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Palermo
Palermo (Paliermu in siciliano) è un comune con 670.000 abitanti circa, a luglio 2005 in base ai dati Istat (1.000.000 l' area metropolitana),
capoluogo della Sicilia (nonché dell'omonima provincia regionale).
Storia
Palermo fu fondata dai Fenici con il nome di Ziz (fiore). Presto entrò in contatto con navigatori e mercanti greci, da qui il nome Panormus, latinizzazione del greco "tutto porto". Ciò a sottolineare la peculiarità geografica di una penisola circondata dalle foci di due fiumi (Papireto e Kemonia), e quindi facilmente difendibile.
Rimase una città fenicia fino alla Prima guerra punica (264-241 a.C.), nella quale la Sicilia venne conquistata dai Romani. Il periodo romano è stato di tranquillità e la città faceva parte della provincia di Siracusa. Con la divisione dell'Impero la Sicilia, e con essa Palermo, furono attribuiti all'Impero Romano d'Oriente.
Nel IX secolo Musulmani dal Nord Africa invasero la Sicilia, conquistando Palermo nel 831 e l'intera isola nel 965. E furono proprio i governatori musulmani a spostare la capitale della Sicilia a Palermo, città nella quale è rimasta da allora. Nel periodo musulmano Palermo è stata una città importante nei commerci e nella cultura e si dice avesse più di 300 moschee; era conosciuta in tutto il mondo arabo. Fu un periodo di prosperità e tolleranza: i Cristiani e gli Ebrei non erano perseguitati.
Ebrei
Fu il periodo di massimo splendore, che continuò con i Normanni (soprattutto con Ruggero II) e con gli Svevi (Federico II, 1194-1250), i quali seppero raccogliere e utilizzare l'eredità culturale araba, greca e romana.
Alla morte di Federico II fa seguito un lungo periodo di instabilità culminata con la rivolta antifrancese del Vespro (1282). Palermo si separa da Napoli e offre la corona di Sicilia a Federico III d'Aragona.
La Sicilia entra così nell'orbita spagnola che durerà fino al 1713 quando - in seguito alla pace di Utrecht di quello stesso anno - passerà ai Savoia, poi di nuovo alla Spagna (1718 - 20), quindi all'Austria (1720 - 34) ed infine - con lo spagnolo Carlo III sotto i Borboni, come Stato autonomo nel Regno di Napoli.
Palermo fu capitale del movimento risorgimentale: il 27 maggio 1860 le truppe garibaldine entrarono in città.
Tra Ottocento e Novecento - grazie ad un gruppo di imprenditori illuminati (Florio, Ingham, Withaker) - Palermo vive una stagione di grande crescita economica e culturale (guadagnandosi l'appellativo di "Floriopoli").
Successivamente, lo scoppio della Grande guerra prima e il fascismo dopo relegheranno la città ad un ruolo marginale nello scenario italiano.
Ripresasi dalle distruzioni del secondo conflitto mondiale, Palermo è oggi - anche in virtù del ruolo di capitale della Regione autonoma della Sicilia - una città a forte prevalenza di attività terziaria e caratterizzata da una vivace vita culturale.
Oggi il capoluogo siciliano deve la sua rivitalizzazione economica - oltre alle citate attività del settore terziario - ad una buona ripresa del flusso turistico, favorito dal clima particolarmente mite di cui la città gode e dal ricco patrimonio artistico presente sul territorio.
Ciò malgrado, la criminalità organizzata continua ad avere un forte impatto sulla città, che continua ad essere afflitta da seri problemi economici e sociali.
Monumenti
flusso turistico
Palermo conta numerosi monumenti risalenti al periodo normanno: il Palazzo dei Normanni che è diventato oggi la sede del Parlamento Siciliano, la vicina Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, la Cattedrale situata lungo Corso Vittorio Emanuele che ha subito numerosi rimaneggiamenti nel corso dei secoli, la Chiesa della Martorana situata Piazza Bellini, la Chiesa di S. Giovanni dei Lebbrosi e il Ponte dell'Ammiraglio.
Costruita tra il 1130 e il 1170, la Chiesa della Magione, conosciuta anche come Chiesa della SS. Trinità, presenta una pianta a forma basilicale a tre navate sorrette da colonne, mentre internamente la costruzione si presenta molto squadrata e movimentata da una serie di archi ogivali tipici dell'architettura normanna, che girano tutt’intorno la chiesa.
Anche di questo periodo è la Chiesa dello Spirito Santo (oggi all'interno del cimitero di Sant’Orsola), dove motivi ornamentali in stile normanno s’inseriscono in una sobria architettura articolata da archetti ogivali e portali d'ingresso.
Sant’Orsola
Situata vicino alla chiesa dell'Ammiraglio, è quella di San Cataldo, una costruzione normanna del 1160, dalla caratteristica facciata tripartita sormontata da grosse cupole realizzate su tamburo, che meglio conserva il suo aspetto originario. All'interno è notevolmente interessante il pavimento musivo.
Risalgono anche al periodo normanno diversi palazzi: La Zisa, La Cuba, il Castello di Maredolce.
Sull'altro lato della piazza del Duomo è il Palazzo Arcivescovile dove si trova il Museo Diocesano, che raccoglie opere d'arte di notevole interesse, provenienti dalle chiese soppresse o distrutte durante l'ultima guerra.
All'incrocio tra Corso Vittorio Emanuele e via Maqueda, si trovano I Quattro Canti. Poco lontano su piazza Pretoria si può ammirare la Fontana Pretoria, da poco restaurata.Fontana Pretoria
Il Palazzo Sclafani, che sorge in prossimità del Palazzo Reale e quindi in una posizione privilegiata, fu costruito nel 1330 dal feudatario Matteo Sclafani, conte di Adornò, in competizione con il contemporaneo Palazzo Chiaramonte fatto innalzare dal cognato.
All'inizio del Novecento, la città comincia ad estendersi fuori le muri, verso nord soprattutto lungo una nuova strade, chiamata la Via della Libertà. In questo quartiere vengono costruite numerose ville nello stile Liberty, da parte di Ernesto Basile e dei suoi allievi.
Porta Nuova
Il cielo plumbeo è quello di una città del nord Europa con le strade scure e lucide bagnate dalla pioggia; le foglie accartocciate, melanconicamente adagiate sul selciato, subiscono silenziose il passaggio della gente imbacuccata e infreddolita che corre velocemente verso casa per trovare riparo ai rigori del gelido clima invernale. È questa l’inverosimile descrizione della Porta Nuova di Palermo dipinta da Michele Catti nel 1908 e conservata alla Civica Galleria d’arte moderna; ma, nella solare realtà siciliana, il profilo della Porta Nuova splende della luce mediterranea che si riflette sulle piastrelle maiolicate ricche di luce e di colore.
La Porta Nuova, originariamente voluta nel 1583 dal viceré Marcantonio Colonna per ricordare la vittoria di Carlo V sulle armate turche, subì la totale distruzione nel 1667, quando esplose un deposito di polvere da sparo. Nel 1669 l’architetto Gaspare Guercio la ricostruì integralmente e pensò di porre a coronamento dell’edificio una copertura piramidale rivestita da piastrelle policrome maiolicate con l’immagine di un’aquila ad ali spiegate.
Il prospetto rivolto verso la città ricalca gli schemi classici degli antichi archi di trionfo, mentre quello esterno presenta un’architettura originale e bizzarra dominata dalla presenza spettacolare di quattro telamoni, raffiguranti i Mori sconfitti da Carlo V.
Il Palazzo dei Normanni
Il Palazzo dei Normanni è la sede del Parlamento Siciliano. G. Di Stefano lo ritiene una costruzione sorta su una fortezza araba, ristruttura e ampliata da Ruggero II che fa costruire la Cappella Palatina e aggiungere dei corpi turriformi la cui altezza venne ridotta nel XVI s. Identifica le parti normanne con la Torre Pisana (con la stanza del Tesoro) e con la Torre della Gioaria (con la sala degli Armigeri al piano inferiore, e con la sala di re Ruggero e la restrostante sala dei Venti al piano superiore).
Ruggero II
Al secondo piano del palazzo si trovano la Sala d'Ercole, dove si riunisce il Parlamento siciliano, e la Sala di re Ruggero II, ricca di preziosi mosaici con motivi ornamentali, raffiguranti animali ed intrecci floreali.
Chiesa del SS. Salvatore
La splendida chiesa del SS. Salvatore originariamente sorse come luogo di culto del monastero delle suore basiliane voluto da Roberto il Guiscardo nel 1072. L’istituzione religiosa fu successivamente protetta e beneficata dai re Ruggero e Martino, ma la celebrità di questo luogo deriva da una leggenda che voleva la regina Costanza d’Altavilla, futura madre di Federico II, badessa del convento. Una tenace tradizione legava a questo monastero anche Santa Rosalia, amata patrona di Palermo.
