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Ortisei

Ortisei

Ortisei (ted. St.Ulrich - ladino Urtijëi) è un comune di 4.499 abitanti della Provincia Autonoma di Bolzano. Ortisei è la località principale della Val Gardena. Ha circa 4500 abitanti, di cui la stragrande maggioranza (ca.80-85%) è di madrelingua ladina, circa il 10% di madrelingua tedesca e un rimanente 5% di madrelingua italiana.

Geografia

L'abitato va dal fondovalle verso le pendici del Monte Rasciesa (2282mt) ed è a sulla destra orografica del rio Gardena (ted. Grödner Bach - ladino Derjon) (che scorre da est a ovest e sfocia a Ponte Gardena (Waidbruck) nell'Isarco (Eisack)). Confina a est con Santa Cristina Val Gardena ((S. Crestina / St. Christina), oltre il rio Gardena (Gherdëina)) (a sud, sulla sinistra orografica) si trova Sureghes, una frazione ladina del comune di Castelrotto (Kastelruth / Ciastel) e a ovest confina con il territorio di Laion.

Economia e trasporti

Ortisei viene raggiunta dalla Valle Isarco (Eisacktal) proveniendo da Ponte Gardena (Waidbruck) sulla statale ss.242 oppure (sulla diramazione della 242) da Chiusa (Klausen) (ove si trova lo svincolo autostradale della A22). L'economia locale si basa soprattutto sul turismo invernale e (in misura minore) estivo. Noto e di antica tradizione l'artigianato delle sculture di legno.

Turismo

Con una funivia si può raggiungere l'Altipiano di Siusi (Seiser Alm / Mont Sëuc), con un'altra la Sëceda. Una seggiovia porta al Rasciesa/Raschötz. Altri impianti di risalita servono esclusivamente piste di sci e sono pertanto chiusi in estate. Una passeggiata, che copre il vecchio tracciato della ferrovia Chiusa-Val Gardena, collega il paese con Santa Cristina Val Gardena (S. Crestina / St. Christina).

Cultura

Ortisei ospita alcune scuole secondarie superiori e in particolare l'Istituto d'Arte, facenti parte (come d'altronde pure le scuole dell'obbligo) del sistema d'istruzione pubblica per le località ladine, nelle cui scuole l'istruzione avviene (in proporzione che cambia dalla prima elementare alle superiori) in ladino, tedesco e italiano.

Sport

Il 21 maggio 2005 la 13^ tappa del Giro d'Italia 2005 si è conclusa ad Ortisei con la vittoria del colombiano Ivan Parra.

Amministrazioni

Fa parte della Comunità Comprensoriale Salto-Sciliar.

Sindaco (2005): Ewald Moroder, SVP Categoria:Comuni della provincia di Bolzano Categoria:Comuni del Trentino-Alto Adige Categoria:Comuni italiani

Val Gardena

La Val Gardena (in lingua ladina detta Gherdëina, in tedesco Gröden) si trova nelle Dolomiti, in Alto Adige. Viene attraversata dal rio Gardena (lungo 25 km) ed è suddivisa in tre comuni: Ortisei (Urtijëi / Sankt Ulrich) (capoluogo della valle), Santa Cristina Valgardena e Selva di Val Gardena, nonché (presso Ortisei (Urtijëi / Sankt Ulrich), sulla sinistra orografica del rio Gardena (Derjon / Grödnerbach) di una frazione Roncadizza (Runcadic / Runggaditsch) del comune di Castelrotto (Ciastel / Kastelruth). La popolazione autoctona di questa valle è di madrelingua ladina (ca.85-90% della popolazione). Nota soprattutto per il turismo invernale (vi si tengono numerose gare di rilevanza internazionale, nonché tappe della Coppa del Mondo di Sci). Tradizionale è l'artigianato legato al legno con particolare attenzione per la scultura. A ovest si congiunge presso Ponte Gardena (Pruca / Waidbruck) alla Valle Isarco (Eisacktal), a est si giunge nella Val Badia (Gadertal) attraversando il Passo Gardena (Jëuf de Frea / Grödner Joch) (2.121 m.s.l.m.), oppure in Val di Fassa attraverso il Passo Sella (Jëuf de Sella / Sellajoch) (2240 m.s.l.m.). Verso sud si arriva all'Alpe di Siusi (Mont Sëuc / Seiser Alm) (passando da Castelrotto (Ciastel / Kastelruth)).


- [http://www.unika.org/ UNIKA] (Promozione e presentazione dei vari mestieri appartenenti all'artigianato artistico in Val Gardena)
- [http://www.gardena-art.com/ GARDENA-ART] (Associazione produttori sculture in legno) Categoria:Provincia di Bolzano Gardena

Ponte Gardena

Ponte Gardena (ted. Waidbruck - ladino Pruca) è un comune di 181 abitanti della Provincia Autonoma di Bolzano. Comune della Valle Isarco, facente parte dell'omonima Comunità Comprensoriale e sito alla confluenza tra i fiumi Isarco e Gherdëina. Abitanti:
- 85% tedeschi
- 15% italiani Categoria:Comuni della provincia di Bolzano Categoria:Comuni del Trentino-Alto Adige Categoria:Comuni italiani ja:ポンテ・ガルデーナ

Santa Cristina Val Gardena

Santa Cristina Valgardena (lad. S. Crestina-Gherdëina, ted. St.Christina in Gröden) è un comune di 1.741 abitanti della Provincia Autonoma di Bolzano. La popolazione è per oltre il 90% di madrelingua ladina. Il comune è situato nella Val Gardena, tra Ortisei a ovest e Selva di Val Gardena a est, e va da 1.250 fino 3.179 m.s.l.m. Situata nelle Dolomiti, la sua economia si basa prevalentemente sul turismo, principalmente invernale (zona sciistica), ma anche fortemente estivo (luglio-agosto). Categoria:Comuni della provincia di Bolzano Categoria:Comuni del Trentino-Alto Adige Categoria:Comuni italiani

Laion

Laion (ted. Lajen) è un comune di 2.262 abitanti della Provincia Autonoma di Bolzano. Si trova su un altopiano a circa 1.100 m, con una stupenda vista sulle Dolomiti e sull'Arco Alpino.

Curiosità geografiche

Laion paese si trova a 1.100 m di altitudine. Il punto più basso è Novale di Sotto, a 470 m. Il più alto, Raschötz a 2.270 m.

Al 31 dicembre 2004 Laion paese contava 866 abitanti, Novale 711, San Pietro 318, Albions 267, Ceves 123, Tanurza 70 e Fraina 46.

Amministrazione comunale

Categoria:Comuni della provincia di Bolzano Categoria:Comuni del Trentino-Alto Adige Categoria:Comuni italiani ja:ライオーン

Valle Isarco

La Valle Isarco è :
- la valle dove scorre il fiume Isarco.
- una Comunità Comprensoriale del Sudtirolo che corrisponde più o meno con i confini geografici della valle nel tratto centrale, il cui capoluogo è Bressanone e che comprende tra gli altri anche i comuni di Barbiano, Chiusa, Funes, Laion, Luson, Naz-Sciaves, Ponte Gardena, Rio di Pusteria, Rodengo, Varna, Velturno, Villandro.

Collegamenti esterni


- [http://www.bzgeisacktal.it Comunità Comprensoriale Valle Isarco]
- [http://www.eisacktal.info Sito ufficiale del turismo di Valle Isarco e Wipptal] Categoria:Provincia di Bolzano Isarco Categoria:Comunità Comprensoriali dell'Alto Adige

Ponte Gardena

Ponte Gardena (ted. Waidbruck - ladino Pruca) è un comune di 181 abitanti della Provincia Autonoma di Bolzano. Comune della Valle Isarco, facente parte dell'omonima Comunità Comprensoriale e sito alla confluenza tra i fiumi Isarco e Gherdëina. Abitanti:
- 85% tedeschi
- 15% italiani Categoria:Comuni della provincia di Bolzano Categoria:Comuni del Trentino-Alto Adige Categoria:Comuni italiani ja:ポンテ・ガルデーナ

Chiusa (BZ)

Chiusa (ted. Klausen) è un comune di 4.622 abitanti della Provincia Autonoma di Bolzano.

Geografia

Chiusa si trova lungo il corso del fiume Isarco e storicamente è cittadina doganale. Può vantare il titolo di "città", insieme ad altri 7 comuni dell'Alto Adige.
Si trova ad una trentina di chilometri a nord di Bolzano e una decina a sud di Bressanone.

Accanto al centro sede del comune, tre sono le frazioni: Lazfons (ted. Latzfons), la più popolata che si trova lungo la strada per Velturno, poi Verdignes (ted. Verdings), sotto Lazfons e Gudon (ted. Gufidaun), più a valle.

Chiusa città si trova lungo la statale del Brennero, sotto la rocca di Sabiona.

Storia

Il nome "Chiusa" deriva evidentemente dal latunio clausa, clusa, che significa chiusa di un corso d'acqua, in questo caso dell'Isarco. Il nome è attestato dal 1027 come Clausa o Clusa.

Il terrotorio comunale, sovrastato dal monastero di Sabiona (ted. Säben), era già abitato prima di Cristo. Qui troviamo infatti tombe sia del periodo dei reti che del periodo germanico.

Tra l'800 e il 1000 Sabiona diviene un'importante sede vescovile, prima di essere trasferita a Bressanone.

Il pittore tedesco Albrecht Dürer nel 1494 si trattiene a Chiusa per ritrarre la città da lui molto apprezzata. Le sue impressioni sono fissate nell'incisione "Das große Glück".

Dalla stazione di Chiusa partiva il trenino, ora soppresso, verso la Val Gardena.

