Il termine danza esprime in generale l'arte di muovere il corpo con passi sia prestabiliti che individuali. Generalmente accompagnata dalla musica, la danza nel linguaggio popolare può essere chiamata anche ballo.
Balletto: danza accademica classica e scuole moderne
- Danza accademica: stile di danza del balletto classico, il cui nome deriva dallAcadémie Royale de Danse - Danza moderna: sviluppatasi, agli inizi del secolo, fuori dai principi e dalla tecnica della danza accademica. Si ricordino i noti: R. Saint-Denis, M. Graham, D. Humphrey e Merce Cunnigham - Danza contemporanea: stile che somma passi di danza classica a libere espressioni corporee e che incontra anche la recitazione
- Danza neoclassica: una forma di balletto che evade i canoni di rigidità di quest'ultimo
Altre danze
Vi sono numerosi altri stili che però non sono branche vere e proprie della danza tradizionale; si tratta generalmente di balli associati a diverse forme musicali:
- Boogie-Woogie - Breakdance: danza acrobatica strettamente connessa alla cultura hip hop e afro-americana
- Danza latino americana - Hip-hop: stile americano di danza moderna che si basa sulla "isolation technique" ovvero muovere parti isolate del corpo
- Lap dance - Modern-jazz - Pogo - Rock acrobatico - Tip-tap
Il termine danza esprime in generale l'arte di muovere il corpo con passi sia prestabiliti che individuali. Generalmente accompagnata dalla musica, la danza nel linguaggio popolare può essere chiamata anche ballo.
Balletto: danza accademica classica e scuole moderne
- Danza accademica: stile di danza del balletto classico, il cui nome deriva dallAcadémie Royale de Danse - Danza moderna: sviluppatasi, agli inizi del secolo, fuori dai principi e dalla tecnica della danza accademica. Si ricordino i noti: R. Saint-Denis, M. Graham, D. Humphrey e Merce Cunnigham - Danza contemporanea: stile che somma passi di danza classica a libere espressioni corporee e che incontra anche la recitazione
- Danza neoclassica: una forma di balletto che evade i canoni di rigidità di quest'ultimo
Altre danze
Vi sono numerosi altri stili che però non sono branche vere e proprie della danza tradizionale; si tratta generalmente di balli associati a diverse forme musicali:
- Boogie-Woogie - Breakdance: danza acrobatica strettamente connessa alla cultura hip hop e afro-americana
- Danza latino americana - Hip-hop: stile americano di danza moderna che si basa sulla "isolation technique" ovvero muovere parti isolate del corpo
- Lap dance - Modern-jazz - Pogo - Rock acrobatico - Tip-tap
Il significato del termine musica è molto dibattuto tra gli studiosi a causa delle sue varie accezioni e dei diversi usi che se ne fanno.
Musica come suono: Una delle più comuni definizioni di musica è di quella di arte del suono organizzato, o - più specificatamente - di arte del produrre significati e sensazioni, più o meno complessi - e comunque di natura volontaria - organizzando suoni e silenzio.
Simili definizioni - comunemente accettate - sono state ampiamente adottate sin dal Diciannovesimo secolo, quando si iniziò a studiare scientificamente la relazione tra il suono e la percezione.
percezione ]]
percezioneMusica come esperienza soggettiva: Un'altra delle definizioni comuni di musica implica che la musica debba essere piacevole o melodica.
Questo punto di vista tiene conto del fatto che alcuni tipi di "suono organizzato" non sono musica, mentre altri lo sono. Esistono versioni più elaborate di questa definizione che tengono conto del fatto che ciò che è considerato musica varia da cultura a cultura, e da epoca ad epoca. Questa definizione fu predominante nel Diciottesimo secolo. Mozart, per esempio, usava dire che "la musica non dimentica mai se stessa, essa non deve mai cessare di essere musica."Musica come una categoria della percezione: La definizione cognitiva, meno comune, asserisce che la musica non è semplicemente suono, o la percezione di esso, ma una rappresentazione interna che percezione, azione e memoria contribuiscono a creare. Questa definizione è influenzata dalle scienze cognitive, il cui scopo è la ricerca delle regioni del cervello responsabili dell'analisi e della memorizzazione dei vari aspetti dell'esperienza dell'ascoltare musica. Questa definizione include anche arti differenti come ad esempio la danza.
Musica come approfondimento storico e antropologico: Il cammino e l'evoluzione del pensiero musicale corrono di pari passo con il cammino dell'uomo nella storia. L' antropologia trova nell'etnomusicologia risposte che altri studi sull'uomo non riescono a dare.
Musica come costrutto sociale: Le teorie post-moderne asseriscono che, come l'arte, la musica è definita innanzitutto nel suo contesto sociale. Da questo punto di vista la musica è ciò che ognuno chiama musica, che sia fatta di silenzio, di suoni, o di performance. La famosa opera "Quattro Minuti e Trentatré Secondi" di John Cage ha origine da questa concezione della musica.
Musica come cura del corpo e/o dello spirito Musicoterapia: Le qualità liberatorie della musica si concretizzano da sempre dovunque nel mondo. Il benefico potere derivante dall'ascoltare musica, o dal crearne e riprodurne distingue i due rami principali riconducibili alla scienza stessa, che nascono sempre dalla radice unica, la Musica.
