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Partito Socialista
Partito socialista è il nome di diversi partiti politici in tutto il mondo, che vengono esplicitamente chiamati Socialisti anche se alcuni sono Socialdemocratici e altri no.
Partiti socialisti
- Albania - Partito Socialista Albanese
- Argentina - Partito Socialista Argentino
- Australia - Partito Socialista Australiano
- Bangladesh - Bangalesher Samajtantrik Dal (Khaleq), Bangladesher Samajtantrik Dal (Mahboob)
- Belgio - Partito Socialista Francofono, Partito Socialista Fiammingo
- Bulgaria - Partito Socialista Bulgaro
- Cile - Partito Socialista Cileno
- Ecuador - Partito Socialista Ecuadoregno
- Francia - Partito Socialista Francese
- Georgia - Partito Socialista Georgiano
- Guadalupa - Partito Socialista della Guadalupa
- Guiana Francese - Partito Socialista della Guiana Francese
- India - Partito Socialista Indiano, Partito Samajwadi
- Indonesia - Partito Socialista Indonesiano
- Irlanda - Partito Socialista Irlandese (affiliato ai CWI)
- Italia - Partito Socialista Italiano
- Lettonia - Partito Socialista Lettone
- Macedonia - Partito Socialista Macedone
- Martinica - Partito Socialista della Martinica
- Mayotte - Partito Socialista di Mayotte
- Paesi Bassi - Partito Socialista Olandese
- Perù - Partito Socialista Peruviano
- Portogallo - Partito Socialista Portoghese
- Porto Rico - Partito Socialista Portoricano
- Réunion - Partito Socialista di Réunion
- Saint-Pierre e Miquelon - Partito Socialista Saint-Pierre e Miquelon
- San Marino - Partito Socialista Sammarinese
- Serbia - Partito Socialista Serbo
- Senegal - Partito Socialista Senegalese
- Svezia - Partito Socialista Svedese
- Svizzera - Partito Socialdemocratico Svizzero (noto anche come Partito Socialista Svizzero)
- Tagikistan - Partito Socialista del Tagikistan
- Ucraina - Partito Socialista Ucraino
- Regno Unito - Partito Socialista di Inghilterra e Galles, Partito Socialista Britannico, Partito Socialista Scozzese
- Stati Uniti - Partito Socialista d'America, Partito Socialista USA
- Ungheria - Partito Socialista Ungherese
- Unione Europea - Partito dei Socialisti Europei
- Yemen - Partito Socialista Yemenita
Socialdemocrazia
La socialdemocrazia è un’ideologia politica emersa tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX ad opera di sostenitori del marxismo convinti che la transizione verso una società socialista potesse essere attuata attraverso un processo democratico e non mediante una svolta rivoluzionaria. La socialdemocrazia sostiene inoltre la necessità di un programma di graduali riforme legislative del sistema capitalistico, al fine di rendere quest’ultimo più equo (solitamente con l’obiettivo di trasformarlo, nel lungo periodo, in una società socialista).
A tal proposito, l’Internazionale Socialista definì la socialdemocrazia come la forma ideale di democrazia rappresentativa, che avrebbe potuto risolvere i problemi tipici della democrazia liberale. Tale forma ideale si sarebbe raggiunta seguendo i principi del cosiddetto welfare state (traducibile in italiano con “stato del benessere”).
Il primo di questi principi-guida è la libertà, che non include solo le libertà individuali, ma anche la libertà dalla discriminazione e quella dalla dipendenza dai proprietari dei mezzi di produzione o dai detentori illegittimi del potere politico, così come la libertà di poter determinare il proprio destino. Si aggiungono poi l’equità e la giustizia sociale, intese non solo come eguaglianza di fronte alla legge ma anche come equità socioeconomica e culturale, concedendo perciò a tutti gli esseri umani in quanto tali le medesime opportunità, a prescindere dalle loro differenze. Infine, vi è una sorta di solidarietà che porta all’unità e ad un senso di compassione (da intendersi, però, con accezione positiva) nei confronti delle vittime delle ingiustizie e delle disuguaglianze.
Partiti politici socialdemocratici
I partiti politici socialdemocratici sono presenti in numerosi paesi democratici. Nel corso del XX secolo, partiti come il Labour Party nel Regno Unito, il tedesco SPD e molti altri in Europa, Canada (New Democratic Party), Australia (Labor Party) e Nuova Zelanda (Labour Party) hanno implementato o proposto programmi politici riguardanti la legislazione del lavoro, la nazionalizzazione delle maggiori industrie e un crescente welfare state.
Sul finire del XX secolo, molti di questi partiti hanno finito col prendere le distanze dalla tradizionale proposta economica socialista. Attualmente, i socialdemocratici non ritengono che vi sia un conflitto fra l’economia di libero mercato e la loro definizione di società “socialista”. Molti partiti social democratici hanno adottato politiche di tipo centrista o della cosiddetta Terza via, che promuovono una deregolamentazione dell'economia e sottolineano il concetto di uguaglianza di opportunità quale misura dell'uguaglianza sociale. I moderni socialdemocratici hanno inoltre ampliato i loro obiettivi sociali fino ad abbracciare aspetti del femminismo, dell'uguaglianza razziale e delmulticulturalismo. Definire questa forma moderna di democrazia sociale come socialismo è oggetto di discussione. Molti socialdemocratici non si considerano socialisti.
La maggior parte dei partiti socialdemocratici è membro dell'Internazionale socialista, succeduta alla Seconda Internationale.
Vedi anche Lista dei partiti socialdemocratici
"Socialismo democratico" e "Socialdemocrazia"
Il socialismo democratico o riformismo costituisce presumibilmente una corrente di pensiero distinta dalla socialdemocrazia, in cui i partiti che si autodefiniscono "socialisti democratici" considerano la loro azione politica come volta all'instaurazione di uno stato socialista. Diversi partiti politici chiamandosi "socialisti democratici" hanno voluto prendere le distanze dalle loro controparti socialdemocratiche. Esiste naturlamente un certo grado di sovrapposizione e alcuni tra coloro che si professano democratici socialisti restano collegati ai partiti socialdemocratici nello sforzo di renderli più dichiaratamente socialisti.
In molti casi, i partiti che mirano semplicemente a migliorare il sistema capitalista hanno mantenuto il nome di "socialdemocratici" (in virtù della loro posizione di maggioranza), quelli che invece perseguono una graduale abolizione del capitalismo con gli strumenti della democrazia si chiamano "democratici socialisti". In altri casi, il nome derivan da particolari circostanze storiche.
Storia
Molti partiti, nella seconda metà del XIX secolo, si autodefinirono “socialdemocratici”, come l’inglese
Federazione Socialdemocratica, e il partito socialdemocratico russo. In alcuni casi, si svilupparono gruppi rivoluzionari socialisti o marxisti, nell’intento di introdurre la democrazia (o, almeno, la concezione che avevano di essa) in paesi non democratici.
La socialdemocrazia odierna, tuttavia, nacque da una frattura all’interno del movimento socialista all’inizio del XX secolo, a seguito di due diversi modi di concepire le idee di Karl Marx. Molti movimenti correlati, quali il pacifismo, l’anarchia, e il sindicalismo, nacquero nello stesso periodo (spesso a partire da divisione interne al mondo socialista) e svilupparono diverse critiche al marxismo. I socialdemocratici, rappresentanti la maggioranza dei socialisti del tempo, non rinnegarono apertamente il marxismo (e, anzi, spesso dichiararono di ispirarsi ad esso), ma dissero di volerlo “riformare” e moderare la loro critica del capitalismo. Proclamavano, in sostanza, che il socialismo si potesse raggiungere attraverso l’evoluzione piuttosto che attraverso la rivoluzione. Questa visione fu fortemente osteggiata dai socialisti rivoluzionari, convinti dell’inevitabile fallimento di ogni tentativo di riforma del capitalismo, poiché i riformatori sarebbero stati gradualmente corrotti e, probabilmente, trasformati in capitalisti essi stessi.
Malgrado le divergenze, i socialisti riformisti e quelli rivoluzionari rimasero uniti fino allo scoppio della prima guerra mondiale. Il conflitto, infatti, acuì le tensioni fino alla rottura definitiva. I socialisti riformisti scelsero di appoggiare i rispettivi governi nazionali in occasione dell’entrata in guerra, cosa che per i socialisti rivoluzionari significò un vero e proprio tradimento ai danni della classe operaia (visto che si tradiva il principio secondo cui i lavoratori di tutto il mondo dovevano essere uniti nella loro lotta al capitalismo, non prendendo parte ai conflitti fra i governi “capitalisti”). Si ebbero perciò violenti scontri fra i due schieramenti, come accadde in Germania, fra il socialista riformista Eduard Bernstein e la socialrivoluzionaria Rosa Luxemburg.
Del resto, subito dopo la rivoluzione russa, gran parte dei partiti socialisti subirono profonde lacerazioni. I socialriformisti, infatti, mantennero la denominazione di “socialdemocratici”, mentre i socialrivoluzionari incominciarono a chiamarsi “comunisti” (vedi anche Comintern). A partire dagli anni Venti, le differenze fra socialdemocratici e comunisti divennero sempre più marcate (del resto, anche all’interno del pensiero comunista si svilupperanno varie correnti).