Collegamenti esterni


- [http://www.klausen.it/ Associazione turistica di Chiusa] Categoria:Comuni della provincia di Bolzano Categoria:Comuni del Trentino-Alto Adige Categoria:Comuni italiani ja:キウーザ

Val Gardena

La Val Gardena (in lingua ladina detta Gherdëina, in tedesco Gröden) si trova nelle Dolomiti, in Alto Adige. Viene attraversata dal rio Gardena (lungo 25 km) ed è suddivisa in tre comuni: Ortisei (Urtijëi / Sankt Ulrich) (capoluogo della valle), Santa Cristina Valgardena e Selva di Val Gardena, nonché (presso Ortisei (Urtijëi / Sankt Ulrich), sulla sinistra orografica del rio Gardena (Derjon / Grödnerbach) di una frazione Roncadizza (Runcadic / Runggaditsch) del comune di Castelrotto (Ciastel / Kastelruth). La popolazione autoctona di questa valle è di madrelingua ladina (ca.85-90% della popolazione). Nota soprattutto per il turismo invernale (vi si tengono numerose gare di rilevanza internazionale, nonché tappe della Coppa del Mondo di Sci). Tradizionale è l'artigianato legato al legno con particolare attenzione per la scultura. A ovest si congiunge presso Ponte Gardena (Pruca / Waidbruck) alla Valle Isarco (Eisacktal), a est si giunge nella Val Badia (Gadertal) attraversando il Passo Gardena (Jëuf de Frea / Grödner Joch) (2.121 m.s.l.m.), oppure in Val di Fassa attraverso il Passo Sella (Jëuf de Sella / Sellajoch) (2240 m.s.l.m.). Verso sud si arriva all'Alpe di Siusi (Mont Sëuc / Seiser Alm) (passando da Castelrotto (Ciastel / Kastelruth)).


- [http://www.unika.org/ UNIKA] (Promozione e presentazione dei vari mestieri appartenenti all'artigianato artistico in Val Gardena)
- [http://www.gardena-art.com/ GARDENA-ART] (Associazione produttori sculture in legno) Categoria:Provincia di Bolzano Gardena

Lingua ladina

Il ladino (o il retoromanzo) è un raggruppamento di lingue neolatine unite da strette affinità e parlate da circa 700.000-900.000 persone nella parte centro-orientale dell'arco alpino. Tale termine originariamente era diffuso per indicare le parlate nella Val Badia e nell'Engadina, mentre oggi ha esteso il suo significato soprattutto nell'uso che se ne fa in italiano per cui si parla di "ladino" in senso generico e di "ladino" in senso stretto. Per cui la "lingua ladina" corrisponderebbe al ladino dolomitico in quanto il friulano (codice fur) e il romancio (codice rm, definito come retoromancio) hanno un codice a parte. Il ladino ha tratti in comune con le lingue romanze occidentali, p.es. la lenizione - talvolta fino alla scomparsa - delle intervocaliche (latinu > ladin) e il plurale in -s anziché in -i, -e, ma a volte se ne discosta (la c dinanzi a e e i non passa a [ts] > [s] ma diventa [tš] come nel gruppo orientale (italiano centro-meridionale, romeno) (romanice > rumantsch [ru'mantš]).

Divisione

Le parlate ladine si dividono in tre gruppi: romancio grigionese, ladino-dolomitico (spesso chiamato semplicemente ladino) e friulano:

Grigioni

Il romancio grigionese o romancio è parlato nel cantone svizzero dei Grigioni, è la quarta lingua nazionale della Svizzera dal 1937. Si divide in: a) gruppo Renano: parlati nelle aere occidentali e centrali del cantone dei Grigioni
- soprasilvano (sursilvan),
- sottosilvano (sutsilvan),
- surmiran (con i suoi dialetti surses e sutses) b) gruppo engadinese Ladino:
- putér, parlato in Alta Engadina (Engiadin'Ota), e
- vallàder, parlato in Bassa Engadina (Engiadina Bassa)
- jauer, Val Monastero (Val Müstair), in passato diffuso nell' Alta Venosta.

Dolomiti

Il Ladino delle Dolomiti (ladin dolomitan) è parlato principalmente nelle comunità dolomitiche:
- gardenese, parlato in Val Gardena (Gherdëina),
- fassano, parlato in Val di Fassa e a Moena e a Canazei,
- badioto-marebbano, diffuso in Val Badia e in val Marebbe (Val Badia/ Mareo),
- fodomo, diffuso nella pieve di Livinallongo (Fodom) e nell'alto Cordevole (Rocca Pietore),
- ampezzano, diffuso a Cortina d'Ampezzo (Anpezo) dove risente del confine culturale ladino-cadorino,
- comelicano, diffuso nel Comelico; è il più conservatore tra i dialetti orientali.
- cadorino, parlato nel medio-Cadore, fino a Perarolo (escluso). In Provincia di Bolzano (Bulsan) è lingua ufficialmente riconosciuta e la minoranza ladina viene tutelata con diverse norme riguardanti tra le altre cose l'insegnamento nelle scuole pubbliche. Infatti nelle scuole delle località ladine dell'Alto Adige la lingua ladina è lingua d'insegnamento assieme al tedesco e italiano. Recentemente è stato concluso il progetto SPELL che mira alla creazione di una lingua ladina standard.

Friuli


- Il Friuliano (friulano/furlan), si è formato come più o meno intorno all'anno Mille ed ha mantenuto durante i secoli un'originalità tutta sua che la rende, ancora oggi, molto diverso dall'italiano e dagli altri idiomi parlati nei territori limitrofi (veneto, istriano, morlacco). Il friulano è parlato nelle province di Gorizia, Pordenone e Udine e nella provincia di Venezia (parte orientale del Mandamento di Portogruaro) da circa 600.000-650.000 persone. Nella parte meridionale lo spopolamento alto-medioevale con successive immigrazioni venete ma anche morlacche e slave, ha portato a una forma ibrida friulano-veneta (giuliano) più diffusa nelle cittadine.

Stretta parentela del romancio con il ladino ed il friuliano?

Secondo l'opinione di singoli ricercatori sussisterebbe una stretta parentela tra le tre lingue romancio, ladino delle Dolimiti e friuliano. Queste lingue vengono occasionalmente riuscite in senso lato nel gruppo "reto-romanzo" o "ladino". Questo sottoguppo all interno delle lingue romanze, che sta in stretta connessione con la Questione Ladina, era ed è tuttavia contestata. La ricerca linguistica non è finora riuscita a confermare una stretta parentela fra le tre lingue.

Dialetti o lingue?

Un dialetto si definisce lingua quando si amplia e si arricchisce di registri, ma soprattutto quando assume ufficialità e riconoscimento. Tralasciando il "discrimine" usato sulla base della ISO 639, il gruppo ladino non è composto da "dialetti" ma da "lingue" in quanto queste parlate hanno avuto pieno riconoscimento in Svizzera e in Italia, vengono insegnate nelle scuole, usate su documenti ufficiali e si basano su istituti di ricerca.

Esempi

Un esempio di puter. Un popolare proverbio grigionese: :Voust entrer cun buna glüna :Bainvegnieu sarost adünna. :Vo da l'otra vart il vent :Fo il bain e sto davent. :(Se vieni di buonumore sei benvenuto. Altrimenti, per favore, resta fuori) Un esempio di una leggenda in ladin dolomitan / standard: Duc i Ladins sá che l lé (o lech) dl ergabuan é l Lé de Careza. Chest é conesciú lonc y lerch per si biei colours che muda demeztroi dal vert-fresch al cuecen-scarlat, y dal blé dl ciel al ghel-or; per chesta mudazion de colours él vegnú batié "Lé dl Ergabuan", dai colours dla irida/cogola dl uedl. An conta che chel lé fova n iade abité da na "gana" che ova l corp da pesc y l cef da persona, desche an se imaginova da zacan na ninfa. N salvan che abitova te cheles selves, che scluj ite chest pice lé desche na perla, se ova inamoré da perde l cef te chesta bela muta-ninfa; ma dut debant! Per la tré a se, se ova l salvan pensé de fé n gran ergabuan con i colours plu biei che se destenova fora da la piza dl Latemar enfin ju tl lech; ma la ninfa ne se ova empone lascé pié. Dal gran senn, l Salvan, che ova fat con tant de fadia sie beliscim laour, ova n dí tout l ergabuan, l ova desfat en tant de fruzies y l ova spo sciulé tl lech. Da chel moment á l lé giaté duc chi biei colours che al à enfin aldidancuei. altri esempi: Ladin Dolomitan: Pere nost, che ties en ciel, al sie santifichë ti inom, al vegne ti regn, sia fa tia volonte, coche en ciel ensci en tera. Friuliano: Pari nestri, che tu ses tai cil: ch/al sedi santificat il to non, ch/ial vegni il to ream, che sedi fate la to volontat, come in cil, cussi in tiere. Vallader: Bap nos, tü chi est in tschel, fat sonch vegna teis nom, teis reginam vegna nanpro, tia vöglia dvainta sco in tschel eir sün terra.

Voci correlate


- Lingua romancia
- Lingua friulana
- Ladino dolomitico.

Collegamenti esterni


- [http://www.noeles.net/ Noeles.net: un sito di informazioni in ladino]
- http://www.liarumantscha.ch/
- http://www.rumantsch.ch/rumol/home.html
- http://www.schulnetz.ch/schulen/alvaneu/Schuelerzeitung/Beitraege/rum.html
- http://www.istladin.net/ Istituto Culturale Ladino e Museo Ladino di Fassa
- [http://www.provincia.udine.it/p2k/Home/Ente/Uffici/Cultura,%20Istruzione%20e%20Università,%20Sport%20e%20Assistenza%20ai/Cultura/Lingua%20Friulana%20e%20altre%20Lingue%20Minoritarie/Imparare%20il%20Friulano/TestGrafieDefinit_f.pdf Grafia ufficiale della Lingua Friulana] Categoria:Provincia di Bolzano Ladino Ladino

21 maggio

Il 21 maggio è il 141° giorno del Calendario Gregoriano (il 142° negli anni bisestili). Mancano 224 giorni alla fine dell'anno. Il Sole entra nel segno astrologico dei Gemelli.

