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| Ƌ病毒 |
拟病毒拟病毒也称为类类病毒,它是一种环状单链RNA。它的侵染对象是植物病毒。被侵染的植物病毒被称为辅助病毒,拟病毒必须通过辅助病毒才能复制。单独的辅助病毒或拟病毒都不能使植物受到感染。
请参看:
- 病毒
- 类病毒
- 朊病毒
Category:病毒学
RNA核糖核酸(缩写为RNA,即Ribonucleic Acid),存在于生物细胞以及部分病毒、类病毒中的遗传信息载体。
RNA由核糖核苷酸经磷酯键缩合而成长链状分子。一个核糖核苷酸分子由磷酸,核糖和碱基构成。RNA的碱基主要有4种,即A腺嘌呤,G鸟嘌呤,C胞嘧啶,U尿嘧啶。其中,U(尿嘧啶)取代了DNA中的T胸腺嘧啶而成为RNA的特征碱基。
与DNA不同,RNA一般为单链长分子,不形成双螺旋结构,但是很多RNA也需要通过碱基配对原则形成一定的二级结构乃至三级结构来行使生物学功能。RNA的碱基配对规则基本和DNA相同,不过除了A-U、G-C配对外,G-U也可以配对。
在细胞中,根据结构功能的不同,RNA主要分三类,即tRNA(转运RNA), rRNA(核糖体RNA), mRNA(信使RNA)。mRNA是合成蛋白质的模板,内容按照细胞核中的DNA所转录;tRNA是mRNA上碱基序列(即遗传密码子)的识别者和氨基酸的转运者;rRNA是组成核糖体的组分,是蛋白质合成的工作场所。
在病毒方面,很多病毒只以RNA作为其唯一的遗传信息载体(有别于细胞生物普遍用双链DNA作载体)。
1982年以来,研究表明,不少RNA,如I、II型内含子,RNase P,HDV,核糖体大亚基RNA等等有催化生化反应过程的活性,即具有酶的活性,这类RNA被称为核酶(ribozyme)。
20世纪90年代以来,又发现了RNAi(RNA interference,RNA干扰)等等现象,证明RNA在基因表达调控中起到重要作用。
参见
- 脱氧核糖核酸
- 核苷酸
- 核酸
category:核酸
category:遗传学
category:分子生物学
category:细胞生物学
category:细胞学
category:生物化学
Category:核酸
ja:リボ核酸
ko:RNA
th:RNA
病毒
:请参看其它的解释:计算机病毒
病毒是一种可以在其它生物体间传播并感染生物体的微小生物(其实因为病毒本身不能进行新陈代谢,所以某种程度上还不能说病毒是生物)。有时使用“病毒”描述那些在真核生物中传播和感染的生物;使用“噬菌体”或“吞噬体”来描述那些在原核生物间传播的生物。病毒的起源不是很清楚。现在最流行的解释是它们来源于其它寄主有机体,起源于例如质粒或转座子的。也有人认为它们是简化了的微生物或分别起源于原始海洋的有机生物汤。不同的病毒可能起源于不同的机制。
病毒構造
转座子
病毒具有由蛋白质组成的具有保护功能的衣壳和被衣壳包被的核酸(DNA或RNA)组成,形成衣殼的單位稱作次蛋白衣或殼粒(Capsomere),為六角形或五角形。衣壳和核酸合称为核衣壳。有些病毒的核衣壳外面,还有一层由蛋白质、多糖和脂类构成的膜叫做外套膜,外套膜上生有刺突,如流感病毒。
病毒的分類
由於病毒並不像其他生物能藉由交配產生後代,因此在種別的定義上與一般生物有所不同。病毒的分類是由國際病毒分類委員會(International Committee on Taxonomy of Viruses, 簡稱ICTV)開會討論而得。分類的主要依據是病毒顆粒的特性、抗原特性與生物特性。
病毒核酸的分类
- 第一类是双螺旋脱氧核糖核酸(DNA)。
- 第二类是单链脱氧核糖核酸。
- 第三类是双螺旋核糖核酸。
- 第四类是具有象mRNA(信使RNA)行为的单链核糖核酸。
- 第五类是作为mRNA模板的单链核糖核酸。
- 第六类是单链核糖核酸(RNA)以及一个脱氧核糖核酸作为媒介。(逆转录病毒)
- 第七类是有一个核糖核酸作为复制媒介的双螺旋脱氧核糖核酸。
感染機制
衣壳使得感染过程可以通过不同的机制实现。感染的结果是寄主细胞的复制过程被中断来产生更多的病毒体,从而完成病毒的生命周期。病毒在某种程度上是介于生物和非生物之间的,它们能够繁殖和遗传,但却必须依靠寄主细胞和其中的复杂的酶。在某种程度上可以把它们算为普通的分子片段。然而,它们仍是生物,而且是明显的寄生生物,它们不能离开它们的寄主独立繁殖。就像很多寄生虫那样它们也有特定的寄主范围。有时是一个,有时是多个。
病毒與人類
由病毒引起的疾病包括由很多不同种类但相关的病毒引起的流感、天花、由人体免疫缺陷病毒(HIV)病毒引起的艾滋病(获得性免疫功能缺陷综合症,AIDS)。最近发现宫颈癌和乳头状瘤病毒有很大关系,一个重要的证据显示了人类癌症和病毒的关系。
因为它们使用了寄主的活动机制,因此病毒很难杀灭。现在最有效的预防病毒的方法是接种疫苗。病人通常要求使用对病毒没有什么作用的抗生素,这使得细菌产生越来越强的抵抗力。因此在对病人进行治疗前应该等待检验结果以确定病人的疾病是由病毒引起的还是由细菌引起的。
其他
其它具有传染性的比病毒结构还简单的微粒包括:类病毒,拟病毒和朊病毒。
請參看:生物病毒列表
Category:病毒学
als:Virus (Medizin)
ja:ウイルス
ko:바이러스
ms:Virus
simple:Virus
朊病毒朊毒体(英文名Prion,最早为proteinaceous infectious particle之意,中文譯名以前也叫作朊病毒、蛋白质感染因子、蛋白侵染子、朊病素、朊蛋白等)是一种具有感染性和自我复制能力的因子,也叫做普列昂或蛋白质侵染因子。虽然它们具体的活动和复制机制还不是很清楚,但是它们通常被认为是引起先前一系列人们了解甚少的传染性海绵状脑病的原因,这些脑病包括羊搔痒症和牛海绵状脑病(也叫“疯牛病”)。这些疾病对脑组织结构的影响都是致命的和不可医治的。