Sulla falsariga della divisione fra socialdemocratici e comunisti, un’altra frattura sconvolse nuovamente la socialdemocrazia: da un lato, coloro che ancora ritenevano necessario abolire il capitalismo (senza fare ricorso alla rivoluzione) sostituendo ad esso un sistema socialista costruito attraverso l'uso degli strumenti offerti dalla democrazia parlamentare; dall’altro, coloro i quali sostenevano che fosse possibile mantenere il sistema capitalistico, apportando i miglioramenti necessari, quali la nazionalizzazione di determinate attività, l’implementazione di programmi pubblici (ad esempio, la creazione di sistemi sanitari ed educativi universalistici) e la parziale redistribuzione della ricchezza grazie al ‘’welfare state’’ (tutte misure, queste, volte a creare un capitalismo dal volto più umano). Del resto, quasi tutti i partiti socialdemocratici finirono con l’essere dominati da questa seconda concezione e, nel secondo dopoguerra, abbandonarono definitivamente ogni proposta di superamento del capitalismo. Per esempio, nel 1959 l’SPD adottò il programma Godesberg con cui “rinnegò” la lotta di classe del marxismo.
La posizione odierna della socialdemocrazia
In generale, i socialdemocratici dei giorni nostri sostengono:
- un sistema di regolamentazione delle imprese private nell'interesse dei lavoratori, dei consumatori e delle aziende di piccole dimensioni.
- un esteso sistema di sicurezza sociale (anche se non nella misura richiesta dai democratici socialisti o da altri gruppi socialisti), soprattutto al fine di limitare le conseguenze della povertà e di proteggere i cittadini dalla perdita di potere di acquisto a causa della disoccupazione o delle malattie (vedi welfare state).
- programmi governativi (o, comunque, appoggiati dal governo) in materia di educazione, salute e così via per tutti i cittadini.
- livelli moderati o elevati di tassazione al fine di sostenere la spesa pubblica. Sistema di tassazione progressivo.
- leggi in funzione della tutela dell'ambiente (sebbene non nella misura estrema sostenuta dai verdi).
- posizioni progressiste in materia di immigrazione e multiculturalismo.
- posizioni secolari e progressiste, pur entro un ampio margine di variabilità. Per esempio, alcuni socialdemocratici appoggiano il matrimonio gay, l'aborto e la liberalizzazione delle droghe, mentre altri non si pronunciano in merito o addirittura si oppongono a questo tipo di politiche.
- una politica estera a sostegno del multilateralismo e delle istituzioni internazionali (come l'ONU).
Critiche alla socialdemocrazia
Come prevedibile, gran parte delle critiche alla socialdemocrazia giungono dai suoi principali oppositori politici, vale a dire le forze di destra. Queste ultime, solitamente, sostengono che i sistemi socialdemocratici siano troppo restrittivi nei confronti dei diritti individuali e che la scelta del singolo sia impoverita in un sistema in cui lo stato offre (fino ad arrivare ad una sorta di monopolio) scuole, assistenza sanitaria e molti altri servizi.
Il liberalismo classico e i conservatori affermano che la socialdemocrazia interferisca con i meccanismi del libero mercato e danneggi l’economia, portando ad una crescita eccessiva del debito pubblico e scoraggiando gli investimenti degli imprenditori.
Inoltre, anche le altre forze di sinistra muovono delle critiche alla socialdemocrazia. I socialisti rivoluzionari criticano i socialdemocratici accusandoli di essere così legati al sistema capitalistico da divenire indistinguibili dai moderni liberali. Del resto, molti socialdemocratici hanno rinunciato alla denominazione di “socialisti” e alla realizzazione di uno stato socialista quale ultima tappa del loro impegno politico.
Di conseguenza, la decisione di operare all’interno del sistema capitalistico piuttosto che di provare a superarlo ha fatto sì che molte forze di sinistra abbiano accusato i socialdemocratici di essere dei traditori. A testimonianza di ciò, tra le altre cose, vi sarebbe il fatto che alcuni celebri socialdemocratici dei giorni nostri, come Tony Blair e Gerhard Schröder, stiano in realtà facendo il “gioco” dei capitalisti, tagliando le tasse e i programmi sociali, procedendo con le privatizzazioni e con la deregolazione in campo industriale (restringendo cioè il raggio d’azione del "welfare state").
Collegamenti esterni
- [http://www.socialistinternational.org/ Socialist International]
Categoria:Ideologie politiche
ja:社会民主主義
Albania
La Repubblica di Albania, o Albania (in albanese: Shqipëria, che significa Terra delle Aquile), è una nazione del sud-est dell'Europa. Confina con la Serbia e Montenegro a nord, con la Repubblica Jugoslava di Macedonia ad est, e con la Grecia a sud; le sue coste si estendono dal Mar Adriatico ad ovest fino al Mar Ionio a sud-ovest.
Origine e storia del nome
Storia
Politica
Il Presidente
Capo di stato dell'Albania è il Presidente della Repubblica eletto ogni cinque anni con i 3/5 dei voti dell'Assemblea del Popolo (Kuvendi Popullor) a scrutinio segreto. La maggior parte dei 140 membri dell'Assemblea viene eletta ogni 4 anni.
L'attuale presidente è Alfred Moisiu, eletto il 24 luglio 2002.
Il Presidente ha il potere di garantire il rispetto della costituzione e di tutte le leggi, opera come comandante supremo delle forze armate, esercita le funzioni dell'Assemblea del Popolo quando l'Assemblea non è in carica. Il Presidente (con la proposta del leader del partito o coalizione di partiti che ha la maggioranza nell Assemblea) nomina il Primo Ministro, il quale propone al Presidente i membri del Consiglio dei Ministri. L'intero Consiglio poi viene approvato dall' Assemblea Popolare.
- (vedi anche articolo correlato: Elenco dei Presidenti dell'Albania)
Il Consiglio dei Ministri
I poteri esecutivi sono esercitati dal Consiglio dei Ministri. Il presidente del Consiglio (Primo Ministro) è nominato dal Presidente; i ministri sono anche essi nominati dal Presidente sulla base di raccomandazioni del Primo Ministro. L'Assemblea del Popolo dà l'approvazione definitiva alla composizione del Consiglio. Il Consiglio è responsabile dell'avanzamento sia delle politiche straniere che interne. Dirige e controlla l'attività dei Ministeri e di altri organi dello Stato.
Il Consiglio consiste di 17 Ministri e di nove Segretari di Stato. Il Partito Socialista occupa la maggior parte delle posizioni del Consiglio mentre l'Alleanza Democratica, il Partito Democratico Sociale ed il Partito Agrario un ministero ciascuno.
Capo del Governo attualmente è il primo Ministro Sali Berisha.
Ilir Meta ha lasciato l'incarico di Ministro degli Esteri il 18 luglio 2003 in seguito a dissapori con Fatos Nano, che alle successive elezioni del 3 luglio 2005 è stato sconfitto dallo storico rivale Sali Berisha.
Suddivisione amministrativa
L'Albania è suddivisa amministrativamente in 12 "prefetture" o "contee" ( in albanese ufficialmente qark/qarku, ma usato anche prefekturë/prefektura), a loro volta suddivise in 36 distretti (rrethe in albanese).
La capitale del paese, Tirana, ha uno statuto particolare.
Vedi anche: Elenco di città dell'Albania (Nota: alcune città hanno lo stesso nome del distretto di appartenenza).
Geografia
L'Albania consiste principalmente di terreno collinare e montagnoso, la vetta più alta raggiunge i 2.753 m. La nazione ha un clima principalmente continentale, con inverni freddi ed estati calde.
Oltre alla capitale Tirana, con 520.000 abitanti, le città principali sono Durazzo, Elbasan, Scutari, Valona e Coriza.
Economia
L'Albania è una delle nazioni più povere d'Europa, con metà della popolazione economicamente attiva, ancora impegnata nell'agricoltura e nella pastorizia, e un quinto che lavora all'estero. Tra le risorse non sfruttate in modo adeguato vi è la ricchezza mineraria del territorio.
La fine del regime comunista ha portato all'abbandono di buona parte dell'industria da esso costruita. Dalla fine della dittatura, grazie all'imprenditoria straniera, si sono introdotte piccole aziende manifatturiere, in particolare nella trasformazione del pesce. Tra i problemi che ostacolano la produzione industriale vi è la mancanza di un adeguato approvvigionamento di energia elettrica e acqua.
Il turismo è una risorsa in crescita e si concentra nella costa nord, in particolare grazie alle presenze di kosovari.
La nazione non esporta quasi nulla e importa molto da Grecia e Italia. La valuta per le importazioni proviene dagli aiuti economici e dalle entrate che i molti emigrati rimettono in Albania.
La nazione si trova a gestire un alto tasso di disoccupazione, corruzione fino ai più alti livelli governativi e la lotta al crimine organizzato.
L'alto tasso di criminalità e l'insicurezza sociale sono tra i motivi principali della mancata adesione dell'Albania all'Unione Europea. Vi sono però molti progetti di sostegno da parte dei paesi comunitari, in particolare dell'Italia.
