Home About us Products Services Contact us Bookmark
:: wikimiki.org ::
Pallone (gioco)

Pallone (gioco)

L'espressione gioco del pallone si riferisce a una serie di sport affini tra di loro, chiamati anche sport sferistici, diffusissimi in Europa prima dell'avvento degli sport britannici, e non al calcio, sebbene quest'ultimo talvolta venga chiamato nello stesso modo.

Storia

Le origini di questi giochi sembrano risalire agli antichi Romani, sebbene ci siano pervenute poche informazioni in proposito: conosciamo infatti alcuni nomi, ma non le regole. Di quel periodo ci rimane un'iscrizione nell'abbazia di Piastra, che ricorda un Publio Petronio Primo lusor folliculator (giocatore di piccola palla) e più in generale molti documenti che ricordano come i pilicrepi (giocatori di palla) fossero soliti ritrovarsi, specie in età imperiale, nello sphaeristerium (da cui è derivato il nome sferisterio dato ancora oggi a molti campi di gioco del pallone), solitamente costruito all'interno delle terme, oppure nel campus come il Campo Marzio della capitale. Tra i nomi tramandati si trova il follis (un pallone di pelle conciata, pieno d'aria) o folliculus, la pila trigonalis ("palla triangolare", chiamata così forse per la disposizione dei giocatori o per la forma triangolare del campo), la pila paganica ("palla campestre", perché si giocava in campagna, in cui la palla veniva riempita di piume), lharpastum ("strappo", perché i giocatori probabilmente si "strappavano" a vicenda una palla piccola di cuoio) e il ludere espulsim. Sulle regole si possono fare soltanto supposizioni. Probabilmente inizialmente era solo una sequenza di palleggi, ma non sappiamo quale fosse lo scopo del gioco. Divenne probabilmente un gioco di finte e di strategie per superare l'avversario, fino a quando fu stabilita la regola secondo la quale per vincere bisognava rinviare la palla oltre i limiti del campo.
Ci sono ipotesi interessanti anche su una possibile origine sacra dei suddetti
sport sferistici, almeno per quanto riguarda il continente americano. Nell'America precolombiana, infatti, la pratica del Tlachtli (gioco azteco simile alla pallacorda) aveva la funzione di sostenere e nutrire, attraverso la fatica e il sacrificio dei giocatori, il movimento del sole. Viste le molte affinità di alcuni aspetti delle mitologie azteca ed europea, c'è chi avanza l'ipotesi che anche alla base delle versioni americane di tali giochi (come il llargues) si celasse un rito solare propiziatorio. Il gioco fu ripreso da Spagnoli e Arabi, che lo praticavano con uno strumento anzichè con le mani. Il termine arabo per il gioco era ràhat ("راحة", "palmo della mano"), da cui deriva la parola "racchetta". Dal gioco della palla, praticato con uno strumento, probabilmente derivano l'odierno polo, il baseball e la pelota moderna. In Francia, alcune illustrazioni del Trecento mostrano un campo diviso da una corda o da una striscia disegnata e una palla cucita fatta di quattro spicchi di cuoio. Questo gioco si chiamava jeu de paume, ovvero "gioco di palmo" (della mano). Era praticato da ecclesiastici di ogni grado, dai nobili e dalle donne. Si giocava in un campo rettangolare, con una corda tesa a metà del campo, in cui si colpiva una palla di cuoio riempita di pelo di cane (secondo l'ordinanza di Luigi XI del 1480), sia con il palmo che con il dorso della mano. Il successivo uso delle racchette fece del jeu de paume il precursore del tennis odierno, con l'adozione delle racchette e della rete di corde intrecciate a metà campo. In Inghilterra il jeu de paume potrebbe essere arrivato circa nel Trecento, portato dai cavalieri che accompagnavano Maria de Couci, la figlia di Eguerrand di Piccardia, al suo sposo, il re Alessandro III di Scozia. La certezza che si praticasse questo gioco viene dai vari poemi di Willie The Sweet, di Shakespeare e di Chaucer, i quali usano parole come tennis ball, tenetz ed altri termini per le "cacce" (parte del punteggio) e i punti stessi. "Tenetz", dal francese, significa "prendete!" (derivato dal "tenere" latino, che significa "prendere"). Quindi, probabilmente, la parola "tennis" sarebbe sorta come termine latino, per poi essersi trasformata in inglese, passando da tenetz, a tynes, a tenyse, fino a tennis. In Italia la prima regolamentazione ufficiale risale al 1555 con il trattato dedicato ad Alfonso d'Este da Antonio Scaino di Salò. Tra le descrizioni delle varianti del gioco, lo Scaino menziona il fatto che il gioco a mani nude faceva gonfiare eccessivamente la mano (all'epoca il pallone era di cuoio) e veniva considerato poco adatto alla nobiltà, che perciò si proteggeva la mano impugnando un bracciale di legno, donde il nome di pallone col bracciale. Questa fu probabilmente una delle ragioni per le quali il gioco con la racchetta sia stato nei secoli prerogativa delle città, mentre quello a mano nuda si sia mantenuto nelle zone rurali. Verso la fine dell'Ottocento, con la vulcanizzazione della gomma, furono fabbricati i primi palloni in questo materiale, che permisero di sostituire il bracciale con una protezione più leggera di strisce in stoffa e cuoio. Fu così che il Bracciale si divise nelle due specialità: quella del Pallone piccolo o piemontese, diventata in seguito "pallone elastico" e quella del Pallone grosso o toscano che per tre secoli fu il gioco più praticato, in tutta la Penisola e destò l'interesse di Wolfgang Goethe, Giacomo Leopardi (A un vincitore nel pallone), Edmondo de Amicis (Gli azzurri e i rossi), Anton Francesco Grazzini, Ottavio Rinuccini, Gabriello Chiabrera, Tommaso Grossi, Gioachino Belli. Tra Ottocento e Novecento il gioco del pallone attraversò una crisi che portò alla sua quasi totale scomparsa, con l'eccezione di alcune zone dove è ancora praticato nelle sue diverse varianti. Sport analoghi sopravvivono ancora, con limitate differenze regolamentari, in America Latina, Belgio, Paesi Bassi e in alcune zone della Francia meridionale. Recentemente è stata creata una disciplina propedeutica al gioco del pallone, la pallapugno leggera, che è adatta al gioco nelle palestre ed ha una discreta diffusione a livello giovanile, specialmente in ambito scolastico. __NOTOC__

Il gioco del pallone nel mondo

Date le sue origini risalenti all'età romana, il
Folliculus era diffuso in tutte le zone dell'impero. Dopo la caduta di quest'ultimo si continuò a praticarlo ma subì inevitabilmente variazioni che differivano avvolte anche da città a città. Culle di queste discipline, raggruppate nell'espressione sport sferistici, furono soprattutto Paesi latini come Italia, Francia e Spagna dove la loro popolarità crebbe enormemente a partire dal '500 fino al XIX secolo, ovvero fino a quando gli sport dell'Inghilterra vittoriana (Cricket prima, Calcio e Rugby poi) non cominciarono a diffondersi in tutto il mondo.
Messi in secondo piano all'inizio del XX secolo, continuarono tuttavia a essere praticati a livello locale, e oggi, in alcuni casi, stanno tornando alla ribalta un po' in tutto il mondo occidentale, soprattutto in forma di recupero delle tradizioni.
Esiste anche una federazione mondiale, che organizza campionati mondiali nelle specialità pallapugno (tradizione italiana), fronton (praticato in Francia e, con il nome di Handball, in Gran Bretagna e Irlanda, llargues (tradizione argentina) e gioco internazionale (una miscellanea delle varie discipline europee).
In Italia queste specialità sono amministrate dalla Federazione Italiana Pallapugno (F.I.P.A.P.), con sede a Torino, riconosciuta dal CONI, quale
disciplina associata dal 1982. Le società affiliate sono circa 100, i tesserati in totale circa 20.000.

Italia


- Pallapugno (ex Pallone Elastico)
- Pallapugno alla pantalera
- Pallone col bracciale
- Palla eh!
- Palla elastica
- Pallapugno leggera
- Pallonetto ligure

Francia


- Jeu de paume (detto anche Pallacorda)
- Ballon au poing

Spagna


- Pelota basca
- Pelota valenciana

Belgio


- Balle pelote

Olanda


- Kaatsen

Irlanda-Gran Bretagna


- Handball
- Fives

USA


- Wind-ball

Germania


- Faustball (detto anche Fistball)

Messico


- Pelota tarasca

Colombia


- Chazas

Ecuador


- Pelota nacional

Argentina


- Llargues

Collegamenti esterni


- [http://www.cijb.org/ Federazione internazionale sport sferistici]
- [http://www.palloneelastico.it Federazione italiana pallapugno] Categoria:Sport sferistici

Sport

Lo Sport è l'insieme di quelle attività, fisiche e mentali, compiute al fine di migliorare e mantenere in buona condizione l'intero apparato psico-fisico umano e di intrattenere chi le pratica o chi ne è spettatore. Lo sport può essere praticato singolarmente o in gruppo (sport di squadra), senza fini competitivi oppure gareggiando contro altri sportivi. In quest'ultimo caso si parla di agonismo sportivo. Il termine sport deriva dall'inglese, ma risale a sua volta dall'antico termine francese desport: divertimento, svago. Il termine in italiano che più si avvicina all'etimo francese è "diporto".