Eventi


- 996 - Il sedicenne Ottone III viene incoronato Sacro Romano Imperatore.
- 1674 - Jan Sobieski viene eletto dalla nobiltà per essere Re di Polonia.
- 1863 - Guerra civile americana: Assedio di Port Hudson - le forze dell'Unione iniziano a portare l'assedio a Port Hudson (Louisiana), controllata dai Confederati.
- 1879 - Guerra del Pacifico: Battaglia navale di Iquique e Punta Gruesa. Le navi cilene Esmeralda e Covadonga, che bloccavano il porto di Iquique combattono contro i vascelli peruviani Huascar e Independencia. L'Huascar affondò l'Esmeralda e la Covadonga costrinse l'Independencia ad arenarsi. Nella battaglia morì il capitano cileno Arturo Prat.
- 1881 - Clara Barton fonda la Croce Rossa statunitense.
- 1927 - Charles Lindbergh completa il primo volo transatlantico senza scalo.
- 1932 - Amelia Earhart diventa la prima donna a completare la traversata dell'Oceano Atlantico con un volo senza scalo.
- 1936 - Sada Abe viene arrestata dopo aver vagato per giorni nelle strade di Tokyo con in mano i genitali del suo amante morto. La sua storia divenne ben presto uno dei più noti scandali del Giappone.
- 1941 - Seconda guerra mondiale: a 1.500 km dalla costa del Brasile, il mercantile SS Robin Moor diventa la prima nave statunitense ad essere affondata da un U-Boot tedesco.
- 1945 - La leggenda del cinema americano Humphrey Bogart sposa l'attrice Lauren Bacall.
- 1956 - Nell'Oceano Pacifico, l'Atollo Bikini viene quasi disintegrato dalla prima esplosione in aria di una bomba all'idrogeno.
- 1961 - Il Governatore dell'Alabama, John Patterson, dichiara la legge marziale nel tentativo di ripristinare l'ordine a seguito dello scoppio di rivolte razziali.
- 1980 - Guerre Stellari - L'impero colpisce ancora debutta nei cinema.
- 1981 - Pierre Mauroy diventa Primo Ministro di Francia.
- 1991 - L'ex Primo Ministro indiano Rajiv Gandhi viene assassinato da un terrorista kamikaze imbottito di esplosivo nei pressi di Madras.
- 2003 - Un terremoto colpisce l'Algeria settentrionale. Oltre 2.000 le vittime.

Nati


- 1471 - Albrecht Dürer, pittore e disegnatore († 1528)
- 1527 - Re Filippo II di Spagna
- 1792 - Gaspard Gustave de Coriolis, fisico
- 1688 - Alexander Pope, poeta
- 1844 - Henri Rousseau, pittore francese († 1910)
- 1847 - Antonio Favaro, matematico italiano († 1922)
- 1898 - Armand Hammer, medico, imprenditore, magnate del petrolio, collezionista d'arte
- 1901 - Sam Jaffe, attore
- 1902 - Marcel Lajos Breuer, architetto
- 1904
  - Fats Waller, pianista
  - Robert Montgomery, attore
- 1910 - Giorgio Monicelli, traduttore († 1968)
- 1916
  - Harold Robbins, romanziere
  - Tinus Osendarp, velocista olandese
- 1917 - Raymond Burr, attore
- 1921 - Andrei Sakharov, fisico, attivista dei diritti umani, vincitore del Premio Nobel per la pace
- 1926 - Robert Creeley, poeta († 2005)
- 1932 - Gabriele Wohmann, autore
- 1939 - Heinz Holliger, oboista e compositore svizzero
- 1945 - Ernst Messerschmid, fisico e astronauta
- 1948 - Leo Sayer, musicista
- 1952 - Mr. T, attore
- 1956 - Judge Reinhold, attore
- 1960 - Jeffrey Dahmer, serial killer
- 1972 - The Notorious B.I.G., musicista
- 1987 - Ashlie Brillault, attrice

Morti


- 1542 - Hernando de Soto, esploratore
- 1639 - Tommaso Campanella, teologo (n. 1568)
- 1647 - Pieter Corneliszoon Hooft, poeta e storico olandese
- 1786 - Carl Scheele, chimico svedese (n. 1742)
- 1885 - Terenzio Mamiani, filosofo e politico italiano (n. 1799)
- 1894 - Emile Henry, anarchico francese (n. 1872)
- 1897 - Arturo Prat, ufficiale della marina cilena
- 1895 - Franz von Suppé, compositore austro-croato
- 1935 - Jane Addams, Premio Nobel per la pace
- 1952 - John Garfield, attore
- 1953 - Ernst Zermelo, matematico tedesco
- 1964 - James Franck, fisico
- 1970 - E. L. Grant Watson, autore e biologo
- 1973
  - Carlo Emilio Gadda, scrittore italiano (n. 1893)
  - Ivan Stefanovich Konev, generale russo (n. 1897)
- 1988
  - Sammy Davis Sr., ballerino statunitense (n. 1900)
  - Dino Grandi, ministro dell'epoca fascista (n. 1895)
- 1991 - Rajiv Gandhi, ex Primo ministro dell'India
- 1994 - Giovanni Goria, politico italiano (n. 1943)
- 2000
  - Sir John Gielgud, attore britannico
  - Barbara Cartland, autrice di romanzi rosa
- 2002 - Niki de Saint Phalle, artista
- 2003 - Frank D. White, ex Governatore dell'Arkansas

Feste e ricorrenze

Nazionali

Religiose

Santi cattolici:
- Santi e Beati Martiri Messicani del XX secolo
- San Agustin Caloca Cortes, martire messicano
- San Atilano Cruz Alvarado, martire messicano
- San Beinio Martire, venerato a Vienna
- San Costantino imperatore
- San Cristoforo Magallanes e compagni, martiri messicani
- San David Galvan Bermudez, martire messicano
- San David Roldan Lara, martire messicano
- San David Uribe Velasco, martire messicano
- San Eugenio Mazenod, vescovo
- San Jenaro Sanchez Delgadillo, martire messicano
- San Jesus Mendez Montoya, martire messicano
- San Julio Alvarez Mendoza, martire messicano
- San Justino Orona Madrigal, martire messicano
- San Luis Batis Sainz, martire messicano
- San Margarito Flores Garcia, martire messicano
- San Mateo Correa Magallanes, martire messicano
- San Miguel De La Mora De La Mora, martire messicano
- San Nicostrato martire
- San Antioco martire
- San Pedro De Jesus Maldonado Lucero, martire messicano
- San Pedro Esqueda Ramirez, martire messicano
- San Pietro Parenzo, podestà e martire
- Santa Renata
- San Rodrigo Aguilar Aleman, martire messicano
- San Roman Adame Rosales, martire messicano
- San Salvador Lara Puente, martire messicano
- San Toribio Romo Gonzalez, martire messicano
- San Tranquilino Ubiarco Robles, martire messicano
- San Vittorio e compagni, martiri
- San Zeno, vescovo di Verona di origine africana

Laiche

21 ja:5月21日 ko:5월 21일 ms:21 Mei simple:May 21 th:21 พฤษภาคม

Giro d'Italia 2005

L'88° Giro d'Italia di ciclismo, svoltosi in 20 tappe tra il 7 ed il 29 maggio 2005, si è certamente rivelato uno dei piu emozionanti degli ultimi anni. La lotta per la vittoria infatti, rimasta apertissima fino all'ultimo, ha certamente riavvicinato i tifosi, allontanati negli scorsi anni dallo scandalo doping, a questo meraviglioso sport. A dispetto dei pronostici, che vedevano favorito il vincitore dell'edizione precedente, Damiano Cunego, il suo compagno di squadra Gilberto Simoni ed il corridore della Team CSC Ivan Basso, la corsa è stata vinta da uno stratosferico Paolo Savoldelli, che ripete cosi la sua vittoria del 2002 e dimostra a tutti, nonostante i numerosi infortuni subiti negli ultimi 2 anni, la sua grande abilità nel gestire la strategia della corsa, capacità che potrà certamente tornare utile a Lance Armstrong, che vedrà il corridore bergamasco come suo gregario durante l'edizione 2005 del Tour de France. Da notare che questo Giro d'Italia è stato segnato dall'assenza di Mario Cipollini, che ha salutato il mondo del ciclismo proprio alla prima tappa, la cronometro di Reggio Calabria. Il Re Leone ha lasciato il testimone nelle mani di uno stratosferico Alessandro Petacchi, che ha dimostrato di avere davvero ben pochi concorrenti negli arrivi in volata, come già si era visto nella scorsa edizione della corsa rosa.

Prologo

Descrizione

7 maggio REGGIO CALABRIA (cronometro individuale) 1,150 km

Risultati


Riassunto

La vittoria del prologo va al giovane velocista australiano Brett Lancaster, già vincitore della medaglia d'oro alle olimpiadi di Atene nella specialità dell' inseguimento a squadre. Al terzo posto Alessandro Petacchi, preceduto dal compagno di squadra Matteo Tosatto, autore di una prova sorprendente ed eccezionale. Comunque l'emozione maggiore di questa tappa è stata la passerella concessa dall'organizzazione a Mario Cipollini. Re Leone, ritiratosi appena 10 giorni fa dall'attività agonistica dopo la fine della gara ha percorso i 1150 metri della tappa, tra gli applausi della folla, indossando un body rosa.

1^ tappa

Descrizione

8 maggio REGGIO CALABRIA - TROPEA 208 km Dopo la partenza da Reggio Calabria si prosegue lungo la costa ionica della Calabria fino a Siderno da qui ci si dirige nell'entroterra fino a raggiungere la costa tirrenica a Vibo Valentia da dove si prosegue verso sud fino all'arrivo a Tropea

Risultati



Riassunto

Prima tappa in linea e prima vittoria al Giro d'Italia in carriera per Paolo Bettini.
Il campione olimpico toscano, lo aveva preannunciato alla vigilia della tappa e così è stato, è anche la prima volta che Bettini riesce ad indossare l'ambita maglia rosa. A 17 km dall'arrivo il gruppo, guidato dalle squadre dei velocisti, riesce a riprendere i fuggitivi di giornata, il gruppo arriva compatto fino ad un chilometro dall'arrivo quando c'è uno strappo di 400 metri con pendenze fino al 15% nei primi 100 m.
All'inizio della salita lo scatto di Bettini che riesce a fare il vuoto e ad arrivare all'arrivo con un margine minimo, beffati i velocisti e conquistata la maglia rosa.