Osservata in Europa, e nell'occidente in tempi relativamente recenti, dopo il Cinquecento, diviene strumento terapeutico vero e proprio, fino all'uso odierno che spazia dalla cura di depressioni, malattie psichiche anche molto gravi, disturbi neurovegetativi ecc. In tempi più antichi e tutt'ora in siti culturalmente poco occidentalizzati può definirsi musicoterapia un aspetto fondamentale dell'educazione civica, intesa come "consapevolezza d'esser vivi" quindi esistere. In Africa, ad esempio, fare musica con rudimentali strumenti quali semplici percussioni o flauti di bambù è patrimonio comune nella società; parimenti lo è il partecipare ballando e cantando, oltre che, ovvio, ascoltando. Fondamentale è la partecipazione alla Musica, che è eletta a cura, preghiera, dialogo, discussione nel senso più civilmente umano dei termini. In realtà il diritto civile per questi popoli si concretizza, trovando la sua più schietta espressione, proprio nella Musica.
A causa della larga gamma di definizioni, lo studio della musica è effettuato in una grande varietà di forme e metodi: lo studio del suono e delle vibrazioni (detto acustica), lo studio della teoria musicale, lo studio pratico, la musicologia, l'etnomusicologia, lo studio della storia della musica.
Storia della musica
Generi musicali
Teoria della musica
Un'arte tanto antica e tanto legata alla civiltà non poteva non generare un corposo insieme di conoscenze, che molti studiosi della musica si sono preoccupati di sistemare e classificare. Queste conoscenze sono sia di tipo strettamente musicale, come l'armonia e la melodia, che di tipo più teorico e critico, come la musicologia che si occupa di teoria musicale in senso lato, classificando i suoni, gli strumenti musicali e i tipi di composizioni, e la loro evoluzione e discendenza nel tempo e altri studi di cultura e storia musicale.
Altrettanto importante è la grammatica della musica in senso stretto, cioè il pentagramma, le chiavi musicali e in generale il modo di scrivere (semiografia) la musica. Questa parte della teoria, che potremmo chiamare di alfabetizzazione musicale, viene insegnata con il solfeggio, prima parlato e poi cantato, ed è il primo passo di una educazione musicale sistematica.
Da un punto di vista oggettivo, la musica, come il suono in generale, presenta le caratteristiche del tono, del timbro, dell'intensità e della durata. Il tono dipende dalla frequenza del suono, e può essere "acuto" o "grave". Il timbro è la "qualità" del suono, ed è determinato dallo spettro e dalla fondamentale. Ogni strumento musicale, come così ogni voce umana, possiede il suo caratteristico timbro. L'intensità stabilisce quanto un suono è percepito intenso o tenue. Anche la posizione o il movimento nello spazio della sorgente del suono sono spesso considerati come aspetti della musica. Il silenzio è spesso considerato come uno degli aspetti della musica. La durata è il solo aspetto comune al "silenzio" e al "suono", essendo l'aspetto temporale della musica. Un musicista è chi esegue, compone o conduce la musica.
Alcune culture possono includere o meno gli aspetti sopra descritti, o includere aspetti loro peculiari nella loro definizione di musica.
Termini comuni
La terminologia musicale è molto ampia.
I termini usati per parlare di un particolare brano musicale includono:
- la nota, che è il simbolo utilizzato per indicare una specifica intonazione;
- la melodia, che è una successione di suoni percepita come un percorso coerente;
- l'accordo, che è il risultato della combinazione simultanea di più suoni, sottoposta a vincoli e regole tradizionali;
- l'armonia, che è lo studio della classificazione e delle concatenazioni di accordi;
- il contrappunto, che è la simultanea organizzazione di differenti melodie;
- il ritmo che è l'organizzazione delle durate e degli accenti nelle varie parti che compongono un pezzo musicale.
- il tempo nelle sue diverse accezioni.
- [http://www.ilmusicante.net Rivista musicale on line]
- [http://www.e-socrates.org/course/view.php?id=4 Corso libero di teoria della musica]
- [http://www.music-city.org Music City l'enciclopedia libera di musica]
- [http://www.eudida.it/Musica/Body corso di musica]
fiu-vro:Muusigaja:音楽ko:음악ms:Muziksimple:Musicth:ดนตรี
Alessandrina
L'alessandrina è un'antica danza delle quattro province.
Lo scopo del ballo, come capita spesso nelle danze tradizionali, è di far conoscere le persone che stanno ballando, facendo incontrare uomini e donne attraverso uno scambio di coppie. Viene danzata da un cerchio di ballerini che si tengono per mano, a coppie (uomo/donna). Si comincia con una passeggiata (in senso antiorario) con il passo tipico delle quattro province; ci si ferma e ogni cavaliere fa coppia con la dama alla sua sinistra; la coppia esegue un balletto in posizione frontale e staccata; i ballerini, dandosi il braccio destro, avanzano formando una nuova coppia che esegue un altro balletto; si ripete lo schema per tre volte. I musicisti normalmente eseguono un set di alessandrine sufficiente per permettere a tutti di incontrarsi.
Le bourrée sono antiche danze di origine francese.
A tutt'oggi molto ballate in tutte le parti della Francia, ma anche in Italia.
Si dividono principalmente in bourrée a 2 tempi e a 3 tempi.
Vengono ballate con corografie diverse a seconda della zona di origine, da una coppia, quartetto o gruppo di ballerini. Sono caratterizzate dal passo di bourrée strutturato su tre appoggi.
La forma musicale corrispondente è stata utilizzata da numerosi musicisti come Frédéric Chopin, Johann Sebastian Bach e George Frideric Handel.
Categoria:Forme musicaliCategoria:Danze
Chotis
Il chotis è un tipo di musica e ballo tipico di Madrid, (Spagna).
Il suo nome deriva dal termine tedesco "Schottisch" (scozzese), poiché la sua origine è in un ballo scozzese.
Il chotis diventò moda durante il XIX secolo. Si balla in coppia, faccia a faccia, a suon d'organetto, e durante il ballo la donna dira intorno all'uomo, che gira su di sè. Si dice che l'uomo, per ballare, non necessita più spazio di una semplice mattonella. Generalmente si balla nelle verbenas, feste tipiche di Madrid. Le donne normalmente ballano ornate con uno scialle di Manila e gli uomini normalmente indossano una parpusa, un tipo di cappello, sulla testa.