Società e sport

La diffusione della pratica sportiva in quasi tutte le società del mondo contemporaneo è il segno evidente dell'importanza che lo sport ha assunto in quelle realtà da un punto di vista sociale, economico e politico. Lo sport è parte integrante della cultura di una società e si sviluppa in simbiosi con i cambiamenti che la contraddistinguono. Si pensi solamente al bagaglio di tradizioni che le discipline sportive tradizionali apportano alle culture delle nazioni in cui sono praticate o agli stretti legami che intercorrono tra lo sport e i mass media. Lasciando da parte per un attimo il fattore dell'educazione fisica, peraltro fondamentale, e considerando solamente la connotazione ludica dello sport, è evidente che la pratica sportiva è diffusa soprattutto presso quelle realtà sociali che, culturalmente ed economicamente, possono usufruire dei mezzi necessari a praticarla. Molti sport richiedono una particolare attrezzatura per poter essere praticati, costituita da veicoli meccanici (come per il ciclismo, l'automobilismo, il motociclismo, la vela) o da semplici attrezzi (come per la scherma, il salto con l'asta, il tiro con l'arco, il golf), oppure richiedono particolari strutture per la pratica (come ad esempio per il nuoto o il pattinaggio). L'equitazione e l'ippica sono esempi di sport praticati insieme con un animale, il cavallo così come gli sport cinofili che vedono impegnato il binomio cane-uomo. Altri sport invece, ad esempio la corsa, non richiedono attrezzature particolari e vengono praticati diffusamente anche nei paesi più poveri. In queste società lo sport è spesso visto dalle giovani generazioni come mezzo per un possibile riscatto economico e sociale, ne sono un chiaro esempio i grandi corridori africani che da molti anni ormai sono i dominatori del mezzofondo in atletica leggera. Una parallela attività di educazione culturale segue allo sviluppo dello sport in una società. Una concezione, largamente diffusa soprattutto nei paesi con maggiori tradizioni sportive, è che lo sport debba essere considerato come una scuola di vita che insegna a lottare per ottenere una giusta ricompensa e che aiuta alla socializzazione ed al rispetto tra compagni ed avversari. Per questo motivo l'educazione fisica ha una parte fondamentale nell'educazione dell'individuo già all'interno della scuola. Ma vi sono anche opposte posizioni che vedono nell'agonismo (magari accentuato dall'elemento economico), nella esasperata contrapposizione individuale, un pericoloso segnale che potrebbe tendere a far risaltare lo spirito competitivo come naturale parametro di rapporto fra gli esseri umani. Lo sviluppo crescente dell'importanza dello sport nella vita di tutti i giorni ha avuto, quale conseguenza accessoria, l'emergere di nuove branche del sapere dedicate esclusivamente allo studio dei singoli aspetti dell'attività sportiva. In particolare hanno avuto molto sviluppo:
- Medicina dello sport
- Economia dello sport
- Sociologia dello sport

Professionismo e dilettantismo

Oltre alla nascita di nuove discipline e specialità, nel corso del XX secolo si è sviluppata una fondamentale suddivisione all'interno del mondo dello sport, legata all'aspetto prettamente economico che ruota attorno agli avvenimenti sportivi, la divisione tra sport dilettantistico e professionistico. Gli atleti professionisti vengono pagati per svolgere la propria attività e possono essere considerati dei lavoratori dello sport a tutti gli effetti. Di solito, solamente i migliori sportivi di ogni disciplina riescono a diventare dei professionisti e ciò fa in modo che gli eventi sportivi a cui partecipano i professionisti possano vantare delle prestaziondi di livello più elevato rispetto allo standard dilettantistico. Nella realtà dei paesi occidentali, alcuni sport professionistici attraggono la gran parte dei praticanti, mentre le attività minori si scontrano sia con problemi di visibilità mass-mediologica, sia con l'insufficiente copertura finanziaria da parte dei potenziali sponsor. Ciò comporta notevoli costi da sostenere per l'amatorialità dilettantistica e spesso questo si traduce in difficoltà logistiche difficilmente superabili senza l'intervento delle autorità pubbliche. Secondo un'altra visione del problema, professionismo e dilettantismo operano, o dovrebbero operare, in sinergia. Il primo, mediante l'attenzione che i media e gli sponsor concentrano sui campioni sportivi, valorizza le caratteristiche spettacolari dello sport contribuendo a farlo conoscere maggiormente e ad attrarre, anche verso la pratica attiva, un numero maggiore di persone. Il secondo di riflesso beneficia, in termini di visibilità e possibilità economiche, dei risultati dell'altro, fornendo nuovi praticanti e possibili nuovi campioni. L'evento in cui il dualismo tra professionismo e dilettantismo ha avuto il maggior livello di contrasto è stata sicuramente l'Olimpiade, la più importante manifestazione sportiva a livello mondiale. Le olimpiadi hanno cadenza quadriennale e si dividono in olimpiadi estive e invernali. In tale occasione i migliori atleti provenienti da ogni parte del mondo, si cimentano nelle diverse discipline olimpiche. In occasione delle prime edizioni delle olimpiadi moderne, però, alle gare erano ammessi solo gli atleti dilettanti, nel corso degli anni, e sotto la spinta dell'opinione pubblica e degli sponsor, la regola subì varie deroghe e alla fine venne eliminata per permettere agli atleti professionisti, di solito i migliori delle varie discipline, di partecipare alle competizioni olimpiche. Nell'ideale olimpico, definito con la celebre massima dal barone Pierre De Coubertin "L'importante non è vincere ma partecipare", possono in ogni caso essere condensati quei principi di lealtà, impegno e rispetto che dovrebbero essere alla base della pratica sportiva ad ogni livello, sia che si tratti di atleti dilettanti che di professionisti.

Lo sport in Italia

Nella società italiana lo sport è molto diffuso soprattutto tra i giovani. A differenza di altri paesi però l'educazione sportiva in Italia non è affidata alle scuole, mancano infatti i club sportivi scolastici, anche se sono previste comunque delle lezioni di educazione fisica all'interno del programma didattico. La crescita sportiva dei ragazzi italiani è delegata quasi esclusivamente alle società ed associazioni sportive private. A livello agonistico le attività sportive in Italia sono coordinate dal CONI, verso il quale però si dirigono sempre crescenti critiche di politicizzazione e di asservimento ad interessi economici che privileggerebbero alcune discipline mentre altre attività, cosiddette minori, verrebbero osteggiate nel loro sviluppo. Il movimento sportivo italiano da sempre ha avuto nel calcio il catalizzatore dell'attenzione mediatica e dei mezzi finanziari che via via nel corso del Novecento sono aumentati in maniera esponenziale. D'altronde, fino agli anni '90, il grande finanziatore dello sport italiano è stato proprio il calcio che, grazie al concorso a pronostici Totocalcio, aveva permesso a molte federazioni minori di esistere e favorire la pratica dello sport. La crisi del Totocalcio, legata all'introduzione di nuovi giochi statali e della legalizzazione delle scommesse sportive, ha avuto come conseguenza una forte crisi finanziaria del Coni e di conseguenza di tutto il movimento sportivo italiano. In conseguenza a questa situazione si sono incominciate a levare le critiche nei confornti del settore dirigenziale dello sport italiano. Le critiche si concentrano sul fatto che il Coni, e le varie federazioni sportive, ormai privilegiano, per questioni di visibilità e sponsorizzazione, solo gli aspetti riguardanti il movimento di vertice delle varie discipline disinteressandosi del settore dilettantistico, che rappresenta circa il 90% degli sportivi in Italia, e degli effettivi problemi logistici e finanziari della base, la cui attività spesso e volentieri si fonda sul volontariato di gente comune.

Storia dello sport

Lo studio dello sviluppo dello sport nella storia umana può darci significative indicazioni sui cambiamenti sociali intervenuti nel corso dei secoli e su quelli riguardanti la concezione stessa dell'attività sportiva nelle varie culture. La concezione dello sport come attività che coinvolge le abilità umane di base (fisiche e mentali), con lo scopo di esercitarle costantemente e così di migliorarle, per utilizzarle successivamente in maniera più proficua, suggerisce che lo sport è probabilmente antico quanto lo sviluppo dell'intelligenza umana. Per l'uomo primitivo l'attività fisica, priva dell'agonismo dei nostri giorni, era solamente un modo molto utile per migliorare la propria conoscenza della natura e la padronanza dell'ambiente che lo circondava.

Preistoria

Nel corso del XIX secolo molte scoperte di esempi di arte rupestre sono state effettuate in Francia, per esempio a Lascaux, in Africa ed in Australia, che dimostrano come in tempi preistorici, venissero effettuate cerimonie rituali che comportavano un'attività fisica dei partecipanti. Alcuni di questi ritrovamenti sono stati fatti risalire ad almeno 30.000 anni fa. Illustrazioni dell'età della pietra che ritraggono uomini nuotare e tirare con l'arco sono state ritrovate nel deserto libico. I graffiti stessi sono una dimostrazione dell'interesse degli uomini delle caverne per attività che non fossero direttamente legate alla ricerca di cibo e alla sopravvivenza, ma che possiamo definire invece come svago. Di conseguenza, anche se non può essere individuata in queste fonti prova diretta dell'esistenza in età preistorica di alcun tipo di attività sportiva, è ragionevole ipotizzare che in quel periodo venissero praticate delle attività, legate a rituali mistici e propiziatori, che possono essere alla base dello sport praticato nelle antiche civiltà euro-asiatiche.

