipitazioni equatoriali durante tutto l'anno. Più a nord delle latitudini temperate la salinità torna a scendere.
La circolazione di superficie delle acque del Pacifico si svolge generalmente in senso orario nell'emisfero nord, e in senso antiorario nell'emisfero sud. La Corrente Equatoriale Nord, guidata verso ovest alla latitudine 15° nord dai venti, gira verso nord vicino alle Filippine e parte delle sue acque si muovono a nord con il nome di Corrente Auletiana, mentre il resto ritorna verso sud per riunirsi alla Corrente Equatoriale Nord. La Corrente Aleutiana si divide quando raggiunge il Nordamerica e forma la base della circolazione in senso antiorario nel Mare di Bering. Il suo braccio meridionale diventa la Corrente della California, che si muove lentamente verso sud.
La Corrente Equatoriale Sud, scorrendo verso ovest lungo l'equatore, si sposta verso sud ad est della Nuova Guinea, gira ad est alla latitudine di 50 gradi sud, e si unisce alle correnti principali del Pacifico del Sud, tra cui la Corrente Circumpolare Antartica che compie l'intero giro del globo. Quando si avvicina alle coste cileni, la Corrente Equatoriale Sud si divide: un ramo sorpassa il Capo Horn e finisce nell'Atlantico, mentre l'altro gira a nord per formare la Corrente del Perù (o di Humboldt).
Clima
Solo le zone più interne delle masse terrestri dell'Australia, della Nuova Guinea e della Nuova Zelanda evitano l'influenza climatica del Pacifico. Esistono cinque differenti regioni climatiche: la zona ovest, the trades, la regione dei monsoni, la regione dei tifoni, e the doldrums. A latitudini intermedie, sia a nord che a sud, flussi d'aria che si spostano verso ovest portano grandi variazioni stagionali di temperatura. Più vicino all'equatore, dove si trovano la maggior parte delle isole, venti stabili permettono di avere temperature relativamente costanti tutto l'anno, tra 21 e 27 gradi Celsius.
La regione dei monsoni si trova nel Pacifico occidentale, tra il Giappone e l'Australia. Le caratteristiche di questa regione climatica sono venti che soffiano dall'interno del continente verso l'oceano in inverno, e in direzione opposta d'estate. A causa di questo comportamento, la copertura nuvolosa e le precipitazioni sono molto influenzate dalla stagione. I tifoni causano spesso estesi danni nelle parti occidentali e sudoccidentali del Pacifico. Anche se meno definite rispetto alle altre, due grandi aree di bonaccia si estendono nell'oceano, una al largo delle coste occidentali dell'America Centrale, e l'altra nelle acque equatoriali del Pacifico occidentale. Entrambe si distinguono per la loro alta umidità, notevole copertura nuvolosa, deboli venti e frequenti bonacce.
Geologia
La Linea dell'Andesite è la principale caratteristica geologica del Pacifico. Separa le rocce profonde ed ignee del Bacino del Pacifico Centrale, per lo più basiche, dalle zone continentali parzialmente sommerse composte da rocce ignee acide.
La Linea dell'Andesite segue il bordo occidentale delle isole al largo della California e passa a sud delle Isole Aleutine, lungo il bordo est della penisola della Kamchatka, le Isole Kurili, il Giappone, le Isole Marianne, le Isole Solomon, e la Nuova Zelanda. La discontinuità prosegue in direzione nordest lungo il bordo occidentale della Cordigliera degli Albatros dal Sudamerica al Messico, ritornando alle isole al largo della California.
Tutte le estensioni orientali dei continenti dell'Asia e dell'Australia (Indonesia, Filippine, Giappone, Nuova Guinea, Nuova Zelanda) si trovano fuori dalla Linea dell'Andesite.
Lungo l'anello chiuso della Linea dell'Andesite si trovano la maggior parte delle fosse profonde, delle montagne vulcaniche sottomarine, e delle isole oceaniche vulcaniche che caratterizzano il Bacino del Pacifico Centrale. È qui che le lave basaltiche scorrono lentamente dalle fratture per formare enormi montagne vulcaniche a forma di cupola, la cui sommità erosa forma isole in archi, catene e gruppi. Fuori dalla Linea dell'Andesite, i fenomeni vulcanici sono invece di tipo esplosivo, e il cosiddetto cerchio di fuoco ha la maggior concentrazione mondiale di vulcani esplosivi.
Terraferma
L'estensione più grande di terra all'interno dell'Oceano pacifico è il continente australiano, che ha un'area leggermente più piccola di quella dell'Europa. Ad una distanza di 3.200 chilometri, in direzione sudest, si trova il grande gruppo di isole della Nuova Zelanda.
Quasi tutte le altre isole del Pacifico si trovano tra 30 gradi di latitudine nord e 30 di latitudine sud, dall'Asia sudorientale all'Isola di Pasqua. Il resto del Bacino del Pacifico non contiene in pratica terraferma. Il grande triangolo della Polinesia, che unisce le Hawaii, l'Isola di Pasqua e la Nuova Zelanda, contiene al suo interno i gruppi delle Marchesi, le Samoa, Tonga. A nord dell'equatore e ad ovest della linea di cambio di data si trovano le numerose piccole isole della Micronesia, incluse le Kiribati, le Isole Caroline, le Isole Marshall, e le Isole Marianne. Nell'angolo sudovest del Pacifico si trovano le isole della Melanesia, dominate dalla Nuova Guinea. Altri gruppi importanti nella Melanesia includono le Isole Bismarck, le Figi, la Nuova Caledonia, le Isole Salomone e Vanuatu. Questa suddivisione in Polinesia, Micronesia e Melanesia, vecchia del 1831 (Jules Dumont d'Urville), non corrisponde alle realtà bio-geografiche: le due zone ora riconosciute dagli scienziati sono l'Oceania vicina e l'Oceania lontana, zone che corrispondono a realtà diverse dal punta di vista botanico, zoologico e anche umano e culturale.