Senza alcun dubbio il chitis più popolare viene chiamato "Madrid, Madrid, Madrid" dal geniale compositoremessicanoAgustín Lara.
categoria:Danze
Dabka
La dabka (anche dabki o dabke nella lingua araba parlata) è una danza folkloristica popolare maschile diffusa nei paesi del Medio Oriente. In particolare: Libano, Siria, Palestina, Iraq. Il nome deriva dal verbo arabo yadbuk che significa battere i piedi per terra.
La danza rappresenta l'amore per la terra e il proprio paese e soprattutto l'unione tra le persone; esprime sentimenti di gioia e viene praticata in occasioni felici, soprattutto matrimoni, ma anche nascite e giornate di raccolta.
Nei paesi del Medio Oriente ci sono diversi tipi caratteristici di Dabka, anche se presentano moltissime analogie e tratti comuni.
Tutti i tipi di dabka si danzano in gruppo: i danzatori si dispongono in cerchio o semicerchio e procedono in fila indiana, ognuno con la mano destra nella mano del danzatore precedente e la sinistra (tenuta di solito dietro la schiena) al danzatore seguente. A passo di danza tutti girando in tondo sempre in senso antiorario. A seconda del tipo di passo e del tipo di dabka i danzatori rivolgono lo sguardo in avanti oppure verso il centro del cerchio o del semicerchio.
Il primo della fila (di solito il più esperto nella danza) è il conduttore del ballo: tutti gli altri lo seguono nelle mosse e nelle variazioni che egli decide al variare del ritmo della musica, sempre accompagnata da strumenti a percussione classici arabi, quali da Darabouka.
Come il significato stesso del nome suggerisce, il movimento delle gambe è centrale per tutti i tipi di dabka. I danzatori battono sostanzialmente i piedi per terra con marce e ritmi molto variegati, che cambiano durante la danza al variare del ritmo della musica.
La dabka non è soltanto accompagnata dalla musica, ma anche da canzoni in quanto quasi sempre le musiche sono anche cantate. Le danze sono spesso precedute da particolari poesie, che si chiamano mawwal, caratterizzate da rime e parole con doppio o triplo senso.
categoria:danze
Danza del ventre
La Danza Orientale (“Raqs sharqi”) è il nome con cui l’Egitto oggi chiama una danza che ha perso le sue origini, a causa della scarsa presenza di fonti scritte; molte sono le storie che le vengono attribuite come ad esempio, dopo alcuni ritrovamenti archeologici, un’origine sacra collegata al culto della Dea-madre delle civiltà pre-urbane: Ishtar è la Dea babilonese che rappresenta il prototipo della grande Dea, simbolo di prosperità, fertilità, amore. Le sacerdotesse la onoravano con danze sacre entrando in relazione con i ritmi della natura e imitandola: molti movimenti ricordano le onde del mare, la forma della luna, il serpente, il cammello e ancora l’atto sessuale e il parto; ma di certo si sa solo ciò che si è potuto studiare attraverso fonti scritte che si hanno a partire dal ‘700/’800 in poi.
Con l’affermarsi del patriarcato la danza viene spostata nel contesto laico venendo così richiesta in feste, banchetti, celebrazioni (rimanendo dunque centro di cerimonie importanti), come danza ufficiale presso i Re e ancora come danza popolare e civile eseguita nelle case o nei palazzi.
Nel periodo del MedioEvo, donne di particolare bellezza venivano comprate al mercato degli schiavi, portate nei palazzi e istruite in vari campi per poi poter intrattenere i padroni. Gli esperti insegnavano loro a cantare, suonare strumenti, danzare, recitare poesie, conoscere medicina, astronomia e altre scienze. Danzavano e cantavano nelle feste organizzate dai loro padroni per poi ritirarsi negli harem dove agli uomini non era permesso entrare: harem significa infatti “proibito” ed erano gli appartamenti riservati alle donne. All'interno di esso venivano condivise le gioie della danza con le altre donne. Si resero competitive in tutti i campi per poter progredire socialmente e contribuirono così al mantenimento e all’ evoluzione della danza orientale.
A partire dalla fine del ’700 in Egitto con l’insediamento delle truppe di Napoleone arrivarono anche numerosi viaggiatori europei che lasciarono vari documenti scritti, se pur non del tutto attendibili a causa della loro scarsa conoscenza delle tradizioni e della cultura di questo paese e delle soggettive considerazioni. In questi testi ci vengono descritte due figure diverse di danzatrici, anche se spesso confuse tra di loro: le almee (letteralmente significa saggia) e le ghawazy (tradotto con il termine di zingara). Le prime erano artiste complete, che si esibivano quasi esclusivamente per le donne cantando, suonando, recitando e danzando. Avevano sicuramente uno stile più raffinato, mentre le gawazy si suppone fossero appartenenti ad un popolo nomade, di bassa estrazione sociale e si esibivano per le strade, nelle feste, davanti ad un pubblico anche maschile.
Si presume che fu proprio il popolo ghawazee a tramandare la tradizione della danza Egiziana. Non si conosce comunque la provenienza di questo popolo nomade, certo è che oggi si considerano le vere discendenti della danza orientale.
Per quanto riguarda la Turchia, invece, in epoca ottomana facciamo la conoscenza delle danzatrici zingare cengi, anch’esse considerate nomadi e dalle origini misteriose.
