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Ordelaffi

Ordelaffi

Gli Ordelaffi sono la famiglia che tenne, con interruzioni, la signoria della città di Forlì tra la fine del secolo XIII e gli inizi del secolo XVI. La famiglia prese il potere nella città di Forlì, roccaforte ghibellina, alla fine del XIII secolo. La signoria, estesa a Castrocaro, a Forlimpopoli e a Cesena, restò nelle loro mani fino al 1359 e di nuovo tra il 1376 e il 1480, con un effimero ritorno nel 1503-1504. La famiglia è di probabile origine germanica o veneta. Nelle cronache cittadine un Ordelaffi viene citato per la prima volta alla metà del XII secolo, essendosi trasferito in città, nella contrada Santa Croce, dai propri possedimenti nel contado. Come signori di Forlì sono citati nella Divina Commedia di Dante (Inf.XXVII, 45: La terra che fé già la lunga prova / e di Franceschi sanguinoso mucchio, / sotto le branche verdi si ritrova).
Nella citazione le "branche verdi" sono gli artigli del leone rampante dello stemma familiare degli Ordelaffi.

Linea di successione


- Teobaldo Ordelaffi (morto nel 1296).
- Scarpetta Ordelaffi (morto dopo il 1317), primo Ordelaffi signore di Forlì, dal 1295 fino al 1315.
- Pino I Ordelaffi, signore di Bertinoro dal 1306 al 1310.
- Francesco I Ordelaffi, conosciuto come Cecco I, fratello di Scarpetta, tenne la signoria tra il 1315 e il 1331.
- Francesco II Ordelaffi (morto nel 1373 o 1374), noto anche come Cecco II, tenne la signoria dal 1331, fino al 1359.
- Sinibaldo Ordelaffi (1336-1386), tenne la signoria dal 1376 fino alla morte.
- Giovanni Ordelaffi (1355-1399), capitano di ventura.
- Pino II Ordelaffi, tenne la signoria dal 1386 alla morte nel 1402.
- Francesco III Ordelaffi (1349-1405), tenne la signoria dal 1402 fino alla morte.
- Giorgio Ordelaffi (morto nel 1423, tenne la signoria dal 1411 fino alla morte.
- Tebaldo Ordelaffi (1413-1425), tenne la signoria dal 1423 fino alla morte.
- Antonio Ordelaffi, tenne la signoria tra il 1433 e il 1436 e ancora tra il 1438 e il 1448.
- Francesco IV Ordelaffi (1435-1466), detto Cecco IV, tenne la signoria dal 1448 alla morte.
- Pino III Ordelaffi (1440 -1480), fratello di Cecco IV, tenne la signoria dal 1466 alla morte.
- Sinibaldo II Ordelaffi (1467-1480), giovanissimo figlio di Pino III, e Cecco Ordelaffi (1461-1488) suo zio si contesero la signoria dopo la sua morte. Questa passò quindi nuovamente sotto il dominio pontificio.
- Antonio Maria Ordelaffi (1460-1504), figlio di Cecco IV, tenne la signoria tra il 1503 e la morte. Con la morte di Antonio Maria, il ramo principale della famiglia si estinse.

Palazzi e castelli


- Palazzo comunale di Forlì, esistente già nel XIV secolo e dove la famiglia trasferì la sua dimora nel 1412. Fu in seguito ampiamente rimaneggiato ed è attualmente sede del Municipio.
- Rocca di Ravaldino a Forlì, del XIV secolo.
- Rocca di Forlimpopoli, eretta tra il 1380 e il 1400, attuale sede del Museo Archeologico Civico.
- Castello di Predappio Alta, sorto nel X secolo e fortificato nel 1471 sotto il dominio di Pino Ordelaffi.
- Palazzo comunale di Bertinoro.

Collegamenti esterni


- [http://www.thedarkage.com/genealog/gen_or01.htm Albero genealogico] nel sito TheDarkAge
- [http://www.condottieridiventura.it/condottieri/o/1279%20%20%20%20%20%20SINIBALDO%20ORDELAFFI%20Signore%20di%20Forl%EC.htm Biografia di Sinibaldo Ordelaffi] nel sito Condottieri di ventura.
- [http://www.condottieridiventura.it/condottieri/o/1276%20%20%20%20%20%20GIOVANNI%20ORDELAFFI%20%20Di%20Forl%EC.htm Biografia di Giovanni Oderlaffi] nel sito Condottieri di ventura.
- [http://www.cedoc.mo.it/estense/mss/stemmi/ita556/html/fnv0143.html Stemma della famiglia] (sito della Biblioteca estense universitaria di Modena).

Bibliografia


- G. Pecci, Gli Ordelaffi, Fratelli Lega Editori, Faenza 1974. Categoria:Dinastie categoria:Regione Emilia-Romagna

Forlì

Forlì, in dialetto forlivese "Furlè", è un comune di 110.209 abitanti della provincia di Forlì-Cesena, capoluogo della provincia di Forlì e Cesena, già capoluogo, per quasi tutto il XX secolo, della provincia di Forlì, nome sotto il quale era compreso anche il territorio ora facente parte della provincia di Rimini. Forlì è una città Emiliano-Romagnola ed in particolare si trova in Romagna, di cui è, come dice Dante nel De Vulgari eloquentia, "meditullium", cioè l'area centrale. Questo primato è anche inguistico anche se in questo caso il forlivese deve spartire questa centralità con il faentino costituendo assieme a quest'ultimo il dialetto romagnolo tipico (anche se fra i due esistono comunque differenze), visto che il romagnolo tende a perdere questa o quella peculiarità a mano a mano che si avanza verso la periferia della Romagna e che la lingua subisce, per ciò, gli influssi delle zone circostanti.

Storia

Personaggi illustri

Luoghi d'interesse


- Piazza Aurelio Saffi: ai tempi del forum romano era solo un largo spazio ai confini della centuriazione, lungo la via Emilia verso Rimini. Diventa, come a tutt'oggi, luogo centrale della città nel Medioevo e viene conosciuta col nome di piazza Maggiore; dopo l'unificazione viene dedicata a Vittorio Emanuele II, per poi assumere il nome attuale con l'avvento della repubblica. Sul lato a ovest sorge la Residenza comunale, un tempo palazzo degli Ordelaffi, già signori della città; l'edificio è stato notevolmente rimaneggiato nei secoli, la facciata odierna risale ai primi anni dell'Ottocento. Sul lato opposto, a nord-est, sorge l'Abbazia di San Mercuriale: chiesa di architettura romanica, in mattoni, costruita sul primo luogo di culto cristiano a Forlì; il campanile è famoso per essere uno dei più alti d'Italia, in stile romanico. Il chiostro fu aperto al passaggio pubblico durante il Ventennio, quando architetti e urbanisti del regime fascista ridisegnarono ampie parti della città e della piazza stessa, come si può notare dalle costruzioni, verso nord, del Palazzo delle Poste e del Palazzo degli Uffici statali. Sul versante sud, altri due pregevoli palazzine rinascimentali: il palazzo del Podestà e l'adiacente palazzo Albertini. [http://www.turismoforlivese.it/index.asp?id=5030402&nscheda=0000000101787&lingua=IT Abbazia di San Mercuriale]
- Piazza del Duomo/Piazza Ordelaffi: i due spiazzi contigui sono sovrastati dalla fabbrica del Duomo, già chiesa di S.Croce, la cattedrale cittadina. A nord di piazza Ordelaffi si trova l'imponente palazzo Paolucci-Piazza, antica famiglia nobiliare, ora sede della Prefettura, palazzo del XVII secolo. Al centro di piazza del Duomo si erge la colonna votiva della Madonna del Fuoco, protettrice della città; fu eretta originariamente in piazza Saffi, da dove fu spostata alla fine dell'Ottocento per lasciar posto al monumento commemorativo del patriota forlivese.
- Corso della Repubblica: è la principale strada cittadina. Costituisce il ramo della via Emilia verso est interno al centro storico. Vi sorge la barocca chiesa di Santa Lucia, protettrice della vista e festeggiata il 13 dicembre, nonché la biblioteca e la sede dei principali musei comunali, compresa la pinacoteca nell'imponente palazzo Merenda, già sede dell'antico ospedale cittadino.
- Corso Giuseppe Mazzini: via di porticati e negozi, congiunge piazza Saffi con la via Ravegnana per Ravenna, verso nord, dove un tempo sorgeva la Porta di San Pietro. Importante la chiesa del Carmine, che ospita il convento dei carmelitani: l'ingresso presenta un pregevole fregio in marmo d'Istria, in origine abbellimento dell'entrata del Duomo.
- Corso Giuseppe Garibaldi: il corso più lungo, da piazza Saffi arriva a Porta Schiavonia e costituisce la parte di via Emilia verso ovest e verso Faenza e Bologna. Notevoli palazzi signorili si sono conservati fino a oggi: il Monte di Pietà (quattrocentesco), palazzo Albicini, palazzo Gaddi, con notevoli affreschi di Felice Giani (sede di alcuni musei comunali: etnografico e del teatro), palazzo Reggiani. All'altezza di piazza Melozzo, in corrispondenza della chiesa, già cattedrale, della SS.Trinità - dove sono conservati, oltre all'antica cattedra di S. Mercuriale, i resti del pittore forlivese -, sono state trovate le testimonianze del centro romano: lì sorgeva l'incrocio fra cardum e decumanum maximum. Al termine del corso si arriva a Porta Schiavonia, unico dei quattro ingressi rimasti in piedi: le altre barriere, insieme alle mura medievali, sono state demolite in epoca fascista per permettere lo sviluppo della rete stradale e la costruzione dei viali di circonvallazione del centro storico; l'aspetto attuale della porta risale al Settecento.
- Corso Armando Diaz: da piazza Saffi porta al piazzale di Porta Ravaldino, non più esistente, e al viale dell'Appennino che, verso sud, collega la città a Predappio e Castrocaro Terme. Vicino al centro sorgono il palazzo Orsi Mangelli, ora sede centrale del polo universitario decentrato dell'ateneo di Bologna, e il teatro comunale intitolato al drammaturgo forlivese Diego Fabbri. Il tratto finale affianca la possente Rocca di Ravaldino, cittadella centrale nel sistema difensivo delle mura medievali già ai tempi degli Ordelaffi e centro di governo, in particolare sotto Caterina Sforza: la Rocca fu il principale teatro dello scontro con le truppe frncesi e pontificie di Cesare Borgia. Altre Chiese di Forlì

- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=3681§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: San Tommaso Apostolo]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=3682§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: San Domenico]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=3683§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: San Tommaso Cantuariense]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=3684§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: Santa Maria dei Servi, detta di San Pellegrino]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=5875§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: Santa Maria della Neve]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=12234§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: Sant'Anna]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=20322§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: Chiesa del Carmine]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=21600§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: Chiesa e Monastero del Corpus Domini]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=25390§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: antica Chiesa di San Biagio (sconsacrata)]

Frazioni

Bagnolo, Barisano, Borgo Sisa, Branzolino, Carpena, Carpinello, Casemurate, Caserma, Castiglione, Cava, Collina, Coriano, Durazzanino, Forniolo, Grisignano, Ladino, Magliano, Malmissole, Massa, Para, Pescaccia, Petrignone, Pianta, Pieve Acquedotto, Pievequinta, Poggio, Ponte Vico, Quattro, Ravaldino, Roncadello, Ronco, Rotta, Rovere, San Giorgio, San Leonardo in Schiova, San Lorenzo in Noceto, San Martino in Strada, San Martino in Villafranca, San Tomé, San Varano, Vecchiazzano, Villa Rovere, Villa Selva, Villafranca di Forlì, Villagrappa, Villanova

Amministrazione Comunale

Elezioni del 13/14 giugno 2004

- Sindaco: Nadia Masini
( Membro del partito DS )
- Giunta comunale:
Evangelista Castrucci - vice sindaco, sviluppo economico, commercio e mercati, turismo
Loretta Bertozzi - politiche di welfare
Giovanni Bucci - sport, rapporti internazionali
Lodovico Buffadini - bilancio, finanze, patrimonio, logistica
Palmiro Capacci - ambiente, energia, protezione civile
Elvio Galassi - lavori pubblici, programma opere pubbliche, aeroporto
Loretta Lega - politiche educative e formative
Tiziano Marchi - servizi generali, pubblica amministrazione, servizi informatici e demografici
Gianfranco Marzocchi - cultura, università
Sandra Morelli - mobilità, consumatori, verde, parchi e arredo urbano
Liviana Zanetti - decentramento, politiche giovanili, partecipazione civica, comunicazione e rapporti coi cittadini, pace e diritti umani
Gabriele Zelli - pianificazione territoriale, urbanistica, edilizia

Gemellaggi


- Aveiro (Portogallo)
- Bourges (Francia)
- Chichester (Regno Unito)
- Elektrenai (Lituania)
- Karlsruhe (Germania)
- Peterborough (Regno Unito)
- Plock (Polonia)
- Skövde (Svezia)
- Szolnok (Ungheria)

Galleria

Immagine:Main_square_SAFFI_Forli_Italy_December-2004.jpg|Piazza Aurelio Saffi Immagine:Piazza_Saffi.jpg|Piazza Aurelio Saffi Immagine:porta_schiavonia.jpg|Porta Schiavonia Immagine:rocca_ravaldino.jpg|Rocca di Ravaldino Immagine:piazzale_vittoria.jpg|Piazzale della Vittoria Immagine:San_mercuriale.jpg|Abbazia di San Mercuriale

Voci correlate


- Aeroporto di Forlì


- [http://www.comune.forli.fo.it/contenuti/stemma Storia dello stemma]
- [http://www.almanaccodiforli.it/ Sito dell'Almanacco di Forlì, volume che raccoglie un anno di cronaca della città e offre notizie sempre aggiornate su Forlì]
- [http://www.almanaccodiforli.it/forum Il forum di Forlì e dintorni]
- [http://www.romagnaoggi.it Portale di informazione sull'Emilia-Romagna, con tante news anche su Forlì]
- [http://www.atr-online.it/ ATR trasporti pubblici locali]
- [http://www.poloforli.unibo.it/ Alma mater studiorum Università di Bologna - polo didattico-scientifico di Forlì]
- [http://www.legacoopforlicesena.it/ Sito dell'associazione di cooperative Legacoop Forlì-Cesena]
- [http://www.casafc.it/ Sito casafc.it dedicato alla casa in provincia di Forlì-Cesena]
- [http://www.forlibasket.it/ Sito dedicato al basket forlivese]
- [http://www.salastampa.info/ La sala stampa virtuale di Forlì-Cesena
- È sede del Forlì Linux Users Group (LUG) [http://www.folug.org FOLUG]
- [http://www.fluidifikas.it Fluidifikas Basket Forlì] Categoria:Comuni della provincia di Forlì-Cesena Categoria:Comuni dell'Emilia-Romagna Categoria:Comuni italiani Categoria:Forlì ja:フォルリ

XVI secolo

I millennio | II millennio | III millennio

XIII secolo | XIV secolo | XV secolo | XVI secolo | XVII secolo | XVIII secolo | XIX secolo

Anni 1500 | Anni 1510 | Anni 1520 | Anni 1530 | Anni 1540
Anni 1550 | Anni 1560 | Anni 1570 | Anni 1580 | Anni 1590

Avvenimenti


- Diffusione del Protestantesimo o culto riformato.
- Guerre d'Italia
- Guerre di religione
- Epidemie di sifilide

Personaggi significativi


- Jean Cauvin (Giovanni Calvino o semplicemente Calvino) (Noyon, 1509 - Ginevra, 1564), teologo e filosofo francese, padre della chiesa calvinista.
- Copernico (Torun Polonia, 19 febbraio 1473 - Frauenburg, Polonia, 24 maggio 1543), astronomo.
- Martin Lutero (Eisleben, 1483 - id., 1546), uomo di chiesa tedesco, fondatore della riforma protestante.
- Ambroise Paré (Bourg-Hersent, ca. 1509 - Parigi, 1590), medico e chirurgo francese, fondatore della chirurgia moderna.
- Maria Stuart (1542 - 1587), regina di Scozia, condannata a morte da Elisabetta I d'Inghilterra, e decapitata.
- André Vésale (Bruxelles 1514 - Isola di Zante 1564), anatomista belga, inventore delle tavole anatomiche. Il suo lavoro mise fine al Galienismo
- Erasmo da Rotterdam (Rotterdam 27 ottobre 1466/1469 - Basilea 12 luglio 1536), umanista
- Michelangelo Buonarroti (Caprese, Arezzo, 6 marzo 1475 - Roma, 18 febbraio 1564), artista (perlopiù scultore e pittore) italiano

Invenzioni, scoperte, innovazioni


- Categoria:XVI secolo ja:16世紀 ko:16세기 th:คริสต์ศตวรรษที่ 16

Forlì

Forlì, in dialetto forlivese "Furlè", è un comune di 110.209 abitanti della provincia di Forlì-Cesena, capoluogo della provincia di Forlì e Cesena, già capoluogo, per quasi tutto il XX secolo, della provincia di Forlì, nome sotto il quale era compreso anche il territorio ora facente parte della provincia di Rimini. Forlì è una città Emiliano-Romagnola ed in particolare si trova in Romagna, di cui è, come dice Dante nel De Vulgari eloquentia, "meditullium", cioè l'area centrale. Questo primato è anche inguistico anche se in questo caso il forlivese deve spartire questa centralità con il faentino costituendo assieme a quest'ultimo il dialetto romagnolo tipico (anche se fra i due esistono comunque differenze), visto che il romagnolo tende a perdere questa o quella peculiarità a mano a mano che si avanza verso la periferia della Romagna e che la lingua subisce, per ciò, gli influssi delle zone circostanti.