Le isole del Pacifico sono di quattro tipi fondamentali: isole continentali, isole alte, barriere coralline, e piattaforme coralline rialzate. Le isole continentali si trovano fuori dalla Linea dell'Andesite e includono la Nuova Guinea, le isole della Nuova Zelanda e le Filippine. Queste isole sono fisicamente associate con i continenti vicini. Le isole alte sono di origine vulcanica, e possono contenere dei vulcani attivi. Tra queste le Hawaii e le Isole Solomon.
Gli altri due tipi di isole sono il risultato del lavoro dei coralli. Le barriere coralline sono strutture subacquee che sono state costruite dai corali sopra la lava basaltica sotto la superficie dell'oceano. Una delle più grandi è la Grande Barriera Corallina, al largo dell'Australia nordorientale. Un secondo tipo è quello di una piattaforma corallina rialzata, che è in genere un po' più grande. Ne sono esempi Banaba e Makatea nel gruppo di Tuamotu nella Polinesia Francese.
Storia ed economia
In tempi preistorici vi furono importanti migrazioni umane nel Pacifico, prima tra tutte quella dei Polinesiani da Tahiti fino alle Hawaii e la Nuova Zelanda. L'oceano fu visto per la prima volta dagli Europei all'inizio del XVI secolo, prima da Vasco Nunez de Balboa (1513) e poi da Ferdinando Magellano, che attraversò il Pacifico durante la sua circumnavigazione (1519-22). Per il resto del XVI secolo, l'esplorazione fu condotta principalmente dalla Spagna, con navi che raggiungevano le Filippine, la Nuova Guinea e le Isole Solomon. Durante il XVII secolo la scena fu dominata dagli olandesi; Abel Janszoon Tasman scoprì nel 1642 la Tasmania e la Nuova Zelanda. Il XVIII secolo vide l'esplorazione russa in Alaska e nelle Isole Aleutine, i francesi in Polinesia, e gli inglesi con tre viaggi del capitano James Cook.
L'imperialismo crescente del XIX secolo risultò nell'occupazione della maggior parte del Pacifico da parte delle potenze occidentali. La nave esploratrice HMS Beagle portò importanti contributi scientifici negli anni 1830, con a bordo Charles Darwin. Un'altra nave famosa fu la HMS Challenger. Anche se gli Stati Uniti presero le Filippine nel 1898, arrivati al 1914 il Giappone controllava la maggior parte del Pacifico occidentale, ed occupò molte altre isole durante la Seconda guerra mondiale. Alla fine della guerra, l'oceano era dominato dalla marina militare americana.
Il pacifico comprende diciassette stati indipendenti: Australia, Fiji, Giappone, Kiribati, le Isole Marshall, Micronesia, Nauru, Nuova Zelanda, Palau, Papua Nuova Guinea, Filippine, Samoa, le Isole Salomone, Taiwan (disputata dalla Repubblica Cinese), Tonga, Tuvalu e Vanuatu. Undici di queste nazioni sono totalmente indipendenti solo dal 1960. Le Isole Marianne del Nord hanno un proprio governo, ma dipendono dagli Stati Uniti per la politica estera, e le Isole Cook e Niue hanno una relazione simile con la Nuova Zelanda. Inoltre nel Pacifico si trova lo Stato americano delle Hawaii e numerosi territori e possessioni di Australia, Cile, Francia, Giappone, Nuova Zelanda, Gran Bretagna e Stati Uniti.
Lo sfruttamento delle risorse minerarie del Pacifico è ostacolato dalle grandi profondità dell'oceano. Nelle acque basse al largo delle coste australiane e neozelandesi, vengono estratti gas naturale e petrolio, mentre le perle vengono raccolte o coltivate lungo le coste di Australia, Giappone, Nuova Guinea, Nicaragua, Panama e Filippine, anche se si tratta di un industria in declino. La risorsa maggiore del Pacifico sono i suoi pesci. Le acque costiere dei continenti e delle isole più temperate forniscono salmone, sardine, pesce spada e tonno, più numerosi crostacei. Nel 1986, le nazioni che fanno parte del Forum del Sud Pacifico hanno dichiarato l'area libera dal nucleare, nel tentativo di fermare gli esperimenti nucleari e di prevenire lo stoccaggio delle scorie nucleari nel pacifico.
Bibliografia
- Barkley, R.A., Oceanographic Atlas of the Pacific Ocean (1969)
- Cameron, I., Lost Paradise (1987)
- Couper, A., Development in the Pacific Islands (1988)
- Crump, D.J., ed., Blue Horizons (1980)
- Gilbert, John, Charting the Vast Pacific (1971)
- Lower, J. Arthur, Ocean of Destiny: A Concise History of the North Pacific, 1500-1978 (1978)
- Oliver, D.L., The Pacific Islands, 3d ed. (1989)
- Ridgell, R., Pacific Nations and Territories, 2d ed. (1988)
- Soule, Gardner, The Greatest Depths (1970)
- Spate, O.H., Paradise Found and Lost (1988)
- Stanley, David, Moon Handbooks South Pacific (2004)
- Terrell, J.E., Prehistory in the Pacific Islands (1986).