朊毒体最早由美国加利福尼亚大学的斯坦利·B·布鲁辛纳(Stanley B. Prusiner)于1982年发现的。
推测朊毒体仅由蛋白质组成,没有核酸。在这之前,科学家认为所有的病原体都有可复制的核酸(细菌、病毒等等)。
研究人员发现了一个突破口:这种具有感染性的因子主要由被称为PrP的蛋白质组成的。这种蛋白质可以在细胞的质膜上找到(具体功能还不了解),但是与具有感染性的因子PrpSC与正常因子PrPC在形状上有一点不同。科学家推测这种变形的蛋白质会引起正常的PrPC转变成具有感染性的蛋白质,这种连锁反应使得正常的蛋白质和致病的蛋白质因子都成为新病毒的材料。在这个假说被提出来以后,产生PrP的基因被抽离出来,产生不同形状的突变基因被成功的定义和复制,研究实验鼠的结果为这个假说提供了支持,这些证据现在是强有力的,但并不是无可争议的。
朊毒体似乎在直接与受感染的组织接触时感染性很强。例如,人们可能会因为注射直接来源于人类脑下垂体的生长激素而感染Creutzfeldt-Jakob疾病或变异性克雅氏病(nvCJD),或通过脑部外科手术的仪器传染(朊毒体可以幸存于通常为外科器械消毒的高压灭菌器)。通常也认为,食用受感染的动物可以通过积累缓慢地引起疾病,特别是可以引起朊毒体在世代间积累的同类相食或类似的行为,例如太平洋一个小岛上发生的库鲁病。虽然这种风险没有被证明,但是现代农场不接受给反刍动物喂养反刍动物蛋白质粉末就是一个警惕。
朊毒体没有引起免疫系统察觉的原因是,它们的“安全形式”从个体出生的一刻起就存在于体内。“危险”朊毒体与之的差别只是它们的折叠结构有差别。朊毒体通过不断聚合,形成自聚集纤维,然后在中枢神经细胞中堆积,最终破坏神经细胞。根据脑部受破坏的区域不同,发病的症状也不同,如果感染小脑,则会引起运动机能的损害,导致共济失调;如果感染大脑皮层,则会引起记忆下降。变异性克雅氏病的致死率较高。
斯坦利·B·布鲁辛纳提出PrpSC PrPC具有相同的一级结构(氨基酸序列)而具有不同的高级结构(构象)的假说,打破了以往蛋白质的一级结构决定高级结构的定律,从而获得了1997年的诺贝尔奖。
有用的朊毒体
正是对朊毒体的研究,科学家发现了一些具有Beta片层结构的多肽具有自聚集的性质,可以自聚集形成纤维,为纳米材料提供了新的研究思路。多肽的Beta片层之间可以形成氢键,将一个一个多肽单体按照特定的结构连接在一起,形成纤维。中国与世界上许多实验室正在人工合成一些可以自聚集形成纤维的多肽,希望能够控制纤维的生长,找到新的功能材料。
下面翻译存在问题,请参考英文版的原文并帮助改正。
并不是所有的朊毒体都是危险的,事实上,它们存在于很多植物和动物中。正因为如此,科学家认为这些变形的蛋白质一定为它们的宿主带来了一些好处。这个假设在对一种特定的藓类植物进行研究的时候被证实。正常情况下,当一个地方的藓与另一个地方的藓长得足够它们的外层细胞相接触时,病毒会从一个受感染的藓的部分传播到另一个没有受感染的藓的部分。但是,朊毒体似乎会绕到被感染的藓的边缘部分。这可以引起藓边缘部分的细胞死亡,从而形成一个屏障,阻止病毒穿过,从而避免受到感染。
1965年,研究人员在布赖恩·科克斯(Brian Cox)的指导下,发现了一种奇怪的遗传,他们把它称为[PSI+]因子([PSI+] element)。1994年,里德·维克尼(Reed Wickner)提出假说,认为[PSI+]和另一个遗传因子都是朊毒体。很快人们就注意到热休克蛋白(heat shock proteins,可以帮助其它蛋白质正确折叠的蛋白质)可以减少[PSI+]的影响。研究人员的研究显示出了氨基酸序列如何帮助PSI蛋白质(Sup35p)在它朊毒体和非朊毒体状态间转化。这个研究使得Susan Lindquist认为,朊毒体转换在某种情况可能是有利的,使得它们在进化中得以保留。
也有人推测朊毒体与细胞分化有关,他们能够刺激干细胞的功能分化(例如形成肌肉细胞和血细胞)。
Category:病毒学
ja:プリオン
ko:프리온
Niccolò TartagliaNiccolò Tartaglia (Brescia, 1499 ca - Venezia, 13 dicembre 1577), è il soprannome e lo pseudonimo utilizzato da Niccolò Fontana, eclettico matematico italiano, il cui nome è legato al noto Triangolo.
Biografia
Di umilissime origini (era figlio di un Michelotto "cavallaro", forse postino), divenne balbuziente per una profonda ferita infertagli da bambino da un soldato francese durante il sacco di Brescia (1512), che gli procurò danni permanenti alla lingua e al palato. Dato per morto, sopravvisse grazie alle cure della madre, ma gli rimase una evidente difficoltà ad articolare le parole. Per questo ebbe il soprannome "Tartaglia" che accettò e lui stesso utilizzò tutta la vita per firmare le sue opere.