2^ tappa

Descrizione

9 maggio CATANZARO LIDO - SANTA MARIA DEL CEDRO 182 km Tappa completamente pianeggiante, dalla frazione di Catanzaro posta sul Mar Ionio ci si dirige come nel giorno precedente verso la costa tirrenica, andando questa volta verso nord fino a Santa Maria del Cedro in provincia di Cosenza.

Risultati



Riassunto

La seconda tappa del Giro è stata nel suo svolgimento una classica tappa per velocisti. Poco dopo la partenza, una fuga di un gruppetto di 6 ciclisti che arriva ad un vantaggio massimo di 5', i fuggitivi sono ripresi dal gruppo ad una ventina di chilometri dall'arrivo e da qui gruppo compatto fino all'arrivo.
Da segnalare la brutta caduta a 40 km dall'arrivo di Alberto Lopez de Munain, il ciclista basco cadendo sbatte con la testa sul guardrail e resta senza sensi, per il ciclista alla fine un trauma cranico, diverse fratture sia alla clavicola sinistra che alla scapola sinistra che ad altre costali, oltre a un versamento nei polmoni.
Arrivo allo sprint, non vince il favorito della vigilia Alessandro Petacchi, ma l'australiano Robbie McEwen, che, grazie ai 20" di abbuono che vengono dati al vincitore di tappa, riesce anche a far sua la maglia rosa di leader della classifica generale.

3^ tappa

Descrizione

10 maggio DIAMANTE - GIFFONI VALLE PIANA 205 km Tappa dal percorso meno pianegiante rispetto alla precedente, si parte dalla località balneare di Diamante, si prosegue lungo il litorale fino a Praia a Mare per poi da qui dirigersi dirigersi verso l'interno ed entrare in Basilicata. A partire da Lagonegro il percorso della tappa affianca l'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria fino a raggiungere Salerno. Da Salerno si raggiunge Giffoni Valle Piana passando per la suggestiva salita di Santa Tecla (376 m.), principale difficoltà della tappa posta a pochi chilometri dall'arrivo. Giffoni Valle Piana è un centro molto noto nel mondo grazie al suo Festival del cinema per ragazzi [http://www.giffoniff.it/] e nel 2004 fu sede della partenza di una tappa del Giro d'Italia.

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Riassunto

Danilo Di Luca è stato il vincitore e senz'altro l'uomo più brillante della terza tappa, che lo ha visto trionfante in una volata combattutissima con Damiano Cunego. All'inizio della salita di Santa Tecla sotto la spinta di Paolo Bettini e dei ciclisti della squadra di Di Luca, i migliori hanno accelerato, i velocisti sono rimasti indietro, Robbie McEwen e Alessandro Petacchi sono stati staccati. L'australiano è arrivato al traguardo con circa un minuto di ritardo ed ha perso la maglia rosa a favore di Paolino Bettini che ha chiuso sesto nella volata finale. Da segnalare la lunghissima fuga di cui è stato protagonista l' australiano, Russel Van Hout, è partito al km 8, ha avuto anche 15' di vantaggio sul gruppo ed è stato raggiunto al km 177, nonché una vandalica azione di disturbo di due spettatori ad Eboli che hanno tentato di scalciare i ciclisti in gruppo in mezzo alla strada.

4^ tappa

Descrizione

11 maggio GIFFONI VALLE PIANA - FROSINONE 211 km Tappa quasi completamente pianeggiante, sicuramente terreno di caccia per i velocisti. Si continua a salire verso nord, la carovana del giro raggiunge passa per gli abitati di Nocera Inferiore, Nola, Maddaloni, Caserta, quindi lasciando la Campania ed entrando nel Lazio, Cassino, Arce fino all'arrivo di Frosinone. Il capoluogo del Lazio è stato già due volte sede di un arrivo del Giro, nel 1975 e nel 1985

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Riassunto

Sembrava una tipica tappa per velocisti, la solita fuga iniziale, stavolta l'ingegnere Marco Pinotti e l'anziano Cedric Vasseur, partono al km 24 e sono ripresi dopo circa 160 km di fuga, quindi gruppo compatto a circa 30 km dall'arrivo.
A questo punto complice il percorso, formato da curve, controcurve, salitelle e ripide discese, e alcune cadute il gruppo si frammentava e la tappa si movimentava.
Nella discesa prima dell'arrivo si gettava a capofitto Celestino, in pochi gli stavano dietro. Nel rettilineo finale in 5 si avvantaggiavano di poco sul resto del gruppo e iniziava una volata ristretta.
Partiva per primo Paolo Bettini, che chiudeva anche se non vistosamente Baden Cooke il quale andava a schiantarsi contro le transenne. Bettini vinceva mentre Cooke si rialzava miracolosamente incolume.
Ricorso dell'australiano e la giuria, secondo alcuni in maniera troppo frettolosa, declassava Bettini all'ultimo posto del drappello, perciò la vittoria andava all'incredulo Luca Mazzanti. La decisione ha fatto arrabiare Bettini che, sul podio per la premiazione in quanto maglia rosa, ha rovesciato per terra lo spumante e in seguito ha minacciato di ritirarsi dalla corsa a tappe. Tra gli uomini con ambizioni di vittoria finale Paolo Savoldelli è stato quello che ha perso più tempo, quasi un minuto.

5^ tappa

Descrizione

12 maggio CELANO - L'AQUILA 223 km Si riparte dall'Abruzzo, è la prima tappa di montagna, si svolge quasi interamente all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo non sono ancora le salite delle Alpi, ma ci sono tre Gran Premi della montagna che possono dare già una indicazione su chi tra i favoriti non è propriamente in forma. Era dal 1965 che il Giro non faceva tappa a L'Aquila, tra i vincitori di tappe arrivate nel capoluogo abruzzese non bisogna dimenticare Gino Bartali nel 1935 e nel 1936.

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Riassunto

L'abruzzese Danilo Di Luca riesce a coronare il suo sogno, vince la tappa e veste la maglia rosa il giorno in cui il Giro passa vicino casa sua.
La tappa con le prime montagne vive sull'inseguimento del gruppo ad un gruppetto di corridori in fuga per circa 170 km, la particolarità è che stavolta tra in corridori in fuga c'è la maglia rosa.
Infatti Bettini, forse per smaltire la rabbia dovuta all'epilogo della 4^ tappa, all'inizio della prima salita, siamo circa al km 40, si inserisce in un gruppetto di fuggitivi, la fuga arriverà ad avere circa 8' di vantaggio, grazie soprattutto alla spinta di Bettini.
La squadre dei favoriti tirano a tutta per chiudere il divario, cosa che riescono a fare a 13 km dall'arrivo.
All'arrivo Bruseghin prova ad anticipare la volata, Di Luca in rimonta lo sorpassa poco prima del traguardo e va a vincere.
L'abruzzese veste la maglia rosa con 3" su Bettini, il quale ha grandi possibilità di riprenderla nella tappa successiva.

6^ tappa

Descrizione

13 maggio VITERBO - MARINA DI GROSSETO 153 km Tappa breve, praticamente pianeggiante, si parte da Viterbo dirigendosi verso il lago di Bolsena da cui si prosegue verso Valentano per poi entrare in Toscana e attraversare la Maremma e in particolare Manciano e Scansano fino a raggiungere Grosseto e da lì Marina di Grosseto.

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Riassunto

Rientrano in azione i velocisti, il gruppo percorre compatto i pochi chilometri di questa breve tappa. L'unica fatto di rilievo è il cambio di maglia rosa, infatti Bettini, vince il traguardo dell'Intergiro, guadagnando così 6" di abbuono che gli permettono di scavalcare Di Luca in classifica generale.
Tutti attendono lo sprint di Alessandro Petacchi, ma lo spezzino resta coinvolto in una caduta a circa 2 chilometri dal traguardo, nessun problema fisico ma ormai è impossibile partecipare da protagonista alla volata.
Lo sprint è vinto agevolmente dall'australiano McEwen, già al secondo centro in questo Giro.

7^ tappa

Descrizione

14 maggio GROSSETO - PISTOIA 211 km Si tratta di una tappa con una salita a pochi chilometri dall'arrivo, la salita del Sammommè che si affronta dopo essere già passati per l'arrivo. È una tappa che si svolge interamente in Toscana, i principali centri che si toccano dopo la partenza da Grosseto sono Colle di Val d'Elsa, Poggibonsi e Castelfiorentino.
Il Giro arriva per la quarta volta a Pistoia, la prima risale al 1928, il vincitore un dominatore dell'epoca, Alfredo Binda.

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Riassunto

Vince splendidamente Koldo Gil Perez, conterraneo e tifoso fin da piccolo di Miguel Indurain. Lo spagnolo è autore di una fuga di circa 190 km, prima in compagnia di altri venti ciclisti che si sono via via staccati, gli ultimi nella dura salita del Sammommè.
In questa salita finisce ormai definitivamente l'avventura in rosa di Paolo Bettini rimasto attardato e arrivato al traguardo con circa 2' di ritardo dai migliori.
A fine salita tra i favoriti si staccano anche Ivan Basso, Stefano Garzelli e Dario David Cioni che arriveranno al traguardo staccatti di circa 30" rispetto ad uno splendido Danilo Di Luca che riconquista la maglia rosa, di Gilberto Simoni e di Damiano Cunego che si impegna nello sprint per il secondo posto non sapendo che Koldo Gil ha già vinto la tappa.

8^ tappa

Descrizione

15 maggio LAMPORECCHIO - FIRENZE (cronometro induviduale) 45 km Prima corsa contro il tempo di questo Giro d'Italia, si parte da Lamporecchio per raggiungere Firenze, l'arrivo è posto all'interno del Parco delle Cascine. I primi 18 km della tappa sono abbastanza nervosi per culminare con il Gran Premio della montagna de Il Pinone a cui segue una discesa di 9 km mentre gli ultimi 17 km sono completamente pianeggianti.
Il Giro è arrivato a Firenze già 28 volte, la prima nel 1909, vinse Luigi Ganna, l'ultima nel 1989.