Storia

Personaggi illustri

Luoghi d'interesse


- Piazza Aurelio Saffi: ai tempi del forum romano era solo un largo spazio ai confini della centuriazione, lungo la via Emilia verso Rimini. Diventa, come a tutt'oggi, luogo centrale della città nel Medioevo e viene conosciuta col nome di piazza Maggiore; dopo l'unificazione viene dedicata a Vittorio Emanuele II, per poi assumere il nome attuale con l'avvento della repubblica. Sul lato a ovest sorge la Residenza comunale, un tempo palazzo degli Ordelaffi, già signori della città; l'edificio è stato notevolmente rimaneggiato nei secoli, la facciata odierna risale ai primi anni dell'Ottocento. Sul lato opposto, a nord-est, sorge l'Abbazia di San Mercuriale: chiesa di architettura romanica, in mattoni, costruita sul primo luogo di culto cristiano a Forlì; il campanile è famoso per essere uno dei più alti d'Italia, in stile romanico. Il chiostro fu aperto al passaggio pubblico durante il Ventennio, quando architetti e urbanisti del regime fascista ridisegnarono ampie parti della città e della piazza stessa, come si può notare dalle costruzioni, verso nord, del Palazzo delle Poste e del Palazzo degli Uffici statali. Sul versante sud, altri due pregevoli palazzine rinascimentali: il palazzo del Podestà e l'adiacente palazzo Albertini. [http://www.turismoforlivese.it/index.asp?id=5030402&nscheda=0000000101787&lingua=IT Abbazia di San Mercuriale]
- Piazza del Duomo/Piazza Ordelaffi: i due spiazzi contigui sono sovrastati dalla fabbrica del Duomo, già chiesa di S.Croce, la cattedrale cittadina. A nord di piazza Ordelaffi si trova l'imponente palazzo Paolucci-Piazza, antica famiglia nobiliare, ora sede della Prefettura, palazzo del XVII secolo. Al centro di piazza del Duomo si erge la colonna votiva della Madonna del Fuoco, protettrice della città; fu eretta originariamente in piazza Saffi, da dove fu spostata alla fine dell'Ottocento per lasciar posto al monumento commemorativo del patriota forlivese.
- Corso della Repubblica: è la principale strada cittadina. Costituisce il ramo della via Emilia verso est interno al centro storico. Vi sorge la barocca chiesa di Santa Lucia, protettrice della vista e festeggiata il 13 dicembre, nonché la biblioteca e la sede dei principali musei comunali, compresa la pinacoteca nell'imponente palazzo Merenda, già sede dell'antico ospedale cittadino.
- Corso Giuseppe Mazzini: via di porticati e negozi, congiunge piazza Saffi con la via Ravegnana per Ravenna, verso nord, dove un tempo sorgeva la Porta di San Pietro. Importante la chiesa del Carmine, che ospita il convento dei carmelitani: l'ingresso presenta un pregevole fregio in marmo d'Istria, in origine abbellimento dell'entrata del Duomo.
- Corso Giuseppe Garibaldi: il corso più lungo, da piazza Saffi arriva a Porta Schiavonia e costituisce la parte di via Emilia verso ovest e verso Faenza e Bologna. Notevoli palazzi signorili si sono conservati fino a oggi: il Monte di Pietà (quattrocentesco), palazzo Albicini, palazzo Gaddi, con notevoli affreschi di Felice Giani (sede di alcuni musei comunali: etnografico e del teatro), palazzo Reggiani. All'altezza di piazza Melozzo, in corrispondenza della chiesa, già cattedrale, della SS.Trinità - dove sono conservati, oltre all'antica cattedra di S. Mercuriale, i resti del pittore forlivese -, sono state trovate le testimonianze del centro romano: lì sorgeva l'incrocio fra cardum e decumanum maximum. Al termine del corso si arriva a Porta Schiavonia, unico dei quattro ingressi rimasti in piedi: le altre barriere, insieme alle mura medievali, sono state demolite in epoca fascista per permettere lo sviluppo della rete stradale e la costruzione dei viali di circonvallazione del centro storico; l'aspetto attuale della porta risale al Settecento.
- Corso Armando Diaz: da piazza Saffi porta al piazzale di Porta Ravaldino, non più esistente, e al viale dell'Appennino che, verso sud, collega la città a Predappio e Castrocaro Terme. Vicino al centro sorgono il palazzo Orsi Mangelli, ora sede centrale del polo universitario decentrato dell'ateneo di Bologna, e il teatro comunale intitolato al drammaturgo forlivese Diego Fabbri. Il tratto finale affianca la possente Rocca di Ravaldino, cittadella centrale nel sistema difensivo delle mura medievali già ai tempi degli Ordelaffi e centro di governo, in particolare sotto Caterina Sforza: la Rocca fu il principale teatro dello scontro con le truppe frncesi e pontificie di Cesare Borgia. Altre Chiese di Forlì

- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=3681§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: San Tommaso Apostolo]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=3682§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: San Domenico]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=3683§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: San Tommaso Cantuariense]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=3684§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: Santa Maria dei Servi, detta di San Pellegrino]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=5875§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: Santa Maria della Neve]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=12234§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: Sant'Anna]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=20322§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: Chiesa del Carmine]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=21600§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: Chiesa e Monastero del Corpus Domini]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=25390§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: antica Chiesa di San Biagio (sconsacrata)]

Frazioni

Bagnolo, Barisano, Borgo Sisa, Branzolino, Carpena, Carpinello, Casemurate, Caserma, Castiglione, Cava, Collina, Coriano, Durazzanino, Forniolo, Grisignano, Ladino, Magliano, Malmissole, Massa, Para, Pescaccia, Petrignone, Pianta, Pieve Acquedotto, Pievequinta, Poggio, Ponte Vico, Quattro, Ravaldino, Roncadello, Ronco, Rotta, Rovere, San Giorgio, San Leonardo in Schiova, San Lorenzo in Noceto, San Martino in Strada, San Martino in Villafranca, San Tomé, San Varano, Vecchiazzano, Villa Rovere, Villa Selva, Villafranca di Forlì, Villagrappa, Villanova

Amministrazione Comunale

Elezioni del 13/14 giugno 2004

- Sindaco: Nadia Masini
( Membro del partito DS )
- Giunta comunale:
Evangelista Castrucci - vice sindaco, sviluppo economico, commercio e mercati, turismo
Loretta Bertozzi - politiche di welfare
Giovanni Bucci - sport, rapporti internazionali
Lodovico Buffadini - bilancio, finanze, patrimonio, logistica
Palmiro Capacci - ambiente, energia, protezione civile
Elvio Galassi - lavori pubblici, programma opere pubbliche, aeroporto
Loretta Lega - politiche educative e formative
Tiziano Marchi - servizi generali, pubblica amministrazione, servizi informatici e demografici
Gianfranco Marzocchi - cultura, università
Sandra Morelli - mobilità, consumatori, verde, parchi e arredo urbano
Liviana Zanetti - decentramento, politiche giovanili, partecipazione civica, comunicazione e rapporti coi cittadini, pace e diritti umani
Gabriele Zelli - pianificazione territoriale, urbanistica, edilizia

Gemellaggi


- Aveiro (Portogallo)
- Bourges (Francia)
- Chichester (Regno Unito)
- Elektrenai (Lituania)
- Karlsruhe (Germania)
- Peterborough (Regno Unito)
- Plock (Polonia)
- Skövde (Svezia)
- Szolnok (Ungheria)

Galleria

Immagine:Main_square_SAFFI_Forli_Italy_December-2004.jpg|Piazza Aurelio Saffi Immagine:Piazza_Saffi.jpg|Piazza Aurelio Saffi Immagine:porta_schiavonia.jpg|Porta Schiavonia Immagine:rocca_ravaldino.jpg|Rocca di Ravaldino Immagine:piazzale_vittoria.jpg|Piazzale della Vittoria Immagine:San_mercuriale.jpg|Abbazia di San Mercuriale

Voci correlate


- Aeroporto di Forlì


- [http://www.comune.forli.fo.it/contenuti/stemma Storia dello stemma]
- [http://www.almanaccodiforli.it/ Sito dell'Almanacco di Forlì, volume che raccoglie un anno di cronaca della città e offre notizie sempre aggiornate su Forlì]
- [http://www.almanaccodiforli.it/forum Il forum di Forlì e dintorni]
- [http://www.romagnaoggi.it Portale di informazione sull'Emilia-Romagna, con tante news anche su Forlì]
- [http://www.atr-online.it/ ATR trasporti pubblici locali]
- [http://www.poloforli.unibo.it/ Alma mater studiorum Università di Bologna - polo didattico-scientifico di Forlì]
- [http://www.legacoopforlicesena.it/ Sito dell'associazione di cooperative Legacoop Forlì-Cesena]
- [http://www.casafc.it/ Sito casafc.it dedicato alla casa in provincia di Forlì-Cesena]
- [http://www.forlibasket.it/ Sito dedicato al basket forlivese]
- [http://www.salastampa.info/ La sala stampa virtuale di Forlì-Cesena
- È sede del Forlì Linux Users Group (LUG) [http://www.folug.org FOLUG]
- [http://www.fluidifikas.it Fluidifikas Basket Forlì] Categoria:Comuni della provincia di Forlì-Cesena Categoria:Comuni dell'Emilia-Romagna Categoria:Comuni italiani Categoria:Forlì ja:フォルリ

XIII secolo

I millennio | II millennio | III millennio

X secolo | XI secolo | XII secolo | XIII secolo | XIV secolo | XV secolo | XVI secolo

Anni 1200 | Anni 1210 | Anni 1220 | Anni 1230 | Anni 1240
Anni 1250 | Anni 1260 | Anni 1270 | Anni 1280 | Anni 1290

Avvenimenti


- Vittoria di Gengis Khan: inizio della pax mongolica, riapertura dei commerci europei con la Cina
- IV Crociata: Costantinopoli cade per la prima volta in mano all' occidente: nasce l'Impero Latino d'Oriente
- Egemonia delle Repubbliche marinare sul mediterraneo: Venezia in testa
- Comuni all'apogeo
- Commercio marittimo in crescita
- Nascita delle banche
- Affermazione delle monarchie nazionali
- La corruzione della chiesa dilaga: vi si oppongono in francia l'eresia dei Catari, quella dei Pauperisti e dei Valdesi
- Fioritura delle arti nell'Italia meridionale a opera di Federico II
- Papa Innocenzo III promuove una crociata contro i Catari: genocidio spaventoso, scomparsa della poesia provenzale.
- Era del Gotico internazionale
- I Paleologhi riconquistano Bisanzio: con essi inizierà una rinascenza culturale che si oppone alla decadenza insanabile e che durerà fino alla totale caduta dell' Impero (1453)
- Dante padre della lingua italiana con la divina commedia e De vulgari eloquentia
- Aragonesi e Angioni in Sicilia: Vespri Siciliani

Personaggi significativi


- Gengis Khan (1162 - 1227), capo mongolo e conquistatore dell'Asia.
- Marco Polo (Venezia, 1254 - id., 1324), esploratore.
- San Francesco d'Assisi (Assisi, ca. 1182 - id., 1226), fondatore dell'ordine dei Francescani.
- San Tommaso d'Aquino (ca. 1225 - 1274), filosofo e teologo italiano.
- I Fratelli Vivaldi tentano di navigare a occidente due secoli prima di Colombo: non faranno più ritorno.
- Bonagiunta Orbicciani, Guittone d'Arezzo, Guido Cavalcanti e Dante Alighieri: grandi intellettuali della letteratura in volgare toscano
- Giacomo da Lentini, Pier delle Vigne: intellettuali della letteratura in volgare siciliano
- Guinizzelli: intellettuale d'unione tra la cultura siciliana e quella toscana
- Niceta Coniate: storico e teologo bizantino
- San Francesco e Santa Chiara d'Assisi
- Valdo, mercante ed eresiarca francese
- Papa Innocenzo III, sterminatore dei Catari
- Federico II di Svevia: Imperatore e mecenate
- Celestino V, Papa che rinuncia al suo incarico

