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Papa Bonifacio III

Papa Bonifacio III

Bonifacio III fu papa dal 19 febbraio al 12 Novembre 607. Figlio di Giovanni Cataadioce, egli fu romano di nascita, anche se di estrazione greca. Nonostante il suo papato piuttosto corto egli lasciò un segno importante sulla Chiesa Cattolica Romana ed è ritenuto da taluni esserne il fondatore. Come diacono Bonifacio impressionò Gregorio Magno, che lo descrisse come "uomo di carattere e fede provati" e nel 603 lo nominò apocrisarius (essenzialmente nuntio papale) alla corte di Costantinopoli. Questo fu un periodo importante nella sua vita e lo aiutò a scolpire il suo papato corto, ma pieno di eventi. Come apocrisarius egli diventò consigliere dell'Imperatore Foca e fu molto stimato da questi. Questo si rivelò importante quando Gregorio Magno chiese a Bonifacio di intercedere presso l'imperatore per il vescovo Alcisone di Cassiope sull'isola di Corcira. Alcisone aveva visto la sua posizione usurpata dal vescovo Giovanni di Euria dell'Epiro. Quest'ultimo era fuggito insieme al suo clero dalla sua diocesi per sfuggire agli attacchi degli Slavi e Avari. Giovanni, ritrovandosi sicuro su Corcira non voleva servire sotto il vescovo Alcisone; egli cercò invece di usurpare la sua autorità vescovile. Normalmente un comportamento del genere non sarebbe stato tollerato, ma l'imperatore Foca simpatizzava con il vescovo Giovanni ed era perciò incline a non intervenire. Alcisone si appellò a Gregorio il Magno, il quale lasciò a Bonifacio la soluzione del problema. In un colpo di genio diplomatico Bonifacio riuscì a contentare tutti e mantenere la fiducia dell'imperatore. Alla morte del Papa Sabiniano nel febbraio 606, Bonifacio fu eletto suo successore, sebbene il suo ritorno a Roma fosse stato ritardato di quasi un anno. Vi è un dibattito aperto sul perché ci fosse stato un interregno così lungo. Alcuni esperti sostengono che ciò fosse accaduto per consentire a Bonifacio di terminare il suo lavoro a Costantinopoli, ma la gran parte pensa che ci fossero stati problemi con le elezioni. Si pensa che lo stesso Bonifacio abbia insistito affinché le elezioni fossero giuste e libere ed abbia rifiutato il papato finché non si è convinto che sono state tali. Questa convinzione è dovuta agli atti che fece durante il suo papato. Egli fece due cambiamenti significativi alle elezioni papali; il primo fu un decreto che proibiva a chiunque di mettersi d'accordo sul successore, mentre il papa era ancora in vita, la pena alla trasgressione a questa regola era la scomunica. Il secondo passo stabiliva che nessun passo doveva essere fatto per organizzare le elezioni papali fino a tre giorni dopo il funerale del pontefice. Questo dimostra la seria intenzione di mantenere libere le elezioni papali. Un altro atto degno di nota derivò dal suo stretto rapporto con l'imperatore Foca. Chiese e ottenne un decreto di Foca che stabiliva di nuovo che "la sede di San Pietro l'Apostolo deve essere a capo di tutte le Chiese". Questo assicurò il fatto che "Vescovo Universale" apparteneva esclusivamente al vescovo di Roma e finì effettivamente il tentativo di Ciriaco, Vescovo di Costantinopoli, che voleva dichiararsi "Vescovo Universale". Sebbene taluni citano questo fatto come prova che Bonifacio ha fondato la Chiesa Cattolica Romana, questo decreto ribadisce semplicemente l'atto di Giustiniano che riconosceva legalmente il primato del pontificato romano. Bonifacio III fu seppellito il 12 novembre 607, nella Basilica di San Pietro a Roma. Bonifacio 03 ko:교황 보니파시오 3세

Papa

), Giovanni Paolo II]] Papa è il titolo detenuto dal vescovo di Roma e dai patriarchi di Alessandria d'Egitto. Ad assumere il titolo di papa fu Siricio, mentre il suo predecessore, Damaso, fu verosimilmente il primo vescovo di Roma ad essere acclamato pontefice, dopo la rinuncia dell'imperatore Graziano a tale carica. Attualmente il soglio pontificio è occupato da Joseph Alois Ratzinger con il nome da lui scelto, Papa Benedetto XVI.

Nella Chiesa antica

Già al Primo concilio di Nicea (19 giugno 325) venne riconosciuta la preminenza di alcune sedi patriarcali: "In Egitto, nella Libia e nella Pentapoli siano mantenute le antiche consuetudini per cui il vescovo di Alessandria abbia autorità su tutte queste province; anche al vescovo di Roma infatti è riconosciuta una simile autorità. Ugualmente ad Antiochia e nelle altre province siano conservati alle chiese gli antichi privilegi." Mentre la sede di Roma si ritiene fondata dall'apostolo Pietro, quella di Alessandria fu fondata dall'evangelista Marco, sebbene la tradizione relativa non sia antica come quella di Roma.

Il ruolo del papa nella Chiesa cattolica

evangelista Marco evangelista Marco Nella Chiesa cattolica il papa di Roma ha compiti a diversi livelli, locale e universale: Alla base il papa è il vescovo della diocesi di Roma. Questo ufficio determina tutti gli altri, cioè il papa è tale in quanto vescovo di Roma e non viceversa. Il papa è inoltre arcivescovo metropolita della provincia ecclesiastica romana, una delle antiche sedi apostoliche. Poichè la fondazione della sede di Roma viene fatta risalire a San Pietro, il papa viene anche detto successore del principe degli apostoli. Il papa è anche il primate della chiesa cattolica italiana. Egli è inoltre il patriarca della Chiesa latina, la più estesa fra le chiese cattoliche. Questo ruolo viene riconosciuto anche dalle Chiese ortodosse separate da Roma, ma che hanno mantenuto la disciplina canonica della chiesa antica. Da questo ruolo patriarcale derivano i titoli condivisi con altri patriarchi di sua santità o santo padre. Nella Chiesa cattolica al papa viene assegnato un ruolo universale, non accettato dalle altre chiese, derivato dall'essere successore di Pietro. Egli è capo del collegio episcopale ed è una fonte del magistero ecclesiastico che può esercitare da solo o con i vescovi nel Concilio ecumenico; in particolare egli è infallibile quando definisce ex cathedra verità essenziali circa la fede e la morale. Nell'esercizio del suo potere il Papa è coadiuvato dal collegio dei cardinali e dalla Curia romana. Il Codice di diritto canonico definisce il Papa Organo supremo della potestà di giurisdizione e in lui si assommano i poteri legislativo, esecutivo e amministrativo; oggetto della sua giurisdizione sono: la fede, i costumi e la disciplina ecclesiastica; la sua giurisdizione si estende a tutte le singole chiese, a tutta la gerarchia ecclesiastica e a tutti i fedeli. In questa veste viene anche chiamato sommo pontefice della Chiesa Universale e Servo dei servi di Dio. Il papa riveste anche un ruolo "secolare" in quanto sovrano della Santa Sede e dello stato della Città del Vaticano, che è un soggetto della diplomazia e del diritto internazionale.

L'infallibilità papale

Il dogma dell'infallibilità papale, contenuto nella costituzione dogmatica della Chiesa Pastor Aeternus approvato dal Concilio Vaticano Primo il 18 luglio 1870, nell'imminenza della fine del potere temporale, afferma che il papa deve essere considerato infallibile quando parla ex cathedra, cioé quando esercita il "suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani" [...] e "definisce una dottrina circa la fede e i costumi". Pertanto quanto da lui stabilito "vincola tutta la Chiesa". Tale prerogativa non è generalmente accettata dalle altre confessioni cristiane.

L'elezione del papa

Le modalità di elezione del papa hanno subito numerose trasformazioni nel corso dei secoli. Inizialmente veniva eletto dal popolo e dal clero romano. Alcuni papi vennero nominati dall'imperatore del Sacro romano Impero. Attualmente l'elezione del Papa viene decisa dai cardinali riuniti in conclave (diritto risalente al 1059) tramite votazione segreta che richiede la maggioranza dei due terzi. Il conclave si riunisce non prima di quindici giorni e non oltre i ventidue dalla morte del precedente pontefice. Per gli scrutini si tengono quattro votazioni al giorno e il loro esito è segnalato ai fedeli all'esterno con una fumata, nera se negativo, bianca se positivo. Qualsiasi maschio battezzato può essere eletto Papa e se non ha ancora ricevuto gli ordini sacri gli vengono subito conferiti e viene consacrato vescovo. Le norme in vigore per la sede vacante, per lo svolgimento del conclave e per l'elezione del nuovo papa sono state promulgante nella costituzione apostolica Universi Dominici Gregis da Papa Giovanni Paolo II nel 1996.

Il nome dei papi

È tradizione che il nuovo papa scelga per sé un nuovo nome. Il primo papa a cambiare il suo nome di battesimo fu, nel 533, papa Giovanni II che in realtà si chiamava Mercurio e ritenne perciò inappropriato che il vescovo di Roma avesse il nome di una divinità pagana. Dopo di lui anche altri papi scelsero un nuovo nome, o perché avevano nomi sgradevoli o perché stranieri. Nessuno di nome Pietro volle poi chiamarsi Pietro II come forma di rispetto per San Pietro. Alla fine cambiare il nome divenne una regola che ebbe tuttavia qualche eccezione. Ad esempio Adriano Breakspear fu Adriano IV, Marcello Cervini fu Marcello II.

