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Nikita Khruščёv
Nikita Sergeevič Khruščёv (in russo Никита Сергеевич Хрущёв [] , 17 aprile 1894 - 11 settembre 1971) è stato un importante politico sovietico.
Dopo le lunghe lotte per il potere seguite alla morte del dittatore Josif Stalin, e il breve periodo di leadership di Georgij Malenkov, Khruščёv divenne il leader dell'Unione Sovietica.
Fu Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica (PCUS) dal 1953 al 1964.
Khruščёv fu, senza dubbio, un uomo politico realista; in questo senso la sua duttilità e la sua scarsa propensione per gli schemi ideologici fissi costituirono delle doti positive. E, malgrado le sue contraddizioni, segnò una svolta nel regime comunista sovietico che portò in auge le nuove generazioni aperte al nuovo. La sua sostanziale mentalità comunista comunque non gli faceva accettare i fermenti nuovi ed durante il suo goveno si ci poneva il problema se l'epoca post staliniana sarebbe sfociata, pur tra contrasti e convulsioni, verso qualcosa di diverso dal comunismo o se si sarebbe rivelato solo una parentesi, una pausa resa necessaria dopo 40 anni di orrori e di sofferenze disumane.
I primi anni
Nato a Kalinovka, in provincia di Kursk, nella Russia Imperiale (ora Ucraina), Khruščёv lavorò come installatore di tubi in varie miniere. Durante la Rivoluzione Russa combattè al fianco dell'Armata Rossa e fu promosso al Politburo.
La grande guerra patriottica
Durante la seconda Guerra Mondiale, Khruščёv servì la sua nazione come ufficiale politico, equivalente al grado militare di tenente generale. Nei mesi seguenti l'invasione tedesca del 1941, Khruščёv entrò in conflitto con Stalin riguardo la condotta della guerra in Ucraina, in cui Nikita Khruščёv era guida locale del partito.
Considerò l'indisposizione di Stalin ad accettare la ritirata come opzione militare, come uno spreco in confronto alle soverchianti possibilità a loro sfavore che i soldati si trovavano a fronteggiare. Successivamente, fu commissario politico nella battaglia di Stalingrado.
La carriera
I contrasti dell'epoca kruscioviana sono significativi alla luce della sua carriera, che non rivelò mai idee originali, ma fu abilissimo nel far proprie quelle altrui, presentandolo come un uomo cinico e non alieno alla violenza più spietata.
Krusciov nacque il 17 aprile 1894 in Ucraina. Non appartiene alla generazione dei comunisti della prima ora perché la sua iscrizione al partito risale al 1918, cioè a rivoluzione finita.
Il primo incarico ufficiale lo ebbe nel 1927, tre anni dopo la morte di Lenin, in qualità di segretario del Comitato locale del partito a Petrovka in Ucraina e si distinse, contrariamente alla successiva leggenda di bonaccione, come uno dei più spietati persecutori dei kulaki, tanto spietato da essere addirittura rimosso dall'incarico.
Si salvò solo per la protezione di Kaganovic (poi accusato di essere un antipartito e responsabile di gravi crimini) che nel 1929 lo chiamò a Mosca. Grazie a Kaganovic conobbe anche Stalin che lo ebbe subito in simpatia per l'obbedienza cieca. Sta di fatto che Krusciov cominciò a salire proprio nel periodo delle grandi porghe che fecero inorridire il mondo.
Nel 1934 entrò a far parte del Soviet Supremo e sostituì Kaganovic nell'incarico di Primo Segretario del partito per la regione di Mosca.
Nel 1937 venne inviato da Stalin in Ucraina per liquidare definitivamente i Kulaki. Di ciò che accadde allora, il XXII Congresso del PCUS accusò Kaganovic. E' in Ucraina che Krusciov si guadagnò invece l'appellativo di sanguinario.
Nel 1938 divenne Primo Segretario del partito in Ucraina, per vastità e abitanti la seconda delle repubbliche Sovietiche. E' allora che Krusciov, già vedovo, sposò Nina Petrovna.
Nel 1939, ancor asconosciuto fuori dell'URSS, divenne il tredicesimo membro del Politburò.
Durante la Seconda Guerra Mondiale fu con Zukov a ricevere la resa delle truppe tedesche dinanzia a Stalingrado.
Dopo la guerra, dà prova di fiuto e prudenza. In vista di nuove epurazioni, Krusciov si dimette addirittura dal Politburò e si dedica alla ricostruzione dell'Ucraina.
Poi, nel 1949, dinnanzia all'ascesa del nuovo astro di Malenkov, decide di ritornare a Mosca: è ancora Kaganovic che lo aiuta, facendolo nominare Segretario del Comitato centrale del partito. A questo importante incarico lo trovò la morte di Stalin, di cui Krusciov fu senza dubbio un fedelissimo.
La lotta per il potere
Krusciov fu indubbiamente l'unico a comprendere ed applicare con abilità indiscutibile la tattica di Stalin nella lotta per il potere. Eccone le fasi salienti.
Nel dicembre del 1953 Krusciov si allea a Malenkov, Molotov, Kaganovic, Bulganin contro Beria, il potente capo della polizia segreta, che viene assassinato freddamente durante una drammatica riunione del Comitato centrale.
Nel 1955, Malenkov, divenuto Primo Ministro, lancia il disgelo (Natascia avrà il suo rossetto e Ivan il suo sigaro). Molotov, Kaganovic sono contrari al nuovo corso e Krusciov si allea ad essi per defenestrare Malenkov ed insediare al suo posto l'amico Bulganin.
Nel febbraio-marzo 1956, aiutato da Mikoyan, riprende il programma di Malenkov ed impone la destalinizzazione, cioè la metodica distruzione del mito di Stalin, che trova espressione nel cosiddetto rapporto segreto di Krusciov pesentato al XX Congresso del PCUS: è l'arma per riscuotere il successo popolare.
Nel novembre dello stesso anno, quando scoppia la rivolta popolare ungherese, non esita però a riprendere i metodi della violenza più spietata e dell'inganno: i capi ungheresi vengono invitati al comando sovietico per trattare e sono arrestati.
Nel 1957, Krusciov si trova ad affrontare la reazione della vecchia guardia: Molotov, Kaganovic, cui si sono aggiunti Malenkov e persino Bulganin e Vorosciolov. In una drammatica riunione del Politburò viene destituito l'8 luglio, salvandosi solo grazie all'intervento del Maresciallo Zukov che impone la riunione del Comitato centrale favorevole a Krusciov, che così si salva.
Gli antipartito vengono defenestrati ed esiliati in località lontane: Molotov in Mongolia, Malenkov negli Urali dove viene inviato anche Kaganovic.
In quest'anno l'URSS invia nello spazio lo Sputnik, il primo satellite artificiale.
Nel 1959 Krusciov epura Bulganin e subito dopo Zukov, che viene messo in ombra come ai tempi di Stalin.
Da ricordare anche che dal 1955 al 1958 Krusciov aveva già fatto fucilare e liquidare fisicamente almeno una trentina di importanti dirigenti periferici.
Nel 1961, di fronte alle persistenti resistenze, Krusciov rilancia al XXII Congresso del PCUS la destalinizzazione. Nel 1956, l'unico responsabile era stato indicato in Stalin, ora le accuse cadono anche su Molotov, Kaganovic, Malenkov, BUlganin, Voroscilov. L'unico puro è sempre Krusciov.
Nel 1962 perse la faccia con la crisi dei missili di Cuba.
Travolto dal continuo insorgere di questioni politiche ed economiche (come la crisi dell'agricoltura, dovuta forse ai suoi errati programmi), nel 1964 fu defenestrato improvvisamente ad opera del Plenum del Comitato Centrale del PCUS ed esonerato da qualsiasi incarico politico.
Giudizio su Krusciov
Il cliché di un Krusciov pacifico e restauratore dell'ortodossia marx-leninista è dunque da respingere. Fu piuttosto un abile e cinico dittatore che seppe sfruttare, con indubbia originalità, la tattica di Stalin nella lotta per il potere, adeguandola alle mutate condizioni della Russia. Egli non esitò a servire Stalin e poi a gettarlo nella polvere, a usare la più disumana spietatezza ed insieme a fare della tolleranza paternalistica lo strumento per sostituire il mito della sua persona sulle ceneri del mito del dittatore che lo aveva preceduto.
