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Pallanuoto

Pallanuoto

a Napoli]] La pallanuoto è uno sport di squadra particolarmente diffuso in Europa ma è giocato ad alti livelli anche negli Stati Uniti d'America e in Australia.

Il gioco

Una partita di pallanuoto si svolge in piscina. Australia L'area di gioco deve misurare 33 m in lunghezza e 20 m in larghezza e deve essere delimitata dal resto della vasca da file di galleggianti. Nelle categorie maggiori la profondità della piscina non può essere inferiore a 1,80 m. Le porte hanno una larghezza di 3 m e un'altezza di 90 cm. Il pallone di gioco è di colore giallo o, in alternativa, rosa o verde ed ha un peso tra i 400 e i 450 g. Le squadre sono composte al massimo da 13 giocatori, in acqua scendono però in 7: 1 portiere e 6 giocatori. I giocatori di una squadra, tranne il portiere, devono indossare obbligatoriamente una cuffia (calottina) con para orecchie ed il cui colore può essere bianco o blu (per il portiere rosso ed il secondo portiere). Ogni partita è suddivisa in quattro periodi della durata di 8 minuti effettivi ciascuno (10 minuti non effettivi in alcune categorie di livello amatoriale), e tre intervalli,due di 3 minuti e uno di 5 tra il secondo e il terzo tempo. Durante questi intervalli o subito dopo una rete o un'espulsione, una squadra può effettuare delle sostituzioni. Gli arbitri, due, rimangono ai lati della vasca. Essendo la durata dall'incontro di tempo effettivo, sono coadiuvati da un cronometrista, che deve fermare il tempo ad ogni fischio dell'arbitro, da un "trentista" che controlla il tempo di possesso della palla e da un segretario che redige lo score board dell'incontro. Al bordo della vasca sono applicati dei segnali che servono per indicare alcune linee immaginarie:
- la linea di porta
- la linea dei 2 metri, che serve a delimitare il fuorigioco
- la linea dei 5 metri che delimita l'area in cui un fallo grave può causare l'assegnazione di un rigore
- la linea dei 5 metri che delimita l'area al di fuori della quale chi ha subito un fallo può tirare direttamente in porta (fino al campionato 2004-2005 questa linea era posta all'altezza dei 7 metri)
- linea di metà campo, da cui deve partire l'azione all'inizio del gioco, dopo ogni rete segnata ed alla ripresa del gioco dopo un time-out Nella pallanuoto possono essere fischiati dagli arbitri due tipi di falli, semplici e gravi. Questi ultimi oltre a causare l'assegnazione di un tiro libero o di un rigore comportano l'espulsione per 20 secondi del giocatore che l'ha commesso. esiste poi l'espulsione definitiva per "brutalità". In questo caso la squadra del giocatore espulso può sostituirlo con un cambio, ma questo può essere fatto non prima di 4 minuti, durante i quali la formazione è costretta a giocare con un "uomo in meno", quindi in inferiorità numerica. Le due squadre devono cercare di far entrare la palla nella porta avversaria entro 30 secondi dall'inizio della loro azione d'attacco (cioè da quando entrano in possesso del pallone) altrimenti viene fischiata loro un'infrazione di tempo e la palla passa agli avversari. Fino al campionato 2004-2005 ogni azione durava 35 secondi.

La storia

La pallanuoto è stata inventata alla fine del XIX secolo in Gran Bretagna. La pallanuoto ha fatto la sua prima comparsa alle Olimpiadi nel 1900 a Parigi ( II Olimpiade), edizione in cui si imposero proprio gli inglesi. La nazionale inglese si impose ancora nei tre tornei olimpici successivi. La nazionale che vanta il maggior numero di titoli olimpici è quella ungherese con 8 successi. Drammatica fu la partecipazione degli ungheresi alle olimpiadi del 1956 a Melbourne ( XVI Olimpiade). In semifinale l'Ungheria dovette affrontare la nazionale dell'URSS, il cui esercito circa tre settimane prima aveva invaso il paese magiaro. L'Ungheria vinse 4 a 0 ma l'incontro fu così violento che i giornalisti all'epoca riferirono che l'acqua della piscina si macchiò del sangue dei giocatori. Anche la nazionale italiana vanta un'ottima tradizione in campo olimpico avendo vinto l'oro in tre edizioni Londra 1948 ( XIV Olimpiade), Roma 1960 ( XVII Olimpiade) e Barcellona 1992( XXV Olimpiade).

La pallanuoto femminile

Venne introdotta solo nell'edizione del 2000 a Sydney ( XXVII Olimpiade). Le regole sono per lo più le stesse; cambia solo la dimensione del pallone che è leggermente più piccolo. Dal punto di vista dello spettatore c'è chi dice sia meno spettacolare, perché, per ovvi motivi, meno veloce e meno potente. Negli ultimi anni però, il livello di gioco, sia dal punto di vista tecnico e tattico, sia da quello della prestanza fisica delle giocatrici, si è molto sollevato, rendendo la disciplina spettacolare e seguita da un vasto e appassionato pubblico, alla pari di quella maschile. In Italia poi, dopo i numerosi successi ottenuti al livello internazionale dalla Nazionale femminile, guidata da Pierluigi Formiconi, il cosiddetto Setterosa, questa disciplina, fino a pochi anni fa piuttosto trascurata dai media e dalla stampa sportiva, è maggiormente conosciuta e praticata.

Le scuole

In Italia sono riconosciute due grandi scuole: quella napoletana, rappresentata prima dalla Canottieri Napoli e dalla Rari Nantes Napoli, e più recentemente dal Circolo Posillipo, e quella ligure che trova lustro negli scudetti della R.N. Camogli, del R.N. Bogliasco, della R.N. Savona e soprattutto della Pro Recco che detiene ben 19 scudetti. Al livello femminile, invece, è la scuola siciliana a non avere rivali. Il numero di società pallanuotistiche è particolarmente numeroso rispetto alle altre regioni, e, di conseguenza, il vivaio di giovani giocatrici e il livello tecnico è particolarmente alto.

Albo d'oro olimpico

Torneo maschile:
- 1900 Gran Bretagna
- 1908 Gran Bretagna
- 1912 Gran Bretagna
- 1920 Gran Bretagna
- 1924 Francia
- 1928 Germania
- 1932 Ungheria
- 1936 Ungheria sospesi temporaneamente i tornei del 1940 e 1944 per motivi bellici
- 1948 Italia
- 1952 Ungheria
- 1956 Ungheria
- 1960 Italia
- 1964 Ungheria
- 1968 Yugoslavia
- 1972 Urss
- 1976 Ungheria
- 1980 Urss
- 1984 Yugoslavia
- 1988 Yugoslavia
- 1992 Italia
- 1996 Spagna
- 2000 Ungheria
- 2004 Ungheria Torneo femminile:
- 2000 Australia
- 2004 Italia

Collegamenti esterni


- [http://www.federnuoto.it FIN] (Federazione Italiana Nuoto)
- [http://www.Eraldopizzo.it Eraldo Pizzo il Caimano] Categoria:Sport olimpici Categoria:Sport di squadra ja:水球

Napoli

Napoli (Napule in napoletano) è un comune popolato da circa un milione di abitanti, capoluogo della provincia omonima e della regione Campania. È la maggiore città del Mezzogiorno d'Italia ed è situata tra il Vesuvio e l'area vulcanica dei Campi Flegrei.
Il suo centro storico - conosciuto in tutto il mondo e meta di turisti provenienti da ogni dove - è uno dei siti che l'UNESCO ha dichiarato patrimonio dell'umanità. Oggi Napoli - una malìosa città, secondo le parole di Vittorio De Sica nel film del 1954 "La baia di Napoli" - è al centro di una vastissima area metropolitana che comprende al suo interno l'intera provincia partenopea e larghe parti delle province confinanti di Salerno, Caserta e Avellino.
La conurbazione che ne risulta è la seconda più popolata d'Italia dopo quella di Milano, con una popolazione stimata oltre i 4.400.000 abitanti.

Storia

Amministrazioni

Milano L'attuale comune è composto dalla città storica (corrispondente ai quartieri circoscrizionali di Avvocata, Chiaia, Mercato, Montecalvario, Pendino, Porto, Posillipo, San Carlo all'Arena, San Giuseppe, San Lorenzo, Stella, Vicarìa), da alcune frazioni fuse con la città a varie fasi anche per volere di Gioacchino Murat (Arenella, Bagnoli, Miano, Piscinola, Rione Flegreo o Fuorigrotta, Vomero) e dai comuni aggregati durante il regime fascista (attualmente suddivisi nei quartieri di Barra, Chiaiano, Marianella, Pianura, Soccavo, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio, San Pietro a Patierno, Secondigliano, Scampìa). I quartieri più popolosi sono quelli corrispondenti al territorio dei comuni aggregati sotto il fascismo. La sovrappopolazione di tali zone, che fanno da sole i due terzi della popolazione della città, è dovuta principalmente alla scelta politica - poi rivelatasi fallimentare - di individuare in quei luoghi le aree in cui realizzare gli agglomerati ex lege 167/1962 (edilizia residenziale pubblica) e lege 219/1981 (edilizia residenziale pubblica per i terremotati del 1980). Questa improvvisa 'periferizzazione' di tali aree, senza che fossero approntate adeguate infrastrutture funzionali all'edilizia popolare che vi si andava sviluppando, ha portato sul medio periodo a degli indubbi disagi sociali che sono sfociati nella formazione di folti gruppi microdelinquenziali. Negli ultimi anni il Comune si sta adoperando, anche grazie ai fondi della legge 328/2000, per tentare di ristabilire gli equilibri in queste aree, rimaste profondamente segnate dalla perdita della propria identità. La denominazione dei confini e dei quartieri è stata definita con delibera del consiglio comunale tenendo conto, quali criteri generali, delle denominazioni storiche e dei confini amministrativi degli ex comuni autonomi. legge 328/2000, gli ultimi due sindaci di Napoli]] I quartieri sono raggruppati in 21 circoscrizioni (Chiaia - San Ferdinando - Posillipo, San Lorenzo - Vicarìa, Mercato - Pendino, Avvocata - Montecalvario - San Giuseppe - Porto, Stella - San Carlo all'Arena, Bagnoli, Soccavo, Pianura, Vomero, Arenella, Marianella - Piscinola, Miano, Chiaiano, Secondigliano, San Pietro a Patierno, Poggioreale, Ponticelli, Barra, San Giovanni a Teduccio, Scampìa e Fuorigrotta, che corrisponde al territorio del quartiere Rione Flegreo), con poteri per lo più consultivi. Per ogni circoscrizione sono presenti una o più sezioni comunali, i cui servizi demografici sono coordinati dai servizi anagrafe circoscrizionali, ognuna delle quali detiene un proprio ufficio di stato civile (con registri separati per singolo quartiere).