Voci correlate


- Diocesi di Roma
- Patriarcato di Alessandria
- Elenco dei Papi
- I 10 pontificati più lunghi
- I 10 pontificati più brevi
- Anello del pescatore
- Profezia sui papi
- Papi riformatori

Collegamenti esterni


- [http://145.253.206.229/benedetto/ - Benedetto XVI a Colonia nel 2005]
- [http://www.tuttipapi.it/index.htm Tuttipapi.it] cronologia - ritratti, cenni biografici, stemmi dei sommi pontefici, palazzi, tombe, epitaffi, mausolei e curiosità Categoria:Diritto canonico Categoria:Ministeri della Chiesa Cattolica Categoria:Vaticano als:Papst ja:ローマ教皇 ko:교황 ms:Paus (Katholik) simple:Pope th:พระสันตะปาปา

12 novembre

Il 12 novembre è il 316° giorno del Calendario Gregoriano (il 317° negli anni bisestili). Mancano 49 giorni alla fine dell'anno.

Eventi


- 764 - Le truppe Tibetane occupano Chang'an, la capitale della dinasita cinese Tang, per quindici giorni.
- 1283 - Gherardo da Camino diventa signore di Treviso.
- 1439 - Plymouth (Inghilterra), diventa la prima città incorporata dal parlamento inglese.
- 1918 - L'Austria diventa una repubblica.
- 1920 - Dublino: durante una partita di football gaelico allo stadio di Croke Park i reparti inglesi dei Black and Tans per rappresaglia entrano in campo e sparano su tifosi e giocatori, causando 12 morti.
- 1927 - Leon Trotsky viene espulso dal Partito comunista dell'Unione Sovietica, lasciando a Stalin il controllo incontrastato dell'Unione Sovietica.
- 1927 - Apertura al traffico dell'Holland Tunnel, che collega New York al New Jersey passando sotto il fiume Hudson.
- 1934 - Debutto del musical Babes in Toyland, con la partecipazione di Stan Laurel e Oliver Hardy.
- 1941 - Seconda guerra mondiale: la temperatura attorno a Mosca scende a -12° C e l'Unione Sovietica lancia per la prima volta un attacco con truppe sciatrici, contro le forze tedesche "congelate" poco fuori dalla città.
- 1942 - Seconda guerra mondiale: La Battaglia di Guadalcanal tra le forze giapponesi e statunitensi, comincia nei pressi di Guadalcanal, durerà per tre giorni.
- 1944 - Seconda guerra mondiale: La Royal Air Force lancia uno dei più riusciti bombardamenti di precisione della guerra, ed affonda la nave da guerra tedesca Tirpitz, al largo della costa norvegese.
- 1948 - A Tokyo, un tribunale per crimini di guerra condanna a morte sette ufficiali militari e del governo giapponese, tra cui il generale Hideki Tojo, per il loro ruolo nella seconda guerra mondiale.
- 1969 - Guerra del Vietnam - Massacro di My Lai: Seymour Hersh un giornalista indipendente, svela la storia di My Lai.
- 1970 - La Oregon Highway Division tenta di distruggere la carcassa di una balena arenata usando dell'esplosivo, portando al tristemente noto episodio della balena esplosa.
- 1971 - Guerra del Vietnam: Come parte della Vietnamizzazione, il presidente statunitense Richard Nixon indica nel 1 febbraio 1972 il termine per la rimozione di altri 45.000 soldati statunitensi dal Vietnam.
- 1979 - Crisi degli ostaggi in Iran: In risposta alla situazione degli ostaggi a Teheran, il presidente statunitense Jimmy Carter ordina il blocco di tutte le importazioni di Petrolio dall'Iran agli USA.
- 1980 - La sonda spaziale Voyager I della NASA compie il suo passaggio più ravvicinato a Saturno.
- 1982 - In Unione Sovietica, Yuri Andropov viene scelto per diventare Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Sovietico, succedendo a Leonid Brežnev.
- 1990 - Il principe ereditario Akihito viene formalmente incoronato come Imperatore Akihito del Giappone, diventando il 125° monarca giapponese.
- 1990 - Tim Berners-Lee pubblica una proposta formale per il World Wide Web.
- 1991 - Massacro di Dili, la polizia apre il fuoco su una folla di dimostranti di colore in Timor Est.
- 1997 - Ramzi Yousef viene trovato colpevole di aver progettato l'Attentato al World Trade Center del 1993.
- 1998 - La Daimler-Benz completa la fusione con la Chrysler che da vita alla DaimlerChrysler.
- 2001 - Attacco all'Afghanistan del 2001: Le forze dei Talebani lasciano Kabul, la capitale dell'Afghanistan, prima dell'arrivo delle truppe dell'Alleanza del nord.
- 2003 - In un attentato suicida a Nassirya in Iraq muoiono 23 persone, tra loro ben 19 sono italiani: 12 carabinieri, 4 soldati dell'esercito e 2 civili.

Nati


- 1493 - Bartolommeo Bandinelli, scultore italiano († 1560)
- 1815 - Elizabeth Cady Stanton, attivista per i diritti delle donne († 1902)
- 1817 - Bahá'u'lláh, fondatore della religione Baha'i
- 1833 - Alexander Borodin, compositore russo († 1887)
- 1840 - Auguste Rodin, scultore francese († 1917)
- 1841 - Achille Maria Bianchi, garibaldino
- 1866 - Sun Yat-sen, primo presidente della Repubblica Cinese († 1925)
- 1889 - DeWitt Wallace, editore (Reader's Digest) († 1981)
- 1896 - Salim Ali, ornitologo indiano († 1987)
- 1903 - Jack Oakie, attore statunitense († 1978)
- 1910 - Kurt Hoffmann, regista
- 1915 - Roland Barthes, scrittore francese († 1980)
- 1917 - Jo Stafford, cantante
- 1920 - Richard Quine, attore
- 1922 - Sunset Carson, attore
- 1922 - Kim Hunter, attrice († 2002)
- 1923 - Vicco von Bülow, noto come Loriot, artista grafico, attore e regista
- 1929 - Grace Kelly, attrice, e Principessa di Monaco († 1982)
- 1929 - Michael Ende, scrittore († 1995)
- 1930 - Ann Flood, attrice
- 1934 - Charles Manson, assassino
- 1942 - Stefanie Powers, attrice
- 1943 - Brian Hyland, cantante
- 1943 - Wallace Shawn, attore, autore teatrale
- 1944 - Booker T. Jones, musicista (Booker T and the MG's)
- 1944 - Al Michaels, ABC-TV sportcaster (Monday Night Football)
- 1945 - Neil Young, cantante, compositore, musicista
- 1947 - Patrice Leconte, regista francese
- 1952 - Steve Bartkowski, giocatore di football americano
- 1955 - McKeowen, cantante (Bay City Rollers)
- 1958 - Megan Mullally, attrice
- 1961 - Nadia Comaneci, ginnasta rumena
- 1964 - David Ellefson, bassista (Megadeth)
- 1966 - David Schwimmer, attore
- 1968 - James Buccheri giocatore di baseball
- 1969 - Mietta, cantante
- 1970 - Tonya Harding, pattinatrice artistica
- 1975 - Alessandra Quiese, segretaria
- 1976 - Tevin Campbell, cantante
- 1978 - Andrew Kinlochan, cantante musicista

Morti


- 607 - Papa Bonifacio III
- 1035 - Canuto il Grande
- 1094 - Duncan II di Scozia
- 1865 - Elizabeth Gaskell scrittrice inglese
- 1939 - Norman Bethune, medico canadese
- 1948 - Umberto Giordano, compositore italiano
- 1955 - Alfréd Hajós, nuotatore e architetto ungherese (n.1878)
- 1976 - Walter Piston, compositore
- 1981 - William Holden, attore americano
- 1984 - Chester Himes, scrittore
- 1990 - Eve Arden, attrice
- 1993
  - M.llo Capo Vincenzo Licausi, del SISMI, coinvolto nel caso di Ilaria Alpi
  - H. R. Haldeman, personaggio dello scandalo Watergate
- 1994
  - Wilma Rudolph, atleta statunitense
  - Wanda Osiris, attrice di rivista italiana
- 2001 - Tony Miles, scacchista
- 2003 - Jonathan Brandis, attore
- 2004 - Erna Rosenstein, pittrice polacca

Feste e ricorrenze

Nazionali

Religiose

Santi cattolici:
- Sant'Aurelio
- San Benedetto da Benevento, martire
- Sant'Emiliano della Cogolla, monaco
- San Giosafat Kuncewycz, vescovo e martire
- San Livino, vescovo
- San Renato di Angers, vescovo

Laiche

12 ja:11月12日 ko:11월 12일 simple:November 12

Chiesa Cattolica Romana

La Chiesa cattolica è, tra le Chiese cristiane, quella che conta il maggior numero di aderenti.

Organizzazione ecclesiastica

La Chiesa cattolica è composta da tutti i suoi battezzati, e da un punto di vista territoriale è suddivisa in Chiese particolari, chiamate diocesi nella Chiesa latina ed eparchie nelle Chiese orientali, le quali sono affidate ad un vescovo, che è considerato il successore degli apostoli. A capo del collegio dei vescovi sta il vescovo di Roma, il papa, che è considerato il successore dell'apostolo Pietro. Le diocesi sono a loro volta suddivise in parrocchie, rette dai parroci. Col Concilio di Trento (XVI sec), venne data grande importanza amche alle parrocchie rurali, mentre più anticamente erano state le pievi, raggruppamenti di paesi intorno al centro più grande della zona, a segnare la divisione delle diocesi. Nel corso dei secoli si sono sviluppate esperienze comunitarie al di fuori della diocesi, soprattutto configurate in ordini monastici e ordini religiosi. I primi, a cui può segnare nascita in occidente la Regola di S. Benedetto, si svilupparono in un momento di crisi (sec VIII - XII dell'era Volgare) come oasi di pace al cui interno potesse continuare la vita Cristiana. I secondi, nati durante la riforma del XII sec. (da non confondere con quella Protestante) erano più immersi nel mondo e destinati ad un'epoca di maggiore apertura come era il Rinascimento (tra essi ricordiamo i Francescani e i Domenicani)

L'Ordine sacro

La struttura ecclesiastica cattolica è organizzata secondo una gerarchia di livelli dell'ordine sacro. In ordine decrescente essi sono:
- Vescovo, che è il successore dei dodici apostoli.
- Presbitero
- Diacono Questi ordini, insieme agli ordini religiosi e, in passato, agli ordini minori, costituiscono nel complesso il clero.