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Riassunto

Prima tappa in cui ognuno è solo contro il tempo, non ci si può più nascondere, vince Zabriskie, un americano che nessuno aveva pronosticato, un compagno di squadra di Ivan Basso. È proprio Ivan Basso comunque uno dei protagonisti in positivo della tappa, infatti il varesino, che qualcuno aveva dato in crisi nella tappa precedente sfodera una prestazione maiuscola, giungendo secondo a 17" e lasciando a più di 2' sia Damiano Cunego che Gilberto Simoni.
Altri protagonisti in positivo sono la maglia rosa che riesce a limitare i danni ed a tenere la maglia e Paolo Savoldelli che termina terzo.
Mentre tanto Cunego che Simoni realizzano una prova abbastanza deludente, leggermente meglio Garzelli e il campione italiano a cronometro Cioni, che perdono circa 1' e 40" da Basso.

9^ tappa

Descrizione

16 maggio FIRENZE - RAVENNA 139 km Dopo le fatiche della cronometro una tappa per velocisti, infatti è vero che bisogna arrivare a 907 m di altezza per scalare il Passo del Muraglione, ma è anche vero che questo avviene a circa 90 km dall'arrivo. La partenza è situata nel sobborgo fiorentino di Ponte a Ema, la località dove nacque Gino Bartali e dove si trova un museo dedicato al grande campione, poi ci si dirige verso est fino ad arrivare in Emilia Romagna. Tra i centri che la carovana attraverserà prima di arrivare a Ravenna, vanno ricordati Castrocaro Terme e Forlì.
Il Giro ha fatto tappa a Ravenna altre 4 volte, l'ultima nel 1972.

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Riassunto

Finalmente Petacchi, era attesa la sua vittoria, al termine di questa breve tappa pianeggiante la Fassa Bortolo non sbaglia nulla e riesce a portare lo spezzino tra i primi nel rettilieneo d'arrivo. Il resto è opera di Petacchi, se riesce a partire tra i primi non ce ne è per nessuno, è la sua 16-esima vittoria in questa corsa.
Secondo a sorpresa Bettini, Paolino riesce a sprintare con i migliori velocisti nonostante questa non sia la sua specialità. 17 maggio riposo

10^ tappa

Descrizione

18 maggio RAVENNA - ROSSANO VENETO 212 km Dopo la prima giornata di riposo si riparte per una tappa completamente pianeggiante attraverso la Pianura Padana, la tappa passerà per Ferrara, Rovigo e Padova, prima di raggiungere Rossano Veneto in provincia di Vicenza dove ci sarà un circuito da ripetere tre volte prima del traguardo.

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Riassunto

Il gruppo decide di continuare il riposo in questa lunga tappa pianeggiante, l'andatura è lenta, poche sono le fughe, l'unica consistente è stata quella di Raffaele Illiano, 70 km di fuga solitaria annullata a 30 km dal traguardo.
L'organizzazione decide inoltre di considerare non il tempo all'arrivo ma quello al primo passaggio per il traguardo nel circuito per evitare possibili problemi dovuti a cadute o alla pioggia.
Dunque gruppo compatto, le squadre dei velocisti fanno il loro lavoro e sprint finale, questa volta forse Petacchi parte troppo presto ed è bruciato proprio sulla linea del traguardo da McEwen.
Nel pomeriggio i Carabinieri del NAS hanno effettuato una perquisizione nell'albergo che ospita le squadre Davitamon-Lotto e Saunier Duval, hanno sequestrato alla squadra belga un Alti-Trainer, una sorta di camera ipobarica cioè un macchinario che può modificare la percentuale di ossigeno nell'aria, facendo così modificare la percentuale di emoglobina nel sangue senza usare prodotti dopanti, mentre alla squadra spagnola sono stati sequestrati dei medicinali.

11^ tappa

Descrizione

19 maggio MAROSTICA - ZOLDO ALTO (Dolomiti Stars) 150 km Finalmente la prima vera tappa di montagna, si parte da Marostica in provincia di Vicenza, il percorso è in leggera ascesa per i primi 80 km circa, poi iniziano le salite vere, negli ultimi 70 km ci sono 4 Gran Premi della montagna e l'arrivo è in salita, ai 1514 m di Zoldo Alto, nel comprensorio Dolomiti Stars, siamo in provincia di Belluno.

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Riassunto

Il Giro esplode a Zoldo Alto. Uno dei favoriti per la vittoria finale, Damiano Cunego, va in crisi, e giungerá al traguardo solo 27°, a oltre 6 minuti dal vincitore, Savoldelli, che precede un grande Ivan Basso, capace di portare un attacco impressionante sul Duran. Solo Simoni e Di Luca riescono a limitare i danni. Al traguardo, in volata, Savoldelli batterà il corridore varesino, che però vestirà a partire dalla prossima tappa, la maglia rosa.

12^ tappa

Descrizione

20 maggio ALLEGHE - ROVERETO 178 km Dopo circa 25 km dalla partenza da Alleghe si transita ai 1918 m del Passo del Pellegrino che segna il confine tra il Veneto e il Trentino-Alto Adige. Il Passo del Pellegrino è anche l'unica asperità della tappa, da lì fino all'arrivo è come una lunga discesa.
Si passa in Val di Fassa e Val di Fiemme attraverso le località turistiche di Moena, Predazzo e Cavalese, poi si arriva in Val di Cembra prima di scendere verso Trento.
Si continua seguendo il corso dell'Adige verso sud fino ad Ala per poi tornare verso nord sempre lungo il corso dell'Adige e raggiungere il traguardo di Rovereto, dove il Giro arriva per la terza volta.

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Riassunto

Frazione per velocisti, non c'è lotta in classifica. Vince Alessandro Petacchi, che anticipa Paride Grillo (partito forse troppo presto) e lo spagnolo Isaac Galvez, grazie all'ottimo lavoro fatto dal treno della Fassa Bortolo nel preparare la volata ad Ale-Jet.

13^ tappa

Descrizione

21 maggio MEZZOCORONA - ORTISEI 218 km Tappa con 5 Gran Premi della montagna, di cui l'ultimo a 5 km dall'arrivo. Si supererà quota 2000 metri per tre volte, passo Sella 2244 m, passo Gardena 2121 m e passo delle Erbe 2004 m. Si parte da Mezzocorona, pochi chilometri a nord di Trento e ci si dirige verso nord.
È la seconda volta che il Giro passa per Ortisei, la prima fu nel 1940, vinse Gino Bartali.

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Riassunto

Alla tredicesima tappa del Giro d'Italia 2005, il giro impazzisce. Cominciano le montagne dure, quelle che sfiorano i 2800 metri, ed ecco che la classifica si rimescola. La vittoria di tappa, per la cronaca, va a Ivan Parra, colombiano della Selle Italia, che fino a pochi mesi fa non aveva neppure una squadra, che parte a 200km dall'arrivo, e porta fino in fondo la sua fuga. Ma ancora piu incredibile, è quello che succede alle sue spalle: sulla salita finale, Savoldelli attacca, Basso, crolla. Tengono invece Danilo Di Luca e Gilberto Simoni, che arriveranno al traguardo a soli 7" da Savoldelli, che vestirà la maglia rosa, a partire dalla prossima tappa, con 50" secondi da difendere su Basso.

14^ tappa

Descrizione

22 maggio EGNA - LIVIGNO 210 km Partenza da Egna, dopo circa 30 km la prima salita non molto impegnativa per arrivare a quota 1000 a Frassineto, quindi dopo altri 30 km circa si scende verso Merano, da qui il percorso è in leggera salita fino al km 122 quando inizia la scalata della montagna più alta di questo Giro d'Italia, la Cima Coppi, il passo dello Stelvio a 2758 m.
Tradizionalmente la salita della vetta più alta del Giro è dedicata al campionissimo Fausto Coppi. Dallo Stelvio discesa verso Bormio, siamo in Lombardia e da qui nuova salita verso il Passo di Foscagno e l'arrivo a Livigno.
È la seconda volta che il Giro fa tappa a Livigno, la prima volta nel 1972, vinse Eddy Merckx.

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Colombia

La Colombia è uno stato (1.138.914 km², 44.531.434 abitanti, capitale Bogotá) dell'America meridionale. Confina a
- nord: Mare Caraibico
- sud: Perù, Ecuador
- ovest: Panamá, Oceano Pacifico
- est: Venezuela, Brasile. La Colombia è una repubblica unitaria di tipo presidenziale; il potere legislativo è esercitato dal Congresso, composto da Camera (102 membri) e Senato (166). La lingua ufficiale è quella spagnola, altre lingue parlate sono la chibcha e quelle della popolazione amazzonica.