Antica Cina

I ritrovamenti di artefatti e edifici antichi suggeriscono che la civiltà cinese ha iniziato a praticare attività atletiche che possono essere assimilate alla moderna concezione di sport fin dal 4000 AC. Lo sviluppo delle antiche discipline sportive in Cina sembra sia da collegare sviluppo di altre attività dell'uomo: l'agricoltura, l'artigianato, la guerra e l'intrattenimento. L'attività sportiva maggiormente popolare nell'antica Cina sembra fosse la ginnastica. Dalla ginnastica può essere facilmente fatto risalire sia lo sviluppo in Cina delle arti marziali (il più famoso stile, sicuramente il Kung-Fu del tempio Shaolin), sia la tradizione acrobatica degli artisti del circo tradizionale cinese.

Antico Egitto

Le iscrizioni sugli antichi monumenti egiziani indicano che già al tempo dei faraoni venivano praticate molte attività sportive a scopo essenzialmente ludico: lotta, ginnastica, pugilato, nuoto, canottaggio, pesca, atletica e vari generi di giochi con la palla. I faraoni, nonché i dignitari e gli uomini di stato dell'antico Egitto assistevano a gare sportive con assiduità e ne favorivano lo svolgimento promuovendo la costruzione delle strutture necessarie. Dai geroglifici è stato possibile stabilire che già millenni prima dei greci, gli antichi egiziani avevano provveduto a stilare le regole di base per alcuni giochi, ad affidare il controllo della regolarità delle gare ad un arbitro neutro, a dotare i giocatori di uniformi, e ad ornare i vincitori assegnando loro collari di foggie particolari. Sia il vincitore che il perdente venivano omaggiati, il primo per la sua superiorità ed il secondo per il suo spirito sportivo.

Antica Grecia

Una vasta gamma di sport era già praticata ai tempi dell'antica Grecia: la corsa, il salto in lungo, la lotta, il pugilato, il lancio del giavellotto, il lancio del disco e la gara dei carri da guerra erono quelli prevalenti. Questa predilezione sta ad indicare l'influenza predominante che la coltura militare nell'antica Grecia ebbe sullo sviluppo degli sport ad essa più legati e viceversa. I Giochi Olimpici, istituiti nel 776 AC, si tenevano in onore di Zeus ogni quattro anni ad Olimpia, un piccolo villaggio del Peloponneso. Le olimpiadi non erano solamente un avvenimento sportivo, ma erano la celebrazione dell'eccellenza individuale, della varietà culturale ed artistica dell'intera cultura greca e, soprattutto, erano l'occasione per onorare la massima divinità religiosa. Poiché i giochi olimpici erano considerati sacri i greci consideravano come sacrilegio a Zeus lo scoppio di ostilità durante il loro svolgimento. Dall'inizio alla fine delle olimpiadi veniva proclamato una tregua su tutti i campi di battaglia greci. Anche le esecuzioni venivano sospese. La cosiddetta tregua olimpica permetteva ai cittadini greci di riunirsi pacificamente e di competere tra loro in un atmosfera di rispetto reciproco. Le gesta dei campioni di Olimpia sono state cantate dal poeta greco Pindaro.

Antica Roma

La cultura romana, come quella ellenistica, celebrava l'esaltazione della competizione fisica. L'attività sportiva non competitiva veniva praticata prevalentemente nell'ambito delle terme come parte fondamentale di quella cultura del benessere che era un pilastro della società romana. Già ai tempi della fondazione della città venivano celebrate feste religiose all'interno delle quali erano previste gare sportive. Il termine ludi, che indicava generalmente le competizioni sportive, deriva probabilmente dall'etrusco, come gran parte dell'attività sportiva romana. I ludi erano organizzati dai membri della classe sacerdotale ed alle gare partecipavano i giovani appartenenti alla nobiltà. La sacralità dell'evento sportivo, carattere comune all'attività dello sport in Grecia, a Roma venne però pian pian sostituito dall'aspetto spettacolare, dal desiderio di intrattenimento collettivo. Sin dai resoconti più antichi gli sport praticati giochi a Roma comprendevano anche le specialità olimpiche greche, ma tra queste il favore del pubblico era riservato ai giochi più violenti, come il pugilato, la lotta ed in particolare al pancrazio, una variante del pugilato molto violenta e dalle conseguenze a volte fatali. L'esasperazione della componente violenta della competizione nell'antica Roma è facilmente riscontrabile nel costante successo che riscontrarono tra la popolazione i combattimenti dei gladiatori, che vennero ben presto utilizzati come stabilizzatori sociali (panem et circenses) ed in questo senso va vista la costruzione in molte città dell'impero di grandi anfiteatri, come il Colosseo.

Le suddivisioni dello sport

Le varie discipline sportive che nel loro insieme compongono ciò che noi definiamo sport possiedono, nelle loro componenti più basilari, degli elementi che le accomunano tra di loro: lo spirtito di competizione, la voglia di divertimento, la ricerca del benessere o il tentivo di avvicinare i limiti psicofisici degli atleti. Se però le analizziamo dal punto di vista del tipo di regole, dalle modalità del gioco, dagli attrezzi usati, insomma dagli elementi esterni e maggiormente appariscenti, possiamo suddividerle in categorie. In base al numero di atleti che affrontano insieme il gesto sportivo possiamo individuare:
- Sport individuali
- Sport di squadra (vedi categorie di riferimento: Sport individuali · Sport di squadra) Un'altra suddivisione può essere fatta in base ai mezzi con cui viene disputata una competizione:
- Sport della racchetta: che prevedono come mezzo unico l'uso della racchetta.
- Sport equestri: che prevedeono l'uso nelle gare di un cavallo.
- Sport motoristici: in questi sport vengono effettuate gare tra mezzi spinti da motori come le automobili e le motociclette (ma anche la motonautica)
- Sport remieri: in cui le gare avvengono tra imbarcazioni a remi come, ad esempio, la canoa, il kayak ed il canottaggio
- Sport velici (o Sport nautici, o Nautica): in cui le gare avvengono tra imbarcazioni sospinte solo dalla forza del vento sul mare aperto oppure su un lago. (Vedi categorie di riferimento: Sport equestri · Sport motoristici · Sport remieri · Sport nautici) Esistono anche gli sport "della mente" come gli scacchi e il bridge. Ricordiamo che in particolare il bridge è una disciplina associata del CONI e sta per ottenere il riconoscimento di disciplina autonoma per partecipare alle Olimpiadi.

Voci correlate


- Wikipedia:Progetto Sport
- Sportivi italiani
- Sportivi stranieri
- Doping
- Giochi Olimpici Categoria:Spettacolo ja:スポーツ ko:스포츠 ms:Sukan simple:Sport th:กีฬา


Calcio (sport)

Il calcio è un gioco sportivo a squadre, in cui si fronteggiano due squadre composte ciascuna da undici giocatori. Di origine antica, probabilmente già abbozzato durante il Medioevo in Italia (vedi Calcio fiorentino), la sua affermazione moderna si ebbe in Inghilterra, a metà del XIX secolo. Il calcio si gioca su un campo d'erba (in futuro sarà possibile giocare su superfici di erba sintetica) delimitato ai lati da righe bianche fatte di gesso o vernice bianca. Lo scopo del gioco è di far entrare una palla di cuoio nella porta avversaria, delimitata da due pali verticali congiunti da una traversa superiore che li unisce. La palla può essere colpita con qualsiasi parte del corpo, braccia e mani escluse. Per lò più si usano i piedi. Il portiere è l'unico giocatore che può toccare il pallone con le mani, ma solamente all'interno della propria area di rigore. Le partite durano 90 minuti e sono suddivise in due "tempi" di 45 minuti l'uno, intervallati da un riposo di circa 15 minuti. Prima della fine dei due tempi, l'arbitro decide se concedere alcuni minuti di recupero a causa dei tempi morti (sostituzioni, pause per infortuni, perdite di tempo) che si verificano abitualmente ed in genere non sono mai più di 6. Il tempo effettivo di gioco è sempre inferiore a 45 minuti poiché il cronometro non viene mai fermato, nemmeno a gioco fermo. L'arbitro è anche il cronometrista ufficiale della partita. In competizioni che prevedono l'eliminazione diretta ed esigono un vincitore, si ricorre di solito a tempi supplementari (due di 15 minuti ciascuno con 5 minuti di intervallo) e, in caso di ulteriore parità, si passa ai calci di rigore per stabilire il vincitore. Alcune varianti nel meccanismo dei tempi supplementari, introdotte dalla seconda metà degli anni '90 prevedono il silver gol: cioè la squadra che riesce a terminare in vantaggio il primo tempo supplementare si aggiudica l'incontro senza bisogno di disputare il secondo tempo supplementare, ed il golden gol, ovvero la prima squadra che segna nei supplementari si aggiudica l'incontro e la partita finisce immediatamente. Queste modifiche regolamentari sono state abolite nei primi anni del nuovo secolo. Il calcio si gioca a livello professionistico in tutto il mondo. Milioni di persone vanno regolarmente allo stadio per seguire la propria squadra del cuore, ed altrettante persone guardano la partita in televisione. C'è anche un elevatissimo numero di persone che gioca al calcio a livello amatoriale. Non c'è dubbio che la popolarità di questo sport continui a crescere continuamente. In Africa, Asia e Stati Uniti l'interesse sta sbocciando negli ultimi anni. Non a caso, nel 2010 il Sudafrica ospiterà la manifestazione più grande e prestigiosa del calcio: i Mondiali di calcio.