Il Papato

Il papato è l'istituzione più caratteristica della Chiesa cattolica, che la distingue dalle altre Chiese. Il suo ruolo è andato crescendo nel II millennio, fino a raggiungere il suo apice nel XIX secolo con la dichiarazione sull'infallibilità papale del Concilio Vaticano I. Secondo questa dottrina il papa può esercitare il diritto di dare insegnamenti riguardo alla fede ed alla morale da ritenere parte del deposito della fede o sviluppi con essa compatibili. Comunque, a partire dalla definizione dell'infallibilità del 1870, quest'ultima è stata chiamata in causa una sola volta da Papa Pio XII negli anni 1950 nella promulgazione del dogma dell'Assunzione di Maria. Ogni Papa continua il suo servizio fino alla morte (ciò valeva anche per gli altri vescovi fino a non molto tempo fa) o rinuncia (che è avvenuta due volte in tutta la storia del papato). Il papa è assistito nei suoi compiti dai cardinali. La procedura per l'elezione del papa e la nomina dei vescovi ha subito numerosi cambiamenti nel corso dei secoli: dai tempi moderni il papa viene eletto in conclave dai cardinali, i Principi della Chiesa; a lui compete invece nominare direttamente i membri del clero di gerarchia più elevata, a partire dai vescovi (normalmente dopo consultazione con gli altri prelati). Tutti i membri della gerarchia ecclesiastica rispondono a lui ed alla Curia Romana nel suo insieme. Il Papa risiede nella Città del Vaticano, stato indipendente situato nel centro di Roma e riconosciuto dalla diplomazia internazionale come Santa Sede. La Chiesa cattolica afferma come verità rivelata (dogma) che il Papa è infallibile quando parla ex cathedra, cioé quando esercita il "suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani" e "definisce una dottrina circa la fede e i costumi".

Storia della Chiesa

Per tutto il I millennio la chiesa cattolica condivide la sua storia con la gran maggioranza delle altre confessioni cristiane odierne. A partire dal II millennio si realizzano divisioni, per cui dal 1054 la storia della chiesa cattolica è distinta da quella delle chiese ortodosse. A partire poi dal XVI secolo, la storia della chiesa cattolica si sdoppia da quella delle chiese protestanti storiche europee.

Liturgia

La liturgia è il culto pubblico della Chiesa. Essa consiste nei sacramenti e nella preghiera pubblica. Le forme sono molto variate nel corso dei secoli e, fino agli anni '60 del XX secolo, nelle Chiese cattoliche di rito romano e ambrosiano essa era celebrata in latino, ragione per cui la Chiesa cattolica occidentale era anche detta Chiesa latina. La Chiesa cattolica celebra la Eucaristia (o Messa) in modo particolare la domenicale e gli altri giorni festivi come celebrazione solenne e festosa della resurrezione di Cristo, conseguenza diretta del suo sacrificio sul Calvario. Messe feriali sono celebrate tutti i giorni a parte il Venerdì e Sabato Santo). Altro pilastro della preghiera liturgica è la Liturgia delle ore (o ufficio divino), che consiste nella "consacrazione" del corso del giorno e della notte. Le principali ore sono Lodi e Vespri (Preghiera del mattino e della sera). Le preghiere consistono principalmente in salmi. Possono essere aggiunti da uno a tre periodi di preghiera intermedi (Terza, Sesta e Nona) e un'altra preghiera dopo il tramonto (Compieta), ed un altro periodo variabile dedicato principalmente a letture dalla Bibbia o a padri della Chiesa. Come per la messa, la liturgia delle ore ha ispirato importanti composizioni musicali dal canto gregoriano alla polifonia, fino alle complesse orchestrazioni dell'età barocca.

Dottrina

Rivelazione

La Chiesa cattolica considera come fonti della rivelazione la Sacra Scrittura e la Tradizione. Vengono considerati autorevoli i canoni di 21 Concili ecumenici, di cui i primi sette in comune con le Chiese orientali e gli scritti dei Padri della Chiesa. Nei riti occidentali cattolici viene professata una formula di fede (il Credo Niceno-Costantinopolitano) leggermente variata rispetto alla cristologia ortodossa per l'aggiunta del cosiddetto filioque, che costituì una delle cause di scisma con le Chiese ortodosse.

Riflessione della Chiesa Cattolica su se stessa

A partire dal Concilio Vaticano II, la Chiesa cattolica cerca di comprendere la propria natura e la propria missione secondo varie direttrici, che hanno il loro fondamento nella Bibbia, e in particolare nel Nuovo Testamento:
- la Chiesa è il popolo di Dio in cammino verso la patria celeste;
- la Chiesa è germe del Regno di Dio nella storia degli uomini;
- la Chiesa è il Corpo di Cristo, di cui lo stesso Gesù Cristo è il capo, e coloro che credono in Cristo sono le membra.

Catechismo

Una moderna sintesi di tutta la dottrina cattolica può essere trovata nel Catechismo della Chiesa Cattolica (la cui ultima versione è stata redatta nel 1992 sotto Papa Giovanni Paolo II da una commissione con a capo Joseph Ratzinger, futuro Papa Benedetto XVI, allora cardinale, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.

Chiese e riti cattolici

La Chiesa cattolica è formata da 24 Chiese sui iuris che sono in comunione con la Chiesa di Roma. Di seguito è l'elenco di tutte le chiese cattoliche suddivise per riti. I riti ambrosiano e romano sono gli unici rimasti dei vari riti occidentali, soppressi dopo il Concilio di Trento. Tutti gli altri sono riti orientali. Molte chiese di rito orientale sono dette "uniate" poiché derivate da chiese ortodosse o da Chiese orientali antiche e in seguito unitesi a Roma.
- Chiesa latina
  - rito romano
  - rito ambrosiano (praticato nell'arcidiocesi di Milano)
  - rito mozarabico (praticato nella diocesi di Toledo)
- rito Bizantino
  - Chiesa Cattolica Greco-Melkita
  - Chiesa greco-cattolica ucraina
  - Chiesa Cattolica Rumena
  - Chiesa Rutena
  - Diocesi di Krizevci
  - Chiesa Cattolica Macedone
  - Chiesa Cattolica Slovacca
  - Chiesa Cattolica Ungherese
  - Chiesa Cattolica Italo-Albanese
  - Chiesa Cattolica Greca
  - Chiesa Cattolica Bulgara
  - Chiesa Cattolica Albanese
  - Chiesa Cattolica Russa
  - Chiesa Cattolica Bielorussa
  - Chiesa Cattolica Georgiana
- rito Alessandrino
  - Chiesa Cattolica Copta
  - Chiesa Cattolica Etiope o Geez
- rito Antiocheno
  - Chiesa Maronita
  - Chiesa Cattolica Sira
  - Chiesa Cattolica Siro-Malankarese
- rito Caldeo
  - Chiesa Caldea
  - Chiesa Cattolica Siro-Malabarese
- rito Armeno
  - Chiesa Cattolica di rito Armeno

Cattolico e romano

Fino all'anno Mille, prima dello scisma d'Oriente (1054), con il termine Chiesa cattolica si identificava l'intera Chiesa orientale e occidentale, e prima della Riforma protestante il termine "cattolico" non aveva assunto anche il significato confessionale che ha avuto dal Concilio di Trento, che può essere considerato l'evento che ha formato la fisionomia moderna della Chiesa, anche in rapporto alle altre confessioni cristiane. Recentemente si è diffuso l' anglicismo Chiesa cattolica romana, derivato dall'inglese Roman Catholic Church. Questo ossimoro aveva originariamente un significato polemico, come limitazione geografica alla pretesa di universalità della Chiesa cattolica e in analogia con la denominazione geografica di alcune chiese di stato protestanti. In realtà il termine è improprio, poiché la Chiesa cattolica è formata dalla Chiesa di Roma più altre chiese orientali e occidentali.

Voci correlate


- Chiesa cattolica italiana
- Tradizione cattolica
- Elenco dei Papi
- Città del Vaticano
- Chiesa di Roma
- Religione
- Stato della Chiesa cattolica
- Gallicanesimo
- Codice di diritto canonico
- Concilio Vaticano II
- Eresia
- Comunità ed Ordini religiosi

Collegamenti esterni

Siti ufficiali


- [http://www.vatican.va/phome_it.htm Sito ufficiale della Santa sede in italiano]
- [http://www.chiesacattolica.it/ Sito ufficiale della Chiesa cattolica italiana]
- [http://www.vatican.va/archive/ccc/index_it.htm Catechismo della Chiesa Cattolica]

Punti di vista critici


- [http://www.we-are-church.org/it/ Associazione Noi Siamo Chiesa] Per la riforma della Chiesa Cattolica.
- [http://www.anticlericale.net/ Associazione anticlericale] Un giudizio alternativo.
- [http://www.adistaonline.it/ ADISTA] Fatti, notizie, avvenimenti su mondo cattolico e realtà religiose. categoria:Cattolicesimo ja:カトリック教会 simple:Roman Catholicism

Gregorio Magno

San Gregorio I, o Gregorio Magno (540 - 12 marzo 604), fu Papa della Chiesa Cattolica dal 3 settembre 590 alla sua morte.