Il CAP in dettaglio

Tutti i codici di avviamento postale di Napoli suddivisi per quartieri e zone (il CAP generico è 80100).
80121 quart. Chiaia
80122 quart. San Ferdinando
80123 quart. Posillipo
80124 quart. Bagnoli (parte)
80125 quart. Bagnoli (zona Agnano Terme)
80125 quart. Rione Flegreo
80126 quartt. Pianura e Soccavo
80127-80129 quart. Vomero
80128 quart. Arenella (parte)
80131 quart. Stella (zona Colli Aminèi)
80131 quart. Arenella (zona rione Alto)
80132 limite tra i quartt. Chiaia e Montecalvario
80133 quart. Porto
80134 quart. Montecalvario
80135 quart. Avvocata
80136 quart. San Lorenzo rione Sanità
80136 quart. Stella località Capodimonte (parte)
80137 quartt. San Carlo all'Arena e Stella (parte)
80138 quart. San Giuseppe
80139 quart. San Lorenzo
80141 quart. Vicarìa
80142 quartt. Mercato e Pendino
80143 quartt. Poggioreale e Zona industriale
80144 quartt. San Pietro a Patierno, Scampìa, Secondigliano
80145 quartt. Chiaiano, Miano, Piscìnola
80146 quart. San Giovanni a Teduccio
80147 quartt. Barra e Ponticelli

Sistemi di trasporto

Monumenti storici e luoghi notevoli

A Napoli vengono spesso preferite dai turisti le attrazioni dei dintorni, quali Pompei, la Reggia di Caserta, Capri, la Costiera amalfitana; la città è tuttavia ricca di un patrimonio culturale senza eguali che negli ultimi anni è stato fortemente rivalutato grazie anche a eventi annuali quali il Maggio dei Monumenti.

Palazzi storici e musei

Costiera amalfitanaNapoli è particolarmente nota per i suoi castelli: il Castel dell'Ovo che è parte integrante del notissimo panorama del Golfo; il Maschio Angioino o Castel Nuovo che domina Piazza Municipio; il Castel Sant'Elmo che sovrasta la città dall'alto di San Martino. Il Castel dell'Ovo è così chiamato perché secondo la leggenda Virgilio vi nascose nelle segrete un uovo che reggeva tutta la struttura dell'edificio, e che nel momento in cui fosse stato rotto avrebbe fatto crollare il castello e portato catastrofi alla città. Esso sorge sull'isolotto di Megaride, dove nel VII secolo a.C. sbarcarono i Cumani che fondarono Partenope. Vi fu costruita la villa del romano Lucio Licinio Lucullo, fortificata da Valentiniano III e che ospitò il deposto ultimo imperatore romano Romolo Augustolo, mortovi poco dopo. Dopo alterne vicende, nel XII secolo fu ricostruito dai Normanni e poi ristrutturato dagli Aragonesi. Attualmente vi si svolgono mostre e convegni e l'ingresso è libero. Notevole la maestosità della fortezza e la terrazza dei cannoni. Molto caratteristico il Borgo marinaro che si sviluppa alla base dell'edificio. Il Maschio Angioino fu costruito tra il 1279 e il 1282 da Carlo I d'Angiò ed adibito a palazzo reale sotto la sua dinastia. Sotto Roberto d'Angiò vi soggiornarono tra gli altri Petrarca e Boccaccio. Dopo la conquista aragonese, il castello fu rinforzato e assunse la conformazione attuale più vicina a quella di fortezza. Imponenti le cinque torri di piperno e tufo che delimitano le spesse mura. Il fossato da tempo prosciugato alimentò la leggenda del coccodrillo, secondo cui appunto un coccodrillo azzannava di nascosto i prigionieri delle segrete. L'arco di trionfo in marmo all'ingresso del castello fu costruito nel '400 dagli Aragonesi. La monumentale Sala dei Baroni, che oggi ospita le riunioni del Consiglio comunale, era la sala centrale del castello. Fu così chiamata perché nel 1487 vi furono arrestati i baroni che congiurarono contro Ferrante I d'Aragona, da lui appunto riuniti lì per celebrare le nozze della nipote. Oggi l'edificio ospita il Museo Civico. Il Castel Sant'Elmo fu edificato sulla cima della collina del Vomero verso il 1275 da Carlo I d'Angiò col nome di Belforte. Completamente ristrutturato tra il 1538 e il 1546 dal viceré Don Pedro de Toledo, assunse l'attuale pianta a stella. Fu teatro delle ultime disperate difese dei patrioti della Repubblica napoletana contro la reazione borbonica nel 1799. Oggi ospita spesso eventi di livello internazionale grazie alla sua vastità e imponenza e grazie al bellissimo panorma che offre sulla città. 1799 Il Palazzo reale è stato fulcro del potere a Napoli dal 1600 al 1946. Edificato per volere del viceré Fernando Ruiz de Castro, fu relizzato da Domenico Fontana (di cui particolarmente notevole è la monumentale facciata su Piazza Plebiscito) e rimaneggiato più volte dai vari sovrani. Le sale sono sontuosamente arredate e affrescate in stili spesso diversi a seconda dei sovrani che vi abitarono. Di particolare magnificenza lo Scalone d'Onore in marmo. Il giardino esotico fu realizzato nel 1841. La facciata fu arricchita alla fine dell'Ottocento dalle grandi statue dei principali Re di Napoli: Ruggero il Normanno, Federico II di Svevia, Carlo I d'Angiò, Alfonso I d'Aragona, Carlo V d'Asburgo, Carlo III di Borbone, Gioacchino Murat, Vittorio Emanuele II di Savoia. Fu abitato dai Savoia fino al 1946. La Reggia di Capodimonte fu edificata da Carlo III nel Settecento nella già preesistente riserva di caccia dell'omonima collina. Vi abitarono Ferdinando IV e Gioacchino Murat, e nel 1950 è diventata Museo Nazionale. Nei saloni ospita opere di Michelangelo, Raffaello, Botticelli e Caravaggio, nonché un'importante collezione di porcellane. Il vasto parco che circonda il palazzo è il principale polmone verde della città e meta favorita delle famiglie napoletane nei finesettimana. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli fu inizialmente progettato nel Seicento come università, ma solo fra il 1834 e il 1860 divenne vero e proprio museo allorché Ferdinando IV vi trasferì i marmi della pregevole collezione Farnese. Attualmente contiene un'ampia raccolta di manufatti risalenti all'epoca romana, provenienti dai siti di Pompei ed Ercolano, marmi, mosaici, nonché un'impotante raccolta egiziana. La sua importanza è primaria nel circuito dei musei mondiali. Il Teatro San Carlo, inaugurato il 4 novembre del 1737 è il più vecchio teatro d'opera attivo oggi in Europa. Nel 1816 fu restaurato in seguito a un incendio, e l'attuale facciata, la loggia e l'atrio risalgono ad allora. Tra i direttori artistici del teatro si annoverano Gioacchino Rossini e Gaetano Donizetti.

Chiese

Guardando la città dall'alto la prima cosa che attira l'osservatore è l'enorme numero di cupole e croci che contraddistinugono le molteplici chiese. Napoli è infatti caratterizzata dal vastissimo numero di edifici religiosi storici. Tra i principali spicca il monastero di Santa Chiara, nel cuore del centro storico della città, edificato tra il 1310 e il 1340 per volere di Roberto d'Angiò. All'originale pianta gotica seguì una ristrutturazione barroca nel Seicento, finché nel 1943 non venne quasi interamente distrutta dai massicci bombardamenti degli Alleati e completamente restaurata nella sua originale forma gotica. L'interno, che colpisce per la vastità e la semplicità, ospita la tomba del re Roberto dietro l'altare maggiore e tra i sepolcri delle cappelle vi è quello della regina Maria Cristina di Savoia e dell'eroe nazionale Salvo d'Acquisto, il carabiniere che sotto l'occupazione nazista si sacrificò per salvare alcuni civili innocenti. Di qualità artistica notevole è il chiostro maiolicato delle Clarisse, una piccola oasi di pace in un giardino delimitato da un chiostro rivestito di mattonelle in maiolica policroma del Settecento. La Chiesa del Gesù Nuovo è sita nella piazza omonima, nei pressi di Santa Chiara. Inaugurata nel 1597, fu voluta dai gesuiti ed edificata sul sito dove già si trovava il palazzo Sanseverino del principe di Salerno. In puro stile barocco, l'interno è riccamente decorato con stucchi in oro, statue ed affreschi (la maggior parte dei quali di Belisario Corenzio); vi si onorano numerosi santi, tra cui Ignazio di Loyola e Giuseppe Moscati. Il Duomo assume un'importanza centrale sul piano storico. Sul suo sito esisteva probabilmente un tempio ad Apollo, e la prima cattedrale fu fatta edificare da Costantino nel IV secolo. Il Duomo vero e proprio fu costruito sotto gli Angiò, ma rimenaggiato continuamente nei secoli al punto da essere un insieme di vari stili: facciata pseudo neogotica costruita nell'Ottocento, portali in gotico fiorito, interni in buona parte barocchi: in particolare in puro barocco napoletano è la Cappella del Tesoro. Fulcro della chiesa, la Cappella ospita la statua bronzea di San Gennaro e 51 statue d'argento dei "compatroni". Il tesoro è formato da varie donazioni di sovrani e ricchi devoti, tra cui spicca la mitra d'argento di Matteo Treglia arricchita di pietre preziose. Nella Cappella è anche custodito il cranio del santo e soprattutto l'ampolla che racchiude il suo sangue, oggetto del "miracolo" più celebre del mondo, quello della liquefazione. La chiesa di San Domenico Maggiore è anch'essa frutto di una stratifcazione di stili: edificata tra il 1283 e il 1324 sotto Carlo II d'Angiò, fu poi restaurata dopo vari dissesti nel Seicento in chiave barocca ma un tentativo di riproporne l'originale assetto gotico fu fatto nell'Ottocento. Nel Cappellone del Crocifisso è conservato appunto un crocifisso che si dice abbia parlato a Tommaso d'Aquino, il quale insegnò teologia nell'attiguo convento all'epoca Università. La Sacrestia è affrescata con Il trionfo dell'Ordine Domenicano (che appunto abitavano la chiesa) di Francesco Solimena e vi sono sepolti sovrani e nobili Aragonesi. La Cappella San Severo fu probabilmente edificata da Giovan Francesco di Sangro duca di Torremaggiore nel 1590 ed adibita ad ospitare le tombe della famiglia San Severo. Tra le numerosissime e importanti statue spicca La Pudicizia di Antonio Corradini, particolare per la sua sensualità, e il celeberrimo Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino del 1753 in cui sgomenta la capacità artistica di riprodurre l'effetto del velo marmoreo sul corpo del Cristo: l'opera attirò il Canova nel suo soggiorno napoletano, al punto che tentò invano di acquistarla. Per concludere questa carrelata comunque incompleta, da citare è San Lorenzo Maggiore. Edificata da Carlo I d'Angiò nel Duecento sul sito di una chiesa paleocristiana i cui resti sono stati riportati recentemente alla luce, come sempre fu rimaneggiata nei secoli ed è un misto di barocco e gotico. La torre del campanile fu teatro della rivolta di Masaniello. Nell'interno sono ospitate le tombe di Caterina d'Austria, Carlo e Giovanna di Durazzo, Roberto d'Artois. In questa chiesa Giovanni Boccaccio incontrò il suo amore Fiammetta, e Francesco Petrarca vi pregò la notte del 4 novembre 1343 terrorizzato dalla predizione di una spaventosa tempesta fatta da un eremita.