Krusciov fu dunque, paradossalmente, il miglior discepolo di Stalin. Ma insieme fu anche l'interprete della Russia post-staliniana, che aveva ormai superato gli ardori rivoluzionari, era stanca del terrore e dei sacrifici e desiderava finalmente realizzare l'antico sogno di eguagliare il tenore di vita dell'Occidente.
In queste condizioni sono comprensibili le clamorose contraddizioni di Krusciov quando voleva trasformare il comunismo senza cambiare il comunismo: un sogno che non riuscì a trasformare il comunismo in democrazia, limitandosi ad introdurre nel regime un pratico revisionismo borghese che sollevò le ire dei marx-leninisti puri come Mao Tse Tung, provocando nel contempo una profonda crisi ideologica nel comunismo mondiale dell'epoca.
Collegamenti esterni
- [http://www.findarticles.com/p/articles/mi_m0FQP/is_4506_129/ai_66383187 The Case of Khrushchev's Shoe], di Nina Khrushcheva (la nipote di Nikita), New Statesman, Oct. 2, 2000.
- [http://www.fordham.edu/halsall/mod/1956khrushchev-secret1.html Modern History Sourcebook: Nikita S. Khrushchev: The Secret Speech - On the Cult of Personality, 1956]
- [http://article.gmane.org/gmane.culture.studies.literature.slavic/2220 Commenti du Stephen Pearl, Chief of the English Interpretation Section of the U.N. in New York dal 1980 al 1994]
Voci correlate
- Unione Sovietica
- Russia
- Comunismo
Khruščёv, Nikita Sergeevič
Khruščёv, Nikita Sergeevič
ja:ニキータ・フルシチョフ
simple:Nikita Krushchev
Lingua russa
Il russo (русский язык ) è una lingua indoeuropea appartenente al ceppo slavo orientale. Si tratta della lingua madre della maggioranza della popolazione della Russia, e di parte della popolazione in quasi tutti i paesi ex-Sovietici. Si stima che il russo sia parlato da 160 milioni di persone come lingua madre, e da altri 120 milioni come seconda lingua. Si tratta quindi di una delle lingue più parlate nel mondo.
Le lingue ad essa più affini sono la lingua ucraina e la lingua bielorussa, entrambe appartenenti al sottogruppo orientale delle lingue slave
Caratteristiche della lingua
Come appartenente al gruppo slavo orientale, il russo possiede tutte le caratteristiche fonetiche, morfologiche e sintattiche delle lingue slave, più alcune peculiarità del gruppo Orientale. Una di queste è la forzata intromissione di vocali tra due o più consonanti in modo da non far comparire il meno possibile due consonanti appaiate: golovà “testa” vs glavà “testa” in bulgaro. Il fenomeno ha però subito vari ridimensionamenti nel tempo.
Fonetica
Vocali
Il russo, come la quasi totalità delle lingue Slave, possiede uno scarno sistema di vocali (solo 6), tra cui spicca però la “ы” trascritta foneticamente come //, e ritrascritta in italiano come y poiché non esiste nella lingua italiana e generalmente è di difficile pronuncia al di fuori del mondo slavo; si può pronunciare sistemando lingua e bocca per dire una “i”, e spostando la lingua leggermente indietro lasciandola nella parte alta della cavità orale.
Consonanti
Il sistema consonantico è invece molto ricco, poiché quasi ogni consonante esiste in coppia con una compagna “palatalizzata”. La palatalizzazione è un fenomeno tipico delle lingue slave ma accade in tutte le lingue del mondo, per cui la pronuncia di una consonante può essere palatalizzata alzando la lingua verso il palato mentre la si pronuncia, ottenendo così la versione palatalizzata di quella consonante. Generalmente nei gruppi germanico e neolatino non riveste un ruolo importante, mentre nel russo è un segno distintivo: brat “fratello” vs brat’ “prendere” (in trascrizione ‘ indica la palatalizzazione della consonante precedente in fine di parola, “j” all’interno).
(Quasi ogni consonante, sonora e non, possiede una controparte palatalizzata, segnata al di sotto di essa, marcata con una piccola )
Riduzione
Un fenomeno tipico che riguarda le vocali è la riduzione: quando su una vocale cade l’accento questa si pronuncia chiaramente e come l’alfabeto richiede. Se sulla vocale non cade l’accento la sua pronuncia cambia: generalmente il cambiamento è troppo leggero per distinguersi chiaramente (come nel caso della “je” che tende ad assomigliare ad una “i” ma non marcatamente), mentre invece la “o” subisce una grande riduzione e suona come una a di poco più chiusa di quella italiana. La parola свобода “libertà”, va trascritta svobòda ma va letta “svabòda”
Morfologia
La differenza maggiore del russo dalle lingue Germaniche e dalle lingue Neolatine, appare subito: il russo possiede 6 casi (падежи)(ovvero la capacità di un nome, aggettivo o pronome di modificarsi a seconda del ruolo che rivestono nella frase):
La maggior parte di essi sono gli stessi casi del latino, altri invece sono tipici della lingue slave. La morfologia per i casi si limita ad aggiungere vocali che marchino i casi per il maschile, mentre femminile e neutro modificano le loro desinenze vocaliche: nom, друг (drug) “amico” – gen друга (drùga), мама (màma) “mamma” – acc маму (màmu). Generalmente è facile individuare il genere di un nome: se termina per consonante è maschile, se termina per –a o –я è femminile, se termina per –o o –е è neutro. Il genere dei sostantivi che terminano in ь è invece certamente non neutro, ma non è dato stabilire a priori - salvo qualche regola meno generale - se è maschile o femminile.
Al caso Accusativo, nasce una differenza nei nomi maschili. I nomi indicanti esseri viventi animati si comportano diversamente dagli oggetti inanimati. Questo accade in quasi tutte le lingue slave. Generalmente i maschili animati prendono all’Accusativo la desinenza del Genitivo, mentre gli inanimati rimangono come al Nominativo. Gli altri generi possiedono desinenze precise a sé stanti.
La presenza dei pronomi personali viene sempre richiesta nella lingua scritta, mentre nella parlata si tendono ad omettere con i verbi al presente e al futuro, che come in italiano, presentano desinze differenti a seconda della persona, mentre sono sempre richiesti al passato, dove i verbi cambiano solo a seconda del genere del soggetto: я взял (ja vzjàl) “ho preso (maschile)” - я взяла (ja vzjalà) “ho preso (femminile)”.
Un’altra peculiarità del russo (e delle lingue slave in generale) riguarda il sistema verbale: Un verbo si coniuga solo in due modi, l’indicativo e l’imperativo e solo in tre tempi: passato, presente e futuro. Una forma di condizionale esiste ma non costituisce una forma verbale strettamente a sé. Il sistema verbale appare così molto scarno e semplice, ma possiede un altro sistema per differenziarsi: l’aspetto. Questa è una proprietà verbale molto precisa. Esiste l’aspetto imperfettivo e l’aspetto perfettivo: il primo qualifica un’azione non conclusa, il perdurare dell’azione, o il ripetersi dell’azione stessa, il secondo indica un’azione conclusa, terminata, non ripetuta nel tempo in cui il verbo si esprime (passato o futuro, il presente non può essere perfettivo). Il verbo russo non può prendere i due aspetti, ma può “essere” di un solo aspetto. L’altro aspetto verrà esplicitato da un altro verbo, generalmente derivato dal primo per mezzo di prefissi o cambiamenti di radice: я писал письмо (ja pisàl pis’mò) “scrivevo, stavo scrivendo una lettera” - я написал письмо (ja napisàl pis’mò) “ho scritto, scrissi una lettera”. Il sistema aspettuale supplisce perfettamente alla scarsa espressività di quello temporale, che si limita ad indicare solo se l’azione è avvenuta nel passato, nel presente o nel futuro.
Declinazione singolare dei sostantivi
maschile
neutro
femminile
Declinazione plurale dei sostantivi
maschile
neutro
femminile
Sintassi
Un’altra particolarità del russo è che l’ordine dei suoi costituenti è completamente libero. Nonostante la forma a cui si attiene nella maggior parte delle frasi sia quella Soggetto-Verbo-Oggetto, spesso possono capitare frasi dove l’ordine è modificato a seconda dell'enfasi che si vuol dare alle diverse parti della frase: эту девушку увидел Антон (etu djevušku uvidjel Anton) si traduce “Anton ha visto questa ragazza”. Ciò avviene perché la presenza dei casi rende quasi totalmente inutile l’ordine delle parole per stabilire la funzione della parole nella frase. Nonostante ciò il russo viene considerato una lingua SVO.