Biografia

Gregorio nacque verso il 540 dalla famiglia senatoriale degli Anici, alla morte del padre Gordiano, fu eletto, molto giovane, Prefetto di Roma. Grande ammiratore di San Benedetto da Norcia, decise di trasformare i suoi possedimenti a Roma (sul Celio) e in Sicilia in altrettanti monasteri e di farsi monaco, quindi si dedicò con assiduità alla contemplazione dei misteri di Dio nella lettura della Bibbia. Non poté dimorare a lungo, nel suo convento del Celio poiché il Papa Pelagio II lo inviò come nunzio, presso la corte di Costantinopoli, dove restò per sei anni, e si guadagnò la stima dell'imperatore Maurizio I, di cui tenne a battesimo il figlio Teodosio. Al suo rientro a Roma, nel 586, tornò alla quiete del monastero sul Celio, vi rimase però per pochissimo tempo, perché il 3 settembre 590 fu chiamato al soglio pontificio dall'entusiasmo del popolo e dalle insistenze del clero e del senato di Roma, dopo la morte di Pelagio II di cui era stato segretario. In quel tempo Roma era afflitta da una terribile pestilenza. Per implorare l'aiuto divino, Gregorio fece andare il popolo in processione per tre giorni consecutivi alla basilica di Santa Maria Maggiore. Roma fu liberata dal morbo e più tardi si disse che, durante la processione, era apparso sulla mole Adriana l'arcangelo Michele che rimetteva la spada nel suo fodero come per annunziare che le preghiere dei fedeli erano state esaudite. Da allora la tomba di Adriano mutò il nome in quello di Castel Sant'Angelo, e una statua dell'angelo vi fu posta sulla cima. Come papa si dimostrò uomo di azione, pratico e intraprendente (chiamato "l'ultimo dei Romani"), nonostante fosse fisicamente abbastanza esile e la sua salute fosse sempre cagionevole. Fu amministratore avveduto ed energico, sia nelle questioni sociali e politiche per provvedere alle popolazioni bisognose di aiuto e di protezione, sia nelle questioni interne della Chiesa universale. Ebbe a trattare con molti paesi europei; con il re visigoto Recaredo di Spagna, convertitosi al Cattolicesimo, Gregorio Magno fu in continui rapporti e fu in eccellente relazione con i re franchi. Con l'aiuto di questi e della regina Brunchilde il pontefice riuscì a tradurre in realtà quello ch'era stato il suo sogno più bello: la conversione della Britannia, che affidò ad Agostino di Canterbury, priore del convento di Sant'Andrea. A questo proposito si racconta che un giorno, scendendo dal suo convento sul Celio e vedendo sul mercato alcuni giovani schiavi britannici esposti per la vendita, bellissimi di aspetto ed ancora pagani, esclamasse rammaricato: "… Non Angli, ma Angeli dovrebbero esser chiamati…". In meno di due anni diecimila Angli, compreso il re del Kent, Edelberto, si convertirono. Era questo un grande successo di Gregorio Magno, il primo della sua politica che mirava ad eliminare i naturali avversari della Chiesa e ad accrescere l'autorità del Papato con la conversione dei barbari. Si dedicò con sollecitudine anche ai problemi dell'Italia provata da alluvioni, carestie, pestilenze, amministrando la cosa pubblica con puntigliosa equità, supplendo all'incuria dei funzionari imperiali. Organizzò la difesa di Roma minacciata da Agilulfo, re dei longobardi, coi quali poi riuscì a stabilire rapporti di buon vicinato e avviò la loro conversione. Ebbe cura degli acquedotti, favorì l'insediamento dei coloni eliminando ogni residuo di servitù della gleba. Riorganizzò a fondò la liturgia romana, ordinando le fonti liturgiche anteriori e componendo nuovi testi, e promosse quel canto tipicamente liturgico che dal suo nome si chiama gregoriano. L'epistolario (ci sono pervenute 848 lettere) e le omelie al popolo ci documentano ampiamente sulla sua molteplice attività e dimostrano la sua grande familiarità con la Sacra Scrittura. Morì il 12 marzo 604. Si può dire che sia stato il primo Papa che mise il Papato sulla via della potenza, il primo che ha utilizzato anche il potere temporale della Chiesa, e comunque non ha dimenticato nella sua vita anche l'aspetto spirituale del suo compito.

Canti Gregoriani

Il Canto Gregoriano, uno stile musicale religioso del Medioevo, prende il nome da Gregorio I. Mentre non si sa se abbia scritto egli stesso dei canti (la maggioranza dei canti scritti in quel periodo vennero pubblicati anonimamante), la sua influenza sulla Chiesa fece si che questi prendessero il suo nome.

Opere di Gregorio I


- Sermoni (40 sui Vangeli sono riconosciuti come autentici, 22 su Ezechiele, 2 sul Cantico dei cantici)
- Dialoghi - sulla vita di San Benedetto
- Moralia in Iob
- Le regole per i pastori
- Circa 850 lettere sono sopravissute dal suo Registro Papale delle lettere. Questa collezione serve come inestimabile fonte primaria su quegli anni.

Il mito dell'incesto

Una storia circa le sue origini, probabilmente apocrifa, vuole che i suoi parenti biologici fossero gemelli di nobile nascita, che commisero incesto su istigazione del diavolo. Ancora neonato venne affidato al mare dalla madre, che lo aveva posto all'interno di una cesta. Venne quindi trovato ed allevato da un pescatore. All'età di sei anni entrò in un convento, che successivamente lasciò per inseguire una carriera da cavaliere. Viaggiò fino alla sua terra di origine, dove sposò la Regina del luogo, che era, a sua insaputa, sua madre. Dopo aver scoperto questo doppio incesto, spese diciassette anni nel pentimento prima di essere infine eletto Papa. Gregorio 01 Gregorio Magno ja:グレゴリウス1世 (ローマ教皇) ko:교황 그레고리오 1세

603

Eventi

Nati

Morti

003 ko:603년 nb:603

Costantinopoli

Costantinopoli (nome latino: Constantinopolis; greco: Kostantinoupolis) è il vecchio nome di Istanbul, maggiore città della Turchia. Il suo nome originale era Bisanzio (greco Byzantion). Costantinopoli è una italianizzazione di "Kostantinoupolis", che in greco significa "Città di Costantino"; il nome le fu dato in onore dell'imperatore romano Costantino I quando la città divenne capitale dell'Impero romano l'11 maggio dell'anno 330. Costantino la ribattezzò Nova Roma, ma questo nome non entrò mai nell'uso comune. Roma continuò a mantenere sull'antica Bisanzio i suoi diritti politici e commerciali. Costantinopoli divenne successivamente la capitale dell'Impero Bizantino e fu espugnata il 29 maggio 1453 dai Turchi (Caduta di Costantinopoli). Quando nel 1923 fu fondata la Repubblica di Turchia, la capitale venne spostata da Istanbul ad Ankara. La città fu chiamata, nel corso dei secoli, con svariati nomi: Costantinopoli (nome ufficiale), Neà Romè o Nuova Roma, Polis o La Città (per eccellenza, come già Roma), Rumiyya al-Khubra (Roma la nuova in Arabo), Qostantiniyye (Costantinopoli in Arabo e in Turco), Istanbul, Stambul, Islambol (centro dell'Islam, perché sede del Califfato), Michaelgard (città di Michele, nome di alcuni Imperatori, nella lingua dei mercenari Vareghi, cioè Vichinghi, che parlavano l'antico germanico norreno), Zarigrado (cioè città degli Imperatori in Russo e in Bulgaro), Gostandnubolis (il suo nome in Armeno). Istanbul divenne il nome ufficiale solo nel 1930. Il nome Istanbul, a sua volta, deriva dalle parole greche stin poli che significano "alla Città": infatti questo era il modo di riferirsi dei Greci alla "Città delle Città", così come Costantinopoli era conosciuta durante l'era bizantina. Costantinopoli è sede del famoso patriarcato di Costantinopoli, una delle antiche sedi apostoliche. Categoria:Turchia Categoria:Città antiche Categoria:Medioevo ja:コンスタンティノポリス ko:콘스탄티노폴리스

Foca

Il termine Foca può riferirsi a:
- Foca nome comune degli animali appartenenti alla famiglia dei Focidi (sottordine dei Pinnipedi).
- Foca il Tiranno, Imperatore Bizantino del VII secolo. ja:アザラシ

Epiro

L'Epiro è una regione storica della Grecia, confina a nord con l'Illiria e la Macedonia e a est con la Tessaglia. È una regione montuosa, che si affaccia sul Mar Ionio; centri principali sono Giannina e Prevesa.

Storia

I primi insediamenti nella regione avvengono tra il 2000 e il 1500 a.C. ad opera delle tribu illiriche (albanesi) dei Molossi, Thesproti e Caoni. I Corinzi vi creano le prime colonie nell'800 a.C..
Tharipas unifica i vari regni creando una confederazione (V secolo a.C.). Dal IV secolo AC l'Epiro fu sottoposto ad una serie di disordini, fino all'ascesa al trono di Pirro nel 280 a.C..
Nel 168 a.C. fu sottomessa dai Romani ed incorporata nella provincia macedone.
Nel 396 l'Epiro fu invaso dai Goti di Alarico Come una delle 4 vilajet (regioni) che componevano l'Albania di allora, passò sotto il dominio ottomano nel 1466, passando alla Grecia nel corso delle guerre balcaniche solo nel 1913 anche se la maggioranza della popolazione era di lingua e di etnia albanese. Categoria:Grecia ja:イピロス

Avari

Gli Avari sono, secondo la teoria più accettata, un popolo nomade, strettamente imparentato con gli Unni, che si stabilisce, fondando un proprio stato, nell'area del Volga nel VI secolo. In seguito gli Avari compiono incursioni in Europa, giungendo fino in Italia, per poi insediarsi in Transilvania intorno al X secolo.