L’aspetto attuale della costruzione, però, si discosta notevolmente da quello normanno, poiché le forme, già rimaneggiate nel Cinquecento, diventarono pienamente barocche con l’affidamento dell’incarico all’architetto Paolo Amato (1682-1704), il quale adottò il modello di una pianta centrale poligonale con cupola ellittica.
Ma ciò che colpisce maggiormente l’immaginazione è il fastoso interno, interamente decorato da marmi policromi ed affreschi. A proposito di questi ultimi le fonti attribuiscono quelli del cupolino che chiude il cappellone maggiore a Filippo Tancredi (1705) e quelli che decorano il vestibolo d’ingresso e la volta (1765) al grande artista palermitano Vito D’Anna. Il Di Giovanni (in Le opere d’arte nelle chiese di Palermo, Ms. del XIX secolo) scrive che la chiesa del SS. Salvatore “è di figura ellittica, coperta da una grandissima cupola la di cui pittura che rappresenta il Paradiso è opera magnifica del palermitano Cav. Vito D’Anna fatta nel 1765 ultimo anno di sua vita”.
La chiesa del Gesù
I Gesuiti che giunsero a Palermo nel 1549, iniziarono nel Tardo Cinquecento la costruzione della chiesa annessa alla casa madre (Casa Professa), una delle più spettacolari chiese della Sicilia.
La grande costruzione venne ideata dall’architetto gesuita Giovanni Tristano e, in un primo momento, si presentava ad unica navata con ampio transetto e ampie cappelle laterali. Alla fine del Cinquecento, per adeguarla alle esigenze di grandiosità tipiche dell’architettura gesuita, vennero abbattuti i muri divisori delle cappelle, ottenendo così tre navate. La consacrazione della grande chiesa avvenne nel 1636. Durante il secondo conflitto mondiale una bomba s’abbatté proprio sulla cupola della chiesa che, nel suo crollò, trascinò con sé tutte le zone ad essa vicine e naturalmente andò perduta gran parte delle pitture del presbiterio e del transetto. Quando si volle restaurare l’edificio si procedette alla riesecuzione degli affreschi perduti con aggiunte arbitrarie e gusto poco felice.
L’addobbo interno – “le cui pareti sono coperte da marmi, da tarsie, da statue e da arabeschi senza fine, che debbono aver costata immensa copia di danaro agli ambiziosi Lojolei (da Ignazio di Lojola) i quali ogn’altro tempio vollero mai sempre offuscare nella città colle loro magnifiche chiese” (C. Castone, Viaggio della Sicilia, 1793) – costituisce un importante esempio di fusione tra architettura, pittura e decorazione plastica. Particolarmente vivace è la decorazione a mischio, cioè a tarsie marmoree pregiate, composte a motivi floreali o figurati. Nel romanzo Il Gattopardo viene ricordata una visita a Casa Professa di don Pirrone, il prete di casa Lampedusa, durante una passeggiata palermitana in carrozza del Principe.
Riguardo alla decorazione a marmo mischio dell’abside di Casa Professa, “rappresenta indubbiamente l’apporto più significativo e originale della cultura artistica siciliana alla civiltà del barocco europeo; integrazione dinamica tra architettura, scultura e pittura, secondo la prassi e l’estetica secentesche, animazione ipertrofica di colori e immagini (“in guisa che senza pennello sembra opera di pennello” scrive il Mongitore). Addobbo teatrale articolato attraverso ricchi e complessi sistemi concettuali, la decorazione a mischio e a tramischio (con parti a rilievo) è anche il genere dove con maggiore chiarezza si coglie il carattere distintivo del barocco siciliano: una collaborazione tra architettie scultori, marmorari e pittori che spesso stabilisce confini assai labili tra le diverse categorie d’artigiani, e che anzi su questa ininterrotta continuità di mestieri fonda la dimensione trionfante del grande cantiere della Palermo barocca, dalla seconda metà del Seicento ai primi decenni del Settecento.
Un’attività così intensa e prolungata esigeva la specializzazione d’intere botteghe spesso a conduzione familiare, e un’organizzazione del lavoro dove il programma concettuale fosse affidato, con una distinzione menzionata nei documenti, a marmorari, a scultori e architetti. Ma aldilà dell’animazione brulicante e della ripetizione a moduli verticali derivata dalle grottesche rinascimentali e manieriste, la decorazione a mischio trovava, proprio nella composizione simbolica e dottrinale, la propria unità e il controllo di una vasta iconografia che recepiva ed elaborava un repertorio a cui l’ordine dei Gesuiti aveva dato, lungo tutto il Seicento, un contributo fondamentale recuperando il valore didascalico di molte figure ed episodi dell’arte medievale ed elaborando i modelli proposti da Ripa nella sua Iconologia.
La chiesa dei Gesuiti di Casa Professa rappresenta in questo senso l’esempio più complesso e grandioso, il più unitario nella volontà di sottoporre l’intera decorazione a mischio, gli scultori e gli architetti che negli stessi anni prestavano la loro opera ad altre chiese e cappelle, sono chiamati ad approntare il ripetitivo ma variegato repertorio d’immagini ed ornamenti all’esaltazione dottrinale e a ribadire la potenza dell’ordine”.
I Quattro Canti
La fastosa macchina architettonica dei Quattro Canti, definita nel passato con i nomi di Ottangolo o di Teatro del sole perché sempre esposta ai raggi del solari, costituisce il cuore della città di Palermo. I Quattro Canti sono una piazza ottagonale centralissima, incrocio fra i due principali assi viari di Palermo: la Via Maqueda, a metà della sua lunghezza, e il Corso Vittorio Emanuele, anch’esso a metà del suo tragitto. Come piazza si chiama Piazza Vigliena, intitolata al viceré il cui nome completo era marchese don Juan Fernandez Pacheco de Vigliena y Ascalon.
Assunto nel 1606 il governo della città e dell’isola, egli affidò due anni dopo all’architetto Giulio Lasso, romano, la sistemazione urbanistica di quel crocevia alla quale si lavorò per molti anni. Nel 1609 doveva già essere terminata la parte strutturale dei due cantoni poi detti di Santa Ninfa e di Sant’Agata, che portano gli stemmi del viceré Vigliena. Nel 1612 era completo il cantone di Santa Cristina, aderente a San Giuseppe, promosso dal viceré Ossuna. Nel 1615 Giulio Lasso è già morto e dal 1617 è direttore dei lavori Mariano Smiriglio, ingegnere del Senato e già sorvegliante del cantiere durante la direzione del Lasso.
Con Mariano Smiriglio si assiste ad un cambiamento del programma decorativo iniziale: nell’ordine superiore, che in origine avrebbe dovuto ospitare le statue dei sovrani, vengono sistemate le statue delle quattro sante vergini palermitane: Santa Cristina, Santa Ninfa, Sant’Oliva e Sant’Agata. Dei quattro simulacri regali, previsti originariamente in bronzo, da Scipione Li Volsi vengono eseguiti soltanto quelli di Carlo V, poi collocata in piazza dei Bologna e quella di Filippo IV, poi distrutta. Le attuali statue in marmo presenti ai Quattro Canti furono scolpiti fra il 1661 ed il 1663 da Carlo Aprile.
Il 2 agosto 1630 vengono appaltati i lavori per la fabbrica delle quattro fontane con le statue delle Quattro Stagioni, anch’esse previste in bronzo e poi realizzate in marmo: la Primavera e l’Estate furono realizzate da Gregorio Tedeschi; l’Autunno e l’Inverno da Nunzio La Mattina. Le attuali conche inferiori delle quattro fontane sono ottocentesche e furono realizzate per poter nascondere quelle originarie col piano di calpestio della piazza che era stato ribassato.
Dalla strada del Cassaro, dall’arabo El Kassar, deriva il termine siciliano "cassariata” e cioè passeggiata dei pedoni riposante, chiacchierina e esibizionista che, per assimilazione, è passata alle passeggiate catanesi, in Via Etnea e messinesi lungo il Viale San Martino.
Il Palazzo Pretorio
Il Palazzo del Pretore sorse nell’attuale sede fin dal Trecento, ma fu per iniziativa del pretore Pietro Speciale che, alla fine del Quattrocento, venne interamente ricostruito. Le trasformazioni e i rifacimenti che si susseguirono nel corso del Cinquecento e del Seicento avevano trasformato l’edificio in un’enciclopedia degli stili architettonici. Ecco perché, nel 1875, l’architetto Giuseppe Damiani Almeyda lo reinterpretò in stile neoclassico, rivestendolo all’esterno con un finto bugnato color ocra.
L’attuale aspetto dell’edificio, che è oggi sede del Comune, è quello di una costruzione rettangolare con cortile centrale. Sul portale è l’aquila simboleggiante la città di Palermo, ma non manca la presenza dell’altro nume tutelare della città, Santa Rosalia.