Storia della lingua
Il russo deriva dal proto-Slavo, lingua originaria dei popoli slavi. La fase primaria e media della lingua russa risente dell’influsso dell’Antico Slavo Ecclesiastico, lingua di koiné creata dai Santi Cirillo e Metodio per evangelizzare i popoli slavi. Questa lingua chiamata, anche proto-Bulgaro, apparteneva al sottogruppo delle lingue Slave Meridionali, ciononostante influenzò molto la lingua russa che ne assorbì il sistema di scrittura, l’alfabeto glagolitico da cui deriverà il moderno alfabeto cirillico.
Il russo rimase come lingua orale fino al XVII secolo quando Pietro il Grande adottò una nuova politica linguistica che portò alla nascita del Russo moderno, che prese finalmente la dignità di lingua scritta. Chiunque però volesse scrivere temi letterari, filosofici, scientifici, ecc.. chiunque volesse scrivere a livello medio e alto, doveva ancora però usare l’Antico Slavo Ecclesiastico. Solo nei secoli successivi il russo allargò il suo dominio sulla lingua della Chiesa Ortodossa.
L’ultimo grande “svecchiamento” del russo moderno che lo avvicina a quello contemporaneo avviene dopo la Rivoluzione d’Ottobre. L’ortografia venne riformata e semplificata: dapprima le lettere che terminavano in consonante non palatalizzata dovevano posporre un segno preciso che lo indicasse, il твёрдый знак (tvjordyj znak) “ъ”, che perse questa funzione e rimane oggi solo all’interno di pochissime parole; inoltre l’alfabeto cirillico dapprima usato possedeva per esprimere il fonema “i” la stessa lettera dell’alfabeto latino che fu rimpiazzata da una lettera più moderna e più “russa”: “и”.
La vittoria dell’Unione Sovietica nella Seconda Guerra Mondiale, nonché del suo ruolo primario nella Guerra Fredda, fecero del russo una lingua ad alto livello internazionale.
Per via della grande influenza politica che aveva l'Unione Sovietica, il russo è una delle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, e fino a poco tempo fa era ampiamente studiato e conosciuto in tutti i paesi dell'Europa Orientale. Le lingue dei paesi dell’Europa Orientale sottoposti al regime sovietico e sotto il Patto di Varsavia hanno subito dal dopoguerra in poi una forzata russificazione, con l’introduzione quasi forzata di termini dalla lingua russa, in forza anche del comune ceppo linguistico, specialmente per le lingue slave. Con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, tutte le lingue orientali si sono sottoposte ad un processo di accelerata derussificazione, che li portasse ad una completa autonomia dalla lingua di Mosca. Il russo ha pagato per questa politica linguistica apparendo sempre di più come una “lingua di regime”, che lo ha screditato agli occhi dei popoli dell’Europa Orientale a favore della lingua inglese e della lingua tedesca.
Rimane la lingua principale della tecnica e delle arti in tutta l'ex Unione Sovietica.
Alfabeto Cirillico Russo
Questo è l’alfabeto oggi in uso nella Federazione Russa (in altri paesi che ricorrono all’alfabeto cirillico per scrivere la propria lingua, questo appare leggermente modificato)
Padre nostro
Esistono due versioni del Padre nostro, una prettamente ortodossa in slavo ecclesiastico, ed una corrispondente al Padre nostro cattolico.
Padre nostro ortodosso
Oтче наш
иже еси на небесех
да святится имя Твоё
да приидёт царствие Твоё
да будет воля Твоя
яко на небеси и на земли
хлеб наш насущный даждь нам днесь
и остави нам долги наша
якоже и мы оставляем должником нашим
и не введи нас во искушение
но избави нас от лукавого
Аминь
Trascrizione fonetica:
Otče naš
iže jesi na njebjesjekh
da svjatitsja imja tvojo
da priidjot tsarstvije tvojo
da budjet volja tvoja
jako na njebjesi i na zjemli
khljeb naš nasuščnyj dažd‘ nam dnjes‘
i ostavi nam dolgi nàša
jakože i my ostavljajem dolžnikòm našim
i nje vvjedì nas vo iskušenije
no izbavi nas ot lukavogo
Amin'
Padre nostro cattolico
Отче наш, сущий на небесах
да святится имя Твоё
да приидёт царствие Твоё
да будет воля Твоя
и на земле как на небе
хлеб нас насущный дай нам на сей день
и прости нам долги наши
как и мы прощаем должникам нашим
и не введи нас в искушение
но избавь нас от лукавого
ибо Твоё царство и сила и слава во веки
Аминь
Trascrizione latina:
Otče naš, sušij na njebjesakh
da svjatitsja imja tvojo
da priidjot tsarstvije tvojo
da budjet volja tvoja
i na zjemlje kak na njebje
khljeb naš nasuščnyj daj nam na sjej djen‘
i prosti nam dolgi naši
kak i my prošajem dolžnikam našim
i nje vvjedì nas vo iskušenije
no izbav' nas ot lukavogo
ibo tvojo tsarstvo i sila i slava vo vjeki
amin'
Categoria:Russia
Categoria:Lingue slave
ja:ロシア語
ko:러시아어
ms:Bahasa Russia
simple:Russian language
th:ภาษารัสเซีย
1894
Eventi
- 23 giugno - Parigi, Francia: il Comitato Olimpico Internazionale viene costituito alla Sorbona su iniziativa del Barone Pierre de Coubertin.
- 11 settembre - San Marino adotta il proprio inno nazionale.
Nati
- 1 gennaio - Satyendra Nath Bose, fisico teorico indiano († 1974)
- 8 gennaio - San Massimiliano Maria Kolbe, santo e monaco francescano († 1941)
- 30 gennaio - Re Boris III di Bulgaria († 1943)
- 16 aprile - Jerzy Neyman, statistico polacco († 1981)
- 17 aprile - Nikita Khruščёv, politico e presidente sovietico
- 26 aprile - Rudolf Hess, gerarca nazista († 1987)
- 27 maggio - Dashiell Hammett, scrittore († 1961)
- 9 giugno - Nedo Nadi, schermidore italiano, vincitore di 6 ori olimpici
- 14 giugno - Granduchessa Maria Adelaide del Lussemburgo
- 2 luglio - Vasilii Sergeevich Newchinov, statistico russo
- 26 luglio - Aldous Huxley, scrittore inglese († 1963)
- 21 agosto - Christian Schad, pittore tedesco († 1982)
- 25 agosto - Alfred Berger, pattinatore austriaco
- 2 settembre - Joseph Roth, scrittore austriaco († 1939)
- 15 settembre - Jean Renoir, regista francese († 1979)
- 28 settembre - Thorleif Haug, sciatore norvegese
- 30 ottobre - Peter Warlock, compositore inglese († 1930)
- 26 novembre - Norbert Wiener, matematico, fondatore della Cibernetica
Morti
- 21 febbraio - Gustave Caillebotte, pittore francese
- 24 giugno - Marie-François Sadi Carnot, presidente francese, ucciso dall'anarchico Sante Caserio
- 16 agosto - Sante Geronimo Caserio, anarchico italiano, ghigliottinato per aver ucciso il presidente francese
- 8 dicembre - Pafnuti Cebicev, matematico russo
094
ko:1894년
simple:1894
11 settembre
L'11 settembre è il 254° giorno del Calendario Gregoriano (il 255° negli anni bisestili).
Mancano 111 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 1297 - Battaglia di Stirling Bridge - Gli scozzesi di William Wallace sconfiggono gli inglesi.
- 1541 - Santiago del Cile viene distrutta da tribù indigene.
- 1609 - Henry Hudson sbarca sull'isola di Manhattan.
- 1609 - Viene annunciato un ordine di espulsione contro i musulmani non convertiti di Valencia; sarà l'inizio dell'espulsione di tutti i mussulmani della Spagna.
- 1709 - Battaglia di Malplaquet - Gran Bretagna, paesi Bassi ed Austria sconfiggono la Francia.
- 1714 - Barcellona si arrende alle armate spagnole e francesi, nel corso della Guerra di successione spagnola.
- 1776 - La conferenza di pace Britannico-Americana di Staten Island non riesce a fermare la nascente rivoluzione Americana.
- 1777 - Battaglia di Brandywine.
- 1789 - Alexander Hamilton viene nominato primo Segretario di Stato del Tesoro degli Stati Uniti.
- 1814 - Battaglia di Plattsburgh.