Fonti classiche

Nel V secolo il Retore Priskos è il primo ad occuparsi delle tribù Avare che vivono nella Siberia Occidentale. Questo confermerebbe la teoria secondo cui questo popolo sarebbe originario della regione del Balkhash come attestato anche dai resoconti cinesi concernenti gli Hua a loro imparentati. Secondo la cronologia di Prisco, gli Avari/Unni scacciano i Sabiri fuori dalle loro terre verso il Volga intorno al 461-463 grazie ad una "nebbia rosa che provenendo dal mare spaventò le genti" e fu seguita da "innumerevoli avvoltoi che calarono sulle genti". In seguito, nel 550, lo storico della chiesa, Zacharia, menziona una "comunità" Avara nell'occidente. Intorno alla metà del VI secolo Menandro scrive a riguardo degli Avari. Nello stesso periodo Procopio distingue nella sua Storia delle guerre tra Unni Bianchi e Unni europei che Simmokattes, successivamente, nella prima metà del VII secolo definisce reali- e pseudo-Avari rispettivamente. Sempre secondo le informazioni di Simokattes, ed anche di altri autori, gli Avari che si giungono in Europa fanno pensare ad una combinazione di un popolo di stirpe Uighur chiamato Hund (?) e (in base a indicazioni antropologiche e etimologiche sul nome di un kagan Avaro chiamato Bayan, parola che significa "prospero" in mongolo ma significa "donna" nella maggior parte delle lingua del gruppo Altaico occidentale) un popolo di stirpe Mongola detto Var (?) che si forma intorno a Balk negli anni tra il 410 e il 470.

Problema delle origini degli Avari

Gli Avari sono stati in passato messi in relazione con gli Juan-Juan generando molta confusione quando lo stesso popolo è stato in seguito denominato Avari.
Sebbene questa identità si sia rivelata una grossolana generalizzazione in quanto gli Juan Juan continuano ad esistere sulle loro terre d'origine fino al loro rovesciamento nel 557 periodo nel quale Sarorios è ricordato come khagan degli Avari in Europa. È comunque possibile che gli Avari europei abbiano fatto parte, ad un certo punto, della confederazione Juan Juan.
Oltre ad allusioni su una loro correlazione con gli Hephthaliti, un'altra versione, che ha avuto discreta diffusione, sulla loro misteriosa origine è che gli Uyguri vengono conquistati dai Mongoli nel V secolo. Si forma quindi una confederazione nelle steppe euroasiatiche ove essi, gli Avari, tentato di sopravvivere in competizione con le altre tribù Turche, dalle quali sono poi scacciati. I superstiti di questo gruppo misto Turco/Mongolo migrano verso l'Europa dell'est dove fondano il Khanato degli Avari, 502 - 530, dando inizio alla loro era delle conquiste.

L'espansione in Europa

Alleati dei Bizantini, gli Avari combattono contro gli Slavi ed i Bulgari, controllando l'area tra il Volga e l'Elba fino al Mar Baltico. La situazione di alleanza muta poi in seguito al tentativo di invasione dell'Italia nel 610 e degli attacchi contro Costantinopoli nel 619 e nel 626.
L'Imperatore Eraclio, insieme a Bulgari e Slavi ( Serbi e Croati), espelle gli Avari dall'Illiria. Nel 630 il Khagan Kubrat della stirpe Onoghur diviene il primo sovrano della seconda dinastia Avara. Sulla fine del VII secolo gli scritti cominciano a menzionare un popolo che usa, per il proprio nome, la radice K-B/V-R (si tenga conto che si tratta di lingue in cui vengono scritte solamente le consonanti) e che vive nella stessa area abitata dagli Avari. La radice K-B/V-R è stata spiegata come il risultato di una "ribellione" o una "scissione". Dissidenti Kuber Avari-Unni sono menzionati migrare verso sud in seguito ad una ribellione contro la maggioranza degli Avari non molto dopo che Batbayan-Bezmer succede al padre Kubrat come khagan. È ragionevole supporre che questi Avari occidentali si siano mescolati con gli Unno-Bulgari e/o rotti i loro legami/ribellatisi contro l'orda principale stanziata nel Caucaso sotto il governo dei Khazari, siano stati poi conosciuti con la variazione "K-B/V-R" nel nome. Ben poco si conosce circa i Kabar/Avari tra il VII secolo e l'VIII secolo eccetto che la maggior parte dei popoli loro confinanti continua a chiamarli Avari. Lo scavo dei loro cimiteri ha messo in evidenza che sono un popolo di stirpe mongola che possedevano oggetti normalmente associati con la cultura ebraica e questo può far pensare che il loro centro culturale si trovasse in Khazaria piuttosto che in Ucraina o in Pannonia. Come Karabi (o Kavari) hanno anche lasciato tracce nei nomi di alcune città, ad esempio Kopyrev Konets, nel distretto di Kiev.
Gli Avari, nel 791 invadono ancora una volta l'Europa. Sconfitti dai Franchi guidati da Carlomagno nel IX secolo cercano aiuto nella confederazione delle sette tribù Magiare. Le tre tribù Avare che i Magiari chiamano Kavar o Kabar ( non vi sono altri accenni agli Avari nello fonti originali Magiare) si insediano infine in Transilvania.

Avari del Caucaso

La connessione tra gli Avari Europei e gli Avari del Causaso e i Kabari è stata spesso discussa ma attualmente sembra più accreditata la teoria secondo cui gli Avari che si stanziano in Transilvania sono solo degli pseudo-Avari (Kabari), forse una frazione degli Avari rimasti nel Caucaso sotto il controllo Khazaro. Gli Avari che si suppone siano rimasta nel Caucaso daranno vita, in seguito, ad un potente khanato che nel X secolo contribuirà alla caduta della Khazaria.

Problema delle origini degli Avari

Esistono tre regioni che vengono proposte come luogo di origine degli Avari, una è nel Caucaso in connessione con le popolazioni Protosiberiane, un'altra ipotizza l'Hindu Kush nei pressi dell'attuale Kabul ed un'altra, associata con i Parni, e la regione dello Jaxartes intorno al lago Balkhash nel nord est del Kazakhstan. Comunque è ipotizzabile anche una sintesi di queste teorie supponendo che gli Avari siano in origine abitanti della Khwarezmia e che abbiano in seguito influenzato tutte e tre le aree. Gli scheletri trovati nelle sepolture in Europa sono prevalentemente del tipo mongolico ma molti oggetti ad essi associati sembrano indicare una cultura ebraica. Comunque che abbiano origini ebraiche connesse con le tribù quasi-ebraiche scoperte in Cina o siano stati semplicemente influenzati dalla presunta conversione dei Khazari è una questione che richiede ancora ulteriori studi.

Religione degli Avari

All'est, gli abitanti della Khwarezmia, sotto il controllo Avaro del 410, devono osservare una forma di legge Mosaica cosa che può spiegare la presenza di oggetti tipici della cultura ebraica nelle loro tombe del bacino Carpatico. In seguito mentre l'area d'insediamento degli Avari occidentali, conosciuta come Avaristan, diviene un regno cristiano, le regioni più orientali di loro insediamento si islamizzano. Esistono anche argomenti per collegare gli Avari con l'antica religione Zoroastrista Iraniana e altre che suggeriscono un collegamento a forme di Sciamanesimo.

L'ipotesi biblica

Gli Avari sono stati inclusi, con altre popolazioni del ceppo turco, nel tentativo di tracciare una discendenza da Noè. Joseph ben Gorion (X secolo) nel suo lavoro storico Sefer Yosippon cita Avar (עבר) come uno dei dieci figli del biblico Togarmash. Altri suggeriscono che gli Avaro-Unni discendano dal patriarca biblico Eber (scritto anch'esso עבר) attraverso Keturah, la terza moglie di Abramo, i cui discendenti sarebbero migrati nelle pianure dell'Eurasia centrale nel XII secolo AC ("Cronache di Jerahemeel" di Jerahemeel ben Solomon). Vi sono anche correlazioni sulla discendenza di varie Tribù Avaro-Unne da Magog che ebbe anche un discendente di nome Heber ( עבר).

Un'ulteriore ipotesi

Gli eponimi comuni possono essere spiegati con una teoria, ampiamente accettata, che il nome Avari abbia radici comuni con la parola Turca avare che significa girovago o vagabondo. Così potrebbe essere che il termine Avari, sia stato usato per popoli diversi, con il significato di "migrazione" come molte altre parole simili in antiche lingue come ad esempio "Ebrei". Categoria:Italia Categoria:popoli antichi

Papa Sabiniano

Sabiniano (morto il 22 febbraio 606) fu Papa dal 604 al 606. Andò incontro all'impopolarità a causa delle sue spese poco accorte, anche se il Liber Pontificalis dichiara che fece distribuire del grano durante una carestia che colpì Roma durante il suo pontificato. L'erudito italiano Onofrio Panvinio (1529-1568), nel suo Epitome pontificum Romanorum (Venezia, 1557) attribuisce a questo Papa l'introduzione del usanza di far suonare le campane nelle ore canoniche e durante la celebrazione dell'eucarestia. Sabiniano ko:교황 사비니아노

Scomunica

Nell'ambito del diritto canonico cattolico, la scomunica è la più grave delle censure ecclesiastiche che possa essere comminata ad un battezzato: lo escude dalla comunione dei fedeli e lo priva di tutti i diritti e i benefici derivanti dall'appartenenza alla Chiesa, in particolare quello di amministrare e ricevere i sacramenti. Questa censura può essere inflitta solo ad una persona fisica, laica od ecclesiastica, non ad enti e confraternite, e cessa con l'assoluzione che può e deve essere data non appena lo scomunicato si pente sinceramente della colpa commessa. Esistono vari gradi di scomunica, il minore o dei tolerati e il maggiore per i vitandi; la gravità dipende anche dall'autorità che emette la sentenza, e in questo senso le scomuniche riservate alla Santa Sede sono le più gravi.