Agli inizi del ‘900 si comincia a far conoscere la danza egiziana, attraverso apparizioni in contesti internazionali, affascinando e suscitando stupore e curiosità così da essere imitata e introdotta nei paesi occidentali in breve tempo. Anche il cinemahollywoodiano ebbe un notevole ruolo nella sua diffusione, tanto da "rilanciare" questa danza intorno agli anni’40/’50. Furono gli europei a dargli il nome di danza del ventre.
Al Cairo, presero vita luoghi di ritrovo per europei dove la danza divenne un intrattenimento molto richiesto e alcune danzatrici trovarono nuove opportunità di lavoro (prima, soprattutto le ghawazy, si esibivano in posti pubblici, all’aperto e in gruppo). Le almee tradizionali continuarono ad esibirsi in case private, per un pubblico prettamente femminile, dove continuavano a dimostrare la loro completezza, oppure nei propri saloni in presenza di ospiti e qualcuna si esibiva sulla scena. Il loro ruolo perse importanza quando, a partire dagli anni ’30, notevoli trasformazioni culturali e artistiche, soprattutto nuovi generi musicali ispirati all’occidente si diffusero sempre più con un nuovo mezzo, la radio, rendendo superflua la presenza degli artisti e creando nuove fusioni musicali adottando anche strumenti occidentali.
Il centro culturale e creativo si sviluppò nella famosa via Muhammad Alì dove si concentrò un maggiore numero di locali, spettacoli, di artisti e danzatrici.
Nel 1930 con l’apertura del primo ”Casino Badia” aperto al Cairo da Badia Masabny, una ballerina di origine siriana, si creò un nuovo tipo di danzatrice, diversa dalla alma e dalla gaziyah. Fu il primo locale in stile europeo dove si esibirono poi numerose ballerine, alcune delle quali divennero famose. Nacquero numerose sale e cabaret dove le danzatrici potevano esibirsi e, con il nuovo carattere europeo della danza orientale, cambiarono totalmente il modo di esprimersi e il significato di questa danza: in poco tempo diventò “semplice” intrattenimento, talmente richiesto da far perdere importanza alla figura delle almee che, nonostante il loro dinamismo, non potevano competere con lo sviluppo delle conoscenze tecniche e artistiche delle “nuove” danzatrici professioniste, dal momento che per loro divenne necessario cercare nuovi stili e soprattutto delle coreografie per adeguarsi al nuovo spazio scenico e adattarsi ad un pubblico nuovo. Nacque così lo stile “sharqi” che univa la danza tradizionale egiziana alle varie danze occidentali, soprattutto alla danza classica.
La danza egiziana Raqs Sharqi si divide oggi in tre forme:
- Sha’abi (folkloristico) - é lo stile folkloristico, il più antico, nel quale troviamo diverse musiche e danze a seconda delle regioni ma che mantengono e condividono lo stesso linguaggio, esprimendo così il carattere del popolo. Lo ritroviamo nelle campagne danzato con allegria e vivacità; è la forma più forte, solare e terrena
- Balady (appartenente al paese): nasce all’inizio del ’900 ed é la danza popolare urbana; ha radici nelle tradizioni più antiche ma è un insieme di tradizioni egiziane e influenze occidentali ;è più sofisticata della danza sha’abi ma ne conserva gli aspetti terreni;
- Sharqi (orientale) - è la forma classica, la danza di corte che veniva nelle corti mussulmane o ottomane. Ha dentro di sé le evoluzioni delle forme shabi e baladi ma è uno stile più raffinato e ricco con arabesque e l’espressione morbida delle braccia. Si afferma negli anni ’20 con il cabaret.
Haka
", la più celebre forma di "Haka"]]
La Haka è la danza tipica del popolo Maori, l'etnia tipica della Nuova Zelanda, spesso considerata semplicemente, ma erronamente, una danza di guerra, e resa celebre, nello stile della Ka Mate, dagli All Blacks, la nazionale di rugby neozelandese.
Cos'è la Haka
Nel suo libro "Maori Games and Haka", lo studioso Alan Armstrong descrive la Haka così:
"La Haka è una composizione suonata con molti strumenti. Mani, piedi, gambe, corpo, voce, lingua, occhi... tutti giocano la loro parte nel portare insieme a compimento la sfida, il benvenuto, l'esultanza, o il disprezzo contenute nelle parole. È disciplinata, eppure emozionale. Più di ogni altro aspetto della cultura Maori, questa complessa danza è l'espressione della passione, del vigore e dell'identità della razza. È, al suo meglio, un messaggio dell'anima espresso attraverso le parole e gli atteggiamenti."
È dunque una danza che esprime il sentimento interiore di chi la esegue, e può avere molteplici significati. Non si tratta, infatti, solo di una danza di guerra o intimidatoria, come è erroneamente considerata spesso, ma può voler anche essere una manifestazione di gioia, di dolore, una via di espressione libera che lascia a chi la esegue momenti di libertà nei movimenti.
È comunque un rituale impressionante, come si può ben vedere dall'esibizione degli All Blacks: si roteano e si spalancano gli occhi, si digrignano i denti, si mostra la lingua, ci si batte violentemente il petto e gli avambracci, si dà quindi un saggio di potenza e coraggio, che si ricollega allo spirito guerriero dei Maori.
Prima della danza
Prima della danza vera e propria, colui che guida la danza urla ai compagni un ritornello di incitamento, ruolo che nel caso degli All Blacks spetta a giocatore di sangue maori più anziano e non, come talvolta viene erroneamente riportato, al capitano della squadra. Le parole servono non solo ad incitare chi si appresta ad eseguire il ballo, ma anche a ricordare loro il comportamento da tenere nel corso della danza. Spesso il tono in cui viene urlato il ritornello, che è poi lo stesso tenuto nel corso di tutta l'esibizione, è aggressivo, feroce e brutale, destinato a caricare il gruppo ancora di più.