Demografia
Gran parte della popolazione (97%) è albanese, ma esiste una notevole minoranza greca (2%) e di zingari e bulgari (1%). Molti albanesi etnici vivono nel confinante Kosovo. La lingua parlata è l'albanese (99%), anche se l'1% della popolazione parla il greco, ed esiste una diffusa conoscenza dell'italiano sia per via degli emigrati che per i programmi televisivi italiani che raggiungono l'Albania.
Fin dall'occupazione ottomana, dove l'esercito turco imponeva alle famiglie albanesi di convertirsi all'islam pena la perdita dei figli che sarebbero stati mandati in guerra, in molti accettarono la "conversione". Oggi la maggioranza degli albanesi è di religione Musulmana (39%), anche se le religioni erano proibite durante il periodo comunista. La Chiesa Ortodossa d'Oriente (20%) e la Chiesa Cattolica (10%) sono le altre religioni principali dell'Albania. Invece un 30% si dichiara ateo il restante 1% è di altre religioni.
Cultura
- Cucina albanese
- Musica albanese
- Arbereshe
- Lingua albanese
Albanesi celebri
- Giorgio Castriota Skanderbeg (Gjergj Kastrioti Skënderbeu)
- Leke Dukagjini
- Gjon Buzuku
- Ali Pashe Tepelena (Ali pascha di janina)
- Millosh Gjergj Nikolla
- Achmet Bej Zogu (Re d'Albania)
- Ismail Kemali (Ismail Qemali)
- Isa Boletini (Isa Boletini)
- Fan Stilian Noli (Fan Stilian Noli)
- Madre Teresa di Calcutta (Gonxhe Bojaxhiu)
- Marinus Barletius (Marin Barleti)
- Sali Berisha
- Ismail Kadarè
- Alban Kraja
- Enver Hoxha
Voci correlate
- Targhe automobilistiche albanesi
Collegamenti esterni
- [http://www.president.al Presidenza dell'Albania (sito ufficiale)]
- [http://www.parlament.al Parlamento albanese (sito ufficiale)]
- [http://www.keshilliministrave.al Consiglio dei Ministri D'Albania (sito ufficiale)]
- [http://www.instat.gov.al Istituto albanese di statistica (sito ufficiale)]
- [http://www.albaniafoto.com/it/ Immagini Albania] (in italiano)
- [http://www.zeriyt.com/ Rivista online] (in albanese)
- [http://www.legaalbanese.com Sito ufficiale della Lega Albanese in Italia]
- [http://www.albforumi.com/ Forum Albanese]
als:Albanien
fiu-vro:Albaania
ja:アルバニア
ko:알바니아
ms:Albania
roa-rup:Albanii
simple:Albania
th:ประเทศแอลเบเนีย
zh-min-nan:Shqipëria
Bangladesh
La Repubblica Popolare del Bangladesh è una nazione dell'Asia del Sud, che forma la parte orientale dell'antica regione del Bengala. Bangladesh letteralmente "La Nazione del Bengala". Situata a nord della Baia del Bengala, confina con India e Myanmar. Cina, Thailandia, Laos, Nepal e Bhutan sono altre nazioni molto vicine ai confini del Bangladesh.
Il Bangladesh è uno stato esteso su 144.000 km², con una popolazione di 144.319.628 abitanti e con capitale Dacca.
La lingua ufficiale è il bengali, l' inglese resta largamente diffuso.
Storia
Periodo pre coloniale
Il Bangladesh è terra di ricche e antiche civiltà. Essa si colloca nella parte orientale delle ragione del Bengala, che scoperte archeologiche piazzano come centro di una civiltà avanzata nel 500 A.C., ma che già aveva complesse strutture sociali nel 1000 A.C.
Uno dei riferimenti più antichi lo si trova in certi testi greci del II-I sec. A.C. nei quali si menziona una terra chiamata Gangaridai. Questa parola sembra derivare da Gangahrd (Terra-com-il-Gange-nel-proprio-cuore) che potrebbe riferirsi all'area dell'odierno Bangladesh.
Testimonianze più concrete di un'entità politica nel Bengala si hanno con Shashanka, nel VII sec. D.C.
I periodi di maggiore stabilità politica si è avuto, in seguito, con le dinastie Pala, Shashanka e Sena. La dinastia Pala aveva radici buddiste, mentre sia la dinastia Shashanka che Sena erano induiste.
Colonizzazione inglese
Dall'indipendenza a oggi
L'indipendenza fu raggiunta nel 1971
Geografia
Geografia fisica
Situato alla foce del Gange, il Bangladesh è essenzialmente un paese di pianure e ampie zone comprese tra i corsi dei fiumi che discendono dall'Himalaya.
Morfologia
Idrografia
Clima
Temperatura e precipitazioni
Temperature e precipitazioni mensili
Geografia umana
Popolazione
Densità: 889 ab/km²
Etnie
Religione
La religione principale è quella Musulmana
Geografia politica
Geografia economica
Prodotto Nazionale Lordo: 2.000$ pro capite
Bilancia dei pagamenti: -2.400 milioni di $.
Inflazione: 6%.
Disoccupazione: 40% (inclusi i sottoimpieghi)
Punti di forza.
Punti di debolezza.
Risorse
Produzione di energia elettrica: 16,45 miliardi di kwh (2002)
Pesca: 000.000 tonnellate.
Petrolio: 3,581 b/g (2001).
Allevamento: pecore 00,0 milioni, capre 00,0 milioni, bovini 00,0 milioni, suini 0,00 milioni.
Minerali: .
Agricoltura
Allevamento
Pesca
Risorse minerarie
Industria
Trasporti
Turismo
Esportazioni
Importazioni
Cultura
Alfabetizzazione
Tasso di alfabetizzazione: 43.1%.
Studenti universitari: ???
Istruzione
Sanità
Ambiente
Il 00,0% del territorio è totalmente/parzialmente protetto.
Flora
Fauna
Arte
Architettura
Pittura e scultura
Letteratura
Poesia
Romanzo
Teatro
Musica
I principali cantanti del bangladesh sono James,Ayub Bachchu,Azom Khan
Politica
Politica interna
Politica estera
Bibliografia
Link
Altro
Il 27 aprile del 1989 un ciclone dalla potenza distruttiva ha causato la morte di 3000 persone e 5000 feriti.
ja:バングラデシュ
ko:방글라데시
ms:Bangladesh
th:ประเทศบังคลาเทศ
zh-min-nan:Bangladesh
Cile
Il Cile è una nazione (756.950 km², 15.116.435 abitanti, capitale Santiago) dell'America meridionale.
Confina a
- nord: Perù
- est: Bolivia, Argentina
- sud: Stretto di Drake
- ovest: Oceano Pacifico
Il Cile è una repubblica presidenziale. La lingua ufficiale è quella spagnola.
Storia
- Storia del Cile
- Presidenti del Cile
Colonia spagnola
Il primo europeo a visitare la regione fu l'esploratore portoghese Ferdinando Magellano che nel corso di uno dei suoi viaggi sbarcò presso l'isola di Chiloe.
Nel Cile la lotta per l'indipendenza è cominciata nel momento stesso in cui la Spagna ha avanzato pretese espansionistiche sui territori cileni.
Gli Aruacani,una popolazione nota per le sue qualità guerriere che nel XV secolo era riuscita a frenare l'espansione dell'impero Inca del Perù, furono il popolo che meglio incarnò questo atteggiamento nei confronti della conquista spagnola. Per tutto il XVI secolo i diversi condottieri spagnoli (Diego de Almagro, Pedro de Valdivia, Francisco de Villagra) non riuscirono ad insediarsi stabilmente in Cile.
I primi insediamenti avvennero nella parte settentrionale: Santiago (1541), Concepción (1550), Valdivia.
Verso la fine del XVI secolo, Garciá Hurtado de Mendoza, riuscì a stabilire un certo controllo sulla zona settentrionale, rimandando la conquista dei territori meridionali.
Autonomia ed indipendenza
La continua e tenace resistenza indigena portò a due grandi movimenti di liberazione (il primo nel 1723 e quindi nel 1809), che portarono alla conquista di ampie autonomie.
Le esigenze indipendentistiche non furono comunque soddisfatte: le lotte si riaccesero nel 1810 con la creazione di una assemblea ristretta promossa da Martínez de Rosas e Bernardo O'Higgins, portando il Cile all'indipendenza nel 1818, dopo la vittoria di San Martin a Maipú, con la Dichiarazione di Talca.
Politiche interne autoritarie
Successivamente si ebbe un periodo di lotte politiche a causa delle tendenze autoritarie espresse dai conservatori e dagli impulsi democratici dei liberali.
Bernardo O'Higgins, José Joaquín Prieto, Manuel Bulnes e Manuel Montt furono gli interpreti della linea conservatrice, spesso ostacolata da moti di piazza dei liberali.
L'evoluzione economica del Cile aprì la possibilità di una collaborazione tra liberali e conservatori, che si realizzò con le presidenze di José Joaquín Pérez e Federico Errázuriz Zañartu.
Dal 1860 le vicende nazionali sono imperniate su conflitti con la Spagna e gli stati confinanti (Perù e Bolivia).
Guerra del Pacifico
La guerra contro la Spagna (1865-66) si scatenò in seguito alla rivendicazione spagnola di alcune isole vicino alla costa cilena.