Piazze, strade e luoghi tipici

Arteria principale di Napoli e di certo strada preferita dai napoletani è Via Toledo, fino a pochi anni fa denominata "Via Roma" e che ora prende il nome del viceré Pedro de Toledo che la edificò nel 1536. Grazie alla pedonalizzazione effettuata, la lunga strada è ora fulcro dello shopping cittadino con i suoi numerosi negozi (soprattutto di abbigliamento) e del turismo con i suoi eleganti palazzi che vi si affacciano: il monumentale Banco di Napoli costruito nel ventennio fascista, il palazzo Doria D'Angri, il palazzo Colonna di Stigliano, la chiesa del Santo Spirito, piazzetta Fuga, l'accesso est della galleria Umberto I. Si collega a piazza Trieste e Trento e a quella del Plebiscito da un lato, dall'altro a Piazza Dante. 1536Simbolo moderno di Napoli è Piazza del Plebiscito, dove hanno luogo manifestazioni e concerti che l'hanno resa celebre tra gli italiani. Su di essa si affaccia il Palazzo Reale e la particolare forma vi è data dal colonnato semicircolare della basilica di San Francesco di Paola, che forma un'ellisse ai cui fuochi sono poste due statue equestri, una di Antonio Canova raffigurante Carlo III e l'altra di Antonio Calì raffigurante Ferdinando IV. Molto care ai napoletani le statue dei leoni sul basamento ai lati del colonnato. La sua riscoperta è avvenuta sotto le amministrazioni degli anni '90 che l'hanno trasformata da parcheggio pubblico a centro turistico e luogo di iniziative culturali: nel cuore della piazza ogni anno verso Natale vengono relizzate singolari opere artistiche, attorno alle quali si dividono le opinioni dei curiosi cittadini che accorrono ad osservarle. Più antica è Piazza Dante: tra il Cinquecento e il Seicento era detto "Mercatello" perché vi si tenevano i mercati 'periferici', ma tra il 1757 e il 1765 fu completamente ricostruita sotto Carlo III da Luigi Vanvitelli, che edificò il monumentale emiciclo sulla cui sommità eresse ventisei statue raffiguranti le virtù del sovrano. Al centro della piazza la statua equestre di Carlo non fu mai posta, venne occupata dall'albero della libertà durante la Repubblica napoletana e poi dalla statua di Napoleone Bonaparte durante il regno di Murat. L'attuale statua di Dante Alighieri che dà il nome alla piazza fu posta dopo l'unità d'Italia. Al lato nord vi è Port'Alba col suo mercato dei libri e al lato sud la chiesa di San Michele. Nel 2002 è stata ristrutturata e resa ancora più spaziosa per ospitare la fermata della metroplitana. L'edificio vanvitelliano ospita il Convitto e Liceo Vittorio Emanuele. La zona di San Gregorio Armeno attira tra novembre e gennaio frotte di turisti da tutto il mondo. Vi si tiene il mercato del presepe, la grande tradizione natalizia napoletana, e le botteghe espongono i modelli più raffinati e più singolari di pastori, santi, gesù bambini e altre amenità. La via prende il nome dell'importante chiesa omonima, costruita tra il 1574 e il 1580 con affreschi interni di Luca Giordano. Ogni martedì vi si tiene il miracolo della liquefazione del sangue del dente di Santa Patrizia. Luca Giordano Centrale è la zona di piazza del Gesù Nuovo e dell'attigua via Benedetto Croce: sulla piazza si affaccia la chiesa omonima mentre al centro si erge il monumentale obelisco alto 34 metri sulla cui cima è posta la statua bronzea della Madonna Immacolata eretta nel 1747. L'8 dicembre di ogni anno vi si tiene la cerimonia della posa di una corona di fiori sulla statua in cima alla colonna. Via Benedetto Croce prende invece il nome del grande filosofo napoletano d'origini abbruzzesi che in quella strada - e precisamente a Palazzo Filomarino - visse i principali anni della sua vita e fondò l'Istituto di Studi Storici. Ai lati della strada si affacciano palazzi storici, fino alla chiesa di Santa Chiara. Il lungomare di Napoli prende il nome di Via Caracciolo, in onore dell'ammiraglio omonimo della Repubblica napoletana impiccato da Orazio Nelson sulla sua nave nel golfo della città. La strada in realtà è recente, risale alla fine dell'Ottocento quando fu sottratta al mare che giungeva fino alla Riviera di Chiaia. Ora il lungomare ha alle spalle la Villa Comunale e si snoda per chilometri di passeggiata con vista. Negli ultimi anni l'amministrazione comunale ha reso balneabili le sottili spiagge vicino alle scogliere artificiali.

Parchi e tempo libero

La Villa Comunale fu fatta realizzare da Ferdinando IV nel 1780 per dare alla nobiltà napoletana un oasi di gran ricercatezza sul lungomare cittadino, impreziosendola di statue, fontane e alberi esotici ma proibita al popolo. Ben diversamente, oggi la Villa è tra le mete preferite dai napoletani soprattutto dopo che al degrado è subentrata una ristrutturazione negli ultimi anni '90 che l'ha recintata potenziando le infrastrutture ma conservando il progetto originale. Al suo interno di primaria importanza è la Stazione zoologica Antonio Dohrn, aperta al pubblico nel 1874: si tratta dell'acquario di Napoli e sito in un edificio neoclassico. È uno degli acquari più antichi e più famosi d'Europa. Oltre al già citato Parco di Capodimonte, attualmente principale polmone verde della città, la cui pianta odierna fu realizzata dal tedesco Friedrich Dehenhard nel 1833, è da citare la Villa Floridiana. Il parco prende il nome da Lucia Migliaccio duchessa di Floridia, seconda moglie di Ferdinando IV, che appunto abitò in questa villa del Vomero il cui grande parco fu relizzato nel 1817 da Dehenhard e Antonio Niccolini in stile neoclassico con statue, finte rovine, boschetti, anfratti e un teatrino di verzura all'aperto. Nella villa attualmente ha sede il Museo delle Ceramiche Duca di Martina mentre la zona panoramica sul golfo è da anni in ristrutturazione. Più periferica è l'oasi degli Astroni, diretta dal WWF, che si trova in una grande conca vulcanica risalente a 3700 anni fa nei Campi Flegrei. Riserva di caccia aragonese, poi di Carlo III, fu arricchita di alcune torri e casini di caccia ancora esistenti. Immersa completamente nel verde, l'oasi si distingue per il grande lago, la ricca flora e la presenza di numerose specie di uccelli oltre che piccoli animali. Campi FlegreiIl tempo libero ha un polo di grande attrattiva nel quartiere di Fuorigrotta. Qui sorge lo Stadio San Paolo inaugurato nel 1959 che ha ospitato le partite di calcio del Napoli dei tempi di Maradona ed è stato ristrutturato per i mondiali di calcio del 1990; la Mostra d'Oltremare realizzata nel 1940 dal fascismo per ospitare i prodotti delle colonie e diventata area di 750.000 metri quadri con 9 padiglioni espositivi per mostre e fiere, 30 sale congressuali fino a 2000 posti, teatro al chiuso e all'aperto per complessivi 3000 posti, due piscine, quattro campi da tennis, e che ospita numerosissimi eventi di portata nazionale e internazionale; il parco dei divertimenti Edenlandia più 'antico' in Italia fondato nel 1965 con 22 attrazioni, frequentatissimo benché in costante degrado; il Giardino Zoologico fondato negli anni '50 con numerose specie di animali ma fallito nel 2003 dopo un periodo di decadenza e degrado che ha portato alla morte di centinaia di esemplari e che sarà completamente ricostruito segendo un progetto d'avanguardia; in più la zona ospita un bowling, un multicinema con 11 sale, fast food, sale giochi, campi di calcio, calcetto e tennis, nonché la Piscina Scandone, olimpionica, utilizzata per le gare di pallanuoto delle squadre napoletane ed utilizzata precedentemente per i Giochi del Mediterraneo del 1964. 1964Nella zona era anche sito il Palazzetto dello Sport "Mario Argento" destinato sia alla pallacanestro che ad altri sport sia di squadra che individuali, abbattuto nel 2005 ed in corso di ricostruzione. Le partite di basket attualmente vengono ospitate nella moderna struttura del PalaBarbuto, situato di fronte al vecchio "Mario Argento". L'amministrazione intende creare nuovi poli d'attrazione in altre aree di Napoli: a Bagnoli, dove ha già sede dal 1993 la Città della Scienza ('museo' scientifico sui generis primo in Europa), e nelle zone di riqualifica del Real Albergo dei Poveri - che diverrà Città dei Giovani - e del Centro Direzionale. Arterie di shopping principali nella città sono, oltre le già citate, quelle di Via dei Mille e di Piazza dei Martiri con negozi prestigiosi e la grande libreria Feltrinelli, quelle al Vomero di Via Scarlatti e Via Luca Giordano, e a Soccavo quella di Via Epomeo.