Nascita del calcio moderno

La patria del calcio moderno è l'Inghilterra e in particolare, i College inglesi. Nasce come sport d'elite: erano i giovani delle scuole più ricche e delle università a giocare al football. Le classi erano sempre composte da dieci alunni, e a questi si aggiungeva il maestro che giocava sempre insieme a loro. Ecco spiegato perché si gioca in 11. Il capitano di una squadra di calcio è una sorta di discendente del maestro della public school. Inghilterra Nel 1848, all'Università di Cambridge, H. de Winton e J.C. Thring, proposero, e ottennero, di fare una riunione con altri 12 rappresentanti di Eton, Harrow, Rubgy, Winchester e Shrewsbury. L'incontro fiume (durò 8 ore) produsse un importante risultato: vennero stilate le prime basilari regole del calcio. Queste regole posero fine al dubbio che riguardava la parte del corpo con la quale colpire la palla: con le mani, con i piedi o entrambi indifferentemente? Le cosiddette regole di Cambridge favorivano chiaramente il gioco con i piedi e permettevano il gioco con le mani solo nel momento in cui era necessario catturare un pallone chiaramente indirizzato in porta, come un calcio di punizione. Queste regole furono adottate da tutti eccetto che dall'Università di Rugby, i cui rappresentanti erano chiaramente a favore di un gioco più fisico e che consentisse di toccare il pallone anche con le mani. Si produsse così lo scisma che portò alla nascita del rugby, sport che prende il nome dall'Università che l'ha sviluppato. Il calcio intanto si espandeva a macchia d'olio: in Inghilterra ben presto divenne lo sport per eccellenza della working class e non solo delle elite. Questo nuovo sport, divertente, semplice e stancante era l'ideale per sfogarsi dopo una settimana lavorativa. Dall'Inghilterra il calcio venne esportato in tutta Europa. Furono le città portuali per prime a conobbero il football, poiché dalle navi provenivano gli inglesi. Non a caso quindi la più antica società calcistica italiana è il Genoa, fondata a Genova nel 1893, che conquistò anche il primo scudetto in palio. In questo periodo pionieristico, gli inglesi erano considerati veri e propri maestri: avere un allenatore e dei giocatori inglesi in squadra significava avere un vantaggio grandissimo sugli altri. Anche il Milan fu fondato da inglesi. In Sudamerica, i marinai inglesi preferivano giocare a calcio tra di loro lasciando da parte la gente del posto. Ma rimanere fuori a guardare si rivelò decisivo: ben presto, brasiliani e uruguaiani diventarono ben più abili dei maestri nel praticare il calcio. Il fenomeno ormai era di dimensioni intercontinentali, era necessario adattare le istituzioni calcistiche e chiarire in maniera pià dettagliata le regole. In questi anni infatti, erano svariate le interpretazioni del gioco del calcio.

Nascita della FIFA e regole del calcio

Il campo di gioco

L'arbitro

Una partita viene diretta dall'arbitro, che ha l'autorità di far rispettare le regole del gioco e le cui decisioni all'interno di una partita sono irrevocabili. L'arbitro è coadiuvato da due assistenti di linea e un quarto uomo (per i campionati di più alto livello) che si trova nei pressi delle panchine e può sostituire l'arbitro in caso che questi non possa continuare la direzione di gara.

Pallone in gioco e non in gioco

Tutte le linee disegnate sul campo di gioco, sono parte dell'area che delimitano. Quindi un pallone che percorre una linea laterale è considerato in gioco, un pallone sulla linea dell'area di rigore è decretato essere all'interno l'area di rigore. In definitiva, il pallone deve superare totalmente la linea laterale o di fondo per essere considerato fuori dal gioco e deve superare totalmente la linea di porta per essere considerato in rete. Se anche una minima parte del pallone non ha oltrepassato la linea, è ancora in gioco. La figura dell' arbitro è cambiata parecchio negli ultimi anni, soprattutto dal punto di vista del look: si è passati infatti dal classico "uomo nero", vestito infatti da un paio di pantaloncini e da una giacca rigorosamente neri, a tenute adesso molto più sfavillanti che vanno dal bianco al verde, dal blu all' azzurro.

Falli e cattiva condotta

L'arbitro ha il potere di punire un calciatore ed anche un allenatore, o un qualsiasi dirigente presente in panchina, per cattiva condotta, gioco violento o proteste. Anche un giocatore in panchina può essere punito. Un arbitro può estrarre il cartellino giallo come ammonizione, e può estrarre il cartellino rosso che comporta l'espulsione del giocatore. Nel caso venga espulso un dirigente o un allenatore, questi viene allontanato senza l'esposizione del cartellino. L'espulsione può avvenire direttamente, in genere per falli molto gravi o per comportamenti violenti e antisportivi, o in seguito alla seconda ammonizione ad uno stesso giocatore (somma di ammonizioni): due cartellini gialli equivalgono ad un rosso. Ad esempio il fallo da ultimo uomo, cioè quando si atterra un attaccante quando ha davanti a sé solo il portiere, comporta l'espulsione (cartellino rosso).

Calci di rigore e calci di punizione

Calci di rigore Come già detto, se un giocatore subisce fallo che prevede la concessione di un calcio di punizione diretto all'interno dell'area avversaria, l'arbitro concede il calcio di rigore. Si tratta della massima punizione per una squadra, perché segnare un rigore è relativamente facile. L'attaccante deve tirare dal dischetto situato a 11 metri dalla porta, davanti a sé ha solo il portiere che non può muoversi dalla linea di porta se non lateralmente. Fin quando l'attaccante non ha toccato il pallone in avanti, nessuno può entrare all'interno dell'area ed il portiere non può muoversi in avanti. L'arbitro fischia un calcio di punizione a favore della squadra che subisce fallo in qualsiasi zona del campo che non sia l'area di rigore (eccetto che si tratti di un calcio di punizione indiretto in area). La squadra che difende può formare una barriera la cui posizione e composizione viene decisa dal portiere, mentre la distanza minima dev'essere di 9,15 metri dalla posizione di battuta, salvo casi particolari in cui la distanza tra il punto in cui si deve battere la punizione e la linea di porta compresa tra i pali è minore di 9,15 metri.

Le scuole calcistiche nel mondo

Il calcio, come detto prima, si è sparso a macchia d'olio su tutto il pianeta coinvolgendo mille popoli diversi. Ciascuno con la propria storia e la propria identità, e quindi anche il proprio modo di interpretare il gioco. Le scuole calcistiche sono proprio questo: diverse maniere di giocare a pallone, concezioni differenti del gioco. Le più tradizionali si trovano in Europa e Sud America, laddove il calcio si è sviluppato prima.

I maestri inglesi

La scuola inglese è stata a lungo quella dominante. Nei primi 50 anni del passato secolo, affrontare l'Inghilterra o una squadra di club inglese significava andare a lezione di calcio, prendere una enorme quantità di reti e segnarne pochissime, se non nessuna. La ragione è che gli inglesi adottarono prima di chiunque altro la tattica, si disponevano con ordine in campo, sapevano colpire il pallone in modi allora impensabili e, soprattutto, arrivarono prima di tutti gli altri al professionismo. Nella fase moderna del calcio, la scuola inglese predica un calcio basato molto sulla fisicità, una tecnica di base piuttosto povera e una tradizione di centravanti e di difensori centrali fortissimi di testa, nati per raccogliere o contrastare i lanci lunghi dal centrocampo o dalle fasce. Questa tradizione inglese sta tuttavia scomparendo sotto la spinta di divesi modi di concepire il calcio introdotti in Inghilterra da giocatori e allenatori stranieri, soprattutto francesi nel campionato di calcio inglese che ha elevato, e di molto, il tasso tecnico almeno delle squadre più prestigiose.

La fine del dominio britannico: la grande Ungheria

L'iniziale dominio incontrastato degli inventori del calcio finì il 25 novembre 1953 quando la nazionale di calcio ungherese sconfisse, o forse è meglio dire che umiliò i maestri per 6-3, per giunta nella cattedrale del calcio: lo stadio di Wembley a Londra. Gli inglesi fino a poco tempo prima si erano rifiutati di affrontare nazionali straniere e di partecipare alle competizioni internazionali, orgogliosi della propria superiorità. Quando le frontiere si riaprirono, gli ex maestri si resero conto di essere stati raggiunti ed abbondantemente superati dallo splendido gioco della scuola ungherese la cui nazionale nel 1938 aveva perso un campionato mondiale solo in finale contro l'Italia. Ma la nazionale che vinse a Wembley fu senza dubbio la più forte degli anni '50 e a detta di molti, una delle più belle della storia di questo sport. Un anno prima del 6-3 questa squadra si era aggiudicata l'oro olimpico di Helsinki senza molte difficoltà. Gli ungheresi hanno sempre brillato per la loro tecnica sopraffina e le giocate spettacolari, ma nessuna nazionale o squadra di club raggiunse la competitività di quell'Ungheria. Era una squadra basata sul blocco della Honved, la squadra dell'esercito magiaro. Una formazione composta da talenti come Ferenc Puskas (forse il migliore in assoluto, fece la fortuna del Real Madrid) e Sandor Kocsis in attacco insieme a Nandor Hidegkuti che giocava da centravanti mimetizzato da centrocampista. Da non dimenticare Laszlo Kubala che giocò a lungo nel F.C. Barcelona, considerato dai tifosi blaugrana il migliore della storia del loro club. La Grande Ungheria perse la finale del Mondiale 1954 contro la Germania Ovest per 3-2. Non sono molti ad avere dubbi che per qualità del gioco, avrebbero meritato senza dubbio gli ungheresi.