Quindi l'esercito cileno fronteggiò quello peruviano e boliviano (1879) nella Guerra del Pacifico, a causa del possesso della regione del deserto di Atacama, particolarmente ricca di minerali.
Entrambe le guerre videro vittorioso il Cile, ma ne turbarono la pace per molti anni: i trattati di pace furono stipulati solo nei primi anni del 1900.
I liberali assunsero sempre maggiore importanza nella politica interna e più volte riuscirono a salire al potere, spesso degenerando in forma assolutistiche, come nel caso di Balmaceda, rovesciato da un movimento insurrezionale nel 1891.
Lo sviluppo storico cileno dopo il 1900 è simile a quello di quasi tutti i paesi dell'America Latina.
Conflitti sociali
La storia cilena viene contraddistinta da violenti conflitti sociali provocati dalla povertà delle masse contadine e operaie, dai forti profitti dei latifondisti e delle società industriali straniere.
Fino al 1931 fu un succedersi di tentativi riformistici repressi da correnti reazionarie attraverso colpi di stato militare.
Nel 1932 si costituì una giunta rivoluzionaria guidata da Dávila che imprime una svolta a sinistra. Tra i successori, da ricordare Alessandri, che inaugurò la politica del bilanciamento del potere economico privato con quello statale.
Seconda guerra mondiale e dopoguerra
Nel corso della seconda guerra mondiale il Cile si mantenne neutrale fino al 1943, quando entrò in campo alleandosi con gli USA, contro la Germania nazista, l'Italia fascista e l'Impero giapponese.
Il dopoguerra vede un aumento della tensione sociale interna con uno spostamento a destra della politica estera: vengono rotte le relazioni diplomatiche con gli stati socialisti e si inasprisce la repressione anti-comunista in tutto il paese.
Il malcontento generale e la crisi economica favoriscono l'ascesa del dittatore Carlos Ibáñez del Campo, che diventa presidente nel 1952.
Nel 1958 gli succede Jorge Alessandri che tentò di superare le difficoltà economiche rafforzando le relazioni e la collaborazione con gli stati aderenti all'OAS.
I problemi restarono in gran parte aperti e vennero aumentati da una serie di catastrofi naturali (terremoti ed eruzioni vulcaniche) che si abbatterono nel 1960 sulle regioni centro-meridionali.
Nel 1964 viene eletto a presidente Eduardo Frei Montalva, che attuò la riforma agraria (eliminazione del latifondo), la riforma scolastica (obbligatoria e gratuita per i primi 8 anni) e l'acquisizione da parte dello stato del 51% delle azioni di aziende minerarie in mano a compagnie straniere.
Governo socialista di Allende e il golpe militare
La realizzazione incontrò forte resistenza sia dalla destra conservatrice che delle sinistre.
Nel 1969 le sinistre tolsero la presidenza alla DC, presentando un candidato unico, Salvador Allende, che esperimentò la via cilena al socialismo.
Il tentativo finì tragicamente nel 1973, con un golpe militare, con l'aiuto della CIA, che portò al potere una giunta militare retta da Augusto Pinochet Ugarte e costò la vita ad Allende.
Nel 1980 uno pseudo-referendum, approvò la nuova costituzione; tre anni dopo le forze dell'opposizione moderata, crearono un fronte comune, che cercò il dialogo con la parte più moderata che era al potere: un primo risultato si ebbe con un nuovo referendum (1988), indetto da Pinochet ad un anno dalla scadenza del suo mandato, che bocciò il regime al potere.
Ritorno alla democrazia
Nel 1989 venne eletto a presidente Patricio Aylwin Azócar, a cui succedette Eduardo Frei Ruiz-Tagle (1993), figlio dell'omonimo ex-presidente.
Nel marzo del 2000 viene eletto alla carica di presidente Ricardo Lagos.
Geografia
Il territorio si allunga per 4.200 km, con una larghezza media di 200 km, dal 17° al 56° di latitudine sud.
Geografia fisica
Morfologia
La geografia cilena dipende interamente dalle Ande. La catena domina l'intero territorio con il suo versante occidentale, formato dal fianco di una possente anticlinale sormontata da vulcani e da edifici di rocce granitiche, intrusive.
Questo piegamento si distende in un'altra e più blanda anticlinale che dà luogo ad un basso allineamento montuoso in prossimità della costa (Cordigliera della Costa).
Tra le due pieghe si apre una lunga depressione sinclinale che diventa ampia e ben marcata nella parte centrale (Valle Central o Valle del Cile).
Lo stesso motivo tettonico continua nella parte meridionale del Cile, in cui le ingressioni marine hanno dato origine ad una frammentazione insulare.
Le Ande si presentano con aspetti diversi.
A settentrione rappresentano la continuazione delle alteterre peruviane, costituite da un'antica zolla peneplanata, coperta da formazioni mesozoiche e cenozoiche; morfologicamente si presentano come una successione di bacini endoreici dominati dai grandi coni vulcanici del Lascar (5.641 m), del Socompa (6.031 m), del Llullaillaco (6.723 m).
Queste alteterre digradano verso l'orlatura montuosa costiera con versanti non molto aspri, in un ambiente però aridissimo, corrispondente al deserto di Atacama cui segue, a nord del fiume Loa, la desertica Pampa del Tamarugal.
Verso sud la catena andina tende a restringersi, sollevandosi ed arrivando a 6.000 m (Ojos del Salado 6.880 m, Aconcagua 6.959 m, Cerro Tupungato 6.550 m).
A sud di questi massicci, la cordigliera progressivamente si abbassa; alle strutture sedimentarie e scistose si sostituiscono formazioni effusive (vulcani Villarrica, Osorno, Puyehue) e intrusive.
Nella sezione meridionale i massicci si elevano spesso al di sopra di profonde penetrazioni marine, di veri e propri fiordi formatisi in seguito a un generale moto eustatico che interesso tutta la parte meridionale del continente.
Il massiccio più grande è il Fitz Royt (3.375 m).
La parte australe del territorio si estende sulla Terra del Fuoco, che appartiene al Cile nella sua parte occidentale, dominata dalla Cordigliera di Darwin (2.467 m) e nelle isole che continuano la frammentazione dorsale montuosa.
Il profilo costiero cileno e assai vario, frastagliatissimo nel tratto meridionale, continuo e poco accidentato in quello settentrionale, con strette pianure alluvionali costiere in corrispondenza degli sbocchi dei fiumi.
Rientrano nella sovranità cilena alcune isole (Islas Esporádicas) distanti dalla costa:
- Isola di Pasqua
- Isole Juan Fernández
- San Felix
- San Ambrosio
Idrografia
La configurazione del paese impedisce uno sviluppo idrografico. Tutti i fiumi hanno un corso breve e a nord a volte non riescono nemmeno a giungere al mare, perdendosi nel salares.
Nella parte centrale, vi è un maggior sviluppo di bacini idrografici, per le più copiose precipitazioni; qui troviamo il Bío Bío e il Maule.
A partire dal 40° parallelo, si trovano numerosi laghi di origine glaciale: Llanquihue, General Carrera e O'Higgins (gli ultimi due condivisi con l'Argentina).
Clima
A causa dello sviluppo latitudinale e delle differenze altimetriche, il clima è soggetto a fortissime variazioni.
Il Cile presenta un'anomalia nell'andamento delle isoterme e delle isoiete, che in certa misura attenua le differenze tra nord e sud.
La corrente di Humboldt tende a livellare le temperatura, specie durante l'estate australe, ed è anche responsabile dell'azione condensatrice dell'umidità portata dai venti marini e della grande aridità che investe il Cile settentrionale.
La piovosità aumenta progressivamente verso sud, nella sezione centrale raggiunge i 500-1.000 mm annui e si manifestano principalmente durante l'inverno australe.
Nella parte centrale si ha un clima di tipo mediterraneo: mite, poco piovoso e adatto all'insediamento.
Il clima del Cile meridionale è invece temperato-freddo oceanico, le temperature non arrivano però ai rigori dei climi continentali.
Da nord a sud il limite delle nevi perenni varia in fortissima misura, da 5.000m a meno di 1.000 m.
Nella Terra del Fuoco il clima è subantartico e i ghiacciai scendono direttamente al mare.
Solo la parte centro-settentrionale del Cile è valida la distinzione caratteristica dei territori andini in tierras calientes, tierras templadas e tierras frías.
Temperatura e precipitazioni
Geografia umana
Popolazione
La popolazione originaria era costituita da Araucani; nelle terre australi vivevano i Chono e i Fuegini.
La resistenza degli Araucani all'invasione spagnola li portò alla quasi completa distruzione, finendo confinati in successivi scontri a sud del fiume Bío Bío; rimasero per un certo periodo isolati, ma ulteriori contatti, introdussero fra le popolazioni malattie ed alcolismo, che li ridussero ulteriormente.
Dei Fuegini non resta quasi più traccia, gli Araucani sopravvivono solo piccole minoranze, essendo ormai in gran parte mescolati.
Il primo insediamento stabile europeo fu Santiago (1541), che costituì la base per la conquista di tutta la parte centrale del paese.
Il censimento del 1835 registrò 1.000.000 di abitanti, divenuti 2.700.000 alla fine del secolo.