Napoli Sotterranea

È possibile effettuare visite guidate nel sottosuolo che mostrano la stratificazione del territorio della città nel corso della storia. Napoli Sotterranea è un percorso guidato attraverso vecchie cisterne sotterranee, risalenti in gran parte all'epoca greco-romana: tali cisterne sono state ritrovate attraverso scavi nel sottosuolo di tufo, la tipica roccia sulla quale la città è stata costruita. Circa un chilometro di gallerie, delle decine presenti sotto la città, è visitabile. In diversi luoghi della città e dei dintorni sono presenti anche diverse catacombe.

Cultura

Università

A Napoli sono operativi sei atenei: catacombe L'Università degli Studi di Napoli Federico II è la principale e più antica università della città. Nata in contrapposizione a quella di Bologna, fu fondata da Federico II nel 1224, ed è la seconda in Italia (In realtà l'Università di Padova risale a due anni prima, ma nacque come costola dell'ateneo bolognese, dall'opposizione di alcuni studenti che vi trasferirono alcuni insegnamenti). L'Ateneo Federiciano, che ha assunto il nome del suo fondatore con decreto del 7 settembre 1987, è comunque la più antica università statale e laica d'Europa, ed è considerato uno degli atenei più prestigiosi per gli studi giuridici e letterari. Fra gli altri vi ha insegnato il celebre grecista Marcello Gigante. Marcello Gigante La Seconda università degli studi di Napoli è stata istituita nel 1989 per decongestionare quella federiciana; è articolata in poli omogenei situati nelle città di Aversa, Capua, Caserta, Santa Maria Capua Vetere, mentre ha operativa in città una facoltà di Medicina e Chirurgia che comprende le lauree specialistiche e gli altri corsi dell'area sanitaria. Le strutture assistenziali e didattiche sono suddivise tra il policlinico vecchio (nel centro storico) ed il nuovo policlinico nella zona collinare (quest'ultimo è però in massima parte occupato da strutture dell'università Federico II). Santa Maria Capua Vetere L'Università degli studi di Napoli "L'Orientale", istituto universitario Orientale fino al 2002, fu fondata nel '700 dal padre missionario Matteo Ripa come collegio dei cinesi e oggi la più importante istituzione europea per gli studi filologici e linguistici. È composta dalle facoltà di Lettere e filosofia, Lingue e letterature straniere, Studi arabo-islamici e del Mediterraneo, Scienze politiche (con un occhio di riguardo alle relazioni internazionali). Vi si insegnano tutte le lingue antiche conosciute ed oltre 140 lingue moderne. Scienze politicheL'Università degli Studi di Napoli "Parthenope", istituto universitario Navale sino al 2001, fu istituita nel 1920 come real istituto superiore Navale (originariamente specializzato in, e ancora famoso per, gli studi economici con una particolare attenzione agli scambi commerciali internazionali). L'Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa" (ex istituto universitario omonimo), è un libero ateneo fondato dalla religiosa Orsola Benincasa, pensatrice molto in vista nei salotti intellettuali napoletani del periodo della controriforma (inizi XVII secolo), nato come istituto superiore di magistero e tuttora specializzato negli studi umanistici e sociali, con un particolare riguardo alla tradizione educativa introdotta dalla pedagogista suor Orsola. XVII secolo Napoli è inoltre sede della Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale che vi opera attraverso la Sezione San Tommaso d'Aquino e la Sezione San Luigi la prima delle quali è legata al seminario arcivescovile e trae origine dalla facoltà teologica già presente nel primo ordinamento dell'ateneo federiciano nel 1224 e la seconda alla Compagnia di Gesù (gesuiti). La facoltà teologica è nata nel 1969 riunendo e lasciando distinte le due scuole.

Biblioteca Nazionale

Nel 1804 fu aperta al pubblico la Reale Biblioteca di Napoli nel Palazzo degli Studi, attualmente sede del Museo Archeologico Nazionale. Le collezioni librarie ivi ubicate erano state trasferite dalla Reggia di Capodimonte per volontà reale. Divenuta Reale Biblioteca Borbonica nel 1816, solo nel 1860 con l'unità d'Italia fu denominata Biblioteca Nazionale. Nel 1910 fu arricchita con la collezione di papiri ercolanensi ritrovati negli scavi della città vesuviana. Nel 1922 la sede dopo lungo dibattito e su suggerimento di Benedetto Croce fu spostata all'odierna sede nel Palazzo Reale in Piazza Plebiscito. Subì molti problemi durante la guerra sia per l'occupazione nazista che per quella alleata, ma i testi più preziosi furono trasferiti in località più sicure fino alla riapertura nel 1945. Oggi la Biblioteca Nazionale "Vittorio Emanuele III" contiene quasi due milioni di volumi, circa 20.000 manoscritti, più di 8.000 periodici, 4.500 incunamboli e 1.800 papiri ercolanensi.

Poli scientifici

Oltre alle già citate Città della Scienza e Acquario Dohrn, di particolare interesse sono altri siti scientifici. Il Real Orto Botanico fu voluto da Giuseppe Bonaparte nel 1807 durante il governo napoleonico con scopi illuministici e realizzato dagli architetti De Fazio e Paoletti. Caduto in degrado per i danni della Seconda guerra mondiale, fu abilmente rimaneggiato e arricchito tra gli anni '60 e '80 dal direttore Aldo Merolla. Attualmente i 12 ettari di terreno ospitano 25.000 esemplari di piante di ogni genere disposte in collezioni all'aperto o in serre. Nel Collegio Massimo dei Gesuiti in via Mezzocannone n.8 sono ubicati i principali musei scientifici napoletani, curati dalla Federico II:
- Il Museo di Zoologia con collezione di uccelli, mammiferi e di particolare interesse quella di conchiglie da tutto il mondo.
- Il Museo di Paleontologia con circa 50.000 reperti fossili molti dei quali da siti campani, e un grandioso scheletro completo di Allosauro.
- Il Museo di Antropologia con reperti e mummie da tutto il mondo tra cui reperti di Troia e uno scheletro umano del paleolitico.
- Il Museo di Mineralogia con minerali e pietre da tutto il mondo e il Museo Mineralogico Campano con circa 3.500 esemplari. Per gli astrofili impossibile non citare l'Osservatorio Astronomico di Capodimonte. Voluto da Gioacchino Murat nel 1812, fu inaugurato nel 1819. Situato a 150 metri dal livello del mare sulla collina di Capodimonte, è impegnato nell'osservazione del Sole, delle stelle e della galassie grazie anche all'accesso ai più grandi telescopi ottici del pianeta e a quelli in orbita. Visite al pubblico sono possibili dietro prenotazione. Si segnala inoltre la presenza di numerosi LUG:
- [http://hmn.tux.nu HackMeetNaples]
- [http://www.iglug.org IGLUG]
- [http://nalug.interferenza.net NaLUG]
- [http://www.officina99.org/hacklab.html Neapolis Hacklab]

Arte

Napoli per tutta la sua storia è stata una capitale artistica di primo piano. Anche oggi mantiene questa tradizione. L'Accademia di Belle Arti, fondata da Carlo III nel 1752 come "Real Accademia di Disegno", è stata il centro dell'attività della Scuola di Posillipo nell'Ottocento ed è stata diretta da personalità quali Domenico Morelli, Saverio Altamura, Gioacchino Toma. Vi si tengono oggi corsi di pittura, decorazione, scultura, scenografia, restauro, arredo urbano, e una scuola di nudo. Nel 2005 è stato inaugurato nel settecentesco palazzo Roccella in via dei Mille il PAN, Palazzo delle Arti di Napoli, adibito ad ospitare opere ed eventi artistici di ogni tendenza. Storica è la tradizione del Conservatorio di San Pietro a Majella, nel cuore della città, fondato nel 1826 da Francesco I come "Regio conservatorio di musica", e dove oggi si tengono insegnamenti per tutti gli strumenti musicali ed è ospitato un notevole museo della musica. Infine da segnalare la grande offerta di teatri, una tradizione tra le più antiche d'Europa (il San Carlo risale al Settecento), che oggi vanta dodici teatri principali.

Pittura

Musica

La vita musicale napoletana fu molto intensa già a partire dal XV fino al XVII nell'ambito della polifonia sacra e profana. Dal XVII e soprattutto nel XVIII secolo la scuola napoletana assunse un ruolo preminente nel campo della musica sacra e operistica con musicisti come Antonio Scarlatti, Giovan Battista Pergolesi, Niccolò Porpora. Altro fenomeno musicale di particolare interesse è la cosiddetta Sceneggiata che si fonda sulla sceneggiatura di un intero spettacolo teatrale partendo da una canzone di argomento popolare.
Dagli anni '80 si è affermato, come fenomeno locale, il genere "neomelodico": numerosi cantanti ed autori locali hanno composto canzoni, che in genere trattano storie d'amore ambientate nella napoli moderna. Il risultato non è sicuramente paragonabile a quello ottenuto dalla canzone napoletata propriamente detta, ma in ambito locale questo genere riscuote un notevole successo: Gigi D'Alessio e Nino D'Angelo sono i più famosi esponenti di questo genere, che poi hanno progressivamente abbandonato. È comunque vasta la schiera di cantautori e musicisti che in modo moderno hanno dato e danno il loro contributo alla continuazione della tradizione musicale partenopea: Pino Daniele, Edoardo Bennato ed Eugenio Bennato, Enzo Gragnaniello, Alan Sorrenti sono solo alcuni dei "moderni" più famosi.