Ai grandi saloni del piano nobile s’accede tramite un maestoso scalone; al secondo piano si trovano gli uffici del Comune.
Frazioni
Mondello è una nota località balneare, originariamente villaggio di pescatori, sviluppatosi intorno ad una antica tonnara. In seguito alla bonifica del territorio circostante, tra il 1892 e il 1910, viene costruita una città giardino con numerose ville in stile liberty e il Kursaal a mare.
Da Mondello si accede all'Area marina protetta "Capo Gallo - Isola delle Femmine".
Sport
- Il 30 maggio 1993 l'8^ tappa del Giro d'Italia 1993 si è conclusa a Palermo con la vittoria di Adriano Baffi.
- La città di Palermo è sede della squadra di calcio della U.S. Città di Palermo, nota come Palermo, con i caratteristici colori sociali rosa e nero; attualmente milita nella massima serie del campionato italiano e per la prima volta nella propria storia partecipa alla fase finale della Coppa Uefa.
Libri e films ambientati a Palermo
Libri
- Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1957)
- Dimenticare Palermo di Edmonde Charles-Roux
- La diceria dell'untore di Gesualdo Bufalino
- I beati paoli di Luigi Natoli
- Lo Spasimo di Palermo di Gesualdo Bufalino
Films
- Il Gattopardo di Luchino Visconti (1963)
- Mery per sempre di Marco Risi (1988)
- Ragazzi fuori di Marco Risi (1990)
- Dimenticare Palermo di Francesco Rosi (1990)
- Tano da morire di Roberta Torre (1997)
- Alla luce del sole di Roberto Faenza (2005)
- Miracolo a Palermo di Beppe Cino (2005)
Voci correlate
- Monte Pellegrino
- Monreale
Amministrazione comunale
- [http://palermo.linux.it/ PaLUG - Palermo Linux User Group]
Categoria:Comuni della provincia di Palermo
Categoria:Comuni della Sicilia
Categoria:Comuni italiani
ja:パレルモ
Lingua siciliana
Il Siciliano (Sicilianu) è la Lingua romanza parlata in Sicilia e nell'estremità meridionale dell'Italia (nel Salento e nella parte centro-meridionale della Calabria).
Il Siciliano è correntemente parlato da circa 5 milioni di persone in Sicilia, altrettanti tra Puglia (nel Salento) e Calabria (dove è madrelingua di buona parte della popolazione, tant'è che a volte viene indicata anche come lingua calabro-sicula) ed il resto d'Italia, più da un numero imprecisato ma piuttosto elevato di persone emigrate o discendenti da emigrati dalle aree geografiche dove il Siciliano è la madrelingua. Si trovano anche persone che parlano il Siciliano nei paesi che hanno attratto tantissimi immigranti siciliani durante il corso del secolo passato, in particolare, l’USA, il Canada, l’Australia e l’Argentina.
Stato attuale della lingua
Pur essendoci milioni di persone che lo parlano, buona parte dei quali madrelingua, e pur essendo stata elencata dall'UNESCO tra le lingue Europee non a rischio di estinzione, né immediato né futuribile, il Siciliano non viene insegnato nelle scuole, non viene utilizzato come lingua ufficiale nemmeno in Sicilia e non viene praticamente utilizzato nella vita pubblica, dove viene soppiantato dall'uso del cosiddetto Italiano Regionale di Sicilia, che è una sorta di una variante dialettale dell'Italiano che ha però mutuato buona parte della sua grammatica e certa parte della sua semantica dal Siciliano.
L'uso del Siciliano è comunque molto diffuso sia come lingua familiare che come lingua conviviale tra persone in stretta relazione, e presenta una produzione letteraria piuttosto viva, soprattutto nel campo della poesia.
Collegamenti Esterni
- [http://www.linguasiciliana.org/ www.linguasiciliana.org]
- [http://www.ethnologue.com/show_language.asp?code=scn Ethnologue report on Sicilian]
- [http://www.geocities.com/vocabolariosicilianoitaliano/ Dizionario Siciliano - Italiano]
- [http://www.websters-online-dictionary.org/definition/Sicilian-english/ Sicilian - English Dictionary]
- [http://arbasicula.org/ Arba Sicula]
Siciliano
Categoria:Regione Sicilia
Sicilia
La Sicilia è una regione dell'Italia meridionale di 5,1 milioni di abitanti, con capoluogo Palermo. È completamente circondata dal Mar Mediterraneo e con i suoi 25.710 km2 di superficie è la regione più estesa d'Italia.
La lingua ufficiale parlata in Sicilia è l'italiano anche se parte della popolazione locale parla anche la lingua siciliana, u Sicilianu (il Siciliano), parlato anche in Calabria e nel Salento (Puglia).
Questa regione - ritenuta unanimemente una delle più complesse ed affascinanti dell'intera Italia - è conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo ed è visitata annualmente da milioni di visitatori provenienti da ogni parte del mondo.
I suoi colori, i suoi sapori, gli aromi delle sue valli e i profumi che si irradiano dalle coste ventose hanno contribuito a perpetuare nei secoli il fascino di una terra talvolta dura ma ugualmente florida e ricca di possibilità. Per questa terra - per l'asprezza che contraddistingue chi vi vive e vi opera - è stato coniato un apposito termine, tramandato da uomini d'arte e di cultura: sicilianità.
Storia
La Sicilia, a causa della sua posizione geografica, ha svolto sempre un ruolo di una certa importanza negli eventi storici che hanno avuto come protagonisti i popoli del Mediterraneo.
L'avvicendarsi di molteplici civiltà ha arricchito la Sicilia di insediamenti urbani, di monumenti e di vestigia del passato che fanno della regione uno dei luoghi privilegiati dove la storia può essere rivissuta attraverso le immagini dei segni che il tempo non ha scalfito e ha tramandato sino ai nostri giorni
- Preistoria
- Periodo greco
- Periodo romano
- Periodo arabo
- Periodo normanno-svevo
- Periodo aragonese
Geografia
La Sicilia è la principale "isola" dell'intero Mar Mediterraneo, ma geologicamente appartiene alla stessa placca tettonica della penisola italiana, ed orograficamente è una regione appenninica come molte altre regioni italiane. Comprende - oltre all'omonima regione - anche diverse isole minori, quali il gruppo delle Eolie o Lipari, quelo delle Egadi, delle Pelagie nonché le isole di Pantelleria, Lampedusa e Ustica.
L'arcipelago in cui si trova anche l'isola di Malta è solo geograficamente parte integrante della Sicilia. Malta, peraltro, è stata unita alla Sicilia (anche politicamente) fino al 1798 quando fu occupata (per circa due anni) da Napoleone Bonaparte.
La Sicilia è separata dal continente e dall'Italia peninsulare mediante lo Stretto di Messina di soli 3 km ca., su cui si affaccia, col suo magnifico porto naturale a forma di falce la città di Messina. Il comune (e la provincia) di Messina è a suo modo associata alla provincia ed al comune di Reggio Calabria, nella regione successiva, ovvero l'unica regione con la quale confina, la Calabria, formando a loro modo un'area metropolitana integrata dello Stretto.
La regione stessa nonché le isole circostanti sono interessate da intensa attività vulcanica.
I vulcani più noti sono: Etna, Stromboli e Vulcano.
Di forma triangolare, la Sicilia ebbe nell'antichità il nome di Trinacria. Le coste settentrionali, alte e rocciose, si aprono sul Mar Tirreno con frequenti ed ampie insenature, come i golfi di Castellammare del Golfo, di Palermo, di Termini Imerese, di Milazzo e molti altri minori che ospitano ampie spiaggie coperte di finissima sabbia.
Milazzo
Ad est la costa ionica è più frastagliata verso sud, mentre il litorale meridionale - di fronte all'Africa - è sabbioso ma generalmente uniforme. Il rilievo è vario e, mentre nella Sicilia orientale si può riconoscere nei Monti Peloritani, Nebrodi e Madonie l'ideale continuazione dell'Appennino calabro, la Sicilia centrale e occidentale ospitano massicci isolati. Al centro infatti vi sono i Monti Erei su cui si trova, a 948 metri di altezza, la città di Enna.
Ad ovest sorgono altri monti dall'altezza variabile, come i Sicani, la cui cima più alta è il Monte Cammarata di 1580 metri, e i monti che circondano la Conca d'Oro, la pianura dove, affacciata sul mare, si stende Palermo, città capoluogo di questa regione.
Ad est si erge, visibile dallo Stretto di Messina, la cima dell'Aspromonte, la cima innevata del vulcano Etna, alto 3.263 metri. Con le sue frequenti eruzioni, l'Etna ha ricoperto il territorio circostante della sua lava nera che ha colmato una pianura estesa sino al mare, la piana di Catania, una delle provincie della regione, che sorge lungo il litorale.