Invenzioni, scoperte, innovazioni


- Nascono le Banche
- In Cina viene inventata la bussola, che presto si diffonferà in Europa.
- Il volgare viene per la prima volta impiegato per la letteratura.
- Con l'affermarsi delle università, si afferma il genere dei Canti goliardici
- Si afferma in Italia il Dolce stil novo Categoria:XIII secolo ja:13世紀 ko:13세기 simple:13th century th:คริสต์ศตวรรษที่ 13

Forlimpopoli

Forlimpopoli è un comune di 11.249 abitanti della provincia di Forlì-Cesena, 8 chilometri a est del capoluogo, Forlì, sulla via Emilia. Sorge su un sito favorevole alle comunicazioni tra la montagna, la pianura e il mare. Il suo territorio fu abitato sin dal paleolitico inferiore, come testimoniano alcuni manufatti di selce trovati in anni recenti; si tratta di ciottoli scheggiati, simili a quelli del più famoso giacimento di Monte Poggiolo (Forlì) e fabbricati da individui appartenenti al gruppo dell’Homo erectus, circa 700 mila anni fa. In epoca protostorica il territorio fu percorso e abitato da genti dell’età del bronzo e successivamente sia dagli Umbri, che scendevano dall’Appennino, sia dai Galli provenienti dalla Pianura Padana. Il nome di Forlimpopoli è di chiara origine romana (Forum Popili) e deriva molto probabilmente da quello del console Popilio Lenate, che avrebbe fondato la città nel 132 a.C. Nel territorio forlimpopolese sono ancora oggi visibili tracce di tre successive centuriazioni, che testimoniano l’opera di bonifica agraria e di colonizzazione della pianura da parte dei Romani; certamente l’antica via Emilia costituiva l’asse fondamentale del reticolato urbano della città romana. Nel I secolo a.C. Forum Popili divenne un municipium al centro di un vasto territorio confinante con quelli di Caesena, Forum Livii (Forlì), Mevaniola e Sarsina e nei primi secoli dell’epoca imperiale registrò un forte sviluppo economico, grazie alle attività agricole e alla presenza di fornaci che producevano anfore vinarie di foggia particolare, che giungevano in diversi porti mediterranei. La ricchezza di Forum Popili derivava anche dalla vicinanza con il porto ravennate di Classe, dal quale arrivavano merci e idee provenienti anche dall’oriente, come dimostra la scoperta di una lastra del I sec. d.C. dedicata a Fullonia Tertulla, sacerdotessa di Iside. A partire dal III secolo ebbe inizio una decadenza economica della città, che si protrasse per tutto l’Alto Medioevo, durante il quale la pianura fu sommersa da disastrose inondazioni e ampie zone coltivate furono abbandonate dagli agricoltori. In questo periodo la cittadina entrò a far parte dell’Esarcato di Ravenna ed ebbe il suo primo vescovo nel V secolo, l’ateniese Rufillo, sul cui sepolcro sorse, appena fuori dell’abitato, un’abbazia benedettina. Nel VII secolo, come scrive Paolo Diacono, Forlimpopoli fu devastata dall’esercito del re longobardo Grimoaldo e nel secolo seguente passò sotto il dominio della Chiesa. Nel Basso Medioevo la città registrò una rinascita, testimoniata dalla costruzione di una nuova zona urbanizzata, la Civitas Nova, e dalla conquista dell’autonomia comunale: documenti dell’epoca ci informano della presenza a Forlimpopoli di consoli e successivamente di un podestà. Ma nel secolo XIII la cittadina entrò nell’orbita della famiglia degli Ordelaffi che da Forlì cercava di estendere la sua influenza sulla Romagna. L’azione degli Ordelaffi fu contrastata dalla Chiesa che riconquistò il territorio grazie all’energica azione del cardinale Albornoz il quale, nel 1361, ordinò la distruzione di Forlimpopoli rimasta fedele ai signori di Forlì. Dieci anni dopo un documento dell’epoca ci riferisce che l’antica cittadina non esisteva praticamente più, la sede vescovile era stata trasferita a Bertinoro e al posto della cattedrale distrutta era stata costruita una fortezza chiamata Salvaterra, l’attuale Rocca. Pochi anni dopo Sinibaldo Ordelaffi, fatta la pace con la Chiesa, fece risorgere Forlimpopoli, con la costruzione di mura cittadine. Nei secoli XV e XVI Forlimpopoli fu posseduta da diversi signori, tra i quali Caterina Sforza e Cesare Borgia. Nel 1535 la città fu concessa dal Papa, come feudo perpetuo, ad Antonello Zampeschi, alla cui morte successe Brunoro II Zampeschi, che divenne un valoroso condottiero al servizio di Venezia, del papa, del Duca di Savoia e del re di Francia. Dal 1592 la Rocca passò ai principi Savelli, eredi degli Zampeschi, e quindi al cardinale Capponi. Dopo la parentesi napoleonica, Forlimpopoli tornò sotto il governo pontificio. Durante il Risorgimento la cittadina partecipò attivamente ai moti liberali, in particolare a quelli del 1831. Nel 1851 fu saccheggiata dalla banda del famigerato Stefano Pelloni, detto il "Passatore"; tra le vittime della rapina anche il padre di Pellegrino Artusi, futuro autore dell’opera "La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene". Alla fine dell’Ottocento fu istituita una Scuola Magistrale nella quale studiò e si diplomò il giovane Benito Mussolini.Durante la seconda guerra mondiale Forlimpopoli fu gravemente danneggiata dal passaggio del fronte e diversi suoi abitanti parteciparono alla Resistenza, fino alla liberazione della città, avvenuta il 25 ottobre dell’anno 1944. Categoria:Comuni della provincia di Forlì-Cesena Categoria:Comuni dell'Emilia-Romagna Categoria:Comuni italiani ja:フォルリンポーポリ

Cesena

Cesena è un comune di 93.066 abitanti (alla data del 30 giugno 2004), della provincia di Forlì-Cesena. Adagiata in un'ottima posizione fra le colline del preappennino Tosco-Romagnolo e la pianura padana, è situata sulla Via Emilia, fra Rimini e Forlì, dista 15km circa dal mare Adriatico. È bagnata dal fiume Savio. Importante centro agricolo (produzione e trasformazione di frutta e verdura) e dell'industria alimentare in generale, con diverse sedi di allevamento avicolo e bovino ed industrie di produzione di generi alimentari di portata internazionale.