Basato su testi di pubblico dominio del US Naval Oceanographer
Categoria:Oceani
Categoria:Ecosistemi
ja:太平洋
ko:태평양
simple:Pacific Ocean
th:มหาสมุทรแปซิฟิก
zh-min-nan:Thài-pêng-iûⁿ
Spagnolo
Il castigliano più comunemente detto spagnolo, è una lingua appartenente al gruppo delle lingue romanze della famiglia delle lingue indoeuropee. È la seconda lingua (la quarta secondo un’altra classificazione) più parlata al mondo dopo il cinese (mandarino).
L’importanza dello spagnolo è cresciuta notevolmente negli ultimi anni. Ciò grazie all’alto tasso di natalità di molti paesi in cui è parlato, allo sviluppo economico di vari stati latino-americani, alla crescita della comunità ispanofona negli Stati Uniti e, da ultimo, all’espansione del mercato musicale in tale lingua.
Si usa il termine castigliano per mettere in evidenza che è la lingua della Castiglia e che in Spagna si parlano altre lingue (le maggiori sono il catalano, il basco e il galiziano).
"Spagnolo" o "Castigliano"
Gli spagnoli sono soliti chiamare la loro lingua español quando questa viene citata insieme a lingue di altri stati (per esempio in un elenco dove figurino anche il francese o l'inglese) ma si preferisce utilizzare il termine castellano quando si citano anche le altre lingue della Spagna (come il galiziano, il catalano e il basco). Per quanto riguarda il resto del mondo ispanofono, in molte aree si preferisce il termine español, mentre castellano prevale in Argentina, Cile, Peru e Uruguay .
Storia
Lo spagnolo si è evoluto dal latino "volgare" e ha poi subito, nel nord del paese, l'influenza del celtiberico, del basco e dell'arabo. Caratteristiche tipiche della fonologia diacronica spagnola sono la lenizione (latino vita, spagnolo vida), la palatilizzazione (latino annum, spagnolo año), la trasformazione in dittonghi delle vocali latine brevi e/o (latino terra, spagnolo tierra; latino novus, spagnolo nuevo). Fenomeni simili si possono trovare anche nelle altre lingue romanze, benché lo spagnolo presenti una influenza celtica più forte del francese e dell'italiano, specie nella lenizione.
Con la Riconquista il dialetto del nord si diffuse anche nelle regioni meridionali.
Il primo dizionario dal latino allo spagnolo (Gramática de la Lengua Castellana) fu realizzato a Salamanca nel 1492 da Elio Antonio de Nebrija. Quando tale lavoro fu presentato a Isabella I di Castiglia, la regina chiese ¿Para qué quiero una obra como ésta si ya conozco el idioma? (Per quale motivo dovrei volere un'opera come questa, se già conosco la lingua?), al che l'autore rispose Señora, la lengua es el instrumento del Imperio (Signora, la lingua è lo strumento dell'Impero).
A partire dal XVI secolo lo spagnolo fu introdotto in America, Micronesia, Guam, Isole Marianne, Palau e Filippine (anche se in tutte queste isole ben poco è rimasto di tale colonizzazione, se non alcuni pidgin).
Nel XX secolo il castigliano si diffuse anche nelle colonie africane della Guinea Equatoriale e del Sahara occidentale (all'epoca noto come Río de Oro).
Fonologia
Entro il XVI secolo il Castigliano subì delle trasformazioni nell'uso delle consonanti che determinarono la definitiva differenziazione rispetto alle lingue neolatine confinanti, quali il portoghese e il catalano. Per esempio la /f/ a inizio di molte parole fu trasformata in /h/.
-
Variante latinoamericana
Nei paesi latinoamericani si parla lo spagnolo, ma con inflessioni linguistiche particolari:
- Non esiste la seconda persona plurale: il vosotros è sostituito con dallustedes, e i verbi si pongono alla terza persona plurale; questo implica che il pronome personal ustedes deve essere usato più frequentemente che nello spagnolo di Spagna, per evitare ambiguità.
- A livello fonetico assume varie caratteristiche che si incontrano anche nel sud della Spagna (Andalusia):
- Ha il fenomeno del seseo: il suono interdentale (c seguita da e o i, e z) diventa sempre il suono s aspro.
- Ugualmente presenta il fenomeno del yeismo, per il quale il suono della ll palatale si confonde con quello della y.
- Mantengono arcaismi.
Particolarmente diversa ed arcaica, anche nel vocabolario, risulta essere la versione argentina in cui:
- valgono le regole di cui sopra per gli altri paesi latinoamericani anche se il suono risulta molto più pulito e cantilenato
- è stato mantenuto, al posto del tú, il vos, e conseguentemente la relativa forma verbale in seconda persona singolare è stata mantenuta nella forma arcaica; nel castigliano di Spagna lo troviamo in Cervantes.
- i suoni di ll e y si interconfondono e suonano come lo sc italiano di sci tranne che nelle zone della Provincia di Corrientes.
Distribuzione geografica
Lo spagnolo è una delle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e dell’Unione Africana. Gran parte dei parlanti risiede nell’emisfero occidentale (Europa, America centrale e meridionale, territori spagnoli in Africa).
Con circa 106 milioni di parlanti (sia come prima che come seconda lingua), il Messico è lo stato con la più numerosa popolazione ispanofona del mondo. Seguono poi la Colombia e la Spagna (entrambe con 44 milioni), l’Argentina (39 milioni) e gli Stati Uniti (30 milioni, paese dove lo spagnolo non è lingua ufficiale ma è usato da una folta comunità di immigrati).