La scuola italiana: tra difensivismo e spettacolo

Negli anni '60 si è affermata la scuola italiana. I teorici del gioco all'italiana sono stati Gipo Viani, Nereo Rocco ed Helenio Herrera che pure era argentino. Si tratta di un modo di giocare che predilige e cura molto più attentamente la fase di difesa, per non subire gol. Le vittorie di Herrera con l'Inter e di Rocco col Milan hanno confermato nella pratica questa filosofia calcistica, anche se è pur vero che la scuola italiana aveva prodotto eccezionali giocatori di difesa come Giacinto Facchetti, Giovanni Trapattoni, Cesare Maldini, Tarcisio Burgnich e giocatori d'attacco dalla grande fantasia come Mario Corso, Gianni Rivera e Sandro Mazzola. Una scuola prevalentemente difensivista che ha sempre prodotto anche tanti grandi attaccanti e fantasisti. Alla base della filosofia italiana c'è un attento studio dell'avversario e la grande importanza data alla tattica, due misure oggi adottate quasi ovunque nel mondo del calcio. Pensando soprattutto a non subire reti, la scuola italiana ha modificato alla tattica introducendo la marcatura a uomo in ogni parte del campo e l'impiego sistematico del libero, un difensore d'emergenza senza obblighi di marcatura che giocava dietro la linea dei difensori. Adottare la marcatura a uomo con il libero significa in molti casi uccidere lo spettacolo e stroncare sul nascere ogni iniziativa avversaria. Il cosiddetto catenaccio. Un metodo considerato anche ai nostri giorni in termini negativi, quasi come qualcosa di antisportivo, benché non vietato. Tuttavia è pure vero che il calcio italiano ha saputo produrre anche esempi di calcio spettacolare, come nel caso del Milan allenato da Arrigo Sacchi negli anni '80. Si è trattato di una squadra votata all'attacco e al gioco corale, ispirandosi alla scuola olandese degli anni settanta, e che tuttavia non ha trascurato certo la fase difensiva.

Il "calcio totale" degli olandesi

Arrigo Sacchi Agli albori degli anni '70, in pieno clima di rivoluzione nella società, anche il calcio ebbe la sua. Si chiamava Olanda. La scuola olandese deve la sua affermazione soprattutto a due persone: l'allenatore dell'Ajax Rinus Michels e il calciatore Johan Cruyff, considerato uno dei migliori di sempre, senza il quale né la squadra di Amsterdam né la nazionale oranje avrebbero potuto tradurre sul campo, e con tanta efficienza, la propria forza innovativa. Quando si parla di "calcio totale" ci si riferisce al gioco che mostrarono prima il PSV Eindhoven e subito dopo l'Ajax e la selezione olandese: qualcosa di mai visto prima, almeno non in maniera tanto sistematica. Ogni giocatore doveva saper interpretare tutti i ruoli: il difensore saliva ad attaccare, il portiere avanzava per rilanciare immediatamente l'azione, un attaccante poteva e doveva tornare indietro ad aiutare i compagni in fase di non possesso palla. Perché questo potesse verificarsi erano necessarie continue rotazioni di ruolo, con movimenti a scalare e complicati meccanismi tattici. Ogni giocatore, anche un centrale difensivo o un portiere, doveva saper giocare benissimo il pallone e non buttarlo mai via; tutti e undici dovevano muoversi e correre costantemente per tutti i 90 minuti. Nei pochi momenti in cui i giocatori non correvano, era il pallone a farlo, con una rapida successione di passaggi, la cosiddetta melina, preludio di un'intensa accelerazione del gioco. Alcune di queste caratteristiche oggi appaiono piuttosto scontate per qualsiasi squadra professionista, ma fu l'Olanda a farle vedere per prima su un campo di calcio. La nazionale olandese, chiamata anche l'arancia meccanica, poteva contare su altri grandi talenti come le due ali Johnny Rep e Rob Rensenbrink, il difensore esterno Ruud Krol, Johan Neeskens, considerato il "gemello" di Cruyff e altri ancora: una generazione particolarmente dotata, capitanata da Johan Cruyff. Simbolo del giocatore in grado di interpretare ogni ruolo e sapersi adattare ad ogni situazione, velocissimo e dal gran senso tattico. Di base era un centravanti e ha segnato diversi gol ovunque abbia giocato. Con questi uomini, compreso l'allenatore Michels, l'Ajax vinse tre Coppe dei Campioni consecutive dal 1971 al 1973 e l'Olanda perse una finale Mondiale nel 1974 contro la Germania Ovest. Michels si prese la rivincita nel 1988 quando vinse il campionato europeo con un'altra grandissima generazione di calciatori. Oggi la scuola olandese percorre la stessa strada tracciata 35 anni fa e continuano a nascere ottimi giocatori praticamente a getto continuo. Le loro caratteristiche sono quelle classiche di un giocatore orange: duttilità, tecnica, sapienza tattica.

Scuola tedesca: concretezza e vittoria

C'è una frase molto famosa di Gary Lineker, attaccante inglese degli anni '80, che potrebbe servire ad introdurre la scuola tedesca, e recita: "Il calcio è un gioco molto semplice, 22 uomini inseguono un pallone e, alla fine, vincono i tedeschi". Il modello teutonico non riscuote grandi simpatie dai non tedeschi, un po' come succede agli italiani. Il motivo è molto simile: si tratta di un gioco basato sulla difensiva, che rinuncia all'iniziativa e non contempla lo spettacolo. Nel 1974, la finale mondiale Olanda - Germania Ovest rappresentò lo scontro tra due filosofie opposte di calcio. La Germania Ovest si preoccupò di difendersi dagli attacchi olandesi dando l'impressione di essere ben più debole della sua avversaria. Sotto di un gol, finì per rimontare e vincere la partita. Ma quella non fu l'unica rimonta "impossibile" dei tedeschi, ad esempio nel 1954 accadde qualcosa di molto simile all'Ungheria che pure giocava un calcio di gran lunga più bello ed arioso di quello tedesco, che tuttavia poteva contare sul grande temperamento e spirito di sacrificio dei suoi giocatori, e una compattezza in campo invidiabile. Negli anni '70 la Germania Ovest era formata dal blocco del Bayern Monaco, l'altra grande del decennio che, di fatto, prese il trono lasciato libero dall'Ajax. In quel Monaco giocavano Franz Beckenbauer e Gerd Müller. Il primo era un libero con una spiccata qualità tecnica, in grado di lanciare l'azione d'attacco e gestire i tempi del gioco. Il secondo, un centravanti non appariscente, né fisicamente né sul piano delle giocate, ma in grado di farsi trovare sempre pronto a mandare la palla in gol. Lo testimoniano le quantità immense di reti segnate. I caratteri della scuola tedesca sono rimasti invariati fino ad oggi

La "scuola iberica"

Si tratta di una concezione di calcio condivisa da spagnoli e portoghesi, con alcune differenze. La scuola iberica si basa sullo spettacolo, sul possesso palla, sul gioco d'attacco e un ritmo più cadenzato rispetto al calcio centro-europeo. Real Madrid e F.C. Barcelona hanno portato questa filosofia ai livelli più alti, anche se soprattutto per merito di stelle straniere. Il calcio portoghese condivide queste caratteristiche, con la differenza che adotta un gioco ancora più passeggiato e in attesa di una giocata di fino. In questo è molto più vicino al calcio brasiliano che europeo. La grande carenza della scuola portoghese è di non aver ma saputo produrre (ad eccezione del grandissimo Eusebio) centravanti prolifici. Questo handicap ha pesato moltissimo sulla carenza di vittorie a livello di nazionale.

La scuola francese

(sezione da sviluppare)

Il calcio allegro dei brasiliani

(sezione da sviluppare)

La scuola argentina a passo di tango

(sezione da sviluppare)

Uruguay: gli italiani del Sudamerica

(sezione da sviluppare)

Il calcio del secolo XXI: nuove scuole nascenti?

(sezione da sviluppare)

Campionati Nazionali AFC


- Campionato di calcio afgano
- Campionato di calcio arabo-saudita
- Campionato di calcio del Bahrain
- Campionato di calcio del Bangladesh
- Campionato di calcio bhutanese
- Campionato di calcio del Brunei
- Campionato di calcio cambogiano
- Campionato di calcio cinese
- Campionato di calcio della Corea del Nord
- Campionato di calcio della Corea del Sud
- Campionato di calcio degli Emirati Arabi Uniti
- Campionato di calcio filippino
- Campionato di calcio giapponese
- Campionato di calcio giordano
- Campionato di calcio del Guam
- Campionato di calcio di Hong Kong
- Campionato di calcio indiano
- Campionato di calcio indonesiano
- Campionato di calcio iracheno
- Campionato di calcio iraniano
- Campionato di calcio del Kuwait
- Campionato di calcio del Kyrgyzstan
- Campionato di calcio del Laos
- Campionato di calcio libanese
- Campionato di calcio di Macao
- Campionato di calcio delle Maldive
- Campionato di calcio malese
- Campionato di calcio del Myanmar
- Campionato di calcio della Mongolia
- Campionato di calcio nepalese
- Campionato di calcio dell'Oman
- Campionato di calcio pakistano
- Campionato di calcio palestinese
- Campionato di calcio del Quatar
- Campionato di calcio singaporegno
- Campionato di calcio siriano
- Campionato di calcio dello Sri Lanka
- Campionato di calcio del Tagikistan
- Campionato di calcio tailandese
- Campionato di calcio taiwanese
- Campionato di calcio di Timor Est
- Campionato di calcio del Turkmenistan
- Campionato di calcio dell'Uzbekistan
- Campionato di calcio vietnamita
- Campionato di calcio dello Yemen