Storia

Il periodo coloniale

La storia della Colombia precolombiana corrisponde alla storia dei Chibcha. I coloni spagnoli all'inizio del XVI secolo occuparono la parte Atlantica dell'attuale istmo di Panamá, fondando nel 1510 la città di Darien, quindi quella di Santa Maria. La mitica ricchezza delle città-stato chibcha e le leggende riguardanti El Dorado, attirarono numerosi avventurieri.
Alcuni, guidati da N. Federmann, invasero (1535) le pianure orientali; altri guidati da Jimenez de Quesnada, risalirono il corso del rio Magdalena radendo completamente al suolo in una decina di anni tutte le città stato chibcha. Le popolazioni furono in gran parte massacrate, i monumenti distrutti, così come i templi e le opere d'arte, tranne gli oggetti in oro e argento, che vennero fusi. De Quesnada fondò, probabilmente sull'antica Bacatà, il centro di Santa Fé di Bogotá (1538). In seguito sorsero altre città, ma le comunicazioni difficoltose, le isolarono, creando un'economia a ciclo chiuso.
Fino al 1718 la colonia fu chiamata Nuova Granada e fu unita al vicereame di Lima; successivamente formò il vicereame di Terra Ferma insieme al Venezuela, con capitale Bogotá.
Gli spagnoli non trovarono i giacimenti di metalli preziosi che si aspettavano, ma sfruttarono al meglio quelli di smeraldi e di salgemma. La prosperità della colonia fu assicurata dai grandi possedimenti fondiari valorizzati dal lavoro forzato degli indigeni (sostituiti in seguito dagli schiavi africani) e dal commercio transitante dall'istmo.
I prodotti di Perù, Messico e Filippine passavano da Cartagena, e i galeoni spagnoli alimentavano annualmente la fiera di Nombre de Dios. Fin dal XVI secolo qui si organizzò la Chiesa cattolica: nel 1534 Cartagena ebbe il suo primo vescovo, e nel 1563 Bogotá un arcivescovo; in seguito l'evangelizzazione fu attiva e proficua. La chiesa si assicurò un notevole potere temporale con il possesso di latifondi; provvide per secoli all'istruzione, fondando l'Università di Bogotá (XVI sec.), come conseguenza, le lingue indigene furono soppiantate dallo spagnolo. Nel secolo XVIII la società creola produsse scienziati come Caldas e Mutis.

La lotta per l'indipendenza

Il regime coloniale del XVIII secolo fu mal sopportato dai creoli. Dal 1768 il vicereame di Terra Ferma commerciava liberamente con il Perù. L'occupazione della Spagna da parte di Napoleone stimolò il popolo al desiderio d'indipendenza.
Il 20 luglio 1810 fu costituita a Bogotá una giunta che, un anno più tardi, proclamò una federazione (Nuova Granada) che si staccò dalla Spagna, sotto la guida di Antonio Nariño. Gli spagnoli reagirono con una sanguinosa repressione condotta dal generale Morillo: nel 1815 venne riconquistata Cartagena e nel 1817 vi fu la resa generale.
Ma nel 1819, Simon Bolivar e il suo luogotenente Francisco de Paula Santander, riaccesero il fuoco insurrezionale, che culminò con le vittorie di Boyaca (7 agosto 1819), di Carabobo (Venezuela) (1821) e di Pichincha (Perù) (1822).

Indipendenza

Nel 1819 Bolivar proclamò l'unione della Nuova Granada, del Panamá e del Venezuela col nome di Stati Uniti di Colombia. Il 17 dicembre 1819 il Congresso di Angostura, promulgò la costituzione della repubblica della Grande Colombia, cui si unì l'Ecuador nel 1822. Nel 1830 il Venezuela, ed in seguito l'Ecuador, si resero indipendenti. Fu costituita nel 1831 la Repubblica di Nuova Granada. Sono di quest'epoca i due grandi partiti che dominano anche nei giorni nostri: i conservatori centralisti (che si appoggiavano alla chiesa cattolica) e quello dei liberali federalisti.
All'inizio i conservatori diedero vita a una costituzione unitaria, ma nel 1845, i liberali, con i presidenti Mosquera, Lopez e Obando, tentarono di far prevalere la concezione federalista: ne scaturì una guerra civile che portò alla dittatura militare del generale Melo (1854). Col presidente Ospina Rodriguez ritornarono al potere i conservatori moderati e nel 1858 fu adottata una costituzione semifederale. Il liberale Tomas de Mosquera attuò una politica anticlericale espellendo i Gesuiti e confiscando i beni della chiesa. Nel 1861 furono creati gli Stati Uniti della Nuova Granada, di effimera durata. Infatti, nel 1862, si ebbe una nuova costituzione di carattere federale che diede inizio agli Stati Uniti di Colombia (1863). Fino al 1880 si ebbe un periodo di vita politica relativamente calmo. Tornarono al potere i conservatori con Nuñez che, con l'appoggio di clero e latifondisti, governò in regime di dittatura fino al 1895. Da allora, lo stato prese il nome definitivo di Repubblica della Colombia.

Influenza economica degli USA

Alla morte di Nuñez iniziò un periodo di guerre civile che durò fino al 1902. La firma da parte di Aquiles Parra della convenzione per la costituzione del Canale di Panamá con Ferdinando di Lesseps avrebbe potuto portare un contributo considerevole alla prosperità del paese, dandogli il controllo del commercio oceanico.
La Compagnia del Canale di Panamá però fallì e l'opera fu ripresa dagli USA, col risultato di danneggiare gravemente l'economia colombiana.
Infatti gli americani favorirono la secessione del Panamá dalla Colombia, costituendosi in repubblica indipendente nel 1903. Le complicazioni che nacquero si appianarono solo nel 1921 con gli accordi Thompson-Urrutia. Fra il 1904 e il 1930 la stabilità politica fece passare in primo piano i problemi economici. Iniziarono i prestiti statunitensi che permisero la costruzione di strade ed i collegamenti aerei. L'influenza economica degli USA aumentò sempre più; il controllo di società americane sulle piantagioni di banane, il mercato del caffè e lo sfruttamento del petrolio dura tuttora. Per questo la crisi del 1929 ebbe influsso anche sulla Colombia, provocando la salita al potere dei liberali di Olaya Herrera e segnando la fine dei conservatori. Nel 1934 il presidente A. Lopez Pumarejo promulgò una riforma agraria provocando così le proteste dei liberali di destra che nel 1938 fecero eleggere Santos. Nel 1942 Lopez venne rieletto, ma costretto a dare le dimissioni nel 1945. Una politica di unione nazionale fu allora tentata da Alberto Lleras Camargo raggruppando conservatori e liberali, ma provocò l'opposizione di Gaitan, capo dell'ala sinistra liberale. L'elezione del 1946 del presidente conservatore Ospina non impedì una spinta democratica sempre più intensa: il 9 aprile 1948 Gaitan fu assassinato provocando violente sommosse popolari soprattutto a Bogotá, mentre era in corso la Conferenza Panamericana. Il presidente mantenne il potere decretando la legge marziale. I disordini si moltiplicarono con i suoi successori Gomez (1950) e Roberto Urdaneta Arbelaez (1951).

Governo militare

Il colpo di stato del generale Gustavo Rojas Pinilla (1953) fu inizialmente ben accolto, ma la progressiva soppressione delle libertà suscito forte opposizione, sia nei liberali che nei conservatori. Quando Pinilla tentò di farsi rieleggere scioperi violenti e continue proteste lo costrinsero a dimettersi (13 maggio 1957), lasciando il potere ad una giunta militare. Con l'accordo dei due maggiori partiti, la giunta sottopose a referendum popolare la nuova costituzione. Per cercare di consolidare l'unione nazionale, ognuno dei due partiti ha avuto, fino al 1968, la metà degli eletti del Congresso. Il presidente deve distribuire allo stesso modo i suoi ministeri. Il plebiscito approvò a maggioranza assoluta la costituzione, e Camargo riprese la politica di unione nazionale dal 1958 al 1961.

Indipendenza economica e guerriglia

La Colombia tentò di spezzare la dipendenza economica dagli USA, tentando un'unione economica coi paesi dell'America meridionale, come con il Venezuela e l'Ecuador. La prima mossa per l'indipendenza economica fu la creazione di una flotta mercantile. Furono aumentati gli scambi con l'Europa, utilizzando la sua esperienza industriale. La situazione politica rimase stabile solo all'apparenza, in quanto si sviluppo un movimento comunista filocastrista, che scelse la via della guerriglia per giungere all'autodeterminazione del popolo colombiano. I guerriglieri, alla cui lotta ha portato il suo contributo di sociologo e sacerdote cattolico Camilo Torres Restrepo, vedono nelle lotte politiche dei due partiti al governo, solo un gioco di potere fatto sopra la vera volontà popolare. Nel 1979 due dei principali gruppi di guerriglieri, l'M-19 e il FARC, si fusero, creando notevoli problemi alla Colombia.
Un altro grave problema della Colombia è quello del narcotraffico: nel maggio del 1984, i mercanti della droga, fecero assassinare il ministro della giustizia Lodrigo Lara Bonilla, costringendo il presidente della repubblica a proclamare lo stato d'assedio. Nel 1984, con l'elezione a presidente di Belisario Betancur, viene firmato un cessate il fuoco con il fronte rivoluzionario, che termina il 6 novembre 1985 con l'attacco dell'M-19 al Palazzo di Giustizia di Bogotá; mentre l'ala del FARC rinnova la tregua nel marzo 1986, continua invece la guerriglia dell'M-19 e quella di un nuovo gruppo armato, l'Esercito di Liberazione Nazionale.

Il narcotraffico

Viene scritta una nuova costituzione che viene attuata nel 1991, il movimento gurrigliero M-19 si sciolse, fondando l'omonimo partito (1990). Prima dell'elezione a presidente di César Gaviria Trujillo (1990), vengono uccisi dai narcotrafficanti ben tre candidati a presidente. Alla morte di Pablo Escobar i corpi di polizia tentano di abbattere il "cartello" della droga, ma nonostante i metodi sbrigativi e gli atti indiscriminati di violenza, i trafficanti continuano la loro attività.

Verso il 2000

Ernesto Samper viene eletto presidente nel 1994, seguito, il 7 agosto 1998 da Andres Pastrana (Partito conservatore) e, nel maggio 2002 da Alvaro Uribe. Nel 1999 un forte terremoto provocò migliaia tra morti e feriti.