Lo spagnolo è la lingua ufficiale di più di 20 paesi:
#Argentina
#Bolivia (insieme al quechua e all’aymará)
#Cile
#Colombia
#Costa Rica
#Cuba
#Ecuador
#El Salvador
#Guatemala
#Guinea Equatoriale (insieme al francese)
#Honduras
#Messico
#Nicaragua
#Panamá
#Paraguay (insieme al guaraní)
#Porto Rico
#Perù (insieme al quechua e all’aymará)
#Repubblica Dominicana: caratteristiche proprie
#Sahara occidentale (insieme all’arabo)
#Spagna (insieme al catalano, al basco e al galiziano)
#Uruguay
#Venezuela
Lo spagnolo riveste inoltre una certa importanza nei seguenti paesi:
#Andorra
#Belize, dove l'inglese rappresenta la lingua ufficiale, con lo spagnolo che però è largamente diffuso per ragioni storiche e geografiche
#Brasile (lingua di studio)
#Filippine (ormai lingua di cultura in disuso)
#Gibilterra
#Israele e Marocco (in questi due paesi sono presenti importanti comunità di ebrei sefarditi che parlano sia lo spagnolo che il ladino).
#Stati Uniti, dove rappresenta la seconda lingua più diffusa dopo l'inglese
#Trinidad and Tobago (per ragioni storiche e geografiche)
Nel territorio britannico di Gibilterra, rivendicato dalla Spagna, l’inglese rimane l’unica lingua ufficiale. Lo spagnolo, tuttavia, rappresenta la lingua madre di quasi tutti i residenti. Nella zona si parla inoltre lo yanito, misto di inglese e spagnolo.
Negli Stati Uniti lo spagnolo è parlato da circa ¾ della popolazione ispanica. Sta inoltre diventando un’importante lingua di studio, con un numero sempre più grande di non-ispanici che lo apprendono per ragioni commerciali, politiche o turistiche. Il castigliano è la lingua ufficiale del New Mexico (insieme all’inglese) e del territorio americano di Porto Rico.
In Brasile, dove il portoghese è lingua ufficiale, lo spagnolo sta diventando sempre più lingua di studio. Ciò è dovuto a diversi fattori. Innanzitutto, il fatto che il Brasile negli ultimi anni ha visto diminuire i suoi scambi commerciali con Stati Uniti ed Europa e aumentare invece quelli con i vicini paesi ispanofoni (in particolar modo quelli del Mercosur). A ciò si aggiungono i continui scambi culturali con molti paesi dove il castigliano è lingua ufficiale e la forte somiglianza tra i due idiomi (cosa che, ovviamente, facilita l’apprendimento).
Per tutta questa serie di ragioni il Congresso Nazionale del Brasile, il 17 luglio 2005, ha approvato un provvedimento con cui lo spagnolo diventa la seconda lingua delle scuole primarie sia pubbliche che private.
In Brasile esiste inoltre una piccola comunità di madre lingua spagnola: si tratta di ebrei sefarditi (parlanti sia il castigliano standard che il ladino) sia di immigrati da altri paesi sudamericani.
Infine, in molti centri lungo i confini (soprattutto con l’Uruguay) si parla un misto di spagnolo e portoghese noto come portuñol.
In Europa, al di fuori di Spagna e Andorra, lo spagnolo viene parlato da comunità di immigrati in Italia (soprattutto nelle grandi città, dove le comunità sudamericane sono in continuo aumento), Francia, Paesi Bassi, Germania e Regno Unito (con un’importante comunità a Londra).
In Asia l’uso della lingua spagnola è invece in costante declino. Dal 1987 lo spagnolo non è più lingua ufficiale nelle Filippine e, ormai, è usato quotidianamente solo dallo 0,01% della popolazione (2.658 persone stando al censimento del 1990). Tuttavia, lo 0,4% dei filippini usa un creolo-spagnolo noto come chabacano (292.630 persone nel 1990); a ciò si aggiungono i numerosi prestiti presenti nelle varie lingue filippine e l’importanza storica del castigliano (basti pensare che gran parte della letteratura e dei documenti storici del paese fino agli inizi del Novecento furono redatti in questa lingua).
Esistono poi piccolissime comunità di “ex-immigrati” in vari paesi asiatici che possono vantare una certa conoscenza della lingua: si tratta di cinesi nati in Messico e poi deportati in Cina e di giapponesi di terza o quarta generazioni nati in Perù e ritornati in Giappone.
Anche in Oceania lo spagnolo non riveste grande importanza. E’ parlato da circa 3.000 persone nelle Isole Orientali (un possedimento territoriale cileno) ed è la settima lingua più diffusa in Australia (97.000 parlanti stando al censimento del 2001). A Guam, Palau, nelle Marianne, nelle Isole Marshall e negli Stati Federati di Micronesia, un tempo possedimenti spagnoli, il castigliano è ormai estinto e la sua influenza si limita ad alcuni pidgin e prestiti nelle lingue locali.
In Antartide, lo spagnolo è usato nelle stazioni scientifiche di Argentina, Cile, Perù e Spagna.
Voci correlate
- Ortografia spagnola
Spagnola, lingua
Spagnola, lingua
Spagnola, lingua
ja:スペイン語
simple:Spanish
Messico
Il Messico (in spagnolo: Estados Unidos Mexicanos, ma spesso si usano anche México e Méjico) è uno stato (1.972.550 km², 104.959.594 abitanti - stima luglio 2004 -, capitale Città del Messico) dell'America settentrionale.