Campionati Nazionali CAF


- Campionato di calcio algerino
- Campionato di calcio angolano
- Campionato di calcio beninense
- Campionato di calcio del Botswana
- Campionato di calcio del Burkina Faso
- Campionato di calcio del Burundi
- Campionato di calcio camerunense
- Campionato di calcio capoverdano
- Campionato di calcio centroafricano
- Campionato di calcio del Ciad
- Campionato di calcio congolese
- Campionato di calcio egiziano
- Campionato di calcio eritreo
- Campionato di calcio etiope
- Campionato di calcio gabonese
- Campionato di calcio del Gambia
- Campionato di calcio ghanese
- Campionato di calcio del Gibuti
- Campionato di calcio guineano
- Campionato di calcio della Guinea-Bissau
- Campionato di calcio della Guinea Equatoriale
- Campionato di calcio ivorano
- Campionato di calcio keniano
- Campionato di calcio del Lesotho
- Campionato di calcio liberiano
- Campionato di calcio libico
- Campionato di calcio del Madagascar
- Campionato di calcio del Malawi
- Campionato di calcio del Mali
- Campionato di calcio della Mauritania
- Campionato di calcio delle Mauritius
- Campionato di calcio marocchino
- Campionato di calcio del Mozambico
- Campionato di calcio della Namibia
- Campionato di calcio del Niger
- Campionato di calcio nigeriano
- Campionato di calcio della Repubblica del Congo
- Campionato di calcio ruandese
- Campionato di calcio di Sao Tomè e Principe
- Campionato di calcio senegalese
- Campionato di calcio delle Seychelles
- Campionato di calcio sierraleonese
- Campionato di calcio somalo
- Campionato di calcio sudafricano
- Campionato di calcio sudanese
- Campionato di calcio dello Swaziland
- Campionato di calcio della Tanzania
- Campionato di calcio togano
- Campionato di calcio ugandese
- Campionato di calcio dello Zambia
- Campionato di calcio di Zanzibar
- Campionato di calcio dello Zimbabwe

Campionati Nazionali CONCACAF


- Campionato di calcio di Anguilla
- Campionato di calcio di Antigua e Barbuda
- Campionato di calcio delle Antille Olandesi
- Campionato di calcio arubano
- Campionato di calcio delle Bahamas
- Campionato di calcio delle Barbados
- Campionato di calcio del Belize
- Campionato di calcio delle Bermuda
- Campionato di calcio canadese
- Campionato di calcio costaricano
- Campionato di calcio cubano
- Campionato di calcio della Dominica
- Campionato di calcio giamaicano
- Campionato di calcio di Grenada
- Campionato di calcio della Guadalupa
- Campionato di calcio guatemalteco
- Campionato di calcio della Guiana
- Campionato di calcio della Guiana Francese
- Campionato di calcio haitiano
- Campionato di calcio honduregno
- Campionato di calcio delle Isole Cayman
- Campionato di calcio delle Isole Turks e Caicos
- Campionato di calcio delle Isole Vergini Britanniche
- Campionato di calcio delle Isole Vergini Statunitensi
- Campionato di calcio della Martinica
- Campionato di calcio messicano
- Campionato di calcio del Montserrat
- Campionato di calcio del Nicaragua
- Campionato di calcio panamense
- Campionato di calcio portoricano
- Campionato di calcio della Repubblica Dominicana
- Campionato di calcio del Salvador
- Campionato di calcio di Santa Lucia
- Campionato di calcio di Saint-Martin
- Campionato di calcio di Sint-Maarten
- Campionato di calcio di St. Kitts e Nevis
- Campionato di calcio di St. Vincent e le Grenadine
- Campionato di calcio del Suriname
- Campionato di calcio di Trinidad e Tobago
- Campionato di calcio statunitense

Campionati Nazionali CSF


- Campionato di calcio argentino
- Campionato di calcio boliviano
- Campionato di calcio brasiliano
- Campionato di calcio cileno
- Campionato di calcio colombiano
- Campionato di calcio ecuadoregno
- Campionato di calcio paraguaiano
- Campionato di calcio peruviano
- Campionato di calcio uruguagio
- Campionato di calcio venezuelano

Campionati Nazionali OFC


- Campionato di calcio australiano
- Campionato di calcio figiano
- Campionato di calcio delle Isole Cook
- Campionato di calcio delle Isole Salomone
- Campionato di calcio neozelandese
- Campionato di calcio della Nuova Caledonia
- Campionato di calcio della Papua-Nuova Guinea
- Campionato di calcio samoano
- Campionato di calcio della Samoa Americana
- Campionato di calcio tahitiano
- Campionato di calcio tongano
- Campionato di calcio di Vanuatu

Campionati Nazionali UEFA


- Campionato di calcio albanese
- Campionato di calcio andorrano
- Campionato di calcio armeno
- Campionato di calcio austriaco
- Campionato di calcio azerbaigiano
- Campionato di calcio belga
- Campionato di calcio bielorusso
- Campionato di calcio bosniaco
- Campionato di calcio bulgaro
- Campionato di calcio ceco
- Campionato di calcio cipriota
- Campionato di calcio croato
- Campionato di calcio danese
- Campionato di calcio estone
- Campionato di calcio faroense
- Campionato di calcio finlandese
- Campionato di calcio francese
- Campionato di calcio gallese
- Campionato di calcio georgiano
- Campionato di calcio greco
- Campionato di calcio inglese
- Campionato di calcio irlandese
- Campionato di calcio islandese
- Campionato di calcio israeliano
- Campionato di calcio italiano
- Campionato di calcio kazako
- Campionato di calcio lettone
- Campionato di calcio del Liechtenstein
- Campionato di calcio lituano
- Campionato di calcio macedone
- Campionato di calcio maltese
- Campionato di calcio moldavo
- Campionato di calcio nordirlandese
- Campionato di calcio norvegese
- Campionato di calcio olandese
- Campionato di calcio polacco
- Campionato di calcio portoghese
- Campionato di calcio rumeno
- Campionato di calcio russo
- Campionato di calcio sanmarinese
- Campionato di calcio serbo-montenegrino
- Campionato di calcio scozzese
- Campionato di calcio slovacco
- Campionato di calcio sloveno
- Campionato di calcio spagnolo
- Campionato di calcio svedese
- Campionato di calcio svizzero
- Campionato di calcio tedesco
- Campionato di calcio turco
- Campionato di calcio ucraino
- Campionato di calcio ungherese

Squadre di calcio nazionali


- Nazionale di calcio italiana
- Nazionale di calcio argentina
- Nazionale di calcio brasiliana
- Nazionale di calcio camerunese
- Nazionale di calcio danese
- Nazionale di calcio francese
- Nazionale di calcio giapponese
- Nazionale di calcio greca
- Nazionale di calcio inglese
- Nazionale di calcio nigeriana
- Nazionale di calcio olandese
- Nazionale di calcio portoghese
- Nazionale di calcio russa
- Nazionale di calcio spagnola
- Nazionale di calcio svedese
- Nazionale di calcio svizzera
- Nazionale di calcio statunitense
- Nazionale di calcio tedesca
- Nazionale di calcio ungherese
- Nazionale di calcio congolese

Voci correlate


- Squadra di calcio
- Campo di calcio
- Campionato mondiale di calcio
- Campionato europeo di calcio
- Confederations Cup
- UEFA Champions League, già Coppa dei Campioni
- Albo d'oro: Campionato di Serie A
- Albo d'oro: Campionato di Serie B
- Albo d'oro: Campionato di Serie C
- Albo d'oro: Campionato di Serie D
- Coppa Italia
- Elenco di squadre di calcio italiane
- Elenco di squadre di calcio italiane (stagione 2004-2005)
- Elenco di squadre di calcio italiane (stagione 2003-2004)
- Calciatori celebri
- UEFA
- FIFA
- FIFA 100
- FIGC
- Lega Italiana Calcio
- Associazione Italiana Arbitri
- Campionato italiano di calcio Serie D
- Campionato italiano di calcio femminile

Competizioni Confederali

Le competizioni internazionali organizzate dalle confederazioni continentali:
- Europa: Campionato Europeo; UEFA Champions League; Coppa UEFA; Coppa Intertoto; Royal League Scandinava; Setanta Cup Irlandese
- Sud America: Copa América; Coppa Libertadores
- Africa: Coppa delle Nazioni Africane; CAF Champions League
- Asia: Coppa d'Asia; AFC Champions League; AFC Cup
- Nord/Centro America e Zona Caraibica: CONCACAF Gold Cup; CONCACAF Champions Cup
- Oceania: OFC Club Championship

Competizioni Nazionali


- Lista delle competizioni calcistiche in Europa
- Lista delle competizioni calcistiche in Sudamerica
- Lista delle competizioni calcistiche in Africa
- Lista delle competizioni calcistiche in Asia
- Lista delle competizioni calcistiche in Nordamerica
- Lista delle competizioni calcistiche in Oceania

Squadre Nazionali


- Lista delle squadre nazionali di calcio europee
- Lista delle squadre nazionali di calcio sudamericane
- Lista delle squadre nazionali di calcio africane
- Lista delle squadre nazionali di calcio asiatiche
- Lista delle squadre nazionali di calcio nordamericane
- Lista delle squadre nazionali di calcio oceaniche

Squadre di Club


- Lista delle squadre di club europee
- Lista delle squadre di club sudamericane
- Lista delle squadre di club africane
- Lista delle squadre di club asiatiche
- Lista delle squadre di club nordamericane
- Lista della squadre di club oceaniche

Collegamenti esterni


- [http://www.fifa.com FIFA]
- [http://www.footballasia.com AFC]
- [http://www.cafonline.com CAF]
- [http://www.concacaf.com CONCACAF]
- [http://www.conmebol.com CSF]
- [http://www.oceaniafootball.com OFC]
- [http://www.uefa.com UEFA]
- [http://www.figc.it FIGC] (Federazione Italiana Giuoco Calcio)
- [http://www.aia-figc.it AIA] (Associazione Italiana Arbitri)
- [http://www.lega-calcio.it/ Lega Nazionale Professionisti] (Lega Calcio)
- [http://www.realsoccer.it/ www.RealSoccer.it] (Sito di informazione in italiano sul calcio nazionale e mondiale) Categoria:Sport olimpici Categoria:Sport di squadra ja:サッカー ko:축구 simple:Soccer football

Campo Marzio

Il Campo Marzio (Campus Martius) era una zona della Roma antica di approssimativamente 2 km², inizialmente esterna ai confini cittadini e più tardi suddivisa da Augusto tra due delle sue 14 regioni: la VII via Lata e la IX Circus Flaminius. Nel medioevo divenne la zona più densamente popolata della città. Il nome è attualmente attribuito al IV rione della città, meno esteso della omonima zona antica. Lo stemma è una mezza-luna d'argento in campo azzurro; l'origine di tale simbolo è ignota. Dal punto di vista orografico si tratta di una vasta zona pianeggiante, delimitata da un ansa del fiume Tevere, a nord del Quirinale e del Campidoglio.