- 1847 - La più nota canzone di Stephen Foster, Oh! Susanna, viene eseguita per la prima volta in un saloon di Pittsburgh (Pennsylvania).
- 1857 - Coloni Mormoni e Indiani Paiute massacrano 120 pionieri a Mountain Meadows (Utah).
- 1858 - George Mary Searle scopre l'asteroide 55 Pandora.
- 1894 - San Marino adotta l'Inno Nazionale della Repubblica.
- 1914 - L'Australia invade la Nuova Britannia, sconfiggendo il contingente tedesco ivi presente.
- 1919 - I marines statunitensi invadono l'Honduras.
- 1921 - Fatty Arbuckle viene arrestato per stupro.
- 1922 - Inizia il Mandato britannico in Palestina.
- 1926 - Fallito tentativo di assassinio di Benito Mussolini.
- 1931 - Salvatore Maranzano viene ucciso dagli scagnozzi di Lucky Luciano.
- 1940 - George Stibitz esegue la prima operazione da remoto su un elaboratore.
- 1941 - Inizio degli scavi per la costruzione del Pentagono. La marina militare statunitense riceve l'ordine di attaccare i sottomarini tedeschi.
- 1943 - Truppe tedesche occupano la Corsica e il Kosovo-Metohien, inizio della liquidazione del Ghetto a Minsk e Lida da parte dei nazisti.
- 1944 - Le prime truppe dell'esercito statunitense attraversano il confine occidentale della Germania nazista.
- 1948 - Henri Queuille diviene Primo Ministro di Francia.
- 1951 - Florence Chadwick attraversa la Manica a nuoto dall'Inghilterra alla Francia, e diventa la prima donna ad aver compiuto la traversata in entrambe le direzioni.
- 1961 - Fondazione del WWF.
- 1965 - La 1a divisione di cavalleria statunitense arriva in Vietnam.
- 1973 - Cile: golpe militare di Augusto Pinochet rovescia il governo, il presidente Salvador Allende muore durante le ultime fasi di assalto al palazzo presidenziale.
- 1990 - Céline Dion pubblica il suo primo album in lingua inglese, intitolato Unison.
- 1992 - La Foiba di Basovizza(TS) diventa Monumento Nazionale.
- 1996 - USA: emissione dei francobolli commemorativi di Glenn Miller, Count Basie, Tommy & Jimmy Dorsey, Benny Goodman (serie Big Band Leaders).
- 1997 - La Scozia vota per ristabilire il proprio Parlamento, dopo 290 anni di unione con l'Inghilterra e nel 700° anniversario della Battaglia di Stirling Bridge.
- 1998 - Il consigliere indipendente Kenneth Starr invia un rapporto al Congresso degli Stati Uniti, nel quale accusa il Presidente Bill Clinton di 11 possibili reati che prevedono l'impeachment.
- 2000 - Attivisti protestano contro il meeting del World Economic Forum a Melbourne, Australia.
- 2001 - Attacco terroristico dell'11 settembre 2001: terroristi islamici dirottano quattro aerei di linea. Due si schianteranno sulle torri gemelle del World Trade Center che poi crolleranno, uno colpisce il Pentagono a Washington DC anche se vi sono discordanze su questo, il quarto precipita al suolo in Pennsylvania. In totale rimarranno uccise più di 3.000 persone.
Nati
- 1522 - Ulisse Aldrovandi, naturalista italiano
- 1524 - Pierre de Ronsard, poeta francese († 1585)
- 1711 - William Boyce, compositore († 1779)
- 1712 - Giovanni Targioni Tozzetti, naturalista († 1783)
- 1816 - Carl Zeiss, ottico e imprenditore tedesco († 1888)
- 1825 - Eduard Hanslick, critico musicale († 1904)
- 1852 - Augusto Bompiani pittore italiano († 1930)
- 1862 - O. Henry, scrittore († 1910)
- 1877 - Felix Edmundowitsch Dserschinski fondatore del KGB
- 1885 - D.H. Lawrence, romanziere († 1930)
- 1886 - Herbert George Wells, scrittore († 1946)
- 1899 - Jimmie Davis, compositore († 2000)
- 1903 - Theodor Adorno, filosofo e sociologo tedesco († 1969)
- 1917 - Ferdinand Marcos, politico filippino († 1989)
- 1917 - Jessica Mitford, scrittrice († 1996)
- 1925 - Robert W. Mann, compositore
- 1927 - G. David Schine, uomo d'affari († 1996)
- 1933
- Dr. William L. Pierce, scrittore, leader della National Alliance († 2002)
- Susan Sontag, scrittrice
- Nicola Pietrangeli, tennista italiano
- 1935 - Gherman Titov, cosmonauta († 2000)
- 1937 - Paola Ruffo di Calabria futura regina del Belgio
- 1940 - Brian De Palma, regista e sceneggiatore statunitense
- 1942 - Lola Falana, cantante
- 1943
- Mickey Hart, musicista
- Gilbert Proesch, artista, della coppia Gilbert and George
- Raymond Villeneuve, membro fondatore dell'organizzazione terroristica FLQ
- 1945 - Franz Beckenbauer, calciatore tedesco
- 1948 - John Martyn, musicista
- 1950 - Barry Sheene, pilota motociclistico
- 1960 - Francesco de Angelis, velista italiano
- 1962
- Elizabeth Daily, attrice
- Kristy McNichol, attrice
- 1964
- Roxann Dawson, attrice
- Victor Wooten, bassista statunitense
- 1965 - Richard Melville Hall aka Moby, musicista
- 1966 - Bashar al-Assad, dittatore siriano
- 1967 - Harry Connick, Jr., cantante
- 1968 - Kay Hanley, musicista
- 1969 - Michael Coulton, progettista di giochi
- 1971 - Richard Ashcroft, cantante
- 1977 - Ludacris, cantante rap
- 1980 - Antonio Pizzonia, pilota automobilistico
- 1981 - Dylan Klebold, uno degli esecutori del Massacro della Columbine High School († 1999)
Morti
- 1599 - Beatrice Cenci, nobildonna
- 1719 - Domenico Martinelli, architetto
- 1823 - David Ricardo, economista
- 1843 - Joseph Nicollet, matematico ed esploratore
- 1851 - Sylvester Graham inventore
- 1888 - Domingo Faustino Sarmiento, politico argentino
- 1921 - Subramanya Bharathy, poeta indiano tamil (n. 1882)
- 1931 - Salvatore Maranzano, criminale
- 1932 - Franciszek Żwirko e Stanisław Wigura, piloti di aereo polacchi
- 1948 - Muhammed Ali Jinnah, primo governatore Generale del Pakistan
- 1950 - Jan Smuts, soldato e statista sudafricano
- 1956 - Billy Bishop, asso canadese della prima guerra mondiale
- 1958 - Robert Service, poeta
- 1966 - C. E. Woolman, fondatore della Delta Air Lines
- 1971 - Nikita Khruščёv, leader e politico sovietico
- 1973 - Salvador Allende, Presidente del Cile 1970-1973
- 1978 - Georgi Markov, dissidente bulgaro
- 1978 - Janet Parker, fotografa medica
- 1978 - Ronnie Peterson, pilota automobilistico
- 1987 - Lorne Greene, attore
- 1987 - Peter Tosh, musicista e cantante giamaicano
- 1994 - Jessica Tandy, attrice
- 1995 - Anita Harding, neurologa
- 2003 - Anna Lindh, politico svedese
- 2003 - John Ritter, attore
- 2004 - Petro VII, patriarca greco-ortodosso di Alessandria d'Egitto
Feste e ricorrenze
Nazionali
- Catalogna - Festa nazionale
- Cile - Anniversario della morte di Salvador Allende
- USA - Patriot Day: Anniversario dell'attacco dell'11 settembre 2001
Religiose
- Chiesa Ortodossa Copta - Festa di Neyrouz
Santi cattolici:
- San Didimo, martire
- San Diodoro, martire
- San Diomede, martire
- Sant'Elia Speleota, abate
- San Giacinto di Roma, martire
- San Giovanni Gabriele Perboyre, martire in Cina
- San Gusmeo, martire
- San Matteo, martire
- San Proto di Roma, martire
- San Ramiro di Leon, martire
- Santa Sperandea, religiosa
- San Vincenzo, abate di San Claudio Martire
Laiche
- Cina - Festa nazionale dei Pompieri della Repubblica Popolare Cinese.