Scomuniche latae sententiae

Sono comminate dal Codice di diritto canonico:

Riservate alla Santa Sede

# Profanazione dell'Eucaristia # Violenza fisica contro il papa (can. 1370 §1) # Assoluzione del complice nel peccato contro il sesto comandamento da parte di un sacerdote (can. 1367) # Consacrazione di un vescovo da parte di un altro vescovo senza mandato pontificio (can. 1382) # Violazione del sigillo sacramentale da parte del sacerdote confessore (can. 1388) Anche la Simonia o altri accordi condizionanti l'elezione del papa nel conclave, come stabilito dalla costituzione apostolica Universi dominici gregis, fanno incorrerere nella scomunica latae sententiae.

Non riservate

# Procurare l'aborto ottenendo l'effetto voluto (can. 1398) # Apostasia, eresia e scisma (can. 1364 §1)

Scomuniche ordinarie

Riservate alla Santa Sede


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Non riservate


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Riferimenti esterni

[http://www.vatican.va/archive/ITA0276/__P4U.HTM Codice di Diritto Canonico, LE PENE E LE ALTRE PUNIZIONI (Cann. 1331 – 1340)] categoria:Cattolicesimo categoria:Diritto canonico ja:破門

Giustiniano

Giustiniano I, nato Flavio Pietro Sabbatio (11 maggio 48313 o 14 novembre 565), fu imperatore dell'Impero Romano d'Oriente dal 1 agosto 527 alla sua morte.

Biografia

Giustiniano I nacque in un piccolo villaggio chiamato Tauresina (Taor), nell'Illiria (vicino a Skopje), probabilmente l'11 maggio 483, da Vigilantia, sorella del molto stimato generale Giustino, che fece carriera tra i gradi dell'esercito fino a diventare imperatore. Suo zio lo adottò assicurandogli l'educazione. Giustiniano completò il classico corso di studi, occupandosi di giurisprudenza e filosofia. La sua carriera militare fu contrassegnata da rapidi avanzamenti, ed un grande futuro si aprì per lui quando, nel 518, Giustino divenne imperatore. Giustiniano venne nominato console nel 521, e più tardi comandante dell'esercito d'oriente. Funse da reggente virtuale molto prima che Giustino lo rendesse imperatore associato il 1 aprile 527. Quattro mesi dopo, Giustiniano divenne l'unico sovrano. Il suo regno ebbe un impatto mondiale, costituendo un'epoca distinta della storia dell'Impero Bizantino e della Chiesa Ortodossa d'Oriente. Giustiniano fu un uomo di insolita abilità al lavoro, e possedeva un carattere moderato affabile e vitale; ma era anche privo di scrupoli e scaltro quando occorreva. Fu l'ultimo imperatore a tentare di restaurare l'Impero Romano riportandolo all'espansione territoriale che aveva avuto sotto Teodosio I. A questo scopo diresse le sue grandi guerre e la sua colossale attività di costruzione. Partendo dalla premessa che l'esistenza del bene comune era affidata alle armi e alla legge, prestò particolare attenzione alla legislazione, e scrisse quello che sarebbe diventato un monumento a sua perenne memoria, codificando il diritto romano nel Corpus iuris civilis. Nel 523 sposò Teodora, un'ex attrice. Le attrici erano socialmente paragonate alle prostitute prima del regno di Giustino I, e Giustiniano, in un epoca precedente non sarebbe stato in grado di sposarla. Giustino promulgò una legge che permetteva il matrimonio tra appartenenti a classi sociali diverse, il quale, durante il regno di Giustiniano, portò a sfumare la distinzione in classi alla corte bizantina. Teodora sarebbe divenuta molto imfluente nelle politiche dell'impero, e gli imperatori successivi avrebbero seguito l'esempio di Giustiniano sposandosi al di fuori della classe aristocratica. Procopio ci fornisce la fonte primaria per la storia del regno di Giustiniano, anche se le cronache di Giovanni da Efeso (che sopravvive come base per molte cronache successive) contribuiscono molti preziosi dettagli. Entrambi gli storici divennero molto aspri nei confronti di Giustiniano e Teodora. A fianco della sua opera principale, Procopio scrisse anche una Storia Segreta, che relaziona dei molti scandali alla corte di Giustiniano. Teodora morì nel 548; Giustiniano le sopravvisse per quasi 20 anni e morì il 13 o il 14 novembre 565.

L'attività legislativa

Giustiniano conquistò una fama duratura per la sua rivoluzione giudiziaria, che organizzò il diritto romano in una forma e uno schema organico, che rimane alla base della legge di diverse nazioni odierne. Le sue autorità emisero la prima stesura del Corpus iuris civilis, il 7 aprile 529 in tre parti: Digesto (o Pandectae), Institutiones, e Codex. Un gruppo di commissari guidati dal questore Triboniano scrisse il Corpus in latino, la lingua tradizionale dell'Impero romano, che molti cittadini dell'Impero d'Oriente comprendevano, ma scarsamente. LAuthenticum o Novellae, una collezione di nuove leggi emanate durante il regno di Giustiniano, andò successivamente a integrare il Corpus. Le Novellae comparvero in greco, la lingua comune dell'impero. Il Corpus forma la base della giurisprudenza latina (compreso il diritto canonico: ecclesia vivit lege romana) e, per gli storici, fornisce una preziosa visione dall'interno, delle preoccupazioni e delle attività dei resti dell'Impero Romano. Come collezione raccoglie assieme le molte fonti in cui le leges (leggi) e le altre regole erano espresse o pubblicate: leggi vere e proprie, senatoconsulti (senatusconsulta), decreti imperiali, rescritti, opinioni e interpretazioni dei giuristi (responsa prudentum).

Le attività militari e le campagne di Belisario

Come i suoi predecessori romani e successori bizantini, Giustiniano si impegnò in guerra contro la Persia della dinastia Sassanide. Comunque, le sue principali ambizioni militari si concentrarono sul Mediterraneo occidentale, dove il suo generale Belisario guidò la riconquista di parti del territorio del vecchio Impero Romano. Belisario ottenne questo compito come ricompensa per esser riuscito a sedare la rivolta di Nika, a Costantinopoli, nel gennaio del 532, nella quale fanatici della corsa con le bighe avevano costretto Giustiniano a dimettere l'impopolare Triboniano, ed avevano tentato di rovesciare l'imperatore stesso. Giustiniano considerò l'idea di abbandonare la capitale, ma rimase in città su consiglio di Teodora, e Belisario giunse per schiacciare la rivolta pochi giorni dopo. Nel 533 Belisario riconquistò il Nord Africa ai Vandali, dopo la Battaglia di Ad Decimum, vicino a Cartagine. Belisario avanzò quindi in Sicilia ed Italia, ricatturando Roma (536) e la capitale degli Ostrogoti, Ravenna (540). Belisario era in disaccordo con Giustiniano sul cosa fare con i territori riconquistati; Giustiniano voleva lasciare che gli Ostrogoti governassero uno stato tributario, ma Belisario preferiva fare dell'Italia un territorio imperiale romano. Scontento di Belisario, Giustiniano lo inviò ad oriente, a difendere l'impero dai rinnovati attacchi dei persiani. Dopo aver stabilito una nuova pace ad est nel 545, Belisario fece ritorno in Italia, dove gli Ostrogoti avevano riconquistato Roma. Il generale eunuco Narsete strappò il comando a Belisario, e lo storico Procopio, ex ufficiale dell'esercito di Belisario, accusò Narsete di tradimento. Belisario venne imprigionato per un breve periodo, ma Giustiniano lo perdonò, ed egli sconfisse i Bulgari quando questi comparvero per la prima volta sul Danubio nel 549. Nel 551, le forze bizantine conquistarono parte della Spagna meridionale ai Visigoti. Narsete non riuscì a difendere l'Italia dagli Ostrogoti e dai Longobardi. Cionondimeno, sotto Giustiniano. il territorio dell'impero si espanse notevolmente, anche se solo per un breve periodo.