Confina a nord con gli Stati Uniti d'America e a sud-est con il Guatemala e il Belize, si affaccia sull'Oceano Pacifico a ovest e sul Golfo del Messico e sul Mar dei Caraibi a est. È il paese più settentrionale dell'America Latina e costituisce la più grande e la più popolata nazione ispanofona del mondo.
E' diffusa sulla stampa e alla TV la tendenza a considerare il Messico uno Stato appartenente all'America Centrale; forse confondendo "America latina" con "America centrale e meridionale". Pur appartenendo il Messico all'America latina, dove si parlano, con alcune rare eccezioni, solo lingue che derivano dal latino, lo Stato fa parte della parte settentrionale del continente.
Alcuni autori (soprattutto in Spagna) preferiscono la variante Méjico al più conosciuto termine México. Entrambe le forme sono ritenute corrette dalla Real Academia de la Lengua Española, che, comunque, suggerisce la forma México e l'uso della "x" in tutte le parole da essa derivate. Storicamente, la maggior parte dei paesi di lingua spagnola hanno usato la forma contente la "x".
Il Messico è una repubblica federale costituita da 31 stati. La capitale federale è Città del Messico (quasi 8 milioni e 600 mila abitanti), in spagnolo Ciudad de México, capoluogo del distretto federale (districto federal, D.F.), che conta 18 milioni di abitanti.
Storia
In seguito all'arrivo degli spagnoli nel XVI secolo e alla distruzione del regno azteco nel 1521 il Messico divenne la colonia spagnola dal nome Nuova Spagna. Nel 1810 dichiarò l'indipendenza dalla Spagna, seguì una lunga guerra che portò all'indipendenza definitiva nel 1821.
In seguito all'invasione statunitense e a vendite di ampie porzioni di territorio la superficie del Messico diminuì drasticamente.
Nel 1861 il paese fu invaso da una spedizione voluta da Napoleone III che culminò nella conquista e nella costituzione dell'impero messicano dell'arciduca Massimiliano d'Asburgo che venne poi ucciso per ordine dell'ex presidente Benito Juarez.
La lunga dittatura di Porfirio Diaz portò alla rivoluzione messicana del 1910. Le forze rivoluzionarie sconfissero le truppe regolari ma a causa di conflitti interni il paese subì un ventennio di disordini.
- Presidenti del Messico
Demografia
Con una popolazione di 105 milioni di persone (stima del 2004) Messico è la nazione ispanofona più popolata del mondo ed è, subito dopo il Brasile, il paese più popolato dell'America Latina. Il 60% della popolazione è costituita da meticci (mestizo), di discendenza mista europea (soprattutto spagnola) e indigena. Gli amerindi, appartenenti a varie nazioni indigene, rappresentano il 30% dei messicani. Il 9% degli abitanti è invece di origine europea (si tratta soprattutto di creoli, anche se vi sono anche italiani, francesi, tedeschi, polacchi, russi e inglesi). Il restante 1% è composta da ebrei, arabi, turchi, cinesi e giapponesi.
Il Messico è lo stato che ospita il maggior numero di statunitensi che vivono al di fuori degli U.S.A. Ciò è dovuto in primo luogo ai legami economici, sempre più importanti, fra i due paesi a seguito dell'entrata del Messico nel NAFTA. Inoltre, gli statunitensi considerano il Messico un'ottima meta di ritiro dalla vita frenetica: questo vale in particolare per San Miguel de Allende, Guanajuato, e per altre località della Baja California.
In Messico coesistono 56 differenti etnie indigene, le quali affondano le loro radici nella storia precedente al colonialismo. Dallo stato di Sinaloa (confine con il Oceano Pacifico) al Chiapas (confine con il Guatemala) vivono 10 milioni di indios. Il Messico è il paese dell'America latina con la più bassa presenza di popolazione di origine italiana.
Geografia politica
Il Messico è diviso in 31 stati (estados) e un distretto federale (Distrito Federal). Ogni stato ha una costituzione propria e un governatore eletto direttamente.
Religione
La religione predominante è la cattolica (89%), seguono varie confessioni protestanti (6%) e un 5% di altri credenti o atei. Alcuni amerindi, pur dichiarandosi cattolici, praticano in realtà una religione sincretista, che mescola il cristianesimo e alcuni elementi degli antichi culti aztechi e maya. La Chiesa dei Santi dell'Ultimo Giorno (mormoni) si sta diffondendo in modo significativo nelle principali città presso il confine nord-orientale. L'ebraismo è presente da molti secoli in Messico e attualmente vi sono circa 100.000 ebrei nel paese. I musulmani (di origine araba o turca) sono alcune migliaia.
Lingue
Lo spagnolo (castigliano) è la lingua ufficiale del Messico ed è anche quella parlata dalla maggioranza degli abitanti. Circa il 7% dei messicani parla una lingua amerindia. Ufficialmente, il governo riconosce 62 lingue amerindie, tra le quali le più parlate sono il nahuatl e il maya (entrambe con 1,5 milioni di parlanti). Altre, come il lacadon, sono usate da meno di 100 persone. Il governo ha promosso programmi educativi bilingue (in spagnolo e in una lingua locale) presso le comunità indigene rurali.
L'inglese è molto conosciuto nelle grandi città, presso il confine statunitense e nelle località balneari. L'inglese sta diventando popolare soprattutto fra i giovani, mentre le più prestigiose scuole private offrono un'educazione bilingue.