Storia

Il primo nucleo abitativo di Cesena sorge con ogni probabilità per opera degli "umbro-etruschi" intorno al VI-V secolo AC, e il taglio prodotto dal torrente Cesuola si riverbera nel nome dato al piccolo centro, che deve assomigliare a un Césena. Intorno al IV secolo sopraggiungono i Galli, del cui breve dominio rimangono profonde tracce nell'economia - con l'introduzione dell'allevamento suinicolo - e nella lingua locali. Tuttavia è solo con l'arrivo dei Romani (i quali fondano nel 268 AC la colonia di "Ariminum", Rimini) che il piccolo nucleo assume la forma di villaggio. Del periodo repubblicano rimane oggi ben visibile la colossale opera di centuriazione cui è sottoposto il territorio cesenate, presumibilmente tra il 235 e 220 AC, che suddivide la campagna in un perfetto reticolato ancora oggi visibile. Successivamente la "Curva Caesena" dell'età imperiale (citata da Plinio il Vecchio come città produttrice di ottimo [vino]]) decade con l'Impero Romano ed è sottoposta alle incursioni dei barbari. Presa dai Goti di Teodorico, viene riconquistata dai Bizantini e, a metà del VI secolo, entra a far parte dell'Esarcato. Dopo le campagne di Pipino il Breve (VIII secolo), Cesena rientra infine nei territori sotto il controllo pontificio, primo nucleo di quello che sarà lo Stato della Chiesa. Un ruolo di estrema importanza riveste in questi secoli la figura dell'Arcivescovo di Ravenna, feudatario dell'Imperatore, il quale possiede terreni e castelli nel cesenate, e detiene un potere assai ampio. Dopo il Mille crescono le volontà autonomistiche della città, ma solo alla fine del XII secolo, affrancatasi dall'Arcivescovo, Cesena può dirsi libero Comune. Il '200, secolo caratterizzato dai continui mutamenti nel governo della città, vede Cesena oscillare tra libertà comunali e sottomissione alla Chiesa o a signori locali, tanto che Dante, nel Canto XXVII dell'Inferno, nota: "E quella cu' il Savio bagna 'l fianco,
così com'ella sie' tra 'l piano e 'l monte,
tra tirannia si vive e stato franco."
Nel '300 la breve signoria della famiglia forlivese degli Ordelaffi viene bruscamente interrotta dall'intervento del legato pontificio Albornoz, che sottopone la rocca (fieramente difesa da Cia degli Ordelaffi) a un lungo assedio (1357). Alla fine Albornoz riesce a sottomettere Cesena e la dota di un nuovo Palazzo del Governatore (oggi Palazzo Comunale). Di lì a poco, nel 1377, Cesena conosce l'evento che segna una sorta di cesoia nella sua storia: un contingente di soldati mercenari bretoni al soldo di papa Gregorio XI, comandati da Roberto di Ginevra (futuro antipapa Clemente VII) e del condottiero Giovanni Acuto (John HawcKwood), mette a ferro e fuoco la città. I cronisti del tempo inorridiscono di fronte alla strage e riferiscono d'alcune migliaia di morti e di altrettanti deportati tra la popolazione civile. È il momento più buio della città, coinvolta suo malgrado nella guerra promossa da Firenze contro il Pontefice (la cosiddetta "Guerra degli Otto Santi", 1375-1378). L'anno seguente al tremendo "Sacco dei Brettoni", il nuovo papa Urbano VI assegna infine quello che rimane della città al Signore di Rimini Galeotto Malatesta, in vicariato: ha inizio per Cesena la Signoria dei Malatesta, quello che sarà il momento di maggior splendore nella storia cesenate. A Galeotto (cui si deve l'inizio dei lavori alla nuova Rocca e alla nuova Cattedrale) succede nel 1385 Andrea Malatesta, che spiana le pendici del Colle Garampo ottenendo la cosiddetta Piazza Inferiore (oggi del Popolo). È poi la volta di Carlo e, nel 1429, di Malatesta Novello. Appassionato bibliofilo, fine mecenate, costretto a rinunciare presto alla vita militare (prima fonte di ricchezza per la famiglia), dona alla città la splendida Biblioteca, ricavata all'interno del convento dei Frati Francescani. Compiuta tra 1447 e 1452, ma aperta solo due anni dopo, reca il progetto di Matteo Nuti da Fano, discepolo di Leon Battista Alberti. Alla morte di Novello (1465), Cesena torna sotto il dominio pontificio, ma già nel 1500 le Romagne conoscono un nuovo padrone: è Cesare Borgia, detto il Valentino (celebrato da Niccolò Machiavelli nel suo "Il Principe") che costituisce un piccolo ma potente ducato. La città, elevata al rango di capitale, viene visitata da Leonardo da Vinci che fa rilievi alla Rocca e fornisce il progetto per il porto di Cesenatico. Caduto l'effimero ducato, Cesena torna definitivamente alla Chiesa e a una dimensione locale dominata economicamente dall'agricoltura. Inaspettatamente, nel 1775, la città assurge nuovamente agli onori: il cesenate Giovan Angelo Braschi diviene infatti Papa col nome di Pio VI, dando avvio alla triade di Papi cesenati (Pio VII Chiaramonti, 1800-23, e Pio VIII Castiglioni, 1829-30, in realtà marchigiano, ma già Vescovo di Cesena). L'esperienza napoleonica (1797-1814), che vede Pio VI e Pio VII tentare invano di opporsi alle angherie del Corso, priva Cesena di un gran numero di monasteri, conventi e chiese che precedentemente la ornavano. Durante il Risorgimento, Cesena conosce i moti libertari (cui partecipa anche un giovane Maurizio Bufalini, medico che poi si coprirà di onori a Firenze) e la costruzione di un nuovo Teatro Comunale ora Teatro Alessandro Bonci (1843-1846). Con l'Unità d'Italia per Cesena ha inizio un periodo di lotte politiche interne fra le componenti liberale moderata (guidata dalle carismatiche figure del sen. Gaspare Finali e del direttore del "Cittadino" Nazareno Trovanelli), repubblicana (sulle orme del garibaldino Eugenio Valzania)e socialista (Pio Battistini). Ad un fine '800 in cui prevalgono i liberali, segue un primo '900 repubblicano, segnato dalla figura di Ubaldo Comandini. È di questo periodo la breve ma luminosissima vita di Renato Serra, morto giovane su Carso (1915), ma già entrato, con "L'Esame di Coscienza di un Letterato", nella storia della nostra critica letteraria. La Seconda Guerra Mondiale, con la Linea Gotica che corre sul crinale appenninico a pochi chilometri dalla città, segna profondamente la vita cittadina. Il dopoguerra assiste alla salita di Cesena a realtà di livello internazionale nel comparto agroalimentare, soprattutto in materia di ricerca e biotecnologie. Oggi la città, infine, assurta dal 1992 al ruolo di città capoluogo di Provincia unitamente a Forlì, può vantare una posizione di primo piano anche in altri settori economici, una vita culturale sempre fervida ed una qualità della vita invidiabile.

Monumenti

Fra i vari monumenti di Cesena, si ricordano la Rocca malatestiana, l'adiacente piazza del Popolo, con al centro la Fontana secentesca denominata "fontana Masini", la Biblioteca malatestiana, primo edificio al mondo nato e concepito per svolgere la funzione di biblioteca (1300 circa) e la Basilica benedettina del Monte, che ospita opere pittoriche di notevole valore storico-culturale. Di valore storico-artistico anche il Duomo cittadino, in stile Gotico romano, risalente al 1500, con cripta del 1200. Recentemente, durante dei lavori di scavo, sono stati scoperti nel centro storico dei resti di epoca romana, fra i quali un mosaico pavimentale in tessere bianche e nere con decorazioni vegetali e libere, attualmente esposto in una sala del palazzo comunale. Altri resti di epoca romana, (resti di edifici e di strade adiacenti) che si ritengono di notevolissimo valore storico, sono stati rinvenuti nel 2005, durante degli scavi per la costruzione di un parcheggio, nelle immediate vicinanze del centro storico.

Cultura

Cesena è sede universitaria (Università degli studi di Bologna) per le seguenti facoltà: architettura, informatica, ingegneria biomedica, psicologia, scienze e tecnologie alimentari.

Sport

Cesena poossiede una squadra di calcio cittadina, denominata Associazione Calcio Cesena: nella stagione 2005/2006, l' A.C. Cesena, milita nel camionato di calcio di serie B Il 20 maggio 2004 l'11^ tappa del Giro d'Italia 2004 si è conclusa a Cesena con la vittoria di Emanuele Sella.

Gastronomia

Cesena è nota per la piadina, sorta di pane azzimo piuttosto piatto e di forma circolare. La si può trovare in tutto il territorio citatdino, venduta in particolari chioschi. Può essere servita semplice per accompagnare i pasti, ma è ottima se usata insieme ad affettati ed insaccati di vario tipo oppure se guastata insieme al formaggio "squaccherone", condito con rucola. Col medesimo impasto di acqua, farina, sale, strutto e bicarbonato usato per la piadina, vengono fatti anche i "crescioni", sorta di calzoni riempiti a piacere coi più vari ingredienti: tipici i crescioni alle erbe, al pomodoro-mozzarella, ai funghi ecc. Diffusa la cultura della pasta all'uovo fatta in casa, particolarmente soto forma di pappardelle in brodo, cappelletti (in brodo o asciutti), tagliatelle, lasagne. Altri tipi di pasta tipici del cesenate,sono gli strozzapreti, serviti al ragout ed i passatelli in brodo. Nel cesenate si producono, inoltre, il vino "Sangiovese" ed altri vari tipi di vino, come la "cagnina".

Frazioni

Aie, Bagnile, Borello, Borgo delle Rose, Borgo Paglia, Budrio, Bulgaria, Bulgarnò Calisese, Calabrina, Capannaguzzo, Carpineta, Casalbono, Casale, Case Castagnoli, Case Gentili, Case Missiroli, Case Scuola Vecchia, Case Venzi, Celincordia, Diegaro, Diolaguardia, Formignano, Gattolino, Gualdo, Il Trebbo, Lizzano, Luogoraro, Luzzena, Macerone, Madonna dell'Olivo, Martorano, Massa, Monte Aguzzo, Monte Vecchio, Montereale, Monticino, Oriola, Osteria di Piavola, Paderno, Pioppa, Ponte Abbadesse, Ponte Pietra, Pontecucco, Provezza, Rio Eremo, Rio Marano, Ronta, Roversano, Ruffio, Saiano, San Carlo, San Cristoforo, San Demetrio Acquarola, San Giorgio, San Mamante, San Martino in Fiume, San Matteo, San Tomaso, San Vittore, Santa Lucia, Sant'Andrea in Bagnolo, Settecrociari, Tessello, Tipano, Valdinoce, Villa Calabra, Villa Casone Categoria:Comuni della provincia di Forlì-Cesena Categoria:Comuni dell'Emilia-Romagna Categoria:Comuni italiani ja:チェゼーナ

1359

Eventi

Nati

Morti

059 ko:1359년

1376

Eventi


- Simone da Borsano (1310 - Nizza, 1381), Arcivescovo di Milano dal 1370 e Cardinale dal 20 dicembre 1375 rinuncia alla carica arcivescovile

Nati

Morti

076 ko:1376년

1480

Eventi

Nati

Morti

080 ko:1480년

1503

Eventi


- 13 febbraio - Disfida di Barletta (tredici cavalieri italiani vincono altrettanti francesi)
- 29 dicembre - Battaglia del Garigliano (gli spagnoli vincono i francesi)

Nati


- 11 gennaio - Il Parmigianino, pittore
- 17 novembre - Agnolo Bronzino, pittore
- 19 novembre - Pier Luigi Farnese, 1° duca di Parma e Piacenza

Morti


- 18 agosto - Papa Alessandro VI (n. 1431) 003 ko:1503년 simple:1503

XII secolo

I millennio | II millennio | III millennio

IX secolo | X secolo | XI secolo | XII secolo | XIII secolo | XIV secolo | XV secolo

Anni 1100 | Anni 1110 | Anni 1120 | Anni 1130 | Anni 1140
Anni 1150 | Anni 1160 | Anni 1170 | Anni 1180 | Anni 1190

Avvenimenti

Europa


- Guerra civile inglese (1135-1154)
- La lotta per le investiture progredisce
- Affermazione dei signori di Svevia
- L'università si diffonde in Europa

Personaggi significativi


- Saladino (Mesopotamia, 1138 - Damasco, 1193), sultano d'Egitto, vincitore dei crociati nella Bataglia di Hattin riconquistatore di Gerusalemme.
- Gengis Khan (Asia) 1196 - capo mongolo

Invenzioni, scoperte, innovazioni


- Categoria:XII secolo ja:12世紀 ko:12세기 simple:12th century th:คริสต์ศตวรรษที่ 12

Divina Commedia

Titolo originale: Comedìa - Poema in tre cantiche (Inferno · Purgatorio · Paradiso) di Dante Alighieri. La Divina Commedia è la più importante testimonianza letteraria della civiltà medievale ed accoglie anche le premesse di nuove idee. Il poema, pur continuando i modi caratteristici della letteratura e dello stile medievali (ispirazione religiosa, fine morale, linguaggio e stile basati sulla percezione visiva e immediata delle cose), tende a una rappresentazione ampia e drammatica della realtà, ben lontana dalla spiritualità tipica del Medioevo, tesa a cristallizzare la visione del reale.