I fiumi siciliani sono tutti di portata ed estensione limitate (a volte detti "fiumare". Sboccano nel Mar Ionio il Simeto e l'Alcantara, lungo la costa meridionale l'Imera, il Platani e il Belice.
Clima
Il clima della Sicilia è mite, ma negli ultimi decenni le estati sono divenute sempre più calde e anche nelle altre stagioni dell'anno ha fatto sentire maggiormente il proprio influsso il vento di Scirocco proveniente dall'Africa che ha creato anche improvvise variazioni di temperatura.
La piovosità è scarsa e la scarsità di tale fenomeno atmosferico si ripercuote sull'approvvigionamento idrico.
Tuttavia ciò non impedisce all'agricoltura di essere la prima risorsa economica della regione. Notevole è la produzione dei cereali - tra cui il frumento - che già rendeva la Sicilia importante per i Romani, abbondante quella delle olive, che assicura un'ottima produzione di olio.
Pesca, produzione agricola e alimentare
Ben nota è la coltura degli agrumi: aranci, limoni e mandarini, insieme a mandaranci, bergamotti e cedri. Non mancano neppure gli ortaggi, i legumi,i fichidindia e le carrube. Mandorle, nocciole e pistacchi sono infine alla base di molti prodotti dolciari caratteristici di questa terra.
La coltivazione della vite consente la produzione di ottimi vini che vengono sempre maggiormente apprezzati anche all'estero. Tra i più noti vi sono il Marsala, della provincia di Trapani, il Moscato di Pantelleria, la Malvasia di Lipari.
Ovini, caprini ed equini sono allevati in buona quantità, mentre i bovini sono presenti in numero limitato. Per contro, la pesca costituisce una risorsa preziosa per la Sicilia. Si pescano, oltre al pesce spada, il tonno, le sardine e gli sgombri, ovvero il pesce azzurro tipico del Mar Mediterraneo, che consente di fornire all'industria conserviera la materia prima necessaria alla produzione del pesce in scatola e del pesce affumicato.
A Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, si pratica l'allevamento di pesci come spigole, occhiate, gamberoni; a Ganzirri, in provincia di Messina, quello di ostriche e mitili.
Inoltre a Trapani ben note sono le saline da cui sin dall'antichità si preleva finissimo sale marino.
Energia, turismo e altre attività
Un elettrodotto che supera lo Stretto di Messina esporta dalla Sicilia una parte dell'energia elettrica che in essa è prodotta, ma soprattutto consente alla regione di ricevere oltre la metà dell'energia proveniente dal nord Europa, richiesta dai 5 milioni di abitanti siciliani. L'energia principale, più una parte di quella ausiliaria prodotta dalle centrali energetiche della regione viene utilizzata nelle città e per le FS (le linee ferroviarie elettrificate da 3 KV).
Dal sottosuolo si estrae il petrolio che proviene dai pozzi di Ragusa e di Gela e che fornisce il 90% della produzione italiana.
Le miniere di zolfo delle province di Enna, Caltanissetta e Agrigento - da cui un tempo veniva estratto il minerale - sono state chiuse perché il processo estrattivo è risultato troppo costoso e perciò scarsamente remunerativo.
Il traffico marittimo ha i suoi maggiori punti di riferimento nei porti di Messina,Palermo, Catania, Siracusa e Trapani; quello aereo negli aeroporti di Palermo e Catania. Da poco è stato riattivato anche l'aeroporto di Trapani.
L'industria del turismo è un'attività in crescita, favorita dalla presenza sul territorio di numerosi siti archeologici e di bellezze naturali che, come nel caso di Taormina, suscitano l'interesse dei visitatori.
Il cotone prodotto in Sicilia costituisce il 78% della produzione nazionale.
Trasporti
Veicoli
La Sicilia dispone di una buona rete autostradale, da metterla in esigenza al sistema trasportistico nazionale. Le autostrade sono:
- A18 Messina - Catania, che collega due città della Sicilia orientale, a pedaggio;
- A19 Palermo - Catania, che collega le due metropoli principali, non a pagamento;
- A20 Messina - Palermo, completata nel luglio 2005, importante asse autostradale a pedaggio;
- A29 Palermo - Trapani/Mazara Del Vallo, senza caselli, che collega il capoluogo con la parte occidentale della regione.
Gran parte di queste autostrade sono sopraelevate, per via della presenza dei massicci, tipici di questa regione montuosa.
Messina è il principale snodo autostradale della regione e del sud Italia, collegando la A3 Salerno - Reggio Calabria con le autostrade A18 ed A20. Gli autoveicoli sono accompagnati da una sponda all'altra dello stretto di Messina per mezzo di ferryboats, traghetti di limitata autonomia adibiti al trasporto di cabotaggio, ossia da/verso le due sponde. Questi traghetti sono in servizio anche nei laghi navigabili del paese.
Ufficialmente, la società per azioni Stretto di Messina sta provvedendo a selezionare i responsabili per la costruzione di un viadotto sullo stretto, un ponte sospeso a campata unica, entro la fine del 2005. La costruzione di questo lungo ponte, che sarà quello con la campata centrale più grande al mondo, è prevista per l'inizio del 2006. Quando sarà costruito, segnerà la storia delle vie di comunicazione, come prima volta per la Sicilia, connessa fisicamente al resto d'Italia, e d'Europa.
Treni
La Sicilia è connessa al resto della penisola dal gruppo nazionale FS (Ferrovie dello Stato) e da Trenitalia.
Aerei
La Sicilia è servita da due aeroporti internazionali (sopratutto Europei) da e verso gli aeroporti di Catania Fontanarossa e Palermo.
Esiste anche un'altro aeroporto nazionale a Trapani.
Amministrazioni
- Comuni della provincia di Agrigento (43)
- Comuni della provincia di Caltanissetta (22)
- Comuni della provincia di Catania (58)
- Comuni della provincia di Enna (20)
- Comuni della provincia di Messina (108)
- Comuni della provincia di Palermo (82)
- Comuni della provincia di Ragusa (12)
- Comuni della provincia di Siracusa (21)
- Comuni della provincia di Trapani (24)
Voci correlate
- Elenco dei Presidenti della Sicilia
- Isole italiane
- Mar Mediterraneo, Mar Tirreno, Mar Ionio, Canale di Sicilia, Stretto di Messina
- Triscele
- L'incastellamento in Sicilia nell'alto-medioevo
- Regno di Sicilia
- Regno delle Due Sicilie
- Sulla sicilitudine
Collegamenti esterni
- [http://www.sputnix.it/accessibilita Accessibilita dei siti della PA Siciliana]
- [http://www.siciliano.it Motore di ricerca esclusivo per la Sicilia]
- [http://sicilia.indettaglio.it La Sicilia in dettaglio]
Categoria:Regione Sicilia
Categoria:Isole dell'Italia
ja:シチリア島
ko:시칠리아
zh-min-nan:Sicilia
Provincia di Palermo
La Provincia di Palermo è una provincia della Sicilia. Affacciata a nord sul Mar Tirreno, confina:
- ad ovest con la Provincia di Trapani,
- a sud con le province di Agrigento e Caltanissetta,
- ad est con le province di Messina ed Enna.
Dati
La provincia conta 82 comuni, 1.235.923 abitanti (il 24,9% della popolazione siciliana) e si estende per 4.992 kmq (il 19,4% del territorio siciliano).
Territorio
Fanno parte del territorio provinciale l'Isola di Ustica (comune di Ustica), il Lago Frattina, il Lago Poma, il Lago di Piana degli Albanesi, il Lago di Scanzano, il Serbatoio Fanaco.
È attraversata dalle Autostrade A19, A20 e A29.
Storia
Economia
Cultura
Turismo
Collegamenti esterni
- [http://www.regione.sicilia.it/turismo/web_turismo/sicilia/it/localita/provincia_pa.htm Provincia di Palermo (informazioni turistiche dal sito ufficiale della regione Sicilia)]
Categoria:Provincia di Palermo
ja:パレルモ県
Lingua greca
Questo articolo tratta sia del greco antico che del greco moderno.
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Per lingua greca (Ελληνικά) si intende la lingua (o le lingue) parlata dalle popolazioni greche, sia nella Grecia propria sia nei vari territori in cui i Greci si insediarono nel corso dei secoli, in un arco di tempo che va almeno dalla metà del II millennio AC al giorno d'oggi.
Lingua con 3500 anni di storia, il greco ha conosciuto profonde trasformazioni nel corso dei secoli ed è possibile individuare nel corso della sua ininterrotta evoluzione almeno tre grosse fasi linguistiche: greco antico (dal XIV secolo AC sino al V secolo DC, greco medioevale o bizantino (dal VI secolo al XV secolo e il greco moderno o neogreco (dal XVI secolo fino ad oggi); ognuna di queste fasi, a sua volta, ha conosciuto tanto un'evoluzione storica che una diversificazione geografica, con l'esistenza di una serie di dialetti distinti.