Teatro

Il teatro napoletano è una delle più antiche e conosciute tradizioni artistiche della città. Le prime tracce di questa tradizione risalgono all'opera poetica di Jacopo Sannazaro che tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento recitava le sue farse alla corte angioina prima, aragonese poi. A livello popolare famoso in questo periodo è il Velardiniello, cantastorie di strada. Il teatro napoletano pre-Novecento fu sostanzialmente legato alla maschera di Pulcinella. Come affermò Benedetto Croce nei suoi studi sull'argomento, Pulcinella più che una maschera fissa è una maschera il cui carattere è stato plasmato dai numerosi attori che l'hanno interpretata, e che spesso - soprattutto nel periodo della dominazione spagnola - l'hanno utilizzata come strumento di satira e critica politica. Pulcinella è un personaggio che rappresenta da sempre il modo tutto napoletano di vedere il mondo, è un personaggio di umile rango sociale che grazie alla sua furbizia e alla sua arte dell'arrangiamento riesce in qualche modo ad averla sempre vinta. Importante per il teatro napoletano è il modo in cui Pulcinella viene 'rielaborato' a partire dall'Ottocento. L'ultimo e forse il più grande interprete di Pulcinella fu infatti Antonio Petito (1822-1876), che trasformò il personaggio di servo sciocco nel cittadino napoletano per antonomasia, furbo e burlonesco, modernizzandolo e permettendone così la sua trasformazione ad opera di Eduardo Scarpetta. Scritturato da Petito all'età di quindici anni, Eduardo Scarpetta ebbe il compito di impersonare nella compagnia di Petito il personaggio di Felice Sciosciammocca (letteralmente "Felice soffia in bocca"), supporter comico di Pulcinella. Alla morte di Petito, e con la scomparsa del personaggio di Pulcinella, Scarpetta si fece interprete del cambiamento di gusti nel pubblico napoletano. Eliminò quindi definitivamente la maschera ormai obsoleta introducendo personaggi della borghesia cittadina che mantenessero però immutati i caratteri farseschi della tradizione. Le sue commedie su Felice Sciosciammocca ottennero un enorme successo a Napoli (Scarpetta si arricchì oltre ogni immaginazione) e aprirono la strada al successo dei fratelli De Filippo. Figli illegittimi dello stesso Scarpetta, essendo infatti nati da una relazione con Luisa de Filippo, nipote della moglie di Scarpetta (Rosa de Filippo), i tre più celebri fratelli del teatro italiano, Eduardo De Filippo, Peppino De Filippo e Titina De Filippo iniziarono giovanissimi a calcare le scene (Eduardo a soli 4 anni) e nel 1931 - dopo aver formato una loro autonoma compagnia teatrale - esordirono insieme con l'atto unico Natale in casa Cupiello. Il successo di questi tre attori venne consacrato da una clamorosa tourneé nelle città italiane, benché sotto il fascismo Eduardo ebbe non pochi problemi per le sue posizioni contrarie al regime. Sarà solo con la fine della dittatura che il successo di De Filippo giungerà agli storici livelli di commedie quali Napoli Milionaria e Filomena Marturano. Ambientate in una Napoli disillusa in pieno dopoguerra, queste commedie s'imposero su scala anche internazionale (Filomena Marturano fu nel 1947 rappresentata anche a Bucarest) per la loro solida verosimiglianza verso la realtà contemporanea - abbandonando dunque il farsesco fine a sé stesso che aveva contraddistinto il teatro di Pulcinella e Scarpetta - e le personalità dei De Filippo s'imposero per la loro verve intepretativa, le intense espressioni, la sofferta gestualità, la spontaneità e la vitalità dei personaggi impersonati, sempre a metà tra la commedia e il dramma. Più tardi De Filippo, dopo aver conosciuto la persona e la produzione di Luigi Pirandello, adattò e recitò alcune sue celebri commedie (es. Il berretto a sonagli) trovandovi anche lì quell'inesplicabile sottile confine tra la realtà e la finzione, tra l'umorismo e la tragedia, che contraddistingue la natura umana. Più sul burlesco si allineò invece Peppino dopo la guerra, abbandonando per vari screzi Eduardo e lanciandosi nel cinema dove interpetò con Totò alcune delle più memorabili sue commedie (Totò, Peppino e la malefemmena e La banda degli onesti), mentre Titina si affermò con la sua intepretazione di Filomena Marturano rimasta nella storia del teatro. Eduardo negli ultimi anni adattò anche commedie di Moliere e Goldoni, aprendo poi a sue spese nel 1964 il Teatro San Ferdinando. La personalità di Totò (Antonio de Curtis), anch'essa celebre a livello nazionale, s'impone al cinema ma raccoglie i suoi primi successi sulle scene del teatro dove recita insieme ad Eduardo e Titina De Filippo. Pur non raccogliendo i risvolti drammatici della commedia di Eduardo, Totò si allinea col sul teatro non disedegnando però un certo ritorno al burlonesco di stampo pulcinelliano.

Sport

Napoli vanta una lunga tradizione sportiva che però raramente ha portato squadre della città a conquistare campionati nazionali o coppe europee; evento tra l'altro assai raro in tutto il Centro-Sud Italia. Fanno eccezione le squadre di pallanuoto (il Posillipo vanta nove scudetti, l'ultimo di quest'anno) e rugby e il Napoli Calcio che negli anni di Maradona conquistò 2 volte il titolo di Campione d'Italia e una coppa UEFA. Il 26 maggio 1996 l'8^ tappa del Giro d'Italia si è conclusa a Napoli con la vittoria di Mario Cipollini; quasi venti anni prima il giro si era fermato nella città partenopea, traguardo di una tappa a cronometro vinta da Francesco Moser. Folta invece la schiera di atleti napoletani che hanno regalato all'Italia titoli mondiali e olimpici. Fra i tanti ricordiamo i fratelli Giuseppe e Carmine Abbagnale (campioni del canottaggio, sette titoli mondiali e due ori olimpici), il pugile Patrizio Oliva (tre titoli europei, uno mondiale e medaglia d'oro a Mosca) e il nuotatore Massimiliano Rosolino (un titolo mondiale e madaglia d'oro a Sidney); anche un'altra giovanissima nuotatrice, Caterina Giacchetti, campionessa a livello europeo (quarta nei 200 m farfalla ai Mondiali di nuoto di Montreal nel 2005) si avvia a risultati di livello olimpionico. Napoli, tra l'altro, è stata scelta per ospitare nel 2006 i mondiali di nuoto in acque libere. Fra le manifestazioni sportive fisse ricordiamo la maratona di nuoto Napoli-Capri-Napoli, il Gran Premio Lotteria di Agnano di Trotto ed il Giro Ciclistico della Campania.

Folklore

Pizza, Vesuvio e mandolino: sono le tre famose parole magiche che si associano a Napoli nella mentalità collettiva. Molto più note dei suoi monumenti, le tradizioni napoletane sono risapute, celebrate - e a volte caricaturizzate - in tutto il mondo.

Cucina napoletana

La Pizza

mandolino La pizza, simbolo immortale di Napoli, ha in realtà una storia non molto antica: essa si diffonde a Napoli tra il Seicento e il Settecento senza tuttavia le caratteristiche attualmente note. Si tratta infatti inizialmente di una variante della focaccia, arricchita con basilico o strutto e più tardi con pomodoro e mozzarella di bufala. Solo nell'Ottocento scoppia la 'moda', e la prima vera pizzeria di cui si conosce il nome fu aperta nel 1830 nella zona di Port'Alba. La ricetta classica più nota risale invece al 1889. In quell'anno re Umberto I e la consorte la regina Margherita visitarono per alcuni giorni Napoli e per richiesta della regina fu chiamato al palazzo di Capodimonte il più rinomato pizziaolo del tempo - tale "don" Raffaele Esposito - che assistito dalla moglie Rosa sfornò per i reali, insieme a due pizze 'classiche', una con pomodoro, mozzarella e basilico per rappresentare i tre colori della bandiera italiana. Quest'ultima pizza entusiasmò la regina, e don Raffaele la chiamò in suo onore "Pizza Margherita". Le pizze presenti in ogni pizzeria napoletana sono: la Marinara (pomodoro, aglio e origano), la Margherita (pomodoro mozzarella e basilico), e la Quattro Stagioni (divisa in quattro spicchi ognuna condita in modo diverso). Non esiste a Napoli una pizza chiamata "napoletana". Curiosamente fuori Napoli la pizza marinara viene chiamata napoletana, mentre si definisce marinara la pizza con acciughe, che a Napoli si chiama "romana". Oggi il numero di varianti della pizza classica è potenzialmente infinito, dopo che la tradizione napoletana si è diffusa con successo nel mondo ed è stata adattata ai diversi gusti della gente: non è un caso se nel 2003 il concorso napoletano per la pizza più buona è stato vinto da un giovane giapponese, Makato Onishi. Da un paio di anni l'Unione europea, per preservare la ricetta originale della pizza, ha adottato il marchio di qualità STG (Specialità Tradizionale Garantita). Ogni anno a Napoli a Settembre si tiene il Pizzafest nella sede della Mostra d'Oltremare dove a prezzi modici si può degustare una pizza scegliendo tra le dozzine di pizzerie all'aperto.

La Pastasciutta

Non si ferma certo alla pizza il vastissimo campionario della cucina napoletana. Necessario citare infatti gli spaghetti: l'immagine tipica dell'affamato Pulcinella che s'ingozza con un piattone di spaghetti al pomodoro è stata ripresa anche da Totò nel suo Miseria e Nobiltà. Il modo più tipico di cucinare gli spaghetti (o anche vermicelli) a Napoli è quello di condirli con le vongole. Gli spaghetti alle vongole possono essere o in bianco o col pomodoro (la tradizione si divide) e possono essere conditi o con vongole veraci o con lupini. Altra tradizione è quella del ragù, tipico piatto domenicale. Probabilmente derivante dal ragôut francese, il ragù napoletano (o rraù in dialetto, celebrato in una poesia di De Filippo) è una salsa di lunga ed elaborata preparazione (cinque-sei ore di cottura) fatta con pomodoro e carne di vitello o di maiale nei tempi di Carnevale, e va servita su pasta col buco.

I dolci

CarnevaleCeleberrima è poi la tradizione dolciaria napoletana. Tra le mille specialità la più nota è forse la sfogliatella, che può essere riccia o frolla a seconda della preparazione della pasta sfoglia che la compone: realizzata nel Settecento nel monastero di Santa Rosa nei pressi di Amalfi, il ripieno è a base di crema di ricotta, semolino, canditi, vaniglia e cedro. Vi è poi il babà, forse di origini polacche, dolcetto fatto con pasta morbida imbevuto di sciroppo a base di limone e rum e che poi può essere ricoperto in superficie con crema pasticcera e frutta fresca. Le zeppole mangiate il giorno di San Giuseppe - e che per questo a volte sono confuse con le zeppole di San Giuseppe (bigné alla crema) - sono a Napoli morbide cimabelline ricoperte di zucchero candito. Ci sono poi dolci legati a festività, come la pastiera che si mangia a Pasqua fatta con pasta frolla e grano cotto nonché con ricotta, cedro, arancia e zucca candita. A Natale ci sono gli struffoli, piccole sferette fritte candite ricoperte di
diavolilli (confettini colorati) e miele, che si suppone siano stati portati dagli antichi greci ('stroungolous' è una parola che significa 'arrotondato'). A Carnevale, infine, ci sono le chiacchiere, fritte e ricoperte di zucchero a velo, e il sanguinaccio, crema in origine fatta di sangue di maiale e oggi di cioccolata aromatizzata con la cannella.