Genesi e storia

La datazione dell'opera è problematica. Probabilmente fu iniziata negli stessi anni in cui vennero interrotti i trattati dottrinali del Convivio e del De vulgari eloquentia, ossia tra il 1305 e il 1307, anche se il Boccaccio sostiene che i primi sette canti dell'Inferno siano stati scritti prima dell'esilio (1302). L'Inferno non contiene notizie posteriori al 1309 (la prima menzione di copie manoscritte è del 1313). Il Purgatorio non contiene riferimenti a fatti posteriori al 1313 e fu divulgato separatamente nei due anni seguenti. Il Paradiso fu forse iniziato nel 1316 e terminato negli ultimi anni di vita del poeta, mentre i singoli canti venivano divulgati man mano che erano compiuti. Dopo la morte del poeta cominciarono ad apparire commenti alle singole parti. Nell'epistola XIII, Dante spiega a Cangrande il titolo "comedia" (l'aggettivo "divina", usato da Boccaccio nella sua biografia dantesca Trattatello in laude di Dante fu introdotto in un'edizione a stampa del 1555). La ragione del titolo è retorica e connessa al tema ed al livello linguistico: l'opera inizia con una situazione spaventosa e termina felicemente (la tragedia invece ha inizio piacevole e fine tremenda), e il livello linguistico è dimesso e umile per facilitare la comunicazione (la parlata volgare).

Struttura

La Commedia racconta un viaggio nei tre regni dell'aldilà (in cui si proietta il male e il bene del mondo terreno) compiuto da Dante ("simbolo" dell'umanità), che si affida alla guida di Virgilio (ragione) e poi di Beatrice (fede). Si tratta di un poema didascalico strutturato in terzine di endecasillabi(ABA\BCB), composto da 100 canti suddivisi in tre cantiche di 33 canti ciascuna, più un canto introduttivo posto all'inizio dell'Inferno. L'intera opera consta di 14.233 versi totali: superiore dunque in lunghezza sia all'Eneide virgiliana (9.896 esametri), sia all'Odissea omerica (12.100 esametri). I numeri hanno una valenza simbolica, [1+33+33+33 = 100, multiplo di 10 = perfezione rappresentata, 3 = Trinità. Il 3 ricorre nella forma metrica (terzina o "terza rima" ossia strofe di tre endecasillabi a rima incatenata ABA\BCB\CDC) i numeri, inoltre, legano le numerose corrispondenze formali del testo (i canti sesti delle tre cantiche sono di tema politico), legando gli episodi in un'intricata rete di valori dottrinali.]. La Commedia è anche una drammatizzazione della teologia cristiana medievale, arricchita da una straordinaria creatività immaginativa. Occorre distinguere tra:
- struttura cosmologica
- struttura dottrinale
- struttura formale

Struttura cosmologica

La struttura testuale della Commedia coincide esattamente con la rappresentazione cosmologica dell'immaginario medievale. Il viaggio all'Inferno e sul monte del Purgatorio rappresentano infatti l'attraversamento dell'intero pianeta, concepito come una sfera, dalle sue profondità alle regioni più elevate; mentre il Paradiso è una rappresentazione simbolico-visuale del cosmo tolemaico. L'Inferno era rappresentato all'epoca di Dante come una cavità di forma conica interna alla Terra, allora concepita come divisa in due emisferi, uno di terre e l'altro di acque. La caverna infernale era nata dal ritrarsi delle terre inorridite al contatto con il corpo maledetto di Lucifero e delle sue schiere, cadute dal cielo dopo la ribellione a Dio. La voragine infernale aveva il suo ingresso esattamente sotto Gerusalemme, collocata a 90° rispetto al semicerchio di 180° formato dalle terre emerse. La metà marina della Terra si estendeva invece su tutta la semisfera opposta al continente euroasiatico. Agli antipodi di Gerusalemme, e quindi al 90° della semisfera acquea, si ergeva l'isola montagnosa del Purgatorio, composta appunto dalle terre fuoriuscite dal cuore del mondo all'epoca della ribellione degli angeli. In cima al Purgatorio, che peraltro era una creazione recente dell'immaginario cristiano legata alla necessità di giustificare la dottrina delle indulgenze, Dante colloca il Paradiso terrestre del racconto biblico, il luogo terrestre più vicino al cielo. Il Paradiso è strutturato secondo la rappresentazione cosmologica nata all'epoca ellenista con gli scritti di Tolemeo, e risistemata dai teologici cristiani secondo le esigenze della nuova religione. Nel suo rapimento celeste dietro l'anima di Beatrice, Dante attraversa dunque i nove cieli del cosmo astronomico-teologico, al di sopra dei quali si distende il Pleroma infinito - Empireo - in cui ha sede la Rosa dei Beati, posti a diretto contatto con la visione di Dio. Ai nove cieli corrispondono nell'Empireo i nove cori angelici che, col loro movimento circolare intorno all'immagine di Dio, provocano il relativo movimento rotatorio del cielo a cui ciascuno di essi è preposto - questo secondo la dottrina dell'Atto Puro o Primo Mobile desunta dalla Metafisica di Aristotele. La struttura cosmologica della Commedia è strettamente connessa alla struttura dottrinale del poema, per cui la collocazione dei tre regni, e, al loro interno, l'ordine delle anime - ovvero delle pene e delle grazie-, corrisponde a precisi intendimenti di ordine morale e teologico. In particolare, la topografia dell'Inferno comprende i seguenti luoghi:
un ampio vestibolo o Antiferno, dove vengono puniti coloro che nessuno vuole, né Dio né il demonio: gli ignavi. Il fiume Acheronte, che separa il vestibolo dall'inferno vero e proprio.
Una prima sezione costituita dal Limbo, immerso in una tenebra perenne.
Una serie di cerchi meno scoscesi in cui patiscono i peccatori incontinenti.
La città infuocata di Dite, le cui mura circondano la voragine finale.
Il cerchio dei violenti in cui scorre il fiume sanguigno del Flegetonte.
Un burrone scosceso, che dà all'ottavo cerchio, chiamato Malebolge: il cerchio dei fraudolenti.
Il pozzo dei Giganti.
Il lago ghiacciato di Cocito, dove sono immersi i traditori. La topografia del Purgatorio è invece così strutturata: un Antipurgatorio, costituito da una spiaggia su cui vengono traghettate le anime dall'angelo nocchiero che le preleva alla foce del Tevere. Specularmene all'Inferno, in esso subiscono la loro purificazione i negligenti, i tardi cioè a pentirsi.
Ai piedi del monte, ancora parte dell'Antipurgatorio, c’è una valletta fiorita in cui espiano i loro peccati i principi negligenti.
Il purgatorio vero e proprio è un monte scosceso, formato da ampi dirupi e cerchi rocciosi, a ciascuno dei quali è preposto un angelo guardiano.
Sulla cima del monte c’è il Paradiso terrestre, che ha l'aspetto di una foresta rigogliosa, popolata di figure allegoriche.
I nove cieli del Paradiso sono i sette del sistema tolemaico – Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno – più il cielo delle Stelle fisse e del primo mobile.

Struttura dottrinale

La struttura dottrinale coincide con l'impianto teologico-filosofico proprio della poetica di Dante. La complessità degli schemi adottati dal poeta richiede che la materia venga trattata in apposite voci di approfondimento.
- Struttura dell'Inferno (con link ai canti)
- Struttura del Purgatorio (con link ai canti)
- Struttura del Paradiso (con link ai canti)

Tematiche e contenuti

Il viaggio ultramondano è compiuto fra l'8 ed il 15 aprile (Settimana Santa) del 1300 (primo Giubileo). personale universale (redenzione dell'umanità)
- Autobiografico: redenzione dell'anima del poeta dopo il periodo di traviamento (selva oscura)
- Redenzione politica: l'umanità con la guida della ragione (Virgilio) e dell'impero raggiunge la felicità naturale (Paradiso Terrestre = giustizia e pace)
- Redenzione religiosa: la guida della fede (Beatrice), porta alla felicità soprannaturale (Paradiso) Dante rappresenta cielo e terra, ma la terra trova nel poema una rappresentazione nuova, una profonda comprensione della realtà umana. In Dante è presente un modo nuovo e disincantato di percepire la storia, il racconto storico abbraccia il corso dei secoli con la storia dell'impero romano e cristiano, delle lotte fiorentine tra Bianchi e Neri, una larga considerazione prospettica della storia della Chiesa e della storia contemporanea del Papato. L'osservazione della natura è accurata e armoniosa, accentuata nel suo valore prospettico, ricca e determinata. Le note geografiche e visive si succedono. Il paragone è lo strumento con cui il poeta ritrae il reale mediante un intreccio di notazioni varie e reali. La natura dantesca scaturisce sempre da un riferimento personale ed è, non di rado, attratta nell'orbita drammatica della rappresentazione. Tutto in Dante ha un valore soggettivo, il poema non è solo la storia dell'anima cristiana che si volge a Dio, ma anche la vicenda personale di Dante, inestricabilmente intrecciata agli avvenimenti che narra. Dante è sempre attore e giudice. Il carattere autobiografico prevale nella poesia rende Dante, la profezia religiosa e politica, si sviluppa su un terreno di esperienze personali, dichiaratamente espresse, e di aspirazioni precise. Dante sovrappone la profezia ai fatti concreti e non li dimentica, né insegue sogni vaghi e irrealizzabili di rinnovamento come i profeti medievali, infatti il suo vagheggiamento di un rinnovamento religioso, morale e politico ha obiettivi ben precisi: una ritrovata moralità della Chiesa, la restaurazione dell'Impero, la fine delle lotte civili nelle città. L'allegoria, è il fondamento del poema ed è il segno più scoperto del suo medievalismo: il mondo è raffigurato suddiviso: da un lato la realtà storica e concreta, dall'altro il sopramondo, ossia il significato della realtà storica trasferita sul piano morale e su quello ultraterreno. Il costante riferimento al sopramondo attesta, la subordinazione medievale di ogni realtà a un fine morale e religioso.
Siffatta subordinazione è rigida e imperante e nell'assoluto valore dell'allegoria, nella fedeltà ai modi e allo stile ereditati dalla letteratura precedente è il medievalismo di Dante.