Nei primi decenni del XX secolo, il Cile fu raggiunto da emigranti di diversi paesi europei: tedeschi e scandinavi si stabilirono nelle parte centro-meridionale, italiani in quella centrale.
Nel 1930 la popolazione era di 4.400.000 abitanti; l'immigrazione andò diminuendo, ma l'incremento demografico ha portato la popolazione a 13.000.000.
Oltre i 4/5 della popolazione vivono in città, il resto in villaggi, in estancias di allevamento o haciendas agricole o in piccoli centri minerari.
La maggior parte dei centri si trova sulla costa; a nord Arica e Antofagasta, più a sud La Serena e Valparaiso, quindi Talcahuano, Valdivia e Puerto Montt.
Densità: 20 per km².
Etnie
Europei 75%,Meticci 20%, amerindi 3%, altri 2%.
Religione
Cattolici (80%), altri o non praticanti 20%.
Geografia politica
Politicamente dal 1974 il Cile è suddiviso in tredici regioni, suddivise in 51 province e a sua volta in 345 comuni.
- I Regione di Tarapacá (capitale Iquique)
- II Regione di Antofagasta (capitale Antofagasta)
- III Regione di Atacama (capitale Copiapó)
- IV Regione di Coquimbo (capitale La Serena)
- V Regione di Valparaíso (capitale Valparaíso)
- RM Regione Metropolitana di Santiago (capitale Santiago)
- VI Regione del Liberatore General Bernardo O'Higgins (capitale Rancagua)
- VII Regione di Maule (capitale Talca)
- VIII Regione di Bío-Bío (capitale Concepción)
- IX Regione dell'Araucanía (capitale Temuco)
- X Regione dei Laghi (capitale Puerto Montt)
- XI Regione di Aysen del General Carlos Ibáñez del Campo (capitale Coyhaique)
- XII Regione delle Magellane e dell'Antartide Cilena (capitale Punta Arenas)
Geografia economica
Prodotto Nazionale Lordo: 4.820$ pro capite (43° posto della classifica mondiale).
Bilancia dei pagamenti: -594 milioni di $ (2003).
Inflazione: 2,8% (stima per il 2003).
Disoccupazione: 8,5% (stima per il 2003).
Punti di forza: è il maggior produttore mondiale di rame. Buone le esportazioni di frutta fresca. La qualità del credito è giudicata buona. Sviluppo di industrie non tradizionali.
Punti di debolezza: dipendenza economica dagli USA. Vulnerabilità dei ricavi dal rame a causa dei bassi prezzi del mercato mondiale. Disoccupazione in crescita.
Il Cile si regge economicamente sull'industria estrattiva, specificatamente sul rame.
Nonostante le ricchezze minerarie e la disponibilità energetica, rimane un paese povero.
Manca una solida industria nazionale; l'agricoltura, stretta tra un latifondo poco sfruttato e un microfondo estremamente suddiviso e quindi poco produttivo, non riesce a soddisfare le necessità alimentare nazionale.
Risorse
Produzione di energia elettrica: 6.000.000 kw.
Pesca: 7.600.000 tonnellate.
Petrolio: 14.697 b/g.
Allevamento: pecore 3,8 milioni, capre 0,74 milioni, bovini 3,8 milioni, suini 1,8 milioni.
Minerali: rame, nitrato di sodio, ferro, zinco, oro, argento, manganese, zolfo, molibdeno, borace, iodio, cobalto, carbone, petrolio, uranio.
Agricoltura
Vite, tabacco, canapa, patate, ortaggi.
Pesca
Elevata importanza riveste l'allevamento del salmone.
Industria
Lavorazione di rame e altri metalli, acciaierie, tessili, alimentari, chimiche, cartarie, metalmeccaniche, cantieristica navale.
Trasporti
La guida è a destra.
Rete stradale: 79.814 km.
Rete autostradale: 3.455 km.
Rete ferroviaria: 6.585 km.
Rete navigabile: 725 km.
Aeroporto internazionale: Comodoro Arturo Merino Benitez di Santiago (1.950.000 passeggeri l'anno).
La flotta è composta da 469 navi per un totale di 722.000 tsl.
Porti: Valparaiso, Valdivia, Arica, Iquique.
Turismo
1 visitatore l'anno ogni 9 abitanti.
Provenienza: Argentina 55%, Perù 11%, Bolivia 5%, Brasile 3%, altri 20%.
Esportazioni
Giappone 16%, USA 15%, Regno Unito 6%, Corea del Sud 6%, Brasile 6%, altri 51%.
Importazioni
USA 23%, Argentina 10%, Brasile 7%, Messico 6%, Giappone 6%, altri 48%.
Cultura
Alfabetizzazione
Tasso di alfabetizzazione: 95%.
Studenti universitari: 367.094.
Istruzione
Obbligo scolastico fino a 17 anni.
Sanità
Sistema sanitario pubblico, ed anche predominante.
Ambiente
Il 19% del territorio è protetto (7% parzialmente).
Flora
A nord troviamo aridissime steppe, sostituite da formazioni arbustive xerofile nel centro-nord; nel centro-sud il paesaggio naturale è quasi completamento sostituito da colture, più a sud foreste di faggi e conifere, fino ad arrivare alle tundre della parte estrema.
fauna
Arte
Il patrimonio architettonico-figurativo cileno è limitato e di scarso valore. Anche se negli anni scorsi di Valparaiso e nelle chiese dell'isola grande di Chiloé e stato il patrimonio dichiarato dell'Umanità da UNESCO
Architettura
Del periodo della conquista sono rimaste alcune chiese in stile barocco e pochi edifici civili di stile castigliano o andaluso, mentre sono del tutto irrilevanti i contributi artistici dei secoli precedenti.
Cinema
- Cinema cileno
Pittura e scultura
Le pitture e sculture fortemente influenzate dal gusto indigeno sono conservate nelle costruzioni religiose delle grandi città.
L'emigrazione di alcuni artisti italiano nel 1700 diede un nuovo impulso alle arti figurative, ma i periodi successivi confermarono la tendenza generale dell'arte cilena rimasta ai margini di ogni serio impegno di ricerca figurativa o architettonica.
Letteratura
Le testimonianze di letteratura indigena pre-colombiana sono molto scarse; si può parlare di letteratura cilena solo a partire dal XVI secolo.
Le prime opere furono di conquistatori spagnoli e descrivevano le vicende della lunga guerra contro gli Araucani.
I primi due grandi nomi della letteratura di argomento cilena sono Alonso de Ercilla e Pedro de Oña.
Alonso de Ercilla, di origine spagnola, fu autore del poema epico "Araucana", dove celebra l'eroica resistenza del popolo indigeno alla conquista spagnola.
Pedro de Oña, di nascita cilena, scrisse delle imprese di Hurtado de Mendoza nel poema “Arauco Domado”.
Dominata da una generale superficialità è tutta l'opera compresa tra il 1600 e il 1700; solo verso la prima metà del XIX secolo cominciò la rinascita, che trova in S. Sanfuentes la sua più valida espressione.
Il Romanticismo si afferma compiutamente, avviandosi alla sua dissoluzione nelle prime correnti moderniste e veriste della seconda metà dell'ottocento, rappresentate da E. Lillo, G. Blest Gana, J. J. Vallejo, G. Matta.
Con il modernismo di Magallanes, Moure, Contreras, Urrutia e Pezoa Veliz, si evidenzia la dicotomia propria della letteratura latino-americana: il contrasto tra la tentazione fantastico-decadente e l'impegno sociale derivante dalla povertà delle masse.
Hubertson, Edwards Bello, Pablo de Rokha, Gonzalo Rojas ed altri sono gli esponenti della seconda tendenza, mentre tra i primi si possono citare M. Serrano, N. Agrellà e Vicente Huidobro legati ad una produzione fantastica.
Le due grandi figure del novecento cileno sono Gabriela Mistral e Pablo Neruda; la prima fu autrice appassionata di opere poetiche pervase da impetuosa carica sensuale ed emotiva, il secondo può essere considerato il riferimento di tutta la poesia di lingua spagnola del dopoguerra, in una dimensione che può essere offuscata solo dalla figura di Federico García Lorca.
Tra le opere di Pablo Neruda, da ricordare sono "Tentativa del hombre infinito", "Carta intima para millones", "Cancion de gesta", "Memorial de Isla Negra".
Autori contemporanei molto apprezzati all'estero sono Francisco Coloane, Isabel Allende (nipote del presidente Salvador Allende) e Luis Sepúlveda.
Poesia
Romanzo
Teatro
Musica
Al pari dell'arte, la musica nazionale non ha raggiunto grandi espressioni.
Dopo uno sviluppo in direzione popolareggiante e folcloristica, manifestatosi nel tardo Ottocento, si è allineata sulle posizioni della musica moderna occidentale, senza alcun elemento caratterizzante.
Negli anni 50, grazie al lavoro di Violeta Parra, si è avuto un rinnovato interesse per lamusica popolare, interesse che è sfociato nel movimento della Nuova Cancion Cilena che ha prodotto artisti come Víctor Jara, Inti Illimani e Quilapayún.
L'espressione musicale india, legata ai modi pentatonici favorevoli ad una musica contemplativa e nel complesso monotona, ha avuto un grande revival e una popolarità in tutto il mondo proprio grazie a gruppi come gli Inti Illimani (raccolta Cantos de pueblos andinos).