Il Presepe

Benché la tradizione attribuisca la nascita del primo presepe a San Francesco d'Assisi nel 1223, l'arte presepiale è tipicamente napoletana. Le prime manifestazioni di questo fenomeno risalgono al 1340 quando la regina Sancia d'Aragona (moglie di Roberto d'Angiò) regalò alle Clarisse un presepe per la loro nuova chiesa, di cui oggi è rimasta la statua della Madonna nel museo di San Martino. Altri esempi risalgono al 1478, con un presepe di Pietro e Giovanni Alemanno di cui ci sono giunte dodici statue, e il presepe di marmo del 1475 di Antonio Rossellino, visibile a Sant'Anna dei Lombardi. Nel Seicento il presepe (parola che viene dal latino "praesepe" o "praesepium" e che vuol dire "mangiatoia") allargò il suo scenario. Non venne più rappresentata la sola grotta della Natività, ma anche tutto il mondo 'profano' al di fuori: in puro gusto barocco, si diffusero le rappresentazioni delle taverne con ben esposte le carni fresche e i cesti di frutta e verdura e le scene divennero sfarzose e particolareggiate (Michele Perrone fu tra gli artisti principali in questo campo), mentre i personaggi si fecero più piccoli: manichini in legno o in cartapesta saranno preferiti anche nel Settecento. Il Settecento fu infatti l'epoca d'oro del presepe: i committenti non erano più solo gli ordini religiosi, ma anche i ricchi e i nobili. La scena si sposta sempre più al di fuori del gruppo della sacra famiglia e più laicamente s'interessa dei pastori, dei venditori ambulanti, dei re Magi, dell'anatomia degli animali. Benché Vanvitelli definì l'arte presepiale "una ragazzata", tutti i grandi scultori dell'epoca si cimentarono in essa fino all'Ottocento inoltrato. Forse il più celebre e acclamato esempio di presepe napoletano è il presepe Cuciniello realizzato tra il 1887 e il 1889 ed esposto a San Martino. Nel Novecento questa tradizione è gradualmente scomparsa, ma oggi grandi presepi vengono regolarmente allesiti in tutte le principali chiese della città e molti napoletani lo allestiscono ancora nelle proprie case acquistando le statuette in via San Gregorio Armeno durante il periodo natalizio.
Ti piace 'o presepio?: la celebre battuta di Eduardo De Filippo in Natale in casa Cupiello sintetizza la graduale scomparsa della tradizione del presepe.

Smorfia, iettatura e religiosità popolare

Benché il gioco del lotto abbia avuto origine in Italia intorno al 1539 a Genova, esso è fortemente legato alla città di Napoli, dove venne introdotto relativamente tardi, nel 1682. La forte religiosità del popolo napoletano provocò dei "problemi di morale" giacché la Chiesa lo aveva proi


Europa

In senso geologico e geografico, l'Europa è una penisola, parte occidentale dell'Eurasia. È comunque considerato un continente, per motivi culturali. È un continente piccolo, solo 10.400.000 km², soltanto l'Australia è più piccola, ma ha 799.000.000 abitanti (statistiche del 2003) che la portano ad essere il terzo continente più popolato (dopo Asia ed Africa), ovvero, un ottavo della popolazione mondiale. Per storia e cultura l'Europa ha influenzato notevolmente tutto il mondo civilizzato. La posizione centrale dell'Europa, rispetto agli altri continenti, e la penetrazione del mare hanno sempre favorito le comunicazioni fra le popolazioni delle diverse regioni e le migrazioni verso le altre regioni del mondo. Il clima mite di buona parte del continente, inoltre, ha fatto sì che divenisse densamente abitata. Il mare costituisce, per un lungo tratto, il confine naturale dell'Europa. È delimitata a Nord dal Mare Glaciale Artico, ad Ovest dall'Oceano Atlantico, a Sud dal Mediterraneo, dal Mar Nero, e dal Caucaso, ad Est dal Mar Caspio, dalla catena montuosa degli Urali e dal fiume Ural. Urali

Etimologia

Urali Incerta è l'etimologia del nome: secondo alcuni significherebbe il paese di ponente, secondo altri il paese dei bianchi o la terra largamente pianeggiante. Inizialmente, il nome Europa (in greco: Ευρώπη) era stato dato alla Grecia centrale. Successivamente è stato esteso a tutta la Grecia e dal 500 AC è stato ampliato a tutte le terre a nord. È stato anche detto che il termine Europa deriva dalle parole greche significanti vasto (eurys) e faccia (ops). Molti vedono un'origine semitica dalla parola che in ebraico significa "tramonto" (gharob), dal punto di vista del Medio Oriente il sole scende sull'Europa, e quindi viene indicata come terra dell'ovest o di ponente. Nella mitologia greca, Europa era una principessa fenicia rapita da Zeus sotto le sembianze di un toro, e portata all'isola di Creta, dove partorì Minosse. Omero parla di Europa come di una mitologica regina cretese.

Storia

L'Europa ha una lunga storia di grandi successi culturali ed economici che hanno inizio nell'età del bronzo. L'origine della cultura occidentale è generalmente attribuita agli antichi greci e l'impero romano ha dominato il continente, spingendosi fino al Reno e al Danubio, per molti secoli. Dopo la caduta dell'impero romano, l'Europa è entrata in un lungo periodo di stasi, riportato dai pensatori rinascimentali come l'età buia, e indicato dagli storici moderni come Medioevo. In questo periodo molte comunità monastiche hanno salvaguardato le conoscenze accumulate precedentemente trascrivendole. La fine del Medioevo si ha con l'inizio del rinascimento e le nuove monarchie che hanno permesso l'inizio di un periodo di nuove scoperte, esplorazioni e l'aumento della conoscenza scientifica. Nel 15-esimo secolo il Portogallo aprì la strada delle scoperte, presto seguito dalla Spagna, e quindi diverse altre nazioni europee, in particolare Francia e Gran Bretagna, che hanno costruito vasti imperi coloniali nei territori di Africa, America ed Asia. Dopo l'età delle scoperte, fu l'idea della democrazia a farsi strada in Europa. Cominciarono le lotte per l'indipendenza, in particolare in Francia, nel periodo noto come la Rivoluzione Francese. Si susseguirono molte altre rivoluzioni, come queste idee si propagarono nel continente. Subito, la nascita della democrazia accrebbe le tensioni già preesistenti, dovute alle competizioni per il Nuovo Mondo, e in particolare Napoleone Bonaparte riuscì a formare un nuovo impero francese, che pur presto cedette. Successivamente, l'Europa si stabilizzò, anche se così non sarebbe stato per sempre. La rivoluzione industriale, intanto, aveva avuto inizio in Europa nel XVIII secolo, portando una prosperità generale ed un corrispondente aumento della popolazione. Molti stati europei, presero la loro forma originaria dalle conseguenze della Prima e della Seconda Guerra Mondiale. Dopo, fino alla fine della guerra fredda, l'Europa è rimasta divisa in due principali blocchi politici ed economici: le nazioni comuniste nell'Europa Orientale ed i paesi capitalistici nell'Europa Occidentale che a partire dal 1950 hanno dato inizio a un processo d'integrazione economica e in minor misura anche politica. Intorno al 1990 il blocco dell'est si è sfaldato.

Geografia

Geograficamente l'Europa è una parte del supercontinente Eurasia. Il confine ad est del continente parte dai monti Urali in Russia e continua con il fiume Ural, il mar Caspio, e le montagne del Caucaso a sud, separandolo dall'Asia. Il confine sud-orientale con l'Asia non è mai stato precisamente definito. Oltre al fiume Ural, anche l'Emba può essere usato come confine, e i fiumi Kuma e Manych possono sostituirsi al Caucaso. Il Mar Nero, il Bosforo, il Mare di Marmara e i Dardanelli concludono il confine con l'Asia. Il Mar Mediterraneo a sud separa l'Europa dall'Africa, mentre ad ovest il confine è dato dall'Oceano Atlantico, includendo l'Islanda. Non è ancora stato concluso il dibattito su dove sia il centro geografico dell'Europa. Queste frontiere ad est dell'Europa sono soltanto politiche, economiche e culturali, ma non geografiche. Questo ha dato origine a diverse interpretazioni sui confini europei e quindi sul territorio di cui l'Europa è composta, includendo o escludendo interi paesi. Quasi tutti i paesi europei fanno parte del Consiglio d'Europa, eccetto Bielorussia, la santa sede (Città del Vaticano) e il Principato di Monaco. L'idea del continente Europeo, però, non è universalmente accettata. Alcune aree geografiche all'esterno dell'Europa tendono a riferirsi al continente Euroasiatico o vedono l'Europa come un sub-continente, non essendo completamente circondato dal mare, definibile più come un'area culturale che geografica. In passato questa suddivisione era ritenuta valida per il fatto che separava il territorio dei cristiani dai non cristiani. La parola Europa è alle volte usata come abbreviazione per la Comunità Europea (CE) (in seguito diventata Unione Europea) e dei suoi stati membri. Dal 1° maggio 2004 i paesi membri dell'Unione Europea sono diventati 25 e ci sono altri stati che stanno negoziando la loro entrata nel prossimo futuro, vedi: Allargamento dell'Unione Europea.