Il giorno è scelto per il fatto che l'undicesimo giorno del nono mese (Settembre) corrisponde al 119, il numero telefonico dei pompieri in Cina.
- USA - Giorno del numero di emergenza "911"
11
ja:9月11日
ko:9월 11일
ms:11 September
simple:September 11
th:11 กันยายน
1971
Eventi
- 6 febbraio - Italia: Un terremoto semidistrugge Tuscania, danneggia gravemente i monumenti romanici e provoca 31 morti
- 14 aprile - Cina: poco dopo la conclusione dei mondiali di tennis tavolo disputatisi in Giappone, il Primo Ministro cinese Zhou Enlai riceve gli atleti della nazionale USA nel palazzo del Parlamento. È l'atto iniziale di quella che sarà presto denominata "diplomazia del ping-pong".
- 8 maggio
- viene lanciata la settima sonda diretta verso Marte, nell'ambito della missione americana Mariner 8, la quale però fallisce proprio alla partenza
- Iniziano le trasmissioni regolari di TeleCapodistria, la rete privata che dalla Jugoslavia trasmette in lingua italiana
- 19 maggio - viene lanciata l'ottava sonda diretta verso Marte, nell'ambito della missione russa Mars 2. La sonda raggiungerà il pianeta il 27 novembre
- 28 maggio - viene lanciata la nona sonda diretta verso Marte, nell'ambito della missione russa Mars 3. La sonda raggiungerà il pianeta il 3 dicembre
- 30 maggio - viene lanciata la decima sonda diretta verso Marte, nell'ambito della missione americana Mariner 9. La sonda raggiungerà il pianeta il 13 novembre
- 1-2 agosto - Stati Uniti: si tiene al Madison Square Garden di New York un concerto rock il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza alla popolazione del Bangladesh colpita da un'eccezionale siccità. Organizzato dall'ex Beatle George Harrison e da Ravi Shankar, l'evento vede la partecipazone di star mondiali come Bob Dylan, Ringo Starr, Billy Preston, Leon Russel, accompagnati da Eric Clapton, Jim Keltner, Klaus Voorman e Badfinger. Sull'onda di questo evento nasceranno negli anni seguenti altre iniziative, come il Live Aid del 1985.
- 13 novembre - la sonda americana Mariner 9 raggiunge Marte. Fino al 27 ottobre 1972 invierà alla Terra un totale di 739 foto
- 27 novembre - la sonda russa Mars 2 raggiunge Marte, ma non ottiene alcun dato utile
- 1 dicembre - Michael S. Hart spedisce a tutti i membri della rete della Xerox un file di testo contenente l'intera trascrizione della Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti d'America. Questa data segna sia la nascità del [http://www.gutenberg.org/ Progetto Gutenberg] (Inglese) che la nascita dell' eBook.
- 3 dicembre - la sonda russa Mars 3 raggiunge Marte: invierà alla Terra poche foto
Nati
- 29 gennaio - Lorenzo D'Anna, calciatore italiano
- 14 febbraio - Gheorghe Mureşan, cestista rumeno
- 9 aprile - Jacques Villeneuve, pilota automobilistico canadese
- 26 aprile - Giorgia, cantante italiana
- 25 maggio - Stefano Baldini, maratoneta italiano
- 16 giugno - Tupac Shakur, cantante rap
- 2 luglio - Bryan Redpath, rugbysta scozzese
- 8 luglio - Neil Jenkins, giocatore di rugby gallese
- 18 luglio - James Byrne, giocatore di rugby irlandese
- 24 luglio - Dino Baggio, calciatore italiano
- 27 luglio - Anna Menconi, arciera italiana
- 9 agosto - Davide Rebellin, ciclista italiano
- 14 agosto - Raoul Bova, attore italiano
- 28 agosto - Janet Evans, nuotatrice statunitense
- 3 settembre - Paolo Montero, calciatore uruguaiano
- 10 settembre - David Humphreys, giocatore di rugby irlandese
- 18 settembre - Lance Armstrong, ciclista statunitense
- 16 novembre - Alexander Popov, nuotatore russo
- 19 novembre - Justin Chancellor, bassista dei Tool
- 28 dicembre - Roberto Cecon, saltatore con gli sci italiano
Morti
- 1 gennaio - Mario Battaglini, giocatore di rugby italiano
- 26 febbraio - Fernandel, attore comico francese
- 3 luglio - Jim Morrison, cantante dei Doors, muore a Parigi
- 6 luglio - Louis Armstrong, Jazzista americano
- 10 settembre - Annamaria Pierangeli, attrice
- 19/20 settembre - William F. Albright, archeologo statunitense e studioso della Bibbia
- 15 dicembre - Paul Lévy, matematico e statistico francese
- per la Pace: Willy Brandt
- per la Letteratura: Pablo Neruda
- per la Medicina: Earl W. Jr. Sutherland
- per la Fisica: Dennis Gabor
- per la Chimica: Gerhard Herzberg
- per l'Economia: Simon Kuznets
071
ja:1971年
ko:1971년
simple:1971
th:พ.ศ. 2514
Politici celebriPersonalità del mondo della politica, statisti e uomini politici dei diversi periodi e delle diverse nazionalità:
(in ordine alfabetico)
A
- Konrad Adenauer
- Cesare Alfieri
- Giorgio Almirante
- Giuliano Amato
- Giulio Andreotti
- Yuri Andropov
- Kofi Annan
- Clement Attlee
- Vincent Auriol
- Josè Maria Aznar
B
- Pietro Badoglio
- Cesare Balbo
- Lavrenti Beria
- Enrico Berlinguer
- Silvio Berlusconi
- Fausto Bertinotti
- Georges Bidault
- Tony Blair
- Léon Blum
- Emma Bonino
- Ivanoe Bonomi
- Paolo Boselli
- Umberto Bossi
- Willy Brandt
- Leonid Brežnev
- George D. W. Bush
- George W. Bush
- Rocco Buttiglione
C
- Benedetto Cairoli
- Jimmy Carter
- Gabro Casati
- Pierferdinando Casini
- Fidel Castro
- Camillo Benso conte di Cavour
- Nikolai Ceausescu
- Konstantin Chernenko
- Jacques Chirac
- Agostino Chiodo
- Winston Churchill
- Carlo Azeglio Ciampi
- Bill Clinton
- Emilio Colombo
- Luca Coscioni
- Francesco Cossiga
- René Coty
- Bettino Craxi
- Francesco Crispi
D
- Angela Davis
- Massimo d'Alema
- Gabriele d'Annunzio
- Massimo d'Azeglio
- Alcide de Gasperi
- Charles de Gaulle
- Claudio de Launay
- Ciriaco de Mita
- Enrico de Nicola
- Agostino Depretis
- Antonio di Pietro
- Antonio di Rudinì Starrabba
- Lamberto Dini
- Alexander Dubček
E
- Antony Eden
- Luigi Einaudi
- Dwight D. Eisenhower
- Boris Eltsin
F
- Luigi Facta
- Amintore Fanfani
- Luigi Carlo Farini
- Piero Fassino
- Antonio Fazio
- Gianfranco Fini
- Arnaldo Forlani
- Gerald Ford
- Alessandro Fortis
- Grazia Francescato
G
- Vincenzo Gioberti
- Giovanni Giolitti
- Valéry Giscard d'Estaing
- Wladislaw Gomulka
- Felipe González Márquez
- Giovanni Goria
- Mikhail Gorbaciov
- Félix Gouin
- Andrei Gromyko
- Giovanni Gronchi
- Ernesto Guevara
H
- Edward Heath
I
- Pietro Ingrao
- Nilde Iotti
J
- Wojciech Jaruzelski
- Lyndon B. Johnson
K
- John F. Kennedy
- John Kerry
- Nikita Khruščёv
- Harry Kissinger
- Helmut Kohl
- Joaquim Kunz
L
- Ugo La Malfa
- Alfonso Lamarmora
- Giovanni Lanza
- Giovanni Leone
- Abramo Lincoln
- Luigi Longo
M
- Harold Macmillan
- Giovanni Malagodi
- Georgij Malenkov
- Maria Rosaria Manieri
- Roberto Maroni
- Altero Matteoli
- Giacomo Matteotti
- Luigi Menabrea
- Anastas Mikoyan
- Marco Minghetti
- François Mitterrand
- Letizia Moratti
- Aldo Moro
- Alessandra Mussolini
- Benito Mussolini
N
- Imre Nagy
- Francesco Saverio Nitti
- Richard Nixon
- Kwame Nkrumah
- Lyonpo Sangay Ngedup
O
- Achille Occhetto
- Vittorio Emanuele Orlando
P
- Olaf Palme
- Marco Pannella
- Andreas Papandreu
- Ferruccio Parri
- Alfonso Pecoraro Scanio
- Giuseppe Pella
- Luigi Pelloux
- Marcello Pera
- Ettore Perrone
- Philippe Pétain
- Nikolai Podgorny
- Georges Pompidou
- Stefania Prestigiacomo
- Romano Prodi
- Vladimir Vladimirovich Putin
Q
- Vidkun Quisling
R
- Urbano Rattazzi
- Pino Rauti
- Bettino Ricasoli
- Franklin Delano Roosevelt
- Mariano Rumor
- Francesco Rutelli
S
- Antonio Salandra
- Giuseppe Saragat
- Giuseppe Sarracco
- Oscar Luigi Scalfaro
- Mario Scelba
- Helmut Schmidt
- Antonio Segni
- Domenico Siniscalco
- Mario Soares
- Xavier Solana
- Sidney Sonnino
- Giovanni Spadolini
- Stalin (Ioseb Jughashvili, Iósif Dzhugashvíli, Iosif Vissarionovich Stalin)
- Achille Starace
- Francesco Storace
- Don Luigi Sturzo
T
- Fernando Tambroni
- Margaret Thatcher
- Tito (Josip Broz)
- Tommaso Tittoni
- Palmiro Togliatti
- Giulio Tremonti
- Harry S. Truman
U
V
- Ezio Vanoni
W
- King Jigme Singye Wangchuck
- George Washington
- Lech Walesa
- Harold Wilson
- Woodrow Wilson
X
Y
Z
- Giuseppe Zanardelli
- Emiliano Zapata
- José Luis Rodriguez Zapatero
- Andrei Zhdanov
- Adone Zoli
Categoria:Liste di persone
Categoria:Politica
Dittatore
Dittatore viene definito colui che esercita una dittatura governando egemonicamente. Spesso questa figura è assimilata a quella del tiranno o del despota. Per giungere al potere un dittatore, o futuro tale, può servirsi della semplice propaganda, oppure di moti di piazza o persecuzioni, fino a giungere ad una rivoluzione attraverso un colpo di stato (golpe o putsch nel linguaggio internazionale) che può essere cruento o incruento.