Ogni anno si svolge il Festival Internacional de la Canción de Viña del Mar.
Politica
Il potere legislativo è affidato al Congresso composto dalla Camera dei Deputati (120 membri) e dal Senato (46 membri).
Politica interna
Politica estera
Festività
Il calendario delle festività cilene è composto principalmente da festività cristiane. Nel 2000 una legge ha stabilito che San Pietro e Paolo, Columbus Day e Corpus Christi vengano spostate al lunedì se non dovessero cadere di sabato, domenica o lunedì.
Bibliografia
Link
Voci correlate
Città
- Città
Montagne
- Aconcagua (6.959 m)
- Cerro del Potro
- Cerro Tupungato (6.550 m)
- Fitz Royt (3.375 m).
- Ojos del Salado (6.880 m)
- San Valentin
- Sarmiento
Vulcani
- Lascar (5.641 m)
- Licancabur (5.920 m)
- Llullaillaco (6.723 m) attivo
- Osorno (2.003 m)
- Puyehue
- Socompa (6.031 m)
- Villarrica (2.847 m)
Fiumi
- Aconcagua
- Bío Bío
- Choapa
- Copiapó
- Liman
- Loa
- Maule
- Toltén
Laghi
- General Carrera
- Laja
- Llanquihue
- O'Higgins
- Ranco
Isole
- Isole
fiu-vro:Tsiili
ja:チリ
ko:칠레
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th:ประเทศชิลี
zh-min-nan:Chile
Francia
La Francia o Repubblica francese (in francese, France o République française) è una nazione dell'Europa Occidentale, confinante con Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Italia, Monaco, Andorra, e Spagna.
È uno dei membri fondatori dell'Unione Europea.
Storia
I confini della Francia moderna coincidono molto con quelli dell'antico territorio della Gallia, abitata dai Galli, una popolazione celtica. I Galli vennero sottomessi nel I secolo AC dai Romani, con i quali si fusero adottandone linguaggio e cultura. Anche il Cristianesimo mise radici, nel II e III secolo DC. Le frontiere orientali della Gallia, lungo il Reno, vennero invase dalle tribú germaniche nel IV secolo, principalmente dai Franchi, dai quali deriva l'antico nome di "Francie", il nome moderno, "Francia" deriva dal nome del dominio feudale dei Re Capetingi di Francia, attorno a Parigi (vedi Île-de-France).
Anche se la monarchia francese viene spesso datata al V secolo, l'esistenza continua della Francia come entità a se stante inizia con il IX secolo e la divisione dell'Impero Franco di Carlomagno in una parte orientale e una occidentale. La parte orientale può essere vista come l'inizio di quella che oggi è la Germania, quella occidentale come la Francia.
I discendenti di Carlomagno governarono la Francia fino al 987, quando Ugo Capeto, Duca di Francia e Conte di Parigi, venne incoronato Re di Francia. I suoi discendenti iniziarono la dinastia dei Capetingi, che governò la Francia fino al 1792, quando la rivoluzione Francese fondò una Repubblica, in un periodo di cambiamenti sempre piú radicali che iniziò nel 1789.
Napoleone Bonaparte prese il controllo della Repubblica nel 1799, autoproclamandosi Imperatore. Le sue armate si impegnarono in diverse guerre attraverso l'Europa, conquistarono molte nazioni e fondarono nuovi regni, guidati dai familiari di Napoleone. A seguito della sua sconfitta nel 1815, la monarchia venne restaurata in Francia, per essere successivamente abolita legislativamente e sostituita dalla Seconda Repubblica francese. La Seconda Repubblica finí quando il nipote del primo Imperatore, Luigi Napoleone Bonaparte, venne eletto Presidente e proclamò un Secondo Impero. Meno ambizioso dello zio, il secondo Napoleone venne anch'egli spodestato, e la Repubblica tornò per la terza volta.
Anche se vincitrice nella prima e nella seconda guerra mondiale, la Francia soffrí gravi perdite in termini di vite, impero, benessere, forza lavoro e grado di nazione dominante. Dal 1958, ha costruito una democrazia presidenziale (nota come Quinta Repubblica) che non ha ceduto alle instabilità sperimentate nei precedenti regimi parlamentari.
Negli ultimi decenni, la riconciliazione e la cooperazione della Francia con la Germania si è rivelata centrale per l'integrazione economica dell'Europa, compresa l'introduzione dell'Euro nel gennaio 1999.
Oggi, la Francia è in prima fila tra gli stati europei che cercano di sfruttare lo slancio dato dall'unione monetaria per portare avanti la creazione d'un apparato politico, di difesa e di sicurezza europeo piú unificato ed efficace.
La Francia è anche uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Politica
La costituzione della Quinta Repubblica venne approvata tramite referendum il 28 settembre 1958. Essa rafforzava fortemente l'autorità dell'esecutivo in relazione al Parlamento. In base alla costituzione, il Presidente viene eletto direttamente per un mandato di 5 anni (in origine 7 anni). L'arbitraggio presidenziale assicura il regolare funzionamento dei poteri pubblici e la continuità dello stato. Il Presidente nomina il Primo Ministro, presiede il gabinetto, comanda le forze armate e conclude i trattati.
L'Assemblea Nazionale (Assemblée Nationale) è il principale corpo legislativo. I suoi deputati sono eletti direttamente con mandato di 5 anni, tutti i seggi vengono votati ad ogni elezione. I senatori vengono scelti da un collegio elettorale per un mandato di 6 anni (prima 9 anni), e un terzo del senato viene rinnovato ogni 2 anni (prima ogni 3). Il potere legislativo del Senato è limitato; l'Assemblea Nazionale ha l'ultima parola in caso di disaccordo tra le due camere.
Il governo ha una forte influenza sulla stesura dell'ordine del giorno del Parlamento.
Vedi anche:
- Costituzione francese
- Elenco di monarchi francesi
- Capi di stato francesi
- Elenco di Primi Ministri della Francia
- Elenco di Ministri degli Esteri della Francia
Divisioni amministrative
La Francia è divisa in 26 regioni (in francese: région), che sono ulteriormente suddivise in 100 dipartimenti (in francese départements). I dipartimenti sono numerati (principalmente in ordine alfabetico) e i numeri vengono usati ad esempio per i codici postali o le targhe automobilistiche. Tra parentesi sono indicati i capoluoghi.
dipartimenti
I dipartimenti sono ulteriormente suddivisi in 342 zone (in francese arrondissements).
I dipartimenti d'oltremare sono ex-colonie che ora godono d'uno status simile a quello della Francia Europea o metropolitana. Sono considerati una parte della Francia (e dell'UE) piuttosto che territori dipendenti.
I paesi e territori d'oltremare formano parte della Repubblica francese, ma non sono parte del territorio europeo della Repubblica o dell'area fiscale dell'UE. Continuano ad usare il Franco francese del pacifico come valuta, che non è stata influenzata dalla sostituzione del Franco francese con l'Euro nel 2002.
Le collettività territoriali hanno uno status a metà tra i dipartimenti d'oltremare e i territori d'oltremare.
La Francia inoltre mantiene il controllo su numerose piccole isole dell'Oceano Indiano e dell'Oceano Pacifico, comprese Bassas da India, Isola Clipperton, Isola Europa, Isole Glorioso, Isola Juan de Nova, Isola Tromelin. Si veda Isole controllate dalla Francia nell'oceano indiano e nel pacifico.
Geografia
La Francia possiede un'ampia varietà di paesaggi, che vanno dalle pianure costiere a nord e ad ovest, dove la Francia confina con il Mare del Nord e l'Oceano Atlantico, fino alle catene montuose dei Pirenei a sud e delle Alpi a sud-est; queste ultime contengono la seconda montagna piú alta d'Europa, le cui pendici orientali sono in territorio italiano: il Monte Bianco (4.810 m) (la montagna piú alta d'Europa è il monte Elbrus (5.642 m), in Russia, nella catena del Caucaso).
Nel mezzo si trovano altre regioni elevate, come il Massiccio Centrale o le Montagne dei Vosgi, e vasti bacini fluviali come quelli della Loira, del Rodano, della Garonna e della Senna.
Le principali città della Francia sono:
:Aix-en-Provence, Ajaccio, Albi, Amiens, Angers, Angouleme, Bastia, Belfort, Besançon, Bordeaux, Brest, Caen, Calais, Cannes, Carcassonne, Charleville-Mézières, Clermont-Ferrand, Colmar, Digione, Dunkerque, Evreux, Grenoble, La Rochelle, Le Havre, Le Mans, Lilla, Limoges, Lione, Marsiglia, Metz, Montpellier, Mulhouse, Nancy, Nantes, Nizza, Nîmes, Orléans, Parigi, Perpignan, Poitiers, Quimper, Reims, Rennes, Roubaix, Rouen, Saint-Étienne, Saint-Nazaire, Strasburgo, Tarbes, Tolone, Tolosa, Tourcoing, Tours e Valence.
Vedi anche:
- la lista città della Francia per le schede ancora da sviluppare
- la :categoria:Città della Francia per le schede già categorizzate.