Soppressione delle religioni non cristiane

La politica religiosa di Giustiniano rifletteva la convinzione imperiale che l'unità dell'impero presupponesse incondizionatamente l'unità della fede; e con lui sembrò un dato di fatto che questa fede potesse essere solo l'Ortodossia. Gli appartenenti ad un credo differente dovettero riconoscere che il processo iniziato a partire da Costantino II sarebbe continuato con vigore. Il
Codice Giustiniano conteneva due statuti (Cod., I., xi. 9 e 10) i quali decretavano la totale distruzione dell'Ellenismo, anche nella vita civile; queste disposizioni vennero attuate con zelo. Le fonti contemporanee: (Giovanni Malala, Teofane, Giovanni di Efeso) ci parlano di gravi persecuzioni, anche di uomini altolocati. Forse, l'evento più degno di nota avvenne nel 529, quando gli insegnamenti dell'Accademia di Platone di Atene vennero posti sotto il controllo dello stato per ordine di Giustiniano, soffocando in pratica questa scuola di formazione dell'ellenismo. Il Paganesimo venne soppresso attivamente. Solo in Asia Minore, Giovanni di Efeso sostenne di aver convertito 70.000 pagani (cf. F. Nau, in Revue de l'orient chretien, ii., 1897, 482). Altre popolazioni accettarono la cristianità: gli Eruli (Procopius, Bellum Gothicum, ii. 14; Evagrio, Hist. eccl., iv. 20), gli Unni che dimoravano nei pressi del Don (Procopio, iv. 4; Evagrio, iv. 23), gli Abasgi (Procopio, iv. 3; Evagrio, iv. 22) e gli Tzani (Procopio, Bellum Persicum, i. 15) in Caucasia. L'adorazione di Amon ad Augila, nel deserto libico (Procopio, De Aedificiis, vi. 2), venne abolita; così come i resti del culto di Iside sull'isola di Philae, sulle prime cataratte del Nilo (Procopio, Bellum Persicum, i. 19). Il Presbitero Giuliano (DCB, iii. 482) e il Vescovo Longino (Giovanni di Efeso, Hist. eccl., iv. 5 sqq.) condussero una missione tra i Nabatei, e Giustiniano tentò di rafforzare la cristianità nello Yemen inviandovi un ecclesiastico dall'Egitto (Procopio, Bellum Persicum, i. 20; Malala, ed. Niebuhr, Bonn, 1831, pp. 433 sqq.). Anche gli Ebrei soffrirono; non solo le autorità restrinsero i loro diritti civili (Cod., I., v. 12), e minacciarono i loro privilegi religiosi (Procopio, Historia Arcana, 28); ma l'imperatore interferì negli affari interni della sinagoga (Nov., cxlvi., Feb. 8, 553), vietando ad esempio l'uso della lingua ebraica nel culto. I recalcitranti vennero minacciati con punizioni corporali, esilio e perdita delle proprietà. Gli ebrei di Borium, non lontano dalla Syrtis Major, che resistettero a Belisario nella sua campagna contro i Vandali, dovettero abbracciare la cristianità; la loro sinagoga divenne una chiesa. (Procopio, De Aedificiis, vi. 2). L'imperatore ebbe molti problemi con i Samaritani, trovandoli refrattari alla cristianità e ripetutamente in insurrezione. Giustiniano gli si oppose con editti rigorosi, ma non potè impedire che si avessero ostilità nei confronti dei cristiani in Samaria, verso la fine del suo regno. L'uniformità della politica di Giustiniano significò che anche i Manichei soffrirono dure persecuzioni, sperimentando sia l'esilio che la minaccia della pena capitale (Cod., I., v. 12). A Costantinopoli, in una occasione, non pochi manichei, dopo una dura inquisizione, vennero giustiziati alla presenza dell'imperatore: alcuni sul rogo, altri per affogamento (F. Nau, in Revue de l'orient, ii., 1897, p. 481).

Politica ecclesiastica

Manichei)]] Come per l'amministrazione secolare, il dispotismo apparve anche nella politica ecclesiastica dell'imperatore. Egli regolava tutto, sia nella religione che nella legge. Agli inizi del suo regno, ritenne appropriato promulgare per legge il suo credo nella Trinità e nell'Incarnazione; e di minacciare tutti gli eretici con delle punizioni (
Cod., I., i. 5); dove successivamente dichiarava che aveva stabilito di privare tutti i disturbatori dell'ortodossia dell'opportunità, per tale offesa, di un giusto processo di legge (MPG, lxxxvi. 1, p. 993). Giustiniano rese il credo Niceno-Costantinopoliano l'unico simbolo della Chiesa (Cod., I., i. 7), e concesse valore legale ai canoni dei quattro concili ecumenici (Novellae, cxxxi.). I vescovi che parteciparono al Secondo concilio di Costantinopoli del 536, riconobbero che non poteva essere fatto niente nella Chiesa, che fosse contrario alla volontà e agli ordini dell'imperatore (Mansi, Concilia, viii. 970B); mentre, da parte sua, l'imperatore, nel caso del Patriarca Antimo, rafforzò il bando della Chiesa con la proscrizione temporale (Novellae, xlii). Diversi vescovi dovettero subire l'ira del tiranno. D'altra parte è vero che non negò alcuna opportunità per assicurare i diritti della Chiesa e del clero, e per proteggere ed ampliare il monachesimo. In realtà, se il carattere despotico delle sue misure non fosse stato così discutibile, si potrebbe essere tentati di chiamarlo un padre della Chiesa. Sia il Codex che le Novellae contengono molti decreti riguardanti donazioni, fondazioni, e l'amministrazione della proprietà ecclesiastica; elezioni e diritti di vescovi, sacerdoti ed abati; vita monastica, obblighi residenziali del clero, condotta del servizio divino, giurisdizione episcopale, ecc. Giustiniano inoltre ricostruì la Chiesa di Hagia Sophia, il cui sito originale era stato distrutto durante la rivolta di Nika. La nuova Hagia Sophia, con le sue numerose cappelle e sacrari, la cupola ottagonale dorata, e i mosaici, divenne il centro e il monumento più visibile dell'Ortodossia Orientale a Costantinopoli.

Relazioni con Roma

Dalla metà del V secolo in poi, compiti sempre più ardui dovettero essere affrontati dagli imperatori d'oriente, nella provincia della gestione ecclesiastica. I radicali di tutte le parti sentivano la costante repulsione per il credo che era stato adottato dal concilio di Calcedonia, con lo scopo di mediare tra le parti dogmatiche. La lettera di Papa Leone I a Flaviano di Costantinopoli, ad oriente veniva ampiamente considerata come opera di Satana, quindi nessuno si curava di dare ascolto a ciò che proveniva dalla Chiesa di Roma. Gli imperatori, comunque, dovevano lottare con un duplice problema. In primo luogo avevano una politica di preservare l'unione tra Oriente ed Occidente, tra Bisanzio e Roma; e questo rimaneva possibile solo se non si discostavano dalla linea definita a Calcedonia. In secondo luogo, le fazioni ad oriente, che erano divenute inquiete e disaffezionate a causa di Calcedonia richiedevano di essere tenute sotto controllo e pacificate. Questo problema si dimostrò il più difficile, poiché i gruppi dissidenti ad Oriente, eccedevano il partito che appoggiava Calcedonia, sia in termini di numeri, che di abilità intellettuale; e così il corso degli eventi dimostrò l'incompatibilità dei due obbiettivi: chiunque sceglieva Roma e l'Occidente doveva rinunciara all'Oriente e viceversa. Giustiniano entrò nell'arena dello statismo ecclesiastico poco dopo l'ascesa dello zio, nel 518, e pose fine allo scisma monofisita, che durava, tra Roma e Bisanzio, sin dal 483. Il riconoscimento della sede romana come della più alta autorità ecclesiastica (cf.
Novellae, cxxxi.), rimase la chiave di volta della sua politica occidentale, nonostante suonasse offensiva a molti ad oriente -- cionondimeno, egli si sentì completamente libero di prendere posizioni despotiche nei confronti di Papi quali Silvero e Vigilio. Le sue politiche nei confronti di Roma, benché a volte discrepanti, recavano il segno della grandezza. Mentre nessun compromesso poteva essere accettato dall'ala dogmatica della Chiesa, i suoi sforzi sinceri di riconciliazione gli fecero ottenere l'approvazione della maggior parte della Chiesa. Una prova di ciò fu il suo atteggiamento nella controversia teopaschita. All'inizio era dell'opinione che la questione rivolgeva attorno a parole di poca importanza. Per gradi comunque, Giustiniano venne a comprendere che la formula in questione non solo appariva ortodossa, ma poteva anche servire come misura conciliatoria nei confronti dei monofisiti, e fece un vano tentativo per usarla nella conferenza religiosa con i seguaci di Severo di Antiochia, nel 533. Ancora, Giustinaiano rivide la stessa con approvazione nell'editto religioso del 15 marzo 533 (Cod., L, i. 6), e si congratulò con se stesso poiché Papa Giovanni II aveva ammesso l'ortodossia della confessione imperiale (Cod., I., i. 8). Il grave errore che Giustiniano fece all'inizio, incitando, dopo l'ascesa di Giustino, una grave persecuzione dei vescovi e del monaci monofisiti, inasprendo così la popolazione di vaste regioni e province, venne infine rimediato. Il suo obbiettivo costante rimaneva quello di vincere i monofisiti, senza dover arrendere la fede calcedoniana. Per molti a corte, non si spinse abbastanza in la: Teodora in particolare avrebbe gioito nel vedere i monofisiti favoriti senza riserve. Giustiniano, comunque, si sentì limitato in tale politica dalle complicazioni che questa avrebbe provocato con l'occidente. Ne tantomeno, poteva sfuggire a questì problemi; ad esempio, la Controversia dei tre capitoli (si veda anche: Papa Vigilio). Nella condanna dei tre capitoli Giustiniano cercò di soddisfare sia l'Oriente che l'Occidente, ma finì col non soddisfare nessuno. Anche se il Papa acconsentì alla condanna, l'Occidente credeva che l'imperatore avesse agito in maniera contraria ai decreti di Calcedonia; e anche se molti delegati ad Oriente riusltarono asserviti a Giustiniano, molti altri, specialmente i monofisiti, rimasero insoddisfatti. Così l'imperatore sprecò i suoi sforzi per un compito impossibile; il più amaro per lui poiché durante i suoi ultimi anni ebbe grande interesse per le questioni teologiche.