Sulla base di eventi documentati o, comunque, accertati storicamente - e secondo il pensiero comune - questi sono stati, nel tempo, i principali personaggi che è possibile indicare come dittatori:
Epoca antica
Nell'antica Roma repubblicana il dictator era un magistrato straordinario che, in tempi di eccezionale pericolo per la patria, era investito di pieni poteri per sei mesi e con garanzie particolari atte ad impedire una perpetuazione del suo potere.
A questa accezione del termine fece riferimento Giuseppe Garibaldi nel 1860 quando si proclamò Dittatore delle Due Sicilie.
Epoca Moderna
Storia contemporanea
Voci correlate
- Tirannia
- Egemonia
- Dittatore romano
- Stime delle vittime delle principali dittature del mondo
Collegamenti esterni
- [http://www.dictatorofthemonth.com Dittatore del mese - Biografia e gallerie di fotografie di dittatori dal 1900] (in inglese e tedesco)
ja:独裁者
Georgij Malenkov
Georgij Maximilianovich Malenkov (in russo Гео́ргий Максимилиа́нович Маленко́в) (13 gennaio Vecchio calendario], 1902 - 14 gennaio 1988) fu un politico sovietico, il leader del Partito Comunista e un attivo collaboratore di Stalin. Divenne per breve tempo leader dell'Unione Sovietica (Marzo–Settembre 1953) dopo la morte di Stalin e fu Premier dell'Unione Sovietica dal 1953 al 1955.
Malenkov nacque a Orenburg, Russia, in una famiglia militare di orgine macedone. Entrò nell'Armata Rossa nel 1919 e nel Partito Comunista nell'aprile del 1920. Durante il servizio militare, egli fu anche un commissario politico. Dopo la vittoria dell'Armata Rossa nel 1921, Malenkov studiò a Mosca nella Scuola Tecnica Superiore. Dopo la promozione nel 1925, lavorò nel Partito Comunista e divenne uno dei confidenti di Stalin. Insieme a Lavrentij Beria, Malenkov aiutò Stalin durante la purghe dei tardi anni '30. Malenkov divenne un rivale di Beria.
Nominato candidato per il Politburo, Malenkov vi entrò nel 1946. Sebbene Malenkov inizialmente avesse perso la posizione di favorito a vantaggio di Andrei Zhdanov e Beria, egli ritornò presto nel favore di Stalin, specialmente per la caduta di Zhdanov. Beria si unì a Malenkov, ed entrambi videro tutti gli alleati di Zhdanov purgati dal Partito e inviati nei campi di lavoro. Nel 1952, Malenkov divenne membro del Comitato Centrale del PCUS. La morte di Stalin, nel 1953, portò per un breve periodo Malenkov alla più alta carica dell'URSS. Con l'appoggio di Beria divenne Presidente del consiglio dei ministri (o Premier) oltre che Segretario generale del PCUS, ma dovette dimettersi da segretario il 13 marzo, a causa dell'opposizione di altri membri del Presidium. Nikita Khruščёv assunse l'incarico di Segretario generale in settembre avviando un periodo di duumvirato Malenkov-Khruščёv.
Malenkov mantenne la carica di premier per due anni, nei quali espresse la sua opposizione all'armamento nucleare, dichiarando che una guerra nucleare avrebbe potuto portare alla distruzione globale." Sostenne inoltre la conversione dell'economia verso la produzione di beni di consumo a scapito dell'industria pesante.
Fu costretto a dimettersi nel febbraio 1955, dopo essere finito sotto attacco per la sua vicinanza a Beria (che venne giustiziato come traditore nel dicembre 1953) e per il fallimento delle sue politiche di governo. Malenkov rimase all'interno del successore del Politburo, il Presidium. Comunque, nel 1957 venne nuovamente costretto a dimettersi a causa del fallito tentativo di deporre Khruščёv, condotto assieme a Nikolaj Bulganin, Vyacheslav Molotov, e Lazar Kaganovich (il cosidetto Gruppo Anti-Partito). Nel 1961, venne espulso dal Partito Comunista ed esiliato all'interno dell'Unione Sovietica. Divenne il manager di una centrale idroelettrica in Kazakistan fino alla sua morte.
Malenkov, Georgij
ja:ゲオルギー・マレンコフ
Unione Sovietica
L'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), detta anche Unione Sovietica (Сов́етский Со́юз, Sovetsky Soyuz), fu tra il 1922 e il 1991 uno stato dell'Eurasia settentrionale.
La lista delle repubbliche costituenti l'Unione Sovietica è variata nel corso del tempo. Negli anni precedenti lo scioglimento dell'URSS ne facevano parte 15 Repubbliche Socialiste Sovietiche (RSS).
La più grande per superficie, economia, popolazione, e la più importante sul piano politico è la Russia. Anche il territorio dell'Unione Sovietica varia nel tempo, corrispondendo, nel periodo più recente approssimativamente a quello del tardo Impero Russo, senza tuttavia Polonia e Finlandia. L'organizzazione politica del paese prevedeva un solo partito politico ufficialmente riconosciuto, il Partito Comunista dell'Unione Sovietica. (PCUS)
Storia
La Russia è uno dei pochi paesi europei a non aver vissuto nel corso del XIX secolo una trasformazione politica oltre che economica e sociale in senso democratico e borghese.
Le tensioni tra le esigenze di cambiamento espresse da una parte della popolazione e un modello politico statico, basato su una monarchia autocratica sono all'origine di tre rivoluzioni.
La prima, senza esito, è del 1905, successiva alla sconfitta nella guerra contro il Giappone.
La seconda e la terza avvengono invece nel 1917, rispettivamente a marzo (febbraio secondo il calendario ortodosso) e novembre (ottobre), innescate da gravi problemi politico-sociali, un diffuso malcontento nei confronti della monarchia, e dalla tremenda crisi sofferta dalla Russia durante la prima guerra mondiale.
La seconda rivoluzione del febbraio 1917: Pietroburgo insorge contro il regime zarista e viene costituito un governo provvisorio multipartitico presieduto dal principe L'vov, che dura meno di un anno. Il 15 marzo lo zar Nicola II è costretto ad abdicare.