Da segnalare è inoltre la comunità di Chipilo nello stato di Puebla, documentata da vari linguisti (tra cui Carolyn McKay). La città, infatti, venne fondata nel 1882 da immigrati provenienti dal Veneto. Mentre tutti gli altri europei di origine non-spagnola hanno finito col perdere la loro lingua originaria, gli abitanti di Chipilo (e di alcune zone vicine) conservano in modo straordinariamente inalterato il dialetto veneto parlato dai loro nonni, rappresentando perciò una minoranza linguistica non riconosciuta ufficialmente.
Vulcani
- El Chichonal
- Chiapas
Voci correlate
- Rivoluzione messicana
- Rivoluzione verde
Collegamenti esterni
- [http://www.presidencia.gob.mx Messico, Governo della Repubblica]
- [http://amolt.interfree.it/Messico/ Messico, sito dedicato]
- [http://www.elbalero.gob.mx/italiano/index_it.html Il Messico spiegato ai bambini]
ja:メキシコ
ko:멕시코
ms:Mexico
simple:Mexico
zh-min-nan:México
Maya
Il popolo Maya è composto da popoli Indios del sud del Messico e della parte settentrionale dell'America Centrale.
Si stima che vi siano 6 milioni di Maya viventi in questa regione all'inizio del XXI secolo. Alcuni sono abbastanza integrati nella cultura moderna delle nazioni nelle quali risiedono, altri conservano uno stile di vita differente e più legato alle proprie tradizioni, spesso parlando i linguaggi Maya.
Le più vaste popolazioni Maya sono negli stati messicani di Yucatán, Campeche, Quintana Roo, Tabasco e Chiapas, nonchè nelle nazioni centroamericane di Belize, Guatemala e a occidente in Honduras e in El Salvador.
Yucatán
Il gruppo più vasto di Maya moderni si trova nello stato messicano dello Yucatán. Comunemente si identificano come "Maya", senza nominare alcuna tribù (diversamente da quelli che vivono negli altopiani occidentali del Guatemala) e parlano una lingua che gli antropologi definiscono "maya yucateco", ma è chiamato semplicemente "maya" da chi lo parla e dagli altri yucatechi; parlano comunque anche lo spagnolo. Specialmente nelle regioni occidentali, anche quelli che parlano maya in casa spesso si definiscono meticci, il chè mostra una certa assimilazione alla cultura dominante messicana.
Storicamente, la popolazione della metà occidentale della penisola era meno integrata con la cultura ispanica e meno assoggettati ai coloni rispetto agli abitanti della metà orientale.
Vi fu una grande rivolta dei maya yucatechi, nel XIX secolo, che fu una delle più riuscite rivolte moderne degli Indios. Essa portò tra l'altro alla temporanea esistenza di uno stato maya di Chan Santa Cruz, riconosciuto come nazione indipendente dall'Impero Britannico.
Lo sviluppo del turismo nel Mar dei Caraibi ha incoraggiato uno spostamento demografico da altre regioni del messico. Questo fenomeno però, secondo molti critici, è stato motivato almeno in parte dal desiderio del governo centrale messicano di diminuire l'identità maya della regione a favore di una generica "messicanità".
Questo processo ha creato forti scompensi nella identità culturale dei discendenti del popolo Maya.
Chiapas
Il Chiapas fu lo stato del Messico meno toccato dalle riforme della Rivoluzione messicana. Molti Maya qui supportano l'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN).
I maggiori gruppi etnici chiapanechi sono tzotzil e i tzeltal, che si trovano sugli altopiani; abbiamo poi gli zoque, i tojolabal, i mame, i Cho'ol, i lacandon.
Guatemala
In Guatemala le popolazioni Maya più vaste e più legate alle antiche tradizioni si trovano negli altopiani occidentali.
In questo stato la politica seguita dai coloni spagnoli è stata quella di mantenere le popolazioni indigene separate e sottomesse e continua ancor oggi nel XXI secolo. Questo ha portato alla conservazione di molti costumi tradizionali, unico stile di vita possibile per i Maya.
Continua ancor oggi una notevole identificazione con le tribù, che spesso corrispondono agli stati-nazione precolombiani. Molte persone indossano tutt'oggi abiti che distinguono i gruppi locali specifici da tutti gli altri. I vestiti delle donne tendono a essere più tradizionali rispetto a quelli maschili, poiché gli uomini hanno avuto una maggior interazione con la cultura ispanica e maggiori rapporti commerciali.
Fra i popoli Maya degli altopiani vi sono i quiché, i mam, i pocomam, i caqchikel, gli ixil, i kekchi, i tzutuhil, i jacaltec e i xinca.
Altri gruppi etnici Maya
Il gruppo etnico Maya più legato alle tradizioni antiche sono i lacandon, una piccola popolazione che ha evitato i contatti con gli stranieri fino al tardo XX secolo vivendo in piccoli gruppi nella Selva Lacandona.
Siti archeologici
Ecco i più importanti siti archeologici maya, divisi in base allo stato in cui si trovano.
Yucatàn
- Chichén Itzá
- Cobá
- Uxmal
- Kabah
- Kiuic
- Oxkintok
- Labnà
- Chac
- Tulum
Chiapas
- Palenque
- Toniná
Belize
- Cerros
- Cuello
Guatemala
- El Mirador
- Rio Azul
- Tikal
- Naranio
- Naj Tunich
- Quiriguá
- Mixco Viejo
- Iximché
- Kaminaljuyù
- La Democrazia
Honduras
- Islas de Bahia
- Valle dell'Ulùa
- Copán
- Tegucigalpa
El Salvador
- Cerén
Articoli correlati
- Aztechi
- Civiltà precolombiane
- Classificazione dei nativi americani
- Nativi americani
- Storia dei Maya
Categoria:Maya
ja:マヤ文明
ms:Maya
ChibchaI Chibcha (o Muisca) erano una popolazione indigena sudamericana stanziata al tempo della conquista spagnola (1537) nella parte centrale nella Cordigliera orientale delle Ande colombiane.