Scritti religiosi

Non ci sono dubbi che Giustiniano mise mano personalmente a manifeti teologici che portò avanti come imperatore; anche se, in ragione della posizione dell'autore, diventa difficile discernere se i doccumenti attualmente attribuiti al suo nome provenivano anche dalla sua penna. Ad eccezione delle lettere ai Papi Ormisida, Giovanni II, Agapeto I, e Vigilio, e a varie altre composizioni (raccolte in
MPL, lxiii., lxvi. e lxix.), i seguenti documenti sono degni di nota (trovabili tutti in MPG, lxxxvi. 1, pp. 945-1152):
- L'editto sulle eterodossie di Origene, del 543 o 544;
- richiami ai vescovi riuniti a Costantinopoli in occasione del concilio del 553, con riferimento alla loro seduta di giudizio degli errori circolanti tra i seguaci monastici di Origene a Gerusalemme;
- un editto sulla controversia dei tre statuti, probabilmente emesso nel 551;
- un discorso al concilio del 553,riguardante la teologia antiocana;
- un documento, probabilmente antedatato al 550, indirizzato ad alcuni difensori innominati dei tre capitoli;
- uno scritto di scomunica contro Antimo, Severo e compagni;
- un appello ai monaci egiziani, con una confutazione degli errori monofisiti;
- un frammento di un documento, inviato al Patriarca Zoilo di Alessandria. La teologia sostenuta in questi scritti concordava, in generale, con quella di Leonzio di Bisanzio; in quanto mirava alla soluzione finale del problema, interpretando il simbolo Calcedoniano in termini della teologia di Cirillo di Alessandria. Due punti si devono notare a riguardo. Primo, il modo furbo in cui l'imperatore, o i suoi rappresentanti, riuscirono a difendere la reputazione e la teologia di Cirillo; secondo, l'antagonismo con Origene: un chiaro segno della caratteristica mancanza di inclinazione di quell'epoca per il pensiero indipendente; almeno tra personaggi di peso ed infuenza. Si deve anche menzionare l'Aftartodocetismo, una dottrina professata dall'imperatore verso la fine della sua vita. Evagrio riporta (
Hist. eccl., iv. 39) (e altre fonti confermano) che Giustiniano promulgò un editto nel quale dichiarava il corpo di Cristo incorruttibile e non suscettibile di sofferenza naturale, e comandò ai suoi vescovi di accettare tale dottrina. La caduta del Patriarca Eutizio si collega a questa fase finale della politica imperiale. Le fonti lamentano un declino dalla giusta fede nell'ultima condotta di Giustiniano. Il pensiero che è alla base dell'aftartodocetismo, comunque, non si oppone necessariamente all'ortodossia (si veda Giuliano di Alicarnasso); poiché non nega l'accettazione dell'identità essenziale della natura di Cristo con quella umana. Quindi non è necessario considerare le ultime opinioni teologiche di Giustiniano come quelle di un uomo anziano, ne screditarle come funzionali alla sua attività.

Voci correlate


- Esarcato d'Italia
- Impero Romano d'Oriente
- Piaga di Giustiniano
- Prammatica Sanzione

Bibliografia


- Bury, J. B. (1958).
History of the later Roman Empire, Vol. 2. New York (ristampa).
- Cameron, Averil et al., eds. (2002).
The Cambridge Ancient History, Vol. 14, Seconda Edizione. Cambridge.
- Rubin, Berthold (1960).
Das Zeitalter Iustinians. Berlin. —Parzialmente obsoleto, ma ancora utile. Categoria:Imperatori bizantini Categoria:Biografie ja:ユスティニアヌス1世

607

Eventi


- 19 febbraio - Elezione di Papa Bonifacio III

Nati

Morti


- 12 novembre - Papa Bonifacio III 007 ko:607년 nb:607

Roma

Roma (RM) è la capitale d'Italia, comune capoluogo della provincia omonima e della regione Lazio. È tra le metropoli più grandi d'Europa, con circa due milioni e ottocentomila abitanti. __TOC__

Geografia

Il nucleo urbano sorse sulle alture fiancheggianti il Tevere in corrispondenza dell'ansa in cui si trova l'isola Tiberina.
Sia a destra che a sinistra del fiume si trovano rilievi di modesta entità, che rappresentano i resti dell'antico apparato vulcanico complessivamente denominato Vulcano Laziale, come i monti Tiburtini e i monti Prenestini, mentre i più vicini sono i Castelli romani tra i quali svetta il Monte Cavo. La valle del Tevere è in genere larga circa 3 km, ma, in prossimità dell'isola Tiberina, si restringe a meno di 1 km.
I pendii dei colli anticamente erano più scoscesi, rendendoli facilmente fortificabili. Oggi i colli, tranne alcune pendici del Campidoglio e dell'Aventino, sono molto più dolci e il fondovalle è stato colmato sia dai detriti fluviali sia artificialmente. Roma è attraversata anche da un altro fiume, l'Aniene, che confluisce nel Tevere in territorio urbano.

Territorio

Il comune comprende molte borgate e frazioni, tra cui Ostia cresciute insieme alla città nel '900 . Roma, al contrario di altre grandi città europee, ha un'area metropolitana modesta se paragonata con il suo stesso comune. Infatti, la superficie comunale è vastissima, inglobando alcune zone urbane che in seguito al fenomeno spontaneo dell'abusivismo crebbero dal nulla grazie all'immigrazione che non trovava spazi abitativi ufficiali nella città. Ne risulta, quindi, che l'effettiva area metropolitana della capitale italiana supera di poco i 3.600.000 abitanti. Il vantaggio che, però, deriva da una tale vastità di superficie è notevole; infatti, dove altre città hanno difficoltà a trovare accordi con le altre municipalità dell'area metropolitana, questo problema è totalmente assente a Roma, dove un'unica amministrazione comunale governa un'area che per dimensione è paragonabile alla provincia di Milano o a quella di Napoli. Conosciuta universalmente come l'Urbe o la Città eterna, Roma sorge sulle rive del fiume Tevere ed il suo centro storico comprende i sette colli: Palatino, Aventino, Campidoglio, Quirinale, Viminale, Esquilino e Celio.

Storia

Celio

Popolazione e lingua

La popolazione ha sempre parlato il romanesco che però, come la maggior parte dei dialetti italiani, non ha alcuna ufficialità. Il romanesco, come tutte le lingue, si è evoluto negli anni, tanto che, per esempio, il Belli (prima metà del 1800) usa delle forme linguistiche che non vengono utilizzate da Trilussa (inizio '900). Questa evoluzione non ha alterato profondamente il dialetto almeno fino agli anni cinquanta, a partire dai quali Roma fu meta di ingenti migrazioni dalle altre regioni italiane. Il dialetto subì allora contaminazioni soprattutto dall'italiano formando la parlata che spesso si sente : il cosiddetto "romano moderno". Oramai il dialetto romanesco come era quello del Belli è praticamente scomparso, poiché ha perso molte delle sue parole e modi di dire a favore dell'italiano, ma su di esso si è sviluppato un tipo di dialetto che, se è utilizzato correttamente in tutte le sue caratteristiche piú tipiche, è una parlata allegra e vivace di cui i romani vanno molto fieri. La forte immigrazione degli anni Cinquanta, oltre a riflettersi sul linguaggio, ha cambiato le componenti della popolazione: al "romano de Roma", di origine romana, si sono affiancati i nuovi arrivati. Capita così che spesso nelle famiglie oggi più che il romano si parli l'italiano o, al più la lingua nazionale con leggere influenze dialettiche.

Amministrazione, suddivisioni e quartieri


- Sindaco: Walter Veltroni, dal 05/2001.
- Comune: Centralino 06 06 06
- Sindaci di Roma
- Classificazione climatica: zona D, 1415 GR/G

Suddivisioni

Per scopi amministrativi e per aumentare la decentralizzazione, il grande territorio del comune di Roma è stato ufficialmente diviso in 19 Municipi. Ogni Municipio riunisce parti di diversi quartieri. I rioni invece sono le ripartizioni in cui è suddiviso il centro storico. L'istituzione dei rioni risale all'Antica Roma, e il loro numero è cresciuto con la crescita della città. Tutti tranne uno (Prati) si trovano all'interno delle Mura aureliane. Il comune di Roma utilizza sia la divisione in quartieri che in zone.

Città Gemellate


- Parigi, Francia 20px, dal 1956
- New York, Stati Uniti 20px

Trasporti e mobilità urbana

20px Come recita il noto proverbio, "Tutte le strade conducono a Roma". E sono molte e varie, queste strade.

Trasporto su strada

La città è al centro di una struttura radiale di vie di comunicazione che ricalcano le direttrici delle antiche vie consolari, che partendo dal Campidoglio congiungevano Roma antica a tutti gli angoli dell'impero. Il punto di partenza delle strade che partono da Roma - il km 0 fisico - rimane il miliarium, la colonna un tempo dorata e posta nel Foro, ora di marmo e posta in cima alla Cordonata. Lo spazio urbano, un tempo delimitato dalle mura, è oggi definito dall'anello esterno di raccordo tra le vie di penetrazione, il Grande Raccordo Anulare.

Trasporto su ferro

Essendo posta al centro della penisola, Roma è anche il principale nodo ferroviario dell'Italia centrale. Le direttrici di traffico sono 4 e ricalcano - almeno nella parte iniziale del percorso - il tracciato delle principali consolari: quella tirrenica (Roma-Genova, lungo la via Aurelia), quella verso nord (Roma-Firenze-Bologna, lungo la via Salaria), quella adriatica (Roma-Pescara, lungo la via Tiburtina) e quella meridionale (Roma-Napoli, lungo la via Appia). Le principali stazioni sono Roma Termini (che è la stazione ferroviaria più grande e trafficata d'Europa con più di 600'000 transiti giornalieri, con al suo interno un centro commerciale, chiamato "Forum Termini", di oltre cento negozi), Roma Tiburtina (dove è previsto l'arrivo della nuova linea ad alta capacità),