Il 7 maggio durante la VII conferenza panrussa del Partito operaio socialdemocratico la componente bolscevica propone di dare tutto il potere ai soviet degli operai, dei soldati e dei contadini che nel frattempo si andavano formando in tutto il paese.
Si forma poi un nuovo governo guidato da Kerenskij e fallisce un tentativo controrivoluzionario del generale Kornilov.
La terza rivoluzione, iniziata con la presa del Palazzo d'Inverno il 7 novembre 1917, ha successo e passa alla storia sotto il nome di Rivoluzione Russa. Viene istituita la Ceka e viene formato un governo rivoluzionario formato dai commissari dei consigli del popolo.
Il 18 gennaio 1918 viene sciolta l'assemblea costituente e il 3 marzo viene firmata la pace di Brest-Litovsk, che porta il paese fuori dalla prima guerra mondiale.
La decisione di firmare la pace provoca tensioni all'interno del Partito operaio, che si trasforma in Partito comunista russo, e le dimissioni dei commissari dissidenti, che in tal modo consegnano il potere ai bolscevichi.
Sempre nel 1918 viene organizzata l'Armata rossa, che sostituisce il vecchio e disgregato esercito.
La reazione delle forze escluse dal potere e delle potenze straniere non si fa attendere. Nella primavera del 1918 gli inglesi occupano i porti di Murmansk e Arcangelo, e i giapponesi il porto di Vladivostok. In seguito intervennero anche Francia e Stati Uniti. In Ucraina e Finlandia si instaurano regimi nazionalistici con l'aiuto tedesco, mentre in Russia nascono ben 18 governi opposti al governo sovietico.
La guerra civile, che dura dal 1918 al 1921, vede l'Armata rossa combattere in particolare con gli eserciti bianchi dell'ammiraglio Kolcak in Siberia e del generale Denikin nella Russia meridionale.
Dopo aver rischiato la sconfitta, a partire dal 1919 l'Armata rossa riesce a prevalere, conquistando la Crimea alla fine del 1920 e nel 1921 Caucaso, Georgia, Armenia e Azerbaijan.
La guerra finì con la vittoria dell'Armata Rossa e la fondazione dell'Unione Sovietica, il primo stato socialista del mondo, il 30 dicembre 1922, guidata dal leader bolscevico Vladimir Lenin.
L'Unione Sovietica fu il successore dell'Impero Russo ma era più piccolo a causa dell'indipendenza di Polonia, Finlandia e Stati Baltici. Lenin istituì una politica per la quale a queste conquiste dell'Impero Russo venne garantita l'indipendenza, e a molte altre venne concessa un'ampia autonomia.
Dopo la morte di Lenin, nel 1924, ci fu una lotta per il potere all'interno della leadership del partito tra chi sosteneva la necessità di un'allargamento della rivoluzione ad altri paesi (Germania, soprattutto) e chi teorizzava la possibilità e la necessità del "socialismo in un solo paese". Il segretario del Partito Josif Stalin, fautore del socialismo nazionale, emerse come nuovo capo. Stalin avviò un programma di rapida industrializzazione e di riforma agricola forzate, utilizzando lo stato come leva dell'accumulazione capitalistica russa, mantenendo un'impalcatura ideologica socialista. Per fare ciò ampliò drasticamente la portata della polizia segreta di stato (prima NKVD, poi GPU, e infine KGB), e fece sì che durante il suo governo, decine di milioni di persone venissero uccise o mandate nei Gulag. Particolarmente famoso è il periodo 1936-1939, conosciuto come periodo delle Grandi purghe.
Tra il 1938 e il 1940 l'Unione Sovietica occupò Estonia, Lettonia, Lituania, e alcuni territori di Finlandia, Polonia, Romania, Mongolia, e Ungheria. Sotto Stalin, L'Unione Sovietica emerse dalla seconda guerra mondiale (conosciuta in Unione Sovietica come la grande guerra patriottica), come una delle principali potenze mondiali, con un territorio che comprendeva gli Stati Baltici e una porzione significativa della Polonia di prima della guerra, unitamente ad una sostanziale sfera d'influenza nell'Europa orientale (vedi Impero Sovietico). Il confronto politico tra l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti persistette per molti anni e viene denominato con il termine Guerra Fredda.
Dopo la morte di Stalin, occorse un'altra lotta per il potere, con Nikita Khruščёv che ne risultò il vincitore. Uno dei punti più bassi nelle relazioni USA-URSS fu la Crisi dei missili di Cuba, quando Khruščёv iniziò a installare missili nucleari a medio raggio sull'isola di Cuba, in cui era da poco stato instaurato un regime socialista, simile a quello stalinista russo.
Khruščёv, che per tutto il suo periodo al potere, oscillò tra i poli opposti di una radicale destalinizzazione (conosciuta come "distensione") e di una difesa del vecchio ordine (come nel caso dell'invasione dell'Ungheria nel 1956) fu rimosso, nel 1964, da un colpo interno al partito, guidato da Leonid Brežnev, che governò fino alla sua morte nel 1982. Questo evento inaugurò quella che sarebbe stata conosciuta negli anni seguenti come "epoca della stagnazione".
Il Presidente Mikhail Gorbachev, negli anni '80, riformò drasticamente la natura oppressiva del governo sovietico con il suo programma di aperture detto glasnost, sotto il quale la popolazione non veniva più gettata in prigione per aver criticato il governo. Le sue riforme economiche, perestroika (ristrutturazione), significarono la fine dell'espansionismo russo; l'esercito russo si ritirò dall'Afghanistan, negoziò con gli Stati Uniti una riduzione degli armamenti, e il governo russo cessò di interferire negli affari degli altri governi est-europei.
Nel 1991, l'Unione Sovietica si dissolse, dopo un fallito colpo di stato, tentato dai vertici militari, che osteggiavano la direzione verso cui Gorbachev stava guidando la nazione.
Forze politiche liberali e democratiche, guidate da Boris Yeltsin, usarono il colpo di stato per mettere in un angolo Gorbachev (che era formalmente impegnato contro gli ideali dello stalinismo), bandendo il Partito Comunista e spezzando l'Unione.
L'Unione Sovietica venne sciolta formalmente dal Soviet Supremo il
26 dicembre 1991. Il giorno prima Gorbachev aveva rassegnato le proprie dimissioni da presidente dell'URSS.
Già in precedenza, nel corso del 1991, singole repubbliche avevano dichiarato la propria indipendenza:
- 9 aprile - Georgia
- 20 agosto - Estonia
- 21 agosto - Lettonia
- 25 agosto - Bielorussia
- 30 agosto - Azerbaijan
- 21 settembre - Armenia
Il 1 luglio venne sciolto ufficialmente il Patto di Varsavia.
In ordine cronologico, i capi dell'Unione Sovietica furono:
# Vladimir Il'ic Uljanov "Lenin" (1917-1924)
# Josif Vissarionovic Dzhugashvili "Stalin" (1924-1953)
# Georgij Malenkov (marzo - settembre, 1953)
# Nikita Khruščёv (1953-1964)
# Leonid Brežnev (1964-1982)
# Yuri Andropov (1982-1984)
# Konstantin Chernenko (1984-1985)
# Mikhail Gorbachev (1985-1991)
Politica
Articolo principale: Politica dell'Unione Sovietica
Dopo la rivoluzione, il Partito Comunista dell'Unione Sovietica (PCUS) mise fuori legge tutti gli altri partiti politici. Il governo della nazione doveva, in teoria, essere portato avanti da soviet locali e regionali eletti democraticamente. In pratica, comunque, ogni livello di governo era controllato da un corrispondente gruppo del Partito (vedi centralismo democratico). Il più alto organo legislativo era il Soviet supremo. Il più alto organo esecutivo era il Politburo. (Ulteriori informazioni sulle organizzazioni politiche dell'URSS si possono trovare nell'articolo: Organizzazione del Partito Comunista dell'USSR).
Il capo del Partito Comunista era il segretario generale, che era anche il capo di stato e il capo del governo dell'Unione Sovietica. Egli ricopriva talvolta anche altri incarichi, come quello di presidente, anche se non era sempre il caso.
vedi anche:
- Leader dell'Unione Sovietica
- Costituzione dell'Unione Sovietica
- Collasso dell'Unione Sovietica
Repubbliche
Articolo principale: Repubbliche dell'Unione Sovietica
Nei decenni finali della sua esistenza, l'Unione Sovietica era costituita da 15 Repubbliche Socialiste Sovietiche (RSS). Tre di queste in particolare, condivisero una parte di storia comune e venivano indicate come Repubbliche Baltiche. Tutte queste Repubbliche sono ora stati indipendenti, organizzate in maniera molto blanda sotto la Comunità degli Stati Indipendenti.