I Chibcha erano organizzati in gruppi locali con un capo (usake) che accentrava il potere politico e religioso e aveva un carattere divino. I nove regni Chibcha facevano riferimento a due confederazioni in lotta tra loro: una settentrionale, retta da un capo supremo chiamato zaque e una meridionale, con un capo chiamato zipa. La conquista spagnola fermò il processo di unificazione di tutti i Chibcha sotto il controllo dello zipa.
I Chibcha erano agricoltori sedentari e tutti gli edifici avevano un'armatura di pali di legno, pareti fatte di canne e fango e tetto ricoperto di paglia, poichè non usavano la pietra come materiale di costruzione.
La società era divisa in due classi: i nobili, con i sacerdoti del culto solare, potevano assumere la propria carica (la successione seguiva la regola della discendenza matrilineare, mentre la successione dei beni era patrilineare) soltanto dopo un periodo di carica di più anni in un tempio, al fine di esaltare le proprie forze magiche.
La poligamia era una pratica comune. Al sole e alla luna si offrivano sacrifici umani, soprattutto prigionieri di guerra. L'utilizzo della polvere d'oro nei rituali religiosi ha creato la leggenda di Eldorado.
Categoria:Nativi americani
1522
Eventi
- Rivolta dei cavalieri (in Germania, contro i grandi feudatari, collegata alla Riforma protestante)
Nati
Morti
- 27 agosto - Giovanni Antonio Amadeo, scultore italiano
022
ko:1522년
1524
Eventi
In settembre, Erasmo da Rotterdam pubblica il De libero arbitrio.
Nati
Morti
024
ko:1524년
simple:1524
Granada
frame
Granada è una città spagnola, capitale dell'omonima provincia andalusa. È molto vicina alle montagne della Sierra Nevada, sita sulla confluenza di due fiumi: il Darro e il Genil. Il monumento più importante della città è sicuramente il palazzo arabo dell'Alhambra, uno dei patrimoni dell'umanità. Il 3 maggio la città festeggia il "Día de la Cruz", la gente della città (prevalentemente ragazzi) si ritrova nelle piazze dove vengono poste delle grandi croci; molte sono le manifestazioni folkloristiche tra le quali i balli di gruppo tipici dell'Andalusia.
patrimoni dell'umanità]
patrimoni dell'umanità
Categoria:Comuni della comunità dell'Andalusia
Categoria:Città della Spagna
Categoria:Comuni della provincia di Granada
ja:グラナダ
1687
Eventi
- 12 agosto battaglia di Mohacs (in Ungheria meridionale; gli austro-polacchi vincono i turchi; vedi anche 1526)
- Isaac Newton pubblica il trattato di fisica e matematica Philosophiae naturalis principia mathematica
- Denis Papin inventa un prototipo di macchina a vapore
Nati
- Anton Lazzaro Moro, geologo († 1752)
Morti
087
ko:1687년
simple:1687
Spagna
La Spagna (Reino de España) è una monarchia nel sudovest dell'Europa.
Assieme al Portogallo forma la penisola iberica.
Nel nordest confina, separata dai Pirenei, con la Francia e
il ministato Andorra.
- La Spagna ha una superficie di 505.782 km² e conta circa 43.197.684 abitanti (2004).
- Fin dal 1591 la capitale è Madrid.
- Dal primo gennaio 1986 è membro dell'Unione Europea.
- Dal 1982 fa parte della NATO
- La lingua ufficiale del paese è lo spagnolo (ovvero il castigliano), si parla inoltre catalano, basco, galiziano e occitano che sono lingue ufficiali nelle rispettive regioni autonome.
- Le principali città sono (2003):
- Madrid 3.092.759
- Barcellona 1.582.738
- Valencia 780.653
- Siviglia 709.975
- Saragozza 626.081
- Malaga 547.105
- Murcia 391.146
- Las Palmas de Gran Canaria 377.600
- Palma de Mallorca 367.277
- Bilbao 353.567
- Valladolid 321.143
- Cordova 318.628
- Alicante 305.911
- I principali fiumi sono: Ebro, Duero, Tago, Guadiana, Guadalquivir, Jucar, Segura, Turia, Miño.
Geografia
Regioni
La Spagna è suddivisa in 17 regioni autonome (comunidad autónoma, al plurale: comunidades autónomas) che sono ulteriormente suddivise in 50 province, più due città autonome (Ceuta e Melilla).
Le regioni autonome sono:
- Andalusia (Andalucia)
- Aragona (Aragon)
- Asturie (Principado de Asturias)
- Baleari (Illes Balears)
- Canarie (Islas Canarias)
- Cantabria
- Castiglia e Leon (Castilla y León)
- Castiglia-La Mancia (Castilla-La Mancha)
- Catalogna (Catalunya)
- Comunità Valenciana (Comunitat Valenciana)
- Estremadura (Extremadura)
- Galizia (Galicia)
- La Rioja
- Madrid (Comunidad de Madrid)
- Murcia (Región de Murcia)
- Navarra (Comunidad Foral de Navarra)
- Paesi baschi (Pais vasco - Euskadi)
.