Storia
È possibile suddividere la storia del greco in una serie di fasi:
Con tale nome si indica la fase più remota della lingua greca, conosciuta solo tramite ricostruzione interna, da cui derivano tutti i dialetti greci di età storica, ma già distinto dall'antenato comune protoindoeuropeo. Si ritiene che fosse parlato all'inizio del II millennio AC nella penisola balcanica, ma gli esatti tempi di insediamento dei Greci nella penisola ellenica rimangono discussi.
È il greco conosciuto tramite le tavolette in lineare B, e risale ad un'epoca compresa tra il XIV secolo AC e il XII secolo AC. Tale lingua presenta caratteri propri che rendono impossibile considerarla la comune antenata di tutti i dialetti del I millenio AC, anche se il suo status (dialetto greco effettivamente parlato oppure linguaggio stilizzato della scrittura) e la sua collocazione nella classificazione dei dialetti greci è discussa. In genere, la si ritiene affine all'arcadico-cipriota.
Greco arcaico e classico
La caratteristica di questa fase della storia e della lingua greca è un'estrema frammentazione, con un gran numero di varietà locali. I linguisti raggruppano di solito questi dialetti in cinque grossi gruppi: dialetti nord-occidentali, dorico, eolico, arcadico-cipriota, e ionico, di cui l'attico costituisce una varietà dai tratti peculiari. È da notare che accanto ai dialetti parlati, estremamente diversificati, esistono una serie di "dialetti letterari", forme codificate, di uso panellenico, e legate a specifici generi letterari e non alla lingua parlata dall'autore: così esiste una "lingua omerica" (a base ionica ma con elementi eolici), per la poesia epica, una lingua della lirica corale, basata sul dorico e così via.
greco ellenistico o koiné diálektos ("lingua comune")
Le conquiste di Alessandro Magno e la diffusione della cultura greca in una vastissima area favoriscono lo sviluppo di un linguaggio comune, che superi le divisioni dialettali del greco arcaico e classico. Questa lingua comune, o koiné, si basa sull'attico, depurato dai suoi tratti più caratteristici e con interferenze da parte di altri dialetti (soprattutto lo ionico). Questa lingua rimase in uso per tutta l'età ellenistica e romana, costituendo la lingua franca di tutta la parte orientale dell'Impero Romano.
Greco medioevale o greco bizantino
Il greco bizantino costituisce la naturale evoluzione della koiné sotto l'impero bizantino, generalizzando i mutamenti fonetici e la semplificazione grammaticale iniziata nel periodo precedente. Caratteristico di quest'epoca è anche il divario tra la lingua parlata e la lingua letteraria, rimasta legata ai modelli classici e fortemente arcaizzante.
La dominazione turca riduce drasticamente la produzione scritta in greco, mentre la lingua parlata è pesantemente influenzata dal turco e dalle altre lingue vicine (numerosi anche i prestiti dall'italiano).
Un nuovo impulso alla lingua greca è dato solo nel XIX secolo dall'indipendenza, anche se il nuovo Stato crea una barriera tra la lingua parlata (o dhimotikì), con i suoi dialetti, e la lingua ufficiale, la katharevousa (o Katharévussa) , una forma artificiale, "purificata" di greco. La prima era la lingua usata dal popolo, la seconda era invece ricca di parole prese in prestito da altre lingue, ed era una lingua molto simile al greco antico ed era la lingua ufficiale dello stato.
Per tale motivo era fatto comune che un oggetto avesse due nomi, uno ufficiale e uno usato comunemente dalla gente.
Tale situazione si mantenne sino al 1976, anno in cui, grazie ad una riforma linguistica, la dhimotikí diviene lingua ufficiale.
Nel 1982 venne semplificata l'accentazione. Attualmente nel greco post-moderno le parole polisillabiche vengono tutte accentate con l'accento acuto, mentre i monosillabi non vengono accentati (sistema unitonico di accentazione).
Classificazione
Il greco costituisce un ramo autonomo della famiglia indoeuropea, ma la sua esatta posizione nell'albero genealogico rimane oggetto di discussione. Essa infatti appartiene alle lingue centum, ma presenta numerose caratteristiche proprie di una lingua satem. Accanto ad accostamenti con lingue illiriche e della Tracia, troppo poco conosciute per poter trarre conclusioni certe, si è ipotizzata una particolare vicinanza tra il greco e la lingua armena.
Tra le tra le lingue indoeuropee è la seconda lingua più antica per attestazione, dopo l'ittita, e quella in assoluto documentata per il più ampio arco di tempo.
Distribuzione geografica
La distribuzione geografica della lingua ha conosciuto profonde variazioni: originariamente parlata nella Grecia propria e nelle isole greche, si espanse con le ondate successive della colonizzazione greca prima sulle coste dell'Asia Minore, e quindi per tutto il bacino del Mediterraneo e penetrando in particolar modo in Sicilia e nell'Italia Meridionale (la Magna Grecia).
Sono però le conquiste di Alessandro Magno a sancire la massima diffusione del greco, sia come lingua parlata (le città di fondazione ellenistica come Alessandria d'Egitto, o Antiochia, erano città greche), sia come lingua veicolare, diffusa sino all'India. Se nei territori più orientali dell'ex-impero di Alessandro, a seguito della nascita dell'impero partico, l'uso del greco declina piuttosto rapidamente, la sua funzione di lingua franca nel bacino del Mediterraneo Orientale resta indiscusso anche sotto la dominazione romana.
In epoca bizantina, il greco sostituisce completamente il latino come lingua ufficiale, ma le conquiste arabe del VII secolo, e il progressivo declino dell'Impero Bizantino nel corso dei secoli successivi ne riducono progressivamente l'area di influenza e la caduta di Costantinopoli nel 1453 ne costituisce il tracollo. Anche sotto la dominazione turca però il greco resiste come lingua parlata in Grecia e presso le comunità greche sparse per l'Asia Minore; un'ulteriore contrazione dell'area di influenza greca si è avuta con gli eventi successivi alla distruzione di Smirne e allo "scambio di popolazione" tra Grecia e Turchia.
Attualmente, il greco moderno è parlato da una popolazione di circa 15 milioni di persone, prevalentemente in Grecia e a Cipro, ma anche in alcune comunità dell'Albania ed è ancora molto diffuso presso le numerose comunità greche di tutto il mondo. Nella stessa Italia meridionale sono presenti alcune isole linguistiche parlanti greco (griko), nel Salento e in Calabria.
Dialetti
Il greco in tutte le sue fasi ha conosciuto ampie diversificazioni dialettali, ed essi vanno considerati in un ambito cronologico preciso. Si distinguono allora due fasi:
- greco antico: in età arcaica e classica la diversificazione dialettale era la norma e gli antichi greci stessi ne avevano piena consapevolezza. I moderni studiosi di dialettologia hanno radunato i dialetti greci antichi in cinque grossi gruppi: i dialetti nord-occidentali, il dorico, l'eolico, l'arcadico-cipriota e lo ionico, di cui l'attico costituisce una variante ampiamente autonoma.
:Una serie di tratti condivisi legano i dialetti nord occidentali e il dorico, da una parte, lo ionico e l'arcadico-cipriota dall'altro; l'eolico invece appare di classificazione più problematica, in posizione mediana tra i due gruppi. Questi dialetti declinarono rapidamente in età ellenistica, e furono soppiantati dalla koiné senza lasciare discendenti: sono per il moderno Tsaconico è accertata una ascendenza chiaramente dorica.
- greco medioevale e moderno. Sulle divisioni linguistiche dell'età bizantina siamo meno informati; in epoca moderna è però possibile distinguere una serie di dialetti:
- la dhimotikí, parlata nello stato greco, che presenta a sua volta una serie di differenziazioni locali (si distingue tra varianti settentrionali e meridionali, a loro volta con ulteriori differenziazioni)
- il greco cipriota, affine ai dialetti meridionali della dhemotikí.
- lo tsaconico: parlato in un'area ristretta della Laconia, questo dialetto è l'unico dialetto moderno a discendere direttamente da un dialetto antico, il dorico.
- il pontico e il cappadocio: originariamente parlati rispettivamente nella zona settentrionale della Turchia e nella Cappadocia, questi dialetti, pur derivando dalla koiné avevano preservato caratteristiche tipicamente ioniche. I parlanti di queste varietà furono costretti a trasferirsi nella Grecia propria con lo "scambio di popolazione" avvenuto negli anni '20 tra Grecia e Turchia.
- il grico: parlato in due isole linguistiche italiane, nel Salento e in Calabria, la posizione di questo dialetto non è chiara: essi preservano certe caratteristiche degli antichi dialetti italioti, ma la loro derivazione è discussa.