Economia
L'economia francese combina un'estesa imprenditoria privata, con un sostanziale, ma in declino, intervento governativo. Ampi tratti di terra fertile, l'applicazione delle tecnologie moderne e i sussidi, si sono combinati per rendere la Francia il principale produttore agricolo dell'Europa Occidentale.
Il governo mantiene una considerevole influenza sui segmenti chiave del settore delle infrastrutture, con quote di maggioranza in ferrovie, elettricità, aeronautica, e telecomunicazioni. Ha comunque gradualmente rilasciato il controllo su questi settori fin dai primi anni '90. Il governo sta lentamente vendendo le sue partecipazioni in France Telecom, Air France, e nei settori assicurativo, bancario e della difesa.
La Francia si uní ad altri 10 paesi UE per lanciare l'Euro il 1 gennaio 1999, valuta che ha rimpiazzato completamente il franco francese all'inizio del 2002.
Demografia
la lingua ufficiale è il francese. Esistono diverse lingue locali (basco, bretone, catalano, corso, olandese (fiammingo), alsaziano, occitano), ma il governo francese e il sistema scolastico ne hanno scoraggiato l'uso fino a poco tempo fa. Le lingue regionali vengono ora insegnate in alcune scuole, anche se il francese rimane l'unica lingua ufficiale in uso dal governo, locale o nazionale.
Religione
A seguito della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789, la Francia garantisce la libertà di religione come diritto costituzionale. Una legge del 1905 istituisce la separazione di chiesa e stato e proibisce al governo di riconoscere, stipendiare o sussidiare qualsiasi religione. Nella situazione precedente, stabilita nel 1801-1808 dal Concordat, lo stato appoggiava la Chiesa cattolica, la Chiesa luterana, la Chiesa calvinista e la Religione ebraica e forniva l'insegnamento scolastico delle suddette (per ragioni storiche, questa situazione vige ancora nell'Alsazia-Mosella).
Il governo francese non mantiene statistiche sulla religione.
Il CIA World Factbook del 2003 elenca le religioni in Francia come:
Cattolici Romani 83-88%, Protestanti 2%, Ebrei 1%, Musulmani 5-10%, non affiliati 4%. Non è chiaro da dove provengano queste cifre.
Comunque, in un [http://a1692.g.akamai.net/f/1692/2042/1h/medias.lemonde.fr/medias/pdf_obj/sondage030416.pdf sondaggio del 2003] il 41% dichiara che l'esistenza di Dio è "esclusa" o "improbabile". Il 33% dichiara che il termine "ateo" li descrive abbastanza o molto bene, mentre il 51% si dichiara "Cristiano". Quando interrogati sulla loro religione, il 62% ha risposto Cattolico Romano, il 6% Musulmano, il 2% Protestante, l'1% ebraico, il 2% "altre religioni" (eccetto per Ortodossi o Buddisti, che avevano percentuali trascurabili), il 26% "nessuna religione" e l'1% si è rifiutato di rispondere. La discrepanza tra il numero di "atei" (41%) e il numero di "nessuna religione" (26%) può essere attribuito a persone che si sentono culturalmente vicine a una religione, seguono i suoi valori morali e le sue tradizione, ma difficilmente credono in Dio. In Francia esiste una forte distinzione tra religione e vita civile. La religione è considerata come un fatto privato. I francesi in generale si oppongono al potere clericale ed alla sua influenza nella politica. Il fondamentalismo islamico è considerato una reale minaccia per la coesione della società francese, dove il comunitarismo non è accettato. Questo è già successo con i Cattolici prima della Rivoluzione Francese del 1789.
Vedi anche:
- Chiesa cattolica francese
- Islam in Francia.
Cultura
- Académie française
- Letteratura francese
- Francesi celebri
- Cucina francese
- Cinema francese
- Musica francese
Il governo sta considerando la soppressione del lunedi di Pentecoste come festività pubblica.
Voci correlate
- Comunicazioni in Francia
- Trasporti in Francia
- Esercito Francese
- Educazione in Francia
- Elenco d'università francesi
- Relazioni estere della Francia
- Turismo in Francia
- Impero coloniale francese
- Parchi Nazionali (Francia)
Classifiche internazionali
- Indice di sviluppo umano, 2003: 17a (su 175)
- [http://www.rsf.fr/article.php3?id_article=4116 indice della libertà di stampa] 11a su 139 nazioni
Collegamenti esterni
- [http://www.assemblee-nat.fr/italiano/index.asp Assemblée Nationale] - L'assemblea nazionale francese
- [http://www.elysee.fr/ Sito ufficiale dell'ufficio del Presidente francese] - Il Palazzo dell'Eliseo
- [http://www.premier-ministre.gouv.fr/fr/ Sito ufficiale dell'ufficio del Primo Ministro francese]
- [http://www.senat.fr/international/english/ Sénat] - Il senato francese
- [http://www.service-public.fr/etranger/english.html Sito ufficiale del servizio pubblico francese] - Contiene molti link a diverse istituzioni e amministrazioni
als:Frankreich
fiu-vro:Prantsusmaa
ja:フランス
ko:프랑스
ms:Perancis
simple:France
th:ประเทศฝรั่งเศส
zh-min-nan:Hoat-kok
Guadalupa
Guadalupa (fr: Guadeloupe) è un Dipartimento francese d'Oltremare dal 1946.
Territorio
A nord, il Passaggio di Guadalupa divide il dipartimento da Montserrat, territorio del Regno Unito, a ovest si affaccia al Mar dei Caraibi, a sud si trova l'isola di Dominica e ad est si estende l'Oceano Atlantico].
Il dipartimento è costituito dall'isola di Guadalupa (1433 km2, 335.000 ab.), l'[[Isola di Marie-Galante]] (158 km2), le Iles de Saintes (14 km2), la Désirade (22 km2), nonchè le isole Saint Barthélemy (21 km2) e la parte orientale di Saint-Martin (54 km2), la cui parte occidentale fa parte delle [[Antille Olandesi.
Guadalupa è l'isola più grande delle Piccole Antille, formata da due isole separate da uno stretto canale. L'isola occidentale, Basse-Terre (850 km2), è la più montuosa e ha una particolare forma ovale leggermente allungata. Si tratta dell'isola più selvaggia, piuttosto umida e nebbiosa, eccezion fatta per la costa sud-occidentale. Questo è il regno incontrastato della foresta tropicale, una volta impenetrabile, e delle vaste piantagioni di banani. Basse-Terre è un ammasso vulcanico dominato dal monte Soufrière (1476 m), la cui vetta corrisponde alla massima elevazione del dipartimento. Lungo le pendici del monte, nella foresta, compaiono una miriade di cascate. L'isola orientale, Grande-Terre (585 km2), è pianeggiante, formata da plateau calcarei carsici. Quest'isola, a differenza di Basse-Terre, presenta assenza di rilievi (se si escludono i Grands-Fonds), mancanza quasi totale di corsi d'acqua (solo qualche palude nella zona occidentale) e ovunque coltivazioni di canna da zucchero dove una volta si trovava la savana. Lungo la costa meridionale si susseguono le spiagge di sabbia fino al promontorio roccioso di Pont des Châteaux.
Clima
Il clima tropicale, mitigato alle altitudini maggiori, è determinato dall'aliseo. La temperatura oscilla tra i 18°C e i 33°C, con una media annua di 25°C. Comunque non fa mai troppo caldo perché i venti rinfrescano costantemente l'aria. La stagione secca, più soleggiata, va da dicembre a maggio. I cicloni di fine estate provocano spesso gravi danni a causa della loro violenza. I mesi più piovosi sono settembre, ottobre e novembre, ma i temporali tropicali sono abbastanza brevi: il cielo si riempie all'improvviso di nuvole nere, si alza la pioggia e il vento comincia a scrosciare, ma tutto dura pochi minuti. Le precipitazioni annue sono di circa 2000 mm nell'isola di Grande-Terre e di 3000 mm nell'isola di Basse-Terre.
Vegetazione
La vegetazione antillana è molto varia e spettacolare: grazie al clima le piante rimangono verdi durante tutto il corso dell'anno e la fioritura è praticamente continua, soprattutto nella vulcanica Basse-Terre. Oltre all'albero del pane, alle acacie e ai cactus, sono presenti numerose altre specie che producono mango, papaya, guayava, cacao, tamarindo,ecc. Tra i fiori più diffusi vi sono le orchidee, le buganvillee e gli ibischi, che potrebbero essere considerati il simbolo dell'isola. Sulle montagne di Basse-Terre si trovano bambù gigante, mogano, felce, orchidea selvaggia, felce e un incredibile groviglio di liane. Su Grande-Terre vi sono diverse paludi e la costa è orlata di mangrovie.
Fauna
Ricchissima è la fauna marina, con pesci e crostacei dai colori straordinari, oltre ovviamente ai coralli. La fauna terrestre è rappresentata da moltissimi tipi di lucertole, da procioni, manguste, aguti e diverse specie di uccelli.
Popolazione
I gruppi etnici principali sono mulatti e neri (92%), asiatici (soprattutto indiani) (6%) e bianchi (2%). La popolazione, che vive per il 90% sull'isola principale, è un'eredità diretta per periodo coloniale. I bianchi sono i discendenti dei coloni europei e sono chiamati blancs-matignon e vivono in gran parte nella zona collinare di Grands-Fonds. Métros sono chiamati i francesi metropolitani, che occupano in maggioranza i posti di funzionario. Oltre al francese, lingua ufficiale, si parla il patois, un dialetto creolo-francese. La maggioranza degli abitanti è di religione cattolica.