Non poté frequentare alcuna scuola da giovane ed era molto fiero di essere autodidatta. Nei suoi scritti, si vanta infatti di essere andato a scuola di scrittura solo per 15 giorni, all'età di 14 anni. Grazie alla sua abilità, poté comunque guadagnarsi da vivere a Verona prima e poi a Venezia, insegnando matematica elementare; e fu a Venezia che con il tempo si fece una reputazione di matematico promettente, partecipando con successo a numerose polemiche.
Il suo nome è legato alla formula per la soluzione della equazione cubica o equazione di terzo grado. In realtà la formula era stata trovata, ma non pubblicata, da Scipione Dal Ferro nei primi del 1500, e fu nuovamente inventata dal Tartaglia una ventina di anni dopo, mentre sullo stesso problema lavoravano anche il professore Gerolamo Cardano e al suo discepolo Ludovico Ferrari più o meno nello stesso periodo.
A Tartaglia dobbiamo tra l'altro la prima traduzione italiana degli Elementi di Euclide (1543).
In un trattato Quesiti e inventioni diverse si interessa anche di balistica e di fortificazioni.
L'invenzione della formula risolutiva dell'equazione cubica
Il primo matematico che arrivò ad una formula risolutiva per le equazioni di terzo grado fu Scipione Dal Ferro nel 1515: la sua formula era generale perché, pur riferendosi ad equazioni ridotte, ossia prive del termine di secondo grado e scritte nella forma:
con l'esclusione del casus irriducibilis, nel quale le soluzioni sono in numero inferiore a tre, tutte le cubiche sono riconducibili a questa tramite la sostituzione dove b è il coefficiente di secondo grado. Di fatto, a quel tempo non erano stati studiati ancora i numeri negativi, i numeri immaginari non erano ancora stati inventati, e neanche il piano cartesiano; infine anche la relazione fra il numero di radici e il grado della equazione non era stata ancora dimostrata.
In più, accadeva a quel tempo che i matematici custodissero gelosamente le proprie scoperte, oppure le rendessero note solo a una stretta cerchia di amici o discepoli; altre volte, enunciato un principio, omettevano di pubblicare parte o tutta la dimostrazione. Fu così che Dal Ferro non pubblicò la formula risolutiva, ma la lasciò ad un suo allievo fidato ma non molto geniale, Antonio Maria del Fiore, che dopo anni cominciò a vantarsi della propria capacità di risolvere le equazioni cubiche. Questo stimolò il Tartaglia che, in maniera indipendente, riscoprì la formula di Dal Ferro e, nel febbraio del 1535, accettò una cartello di matematica disfida dello stesso Fiore.