Modelli e fonti

Lingua e stile

Dante non si può scindere dalla tradizione poetica provenzale, come dalla poesia provenzale non si può separare lo Stil Nuovo di cui Dante fu insigne rappresentante. Stile e linguaggio danteschi derivano da modi caratteristici della letteratura latina medievale: la giustapposizione sintattica (brevi elementi successivi) cesure, stacchi, uno stile che non conosce la fluidità e il modo mediato e legato dei moderni. Dante ama l'espressione concentrata, il rilievo visivo e rifugge dai legami logici, il suo linguaggio è essenziale.

Studi e Fonti

Poco si sa circa gli studi di Dante; si presume che egli abbia studiato in casa. Quasi sicuramente studiò la poesia toscana, nel momento in cui la Scuola poetica siciliana, un gruppo culturale originario della Sicilia, stava cominciando ad essere conosciuta in Toscana. I suoi interessi lo portarono a scoprire i menestrelli ed i poeti provenzali e la cultura latina. Evidente è la sua devozione per Virgilio (Tu se' lo mio maestro e 'l mio autore,/ tu se' solo colui da cu'io tolsi/ lo bello stilo che m'ha fatto onore, Inferno v. 79 canto I)) anche se la Divina Commedia mette in gioco una complessa tradizione classica e cristiana esaltando la cultura del Nostro; volendo ricordare alcune fonti si può iniziare dal verso 32 dell'Inferno "Io non Enea, io non Paulo sono" in cui sono presentati i due testi chiave sui quali si bassa la sua opera: l'Eneide, (in particolare il canto VI) e la seconda Lettera ai Corinzi di s.Paolo, là dove racconta del suo rapimento estatico. Numerosi altri testi agiscono sulla fantasia di Dante, dal Somnium Scipionis (libro VI della Repubblica di Cicerone), in cui viene narrata la visione delle sfere celesti e la dimora delle grandi anime, allApocalisse di S.Giovanni, come la meno nota Apocalisse apocrifa di s.Paolo (condannata da S.Agostino, ma molto diffusa nel basso Medioevo) che contiene alcune descrizioni delle pene infernali e la prima generica definizione dell'esistenza del Purgatorio. Il tema della visione ebbe grande fortuna nel Medioevo, e molti di questi racconti d'esperienze mistiche erano note a Dante, come la Navigatio sancti Brendani, la Visio Tungdali e i Dialoghi di s.Gregorio Magno. Molto spesso è Dante, presentandoci i vari autori nella sua opera, a lasciarci una visione superficiale della sua biblioteca, ad esempio, nel cielo del Sole (canti X e XII) del Paradiso incontra due corone di spiriti sapienti, e tra questi mistici, teologi, canonisti, filosofi troviamo Ugo di San Vittore, Graziano, Pietro Lombardo, Gioacchino da Fiore, ecc. Altre fonti più recenti e di più superficiale incidenza nella Divina vanno considerati i rozzi poemetti di Giacomino da Verona (De Ierusalem coelesti e De Babilonia civitate infernali) il Libro delle tre scritture di Bonvesin de la Riva, con la descrizione dei regni dell'al di là. Sulla biblioteca classica di Dante dobbiamo per la gran parte accontentarci di deduzioni interne ai suoi testi, delle citazioni dirette e indirette che essi contengono; possiamo affermare che accanto al nome di Virgilio compaiono Ovidio, Stazio e Lucano, cui seguono i nomi di Tito Livio, Plinio, Frontino, Paolo Orosio, che già erano presenti, con l'aggiunta di Orazio e l'esclusione di Stazio, nella Vita Nuova (XXV, 9-10), così ci accorgiamo che questi erano i poeti più diffusi e più letti nelle scholae medievali lasciando aperta l'ipotesi di una loro frequentazione da parte di Dante.

Voci correlate


- Inferno
  - Canto I Canto II Canto III Canto IV Canto V Canto VI Canto VII Canto VIII Canto IX Canto X Canto XI Canto XII Canto XIII Canto XIV Canto XV Canto XVI Canto XVII Canto XVIII Canto XIX Canto XX Canto XXI Canto XXII Canto XXIII Canto XXIV Canto XXV Canto XXVI Canto XXVII Canto XXVIII Canto XXIX Canto XXX Canto XXXI Canto XXXII Canto XXXIII Canto XXXIV
- Purgatorio
  - Canto I Canto II Canto III Canto IV Canto V Canto VI Canto VII Canto VIII Canto IX Canto X Canto XI Canto XII Canto XIII Canto XIV Canto XV Canto XVI Canto XVII Canto XVIII Canto XIX Canto XX Canto XXI Canto XXII Canto XXIII Canto XXIV Canto XXV Canto XXVI Canto XXVII Canto XXVIII Canto XXIX Canto XXX Canto XXXI Canto XXXII Canto XXXIII
- Paradiso
  - Canto I Canto II Canto III Canto IV Canto V Canto VI Canto VII Canto VIII Canto IX Canto X Canto XI Canto XII Canto XIII Canto XIV Canto XV Canto XVI Canto XVII Canto XVIII Canto XIX Canto XX Canto XXI Canto XXII Canto XXIII Canto XXIV Canto XXV Canto XXVI Canto XXVII Canto XXVIII Canto XXIX Canto XXX Canto XXXI Canto XXXII Canto XXXIII

Collegamenti esterni


- I testi di Dante su Wikisource
- [http://www.mediasoft.it/dante edizione online con note da Mediasoft]
- [http://inspiredbydante.home.att.net Ispirata da Dante, disegni dalla Commedia di Jennifer Strange]
- [http://www.danteonline.it Sito su Dante a cura della Società Dantesca Italiana]: contiene estesa bibliografia, l'elenco dei manoscritti esistenti (alcuni dei quali sono visibili on-line). 000 categoria:classici della letteratura italiana ja:神曲 ko:단테의 신곡


Dante Alighieri

Dante Alighieri, (Firenze, 1265 - Ravenna, 14 settembre 1321), è stato un poeta e scrittore e uomo politico fiorentino; è considerato il primo grande poeta della lingua italiana: per questo motivo fu definito il sommo poeta.
Ebbe una vita per molti versi travagliata e morì quando si trovava esiliato dalla sua città natale. Dante è l'autore della Divina Commedia1, considerato il capolavoro per antonomasia della letteratura di tutti i tempi. Il suo nome è, secondo la testimonianza di Jacopo Alighieri, un ipocorismo per Durante: :"Durante, olim vocatus Dante".
Nei documenti, al nome di Dante può seguire il patronimico Alagherii o il gentilizio de Alagheriis, mentre la variante Alighieri si afferma solo con l'avvento di Boccaccio.