Sistemi di scrittura
La più antica (II millennio AC) forma di scrittura nota per il greco è la lineare B, derivata a sua volta dalla lineare A, usata dai minoici, che si ritiene non parlassero una lingua indoeuropea. Si tratta di un sistema di scrittura prevalentemente sillabico, corredato da una certa quantità di ideogrammi, usato esclusivamente per scopi amministrativi, strutturalmente inadatto per la scrittura di una lingua come il greco: in esso infatti non era possibile distinguere le consonanti occlusive in sorde, sonore e sorde aspirate, che venivano rese tutte con uno stesso segno, e non c'era modo di contrassegnare i gruppi consonantici o le consonanti finali. L'uso di questa forma di scrittura fu abbandonato con il crollo della civiltà micenea.
Solo alcuni secoli dopo, nell'VIII secolo AC, dopo un periodo di alcuni secoli in cui mancano testimonianze scritte, i greci svilupparono un nuovo sistema di scrittura, adattando alla propria lingua l'alfabeto fenicio con l'introduzione di simboli distinti per le vocali: nasceva così l'alfabeto greco. Di tale alfabeto esistettero in età arcaica numerose varianti, ma a partire dal V secolo AC l'alfabeto ionico si impose, divenendo in età ellenistica l'unico alfabeto del mondo greco. Questo alfabeto, seppure con piccole modifiche rispetto agli esempi più antichi, è quello tutt'ora usato per il greco moderno.
Influenza sulle altre lingue
La lingua greca classica è alla base della morfologia di molte delle parole moderne delle lingue indoeuropee, soprattutto di quelle romanze. Molte parole composte italiane del lessico scientifico – in medicina quasi tutti i nomi delle patologie (termine stesso coniato dal greco) – sono state coniate da essa. Qualche esempio: astronomia, democrazia, filosofia, antropologia, spinterogeno, metafisica, isterectomia, morfologia. Ma nella lingua italiana sono presenti anche moltissime parole non composte di origine greca, diffusesi spontaneamente e non coniate, poiché alcuni idiomi parlati localmente nella penisola italica, come i dialetti campani, derivano dalla stratificazione di altre lingue (nello specifico latino, castigliano e dialetti franchi) sul greco e a loro volta hanno influenzato il toscano, poi divenuto lingua nazionale. Le stesse parole "patologia" e "dialetto" sono di origine greca.
Greco classico e greco moderno
È tendenza diffusa tra gli studiosi considerare il greco classico e il greco moderno due lingue differenti. In Italia, uno dei pochi paesi europei in cui è diffuso lo studio delle lingue classiche nell'àmbito dell'istruzione secondaria, si tende a chiamare semplicemente "greco" il greco classico e a utilizzare l'aggettivo "moderno" per indicare la lingua oggi ufficiale della Grecia. Non a caso i vocabolari di greco classico si chiamano semplicemente "vocabolari di greco", mentre sulle copertine di quelli di greco moderno viene aggiunto l'aggettivo "moderno".
Il greco moderno adotta la pronuncia cosiddetta itacistica, che prende il nome dalla pronuncia del grafema η (che si chiama "ita" e si legge i), mentre la maggior parte dei grecisti ritiene che la pronuncia del greco classico corretta, o quantomeno più vicina a quella originale, sia quella cosiddetta etacistica, in cui appunto il grafema η si chiama "eta" e si legge e. La pronuncia etacistica è quella utilizzata per lo studio del greco classico ovunque, tranne che nella Grecia stessa, dove la lingua antica viene studiata adoperando la stessa pronuncia di quella moderna, non per una semplice questione convenzionale ma perché in Grecia si ritiene che le due lingue siano molto più simili tra loro rispetto a quanto ritengono i grecisti di fama internazionale, che sono quasi tutti italiani e tedeschi. In effetti è molto difficile risalire alla pronuncia effettivamente in uso in età classica, specie se consideriamo che la lingua greca classica non è altro che un insieme di dialetti (eolico, dorico, ionico e attico oppure eolico, dorico e ionico-attico) unificati da Alessandro Magno con la κοινή διάλεκτος (koinè diálektos, idioma comune).
Voci correlate
- Isola linguistica greca (Lingua grecanica parlata nell´Italia meridionale)
- Alfabeto greco
- Segni diacritici dell'alfabeto greco
categoria:Lingua greca
als:Griechische Sprache
ja:ギリシア語
ko:그리스어
ms:Bahasa Greek
simple:Greek language
th:ภาษากรีก
PenisolaUna penisola è una formazione geografica consistente in un'estesa sporgenza di terre da un corpo centrale, circondate per lo più da acqua e collegate alla terra ferma soltanto da un lato.
La lingua di terra che unisce la penisola al continente è detto istmo.
L'istmo può anche unire due continenti come l'America del nord ed il Sud America.
Una penisola, può anche essere un capo o un promontorio.
Elenco delle penisole:
Europa continentale
- Balcani o Penisola Balcanica (Albania, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Grecia, Macedonia, Serbia e Montenegro, Turchia europea)
- Bretagna (Francia)
- Butjadingen (Germania)
- Cotentin (Francia)
- Hel (Polonia)
- Iberica (Spagna, Portogallo)
- Italia (Italia, San Marino, Città del Vaticano)
- Jutland (Germania del nord, Danimarca)
- Grenen (Danimarca)
- Piran (Slovenia)
- Saint-Tropez (Francia)
- Scandinavia (Norvegia, Svezia, Finlandia)
- Walcheren, Olanda
- Zuid-Beveland, Olanda
- Calcidica (Grecia)
- Cassandra (Grecia)
- Monte Athos (Grecia)
- Sithonia (Grecia)
- Peloponneso (Grecia)
- Mani (Grecia)
- Zara (Croazia)
- Istria (Croazia)
- Peljesac (Croazia)
- Gallipoli (Turchia)
- Calabria (Italia)
- Salento (Italia)
- Gargano (Italia)
- Cabo Espichel (Portogallo)
- Cabo de São Vicente (Portugal)
- Gibilterra (Regno Unito)
- Peniche (Portogallo)
- Tróia (Portogallo)
- Svaerholthalvoya (Norvegia)
- Varanger (Norvegia)
- Argyll (Scozia)
- Black Isle (Scozia)
- Cornovaglia (Inghilterra)
- Cowal (Scozia)
- Dunnet (Scozia)
- Faraid (Scozia)
- Gower (Galles)
- Kintyre (Scozia)
- Lleyn (Galles)
- Portland (Inghilterra)
- Spurn (Inghilterra)
- Strathy Point (Scozia)
- The Lizard (Inghilterra)
- Wirral (Inghilterra)
- Ards (Irlanda del Nord)
- Beara (Repubblica d'Irlanda)
- Cooley (Repubblica d'Irlanda)
- Dingle (Repubblica d'Irlanda)
- Fanad peninsula (Repubblica d'Irlanda)
- Horn Head (Repubblica d'Irlanda)
- Hook peninsula (Repubblica d'Irlanda)
- Howth peninsula (Repubblica d'Irlanda)
- Inishowen (Repubblica d'Irlanda)
- Iveragh (Repubblica d'Irlanda)
- Lecale (Irlanda del Nord)
- Magee (Irlanda del Nord)
- Malin (Repubblica d'Irlanda)
- Mizen Head (Repubblica d'Irlanda)
- Mullet peninsula (Repubblica d'Irlanda)
- Rosguill (Repubblica d'Irlanda)
- Sheeps Head (Repubblica d'Irlanda)
- Penisola della Maddalena
- Alfred Wegeners Halvo (Danimarca)
- Hayes Halvo (Danimarca)
- Ingnerit (Danimarca)
- Penisola Nugssuaq (Danimarca)
- Svartenhuk Halvo (Danimarca)
- Agrakhanskiy polustrov (Russia)
- Apsheron (Azerbaijan)
- Crimea (Ucraina)
- Kerc Ucraina
- Kanin (Russia)
- Kola (Russia)
- Jugor (Russia)
- Onega (Russia)
- Pescatori (Russia)
- Ponta de São Lourenço (Portogallo)
- Chukotskiy (Russia)
- Gyanskiy (Russia)
- Kamchatka (Russia)
- Jamal (Russia)
- Taymyr (Russia)
- Yamau (Russia)
- Al-Faw (Iraq)
- Gwadar (Pakistan)
- Kapidagi Yarimadasi (Turchia)
- Musandam (Oman)
- Qatar (Qatar)
- Sinai (Egitto)
- Kathiawar (India)
- Mumbai (India)
- Corea (Corea del Nord, Corea del Sud)
- Kowloon (Cina)
- Leizhou (Cina)
- Liaodong (Cina)