Il testo della frase preliminare è questo:
:"Ringa pakia
:Uma tiraha
:Turi whatia
:Hope whai ake
:Waewae takahia kia kino"
Che in italiano significa:
:"Batti le mani contro le cosce
:Sbuffa col petto
:Piega le ginocchia
:Lascia che i fianchi li seguano
:Sbatti i piedi più forte che puoi"
Gli elementi di base
Gli elementi essenziali della Haka sono:
- "Pukana": gli occhi dilatati
- "Whetero": la "linguaccia", una sfida (viene fatta solo ad altri uomini)
- "Ngangahu": simile alla Pukana - "Potete": chiusura degli occhi in alcuni momenti della danza (fatto solo dalle donne)
In molti casi, durante la danza, oltre ai momenti in cui i partecipanti si muovono sincronizzati secondo alcuni passi tradizionali, viene lasciata libertà di interpretazione di testo e musica, dando vita ai momenti più originali ed eccitanti dell'intero rituale.
Gli stili
Ovviamente gli stili di danza sono numerosissimi, e si devono principalmente alle varie intepretazioni date da tribù maori diverse e ai differenti rituali durante i quali la danza viene ripetuta.
Una dellle versioni più celebri è, ovviamente, la Ka Mate, il tipo di Haka tipico degli All Blacks, che la ripetono ad ogni partita, dopo gli inni nazionali, per intimorire gli avversari. La Ka Mate è un tipo di Haka molto corto, interpretata quando ci si sente bene e lo si vuole esprimere in modo libero. Si esegue senza l'uso di armi. Non è, infatti, una danza di guerra, come si è solitamente portati a credere.
La Peruperu è, invece, una variante di Haka tipica di guerra. In questo caso le armi si usano, ed è caratterizzata da un salto alto, a gambe ripiegate, alla fine del rituale. Questo salto è stato aggiunto dagli All Blacks alla fine della loro esibizione della Ka Mate, provocando alcune critiche, per rendere la loro esibizione più scenografica e impressionante.
La Haka nel rugby
Il primo uso dell'Haka a scopo intimidatorio nel rugby avvenne da parte della squadra di Nativi neozelandesi, in occasione del loro primo tour fuori dalla loro patria, in Gran Bretagna, avvenuto nel 1888-1889. Non è certo se già in quell'occasione la variante di danza proposta fosse la "Ka Mate".
La prima performance dell'Haka da parte della nazionale ufficiale venne tenuta nel corso del tour del 1905, durante il quale venne coniato il termine "All Blacks" per la prima volta.
Il testo della Ka Mate non ha, ovviamente, una connessione con questo sport, ma risale alla tradizione maori come tutti gli altri.
Categoria:DanzeCategoria:Nuova Zelandaja:ハカ (ダンス)
Peruperu
La Peruperu è uno degli stili della Haka, la danza tipica della popolazione Maori, nativa della Nuova Zelanda
La Peruperu è una variante di Haka tipica di guerra.
Si usano delle armi durante la danza, ed è caratterizzata da un salto alto, a gambe ripiegate, alla fine del rituale. Questo salto è stato aggiunto dagli All Blacks, la nazionale di rugby neozelandese, alla fine della loro esibizione della Ka Mate, un altro stile di Haka, per rendere la loro esibizione più scenografica e impressionante, provocando alcune critiche.
Categoria:DanzeCategoria:Nuova Zelanda
Piana (ballo)
La piana è un'antica danza delle quattro province.
Viene danzata da un cerchio di ballerini che si tengono per mano. Si comincia con una passeggiata (in senso antiorario) con il passo tipico delle quattro province; ci si ferma e si esegue un balletto; tutti convergono verso il centro, sempre tenendosi per mano ed emettendo un forte grido; di nuovo un balletto e un avanzamento verso il centro con grido; si ripete lo schema tre volte; alla chiusura si alzano le mani e si converge lentamente verso il centro chiudendo con un inchino.
La tarantella è una danza popolare dell'Italia meridionale, in tempo veloce, in metro di 6/8 e per lo più in modo minore.
Prende il nome dalla taranta, il ragno velenoso importato da Pirro, Re dell'Epiro, durante la guerra tra Taranto e Roma. Si riteneva che il veleno del ragno provocasse fenomeni di convulsione e che la tarantella fosse in grado di scacciarli riproducendoli nel ballo.
Danza molto in voga tra il Trecento e il Quattrocento, si sviluppò prevalemente a Napoli, dove diventò danza di corte. La più famosa è probabilmente quella composta da Gioachino Rossini, intitolata La danza.
Ricordiamo anche la Tarantella di Carpino di Andrea Sacco. Decine sono le versioni della sua più famosa, Accomë j’eia fa’ p’ama ’sta donnë, conosciuta impropriamente come Tarantella del Gargano.
La danza classica o danza accademica si serve della tecnica accademica che si è sviluppata a partire dal 1661, anno in cui Luigi XIV di Francia fondò a Parigi la prima accademia di danza (Accadémie Royale de danse) con l’intento di diffondere e sviluppare i principi fondamentali dell’arte coreografica. Fu in questo periodo che lavorò il coreografo Pierre Beauchamp, considerato il “creatore” delle cinque posizioni classiche, del concetto dell’en dehors (in fuori) e della terminologia dei passi di danza che sono stati tramandati in lingua francese.
I metodi di insegnamento sono vari: c'è il metodo russo, che porta il nome della danzatrice Vaganova, quello inglese, della Royal Academy of Dance, infine quello italiano, denominato metodo Cecchetti.
Storia della danza classica
La danza ha origini antichissime: presso gli antichi Greci era presente in tutte le cerimonie di carattere sociale e religioso.