Geografia

Geografia fisica

La Colombia è situata per un terzo nell'area andina, mentre il resto si riallaccia alle Guiane e all'Amazzonia. Grandi pianure attraversate dai fiumi andini, disposti a ventaglio, costituisco le regioni orientali.
A nord i fiumi Guaviare (1.610 km) e Meta (1.109 km) attraversano le regioni dei llanos e confluiscono poi nell'Orinoco. Le zone pedemontane situate a sud, nella regione attraversata dai fiumi Caquetà (2.200 km) e Putumayo (1.845 km) sono le più sviluppate.
Dal Pacifico, ad ovest, sino alle pianure orientali, si susseguono regioni pressoché parallele e orientate approssimativamente da nord a sud.
Vicino alla costa del Pacifico la Serrania de Baudo raggiunge i 1.810 m. Nella regione a sud di Buenaventura la regione litoranea si allarga notevolmente in corrispondenza del delta del Patia.
A ovest la Cordigliera occidentale raggiunge i 4.250 m; è formata prevalentemente da rocce cristalline, ricoperte a tratti da terreni sedimentari o arenarie, e da apparati vulcanici soprattutto a sud; la gola del Rio Patia (488 km) la taglia nettamente a sud; a est è separata dalla Cordigliera centrale dal Rio Cauca (1.128 km), che in questa zona forma bacini di diversa ampiezza.
La parte più alta della Cordigliera centrale si allunga per 800 km ed è larga fino a 100 km, ed è anche la più alta catena montuosa nazionale.
Cime vulcaniche ricoperte di neve si ergono su uno zoccolo cristallino di forme massicce: Nevado del Ruiz (5.400 m), Nevado de Tolima (5.620 m), Nevado del Huila (5.750 m). A circa 5° di latitudine nord, prevale l'altopiano: i pianori di Antioquia e delle Alteterre, solcati dal Rio Porce; a questo punti l'altitudine decresce e la catena termina tra i fiumi Cauca e Magdalena.
Il Rio Magdalena (1.476 km) occupa una fossa di sprofondamento larga tra i 30 e i 60 km e lunga 600, tra la massa cristallina della Cordigliera centrale e i primi corrugamenti della Cordigliera orientale.
La Cordigliera orientale, chiamata anche Cordigliera di Bogotá, è una catena a pieghe che nella parte settentrionale si trasforma in una serie di altipiani cristallini, alla quota di oltre 4.000 m. In questa catena si hanno tre tipi principali di paesaggi: le creste (orientate da sud-ovest a nord-est), i bacini colmati da materiali alluvionali e detriti, le gole selvagge formate dai corsi d'acqua.
Lungo il Mare delle Antille le regioni sono notevolmente differenti da quelle andine. Nella loro parte nord-orientale si eleva repentinamente la Sierra Nevada de Santa Marta, che possiede la cima più alta della Colombia, il picco Cristobal Colon (5.775 m): massiccio triangolare, solitario, formato da rocce cristalline così come la vicina penisola di La Guajira, piattaforma alta 852 m dominata da colline di origine vulcanica.

Morfologia

La Guajira La sezione orientale è formata da un triplice allineamento montuoso: la Cordigliera Orientale, la Cordigliera Centrale e la Cordigliera Occidentale che si annodano a sud nell'altopiano di Pasto, in prossimità del confine con l'Ecuador.
Tra le cordigliere si aprono le grandi e lunghe vallate di Cauca e Magdalena. La Cordigliera Orientale è il sistema montuoso più complesso. Nel tratto centrale è formata da una serie di altipiani posti ad una media di 2.500 m di altitudine; verso nord, dopo il Nevado del Cocuy (5.493), si biforca in due catene che racchiudono la depressione tettonica occupata dal lago Maracaibo: la Cordigliera di Merida e la Sierra de Perijá, alla quale si allaccia la Sierra Nevada de Santa Marta. La Cordigliera Centrale ha un rilievo più vigoroso, specie nella sezione mediana, dove si elevano alcuni coni vulcanici, tra cui il Nevado del Huila (5.750 m) e il Nevado del Tolima (5.215 m); verso nord degrada in una serie di altopiani digradanti alla pianura del Magdalena dove la catena spinge alcune appendici collinose, come la Serrania de San Jerónimo. La Cordigliera Occidentale è più compatta, unitaria, ma è nel complesso meno elevata delle altre; il suo versante esterno digrada verso la pianura costiera del Pacifico, fascia alluvionale solcata da fiumi andini e il cui contorno è frammentato da una serie di isole e formazioni deltizie. Nella parte più settentrionale la pianura è orlata da un basso allineamento montuoso, la Serrania de Baudo, che continua i corrugamenti occidentali dell'istmo panamense. Il rilievo colombiano è nel complesso il risultato dei corrugamenti cenozoici che hanno sollevato formazioni prevalentemente mesozoiche e paleozoiche; queste ultime, molto metamorfosate, predominano nella Cordigliera Centrale, nella quale appaiono anche possenti masse di rocce intrusive ed estese coperture vulcaniche in corrispondenza dei grandi vulcani che sormontano la catena. Le formazioni cenozoiche coprono alcune sezioni delle valli del Magdalena e del Cauca, oltre che le pianure costiere, benché siano spesso obliterate dalle alluvioni recenti. Nel complesso la regione andina della Colombia è una delle più aspre dell'intero sistema per le profonde vallate che la dividono, la ripidità dei versanti, la varietà delle morfologie. L'Oriente è invece una zona dalla struttura pochissimo disturbata. Essa è essenzialmente una sezione rigida dello zoccolo sudamericano, che in molte zone affiora con le sue tipiche formazioni archeozoiche. Morfologicamente è un vasto penepiano, coperto da sedimenti mesozoici e cenozoici, che degrada verso le bassure alluvionali solcate dagli affluenti dell'Orinoco e del Rio delle Amazzoni.

Idrografia

Idrograficamente il territorio colombiano appartiene sia al bacino Pacifico che, soprattutto, a quello atlantico. La sezione andina ha i suoi assi idrografici nel fiume Magdalena e nel suo affluente Cauca, che si snodano paralleli nelle lunghe vallate comprese tra le cordigliere, man mano ampliando il loro fondovalle verso la pianura costiera caraibica, dove confluiscono. Il Magdalena è uno dei più importanti fiumi sudamericani: già a Puerto Berrio, 800 km dal delta, comincia ad essere navigabile; il Cauca lo è per oltre 600 km. Altri minori tributari del bacino sono: Sinú, Atrato. Al bacino Pacifico appartengono i numerosi ma piccoli fiumi che scendono dal versante esterno della Cordigliera Occidentale. Sul versante orientale delle Ande, che appartiene al bacino dell'Atlantico, la divisione idrografica principale è tra i tributari dell'Orinoco e quelli del Rio delle Amazzoni. I primi convergono verso due fiumi principali, Meta e Guaviare, che nascono nella sezione mediana della Cordigliera Orientale e scorrono verso i bassipiani dell'Orinoco incidendo il penepiano interposto con corsi veloci, spesso rotti da cascate. I fiumi amazzonici sono essenzialmente rappresentati dall'Anaporis e dal Caquetá, oltre che dal Putumayo che segna il confine con il Perù. Tutti questi fiumi orientali hanno il corso inferiore navigabile e rappresentano gli assi di penetrazione della regione

Clima

Il clima colombiano è assai vario, ma vista la sua posizione equatoriale non presenta stagioni differenziate da variazioni termiche sensibili.
Le precipitazioni sono abbondanti, specialmente lungo la fascia costiera; le piogge sono più scarse nella parte settentrionale (Sierra Nevada de Santa Marta e Penisola di La Guajira). Il fattore principale della differenziazione climatica è l'altitudine:
- fino a 900 m: tierras calientes
- fino a 2.000 m: tierras templadas (dove prevale la coltura del caffè)
- fino a 3.000 m: tierras frias (dove prevalgono cereali ed allevamento)
- fino a 4.500 m: parámos (priva di vegetazione arborea)
- oltre: tierras heladas (la zona delle nevi perenni).

Temperatura e precipitazioni

In quasi tutto il paese le piogge registrano valori elevati: dai 1.500-2.000 mm nei versanti esterni della cordigliera si passa ai 2.500 mm delle sottostanti tierras calientes occidentali ed orientali. Le precipitazioni si riducono però negli altopiani interni (1.000 mm di Bogotá) e ancor più nelle pianure settentrionali e nei llanos dell'Orinoco (500 mm) dove assume caratteri molto marcati la stagione secca. Le temperature variano con l'altitudine. Nell'Oriente registrano variazioni annue insignificanti (26-27° C), com'è caratteristico del clima equatoriale amazzonico. Valori medi quasi costanti, resi però sopportabili dall'umidità, si hanno nella fascia costiera del Pacifico, mentre nella pianura caraibica a una stagione asciutta se ne alterna una piovosa, cui si collegano escursioni termiche già marcate: nel periodo che precede la stagione delle piogge si registrano non di rado massimi assoluti di 44° C. Nelle terre temperate le medie termiche assumono valori più o meno ridotti a seconda dell'altitudine.

Geografia umana

Popolazione

Densità: 36,9 per km²

Etnie

Varie le civiltà precolombiane della Colombia:
- la civiltà tairona: caratterizzata dagli strumenti di pietra levigata (Sierra Nevada de Santa Marta)
- la civiltà di San Augustin: ci ha lasciato santuari formati da monoliti verticali di pietra e statue con realismo accentuato (alta valle della Magdalena)
- la civiltà di Quinbaya: conosciuta per i monumenti funerari in cui abbondavano gli oggetti d'oro, predati dai profanatori huaqueros. Il gruppo etnico più importante è quello dei Chibcha, antichi abitatori delle savane dei bacini occidentali, che ha influenzato tutta la parte settentrionale dell'America meridionale. L'infiltrazione bianca ebbe inizio nel XVI secolo, con il tedesco Federmann che esplorò per primo i llanos venezuelani (1535), spingendosi, con Jimenez de Quesnada e Sebastian di Belalcazar, fino alla Valle Magdalena. Durante il XVII secolo iniziarono le importazioni di schiavi africani, per lavorare nelle piantagioni della costa del Pacifico e sostituire gli amerindi decimati dalle malattie portate dagli europei. Attualmente gli indigeni puri sono circa il 2%, mentre i meticci sono oltre la metà.

Religione

La religione dominante è quella cattolica, con minoranze protestanti ed animiste.

Geografia politica

La Colombia è divisa in 32 dipartimenti e un distretto capitale. L'attuale configurazione risale al 5 luglio 1991 quando è entrata in vigore la nuova Costituzione. Con la nuova Carta Costituzionale sono state abolite le precedenti suddivisioni (dipartimenti, commissariati, intendenze e distretti speciali) per dare un'uniformità politica alla geografia e all'amministrazione dello Stato.