Il Campo Marzio in età romana

Sin dall'epoca regia, l'area fu consacrata al dio Marte, e adibita ad esercizi militari. Tarquinio il Superbo se ne appropriò e lo fece coltivare a grano. Secondo una leggenda, durante la rivolta che causò la cacciata del re, i covoni di quel grano furono gettati nel fiume dando origine all'Isola Tiberina. Con l'inizio dell'epoca repubblicana, il Campo Marzio ritornò area pubblica e fu riconsacrato al dio. Fu sede dei comitia centuriata, assemblee del popolo in armi. La parte più meridionale della piana, a partire dalle pendici del Campidoglio (dove attualmente sono visibili i resti del teatro di Marcello e del portico di Ottavia) era distinta dal Campo Marzio vero e proprio, con il toponimo di Circo Flaminio. L'area fu attraversata dalla via Flaminia, la cui parte urbana prese il nome di via Lata (attuale via del Corso). Le fondazioni di edifici sacri partono dal primo dei re di Roma, Romolo e proseguono fino a tutto il II secolo AC. Vi vennero inoltre edificati portici e edifici privati e vi ebbero dei possedimenti Publio Cornelio Scipione l'Africano e Pompeo. Inizialmente la zona, poiché era al di fuori dei confini ufficiali della città (pomerio), venne utilizzata per dare udienza ad ambasciatori stranieri e vi venivano più facilmente eretti luoghi di culto per le divinità orientali. L'inizio della monumentalizzazione dell'area si ebbe con il teatro di Pompeo nel 55 AC. Con Cesare furono sistemati gli edifici legati alle elezioni, i Saepta (completati da Augusto) e la Villa publica. In epoca augustea, Marco Vipsanio Agrippa inserì i giardini, le terme con il suo nome e il Pantheon. Vi fu costruito anche un anfiteatro (Statilio Tauro) e un teatro (teatro di Balbo). La zona non edificata verso nord fu dominata dal mausoleo di Augusto e dall'orologio solare che aveva come gnomone l'obelisco oggi a piazza Montecitorio. A questo complesso celebrativo e funerario era legata anche la costruzione dell'Ara Pacis, voluta dal Senato per ricordare la pace e la stabilità portate dal governo di Augusto. Probabilmente a Caligola si deve la prima costruzione del tempio dedicato a Iside. Sotto Nerone furono costruite altre terme a suo nome e un ponte. Dopo il grande incendio dell'anno 80 DC Domiziano ricostruì i monumenti aggiungendo uno stadio (che diverrà poi piazza Navona) e un odeion (piccolo edificio per spettacoli coperto, in forma di piccolo teatro). Adriano trasformò il complesso del Pantheon e collocò nella parte settentrionale, legata ai funerali imperiali, i templi di Matidia e Marciana. Successivamente vi furono costruiti il tempio di Adriano, e vi furono innalzate una colonna dedicata ad Antonino Pio e la Colonna Antonina, dedicata a Marco Aurelio, che copiava la Colonna Traiana.

Il Campo Marzio nella Roma papale

Con il taglio degli acquedotti durante gli assedi delle guerre greco-gotiche nel VI secolo e la conseguente maggiore comodità determinata dalla vicinanza del fiume, e in seguito alla creazione di un nuovo polo cittadino nella Basilica di San Pietro in Vaticano, centro di pellegrinaggi, l'area del Campo Marzio divenne il quartiere più popolato della Roma medioevale. Il quartiere era attraversato dal percorso della processione che conduceva il papa neo eletto tra San Pietro e la residenza a San Giovanni in Laterano. L'area era inoltre attraversata dalla più importante arteria che continuava a collegare Roma col resto d'Europa, la via Cassia, Questa, dopo essersi riunita alla via Flaminia entrava in città attraverso la porta del Popolo; il tratto urbano conservava ancora l'antico nome di via Lata e costituiva un importante percorso cittadino. Il tessuto edilizio del quartiere era particolarmente fitto tra le emergenze monumentali dei resti degli antichi edifici ancora conservati, percorso da una fitta rete di strette strade, incentrata sulle preesistenti vie romane e sull'attraversamento del Tevere verso San Pietro con Ponte Sant'Angelo. Numerosi furono gli interventi papali per la sistemazione della viabilità:
- Papa Paolo II (1464-1471)] rettificò e liberò il percorso della via Lata, che prese da questo momento il nome attuale di "via del Corso".
- Papa Sisto IV (1471-1484) fece costruire Ponte Sisto
- A papa Giulio II (1503-1513) si deve il doppio sistema di strade diritte create sulle due rive del Tevere: la via Giulia sulla riva sinistra del Campo Marzio e la via della Lungara sulla riva destra tra Trastevere e il Vaticano.
- Nel 1518 sotto papa Leone X venne tracciata un'altra via diritta tra il ponte Sant'Angelo e la porta del Popolo, la via Leonina, poi ribattezzata via di Ripetta
- Tra il 1523 e il 1527 sotto papa Clemente VII venne tracciato anche il terzo ramo del cosiddetto "tridente", l'attuale via del Babbuino, che favorì lo sviluppo urbanistico del rione Trevi in un'area fino a quel momento piuttosto marginale.
- Papa Paolo III (1534-1549) realizzò il cosiddetto "Piccolo Tridente", una serie di tre vie che confluivano su ponte Sant'Angelo: la via di Panico verso l'antica via Recta (via dei Coronari); il "Canale di Ponte" (via del Banco di Santo Spirito), verso la via papalis (via dei Banchi Nuovi - via del Governo Vecchio); la prosecuzione di via Giulia fino al ponte. Viene inoltre creata la via Trinitatis dal Tevere verso il Pincio (via Fontanella Borghese - via dei Condotti). Contemporaneamente la città si arricchisce di palazzi nobiliari e cardinalizi, di chiese e di monumenti pubblici. Per evitare di dipendere dall'acqua del Tevere nel 1570 si ripristinò l'acquedotto Vergine e si iniziarono ad edificare le prime fontane. Con papa Sisto V (1585-1590) si iniziò la sistemazione degli obelischi antichi, che vennero rialzati come punto focale dei nuovi tracciati stradali, i quali estendevano il processo di urbanizzazione anche al di fuori del Campo Marzio. Continuarono ad essere edificati palazzi e sistemate piazze, fontane e monumenti per tutto il periodo barocco e ancora nel XVIII secolo, che vide le scenografiche sistemazioni della scalinata di piazza di Spagna, del porto di Ripetta e della fontana di Trevi.

Il Campo Marzio moderno

Gli interventi successivi diminuirono (si può citare quasi soltanto la sistemazione di piazza del Popolo), spostandosi in altre zone della città in sviluppo o rivolgendosi alle infrastrutture. Massicci interventi anche nel Campo Marzio ripresero quando Roma divenne capitale del Regno di Italia nel 1870. Quasi immediatamente vennero costruiti gli argini sul Tevere, per evitare le alluvioni, percorsi dai nuovi "Lungotevere" e furono costruiti i nuovi ponti. Nel tessuto urbano preesistente si ebbero gli sventramenti di via Arenula, di corso Vittorio Emanuele e di corso Rinascimento, mentre i grandi lavori di liberazione del periodo fascista interessarono la zona solo nella parte di piazza Augusto Imperatore, dove sorgeva il mausoleo di Augusto.

Piazze


- Piazza del Popolo
- Piazza di Spagna
- Piazza Nicosia

Strade


- Via Bocca di Leone
- Via Borgognona
- Via dei Condotti
- Via del Babuino
- Via del Corso
- Via della Croce
- Via de' Prefetti
- Via di Ripetta
- Via Margutta
- Via Sistina
- Via Tomacelli
- Via Vittoria

Edifici


- Palazzo Borghese
- Palazzo Firenze
- Palazzo Ruspoli

Chiese


- Trinità dei Monti

Ville e Giardini


- Pincio
- Villa Medici

Altri monumenti


- Ara Pacis
- Mausoleo di Augusto
-

Voci collegate


- Rioni di Roma

Collegamenti esterni


-
- [http://www.romasegreta.it/campo_marzio/campomarzio.htm Rione Campo Marzio]
- [http://www.portalidiroma.net/rionecampomarzio/index.htm Campo Marzio: la pianta del Rione]
- [http://penelope.uchicago.edu/Thayer/E/Gazetteer/Places/Europe/Italy/Lazio/Roma/Rome/.Texts/PLATOP
- /Campus_Martius.html Resoconto topografico sul Campo Marzio in età romana (in inglese)] categoria:Quartieri di Roma Categoria:Roma

Polo (sport)

Il polo è uno sport di squadra in cui due formazioni di quattro giocatori, in sella a cavalli e muniti di mazze di bambù, si fronteggiano con l'obiettivo di mandare una palla di legno attraverso due pali. Vince la squadra che segna più punti. Una partita è divisa in tempi detti chukker o chukka. La durata e il numero di chukker in una partita è variabile: a seconda dei regolamenti, un chukker dura dai 7 ai 7 minuti e mezzo, e ne vengono giocati da quattro a otto in una partita.