Geografia
L'Unione Sovietica copriva l'area delle 15 nazioni menzionate nella sezione precedente, per una superficie totale di 22.402.200 chilometri quadrati.
Economia
Articolo principale: Economia dell'Unione Sovietica
L'Unione Sovietica fu la prima nazione a basare la sua economia sui principi del comunismo, in cui lo stato possedeva tutti i mezzi di produzione e l'agricoltura era collettivizzata.
Demografia
Articolo principale: Demografia dell'Unione Sovietica
L'Unione Sovietica fu una delle nazioni più diversificate del mondo, dal punto di vista etnico, con oltre 100 distinte etnie nazionali che vivevano all'interno dei suoi confini. La popolazione totale venne stimata a 293 milioni nel 1991. L'Unione Sovietica era talmente estesa, che anche dopo che tutte le sue repubbliche hanno ottenuto l'indipendenza, la Russia, rimane la più grande nazione per superficie, ed è ancora abbastanza differenziata dal punto di vista etnico, comprendendo, ad esempio, minoranze di Tatari, Udmurti, e molte altre etnie non russe.
Religione
Articolo principale: Religione in Unione Sovietica
La separazione tra Stato e Chiesa venne deciso in URSS il 23 gennaio 1918 dai soviet. Lo Stato divenne ufficialmente ateo (vedi ateismo di Stato) e di conseguenza per esso era come se gli ecclesiastici e la religione non esistessero: la religiosità venne ridotta a semplice scelta privata e la chiesa ortodossa costretta a rinunciare a tutti i privilegi come l'esenzione dalla tasse e dal servizio militare ecc... Con la Costituzione sovietica del 1918 venne permesso il fare "propaganda religiosa e non religiosa", ma solo quest'ultima veniva finanziata dallo Stato.
Inoltre quelli che non svolgevano lavori socialmente utili (ecclesiastici, privati ecc...) venivano esclusi dal voto e non pagati. Quindi quest'ultimi, una volta esaurite le ricchezze che avevano, dovettero lavorare per non morire di fame. Infine venne messo il matrimonio civile obbligatorio, vennero distrutte le chiese che occupavano suolo pubblico e lasciate solo quelle costruite in desolate campagne e vennero abolite tutte le feste religiose come il Natale.
Con Stalin il processo di laicizzazione dello Stato fu completato. Le costituzioni del 1924 e del 1936 non affermarono più la libertà di propaganda religiosa e antireligiosa, ma solo la libertà di culto in privato. Inoltre Stalin stabilì che il condividere "superstizioni religiose" (ovvero fare processioni, credere ai miracoli ecc...) era punito con la prigione, con la deportazione nei gulag (se si continuava a manifestare ciò) o con la fucilazione se nei gulag veniva opposta resistenza (ciò era per tutti i deportati). Infine solo in alcuni posti sperduti venne concesso di fare cerimonie religiose. Ne derivò che dalle 54.000 chiese che c'erano nel 1917, nel 1939 ne rimanevano 700. Comunque l'essere religiosi non portò mai a persecuzioni; gli ecclesiastici che vennero fucilati fecero quella fine per opposizione politica.
Con Khruscev vennero tolte le misure più restrittive verso la chiesa, ma l'ateismo di Stato rimase, e pure molto consolidato. Fino al 1990, ovvero fino a quando Gorbacev permise la libera propaganda religiosa, la situazione restò più o meno immutata. Il governo sovietico non fece mai delle ricerche sulla percentuale di gente religiosa. Risultava però in URSS che il 99,9% della popolazione era atea e il 95% lo era stata sempre. Ma uno studio occidentale disse che i non credenti erano il 69%, mentre il rimanente 31% erano religiosi.
Cultura
- Cinema Sovietico
- Grande Enciclopedia Sovietica
Scienza e tecnologia
Nel 1957 l'Unione Sovietica realizzò e mise in orbita il primo satellite artificiale dell'umanità: lo Sputnik 1.
Festività
Partito Comunista dell'Unione Sovietica
Il Partito Comunista dell'Unione Sovietica (in russo: Коммунисти́ческая Па́ртия Сове́тского Сою́за = КПСС), noto anche con l'acronimo italianizzato PCUS, fu il partito unico a guida dell'Unione Sovietica dal 1922 al 1991.
Il partito fu fondato nel gennaio 1912 con il nome di Partito Operaio Socialdemocratico Russo (bolscevico) per scissione dell'ala rivoluzionaria (detta bolscevica ossia maggioritaria) del Partito Operaio Socialdemocratico Russo, fondato a sua volta nel marzo 1898.
Salito al potere con la Rivoluzione d'Ottobre del 7 novembre 1917, assunse nel marzo 1918 la denominazione di Partito Comunista Russo (bolscevico). Dopo la nascita dell'Unione Sovietica, proclamata nel dicembre 1922, mutò il proprio nome dapprima nel dicembre 1925 in quello di Partito Comunista di tutta l'Unione (bolscevico), poi gennaio 1934 in quello di Partito Comunista dell'Unione Sovietica (bolscevico) e quindi nell'ottobre 1952 in quello definitivo di PCUS.
Il giornale ufficiale del PCUS era la Pravda mentre la gioventù comunista era organizzata nella Komsomol.
Nell'agosto 1991, dopo un fallito colpo di stato, tentato contro la sua persona dai vertici militari e dai settori più retrivi del partito, contrari alle innovazioni in atto, il presidente dell'URSS Mikhail Gorbachev decretò lo scioglimento del PCUS e la sua messa al bando.
Denominazioni del partito
Le denominazioni in russo, nell'alfabeto cirillico e in quello latino, dei partiti citati sono le seguenti:
- Partito Operaio Socialdemocratico Russo = POSDR
: Росси́йская Социа́л-Демократи́ческая Рабо́чая Па́ртия = РСДРП
: Rossijskaja Social-demokrastičeskaja Rabočaja Partija = RSDRP
- Partito Operaio Socialdemocratico Russo (bolscevico) = POSDR(b)
: Rossijskaja Social-demokrastičeskaja Rabočaja Partija (bol'ševikov) = RSDRP(b)
- Partito Comunista Russo (bolscevico) = PCR(b)
: Rossijskaja Kommunističeskaja Partija (bol'ševikov) = RKP(b)
- Partito Comunista di tutta l'Unione (bolscevico)
: Всесоюзная коммунистическая партия (большевиков) = ВКП(б)
: Vsesojuznaja Kommunističeskaja Partija (bol'ševikov) = VKP(b)
- Partito Comunista dell'Unione Sovietica (bolscevico) = PCUS(b)
: Kommunističeskaja Partija Sovetskogo Soujuza (bol'ševikov) = KPSS(b)
- Partito Comunista dell'Unione Sovietica = PCUS
: Коммунисти́ческая Па́ртия Сове́тского Сою́за = КПСС
: Kommunističeskaja Partija Sovetskogo Soujuza = KPSS
Leaders del PCUS
Congressi del PCUS
Dal 1898 al 1907: congressi del POSDR.
Collegamenti esterni
- [http://www.schultz.advanta.org/nations/ussr/cpsu/ URSS: Partito comunista: 1917-1991] su Archontology.org
Categoria:Partiti politici russi
ja:ソビエト連邦共産党
1953
Eventi
- 18 febbraio - Unione Europea: nell'ambito della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio viene aperto il mercato del carbone
- 25 aprile - James Watson e Francis Crick pubblicano sulla rivista Nature la loro ricerca che descrive la struttura a doppia elica dell'acido desossiribonucleico, il DNA
- 1 maggio - Unione Europea: nell'ambito della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio viene aperto il mercato dell'acciaio
- 17 maggio - Roma, Italia: viene inaugurato lo Stadio Olimpico con la partita di calcio Italia-Ungheria.
- 29 maggio - Edmund Hillary e Tenzing Norkay conquistano l'Everest.
- 12 agosto - Unione Sovietica: nel poligono di Semipalatinsk esplode la prima bomba atomica "mista" a fissione-fusione, venti volte più potente di quella sganciata ad Hiroshima.
Nati
- 19 febbraio - Massimo Troisi, attore e regista italiano
- 26 febbraio - | | |