Città principali sono il capoluogo Basse-Terre e Ponte-à-Pitre.
Economia
La principale fonte di guadagno per Guadalupa è il turismo, con visitatori provenienti dagli Stati Uniti, Canada e Francia, ma in misura crescente anche da altri paesi dell'Europa occidentale.
Il settore più tradizionale è quello agricolo e la coltura principe è quella della canna da zucchero, nonostante il continuo calo produttivo: agli inizi degli anni Settanta questa coltura occupava il 46% della superficie coltivata, mentre a metà degli anni Ottanta la percentuale era calata al 35% con una produzione di 42 mila tonnellate annue. Questa recessione ha colpito soprattutto gli stabilimenti più piccoli, molto meno le grandi e potenti società francesi, che possiedono le infrastrutture necessarie alla trasformazione della canna da zucchero e all'esportazione della maggior parte dei prodotti. Notevole importanza riveste pure la piantagione delle banane, che occupano circa 12 mila salariati, divenute il simbolo della nuova agricoltura del dipartimento e che si trovano principalmente a Basse-Terre. Anche queste sono coltivate in maggioranza, circa per i 2/3, dalle grandi compagnie. Canne da zucchero e banane costituiscono circa l'80% delle esportazioni. Le importazioni riguardano generi alimentari, macchinari e tessuti. La pesca è un'altra importante risorsa economica.
Storia
L'isola fu scoperta all'inizio di novembre del 1493 da Cristoforo Colombo, dopo una lunga traversata dell'Atlantico al termine della quale scoprì La Désirade, Marie-Galante e infine Kerikera, cui diede il nome di Guadalupa. Sull'isola abitavano i Caribi, appartenenti al gruppo amerindo dell'America Meridionale, i quali avevano cacciato la popolazione originaria degli Arawak. Gli Spagnoli non si interessarono però dell'arcipelago. Agli inizi del XVII secolo Belain de Esnambuc convinse Richelieu dell'importanza di creare, sulla falsariga della Compagnia delle Indie Occidentali olandese, una società che sfruttasse le ricchezze di queste isole. Mentre egli si installava nella Martinica, nel 1635 il suo luogotenente de l'Olive e Duplessis d'Ossonville annessero Guadalupa e le isole vicine per ordine della provata "Compagnie des Iles d'Amerique". I primi coloni ebbero gravissime difficoltà per la fame e la guerra contro i Caribi, finchè la Compagnia decise di porre in vendita l'arcipelago, di cui divenne proprietario Charles Houël (1650). Fu solamente nel 1674 che Guadalupa divenne una colonia della Corona francese, dipendendo amministrativamente dalla Martinica, un fatto che frenò in parte lo sviluppo e fu alla base della rivalità tra le due isole. Le numerose invasioni inglesi, soprattutto durante la guerra dei sette anni (1756-1763), e la presenza di pirati, che infestavano quei mari, non impedirono la crescita economica, favorita dall'indiscriminato sfruttamento degli schiavi neri rapiti in Africa, richiesti per le molte piantagioni di canna da zucchero e per le nuove piantagioni di cacao. Le isole tornarono definitivamente in mano francese solo nel 1816. In quella data la tratta e il lavoro degli schiavi furono proibiti dal parlamento francese su iniziativa di Victor Schoelcher e gli ex schiavi divennero cittadini francesi. Nel 1871 Guadalupa venne rappresentata per la prima volta nel parlamento francese con un proprio deputato. Tra la fine del secolo e gli inizi del Novecento anche l'isola ebbe le sue prime organizzazioni di lavoratori ed ebbe i due primi deputati socialisti: L. e A. Boisneuf. L'arcipelago non rimase estraneo alle due guerre mondiali, che fecero numerose vittime. Guadalupa divenne un dipartimento francese d'oltremare nel 1946.
Ordinamento
La Guadalupa è un Départment d'Outre-Mer della Repubblica francese, diviso in 3 circondari, con capoluogo Basse-Terre. L'arcipelago è governato da un prefetto, assistito da due sottoprefetti e due segretari generali. Internamente è governato da un Conseil Général composto da 36 membri eletti. Il dipartimento è rappresentato al parlamento francese da due senatori, tre deputati e due membri del consiglio economico e sociale. La moneta ufficiale in circolazione è l'euro (EUR), diviso in 100 centesimi.
Comunicazioni
La rete stradale si sviluppa per circa 2000 km. Il porto principale si trova a Ponte-à-Pitre. A Raizet, una località non lontana da Ponte-à-Pitre, si trova l'aeroporto internazionale di Guadalupa.
categoria:Isole della Francia
categoria:dipartimenti d'oltremare francesi
ja:グアドループ
ko:과들루프
zh-min-nan:Guadeloupe
Guiana Francese
Sintesi
Il Dipartimento d'oltremare della Guyana Francese (o Guiana, o anche Guayana Francese, nome però più indicato per descriverne il massiccio vicino che per il paese, vedi anche Guyana ex britannica) (in francese: Guyane française) è un dipartimento (provincia) della Francia nell'America meridionale, con capoluogo Caienna (in francese: Cayenne).
Confina a
- nord: Oceano Atlantico
- est: Brasile
- sud: Brasile
- ovest: Suriname
Storia
Suriname
La colonizzazione venne avviata con poco successo dalla Compagnia della Francia Equinoziale (1644). Gli errori della colonizzazione spiegano lo sviluppo modesto di questo territorio (popolazione e ricchezze) se confrontato ai territori vicini.
Dal marzo 1946 la Guyana è un dipartimento francese d'oltremare ossia una provincia, con prefetto nominato dal Governo francese. Questo dipartimento è anche una regione, con una giunta eletta dal 1982.
La totale dipendenza dagli aiuti francesi, ha scoraggiato ogni intento indipendentista negli anni Ottanta.
La bandiera qui rappresentata non è quella ufficiale che rimane la bandiera tricolore francese.
I membri della giunta regionale sono eletti per sei anni (legge n° 2003-327 del 11 aprile 2003). Nel 2004, ha ottenuto la maggioranza la lista « Un projet, des engagements, une équipe : la voie de l'avenir » con 17 consiglieri eletti (del Parti socialiste guyanais o PSG). Le altre due liste erano l' Union pour un Mouvement Populaire (UMP, destra) e l'alleanza Force Démocratique de Guyane-WALWARI (sinistra), con ognuna 7 consiglieri. Il 2 aprile 2004, Antoine Karam è stato rieletto, per la terza volta, presidente della Giunta regionale della Guyana.
Geografia
La Guyana francese si affaccia sull'Oceano Atlantico.
La fascia costiera è orlata da mangrovie ed anche spiagge e ricoperta da savana e praterie.
La regione interna è formata da un altopiano relativamente basso ma scosceso, ricoperto da fitte foreste; verso il confine con il Brasile si eleva la Serra Tumucumaque che fa parte del massiccio della Guayana.
I fiumi principali sono il Maroni, l'Oyapock, il Mana e l'Approuague.
La Guyana ha un clima caldo-umido tipico delle zone equatoriali.
Natura
Economia
Le risorse economiche sono costituite dai prodotti agricoli (caffè, cacao, canna da zucchero, mais, manioca, tabacco, banane, batata) e dalle risorse forestali (legnami pregiati); dal sottosuolo si ricavano oro (ufficialmente 5t all'anno) e bauxite.
A Kourou ha sede il principale poligono di lancio europeo per missili spaziali, denominato Centre Spatial Guyanais, usato per i vettori Ariane dell'ESA.
Etnie
La popolazione è una delle più variegate in Francia. Anche se è composta principalmente (circa 50 % ?) da meticci e neri di origine africane e da una forte minoranza di amerindi, europei ed asiatici (di cui i Hmong, popolo senza scrittura del Laos). Interessanti le diverse popolazioni che non parlano francese e non sono cristiane, conosciute come i noirs Marrons (neri Marron), lungo il fiume Maroni (di cui il nome) che parlano un pidgin a base d'inglese, olandese e portoghese (con anche parole ebraiche).
Politica
Viene rappresentata nel Parlamento da due deputati e da un senatore.
Cultura
Turismo
Amministrazioni
Una sola provincia (département) e una sola regione. Il progetto di fondere queste due amministrazioni in una sola sembra destinato a fallire.
Varie
Il bagno penale di Guyana è rimasto aperto fino a dopo la Seconda guerra mondiale, scandalizzando il resto del mondo per l'incuria in cui erano trattati i prigionieri. Non era a Caienna, ma il nome le è rimasto associato. (vedi il romanzo e il film Papillon).
Il centro principale era a Saint-Jean-du-Maroni e uno stabilimento era sulle famose isole del Diavolo, di fronte a Kuru (in francese, Kourou).
Voci collegate
Città
- Caienna, capoluogo
- Apatou
- Bienvenue
- Cacao
- Camopi
- Carbet Maïs
- Citron
- Coulor
- Gare Tigre
- Grand-Santi
- Guisanbourg
- Iracoubo
- Kaw
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