Nel Medioevo, la danza continuò a vivere nelle manifestazioni popolari in occasioni di feste, si diffuse ben presto anche fra le classi sociali più elevate, nelle corti e nei castelli. Poiché eseguire salti, volteggi e capriole, era considerato un modo di esibirsi poco aristocratico, i signori li sostituirono con gesti e movimenti composti. Da qui nacque la distinzione tra la nobile danza bassa e la popolana danza alta. La differenza sostanziale tra le due è che nella prima i piedi strisciavano a terra e i passi erano piuttosto lenti, mentre nella seconda, era consentito saltare più in alto e muoversi con maggiore velocità e libertà.
Tramandate per via pratica durante tutto il Medioevo, solo nel Rinascimento si cominciò a codificare i passi che contraddistinsero le singole danze. Durante questo periodo, soprattutto in Italia e in Francia, si affermò nelle corti principesche la figura del maestro di ballo, che conferì maggiore prestigio a feste e a cerimonie. Le danze più in voga furono di origine italiana o francese, tra le prime ricordiamo: la pavana (lenta), il saltarello (veloce); tra le seconde: la gavotta (moderata), la bourré (veloce).
Soprattutto in Francia il ballo si sviluppò e si ufficializzò, nel Cinquecento, si aprirono le prime scuole di danza e iniziò l’usanza di ballare in coppia. Dall’unione di danze alte e basse, nacque una forma musicale molto importante per la musica strumentale: la suite.
La danza, che finora aveva avuto soltanto la funzione di intrattenere gli invitati alle feste, grazie all’opera dei maestri di ballo, incominciò ad assumere le caratteristiche del vero e proprio spettacolo, il balletto, al quale parteciparono ballerini professionisti.
Questi rappresentavano davanti al pubblico una storia in musica, attraverso una serie di passi, figure e movimenti appositamente pensati, scritti sulla carta e studiati. La persona che decideva i passi ed i ruoli di ogni ballerino, quindi la coreografia, era il coreografo.
Come già detto prima, nel Seicento, in Francia, alla corte di re Luigi XIV, il grande musicista Jean Baptiste Lully ed il commediografo Molière, diedero origine alla Comédie ballet.
Nel Settecento vennero definite le 5 posizioni di base, venne introdotto un gonnellino più corto, il tutù ed iniziarono a trovarsi le scarpette da punta.
Alla fine del Settecento un ballerino coreografo, Noverre, riformò il balletto togliendo parrucche, abiti goffi, movimenti legati a regole rigide e precise e cercò di restituire libertà di movimento al corpo.
Negli anni del Romanticismo il balletto subì il fascino di personaggi, scenari, temi letterari caratterizzati da situazioni tragiche e sentimenti esasperati. Nacque così la Sylphide, che ebbe nella danzatrice Maria Taglioni la propria appassionata interprete. In occasione della prima rappresentazione del balletto nel 1832, vennero sperimentate innovazioni teatrali che avrebbero influenzato gli allestimenti nel secolo successivo. Il costumista Eugene Lamy disegnò per la Taglioni il primo tutù bianco lungo fino alle ginocchia, con due piccole ali applicate all’altezza delle scapole, le scarpette da punta rosa adottate per dare l’impressione che la danzatrice si alzasse sulle punte per volare ed infine l’acconciatura “à bandeaux”.
Nell’Ottocento, in Russia, il coreografo Marius Petipa ed il musicista Pyotr Ilyich Tchaikovsky diedero origine ad alcuni balletti classici famosissimi: Il lago dei cigni, La bella addormentata e Lo schiaccianoci.
Tuttora i ballerini perfezionano di più la tecnica piuttosto che l’espressività, ed è per questo che spesso il termine “danza” viene confuso come sinonimo di esercizi o di ginnastica artistica.
L’impostazione del corpo
La danza classica è una danza d’école basata sul principio fondamentale dell’en dehors (in fuori). In questa posizione le gambe devono mostrare al pubblico la loro parte interna ed il piede deve quindi ruotare all’esterno di 90° rispetto all’asse del corpo. Si raggiunge più facilmente l’en dehors, quindi la rotazione delle articolazioni femorali, spingendo in avanti le ossa del bacino, stringendo i muscoli che formano la cintura addominale ed i glutei, mantenendo rettilinea la colonna vertebrale.
La testa deve essere eretta sulla stessa verticale dei piedi, in posizione naturale. L’en dehors, non è una semplice convenzione, ma è necessaria per dare agli arti inferiori del danzatore libertà di movimento in ogni direzione, permettendo al femore di ruotare liberamente e completamente nel suo alveolo. La posizione si ottiene dopo anni di studio ed è legata alla conformazione fisica di ogni danzatore. La sua acquisizione è comunque il risultato di particolari esercizi studiati per “voltare in fuori” la gamba dall’articolazione dell’anca, senza stirare i tendini o strappare i muscoli.
La palestra
La palestra dove si eseguono gli esercizi di danza è caratterizzata dal parquet di legno, dallo specchio che serve principalmente per controllare meglio i propri movimenti e dalla sbarra dove i ballerini eseguono gli esercizi di riscaldamento. Infatti, secondo la tecnica accademica, la lezione di danza inizia con questo tipo di esercizio, dove vengono eseguiti quei movimenti che rendono flessibili le giunture, allungano e rafforzano i muscoli, perfezionano l’equilibrio. Nella seconda parte della lezione eseguita au milieu (al centro) si affrontano combinazioni di passi senza l’aiuto della sbarra: port de bras, adagio, pirouettes ed infine l’allegro. La lezione viene chiusa per tradizione con l’esecuzione da parte degli allievi della révérence (inchino) rivolta all’insegnante.