Storia
Turismo
Voci correlate
- Comunità autonome della Spagna
- Province spagnole
- Targhe automobilistiche spagnole
fiu-vro:Hispaania
ja:スペイン
ko:에스파냐
ms:Sepanyol
simple:Spain
th:ประเทศสเปน
zh-min-nan:Se-pan-gâ
1783
Eventi
- Rivoluzioni: ha termine la Rivoluzione americana
Nati
- 24 luglio - Simón Bolívar, rivoluzionario sudamericano († 1830)
- 13 febbraio - Guglielmo Pepe, generale e patriota († 1855)
Morti
- 7 gennaio - Giovanni Targioni Tozzetti, naturalista (n. 1712)
- Jean Baptiste Le Rond d'Alembert, matematico francese (n. 1717)
083
ko:1783년
ms:1783
simple:1783
1822
Eventi
- Thomas Young e Jean-François Champollion decifrano i geroglifici grazie alla Stele di Rosetta
- I Dialoghi di Galileo Galilei vengono tolti dall'indice dei libri proibiti (Index librorum prohibitorum) della Chiesa Cattolica
- 12 ottobre - Pedro I del Brasile viene dichiarato imperatore dell'impero brasiliano
Nati
- Gregor Mendel - genetista
- Charles A. Alexander, architetto vittoriano
- 4 gennaio - Georg Büchmann, filologo († 1884)
- 6 gennaio - Heinrich Schliemann, archeologo tedesco
- 16 febbraio - Francis Galton, esploratore, antropologo, patrocinatore dell'eugenetica, statistico
- 27 aprile - Ulysses S. Grant, generale e diciottesimo presidente degli Stati Uniti
Morti
- 9 maggio - Paolo Ruffini, matematico italiano
- 8 luglio - Percy Bysshe Shelley, poeta britannico
- 13 ottobre - Antonio Canova, scultore italiano
022
ko:1822년
ms:1822
simple:1822
Regno Unito
Il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (in ingl.: United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland) è uno stato dell'Europa Occidentale. Il Regno Unito fu formato da una serie di Atti d'Unione che riunirono diverse nazioni: Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda. Gran parte dell'Irlanda si separò nel 1922 costituendo la Repubblica d'Irlanda, la parte restante è ancora sotto il Regno Unito e viene chiamata Irlanda del Nord.
Il Regno Unito è situato al largo delle coste occidentali dell'Europa settentrionale, circondato a est dal Mar del Nord, a sud dal Canale della Manica, e a ovest dall'Oceano Atlantico e dal mare d'Irlanda. Sono sottoposte alla sovranità del Regno Unito le Isole del Canale, l'Isola di Man e un cospicuo numero di territori d'oltremare.
Gran Bretagna è il nome geografico dell'isola comprendente Inghilterra, Galles e Scozia.
Isole britanniche è il nome geografico dell'arcipelago comprendente la Gran Bretagna, l'Irlanda, l'Isola di Man, l'Isola di Wight, le isole Orcadi, le isole Ebridi, le isole Shetland le Isole del Canale e altre.
Storia
Vedi anche: Storia del Regno Unito
La Scozia e l'Inghilterra esistono come entità separate dal 10° secolo. Il Galles, che è sotto il controllo dell'Inghilterra dal 1284 entrò a far parte del regno di Inghilterra tramite l'Atto di Unione del 1536.
Con l'atto di unione del 1707 i regni separati di Scozia e Inghilterra, che dal 1603 avevano lo stesso sovrano, si uniscono in modo permanente e divengono il Regno di Gran Bretagna.
Tramite l'atto di unione del 1800 il Regno di Irlanda entrò a far parte del Regno di Gran Bretagna che prese così il nome di Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda. Nel 1922 26 contee irlandesi, comprese tre contee dell'Ulster (Cavan, Monaghan e Donegal) formarono il libero Stato di Irlanda. Le rimanenti sei contee dell'Ulster rimasero parte del Regno Unito con il nome di Irlanda del Nord, il regno prese l'attuale nome di Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.
- Monarchi britannici
- Primi Ministri britannici
Geografia
La maggior parte del territorio d'Inghilterra è caratterizzato da colline e pianure divise da est a ovest da alcune catene collinari. Da Nord a Sud le più rilevanti sono: le Cumbrian Mountains, i Monti Pennini, le colline del Peak District , i Cotswolds e i Chiltons.
I fiumi principali sono il Tamigi, il Severn, il Trent, l'Humber e il Tyne.
Città principali sono Londra, Birmingham, Manchester, Sheffield, Liverpool, Lincoln, Leeds, Bristol e Newcastle upon Tyne.
Il Galles è principalmente montuoso, il monte principale è lo Snowdon, alto 1.085 metri. A Nord del Galles si trova l'isola di Anglesey. Capoluogo e città principale è Cardiff situata nella parte meridionale del paese.
Il territorio della Scozia è contraddistinto da pianure nelle parti meridionale orientale e da montagne, tra le quali il Ben Nevis 1.343 metri, e altipiani nelle parti settentrionali e occidentali.
Vi sono numerosi laghi e profondi fiordi.
La Scozia comprende un vasto numero di isole situate al largo delle coste occidentali e settentrionali: Le Ebridi, le Orcadi e le isole Shetland.
Le città principali sono Edimburgo, Glasgow e Aberdeen.
L'Irlanda del Nord situata nella parte nord-orientale dell'isola irlandese è principalmente collinosa. Le maggiori città sono Belfast e Derry.
Popolazione
Lingua
Il Regno unito non ha una lingua ufficiale anche se di fatto lo è l'inglese. La Carta Europea delle lingue Regionali o minoritarie ha ufficialmente riconosciuto come lingua autoctone e regionali il gallese, il gaelico scozzese, il | | |