- Malay Peninsula (Cina)
- Shandong (Cina)
- Boso-hanto (Giappone)
- Inubo-zaki (Giappone)
- Izu-hanto (Giappone)
- Kii-hanto (Giappone)
- Nishi-sonogi-hanto (Giappone)
- Noto-hanto (Giappone)
- Oga-hanto (Giappone)
- Oshika-hanto (Giappone)
- Shiriya-zaki (Giappone)
- Bataan (Filippine)
- Bondoc (Filippine)
- San Ildefonso (Filippine)
- Zamboanga (Filippine)
- Blambangan (Indonesia)
- Minahassa (Indonesia)
- Bakassi (Camerun, conteso con la Nigeria)
- Buri (Eritrea)
- Capo Blanco (Mauritania,Sahara Occidentale)
- Cap-Vert (Senegal)
- Capo di Buona Speranza (Sud Africa)
- Ceuta (Spagna)
- Punta Durnford (Sahara Occidentale)
- Raas Xaafuun, (Somalia)
- Adelaide (Nunavut)
- Avalon (Terranova, Terranova e Labrador)
- Banks (Nunavut)
- Barrow (Isola di Baffin, Nunavut)
- Becher (Isola di Baffin, Nunavut)
- Beekman (Isola di Baffin, Nunavut)
- Bell (Isola di Baffin, Nunavut)
- Bell (Isola di Southampton, Nunavut)
- Blunt (Isola di Baffin, Nunavut)
- Bonavista (Terranova, Terranova e Labrador)
- Boothia (Nunavut)
- Borden (Isola di Baffin, Nunavut)
- Brodeur (Isola di Baffin, Nunavut)
- Bruce (Ontario)
- Burin (Terranova, Terranova e Labrador)
- Colin Archer (Isola Devon, Isole della Regina Elisabetta, Nunavut)
- Collinson (Isola Victoria, Nunavut)
- Cumberland (Isola di Baffin, Nunavut)
- Diamond Jennes (Isola Victoria, Northwest Territories)
- Douglas (Territori del Nord-Ovest)
- Dunlas (Isola di Melville, Territori del Nord-Ovest/Nunavut)
- Foxe (Isola di Baffin, Nunavut)
- Hall (Isola di Baffin, Nunavut)
- Henry Kater (Isola di Baffin, Nunavut)
- Kent (Nunavut)
- La Gaspésie (Quebec)
- Labrador (Labrador e parte del Quebec)
- Leith (Territori del Nord-Ovest)
- Long Point (Ontario)
- Melville (Nunavut)
- Meta Incognita (Isola di Baffin, Nunavut)
- Natkusiak (Isola Victoria, Territori del Nord-Ovest/Nunavut)
- North (Ontario)
- Pangertot (Nunavut)
- Parry (Territori del Nord-Ovest)
- Pethel (Territori del Nord-Ovest)
- Point Pelee (Ontario)
- Port au Port (Terranova, Terranova e Labrador)
- Prince Albert (Isola Victoria, Territori del Nord-Ovest)
- Prince Edward (Ontario)
- Simpson (Nunavut)
- Siorarsuk (Isola di Baffin, Nunavut)
- Steensby (Isola di Baffin, Nunavut)
- Storkerson (Isola Victoria, Territori del Nord-Ovest/Nunavut)
- Ungava (Quebec)
- Wollaston (Isola Victoria, Territori del Nord-Ovest/Nunavut)
- Alaska (Alaska)
- Cape Cod (Massachusetts)
- Cleveland (Alaska)
- Delmarva (Delaware, Maryland, Virginia)
- Door (Wisconsin)
- Florida (Florida)
- Keweenaw (Michigan)
- Leelanau (Michigan)
- Lower (Michigan)
- Mokapu (Hawaii)
- Northern Neck (Virginia)
- Middle (Virginia)
- Old Mission (Michigan)
- Olympic (Washington)
- Pinellas (Florida)
- San Francisco (California)
- Sandy Hook (New Jersey)
- Seward (Alaska)
- Upper Peninsula (Michigan)
- Virginia Peninsula (Virginia)
- Bassa California (Bassa California, Bassa California del Sud)
- Yucatán (Yucatan, Quintana Roo, Campeche)
- Azuero (Panama)
- Barrio Obrero (Puerto Rico)
- Paraguana (Venezuela)
- Araya (Venezuela)
- Brunswick (Chile)
- La Guajira (Colombia)
- Paria (Venezuela)
- Taitao (Chile)
- Verde (Argentina)
- Valdés (Argentina)
- Beecroft (Nuovo Galles del Sud)
- Capo York (Queensland)
- Cobourg (Territorio del Nord)
- Fleurieu (Australia Meridionale)
- Freycinet (Tasmania)
- Jervis Bay Territory
- Mornington (Victoria)
- Tasman (Tasmania)
- Wilson's Promontory (Victoria)
- Yorke (Australia Meridionale)
- Younghusband (Australia Meridionale)
- Banks (Isola del Sud)
- Capo Campbell (Isola del Sud)
- Capo Foulwind (Isola del Sud)
- Capo Kidnappers (Isola del Nord)
- Capo Turnagain (Isola del Nord)
- Coromandel (Isola del Nord)
- Farewell spit (Isola del Sud)
- Kaikoura (Isola del Sud)
- Karikari (Isola del Nord)
- Mahia (Isola del Nord)
- Otago (Isola del Sud)
- Gazelle
- Huon
- Antarctic
- Edward VII
- Fletcher
- Fowler
- Martin
categoria:geografia
ja:半島
ko:반도
simple:Peninsula
zh-min-nan:Poàn-tó
264 AC
Eventi
- Roma
- consoli Appio Claudio C.f. Caudex, M. Fulvio Q.f. Flacco
- costruzione del Tempio di Vertumno sull'Aventino.
- inizia la Prima guerra Punica; terminerà nel 241 AC
- i primi giochi gladiatori di cui si ha notizia: tre paia di gladiatori, durante i funerali in onore di Decimo Bruto Pera.
- distruzione della città etrusca di Orvieto ad opera del console M. Fulvio Q.f. Flacco e deportazione a Bolsena
- In Bitinia il re Nicomede I fonda Nicomedia, la futura Izmit, e ne fa la capitale del suo regno.
Nati
Morti
- Zenone di Cizio, filosofo ( o 263 AC)
037
Sicilia
La Sicilia è una regione dell'Italia meridionale di 5,1 milioni di abitanti, con capoluogo Palermo. È completamente circondata dal Mar Mediterraneo e con i suoi 25.710 km2 di superficie è la regione più estesa d'Italia.
La lingua ufficiale parlata in Sicilia è l'italiano anche se parte della popolazione locale parla anche la lingua siciliana, u Sicilianu (il Siciliano), parlato anche in Calabria e nel Salento (Puglia).
Questa regione - ritenuta unanimemente una delle più complesse ed affascinanti dell'intera Italia - è conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo ed è visitata annualmente da milioni di visitatori provenienti da ogni parte del mondo.
I suoi colori, i suoi sapori, gli aromi delle sue valli e i profumi che si irradiano dalle coste ventose hanno contribuito a perpetuare nei secoli il fascino di una terra talvolta dura ma ugualmente florida e ricca di possibilità. Per questa terra - per l'asprezza che contraddistingue chi vi vive e vi opera - è stato coniato un apposito termine, tramandato da uomini d'arte e di cultura: sicilianità.
Storia
La Sicilia, a causa della sua posizione geografica, ha svolto sempre un ruolo di una certa importanza negli eventi storici che hanno avuto come protagonisti i popoli del Mediterraneo.
L'avvicendarsi di molteplici civiltà ha arricchito la Sicilia di insediamenti urbani, di monumenti e di vestigia del passato che fanno della regione uno dei luoghi privilegiati dove la storia può essere rivissuta attraverso le immagini dei segni che il tempo non ha scalfito e ha tramandato sino ai nostri giorni
- Preistoria
- Periodo greco
- Periodo romano
- Periodo arabo
- Periodo normanno-svevo
- Periodo aragonese
Geografia
La Sicilia è la principale "isola" dell'intero Mar Mediterraneo, ma geologicamente appartiene alla stessa placca tettonica della penisola italiana, ed orograficamente è una regione appenninica come molte altre regioni italiane. Comprende - oltre all'omonima regione - anche diverse isole minori, quali il gruppo delle Eolie o Lipari, quelo delle Egadi, delle Pelagie nonché le isole di Pantelleria, Lampedusa e Ustica.
L'arcipelago in cui si trova anche l'isola di Malta è solo geograficamente parte integrante della Sicilia. Malta, peraltro, è stata unita alla Sicilia (anche politicamente) fino al 1798 quando fu occupata (per circa due anni) da Napoleone Bonaparte.
La Sicilia è separata dal continente e dall'Italia peninsulare mediante lo Stretto di Messina di soli 3 km ca., su cui si affaccia, col suo magnifico porto naturale a forma di falce la città di Messina. Il comune (e la provincia) di Messina è a suo modo associata alla provincia ed al comune di Reggio Calabria, nella regione successiva, ovvero l'unica regione con la quale confina, la Calabria, formando a loro modo un'area metropolitana integrata dello Stretto.