Le sei posizioni di base
Tutte le posizioni vengono eseguite con le gambe tese, il sedere in dentro e il petto in fuori. Le posizioni sono:
- Prima posizione
I piedi sono ruotati ed in linea, tenendo ben tese le gambe, con le ginocchia unite.
- Seconda posizione
Come la prima posizione, ma i piedi sono posizionati alla distanza di un piede e mezzo tra di loro.
- Terza posizione
I piedi mantengono la rotazione delle posizioni precedenti, e si posizionano tenendo i talloni uno di fronte all'altro. La posizione si dirà destra o sinistra a seconda del piede avanti.
- Quarta posizione
I piedi mantengono la rotazione delle posizioni precedenti, e si posizionano uno di fronte all'altro alla distanza di un piede, tenendo in linea il tallone del piede avanti con la punta di quello dietro. La posizione si dirà destra o sinistra a seconda del piede avanti.
- Quinta posizione
Come la quarta posizione, tenendo i piedi uniti, senza distanza tra loro. La posizione si dirà destra o sinistra a seconda del piede avanti.
- Sesta posizione
I piedi sono paralleli,uniti.
Le posizioni delle braccia
Le braccia devono essere ben sostenute e con le mani chiuse, e si può anche tenere l'indice benn dritto in fuori. In tutte le posizioni le braccia devono avere una forma circolare.
- Prima posizione
Le braccia assumono una forma circolare e le mani sono all'altezza del diaframma.
- Seconda posizione
Le braccia sono allungate verso l'esterno leggermente più in basso dell'altezza delle spalle, e sono arrotondate in avanti.
- Terza posizione
Un braccio è arrotondato e sollevato verso l'alto, leggermente più in avanti della linea del corpo, mentre l'altro braccio è allungato verso l'esterno (v. seconda posizione).
- Quarta posizione
Un braccio è arrotondato verso l'alto, l'altro braccio è arrotondato in avanti, come per la prima posizione.
- Quinta posizione
Entrambe le braccia sono arrotondate verso l'alto.
- Altre posizioni
bras bas, cioè posizione di riposo per le braccia: entrambe arrotondate verso il basso, all'altezza delle cosce.
Per tutte le posizioni asimmetriche si dirà per ciascun braccio il nome della rispettiva posizione simmetrica (sopra illustrate).
categoria:danze
Boogie-Woogie
Il Boogie-Woogie è uno stile musicale blues per pianoforte, diventato molto popolare a partire dagli anni 40, e che si è esteso anche alla chitarra, alla musica per orchestra e al genere country. È anche una danza appartenente al genere swing. È caratterizzato da un accompagnamento di basso eseguito con la mano sinistra, il cosiddetto basso ostinato, e da trilli ed abbellimenti eseguiti con la destra. Non è un genere adatto soltanto al pianoforte solista, ma viene usato anche per accompagnamento di cantanti e per il ruolo di solista all'interno di una band o di un piccolo gruppo musicale. Qualche volta è denominato eight to the bar (eight sta per la suddivisione della battuta in 8 tempi di croma), ma la maggior parte dei pezzi è attualmente scritta suddivisa in quartine (4/4).
Origini del termine Boogie-Woogie
Per i più le origini di questo termine sono misteriose. L'Oxford English Dictionary afferma invece che consiste nella ripetizione di Boogie, termine usato a partire dal 1913 per indicare i rent party, feste di intrattenimento non ufficiali, in occasione delle quali veniva ingaggiato un complesso musicale. Si deve scrivere usando la lineetta. L'origine del Boogie-Woogie per pianoforte è incerta; sicuramente fu influenzata dal genere Honky tonk, diffusosi nel sud degli Stati Uniti. I musicisti W.C. Handy e Jelly Roll Morton riferirono di aver sentito pianisti interpretare brani con questo stile ancora prima del 1910. Secondo Clarence Williams, questo stile fu inventato dal pianista texano George W. ThomasImmagine:Boogie-woogie-bassline.pngCategoria:Generi musicali
Hip hop
L'Hip hop è un movimento culturale nato nei primi anni '70 negli Stati Uniti (e in particolare nel quartiere del Bronx di New York City) e in seguito diffusosi in tutto il mondo. Il movimento è caratterizzato da quattro forme artistiche:
- lo MC'ing, anche noto come musica rap, introdotto dagli afroamericani;
- il DJ'ing, introdotto dai giamaicani;
- il writing, ovvero l'arte dei graffiti, introdotto dai portoricani - la breakdance, introdotta anch'essa dai portoricani.
Per il grande pubblico, l'espressione "hip hop" viene in generale intesa come "musica hip hop" ed è quindi sinonimo di rap.
als:Hip Hopja:ヒップホップko:힙합
Lap dance
La lap dance (non esiste un termine corrispettivo in lingua italiana) è un tipo specifico di danza, un ballo erotico, in cui lo spettatore, abitualmente maschile, è seduto e la ballerina è in contatto fisico o ad una breve distanza dallo spettatore. Le ballerine di Lap dance sono spesso, ma non necessariamente, strippers; questo tipo di danza prevede numerose varianti.
Solitamente la ballerina usa una pertica per le evoluzioni erotiche, una particolare lap dance è la pole dance, ma può essere svolto anche senza pertica. Fra i due attori ci possono essere toccamenti reciproci, della ballerina nei riguardi dello spettatore e dello spettatore nei riguardi della ballerina.