Caratteristiche fisiche

In termini di forma, l'Europa è un insieme di penisole connesse. Le più grandi tra queste sono la "terraferma" europea e la Scandinavia a nord, divise dal Mar Baltico. Tre penisole minori, Iberia, Italia e Balcani, spuntano dal margine meridionale dell'entroterra nel Mediterraneo, che le separa dall'Africa. Ad est, la terraferma europea si allarga fino al confine con l'Asia sui monti Urali. I rilievi in Europa mostrano grandi dislivelli in aree relativamente piccole. Le regioni meridionali, comunque, sono prevalentemente montagnose, mentre, procedendo verso nord, il terreno scende da Alpi, Pirenei e Carpazi, verso altipiani collinosi e poi le ampie e basse pianure del nord, particolarmente vaste a oriente. La zona pianeggiante è conosciuta come la Grande Pianura Europea, e ha il suo centro nella Pianura Tedesca del Nord. Un arco montano esiste anche sulla costa nord-occidentale, comincia ad ovest con le Isole Britanniche e continua lungo l'asse montagnoso, tagliato dai fiordi, della Norvegia. Questa è una descrizione semplificata. Sotto regioni come l'Iberia e l'Italia contengono le loro proprie complesse caratteristiche, come la terraferma europea stessa, dove i rilievi contengono molti altopiani, valli dei fiumi e bacini che complicano la struttura generale. L'Islanda e le Isole Britanniche sono casi speciali. Si credeva che fossero terre a sé nell'oceano settentrionale che viene considerato come una parte dell'Europa, mentre adesso si pensa che siano aree montagnose un tempo unite alla terraferma finché l'innalzamento del livello del mare non le ha tagliate fuori. A causa delle poche generalizzazioni che si possono fare riguardo ai rilievi dell'Europa, non è sorprendente che tante regioni separate hanno ospitato tante nazioni separate nella storia.

Flora e fauna europea

Avendo vissuto fianco a fianco con la civilizzazione agricola e industriale per millenni, animali e piante europei sono profondamente segnati dalla presenza e attività dell'uomo. Con l'eccezione della Scandinavia e della Russia, si possono trovare poche aree incontaminate e selvatiche in Europa, eccetto i parchi naturali. La principale vegetazione naturale che ricopre l'Europa è la foresta. Le condizioni per la sua crescita sono molto favorevoli. A nord, la Corrente del Golfo e la Corrente del Nord Atlantico riscaldano il continente, a sud il clima è mediterraneo, e ci sono frequenti siccità estive in questa regione. Le creste delle montagne hanno spesso molta influenza sulle condizioni climatiche, alcune (Alpi, Pirenei), sono orientate dall'est all'ovest e permettono al vento di portare grandi masse d'acqua dall'oceano verso l'interno. Altre sono orientate da sud a nord (Montagne Scandinave, Alpi Dinariche, Carpazi, Appennini) e siccome la pioggia cade prima dal lato delle montagne orientato verso il mare, le foreste crescono meglio da questa parte, mentre dall'altro lato, le condizioni sono molto meno favorevoli. Su pochi angoli dell'Europa non è pascolato il bestiame nei millenni, e la massiccia deforestazione ha causato danni incalcolabili all'ecosistema originario. Un tempo l'Europa era coperta tra l'80% e il 90% dalle foreste, che si estendevano dal Mediterraneo all'Artico. Sebbene più della metà delle foreste originarie siano scomparse nei secoli di colonizzazione, l'Europa ha ancora più di un quarto delle foreste mondiali, abeti nelle foreste della Scandinavia, vaste foreste di pini in Russia, castani nel Caucaso, e la quercia da sughero nel Mediterraneo. Recentemente, la deforestazione si è arrestata e molti alberi sono stati piantati. Comunque, spesso le conifere sono state preferiti agli origini alberi decidui, per via del veloce tempo di crescita. Le piantagioni e le monocolture adesso coprono vaste aree di terra, e questo offre pochi habitat per le specie animali originarie delle foreste europee. L'ammontare delle foreste originarie in Europa Occidentale è solo dal due al tre per cento, nella Russia europea dal cinque al dieci per cento. Il paese meno coperto da foreste è l'Irlanda (8%), quello più coperto è la Finlandia (72%). Nella terraferma, prevalgono le foreste decidue. Le specie più importanti sono il faggio, la betulla e la quercia. Nel nord, dove cresce la taiga, la betulla è molto comune. Nel Mediterraneo, molti ulivi sono stati piantati, i quali si adattano molto bene al clima arido. Un'altra specie comune nell'Europa Meridionale sono i cipressi. Le foreste di conifere prevalgono ad altitudini elevate, sopra il confine delle foreste, e nel nord di Russia e Scandinavia, all'avvicinarsi dell'Artico, predomina la tundra. Le regioni semi-aride del mediterraneo ospitano anche piante del sottobosco. Una stretta lingua della prateria euroasiatica, la steppa, si estende verso est dall'Ucraina e la Russia meridionale verso l'Ungheria, e attraversa la taiga nel nord. La più recente glaciazione e la presenza dell'uomo, hanno influenzato la distribuzione della fauna europea. In molte parti dell'Europa, predatori e grandi animali sono stati cacciati fino all'estinzione. Il mammut e l'uro si sono estinti, e oggi, lupi (carnivori) e orsi (onnivori), sono a rischio di estinzione, mentre un tempo si trovavano quasi ovunque nell'Europa. Comunque, la deforestazione ha costretto questi animali a ritirarsi sempre di più. Già nel medioevo l'habitat degli orsi era limitato a montagne più o meno inaccessibili con abbastanza copertura boschiva. Oggi, l'orso bruno vive principalmente nella penisola balcanica, nel nord e nella Russia; un minor numero di esemplari persiste ancora in Europa (Austria, Pirenei, ecc.) ma in queste aree sono frammentati ed emarginati per la distruzione del loro habitat. Nell'estremo nord dell'Europa si può trovare l'orso polare. Il lupo, il secondo più grande predatore in Europa dopo l'orso bruno, si può trovare principalmente nell'Europa Orientale e nei Balcani. Altri carnivori importanti sono la lince eurasiatica, il gatto selvatico, le volpi (specialmente la volpe rossa), sciacalli, martore, ricci, serpenti (vipere, bisce...), diversi uccelli e mammiferi, come roditori, cervi, caprioli e cinghiali, nelle montagne marmotte, stambecchi e camosci tra gli altri. Anche le creature marine sono importanti per la flora e la fauna europee. La flora marina è specialmente fitoplancton. Altri animali importanti che vivono nei mari europei sono zooplancton, molluschi, echinodermi, crostacei, calamari, polpi, pesci, delfini e balene. Alcuni animali vivono in grotte, come protei e pipistrelli.

Stati europei

Ci sono 44 stati indipendenti in Europa (tra parentesi le loro capitali): pipistrelli
- Albania (Tirana)
- Andorra (Andorra la Vella)
- Armenia (Erevan) - (geograficamente in Asia, ma considerata parte dell'Europa per ragioni storiche e culturali).
- Austria (Vienna)
- Azerbaijan (Baku) - (parzialmente in Europa se si considera come confine con l'Asia lo spartiacque del Caucaso.
- Belgio (Bruxelles)
- Bielorussia (Minsk)
- Bosnia-Erzegovina (Sarajevo)
- Bulgaria (Sofia)
- Cipro (Nicosia) - (geograficamente in Asia, ma considerata parte dell'Europa per ragioni storiche e culturali).
- Croazia (Zagabria)
- Danimarca (Copenaghen)
- Estonia (Tallinn)
- Finlandia (Helsinki)
- Francia (Parigi)
- Germania (Berlino)
- Georgia (Tiblisi) - (parzialmente in Europa se si considera come confine con l'Asia lo spartiacque del Caucaso.
- Grecia (Atene)
- Éire o Repubblica d'Irlanda (Dublino)
- Islanda (Reykjavík)
- Italia (Roma)
- Kazakistan (Astana) - (la porzione europea consiste nella parte ad ovest del fiume Ural o Emba).
- Lettonia (Riga)
- Liechtenstein (Vaduz)
- Lituania (Vilnius)
- Lussemburgo (Lussemburgo)
- Macedonia (Skopje)
- Malta (La Valletta)
- Moldova (Chişinău)
- Norvegia (Oslo)
- Paesi Bassi (Amsterdam)
- Polonia (Varsavia)
- Portogallo (Lisbona)
- Principato di Monaco (Monaco)
- Regno Unito (Londra) (composto da Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord, a volte detto anche Gran Bretagna)
- Repubblica Ceca (Praga)
- Romania (Bucarest)
- Russia ( Mosca) - (i territori ad ovest degli Urali e a nord del Caucaso).
- San Marino (Città di San Marino)
- Serbia e Montenegro (Belgrado)
- Slovacchia (Bratislava)
- Slovenia (Lubiana)
- Spagna (Madrid)
- Svezia (Stoccolma)
- Svizzera (Berna)
- Turchia (Ankara) - (la parte europea comprende i territori a nord-ovest del Bosforo e dello stretto dei Dardanelli).
- Ucraina (Kiev o Kyiv)
- Ungheria (Budapest)
- Vaticano

Dipendenze

I seguenti territori europei sono riconosciuti distinti geograficamente e culturalmente. Tra parentesi lo stato che li amministra. Le dipendenze situate in altri continenti non sono nella lista.
- Akrotiri (UK)
- Dhekelia (UK)
- Isole Åland (Finlandia)
- Isole Faroe (Danimarca)
- Gibilterra (UK)
- Guernsey (UK)
- Jan Mayen (Norvegia)
- Jersey (UK)
- Isola di Man (UK)
- Svalbard (Norvegia)

Regioni dell'Europa

Le suddivisioni dell'Europa sono molto arbitrarie, in quanto esistono pochi consensi per le molte definizioni che sono state proposte. Non esiste alcuna precisa convenzione geografica; la seguente mappa rappresenta, comunque, l'idea più comune di quali nazioni costituiscono le varie regioni del continente. Svalbard

Europa Occidentale

L'Europa Occidentale (in rosso sulla mappa), include Gran Bretagna, Irlanda, Francia e il Benelux (Belgio, Olanda e Lussemburgo). In certi casi, include anche la Germania, anche se è più appropriato considerarla nell'Europa Centrale. In altri casi, il concetto di Europa Occidentale si riferisce all'intera metà occidentale dell'Europa, includendo la Penisola Iberica (Spagna, Portogallo, Andorra), la penisola italiana (Italia, San marino, Città del Vaticano), i paesi nordici (Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda, Danimarca), e i paesi alpini (Germania, Svizzera, Liechtenstein, Austria, Slovenia) e Monaco. Usato in senso storico o politico (riferendosi alle divisioni della Guerra Fredda), il termine può includere anche la Grecia e la Turchia.