Biografia

La data di nascita di Dante è sconosciuta, anche se si può cercare di ricavarla con maggiore precisione attraverso alcune allusioni autobiografiche fatte nella Vita Nova, nell'Inferno e nel Purgatorio. Alcuni versi del Paradiso ci dicono poi che egli nacque sotto il segno dei Gemelli, quindi in un periodo compreso fra il 14 maggio e il 13 giugno. Nacque comunque in una importante famiglia fiorentina (il cui cognome era Alaghieri), con legami alla corrente dei Guelfi, un'alleanza politica coinvolta in una complessa opposizione ai Ghibellini; gli stessi Guelfi erano divisi in Guelfi bianchi e Guelfi neri. Dante diceva che la sua famiglia discendesse dagli antichi Romani (Inferno, XV, 76), ma il parente più lontano di cui egli fa nome è Cacciaguida degli Elisei (Divina Commedia Paradiso, Canto XV, 135), vissuto intorno al 1100. Suo padre, Aleghiero o Alaghiero di Bellincione, era un Guelfo bianco, ma non patì vendette dopo che i Ghibellini vinsero la battaglia di Montaperti e questa salvezza rivela un certo prestigio della famiglia o personale. La madre di Dante era Donna Bella degli Abati; "Bella" corrisponde a Gabriella, ma significa anche "bella d'aspetto" mentre Abati (il nome di una famiglia potente) significa "frati". Ella morì quando Dante aveva 5 o 6 anni ed Alighiero presto si risposò con Lapa di Chiarissimo Cialuffi. (É incerto se realmente l'abbia sposata, poiché i vedovi avevano limitazioni sociali in materia). La donna mise al mondo due bambini: il fratello di Dante, Francesco e sua sorella Tana (Gaetana). Quando Dante aveva 12 anni, nel 1277, fu concordato il suo matrimonio con Gemma, figlia di Messer Manetto Donati, che successivamente sposò. Contrarre matrimoni in età così precoce era abbastanza comune ed era una cerimonia importante, che richiedeva atti formali sottoscritti davanti ad un notaio. Dante ebbe parecchi figli con Gemma. Come accade spesso con la gente famosa, molti bambini finsero di essere figli naturali di Dante; tuttavia, è probabile che solo Jacopo, Pietro ed Antonia fossero i suoi reali figli. Antonia divenne una suora con il nome di Sorella Beatrice. Un altro uomo, Giovanni, reclamò la sua figliolanza da Dante e fu in esilio con lui, ma alcuni dubbi sono stati avanzati circa il suo reclamo. Manetto Donati Dante amò Beatrice - la nobildonna fiorentina Bice, della famiglia dei Portinari di Portico di Romagna (FO), morta di parto a 25 anni, nel 1290 -, che vide in tre occasioni, senza mai avere l'opportunità di parlarle. Dante la cantò come donna angelicata e simbolo della grazia divina, prima nella Vita Nova e poi nella Divina Commedia. Le opere di Dante rivelano un'erudizione che copre quasi l'intero panorama del sapere del suo tempo, sembra che intorno al 1287 abbia frequentato l'Università di Bologna. Durante i conflitti politici dell'epoca, il poeta si schierò con i guelfi contro i ghibellini, partecipando nel 1289 ad alcune azioni militari (a Campaldino contro Arezzo e nella presa di Caprona contro Pisa). Alighieri iniziò l'attività politica nel 1295, iscrivendosi alla corporazione dei medici e degli speziali. Quando la classe dirigente guelfa si spaccò tra Bianchi e Neri (i Neri, legati al papa per interessi economici ne ammettevano l'ingerenza negli affari interni di Firenze, i Bianchi perseguivano l'indipendenza politica e rifiutavano ogni ingerenza papale), Dante si schierò con i Bianchi, ricoprì vari incarichi e, nel 1300, nominato priore (uno dei sei), per mantenere la pace in città, approvò la decisione di esiliare i capi delle due fazioni in lotta. Fu uno dei tre ambasciatori inviati a Roma per tentare di bloccare l'intervento di papa Bonifacio VIII a Firenze, non era quindi in città quando le truppe angioine consentirono il colpo di stato dei Neri (novembre 1301). Accusato di baratteria (concussione) fu condannato a morte in contumacia (marzo 1302) e costretto all'esilio (nel quale furono coinvolti anche i figli) che durò fino alla morte. Alla notizia dell'elezione al trono imperiale di Enrico VII di Lussemburgo, sperando nella restaurazione della giustizia entro un ordine universale si avvicinò ai ghibellini, ma la spedizione dell'imperatore in Italia fallì. Durante l'esilio, Dante fu ospite di varie corti e famiglie dell'Italia centro-settentrionale, fra cui i ghibellini Ordelaffi, signori di Forlì, dove probabilmente si trovava quando Enrico VII entrò in Italia. In particolare, falliti i tentati colpi di mano del 1302, in qualità di capitano dell'esercito degli esuli, organizzò, insieme a Scarpetta degli Ordelaffi, capo del partito ghibellino e signore di Forlì, un nuovo tentativo di rientrare in Firenze. L'impresa, però, fu sfortunata: il podestà di Firenze, un altro forlivese (nemico degli Ordelaffi), Fulcieri da Calboli, riuscì ad avere la meglio nella battaglia di Castel Puliciano. Dopo ciò, Dante, deluso, anche se tornò a Forlì ancora nel 1310-1311 e nel 1316 (data incerta, quest'ultima), decise di fare "parte per se stesso" e di non contare più sull'appoggio dei ghibellini per rientrare nella sua città. Nel 1312, quando aveva già concluso il Purgatorio, si recò, insieme ai figli, a Verona presso Cangrande della Scala, dove rimase fino al 1318. Nel 1315 rifiutò di accettare le umilianti condizioni di un'amnistia che gli avrebbe consentito di tornare a Firenze. Da Verona si recò a Ravenna, presso Guido Novello da Polenta, dove riunì un gruppo di allievi tra cui il figlio Iacopo, che si accingeva alla stesura del primo commento dell'Inferno. Morì il 14 settembre del 1321 a Ravenna, di ritorno da un'ambasceria a Venezia, allora in attrito con Ravenna ed in alleanza con Forlì: gli storici pensano che sia stato scelto Dante per quella missione, in quanto amico degli Ordelaffi, signori di Forlì, e quindi in grado di trovare meglio una via per comporre le divergenze.

Devoto a Virgilio

Forlì
Sconvolgente "Comedia"
(poche le vie di fuga)
Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l'etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente. Giustizia mosse il mio alto fattore;
fecemi la divina podestate,
la somma sapienza e 'l primo amore. Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro:
lasciate ogne speranza, voi ch'intrate. Dante Alighieri,
La Divina Commedia,
Inferno, Canto III
Poco si sa circa gli studi di Dante; si presume che egli abbia studiato in casa. Quasi sicuramente studiò la poesia toscana, nel momento in cui la Scuola poetica siciliana, un gruppo culturale originario della Sicilia, stava cominciando ad essere conosciuta in Toscana. I suoi interessi lo portarono a scoprire i menestrelli ed i poeti provenzali e la cultura latina. Evidente è la sua devozione particolare per Virgilio (Tu se' lo mio maestro e 'l mio autore; tu se' solo colui da cu'io tolsi lo bello stilo che m'ha fatto onore, scriverà nella Divina Commedia, Inferno, Canto I) Dovrebbe essere sottolineato che durante il "Medioevo" (Secolo Oscuro), le rovine dell'Impero Romano decaddero definitivamente, lasciando dozzine di piccoli stati, così la Sicilia era tanto lontana (culturalmente e politicamente) dalla Toscana quanto lo era la Provenza: le regioni non condividevano una lingua, una cultura, o collegamenti facili. È possibile supporre che Dante fosse per il suo periodo un intellettuale aggiornato, acuto e con interessi, come si direbbe oggi, internazionali.

Lo "stil novo" e Beatrice

A 18 anni, incontrò Guido Cavalcanti, Lapo Gianni, Cino da Pistoia e subito dopo Brunetto Latini; insieme essi divennero i capiscuola del Dolce Stil Novo. Brunetto successivamente fu ricordato nella Divina Commedia (Inferno, XV, 82), per quello che aveva insegnato a Dante. Altri studi sono segnalati, o sono dedotti dalla Vita Nuova o dalla Divina Commedia, per ciò che riguarda la pittura e la musica. Quando aveva ancora 18 anni incontrò anche Beatrice Portinari, la figlia di Folco Portinari. Si è detto che Dante la vide soltanto una volta e mai le parlò (ma altre versioni sono da ritenersi ugualmente valide). Folco Portinari È difficile riuscire a capire in cosa sia consistito questo amore, ma qualcosa di estremamente importante stava accadendo per la cultura italiana: è nel nome di questo amore che Dante ha dato la sua impronta al Dolce stil novo e condurrà i poeti e gli scrittori a scoprire il temi dell'amore, in un modo mai così enfatizzato prima. L'amore per Beatrice (come in modo differente Francesco Petrarca mostrerà per la sua Laura) sarà apparentemente il motivo per la poesia e per vivere, insieme alle passioni politiche.

Filosofia e politica

Quando Beatrice morì nel 1290, Dante cercò di trovare un rifugio nella letteratura latina. Dal Convivio sappiamo che aveva letto il De consolatione philosophiae di Boezio e il De amicitia di Cicerone. Egli allora si dedicò agli studi filosofici presso le scuole religiose come quella Domenicana in Santa Maria Novella. Prese parte alle dispute che i due principali ordini monastici (Francescani e Domenicani) pubblicamente o indirettamente tennero in Firenze, gli uni spiegando la dottrina dei mistici e di San Bonaventura, gli altri presentando le teorie di San Tommaso D'Aquino. La sua "eccessiva" passione per la filosofia gli sarebbe stata successivamente rimproverata da Beatrice nel Purgatorio. Dante fu anche soldato, e l'11 giugno1289 combatté nella battaglia di Campaldino che vide contrapposti i cavalieri fiorentini ad Arezzo; successivamente, nel 1294, avrebbe fatto parte della delegazione di cavalieri che scortò Carlo Martello d'Angiò (figlio di Carlo II D'Angiò) quando questi si trovava a Firenze. Dante stesso cita Carlo Martello d'Angiò nella Divina Commedia (Paradiso, Ct. VIII, 31 e Ct. IX, 1 - [http://www.soc-dante-alighieri.it/10-pubblicazioni/hochfeiler/paradiso/person/carlomar.htm vedi])

Opere

Dante è l'ultimo grande esponente della cultura medievale, che nella generazione successiva (Petrarca e Boccaccio) si stempera nell'umanesimo. La spiritualità di Dante è plasmata dal misticismo medievale, secondo il quale la Provvidenza regola le vicende umane, in vista della redenzione. In politica il poeta resta fedele alle tesi universalistiche (l'imperatore come guida politica, il papa come guida spirituale dell'umanità). Fin dalle prime prove Dante rivela una marcata tendenza alla sperimentazione, cimentandosi con vari registri; ciò risulta da due testi di non sicura attribuzione: il Fiore (così nominato dal primo editore), una parafrasi in 232 sonetti delle parti narrative del Roman de la Rose e il Detto d'amore, poemetto didascalico, di cui restano 280 versi.

La Vita Nuova

Le rime (canzoniere)

Alcune rime giovanili furono escluse dalla Vita Nuova. Un gruppo è costituito dalla "tenzone con Forese Donati" (sei sonetti, tre di Dante e tre di Forese), secondo i modi della lirica comico – realistica. Un altro gruppo è costituito dalle "rime pietrose" (1296), due canzoni e due sestine per una donna chiamata Pietra per la sua insensibilità. Si tratta di una difficile esercitazione. Il registro è differente da quello stilnovistico, la passione è sensuale, l'amore pare travalicare nell'odio ed il lessico e le rime sono aspri, i paesaggi raggelati, la natura ostile. Un terzo gruppo è formato da rime "sottili" che trattano di temi filosofici tra le quali la migliore è la canzone "Tre donne intorno al cor mi son venute". Dante colloquia con tre donne, personificazioni della Giustizia Divina, della Giustizia Umana e della Legge, esuli anch’esse per la loro integrità morale e ritrova nel proprio caso il destino comune all'umanità.

La Divina Commedia

I trattati dottrinali

umanesimo] Durante i primi anni dell'esilio Dante scrisse due trattati dottrinali rimasti incompiuti.
- Il Convivio (1304-1307 ca.) - è un'opera in volgare di divulgazione dottrinale destinata al ceto politico e sociale emergente nei comuni del tempo, scritta per la formazione di una classe dirigente adeguata ai propri compiti. Il Convivio doveva essere composto di 15 trattati (uno introduttivo e gli altri quattordici a commento ad altrettante canzoni) ma furono portati a termine solo i primi quattro, che avviarono la prosa filosofica in volgare. La scelta del volgare per un trattato era cosa nuova e funzionale all