Geografia economica

Prodotto Nazionale Lordo: 2.180$ pro capite (39° posto della classifica mondiale).
Bilancia dei pagamenti: -5.682 milioni di $.
Inflazione: 18,5%.
Disoccupazione: 12,00%. Punti di forza: gli importanti giacimenti di petrolio e di carbone e la ben sviluppata produzione di energia idroelettrica rendono la Colombia quasi autosufficiente dal punto di vista energetico. Esportazioni buone e diversificate. Mercato mondiale della cocaina. Punti di debolezza: violenza legata alle droghe, corruzione e instabilità politica dissuadono gli investitori esteri. Industria nazionale non competitiva a causa del protezionismo. Disoccupazione elevata.

Risorse

Produzione di energia elettrica: 10.800.000 kw.
Pesca: 167.080 tonnellate.
Petrolio: 444.508 b/g.
Allevamento: pecore 2,4 milioni, bovini 28,3 milioni, suini 2,5 milioni, cavalli 2,5 milioni.
Minerali: petrolio, gas naturale, carbone, nichel, smeraldi, oro, uranio e plutonio. L'economia della Colombia è in piena evoluzione nonostante le difficoltà create dall'ambiente geografico e dalla scarsa importanza del commercio estero.
Agricoltura
La varietà del clima, la presenza di altipiani e la qualità dei terreni infraandini, sono all'origine di una produzione agricola estremamente diversificata, che unisce coltivazioni tropicali a coltivazioni di climi temperati.
I cereali sono sufficienti al fabbisogno nazionale: sono coltivati grano, riso e soprattutto mais. Nella valle del Cauca si coltivano la canna da zucchero, il cacao, il cotone; le banane sono coltivate nella Valle Magdalena, attualmente in regresso, e il caffe, il prodotto agricolo principale del paese.
Allevamento
Gli allevamenti di notevole importanza (bovini, equini, suini) sono diffusi non soltanto nei llanos, ma anche nelle savane del Cundinamarca, di Bolivar e nei dipartimenti di Tolima e di Huila.
Risorse minerarie
Importanti sono i giacimenti d'oro e di smeraldi colombiani. Notevoli le riserve delle miniere di ferro a cielo aperto di Paz del Rio e anche giacimenti di carbone di Cali. In sviluppo la produzione di petrolio.
Industria
Dopo la seconda guerra mondiale, l'industria ha registrato un rapido sviluppo. Le industrie principali sono quelle tessili e quelle siderurgiche.

Trasporti

Rete stradale: 11.970 km.
Rete ferroviaria: 2.113 km.
Rete canali navigabili: 14.300 km
Le strade del nord sono in buone condizioni, mentre quelle del sud e dell'est, sono dissestate per le piogge frequenti. A causa delle morfologia, trasporti sono molto difficoltosi.
Gli assi principali della circolazione sono costituiti dai fiumi Cauca e Magdalena. I porti principali sono quelli di Cartagena, Barranquilla, Santa Marta (dedicato alle banane) e Buenaventura (utilizzato per l'esportazione del caffè). Flotta mercantile: 118 navi; 117.700 tsl.

Turismo

1 turista l'anno per ogni 32 abitanti.
Provenienza: Venezuela 55%, Ecuador 15%, USA 11%, Canada 3%, Costa Rica 1%, altri paesi 15%.

Esportazioni

USA 38%, Venezuela 8%, Germania 7%, Ecuador 4%, Perù 3%, altri 40%.

Importazioni

USA 36%, Venezuela 10%, Giappone 6%, Germania 5%, Messico 4%, altri 39%.

Cultura

Alfabetizzazione

Tasso di alfabetizzazione: 91%.
Studenti universitari: 644.188.

Istruzione

Obbligo scolastico fino a 12 anni, istruzione gratuita.

Sanità

Sistema sanitario pubblico

Ambiente

Il 9,0% del territorio è protetto.
Trattati ambientali a cui la Colombia ha aderito: Ramsar (protezione aree umide), CITES, Basilea (rifiuti tossici), protocollo di Montreal (emissione di CFC), CBD (biodiversità).

Flora

La maggior parte del territorio è occupata dalla foresta tropicale sempreverde, particolarmente fitta sulla costa occidentale, che raggiunge i 2.800 m sulla Cordigliera Centrale, con formazioni di felci e di alberi della china; ad altezze maggiori si hanno foreste caduciformi. Caratteristiche le palme da cera, che formano foreste dense fino a 3.200 m, e la foresta umida che fornisce legno di balsa per le imbarcazioni. L'antica penisola della Gujira e l'antica valle infossata del Magdalena sono rivestite da Mimosacee e Cactacee, che ben sopportano il clima arido. I bacini infra-andini e i llanos orientali sono coperti da savane e da palme. Verso i 3.000 m ed oltre, nella zona dei paramos, si trovano arbusti di Mirtacee e rododendri, cui succedono, più in quota, praterie di Graminacee.

Fauna

Letteratura

Poesia

La poesia nazionale ha inizio con Josefa Acevedo de Gomez, durante il periodo romantico fu rappresentata da Josè Eusebio Caro, Julio Arboleda, Josè Joaquin Ortiz e Gregorio Gutierrez y Gonzales. Riccardo Carrasquilla pubblicò numerosi coplas e poesie epigrammatiche, Rafael Pombo poesie amorose, morali e filosofiche, Julio Florez liriche in cui si avverte l'influsso di Lamartine. Josè Asunzion Silva fu l'iniziatore del rinnovamento moderno. Di notevole importanza anche l'opera di Guillermo Valencia, cultore di lettere greche e poeta di ispirazione parnassiana.

Romanzo

Il primo romanziere colombiano fu Isaacs con "Maria", una storia d'amore. Più realistico invece Eugenio Diaz, con il suo "Manuela". Juan de Dios Restrepo, Josè Manuel Marroquin, Tomas Carrasquilla, furono tra i più notevoli narratori colombiani.
Il romanzo storico fu trattato da Josè Caicedo Rojas. Altra personalità di rilievo fu Emilio Cuervo Marquez, che ha lasciato un romanzo autobiografico ("Sulla mensa") e uno sull'epoca in cui visse Gesù Cristo ("Finea") e romanzi dedicati alla descrizione della vita dell'alta società di Bogotá. Josè Maria Vargas Vila scrisse "Il fiore di loto", "Ibis", "Rose della sera", "Alba rossa"; Lorenzo Morraquin fu autore di "Pax"; Climaco Soto Borda scrisse romanzi realistici ("Diana cacciatrice" e "Polvere e cenere"); Eduardo Zulueta fu autore di "Terra vergine"; Julio Posada scrisse un romanzo regionalista "Il coltellaccio". Il capolavoro della letteratura nazionale è considerato "La voragine" (1924) di Josè Eustasio Rivera, che descrive le foreste amazzoniche di caucciù e l'esistenza degli uomini che vivono nell'inferno verde. Tra gli altri romanzieri, Eduardo Caballero Calderon, autore di un interessante romanzo dal titolo "Cristo di spalle", nel quel descrive l'esistenza ardua di un giovane sacerdote fra la popolazione di un sperduto villaggio dell'altopiano. Il XX secolo ha visto anche la nascita di altri due grandi romanzieri noti in tutto il mondo: Gabriel García Márquez - che nel 1982 ha ricevuto il Premio Nobel per la letteratura - e Álvaro Mutis.

Saggistica e storiografia

Il poeta Carlos Arturo Torres pubblicò importanti saggi di carattere filosofico sotto il titolo di "Idola Fori". Vergas Vila, romanziere, fu anche polemista, filosofo e saggista, in opere quali "L'arcipelago sonoro" e il "Rosaio pensante". Miguel Antonio Caro si occupò di storia letteraria, mentre Luis Lopez de Mesa scrisse autorevoli saggi.
Tra gli storici si distinguono Max Grillo e Cornelio Hispano; una tra le migliori storie della letteratura colombiana fu scritta da Josè Maria Vergara y Vergara e Antonio Gomez Restrepo.

Arte

La regione colombiana è divisa in 8 zone archeologiche: San Augustin, Tierradentro, Nariño, Alto Cauca, Quinbaya, Sinù, Chibcha e Tairona. All'epoca della conquista spagnola, diverse di queste culture erano già scomparse; le civiltà rimaste si integrarono progressivamente. L'architettura coloniale non ha molte differenze rispetto a quelle delle nazioni vicine. La pittura fiorì particolarmente con Gaspar Figueroa e con i suoi figli Baltazar e Nicolas e con uno dei suoi allievi più famosi Gregorio Vasquez de Arce y Ceballoz. Tra le opere di scultura notevoli sono le opere in legno che decorano le chiese.

Musica Tipica

Bambuco;Cumbia scusate ma il vallenatoo!!!=!=?!?!?!??!?!?!?! se non è tipico questo... vabbè non di tutta la Colombia, però...... besos a todos Daria

Politica

Repubblica presidenziale, presidente eletto a suffragio universale diretto ogni 4 anni, a capo anche del potere esecutivo. Il potere legislativo spetta al Congresso Nazionale, composto da Camera (102 membri) e Senato (166 membri).

Politica estera

Bibliografia

Collegamenti esterni


- [http://www.gobiernoenlinea.gov.co/ Portal del Estado Colombiano] - Repubblica di Colombia (in spagnolo)
- [http://cne.presidencia.gov.co/ Casa de Nariño] - Presidenza della Repubblica di Colombia (in spagnolo)

Voci correlate

Città


- Bogotá - Capitale
- Abejorral
- Aguachica
- Aguadas
- Agua de Dios
- Andes
- Anserma
- Arauca
- Arjona
- Armenia
- Armero
- Baranoa
- Barrancabermeja
- Barranquilla
- Bello
- Bolivar
- Bucaramanga
- Buenaventura
- Buga
- Caicedonia
- Calarcá
- Calda