Europa Centrale

Europa Centrale (in azzurro sulla mappa) è un termine meno usato rispetto a Europa Occidentale e Orientale, spesso, le sue nazioni sono classificate nell'una o nell'altra categoria. Solitamente, riferendosi all'Europa Centrale, si intendono il Gruppo di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria), e i Paesi Alpini (Svizzera, Liechtenstein, Austria, Slovenia, Germania).

Europa Orientale

Europa Orientale (in arancione sulla mappa), non è un concetto bene definito, come per l'Europa Occidentale. Include la Comunità degli Stati Indipendenti Europei (Bielorussia, Kazakistan, Moldavia, Russia, Ucraina), spesso gli Stati Baltici (Estonia, Lettonia, Lituania), più raramente la Polonia. Spesso include anche il Caucaso, o i paesi Transcaucasiani (Armenia, Azerbaijan, Georgia), sebbene questi possano anche essere considerati parte dell'Asia. In un più ampio contesto economico/politico, potrebbero anche essere compresi il Gruppo di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria), e i Balcani (Albania, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Grecia, Macedonia, Romania, Serbia e Montenegro). Durante la Guerra Fredda, i Paesi Comunisti del Blocco Sovietico (gli appartenenti al Patto di Varsavia), erano definiti come "Europa Orientale". Spesso il termine però include anche paesi non appartenenti al Blocco Sovietico come l'Albania e la Ex Jugoslavia.

Europa Settentrionale

L'Europa Settentrionale (in viola sulla mappa) è rappresentata come l'insieme dei paesi nordici ("Scandinavia" nel suo senso più ampio: Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda e Danimarca). A volte anche l'Estonia viene contata come un paese nordico, a causa dei forti legami culturali con la Finlandia. Il termine Europa Settentrionale, però, di solito ricopre un'area più ampia, come parte dell'Europa a nord delle Alpi. In questo caso, comprende le Isole Britanniche (Gran Bretagna e Irlanda), il Benelux (Belgio, Olanda e Lussemburgo), la Francia settentrionale, la Germania, i paesi baltici (Estonia, Lettonia e Lituania), a volte anche Polonia e Russia.

Europa Meridionale

Europa Meridionale (in verde sulla mappa), è un termine usato in modo simile a quello di Europa Settentrionale. Include la Penisola Iberica (Spagna, Portogallo, Gibilterra e Andorra), la Penisola Italiana (Italia, San Marino, Città del Vaticano), Monaco, e la Penisola Balcanica (Albania, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Grecia, Macedonia, Romania, Serbia e Montenegro). Di solito i rimanenti Stati Mediterranei (Cipro e Malta) e la Tracia Orientale (in Turchia) sono inclusi a loro volta. In senso culturale anche la Francia meridionale e la Corsica si potrebbero comprendere.

Asia

Alcuni stati, hanno dei territori compresi sia in Europa che in Asia (rosa), questi sono Russia, Kazakistan, Turchia, Azerbaijan e Georgia. I loro territori asiatici sono colorati in rosa chiaro. Altri stati sono completamente nel continente asiatico, ma sono considerati parte dell'Europa per ragioni storiche e culturali (Armenia, Cipro), sono colorati in rosa scuro. L'enclave dell'Azerbaijan di Nakhchivan, è anche colorata in rosa scuro perché non è un'estensione continua del territorio dell'Azerbaijan.

Voci correlate


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Australia

Il Commonwealth of Australia è la sesta nazione del mondo in ordine di grandezza, l'unica che occupa un intero continente e la più grande dell'Australasia. Essendo tecnicamente un'isola non confina con altre nazioni. Quelle più vicine sono la Nuova Zelanda a sud-est; l'Indonesia, Papua Nuova Guinea e Timor Est a nord. Il nome 'Australia' deriva dalla frase latina terra australis incognita, e significa quindi "meridionale".

Storia

Articolo principale: Storia Australiana L'Australia è stata abitata per almeno 50.000 anni, da quando i progenitori degli attuali aborigeni australiani arrivarono dall'odierno sud-est asiatico. La terra non venne scoperta dagli Europei fino al XVII secolo, quando fu avvistata e visitata da numerose spedizioni. I due terzi orientali del continente vennero reclamati dal Regno Unito nel 1770, e inizialmente colonizzati nel Nuovo Galles del Sud il 26 gennaio 1788 come colonia penale britannica. Il resto fu reclamato dal Regno Unito nel 1829. La maggior parte degli stati che più tardi si federarono formando l'Australia non erano colonie penali. Il 1 gennaio 1901, nasce il Commonwealth, o federazione d'Australia, come dominio, all'interno dell'Impero britannico. L'Australia era ora indipendente, anche se gli ultimi legami legali con il Regno Unito non furono recisi fino al 1986. L'Australia è una monarchia costituzionale, con Elisabetta II d'Inghilterra regnante come 'Regina d'Australia'. Nel 1999, un referendum è stato tenuto per effettuare un cambio costituzionale e trasformare l'Australia in una repubblica, con un presidente nominato per sostituire la Regina come capo dello stato, ma è stato rigettato. L' Australia è anche lo stato più grande dell'Oceania.

Politica

Articolo principale: Politica Australiana Il Commonwealth of Australia è una monarchia costituzionale: la Regina d'Australia (ovvero la Regina del Regno Unito) è il capo di stato ufficiale ed è rappresentato da un Governatore Generale. In pratica, il ruolo della Corona (e quindi del Governatore Generale) è largamente cerimoniale. Il potere esecutivo, teoricamente rappresentato dalla Corona viene esercitato da un gabinetto guidato dal primo ministro. Il primo ministro è quasi sempre il capo del partito di maggioranza nella Casa dei Rappresentanti, la camera bassa (con 150 seggi) del parlamento bicamerale. I membri della Casa dei Rappresentanti, sono eletti da collegi uninominali. la camera alta (76 seggi) è il Senato, nel quale ogni stato è rappresentato da 12 senatori, indipendentemente dalla sua popolazione, e ogni territorio da due. Le elezioni di entrambe le camere si tengono ogni tre anni, tipicamente con metà del senato eleggibile per la rielezione.

Stati e territori

L'Australia è divisa in sei stati e diversi territori. Gli stati sono: Nuovo Galles del Sud, Queensland, Australia Meridionale, Tasmania, Victoria e Australia Occidentale; i territori sono: l'Australian Capital Territory e il Territorio del Nord. L'Australia ha anche un territorio minore interno, Jervis Bay Territory (una base navale nel Nuovo Galles del Sud), diversi territori esterni abitati Isola Norfolk, Isola Christmas, Isole Cocos e vari territori esterni in larga parte disabitati: Territorio delle Isole del Mar dei Coralli, Isole Heard e McDonald, Isole Ashmore e Cariter e il Territorio Australiano Antartico. L'Australian Capital Territory fu creato nel luogo scelto per la capitale Canberra. Canberra fu fondata come compromesso tra le due principali città, Melbourne e Sydney.

Geografia

Sydney Articolo principale: Geografia dell'Australia La maggior parte del territorio australiano è desertico o semi-desertico. Il 40% della superficie è coperto da dune di sabbia. Solo gli angoli a sud-est e sud-ovest hanno un clima temperato e un terreno moderatamente fertile. La parte nord dello stato ha un clima tropicale. Il Great Barrier Reef, è di gran lunga la più grande barriera corallina del mondo e giace a breve distanza dalla costa nord-orientale. Uluru, nell'Australia centrale, è il più grande monolito del mondo. Questo paese comprende circa il 90% dell'oceania. L'australia possiede anche l'isola di tasmania, dalla quale è separata dallo stretto di bass.L'australia è suddivisa in 3 regioni:lungo il margine orientale dove si trovano le alpi australiane e la grande catena divisoria,a occidente dove si trovano alcuni altopiani e zone desertiche,al centro dove si trova il lago eyre,il maggiore.Nel territorio desertico si trovano alcuni animali tipici australiani:il canguro, il diavolo orsino, il dingo, il koala,e l'emù.Il paesaggio australiano presenta 4 tipi di vegetazione:il bush composto da eucalipti alti fino a 40 m, il malee formato da eucalipti non più alti di 5 m,la mulga è composta da piante acacie ,infine lo scrub formato da cespugli bassi.

Flora e Fauna

Articoli principali: Flora Australiana, Fauna Australiana Anche se gran parte del continente e arido o semi-arido, nondimeno l'Australia comprende diversi tipi di habitat, dalle vette della barriera corallina alla foresta pluviale A causa della elevata vecchiaia del continente, del clima molto variabile e del suo antichissimo isolamento politico, la maggior parte delle specie animali e vegetali australiane sono uniche.Il canguro,l'ornitorinco, la foca, il koala, il toporagno, la gallina australiana, l'emù e l'echidna,suscitarono la meraviglia dei primi esploratori europei.

Economia

Articolo principale: Economia Australiana L'Australia ha una prospera economia mista di stampo occidentale, con un reddito pro capite a livello delle quattro economie dominanti dell'Europa occidentale. Negli ultimi anni l'economia australiana ha fronteggiato la crisi globale con una crescita costante. La produzione crescente nell'economia domestica ha contrastato il calo globale, e la fiducia degli affari e dei consumatori è rimasta robusta. L'enfasi australiana sulle riforme è un altro dei fattori chiave dietro alla sua forza economica.

Popolazione

Articolo principale: Popolazione Australiana La maggior parte della popolazione australiana discende da immigranti del XIX e XX secolo, inizialmente e principalmente dal Regno Unito e dall'Irlanda ma successivamente anche da altre nazioni, soprattutto Italia, Grecia e nazioni asiatiche. I discendenti della popolazione originale, gli aborigeni australiani, compongono il 2,2% della popolazione, in base al censimento del 2001. Comunemente a molte altre nazioni sviluppate, l'Australia sta attualmente sperimentando un invecchiamento della popolazione, con più pensionati e meno persone in età lavorativa. L'inglese è la lingua parlata in Australia, anche se alcune delle comunità aborigene sopravvissute mantengono il loro linguaggio nativo, e un numero considerevole di immigrati di prima e seconda generazione sono bilingue. Anche se la nazione è ampiamente secolare e sono pochi i praticanti, tre quarti degli australiani si dichiarano cristiani, principalmente cattolici o anglicani. Sono praticate anche diverse altre religioni. Voce correlata: Elenco di città australiane

Cultura

Articolo principale: Cultura Australiana

Voci correlate


- Australiani celebri
- Bandiere degli stati e territori australiani
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XIX secolo

I millennio | II millennio | III millennio