I limiti ai toccamenti sono definiti dalle leggi locali. In Italia una sentenza della Corte di Cassazione, la n° 13039 del 21 marzo2003, vieta i palpeggiamenti che siano tali da produrre eccitazione in un soggetto normale, mentre una sentenza di dicembre 2004 per fatti svoltisi in provincia di Teramo, li rende parzialmente legittimi con alcuni presupposti e partendo dal concetto di comune senso del pudore. La sentenza recita infatti:
:"Nel circolo in cui si svolgevano gli spettacoli potevano accedere, a pagamento e previo tesseramento solo coloro che volevano assistere a spettacoli di lap dance, adeguatamente pubblicizzati come tali e inoltre contempla ed addirittura presuppone il coinvolgimento degli spettatori nell'esibizione dell'artista. Per questo anche contatti e toccamenti, descritti negli atti, fra le due ballerine ed i clienti, non possono essere considerati un inatteso e imprevisto fuori programma idoneo ad offendere il senso del pudore dei presenti".
I film
Parecchi film inglobano scene di lap dance: negli ultimi anni alcune pellicole sono state dedicate in particolar modo al tema; fra le altre si segnalano Exotica (1994) del regista canadese Atom Egoyan e Showgirls (1995) del regista olandese Paul Verhoeven.
Dopo questi film capo genere sono stati prodotti una ventina di film dedicati all'argomento creando, in senso lato, un sottogenere.
categoria:danze
Pogo (danza)
Il pogo è una pratica di danza collettiva tipica degli appassoniati di musica punk o di musiche dal ritmo elevato.
Praticato solitamente ai concerti nei pressi del palco, ma anche a livello minore nei locali, il pogo consiste nello spingere, prendere a spallate o gomitate gli altri partecipanti. Secondo gli appassionati della pratica, il pogo non dovrebbe mai essere praticato con cattiveria o violenza, in quanto forma e strumento di amicizia e contatto. Secondo la leggenda, il pogo sarebbe stato inventato da Sid Vicious, poi divenuto famoso come bassista dei Sex Pistols, per la sua abitudine di saltare sulle spalle degli altri durante i concerti per riuscire a vedere meglio il palco.
Collegamenti esterni
- [http://www.be-better.it/pogare.html Come vestirsi e comportarsi]
Categoria:Danze
Balletto
Il balletto è un particolare tipo di rappresentazione teatrale che mescola danza e coreografia.
Il balletto rende assai partecipe il pubblico soprattutto se sono ad esibirsi coppie miste che mostrano le proprie qualità con prese spettacolari e assai atletiche.
Racconto di emozioni, avvenimenti, sensazioni espresso attraverso la danza e la mimica, generalmente accompagnato dalla musica o dal ritmo.
Con musica popolare o musica folk o ancora canzone popolare (letteralmente musica e/o canzone del popolo) si indicano quei generi musicali che affondano le proprie radici nelle tradizioni di una determinata etnia, popolazione, o ambito geografico.
Questo concetto deve essere distinto da quello di musica pop; sebbene evidentemente "pop" sia un'abbreviazione di popular, "musica pop" indica più specificatamente la musica leggera contemporanea occidentale, per esempio il rock o la disco music, generi il cui legame con la musica tradizionale non è di norma molto stretto.
In generale, sebbene talvolta se ne sia persa memoria, ogni popolazione ha una propria tradizione di musica popolare, anche se non tutte queste tradizioni sono comunemente denominate "folk". La musica popolare di paesi del terzo mondo (in particolare dell'Africa), per esempio, viene più spesso indicata come etnica; mentre l'appellativo "folk" (o anche popolare) viene in genere associato alla musica popolare degli Stati Uniti o delle nazioni europee (soprattutto Regno Unito, Éire, Germania).
L'origine della musica tradizionale, il più delle volte, va ricercata nella necessità di uno strumento di comunicazione che potesse essere più facilmente accettato nell'ambito di una comunità ristretta e spesso chiusa. Si pensi ai canti d'amore della serenata, con i quali era certamente più semplice "dichiararsi" alla donna amata piuttosto che cercare l'occasione per farlo di persona.
La musica popolare tende ad essere strettamente legata (in alcuni casi in modo inseparabile) ad almeno due altri aspetti culturali di natura regionale: gli strumenti musicali con cui è eseguita e i balli che eventualmente la accompagnano. Ad esempio, la musica popolare scozzese è associata alle cornamuse e ad un tipo di danza denominata reel; quella irlandese ai violini, a particolari percussioni come il bodhran e alla giga. Nella tradizione italiana si pensi invece al ruolo svolto in regioni diverse da strumenti come la fisarmonica, il mandolino, l'ocarina o lo scacciapensieri, oppure da balli come la tarantella, il saltarello o il ballo liscio.
La musica popolare è spesso concepita in modo da poter essere suonata da suonatori non troppo esperti e certamente non virtuosi; nella maggior parte dei casi, essa nasce o ha la sua principale espressione in momenti di aggregazione sociale come feste, sagre, o celebrazioni.
In Italia come in altri paesi, la musica popolare tradizionale ha ancora un ruolo importante e un vasto seguito, sebbene sia diffusa attraverso canali che solo in rari casi (ovvero solo per pochissimi artisti di particolare successo) coincidono con quelli della musica pop, ovvero con la grande distribuzione. Molti sottogeneri di musica popolare italiana sono noti principalmente attraverso i balli a cui sono legati (per esempio il liscio) e difficilmente hanno visibilità al di fuori delle feste e sagre di paese. Ad altri, di più antica tradizione, viene invece riconosciuta una maggiore dignità musicale. È il caso della canzone napoletana).
Come la musica etnica, il folk è continuamente soggetto a contaminazioni con il pop. Fra i generi folk che hanno maggiormente influenzato la produzione pop vi sono la musica celtica (si pensi all'italiano Angelo Branduardi) e la musica country, che ha generato con il rock infinite combinazioni.
Elementarpartikelfysik
Partikelfysik eller elementarpartikelfysik är läran om materiens minsta beståndsdelar och om hur de växelverkar med varandra. Partikelfysik kallas ofta högenergifysik eftersom man behöver höga energier för att studera den experimentellt.