La disfida era un evento pubblico in cui ciascuno degli sfidanti sottoponeva all'altro problemi di vario tipo, depositandoli da un notaio e distribuendoli ai testimoni; il vincitore veniva deciso da giudici scelti di comune accordo. In questo caso particolare, Tartaglia risolse tutti i problemi posti da Fiore in due ore, mentre questi non ne risolse alcuno fra quelli posti da Tartaglia; la disfida si concluse dunque con un pieno successo di Tartaglia.
L'evento ebbe larga risonanza, e Niccolò Tartaglia fu oggetto di attenzioni da parte di Gerolamo Cardano, che nel marzo del 1539 lo invitò a Milano, dove era introdotto abbastanza bene, e si fece confidare la famosa formula, dietro la promessa che non ne avrebbe parlato ad alcuno. Probabilmente Tartaglia si era mosso da Venezia con la speranza di ottenere una qualche introduzione nel mondo accademico milanese, che invece non arrivò.
Cardano, con l'aiuto del suo allievo Ludovico Ferrari, approfondì le formule dell'equazione cubica e la migliorò, trovandone una anche per il caso generale. Il Tartaglia non si decideva a pubblicare i suoi risultati; e qualche anno dopo il Cardano, con l'aiuto di Fiore, scoprì da alcune carte che erano in possesso del genero di Dal Ferro che la formula era stata inventata anche da quest'ultimo. Pertanto si ritenne libero dalla promessa fatta al Tartaglia e si decise a comprendere i suoi risultati nella Ars Magna che pubblicò nel 1545, ben sapendo che avrebbe così suscitato le ire di Tartaglia, così come di fatto avvenne.
Nel 1546 infatti Tartaglia pubblicò la sua opera "Quesiti et Inventioni diverse" dove, con parole offensive verso Cardano, denunciava la violazione del giuramento fattogli; il Ferrari, in difesa del suo amico e professore, lanciò il primo cartello di disfida contro Tartaglia, seguito da altri cinque nel giro di due anni. Tartaglia, per le sue difficoltà di parola, intendeva disputare per iscritto, Ferrari invece insisteva per uno scontro verbale e per tenere la disputa a Milano, dove lui poteva contare su amicizie e conoscenze. L'ultimo scontro si concluse il 10 agosto 1548; a Tartaglia non fu permesso di esporre le proprie ragioni e per questo motivo il giorno seguente ritornò a Brescia, dove si era trasferito da poco.
Gli scontri non ebbero esito positivo per Tartaglia, che perse anche il lavoro a Brescia, ebbe difficoltà finanziarie e dovette far ritorno poco dopo a Venezia. Comunque i posteri hanno riconosciuto a Cardano parte della paternità dell'invenzione della formula risolutiva dell'equazione cubica, chiamandola formula di Cardano-Tartaglia.
Opere
"La Nova Scientia" (1537): divisa in tre volumi, tratta di balistica esterna ed è la prima che tenta una trattazione matematica del moto dei proiettili.
"L'Euclide Megarese" (1543): è la prima traduzione in italiano degli Elementi di Euclide, con i commenti del Tartaglia medesimo.
"Le opera archimedis" (1543): anche questa è una traduzione dell'opera di Archimede attraverso la versione latina di Guglielmo di Morbecca.
"Quesiti et inventioni diverse" (1546): opera in nove volumi, che tratta di problemi di varia natura: aritmetica, algebra, geometria, statica, topografia, fortificazioni, artiglieria e tattica bellica.
"Le risposte a Ludovico Ferrari" (1547-1548): si tratta dei sei opuscoli con cui il Tartaglia risponde ai cartelli di matematica disfida di Ferrari.
"La travagliata Inventione" (1551): in tre libri, con tre "Ragionamenti" e un "Supplimento": si tratta di piccoli scritti, contenenti ad esempio il procedimento per riportare a galla una nave affondata e un commento sull'opera di Archimede.
"Il general trattato di numeri et misure" (1556-1560): è un trattato in sei libri, di aritmetica, geometria e algebra; neanche in quest'opera Tartaglia affronta il problema della soluzione delle equazioni cubiche.
"De insidentibus aquae" e "De ponderositate" (pubblicati postumi nel 1565): due volumi rispettivamente di Archimede e di Nemorario, che furono tratti dalle carte lasciate da Tartaglia.
Tartaglia
Tartaglia
Categoria:Brescia
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Weblinks
- [http://www.fedora.info Weitere Informationen] (in Englisch verfügbar)
- [http://www.project-consult.net/Files/Open%20Source%20Archivierung.pdf Informationen zu Fedora] und zu Open Source Archivsoftware in Deutsch
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