La regione stessa nonché le isole circostanti sono interessate da intensa attività vulcanica.
I vulcani più noti sono: Etna, Stromboli e Vulcano.
Di forma triangolare, la Sicilia ebbe nell'antichità il nome di Trinacria. Le coste settentrionali, alte e rocciose, si aprono sul Mar Tirreno con frequenti ed ampie insenature, come i golfi di Castellammare del Golfo, di Palermo, di Termini Imerese, di Milazzo e molti altri minori che ospitano ampie spiaggie coperte di finissima sabbia.
Milazzo
Ad est la costa ionica è più frastagliata verso sud, mentre il litorale meridionale - di fronte all'Africa - è sabbioso ma generalmente uniforme. Il rilievo è vario e, mentre nella Sicilia orientale si può riconoscere nei Monti Peloritani, Nebrodi e Madonie l'ideale continuazione dell'Appennino calabro, la Sicilia centrale e occidentale ospitano massicci isolati. Al centro infatti vi sono i Monti Erei su cui si trova, a 948 metri di altezza, la città di Enna.
Ad ovest sorgono altri monti dall'altezza variabile, come i Sicani, la cui cima più alta è il Monte Cammarata di 1580 metri, e i monti che circondano la Conca d'Oro, la pianura dove, affacciata sul mare, si stende Palermo, città capoluogo di questa regione.
Ad est si erge, visibile dallo Stretto di Messina, la cima dell'Aspromonte, la cima innevata del vulcano Etna, alto 3.263 metri. Con le sue frequenti eruzioni, l'Etna ha ricoperto il territorio circostante della sua lava nera che ha colmato una pianura estesa sino al mare, la piana di Catania, una delle provincie della regione, che sorge lungo il litorale.
I fiumi siciliani sono tutti di portata ed estensione limitate (a volte detti "fiumare". Sboccano nel Mar Ionio il Simeto e l'Alcantara, lungo la costa meridionale l'Imera, il Platani e il Belice.
Clima
Il clima della Sicilia è mite, ma negli ultimi decenni le estati sono divenute sempre più calde e anche nelle altre stagioni dell'anno ha fatto sentire maggiormente il proprio influsso il vento di Scirocco proveniente dall'Africa che ha creato anche improvvise variazioni di temperatura.
La piovosità è scarsa e la scarsità di tale fenomeno atmosferico si ripercuote sull'approvvigionamento idrico.
Tuttavia ciò non impedisce all'agricoltura di essere la prima risorsa economica della regione. Notevole è la produzione dei cereali - tra cui il frumento - che già rendeva la Sicilia importante per i Romani, abbondante quella delle olive, che assicura un'ottima produzione di olio.
Pesca, produzione agricola e alimentare
Ben nota è la coltura degli agrumi: aranci, limoni e mandarini, insieme a mandaranci, bergamotti e cedri. Non mancano neppure gli ortaggi, i legumi,i fichidindia e le carrube. Mandorle, nocciole e pistacchi sono infine alla base di molti prodotti dolciari caratteristici di questa terra.
La coltivazione della vite consente la produzione di ottimi vini che vengono sempre maggiormente apprezzati anche all'estero. Tra i più noti vi sono il Marsala, della provincia di Trapani, il Moscato di Pantelleria, la Malvasia di Lipari.
Ovini, caprini ed equini sono allevati in buona quantità, mentre i bovini sono presenti in numero limitato. Per contro, la pesca costituisce una risorsa preziosa per la Sicilia. Si pescano, oltre al pesce spada, il tonno, le sardine e gli sgombri, ovvero il pesce azzurro tipico del Mar Mediterraneo, che consente di fornire all'industria conserviera la materia prima necessaria alla produzione del pesce in scatola e del pesce affumicato.
A Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, si pratica l'allevamento di pesci come spigole, occhiate, gamberoni; a Ganzirri, in provincia di Messina, quello di ostriche e mitili.
Inoltre a Trapani ben note sono le saline da cui sin dall'antichità si preleva finissimo sale marino.
Energia, turismo e altre attività
Un elettrodotto che supera lo Stretto di Messina esporta dalla Sicilia una parte dell'energia elettrica che in essa è prodotta, ma soprattutto consente alla regione di ricevere oltre la metà dell'energia proveniente dal nord Europa, richiesta dai 5 milioni di abitanti siciliani. L'energia principale, più una parte di quella ausiliaria prodotta dalle centrali energetiche della regione viene utilizzata nelle città e per le FS (le linee ferroviarie elettrificate da 3 KV).
Dal sottosuolo si estrae il petrolio che proviene dai pozzi di Ragusa e di Gela e che fornisce il 90% della produzione italiana.
Le miniere di zolfo delle province di Enna, Caltanissetta e Agrigento - da cui un tempo veniva estratto il minerale - sono state chiuse perché il processo estrattivo è risultato troppo costoso e perciò scarsamente remunerativo.
Il traffico marittimo ha i suoi maggiori punti di riferimento nei porti di Messina,Palermo, Catania, Siracusa e Trapani; quello aereo negli aeroporti di Palermo e Catania. Da poco è stato riattivato anche l'aeroporto di Trapani.
L'industria del turismo è un'attività in crescita, favorita dalla presenza sul territorio di numerosi siti archeologici e di bellezze naturali che, come nel caso di Taormina, suscitano l'interesse dei visitatori.
Il cotone prodotto in Sicilia costituisce il 78% della produzione nazionale.
Trasporti
Veicoli
La Sicilia dispone di una buona rete autostradale, da metterla in esigenza al sistema trasportistico nazionale. Le autostrade sono:
- A18 Messina - Catania, che collega due città della Sicilia orientale, a pedaggio;
- A19 Palermo - Catania, che collega le due metropoli principali, non a pagamento;
- A20 Messina - Palermo, completata nel luglio 2005, importante asse autostradale a pedaggio;
- A29 Palermo - Trapani/Mazara Del Vallo, senza caselli, che collega il capoluogo con la parte occidentale della regione.
Gran parte di queste autostrade sono sopraelevate, per via della presenza dei massicci, tipici di questa regione montuosa.
Messina è il principale snodo autostradale della regione e del sud Italia, collegando la A3 Salerno - Reggio Calabria con le autostrade A18 ed A20. Gli autoveicoli sono accompagnati da una sponda all'altra dello stretto di Messina per mezzo di ferryboats, traghetti di limitata autonomia adibiti al trasporto di cabotaggio, ossia da/verso le due sponde. Questi traghetti sono in servizio anche nei laghi navigabili del paese.
Ufficialmente, la società per azioni Stretto di Messina sta provvedendo a selezionare i responsabili per la costruzione di un viadotto sullo stretto, un ponte sospeso a campata unica, entro la fine del 2005. La costruzione di questo lungo ponte, che sarà quello con la campata centrale più grande al mondo, è prevista per l'inizio del 2006. Quando sarà costruito, segnerà la storia delle vie di comunicazione, come prima volta per la Sicilia, connessa fisicamente al resto d'Italia, e d'Europa.
Treni
La Sicilia è connessa al resto della penisola dal gruppo nazionale FS (Ferrovie dello Stato) e da Trenitalia.
Aerei
La Sicilia è servita da due aeroporti internazionali (sopratutto Europei) da e verso gli aeroporti di Catania Fontanarossa e Palermo.
Esiste anche un'altro aeroporto nazionale a Trapani.
Amministrazioni
- Comuni della provincia di Agrigento (43)
- Comuni della provincia di Caltanissetta (22)
- Comuni della provincia di Catania (58)
- Comuni della provincia di Enna (20)
- Comuni della provincia di Messina (108)
- Comuni della provincia di Palermo (82)
- Comuni della provincia di Ragusa (12)
- Comuni della provincia di Siracusa (21)
- Comuni della provincia di Trapani (24)
Voci correlate
- Elenco dei Presidenti della Sicilia
- Isole italiane
- Mar Mediterraneo, Mar Tirreno, Mar Ionio, Canale di Sicilia, Stretto di Messina
- Triscele
- L'incastellamento in Sicilia nell'alto-medioevo
- Regno di Sicilia
- Regno delle Due Sicilie
- Sulla sicilitudine
Collegamenti esterni
- [http://www.sputnix.it/accessibilita Accessibilita dei siti della PA Siciliana]
- [http://www.siciliano.it Motore di ricerca esclusivo per la Sicilia]
- [http://sicilia.indettaglio.it La Sicilia in dettaglio]
Categoria:Regione Sicilia
Categoria:Isole dell'Italia
ja:シチリア島
ko:시칠리아
zh-min-nan:Sicilia
Siracusa
Siracusa è un comune di 121.000 abitanti, capoluogo della omonima provincia.
Storia
Siracusa è stata fondata nel 734 AC.
Tiranni
- Ierone I | | |