Voci correlate


- Autorizzazione a montare

Collegamenti esterni


- [http://www.fise.it FISE] (Federazione Italiana Sport Equestri)
- [http://www.poloandpolo.info La rivista italiana di polo] Categoria:Sport equestri ja:ポロ

1480

Eventi

Nati

Morti

080 ko:1480년

Inghilterra

L'Inghilterra è la più vasta, più popolosa e più densamente popolata nazione del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord. È situata nella parte sud-orientale dell'Isola della Gran Bretagna. Il nome Inghilterra deriva dagli Angli, una delle numerose popolazioni di origine germanica che vi si insediarono nel V e VI secolo. Il capoluogo dell'Inghilterra è Londra.

Storia

Vedi articolo principale (e serie di articoli): Storia dell'Inghilterra

Geografia fisica

L'Inghilterra comprende la parte meridionale dell'isola della Gran Bretagna più le isole situate a sud della Gran Bretagna, fra cui l'isola di Wight. Confina a nord con la Scozia, a ovest con il Galles e il Mare d'Irlanda, a est con il Mare del Nord e a sud con il canale della Manica. È collegata al continente europeo tramite il tunnel sotto la Manica. Il territorio è per lo più collinare, a nord vi si trovano alcune aree montuose. La linea di demarcazione fra le due aree è nota come Tees-Exe line. Nella parte orientale del paese si trova una zona pianeggiante le cui paludi sono state bonificate per consentirne la coltivazione. Le città più grandi sono: Londra, Birmingham, Leeds, Sheffield, Liverpool, e Manchester. I fiumi principali sono:
- Tamigi
- Severn
- Trent
- Humber
- Yorkshire Ouse
- Tyne
- Mersey
- Dee
- Avon

Geografia umana

L'Inghilterra, con i suoi 49 milioni di abitanti, non è solo la più popolosa ma anche la nazione con più gruppi etnici: un decimo circa della popolazione appartiene a etnie diverse da quella britannica. Le ondate di immigrazione sono state molte, a partire dai Celti intorno al 600 AC. I Romani con le loro legioni composte da soldati di molte etnie giunsero tra il 50 AC e il 300 DC; Seguirono nel periodo 350–550 gli Angli, i Sassoni e gli Iuti; nel periodo 800900, i Vichinghi e i Danesi; nel 1066, i Normanni; nel 16501750, rifugiati dall'Europa continentale ed Ugonotti; tra il 1880 e il 1940, molti Ebrei; negli anni 19501985, persone originarie dell'area Caraibica, dell'Africa e dell'Asia; dal 1985 ci sono state ondate di abitanti est europei e rifugiati Curdi. La prosperità della nazione ha anche attirato flussi di immigrazione dalle vicine Scozia e Irlanda.

Politica

La sede del governo si trova a Londra, anche se tecnicamente la città è la capitale di Inghilterra e Galles. Contrariamente alla Scozia, al Galles (entrambe a partire dal 1999) e all'Irlanda del Nord, l'Inghilterra non ha un governo e un parlamento propri: le funzioni di governo sono esercitate da parlamento e governo del Regno Unito. Nelle decisioni riguardanti la sola Inghilterra i rappresentanti delle altre parti del regno si astengono.

Suddivisione amministrativa

L'Inghilterra è suddivisa in 9 regioni tra le quali l'area di "Greater London", escludendo quest'ultima le 8 regioni sono divise in 35 contee (counties) e 6 contee metropolitane (Metropolitan counties). Le 35 contee sono ulteriormente suddivise in 283 distretti non-urbani (Non-Metropolitan districts). Le 6 aree metropolitane, che dal 1986 non hanno organi amministrativi e consigli di governo, sono suddivise in 36 distretti metropolitani (Metropolitan districts). Contando anche i 32 distretti londinesi (boroughs) e la città di Londra (City of London, che ha status a parte) si ha un totale di 353 distretti, 354 con l'Isola di Wight. Le regioni sono:

Voci correlate


- Gran Bretagna
- Regno Unito

Collegamenti esterni


- [http://www.enjoyengland.com/ Turismo in Inghilterra - Enjoy England]
- [http://www.thecep.org.uk/ Campagna per un parlamento inglese] categoria:Regno Unito ja:イングランド ko:잉글랜드 ms:England simple:England th:แคว้นอังกฤษ zh-min-nan:England

Shakespeare

William Shakespeare (Stratford-upon-Avon, 23 aprile 1564 - Warwickshire, 23 aprile 1616) è considerato il più grande scrittore in lingua inglese di sempre e, in assoluto, fra i maggiori scrittori di ogni tempo e provenienza. È stato commediografo, drammaturgo, e attore egli stesso. Scrisse non solo alcune delle più formidabili tragedie, entrate nella storia della letteratura, ma anche molte delle più divertenti commedie mai apparse sulle scene inglesi. Shakespeare fu anche autore di 154 sonetti e di diversi poemi, alcuni dei quali sono considerati i più brillanti esempi di letteratura inglese mai scritti. La sua abilità consisteva nell'andare oltre la narrativa per descrivere gli aspetti interiori e profondi della natura umana. Si ritiene che abbia scritto la maggior parte dei suoi lavori tra il 1585 e il 1611, anche se le date esatte e la cronologia delle opere a lui attribuite non sono note con precisione, mancando sulla figura di questo autorevole letterato una biografia approfondita e completamente attendibile.

Biografia

1611 Le notizie sulla vita di Shakespeare sono poche e frammentarie, ciò ha provocato una notevole discussione sulla sua persona ed alcuni hanno messo addirittura in dubbio la sua stessa esistenza. Un William Shakespeare è citato tra gli attori della The Lord Chamberlain's Men; la gran parte degli storici concorda che l'attore e lo scrittore siano la stessa persona. Shakespeare nacque a Stratford-upon-Avon, in Inghilterra, nell'Aprile del 1564, figlio di John Shakespeare, un fabbricante di guanti, e di Mary Arden. Il battesimo di Shakespeare venne registrato il 26 aprile dello stesso anno, il 23 aprile viene tradizionalmente considerato il giorno del suo compleanno (forse perché coincide con la data della sua morte). Suo padre, persona di discreta importanza nel suo paese, venne indagato per aver partecipato al mercato nero della lana, ed in seguito perse la sua posizione come consigliere comunale. Esistono alcune indizi che entrambi i rami della famiglia avessero delle simpatie per la Chiesa Cattolica Romana. Dopo il suo matrimonio con Anne Hathaway, il 28 novembre 1582, a Stratford-upon-Avon (testimoniato da Fulk Sandalls e John Richardson), che, considerata la data di nascita della prima figlia, è probabile che sia stato affrettato dalla gravidanza della sposa, poco si sa sulle attività di William Shakespeare, fino alla sua comparsa sulla scena letteraria inglese. Il 26 maggio 1583 la prima figlia di Shakespeare, Susannah, venne battezzata a Stratford. Due anni dopo, il 2 febbraio 1585, vennero battezzati due gemelli, un maschio, Hamnet, e una femmina, Judith. Nel 1592, la fama di Shakespeare era in ascesa vertiginosa, tanto d'attirarsi le gelosie dei colleghi più anziani. Robert Greene lo definisce come "an upstart Crow, beautified with our feathers, that with his Tygers hart wrapt in a Players hyde, supposes he is as well able to bombast out a blanke verse as the best of you: and beeing an absolute Johannes factotum, is in his owne conceit the onely Shake-scene in a countrey." ("Un corvo parvenu, abbellito dalle nostre piume, che con la sua "Arte di tigre nascosta da un corpo d'attore" ritiene d'essere capace quanto il migliore di voi di tuonare in pentametri giambici; ed essendo un faccendiere affaccendatissimo, è secondo il suo giudizio l'unico 'scuoti-scene' del paese") (La frase in corsivo è una parodia della frase di Shakespeare "Oh, cuore di tigre nascosto da un corpo di donna!" (Enrico VI, parte Terza) Nel 1596 muore il figlio maschio, Hamnet; che fu sepolto l'11 agosto 1596. A causa della somiglianza fra i nomi, alcuni sospettano che la sua morte abbia ispirato lAmleto. Benché in verità questa tragedia sia stata scritta probabilmente quattro anni dopo e, d'altra parte, il nome Hamnet o Hamlet fosse a quei tempi piuttosto comune. Shakespeare lo aveva infatti imposto al figlio come segno di rispetto per il padrino di battesimo, che appunto si chiamava Hamnet, come risulta dai registri parrocchiali. Nel 1597 William comprò una casa con "two barns, two gardens, two orchards, with appurtenances, in Stradford-upon-Avon" ("due granai, due giardini, due frutteti, con annessi, in Stradford-upon-Avon") da William Underhill per sessanta sterline. La casa, la più grande di Stratford a quei tempi, era stata stata infatti costruita da un eminente cittadino della generazione precedente Sir Hugh Clopton. Quest'a